Musica & Memoria / Giorgio Gaber - La risposta al ragazzo della Via Gluck (1966)

Giorgio Gaber - La risposta al ragazzo della Via Gluck

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 Le canzoni di protesta / La linea verde

 

Testo

   

(Parlato)
Questa è la storia
di un ragazzo che abitava in una strada di periferia
e in fondo un po' assomiglia al ragazzo della Via Gluck
anche se i suoi problemi ... sono un po' diversi

Era un ragazzo un po' come tanti
che lavorava, tirava avanti
ed aspettava senza pretese
il suo stipendio a fine mese
la madre a carico, in due locali
mobili usati presi a cambiali (cambiali)
in un palazzo un po' malandato
servizi in corte, fitto bloccato

Ma quella casa ma quella casa ora non c'è più
ma quella casa ma quella casa l'han buttata giù

Morta la madre rimasto solo
pensa alle nozze e alla morosa che già prepara
il velo da sposa ed il corredo per la sua casa
per quella casa fitto bloccato
tremila al mese spese comprese
lui la guardava tutto contento
ed aspirava l'odor di cemento

Ma quella casa ma quella casa ora non c'è più
ma quella casa ma quella casa l'han buttata giù

Già tutto e pronto
le pubblicazioni il rito in chiesa e i testimoni
quand'ecco arriva un tipo astratto
con baffi e barba e avviso di sfratto
e quel palazzo un po' malandato
va demolito per farci un prato
il nostro amico la casa perde
per una legge del piano verde

Ma quella casa ma quella casa ora non c'è più
ma quella casa ma quella casa l'han buttata giù

Persa la casa fitto bloccato
la sua morosa l'ha abbandonato
l’amore è bello ma non è tutto
e per sposarsi occorre un tetto
ora quel prato è frequentato
da qualche cane e qualche coppietta (coppietta)
e lui ripensa con gran rimpianto
a quella casa che amava tanto

Ma quella casa ma quella casa ora non c'è più
ma quella casa ma quella casa l'han buttata giù

(Parlato)
E’ ora di finirla di buttare giù le case per fare i prati
Cosa ci interessano a noi i prati?
Guarda quello lì doveva sposarsi
Gli han buttato giù la casa non può più sposarsi
Roba da matti
Io non capisco perché non buttano giù i palazzoni del centro
quelli sì che disturbano, mica le case di periferia
mah, i soliti problemi
qui non si capisce più niente

   

Note

 

Una risposta un po' tirata per i capelli, diretta al grande e profetico successo di Adriano Celentano, Il ragazzo della Via Gluck, che affrontava il tema dell'ecologia e dell'ambiente quando proprio non ci pensava ancora nessuno (era il 1966). Forse un brano su commissione per il grande Giorgio Gaber ancora nella sua fase commerciale. Forse voleva esserci dell'ironia sui luoghi comuni della gente comune (nel parlato finale che fa l'eco a quello del brano di Celentano). Ma certo in Italia a memoria d'uomo non è stato mai abbattuto un palazzo per fare posto a un prato verde, e meno che mai con presunte leggi degli anni '60. Se poi il protagonista era in affitto, comunque non perdeva niente, casomai il proprietario poteva avere problemi di indennizzo non congruo. Ma chiaramente è tutto un gioco.

 

© Note Musica & Memoria 2008 / Testo originale riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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