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Lucio Battisti - La luce dell'Est

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Su M&M trovi anche altre canzoni di Lucio Battisti commentate:  Dio mio no, Innocenti evasioni, La canzone del sole, Comunque bella, 29 settembre, Il vento, Comunque bella, Dio mio no

 

La luce dell'Est (da IL mio canto libero - 1972)

 

La nebbia che respiro ormai
si dirada perché davanti a me
un sole quasi bianco sale ad Est
La luce si diffonde ed io
questo odore di funghi faccio mio
seguendo il mio ricordo verso Est

Piccoli stivali e sopra lei
una corsa in mezzo al fango e ancora lei
poi le sue labbra rosa e infine noi
Scusa se non parlo ancora slavo
mentre lei che non capiva disse bravo
e rotolammo fra sospiri e "Da"
Poi seduti accanto in un'osteria
bevendo un brodo caldo, che follia
io la sentivo ancora profondamente mia
Ma un ramo calpestato ed ecco che
ritorno col pensiero.
E ascolto te, il passo tuo
il tuo respiro dietro me

A te che sei il mio presente
a te la mia mente
e come uccelli leggeri
fuggon tutti i miei pensieri
per lasciar solo posto al tuo viso
che come un sole rosso acceso
arde per me.

Le foglie ancor bagnate
lascian fredda la mia mano e più in là
un canto di fagiano sale ad Est
qualcuno grida il nome mio
smarrirmi in questo bosco volli io
per leggere in silenzio un libro scritto ad Est
Le mani rosse un poco ruvide
la mia bocca nell'abbraccio cercano
il seno bianco e morbido tra noi
Dimmi perché ridi amore mio
proprio così buffo sono io
la sua risposta dolce non seppi mai!
L'auto che partiva e dietro lei
ferma sulla strada lontano ormai
lei che rincorreva inutilmente noi
Un colpo di fucile ed ecco che (1)
ritorno col pensiero
e ascolto te
il passo tuo
il tuo respiro dietro me

A te che sei il mio presente
a te la mia mente
e come uccelli leggeri
fuggon tutti i miei pensieri
per lasciar solo posto al tuo viso
che come un sole rosso acceso
arde per me
.

 

 

 

Note

 

Una canzone complessa musicalmente e ricca di sfaccettature, rimasta nella memoria collettiva forse più per l'efficace e proverbiale ritornello ("A te che sei il mio presente ...") che per la sua raffinata scrittura. Apriva l'album di Lucio Battisti del 1972 Il mio canto libero, uno dei più apprezzati del cantautore italiano.

Come in altre canzoni di Mogol e Battisti il tema è il rimpianto e la struttura della canzone è narrativa. La storia che viene progressivamente tratteggiata, per impressioni e ricordi visivi, parla di una ragazza dell'Est, inteso come Est Europa, regno del cosiddetto socialismo reale, oramai tramontato da anni. Forse cecoslovacca, o polacca, o piuttosto bulgara (visto che Si lo pronuncia Da), subisce probabilmente il fascino dell'uomo occidentale, ma ancor più dei Paesi dell'Europa libera per i quali l'amore può fornire le chiavi. Non così in questo caso, e il loro amore rimane solo una promessa. Che il protagonista ricorda con intensa nostalgia mentre si inoltra in un bosco che gli ricorda quelli del lontano Paese dell'Est e dove, particolare relistico, sono presenti anche dei lontani cacciatori (1).

 

© Musica & Memoria 2007 / Testo originale di Mogol (Giulio Rapetti) riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale / Vedi DISCLAIMER

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