| Il mercato della radio in Italia | HOME | MENU |
Nel seguito è riportata una analisi del mercato della radio in Italia nell'anno 2004 sulla base delle rilevazioni di Audiradio, la organizzazione cofinanziata dai maggiori network nazionali per certificare gli ascolti e quindi definire le tariffe per la pubblicità. Un compito analogo a quello di Auditel per le televisioni, con la differenza che gli ascolti non sono determinati in modo automatico, mediante apparati (meter) installati presso le famiglie che fanno parte del campione, ma attraverso tradizionali sistemi di rilevamento (interviste).
|
Fine di Audiradio e sospensione delle rilevazioni |
Sul sito Audiradio era possibile consultare sino al 2009 i dati degli anni successivi. Gli andamenti mostravano variazioni non particolarmente significative rispetto all'anno esaminato, sia relativamente agli ascolti complessivi, sia alle radio che occupano le prime posizioni. Le considerazioni che derivano dalle analisi successive sul 2004 rimangono quindi, in gran parte costanti.
La modalità di
rilevazione di Audiradio tramite interviste è stata però oggetto negli anni
successivi di critiche rispetto alla sua oggettività e sono stati sperimentati
altri sistemi di rilevazione meno contestabili. Il fatto è che l'ascolto
radiofonico è diffuso, può avvenire in auto, con radio portatili, con diffusione
in ambiente (negozi, supermercati), come sottofondo al lavoro e la auto
valutazione dell'ascolto può essere deformata nel riportarla. Sistemi automatici
tipo il meter della TV sono stati proposti e sperimentati ma poi accantonati,
con braccialetti o orologi speciali che rilevano cosa sta ascoltando (o
suonando) nei pressi del volontario.
Alla fine Audiradio ha optato per un sistema diffuso anche all'estero, il "panel
diari", cioè un diario che i volontari si impegnano a riempire giornalmente, ma
in modo sistematico, ogni quarto d'ora, con gli ascolti fatti, risolvendo il
problema della distorsione della memoria nelle interviste. Ovviamente i
volontari (che di solito sono premiati in qualche modo) sono selezionati in modo
da costituire un campione attendibile.
Un sistema di attendibilità opinabile come il precedente, ma teoricamente superiore, che però ha avuto il torto di cambiare bruscamente la "classifica" delle radio rilevata con il sistema precedente. In particolare cambiava drasticamente la composizione per età degli ascoltatori delle radio, con le emittenti orientate al mercato "giovane" che si scopriva avessero un pubblico di età molto più elevata rispetto alle aspettative, con evidenti effetti sulla raccolta pubblicitaria. Dato ovviamente contestato dalle radio interessate per i motivi appena menzionati, ma non del tutto inattendibile, considerato il tipo di musica che viene proposto in "heavy rotation" dalle cosiddette radio per "giovani".
Sta di fatto che la
fiera opposizioni di queste radio commerciali, collegate peraltro spesso,
attraverso la raccolta pubblicitaria, ai più importanti gruppi editoriali, è
riuscita a fermare il sistema del panel diari, contestandone in vari modi e con
vari argomenti l'attendibilità, cosa non difficile per qualsiasi sistema di
sondaggio di questo tipo, con il supporto anche di altri settori della
radiofonia locale.
Il risultato è stata la fine di ogni tipo di rilevazione, e il fallimento di
Audiradio nel 2011, dopo un ultimo tentativo a vuoto di passare al sistema dei
meter come nell'Auditel, adattato al mondo delle radio. Gli ultimi dati
risalgono quindi al 2010 per le sole radio locali, con la totale sospensione di
ogni rilevamento dal 2011 e il parallelo fallimento dell'associazione. La
situazione alla data dell'ultimo aggiornamento di
questa pagina è ancora questa, ogni radio commerciale dichiara unilateralmente i
propri ascolti, e non sappiamo con quali criteri vengano fissate le tariffe
pubblicitarie dagli inserzionisti, ma non si ha notizia di interventi dall'alto
(Agcom) o da parte degli interessati principali (gli inserzionisti). Rimangono
solo episodiche indagini di mercato da parte di società del settore (Finelco,
Eurisko).
Considerato che, in questa situazione singolare, i dati che abbiamo pubblicato nel 2005 hanno quasi un interesse "storico" (nei limiti di questo ambito), continuiamo a mantenerli e si possono consultare nel seguito.
|
Analisi dei dati 2004: chi sente la radio e cosa sente |
|
Gli ascolti delle radio sono classificati in base alla frequenza dei contatti: vengono classificati come ascolti giornalieri medi i rilevamenti nei quali l'intervistato risponde di aver ascoltato la radio almeno una volta nella giornata precedente (o "giorno medio ieri") e come quelli riferiti ad almeno un contatto nella settimana precedente. |
|
|
Naturalmente le radio citate sono solitamente più di una, per il fenomeno dello zapping (cambio canale al momento della pubblicità o nel caso di una canzone non gradita o simili) e quindi il dato complessivo degli ascolti è superiore a quello degli ascoltatori. Essendo circa il doppio, si può concludere che l'ascoltatore medio ascolta due radio in media al giorno, mentre in una settimana ruota su quattro-cinque stazioni, sempre in media. |
|
|
La base di rilevamento è formata dalla popolazione italiana teoricamente interessata all'ascolto della radio (escludendo quindi i bambini sotto una certa età) ed è pari a 51 milioni 425 mila persone (dati 2004). Essendo nel 2004 la popolazione italiana pari a ca. 57,9 milioni (stima, l'ultimo censimento è del 2001) è escluso quindi il 11,2% della popolazione, corrispondente grosso modo ai bambini e ragazzi tra 0 e 11 anni. |
|
|
Su questa base potenziale gli ascoltatori medi giornalieri sono circa 35,6 milioni, quindi il 71% del totale, e quelli meno assidui (settimanali) raggiungono l'85%. Una penetrazione quindi molto elevata, comparabile a quella della televisione e ancora molto superiore a quella di Internet. |
|
|
|
|
# |
Emittente |
Ascolti giornalieri medi |
|
Ascolti settimanali medi |
|
||
|
1 |
RAI RADIOUNO |
7,212 |
10,0% |
|
12,473 |
6,1% |
|
|
2 |
RADIO DEEJAY |
5,576 |
7,7% |
|
12,701 |
6,2% |
|
|
3 |
RAI RADIODUE |
4,502 |
6,2% |
|
9,298 |
4,5% |
|
|
4 |
RDS RADIO DIMENSIONE SUONO |
4,420 |
6,1% |
|
11,889 |
5,8% |
|
|
5 |
RTL 102.5 HIT RADIO |
4,105 |
5,7% |
|
10,661 |
5,2% |
|
|
6 |
RADIO ITALIA SOLO MUSICA ITALIANA |
3,416 |
4,7% |
|
10,341 |
5,0% |
|
|
7 |
RADIO 105 NETWORK |
3,378 |
4,7% |
|
9,196 |
4,5% |
|
|
8 |
RAI RADIOTRE |
2,125 |
2,9% |
|
4,718 |
2,3% |
|
|
9 |
RMC RADIO MONTECARLO |
2,083 |
2,9% |
|
6,406 |
3,1% |
|
|
10 |
RADIO CAPITAL |
1,941 |
2,7% |
|
5,605 |
2,7% |
|
|
11 |
RADIO MARIA |
1,787 |
2,5% |
|
4,108 |
2,0% |
|
|
12 |
RADIO SUBASIO |
1,638 |
2,3% |
|
3,942 |
1,9% |
|
|
13 |
RADIO LATTEMIELE |
1,602 |
2,2% |
|
5,496 |
2,7% |
|
|
14 |
RADIO 24 - IL SOLE 24 ORE |
1,575 |
2,2% |
|
3,683 |
1,8% |
|
|
15 |
RIN (RADIO ITALIA NETWORK) |
1,288 |
1,8% |
64,8% |
4,285 |
2,1% |
55,7% |
|
47 |
RADIO ROCK |
0,209 |
0,29% |
|
0,485 |
0,24% |
|
La classifica è stilata in base agli ascolti medi giornalieri, il rilevamento sulla settimana tende infatti a diluire i risultati e a dipendere dalla buona memoria dell'intervistato sui suoi comportamenti nella settimana, e quindi a privilegiare i nomi più noti.
Si vede quindi che le prime 15 radio (sulle circa 200 censite), oltre ad essere, ovviamente, tutti network nazionali, assommano già la maggioranza degli ascolti (quasi il 65% sul giorno). Tra di esse però non esiste una situazione di monopolio o di predominio. Anche sommando le tre reti RAI si arriva soltanto al 19,1%.
A confronto sono inseriti i dati della benemerita emittente Radio Rock, una delle poche stazioni in Italia che trasmette in prevalenza musica non commerciale, che è ascoltabile però solo nella zona di Roma e in parte del Lazio.
|
Analisi dei dati 2004: trend di mercato 2003-2004 |
Nella tabella seguente è invece analizzata la evoluzione del mercato tra il 2003 e il 2004. Nel 2004 gli ascolti sono saliti, passando dal 68,8% circa della popolazione al 71,1% (sempre facendo riferimento al giornaliero medio) e le 15 principali stazioni sono rimaste invariate, con alcune variazioni di posizioni tra esse. Nel 2003 lo share delle prime 15 era ancora più predominante sul totale del mercato (oltre 67%).
|
Posizione 2004 |
Share 2004 |
# 2003 |
Ascolti 2003 |
Share 2003 |
|
RAI RADIOUNO |
10,0% |
1 |
7,114 |
10,22% |
|
RADIO DEEJAY |
7,7% |
2 |
5,250 |
7,54% |
|
RAI RADIODUE |
6,2% |
3 |
4,796 |
6,89% |
|
RDS RADIO DIMENSIONE SUONO |
5,7% |
5 |
4,220 |
6,06% |
|
RTL 102.5 HIT RADIO |
6,1% |
4 |
4,248 |
6,10% |
|
RADIO ITALIA SOLO MUSICA ITALIANA |
4,7% |
6 |
3,933 |
5,65% |
|
RADIO 105 NETWORK |
4,7% |
7 |
3,257 |
4,68% |
|
RAI RADIOTRE |
2,9% |
9 |
1,997 |
2,87% |
|
RMC RADIO MONTECARLO |
2,9% |
8 |
2,185 |
3,14% |
|
RADIO CAPITAL |
2,2% |
12 |
1,642 |
2,36% |
|
RADIO MARIA |
1,8% |
14 |
1,573 |
2,26% |
|
RADIO SUBASIO |
2,7% |
13 |
1,605 |
2,31% |
|
RADIO LATTEMIELE |
2,3% |
10 |
1,919 |
2,76% |
|
RADIO 24 - IL SOLE 24 ORE |
2,5% |
15 |
1,566 |
2,25% |
|
RIN (RADIO ITALIA NETWORK) |
2,2% |
11 |
1,802 |
2,59% |
Le stazioni che hanno guadagnato più posizioni sono state Radio Capital (del gruppo L'Espresso) e la emittente religiosa Radio Maria, che sono cresciute in termini di ascolti, ma su una base più ampia. Di conseguenza lo share non è aumentato, come per quasi nessuna delle prime quindici. Tra queste, solo Radio Deejay, Radio 24 e Subasio hanno aumentato gli ascolti in termini sia assoluti sia percentuali, mentre RTL, Radio Tre e Radio 105 sono rimaste stabili come percentuali (e hanno di conseguenza incrementato gli ascolti del 2-3%). L'espansione più significativa è stata quella di Radio Deejay (anche perché è la seconda radio italiana per ascolti) che ha guadagnato, secondo le rilevazioni, 325 mila ascoltatori giornalieri e 1,48 milioni settimanali.
|
Ads by Google |
|
© Alberto Truffi Musica & Memoria Aprile 2005 / Revisioni: 1) Maggio 2007 (Elaborazioni di Musica & Memoria a partire da dati pubblici Audiradio) 2) Gennaio 2012 (Fine di Audiradio e per ora dei rilevamenti) |