Lucio Battisti - Innocenti evasioni

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Che sensazione di leggera follia
sta colorando l'anima mia
immaginando preparo il cuscino
qualcuno
è già nell'aria qualcuno
sorriso ingenuo e profumo
Il giradischi, le luci rosse e poi
champagne ghiacciato e l'avventura può iniziare ormai
accendo il fuoco e mi siedo vicino
qualcuno
stasera arriva qualcuno
sorrido intanto che fumo

Ma come mai tu qui stasera
ti sbagli sai non potrei
non aspettavo ti giuro nessuno
Strana atmosfera
ma cosa dici mia cara
non sono prove no no no
un po' di fuoco per scaldarmi un po'
e poca luce per sognarti oh no

Siediti qui accanto anima mia
ed abbandona la tua gelosia se puoi
combinazione ho un po' di champagne
se vuoi amore
come sei bella amore
sorridi e lasciati andare
Chi può bussare a quest'ora di sera?
sarà uno scherzo un amico e chi lo sa
no non alzarti chiunque sia si stancherà
amore
come sei bella amore
ho ancora un brivido in cuore ...

 

 

Note

Nei primi anni '70, rimasti nell'immaginario collettivo come trasgressivi e lontani dai rapporti di coppia tradizionali, Lucio Battisti (con il solito Mogol) se ne usciva con questa canzone di ambientazione così esplicitamente borghese e tradizionale.
Si dovrebbe dedurre una tiepida accoglienza da parte dei ragazzi dell'epoca (Battisti era seguito soprattutto dai giovani) ma non è stato così, e la canzone è stata subito un successo e poi una delle più amate del grande cantautore.
Oltre che la musica e l'arrangiamento particolarmente riusciti, hanno contribuito probabilmente al successo i due temi universali del tradimento e della vigliaccheria maschile, così efficacemente interpretata, in prima persona, dallo stesso Battisti. Elementi che sicuramente hanno fatto apprezzare il brano soprattutto tra le ragazze.
Era il secondo brano dell'album Umanamente uomo, il sogno, del 1972, contenente esclusivamente inediti destinati pressoché tutti ad un grande successo.

Un ricordo personale legato a questa celebre canzone, risalente ai primi anni '70, nel mio liceo di Roma, occupato e autogestito per ottenere una didattica diversa (e moltissime altre cose, come sempre all'epoca). In un'aula dell'ultimo piano, al pomeriggio, un nutrito gruppo di studenti intona una canzone. Potreste pensare a La locomotiva o Contessa e invece era proprio Innocenti evasioni che risuonava per i corridoi, cantata in coro e a squarciagola come un canto liberatorio o un inatteso inno. I ragazzi degli anni '70 non erano poi così mono-dimensionali.

© Musica & Memoria 2007 / Testo originale di Mogol (Giulio Rapetti) riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale / Vedi DISCLAIMER

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