Charles Aznavour - Ieri sì (Hier encore) (1964)

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Ieri sì, da giovane
Il gusto della vita, io lo bruciavo in me
Oh, ieri sí, quand'ero giovane, perché
La fiamma trema un po', ma non si spegne mai

 

Vivevo tutti i sogni che il cuore suggeriva
Avevo dei castelli che ora non ho più
La notte, poi, cercavo il sole intorno a me
E non vedevo il tempo consumarsi con me

 

Ieri sì, da giovane cantavo le canzoni
Più facili per me e, nelle mie mani
Io credevo che ci fosse già il filo dell'eternità

 

Io non chiedevo mai agli altri intorno a me
Qual è la verità, la vita che cos'è
Credevo nelle cose che dicevo io
Pensavo solo a me, e a tutto il resto no

 

Ieri sì, da giovane
La luce di ogni giorno portava una pazzia
La forza dell'età riempiva i giorni miei
E non vedevo mai il vuoto che c'è in lei

 

I giochi dell'amore, io li ho giocati tutti
Ho fatto dell'orgoglio la prima mia virtù
Gli amici sono andati, non torneranno più
La mia commedia, ormai, da solo finirò

 

Ho ancora una canzone, ma non la canterò
Il gusto della vita, non lo ritroverò
É il tempo di pagare gli errori miei di ieri
Da giovane

 
 

Charles Aznavour - Hier encore

 

Hier encore, j'avais vingt ans, je caressais le temps
J'ai joué de la vie
Comme on joue de l'amour et je vivais la nuit
Sans compter sur mes jours qui fuyaient dans le temps

Era ancora ieri che avevo vent'anni, accarezzavo il tempo
Suonavo e cantavo per la vita
Come se cantassi l'amore, e vivevo di notte
Senza contare i miei giorni che fuggivano nel tempo

J'ai fait tant de projets qui sont restés en l'air
J'ai fondé tant d'espoirs qui se sont envolés
Que je reste perdu, ne sachant où aller
Les yeux cherchant le ciel, mais le cœur mis en terre

Ho fatto così tanti progetti che sono rimasti irrealizzati
Ho creduto certe tante speranze che sono svanite
E sono perso, non sapendo dove andare
Gli occhi sono rivolti al cielo, ma il cuore è sotto terra

Hier encore, j'avais vingt ans, je gaspillais le temps
En croyant l'arrêter
Et pour le retenir, même le devancer
Je n'ai fait que courir et me suis essoufflé

Era ancora ieri che avevo vent'anni, ho sprecato il mio tempo
Credendo di fermarlo
E per trattenerlo, persino per anticiparlo
Non ho fatto che correre e (infine) restare senza fiato

Ignorant le passé, conjuguant au futur
Je précédais de moi toute conversation
Et donnais mon avis que je voulais le bon
Pour critiquer le monde avec désinvolture

(Non ho fatto che) ignorare il passato, pensare solo al futuro
Le mie opinioni avevano sempre la precedenza
E pretendevo che la mia idea fosse (sempre) quella giusta
Criticando il mondo senza curarmene

Hier encore, j'avais vingt ans mais j'ai perdu mon temps
À faire des folies
Qui me laissent au fond rien de vraiment précis
Que quelques rides au front et la peur de l'ennui

Era ancora ieri che avevo vent'anni, ma ho sprecato il mio tempo
A fare pazzie
Che non mi lasciano nessuna sicurezza
Solo poche rughe sulla fronte e il terrore della noia

Car mes amours sont mortes avant que d'exister
Mes amis sont partis et ne reviendront pas
Par ma faute j'ai fait le vide autour de moi
Et j'ai gâché ma vie et mes jeunes années

Perché i miei amori sono finiti prima di cominciare
I miei amici se ne sono andati e non torneranno più
Per mia (sola) colpa ho fatto il vuoto attorno a me
E ho sprecato la mia vita e i miei giovani anni

Du meilleur et do pire en jetant le meilleur
J'ai figé mes sourires et j'ai glacé mes pleurs
Où sont-ils à présent?
À présent,
Mes vingt ans?

(Facendo) il meglio e il peggio e buttando via il meglio
Ho trattenuto i sorrisi e congelato le lacrime
Dove sono adesso
(Proprio) ora,
I miei vent'anni?

   

Note

Aveva 40 anni Charles Aznavour quando ha messo tutto il suo rimpianto per la giovinezza perduta in una canzone poi diventata immortale anche nella versione inglese (Yesterday When Was Young, un cavallo di battaglia per Shirley Bassey) oltre che in questa eccellente versione italiana di Giorgio Calabrese. Un'età da uomo maturo nel 1964, da quasi giovane ora, ma anche per il cantautore francese e armeno di origine, visto che di anni ha avuto in sorte di viverne ancora 54, continuando a cantare e fare concerti per tutti i 54.
Bellissima canzone, da inserire di diritto nel gruppo di canzoni dedicate al rimpianto, alla nostalgia, al bilancio della gioventù e, sottinteso, al desiderio che non finisca mai. Si pone decisamente sul filone del rimpianto per le occasioni perse e sull'errore di vivere come se quel tempo non finisse mai, ma con versi e riflessioni mai banali, da grande autore.
La traduzione italiana ricostruisce gli stessi concetti a volte anche con esempi in parte diversi, sicuramente in accordo con Charles Aznavour. Non essendo piattamente letterale è particolarmente efficace.

 

© Musica & Memoria Maggio 2020 / Traduzione Alberto Maurizio Truffi / Riproduzione per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Riproduzione per usi commerciali non consentita

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