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FAQ - La televisione digitale terrestre (DTT) |
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Ad integrazione della sezione del sito che si occupa diffusamente del nuovo standard per le immagini, la DTT o televisione digitale terrestre, pubblichiamo su Musica & Memoria una sintesi in forma di FAQ (Frequently Asked Questions) |
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Vedi anche: |
La televisione digitale terrestre (DTT): lo standard, il mercato, la legge, l'offerta / I nuovi standard / Musica e tecnologia / Musica e mercato / La radio / FAQ: Stereofonia e Hi_Fi |
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FAQ |
Qual
è la differenza tra televisione analogica tradizionale e televisione digitale
terrestre (DTT)?
Il sistema di memorizzazione del segnale e di conseguenza il sistema di
trasmissione. Nella DTT è a tecnologia digitale come nei DVD.
Quali
vantaggi comporta la nuova tecnologia?
A pari qualità delle immagini occupa "meno spazio". Questo è
importante per ottimizzare l'utilizzo delle frequenze di trasmissione, che sono
limitate dai molti altri usi che si fa dell'etere (radio, militari, reti di
computer). Nello spazio necessario per trasmettere un programma in analogico
possono essere trasmessi sino ad 8 programmi digitali.
Quali
vantaggi ci sono invece per gli utenti?
L'offerta di canali e programmi può aumentare di molte volte. Non esiste
però un automatismo, nel senso che la possibilità di aumentare l'offerta è
una opportunità per il mercato che può essere colta dagli investitori o meno.
Le
trasmissioni sono di qualità più elevata?
Le trasmissioni standard (SDTV) sono equivalenti. La tecnologia digitale
terrestre è però più robusta, il che significa che si possono raggiungere i
risultati ottimali con minore impegno (messa a punto perfetta dell'antenna e
dell'amplificatore d'antenna, rete di distribuzione del segnale ecc.) e che
possono essere costanti per canali diversi.
Sono
possibili anche trasmissioni di qualità più elevata?
Si. Le trasmissioni in alta definizione (HDTV) sono supportate dallo
standard digitale terrestre, a differenza che con la tecnologia analogica.
Sono
attualmente offerte trasmissioni HDTV?
Al momento, nel panorama televisivo italiano, non sono in offerta da parte di
nessun gestore sulla DTT. Sono offerti solo sul digitale satellitare (S-DVB).
Con
la HDTV si ha effettivamente una qualità superiore?
Sicuramente sì, è percepibile però in modo netto sopra una certa
dimensione dello schermo: fino a 29-32 pollici con televisori di alta qualità
lo standard attuale (625 linee) è ancora sufficiente, sopra queste dimensioni
si apprezza l'HDTV (che utilizza 1080 linee).
Cosa
bisogna fare per vedere la DTT?
E' necessario un componente in grado di convertire il segnale digitale nello
standard analogico usato dai monitor televisivi. Il componente è chiamato
decoder o set-top-box (STB) e si connette da un lato all'antenna e dall'altro al
televisore come se fosse un lettore DVD (o un decoder da satellite). In
alternativa sono utilizzabili televisori già predisposti (iDTV).
L'antenna
deve essere modificata o adattata?
Dipende dall'orientamento dell'antenna rispetto alle antenne
trasmittenti della DTT. Nella gran parte delle maggiori città le trasmittenti
sono posizionate nelle stesse locazioni di quelle per l'analogico e quindi non
occorre alcun spostamento o adattamento. In zone rurali o a minore copertura
può essere necessario uno spostamento o un adattamento. Questo può essere un
problema nel caso di condominii.
E'
possibile continuare a vedere le trasmissioni analogiche?
Si, basta selezionare l'ingresso TV sull'antenna o spegnere il decoder, a
patto che le trasmittenti digitali e analogiche siano nella stessa posizione.
Negli altri casi sarebbe necessaria una doppia antenna.
Ho
più televisori in casa, cosa devo fare per vedere la DTT in più d'uno o in
tutti?
Teoricamente si potrebbe distribuire il segnale dal decoder su più
televisori con un apposito adattatore, ma vedrebbero tutti lo stesso programma.
Più semplicemente si può dotare di decoder ciascuno di essi.
Il
decoder costa molto? Sono previsti contributi per l'acquisto?
Contributi statali sono stati previsti per il periodo di avvio. Sono
esauriti da tempo e non è prevedibile che siano di nuovo offerti a breve. Nel
frattempo comunque il costo dei decoder è sceso a livelli minimi. Volendo
potrebbero essere venduti a 20-30 € (in UK i modelli entry level sono a 29 GBP,
in Italia sono intorno ai 40€).
Esistono
alternative al decoder?
Si, i televisori di nuova produzione con decoder integrato (iDTV).
Sono standard per i modelli di fascia alta (plasma o LCD di grande formato).
Sarà inserito molto probabilmente a breve in tutti i nuovi modelli (visto il
costo trascurabile del chip all'origine). Da notare che non sempre (anzi, al
momento raramente) supportano l'utilizzo di smart-card per programmi premium, a
pagamento (vedi
dopo). Per questa funzione è necessario quindi, con un iDTV normale, un decoder
separato.
E'
preferibile il decoder o la iDTV?
Il televisore con integrato il ricevitore DTT è ovviamente la soluzione più
comoda e compatta. La limitazione è rappresentata dalla impossibilità (nella
maggior parte dei casi) di vedere programmi a pagamento. Se questa esigenza è
presente è necessario il decoder. La iDTV può essere però anche utilizzata per
le seconde o terze televisioni della casa.
Quando
è pianificato lo switch over nella mia regione?
Al momento non è ancora definito un calendario se non per le due
regioni pilota (Sardegna e Val d'Aosta) nei quali le trasmissioni analogiche
cesseranno, secondo l'ultimo piano provvisorio, a fine 2007. Il piano definitivo
non è però ancora stato ufficializzato. In ogni caso saranno inviate
informazioni e indicazioni agli utenti molti mesi prima della migrazione (o
switch over), e l'impegno consisterà nella grande maggioranza dei casi nel solo
acquisto e installazione del decoder.
La
installazione del decoder è complicata?
Dove l'orientamento dell'antenna non deve essere cambiato (la maggioranza
dei casi) è molto semplice e consiste in una procedura guidata del tutto simile
a quella da effettuare per attivare un nuovo apparecchio TV. Chi è in grado di
svolgere queste operazioni può installare senza problemi un decoder DTT. Dove
è necessario agire sull'antenna ci si deve invece rivolgere ad un tecnico.
E
se l'antenna è condominiale?
Se non è necessario modificare l'orientamento (quindi se il decoder
funziona al primo colpo sintonizzando i programmi digitali) non occorre fare
nulla. Negli altri casi (rari, ma possono verificarsi) sarà necessario un
accordo a livello di condominio. E' improbabile che possa essere trovato se non
in presenza di uno switch over ufficiale e confermato.
Dopo
lo switch off verranno a mancare alcune trasmissioni?
Le TV nazionali sono tutte già da tempo sul DTT. Alcune TV locali, se non
stipulano accordi con reti di distribuzione digitale, potrebbero esere costrette
a cessare le
trasmissioni (per mancanza di risorse economiche sufficienti a finanziare il
cambio tecnologico) o continuare a trasmettere in analogico. Quest'ultima eventualità
è però esclusa dalla legge attuale.
Cosa
sono e quali sono i programmi "in chiaro" sulla DTT?
Sono i programmi trasmessi senza codifica, quindi non a pagamento diretto.
Al momento sono in gran parte gli stessi ricevibili sull'analogico (3 reti RAI, 3 Mediaset,
2 Telecom Italia) più altri derivati dalla TV satellitare (RAI News 24,
SAT2000, Tv Sole 24 Ore, ecc.).
Cosa
sono i programmi "premium"?
Sono i programmi a pagamento e senza pubblicità. Il premio di solito si
vince senza pagarlo, ma il termine è usato nel settore dei media per indicare i
contenuti "pregiati" per i quali appunto il cliente è disposto a
pagare. I contenuti sono pregiati o perché non disponibili in chiaro per un
accordo tra i gestori (eventi sportivi, film in prima visione) o perché privi
di pubblicità.
I
programmi in chiaro sono gratis?
No. Sono pagati dagli inserzionisti pubblicitari. A loro volta
gli inserzionisti li fanno pagare ai clienti dei prodotti pubblicizzati, nella
cui composizione del prezzo è compresa una quota per la promozione
pubblicitaria (e la quota per la pubblicità televisiva è prevalente). I clienti dei
prodotti pubblicizzati coincidono in gran parte con gli utenti della TV che
quindi pagano in modo indiretto i programmi a cui assistono.
I
programmi a pagamento o "premium" sono possibili solo sulla DTT e sul
satellite per vincoli tecnologici?
No. Infatti a suo tempo esisteva la Tv a pagamento Tele+ che trasmetteva in
analogico. Si tratta solo di una scelta commerciale dei gestori.
In
cosa consiste l'offerta premium sulla DTT e come si acquista?
Attualmente soltanto in partite di calcio di serie A e B (Mediaset Premium e
Telecom Italia La7) e film e fiction "cult" (Mediaset Premium).
Per l'acquisto entrambi i gestori prevedono solo carte ricaricabili. Le carte
sono acquistabili senza particolari formalità ma solo in selezionati punti
vendita (vedere il sito dei gestori) e poi ricaricabili nella rete più estesa
dei tabaccai.
Non
sono disponibili altre forme di pagamento tipo quelle in uso nel satellitare?
No, non sono previste né formule in abbonamento né la fornitura
del decoder in comodato d'uso. Si tratta unicamente di una scelta commerciale
dei gestori e non di un limite tecnologico. Infatti in UK e in altri paesi i
programmi a pagamento sono venduti con la formula dell'abbonamento (tipo Sky).
Perché
la RAI non fornisce programmi a pagamento e Sky non opera nella DTT?
Si tratta unicamente di vincoli della legislazione italiana vigente e non di
scelte commerciali delle due società.
L'offerta
di eventi sportivi in cosa consiste?
Essenzialmente partite di calcio di serie A e B e europee. In gran parte non
sono in esclusiva, nel senso che sono disponibili (sempre a pagamento) anche per
i clienti Sky.
Esiste
un vantaggio ad acquistare contenuti sulla DTT?
Il vantaggio della DTT è che non è richiesto il montaggio di
una parabola e che è economicamente meno impegnativa. Per Sky è necessario un
impegno minimo dell'ordine di 29 € al mese per 6 mesi (più l'acquisto dei
singoli eventi) mentre una carta ricaricabile ha un costo minimo di 25 € che
comprende circa 4-5 eventi. Inoltre per l'abbonamento sono necessarie le usuali
formalità (documento di identificazione, conto bancario, residenza, ecc.) che
invece non sono necessarie per le carte prepagate.
Come
funziona la carta prepagata ricaricabile?
Nei decoder sono presenti una o due fessure tipo bancomat, per il
resto è sufficiente seguire le istruzioni sul video. Quando il decoder non c'è
(iDTV, decoder integrato nell'apparecchio TV, o scheda DTT per computer) il
pagamento può essere gestito mediante un codice PIN (sentire i gestori per i dettagli).
E'
necessario un decoder interattivo e una connessione telefonica per acquistare
programmi a pagamento?
La connessione non è richiesta per partite e film. Può essere
richiesta (ovviamente) per programmi interattivi a pagamento (tipo selezioni del
programma "Grande fratello").
In
cosa consiste l'offerta di film?
Al momento è proposta solo da Mediaset ed è piuttosto ridotta.
Consiste in 2-4 film al giorno, la maggior parte a rotazione nella settimana,
trasmessi ad orari fissi dalle 20 all'1 di notte ca. Non sono prime TV ma
solitamente neanche film già passati in chiaro sulle reti nazionali. Sono
comunque sempre film disponibili sul circuito video noleggio. Il vantaggio per i
clienti consiste quindi unicamente nella comodità rispetto al circuito video
noleggio (prelievo e riconsegna del supporto fisico) e nella assenza di
pubblicità rispetto alle trasmissioni in chiaro.
Per
quali motivi si dovrebbe passare alla DTT subito?
Fino a che non sarà definito lo switch over per la propria zona si può
continuare con l'attuale TV analogica senza problemi. Motivi per aggiungere
all'apparecchio TV anche la possibilità di ricevere il segnale digitale possono
essere: a) la ricezione carente di uno o più programmi nazionali (nelle zone di
buona copertura il segnale digitale, più robusto, dovrebbe garantire una
ricezione ottimale); b) per gli utenti che non hanno Sky, la possibilità di
vedere in diretta partite di calcio (a pagamento) o alcuni canali visibili solo
su satellite. L'offerta di film, molto limitata, può invece essere una
motivazione soltanto per utenti che hanno distributori di DVD a video noleggio
molto distanti o scomodi (i prezzi sono gli stessi).
Perché
l'offerta di film in Mediaset Premium è così ridotta?
Bisognerebbe chiederlo a loro. Si dice che non vogliano fare concorrenza ai
film in chiaro, potente veicolo pubblicitario per le tre reti Mediaset. Il
numero ridotto di decoder e la scarsa sensibilità del pubblico alle
interruzioni pubblicitarie rende però non totalmente convincente questa
ipotesi. Sembra più al momento una offerta sperimentale, sulla quale Mediaset
non vuole investire molto, anche in base a una bassa aspettativa sul ritorno
economico.
Perché
e da quando i film in chiaro sono interrotti dalla pubblicità?
Da quando esistono le TV commerciali, sul modello USA. I film in TV attirano
pubblico (audience) che viene "venduto"
agli inserzionisti generando profitto per il gestore televisivo. Quando in
Italia esisteva solo la TV pubblica, statale, i film venivano trasmessi solo in
determinati giorni, (il lunedì e più tardi il martedì) per non sottrarre
pubblico alle sale. Erano giorni in cui le sale erano più vuote per le
abitudini del tempo, ad esempio il lunedì era il giorno dei commenti al bar
sulle partite di calcio del giorno prima.
Con l'affermazione delle TV commerciali e la loro istituzionalizzazione (legge
Mammì) anche la TV di stato, la RAI, ha iniziato la pratica della interruzione
dei film (pur essendo finanziata dallo stato e dagli utenti attraverso il
canone).
Qualcuno
ha mai protestato per le interruzioni pubblicitarie nei film?
I film dovrebbero essere opere d'arte, come il teatro o la musica. Mentre
nessuno si sogna di interrompere una canzone o un concerto con una pubblicità
(al massimo viene detto per radio il titolo in sovrapposizione) per i film
questo è considerato normale.
Nel 1995 è stato proposto addirittura un referendum per vietare le interruzioni
pubblicitarie in TV. La maggioranza degli italiani che votò (raggiungendo il
quorum) si espresse però per mantenere le interruzioni, preferendo film
interrotti ma in gran quantità ed apparentemente gratuiti a una televisione con
meno film e/o a pagamento.
Da questa maggioranza (netta anche se non amplissima) si è sempre dedotto che
gli utenti televisivi siano poco sensibili al vantaggio di vedere i film senza
interruzioni ed effettivamente i film in chiaro con interruzioni raccolgono
ancora audience molto alte. Da qui probabilmente lo scarso interesse di Mediaset
per i film sulla DTT.
E'
possibile eliminare la pubblicità dai film trasmessi in chiaro?
Si, ma è un procedimento lungo e impegnativo. Occorre registrare in formato
compresso il film con un PC dotato di scheda DTT e poi intervenire in editing
sul film registrato tagliando le pubblicità con un software di editing video (Pinnacle
e simili, solitamente inclusi con le videocamere digitali). Problemi: a) le
interruzioni devono essere individuate a vista poichè non sono standardizzate né
come posizionamento né come durata; b) un film anche compresso (in fomato
MPEG-4 o DiVX) è comunque di rilevanti dimensioni e richiede un PC di elevate
prestazioni per operazioni con tempi ragionevoli; c) il film ripulito potrà
essere visto su PC o su televisore connesso al PC (se dotato di uscita S-Video o
RGB, se no sarà necessario un adattatore); d) per vederlo invece comodamente su
DVD è necessaria una ulteriore conversione, per la quale si possono usare vari
prodotti anche freeware (es. Avi2DVD), i tempi sono però anch'essi piuttosto
lunghi (ore).
Invece del PC si può usare anche un registratore per DVD, usando un DVD
riscrivibile (anziché la memoria interna su Hard Disk) e passando poi questo
DVD su PC per la post elaborazione.
E'
legale togliere la pubblicità da un film registrato dalla TV?
Certamente, basta non farne un DVD e rivenderlo a terzi.
Ma
c'è veramente qualcuno che toglie la pubblicità dai film in questo modo?
Ben pochi o forse nessuno. Di solito si usa il sistema di registrare il film
e poi utilizzare l'avanti veloce sulla pubblicità. Un tempo le interruzioni
pubblicitarie erano di durata predefinita (3 spot da 30" l'uno) e quindi si
poteva, con un po' di abilità, saltare anche le immagini. Ora invece vengono
aggiunti in modo casuale spot su programmi e iniziative dell'emittente in testa
o in coda agli spot commerciali, rendendo la durata variabile e indeterminata
(forse a bella posta per impedire questo sistema). Occorre quindi guardare anche
le immagini (anche se senza audio) per individuare la fine della interruzione.
In questo modo si fa una specie di ripasso degli spot commerciali (sicuramente
già conosciuti) che ne mantiene totalmente l'efficacia, con grande
soddisfazione degli inserzionisti.
La
televisione digitale terrestre è interattiva?
No, la trasmissione è broadcast come nella TV analogica
(dall'antenna trasmittente a più antenne riceventi). Sono i decoder che possono
essere interattivi, per mezzo di un canale di ritorno connesso via linea
telefonica.
Cosa
occorre per installare un decoder interattivo?
Una linea telefonica (una prolunga) sino al decoder. Normalmente
la connessione avviene via modem, quindi durante l'utilizzo interattivo il
telefono di casa sarà occupato. Alcuni decoder di fascia alta supportano la connessione
ADSL (che deve essere già disponibile nell'abitazione), il che consente di non
impegnare come occupata la linea telefonica. Da notare che nelle case senza
telefono (p.es. seconde case dove in generale si ricorre ai telefonini)
l'interattività non è possibile.
L'unica
interattività della DTT è attraverso la linea telefonica?
No, esiste anche una interattività simulata, che consente la
selezione di contenuti o di informazioni mediante telecomando. E' possibile
così accedere al palinsesto dei programmi della serata o della settimana, a
informazioni specifiche sul programma che si sta vedendo o altro. Il sistema è
lo stesso del televideo già usato sulla TV analogica attuale. Le informazioni
sono tutte irradiate dall'antenna, e vengono semplicemente selezionate di volta
in volta quelle di interesse.
Cosa
consente l'interattività? E' utile? E' indispensabile?
Sicuramente non è indispensabile e il decoder può funzionare
perfettamente anche senza il canale di ritorno interattivo, anche per i
programmi a pagamento.
I servizi interattivi offerti possono essere suddivisi in 4 categorie: a)
entertainment (televoto, sondaggi, quiz e simili); b) T-government (certificati,
adempimenti e simili); c) T-banking (servizi bancari, accesso al conto e
operazioni connesse) d) T-commerce (acquisti di beni e servizi on-line, inclusi
servizi assicurativi).
Sono tutti servizi già disponibili via SMS (entertainment) o via Internet
oppure in molti casi, tramite call-center.
Ma
allora questi servizi interattivi sulla DTT sono utili a qualcuno?
I servizi utili al momento sono offerti soltanto da poche
amministrazioni o banche. La complessità di utilizzo è del tutto analoga ai
servizi su Internet, se non superiore (manca una tastiera), l'unico vantaggio
può essere rappresentato dall'accesso immediato, senza attendere il tempo di
accensione del PC. Un ulteriore vantaggio potrebbe essere la disponibilità di
questi servizi per utenti che non hanno Internet e magari neanche il PC.
Appare però quanto mai improbabile che un utente senza PC e senza Internet si
imbarchi in una complessa operazione interattiva, che comporta anche quasi
sempre una pericolosa e ansiogena transazione economica (con carta di credito o
ricaricabile). I servizi interattivi sulla DTT appaiono quindi di utilità
ridotta e al massimo validi come alternativa agli altri già disponibili.
Nel caso degli accessi interattivi per
entertainment vincerà il mezzo più comodo o semplice, che al momento sembra
essere il telefonino con SMS.
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Altre domande? |
Altre domande sulla televisione digitale terrestre (o DTT) e dintorni? Scrivi a Musica & Memoria.
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© Alberto Truffi - Musica & Memoria Settembre 2006 / Revisioni: Dicembre 2006 |

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