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Janet Smith - La casa del sole

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"La casa del sole", versione italiana della celeberrima The House Of The Rising Sun nella versione degli Animals, una delle canzoni più simboliche e rappresentative degli interi anni '60, è come noto uno dei più eclatanti esempi di versione "adulterata" che travisa e tradisce totalmente il testo originale mantenendo in pratica solo le parole "sole" e "casa".
Almeno una quasi versione italiana fedele esiste, ed è questa dalle appassionata musicista americana Janet Smith, in Italia per studio nel 1965 e presenza frequente al ben noto Folk Studio di Roma, registrata con il supporto del musicista Marcello Rosa, noto esponente del jazz italiano. Il singolo sembrava quasi introvabile ma alla fine l'abbiamo trovato e possiamo quindi riportare il testo di questa versione "filologica".

Non si tratta di una vera e propria versione italiana, la traduzione viene recitata da Janet Smith, con accento americano ma ben intelligibile, e poi viene cantata in inglese, sempre con l'accompagnamento musicale dei classici accordi del celeberrimo brano, eseguiti con la chitarra acustica, quasi certamente dalla stessa giovane musicista americana. La traduzione stavolta è fedele ed è basata nelle prime due strofe sulla versione al maschile di Bob Dylan e degli Animals e per le ultime due su quella al femminile di Joan Baez e altre. Comunque un po' edulcorata perché è eliminata la cruda strofa finale (vedi qui tutte le traduzioni). Si può ascoltare anche un pregevole assolo di Marcello Rosa, in sintesi la migliore delle molteplici versioni e la sola che consentiva di sapere di cosa si parlava, per chi non aveva un inglese più che buono. Non risulta che abbia venduto molto però, anche se l'etichetta non era di quelle minori.

Il testo in italiano

C’è una casa lì giù a New Orleans
che si chiama “La casa del Sole”
Ed è stata la rovina di tante ragazze
ed anche io sono una di quelle

(prima strofa in inglese)

Mia madre era una sarta
Cuciva i nuovi blue jeans
Mio padre era un giocatore d’azzardo
Giù a New Orleans

(seconda strofa in inglese seguita da assolo di trombone)

Ooh, l'unica cosa che serve a un giocatore d'azzardo
è la sua valigia e il suo baule
e l'unica volta che si sente proprio soddisfatto
è quando è ubriaco.

(terza strofa)

Va' dalla tua sorella, e dille
di non fare quello che ho fatto io
di stare lontano da quella casa, lì giù
che si chiama “La casa del Sole”

(quarta strofa in inglese e vocalizzi)
 

Altre notizie su Janet Smith

Dopo questo disco Janet Smith è rimasta probabilmente in Italia almeno fino al 1967, quando ha pubblicato un altro singolo con la Parade, una sua versione di Ninna nanna del cavallino, una canzone di Rascel, Garinei e Giovannini del 1953 per un musical (Attanasio cavallo vanesio). La canzone era la sigla di una trasmissione televisiva, Aspettando il bambino, dagli intuibili contenuti. Dopo è tornata in USA, quasi sicuramente in California, a San Francisco, dove risultano pubblicati altri tre album, il primo del 1970 con una serie di brani folk in maggioranza tradizionali e due composti da lei (Vol I / The Unicorn And Other Songs Both Old & New). Il volume II non pare sia poi seguito. Nel 1977 un altro album probabilmente di canzoni per bambini (I'm A Delightful Child) con apparentemente 4 bambini dallo stesso cognome (Paolino) come coro. Magari sono figli suoi, tornando in USA nel 1968-69 avrebbe fatto in tempo, Paolino sarebbe il marito. L'album è pubblicato da un'etichetta che si chiama Bella Roma e che appartiene a lei, con alcune produzioni all'attivo. Evidentemente la permanenza in Italia (a Roma) le è rimasta nel cuore. Ultima produzione, nel 2003, sempre per Bella Roma, un suo album solista alla "ancient lyre" (uno strumento antico della Mespotamia, con le corde disposte a raggiera). L'album si chiama "Seven Modes For An Ancient Lyre" ed è probabilmente una serie di esecuzioni di musica modale. Come noto infatti nel nostro sistema tonale si usano solo due modi (maggiore e minore) mentre nella musica antica greca e del vicino Oriente erano usati anche 5 o 7 modi.
 

Le note del disco

Il disco (la copertina è riprodotta sopra con una foto di Janet Smith) è stato pubblicato dalla casa discografica di media grandezza Parade (Nico Fidenco, Gli Alunni del sole, Ennio Morricone ...) con la produzione di Marcello Rosa come produttore e che è anche stato probabilmente trasmesso da Per voi giovani qualche anno dopo. Nel seguito pubblichiamo le note originali del 45 giri, trascritte, e la label, dove ovviamente non sono citati gli autori italiani del testo (forse la stessa Janet) perché testo tradizionale.

«LA CASA DEL SOLE (THE HOUSE OF THE RlSlNG SUN) è una canzone la cui origine rimane tutt'ora un enigma. Alan Lomax, nel 1937, ne raccolse una versione dalla figlia di un minatore del Kentucky; in seguito Josh White la adattò e popolarizzò. L'idea di riproporre LA CASA DEL SOLE, malgrado le numerose versioni più o meno commerciali già esistenti, e stata determinata dal fatto che Janet Smith ce la presenta nella sua originale e viva drammaticità, mantenendone inalterato lo spirito profondamente umano.
Quanto alla seconda canzone del disco: SINGLE GIRL, ciò che principalmente vi colpirà, ascoltandola, sarà il particolarissimo ed eccitante «suono»; in questo brano infatti Janet suona l’autoarpa, uno strumento che probabilmente ascolterete per la prima volta. Da notare inoltre, malgrado l‘andamento «allegro» della musica, come il testo rifletta una amara ironia: contrasto che assai spesso troviamo presente nel genere folkloristico.» (Marcello Rosa)

«Janet Smith è nata a Dallas, in Texas, ma è vissuta in questi ultimi anni a Berkeley in California, ove a ventidue anni di è brillantemente laureata a pieni voti in scienze e biologia. Ha mostrato sin da bambina una particolare attitudine musicale. La passione per la musica si rivelò sin da quando intraprese lo studio del pianoforte. Ma chi determinò la sua attuale formazione musicale fu suo fratello, espertissimo chitarrista che, trasferendosi altrove, lasciò a Janet la sua chitarra. Da quel momento Janet rimase totalmente affascinata dallo strumento e comincia ad interessarsi oltre che alle canzoni stesse, anche alla storia delle canzoni. Comincia così a raccogliere specialmente materiale di marcata origine inglese e dei mondi Appalachiani (catena montuosa che va dal Canada all'Alabama). Per queste ultime canzoni delle montagne, la prestigiosa Janet usa un altro strumento: l'autoarpa, una specie di cetra americana.

In America canta in diversi "coffee-shops". Partecipa quindi al festival dell'Università di California e Berkeley. Nel '65 viene in Italia con i suoi genitori. Terminato un corso d'arte ad Urbino, viene a Roma dove alcuni amici le parlano del "Folk Studio". Inizia così a prodursi in questo ben noto locale riscuotendo il generale consenso di un pubblico attento e simpatico che apprezza enormemente le sue esecuzioni. Comincia così per Janet un periodo di grande felicità: la sua musica, quella musica che le è tanto cara, piace incondizionatamente al pubblico.

Riesce anche a far superare l'ostacolo non indifferente della scarsa comprensione dei testi inglesi, traducendo in italiano durante le esecuzioni, il significato e le parole dei testi originali, sì da poter esaltare al massimo i punti di contatto con il pubblico.»

(La foto, di Janet Smith presumibilmente a fine anni '70, è tratta da Discogs)

 

 

Per ascoltare la versione di Janet Smith

Ora è disponibile l'ascolto sul Canale YouTube di Musica & Memoria a questo link.

 

© Musica & Memoria 2017-2020 / Revisione Aprile 2020: testo in italiano e informazioni su Janet Smith / Le immagini sono riprese dal sito Discogs per soli scopi di ricerca e critica musicale / Le immagini appaiono essere pubbliche e scaricabili. Per ogni esigenze vedere il Disclaimer del sito.

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