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Scarborough Fair |
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Il brano, uno dei più famosi di Simon & Garfunkel, è
tratto da una ballata inglese di epoca medievale dal bellissimo tema musicale, che il celebre duo folk ha
ripreso (in parte) e arrangiato magistralmente, facendone un classico
intramontabile, intervallando le parole originali con altre composte da Simon
& Garfunkel (Canticle), di chiara impostazione pacifista, che si pongono a
contrasto con la vecchia ballata. La versione di Simon & Garfunkel / La città e la fiera di Scarborough / Il brano originale tradotto / Il significato del brano tradizionale / Il significato simbolico della quattro erbe / Simon & Garfunkel: Greatest Hits / Le cover di Scarborough Fair / Gli spartiti per piano |
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La versione di Simon & Garfunkel con la traduzione separata per le due parti |
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Are you going to Scarborough Fair? |
Stai andando alla Fiera di
Scarborough? |
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Tell her to make me a cambric shirt |
Dille di cucirmi una camicia di
lino |
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Tell her to find me an acre of land |
Dille di cercarmi un acro di
terra |
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Tell her to reap it in a sickle of leather |
Dille di mettere il raccolto in
un sacchetto di pelle |
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Are you going to Scarborough Fair? |
Stai andando alla Fiera di
Scarborough? |
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On the side of a hill in
the deep forest green |
Sulla costa
di una collina nel verde profondo della foresta |
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On the side of a hill, a
sprinkling of leaves |
Sulla costa
di una collina, una spruzzata di foglie |
Quindi le due canzoni intervallate, sullo stesso bellissimo tema musicale della ballata tradizionale, mettono a confronto una immagine di guerra senza senso (sono gli anni della guerra del Vietnam) con le semplici parole della ballata tradizionale, che rimandano ad un mondo sereno ed equilibrato, anche se non mancano le pene d'amore, quasi un obiettivo, un mondo lontano e felice da riconquistare.
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La antica città di Scarborough e la sua fiera |
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Da questa attitudine commerciale nasceva la Fiera di
Scarborough, famosa in tutta la Gran Bretagna del medio evo, che durava 45
giorni ogni anno, dalla metà di agosto sino a fine settembre, attirando
commercianti e gente comune da tutta l'Inghilterra e anche dall'estero. Negli
anni successivi la importanza della fiera è andata declinando, assieme a quella
della cittadina, che ora è una tranquilla località della provincia inglese. |
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La storia e la traduzione della canzone tradizionale |
Ovviamente si tratta di un tipico brano tradizionale e
popolare, di autore ignoto, del quale esistono molte trascrizioni, in numerose
raccolte di musica popolare.
Il testo riportato sotto è quello completo della versione più comunemente
usata, dal quale Simon & Garfunkel hanno tratto una parte dei versi che
hanno cantato nel loro brano, intervallati a Canticle. E' la versione cantata
dal grande folk-singer inglese, e pioniere del recupero della tradizione
popolare, Martin Carthy, che probabilmente
Simon ha potuto ascoltare durante il suo soggiorno londinese a metà anni '60,
anche l'arrangiamento ha assonanze con quello usato da Carthy. E' possibile
anche che l'interesse di Simon per questa canzone derivasse da una scoperta
precedente di un suo celebre collega. Infatti anche Bob
Dylan, nel suo celebre album del 1963
The Freewheelin', aveva citato
questa canzone, riprendendone i versi per la prima ed ultima strofa di una delle
sue canzoni più belle e famose,
Girl From The Nort Country,
su una musica però del tutto diversa ed originale.
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Are you going to Scarborough Fair? |
Stai andando alla Fiera di Scarborough? |
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Have her make me a cambric shirt |
Dille di cucirmi una camicia di
lino |
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Tell her to weave it in a sycamore wood lane |
Dille di tesserlo in un sentiero
tra la foresta di sicomori |
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Have her wash it in yonder dry well |
Dille di lavarla bene
lasciandola del tutto asciutta |
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Have her find me an acre of land |
Dille di cercarmi un acro di
terra |
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Plow the land with the horn of a lamb |
Dille di arare la terra con il
corno di un agnello |
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Tell her to reap it with a sickle of leather |
Dille di mettere il raccolto in
un sacchetto di pelle |
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If she tells me she can't, I'll reply |
Se dirà di non poterlo fare, io
risponderò |
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Love imposes impossible tasks |
L'amore richiede prove
impossibili |
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Dear, when thou has finished thy task |
Cara, quando avrai finito il tuo
lavoro |
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Spiegazione del testo della canzone tradizionale |
Si tratta di una canzone che parla di un abbandono e
di un amore impossibile. Il personaggio che canta i versi chiede alla sua amata
una serie di prove impossibili, ma molto domestiche, in linea con la ispirazione
e la ambientazione popolare del testo, come presupposto perché il loro amore
possa avverarsi. Le prove quindi sono per la donna, così come addirittura è la
donna che alla fine dovrebbe chiedere la mano all'amante che le chiede le prove
d'amore.
Poiché siamo nel periodo dell'amore angelicato, dell'uomo disposto ad adorare e ad aspettare per tutta la vita la sua amata, e questa poetica influenzava anche la canzone popolare, che dalle arie nobili traeva ispirazione, è probabile che si tratti di una inversione. In altre parole la canzone parla di una serie di situazioni paradossali e impossibili proprio per significare poeticamente che l'amore è finito, è impossibile, l'abbandono è consumato, o forse c'è un impedimento esterno insuperabile, lei è promessa ad un altro, o è già sposata, quanto viene chiesto non potrà mai essere realizzato, e quindi questo è un modo poetico di congedarsi da questo amore infelice. Lasciando però una speranza, una porta aperta, con il bellissimo verso "L'amore richiede prove impossibili / ma nulla di più di quanto chiede ogni cuore": in altre parole l'amore non è razionalità, tutto è possibile, anche l'impossibile, e quindi forse da questo messaggio all'amata nascerà veramente "un vero amore" per il romantico trovatore medievale.
E infine perché l'ambientazione e il riferimento alla
fiera? Era un tempo di comunicazioni scarse, e la fiera, soprattutto se così
lunga, era uno strumento di comunicazione. Il protagonista ha incontrato un
viaggiatore che sta andando alla fiera, lui evidentemente ne è lontano, o non
può andarci di persona. La sua amata forse vive lì, forse anche lei dovrà
andare alla fiera, per il suo lavoro, per accompagnare la sua famiglia o per qualche altro motivo. E' il tema quindi
del messaggio affidato a un messaggero d'amore, un viaggiatore, un commerciante
che, forse e se la fortuna vorrà, arriverà all'amata, non essendoci telefoni,
telefonini o e-mail per raggiungerla in modo più agevole.
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Parsley, sage, rosemary and thyme: cosa significa il richiamo alle quattro erbe |
Sono altrettanti simboli delle virtù che il cantore chiede alla sua amata, sono simboli un po' come oggi potrebbero le rose rosse (passione) o il giglio bianco (purezza) e così via.
Il prezzemolo era allora più che un condimento un'erba officinale, indicata per favorire la digestione e cacciare il cattivo umore. Simboleggia quindi la possibilità di allontanare i dispiaceri e l'amarezza dalla vita.
Anche la salvia
era un'erba officinale, indicata come rinvigorente. Simboleggia quindi la forza.
Molti sono i simboli associati al rosmarino.
Simboleggia il ricordo e la capacità di non dimenticare perché, secondo
credenze risalenti alla antica Roma, era sufficiente un ramoscello sotto al
cuscino la notte per rafforzare la memoria. Simboleggia la fedeltà, perché sin
dai tempi della antica Grecia era usanza adornare con ramoscelli di rosmarino
l'acconciatura delle spose. Infine la pianta del rosmarino è forte e
resistente, sebbene cresca lentamente e all'inizio con difficoltà, e quindi
simboleggia tradizionalmente l'amore femminile.
Il timo rappresenta infine il coraggio,
probabilmente per presunte proprietà dei decotti derivati da questa pianta, ed
era usato per adornare le armi dei cavalieri dell'epoca.
Quindi diventa chiaro il significato del celebre verso e inciso: l'amarezza tra
loro deve essere scacciata dal prezzemolo, la salvia deve dare loro la forza di
sopportare la separazione, il rosmarino deve dare a lei la fedeltà di
aspettarlo, e il timo il coraggio di affrontare le prove impossibili per
arrivare o tornare da lui.
(Fonte per le notizie su Scarborough, la fiera e le erbe: Bert de Jong, 1999)
Una melodia in Re Minore, con reminescenze di modi
greci, una semplice sequenza di note LA-DO-RE / DO-LA-SI-SOL-LA è tutto quello che
serve per l'inciso "parsley, sage, rosemary and thyme" di un brano musicale che ha affascinato più generazione.
Ecco una trascrizione per piano, un brano del medioevo di autore ignoto e uno
spartito non copiato da altri siti è public domain, speriamo. Per un migliore
effetto si può aggiungere il pedale (sustain), non indicato in partitura, per
accompagnare gli arpeggi, interrompendolo alla 14° battuta. Il tempo da adottare
è 110-120 bpm.
Per principianti la esecuzione può essere ulteriormente semplificata suonando con la mano sinistra gli accordi al posto degli arpeggi. In questo secondo spartito la trascrizione con gli accordi. Le prime due battute in questo caso si possono saltare.
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© Alberto Truffi Giugno 2003 / Febbraio 2012 |
