Verdelle Smith - Tar And Cement (Il ragazzo della Via Gluck)

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The town I came from was quiet and small
we played in the meadows where the grass grew so tall
in summer the lilacs would grow everywhere
the laughter of children would float in the air

As I grew older I had to roam
far from my family, far from my home
into the city, where lives can be spent
lost in the shadows of tar and cement.

Chorus:
And every night I'd sit alone and learn
what loneliness meant
up in my rented room above the world
of tar and cement.

Each day I'd wake up and look at the sky
think of the meadows where I used to lie
then I'd remember all of that's gone
you're in the city, you better push on
get what you came for, before it's too late
get what you came for, the meadows can wait.

Many years later, tired at last
I headed for home to look for my past
I looked for the meadows, there wasn't a trace
six lanes of highway had taken their place
where were the lilacs and all that they meant
nothing but acres of tar and cement.
Yet I can see it there so clearly now
where has it gone?
Yes I can see it there so clearly now
where has it gone?

Where are the meadows? (tar and cement)
where are the lilacs? (tar and cement)
and where is the tall grass? (tar and cement)
the laughter of children? (tar and cement)
nothing but acres (tar and cement)
acres and acres ...

 

 

 

Note

   

Una versione anche in inglese per l'evergreen di Celentano, oltre a quella pił nota da noi di Franēoise Hardy (La maison ou j'ai grandi). Un brano che gode di un buon ricordo in UK, e che č arrivato in questa versione anche, pare, al n.1 in Australia. Da qualche parte č citata come una versione in inglese di La maison ou j'ai grandi della Hardy. E' invece tratta proprio dall'originale di Celentano, Beretta e Del Prete, perché pił fedele (gią dal titolo) alla sua ispirazione ecologica, anche se viene omessa anche in questo caso la esplicita dichiarazione finale con le domande ripetute.

   

Adriano Celentano - Il ragazzo della Via Gluck

 

 

Questa e' la storia
di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
in una casa fuori cittą
gente tranquilla che lavorava.

Lą dove c'era l'erba ora c'e, una cittą
e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarą

Questo ragazzo della via Gluck
si divertiva a giocare con me
ma un giorno disse: "vado in cittą"
e lo diceva mentre piangeva
io gli domando: "amico non sei contento?
vai finalmente a stare in cittą
lą troverai le cose che non hai avuto qui.
Potrai lavarti in casa senza andar
gił nel cortile".

"Mio caro amico" disse "qui sono nato
e in questa strada ora lascio il mio cuore
ma come fai a non capire
che e' una fortuna per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati
mentre lą in centro io respiro il cemento.

Ma verrą un giorno che ritornerņ
ancora qui
e sentirņ l'amico treno che
fischia cosģ.... ua ua".

Passano gli anni, ma otto son lunghi
perņ quel ragazzo ne ha fatta di strada
ma non si scorda la sua prima casa
ora coi soldi lui puņ comperarla.
Torna e non trova gli amici che aveva
solo case su case, catrame e cemento

Lą dove c'era l'erba ora c'e, una cittą
e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarą

Non so, non so, perché continuano a costruire
le case
e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba
non lasciano l'erba.
E no! Se andiamo avanti cosģ
chissą come si farą?
chissą chissą come si farą?

 

 

 

© Note Musica & Memoria 2011/ Testo originale riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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