Musica & Memoria / Mercato dischi USA 2004 (RIAA) e Italia 2004 (FIMI)

Il mercato della musica: dati 2004

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In questa sezione è riportata una elaborazione dei dati di produzione e vendita di musica registrata su supporto fisico, relativi all'anno 2004, diffusi dalla RIAA (Recording Industry Association of America: l'associazione tra le case discografiche statunitensi) per il mercato USA e dalla FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) per il mercato italiano.

Vedi anche: I dati 2005 / I dati 2006 / Il mercato della musica / Standard audio e video / La distribuzione della musica / Le majors

Mercato Italia

Analisi del mercato / Evoluzione dei supporti / Origine del repertorio / Commenti

Analisi del mercato

2003 2004 Variazione Share 

Fatturato globale

            333,19             306,88 -7,90%  

CD album

            298,98             276,82 -7,41% 90,21%

Vinile album

                0,29                 0,10 -64,34% 0,03%

Singoli (CD e vinile)

                7,74                 4,08 -47,26% 1,33%

DVD musicali

              16,29               23,65 +45,14% 7,71%

CD edicola

                1,57                 2,12 +35,55% 0,69%

(Dati in milioni di €)

 

Supporti (numero)

2003

2004 Share  Note

CD album

32.589.000

      29.758.000 85,51%

-9,51%

Vinile album

27.000

            10.000 0,03%

-170,00%

DVD musicali

1.131.000

        1.759.000 5,05%

+35,70%

Totale confezioni

40.116.000

      34.800.000    

Vinile maxi-single

                7.000 0,02%  

Cassette

  -117.000   Resi - venduto

CD single

          1.224.000 3,52%  

(Dati in numero di confezioni vendute)

 

Repertorio

2003 2004 Variazione Percentuale

Italiana

      17.643.000       14.247.000 -2,81% 45,9%

Internazionale

      17.225.000       15.286.000 1,69% 49,2%

Classica

        1.380.000         1.532.000 1,12% 4,9%

Totale rilevamento repertorio

      36.248.000       31.065.000     

Totale generale

      40.116.000       34.800.000    

(Dati in numero di confezioni vendute)


Commenti

Dall'analisi dei dati (rilevati da Price WaterhouseCooper per conto della FIMI) emergono diverse interessanti osservazioni:

Mercato complessivo: decresce ancora, sia in valore sia in numero di pezzi, a differenza di quanto è avvenuto nel mercato USA; la causa preferita dalla FIMI è dagli addetti ai lavori è la pirateria; in effetti sul dato del numero di CD venduti (in calo di circa il 10%) incide sicuramente l'elevato numero di copie contraffatte vendute sulle strade e sulla spiagge italiane, da venditori e acquirenti incuranti degli inasprimenti di legge recenti. Da notare però anche che la economia USA (PIL) è cresciuta nel 2004 di circa il 3,5% mentre quella italiana è restata stazionaria, e che in Italia, oltre ai rivali tradizionali (film, videogiochi), la musica su supporto registrato subisce anche la concorrenza delle suonerie e risponditori per telefonini. Un mercato aggiuntivo, dell'ordine dei 160 MEuro, la cui quota spettante alle case discografiche (per i diritti di diffusione) compensa più che ampiamente la diminuzione nel mercato tradizionale, garantendo tra l'altro margini di profitto molto più elevati.

Consumi: i CD venduti sono stati circa 30 milioni, essendo la percentuale stimata degli acquirenti di musica in Italia pari al 54% (studio EMI 2003) il consumo è stato pari a poco meno di 1 CD all'anno per persona, quindi molto inferiore al dato USA (poco di più di 4 CD all'anno), una conferma delle differenti priorità nei consumi e del differente potere d'acquisto nei due paesi.

Supporti: il CD domina il mercato, il DVD musicale (concerti dal vivo e videoclip) cresce con percentuale a due cifre, situazione quindi analoga a quella USA, con i restanti supporti ridotti a meno del 2%; il vinile nuovo è in forte calo e ha percentuali vicino alla invisibilità (ma potrebbe essere acquistato per altri canali, per esempio Internet, non rilevati dalla statistica perché fatturati all'estero o da altri soggetti); per le cassette i resi (restituzione dell'invenduto dai punti di vendita e dalla distribuzione) superano il venduto, da cui un risultato addirittura negativo, evidentemente è un mercato residuale e ormai in sparizione a causa della progressiva estinzione delle autoradio a cassette. Il CD single è infine un formato in rapida diminuzione, sostituito dal download (anche quello legale) che copre gli stessi scopi e lo stesso parco clienti.

Nuovi supporti: i nuovi supporti (SACD e DVD-Audio) non sono neanche rilevati, evidenziando un mercato molto più indietro di quello USA, e anche un evidente disinteresse dellindustria discografica italiana per la opportunità economica e di rivitalizzazione del mercato che dovrebbero rappresentare.

Prezzo dei supporti: la statistica evidenzia il valore del venduto per le case discografiche, e non il prezzo al pubblico. Al dato devono essere quindi aggiunte la quota tasse (IVA) e il mark-up del canale distributivo. Il valore unitario per i CD è pari a 9,3 €, in aumento rispetto all'anno precedente (infatti il calo in valore è inferiore a quello in pezzi), aggiungendo la quota distribuzione (stimabile intorno al 30%) e l'IVA (20%) il prezzo medio al pubblico dei CD dovrebbe posizionarsi intorno ai 16 €, un dato realistico alla luce delle molte offerte promozionali sulle ristampe.

Edicole: continuano ad avere un peso nel mercato italiano, anche se non rilevante (meno dell'uno per cento), ma comunque in crescita rispetto all'anno precedente.

Repertorio: il repertorio originale continua ad essere quasi equamente diviso tra produzioni italiane e produzioni internazionali, con quelle italiane in leggera diminuzione. Si tratta di un dato peculiare del mercato italiano, che vede ancora una presenza dei musicisti italiani apprezzabile, per tradizione culturale e anche per barriera linguistica. La quota mercato della musica classica è ridotta (circa 5%) ma superiore alla percentuale USA.

 

Mercato USA

Quota di mercato dei vari supporti / Evoluzione del mercato 1993-2004 / Andamento dei supporti alternativi  al CD (DVD-A, SACD. LP)

(1) Supporti

Dati

2004

Variazione 2003-2004

 

CD

 

 

 

 

Numero supporti prodotti

766,90

2,80%

Valore ($)

11446,50

1,90%

Prezzo unitario medio

14,93

 

Percentuale mercato (supporti)

94,20%

 

Percentuale mercato (valore)

94,17%

 

DVD Video

 

Numero supporti venduti

29,00

65%

Valore ($)

561,10

51,80%

Prezzo unitario medio

19,35

 

Percentuale mercato (supporti)

3,56%

 

Percentuale mercato (valore)

4,62%

 

Cassette

 

 

 

 

Numero supporti venduti

5,20

-40,80%

Valore ($)

23,60

-41,90%

Prezzo unitario medio

4,54

 

Percentuale mercato (supporti)

0,64%

 

Percentuale mercato (valore)

0,19%

 

LP

 

Numero supporti venduti

1,30

-11,90%

Valore ($)

19,20

-11,30%

Prezzo unitario medio

14,77

 

Percentuale mercato (supporti)

0,16%

 

Percentuale mercato (valore)

0,16%

 

SACD

 

 

 

 

Numero supporti venduti

0,79

-39,60%

Valore ($)

16,60

-36,90%

Prezzo unitario medio

21,01

 

Percentuale mercato (supporti)

0,10%

 

Percentuale mercato (valore)

0,14%

 

DVD Audio

 

Numero supporti venduti

0,35

-20,60%

Valore ($)

6,40

-19,20%

Prezzo unitario medio

18,29

 

Percentuale mercato (supporti)

0,04%

 

Percentuale mercato (valore)

0,05%

 

Altri

(1)

 

 

 

Numero supporti venduti

10,56

 

Valore ($)

81,30

 

Prezzo unitario medio

7,70

 

Percentuale mercato (supporti)

1,30%

 

Percentuale mercato (valore)

0,67%

 

Intero mercato (supporti prodotti e consegnati)

814,1

2,00%

Intero mercato (valore)

12.154,7

2,50%

Intero mercato (supporti venduti ai clienti)

686,9

4,40%

Intero mercato (ricavi)

11.422,9

3,30%

Numero di supporti / anno per abitante

2,4

 

Spesa annua per abitante

39,6

 

Abitanti USA (2002)

288,369

(2003)

% venduto su prodotto (pezzi)

84,4%

 

% venduto su prodotto (valore)

94,0%

(16% stock)

NOTE

(1) CD-Single, Vinyl single (maxi 45 o 33 giri per discoteche), VHS e VCD con contenuti musicali.

Tutti i dati sono in milioni.

I dati di produzione si riferiscono ai prodotti consegnati e fatturati alla distribuzione.

I dati di vendita al dettaglio si riferiscono ai prodotti venduti dai vari canali ai clienti finali.

Questi ultimi dati sono acquisiti tipicamente mediante indagini di mercato.

I dati sulla popolazione USA sono una stima per il 2003 (l'ultimo censimento è del 2000) ricavata dal Calendario Atlante De Agostini.

 

COMMENTI

La tabella (1) sintetizza la quota di mercato dei vari supporti fisici, dalla lettura dei dati si nota che:

- il CD è in recupero, dopo anni di perdite, sia in numero di pezzi sia in valore;
- il CD copre la stragrande maggioranza dei supporti prodotti e venduti, anche nel mercato più maturo e importante del mondo;
- il secondo supporto è il DVD Video, nel particolare uso di supporto per la registrazione video di concerti o video-clip;
- il DVD Video è in forte crescita, anche se conta complessivamente ancora solo 1/20 ca. del totale dei CD;
- i nuovi supporti (DVD Audio, SACD) hanno un ruolo marginale (molto meno dell'1%), e addirittura calante rispetto al 2003;
- il vinile, teoricamente abbandonato dall'industria a metà degli anni '80, continua ad avere un mercato, di dimensione comparabile a quello dei nuovi supporti, e anch'esso calante;
- i CD sono venduti in media alla distribuzione a 15 $, tenendo conto quindi dei ricarichi della distribuzione (circa il 30%) il prezzo finale dovrebbe essere intorno ai 20$, quindi analogo a quello praticato in Italia.
- il prezzo medio del SACD è superiore di circa il 41%, quello del DVD-Audio del 23%;
- il numero di supporti acquistati pro-capite in un anno è pari a ca. 2 e mezzo, con una spesa di circa 40 $; secondo uno studio EMI riferito al 2003 la percentuale di abitanti che acquistano musica è pari in USA al 62%, quindi circa 178 milioni di persone (su 288 milioni di abitanti nel 2004); gli acquirenti abituali hanno acquistato quindi in media 4,2 CD all'anno;
- le cassette hanno ancora un mercato, ma il forte calo rispetto all'anno precedente mostra che si tratta di un supporto, almeno sul mercato USA, ormai a fine ciclo;
- lo stock (supporti prodotti nell'anno ed acquistati dai canali, e non ancora venduti al 31/12, quindi a magazzino o in mostra nei negozi) è risultato pari al 16% in valore, quindi non elevato.
 

 

(2) Evoluzione

Totale

Variazione

# CD

% CD

# Secondo

% Secondo

Secondo

1994

1122,7

662,1

59,0%

345,4

30,8%

Cassetta

1995

1112,7

-0,9%

722,0

64,9%

272,6

24,5%

Cassetta

1996

1137,2

2,2%

778,0

68,4%

225,3

19,8%

Cassetta

1997

1063,4

-6,5%

763,1

71,8%

172,6

16,2%

Cassetta

1998

1123,9

5,7%

847,0

75,4%

158,5

14,1%

Cassetta

1999

1160,6

3,3%

938,9

80,9%

123,6

10,6%

Cassetta

2000

1079,2

-7,0%

942,5

87,3%

76,0

7,0%

Cassetta

2001

968,5

-10,3%

881,9

91,1%

45,0

4,6%

Cassetta

2002

859,7

-11,2%

803,3

93,4%

31,1

3,6%

Cassetta

2003

798,4

-7,1%

745,9

93,4%

19,9

2,5%

Music Video

2004

814,1

2,0%

766,9

94,2%

32,7

4,0%

Music Video

 

 

NOTE

La categoria Music Video include DVD Video, VHS e VCD (Video CD e Super Video CD)

I dati sono in milioni di supporti consegnati e fatturati alla distribuzione

  

COMMENTI

La tabella (2) sintetizza la evoluzione dei mercato negli ultimi 11 anni e, all'interno di esso, dell'andamento del supporto principale (il CD) e del secondo in volume di produzione.

-

il mercato USA ha subito una forte flessione nel quadriennio 2000-2003;

-

essendo stati gli anni dell'affermazione di massa del peer-to-peer (Napster e successori) e dell'abbassamento veloce di prezzo dei masterizzatori è evidente il nesso di causa-effetto che ne hanno tratto le case discografiche (vedi: il mercato della musica);

-

la musicassetta Philips, nella versione preregistrata, è stata il supporto alternativo sino al 1999; la sua eclissi ha coinciso con la flessione del mercato, ed è stata con ogni probabilità una concausa, al pari del tanto enfatizzato P2P; veniva a mancare un supporto di massa a costo più basso del CD;

-

probabilmente il mercato cercava supporti ancora più economici del CD, pur se di minore qualità, mentre i produttori lanciavano il SACD, più costoso e con maggiore qualità intrinseca;

-

dal 2003 i supporti per musica + video (DVD Video soprattutto) stanno progressivamente prendendo il ruolo di secondo supporto, con benefici effetti sui conti delle case discografiche (prezzo e profitti più alti) e contribuendo, in misura prevalente, al recupero del mercato registrato nel 2004;

-

il recupero del mercato colloca comunque il numero di pezzi venduti nel 2004 il 28,4% al di sotto dell'anno migliore per supporti venduti (il 1996)

-

considerando invece il valore, l'anno migliore risulta il 1999 (14.584 M$), rispetto al quale la variazione in valore è stata del 16,6% (il dato 2004 è sotto del 16,6%), mentre rispetto al 1996 la diminuzione in valore è appena del 3%.

-

questo è evidentemente un effetto della progressiva sostituzione della cassetta (più economica) con il CD, una evoluzione del mercato certo gradita alle case discografiche.

  

(3) Supporti alternativi

DVD-Audio

Variazione

SACD

Variazione

Vinile

Variazione

2000

7,0

2001

0,3

 

 

 

8,8

-25,7%

2002

0,4

63,8%

6,1

-30,7%

2003

0,4

0,8%

1,3

 

5,3

-13,1%

2004

0,35

-20,6%

0,79

-39,6%

4,8

-9,4%

 

 

NOTE

Nella categoria Vinile sono inclusi anche i maxi single 45 o 33 giri. Si tratta di supporti usati soprattutto nelle discoteche, che concorrono all'incirca per i 2/3 della categoria nel quinquennio esaminato.

Il numero di LP prodotti è quindi circa un terzo del dato esposto in tabella.

Il dato relativo ai SACD non comprende i SACD ibridi distribuiti e venduti come CD. (Vedi Standard audio e video)

Il dato in numero di unità per i DVD-Audio (in milioni) è approssimato, la variazione è calcolata e maggiormente precisa.

   

COMMENTI

-

I dati fotografano un mercato che non decolla, per quanto riguarda DVD-Audio e SACD.

-

Il numero di SACD prodotti dovrebbe essere superiore, contando anche i SACD ibridi destinati all'ascolto su lettori CD; in base a varie considerazioni la quota del nuovo supporto non dovrebbe superare comunque l'1% del totale.

-

I nuovi formati appaiono quindi un fenomeno di nicchia anche nel ricettivo mercato USA. Da valutare l'anno prossimo l'accoglienza del nuovo formato DualDisc.

-

Il formato LP ha avuto il suo massimo nel 1998 (3,4 milioni di pezzi) ed è poi andato calando progressivamente. Questo trend sembra in controtendenza con le vendite di giradischi analogici e le proposte di nuovi modelli da parte dei produttori di hardware. Da notare però che questi apparecchi sono destinati in massima parte all'ascolto di collezioni esistenti e che nel dato non è considerato evidentemente il fiorente mercato dell'usato, ma solo quello delle nuove edizioni.

-

Le nuove uscite su LP sono in massima parte ristampe "per audiofili" (tipo quelle di Classic Records) ad alto costo (30-35$ al cliente finale) ovvero nuove uscite di gruppi indipendenti o materiale pensato per l'uso in discoteca. Nel secondo caso il costo è minore e quindi la media per pezzo alla distribuzione riportata nella tabella (1), 15 $, dovrebbe essere attendibile.

  

  

Il mercato digitale nel 2004

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La distribuzione digitale della musica (trattata in dettaglio nella sezione sulla distribuzione) appare ancora dominata ampiamente dallo scambio peer-to-peer (P2P), anche se questo appare in diminuzione (in numero di utenti e di brani scaricati).

In base ad una ricerca relativa al mercato USA, e risalente al giugno 2004 (fonte NPD Music Labs. ed EMI) i numeri sono:

Incrociando i dati si vede quindi la penetrazione del download legale era nella prima metà del 2004 pari a circa 1/40 dei clienti o utenti di musica digitale negli USA (2,5%), sempre in numero di persone (o case connesse ad Internet); ovviamente in termini di brani scaricati il rapporto sarebbe ancora inferiore.

Altri elementi interessanti sono l'uso che gli utenti fanno del P2P (fonte NPD):

La prevalenza delle copie di materiale da catalogo è particolarmente importante per le major. Infatti il loro interesse primario è sulle nuove uscite, che garantiscono i maggiori profitti e che sono a rischio di ritorno d'investimento. E' sulle nuove uscite che il rischio della copia da Internet è maggiore, perché potrebbe ridurre in modo significativo i ricavi e gli utili pianificati. In realtà dai dati riportati sopra emerge che il P2P costituisce una minaccia relativa per le nuove uscite, che sono invece molto più impattate nei volumi di vendita dalla pirateria vera e propria, ovvero dai CD clonati venduti sui canali illegali.

Infine si nota una marcata differenza nei consumi tra i vari paesi: in USA i ricavi (fonte EMI) per suonerie e risponditori è trascurabile, mentre è preponderante in Europa e in Giappone.

© Musica & Memoria / Elaborazione di Musica & Memoria sulle sintesi dell'andamento del mercato 2004 USA (pubblicate dalla RIAA) e italiano (pubblicate dalla FIMI)

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