Gli Innominati - Prendi un fiammifero (Light My Fire)

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Tra noi il fuoco è spento ormai
di questo amore prima o poi
non resterà nient’altro per noi
che cenere e niente di più

Prendi un fiammifero e poi
dai ancora fuoco all’amor
fa che bruci ancora, per te

Succede e non si sa perché
che cerchi altrove ciò che hai
che hai già lì vicino a te
succede ed è successo a noi

Prendi un fiammifero e poi
dai ancora fuoco all’amor
fa che bruci ancora per te
Un po’ di buona volontà
indifferenza passerà
che senso c’è a sciupare così
il tempo che l’amore ci da'

Prendi un fiammifero e poi
dai ancora fuoco all’amor
fa che bruci ancora per te
Dammi fuoco e brucerò
dammi amore e t’amerò
io aspetto sempre che tu
tu mi ami un poco di più

Dammi fuoco e brucerò
dammi amore e t’amerò
io aspetto sempre che tu
tu mi ami un poco di più

 

(Testo italiano: Vito Pallavicini - Singolo 45 giri

 

Note

   

Gli Innominati erano un gruppo di Milano la cui notorietà è legata soprattutto a questa ardita cover del primo grande successo dei Doors, n.1 in USA per tre settimane nel luglio del 1967 e canzone guida del loro primo album pubblicato in USA nel gennaio dello stesso anno. Scritto in larga parte dal chitarrista del gruppo Robby Krieger, era accreditato a tutta la band. La versione italiana è "zavorrata" dal titolo e dal refrain che, con umorismo involontario, introducendo un domestico fiammifero (neanche un cerino, che può evocare forse l'accensione di una sigaretta) fanno pensare, più che al fuoco della passione, alla pentola del minestrone per la cena.

Nel resto del testo, a parte che a forza viene introdotto (come in tutte o quasi le canzoni degli anni '60, un mistero mai chiarito) il tema di un amore in crisi, che nell'originale non sembra esserci proprio, non stravolge il senso, pur se ha molta meno forza. La esecuzione degli Innominati (vedi alcune informazioni su di loro nella pagina dedicata ai complessi beat) è invece piuttosto valida, sia come interpretazione vocale sia soprattutto nella parte per organo, molto in evidenza in questo pezzo, dove il tastierista, che si chiamava probabilmente Filippo (ma il cognome non è noto) non sfigura troppo nel confronto con Ray Manzarek, che era come noto un virtuoso dello strumento, in grado di gestire contemporaneamente la parte di basso (che nella formazione dei Doors non c'era).

Dei Doors su Musica & Memoria vedi anche le accurate traduzioni di The End e Riders On The Storm.

   

The Doors - Light My Fire (1967)

You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl, we couldn't get much higher

Sai che mentirei
Sai che sarei un mentitore
Se ti dicessi
Ragazza, non possiamo arrivare molto più in alto

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire

Forza, piccola, accendi il mio fuoco
Forza, piccola, accendi il mio fuoco
Cerca di appiccare il fuoco alla notte

The time to hesitate is through
No time to wallow in the mire
Try now we can only lose
And our love become a funeral pyre

Il tempo di esitare è passato
Non c'è tempo per rotolarsi nel fango
Prova ora, possiamo solo perdere
E il nostro amore diventare una pira funebre

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire, yeah

Forza, piccola, accendi il mio fuoco
Forza, piccola, accendi il mio fuoco
Cerca di appiccare il fuoco alla notte, si

Come on baby, light my fire
Come on baby, light my fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire
Try to set the night on fire

Forza, piccola, accendi il mio fuoco
Forza, piccola, accendi il mio fuoco
Prova ad infuocare la notte
Prova ad infuocare la notte
Prova ad infuocare la notte
Prova ad infuocare la notte

   

© Musica & Memoria Maggio 2015  / Testi originali di Vito Pallavicini e dei Doors, riprodotti per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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