Catherine Deneuve & Nino Castelnuovo - Les parapluies de Cherbourg

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Depuis quelques jours je vis dans le silence
Des quatres murs de mon amour
Depuis ton départ l'ombre de ton absence
Me poursuit chaque nuit et me fuit chaque jour
Je ne vois plus personne j'ai fait le vide autour de moi
Je ne comprends plus rien parce que je ne suis rien sans toi
J'ai renoncé à tout parce que je n'ai plus d'illusions
De notre amour écoute la chanson

Da un po' di giorni vivo in silenzio
nelle quattro mura del mio amore
dalla tua partenza l'ombra della tua assenza
mi tormenta di notte e mi sfugge di giorno
non vedo più nessuno ho fatto il vuoto intorno
e non capisco niente perché non son niente senza te
a tutto ho rinunciato niente più illusioni
del nostro amore ascolta le canzoni

Non je ne pourrai jamais vivre sans toi
Je ne pourrai pas, ne pars pas, j'en mourrai
Un instant sans toi et je n'existe pas
Mais mon amour ne me quitte pas
Mon amour je t'attendrai toute ma vie
Reste près de moi reviens je t'en supplie
J'ai besoin de toi je veux vivre pour toi
Oh mon amour ne me quitte pas

No non potrei vivere più senza di te
non potrei più, non partire, ne morirei
un istante senza te e non esisto più
ma il mio amore non mi abbandona
amore mio ti aspetterò tutta la vita
resta con me, ritorna te ne supplico
ho bisogno di te voglio vivere per te
amore mio non mi lasciare più

Ils se sont séparés sur le quai d'un gare
Ils se sont éloignés dans un dernier regard
Oh je t'aim' ne me quitte pas.

Si sono separati sulla banchina di un treno
si sono allontanati gettandosi un ultimo sguardo
ti amo non mi lasciare più

 

Note

 

Les parapluies de Cherbourg (i parapioggia, o gli ombrelli, di Cherbourg, nota località di vacanze francese sul canale della Manica) è la canzone principale dell'omonimo film del 1964, del regista francese Jacques Demy, un originale esperimento di musical europeo, nel quale tutti i dialoghi sono cantati. 
Un film molto amato e tutt'altro che dimenticato, a giudicare dalle numerose richieste e ricerche di testi e notizie, che ci hanno convinto ad inserirne la traduzione. I protagonisti erano i giovanissimi Catherine Deneuve (poco più che ventenne, aveva già all'attivo 8-9 film) e Nino Castelnuovo, quest'ultimo impegnato poco prima del successo italiano come Renzo nello storico sceneggiato televisvo I promessi sposi di Sandro Bolchi.

La storia era molto semplice, Genevieve (Deneuve) figlia diciassettenne di una vedova, proprietaria di un negozio di parapioggia (articolo molto indicato nella località di mare, dal tempo molto variabile) e Guy (Castelnuovo), meccanico, si amavano teneramente, ma l'amore era contrastato dalla madre, che considerava la figlia troppo giovane e il ragazzo non ricco e non alla sua altezza. Lui parte per il militare (due anni, all'epoca) e lei scopre di essere incinta. Durante la lunga attesa, la ragazza non confortata da alcuna lettera da parte di lui (impegnato anche in zona di guerra e impossibilitato per vari motivi) e nel frattempo il negozio ha dei problemi e viene rilevato da un giovane gioielliere Roland, che è da tempo innamorato di Genevieve, ed è disposto per il suo amore a crescere un figlio non suo. Il matrimonio viene come logica conseguenza, il negozio è venduto e la nuova famiglia lascia la cittadina. Quando Guy torna finalmente dal militare non ritrova più Genevieve e la madre adottiva, con la quale viveva, sta morendo. La ragazza che la assisteva, Madeleine, era già innamorata di lui e i due, fatalmente, si mettono insieme e si sposano. Naturalmente non finisce qui, qualche anno dopo Genevieve torna casualmente a Cherbourg e incontra Guy, e nell'ultima, malinconica, scena, i due amanti realizzano quanto amore avevano tra le mani un tempo, e che quella felicità è persa per sempre.

Non è quindi la storia in sé, basata sui luoghi comuni del melodramma e individuabile in anticipo e con facilità dagli spettatori, ad aver reso memorabile questo film. Sono stati altri fattori, la bellezza straordinaria delle immagini, degli attori (in primo luogo Catherine Deneuve splendida come non mai), la proposizione sotterranea di domande non banali, come la perdurante importanza delle differenze di classe nella felicità coniugale, la possibilità per i giovanissimi (la protagonista all'inizio è diciassettenne, un'adolescente) di comprendere e scegliere la loro personale strada verso la felicità, e la responsabilità per gli adulti (soprattutto se loro questa felicità non la vivono o l'hanno conosciuta poco, come è il caso dei protagonisti del film) nell'indirizzarli verso scelte sagge, ma che possono precludere la felicità futura, il realismo delle scelte che si traduce poi in un rimpianto per tutta la vita; domande e temi portati all'ascoltatore usando i temi del melodramma (della soap opera, diremmo ora) come "mattoni" di uso comune, familiari.

E infine, sopra a tutto, c'è una scelta linguistica raramente tentata al cinema in modo così radicale: tutti i dialoghi, senza eccezione, sono cantati, con un effetto di voluto contrasto con il realismo dell'ambientazione. Acquisisce quindi una importanza decisiva la bellissima colonna sonora, dovuta al compositore Michel Legrand, il musicista preferito dai registi della nouvelle vague del cinema francese degli anni '60, ricca di momenti memorabili ed intrisa di umori jazz.

 

Una selezione di immagini promozionali e foto di scena tratte dal film Les parapluies de Cherbourg

 

Deneuve e Castelnuovo

Sotto: Genevieve con la madre (l'attrice Anne Vernon)

Il compositore Michel Legrand davanti alla copertina del disco (sotto)

 

© Alberto Truffi 2006 - Musica & Memoria / Testo originale di Jacques Demy, riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Traduzione di Carla Roscioli / Copia per usi commerciali non consentita

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