New Dada - Non dirne più

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Le cose
che racconti tu
le dici
come le vuoi tu
non dirne più
ridon tutti di te

Le cose
che racconti tu
non sono
una verità
non dirne più
ridon tutti di te

Sai che siamo nati molto prima di te
e non inventarne con chi più ne sa 
sai che siamo stanchi di ascoltarti perché
non è vero non è vero quel che dici
son storie
che inventi tu
non dirne più
ridon tutti di te

(assolo di chitarra elettrica)

Sai che siamo nati molto prima di te
e non inventarne con chi più ne sa 
sai che siamo stanchi di ascoltarti perché
non è vero non è vero quel che dici
son storie
che inventi tu
non dirne più
ridon tutti di te

(assolo di organo Hammond)

 Sai che siamo nati molto prima di te
e non inventarne con chi più ne sa 
sai che siamo stanchi di ascoltarti perché
non è vero non è vero quel che dici
son storie
che inventi tu
non dirne più
ridon tutti di te

 Le cose
che racconti tu
le dici come le vuoi tu

(sfumato)

  

 

Note

 

Un successo rock 'n roll del '58 (Sick & Tired di Fats Domino) ripescato dai New Dada e trasformato in chiave beat, portato al successo nel 1966 quando, con questa canzone, giunsero terzi al Cantagiro, girone "complessi". Al primo posto era arrivata l'Equipe 84 (che presentava Ho in mente te) e al secondo i Rokes (con Che colpa abbiamo noi). Come era costume dell'epoca, si trattava in tutti e tre i casi di cover di successi stranieri. come nel caso dei Rokes Sull'altro lato del 45 giri Bluebell (uscito nel 1965) era inciso l'altro brano di punta dei New Dada di quell'anno: Batti i pugni.
Il testo italiano è in qualche modo simile all'originale (uno che è stanco della fidanzata) ma i motivi sono del tutto diversi. Il testo originale di Sick and Tired, un trascinante rock 'n roll all'origine, si può leggere qui.
I New Dada di Maurizio Arcieri e Pupo Longo erano uno dei più interessanti e originali complessi beat degli anni '60. Si può leggere qui la loro storia.

Vedi anche: Complessi beat / Le cover / La lista delle cover

  

© Alberto Maurizio Truffi 2005 - Musica & Memoria / Testo originale italiano di Parazzini trascritto da A.M. Truffi, riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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