Franco Battiato - L'esodo (1982)

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L'anno dopo l'album La voce del padrone, che sancisce per Franco Battiato la definitiva affermazione come cantautore anomalo ma in grado di raggiungere una grande fama e anche un ottimo riscontro di vendite, con L'Arca di Noè arriva sia una conferma del successo raggiunto, sia un una svolta verso temi, testi e arrangiamenti non così orientati a raggiungere l'interesse dell'ascoltatore al primo ascolto, a parte la canzone-guida, la notissima Voglio vederti danzare.
Tra le canzoni dell'album è aumentato nel tempo l'interesse per L'esodo per alcune interpretazioni del testo (che però non è stato scritto interamente da Battiato (1)), ma ovviamente approvato da lui) che può sembrare profetico, considerate le vicende che il mondo intero ha sperimentato a partire da 10 anni dopo la pubblicazione dell'album. Ma è proprio così?

Commento

   

Gloria in excelsis Deo
Gott mit Uns
Ein Zwei Drei

Anche per questa canzone come in altre di Battiato viene utilizzato un incipit (e poi refrain) d'effetto che riprende in modo apparentemente casuale un salmo tra i più noti della Messa (Gloria a Dio nell'alto dei cieli) il motto della Germania (Dio è con noi) e i primi tre numeri in tedesco (che più o meno tutti conoscono).

Prima che la terza Rivoluzione Industriale
provochi l'ultima grande esplosione nucleare prepariamoci per l'esodo
il grande esodo
un esodo
per noi
giovani del futuro.

Già dalla prima strofa possiamo escludere il testo del 1982 intuisse profeticamente la globalizzazione del 2000 e gli enormi fenomeni migratori non più generati solo da fame e guerre ma dal mercato globale. Più semplicemente l'esodo è innescato dalla terza rivoluzione industriale, quella iniziata nel secondo dopoguerra ed ancora in pieno sviluppo negli anni '80, che si intreccia con la sfida tra l'impero sovietico e l'impero americano e può sfociare nella guerra termonucleare globale così ben descritta, come rischio, nel film War Games del 1983, l'anno dopo (2)

L'invocazione quindi sembra legata ad un nuovo inizio (1-2-3): non una fuga quindi, ma la scelta deliberata di scegliere, da parte dei giovani che pretendono di avere un futuro, una nuova via.

Fine dell'imperialismo degli invasori russi
e del colonialismo inglese e americano
prepariamoci
per l'esodo
il grande esodo
un esodo
per noi

Non mancano elementi oggettivi che consigliano di abbandonare ogni speranza sia nel comunismo sia nel capitalismo, le grandi ideologie che si sono contrapposte nel novecento (non ancora finito). Il riferimento agli invasori russi è diretto all'invasione dell'Afghanistan iniziata dall'URSS nel 1979 (azione incauta che sarà una delle cause della caduta dell'impero sovietico) mentre per "colonialismo" si deve intendere probabilmente la fine dell'influenza occidentale nel mondo arabo, iniziata pochi anni prima (nel 1978) in Iran.

Nelle vie calde la temperatura si alzerà
moltitudine, moltitudine
non si erano mai viste
code tanto grandi, tanto lunghe
tanto grandi, tanto lunghe
 

Il riscaldamento globale nel 1982 era ancora un'ipotesi dibattuta in circoli ristretti. Possiamo pensare che l'autore del testo fosse attentissimo osservatore di quello che l'ambiente scientifico stava cominciando ad analizzare (3). Ma più probabilmente le vie calde sono quelle del vicino oriente, terra di grande spiritualità così attentamente seguita ed osservata da Battiato, e l'innalzamento è determinato dalle moltitudini in cammino.

Moltitudine, moltitudine
mamma mia che festa.

E con questo ultimo verso abbiamo la conferma che non stiamo leggendo la descrizione di una tipica situazione da film di fantascienza distopica: il mondo non è sconvolto da cataclismi climatici, né da guerre termonucleari, e neanche dalla globalizzazione che provoca bibliche migrazioni di popoli.
eLa scelta deliberata di abbandonare la follia del pensiero occidentale, che sta diventando pensiero unico (e qui l'intuizione profetica di Battiato non si discute) è caotica e impegnativa, me è comunque un momento di festa, un nuovo inizio.

Gloria in excelsis Deo
Gott mit Uns
Ein Zwei Drei

L'invocazione o l'implorazione dopo queste strofe centrali si comprende meglio.

Arriveranno da tutte le parti
dalle città ... dalle campagne
dal nord (sud) dal sud (da ponente, da levante) per l'esodo
il grande esodo
un esodo
per noi.

La strofa ripete la descrizione dell'esodo globale, che riguarda però direttamente anche noi.

Nelle vie calde la temperatura si alzerà
moltitudine, moltitudine
non si erano mai viste
code tanto grandi, tanto lunghe
tanto grandi, tanto lunghe.
Moltitudine, moltitudine
mamma mia che festa.

Ripete la quarta strofa. Da notare anche l'uso del termine "coda", le moltitudine sono quindi in coda per entrare da qualche parte. Visto che l'album ha come titolo L'arca di Noè, qualche commentatore (4) ha supposto che la coda sia per entrare nella o nelle nuove arche che portano in salvo chi è degno (o consapevole). Un po' come le Wooden Ships dei Jefferson Airplane di qualche anno prima (1969), anche loro approntate per una catastrofe nucleare annunciata. Riteniamo più probabile invece che siano code verso luoghi lontani e non contaminati dalla "terza rivoluzione industriale".

Gloria in excelsis Deo
Gott mit Uns
Ein Zwei Drei

 

 
 Note

Come tutte le composizioni di Franco Battiato in questa fase della sua produzione artistica, ogni verso ed ogni citazione è una suggestione e un rimando che può condurre in diverse direzioni. Quelle proposte sono nostre ipotesi e non pretendono quindi di essere le uniche. Ogni altra opinione e spiegazione può esserci comunicata, per discuterla e approfondirla, sulla pagina di contatto del sito.

  1. Il testo è attribuito nell'album a Tommaso Tramonte, un poeta e paroliere non professionista all'epoca, che secondo alcune fonti avrebbe spedito questo testo (e quello di Clamori) che sono piaciuti a Battiato, che li ha adottati per due brani de L'Arca di Noè. Ha continuato poi a collaborare con Battiato scrivendo il testo di La musica è stanca e di Bang Being (per Giuni Russo) e Chan-son egocentrique (per Alice). Di lui si sono poi perse le tracce. E' quasi certo però che per questo testo ci sia stato un intervento di Battiato e possiamo considerarlo in parte anche suo.
  2. Come abbiamo saputo anni dopo, siamo arrivati ad un passo dalla situazione immaginata in quello storico film di John Badham con Matthew Broderick.
  3. La prima conferenza mondiale sul clima, organizzata dalla World Meteorological Organization (WMO) dell'ONU, si era tenuta infatti a Ginevra all'inizio del 1979, senza però suscitare eco nei media né lanciare allarmi significativi, solo l'esigenza di monitorare il fenomeno con il World Climate Programme)
  4. Maurizio Macale - Centro di gravità permanente (Bastogi 1999)

© 1981 Emi Music Publishing Italia Srl / L'Ottava Srl, da "L'arca di Noè", 1982

Testi completi dei brani di Battiato reperibili sul sito ufficiale www.battiato.it. Il testo di questo brano è di Tommaso Tramonti.

 

© Commenti Alberto Maurizio Truffi Ottobre 2018 - Musica & Memoria             

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