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La "forma canzone": Montagne verdi |
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Come deve essere una canzone perfetta? Può essere, ad esempio:
evocativa: con poche parole può riassumere una storia
epica: può essere capace di trasformare una vicenda personale in una vicenda universale
sociale: può parlare non solo di due o tre persone, ma di un'epoca o di un popolo
Un
esempio di canzone che ha tutti questi ingredienti esiste, ed è anche molto
nota.
Lo so che si tratta di un brano non molto considerato dalla critica, e che a suo
tempo
il cabarettista Stefano Nosei ne ha fatto una versione alternativa chiamata
"Lasagne verdi"
("io sognavo lasagne verdi..."), eppure gli elementi della
forma-canzone ci sono tutti.
Esagero? Seguiamo il testo.
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Montagne
verdi In un
solo verso è evocata l'infanzia della protagonista in un luogo mitico con l'amico mio più
sincero e con
una ulteriore pennellata aggiunge anche un tocco di malinconia poi un giorno mi
prese arriva
il momento di emigrare anche per la famiglia della protagonista, Quante volte la
emigrazione italiana è dal Sud al Nord, e al Nord fa più freddo, quante volte quante
volte ha assaggiato la amarezza della vita di emigrante; e qui la città aveva mille
sguardi dalla
campagna solitaria, ma familiare e socializzante, alla città e qui entra in scena l'altro protagonista, lui Mi ricordo montagne
verdi ha
riconosciuto nello sguardo di lui la stessa malinconia e la stessa origine, quella nebbia le tue
parole dal
particolare della nebbia sappiamo ora che la città è proprio Milano, e Io ti amo mio
grande amore Il mio destino "un
po' più donna": anche per una donna le strade per diventare veramente |
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© Note A. Truffi per Musica & Memoria / "Montagne Verdi" è stata scritta da Gianni Bella e presentata da Marcella Bella al Festival di San Remo del 1972 / Riproduzione del testo per soli scopi di ricerca e di critica musicale (vedi DISCLAIMER) |