Joan Baez - Farewell Angelina (1966)

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Farewell Angelina
The bells of the crown
Are being stolen by bandits
I must follow the sound
The triangle tingles
And the trumpets play slow
Farewell Angelina
The sky is on fire
And I must go.

Addio, Angelina
le campane della corona
le stanno rubando i banditi
Io deve seguire il suono
il triangolo tintinnano
e le trombe suonano piano
Addio, Angelina
il cielo è in fiamme
ed io devo andare

There's no need for anger
There's no need for blame
There's nothing to prove
Ev'rything's still the same
Just a table standing empty
By the edge of the sea
Farewell Angelina
The sky is trembling
And I must leave.

Non c'è bisogno di arrabbiarsi
non c'è bisogno di biasimare
non c'è niente da dimostrare
ogni cosa è sempre uguale
come una tavola che rimane vuota
sulla riva del mare
Addio, Angelina
il cielo sta tremando
ed io devo lasciarti

The jacks and queensPerched in the sun
Have forsaken the courtyard
Fifty-two gypsies
Now file past the guards
In the space where the deuce
And the ace once ran wild
Farewell Angelina
The sky is folding
I'll see you in a while.

I fanti e le regine
hanno abbandonato il piazzale
Cinquantadue zingari
passano ora in fila davanti alle guardie
Dove un tempo il due
e l'asso correvano veloci
Addio, Angelina
il cielo si sta ripiegando
ti rivedrò tra non molto

See the cross-eyed pirates sitting
Perched in the sun
Shooting tin cans
With a sawed-off shotgun
And the neighbors they clap
And they cheer with each blast
Farewell Angelina
The sky's changing color
And I must leave fast.

Guarda i pirati con gli occhi strabici
che siedono stravaccati nel sole
facendo il tiro a segno con le lattine
con fucili a canne mozze 
e i vicini applaudono
e si entusiasmano per ogni colpo.
Addio, Angelina
il cielo sta cambiando colore
ed io devo lasciarti in fretta

King Kong, little elves
On the rooftops they dance
Valentino-type tangos
While the make-up man's hands
Shut the eyes of the dead
Not to embarrass anyone
Farewell Angelina
The sky is embarrassed
And I must be gone.

King Kong e piccoli elfi
danzano sul tetto 
tanghi nello stile di (Rodolfo) Valentino
mentre le mani del truccatore
chiudono gli occhi dei morti
per evitare di imbarazzare qualcuno.
Addio, Angelina
il cielo è imbarazzato
ed io devo andare

The machine guns are roaring
The puppets heave rocks
The fiends nail time bombs
To the hands of the clocks
Call me any name you like
I will never deny it
Farewell Angelina
The sky is erupting
I must go where it's quiet.

Le mitragliatrici strepitano
le marionette sollevano le pietre
i demoni collegano bombe ad orologeria
alle lancette degli orologi
dammi il nome che vuoi
io non lo rinnegherò mai.
Addio, Angelina
il cielo è in eruzione
io devo andare dove (tutto) è quiete.

   

 

Note

 

La canzone si riferisce evidentemente ad un ragazzo richiamato per andare in guerra, che saluta la sua ragazza. All'epoca della canzone era in pieno svolgimento la guerra del Vietnam, ed in USA la leva era ancora obbligatoria, quindi il riferimento è trasparente. 
Il brano, composto sulla musica di un'altra canzone, ancora non pubblicata da Dylan (I Rode Out One Morning), è stato registrato da Bob Dylan il 13 gennaio 1965, ma non pubblicato a suo nome (compare su alcuni bootleg). Venne affidato dal cantautore americano a Joan Baez che lo fece diventare un grande successo internazionale, all'epoca della sua massima affermazione personale (e del folk in generale).

 

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Testo originale di Bob Dylan
Traduzione
Alberto M.Truffi / Revisioni del testo con il contributio di G. Erba (ott 2022)
Riproduzione per usi commerciali non consentita
©
Musica & Memoria Maggio 2002

Lyrics by Bob Dylan
Italian version by
Alberto M. Truffi
Reproduction for commercial use not permitted
©
Musica & Memoria May 2002

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