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Covers al contrario - Quando l'originale era italiano |
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Vedi anche Il fenomeno delle cover / La lista / Cover “adulterate” / I complessi beat / Le copertine / Le canzoni di protesta / I testi / Le traduzioni / Nuovi inserimenti |
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Negli anni '60 il consumo di musica pop era all'apice e il nostro paese era tra i primi in Europa sia per acquisto di dischi sia per produzione di nuovi brani. Una forte domanda che ha generato il fenomeno delle cover ma, assieme, un buon interesse per quello che veniva creato in Italia, anche per l'interdipendenza tra i vari mercati e la uniformità degli stili musicali che, dal twist in poi, si diffondevano nei vari paesi, oltre che per l'attrazione sempre viva per la classica melodia italiana. Esattamente come avveniva in Italia, il nuovo testo (quasi sempre in inglese) prescindeva spesso da quello originale italiano, lo si capisce già dal titolo, quella che interessava di solito era la melodia e la struttura della canzone. Si nota anche che anche in questo piccolo settore Mogol e Battisti hanno lasciato il segno, alcune della canzoni di maggior successo all'estero portano la loro firma, magari solo di sfuggita, come nel caso di Let's Live For Today. Le cover al contrario, dove l'originale era italiano, non sono state molte rispetto al totale di quelle in italiano, elenchiamo le principali in questa pagina, escludendo le auto cover per il mercato straniero pubblicate negli anni '60 da molte cantanti (soprattutto) come Rita Pavone, Mina, Caterina Caselli, Patty Pravo. Chi ne ricorda altre può scriverci per segnalarcele. |
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Le covers |
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I (Who Have Nothing) (1963) |
Ben E. King | Uno dei tanti (1961) | Joe Sentieri |
L'originale italiano era una canzone composta da Donida
con parole di Mogol, incisa da Joe Sentieri nel 1961. La versione
dell'ex prima voce dei Drifters era stata tradotta in inglese da
Jerry Leiber e Mike Stoller, collaboratori fissi di King sin
dai tempi di Stand by Me. Entrata in classifica è arrivata al 29°
posto. Altre cover successive dello stesso brano in inglese, la più
nota quella di Tom Jones del 1970, che ha raggiunto il n. 14 in USA. Notevole anche la versione di Shirley Bassey, sempre del 1963, grande successo invece in UK dove raggiunse il 6° posto in classifica. |
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I Want To Be Wanted (1961) |
Brenda Lee |
Per tutta la vita (1959) |
Wilma de Angelis / Jula de Palma. |
Cover all'incontrario, il brano originale era stato presentato al Festival di Sanremo nel 1959 dalle due note interpreti della canzone italiana. Brenda Lee era una cantante teen ager USA che aveva iniziato a pubblicare dischi nel 1957 a 13 anni. |
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You're My World (1964) |
Cilla Black |
Il mio mondo |
Umberto Bindi |
L'originale italiano era del grande cantautore genovese Umberto Bindi. Grande successo in UK (#1 nel 1964 e top-20 in USA nello stesso anno. Cilla Black (vero nome Priscilla White, curiosa scelta per il nome d'arte) era di Liverpool ed è stata scoperta e lanciata da John Lennon. Oltre a questo ha avuto altri successi negli anni '60 diventando una delle voci più note del british pop. |
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Bambino (1956) |
Dalida |
Guaglione |
Marino Marini / Aurelio Fierro e altri |
Il primo successo di Dalida poco più che ventenne era la cover in francese di una nota canzone napoletana, scritta da Nisa e Giuseppe Fanciulli. |
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La partie de football (1963) |
Dalida |
La partita di pallone (1962) |
Rita Pavone |
Cover al contrario di Dalida per il mercato francese, nella quale veniva proposto il successo di Rita Pavone nel suo primo periodo. Uno di quei brani dove la voce drammatica e profonda di Dalida sembra proprio fuori posto, come nella cover in francese di Speedy Gonzales, dello stesso periodo. |
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Tu croiras (1963) |
Dalida |
Pregherò (1962) |
Adriano Celentano |
Versione francese, del 1963, della celeberrima Stand By Me di Ben E. King, successo mondiale dei primi anni '60. Come base per la versione francese ("Crederai") è stato però preso il testo italiano, scritto da Don Backy per Adriano Celentano, che ne aveva fatto uno dei suoi primi cavalli di battaglia: Pregherò. La cantante francese di origini italiane, ma cresciuta in Egitto, ai vertici della popolarità in Europa negli anni '60, aveva infatti scelto la vicenda inventata dal cantautore toscano, piuttosto che il testo, abbastanza scontato e privo di mordente, dell'originale USA. |
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Bonsoir, mon amour (1965) |
Dalida |
Il silenzio (1965) |
Nini Rosso |
Operazione analoga l'anno successivo (sia in Italia sia in Francia) con un altro notissimo brano strumentale, basato sulle tradizionali note che nelle caserme il trombettiere suonava alla fine della giornata e al momento del riposo in camerata. La versione allungata con variazioni di questa malinconica melodia proposta da Nini Rosso, un trombettista attivo nei circuiti jazz e delle musiche da film, ebbe un successo enorme a metà degli anni '60 non solo in Italia, arrivando a vendere, pare, fino a 10 milioni di copie del 45 giri. La versione in italiano (che si chiamava ovviamente Il silenzio) venne proposta da Dalida l'anno successivo. |
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A Man Without Love (1968) |
Engelbert Humperdinck |
Quando m'innamoro (1968) |
Anna identici |
L'originale italiano era di Livraghi, Pace e Panzeri, una canzone presentata con grande successo da una esordiente Anna Identici al festival di Sanremo del 1968, in coppia col gruppo vocale americano The Sandpipers. La versione del cantante pop inglese (vero nome Arnold George Dorsey, Humperdinck era un compositore austriaco dell '800) pare sia arrivata tra le prime 20 a livello mondiale nel 1968 (#19). |
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Je n'attends plus personne (1964) |
Françoise Hardy |
Non aspetto nessuno (1964) |
Little Tony |
Altro caso di cover al contrario per la Hardy. In questo caso l'originale era un brano rockeggiante di Little Tony, presentato al Cantagiro di quello stesso 1964, di cui il cantante romano era anche coautore con Gianni Meccia. Scelta un poco anomala da parte della cantante francese. |
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Je changerais d'avis (1966) |
Françoise Hardy |
Se telefonando (1966) |
Mina |
Altra cover all'incontrario per il mercato francese, dalla splendida canzone di Morricone e Costanzo per Mina, una versione un po' priva di nerbo, non al livello solito della Hardy. Certo il confronto con Mina non era facile. |
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La maison ou j'ai grandi (1966) |
Il ragazzo della via Gluck (1966) |
Adriano Celentano |
Il grande successo di Celentano ha avuto anche una cover, interpretata in modo assai convincente ed in un delizioso francese da Françoise Hardy. Il testo è solo apparentemente simile all'originale, anche se quasi tradotto parola per parola. Manca proprio la parte più importante, l'ispirazione ecologica ante litteram. Nello stesso anno anche una versione inglese, più vicina all'originale, dalla cantante inglese Verdelle Smith. |
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Rokes |
La canzone
italiana venne tradotta in un
primo tempo
dagli stessi Rokes per pubblicarla in UK e poi lanciata sul mercato americano
dai Grass Roots. Tra l’altro
il pezzo in questione era il lato B del successo italiano dei Rokes “Che
colpa abbiamo noi”, che a sua volta era la traduzione del lato “B”
del successo di Bob Lind “The Elusive Butterfly Of Love”. “Piangi
con me” era scritta da Shel Shapiro, il leader dei Rokes, e da Mogol,
mentre il testo inglese, diverso, era dello stesso Shapiro. |
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Bella Linda (1969) |
Grass Roots |
Lucio Battisti |
I Grass Roots proposero anche una versione del primo successo in proprio di Battisti. La versione americana arrivò al n.25 della classifica USA. In USA Battisti è ricordato, a giudicare da quello che è riportato su All Music, più come autore di questa canzone che per i suoi tentativi in lingua inglese. |
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My Love, Forgive Me |
Jerry Vale (1967), Robert Goulet (1967), Mario Lanza e altri |
Amore scusami (1964) |
John Foster |
Questo è invece un altro caso di cover al contrario, il brano originale è quello italiano: il grande successo presentato al Disco per l'estate del 1964 da John Foster era stato composto da Pallavicini e Mescoli ed è diventato in seguito un classico romantico internazionale. John Foster era lo pseudonimo usato per la carriera di cantante da Paolo Occhipinti, noto e apprezzato giornalista, in seguito per 25 anni direttore del diffuso settimanale "Oggi". |
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La moisson (1966) |
Marie Laforêt |
Andiamo a mietere il grano (1965) |
Louiselle |
La "ragazza dagli occhi d'oro", cantante e attrice francese molto nota negli anni '60 ha pubblicato durante la sua carriera alcune cover in italiano, di sue canzoni e anche, come in questo caso, di un successo italiano (Disco per l'estate 1965) della cantante calabro-elbana Louiselle (Maria Luisa Catricalà), ricordata anche per le gradevoli canzoni Il pontile e La scogliera. Un altro caso di cover al contrario. |
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In The Chapel With You (1965) |
Neil Sedaka |
In ginocchio da te |
Gianni Morandi |
Un altro caso di cover al contrario. Per il lato B del suo singolo del 1965 Let The People Talk Neil Sedaka, che frequentava già parecchio il nostro paese, pubblica una convincente cover proprio dal grande successo romantico di Gianni Morandi, scritto da Migliacci (testo) e Zambrini (musica). Visto che il protagonista stava già in ginocchio, i parolieri americani lo trasferiscono direttamente in chiesa. |
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Look Inside Your Heart (1963) |
Neil Sedaka |
I tuoi capricci (1962) |
Neil Sedaka |
In questo caso è stata incisa prima la canzone italiana, scritta da Migliacci e Bacalov. E' una delle canzoni più note di Sedaka da noi ("i capricci tuoi son cose ridicole, tu distruggerai il mio amore per te ..."). In inglese era il lato B di The Dreamer. Meglio però la versione italiana, che si può vedere interpretata da Sedaka accompagnato da Mary Di Pietro in un raro video Cinebox sul sito di Michele Bovi. |
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If Paradise Is Half As Nice (1969) |
Amen Corner |
Il paradiso della vita (1968) |
La ragazza 77 |
Prima versione da Ambra Borelli (lanciata dalla Ricordi come "La ragazza 77") seguirà poi quella più nota in Italia di Patty Pravo, con titolo semplificato in "Il paradiso". Era, come noto, una canzone scritta da Mogol e Battisti. Anche la versione inglese ha avuto un grande successo, arrivando al n.1 in UK all'inizio del 1969. La "Ragazza 77" aveva inciso in precedenza con la Ricordi un singolo di cover ("Il beat cos'è" dal noto brano di Sonny Bono) e continuerà come Ambra Borelli con un altro brano di Mogol e Battisti (Mela acerba) presentato al Cantagiro del 1969. |
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Maintenant tu veux partir (1964) |
Se mi vuoi lasciare (1963) |
Michele |
Una cover al contrario per Petula Clark, per il mercato francese. L'originale era stato proposto con grande successo da Michele (Michel Maisano) al Cantagiro dello stesso anno 1963, vincendo il girone B. Era un brano originale di Leva - Reverberi. La versione in francese della Clark segue una precdente del cantante Erik Monti ed è stata pubblicata su disco Vogue (V 4164) come retro di O O Sherif. |
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If Ever You're Lonely (1969) |
Petula Clark |
Lontano dagli occhi (1969) |
Sergio Endrigo |
Continuando gli scambi tra italiano e inglese della prolifica cantante d'oltremanica, anche una cover da una classica canzone di Sergio Endrigo. Pubblicata nell'album del 1969 Portrait Of Petula, cui si riferisce la copertina visibile a sinistra, che conteneva anche il suo successo dell'anno Happy Heart, citato quindi in copertina. L'originale era stato presentato da Endrigo al Festival di Sanremo del 1969 (video su YouTube consigliato). |
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Help Yourself (1968) |
Tom Jones |
Gli occhi miei (1968) |
Dino / Wilma Goich |
Un caso di cover all'incontrario, come il successivo, per il potente cantante gallese. L'originale era il brano di Donida e Mogol presentato in coppia a Sanremo nel 1968 da Dino e Wilma Goich. E' diventato un cavallo di battaglia più volte ripreso da Tom Jones. |
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Love Me Tonight (1969) |
Alla fine della strada (1969) |
Casuals / Junior Magli |
Altro caso di cover all'incontrario. In un curioso incrocio Italia-UK il brano originario, di Pace-Panzeri-Pilat, anche in questo caso il brano originale era stato presentato a Sanremo 1969 da un gruppo inglese arrivato in Italia tre anni prima, i Casuals, e poi notato e proposto in inglese dal cantante gallese. Junior Magli (un giovane cantante bolognese) era il secondo interprete a Sanemo. |
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My Little Lady (1968) |
Tremeloes |
Non illuderti mai |
Orietta Berti |
I Tremeloes (all'inizio Brian Poole & The
Tremeloes, ma questa canzone è stata incisa dopo la uscita del leader dal
gruppo) sono un gruppo inglese passato alla storia soprattutto per essere
stato preferito, nel 1962, ai Beatles da un incauto discografico della Decca
inglese (leggi la storia qui). Sono
impegnati in questo caso, qualche anno dopo, in una cover all'incontrario,
addirittura da un brano (non memorabile) di Orietta Berti. Una conferma del
fiuto del suddetto discografico. |
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Tar And Cement (1966) |
Verdelle Smith |
Il ragazzo della via Gluck (1966) |
Adriano Celentano |
Una versione anche in inglese per l'evergreen di Celentano. Un brano che gode di un buon ricordo in UK, e che è arrivato in questa versione anche, pare, al n.1 in Australia. Da qualche parte è citata come una versione in inglese di La maison ou j'ai grandi della Hardy. E' invece tratta proprio dall'originale di Celentano, Beretta e Del Prete, perché più fedele (già dal titolo) alla sua ispirazione ecologica, anche se viene omessa anche in questo caso la esplicita dichiarazione finale con le domande ripetute. |
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© Musica & Memoria Agosto 2011 |
