| Equipe 84 - Auschwitz (1966) |
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Son morto |
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Ad Auschwitz |
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Nel vento |
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No, |
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Ancora |
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Ancora |
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Note |
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Sul retro di
Bang Bang, successo annunciato,
cover di un hit internazionale del duo più celebre della musica pop in
quell'anno 1966, Sonny & Cher
(in questo caso in singolo della sola Cher, ma composto e arrangiato,
ovviamente, dal compagno Sonny Bono) Vandelli e soci ebbero il notevole
coraggio di inserire un brano scritto dall'amico Francesco Guccini, su un
tema all'epoca molto meno frequentato, la shoa. Guccini non era ancora
autore SIAE e sul disco la canzone è accreditata a Lunero, pseudonimo del
maestro Iller Pattacini. In una intervista di molti anni dopo al giornalista
Toni Jop Guccini ha rievocato la ispirazione del brano, che nasceva da libri
letti da ragazzo, ma anche dalla conoscenza diretta di sopravvissuti ai
campi di concentramento. Non bisogna pensare però che tutti i ragazzi dell'epoca fossero informati su quello che era avvenuto in Europa nell'ultima guerra e soprattutto su quello che avveniva in Vietnam. Una morbida ma attenta censura era mantenuta dalla televisione e dalla radio allora in monopolio pubblico, e ben poco veniva passato (e quasi nulla come immagini) per non danneggiare l'alleato americano in un mondo diviso in blocchi, solo generiche e brevi informazioni sulla "comprensione" del governo italiano per gli impegni USA. Una semplice canzone distribuita in centinaia di migliaia di copie come lato B di un brano di successo, da parte di un gruppo da molti considerato commerciale, dava così un suo non marginale contributo al desiderio di sapere dei ragazzi degli anni '60. |
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Vedi anche: La discografia della Equipe 84 |
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Musica & Memoria 2011 / Testo originale trascritto e riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita. |