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FAQ sulla musica liquida |
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Sul
nostro sito Musica & Memoria abbiamo
pubblicato da tempo una sezione di domande & risposte dedicata
all'ascolto ottimale della musica e quindi alla
Stereofonia e Alta Fedeltà, e una seconda serie di FAQ dedicate ai
giradischi e al vinile. La
evoluzione della tecnologia, ed in particolare la disponibilità sempre più ampia
di musica in alta definizione in Internet, rende ormai utile e possibile
aggiungere un'altra serie di FAQ dedicata alla cosiddetta
musica liquida. Per approfondimenti e articoli monografici: Musica liquida e musica da PC sul nostro blog Musica & Tecnologia. |
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FAQ. Frequently Asked Questions |
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Le basi |
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Quali sono i formati usati per la musica liquida? Sono protetti? |
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Come si trasforma la musica su vinile o altri supporti analogici in musica liquida? |
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Come ascoltare la musica liquida |
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Ottenere il meglio |
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Quali sono gli elementi critici in un impianto per l'ascolto ottimale? |
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La installazione e configurazione del media player e del DAC sono complicate? |
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Come si fa ad essere sicuri che si sta ascoltando con una interfaccia exact-bit? |
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E' possibile migliorare il suono convertendo la musica da CD a liquida? |
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FAQ. Frequently Asked Questions |
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Le basi |
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Da quando, con il CD,
è iniziato l'utilizzo della tecnologia informatica per la registrazione,
diffusione e distribuzione della musica, i contenuti musicali sono archiviati su
file per computer. Un file non è altro che un insieme di informazioni elementari
(bit) codificati con uno specifico sistema, e per sua natura può essere
archiviato in vari modi, trasferito via rete, scomposto in parti e poi
ricomposto, modificato (editato) o convertito in un diverso formato. Nel formato CD e nei suoi successori viene archiviato su disco
ottico e mediante un componente
specializzato (sempre basato su tecnologia computer più tecnologia laser), vale a dire il lettore CD,
il file contenente una canzone viene trasformato nuovamente in musica. |
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Una volta memorizzato sull'hard disk del PC o su una memoria esterna il file può essere letto e quindi "suonato" da una applicazione presente come standard su tutti i PC attuali (Windows Media Player per Windows, Quick Time per Mac) o da altre applicazioni specializzate (iTunes, Foobar2000, Media Monkey e altre: vedi dopo). Per un ascolto in alta fedeltà sarà necessario collegare il PC ad un impianto Hi-Fi o utilizzare un componente specializzato "all-in-1" (vedi nel seguito). |
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Su Internet. Escludendo, come da premessa, la musica in formato compresso (AAC o MP3) e quindi i ben noti portali di music download come iTunes, esistono alcuni portali che, dalla fine degli anni 2000, commercializzano musica in formato non compresso, a qualità CD o superiore (alta definizione o alta risoluzione). I principali al momento sono Deutsche Grammophon, Magnatune, HDTracks, Linn Records. Gli ultimi due distribuiscono anche musica in alta definizione. La situazione è in continua evoluzione e per un aggiornamento è opportuno sempre controllare il nostro blog. |
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Tutti i portali che distribuiscono musica digitale in qualità CD (standard definition: SD) o in alta definizione (HD) richiedono un pagamento. In alcuni casi molto ridotto (Magnatune, che tratta solo etichette o musicisti indipendenti) e comunque normalmente inferiore all'equivalente su supporto fisico, ma non gratis. Non esistono al momento, a parte demo promozionali di case discografiche specializzate (2L, LessLoss) o siti che propongono opere di pubblico dominio o non ancora sotto contratto, alternative free legali, a differenza di quanto promettono (ma non è detto che mantengano) alcuni portali per la musica in formato compresso. I più importanti siti di download dai quali si può scaricare album o brani singoli in alta definizione o qualità CD sono al momento Deutsche Grammophon (solo SD, include anche la produzione Decca), Hyperion (solo SD, FLAC e ALAC), HDtracks (Chesky Records e altre etichette, HD), Linn Records (HD), Naim Label (HD). |
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I vari formati di compressione lossy MPEG2, MPEG3, MP3, AAC e simili sono stati messi a punto negli anni '90 per trasferire la musica su file di dimensioni inferiori rispetto al CD (formato WAV, ovvero PCM lineare). Per raggiungere questo risultato venivano usati concetti di psicoacustica, ovvero venivano (e vengono) eliminati quei suoni che non sono percepiti dall'orecchio umano, o sono percepiti in misura ridotta, in quanto mascherati da altri suoni. Comportando però un degrado della qualità sonora avvertibile per livelli di compressione più elevati, musica più complessa, in impianti di livello medio-alto. La evoluzione della tecnologia, e in particolare della capacità di memoria e della velocità di trasmissione, non rende più necessario, almeno dalla seconda metà degli anni 2000, il ricorso a queste tecniche di compressione. Che continuano però ad essere estesamente utilizzate sia per comodità (minore tempo di trasmissione, minore spazio disco) sia soprattutto per motivi commerciali, ovvero per vendere a maggiore prezzo la musica non compressa o lossless. Quest'ultima tecnologia (FLAC, WMA, APE, WavPack, ALAC), consente invece di ridurre spazio e tempo (circa del 50%) senza perdita rispetto al file originale, ed è quindi del tutto equivalente, a livello di qualità, al formato non compresso, oltre ad essere compatibile con l'alta definizione e, tranne APE, con l'audio multicanale. I più usati sono il FLAC (Free Lossless Audio Coded, open source) e l'ALAC (Apple Lossless Audio Code, proprietario). |
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Il "download" su PC avviene con modalità diverse tra i vari portali, ma del tutto simili a qualsiasi portale di e-commerce. Per il pagamento occorre una carta di credito o un conto PayPal ed occorre registrarsi al portale con le proprie generalità. Per la gestione del download viene di solito richiesta la installazione di un semplice software "client". Il processo è normalmente molto semplice e non comporta alcuna difficoltà per chi ha una familiarità anche superficiale con l'uso del PC. |
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La qualità nella musica digitale dipende dai parametri di campionamento (vedi qui per approfondimenti), che possono essere il numero di bit e la frequenza di campionamento con la tecnica PCM (la più diffusa) o la sola frequenza di campionamento con la tecnica DSD. Con l'aumentare dei due parametri cresce il numero di bit per secondo che descrivono la musica, e quindi l'approssimazione della codifica al suono originale, come avviene nella fotografia e cinema digitale con il numero di pixel. Nella tabella seguente è riportata la scala di qualità, partendo dalla qualità CD a salire, limitatamente ai formati commercialmente disponibili al momento. |
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Note: 1) Oltre i 4000 Kbps (2000 Kbps per canale) secondo la maggior parte degli osservatori e test a "doppio cieco" è difficile se non impossibile individuare le differenze. 2) La maggiore risoluzione teorica del DSD si riduce all'atto pratico, a causa di alcuni aspetti della tecnologia utilizzata, e corrisponde a 20-22/96 PCM. 3) Kbps = N.bit x KHz x 2 (canali). |
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Quali sono i formati usati per la musica liquida? Sono protetti? |
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I portali che attualmente commercializzano musica liquida, citati in precedenza, adottano tutti il formato di compressione lossless FLAC, che è il più diffuso in assoluto. Dal punto di vista della qualità i formati disponibili più diffusi attualmente sono, oltre al 16/44.1 (CD), il 24/96 e 1/88.1 (SACD), il 24/192 per alcune produzioni commercializzate da Linn Records. Il formato FLAC, a differenza dei formati normalmente usati nei portali con musica in formato compresso (come iTunes) non include meccanismi di protezione contro le copie non autorizzate (DRM: Digital Rights Management). Una volta acquistato il materiale quindi, il corretto uso è lasciato all'acquirente. |
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Lo spazio necessario sul disco del PC o su un altro supporto di memorizzazione dipende dal formato e, ovviamente, dalla durata della musica. Per un album in qualità CD e formato lossless FLAC sono necessari 250-300 MB (es. Talking Book di Stevie Wonder, 10 brani, 45' di durata, 262 MB). un album in qualità 24/96 può occupare anche 1GB in formato compresso FLAC. Dimensioni comunque comparabili ai diffusi film in formato DiVX, normalmente gestiti da un grande numero di utenti PC. |
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Chi decide di passare
da una discoteca tradizionale, basata su dischi fisici ad una "dematerializzata",
e quindi su memoria per computer, e ha già materiale su supporto fisico,
quindi essenzialmente CD, può avere la necessità di trasferire il materiale
precedente in "musica liquida". Per questo scopo esistono diverse applicazioni
per computer, in grado anche di verificare se durante il processo di lettura e
riscrittura sono stati introdotti errori. I più diffusi sono
Exatct Audio Copy (gratuito) e
dbPoweramp/CD Ripper (a
pagamento). Anche il diffuso media player gratuito Foobar2000 consente il
trasferimento di CD su hard-disk con un efficace controllo degli errori. Tutti e
tre consentono di verificare efficacemente la correttezza del
processo di trasferimento (ripping). Una
guida semplificata a queste operazioni mediante Foobar2000 con esempi
pratici si può leggere sul nostro blog. |
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Il più diffuso media
player, iTunes della Apple, contiene una funzione di caricamento automatico
nella propria libreria ("liquida") dei CD inseriti sul lettore collegato al PC.
Questa funzione è anzi di default, e parte automaticamente ogni volta che si
infila un CD audio nel lettore, e bisogna disabilitarla se non la si desidera.
Se si vuole usare iTunes per questo scopo occorre ricordare di configurare
l'acquisizione in formato non compresso, di default la musica viene acquista in
formato compresso AAC. |
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Come si trasforma la musica su vinile o altri supporti analogici in musica liquida? |
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Valgono le considerazioni fatte per i CD, per quanto attiene il fattore tempo, che in questo caso sarà anche significativamente superiore. La digitalizzazione può avere però anche lo scopo di "salvare" materiale musicale considerato raro o prezioso o renderlo fruibile in mobilità o su altri impianti. Una guida molto ampia sulla digitalizzazione da supporti analogici si può leggere su TNT-Audio, ne consigliamo la lettura. Un metodo semplificato e veloce ma con qualità, per l'ambiente Apple Mac, si può leggere sul nostro blog. Anche per questo caso consigliamo di valutare in alternativa il mantenimento delle sorgenti analogiche (che anzi in alcuni casi possono essere superiori o avere elementi di fascino da non perdere, con particolare riferimento al vinile o ai registratori a bobina) e, per l'uso su altri impianti o in mobilità, l'alternativa di un nuovo acquisto del materiale. Tenendo conto dei tempi necessari per la digitalizzazione, potrebbe essere una soluzione più economica. |
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Come ascoltare la musica liquida |
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Per ascoltare un brano scaricato da Internet è possibile usare un lettore o un sistema più completo, chiamato comunemente "media player", che consente anche di organizzare la discoteca (virtuale), cercare i brani, raggruppare i brani secondo i nostri gusti (playlist) e molte altre funzioni. Il più diffuso media player, iTunes della Apple, gratuito sia per ambiente Mac sia per Windows, consente anche di gestire una completa discoteca per la musica liquida. La sua principale limitazione è l'assenza (per motivi commerciali) di un supporto diretto per il formato FLAC, il più diffuso nel settore. Assenza a cui si può ovviare con una conversione preventiva. I più diffusi media player alternativi sono Foobar2000 e Media Monkey, entrambi gratuiti come iTunes. Il primo, pur se più complesso nella configurazione, è quello normalmente preferito per la qualità ed efficienza. Esistono anche player con ulteriori funzioni e a pagamento, il più noto è J River's MC. |
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La "locazione" più
semplice è il disco del PC. Sia perché la quantità di spazio necessario può
diventare rapidamente notevole, sia per non vincolarsi ad uno specifico PC si
usano più spesso unità di memorizzazione esterne. Che possono essere dischi
esterni alimentati o autoalimentati collegabili ad una porta USB (o Firewire) e
quindi a qualsiasi PC, oppure dischi di rete. Con quest'ultima soluzione, la più
completa e versatile, chiamata comunemente "storage server", la discoteca virtuale
può essere vista senza alcuna connessione "volante" da qualsiasi PC o componente
speciale connesso in rete, e anche da più PC o unità contemporaneamente. In
pratica, il media player citato sopra potrà vedere la discoteca virtuale come se
fosse sul disco del PC. Per trasferire la musica in rete occorre però che tutti
i componenti adottino lo stesso protocollo di comunicazione. Al momento sul
mercato ne sono presenti due, DLNA, sviluppato e condiviso da molti produttori,
e AirPlay, proprietario di Apple per il suo diffuso storage server Airport
Express. Da verificare, nel caso di preferenza per quest'ultimo, lo stato del
supporto per l'audio in alta definizione che, al momento della prima stesura di
queste FAQ, è limitato a 16/48. |
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Che differenza c'è tra storage server e media server? |
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Uno storage server, o "disco di rete" è una unità specializzata che, una volta connessa in rete e configurata, può essere utilizzata da una applicazione (quindi nel caso della musica liquida, da un media player) come se fosse sullo stesso PC. Uno storage server dotato anche di software media server (il più diffuso e utilizzato si chiama TwonkyMedia Server) può distribuire i contenuti multimediali memorizzati su di esso, sia che siano video, film, musica in tutti i formati più comunemente utilizzati, non solo a PC connessi in rete, ma anche ai sempre più numerosi componenti elettronici per la casa conformi al protocollo di comunicazione DLNA, per visualizzarli, ad esempio, sul monitor TV, su una console per giochi, su un impianto stereo per mezzo di un network player, che non è altro che un DAC con la possibilità di connettersi in rete ad un media server. |
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Per ascoltare la musica liquida servono, come sempre, un amplificatore audio ed una coppia di casse (o un sistema multicanale), oppure due casse amplificate, o una cuffia con un amplificatore per cuffia. Teoricamente l'input per questi componenti potrebbe arrivare direttamente dal PC, tramite l'uscita audio (ovvero la uscita cuffia). Per ottenere prestazioni adeguate ad un uso "alta fedeltà" è necessario però utilizzare un convertitore digitale - analogico (DAC) specializzato, da connettere al PC tramite porta USB. Il DAC interno standard dei PC e dei Notebook, anche negli ultimi modelli, ha generalmente prestazioni inferiori e dirette essenzialmente a pilotare una cuffia esterna o i diffusori inclusi. I DAC esterni in commercio possono anche essere autoalimentati e di dimensioni compatte, e numerosi modelli validi si trovano attualmente anche nella fascia di prezzo 100-500 €. Risultano quindi un complemento quasi obbligato per un uso Hi-Fi della musica liquida. Per i modelli USB il collegamento è molto semplice e prevede da un lato la connessione USB e dall'altro via connettori standard (Pin Jack o RCA) ad uno degli ingressi dell'amplificatore, rendendo così il PC del tutto equivalente alle altre sorgenti dell'impianto. Anche l'installazione su PC è molto semplice e richiede al massimo la installazione di un driver fornito con il DAC. |
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Si. I lettori portatili e gli smartphone della Apple, che includono anche questa funzione, hanno capacità di memoria e funzionalità in riproduzione che consentono di costituire al loro interno una libreria musicale, e di organizzare l'ascolto con una versione semplificata di iTunes. L'utilizzo per cui sono stati progettati è in mobilità, ma nulla vieta di collegare questi apparecchi all'impianto stereo hi-fi utilizzandoli come sorgente, se questo uso risulta comodo o preferibile. Per ottenere prestazioni hi-fi però non è sufficiente connettere lettori o smartphone mediante la uscita analogica che includono (la uscita cuffia), perché le prestazioni del decoder interno, pur se apprezzabili se confrontate con altri apparati analoghi, non sono sufficienti per un ascolto con caratteristiche di alta fedeltà. E' necessario invece prelevare i dati audio direttamente in formato digitale e trasferirli a un DAC. Con questa configurazione iPod o iPhone possono fornire le stesse prestazioni di un PC, in particolare se il materiale audio è memorizzato in formato compresso lossless. Una possibilità che questi apparati mobili consentono al momento, in base a scelte Apple, sino a qualità CD (16/44.1). Per la connessione è necessaria una unità specializzata, chiamata di solito "docking station" alla quale va connesso il lettore o lo smartphone. I modelli digitali con uscita per un DAC esterno non sono molti, i più noti sono quelli proposti dalla Wadia Digital e dalla Arcam (consultare i siti dei produttori per gli ultimi modelli), che costano al momento come un DAC di fascia medio-bassa. La docking station della Arcam consente la connessione anche dei tablet iPAd che per questo scopo, grazie alla maggiore capacità di memoria e alla interfaccia iTunes completa, appaiono anche più adatti per questo scopo. Nel mondo alternativo Android sono disponibili funzionalità ed apparecchi analoghi ma al momento la situazione è meno stabilizzata per poter dare anche indicazioni più complete. |
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L'offerta di DAC (Digital to Analog Codec) è in crescita con l'affermarsi della musica liquida. I produttori possono essere di recente costituzione, spesso con produzione in Cina e diffusione iniziale via Internet, oppure affermate case presenti nel settore Hi-Fi, come Arcam o dCS, o professionali nel settore dell'audio digitale come Apogee, o avere ambizioni audiophile, come Wavelab. I prezzi variano in corrispondenza da poco più di 100 fino a diverse migliaia di Euro. I convertitori veri e propri sono prodotti da poche aziende di microelettronica come la Burr Brown e questo è uno dei motivi per una produzione relativamente vasta e in crescita. A parte la qualità, i DAC si differenziano per le caratteristiche delle porte di ingresso digitali e per il livello di campionamento al quale possono arrivare. Sono invece trasparenti rispetto al formato di compressione e codifica, la decompressione e la decodifica sono infatti gestite dal PC. Gli ingressi digitali possono essere FireWire, S/PDIF o USB (a parte altri connettori presenti nei modelli professionali). I primi due tipi sono i più indicati per il trasferimento a bit/rate elevati (vedi tabella precedente) ma non sono presenti su tutti i PC, ma in prevalenza sui Mac, e di conseguenza la produzione si è concentrata progressivamente sui modelli USB. Su questo tipo di porta, nella versione 2.0, la frequenza di campionamento massima sarebbe limitata a 48KHz e quindi 24/48 sarebbe la massima risoluzione possibile. Con diversi sistemi però i produttori hanno superato questo limite ed ormai la maggior parte dei DAC USB in commercio supporta l'alta definizione almeno a 24/96. |
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La tecnologia è in evoluzione e ancora lontana dall'essere matura, soprattutto sul lato dell'alta definizione. In altre parole, evolverà ancora e nuovi modelli avranno caratteristiche di qualità superiori. Questo non significa che modelli di qualità attuali debbano diventare per forza obsoleti in breve tempo. Come si è visto a suo tempo per i lettori CD i modelli più validi sono poi rimasti come riferimento per diversi anni. Come per tutti i componenti Hi-Fi vale la regola del bilanciamento, non devono avere cioè caratteristiche molto inferiori o molto superiori al resto della catena. Nel primo caso ne costituirebbero il punto debole, nel secondo caso non si noterebbero le differenze. Secondo prove e test sia di ascolto che strumentali anche i modelli relativamente economici hanno comunque livelli di qualità comparabili ai lettori CD o multiformato attuali e rappresentano quindi un acquisto tranquillo, fatte le necessarie verifiche anche in rete o sui siti specializzati (ad esempio Computer Audiophile) e puntando ovviamente a modelli 24/96 o 24/192. Per quanto riguarda la modalità di connessione al PC non è necessario rivolgersi a modelli con porte FireWire per avere le maggiori prestazioni, le più diffuse connessioni USB consentono ormai prestazioni equivalenti. |
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Per quanto descritto in precedenza, no. Il PC o la sorgente per la musica liquida può presentarsi all'impianto come una qualsiasi altra sorgente. Chi ha già un impianto di cui è soddisfatto non deve quindi aggiungere altri componenti, a parte il già citato DAC. Le caratteristiche della musica in alta definizione non richiedono inoltre alcun adeguamento o rimpiazzo dell'impianto (a differenza di quanto avviene nei televisori) e non sono tali (come maggiore estensione o maggiore dinamica) da mettere "in crisi" un impianto definibile Hi-Fi. Chi non abbia un impianto e voglia iniziare direttamente con la musica liquida può valutare in alternativa gli ormai numerosi modelli di amplificatori che includono già un DAC con accesso USB, o altre soluzioni "all-in-1" (vedi nel seguito). |
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La instabilità tipica
dei PC (soprattutto nel mondo Windows) i tempi di avvio e altri aspetti, come il
rumore o la necessità di usarlo anche per altri scopi, può rendere preferibile
adottare come sorgente un componente specializzato. Un po' come il lettore CD
per i CD: anche questo potrebbe essere sostituito da un PC, ma con molta minore
comodità. A questo stadio di avanzamento della diffusione della musica liquida
diversi produttori stanno proponendo componenti "all-in-1", che includono
diverse funzioni del PC più quelle necessarie per il collegamento all'impianto
(il DAC). Lo scopo, pur nella variabilità delle soluzioni, è sempre lo stesso:
rendere superfluo l'uso del PC durante l'ascolto della musica. Il PC rimane
indispensabile solo per acquisirla. |
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Sì. Tutti i componenti che abbiamo descritto sono compatibili sia con audio in formato compresso sia non compresso. L'unica eventuale limitazione riguarda lo specifico formato. |
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Uno
storage server, o "disco di rete" è una unità specializzata che, una volta
connessa in rete e configurata, può essere utilizzata da una applicazione
(quindi nel caso della musica liquida, da un media player) come se fosse sullo
stesso PC. Uno storage server dotato anche di software media server (il più
diffuso e utilizzato si chiama TwonkyMedia Server) può distribuire i contenuti
multimediali memorizzati su di esso, sia che siano video, film, musica in tutti
i formati più comunemente utilizzati, non solo a PC connessi in rete, ma anche
ai sempre più numerosi componenti elettronici per la casa conformi al protocollo
di comunicazione DLNA, per visualizzarli, ad esempio, sul monitor TV, su una
console per giochi, su un impianto stereo per mezzo di un network player, che
non è altro che un DAC con la possibilità di connettersi in rete ad un media
server. |
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Ottenere il meglio |
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Quali sono gli elementi critici in un impianto per l'ascolto ottimale? |
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L'unico elemento critico specifico per la musica liquida è il DAC. Come riportato in precedenza sono in commercio attualmente DAC esterni di buona qualità anche sotto i 400 €. Componenti più raffinati (e costosi), spesso di derivazione professionale, consentono un incremento di prestazioni udibile in impianti di medio-alto livello |
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I possessori di impianti che già includono lettori multiformato di elevata qualità, quindi con DAC interni di livello, possono considerare anche l'alternativa di "solidificare" album di particolare interesse acquisiti come musica liquida per trasferirli su DVD o DVD-Audio e leggerla sul citato lettore. A questo scopo sono disponibili diverse applicazioni, come Lplex (gratuito e di uso molto semplificato) o a pagamento come DVD Audio Solo. Per saperne di più rimandiamo al blog. |
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La installazione e configurazione del media player e del DAC sono complicate? |
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Il mondo dei PC è flessibile ed aperto ma proprio per questo è anche complicato, e l'audio per PC non fa eccezione. In generale si può dire però che la installazione e configurazione di base, per avere le prestazioni standard, non è complessa e richiede solo di saper installare una applicazione. Il successivo "tuning", che è consigliabile ma non indispensabile, richiede poi sforzi ulteriori variabili a seconda dei modelli di Media Player e di DAC. Per chi voglia approfondire, sul nostro blog sono presenti guide pratiche per Foobar2000 (e successiva guida all'ottimizzazione) e per un DAC economico molto diffuso, il Musiland Monitor 01 US. |
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Le operazioni di conversione dal file
musicale al DAC sono gestite in ambiente PC e possono essere quindi
fortemente dipendenti dalla configurazione software, con avvertibili
differenze di prestazioni. Per ottenere le migliori performance
all'ascolto nell'ambiente operativo più diffuso, Windows, è necessario
che il trasferimento dal file con contenuti musicali al DAC avvenga in
modalità exact-bit playback, ovvero evitando che altri componenti di
sistema intervengano a modificare il flusso di bit. Per ottenere questo
nelle versioni di Windows sino ad XP era necessario operare in "kernel
mode" con opportuni accorgimenti, oppure installare un driver audio
diverso da quello standard, il più diffuso dei quali si chiama ASIO
(Audio Stream Input Output) sviluppato dalla casa specializzata in
applicazioni audio Steinberg. Dalla versione Vista in poi, e quindi
anche nella Seven, è invece inclusa direttamente in Windows una
interfaccia audio exact-bit chiamata WASAPI (Windows Audio Sessions
API). I più diffusi media player attuali, come ad esempio Foobar2000,
consentono di utilizzare entrambe queste interfacce e quindi di
ascoltare musica nelle condizioni ideali su PC. |
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Come si fa ad essere sicuri che si sta ascoltando con una interfaccia exact-bit? |
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I driver di questo tipo operano anche in exclusive mode, ovvero si può ascoltare una sola sorgente audio alla volta, per esempio Foobar2000 nell'esempio fatto prima. Basta quindi attivare qualche altro programma con audio (ad esempio YouTube) e verificare che non "suoni" se ascoltato sulla stessa connessione di output. |
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Secondo diverse prove di ascolto (anche nostre) le differenze sono minime e può anche variare la preferenza in base alla configurazione completa del PC. Può essere scelto l'uno o l'altro driver senza sostanziali penalizzazioni. Chi voglia essere assolutamente sicuro di avere il meglio deve effettuare attente e approfondite prove a confronto nel proprio impianto. Un confronto tra i due driver l'abbiamo fatto per il nostro blog ed è emersa, nella configurazione utilizzata, una leggera prevalenza di ASIO. |
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Bisogna agire sul player di iTunes, che per default è QuickTime Player, sempre prodotto da Apple e incluso nella distribuzione. Le ultime versioni in ambiente Windows 7 consentono di selezionare, tra le modalità di riproduzione, Windows Audio Session, ovvero WASAPI. |
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L'ambiente operativo Mac OS è già di suo
ottimizzato per l'ascolto della musica, come per altri usi multimediali,
e quindi la esigenza di configurazioni speciali e driver fuori standard
è meno pressante. Nella configurazione standard con iTunes raggiunge già
prestazioni più che soddisfacenti anche se, ovviamente, il dibattito è
aperto su quale ambiente sia preferibile e con quale media player si
abbiano le prestazioni ottimali. |
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E' possibile migliorare il suono convertendo la musica da CD a liquida? |
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Ovviamente un miglioramento del contenuto dei file musicali in quanto tali non è possibile. E' anzi più facile, come scritto in precedenza, che nella conversione si introduca un degrado, anche se lieve. La differenza la può fare però la catena di riproduzione. Se per la musica liquida viene adottato un DAC più recente e di prestazioni superiori a quello incluso nel lettore CD ovviamente l'ascolto potrà migliorare. Da notare anche che per la musica liquida viene annullato ogni problema di lettura ottica del CD e quindi tutto il processo è più semplice e, a parità di qualità dei componenti, dovrebbe essere più lineare e a maggiore qualità complessiva. |
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Altre domande? |
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© Alberto Truffi - Musica & Memoria - Marzo 2011 - Revisioni: Maggio 2011 (conversione da CD, estensione) / Giugno 2011 (schema a blocchi, storage server e media server, etichette download SD/HD) / Febbraio 2012 (WAS per iTunes) / Marzo 2012 (connessione iPod, iPhone, iPad) |
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