| Equipe 84 - 29 settembre (1967) |
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Seduto in quel caffè Vedevo solo lei |
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Note |
N.1 in hit-parade
per l'Equipe 84, primo
complesso beat italiano all'epoca, praticamente in contemporanea all'uscita (maggio del 1967), anche a
seguito di
una ben orchestrata attesa, in pił canzone regina a
Bandiera gialla, il
tutto per una canzone del tutto nuova e diversa
da quanto
sentito fino ad allora. Il brano di
Battisti e
Mogol
proponeva infatti, per la prima
volta nella canzone italiana, su un sottofondo pop accattivante e per
nulla
dirompente, effetti speciali ed extra musicali, come lo speaker del
giornale radio in sottofondo (una registrazione fatta appositamente per la canzone).
La canzone
riprendeva
quindi idee che giravano nel mondo della musica, soprattutto inglese,
in uscita
dal beat e in cammino verso la psichedelia e il progressive, seguendo
la strada
indicata dai primi Pink Floyd e anche dai Beatles con Revolver,
e che sarà fissata poi lo stesso anno 1967 con il capolavoro
epocale Sgt.
Pepper e in particolare con il brano A
Day In The Life, che aveva la stessa idea del
giornale radio. Nello stesso anno venne preparata dalla Equipe 84 e dalla
Ricordi anche una versione in inglese, pubblicata in USA, con titolo
29th September e sul retro Auschwitz.
Sul retro del singolo italiano invece una canzone scritta da Francesco Guccini,
E' dall'amore che nasce
l'uomo.
Riguardo alla data e al suo significato profetico, si sarebbe chiarito
solo
molti anni dopo (dal 1994 in poi).
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Musica & Memoria 2002-2003 / Revisione 2011 / Testo originale di Mogol / Riproduzione per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita |