Matia Bazar - Noi (1987)

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E' un borghese decadente
Un fantasma liberato
Non ha fascino discreto
Ma un potere illimitato
Poveri noi

Giornalisti d'altri tempi
con notizie mozzafiato,
sentimenti prorompenti
dal futuro programmato.
Chi siamo noi?

Noi, fragili e invadenti
Sempre pronti al via
Nell'ambiguità
Nell'ipocrisia
Quasi uniti ma

Bruciamo noi
Fuori e dentro al fuoco
Angeli da poco
In cattività
Noi soli e ancora noi

E' un attore laureato
Ateneo dell'universo
Come un Re, tra guardie e ladri
Presidente a tempo perso
Fuggiamo noi

Noi, attraverso i vetri
Della fantasia
Dell'irrealtà
Dentro l'ironia
Tutti all'erta ma,

Beati noi,
abili e inesperti,
noi con gli occhi aperti
nell'oscurità.

Noi naufraghi e pirati,
sogni incensurati
messi in libertà,
noi soli e ancora noi!

(Intermezzo strumentale di sax tenore e chitarra elettrica)

Noi schiavi ma distinti
vincitori e vinti
per curiosità,
noi soli e ancora noi!

 

Note

Canzone guida di Melò, quarto album negli anni '80 per i Matia Bazar nella prima formazione con Antonella Ruggiero come insuperabile front-woman. Seguiva Tango del 1983, l'album con Vacanze romane, l'efficacissimo brano che li aveva portati al successo sino ad essere senza dubbio il gruppo più popolare in Italia nel decennio, Aristocratica del 1984 l'album composto in maggior parte da Carlo Marrale, chitarrista del gruppo e Melancholia del 1985, l'album con il capolavoro electro-pop Ti sento, Melò è l'album nel quale Sergio Cossu prendeva il posto alle tastiere (e computer) di Mauro Sabbioni, uno dei creatori del sound "Matia Bazar" e principale autore in Tango. Un periodo veramente fecondo per il gruppo, all'epoca confuso nel pop e nella musica leggera da molti appassionati di rock e critici, ma da qualche anno riscoperto come uno dei pochi di livello internazionale, come creatività, testi originali, grande efficacia e professionalità dal vivo, non soltanto di Antonella Ruggiero (nelle foto con il look anno 1987).

Il testo

Come molte altre canzoni dei Matia Bazar degli anni '80 parla del tempo presente e dei suoi stravolgimenti. Il testo è di Aldo Stellita, basso elettrico e cardine della potente sezione ritmica del gruppo (la ritmica e il groove incalzantr sono stati il tratto distintivo del gruppo) assieme all'eccellente batterista Giancarlo Golzi, entrambi spesso autori dei testi. Parla del contrasto tra 3 tipologie sociali dell'establishment peima, seconda e quinta strofa), superati ma ancora potenti, e il nuovo, i protagonisti della nuovo decennio, di cui si fanno portabandiera, "noi" appunto. Un testo tutto giocato su metafore trasparenti ma non troppo, lontane dalla politica. Ma che trasmette in pieno la voglia di riapproparsi di tutto dei giovani del nuovo decennio, siano yuppies o innovatori nella musica, protagonisti della nuova estetica post-moderna. Una canzone che in definitiva esalta i tanto criticati (ma ora rimpianti) anni '80.

 

Musica & Memoria Ottobre 2020 / Testo originale di Aldo Stellita riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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