Caetano Veloso - Os Argonautas

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O barco, meu coração não agüenta
La barca, il mio cuore non sopporta
Tanta tormenta, alegria
tanta tempesta, (tanta) allegria
Meu coração não contenta 
Il mio cuore non si accontenta
O dia, o marco, meu coração, o porto, não 
il giorno, la pietra miliare, il mio cuore, il porto, no
 
Navegar é preciso, viver não é preciso 
Navigare è necessario, vivere non è necessario 
Navegar é preciso, viver não é preciso 
Navigare è necessario, vivere non è necessario  

  

O barco, noite no céu tão bonito
La barca, sera dal cielo così bello
Sorriso solto perdido
Sorriso libero perduto
Horizonte, madrugada
Orizzonte, alba
O riso, o arco, da madrugada 
Il sorriso, l’arco, dell’alba
O porto, nada 
Il porto, nulla
 
Navegar é preciso, viver não é preciso
Navigare è necessario, vivere non è necessario 
Navegar é preciso, viver não é preciso
Navigare è necessario, vivere non è necessario 

 

O barco, o automóvel brilhante 
La barca, la macchina brillante
O trilho solto, o barulho
il sentiero libero, il rumore
Do meu dente em tua veia 
del mio dente sulla tua vena
O sangue, o charco, barulho lento
il sangue, il pantano, rumore lento
O porto silêncio
il porto silenzio
 
Navegar é preciso, viver não é preciso 
Navigare è necessario, vivere non è necessario 
Navegar é preciso, viver não é preciso 
Navigare è necessario, vivere non è necessario 

 

 

Note

La canzone è contenuta nel cosiddetto "White Album" di Caetano Veloso, il disco registrato a Bahia nel 1969, con Gilberto Gil alla chitarra, pubblicato alla vigilia dell'esilio a cui erano destinati i due musicisti,  considerati pericolosi oppositori della dittatura di destra che allora dominava il Brasile. 
Probabilmente per rimarcare la singolarità della situazione (Veloso era agli arresti domiciliari) la copertina venne lasciata intenzionalmente bianca, con solo la firma del musicista, ricordando così, forse volutamente, il celebre "White Album" dei Beatles di due anni prima.

Si tratta di un fado, chiaro omaggio alla cultura portoghese, al mare, e chiaramente al mitico viaggio degli Argonauti guidati da Giasone; nel modo di cantare di Veloso molti hanno notato un omaggio alla principale interprete del fado, Amalia Rodrigues, allora nel pieno della maturità artistica, sicuramente è presente un omaggio al grande poeta portoghese Fernando Pessoa, del quale sono citati i versi "Navegar é preciso, viver não é preciso" che costituiscono l'inciso di tutto il brano, e che riecheggia il motto romano del generale Pompeo (106-48 aC) "Navigare necesse; vivere non est necesse" rivolto ai soldati riottosi a muoversi per mare durante una guerra.

 La poesia di Pessoa, che ha lo stesso titolo di questi versi, è riportata sotto (in originale e tradotta).

 

Navegadores antigos tinham uma frase gloriosa:
"Navegar é preciso; viver não é preciso".

Quero para mim o espírito [d]esta frase,
transformada a forma para a casar como eu sou:

Viver não é necessário; o que é necessário é criar.
Não conto gozar a minha vida; nem em gozá-la penso.
Só quero torná-la grande,
ainda que para isso tenha de ser o meu corpo e a (minha alma) a lenha desse fogo.

Só quero torná-la de toda a humanidade;
ainda que para isso tenha de a perder como minha.
Cada vez mais assim penso.

Cada vez mais ponho da essência anímica do meu sangue
o propósito impessoal de engrandecer a pátria e contribuir
para a evolução da humanidade.

É a forma que em mim tomou o misticismo da nossa Raça.

I navigatori antichi usavano una frase gloriosa:
Navigare è necessario, vivere non è necessario

Voglio per me lo spirito [di] questa frase,
è diventata la forma per raggiungere quello che sono io:

Vivere non è necessario; creare è ciò che è necessario
Non mi aspetto di godere la mia vita, neanche a goderla ci penso
Voglio soltanto farla diventare grande
anche se per questo dovranno essere il mio corpo e la (mia anima) il legno di questo fuoco.

Voglio soltanto che essa sia di tutta l'umanità;
anche se per questo dovrò perderla.
Ci penso sempre più di frequente. 

Sempre e con maggior frequenza metto essenza anemica del mio sangue
il proposito impersonale di ingrandire la patria e contribuire
all'evoluzione dell'umanità

È la forma che ha preso in me il misticismo della nostra stirpe.

 

Traduzione e note di  Janaìna Truffi / Riproduzione per usi commerciali non consentita
©
Musica & Memoria Ottobre 2004

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