Musica & Memoria / Sergio Endrigo - La ballata dell'ex

Sergio Endrigo - La ballata dell'ex

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Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
La notte solo il vento gli faceva compagnia
Laggiù nella vallata è già pronta l'imboscata
Nell'alba senza sole eccoci qua
Qualcuno il conto oggi pagherà

Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
Il mondo è un mondo cane ma stavolta cambierà
Tra poco finiranno i giorni neri di paura
Un mondo tutto nuovo sorgerà
Per tutti l'uguaglianza e la libertà

In soli cinque anni questa guerra è già finita
È libera l'Italia l'oppressore non c'è più
Si canta per i campi dove il grano ride al sole
La gente è ritornata giù in città
Ci son nell'aria grandi novità

E scese dai suoi monti per i boschi fino al piano
Passava tra la gente che applaudiva gli alleati
Andava a consegnare mitra barba e bombe a mano
Ormai l'artiglieria non serve più
Un mondo tutto nuovo sorgerà
Per tutti l'uguaglianza e la libertà

E torna al suo paese che è rimasto sempre quello
Con qualche casa in meno ed un campanile in più
C'è il vecchio maresciallo che lo vuole interrogare
Così per niente per formalità
Mi chiamano Danilo e sono qua

E vogliono sapere perché come quando e dove (1)
Soltanto per vedere se ha diritto alla pensione
Gli chiedono per caso come è andata quella sera
Che son partiti il conte e il podestà
E chi li ha fatto fuori non si sa
E chi li ha fatto fuori non si sa

Se il tempo è galantuomo io son figlio di nessuno
Vent'anni son passati e il nemico è sempre là
Ma i tuoi compagni ormai non ci son più
Son tutti al ministero o all'aldilà (2)
Ci fosse un cane a ricordare che ...

Andavi per i boschi con due mitra e tre bombe a mano...

 

Note

 

Un brano degli anni '60 dalla tematica veramente originale: la guerra partigiana, ma con un taglio ironico e non celebrativo, che sottolinea la distanza tra i sogni e la realtà degli anni '50, con la ritrovata continuità, in molti aspetti, all'Italia di prima della guerra, e degli anni '60, con l'arrivo al governo e al potere (2), nel primo centro-sinistra, di alcuni di quei compagni (si riferisce al partito socialista) degli anni della guerra.

Interessante infine il riferimento (1) ai regolamenti di conti verificatisi nei giorni della liberazione, e anche in quelli immediatamente successivi, oggetto di inchieste giornalistiche pubblicizzate con grande clamore in particolare dal giornalista Giampaolo Pansa ("Il sangue dei vinti", "La grande bugia") e tendenti a una sorta di pareggio delle colpe tra le due parti, con assoluzioni (o condanne) equamente distribuite.

Come si vede non era affatto un argomento tabù, né per la destra, che da sempre opponeva, ad esempio, l'uccisione dei sette fratelli Govoni a quella dei sette fratelli Cervi, né per la sinistra, che ne parlava in canzoni come queste o in notissimi romanzi come La ragazza di Bube di Carlo Cassola, da cui è stato tratto nel 1963 il film di successo con lo stesso titolo, regista Luigi Comencini e interprete principale Claudia Cardinale. Bube era appunto il nome di battaglia di un partigiano toscano accusato e condannato per l'uccisione di fascisti a guerra finita, e infine catturato dopo essere fuggito all'estero e incarcerato per lunghi anni.

Nessun tabù e nessuna verità nascosta da rivelare quindi, ma soltanto un tentativo di rivendere come nuove informazioni vecchie a lettori smemorati e desiderosi di trovare argomenti per liquidare la "memoria della resistenza" (titolo peraltro del miglior libro sulla guerra partigiana, scritto da Mario Spinella). Sarebbe utile semmai riflettere sui limiti del perdono, della giustizia e della vendetta, nel contesto a noi ormai estraneo e sconosciuto di una guerra spietata, dopo aver fissato in modo condiviso le rispettive responsabilità, ormai consegnate alla storia.

Almeno, questo pensiamo noi, se avete idee diverse e commenti: scriveteci.

 

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Musica & Memoria Ottobre 2006 / Testo originale di Sergio Endrigo riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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