| Arnaldo Fusinato - Ode a Venezia |
|
E' fosco l'aere, il
cielo e' muto, Fra i rotti nugoli
dell'occidente Passa una gondola della
città. No, no, non splendere su
tanti guai, Ma non le ignivome palle
roventi, Sulle tue pagine
scolpisci, o Storia, ma il morbo infuria, ma
il pan le manca... Ed ora infrangasi qui
sulla pietra, Ramingo ed esule in suol
straniero, Ma il vento sibila, Sul ponte sventola |
|
|
Note |
Una poesia sul
Risorgimento che era praticamente obbligatorio imparare a memoria (e saper
recitare con la dovuta passione) fino al 1968. La vicenda narrata è quella
della sfortunata sollevazione di Venezia nel 1848, in appoggio al tentativo di
unificazione dell'Italia iniziato (con prudenza e diffidenza) da Carlo Alberto
(I
Guerra di Indipendenza). Dopo la sconfitta di Carlo Alberto ad opera del
generale austriaco Radetzky (il re fu poi costretto all'esilio) Venezia e Roma
continuarono, come noto, la insurrezione e andando oltre, proclamando la
repubblica. Roma fu soverchiata dalle forze armate del Regno delle Due Sicilie,
di Francia e di Spagna, mentre Venezia, assediata dagli austriaci, fu colpita anche da una epidemia di colera, che è
"il morbo", più volte citato in questo malinconico componimento.
E' la poesia citata da Franco Battiato
nella sua celebre canzone
Bandiera bianca, del 1981.
|
Musica & Memoria Dicembre 2003 |