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Stereofonia e alta fedeltà. FAQ

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Uno dei più ambiziosi progetti di diffusori acustici: le B&W NautilusIn Musica & Memoria si parla di musica, ma la musica bisogna anche sentirla, e bene, comodamente a casa propria, oppure in mobilità. Per questo sono state inventate (molti) anni fa la stereofonia e l'alta fedeltà, che riepiloghiamo qui nelle linee essenziali, sotto forma di FAQ. Per una esauriente e approfondita informazione rimandiamo ai siti e alle pubblicazioni specializzate. Tra i primi è d'obbligo citare uno dei più frequentati e apprezzati siti dedicati alla corretta riproduzione della musica: TNT-Audio

Si tratta di una iniziativa volontaria, assolutamente non collegata alle società produttrici di componenti Hi-Fi, e priva di ogni forma di pubblicità, garantisce quindi indipendenza e neutralità di giudizio. È orientata in gran parte alla ricerca della migliore riproduzione, quindi ad un pubblico di appassionati, ma esiste un'ampia sezione dedicata ai fondamenti dell'alta fedeltà, ed è possibile anche inviare quesiti specifici nella posta dei lettori. 

Esistono poi le riviste specializzate, le più diffuse in Italia sono Audio Review  e Suono Stereo, più orientata agli appassionati ed esperti ma altrettanto valida è Fedeltà del Suono. In entrambe le prime due sono presenti di frequente articoli per i neofiti, e in tutte si possono trovare le prove di componenti, articoli sulle novità tecnologiche ed una nutrita sezione di recensioni discografiche. Ci limitiamo quindi qui, per evitare inutili sovrapposizioni, ad alcuni brevi e sintetici concetti base.

Per saperne di più: Musica e tecnologia / La tecnica / Gli standard / Stereofonia e multicanale / Hi-Fi su eBay

FAQ. Frequently Asked Questions

   

Le basi

Cos'è la stereofonia?

Cos'è l'alta fedeltà?

Tutti gli eventi dal vivo sono riproducibili in casa?

Esiste una misura dell'alta fedeltà?

Quali sono i componenti di un impianto Hi-Fi?

 

Comprare l'impianto Hi-Fi

I coordinati Hi-Fi sono alta fedeltà?

L'alta fedeltà costa un sacco di soldi?

Un esempio di impianto base?

E fino a quanto può costare un impianto Hi-Fi?

Qual è il componente che costa di più ed è più difficile da mettere a punto?

Tra gli altri componenti qual è il più critico?

I componenti invecchiano?

Perchè i componenti di un impianto sono spesso di marche diverse? Gli impianti mono-marca sono inferiori?

Esiste un mercato dell'usato?

Bisogna essere esperti per comprare componenti usati?

Perché in molti amplificatori Hi-Fi sono spariti i controlli di tono? Cos'hanno fatto di male?

Cos'è l'hi-end? E la Hi-Fi esoterica?

È vero che i cavi sono molto importanti?

Esistono altri accessori importanti?

Un mio amico appassionato di Hi-Fi cambia continuamente componenti, dovrò fare così anche io?

Come mai esistono così tante marche e modelli?

In cosa consiste la potenza delle casse? Cosa succede ad utilizzare casse poco "potenti" con amplificatori potenti? (NUOVO)

È vero che i migliori amplificatori sono a valvole?

Come si sceglie un impianto?

Come si fa ad arrivare in tempi brevi alla scelta di un impianto?

Come verificare se il prezzo offerto è corretto?

Conviene affidarsi ad un amico esperto per la scelta dell'impianto?

Anche la cuffia è un componente critico?

 

I supporti attuali e futuri

E' vero che i classici LP suonano meglio del CD?

Esistono delle motivazioni tecniche che giustificano la inferiorità del suono digitale rispetto all'analogico?

Quindi è consigliabile inserire nell'impianto un giradischi?

Non sarebbe conveniente realizzare un impianto unico per la musica e la TV (Home Theater)?

Cos'è l'audio multicanale?

 

Il multicanale è una alternativa valida alla stereofonia?

 

Il CD è superato? Cos'è il SACD?

 

In sintesi conviene comprare un lettore CD, un lettore SACD o un lettore multi-standard?

 

Lo standard MP3 è alta fedeltà?

 

Gli altri standard di compressione sono invece superiori all'MP3?

 
   

I limiti dell'alta fedeltà

 

E' vero che su un buon impianto si può ascoltare la musica meglio che dal vivo?  

 

E' possibile ascoltare in alta fedeltà in auto?

 

E' vero che i diffusori elettrostatici sono i migliori, e perché?

 

Un impianto di alta qualità deve comprendere un subwoofer?

 
   

FAQ. Frequently Asked Questions

Linn Sondek LP12Cos'è la stereofonia?
Un sistema di riproduzione del suono, messo a punto da Alan Dower Blumlein negli anni '30 e diventato accessibile per il grande pubblico a partire dagli anni '50, che consente la riproduzione in ambiente casalingo di un evento musicale registrato o diffuso. Il sistema prevede l'uso di due sorgenti sonore (i diffusori) posti ai due vertici di un triangolo equilatero il cui terzo vertice è occupato dall'ascoltatore, che riproducono una registrazione musicale su due tracce separate, ottenute in registrazione mediante due microfoni separati e disposti con lo stesso angolo (o altre tecniche). Sfruttando le capacità di localizzazione del sistema uditivo umano il messaggio musicale registrato e riprodotto in stereofonia consente di simulare in un ambiente casalingo la stessa localizzazione spaziale dell'evento musicale originale (concerto, registrazione in studio, ecc.)

Cos'è l'alta fedeltà?
La stereofonia, assieme all'utilizzo di componenti specializzati, consente di riprodurre un evento sonoro in tutte le sue componenti principali: localizzazione spaziale, timbrica degli strumenti (o delle voci), estensione in frequenza degli strumenti, dinamica del volume del suono, assenza di distorsioni del suono originale; si parla di alta fedeltà proprio perché si può raggiungere idealmente una riproduzione molto vicina (fedele) all'evento originale, tanto che chiudendo gli occhi si potrebbe pensare di essere di fronte a musicisti che suonano dal vivo.

Tutti gli eventi dal vivo sono riproducibili in casa?
Dipende dalla casa e dall'impianto. Sicuramente però una orchestra sinfonica sarà sempre riprodotta in scala ridotta (si pensi al volume di suono e alla complessità di relazioni tra strumenti in una grande orchestra), mentre un piccolo gruppo acustico o un cantante che si accompagna con una chitarra saranno più facilmente riproducibili.

Ortofon SPU85Esiste una misura dell'alta fedeltà?
No. I tedeschi ci hanno provato con le norme DIN, con scarso riscontro, in quanto non esistono parametri o dati misurabili che possano garantire che un impianto sia in grado di riprodurre ad alta fedeltà, l'unica garanzia è l'ascolto e praticamente nessun fornitore cita la conformità alle norme DIN o ad altre similari.

Quali sono i componenti di un impianto Hi-Fi?
Una sorgente per la lettura dei supporti registrati (in questa fase di sviluppo della tecnologia rappresentata nella quasi totalità dei casi da un lettore CD), un amplificatore per produrre un segnale elettrico di potenza adeguata per pilotare i diffusori (casse o sistemi di altoparlanti), e i cavi di connessione tra lettore e amplificatore e tra quest'ultimo e i diffusori. Questi sono in generale di tipo dinamico a due vie (due altoparlanti specializzati per note acute e medio-basse rispettivamente), con una modalità di carico delle basse frequenze chiamata bass-reflex, possono essere sostanzialmente di due tipi, mini o da pavimento.
I primi (solitamente più economici) necessitano anche di un supporto per posizionarli in modo corretto in ambiente. Impianti più impegnativi possono essere composti da componenti a maggiore specializzazione, per esempio l'amplificatore può essere scomposto in preamplificatore (controllo del volume e selezione degli ingressi) e finale di potenza (amplificatori a due telai), oppure i diffusori possono essere realizzati con altre tecniche (per esempio di tipo elettrostatico).
Sorgenti aggiuntive, selezionabili sull'amplificatore, possono essere: giradischi analogico, lettore di Mini Disc, piastra a cassette, sintonizzatore stereo radio FM o T-DMB, lettore-registratore a bobine, lettore di dischi digitali ad alta definizione (SACD, DVD-Audio o Dual Disc).

Comprare l'impianto Hi-Fi

Ortofon SPU85I coordinati Hi-Fi sono alta fedeltà?
No. Anche se i componenti sono più o meno gli stessi e possono avvicinarsi in alcuni parametri e produrre un ascolto piacevole in alcuni casi, non consentono una riproduzione di un evento dal vivo, soprattutto per la impossibilità di raggiungere una adeguata dinamica.

L'alta fedeltà costa un sacco di soldi?
No. Il costo sale in modo asintotico solo se si vogliono raggiungere i livelli più alti in alcuni parametri (soprattutto dinamica e riproduzione delle frequenze basse). Un investimento da 1500 € circa già consente di ascoltare in alta fedeltà un concerto acustico e con buona approssimazione musica sinfonica o un concerto rock.

Un esempio di impianto base?
Marche e modelli cambiano spesso, si può dare solo solo una indicazione di massima, comunque 250 € per un lettore di CD (Marantz, Rotel, NAD), 500 € per l'amplificatore (Rotel, NAD, Arcam), 500 € per i diffusori (Kef, Bowers & Wilkins, Chario), 150 € per i cavi CD e casse, 100 € per il supporto delle casse, possono essere l'ordine di grandezza per un impianto base. Le marche citate sono alcune di quelle che, pur essendo realtà industriali, spesso con fabbriche in oriente, hanno una buona reputazione di qualità. Per modelli specifici e prove si rimanda alle fonti citate.
(Settembre 2003)

E fino a quanto può costare un impianto Hi-Fi?
Lasciamo perdere.

Thiel CS2.3Qual è il componente che costa di più ed è più difficile da mettere a punto?
La casa. Per una corretta riproduzione è necessario avere un ambiente di almeno 20 mq, con spazio libero davanti alle casse, e la possibilità di posizionare le stesse casse come minimo ad un metro o poco meno dalle pareti laterali e posteriori. È evidente che non sempre questo è possibile. In questo caso si potrà comunque intervenire in vari modi ed ottenere comunque una riproduzione piacevole, anche se non ottimale.

Tra gli altri componenti qual è il più critico?
Praticamente tutti allo stesso modo. Il lettore CD deve fornire un segnale al resto dell'impianto, se è distorto o carente i componenti a valle non potranno migliorarlo, ma solo introdurre altre alterazioni, l'amplificatore deve svolgere molti compiti complessi e deve tipicamente ricorrere a soluzioni di compromesso tra molte esigenze, le casse hanno il compito più difficile e sono (almeno fino a livelli di prezzo molto elevati) il componente meno lineare, cioè quello che introduce più alterazioni (e per il quale si possono sentire maggiori differenze tra vari modelli).

I componenti invecchiano?
Il lettore CD subisce continue evoluzioni tecnologiche, quindi tende ad "invecchiare" e non è molto commerciabile, se non per modelli di fascia alta, le casse acustiche hanno una evoluzione tecnologica più lenta e, se di marca conosciuta, mantengono abbastanza bene nel tempo il loro valore, l'amplificatore si pone in una via di mezzo.

Perchè i componenti di un impianto sono spesso di marche diverse? Gli impianti mono-marca sono inferiori?
Esistono alcune marche di alto livello che sono specializzate in specifici componenti, e non tutte le marche producono tutti i tipi di componenti. In particolare esiste una divisione abbastanza netta tra ditte specializzate nella produzione di diffusori (o casse acustiche) e ditte specializzate nella produzione di elettroniche. Alcune ditte di elettroniche hanno anche la loro gamma di diffusori, ma ben poche tra le ditte specializzate in diffusori hanno la loro linea di elettroniche.
Quindi è abbastanza comune che diffusori ed elettroniche siano alla fine di marche diverse. La maggior parte delle ditte di elettroniche, le eccezioni sono poche e nell'alto e altissimo di gamma, producono sia sorgenti (lettori CD) sia amplificatori, integrati o a due telai. Non esiste un motivo perchè le elettroniche (lettore CD e amplificatore) siano di marche diverse. Anzi, proprio perché progettate e messe a punto da un solo fornitore, l'interfaccia dovrebbe essere ottimizzata e il risultato di qualità garantita.
Ciononostante nella maggior parte dei casi gli appassionati preferiscono "mischiare" i componenti, magari anche per dare l'idea di un impianto più attentamente ponderato e valutato, non da neofita. Per chi vuol andare dritto ad un risultato soddisfacente accoppiare elettroniche dello stesso (valido) produttore può rappresentare una buona soluzione.
(Marzo 2007)

McIntosh 240Esiste un mercato dell'usato?
Sì ed è un'alternativa interessante. Per i motivi menzionati sopra è fiorente per componenti di fascia alta o media, ed è maggiormente diffuso per componenti meno tecnologici (casse, giradischi tradizionali). Si trovano occasioni nei negozi specializzati, dove spesso sono in vendita a prezzo scontato anche componenti "demo" (che sono stati utilizzati in negozio o in fiere e mostre), negli annunci delle riviste specializzate, e anche sui nuovi canali internet come eBay. In quest'ultimo caso occorre prestare attenzione ai costi di trasporto, che possono superare i costi di acquisto.

Bisogna essere esperti per comprare componenti usati?
Ovviamente sì. Come per qualsiasi altro genere commerciale.

Perché in molti amplificatori Hi-Fi sono spariti i controlli di tono? Cosa hanno fatto di male?

NAD 3120Una delle principali marche di Hi-Fi, la NAD, ha proposto anni fa (1978) un amplificatore essenziale, il fortunato modello 3120 (a destra), versione "audiofila" dell'ancora più fortunato 3020, campione nel rapporto qualità prezzo e nella capacità di pilotare le casse e assoluta mosca bianca nello scadente panorama dei modelli anni '70; nel 3120, come già in alcuni amplificatori di alta classe e semi-artigianali dell'epoca, erano eliminati tutti gli elementi superflui, tra cui i controlli di tono, per arrivare al miglior rapporto qualità - prezzo possibile.

Questa soluzione è diventata la più diffusa nell'alta fedeltà di pregio. In particolare i controlli di tono (bassi e acuti, a volte medi, e il loudness, correttore per l'ascolto a bassi volumi) sono circuiti molto critici e, anche se ben realizzati, introducono alterazioni al messaggio musicale. Ancora di più ne introducono se realizzati in economia, come avveniva in buona parte dei componenti degli anni '70. D'altra parte un impianto ben assemblato e ben installato (e un disco ben registrato) non ne hanno bisogno, da qui la scelta minimalista della maggioranza dei produttori attuali. Se sono comunque presenti (è frequente con modelli anche di buona qualità prodotti in oriente, perché il costo dei circuiti commerciali è marginale e molti utenti comunque continuano a richiederli) è meglio lasciarli sempre disinseriti (in posizione flat).

Marantz ReceiversNelle immagini sopra e a lato il NAD 3120 e, a confronto, un  ricevitore (ampli + sintonizzatore) Marantz degli anni '70 

Cos'è l'hi-end? E la Hi-Fi esoterica?
Sono denominazioni di marketing inventate negli anni '80 - '90 per differenziare i prodotti dai componenti alta fedeltà di produzione industriale, che peraltro avevano subito negli anni '70 un continuo calo di qualità (in parallelo alla diffusione di massa). In genere sono componenti prodotti da piccole case specializzate, a volte artigianali, spesso, ma non sempre, di costo elevato e basati su tecnologie originali e a volte apparentemente bizzarre. Attualmente si preferisce parlare di "vera alta fedeltà" e la terminologia citata, con annessi negozi esclusivi, è sostanzialmente tramontata.

È vero che i cavi sono molto importanti?
Sono importanti. Chiunque può verificare la differenza, non eclatante ma avvertibile già con impianti di medio livello, per esempio di un cavo di potenza (quello delle casse) rispetto ad un altro. Tutto è ovviamente proporzionato alla qualità dell'impianto, maggiore è la qualità maggiore è la sensibilità a componenti accessori come i cavi. Occorre quindi sempre utilizzare cavi di qualità, mantenendo naturalmente una proporzione con il livello e il costo dei componenti da interfacciare.

Esistono altri accessori importanti?
L'impianto può essere migliorato per mezzo di altri accessori (per esempio piedini speciali) o con interventi sui componenti (tweaking) ampiamente illustrati sui siti e sulle riviste citate. A differenza dei cavi non sono però indispensabili per la prima installazione dell'impianto e si possono effettuare in un secondo tempo, se si vuole puntare a un affinamento per gradi dell'impianto.

Copland CTA-405Un mio amico appassionato di Hi-Fi cambia continuamente componenti, dovrò fare così anche io?
No, molti appassionati sono più interessati all'impianto (il mezzo) che alla musica (il fine). Chi vuole semplicemente ascoltare bene la musica una volta messo assieme un impianto che lo soddisfa non ha alcuna necessità di cambiarlo, anche se naturalmente potrà pianificare dei miglioramenti nel tempo. I componenti in quanto tali non subiscono in una particolare usura nel tempo (con la eccezione delle testine per LP) né, solitamente, una obsolescenza tecnologica marcata, anche se naturalmente le case produttrici propongono frequentemente nuove tecnologie e nuovi modelli, e la comprova è la considerazione che mantengono un grande valore sul mercato componenti "vintage" degli anni '50 o '60.

Kef 104-H63Come mai esistono così tante marche e modelli?
L'alta fedeltà è un mercato maturo ma, a differenza di altri e in deroga delle classiche leggi economiche, non ha ancora visto una concentrazione delle marche attraverso fusioni o espulsioni dal mercato. Il motivo probabile è che la produzione di componenti Hi-Fi richiede un investimento iniziale relativamente basso ed utilizza una tecnologia accessibile. Di conseguenza si è consolidato negli anni un mercato a due strati, nel primo dei quali, orientato al pubblico di massa, si collocano pochi grandi produttori, quasi tutti orientali o con fabbriche in estremo oriente, che controllano la gran parte del mercato della elettronica (il cosiddetto "nero"), tra cui si colloca la riproduzione della musica, tra cui si colloca l'Hi-Fi (le marche sono quelle note: Sony, Philips, Yamaha, Matsushita-Technics, Pioneer, Denon, Marantz, ecc.), mentre nel secondo, orientato agli appassionati di Hi-Fi, si collocano una miriade di case specializzate, che vanno da una dimensione industriale (come Jamo, Bowers & Wilkins o Chario) fino ad una dimensione veramente artigianale. Il risultato è il continuo avvicendarsi di marche e la necessità per i negozi del settore di selezionare fortemente i marchi da trattare.

In cosa consiste la potenza delle casse? Cosa succede ad utilizzare casse poco "potenti" con amplificatori potenti?
La potenza indicata per i sistemi di altoparlanti è una misura che veniva usata un tempo (ora è praticamente in disuso) per indicare la massima potenza accettata in ingresso prima che la cassa distorca il suono, ed eventualmente si danneggi. Non ci si arriva mai, a meno che la donna delle pulizie abbia spolverato l'amplificatore lasciando la manopola del volume al massimo, e poi si accende distrattamente l'impianto. Non ci si arriva mai perché molto prima di questo limite sentiamo una distorsione e un frastuono insopportabile, e quindi non alziamo oltre il volume.
Usare un amplificatore molto potente con casse che non accettano una grande potenza non è quindi un problema, semplicemente l'amplificatore userà solo parte della sua potenza, e quindi lavorerà meglio.
Le casse "poco potenti" possono poi esserlo per due motivi: sono molto efficienti (quindi richiedono pochi watt in ingresso) oppure hanno altoparlanti non di prima qualità, non "robusti". Nel secondo caso l'accoppiamento con un amplificatore molto potente, quindi presumibilmente costoso, rappresenta quindi soltanto una combinazione non coerente. In generale si tratta di un parametro del tutto marginale nella scelta delle casse.

Unison Research ReferenceÈ vero che i migliori amplificatori sono a valvole?
Per quanto possa sembrare strano le valvole termoioniche, primi componenti elettronici, messi in produzione a livello industriale negli anni '20 del XX secolo, e antenati dei transistor e dei circuiti integrati, hanno caratteristiche che le rendono più adatte per la realizzazione di amplificatori di qualità elevata. Per contro hanno altre caratteristiche che rendono il loro utilizzo più critico, e ne limitano l'utilizzo solo oltre una soglia di prezzo abbastanza elevata (1500 - 2000 € per un amplificatore integrato). Il mercato Hi-Fi propone molti modelli di amplificatori a valvole, e le marche e i modelli considerati da molti esperti i migliori in assoluto sono a valvole. Nell'intorno della soglia indicata sono in genere più competitivi e versatili gli amplificatori a transistor, anche se amplificatori a valvole o ibridi (valvole + transistor) sono una alternativa percorribile.

Come si sceglie un impianto?
La teoria dice che occorre: a) conoscere il vero suono degli strumenti, quindi ascoltare molti concerti, soprattutto di musica acustica non amplificata b) essere informati sui prodotti, attraverso la lettura delle riviste specializzate c) prendere appuntamento in negozi specializzati per ascoltare le diverse combinazioni individuate sulle riviste o proposte dal negoziante d) valutarle a confronto (prendendo appunti se gli ascolti avvengono in tempi diversi) con dischi noti e scegliere alla fine la più vicina ai propri gusti musicali e) chiedere una prova di ascolto anche a casa propria, per verificare l'impianto nelle condizioni operative reali f) se invece l'obiettivo è un miglioramento (upgrade) di un componente, chiedere al negozio di organizzare un ascolto a confronto del proprio componente da rimpiazzare (che si porterà da casa) con quello o quelli proposti, per verificare ovviamente se il miglioramento è udibile e gradito. In sintesi la scelta stessa diventa un vero e proprio hobby e richiede un bel po' di tempo.

Audio Analogue Maestro SettantaCome si fa ad arrivare in tempi brevi alla scelta di un impianto?
La strada più comoda è affidarsi ad un negozio specializzato, la possibile diffidenza è in questo caso mitigata dal fatto che un nuovo cliente, e possibili espansioni e migliorie successive, valgono più della possibilità di rifilare una fregatura al cliente "mordi e fuggi". Occorre soltanto alzare qualche "paletto": a) scegliere un vero negozio di Hi-Fi, noto e dalla lunga storia b) sceglierlo possibilmente nella propria città, per poterci tornare agevolmente c) accettare solo prodotti nuovi e di marche note (per evitare che vengano proposti componenti poco commerciabili in seguito). Il negoziante proporrà un impianto in base alle sue idee di Hi-Fi e alle marche presenti in negozio (ovviamente) ma anche in base ai gusti e alle esigenze del cliente, se questi sarà preciso ed esauriente nel rappresentarle. Eventualmente potrà anche fornire assistenza nella installazione dell'impianto a casa, evitando ogni mal di testa a chi vuole andare subito al risultato.

Come verificare se il prezzo offerto è corretto?
La più diffusa rivista italiana di Hi-Fi, Audio Review citata prima, riporta tutti i mesi in appendice un listino dei prezzi di mercato, che può essere consultato per verifica. Le principali riviste propongono ogni anno inoltre un annuario con la descrizione di tutti i componenti Hi-Fi e relativi prezzi.

Audio Note OngakuConviene affidarsi ad un amico esperto per la scelta dell'impianto?
Non c'è niente di più divertente per un appassionato di Hi-Fi che comprare un impianto con i soldi di un altro. Quindi lo troverete ben disposto. Teoricamente è più neutrale e disinteressato di un negoziante, non è detto che sia più esperto, non è detto che il risultato sia migliore. In ogni caso verificate che impianto ha, e se lo ha (esistono anche appassionati ed esperti che leggono solo le riviste e hanno impianti virtuali) e chiedete di sentirlo coi vostri dischi per vedere se i suoi gusti musicali convergono con i vostri. Tenete conto che se qualcosa non va nelle scelte dal negoziante si può tornare (e protestare) perché non abbiamo nessun legame affettivo con lui, mentre dall'amico, dipende.

Anche la cuffia è un componente critico?
L'ascolto con una buona cuffia consente di raggiungere agevolmente quasi tutti i parametri Hi-Fi, tranne ovviamente una localizzazione spaziale pienamente realistica. Le cuffie Hi-Fi sono di due tipi, elettrostatiche e dinamiche. Le prime garantiscono prestazioni eccellenti, superiori praticamente a tutte le casse acustiche, sono prodotte quasi da una sola casa (Stax) e hanno prezzi elevati, che partono dagli 800 € circa. Molte case propongono invece cuffie dinamiche (Grado, la più quotata tra gli appassionati, oppure Sennheiser, AKG, Koss e altre), i costi sono inferiori, ma per una qualità ottimale è necessario prevedere un amplificatore specializzato per cuffia (anche perché spesso gli amplificatori Hi-Fi sono privi della relativa uscita) e il costo complessivo può avvicinarsi a quello di una cuffia elettrostatica.
Investire in una cuffia elettrostatica è quindi consigliabile, anche per avere un termine di riferimento quasi assoluto per la valutazione dei vari componenti dell'impianto.

I supporti attuali e futuri

E' vero che i classici LP suonano meglio dei CD?
È vero che un LP ben inciso e suonato da un giradischi, con complementi (testina, braccio, preamplificatore phono) di buona qualità e correttamente messo a punto, si colloca agli stessi livelli di qualità sonora di un CD e, secondo molti esperti, anche ad un livello superiore in molti parametri.

Thorens TD-2010Esistono delle motivazioni tecniche che giustificano la inferiorità del suono digitale rispetto all'analogico?
I principali limiti del CD sono: (a) distorsione di quantizzazione, (b) la risoluzione a bassi livelli, (c) la distorsione in trasferimento dati (jitter), oltre naturalmente alla precisione dei convertitori (d). I punti (c) e (d) sono risolti dai moderni lettori e convertitori, i punti (a) e (b) sono invece intrinseci allo standard CD (la distorsione di quantizzazione deriva dalla quantità dei campioni - 44K/sec. - per secondo e dall'ampiezza del campione - 16 bit, la risoluzione a bassi livelli deriva dallo standard PCM utilizzato, che prevede un "accorciamento" del campione al diminuire del volume di registrazione: a -20dB i livelli disponibili passano da 65536 (il massimo pari a 2 alla 16, corrispondente del livello pieno, ovvero 0dB) a 6554, a -40dB ne rimangono 655, a -60dB 65, con una approssimazione del segnale originale - ovvero distorsione di quantizzazione - sempre più marcata). Questi difetti non sono presenti nel vecchio standard LP, che però aveva un rumore di fondo prossimo ai -60dB e quindi comunque non consentiva una precisione adeguata a livelli estremamente bassi.
I nuovi standard digitali ad alta definizioni (DVD-Audio o SACD) sono in grado però di superare questi problemi tecnici, per esempio il DVD-Audio usa parola a 24 bit e frequenza di campionamento fino a 192KHz, con una riserva di livelli di campionamento elevatissima anche con attenuazioni di 60dB ed oltre.

Technics SL-1200Quindi è consigliabile inserire nell'impianto un giradischi?
Se avete ancora una collezione di LP sicuramente sì. Esistono giradischi di produzione moderna relativamente economici (Pro-Ject o Rega per esempio) attraverso i quali l'ascolto dei vecchi LP sarà una piacevole riscoperta. Se invece non avete LP e siete appassionati di musica il problema (o la opportunità) non si pone, in quanto solo una minima parte delle nuove uscite discografiche (e di quelle degli ultimi 20 anni) sono disponibili in LP. Rimane quindi solo un simpatico hobby per collezionisti e appassionati di Hi-Fi, chi lo vorrà intraprendere lo troverà comunque molto divertente ed appagante.

Non sarebbe conveniente realizzare un impianto unico per la musica e la TV (Home Theater)?
Un impianto Home Theater (HT), tipicamente a 5+1 canali (1 canale frontale, 2 laterali anteriori, 2 laterali posteriori, 1 sub-woofer) può funzionare come impianto stereo usando i soli 2 laterali anteriori assieme alla funzione, sempre presente nel lettore DVD, di lettore CD. La qualità del risultato dipende ovviamente dalla qualità dell'impianto HT, può essere del tutto equivalente a quella di un impianto specializzato per la musica. Occorre precisare che questo ragionamento è applicabile solo ad impianti HT di buon livello, non ai compatti (tipo Bose e simili) che non potranno mai raggiungere, come i coordinati, i parametri della vera alta fedeltà. In definitiva è una strada percorribile, ma gli investimenti in gioco aumentano almeno di 3-4 volte, a parità di risultati nell'ascolto della musica (per i parametri non interessati dal multicanale), così come diventa più complessa la collocazione nell'ambiente casalingo.

Cos'è l'audio multicanale?
L'impianto HT consente anche di sentire CD o DVD (o SACD) in audio multicanale, un derivato della tecnologia usata per l'audio cinematografico (Dolby Surround o il suo rivale DTS), con una esperienza che dovrebbe superare in realismo la stereofonia. Da considerare però che ben pochi e marginali sono i titoli registrati in multi-canale e che è opinabile che il suono riprodotto da 5 (o 7) altoparlanti sia per forza più realistico di quello riprodotto da 2, mentre è certo che aumentano esponenzialmente i costi e soprattutto la criticità di messa a punto dell'impianto in ambiente, così come la dipendenza dalle scelte di registrazione fatte da chi ha prodotto il disco. In sintesi si tratta di una opzione tecnologica per nulla stabilizzata, e molti ricordano che il precedente tentativo di superare la stereofonia (quadrifonia, 4 canali) è stato un fallimento.
Musica & Memoria ritiene che non ci sia nessuna reale esigenza di multi-canale, in un mondo dove la semplice stereofonia in alta fedeltà è ancora ben poco diffusa nella realtà, e supporta la campagna per la "vera Hi-Fi" lanciata da TNT-Audio ("We support Real Stereo"). (APPROFONDIMENTI)

Il CD è superato? Cos'è il SACD?
Secondo i produttori principali il CD dovrebbe essere superato, dal momento che hanno messo in commercio, da anni, due nuovi standard ad "alta definizione", tecnicamente superiori, chiamati SACD (Super Audio CD, proposto da Sony e Philips) e DVD-Audio (proposto da Matsushita e altri). Non sembrano però molto convinti né loro né le case discografiche, perché tuttora ben poche delle nuove uscite è su questi nuovi standard. La situazione è quindi come quella dei primi anni del CD, ed è difficile immaginare quale sarà il futuro. Vari elementi fanno pensare che l'affermazione di uno di questi nuovi standard (evidentemente in competizione tra loro, quindi uno dei due destinato a soccombere) non sarà facile, e che potrebbe finire come con altri standard, in seguito abbandonati (come la Elcaset) o utilizzati solo in ambito professionale (DAT). In ogni caso non è una opzione per chi componga un impianto ora.
Per approfondimenti: I nuovi standard nell'audio e nel video e La distribuzione della musica (i supporti fisici)

Audio Analogue Paganini 192/24Quindi in sintesi conviene ancora comprare un lettore CD?
Al momento sì. Qualcuno potrebbe considerarlo un investimento a perdere, essendo commercializzato (dal 2000 ormai) un nuovo supporto, anzi due. In realtà, fino a quando non sarà emerso un vincitore tra DVD-Audio e SACD e non saranno pubblicati tutti o quasi i nuovi titoli nel nuovo standard, il CD continuerà ad essere il supporto predominante. Quando anche questo dovesse avvenire ci sarà tutto il tempo, a mercato stabilizzato, per passare ad un lettore nel nuovo standard. Senza alcuna fretta perché i CD sinora acquistati saranno comunque leggibili nel nuovo lettore, e perché i nuovi supporti, anche nel caso che i CD sparissero velocemente dal mercato, i nuovi supporti saranno in ogni caso leggibili anche sull'enorme parco di lettori esistente (incluso quindi l'ipotetico lettore comprato ora). Questa è una funzionalità nativa del SACD "ibrido" ed è stata introdotta nel 2005 anche per il DVD-Audio con la sua variante Dual-Disc. Per contro comprare ora, per esempio, un lettore SACD di fascia alta è una operazione a doppio rischio, sia per la possibilità che lo standard sia abbandonato, sia perché il modello acquistato potrebbe essere tecnologicamente superato a mercato SACD stabilizzato. Una opzione che rimane quindi valida in pratica solo per chi vuole passare subito al multicanale. Esiste infine una terza alternativa: l'acquisto di un lettore DVD ultima generazione, in grado di leggere anche i SACD (e i CD). Può essere una soluzione di compromesso, ma come tutte le soluzioni di compromesso non è ottimale. In particolare la sezione per la lettura CD non sarà mai comparabile come qualità a quella di un buon lettore specializzato, anche se in alcuni modelli può essere discreta. In sintesi è consigliabile solo dove il problema principale è lo spazio, se no conviene mantenere separato il lettore CD.

Aggiornamento inizio 2007: il progetto di rimpiazzare il CD con SACD o DVD-Audio (o la sua variante Dual Disc) sembra ormai in fase di abbandono sia da parte dei produttori di hardware sia da parte dei software. Questi (ormai non più tanto) "nuovi" standard ad alta definizione sembrano destinati a rimanere in un loro mercato di nicchia, non si sa ancora per quanto tempo. A maggior ragione quindi la sorgente di riferimento rimane il CD. Per approfondimenti: standard audio e video.

Lo standard MP3 è alta fedeltà?
No. Si tratta, come noto, di un sistema per la compressione del segnale musicale, allo scopo di archiviarlo e soprattutto trasmetterlo via internet in modo più agevole. Non é una compressione "senza perdita" (come il popolare Winzip usato in informatica), nel senso che dopo la decompressione non viene recuperato il messaggio originale. Viene invece usato un sistema di eliminazione dei contenuti meno facilmente ascoltabili, secondo criteri di psico-acustica.
B&O Beogram 4002Tra questi contenuti vi sono però alcune informazioni usate dall'orecchio umano (e dall'impianto Hi-Fi) per ricostruire nella sua interezza il segnale originale. In sintesi a livelli di compressione medi (5 a 1, 256K), avendo l'accortezza di utilizzare il variable bitrate, il segnale è abbastanza vicino ai criteri di alta fedeltà (anche se fatalmente si perde qualcosa), a livelli di compressione superiori (fino a 11:1, 128K) rimane la possibilità di un ascolto piacevole, ma che non si può considerare Hi-Fi, al di sotto la qualità diventa apprezzabilmente inferiore anche per ascoltatori inesperti. La differenza è anche fortemente dipendente dalla fruizione (in auto o in mobilità, in cuffia, anziché a casa) e dal segnale musicale originale, per esempio con la musica pop, suoni sintetizzati e strumenti amplificati la differenza è meno sensibile, mentre è più marcata con la musica classica e acustica in genere.

Gli altri standard di compressione sono invece superiori all'MP3?
Sono basati sullo stesso principio, possono essere superiori perché più recenti e frutto di studi ulteriori, ma prevedono comunque una perdita del segnale originale. Si tratta dei sistemi ATRAC e ATRAC-Plus (Sony), AAC (Apple), WMA (Microsoft) che dichiarano una efficienza più o meno doppia rispetto al popolare MP3, ma prevedono all'interno (soprattutto gli ultimi) vari sistemi per il controllo delle copie e quindi introducono limitazioni alla flessibilità operativa. Soltanto lo standard MLP (Meridian Lossless Packing), sviluppato dalla azienda omonima per il DVD-Audio multicanale, consente la compressione senza perdita (ma ad un tasso inferiore).

I limiti dell'alta defeltà

Shure KSM-27-SLE' vero che su un buon impianto si può ascoltare la musica meglio che dal vivo?
Per quanto possa apparire paradossale, in molti casi è vero. Un piccolo gruppo acustico, un pianoforte a coda o un coro si ascoltano meglio dal vivo, a patto che la acustica della sala sia corretta, il rumore di fondo ridotto e il punto di ascolto non sia penalizzante (in fondo alla sala, molto a lato, ecc.). Ma nel caso di musica amplificata o di una grande sala con acustica non corretta l'ascolto con l'impianto di una buona registrazione potrebbe consentire di apprezzare più particolari che durante l'evento dal vivo. Solitamente in un concerto gli strumenti sono amplificati e la catena di amplificazione (mixer, amplificatori, casse) pur se professionali, dovendo conciliare molti compromessi (in particolare la necessità di una grande efficienza per sonorizzare grandi spazi) hanno una qualità inferiore a quella dei componenti hi-fi per casa. Il posizionamento delle casse è altrettanto critico, può capitare di sentire la voce del cantante provenire da altoparlanti posizionati a grande altezza sul palco, per arrivare sino in fondo alla sala o all'arena all'aperto, con un effetto innaturale per chi si trova nelle prime file, o sperimentare altre sorgenti di suono alterate. Un tipico strumento che si sente meglio dall'impianto è il contrabbasso, quando utilizzato come basso acustico, come avviene tipicamente nei gruppi jazz. Il contrabbasso ha per sua natura un volume di suono inferiore a quello degli altri strumenti jazz (sax in primis) e quindi deve essere amplificato, se gli ascoltatori vogliono percepirlo ad una distanza superiore a 10-15 metri, rendendo impossibile l'ascolto puramente acustico, che quindi rimane praticabile solo da CD.
(maggio 2005)

E' possibile ascoltare in alta fedeltà in auto?
La cronica mancanza di tempo libero da dedicare in casa all'ascolto rilassato e riflessivo della musica e, per converso, il molto tempo che chi lavora solitamente passa in auto in spostamenti vari, induce, come logica conseguenza, il desiderio di ascoltare la musica in auto, con impianti car stereo di qualità. Ma è un ascolto Hi-Fi? Soltanto in parte. Per prima cosa i punti di ascolto sono sui lati, e di conseguenza l'effetto stereo è fortemente falsato. Esistono sintolettori di alto livello (Alpine) che consentono di riportare virtualmente l'immagine al centro per il guidatore (con una linea di ritardo su uno dei due canali), ma ovviamente il punto di ascolto del passeggero viene così penalizzato. Il volume interno dell'auto, anche se grande (un monovolume, ad esempio) è di molto inferiore ad una stanza. Questo può essere un vantaggio per l'ascolto delle basse frequenze, che possono essere riprodotte a volume adeguato per mezzo di componenti speciali (subwoofer) anche non particolarmente complessi e costosi. Ma è invece un limite per la ricostruzione della scena e per le alterazioni del suono, essendo l'ambiente relativamente piccolo e "pieno" (sedili, poggiatesta, gli stessi passeggeri, ecc.). 

Alpine D105RL'elemento più problematico è comunque il rumore di fondo. Anche un'auto particolarmente silenziosa (quindi una berlina alto di gamma) ha un rumore interno molto superiore a quello di una normale stanza di abitazione. Un'auto media o sportiva può avere, in velocità, una soglia di rumore anche superiore a 70dB. Questo comporta una forte limitazione alla gamma dinamica ascoltabile in auto. Una grande orchestra classica ha una gamma dinamica che varia da pochi dB (pianissimo) a oltre 100dB (fortissimo) e in una sala da concerto si punta alla massima silenziosità proprio per preservarla per intero (per esempio al nuovo Auditorium di Roma le bocche dei condizionatori sono state posizionate sotto le sedie e conformate perché l'uscita dell'aria avvenga con la minima generazione di rumore possibile). Come si può intuire la gamma dinamica necessaria non è alla portata di una autovettura. Il problema è però inferiore con musica pop o jazz dove la gamma dinamica è molto più ristretta. In sintesi, se non si pretende di ascoltare al meglio una sinfonia di Mahler e si accettano gli inevitabili compromessi l'ascolto in auto può essere piacevole, e consente di apprezzare in modo sostanzialmente fedele la timbrica degli strumenti e della voce e le linee del basso, problematica, ai limiti dell'impossibile, la ricostruzione della scena sonora.

Per un buon impianto auto bisogna però investire cifre equivalenti, se non superiori, a quelle di un impianto da casa. Occorre, nella grande maggioranza dei casi, sostituire l'impianto di serie (si può al limite, in alcuni casi, mantenere il sintolettore), in particolare gli altoparlanti nelle portiere e possibilmente anche i cavi, aggiungere uno o due amplificatori (per canali anteriori e/o posteriori, quelli posteriori possono essere pilotati però, con qualche compromesso, dallo stesso sintolettore) e un subwoofer amplificato. Tutti questi componenti dovranno essere allocati dentro l'auto riducendo lo spazio interno (il subwoofer, in particolare, ospitabile soltanto nel bagagliaio a causa delle dimensioni rilevanti) e con un costo orientativo tra i 1000 e i 3000 € (per un impianto base). Gli impianti di serie non sono ovviamente tutti uguali, ed alcuni (Lexus, ad esempio) sono di alta qualità, ma comunque migliorabili con componenti specializzati (in particolar modo gli amplificatori sono il componente più critico e con la gamma di prezzi più ampia).
(marzo 2006)

Martin Logan SummitE' vero che i diffusori elettrostatici sono i migliori, e perché?
I pareri sul predominio assoluto sono discordanti, ma tutti concordano sulla eccellenza del suono delle elettrostatiche, vediamo perché. I diffusori (o "casse") sono i componenti chiamati al compito più critico in un impianto Hi-Fi. In stragrande maggioranza utilizzano altoparlanti di tipo dinamico, nel quale il movimento dell'aria è indotto da una superficie a forma di cono o di cupola, in materiale rigido e leggero (cartone trattato, vari tipi di plastica, alluminio o simili) a sua volta connesso ad una bobina mobile immersa in un campo magnetico. Il segnale musicale tradotto in segnale elettrico, applicato opportunamente al complesso magnete - bobina, guida questi spostamenti e riproduce così il suono (generando onde sonore - movimenti d'aria - in ambiente). L'altoparlante è montato in una "cassa", che può essere a sua volta costruita con vari sistemi di carico per le note basse (sospensione pneumatica: l'emissione posteriore viene assorbita dalla cassa, bass-reflex: l'emissione posteriore viene riutilizzata). L'altoparlante dinamico è una tecnologia che risale agli anni '20 e la definizione dei sistemi di carico (e degli altoparlanti specializzati per le frequenze alte: tweeter) attualmente utilizzati risale agli anni '50. Sempre agli anni '50 risale il sistema elettrostatico, nel quale una membrana di materiale plastico conduttore (mylar) è inserita tra due lamine metalliche traforate. In questo caso la tensione variabile è applicata alle due lamine che, in base ai principi dell'elettrostatica, producono spostamenti alla membrana che a sua volta sposta l'aria generando il suono.

Come si può capire dalla sintetica descrizione il sistema elettrostatico è superiore perché tutta la superficie della membrana che genera il suono è guidata dal suono stesso (trasformato in segnale elettrico), mentre negli altoparlanti dinamici il segnale opera solo su una parte di esso e la sua propagazione può generare distorsioni già nell'altoparlante stesso. Per contro però il sistema elettrostatico richiede superfici molto grandi per generare le basse frequenze ed è di costruzione più delicata, complessa e costosa e, dall'altro versante, i sistemi dinamici sono stati continuamente perfezionati negli anni risolvendo la maggior parte dei problemi di non linearità, e sono anche meno critici nei riguardi dell'amplificazione.

In sintesi il sistema elettrostatico risulta sicuramente superiore (anche se costoso) per la realizzazione delle cuffie (dove i problemi sono in scala) mentre è limitato ad impianti molto impegnativi se si vuole utilizzarlo per i diffusori. Soltanto poche case costruiscono diffusori elettrostatici puri (Quad, Audiostatic, Final, Audio Exklusiv, Sound Lab, InnerSound, le ultime due non risultano importate in Italia) più la Martin Logan (probabilmente quella che vende di più) che propone componenti ibridi (gamma bassa dinamica); sono tutti componenti costosi (da molte migliaia di euro), piuttosto ingombranti (tipicamente ben oltre il metro e mezzo di altezza), sono a dipolo (emissione anche posteriore) e richiedono quindi ambienti da oltre 25 mq con almeno 1-1,5 metri tra i diffusori e le pareti di fondo e molto spazio tra i diffusori e il punto d'ascolto, e amplificatori di elevato livello e costo proporzionale. Imponendo gli stessi vincoli e con costi comparabili si possono assemblare impianti eccellenti anche con casse dinamiche, anche se molti appassionati, soprattutto amanti di musica acustica, preferiscono i sistemi elettrostatici. Siamo però a livelli nei quali le preferenze individuali, e quindi le scelte soggettive, prevalgono.
(Aprile 2006)

JBL Studio LUn impianto di alta qualità deve comprendere un subwoofer?
No. Il subwoofer è un componente specializzato per la riproduzione delle basse frequenze, originariamente introdotto per gli effetti cinematografici (surround) e poi diventato un componente standard negli impianti casalinghi home-theater. Nella riproduzione multicanale 5+1 (o 7+1) usata nel settore HT il "+1" è riferito proprio al canale per il subwoofer (o sub).
In campo musicale ben pochi strumenti (timpani, organo da chiesa) arrivano al limite inferiore ascoltabile dall'uomo (16-20 Hz) mentre molti altri strumenti hanno una emissione che inizia dai 40-50 Hz, limite fisico della maggior parte dei diffusori.
La riproduzione delle note basse è la più difficile da ottenere e richiede elevate potenze degli amplificatori, ampie dimensioni delle casse e degli altoparlanti e un attento studio delle interazioni con l'ambiente. Per questo motivo praticamente tutti i diffusori in commercio sono frutto di compromessi tecnici e in pratica si differenziano nel prezzo soprattutto per la risposta in gamma bassa.
Bower & Wilkins 800DL'utilizzo di un componente specifico è apparso quindi a molti una soluzione, e alcune case specializzate (Velodyne, ProAC e altre) hanno proposto subwoofer progettati specificatamente per la musica (ma utilizzabili con ottimi risultati anche nel settore HT). Solitamente si tratta di sistemi attivi, dotati quindi di un proprio amplificatore interno, strettamente connesso all'altoparlante con un sistema a contro-reazione (motional feedback, un sistema proposto dalla Philips con scarso successo negli anni '70, e poi perfezionato e recuperato).
Un sistema di altoparlanti con subwoofer prevede quindi due satelliti (altoparlanti dedicate solo alla gamma da medio-bassa in su) e uno o due subwoofer. Le note basse non sono direzionali e quindi la collocazione in ambiente dei sub è più facile, possono essere nascosti in qualche angolo, facilitando l'inserimento in ambiente e la coesistenza pacifica con l'arredamento.
L'esperienza ha comunque mostrato una grande complessità di messa a punto di questi sistemi, ed in particolare dell'incrocio tra il sub e i satelliti, variabile nell'effetto a seconda della musica ascoltata e molto dipendente dall'ambiente. Di conseguenza la apparente buona idea è rimasta poco utilizzata, e gli impianti anche di alto livello utilizzano diffusori a gamma intera, magari impegnativi e di grandi dimensioni (es. B&W 800, B&W 801) in grado di riprodurre con elevato impatto anche le note più basse.
La prima ottava e la mitica canna d'organo da 16 Hz rimane comunque alla portata soltanto dei sub più potenti e costosi.

Sia chiaro che quanto sopra affermato non si riferisce ai cosiddetti "subwoofer" commerciali, componenti spesso molto economici progettati per aggiungere le medio-basse a PC, coordinati e impianti TV simil-HT. Questi sono componenti non considerabili Hi-Fi, aventi il solo scopo di integrare la risposta verso il basso, ma a livelli facilmente raggiungibili dalla maggior parte dei diffusori Hi-Fi.

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© Alberto Truffi - Musica & Memoria Agosto 2003 / Rev. Ottobre 2004 - Maggio 2005 - Marzo 2006 - Aprile 2006 - Marzo 2007 - Febbraio 2008 (Immagini e nuovi quesiti / risposte)

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