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Michel Polnareff - La lezione del capellone |
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Arriva da molto lontano |
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Poi dopo un bel mattino |
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E' questa la lezione |
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Lui grida noi siamo fratelli |
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Abbasso le frontiere |
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E' questa la lezione |
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E' vero non va dal barbiere |
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Arriva da molto lontano |
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E' questa la lezione |
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Note |
Sul retro della versione italiana del grande successo internazionale di Michel Polnareff (Una bambolina che fa no, no, no) veniva proposto un adattamento per l'Italia del brano "Beatnik" dello stesso cantautore francese (di origine russa).
I beatnik, vale a dire i seguaci della beat-generation che guardavano all'opera di Jack Kerouac, Allen Ginsberg e Ferlinghetti, non erano molto diffusi nel nostro paese, né lo era il termine, più diffusi erano i "capelloni", che magari nella intenzione erano la stessa cosa, anche se non avevano letto "Sulla strada" di Kerouac. Quindi il curatore dell'adattamento italiano, che era il solito Herbert Pagani, il cantautore-poeta italo-francese che già si era cimentato con Les élucubrations, Porquoi ces canons e L'alienation di Antoine, virò il testo verso il mondo dei capelloni, dandogli però una ideologia pacifista e sollecita per il prossimo.
I maligni dicono invece che i capelloni italiani fossero più interessati a distinguersi nell'aspetto esteriore, alla musica, al ballo e alle ragazze, mentre gli interessati nei loro ricordi parlano di ideali di pace e amore, ma una cosa è certa, gran parte del dibattito e della attenzione ruotava proprio, non si sa perché, attorno alla lunghezza dei capelli.
Dal punto di vista musicale si tratta di un classico e valido brano beat, caratterizzato da un contrappunto in sottofondo all'organo Hammond, quindi abbastanza moderno nelle sonorità.
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© Alberto Truffi 2003 - Musica & Memoria / Testo originale di Polnareff - Thomas - Pagani, trascritto da A.Truffi, riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita4 |