Covers al contrario - Quando l'originale era italiano

HOME

MENU

 

 

 Vedi anche  Il fenomeno delle cover / La lista / Cover “adulterate” / I complessi beatLe copertine delle cover / Le copertine / Le canzoni di protesta / I testi / Le traduzioniNuovi inserimentiVal all'elenco

Negli anni '60 e '70 il consumo di musica pop era all'apice e il nostro paese era tra i primi in Europa sia per acquisto di dischi sia per produzione di nuovi brani. Una forte domanda che ha generato il fenomeno delle cover ma, assieme, un buon interesse per quello che veniva creato in Italia, anche per l'interdipendenza tra i vari mercati e la uniformità degli stili musicali che, dal twist in poi, si diffondevano nei vari paesi, oltre che per l'attrazione sempre viva per la classica melodia italiana.

Esattamente come avveniva in Italia, il nuovo testo (quasi sempre in inglese) prescindeva spesso da quello originale italiano, lo si capisce già dal titolo, quella che interessava di solito era la melodia e la struttura della canzone. Si nota anche che anche in questo piccolo settore Mogol e Battisti hanno lasciato il segno, alcune della canzoni di maggior successo all'estero portano la loro firma, magari solo di sfuggita, come nel caso di Let's Live For Today. Le cover al contrario, dove l'originale era italiano, non sono state molte rispetto al totale di quelle in italiano, elenchiamo le principali in questa pagina, escludendo le auto cover per il mercato straniero pubblicate negli anni '60 da molte cantanti (soprattutto) come Rita Pavone, Mina, Caterina Caselli, Patty Pravo.

Vi ricordate o avete individuato altre cover al contrario? Scriveteci per segnalarle.

Condividi su Facebook

 

Ads by Google

Le covers

 

Copertina

Titolo straniero

Interprete

Originale

Interprete

Agnetha Fältskog - Som jag ar (Som ett eko)

Som ett eko (1970)

Agnetha Fältskog Vagabondo (1970) Nicola Di Bari

Una versione nella propria lingua del successo di Nicola Di Bari è stata la scelta dalla cantante svedese, poi celebre componente degli Abba assieme al suo compagno Bjorn Ulvaeus, per il terzo brano in scaletta per il suo terzo LP 33 giri come solista, Som jag är (Così come sono). Il titolo in svedese significa "Come un'eco". L'album è stato pubblicato dalla CUPOL (CLPN345), in ottobre del 1970. L’originale italiano era scritto da Giulio D’Ercole e Alberto Morina su musica dello stesso Morina, in collaborazione con Adriano Tomassini e Mario Vicari ed è arrivato al # 9 della Hit Parade italiana del 12 settembre 1970, ottenendo anche degli ottimi riscontri in Sud America e in Spagna (singolo 45 giri RCA Italiana cat. PM 3531).

If Paradise Is Half As Nice (1969)

Amen Corner

Il paradiso della vita (1968)

La ragazza 77 (1968), Patty Pravo (1969)

Prima versione da Ambra Borelli (lanciata dalla Ricordi come "La ragazza 77") seguirà poi quella più nota in Italia di Patty Pravo, con titolo semplificato in "Il paradiso". Era, come noto, una canzone scritta da Mogol e Battisti. Anche la versione inglese ha avuto un grande successo, arrivando al n.1 in UK all'inizio del 1969. La "Ragazza 77" aveva inciso in precedenza con la Ricordi un singolo di cover ("Il beat cos'è" dal noto brano di Sonny Bono) e continuerà come Ambra Borelli con un altro brano di Mogol e Battisti (Mela acerba) presentato al Cantagiro del 1969.

Ben E. King - I Who Have Nothing (45 giri)

I (Who Have Nothing)
(1963)

Ben E. King Uno dei tanti (1961) Joe Sentieri

L'originale italiano era una canzone composta da Donida con parole di Mogol, incisa da Joe Sentieri nel 1961. La versione dell'ex prima voce dei Drifters era stata tradotta in inglese da Jerry Leiber e Mike Stoller, collaboratori fissi di King sin dai tempi di Stand by Me. Entrata in classifica è arrivata al 29° posto. Altre cover successive dello stesso brano in inglese, la più nota quella di Tom Jones del 1970, che ha raggiunto il n. 14 in USA.
Notevole anche la versione di Shirley Bassey, sempre del 1963, grande successo invece in UK dove raggiunse il 6° posto in classifica.

Brenda Lee - I Want To Be Wanted (45 giri)

I Want To Be Wanted (1961)

Brenda Lee

Per tutta la vita (1959)

Wilma de Angelis / Jula de Palma.

Cover all'incontrario, il brano originale era stato presentato al Festival di Sanremo nel 1959 dalle due note interpreti della canzone italiana. Brenda Lee era una cantante teen ager USA che aveva iniziato a pubblicare dischi nel 1957 a 13 anni.

Deborah (1968)

Claude François Deborah (1968) Fausto Leali / Wilson Pickett

Deborah è il noto brano scritto da Vito Pallavicini, musicato da Pino Massara e Paolo Conte che venne presentato alla 18ma edizione di Sanremo da Fausto Leali e da Wilson Pickett, classificandosi al quarto posto. Successo discografico per il solo Wilson Pickett, con la sua versione per 6 settimane nella top ten della Hit Parade, dal 17 febbraio al 30 marzo del 1968. Questa versione cantata da Claude François, ha un testo scritta dallo stesso musicista e dal suo affezionato collega Gilles Thibaut ed è stata pubblicata nello stesso anno della verisone originale sul lato B del singolo 45 giri EP a quattro tracce “Après tout”, etichetta Disque Flèche, numero di catalogo 434.552 BE.

Chico Buarque De Hollanda - Minha Historia (45)

Minha Historia (1971)

Chico Buarque de Hollanda 4 marzo 1943 (1971) Lucio Dalla

Anche in Brasile questo bellissimo brano di Lucio Dalla (vedi il link per il testo e altre informazioni) ha avuto grande successo grazie a questa versione di Chico Buarque. Pubblicata sull'album Construçao del 1971, la versione  è stata scritta dallo stesso cantautore brasiliano. E' fedele all'originale, viene solo omesso il riferimento alla seconda guerra mondiale, nella quale, come noto, il Brasile non era stato coinvolto.

Cilla Black - You're My World

You're My World (1964)

Cilla Black

Il mio mondo

Umberto Bindi

L'originale italiano era del grande cantautore genovese Umberto Bindi. Grande successo in UK (#1 nel 1964 e top-20 in USA nello stesso anno. Cilla Black (vero nome Priscilla White, curiosa scelta per il nome d'arte) era di Liverpool ed è stata scoperta e lanciata da John Lennon. Oltre a questo ha avuto altri successi negli anni '60 diventando una delle voci più note del british pop.

Cilla Black - Only Forever Will Do

Only Forever Will Do (1968)

Cilla Black Prigioniero del mondo (1968) Lucio Battisti

Prodotto da George Martin, direzione d'orchestra e arrangiamento di Mike Vickers, testo inglese della stessa Cilla Black, per quest'altra proposta in inglese stavolta da una canzone interpretata da Battisti e scritta da Donida e Mogol. Singolo 45 giri Parlophone A-8557. Buona versione da parte della Black.

How Wonderful To Know (1962)

Cliff Richard Anema e core Tito Schipa / Roberto Murolo (1950)

Brano notissimo della canzone napoletana, proposto da uno svariato numero di orchestre, cantanti lirici e pop occidentali, composto dal maestro sorrentino Salvatore ”Salve” D'Esposito nel 1950 su un testo del suo fidato paroliere napoletano Tito Manlio, pseudonimo di Domenico Titomanlio. La prima esecuzione è del grande tenore leccese Tito Schipa, ma non è noto che lo abbia registrato su supporto sonoro commerciale. Mentre è riscontrabile la pubblicazione, sempre del 1950 ad opera di Roberto Murolo: “Anema e core / Chi Sa?” Shellac 10” 78 giri Durium - AI 9916 del 1950. Disco di Cliff Richard: singolo 45 giri Columbia - SCMQ 1573, pubblicato in Italia nel 1962, testo inglese di Kermit Goell.

All My Love (1967)

Cliff Richard Solo tu (1967) Orietta Berti

Singolo 45 giri registrato alla EMI Columbia, cat. DB 8293 testo inglese di Peter Callander, ottimo successo (la Berti in UK piaceva): #6 1967. E' la cover della canzone di Orietta Berti che si piazzò all’ottavo posto al Disco per l’estate del 1967, scritta e composta da Federico Monti Arduini, meglio conosciuto come Il Guardiano del Faro. Originale Polydor, numero di catalogo NH 59802, pubblicato in aprile del 1967.

Bambino (1956)

Dalida

Guaglione

Marino Marini / Aurelio Fierro e altri

Il primo successo di Dalida poco più che ventenne era la cover in francese di una nota canzone napoletana, scritta da Nisa e Giuseppe Fanciulli.

La partie de football (1963)

Dalida

La partita di pallone (1962)

Rita Pavone

Cover al contrario di Dalida per il mercato francese, nella quale veniva proposto il successo di Rita Pavone nel suo primo periodo. Uno di quei brani dove la voce drammatica e profonda di Dalida sembra proprio fuori posto, come nella cover in francese di Speedy Gonzales, dello stesso periodo.

Tu croiras (1963)

Dalida

Pregherò (1962)

Adriano Celentano

Versione francese, del 1963, della celeberrima Stand By Me di Ben E. King, successo mondiale dei primi anni '60. Come base per la versione francese ("Crederai") è stato però preso il testo italiano, scritto da Don Backy per Adriano Celentano, che ne aveva fatto uno dei suoi primi cavalli di battaglia: Pregherò. La cantante francese di origini italiane, ma cresciuta in Egitto, ai vertici della popolarità in Europa negli anni '60, aveva infatti scelto la vicenda inventata dal cantautore toscano, piuttosto che il testo, abbastanza scontato e privo di mordente, dell'originale USA.

Bonsoir, mon amour (1965)

Dalida

Il silenzio (1965)

Nini Rosso

Operazione analoga l'anno successivo (sia in Italia sia in Francia) con un altro notissimo brano strumentale, basato sulle tradizionali note che nelle caserme il trombettiere suonava alla fine della giornata e al momento del riposo in camerata. La versione allungata con variazioni di questa malinconica melodia proposta da Nini Rosso, un trombettista attivo nei circuiti jazz e delle musiche da film, ebbe un successo enorme a metà degli anni '60 non solo in Italia, arrivando a vendere, pare, fino a 10 milioni di copie del 45 giri. La versione in italiano (che si chiamava ovviamente Il silenzio) venne proposta da Dalida l'anno successivo.

Paroles paroles (1973)

Dalida e Alain Delon Parole parole (1972) Mina e Alberto Lupo

Una canzone dalla struttura originale composta da Gianni Ferrio con il testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del Re, molto celebre, proposta anche in francese da Dalida in coppia con Alain Delon, e poi inserita dal regista Alain Resnais nel suo film solo musicale del 1997 On connaît la chanson, titolato in Italia proprio Parole, parole, parole. Qualche anno dopo, nel 1977, anche una versione in spagnolo, Palabras, palabras, da Silvana Di Lorenzo.

Dalida - Jesus Bambino

Jesus Bambino

Dalida 4 marzo 1943 (1971) Lucio Dalla

Singolo 45 giri IS Records IS45 704, testo francese di Pierre Delanoë, pubblicato nel 1971, quindi nello stesso anno in cui il brano originale venne presentato con grande successo a Sanremo da Lucio Dalla (che ne era come noto l'autore assieme a Paola Pallottino) in coppia con la Equipe 84 (vedi il link per altre informazioni). Sempre nello stesso anno anche la versione in lingua portoghese da parte di Chico Buarque citata in precedenza, grande successo in Brasile. Nella versione francese viene usato il titolo originale (Gesù bambino) cambiato invece in Italia dalla censura della Rai e sostituito con la data di nascita di Dalla.

Tout au plus (1971)

Dalida Tutt’al più (1970) Patty Pravo

Altra cover al contrario sul retro del singolo precedente. Il testo è della paroliera francese di origine egiziana Michaële, pseudonimo di Jacqueline Misrahi. Il brano originale, scritto da Franco Migliacci e Piero Pintucci, partecipò nella terza fase (puntata n.10 del 12 dicembre) di Canzonissima del 1970, ma non entrò in finale. Ebbe invece successo rimanendo in classifica per sette settimane, dal 23 gennaio al 13 marzo 1971, con punta massima al # 5. Disco originale RCA italiana cat. PM 3571, pubblicato in dicembre del 1970.

The World We Love In (1963)

Debbie Dovale Il cielo in una stanza Gino Paoli

Neanche il classico capolavoro di Gino Paoli è sfuggito alla moda americana della versione in inglese (ma con le prime strofe cantate in italiano con marcato accento anglosassone). In questo caso era il lato B dell'unico successo (Hey Lover) della "early girl singer" USA Debbie Dovale , di cui si sono perse completamente le tracce e non si trova neanche una sua immagine sul grande web per sapere com'era e da dove veniva. Versione convenzionale "arricchita" con orchestra e inserti vari e poco fedele nel testo inglese (di Don Raye). Una curiosità: sul disco USA (cliccare per ingrandire) come autori italiani compaiono Toang (Renato Angiolini) più l'onnipresente Mogol. Evidentemente Paoli nel 1963 non aveva ancora fatto in tempo a reclamare i diritti.

You Don't Have to Say You Love Me
(1966)

Dusty Springfield Io che non vivo (1965) Pino Donaggio

La trascinante canzone di Pino Donaggio era stata un successo in Italia nel 1965, raggiungendo i vertici della classifica di vendita, e l'anno successivo nella versione inglese della Springfield è arrivata al n.1 in UK e al n.4 in USA. Successiva cover e buon successo anche da Elvis Presley (1970, #11 USA).

Give Me Time (1967)

Dusty Springfield L’amore se ne va (1966) Carmelo Pagano / Luisa Casali

L’affascinante star londinese propone una personale e più che convincente versione di un brano italiano. Nell'ottobre del 1966, al Cavalieri Hilton di Roma si svolse Il Festival delle Rose, nota rassegna canora organizzata dalla RCA Italiana per fare emergere e promuovere nuovi cantanti o cosiddetti “sconosciuti”, quelli che principalmente passarono per l’omonimo festival di Ariccia e venivano arruolati nella nuova casa discografica di Teddy Reno e Rita Pavone, (Gli Sconosciuti). Nella gara, aperta anche a noti cantanti e complessi, partecipò anche il ventenne cantante palermitano Carmelo Pagano, in abbinamento con la diciannovenne cantante milanese Luisa Casali. Con la stessa formula prevista per Sanremo e al Disco Per L’estate, ogni canzone veniva interpretata da due diversi cantanti e in questa tornata, i due giovani emergenti con la canzone “L’amore se ne va” vinsero l’ambito premio la Rosa D’Oro, ma la loro canzone non s’affacciò minimamente nella top 100 annuale dei singoli. Anche gli autori erano totalmente sconosciuti ed erano i compositori Atmo (Amedeo Tommasi) e Piero Melfa e i parolieri Giulio D'Ercole e Alberto Morina (dati SIAE). Disco di Dusty Springfield: Singolo 45 giri Philips - BF 1577, pubblicato nel 1967, testo inglese di Peter Callander. Disco di Carmelo Pagano: singolo 45 giri Gli Sconosciuti - 45 SN 1002 - 1966.

It's Now Or Never (1960)

Elvis Presley O sole mio (1898) Vari interpreti

Versione in lingua inglese della celeberrima O sole mio, la canzone napoletana per eccellenza (basata su una precedente cover di Tony Martin). Anche negli USA valeva però l'abitudine di ignorare del tutto l'originale, che difatti diventa nel testo di Aaron Schroeder e Wally Gold una storia d'amore con ultimatum ("Ora o mai più"). 25 milioni di copie vendute, numero 1 in USA e UK, uno dei singoli di maggior successo di Presley.

Surrender (1961)

Elvis Presely Torna a Surriento (1905) Vari interpreti

Visto il grande successo si ripete l'operazione l'anno successivo. L'adattamento di questo altro classico della canzone napoletana è dei celebri Doc Pomus e Mort Shuman e anche in questo caso viene presa (e adattata a un ritmo anni '60) solo la melodia della celebre canzone dei fratelli Ernesto e Giambattista De Curtis. Precedente versione inglese Come Back To Sorrento di Claude Aveling.

Ask Me (1964)

Elvis Presley Io (1958) Domenico MOdugno

Per una romantica interpretazione del suo periodo post-servizio militare Elvis ha scelto una canzone di Modugno, scritta con Migliacci, pubblicata praticamente in contemporanea col suo successo internazionale Nel blu dipinto di blu. Scritta anch'essa in collaborazione con Mgliacci. Disco originale Fonit SP 30399.

A Man Without Love (1968)

Engelbert Humperdinck

Quando m'innamoro (1968)

Anna Identici

L'originale italiano era di Livraghi, Pace e Panzeri, una canzone presentata con grande successo da una esordiente Anna Identici al Festival di Sanremo del 1968, in coppia col gruppo vocale americano The Sandpipers. La versione del cantante pop inglese (vero nome Arnold George Dorsey, Humperdinck era il nome di un compositore tedesco dell '800) pare sia arrivata tra le prime 20 a livello mondiale nel 1968 (#19).

Santa Lija (1971)

Engelbert Humperdinck

 

Sogno d’amore (1970)  

Il cantante confidenziale inglese Engelbert Humperdinck, non si lasciò sfuggire neanche questa bella canzone tutta italiana. Questa volta riprende un altro grande successo italiano, conquistato dal cantante pop, ma anche affermato attore di teatro, il napoletano Massimo Ranieri. La canzone era entrata nella classifica dei singoli il 14 novembre del 1970, partendo dalla #10 posizione, per progredire fino alla massima posizione #2 il 19 dicembre successivo, permanendo nella stessa classifica per 9 settimane consecutive fino al 16 gennaio 1971, stesso giorno d’ingresso del suo più grande successo “Vent’anni”. Autori: Enrico Polito-musica e Giancarlo Bigazzi-testo (dati SIAE). Il disco originale è un singolo 45 giri, etichetta CGD - N 9810, pubblicato nel 1970. Anche la cover è un singolo 45 giri, etichetta Decca - F 13122, pubblicato nel 1971, testo inglese di John Barry Mason e prodotto da Gordon Mills.

Je n'attends plus personne (1964)

Françoise Hardy

Non aspetto nessuno (1964)

Little Tony

Altro caso di cover al contrario per la Hardy. In questo caso l'originale era un brano rockeggiante di Little Tony, presentato al Cantagiro di quello stesso 1964, di cui il cantante romano era anche coautore con Gianni Meccia. Scelta un poco anomala da parte della cantante francese.

Je changerais d'avis (1966)

Françoise Hardy

Se telefonando (1966)

Mina

Altra cover all'incontrario per il mercato francese, dalla splendida canzone di Morricone e Costanzo per Mina, una versione un po' priva di nerbo, non al livello solito della Hardy. Certo il confronto con Mina non era facile.

La maison ou j'ai grandi (1966)

Françoise Hardy

Il ragazzo della via Gluck (1966)

Adriano Celentano

Il grande successo di Celentano ha avuto anche una cover, interpretata in modo assai convincente ed in un delizioso francese da Françoise Hardy. Il testo è solo apparentemente simile all'originale, anche se quasi tradotto parola per parola. Manca proprio la parte più importante, l'ispirazione ecologica ante litteram. Nello stesso anno anche una versione inglese, più vicina all'originale, dalla cantante inglese Verdelle Smith.

Softly, As I Leave You (1964)

Frank Sinatra / Matt Monro (1962) Piano (1961) Mina

Un brano interpretato da Mina in modo particolare, melodrammatico (trattenendo il pianto), contenuto nell'album 2 Note, composto dal maestro Tony De Vita (arrangiatore e primo collaboratore di Mina fino al 1963), con testi di Giorgio Calabrese. Notato dall'autore inglese Hal Shaper, è diventato un classico nella interpretazione di Frank Sinatra. Anche la prima incisione del cantante inglese Matt Munro era entrata ai primi posti nelle vendite in UK nel 1962.

L'enfant des cathédrales (1977)

Gérard Lenorman Io voglio vivere (1975) Alice

Il noto interprete francese qui è stato colpito più da un bel brano d’amore che da un successo commerciale, perché effettivamente non lo è stato, scritto con grande maestria da Cristiano Minellono e composto da Stefano D’Orazio de I Pooh e da Renato Brioschi, ex leader del gruppo I Profeti. La canzone sembra che sia stata ritagliata su misura per la graziosa e raffinata cantante pop forlivese Carla Bissi, vero nome della più nota Alice. Da notare che la sua canzone, incomprensibilmente non entrò neanche in hit parade, ne’ nel 1975, anno di emissione del disco, ne’ l’anno successivo 1976. Disco di Alice: singolo 45 giri CBS - CBS 3517, pubblicato nel 1975. Disco di Gérard Lenorman: singolo 45 giri Carrère - 49 328, pubblicato nel 1977, testo francese di Pierre Delanoë.

Let's live for today (1967)

Grass Roots

Piangi con me (1966)
 

Rokes

La canzone italiana venne tradotta in un primo tempo dagli stessi Rokes per pubblicarla in UK e poi lanciata sul mercato americano dai Grass Roots. Tra l’altro il pezzo in questione era il lato B del successo italiano dei Rokes “Che colpa abbiamo noi”, che a sua volta era la traduzione del lato “B” del successo di Bob Lind “The Elusive Butterfly Of Love”. “Piangi con me” era scritta da Shel Shapiro, il leader dei Rokes, e da Mogol, mentre il testo inglese, diverso, era dello stesso Shapiro.
Let's Live For Today fu uno dei maggiori successi americani di quell'anno. Puoi leggere tutta la storia del grande successo mancato dei Rokes qui.

Grassroots - Bella Linda

Bella Linda (1969)

Grass Roots

Balla Linda

Lucio Battisti

I Grass Roots proposero anche una versione del primo successo in proprio di Battisti. La versione americana arrivò al n.25 della classifica USA. In USA Battisti è ricordato, a giudicare da quello che è riportato su All Music, più come autore di questa canzone che per i suoi tentativi in lingua inglese (a parte il suo ruolo nella musica italiana ed europea).

Je pense a toi (1970)

Jean François Michael E penso a te Bruno Lauzi (1970) / Johnny Dorelli (1970)

Adattamento in francese della nota canzone di Battisti e Mogol  venne pubblicato come singolo su 45 giri su etichetta Vogue, numero di catalogoV 45 1763, nello stesso anno 1970 della prima versione italiana. Che era stata quella di Bruno Lauzi con lato B “Mary Oh Mary” degli stessi Battisti-Mogol, etichetta Numero Uno, numero di catalogo ZN 50025. Poi seguirono le versioni del 1971 di Johnny Dorelli e Mina che ebbero maggior successo, e anche Lucio Battisti pubblicò una sua versione due anni dopo.

Un an deja (1972)

Jean François Michael Pensieri e parole (1971) Lucio Battisti

Versione francese di uno dei più grandi successi di Battisti proposta dal cantante francese, popolare anche in Italia grazie alla sua canzone "Fiori bianchi per te" (Adieu Jolie Candy). La seconda cover di una canzone di Battisti e Mogol presentata in Francia dal cantante.

My Love, Forgive Me

Jerry Vale (1967), Robert Goulet (1967), Mario Lanza e altri

Amore scusami (1964)

John Foster

Un altro caso di cover al contrario, il brano originale è quello italiano: il grande successo presentato al Disco per l'estate del 1964 da John Foster era stato composto da Pallavicini e Mescoli ed è diventato in seguito un classico romantico internazionale. John Foster era lo pseudonimo usato per la carriera di cantante da Paolo Occhipinti, noto e  apprezzato giornalista, in seguito per 25 anni direttore del diffuso settimanale "Oggi". La foto della copertina è della versione di Robert Goulet, un cantante, attore e showman statunitense naturalizzato canadese.

Era un muchacho que como yo amaba a los Beatles y a los Rolling Stones (1967)

Johny Tedesco C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones (1966) Gianni Morandi

Johny Tedesco è il nome d'arte di Filippo Alberto Soria, un cantante argentino e attore, diventato famoso nei primi anni 1960 come interprete del rock in spagnolo. Una traduzione fedele della canzone sulla guerra del Vietnam scritta da Mario Lusini e interpretata e resa celebre da Gianni Morandi nel 1966. La cover di Johny Tedesco era pubblicata su singolo 45 giri RCA 31A-0976.

Something's Happen (1968)

Herman's Hermits Luglio (1968) Riccardo Del Turco

Dalla canzone composta da Giancarlo Bigazzi e dallo stesso Del Turco, grande successo in Italia nello stesso anno 1968 e diventata quasi proverbiale, una versione molto fedele (tranne che nel testo) e piuttosto frizzante della band di Manchester, ormai decisamente e definitivamente entrata nei vasti territori del pop.

Lady Barbara (1970)

Peter Noone & The Herman's Hermits Lady Barbara (1970) Renato dei Profeti

Ancora una scelta italiana per il gruppo inglese dopo il successo della loro versione di Luglio. Il Peter Noone in evidenza non è altri che il front man del gruppo Herman nel suo nuovo nickname. Della canzone italiana in stile vagamente medievale di Bigazzi e Savio nella versione inglese rimane solo il refrain.

Romantica (1962)

Ken Dodd Romantica (1960) Tony Dallara / Renato Rascel

Ken Dodd era un attore di cabaret inglese piuttosto popolare negli anni '60 che ha pubblicato in inglese un buon numero di cover da successi pop italiani. Qui l'originale era la canzone vincitrice a Sanremo nel 1960, interpretata da Tony Dallara e Renato Rascel, quest’ultimo anche autore della musica mentre il testo è di Dino Verde. Versione inglese dello statunitense Al Stillman, registrata, con il coro “The Williams Singers” e l’orchestra “Geoff Love & His Orchestra” e pubblicata su 45 giri EP Columbia Records SEG 8345.

The River (1965)

Ken Dodd Le colline sono in fiore (1965) Wilma Goich

Ancora una cover tratta da un successo sanremese per Ken Dodd. Singolo EMI Columbia ‎– DB 7750. L'originale era il brano romantico presentato da Wilma Goich al Festival di Sanremo del 1965 in coppia con i New Christy Minstrels, e che ha dato il via alla sua carriera. L'originale era stato composto da Donida e Angiolini e le parole erano di Mogol padre (Calibi) e figlio. Il testo in inglese di Shuman.

It’s Love (1966)

Ken Dodd In un fiore (1966) Wilma Goich

L'anno dopo Wilma Goich in coppia questa volta coi Les Surfs si ripresenta a Sanremo con un altro brano che parla di fiori, ma più ritmato, ottenendo un buon successo (terzo posto) anche di vendite (#5 hit-parade, #4 nella versione dei Les Surfs). la canzone era di Donida e Mogol. Ripete l'operazione cover anche Ken Dodd con testo di Norman Lowell, ottenendo un relativo successo in UK (#36). Singolo 45 giri Columbia DB 8031, ottobre1966.

Azzurro (Blue Skies) (1970)

Ken Dodd Azzurro (1968) Adriano Celentano

Altra versione inglese di Ken Dodd di un successo italiano, pubblicata due anni dopo (luglio '70) dell'originale su 45 giri Columbia DB 8694 con testo inglese di Norman Newell e arrangiamento molto simile a quello italiano di Nando De Luca. Il singolo di Celentano di Vito Pallavicini e Paolo Conte (musica) entrò in hit parade il 15.6.1968 rimanendovi 21 settimane di cui 4 al # 1. Era un singolo 45 giri CLAN-ACC-24080).

When Love Comes Round Again (1971)

Ken Dodd L’arca di Noè (1970) Sergio Endrigo / Iva Zanicchi

Altro singolo 45 giri di un altro classico della canzone italiana, anche questo presentato a Sanremo dall'autore in tandem con Iva Zanicchi. La canzone ottenne un ottimo terzo posto (Endrigo era stato il vincitore due anni prima e secondo posto nel '69), e in più ebbe un grande successo di vendite balzando subito al # 2 della top ten della hit parade con un transito totale di dieci settimane nella versione del cantautore istriano. La versione inglese era curata da Bill Owen (evidentemente ignorando il testo di Endrigo) e ottenne un buon successo anche in UK arrivando al # 19 a luglio del 1971. Singolo 45 giri Columbia DB 8796, pubblicato in giugno del 1971.

Wake Me I Am Dreaming (1971)

Love Affair (With August Eadon) Mi ritorni in mente (1969) Lucio Battisti

I Love Affair avevano iniziato nel 1966 come gruppo rock R&B incidendo canzoni scritte ds Jagger & Richards. Alla fine del decennio hanno chiuso su un binario più commerciale come gruppo pop con qualche buon successo all'attivo. Con il nuovo front-man August Eadon e una nuova casa discografica (la Parlophone) nel 1971 tentano la strada della cover di un successo di Mogol e Battisti, con una mediocre versione in chiave molto pop (grande uso di archi e cori), che utilizza peraltro solo il refrain dell'originale. Scarso riscontro commerciale, anche se andava in programmazione sulle radio dell'epoca (Radio Luxembourg) secondo le testimonianze su YouTube.

Dromen zijn bedrog (1994)

Marco Borsato Storie di tutti i giorni (1982) Riccardo Fogli

Marco Borsato è un cantante di musica leggera di origine italiana (padre) molto noto in Olanda e che incide in lingua olandese. Molte le cover da originali italiani, a cominciare da questa, suo primo grande successo, adattamento del successo sanremese di Fogli. Il titolo in lingua olandese significa "I sogni sono inganni". Altre da Zucchero (Per colpa di chi), Cocciante (Margherita) e Giorgia (Come saprei).

La moisson (1966)

Marie Laforêt

Andiamo a mietere il grano (1965)

Louiselle

La "cantante dagli occhi d'oro", cantante e attrice francese molto nota negli anni '60 ha pubblicato durante la sua carriera alcune cover in italiano, di sue canzoni e anche, come in questo caso, di un successo italiano (Disco per l'estate 1965) della cantante calabro-elbana Louiselle (Maria Luisa Catricalà), ricordata anche per le gradevoli canzoni Il pontile e La scogliera. Un altro caso di cover al contrario.

Music Is Lethal (1974)

Mick Ronson Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi (1972) Lucio Battisti

Nel suo primo album solista, Slaughter on 10th Avenue, lo storico chitarrista di David Bowie aveva inserito questa cover con un raffinato arrangiamento rock del classico di Battisti, autore che apprezzava molto, con parole scritte proprio dal "Duca bianco". E come sono state tradotte "le discese ardite e le risalite"? "Let the night take me in, you know the daybreak shall win..". Si può dire che Bowie il testo di Mogol l'ha proprio ignorato.

Empty Bed (1975)

Mick Ronson Io me ne andrei (1973) Claudio Baglioni

Anche nel successivo album Play Don't Worry, il musicista inglese, evidentemente molto interessato al moderno pop italiano, inserisce una convincente versione (con arrangiamento non dissimile dall'originale) di uno dei brani più noti contenuti nell'album del cantautore romano Gira che ti rigira amore bello.

Fate Strange Fate (1971)

Middle Of The Road (1970) In questa città (1970) Ricchi e Poveri

Una cover al contrario "ufficiale". Pubblicata dal gruppo scozzese come lato B del singolo Tweedle Dee Tweedle Dum (RCA Victor 3-10608) era la cover curata dagli stessi autori e produttori, con testo inglese di Lally Stott, del brano presentato l'anno prima con buon successo al Cantagiro dai Ricchi e Poveri. Era stato scritto da Franco Califano e Edoardo Vianello e da Giusy e Mario Capuano.

In The Chapel With You (1965)

Neil Sedaka

In ginocchio da te

Gianni Morandi

Un altro caso di cover al contrario. Per il lato B del suo singolo del 1965 Let The People Talk Neil Sedaka, che frequentava già parecchio il nostro paese, pubblica una convincente cover proprio dal grande successo romantico di Gianni Morandi, scritto da Migliacci (testo) e Zambrini (musica). Visto che il protagonista stava già in ginocchio, i parolieri americani lo trasferiscono direttamente in chiesa.

Look Inside Your Heart (1963)

Neil Sedaka

tuoi capricci (1962)

Neil Sedaka

In questo caso è stata incisa prima la canzone italiana, scritta da Migliacci e Bacalov. E' una delle canzoni più note di Sedaka da noi ("i capricci tuoi son cose ridicole, tu distruggerai il mio amore per te ..."). In inglese era il lato B di The Dreamer. Meglio però la versione italiana, che si può vedere interpretata da Sedaka accompagnato da Mary Di Pietro in un raro video Cinebox sul sito di Michele Bovi.

Maintenant tu veux partir (1964)

Petula Clark

Se mi vuoi lasciare (1963)

Michele

Una cover al contrario per Petula Clark, per il mercato francese. L'originale era stato proposto con grande successo da Michele (Michele Maisano) al Cantagiro dello stesso anno 1963, vincendo il girone B. Era un brano originale di Leva - Reverberi. La versione in francese della Clark segue una precedente del cantante Erik Monti ed è stata pubblicata su disco Vogue (V 4164) come retro di O O Sherif.

If Ever You're Lonely (1969)

Petula Clark

Lontano dagli occhi (1969)

Sergio Endrigo

Continuando gli scambi tra italiano e inglese della prolifica cantante d'oltremanica, anche una cover da una classica canzone di Sergio Endrigo. Pubblicata nell'album del 1969 Portrait Of Petula, cui si riferisce la copertina visibile a sinistra, che conteneva anche il suo successo dell'anno Happy Heart, citato quindi in copertina. L'originale era stato presentato da Endrigo al Festival di Sanremo del 1969 (video su YouTube consigliato).

Ce Monde (1964)

Richard Anthony Il mio mondo (1963) Umberto Bindi

Testo francese di Georges Bérard, Columbia ESRF 1539, pubblicata a luglio del 1964. “Il Mio Mondo” era composta e scritta da Umberto Bindi e Gino Paoli e portata al successo da Umberto Bindi (RCA Italiana PM 3235).

Amoureux de ma femme (1973)

Richard Anthony Nessuno mi può giudicare (1966) Gene Pitney / Caterina Caselli

Una cover anche per il grande successo del 1966 di Caterina Caselli, testo francese di Yves Dessca, pubblicata un po' fuori tempo massimo su 45 giri etichetta: Trema, numero di catalogo 46 109.

Laat me alleen (1976)

Rita Hovink Pazza idea (1973) Patty Pravo

Sentita interpretazione di uno dei successi di Patty Pravo da parte dell'attrice e cantante olandese Rita Hovink. E' stato per lei il primo e più grande successo, ma a causa purtroppo della sua prematura scomparsa soli tre anni dopo. Il titolo olandese significa "Lasciami in pace" e quindi dubitiamo che la traduzione del brano trasgressivo di Dossena e Gigli sia proprio fedele.

Our Song (1967)

Robert Plant La musica è finita (1967) Ornella Vanoni / Mario Guarneri

Per i primi tentativi nel pop del futuro front-man dei Led Zeppelin come ipotetica alternativa a Tom Jones era stata scelta una cover del brano di Bindi, Nisa e Califano presentato a Sanremo nel '67 da Ornella Vanoni e Mario Guarnera (4° posto). La potente interpretazione di Robert Plant per fortuna passò inosservata e il singolo pubblicato dalla CBS non ebbe successo (come il successivo singolo) consentendo a Plant di lasciare un ben diverso segno nel mondo della musica.

This Is My Life (1968)

Shirley Bassey La vita (1968) Shirley Bassey / Elio Gandolfi

In SIAE è depositata col titolo “Vita”, gli aventi diritto sono Antonio Amurri-testo e Bruno Canfora-musica. La canzone era stata presentata alla 18ma edizione del Festival di Sanremo del 1968, dalla coppia Elio Gandolfi e Shirley Bassey, la quale cantò l’inciso in inglese, ma il ritornello in italiano, così e come avrebbe fatto l’anno seguente Wilson Pickett, con la canzone “L’avventura” di e con Lucio Battisti. Ma la canzone “La Vita” non entrò in finale. Stessa sorte ebbe nella vendita del disco, difatti, nella top 100, quella annuale dei singoli più venduti nel 1968, non appare in lista. La valida cantante britannica Shirley Bassey, tentò di presentarla nella sua lingua, ma non ebbe modo di affermarsi neanche nella UK singles Chart. Il disco italiano è un singolo 45 giri, etichetta United Artists UA 3130, pubblicato in gennaio del 1968. Disco inglese: singolo 45 giri United Artists - UP 1207, pubblicato nel 1968, testo inglese di Norman Newell.

Never, never, never (1973)

Shirley Bassey Grande, grande, grande (1972) Mina

Altro grande successo italiano firmato da Alberto Testa e Tony Renis, conquistato dalla grande interprete della canzone italiana, Mina Mazzini. Per lei si è trattato del massimo successo commerciale in assoluto, testimoniato dalla hit parade di inizio anno 1972, che vede questo brano affacciarsi al # 6 della top-10 della classifica il 26 febbraio, con punta massima al # 1 per quattro settimane, su un totale di 19 settimane di permanenza. Difatti nel 1972 è stato il secondo singolo più venduto, dopo la versione strumentale de “Il Padrino” di Santo & Johnny. Disco di Mina: singolo 45 giri PDU. Il disco che conteneva la cover è un singolo 45 giri, United Artists Records - UA 35490, estratto dal LP omonimo “Never, Never, Never”, United Artists Records - UAG 29471, pubblicato nel 1973, testo inglese di Norman Newell. Grande successo anche per la Bassey che piazzò questo classico di Mina al # 8 della UK Singles Chart il 3 marzo del 1973, con un transito totale di otto settimane, ma ebbe degli ottimi riscontri anche nella americana AC Billboard # 8 il 2 giugno del 1973 oltre a: Sudafrica #2 e Australia #1.

Olha que lua (1960)

Sonia Delfino Guarda che Luna (1959) Fred Buscaglione

Una cover in portoghese da una cantante brasiliana che ha iniziato la carriera giovanissima nel 1955 e ha poi avuto un buon successo sul versante pop della musica brasiliana. Versione fedele del classico di Buscaglione.

Help Yourself (1968)

Tom Jones

Gli occhi miei (1968)

Dino / Wilma Goich

Un caso di cover all'incontrario, come il successivo, per il potente cantante gallese. L'originale era il brano di Donida e Mogol presentato in coppia a Sanremo nel 1968 da Dino e Wilma Goich. E' diventato un cavallo di battaglia più volte ripreso da Tom Jones.

Copertina del singolo pubblicato in Belgio. Per altre copertine di Tom Jones vedi il link a lato

Love Me Tonight (1969)

Tom Jones

Alla fine della strada (1969)

Casuals / Junior Magli

Altro caso di cover all'incontrario. In un curioso incrocio Italia-UK il brano originario, di Pace, Panzeri e Pilat, anche in questo caso era stato presentato a Sanremo 1969 da un gruppo inglese arrivato in Italia tre anni prima, i Casuals, e poi notato e proposto in inglese dal potente cantante gallese. Junior Magli, un giovane cantante bolognese, peraltro chiaramente emulo di Tom Jones e interprete molto più efficace del brano, era l'altro interprete a Sanremo.

Suddenly You Love Me (1968)

Tremeloes Uno tranquillo (1967) Riccardo Del Turco

I Tremeloes (all'inizio Brian Poole & The Tremeloes, ma la  canzone è stata incisa dopo la uscita del leader dal gruppo) sono un gruppo inglese passato alla storia soprattutto per essere stato preferito, nel 1962, ai Beatles da un incauto discografico della Decca inglese (leggi la storia qui). Dopo l'abbandono del leader nel 1968 hanno completato una svolta decisamente pop ottenendo un buon successo con Here Come My Baby (scrita da Cat Stevens) e poi con tre successi italiani, dei quali questo classico di Pace-Panzieri-Pilat è stato il primo.

My Little Lady (1968)

Tremeloes

Non illuderti mai (1968)

Orietta Berti

A seguire anche la cover al contrario addirittura da un brano (non memorabile) di Orietta Berti (ma sempre di Pace-Panzieri-Pilat). Una conferma del fiuto del discografico citato prima.
La canzone comunque nel Regno Unito è piaciuta ed è arrivata al 6° posto in classifica nell'anno della pubblicazione, la stessa posizione del singolo precedente tratto da Riccardo Del Turco.

I'm Gonna Try (1968)

Tremeloes Luglio (1968) Riccardo Del Turco

Terzo tentativo, ma questa volta non baciato dal successo, ancora da un successo (il più grande, anche Disco per l'estate) di Riccardo Del Turco. Questa volta però gli autori non erano il classico terzetto Pace-Panzieri-Pilat ma lo stesso Del Turco con Bigazzi. Oscurata dal successo della diversa versione (più efficace) degli Herman's Hermits, con titolo diverso (vedi sopra).

Be Mine (1967)

Tremeloes Mi seguirai (1967) Gli Scooters

Facendo un passo indietro, all'anno prima di queste tre cover, troviamo un'altra proposta del gruppo londinese da un originale italiano. Questa volta molto meno noto e di successo. Era un brano in stile vagamente Beach Boys scritto da ben 4 autori (V. Pallavicini, A. Ferrari, F. Sorrenti e G. Moschini) per il Disco dell'estate di quell'anno. Si ignora perché i Tremeloes abbiano scelto (e registrato attenendosi alla versione del complesso di Alessandria) proprio questo brano. L'hanno ignorato anche gli inglesi (#39).

Copertina singolo pubblicato in Australia

Tar And Cement (1966)

Verdelle Smith

Il ragazzo della via Gluck (1966)

Adriano Celentano

Una versione in inglese anche per l'evergreen di Celentano. Un brano che gode di un buon ricordo in UK, e che è arrivato in questa versione anche, pare, al n.1 in Australia. Da qualche parte è citata come una versione in inglese di La maison ou j'ai grandi della Hardy. E' invece tratta proprio dall'originale di Celentano, Beretta e Del Prete, perché più fedele (già dal titolo) alla sua ispirazione ecologica, pur  se viene omessa anche in questo caso la esplicita dichiarazione finale con le domande incalzanti e ripetute. Verdelle Smith era una cantante americana e questa cover è stata il suo più grande successo.

Oh, How Much I Love You (1966)

Verdelle Smith Dio, come ti amo! Domenico Modugno / Gigliola Cinquetti

Verdelle Smith dopo il buon successo con la cover da Adriano Celentano ha proposto un'altra cover al contrario da un brano che ha avuto una storia totalmente opposta a quella del Ragazzo della Via Gluck, apprezzato dalle giurie e addirittura canzone vincitrice a Sanremo nel 1966, ma poi rapidamente dimenticato per la sua banalità equamente suddivisa tra musica e testi, non riscattata dall'andamento inutilmente enfatico. Più sobria ed efficace tutto sommato la interpretazione della cantante inglese. Pubblicato sull'album (Alone) In My Room, Capitol Records.

 

Ads by Google

Pagine Correlate

 

© Musica & Memoria 2014 - 2017 / Revisioni

CONTATTO

HOME

Creative Commons License
Questa opera e tutte le pagine sulle cover sono pubblicate
sotto una Licenza Creative Commons.