Musica & Memoria / Gian Pieretti - Mao Mao

Gian Pieretti - Mao Mao

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C'è chi non sa la verità Mao Mao
c'è chi riesce a sopportar Mao Mao
son tutti in guerra e non si sa
che cosa mai succederà Mao Mao

Del mondo cosa ne  sarà Mao Ma
Se tu lo sai diccelo un po'

Terra del sole nascente
ma dove va tanta gente?

L'idealismo a niente servirà
se poi la gente morire dovrà
perché la terra lo stesso girerà
per sempre il sole nel cielo brillerà

La povertà non finirà Mao Mao
la guerra sempre ci sarà Mao Mao
ma poi la storia ci dirà
che tutto uguale resterà Mao Mao
ci sarà chi saprà Mao Mao
cogliere un fiore più di te Mao Mao

Terra del sole nascente
ma dove va tanta gente?

L'imperialismo non sempre servirà
se poi la gente morire dovrà
perché la terra lo stesso girerà
per sempre il sole nel cielo brillerà

La povertà non finirà Mao Mao
la guerra sempre ci sarà Mao Mao
Ma poi la storia ci dirà
che tutto uguale resterà Mao Mao
Ci sarà chi saprà
cogliere un fiore più di te Mao Mao
Ci sarà chi saprà
cogliere un fiore più di te Mao Mao

 

Note

 

Una versione italiana dell'ironica canzone scritta e composta da Gérard Guégan e Gérard Hugé e interpretata da Claude Channes per la colonna sonora del film di Jean Luc Godard del 1967 "La chinoise" (in Italia ovviamente "La cinese"). Il '68 stava per arrivare anche in Europa (il singolo è stato pubblicato il 15 dicembre 1967) ma nessuno se l'aspettava e i discografici italiani hanno dato incautamente la consegna all'autore del testo italiano Cesare Gigli, il figlio del celebre tenore Silvio, regista e anche ironico e originale autore di canzoni e programmi televisivi, di evitare ogni riferimento alla politica, alla Cina e a Mao Tze Tung. Che rimane solo, quasi incomprensibile, alla fine dei versi, ma con l'accento sulla "o" alla francese.
Una canzone che diventa quindi una quasi incomprensibile rassegna di luoghi comuni spesso incoerenti (come il verso sull'imperialismo) e che quindi con l'arrivo del '68 un paio di mesi dopo suonava completamente fuori tempo (e sarà pressoché ignorata e subito dimenticata).
Mentre invece la versione originale (leggi il testo tradotto) era molto più diretta e comprensibile, strutturata in una prima strofa dedicata all'indifferenza del mondo occidentale, una seconda strofa che riportava letteralmente alcuni dei più celebri "pensieri di Mao" e il bridge che citava espressamente l'altrettanto celebre, allora, "Libretto rosso dei pensieri di Mao".

 

© Musica & Memoria Aprile 2018 / Testo originale di Cesare Gigli trascritto e riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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