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Stand on The Word - The Joubert Singers (1982)()

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That's how
The good Lord, he works
That's how he works,
That's how.
The good Lord, he works

È così
che il buon Dio, lavora
È così che lavora
È così
che il buon Dio, lavora

That's how the good Lord works,
That's how the good Lord works,
That's how the good Lord works,
That's how he works
That's how the good Lord works,
That's how the good Lord works,
That's how the good Lord works,
That's how he works.

È così che il buon Dio, lavora
È così che il buon Dio, lavora
...

We must not question the good Lord,
Have faith in God and trust his words,
We don't don't know how,
We don't know when,
to see his day, so whe should stand.
We must not question the good Lord,
Have faith in God and trust his words,
We don't don't know how,
We don't know when,
to see his day, so whe should stand.

Non dobbiamo mettere in dubbio il buon Dio,
Abbiate fede in Dio e confidate nelle sue parole,
Non sappiamo come, non sappiamo quando,vedremo il suo giorno, il giorno della promessa(1)
quindi dobbiamo affidarci sempre alla parola di Dio .
Non dobbiamo mettere in dubbio il buon Dio,
Abbiate fede in Dio e confidate nelle sue parole,
Non sappiamo come, non sappiamo quando,
vdremo il suo giorno, il giorno della salvezza, dobbiamo affidarci sempre alla parola di Dio .

That's how he works,
That's how
The good Lord, he works
That's how he works,
That's how
The good Lord, he works

È così
che il buon Dio, lavora
È così che lavora
È così
che il buon Dio, lavora
il buo io lavoa (... ripete)

   

Note

Stand on the Word dei The Joubert Singers (spesso attribuita al coro originale The Celestial Choir), è stata scritta e composta da Phyliss McKoy Joubert, un ministro della chiesa battista USA.

Nata come canzone gospel fu registrata per la prima volta nel 1982 nella  First Baptist Church of Crown Heights a Brooklyn (New York), eseguita dal coro della chiesa, “The Celestial Choir”.
Il brano è un inno di fede: il testo invita ad avere fiducia in Dio e a “stare fermi nella Parola” (“stand on the Word”) anche quando non si sa “come” o “quando” si vedrà il giorno promesso — un chiaro messaggio spirituale.

Nel 1985 il coro si trasformò in “The Joubert Singers” e la canzone fu pubblicata ufficialmente come singolo funk / soul / post-disco. Le versioni remixate (ad esempio per club o dancefloor) fecero sì che “Stand on the Word” diventasse un classico non solo tra i fedeli, ma anche nel circuito discotecario e nella cultura club.

Nonostante l’origine spirituale e il messaggio religioso, la potenza della musica — piano, coro, ritmo funk/disco — l’ha resa “ballabile”: molti l'hnno usato come brano da discoteca, spesso senza riflettere sul significato del testo.

Dopo decenni di “cult underground”, il brano ha avuto un nuovo rinascimento a partire dal 2008, quando il progetto francese Keedz lo ha remixato con suoni elettronici. Questa versione ne ha rilanciato la popolarità, portandolo nelle radio, nelle feste e nelle playlist moderne.

Da allora “Stand on the Word” è spesso considerato un “club classic” — un esempio di come un brano gospel può attraversare generi e decenni, continuare a vibrare sulle piste da ballo.

La storia del brano è un ottimo esempio di come la musica — anche se concepita per scopi spirituali — possa oltrepassare contesti religiosi e diventare parte della cultura pop/disco. Il suo ritmo contagioso attira l’attenzione per il ballo, ma il contenuto resta profondamente religioso. In molti ambienti “da festa”, è probabile anzi certo che venga ascoltata più come pezzo “cool da ballare” che come inno di fedeltà.

(1) Cosa intende nel testo per  "His Day", dove His è riferito a Dio?

Letteralmente , significa il “Giorno del Signore”, manel linguaggio biblico e gospel, “His day” / “the Day of the Lord” indica, in base al contesto:
- il momento in cui Dio interviene
- il compimento della promessa
- la liberazione, la giustizia, la salvezza
- il tempo in cui ciò che ora è atteso diventa visibile

Non è quindi una data sul calendario. È un evento, non un giorno della settimana  non la domenica. La domenica è chiamata the Lord’s Day nel cristianesimo liturg
ico, ma qui il contesto è diverso:
"We don’t know how, we don’t know when, to see His day"
Se fosse la domenica sapremmo "quando"  non avrebbe senso dire “non sappiamo come”
Quindi il testo parla chiaramente di attesa, non di liturgia. ùù
in particolare, nel gospel afroamericano, “see His day” significa tipicamente:
- vedere la promessa realizzarsi
- vedere la luce dopo la prova
- vedere Dio all’opera nella propria vita
in sintesi è un’espressione di speranza.

Consigli per l'ascolto
Questo moderno gospel ha un potere ipnotico notevole ed è difficile sottrarsi alla carica che da', indipendentemente dal propeio rapporto con la religione. Ci sono state molte versioni e molti remix, quello che secondo noi esalta maggiormente il suo potenziale è il Larry Levan Mix. Notevole anche l'impatto delle versioni dal vivo, su YouTube è da segnalare quella del SoulSpirit Choir (foto)
 

© Musica & Memoria Dicembre 2025 / Traduzione Alberto M. Truffi / Testo originale di Phyliss McKoy Joubert  riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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