Scegliere un impianto Hi-Fi

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Per ascoltare bene la musica, oggetto e obiettivo del nostro sito, occorre un buon impianto alta fedeltà, o hi-fi. Ma dove cercarlo, sceglierlo e comprarlo?
Su Internet esistono diversi canali che vendono hi-fi nuovo o usato (eBay) ma è necessario essere esperti, e non è possibile farsi un'idea del prodotto, ovvero ascoltare prima dell'acquisto le varie alternative.
I dintorni delle grandi città pullulano di centri commerciali specializzati in elettronica, Media World, Euronics, Trony, Expert ... Ma non vendono vera alta fedeltà, anche se presentano come tale una piccola selezione di marche commerciali, senza possibilità di ascolto o quasi. E i cosiddetti "coordinati hi-fi" che però, non sono hi-fi.

Per saperne di più:

FAQ Stereofonia / FAQ Musica liquida / La sessione d'ascolto / Musica e tecnologia / La tecnica / Gli standard / Il multicanale / Il vinile / Il Blog / L'Hi-Fi su eBay

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I negozi specializzati

 

Cyrus 8xNon c'è alternativa, bisogna proprio andare in un negozio specializzato. Al tempo dell'esplosione dell'alta fedeltà, quando era di moda, ce ne era uno ad ogni angolo o quasi in ogni città d'Italia, a partire dai famosi negozi apripista come il mitico Filc-Radio di Piazza Dante a Roma.
La moda è passata, la crisi è arrivata e, ancora prima, altri giocattoli tecnologici hanno soppiantato l'hi-fi (dai videogiochi, a tutto quello che ruota attorno alla TV, ai PC) e di negozi specializzati ne sono rimasti ben pochi. Bisogna cercarli. Ma ci sono e quindi apparentemente il problema non si pone, al massimo sarà necessario fare qualche chilometro.

Non è proprio così, in realtà, perché riuscire a comprare qualcosa in un negozio specializzato hi-fi richiede di seguire regole ben diverse da quelle di qualsiasi altro negozio, e lo scopo di questa breve guida è proprio di illustrare queste regole.
Le regole da seguire e i parametri da tenere in considerazione sono molteplici, e dovrò per forza introdurre parecchie semplificazioni che faranno sicuramente inorridire eventuali appassionati di alta fedeltà che capitassero su queste pagine, ma ho deciso di correre il rischio (gli appassionati di alta fedeltà non perdonano i sacrileghi) perché mi dispiace troppo sapere che c'è in giro tanta buona musica ascoltata così male.

 

1. Farsi riconoscere

 
ProAc Studio 130

Entrando in uno di questi negozi si è subito presi da una insolita sensazione, quella di essere diventati improvvisamente trasparenti. Come l'uomo invisibile potrete entrare in ampie o meno ampie sale piene di costosi componenti alta fedeltà, dove alcune persone parlano tra di loro, senza dare alcun cenno di essersi accorti di voi. Indipendentemente dal vostro aspetto fisico o vestiario elegante ed appropriato, sarete totalmente ignorati.
Cercherete di individuare un commesso tra le persone che parlottano, ma anche in questo troverete estrema difficoltà, tutte le persone che parlano sembrano dare lezione alle altre.

Scoprirete poi che i negozi di hi-fi, quelli specializzati, sono frequentati soprattutto dai clienti hi-fi, persone mediamente facoltose che investono il loro tempo e i loro soldi, invece che in viaggi, vestiti, moto o macchine come tutti gli altri esseri umani di sesso maschile, in componenti hi-fi. Quindi il loro divertimento consiste nell'essere insoddisfatti di quello che hanno comprato e di cercare di permutarlo con qualcos'altro, naturalmente dopo interminabili sedute d'ascolto organizzate dal negoziante. Scoprirete anche che non bisogna assolutamente parlare di alta fedeltà o di hi-fi, sono termini ormai abusati e non va bene neanche il successivo termine hi-end, e meno che mai l'aggettivo "esoterica" (ah! l'hi-fi esoterica ...).

E' ovvio che questi particolari clienti sono una importante fonte di sostentamento per i negozi specializzati e quindi da questo discende lo strano approccio, opposto a quello che pensereste voi, per un settore in crisi (tappeto rosso e solleciti commessi che vi attorniano).
Bisogna anche considerare che, dopo il cliente di cui sopra, il secondo tipo diffusissimo e' il cliente perdigiorno, privo assolutamente di mezzi per comprare anche il componente più economico in negozio, ma che vuole comunque organizzare una complessa sezione di ascolto che impegna magari alcune ore di lavoro ai commessi. Nessuna sorpresa che ci sia una qualche forma di difesa, di filtro.
Insomma bisogna seguire una strategia, che passiamo ad illustrare senza altri preamboli e spaccati della storia dell'hi-fi in Italia.

 

2. La strategia

 

Per prima cosa occorre definire l'obiettivo e comunicarlo in modo efficace. In modo da apparire ai commessi un cliente con mezzi, e in grado di concludere l'acquisto. Ma senza scoprirsi troppo.

Partiamo con l'esempio più semplice: l'impianto completo. Dimenticate e abbandonate i componenti che già avete ((tanto difficilmente avranno un valore come permuta) e puntate direttamente ad un rinnovamento completo, magari per gradi.

Rotel RA 1062La comunicazione deve iniziare dalla musica. Una volta individuato il commesso e scelta la modalità per attirare la sua attenzione (aggressiva "a chi posso chiedere?", paziente "presenza muta ma incombente" o una via di mezzo) l'esordio sarà "sono un grande appassionato di musica, ho parecchi CD di (dichiarate il vostro genere preferito) ascolto con un coordinato (o con un impianto obsoleto) sto cambiando casa (anche se non è vero) e finalmente voglio passare ad un impianto veramente musicale".
"Quanto può spendere?" potrebbe chiedere il commesso "così, solo per orientarmi" e voi vi guarderete bene dal dichiarare subito il vostro budget che apparirà, qualunque esso sia, del tutto insufficiente al commesso, e che comunque lui mentalmente raddoppierà.
Rotel RDC 1072"Sono consapevole che la qualità si paga" risponderete voi, ma "essendo il primo impianto vero vorrei iniziare per gradi".

A questo punto vi sorbirete la lezione di alta fedeltà del commesso, ci sono diverse scuole, e quindi potrà dirvi che il componente più importante è il lettore CD, oppure le casse, che i cavi non sono importanti, oppure che sono fondamentali. L'importante è che lui cominci la sua lezione, che voi ascolterete pazienti (capendone la metà o un quarto). Se non inizia e fa altre domande evasive o vi rinvia ad un altro giorno (oggi c'è troppa gente e simili) vuol dire che non vi ha qualificato come cliente credibile, ma come perdigiorno. In questo caso cambiate negozio.

Alla fine della lezione vi consiglierà di cominciare con un componente hi-fi, probabilmente ancora dal lettore CD, voi direte che invece vorreste iniziare dall'amplificatore (vedi dopo il perché) e lui alla fine si convincerà che è inutile insistere (per via della vostra fermezza nel proposito) e ve ne presenterà qualcuno di quelli che ha in negozio.

Primare I21Questo è un limite dei negozi, le marche di alta fedeltà sono decine o centinaia, ma ben poche di esse, per ragioni di forza maggiore, sono nei negozi. Comprare in un negozio vuol dire limitarsi alle marche scelte dal negoziante con suoi criteri (legati alla qualità o agli sconti praticati dal distributore). Guardatevi in ogni caso dal citare al commesso (o proprietario che sia) qualche altra marca o modello dei quali aveste letto o sentito parlare e che lì non ci sono. Invariabilmente ne parlerà con sufficienza e, se di prezzo economico, dirà che sono fabbricati in Cina. E' il prezzo da pagare per un acquisto in negozio in tempi non biblici. Non è così importante, in prima approssimazione e per il primo impianto, per fortuna, i prodotti che si trovano nei negozi sono ormai a un livello standardizzato di qualità. Esercitando le necessarie cautele, che riprenderemo dopo, è ben difficile, se non impossibile, l'incauto acquisto.

 

4. Parla il commesso

 

Il commesso comincerà con il proporvi qualche modello mediamente costoso, anche per saggiare nuovamente il vostro budget, ad esempio modelli da 1500 Euro o più. Voi non farete una piega, al massimo direte, "ma si sente la qualità per questo prezzo?" e lui ovviamente dovrà organizzare a questo punto una sessione d'ascolto.

Musical Fidelity XT100Sull'ascolto, che è il secondo obiettivo, esistono due scuole di pensiero, la tradizionale, mediante confronto su più alternative, oppure il più recente ascolto mirato di una sola combinazione. Voi punterete sul primo, che è l'unico adattabile ad un primo impianto.

Selezionerete quindi assieme al commesso 3-4 possibili amplificatori per la prova di ascolto e suggerirete anche di aggiungere alla rosa un "modello di prezzo inferiore" per saggiare le eventuali differenze. Il commesso dovrà poi decidere il resto dell'impianto, e qui, se è professionale, dovrà chiedervi che stanza avete, che genere di musica sentite in prevalenza, e dovrà orientarsi su lettore e casse della stessa fascia.
Dopodiché prenderete appuntamento per il successivo ascolto con i vostri dischi preferiti. Sì perché l'acquisto di un impianto hi-fi richiede tempo e pazienza e bisogna metterlo in conto da subito.

 

5. La sessione ascolto

 
Mission M66i

Se ci arrivate cominciate a vedere finalmente gli aspetti positivi dei negozi specializzati, in una saletta troverete i vostri amplificatori candidati con un buon impianto e potrete ascoltarli con i vostri CD, che avrete portato con voi, assistiti dal commesso.
Prima di arrivare è consigliabile che abbiate ascoltato di nuovo i dischi e individuato i pezzi più significativi. Evitate ovviamente CD non originali ricavati da MP3 e simili, per il genere invece non ci sono particolari restrizioni. Una volta ci si limitava alle musiche che mettevano in crisi l'impianto (sinfonica, organo, grande coro) ma ora ci sono meno vincoli. Probabilmente sarà il commesso a proporre qualcosa di più impegnativo. Magari però evitate il pop più sintetico che proprio suona quasi uguale su ogni impianto (è progettato apposta).
Il commesso vi farà apprezzare particolari che magari vi sfuggono, come la ricostruzione spaziale. Ma voi dovrete concentrarvi sul piacere d'ascolto, l'ampli che vi pare far suonare il CD nel modo più vicino a come vi aspettate.

Alla fine ne avrete selezionato un paio, sui quali farete ascolti più prolungati, e che confrontare con l'amplificatore budget. Qualunque sia la effettiva differenza (è probabile che non la noterete molto) direte che non la sentite. Sarà compito del commesso sforzarsi per trovarla e convincervi.
La tecnica per la sessione di ascolto non può essere liquidata in poche righe, richiede una sezione a parte che si può leggere qui.
Se il commesso è invece un convinto assertore della seconda scuola, vi forzerà ad ascoltare un impianto completo assemblato da lui. In questo caso la scelta del budget diventa più stringente, sarà più difficile differirla. Quindi, dobbiamo parlarne.

Un impianto al limite inferiore, ma comunque veramente hi-fi, e in grado di dare buone soddisfazioni, costa come uno schermo al plasma o LCD di alto livello (1500 € ai prezzi della data di questo articolo). Un impianto buono e in grado di dare ottime soddisfazioni per anni costa come uno scooter (3000 - 4000 €). Usiamo come confronto tipici acquisti che una famiglia fa, magari non a cuor leggero, ma comunque senza considerarli una follia, per consentire un confronto equo sui costi dell'alta fedeltà. Se per voi la musica è importante e il vostro apparato uditivo è un bene prezioso da non bombardare con suoni distorti, il sacrificio economico dovrebbe essere senz'altro accettabile, anche considerando che, a differenza dei beni di consumo citati, può essere acquistato per gradi, e che dura per anni.

 

La soluzione all-in-1

 

Se arrivate quindi a disporre di queste cifre (magari con qualche finanziamento) l'approccio tutto-in-una-volta è senz'altro il più comodo. La scelta a questo punto sarà pressoché completamente nelle mani del negoziante, e quindi le avvertenze e le cautele dovranno essere maggiori:

 

prezzo:

se assemblato in negozio non sarà facilmente al livello minimo, riservato a offerte dei distributori (vengono ripetute ciclicamente, e possono essere interessanti);

marche:

solo marchi noti di produttori esistenti da tempo (controllate su Internet e sulle riviste), no marche sconosciute presenti solo in quel negozio

confronto:

valutare se possibile le soluzioni complete preparate da due negozi

tempo:

organizzare l'ascolto di almeno due sessioni a distanza di tempo, non avere fretta di concludere

 

Seguendo queste avvertenze e le altre che possono venire in mente, dettate solo dal buon senso, e a patto di avere buone difese rispetto al virus "incontentabile" e agli amici che pongono dubbi, si avrà il non trascurabile vantaggio di avere in poco tempo un impianto funzionante, assemblato in tutte le sue parti dal negoziante, e spesso anche installato e posizionato da lui.

 

La soluzione "andare per gradi"

 

Audio Analogue Paganini 24/192Vediamo ora un diverso e preferibile approccio rispetto a quello tutto-in-uno, ma che garantisce comunque di ascoltare la musica in qualche modo durante il percorso di avvicinamento all'obiettivo finale.

L'impianto hi-fi minimo è composto, come si diceva, da lettore CD, amplificatore e casse. L'elemento da cui cominciare è l'amplificatore. Questo è infatti il componente non presente nella totalità o quasi delle abitazioni dei potenziali lettori di queste note. Ci potrà essere un amplificatore residuato da remote "catene hi-fi" degli anni '70 o '80. Oppure il componente centrale di un "coordinato Hi Fi" dei decenni successivi. Nel primo caso è ormai obsoleto, nel secondo non è mai stato hi-fi, quindi: cambiare.

Il lettore CD invece normalmente in una casa c'è, infatti qualsiasi lettore DVD è anche lettore CD. Basta collegarlo all'amplificatore appena comprato e collegarlo con un buon cavo (NON quello fornito in dotazione) e si otterrà un discreto risultato. Certo, non ottimale, un lettore CD farà la differenza, ma potrà essere acquistato dopo qualche mese. Naturalmente il lettore DVD dovrà essere abbastanza recente, di 2-3 anni, e non ignoto oggetto da supermercato da 30-40 €. Anzi potrebbe essere questa l'occasione per cambiarlo, magari con la scusa di leggere anche i formati compressi DiVX o il Blu-Ray, e comprare magari un ottimo DVD-BD di qualità, come gli scandinavi Oppo, a prezzi ormai inferiori a quelli di un buon telefonino. Con un componente così, e un buon cavo, si può anche pensare di unificare lettore CD e lettore DVD, avendo di solito anche la possibilità di utilizzare supporti in alta definizione (SACD, DVD-Audio, HDAD) o collegando direttamente sulla porta USB memorie PC con musica scaricata (legalmente) da Internet.

 

Le casse di backup

 

E le casse? Anche queste di solito ci sono in casa, potrebbero essere quelle dell'impianto storico, o quelle del coordinato Hi-fi. Le prime potrebbero essere il componente meno invecchiato dell'impianto. Bisogna controllare se le sospensioni (l'anello in gomma attorno al woofer) sono integre (se non lo sono, lasciate perdere, la riconatura costa di più di due casse hi-fi entry level), potrebbero ancora fare il loro lavoro in modo discreto, sempre per dilazionare di qualche mese l'acquisto di quelle definitive, se ben posizionate. Le mini casse dei coordinati invece difficilmente potranno garantire un suono decente.

Una soluzione alternativa è quella di partire con mini-casse hi-fi di qualità di recente produzione. Prodotte dalla Wharfedale (il modello Diamond in successive versioni) dalla Kef o da altre case specializzate, con prezzi che partono da 200-250 € la coppia, consentono, se ben posizionate in una stanza non troppo grande, di apprezzare già un suono alta fedeltà, e di attendere 6 mesi, 1 anno o quanto volete, per un paio di casse più impegnative. Le casse economiche iniziali potranno poi essere utilizzate in un impianto secondario, in un'altra stanza, come casse posteriori in un impianto multicanale o in una seconda casa.

B&W CM7 - Il classico diffusore tower

La scelta per gradi consente anche di puntare più in alto e di arrivare, alla fine, ad un impianto di maggiore qualità.

 

I criteri per la scelta dell'ampli

 

Vi potrete quindi concentrare sulla scelta del solo amplificatore. Un acquisto per il quale, oltre a quelle già fornite, valgono comunque parecchie avvertenze:

1

orientatevi solo su modelli a stato solido, evitate i modelli a valvole, sono sicuramente validi, ma quelli di livello economico costano di più a parità di prestazioni;

2

i modelli prodotti in Italia costano mediamente meno a parità di prestazioni

3

per le funzionalità tenete conto delle vostre esigenze, il numero di ingressi può essere significativo solo se avete altri apparati da collegare

4

sarà invece comodo in seguito avere uscita pre e ingresso finale separati, a parità di prezzo e prestazioni può essere un elemento di preferenza

5

l'uscita per due coppie di casse è invece normalmente inutile per un impianto base

6

il telecomando sarà spesso disponibile, spesso incluso e a volte opzionale, serve solo per il controllo di volume senza spostarsi dalla poltrona; ognuno potrà valutare se ne vale la pena

7

i controlli di tono e loudness, che potrebbero anche essere utili in qualche caso, ma dei quali si può fare tranquillamente a meno, sono presenti solo sui modelli giapponesi o nominalmente occidentali ma prodotti in Oriente (NAD, Marantz, Harman-Kardon); quelli prodotti in Europa (nei negozi troverete quasi solo modelli italiani o inglesi, a volte danesi, ma questi ultimi partono solitamente da un gradino più su come fascia) sono invece quasi sempre privi di controlli di tono;

8

i modelli orientali sono tuttora negletti e considerati di qualità inferiore, sono persino difficili da trovare nei negozi (marche, oltre a quelle citate, Rotel, Onkyo, Denon); non sempre è vero che siano scadenti o inferiori, se vi capitano ascoltateli a mente libera;

9

la potenza non è mai un problema, se avete una stanza normale (20-25 mq) e se raggiunge almeno i 40-50 W (è la norma).

10

anche l'accoppiamento con le casse, di cui potrebbero parlarvi in negozio, non è più un problema con i moderni ampli a stato solido e con le casse dinamiche di classe media che potrete aggiungere in seguito; i componenti di questa classe di prezzo proposti dalle case più note sono ormai a un livello "senza sorprese" e con tecnologia abbastanza standardizzata.

11

a parità di altre caratteristiche considerate anche l'estetica, in fondo è un oggetto che vi dovrà accompagnare a lungo e vi dovrà ben predisporre all'ascolto della musica

12

a parità di prezzo o quasi preferite il modello più potente, considerando sempre di non scendere sotto i 40 W e che salire oltre i 100 W vuol dire uscire dalla fascia "primo impianto di qualità"

Come fare a trasferire questi vincoli al commesso? Non è facile, è convinto di saperne mille volte più di voi (e di qualsiasi altro cliente), e dovrete andare per gradi per non urtare la sua suscettibilità (non è un commesso normale, come già detto). Una strategia può essere quella di esprimere questi vincoli come dubbi e preferenze, ma rimanendo fermi anche nel caso di sue insistenze. Probabilmente considererà tempo sprecato insistere su modelli che il cliente ha scartato in partenza, per motivi ignoti e che lui comunque non condivide.

 

La scelta dell'amplificatore

 
Primare I30

Fatto questo screening iniziale rimarranno probabilmente non più di due o tre modelli. Su questi per l'ascolto non fate caso a estensione della risposta (bassi e acuti) ma alla ricostruzione spaziale, ad esempio all'altezza apparente del cantante o della cantante (è su questo che più probabilmente si distinguono i modelli)

E il costo? E' sempre opportuno confrontare il costo dei componenti proposti per verificare se è equo; per fare questo è sufficiente controllarlo sulle guide (o nelle ultime pagine di Audio Review) e confrontarlo con gli altri amplificatori della stessa classe; un componente di costo molto più alto (fuori scala) non è giustificabile con un primo impianto, ma si tratta probabilmente di una "fissa" del negoziante, magari anche per proprie esigenze commerciali.
Mi guardo bene dal segnalare modelli e prezzi in ordine di preferenza, solo qualche immagine di componenti applicabili ad un primo impianto a livello di suggestioni" per concretizzare il discorso. Voglio comunque tranquillizzare gli eventuali lettori: sbagliare seguendo le avvertenze elencate sopra è quasi impossibile. Si potrà forse scoprire in seguito che esisteva una soluzione migliore, ma non sarà mai tale da stravolgere in modo significativo il suono dell'impianto.

T+A Power PlantSarete arrivati quindi con 2, forse 3 amplificatori, e forse con il modello budget come confronto, con numerosi ascolti alle spalle e con sensazioni che si confondono nella memoria. E' possibile che un modello vi appaia come quello che suona senz'altro meglio, in questo caso dovrete soltanto confermare l'impressione con altre sessioni di ascolto, ma solo di quello, senza confronti.
E' possibile invece che non emerga una preferenza, che vi appaiano tutti più o meno uguali. Ma anche, soddisfacenti, con un buon suono, un suono giusto che vorreste replicare anche a casa vostra.
A questo punto potete semplicemente scegliere in base all'estetica e all'immagine, come fareste per qualsiasi altro oggetto impegnativo che vi mettete in casa. Non è una eresia, anche se vi consiglio di non dirlo al commesso.

In sintesi, con un investimento ridotto e questi semplici accorgimenti, avrete in casa un buon amplificatore, collegato al DVD e a un paio di casse "temporanee" e potrete iniziare ad ascoltare la vostra musica con un percepibile salto di qualità e un investimento accettabile.

 

Ma il prezzo sarà equo? Parliamo proprio del prezzo del componente scelto nel negozio. Sarà il più basso o da qualche altra parte si troverà a meno? Come in tutti i settori dell'elettronica ci possono essere variazioni da negozio a negozio o su vari canali di vendita, sconti, ricarichi difformi. Trattandosi di componenti a non grande diffusione qui è meno marcato. L'attenzione comunque è doverosa come sempre, e un prezzo superiore in misura non esagerata è coerente con il servizio che il negozio ci da' (anche se non è detto, magari invece ci propone addirittura sconti). Una usanza particolare di questo settore sono i componenti "demo", cioè già usati in negozio per gli ascolti o in occasione di fiere e mostre. Per i lettori CD è da valutare con attenzione, ma per amplificatori e casse si può approfittare, controllando attentamente lo stato e verificando i tempi di garanzia residua.

 

Le casse

 
Mission M66i

Le "casse", o meglio i diffusori o "sistemi di altoparlanti" saranno il secondo passo, se il lettore CD di fortuna (DVD) sarà appena adeguato. Un paio di casse ben scelte consentono effettivamente di entrare definitivamente nel mondo dell'alta fedeltà.
Si tratta tuttora del componente più caratterizzante, con maggiori differenze percepibili all'ascolto ma anche per la tecnica e l'impatto sulla organizzazione della stanza dove andranno sistemate.

Per una scelta non si può assolutamente prescindere dai generi di musica che si ascoltano o si vorranno ascoltare, e per una analisi di questo aspetto bisogna andare alla pagina sulla sezione di ascolto.
Ma, se la musica che volete ascoltare è quella di M&M, con qualche incursione nella classica, la scelta può anche essere relativamente semplice, quasi tutta la musica si può ascoltare bene con casse da pavimento a 2 vie reflex, i modelli "tower" ormai più diffusi, e che partono da prezzi anche relativamente bassi se di produzione italiana o di marchi inglesi di grande diffusione.

Il modello è ormai standardizzato su un parallelepipedo di altezza 100-120 cm, a due vie con tweeter a cupola, e woofer da 16-18cm caricato in bass reflex (come la Mission M66i della immagine a lato o le Totem Arro sotto). In truciolare rifinito come i mobili moderni di serie (quindi con laminato in finto legno) hanno una forma elegante e slanciata e vanno d'accordo con tutti gli arredamenti, essendo le finiture di solito a scelta scure o chiare.

Totem Arro

Le differenze tecnologiche possono essere nel tweeter, a cupola metallica o morbida, e nel posizionamento del condotto reflex, frontale o posteriore o verso il basso. In alcuni casi, nei modelli superiori, il basso può essere realizzato con due woofer accoppiati (di solito in questo caso sono chiamate "a 2 vie e mezza", è una soluzione che sta prendendo piede). Non sono questi gli elementi che influenzano il risultato finale, quanto piuttosto la qualità dei componenti e del sistema di filtraggio interno (crossover) e quindi evitate di farvene influenzare.

L'unica differenza in termini di versatilità potrebbe essere rappresentata dalla morsettiera, più o meno dimensionata per cavi di grossa sezione, ed eventualmente sdoppiata. Lo sdoppiamento per il bi-wiring non serve e anche le morsettiere più semplici garantiscono il risultato.
Per funzionare bene queste casse devono soltanto essere collegate ad un buon amplificatore con un buon cavo (mettete a budget per il cavo almeno il 5-10% del prezzo delle casse, se possibile di più) e posizionate a 1 metro, min. 60 cm dalle pareti di fondo e laterali. E, possibilmente, niente in mezzo, tra le casse e il punto d'ascolto.

Al negoziante sarà sufficiente richiedere un diffusore "a torre" in quanto ottimale per la stanza di ascolto, citando come esempio un modello a grande diffusione, come il due vie tower della serie standard del principale costruttore, vale a dire la serie 600 della inglese B&W (Bowers & Wilkins). Alla data di questa pagina il modello è il 684, ma potrebbe variare in futuro.

Nel negozio potrebbero avere proprio questo modello ma proporvene altri in quanto, a loro parere, superiori, oppure non averlo affatto, ma in ogni caso avrete individuato il target e si potrà procedere con la sessione di ascolto. I modelli di questo tipo delle case più note sono tutti di buona qualità, anche se certo non tutti uguali e, ancora una volta, la scelta potrebbe essere alla fine non la migliore in assoluto, ma comunque garantirà un ascolto soddisfacente.

Per quanto riguarda la scelta tra i modelli proposti facciamo riferimento a quanto già detto nella pagina sulla sessione di ascolto e sopra sulla scelta dell'amplificatore. Nel caso di dubbio scegliere le casse più belle esteticamente e con la immagine più attraente. L'unico problema all'ascolto potrebbero averlo gli appassionati di heavy metal, dance, hip-hop o black recente.

 

E il-lettore CD?

 
Rotel RCD 1520

Se non vi siete fatti sedurre dalla scelta semplificata che proponevo prima (e che aumenterà i miei nemici tra i veri appassionati di Hi-Fi, che aborrono questo approccio), vale a dire il lettore multiformato, rimane la scelta del lettore CD specializzato.

E' un componente difficile da scegliere in base agli ascolti, le differenze ci sono ma si apprezzano col tempo (ad esempio rimettendo nell'impianto il modello precedente). Più difficili da individuare con ascolti a confronto. Il progresso tecnologico nei convertitori digitale analogico (il componente più critico) proseguono e quindi aspettare può essere un vantaggio. Anche se non si dovrebbe, in questo caso potrebbe essere anche ascoltato il semplice parere del commesso, da confermare con un attento (e ripetuto) ascolto a confronto con il componente che usate in casa.

 

Vinile, MP3, iPod, alta definizione, musica liquida?

 

Ci siamo scordati qualcosa? Abbiamo pensato solo al formato CD, ma non è ormai superato? No, abbiamo pensato al patrimonio musicale dell'ascoltatore tipo, e al formato per il quale sono tuttora disponibili, in formato non compresso anche se in media definizione, tutti i titoli pubblicati dagli anni '80 ad oggi e la quasi totalità di quelli pubblicati in precedenza. L'alta definizione in musica per ora è ancora marginale in quanto non supportata dalle majors della musica, nonostante dieci anni di maldestri tentativi da parte dei produttori (leggi qui) e la bassa definizione (alias formato compresso) è in antitesi con l'alta fedeltà. Qualcosa si muove nel settore del download digitale (leggi qui) e dello streaming (leggi qui) ma quando si affermerà, ci sarà tempo e modi di adeguarsi, cambiando lettore o aggiungendo componenti che, per loro natura, non saranno mai ad alto costo. E per la musica liquida i negozi si stanno attrezzando, le possibili combinazioni, come stiamo documentando nel nostro blog, sono ancora molte, e a volte divergenti. (2009).
Questo scrivevamo nel 2009 quando abbiamo inserito questa pagina, la situazione nel frattempo è in parte mutata con l'arrivo dei servizi streaming in media risoluzione e con una lenta ma costante affermazione dell'alta definizione, pur se con le majors sempre alla finestra, e soprattutto per la musica classica. Tutto ciò però ha importanza solo per la sorgente, che potrà essere in alternativa un music server o addirittura un computer. Noi però siamo ancora analogici e lo è il nostro prezioso udito e quindi per tutto il resto della catena hi-fi, dal decoder digitale-analogico in poi, nulla cambia.

E agli appassionati o curiosi del vinile abbiamo già dedicato una sezione tutta per loro.

 

E i negozi specializzati esistono ancora?

 

Il mercato si riduce per vari fattori, il primo dei quali è la competizione della musica con altri generi di intrattenimento, e quindi fatalmente si riduce il numero di negozi, chi non abita in una grande città (o nelle vicinanze di un centro specializzato) dovrà fare qualche ricerca per trovarli. Ma per ora resistono ancora, spesso in sinergia con gli strumenti musicali, che invece per fortuna non stanno conoscendo crisi.

 

Note

Avete invece trovato negozianti simpatici e disponibili anche verso i neofiti a basso budget? O ancora più "respingenti"? Scriveteci.

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© Alberto Truffi - Musica & Memoria Settembre 2009 / Revisione: Ottobre 2011 (Gennaio 2014 (Note)

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