Crosby, Stills & Nash / Suite: Judy Blue Eyes (1969)

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1) It's getting to the point where I'm no fun anymore
"I am sorry"
Sometimes it hurts so badly, I must cry out loud
"I am lonely"

Stiamo arrivando alla fase in cui non sono più divertente
"Mi dispiace"
A volte fa così male, che lo devo gridare ad alta voce
"Sono solo" (1)

I am yours, you are mine
You are what you are
You make it hard

Io sono tuo, tu sei mia
Tu sei quello che sei
Tu rendi (tutto) difficile

Remember what we've said and done and felt about each other
Oh babe, have mercy
Don't let the past remind us of what we are not now
I am not dreaming

Ricorda cosa abbiamo detto, fatto e sentito l'uno dell'altra
Oh piccola, abbi pietà
Non lasciare che il passato ci ricordi ciò che ora non siamo più
Non sto sognando

I am yours, you are mine
You are what you are
You make it hard

Io sono tuo, tu sei mia
Tu sei quello che sei
Tu rendi (tutto) difficile

Instrumental bridge

Passaggio strumentale

Tearing yourself away from me now--you are free
And I am crying
This does not mean I don't love you--I do, that's forever
Yes and for always

Ti stai allontanando da me adesso: sei libera
E questo mi fa piangere (2)
Ciò non significa che non t'amo: io (quando) amo, è per sempre Sì e per sempre

I am yours, you are mine
You are what you are
You make it hard

Io sono tuo, tu sei mia
Tu sei quello che sei
Tu rendi (tutto) difficile

I am yours, you are mine
You are what you are
You make it hard
And you make it hard
And you make it hard
And you make it hard

Io sono tuo, tu sei mia
Tu sei quello che sei
Tu rendi (tutto) difficile
E tu rendi (tutto) difficile
E tu rendi (tutto) difficile
E tu rendi (tutto) difficile

Something inside is telling me that I've got your secret
Are you still listening?
Fear is the lock and laughter the key to your heart
And I love you

Qualcosa dentro di me sta dicendo che conosco il tuo
segreto / Stai ancora ascoltando?
La paura è la serratura e la risata la chiave del tuo cuore
E io ti amo

I am yours, you are mine
You are what you are
You make it hard
And you make it hard
And you make it hard
And you make it hard

Io sono tuo, tu sei mia
Tu sei quello che sei
Tu rendi (tutto) difficile
E tu rendi (tutto) difficile
E tu rendi (tutto) difficile
E tu rendi (tutto) difficile

Instrumental bridge

Passaggio strumentale

2) Friday evening, Sunday in the afternoon
What have you got to lose?
Tuesday morning, please be gone, I'm tired of you
What have you got to lose?

Venerdì sera, domenica pomeriggio
Che cos'hai da perdere?
Martedì mattina, per favore vattene, sono stanca di te
Che cos'hai da perdere?

Can I tell it like it is? (help me, I'm suffering)
Listen to me, baby
It's my heart that's suffering, it's a-dying (help me, I'm suffering)
And that's what I have to lose

Posso dire come stanno le cose? (aiutami, sto soffrendo)
Ascoltami, piccola
È il mio cuore che sta soffrendo, sta morendo (aiutami, sto soffrendo)
Ed è questo ciò che ho da perdere

I've got an answer
I'm going to fly away
What have I got to lose?
Will you come see me Thursdays and Saturdays?
What have you got to lose?

Ho una risposta
Sto per fuggire via
Cos'ho da perdere?
Verrai a trovarmi giovedì e sabato?
Che cos'hai da perdere?

Instrumental bridge

Passaggio strumentatle

3) Chestnut brown canary
Ruby throated sparrow
Sing a song, don't be long
Thrill me to the marrow

Un canarino di colore bruno come le castagne (3)
Un passerotto dalla gola rubino
Cantami una canzone, non farti pregare (4)
E' una cosa che mi emoziona fino al midollo

Voices of the angels
Ring around the moonlight
Asking me, said she's so free
How can you catch the sparrow?

Le voci degli angeli
Un giro intorno al chiaro di luna
Chiedendomi: "Se tu stesso dici che è così libera (4)
come puoi catturare il passerotto?"

Lacy, lilting lyrics
Losing love, lamenting
Change my life, make it right
Be my lady

Testi cesellati e cadenzati
Perdere l'amore, lamentarsi
Se (devi) cambiare la mia vita, fallo bene
Resta (sempre) la mia signora

4) Do-do-do-do-do, do, do, do-do-do-do
...

Do-do-do-do-do, do, do, do-do-do-do

Que linda!
Me la traiga a Cuba
La reina de la Mar Caribe
Quiero sólo visitarla allí
Y que triste que no puedo. ¡Vaya!
O Va! O Va!

Che carina! (5)
Me la porti a Cuba
La regina del Mar dei Caraibi
Voglio solo farle visita lì
E che tristezza non posso. Wow!
O Va! O Va!

   

Note

Una canzone importante per molti motivi. Il primo è che apriva il primo album del primo nucleo del supergruppo più celebre e celebrato del rock (ancora senza Neil Young). E, come racconta Grahm Nash nella sua autobiografia, la pima traccia è fondamentale per il successo di un album, è quella alla fine della quale chi ascolta decide se sollevare la testina del gradischi, oppure di ascoltarlo fino infondo o comprarlo. Il secondo è che ha veramente una struttura di "suite", in tre parti più una coda, tutte separate da un "bridge", un passaggio strumentale, originale e mai tentata in una canzone. La terza, è che è una canzone importante per Stephen Stills, l'autore, perché è una specie di consuntivo della sua storia d'amore in prosima alla fine con la cantante e musicista Judy Collins, una delle muse della musica folk e West Coast, quella a cui Leonard Cohen aveva affidato la sua Suzanne.

La prima parte è dedicata alla fine di un legame che sembrava dovesse durare per sempre. Più precisamente al periodo che stava vivendo in cui si stanno consolidando i motivi per chiudere la storia, le due carriere che li allontanavano sempre di più in queso caso, più i problemi di alcolismo di Judy e la sua occasionale relazione con l'attore Stacy Keach conosciuto recitando a teatro. Nel successivo album del supergruppo, Deja Vu, la storia sarà già finita del tutto e Stephen Stills ne scriverà, anche in questo caso, nella canzone che apre l'album, Carry On, ma questa volta non sarà il solo del gruppo a vivere questa esperienza.

La terza parte è dedicata a uno dei motivi dell'allontanamento dei due: la psicoterapia di Judy per uscire dai suoi problemi di alcolismo, per la quale però ha scelto di rivolgersi a una sorta di setta di New York (i Sullivanian) che, tra le altre cose, tendono a scoraggiare proprio le relazioni a lungo termine. Quindi tutta le sezione tratteggia i battibecchi tra i due tra un appuntamento e l'altro dal terapista e la frustrazione di lui.

La quarta parte è tutta basata su una poetica descrizione dell'amata Judy, paragonata agli uccelli per capacità canora ma anche per la volubilità e l'impossibiità di restare legata, una descrizone poetica intrecciata con le sensazioni legate all'inevitabilità della fine della storia.

La coda infine esplode in un caos liberatorio: urla improvvisate, richiami di uccelli e frasi in spagnolo spezzettate danno il tocco finale a una canzone considerata un piccolo capolavoro.

Nella immagine sopra i tre fotografati nel 1969 sul divano diventato poi lo scenario della copertina del loro primo album, una delle più celebrate copertine di LP, pur nella sa semplicità. Da sinista Graham Nash, Stephen Stills e David Crosby. Qui sotto invece Judy Collins, involontaria protagonista della canzone, nel 1969. Dove si ha conferma che aveva veramente gi occhi blu (e che nei ritratti non si sa perché inclinava sempre il capo a destra o a sinistra). E anche che era piuttosto popolare. Più sotto un'altra foto (copyright Wallace) dove si può verificare che Judy non era solo begli occhi.

 

Note alla traduzione

(2)

Qui e nei versi seguent libera traduzione per rendere come le avrebbe scritte un italiano.

(3)

Il riferimento è ai capelli di Judy Cllins, che a volte  li portava biondi ma erano castani.

(4)

Traduzione libera

(5)

Le ultime frasi spezzate non si capisce se siano puri suoni oppure in qualche modo si riferiscano ancora a Judy. le traduciamo ugualmente.

 

© Musica & Memoria - Marzo 2021 / Traduzione Alberto Maurizio Truffi / Testo originale di Stephen Stills riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (Vedi Avvertenze) / Copia per usi commerciali non consentita.

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