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Prendo il giornale e
leggo che di giusti al mondo non ce n'è. Ahi ahi ahi ahi! Ahi
ahi ahi ahi! Leggo che sulla terra
sempre c'è una guerra, Ahi ahi ahi ahi! Ahi
ahi ahi ahi! Ogni atomica è una
boccia e i birilli son l'umanità, Si rapina il lunedì,
ci si ammazza gli altri dì, Non esiste morale, c'è
per tutti un complesso, un problema del sesso (Parlato) E se noi, tutti
insieme in un clan, ci uniremo, |
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Note |
Un
brano originale del 1966 di Adriano Celentano
sullo stile dei blues di strada recuperati da Bob Dylan con Subterranean Homesick Blues,
e anche da Antoine con il suo Les
Elucubrations. Il testo, dove c'è il contributo anche dell'onnipresente
Mogol, assieme a due autori del Clan, è apparentemente
di protesta, in linea con
l'allora dilagante fenomeno beat. E come tale è stato interpretato dai ragazzi
dell'epoca, che ne hanno decretato un buon successo. Anche se, leggendolo oggi,
si intravede chiaramente la inossidabile ideologia "familista-ecologista"
dell'artista milanese.
Le "persone serie che non raccontan storie" è possibile che siano i liberali dei
precedenti governi di centro destra (in Italia allora era al governo il primo
centro-sinistra, alleanza tra DC e PSI, e non godeva a metà del decennio di una
grande popolarità).
La "corruzione dove c'è lo sport" si riferisce ad alcuni scandali emersi dopo la
clamorosa eliminazione della nazionale di calcio da parte della Corea del Nord
ai mondiali del '66 in Gran Bretagna.
Il clan naturalmente è la creatura dello stesso Celentano, non solo casa
discografica ma anche associazione tra i musicisti che ne fanno parte, da Ricky
Gianco a Don Backy ai Ribelli, a Pilade nominato nel testo. Che però, come noto,
hanno in molti casi scelto da uscire dalla tutela del vulcanico e autoritario
leader.
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Musica & Memoria 2008 / Testo originale Mogol, Beretta e Del Prete / Riproduzione per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita |