Per voi giovani

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La storia / La musica / Le sigle / La partecipazione degli ascoltatori e le classifiche / I 100 dischi da salvare / Le trasmissioni derivate / Contributi? / Vedi anche: Bandiera gialla, Alto gradimento, Popoff, Supersonic, Le radio libere

Un programma innovativo

A metà degli anni '60 anche la RAI monopolista e tradizionalista aveva iniziato a porre attenzione al mondo dei giovani, e aveva già ottenuto un significativo successo con la storica trasmissione Bandiera gialla di Arbore e Boncompagni. Con Per voi giovani lo stesso Arbore tentava di ampliare l'orizzonte rispetto a Bandiera gialla, uscendo dal solo ambito musicale per trattare anche altri argomenti di interesse del mondo giovanile. A regime Per voi giovani adotterà la struttura del "contenitore" (poi diventata consueta in televisione), dove si parlava di musica ma anche di temi che interessavano i giovani, di informazione, di viaggi, all'interno persino corsi di inglese o altre amenità considerate interessanti per le fasce di età indirizzate.
La trasmissione era condotta all'inizio direttamente da Renzo Arbore, e poi affidata a tutta una generazione di nuovi conduttori-DJ. I conduttori erano personaggi diventati poi in gran parte noti giornalisti o dirigenti della Rai, come Paolo Giaccio, come Carlo Massarini, come Mario Luzzatto-Fegiz, come Raffaele Cascone, come Fiorella Gentile, come Mariù Safier.
Buona parte della nuova musica, almeno quella considerata da Renzo Arbore e poi dai suoi collaboratori e successori accessibile ai giovani italiani, passava nella trasmissione, a cominciare dalla sigla, che per lunghi anni è stata Glad dei Traffic di Steve Winwood, uno dei loro pezzi più belli, dall'album John Barleycorn Must Die.



La redazione di "Per Voi Giovani" nel 1971, da sinistra Paolo Giaccio, Carlo Massarini, Mario Luzzato-Fegiz, Mariù Safier (?), Richard Benson (foto Ciao 2001).

Così i ragazzi italiani avevano modo di scoprire le nuove proposte musicali, soprattutto di provenienza inglese, meno frequentemente americana, ed entravano in contatto con il mondo della musica rock.

Per voi giovani ebbe un ruolo fondamentale soprattutto nella stagione dei cantautori, trasmettendo all'inizio degli anni '70, oltre ovviamente a Lucio Battisti, che era già un fenomeno da classifica, i primi lavori di Francesco Guccini, che veniva presentato come l'autore delle canzoni dei Nomadi, o i primi brani di Venditti e di De Gregori, presentati assieme, proprio perché assieme avevano prodotto, una facciata per uno, il loro primo disco Theorious Campus. Praticamente tutti gli altri cantautori italiani del periodo hanno avuto Per voi giovani come trampolino di lancio, da Edoardo Bennato a Lucio Dalla, a Ivan Graziani, a Rino Gaetano, a Eugenio Finardi a Claudio Rocchi, che ebbe anche per un periodo un ruolo di conduttore, oltre ovviamente a Fabrizio De Andrè, non più ormai al bando (ma diventato già famoso al di fuori dei canali ufficiali).

   

La storia

Il programma è stato trasmesso senza interruzioni (se non quelle stagionali) per dieci anni, dal 3 luglio 1966 al 25 giugno 1976, sia sul Programma Nazionale (poi Primo Programma ed ora Radio 1) sia sul Secondo Programma (ora Radio 2) della RAI. Andava in onda nel pomeriggio nei giorni feriali e, per un certo periodo, anche la Domenica, per quasi tutta la sua storia su 5 giorni alla settimana, ma occasionalmente anche su 3. Il programma era registrato in anticipo, come era in uso all'epoca, anche per consentire un controllo da parte della censura RAI, e solo per un breve periodo è stato trasmesso in diretta (Per voi giovani estate, 1970).

Canale

Dal

Al

Orario

Giorni

Principali conduttori

Secondo Programma

3/7/1966

dicembre 1966

16:35

5 + Dom.

Renzo Arbore, Enrico Roda

Programma Nazionale

gennaio 1967

luglio 1968

18:30

3 (4 da luglio 1967)

Renzo Arbore + ospiti (Caterina Caselli, Patty Pravo, Sergio Endrigo)

Programma Nazionale

luglio 1968

5/7/1970

Pom.

4

Arbore + Anna Maria Pulitan, Maurizio Meschino, Maria Pia Fusco (da autunno 1968)

Programma Nazionale

6/7/1970

Fine 1970

Pom.

5 (1)

Paolo Giaccio, Mario Luzzatto-Fegiz

Primo Programma

1970

1971

Pom.

5 (1)

Carlo Massarini, Massimo Villa, Claudio Rocchi, Fiorella Gentile, Mariù Safier, Richard Benson, Herbert Pagani (alcune collaborazioni occasionali)

Primo Programma

1971

1976

Pom.

5 (1) (nel 1975 anche al sabato alle 15:00)

Paolo Giaccio, Raffaele Cascone, Riccardo Bertoncelli e parte degli speaker precedenti

(1) Da verificare

La formula del programma è sempre stata quella delle canzoni, scelte tra quelle più vicine ai gusti giovanili, non solo italiani, trasmesse, presentate e contestualizzate (e a volte parzialmente tradotte) inframmezzate da interventi parlati sull'attualità.

Più leggeri e incentrati attorno alla musica e al costume gli interventi del periodo Arbore (che ha lasciato il programma da lui ideato nel '70 per la fortunata avventura di Alto gradimento), particolarmente incisivi e orientati anche all'attualità e alla politica, vista dall'angolo visuale dei giovani, quelli curati da Paolo Giaccio tra il '70 e il '71, per un periodo (Per voi giovani estate) anche in diretta, che portarono la dirigenza RAI (Ettore Bernabei) a decidere l'allontanamento dalla conduzione, pur se Giaccio mantenne l'organizzazione del programma.
La chiusura del programma (peraltro sostituito da altri simili) ha coinciso, non a caso, con l'affermazione di massa, a partire dal 1976, delle radio libere che si rivolgevano, con un'offerta di programmi molto più ampia, allo stesso target non più monopolizzato. Da notare, nell'ultima parte del suo ciclo, la presenza di un critico musicale non molto tenero con la produzione italiana come Riccardo Bertoncelli, in quegli stessi anni impegnato nel progetto della rivista Muzak.

La musica

Per Voi Giovani negli anni '60 era praticamente l'unica trasmissione nella quale si poteva ascoltare la musica internazionale ed italiana meno commerciale, assieme comunque ai successi del momento. Durante la conduzione Arbore ha avuto un buono spazio la musica americana, sia il R&B allora imperante, sia alcuni gruppi allora pressoché sconosciuti da noi come i Doors di Jim Morrison, ma non mancavano proposte decisamente non convenzionali: in una scaletta di fine anni '60 abbiamo individuato persino l'anomala White Rabbit di Grace Slick con i Jefferson Airplane, inserita non sappiamo se da Arbore o Paolo Giaccio. Chissà come sarà suonata alle orecchie dei ragazzi dell'epoca? Nella successiva conduzione di Giaccio e Luzzatto-Fegiz e poi soprattutto di Massarini ha avuto maggiore spazio la musica inglese e l'ormai affermato genere progressive, con in evidenza i Pink Floyd, i Genesis, i Gentle Giant, gli Yes, ma senza trascurare gli epigoni italiani, in primo luogo Le Orme e il Banco del Mutuo Soccorso.

Nello stesso periodo, come ricordato in precedenza, ha anche avuto spazio e spinta per la sua duratura affermazione la nuova ondata dei cantautori italiani, ad iniziare da Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, per continuare con tutti gli altri, da Edoardo Bennato a Claudio Rocchi (anche conduttore del programma), ad Alan Sorrenti, Eugenio Bennato con la Nuova Compagnia di canto popolare, a Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla (ancora nella fase della proficua collaborazione con il poeta Roberto Roversi), a Rino Gaetano, Eugenio Finardi, Claudio Lolli, Yuri Camisasca, Mimmo Locasciulli, Renzo Zenobi, sino a Franco Battiato nella sua prima fase sperimentale.

Molti tra i conduttori hanno dato una propria impronta alle scalette musicali, orientandole secondo i propri gusti. Claudio Rocchi spingeva in modo particolare verso la psichedelia e la musica sperimentale, oltre che verso la musica di ispirazione mistica alla quale era particolarmente interessato (come noto, l'ex bassista degli Stormy Six farà proprio una scelta di vita in tal senso, trasferendosi a vivere e lavorare in India e Nepal per molti anni). Si poteva incappare così anche in proposte decisamente anticonvenzionali come la musica ipnotica e minimalista di Terry Riley.
Carlo Massarini era più interessato alla nuova musica inglese, senza preoccuparsi troppo delle vere o presunte differenze tra musica commerciale e musica d'arte. Raffaele Cascone tentava una difficile uscita dalla colonizzazione anglosassone, dando spazio e opportunità a quello che battezzò efficacemente "Rock del Mediterraneo", una strada diversa nel grande mondo del rock che vedeva in prima fila (con qualche ottimismo) i suoi concittadini Alan e Jenny Sorrenti, i Napoli Centrale di James Senese e anche il grande Shawn Phillips, per un periodo della sua vita nomade a Napoli (e, credo, anche suo amico). Riccardo Bertoncelli invece tentava qualche incursione nei territori inesplorati del jazz, o almeno della più fruibile fusion.

Non mancavano neanche le interviste, in studio a gruppi stranieri in tour in Italia (ad esempio ai Jethro Tull e Frank Zappa). L'intervista a Frank Zappa (del 1973, in occasione del suo primo tour in Italia) era condotta da Raffaele Cascone ed è ricordata come molto divertente e ironica, in linea con il personaggio, quando il conduttore ha chiesto a Frank quanto guadagnava, si è sentito rispondere che era una domanda che si aspettava in Germania e non in Italia...

Le sigle

Nel corso degli anni per introdurre il programma o sue rubriche sono stati usati diversi brani, molto ben scelti:

Jimmy Smith - The Cat

Sigla iniziale (periodo "Arbore")

Led Zeppelin - Moby Dick

Sigla iniziale (periodo "Giaccio")

Traffic - Glad

Sigla iniziale (periodo "Massarini e soci")

Julie Driscoll, Brian Auger and The Trinity - Tropic Of Capricorn

Rubrica della posta

Jethro Tull - Thick As A Brick, part II

Rubrica della posta

Bachman-Turner Overdrive - Free Wheelin'

Rubrica underground

David Crosby - Music Is Love

Spazio Rocchi

 

La partecipazione degli ascoltatori e le classifiche

La radio degli anni '60 e del monopolio non prevedeva la partecipazione degli ascoltatori, se non mediata e ridotta a "pubblico in sala" o ricondotta alla dimensione dell'intervista ufficiale. La redazione di Per voi giovani, in particolare durante la gestione di Paolo Giaccio e Raffaele Cascone, riuscì però a creare un efficace canale di comunicazione e discussione attraverso il sistema tradizionale delle lettere, la Rubrica della posta era una delle sezioni più apprezzate del programma, ed attraverso di essa il (turbolento) mondo esterno entrava, anche se occasionalmente, nella radio di stato.

Una grande occasione per fare il punto sulla musica e sul mondo giovanile è stata una iniziativa di Raffaele Cascone, la classifica dei 100 album da salvare (e da portare nella canonica isola deserta). Per voi giovani non proponeva infatti classifiche di vendita, totalmente arbitrarie o presunto riflesso dei dati di vendita che fossero (come poi diventato d'uso comune nelle radio private) e in questo modo creava una vera lista dei dischi preferiti tra il proprio pubblico.

La classifica doveva essere motivata e commentata con una lettera, e Cascone leggeva le più interessanti in trasmissione. Suscitando magari risposte nei giorni successivi se le critiche a questo o quel gruppo sembravano ingiuste o esagerate ad altri ascoltatori. Non sappiamo quanti abbiano risposto, ma supponiamo che siano stati migliaia se non decine di migliaia, visti gli ascolti della trasmissione (che era ancora in regime di monopolio, eravamo, se la memoria non ci inganna, nel 1974), ma i risultati alla fine hanno rispecchiato fedelmente i gusti del periodo. Da notare che, per creare attesa e suspense, la classifica venne proposta in più puntate, partendo dal disco numero 100 (Utopia di Todd Rundgren).

Al primo posto si piazzarono, quasi obbligatoriamente, i Pink Floyd con l'album "monstre" Ummagumma (una facciata in studio ed una dal vivo), Wish You Were Here peraltro doveva ancora uscire, ma i veri trionfatori della classifica furono i Genesis, che piazzarono dal 3° al 11° posto tutti i dischi sino ad allora usciti (fino a Selling England By The Pound). I Genesis erano allora effettivamente più un fenomeno italiano che inglese, in patria erano seguiti, ma erano assieme a moltissimi altri gruppi di quel periodo creativo ed effervescente, e faticavano ad emergere, mentre in Italia divennero (per motivi ignoti) i preferiti dai numerosissimi estimatori di quel genere progressive che aveva visto già alla fine dei '60 proprio due gruppi italiani, i New Trolls e Le Orme, nel ruolo di efficaci propagandisti nel nostro paese.
A conferma di questa particolare attenzione per e da il pubblico italiano, proprio Selling England (1973) venne pubblicato da noi con tutti i testi stampati sulla copertina, tradotti anche in italiano.

Il resto della classifica era poi completato nelle posizioni di testa dagli altri eroi del progressive, dai King Crimson ai Jethro Tull, dagli E.L.P. ai Van Der Graaf Generator, (ma il capolavoro Valentyne Suite dei Colosseum era all'80° posto e i Gentle Giant erano latitanti), mentre era più trascurata la west coast (presente ma piuttosto in basso nella classifica, a parte i molto popolari CSN&Y), semi sconosciuto il rock blues USA (Allman Brothers a parte), e sconosciuto o quasi il new folk inglese dei Pentangle o dei Fairport Convention, per non parlare del country-rock USA. Decisamente trascurato anche il metal o hard-rock, per gli stessi Led Zeppelin solo due dischi (I al 51° posto) e stessa cosa per i Deep Purple (Machine Head al 71° posto, assente Deep Purple In Rock).

A conferma della velocità con la quale venivano bruciati i miti all'epoca, e di quanta musica eccezionale proponesse il presente, poche e secondarie erano le presenze degli album storici di Beatles (solo un LP, Sgt. Pepper, neanche tra i primi 10, ed assente persino un capolavoro come Abbey Road) e Rolling Stones (due album e molto in basso: Aftermath (#92) e Let It Bleed (#51), ignorati  altri notevoli LP come Sticky Fingers o Beggar's Banquet) e addirittura assenti i Doors, per non parlare dei Creedence Clearwater Revival, dei Beach Boys o dei Byrds, ritenuti probabilmente troppo "americani" e (ingiustamente) commerciali.

Buona la presenza degli italiani, anche questa molto legata al periodo, con praticamente tutti i nomi del cantautorato e del rock italiano dentro la classifica (da Alan Sorrenti alla PFM a Francesco De Gregori). Anche qui l'oblio veloce sugli anni '60 penalizzava i maestri: un solo LP di Fabrizio De Andrè in classifica. Primi tra gli italiani erano il Banco del mutuo soccorso (#9) con il loro album, peraltro pregevole, Darwin!.

La classifica era aperta a tutti i generi ed era quindi presente una piccola rappresentanza di rock-jazz, costituita soltanto da Miles Davis, dai Weather Report (#46 con I Sing The Body Electric) e dagli italiani Perigeo. Di Miles Davis era presente, oltre al classico Bitches Brew (però alla posizione n.69), il disco appena uscito Get Up With It (#88). L'unico disco di jazz non riconducibile al rock-jazz (o fusion) era Viva Emilano Zapata! di Gato Barbieri (#87), complice il grande successo della colonna sonora di "Ultimo tango a Parigi" e l'aura internazionalista del potente sassofonista argentino.

Disponibile ora tutta la storica classifica di Per voi giovani completa e commentata

Non mancavano le iniziative e le lettere ispirate invece al puro divertimento o al non-sense, in qualche modo in linea con un'altra rubrica della posta allora molto modo, quella della rivista a fumetti Linus (che viveva il suo periodo d'oro, assieme alla sua emanazione, il Diario Linus, lo standard per i liceali d'Italia). Ricordiamo un lungo tormentone di inizio anni '70: la richiesta agli ascoltatori di proporre e commentare il proprio colore preferito. Si piazzò molto bene un ascoltatore che proponeva il "rosa tenero di gioventù".

Le trasmissioni derivate

Il grande successo della trasmissioni ha prodotto alcune derivazioni. In radio la principale è stata Popoff, una trasmissione puramente musicale quasi notturna (andava in onda intorno alle 10 e 30, adesso si direbbe in "seconda serata"), che era condotta a turno da alcuni degli stessi speaker della trasmissione principale (Massimo Villa, Raffaele Cascone, Fiorella Gentile e altri).

Non è mancato il tentativo di trasferire la formula, o almeno il nome, nello spazio televisivo. Condotto dalla stesso Arbore alla fine degli anni '60 andava in onda su RAI 2 (mi pare) un programma con lo stesso nome, la sigla era una ben nota canzone decisamente buonista di Gianni Morandi, Un mondo d'amore ("c'è un grande prato verde, dove nascono speranze..."). La trasmissione alternava performance in studio, sullo stile dello show della BBC Ready? Steady? Go! a dibattiti moderati dallo stesso Arbore su temi del giorno, con diversi ospiti, e con uno stile meno formale e paludato di quanto era comune in RAI. Ricordo una puntata con un vivace scontro tra l'ospite Don Backy, "fumino" e antipatico come a volte sa essere questo grande autore e cantante, e uno dei ragazzi in studio, che lo aveva attaccato (mi pare perché troppo commerciale) e al quale Don Backy aveva risposto che faceva fatica a parlare con uno che tremava e che non riusciva a dominare la voce (effettivamente il ragazzo era assai emozionato). Inutile dire che tutti i ragazzi in studio si sono a quel punto coalizzati contro il musicista toscano, indipendentemente dalla validità delle sue posizioni e argomentazioni.

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 © Alberto Truffi per Musica & Memoria / Dicembre 2006

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