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Slot Music.
L'album a
stato solido sta per diventare una realtà (6/10/2008) |
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In un post di alcuni
mesi fa parlavamo delle
potenzialità delle schede di memoria (memory stick, tipo SD e similari)
come possibili sostituti del CD, nuovo supporto per la
distribuzione della
musica. Secondo alcune notizie di stampa pare che ci stiamo
arrivando, ma con premesse piuttosto diverse (ed esiti, penso, meno
promettenti, sia per l'industria sia per gli appassionati di musica).
La notizia, riferita da Ernesto Assante su
La Repubblica - Affari e Finanza, è che la
SanDisk, la casa leader nelle
memorie a stato solido intercambiabili, lancerà a partire da metà
ottobre sul mercato americano, facendo anche leva su un accordo con la
grande distribuzione USA (Wal Mart e Best Buy), oltre che con le 4
major, un nuovo supporto chiamato
Slot Music. In pratica una scheda SD
da 1 GB contenente un album con vari contenuti extra (video ecc.) a un
prezzo iniziale che dovrebbe essere di 15$
o forse qualcosa di meno. I titoli che saranno disponibili per il
lancio saranno all'inizio solo 29, in attesa, evidentemente, di vedere
come andrà.
L'annuncio (del 22 settembre) è stato ripreso da molti, ma cosa c'è
dentro queste memory stick e chi le vende in realtà? Non sembra un
annuncio epocale come è stato presentato: nessuna traccia sul sito della
Sony e neanche su quello della SanDisk, solo un link nelle news. In
mezzo a tanti che ripetono con copia e incolla l'annuncio iniziale,
l'articolo più informato sembra
questo del New York Times.
In
sintesi: 1) gli album sono venduti in realtà dalle case discografiche,
SanDisk fornisce solo il supporto, come qualsiasi stampatore di CD; 2)
il formato scelto è il Micro-SD da 1GB, le schede delle dimensioni di
un'unghia usate soprattutto nei telefonini (è molto più piccola della
foto, il lato corto è 1 cm. ca.); 3) il target è quindi chiaramente
rappresentato dai telefonini di ultima generazione con lettore MP3
incorporato, sui quali effettivamente non è sempre facile scaricare la
musica da iTunes o da Internet; 4) il costo dovrebbe essere comparabile
a quello della scheda SD vergine (10-15 dollari, 10€ da noi); la
attrattiva economica principale sembra quindi rappresentata dalla
possibilità di riusare la scheda in seguito; 5) il formato sarà
MP3 "alta qualità" (320Kbps) senza protezioni DRM, quindi analogo ai
download iTunes ad "alta qualità", niente alta definizione quindi (e
neanche la media definizione del CD)
e nessun tentativo di indirizzare il settore Hi-Fi; 6) non si
parla da nessuna parte del packaging, quindi è improbabile che questo
aspetto sia stato indirizzato come prioritario, le schede Micro-SD sono
vendute normalmente in confezioni di plastica saldata di 4-5 cm di lato
assieme a un contenitore per usarle su slot SD (quelli dei computer o
delle macchine fotografiche digitali), è possibile che sia associato un
libretto con i titoli ecc.; 7) da nessuna parte si parla dei titoli dei
29 album, quindi è probabile che siano stati selezionati da catalogo,
magari recenti, e orientati al mercato USA, quindi nessun inedito per
trainare l'iniziativa; 8) le Slot music non sono utilizzabili così
come sono sui coordinati Hi-Fi di casa e neanche sulle autoradio
predisposte per iPod e lettori MP3, da qualche parte si parla di
adattatore MP3 (un oggetto comunissimo del costo di 10 € e meno) ma non
credo che ne sarà venduto uno per ogni Slot Music, per evidenti motivi
di costo. Magari sarà offerto come accessorio a parte, personalizzato
per lo scopo; 8) la musica vera e propria occuperà 1/3 delle schede,
grazie al formato compresso (ah ahi, poveri
appassionati di Hi-Fi sempre
dimenticati), il resto sarà riempito con "contenuti extra", i soliti
video clip, interviste esclusive altre minuzie che già aggravano
inutilmente i DVD (ma li guarda mai qualcuno?); 10) la rinuncia al DRM
(protezione dalle copie) sarà stato estorto alle major probabilmente
proprio perchè il nuovo supporto rimarrà probabilmente confinato al
mondo dei telefonini (oltre al ridotto numero di titoli iniziale).
Prospettive? Non sembra affatto una iniziativa epocale o in grado di
indicare una nuova strada. Sembra piuttosto una iniziativa mirata ad un
target ben preciso, una nicchia non ben coperta da iTunes, magari anche
una nicchia profittevole. Per sostituire il CD manca: a) un incremento
di qualità; b) un incremento percepibile di valore (c'è solo la
possibilità di riuso, non so se basta); c) un incremento di
praticità. Bisogna anche vedere se sarà proposto in Europa e in Italia.
Resta invece a nostro parere
sempre interessante l'adozione della tecnologia delle
memorie a stato solido in una
logica di incremento delle prestazioni e della qualità del CD.
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La
radio digitale: iniziative di Rai Way (28/9/2008) |
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La
società della Rai che si occupa della gestione della rete, Rai
Way, ha presentato in un convegno tenutosi a Roma il 24 settembre,
le nuove iniziative per la radio digitale, che si collocano nell'ambito
delle attività della ARD (Associazione
per la Radiofonia Digitale in Italia), costituita a marzo 2008 assieme
ad Aeranti-Corallo e RNA (Radio Nazionali Associate), "per la promozione,
l’avvio lo sviluppo pluralistico della nuova radio digitale terrestre
in Italia".
Combinando le tecnologie DMB, Visual Radio e IP è stato sviluppato un
nuovo terminale mobile radio, dotato anche di display video, di
dimensioni compatte ed integrabile con lettore MP3. L'idea (non è
spiegata nelle presentazioni sul sito di Rai Way) sembra quella di
proporre un nuovo tipo di terminale per entertainment da fruire in
mobilità, presumibilmente e/o prevalentemente con cuffiette, che
andrebbe quindi ad aggiungersi, o più probabilmente finirebbe in
competizione, con telefonini e lettori MP3, con un target orientato al
pubblico giovane e un plus rappresentato dal video.
Una proposta che appare poco coerente con l'effettivo utilizzo della
radiofonia in Italia, la cui platea è stimata da una recente Relazione
Agcom, in 38,7 milioni di ascoltatori nel 2007 nel giorno medio, quindi
al 73,3% della popolazione italiana con età superiore agli undici anni.
Ma che utilizza in prevalenza, come noto, la radio dell'automobile
oppure, ma in misura molto inferiore, radio fisse nelle abitazioni
(tradizionali o, più spesso, incluse nei coordinati Hi-Fi) oppure
ancora, in mobilità, il ricevitore FM del telefonino.
Il mercato per la nuova radio digitale
(vedi immagine a sinistra) presentata con lo slogan "Il futuro
della Radio è qui" e descritta nella presentazione come "piccola
e maneggevole, molto simile ad un lettore mp3, sul quale peraltro si
può caricare, con uno schermo che consentirà di godere dei "contenuti
aggiuntivi" ..." appare quindi essere una
potenzialità tutta da esplorare.
Non risultano invece indirizzati i mercati, molto più interessanti,
della radio in auto (si pensa probabilmente ad una soluzione non
integrata, tipo lettore iPod) o della radio come sottofondo casalingo o per
esercizi commerciali. Tutti usi per i quali un piccolo display video
rappresenta un plus del tutto superfluo e/o inapplicabile.
Sembra quasi che la radio si vergogni di non avere un video, mentre
invece proprio questo è il plus del mezzo.
Viene
contestualmente anche confermato l'abbandono della sperimentazione dello
standard europeo DAB, iniziata molti anni fa e mai andata realmente sul
mercato.
In
sintesi: la
radio digitale terrestre
sembra sempre in alto mare in Italia, anche se l'Agcom continua a
parlare di transizione a partire dal 2009.
(Vedi
la brochure di Rai Way) |
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10 luglio
2008 - L'album a stato solido |
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Nelle riviste di alta fedeltà si
parla ultimamente delle prestazioni inaspettatamente buone che si
ottengono collegando un iPod a un
impianto hi-fi di classe. Cominciano anche ad essere proposte unità
specializzate (docking station) per il collegamento, anche di
costruzioni raffinata, con stadio di uscita a valvole.
L'iPod non ha uscita digitale (o almeno, non è facile accedervi) quindi
si parla di connessioni sull'uscita analogica, che è miniaturizzata su
circuito integrato, quindi teoricamente inferiore allo stadio di uscita
di un lettore CD. Senza contare che l'audio è compresso in formato AAC.
Un vantaggio architetturale però esiste: un passaggio di meno. Quello
tra il CD e l'unità laser di lettura ottica del suo contenuto codificato
in formato PCM. Un trasferimento di dati da formato digitale (sul CD) a
formato digitale (sulla memoria di lavoro del convertitore digitale -
analogico) che è sempre stato sospettato di degradare il risultato
sonoro.
In effetti già dopo pochi anni dalla presentazione del
formato CD è stata individuata una nuova forma di distorsione, chiamata
jitter,
che deriva da variazioni temporali nelle due fasi di trasferimento sopra
ricordate. Nei lettori CD sono stati introdotti col tempo diversi
sistemi per eliminare il jitter, di efficacia variabile, ma il sistema
più semplice è certo la eliminazione del doppio passaggio. Una soluzione
ormai a portata di meno con la disponibilità di memorie a stato solido
dal costo di pochi Euro per Gbyte.
Una soluzione che è quella standard adottata, per forza
di cose, negli iPod e negli altri lettori MP3. In molti casi in modo
diretto (unità a stato solido, quelle fino a 8GB e dintorni) oppure per
mezzo di una memoria tampone, nel caso dei modelli a maggiore capacità
(con mini disco interno, decine di GB e oltre).
Il lettore digitale hi-fi del futuro è quindi ormai
individuato, e probabilmente in qualche laboratorio di qualche
corporation è già realizzato come prototipo. E' un convertitore digitale
analogico di alta qualità, dotato di uno o più slot per l'inserimento di
schede di memoria, ad esempio per le diffuse SD.
Su una semplice SD da 1GB può trovare posto comodamente un album attuale
o anche di più, usando tecniche di compressione lossless come la
MLP di
Meridian (già adottata nello
standard DVD-Audio).
Oppure si può incrementare la qualità aumentando la parola di
campionamento da 16 a 24 bit (o anche meno, già 20 o 22 bit
consentirebbero di risolvere i problemi del CD) e/o la frequenza di
campionamento. Anche in questo caso già un incremento da 44 a 48KHz
(come nel vecchio
formato DAT) darebbe un percepibile vantaggio. Nel nuovo formato non
ci sarebbero vincoli derivanti dal passato e ogni formato e relativa
variazione sarebbe possibile, anche soltanto sfruttando le funzionalità
dei chip di conversione attualmente prodotti e usati per realizzare i
convertitori.
L'album a stato solido da 1GB potrebbe avere una durata fino a 2 ore con
"qualità" (contenuto informativo) superiore di 1/3 rispetto al CD, o
altre combinazioni.
Rimane solo alla industria discografica l'onere di individuare un
packaging allettante e di valore percepibile per i nuovi "dischi" a
stato solido, e di rilanciare il concetto di qualità del suono presso un
pubblico più vasto di quello, di nicchia, degli irriducibili
appassionati di alta fedeltà. |
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15 giugno
2008 - I produttori di contenuti
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A differenza di quanto è ormai consolidato nel mercato
USA, in Europa si va affermando una progressiva separazione tra
produttori di contenuti e gestori della rete di diffusione. Questo vale
sia nel principale mercato dei media, la televisione (analogica, via
satellite o digitale) sia nel nuovo mercato Internet sia nel settore
radiofonico.
In campo televisivo l'offerta si sta aggregando attorno a tre grandi
compagnie, che stanno crescendo per acquisizioni. La ben nota
Endemol, la società olandese di John De
Mol, dal 2007 sotto il controllo di Mediaset (maggiore ma non unico
azionista), diventata grande con il successo mondiale del primo reality
show, il Grande Fratello (ormai familiarmente chiamato GF in Italia), ma
anche forte di quiz di grandissimo e duraturo successo come Chi vuol
essere milionario? o Affari tuoi. La seconda è la società di origine
inglese FremantleMedia,
che detiene ad esempio i diritti del talent show X-Factor
(recentemente sbarcato anche in Italia con grande successo) e The Farmer
Wants a Wife (Un contadino cerca moglie, anche questo format è arrivato
in Italia con medio riscontro anni fa) e soprattutto per il format di
grande successo in USA e in molti altri paesi Idols.
Il terzo player europeo sta diventando invece il gruppo
De Agostini con la sua divisione
Communications, dopo l'acquisizione di Magnolia (Italia, una impresa
creata da Giorgio Gori), il cui punto di forza è il format L'isola dei
famosi, e della svedese Zodiak, specializzata nel mercato del Nord
Europa.
Le prime due viaggiano su fatturati dell'ordine del miliardo di Euro, ma
sembra esserci spazio di crescita anche per altri player. Su due piani
paralleli di format specializzati per area culturale locale (paesi di
abitudini simili) o per il mercato globale, come quelli citati.
In campo Internet i tentativi di proporre programmi di intrattenimento,
con interattività media, alta o bassa (tipo la televisione attuale)
tramite portali che puntano a grandi volumi di contatti, tipo
Alice Home TV, passerà
inevitabilmente per una forte richiesta di contenuti, causa la grande
frammentazione, che vuol dire anche offerta specializzata per target
anche molto focalizzati, che è tipica del media Internete (ed è anche un
suo punto di forza).
Territori inesplorati per i creativi del mercato dei media. Soprattutto
se sapranno affrancarsi dal modello TV con fruizione passiva. |
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10 febbraio 2008
- Le collecting
societies in Italia: la SCF |
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Si parla prevalentemente di
supporti fisici, per valutare il mercato discografico, mentre
già da tempo l'editore discografico (sia piccolo sia grande) ha anche
come obiettivo la gestione globale dei propri diritti. Questo compito è
affidato ormai in molte economie avanzate a società specializzate, le collecting societies che, in base ad un contratto sottoscritto con i
detentori dei diritti, si dedicano alla individuazione di ogni possibile
utilizzo (della musica in questo caso) e all'esazione dei diritti.
In Italia, oltre alla SIAE
che gestisce gli utilizzi più tradizionali, operano l'Aidro nel settore
libri e la SCF nel settore della musica. La SCF (Società Consortile
Fonografici) è un consorzio privato che rappresenta ad oggi 228 case
discografiche (sette anni fa, quando è stato formato, erano 10).
Il settore coperto dalla SCF è la raccolta dei diritti connessi
discografici, spesso sconosciuti dagli stessi detentori (emittenza
radio-televisiva, utilizzazioni nei pubblici esercizi: sonorizzazioni
usate come sottofondo nei
locali pubblici, discoteche, bar, alberghi, nuovi sistemi di
distribuzione simulcasting e webcasting, incluse le webradio).
Un settore in costante crescita, ad una media di oltre il 20% per anno
(rapporto Bocconi sul mercato italiano 2006), mentre il mercato
tradizionale dei supporti fisici si è ridotto del 15%
nell'ultimo anno, che ha raggiunto un fatturato di circa 33 milioni di euro,
ripartiti equamente tra discografici ed artisti (attraverso l’IMAIE).
Numeri non trascurabili ma certo ancora abbastanza marginali per un
mercato che arrivava nei
tempi d'oro anche a 300 milioni di Euro con i soli supporti fisici.
Nel dettaglio gli associati al consorzio SCF sono per metà in
Lombardia, l'altra metà nel resto d'Italia, 224 su 228 sono PMI, 12
sono associati anche a
FIMI, 53 sono associati a PMI e 163 non sono legati ad alcuna associazione
di categoria; le piccole e medie case associate raccolgono tra il 15 ed il 20%
dei diritti, il restante 80% va agli associati principali.
Per saperne di più:
www.scfitalia.it
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10
gennaio 2008 (TV vs YouTube. Dalla bassa definizione all'alta
definizione) |
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Se esiste qualcosa che si possa
definire a buono titolo a bassa definizione
è YouTube: video ridotto
a 2 pollici e audio mono. Eppure il gigante dell’elettronica
giapponese Matsushita (che
commercializza i suoi prodotti nel settore "nero" con il marchio
Panasonic) ha annunciato una
partnership con Google, per una nuova tecnologia che consentirà
l'accesso ai video al famoso portale direttamente dalle TV al plasma
prodotte dalla multinazionale giapponese per i nuovi standard ad
alta definizione. Una partnership
che ha colpito molti osservatori tecnologici e che è rimbalzata
incessantemente sulla rete.
Questi apparecchi, ha spiegato
Matsushita, consentiranno di accedere ad YouTube “in modo semplice
grazie a una nuova ergonomia di navigazione”. A parte la navigazione e
la ricerca dei filmati bisognerà anche riuscire a vedere qualcosa dalla
distanza alla quale sono normalmente collocati gli schermi piatti
(alcuni metri) e non è chiaro come si risolverà questo problema.
Probabilmente verrà potenziata la possibilità, già presente ora, di
caricare su YouTube filmati a risoluzione maggiore.
Su questi televisori di nuova
generazione si potranno vedere le foto archiviate negli album virtuali
su Picasa, che è sempre di proprietà di
Google. In questo caso (immagini
fisse) la definizione è già più elevata e il gap tra mondo PC e alta
definizione appare più facilmente colmabile. Anche in questo caso non è
chiaro cosa c'entri Picasa, che è un ambiente per gestire le foto
digitali che richiede un PC (e una discreta capacità) con il mondo TV.
In generale appare una iniziativa,
peraltro limitata a quanto sembra al solo mercato USA, orientata più a
condividere gli album personali foto e video utilizzando il mega
archivio mondiale di YouTube, che a vedere i
clip YouTube, ripresi
magari con un telefonino.
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