Musica & Memoria / Elenco delle radio libere attive in Italia nel 1976
 Radio libere attive in Italia nel 1976 (e la legge)

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La lista che segue comprende nome, indirizzo e telefono (ovviamente questi ultimi sono riportati solo a titolo di curiosità, visto il tempo passato) della maggior parte delle radio libere, o private, in funzione in Italia nel febbraio 1976. Non è una panoramica completa perché all'epoca le radio nascevano a ritmo molto rapido (per esempio a Roma, alla fine di marzo del mese successivo le radio private erano già salite a 20, dalle 9 censite). La lista era stata rilevata dalla rivista Suono Stereo, a cura di E. Fleicshner, e pubblicata sul n. 47 del marzo '76.

La situazione normativa / L'elenco / I costi per aprire una radio / Testimonianze e osservazioni / La legge 848/1955  

Ancora sulle radio libere:

Radio pirata e radio libere: la storia / Radio Caroline / Il mercato della radio oggi / Le prime radio libere in Italia (e a Roma) / Le radio FM a Roma (2006)

Testimonianze:

Radio Riviera Brenta, Radio Kiss Kiss Napoli, Radio Roma International Sound, TRS The Radio Station, Radio Capodistria, Radio Sapri, Radio Dieci, Radio Napoli City

  

La situazione normativa

Nel 1976 aprire una radio in Italia era una operazione al limite della legalità, anche se, come si vede nel seguito, assai frequente e destinata ad espandersi ulteriormente. Infatti l'anno prima una legge dello Stato, la n. 103 del 14/4/1975 (i curiosi possono trovare il testo integrale via Google su vari siti digitando "legge 103/1975" ) aveva ribadito il regime di monopolio statale per le trasmissioni radiotelevisive, in concessione alla RAI, riconfermando e aggiornando quindi la precedente normativa risalente al 21/2/1938 (Legge 24/1938). La novità è che erano ora regolamentate le trasmissioni da televisioni di nazioni estere e che era liberalizzata la trasmissione via cavo a carattere locale (che allora si stava affacciando in USA e nel Nord Europa, dove si sarebbe poi affermata, mentre in Italia sarebbe rimasta un fenomeno marginale, se non inesistente, sino al tentativo di FastWeb). Ma per le radio private la novità legislativa interessante era legata alla parola magica "circolarità" riportata nell'art.1, primo comma, della legge.

La diffusione circolare di programmi radiofonici via etere o, su scala nazionale, via filo e di programmi televisivi via etere, o, su scala nazionale, via cavo e con qualsiasi altro mezzo costituisce, ai sensi dell'articolo 43 della Costituzione, un servizio pubblico essenziale ed a carattere di preminente interesse generale, in quanto volta ad ampliare la partecipazione dei cittadini e concorrere allo sviluppo sociale e culturale del paese in conformità ai principi sanciti dalla costituzione. Il servizio e' pertanto riservato allo Stato.  

"Diffusione circolare" poteva significare letteralmente una copertura a 360°, oppure una diffusione di tipo nazionale, a copertura totale. Appellandosi a questa interpretazione le radio libere, che ovviamente non potevano, neanche volendo, diffondere si questa scala, si opponevano in sede legale alle frequenti operazioni di sequestro delle attrezzature, su denuncia della RAI o della Polizia Postale, uscendone regolarmente vincitrici.

Da notare che potevano appellarsi anche alla presunta incostituzionalità della legge 103, che era in contrasto con la legge 848 del 4 agosto 1955 (Ratifica ed esecuzione della salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali), quella che recepiva i trattati internazionali (tra cui schiavitù, diritto d'asilo, ecc.) e li includeva come parte integrante nella costituzione italiana. Tra questi c'era il divieto del regime di monopolio in materia di radio e televisione. Essendo un trattato internazionale era stilata nella lingua diplomatica, il francese, l'articolo 10, che interessa alla libertà di radiotrasmissione è però facilmente comprensibile (vista la importanza di questa legge, stranamente recuperabile con difficoltà, la alleghiamo nelle note).

10. 1. Toute personne a droit à la liberté d'expression. Ce droit comprend la liberté d'opinion et la liberté de recevoir ou de communiquer des informations ou des idées sans qu'il puisse y avoir ingérence d'autorités publiques et sans considération de frontière. Le présent article n'empêche pas les Etats de soumettre les entreprises de radiodiffusion, de cinéma ou de télévision à un régime d'autorisations. 

10. 2. L'exercice de ces libertés comportant des devoirs et des responsabilités peut être soumis à certaines formalités, conditions, restrictions ou sanctions, prévues par la loi, qui constituent des mesures nécessaires, dans une société démocratique, à la sécurité nationale à l'intégrité territoriale ou à la sûreté publique, à la défense de l'ordre et à la prévention du crime, à la protection de la santé ou la morale, à la protection de la réputation ou des droits d'autrui, pour empêcher la divulgation d'informations confidentielles ou pour garantir l'autorité et l'impartialité du pouvoir judiciaire.

 Traduzione:

10. 1. Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Questo diritto comprende la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee da parte di ciascuno senza che questi possa ricevere ingerenza di autorità pubbliche e senza considerazioni di frontiera. Il presente articolo non impedisce gli Stati di sottomettere le imprese di radiodiffusione, di cinema o di televisione ad un regime di autorizzazioni.

10. 2. Dal momento che l'esercizio di queste libertà comporta dei doveri e delle responsabilità esso può venir sottoposto ad alcune formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni, previste dalla legge, che costituiscono misure necessarie in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all'integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell'ordine e alla prevenzione del crimine, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni confidenziali o per garantire l'autorità e l'imparzialità del potere giudiziario.

Il risultato era che le radio proliferavano, la RAI si arrendeva progressivamente, e la Polizia Postale si limitava a reprimere quelle che interferivano con le trasmissioni della forza pubblica o con le torri di controllo degli aeroporti, e tutti erano in attesa di una nuova legge.

L'anno successivo la Corte Costituzionale tornò sull'argomento per rispondere a numerose eccezioni di incostituzionalità o richieste di parere di pretori di tutta Italia e dichiarò inammissibili, con la storica sentenza 202/1976 del 28 luglio 1976, le parti delle leggi in vigore che vietavano le trasmissioni in ambito locale, confermando la interpretazione estensiva della legge 103/1975 e dando il via definitivo alla radiofonia privata in Italia. 

Qui la storia si intreccia con la televisione privata, che nasceva anch'essa in quegli anni ed iniziava la sua prima fase, quella delle TV locali. Come abbiamo visto la sentenza 202/1976 consentiva ai privati di operare solo in ambito locale, e la situazione è effettivamente rimasta tale per la maggior parte delle radio sino ad oggi. In campo televisivo invece il gruppo Fininvest e il gruppo Mondadori puntarono decisamente, già da inizio anni '80, alla rete nazionale, usando il trucco del programma registrato e irradiato in differita (di pochi minuti) da più reti locali facenti parte dello stesso gruppo (un sistema mutuato dalle radio, probabilmente la prima ad applicarlo è stata Radio Luna di Roma).

Nella radiofonia il problema era invece rappresentato dall'eccessivo affollamento nelle grandi città e dalla parallela assenza totale di un piano delle frequenze, essendo il quadro legislativo ancora quello dei tempi del monopolio.

Era questo il cosiddetto "Far-West dell'etere", tollerato dai governi degli anni '80, con vantaggio finale di un solo gruppo industriale privato, che è emerso come vincitore unico da 14 anni di regolamentazione carente, e con il successivo consolidamento della situazione oligopolistica di fatto (esattamente quella che si proponeva di evitare la legge 103) con la legge 223 del 6 agosto 1990, la famosissima legge Mammì. Peraltro anch'essa inapplicata a tutt'oggi per la parte che riguarda la radio, a conferma del ruolo marginale che politica e industria attribuiscono a questo mezzo di informazione e intrattenimento (ma anche il piano frequenze analogico generale è rimasto sostanzialmente fermo).

Ora anche la legge Mammì è stata superata dalla cosiddetta "Legge Gasparri" del 2004, che punta teoricamente ad un superamento dell'oligopolio (duopolio in realtà: RAI e Mediaset) attraverso il passaggio a tappe forzate alla tecnologia digitale.

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Elenco delle radio libere ad inizio 1976

Elenco organizzato per regioni delle radio libere (o private) attive in Italia a febbraio al febbraio 1976, censito dalla rivista Suono Stereo nel n. 46 del marzo 1976.

PIEMONTE - VALLE D'AOSTA

- Radio Aosta Libera - via Lostan 4 - 11100 Aosta - tel. 0165/40993
- Radio Alessandria - C. P. 80 - 15100 Alessandria - tel. 0131/53763
- Radio Alessandria International - Spalto Marengo.20 - 15100 Alessandria - tel. 0131/53763
- Radio Asti Tv - corso Savona 289, - 14100 Asti - tel. 0141/55255
- Radio Azzurra - via Privata Formaggio 7 - 28100 Novara - tel. 0321/ 220049
- Radio Biella - via Pajetta 6 - 13051 Biella - tel. 015/21648-34677
- Radio Bra Onde Rosse - p.zza XX Settembre - 12042 Bra - tel. 0172/44229
- Radio Conelli - via Alfieri 1 - 14053 Canelli (Asti) - tel. 0141/ 82155-81970
- Radio Chiari Libera - via Di Vìttorio, 2 - 10023 Chierì (Torino) - tel. 011/9422857
- Radio City Vercelli - via Duchessa Jolanda, 27 - 13100 Bianzè (Vercelli) - tel. 0161/55233
- Radio Comunità Montana - Fraz. Molina, 14 - 13068 Valle Mosso (VC) - tel. 015/72522
- Radio Cosmo - Via Marengo, 153 - 15100 Alessandria
- Radio Gemini - Strada Costalunga, 10 - 10024 Moncalieri (To) - tel. 011/641613
- Radio Novara - via dei Caccia, 5 - 28100 Novara - tel. 0321/28696
- Radio Novara International - via Canobio, 7 - 0321/28692 - Novara
- Radio Omegna Music - via Belvedere, 7 - 28026 Ome gna - 0323 - 61408
- Radio Tele Mondovì - P.za Montereale, 8 - 12086 Mondovì - telefono 0174/3892
- Radio Piemonte - via Pietro Micca, 31 - 13051 Biella - telefono 015/34074-31633
- Radio Pinerolo International - via Saluzzo, 112 - 10064 Pinerolo - tel. 0121/74155
- Radio Torino Sames - C.so Siracusa 195/A - 10100 Torino - telefono 011/393367 - 393362
- Radio Torino Alternativa - c.so Dante, 64 - 10100 Torino - telefono 011/691459 - 691454
- Radio Torino Democratica - via Cigna, 4 - tel. 011/288292 - p.zza del Popolo 6 (TO) - tel. 011/270387
- Radio Torino Internationai - via Trieste, 36 - 10064 Pinerolo - tel. 0121/71377
- Radio Torino Singer - Singer Spa - 10040 Leinì (To)
- Radio Trasmissioni Borgomanesi - via Casale Cima, 19 - 28021 Borgomanero - tel. 0322/81870
- Radio Trasmissioni Subalpine Piemonte - 13051 Biella - telefono 015/34074

LOMBARDIA

- Telealto Milanese - via Caprera, 28 - 21052 Busto Arsizio - telefono 0331/628000.
- Radio Baby - C.so Italia 11 - tel. 0362/892344 - via Ottone Visconti, 10 - Desio (Mi)
- Radio Bergamo - via Albini, 6 - 24100 Bergamo - tel. 035/244466 - 541300
- Radio Brescia - via Matteotti, 169 - 25100 Brescia - tel. 030/2791662 - 396469
- Radio Calvatone - V.le Europa, 2 - Piadena (CR) - 0375/98540
- Radio Canale 96 - via Mc Mahon, 75 - 20155 Milano - telefono 02/3271669 - 8465546
- Radio Carate Brianza - 20048 Carate Brianza
- Radio City - Galleria del Corso, 4 - 20122 Milano - tel. 02/706712
- Radio Como 103 - P.za del Popolo, 6 - 22100 Milano - 031/270387
- Radio Como International - C.so Località Civiglio - 22030 (CO)
- Radio Como - via Strada per Lecco 29/A - tel. 031/270710 - Como
- Radio Cologno 104 - Box 35 - 20093 Cologno Monzese - Telefono 02/2542071
- Radio Cremona - via Marmolada, 16 - 26100 Cremona - telefono 0372/25717/31544
- Radio Erba - 22036 Erba
- Free Radio Milano - via Matteo Bandello 4/I - Milano - telefono 02/664419
- Radio Lario 101 - Soc. Manzoni - via Garibaldi, 35 - 22100 Como - telefono 031/269397/272478.
- Radio L 103 - via Bonaiti 29 - 22053 Lecco - 0341/45391
- Radio Lecco - via Cairoli, 60 - tel. 0341/25389 Lecco (Co)
- Radio Lecco - via G. D'Annunzio, 8 - 22053 Lecco - tel. 0341/ 23204
- Radio Liberty Treviglio - via Pagazzano, 2 - 24047 Treviglio - telefono 02/2820, 0363/4040
- Radio Lombardia - viale Gran Sasso, 16 - 20131 Milano - telefono 02/209619
- Radio Melzo - via Gavassi, 1 - 20066 Melzo
- Radio Melzo 102,50 - 20066 Melzo
- Radio Mantova - via Cisa 108 - 46047 Porto Mantovano - telefono 0376/39228-39781
- Radio Milano Centrale - via Mameli 10 - 20100 Milano - telefono 02/7383402
- Radio Milano International - via Locatelli 1 - 20124 Milano - tel. 02/6571876 - 653229
- Radio Milano 4 - via Settembrini 1 - 20124 Milano - telefono 02/221930 - 276210
- Radio Montestella - via Solari, 60 - Milano - tel. 02/474827
- Radio Nord Italia - 102.800 + Casatenovo Residence - Casatenovo - tel. 039/949964
- Radio Olgiate - fermo posta 13755242 - 22077 Olgiate Comasco
- Radio Pavia International - via Prodi 10 - 27100 Pavia - telefono 0382/35136
- Pavia Radio City - via Cascina Spelta 24/D - 27100 Pavia - Telefono 0382/463718
- Radio Piacenza - via Borghetto, 4 - tel. 0523/37992 - 34232 Piacenza
- Radio Popolare - via Pisanello, 4 - 20146 Milano - tel. 4047139
- Radio Televisione Bresciana s.r.l. - via Felice Cavallotti - 25100 Brescia - tel. 030/304940
- Radio Trasmissioni Lombarde - 24100 Bergamo
- Radio Sondrio - c/o Ed. Sadet - Piazzetta Pattari, 2 - 20122 Milano - tel. 0342/2357
- Radio Stereo Sintonia - via Brioschi, 39 - 20136 Milano
- Radio Super Milano
- Radio Uomini Nuovi - via Dante 3 - 21030 Marchirolo - telefono 0332/723007
- Radio Valle Camonica - via S. Martino, 28 - C.P. 34 - 25041 Boario Terme - tel. 0364/51417
- Radio Vigevano - via Butti, 24 - 27029 Vigevano - tel. 0381/85715
- Radio Voghera - C.P. 43 - 27058 Voghera
- Radio RG6 - Gallarate
- Radio Gallarate - Gallarate (in funzione da fine 1975 fino al 1979 circa)
- Radio Hit - Gallarate (fondata nel 1975, successivamente prese il nome di Radio RF)
- Radio RF - Gallarate
- Radio Stazione Uno - Gallarate (nuovo nome di Radio RF, attiva fino ad un incendio nel 1981, sede in via Trombini 3)
- Radio Varese

(Le informazioni sulle radio indicate in verde, non presenti nel censimento di Suono, sono state fornite da Bruno Zotti)

TRIVENETO

- Centro Radio Marostica - C.P. 35 Marostica - tel. 0424/72397
- Radio Arz 103 Sperimentale - C.P. 77 - Arzignano (VI)
- Radio Bassano - 36061 Bassano del Grappa
- Radio Base 101 - Via Mentana 18 - 35100 Padova
- Radio Belluno - via Manciera Besarel, 2 - 32100 Belluno
- Radio Bolzano - Piazza Mostra, 2 - 39100 Bolzano
- Radio Covignano - Covignano di Brenta
- Radio Bolzano - via V. Veneto 54/11 - Bolzano - tel. 0471/45998
- Radio Dolomiti - 38070 Margone di Vezzano (Trento)
- Radio Effe - via Paparotti 5/25 - 33100 Udine - tel. 0432/5585722469
- Radio Friuli - viale Volontari della Libertà 10/C - tel. 0432/ 25111 - 33100 (Udine)
- Radio Jesolo Paese - P.za Fanti del Mare, 3 - 30100 Venezia
- Radio Laguna International - Ag. Ariston - 320 Porto S. Margherita .- Caorle Venezia
- Radio Marostica - C.so Mazzini, 1 - 36036 Marostica (VI)
- Radio Montecchio Maggiore - Box 38 - 36041 Alte di Montecchio Maggiore
- Radio Nord Est - via Cappuccina 38 - 30170 Mestre (VE). - tel. 041/987068-981657
- Radio Nord Est - C.P. 16 - S. Daniele del Friuli - 0432/93736
- Radio Nord Atlantico - 36100 Vicenza
- Radio Padova International - via S. Pellegrino, 53 - 35100 Padova - tel. 049/22465
- Radio Padova International - via Tiepolo, 65 - Padova
- Radio Pordenone - P.za XX Settembre 33170 Pordenone - Telefono 0434/29660
- Radio Regione Trieste - Viale G. D'Annunzio - 48 - 34138 Trieste - tel. 040/793300
- Radio Libera Rovereto - P.za Malfatti - 38068 Rovereto (TN) 0464/24844
- Radio Tele Castelfranco - via Goito 1 - 31033 Castelfranco tel. 0423/45461
- Radio Televisione Regionale Veneta - via Stradivari, 2 - 35100 Padova - tel. 049/611500
- Radio Trevíso - c/o Colfosco - 31030 Fraz. di Treviso - Telefono 0585/73633
- Radio Verona - via del Perlar 102 - 37100 Verona - telefono 045/504422
- Radio Verona - via Marsala, 26 - 37100 Verona - tel. 045/42321
- Radio Verona Centrale - via G. Trezza, 6 - 37100 Verona
- Radio Verona S. Vito - 37012 S. Vito al Mantivo - fraz. di Verona Bussolengo - tel. 045/49783
- Radio Verona Stereo - via Bramante 6 - 37100 Verona - 045/22457
- Radio Vicenza - via Maganza, 63 - 36100 Vicenza - tel. 0444/31031
- Radio Udine - 33100 Udine - tel. 0432/71716
- Radio Trento (diretta da Graziella, cognome non noto, è ricordata come la prima radio del capoluogo trentino, anche prima della storica Radio Dolomiti) (*)
- Radio Maritur - Mezzana (Marilleva 900), Val di Sole (TN) (*)
- Radio Saturno - Ossana Val di Sole (TN) (attiva dal settembre 1978 alla fine del 1980) (*)
- Radio Nettuno - Trento (*)
- Radio Tele Trentino (RTT) - Trento (*)

(* Segnalazione pervenuta - marzo 2008)
 

LIGURIA

- Radio Cairo 103 - via Colla 58/1 - 17014 Cairo - tel. 019/504400/ 504672
- Radio Città - via Casaregis, 22 - 16129 Genova
- Radio Genova Centrale - via Ferretto 13/12 A - 16100 Genova - tel. 010/510839/580838/500131
- Radio Genova FM 101 - via Canevari 189 - 16137 Genova - telefono 010/885994
- Radio Genova International - via Lavinia 31/18 A - 16100 Genova/Moneglia - tel. 0185/74617/363870
- Radio Mediterraneo 103 - via Porta Soprana 1/1 - 16123 Genova
- Radio Rapallo e Tele Liguria - Castello Antico - 16035 Rapallo - tel. 0185/61859
- Radio Recco - via XXV Aprile 19 - tel. 0185/74617 - 16036 Recco (GE)

EMILIA ROMAGNA

- Radio Alice - via Pratello 41 40100 Boolgna - tel. 051/271428/ 330346
- Radio Bologna - Lugo di Romagna (RA) - tel. 0545/223994
- Radio Bologna Libera - via Saliceto 51/R Bologna - tel. 051/ 372202
- Radio Bologna 102 - c/o Nannucci - via Oberdan, 7 - 40126 Bologna
- Radio Cesena - via Martiri della Libertà 16 - 47023 Cesena - tel. 0547/29175
- Radio Cesena - via Natale dell'Aurora 17 - Cesena (Fo). - tel. 0547/22688
- Radio City Emilia I - via Zarotto 90 - Parma - tel. 0521/40660/ 998269
- Radio Club 103 - P.O. Box 29- 41032 Cavezzo Modena - Telefono 0535/58025
- Radio Ferrara Centrale - via Boccaleone 2/c - Ferrara
- Radio Finale Emilia - C.P. 15 - 41034 Finale Emilia
- Radio Lugo - 48022 Lugo di Ravenna - tel. 0545/223994
- Radio Maxim - via Croce 5 - 29100 Piacenza - tel. 0523/40168
- Radio Ferrara - via Ripa Grande, 39 - 44100 Ferrara - tel. 0532/ 49391
- Radio Modena - via Venturi, 34 - 41100 Modena
- Radio Parma - via F. Farnese, 8 - 43100 Parma - tel. 0521/34802
- Radio Piacenza - via Borghetto, 4 - 29100 Piacenza - tel. 0523/ 37992-34233
- Radio Ravenna - P.za De Gasperi - 48100 Ravenna - tel. 0544/ 28505
- Radio Reggio - via Emilia S. Stefano 38 - 42100 Reggio E. - 0522/47247/485243
- Radio Rimini - via Martiri Civili, 8 - 47037 Rimini - telefono 0541/53692
- Radio Punto Bologna/Modena - via Mauro Tesi 108 - 41059 Zocca - Tel. 059/987207/987328
- Teleradio Bologna - C.P. 907 - 40100 Bologna

TOSCANA

- Arezzo Radio TV - via S. Croce 20 - Arezzo - Tel. 0575/24658/ 22223
- Radio Effe - via SS Trinità 2/4, Foiano della Chiana (AR) - Tel.0575/648955 (1)
- Radio Carrara Libera - via G. Baracca 6 - C.P. 345 - 54036 Marina di Carrara - Tel. 0585/57945
- Radio Firenze Centrale - Tel. 055/215513
- Radio Firenze Libera - via G. Caselli 14 - Firenze - Tel. 055/575761
- Radio Grosseto - via delle Arselle 1 - Principina a Mare - Grosseto
- Radio Libera Livorno - via dei Fumaioli 25 - 57100 Livorno - telefono 0586/804003/24658
- Radio Maremma Libera - via Labriola 8 - Grosseto - Telefono 0564/411727
- Radio Massa - via della Pineta 63 - Marina di Massa - 0585/ 804276/20764
- Radio Onda di Pietramala - c.so Italia 205 - 52100 Arezzo - telefono 0575/28914/28915
- Radio One - via Orti Oricellari 20 - 50123 - Firenze - telefono 055/499378 - 217822
- Radio Pisa International - via Gentineschi 8 - (via Borgo Stretto 35) - Tel. 050/24631
- Radio Tele Valdarno - via Castel Guinelli 70 - 50063 Figline Valdarno.
- Radio Toscana Libera RTL - C.P. 22 - 56030 Perignano (Pisa) - Tel. 050/61113
- Radio Viareggio Controcanale 103 - via Pucci 149 - Viareggio tel. 0584/45991
- Controradio Firenze - C.P. 1319 - Tel. 055/577738

(1) segnalazione successiva, inizio trasmissioni 10 ottobre 1976

MARCHE

- Radio SBT - 63039 S. Benedetto dei Tronto
- Radio Emmanuel - C.so Mazzini 170 - 60100 Ancona - Telefono 071/56641/87654
- Radio Jesi - via Mura occidentali 3 - 60035 Jesi - Telefono 0731/58617
- Radio 102 - Via Rossini 14 - S. Benedetto del Tronto - Telefono 0735/3887

LAZIO

- Radio Antenna Musica - via Vincenzo Tiberio 18 - 00191 Roma Tel. 06/380852
- Radio Canale 55 Stereo - via Ugo De Carolis 4 - 00136 Roma - Tel. 06/3498297
- Radio Elle - C.P. 12028 - Roma - Tel. 06/3496971
- Radio Civitavecchia Libera - via Granari 17 - Civitavecchìa (Roma) - Tel. 0766/21000
- Radio Mediterraneo - C.P. 4001 - 00100 Roma - Tel. 06/774238
- Roma 103 - via Trionfale 6316 - tel. 06/346123
- Radio Roma - via Carlo Fea 11 - 00161 Roma - tel. 06/858525
- Radio " Nuova Comunicazione " - Piazza D. Sauli 4 - Roma - tel. 06/5116174
- Teleroma Cavo - via Valmarana 25 - 00139 Roma - tel. 06/8102695
- Radio Veruschka Onde Libere - via del Golfo 74 - 04028 Scauri (Latina)
- Onda Radio Roma - tel. 06/3491430

ABRUZZO E MOLISE - UMBRIA

- Radio Abruzzo 2000 - via Nazionale 28 - 64100 Teramo - tel. 0861/61932
- Radio Antenna Musica - Viale Alcione 555 - Francavilla al Mare (Ch) - tel. 085/62600
- Radio Campobasso - via Crispi 10 - Oratino (CB) - tel. 0874/38167
- Radio Cicom - Perugia
- Radio Marsica - Via Trieste - Avezzano - tel. 0863/20578-42138
- Radio Monte Velino - via Bagnoli 3 - 67051 Avezzano
- Radio Pescara - via Palermo 76 - 65100 Pescara
- Antenna Umbra Trinità - via della Carità 7 - 06059 Todi
- Teleradio Termoli - via Abruzzi 1 - 86039 Termoli - tel. 0875/3944

CAMPANIA

- Radio Napoli - Via Nievo 102/D - 80122 Napoli - tel. 081/633414
- Radio Napoli I - Via Rodolfo Falvo 20 - 80127 Napoli - telefono 081/646649
- Radio Nuova Napoli - Via Volpicella 59 - 80125 Napoli - telefono 081/683414
- Radio Sapri
- Radio Napoli City - 101 MHz - III Trav. Domenico Fontana, 13 - C.P. 4076 Colli Aminei - 80131 Napoli -Tel. (081) 463111
(Attiva dal 1975 al 1978)

PUGLIE

- Radio Bari I - via Bozzi 35 70121 Bar! - tel. .080/218899
- Radio Barietta - via Regina Elena 22/B - 70051 Barletta telefono 0883/34675
- Radio Foggia Capitanata - viale di Vittorio 227 - 71100 Foggia tel. 0881/35586
- Radio Gargano Democratica - via Lamarmora 35 - Manfredonia (Foggia)
- Radio Pugile - Albergo delle Nazioni - via Bozzi 35 - 70121 Bari - tel. 080/331188
- Radio Sud Adriatica - corso Cavour 9 - 70031 Andria - 0883/24096
- Radio Tele Norba - 70014 Conversano di Bari - tel. 080/751116
- Radio Tele Lecce - 73040 Neviano di Lecce

CALABRIA

- Radio Brutia Cosenza - contrada Muoio Piccolo 21 - C.P. 32887100 Cosenza - tel. 0984/41629
- Radio Calabria Notizie - 87055 S. Giovanni in Fiore
- Radio dello stretto - via Reggio Campi II - 89100 Reggio Calabria tel. 0965/97452/46364/92433
- Radio Locri - via Vittorio Veneto 3 - 89044 Locri
- Radio Touring - via Buozzi 33 - 89100 Reggio Calabria

SICILIA

- Antenna dello Stretto - via S. Giuseppe 27 - 98100 Messina - tel. 090/774034 - 51929
- Radio Caltanissetta - via dei Mille 81 - 93100 Caltanissetta - telefono 0934/21781/25405
- Radio Catania - 95100 Catania - tel. 095/274314
- Cta Fm Stereo - via O. Sella 24 - 95100 Catania - tel. 095/ 414390/374652
- Radio Sud - via Grotte Bianche 30 - 95125 Catania - telefono 095/337177/331095
- Spazio Zero - via Etnea 229 - Catania
- Radio Tele Iblea - via Nuova 10 - 97100 Ragusa - tel. 0932/46646
- Radio Ragusa - via Carducci 273 - 97100 Ragusa - tela 0932/46700/ 22216
- Radio Pal 101 - via F. Baracca 104 - Palermo - tel. 091/426745
- Radio Favara 101 - via Beneficenza Mendola, 90 Favara (AG) - tel 0922-32545 fax. 0922-35814 (attiva dal 1976)
   (info@radiofavara101.it / www.radiofavara101.it )

(Le informazioni su Radio Favara 101, non presente nel parziale censimento di Suono del '76, sono state fornite a Musica & Memoria nel febbraio 2008 da Salvatore Spataro)

SARDEGNA

- Radio Cagliari - Via Scano 28 - Cagliari - tel. 070/304935
- Radio Carbonia - via Trieste Il - 09013 Carbonia Centro - telefono 0781/63720/38157
- Radiolina - Vico Duomo 1 - 09100 Cagliari - 070/64750/304935
- Radio Nord Ovest - via Pettenadu 19/B - 07100 Sassari - telefono 079/31431/42138
- Radio Nuoro - via Roma 6 - 08100 Nuoro - tel. 0784/37276
- Radio Olbia - corso Umberto 179 - 07026 Olbia
- Radio Oristano - Palazzo Saia - via Cagliari - 0925 Oristano tel. 0783/2063/2024
- Radio Ramasound - via Genovesi 63 - 09100 Cagliari - telefono 070/493227
- Radio Sardinia International - via Villacidro 35 - 09037 S. Gavino Monreale - tel. 070/933324
- R.T.O. Oristano - via Giovanni XXIII-09020 Santa Giusta di Oristano - tel. 0783/70711/72870
- Radio 99 MHZ - Corso Umberto 30 - 09025 Oristano

 

I costi delle radio libere nel 1976

Il costo di un impianto di trasmissione a norma e di qualità (trasmettitore entro gli standard, potenza adeguata, emissione stereo) poteva arrivare intorno ai 50 milioni di lire di allora, ma utilizzando elettroniche usate (a volte di provenienza militare) o riadattate o limitando la potenza si poteva partire anche con 5 milioni. L'esercizio poteva costare intorno ai 5-10 milioni al mese, nel caso delle rare radio che retribuivano i collaboratori. Per radio con impianti più economici, ospitati in sedi varie (per esempio parrocchie o sezioni di partito) e ricorso al volontariato si poteva scendere di molto nei costi iniziali e ricorrenti.

Osservazioni, testimonianze, interventi, contributi

Avete partecipato alla creazione di alcune di queste radio o avete collaborato con esse? Ne conoscete altre? nVolete portare una testimonianza o inviare osservazioni e commenti? Scrivete a Musica & Memoria.

La legge fondamentale sui diritti dell'uomo (848/1955 del 4 agosto 1955)


Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952 (1/a).

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ed il Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952.

 

2. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione e Protocollo suddetti, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore.

 

Convention de sauvegarde des droits de l'homme et des libertés fondamentales

 

Les Gouvernements signataires, Membres du Conseil de l'Europe,

 

considérant la Déclaration Universelle des Droits de l'homme, proclamée par l'Assemblée Générale des Nations Unies le 10 décembre 1948 (2):

 

considérant que cette Déclaration tend à assurer la reconnaissance et l'application universelles et effectives des droits qui y sont énoncés;

 

considérant que le but du Conseil de l'Europe est de réaliser une union plus étroite entre ses Membres, et que l'un des moyens d'atteindre ce but est la sauvegarde et le développement des Droits de l'homme et des libertés fondamentales;

 

réaffirmant leur profond attachement à ces libertés fondamentales qui constituent les assises mêmes de la justice et de la paix dans le monde et dont le maintien repose essentiellement sur un régime politique véritablement démocratique, d'une part, et, d'autre part, sur une conception commune et un commun respect des Droits de l'homme dont ils se réclament;

 

résolus, en tant que gouvernements d'Etats européens animés d'un même esprit et possédant un patrimoine commun d'idéal et de traditions politiques, de respect de la liberté et de prééminence du droit, à prendre les premières mesures propres à assurer la garantie collective de certains des droits énoncés dans la Déclaration Universelle;

 

sont convenus de ce qui suit:

 

1. Les Hautes Parties Contractantes reconnaissent à toute personne relevant de leur juridiction les droits et libertés définis au Titre I de la présente Convention.

 

TITRE I

 

 

2. 1. Le droit de toute personne à la vie est protégé par la loi. La mort ne peut être infligée à quiconque intentionnellement, sauf en exécution d'une sentence capitale prononcée par un tribunal au cas où le délit est puni de cette peine par la loi.

 

2. La mort n'est pas considérée comme infligée en violation de cet article dans les cas où elle résulterait d'un recours à la force rendu absolument nécessaire:

 

a) pour assurer la défense de toute personne contre la violence illégale;

 

b) pour effectuer une arrestation régulière ou pour empêcher l'évasion d'une personne régulièrement détenue;

 

c) pour réprimer, conformément à la loi, une émeute ou une insurrection.

 

3. Nul ne peut être soumis à la torture ni à des peines ou traitements inhumains ou dégradants.

 

4. 1. Nul ne peut être tenu en esclavage ni en servitude.

 

2. Nul ne peut être astreint à accomplir un travail forcé ou obligatoire.

 

3. N'est pas considéré comme «travail forcé ou obligatoire» au sens du présent article:

 

a) tout travail requis normalement d'une personne soumise à la détention dans les conditions prêvues par l'article 5 de la présente Convention, ou durant sa mise en liberté conditionnelle;

 

b) tout service de caractère militaire ou, dans le cas d'objecteurs de conscience dans les pays où l'objection de conscience est reconnue comme légitime, à un autre service à la place du service militaire obligatoire;

 

c) tout service requis dans le cas de crises ou de calamités qui menacent la vie ou le bien-être de la communauté;

 

d) tout travail ou service formant partie des obligations civiques normales.

 

5. 1. Toute personne a droit à la liberté et à la sûreté. Nul ne peut être privé de sa liberté, sauf dans les cas suivants et selon les voies légales:

 

a) s'il est détenu régulièrement après condamnation par un tribunal compétent;

 

b) s'il a fait l'objet d'une arrestation ou d'une détention régulières pour insoumission à une ordonnance rendue, conformément à la loi, par un tribunal ou en vue de garantir l'exécution d'une obligation prescrite par la loi;

 

c) s'il a été arrêté et détenu en vue d'être conduit devant l'autorité judiciaire compétente, lorsqu'il y a des raisons plausibles de soupçconner qu'il a commis une infraction ou qu'il y a des motifs raisonnables de croire à la nécessité de l'empêcher de commettre une infraction ou de s'enfuir après l'accomplissement de celle-ci;

 

d) s'il s'agit de la détention régulière d'un mineur, décidée pour son éducation surveillée ou de sa détention régulière, afin de le traduire devant l'autorité compétente;

 

e) s'il s'agit de la détention régulière d'une personne susceptible de propager une maladie contagieuse, d'un aliéné, d'un alcoolique, d'un toxicomane ou d'un vagabond;

 

f) s'il s'agit de l'arrestation ou de la détention régulières d'une personne pour l'empêcher de pénétrer irrégulièrement dans le territoire, ou contre laquelle une procédure d'expulsion ou d'extradition est en cours.

 

2. Toute personne arrêtée doit être informée, dans le plus court délai et dans une langue qu'elle comprend, des raisons de son arrestation et de toute accusation portée contre elle.

 

3. Toute personne arrêtée ou détenue, dans les conditions prévues au paragraphe 1 c) du présent article, doit être aussitôt traduite devant un juge ou un autre magistrat habilité par la loi à exercer des fonctions judiciaires et a le droit d'être jugée dans un délai raisonnable, ou libérée pendant la procédure. La mise en liberté peut être subordonnée à une garantie assurant la comparition de l'intéressé à l'audience.

 

4. Toute personne privée de sa liberté par arrestation ou détention a le droit d'introduire un recours devant un tribunal, afin qu'il statue à bref délai sur la légalité de sa détention et ordonne sa libération si la détention est illégale.

 

5. Toute personne victime d'une arrestation ou d'une détention dans des conditions contraires aux dispositions de cet article a droit à réparation.

 

6. 1. Toute personne a droit à ce que sa cause soit entendue équitablement, publiquement et dans un délai raisonnable, par un tribunal indépendant et impartial, établi par la loi, qui décidera, soit des contestations sur ses droits et obligations de caractère civil, soit du bien-fondé de toute accusation en matière pénale dirigée contre elle. Le jugement doit être rendu publiquement, mais l'accès de la salle d'audience peut être interdit à la presse et au public pendant la totalité ou une partie du procès dans l'intérêt de la moralité, de l'ordre public ou de la sécurité nationale dans une société démocratique, lorsque les intérêts des mineurs ou la protection de la vie privée des parties au procès l'exigent, ou dans la mesure jugée strictement nécessaire par le tribunal, lorsque dans des circonstances spéciales la publicité serait de nature à porter atteinte aux intérêts de la justice.

 

2. Toute personne accusée d'une infraction est présumée innocente jusqu'à ce que sa culpabilité ait été légalement établie.

 

3. Tout accusé a drôit notamment à:

 

a) être informé, dans le plus court délai, dans une langue qu'il comprend et d'une manière détaillée, de la nature et de la cause de l'accusation portée contre lui;

 

b) disposer du temps et des facilités nécessaires à la préparation de sa défense;

 

c) se défendre lui-même ou avoir l'assistance d'un défenseur de son choix et, s'il n'a pas les moyens de rémunérer un défenseur, pouvoir être assisté gratuitement par un avocat d'office, lorsque les intérêts de la justice l'exigent;

 

d) interroger ou faire interroger les témoins à charge et obtenir la convocation et l'interrogation des témoins à décharge dans les mêmes conditions que les témoins à charge;

 

e) se faire assister gratuitement d'un interprète, s'il ne comprend pas ou ne parle pas la langue employée à l'audience.

 

7. 1. Nul ne peut être condamné pour une action on une omission qui, au moment où elle a été commise, ne constituait pas une infraction d'après le droit national ou international. De même il n'est infligé aucune peine plus forte que celle qui était applicable au moment où l'infraction a été commise.

 

2. Le présent article ne portera pas atteinte au jugement et à la punition d'une personne coupable d'une action ou d'une omission qui, au moment où elle a été commise, était criminelle d'après les principes généraux de droit reconnus par les nations civilisées.

 

8. 1. Toute personne a droit au respect de sa vie privée et familiale, de son domicile et de sa correspondance.

 

2. Il ne peut y avoir ingérence d'une autorité publique dans l'exercice de ce droit que pour autant que cette ingérence est prévue par la loi et qu'elle constitue une mesure qui, dans une société démocratique, est nécessaire à la sécurité nationale, à la sûreté publique, au bien-être économique du pays, à la défense de l'ordre et à la prévention des infractions pénales, à la protection de la santé ou de la morale, ou à la protection des droits et libertés d'autrui.

 

9. 1. Toute personne a droit à la liberté de pensée, de conscience et de religion; ce droit implique la liberté de changer de religion ou de conviction, ainsi que la liberté de manifester sa religion ou sa conviction individuellement ou collectivement, en public ou en privé, par le culte, l'enseignement, les pratiques et l'accomplissement des rites.

 

2. La liberté de manifester sa religion ou ses convictions ne peut faire l'objet d'autres restrictions que celles qui, prévues par la loi, constituent des mesures nécessaires, dans une société démocratique, à la sécurité publique, à la protection de l'ordre, de la santé ou de la morale publiques, ou la protection des droits et libertés d'autrui.

 

10. 1. Toute personne a droit à la liberté d'expression. Ce droit comprend la liberté d'opinion et la liberté de recevoir ou de communiquer des informations ou des idées sans qu'il puisse y avoir ingérence d'autorités publiques et sans considération de frontière. Le présent article n'empêche pas les Etats de soumettre les entreprises de radiodiffusion, de cinéma ou de télévision à un régime d'autorisations.

 

2. L'exercice de ces libertés comportant des devoirs et des responsabilités peut être soumis à certaines formalités, conditions, restrictions ou sanctions, prévues par la loi, qui constituent des mesures nécessaires, dans une société démocratique, à la sécurité nationale à l'intégrité territoriale ou à la sûreté publique, à la défense de l'ordre et à la prévention du crime, à la protection de la santé ou la morale, à la protection de la réputation ou des droits d'autrui, pour empêcher la divulgation d'informations confidentielles ou pour garantir l'autorité et l'impartialité du pouvoir judiciaire.

 

11. 1. Toute personne a droit à la liberté de réunion pacifique et à la liberté d'association, y compris le droit de fonder avec d'autres des syndicats et de s'affilier à des syndicats pour la défense de ses intérêts.

 

2. L'exercice de ces droits ne peut faire l'objet d'autres restrictions que celles qui, prévues par la loi, constituent des mesures nécessaires, dans une société démocratique, à la sécurité nationale, à la sûreté publique, à la défense de l'ordre et à la prévention du crime, à la protection de la santé ou de la morale, ou à la protection des droits et libertés d'autrui. Le présent article n'interdit pas que des restrictions légitimes soient imposées à l'exercice de ces droits par les membres des forces armées, de la police ou de l'administration de l'Etat.

 

12. A partir de l'âge nubile, l'homme et la femme ont le droit de se marier et de fonder une famille selon les lois nationales régissant l'exercice de ce droit.

 

13. Toute personne dont les droits et libertés reconnus dans la présente Convention ont été violés, a droit à l'octroi d'un recours effectif devant une instance nationale, alors même que la violation aurait été commise par des personnes agissant dans l'exercice de leurs fonctions officielles.

 

14. La jouissance des droits et libertés reconnus dans la présente Convention doit être assurée, sans distinction aucune, fondée notamment sur le sexe, la race, la couleur, la langue, la religion, les opinions politiques ou toutes autres opinions, l'origine nationale ou sociale, l'appartenance à une minorité nationale, la fortune, la naissance ou toute autre situation.

 

15. 1. En cas de guerre ou en cas d'autre danger public menaçcant la vie de la nation, toute Haute Partie Contractante peut prendre des mesures dérogeant aux obligations prévues par la présente Convention, dans la stricte mesure où la situation l'exige et à la condition que ces mesures ne soient pas en contradiction avec les autres obligations découlant du droit international.

 

2. La disposition précédente n'autorise aucune dérogation à l'article 2, sauf pour le cas de décès résultant d'actes licites de guerre, et aux articles 3, 4 (paragraphe 1) et 7.

 

3. Toute Haute Partie Contractante qui exerce ce droit de dérogation tient le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe pleinement informé des mesures prises et des motifs qui les ont inspirées. Elle doit également informer le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe de la date à laquelle ces mesures ont cessé d'être en vigueur et les dispositions de la Convention reçcoivent de nouveau pleine application.

 

16. Aucune des dispositions des articles 10, 11 et 14 ne peut être considérée comme interdisant aux Hautes Parties Contractantes d'imposer des restrictions à l'activité politique des étrangers.

 

17. Aucune des dispositions de la présente Convention ne peut être interprétée comme impliquant pour un Etat, un groupement ou un individu, un droit quelconque de se livrer à une activité ou d'accomplir un acte visant à la destruction des droits ou libertés reconnus dans la présente Convention ou à des limitations plus amples de ces droits et libertés que celles prévues à ladite Convention.

 

18. Les restrictions qui, aux termes de la présente Convention, sont apportées auxdits droits et libertés ne peuvent être appliquées que dans le but pour lequel elles ont été prévues.

 

TITRE II (2/a)

 

 

19. Afin d'assurer le respect des engagements résultant pour les Hautes Parties Contractantes de la présente Convention, il est institué:

 

a) une Commission européenne des Droits de l'homme, ci-dessous nommée «la Commission»;

 

b) une Cour européenne des Droits de l'homme, ci-dessous nommée «la Cour» (2/a).

 

TITRE III (2/a)

 

 

20. La Commission se compose d'un nombre de membres égal à celui des Hautes Parties Contractantes. La Commission ne peut comprendre plus d'un ressortissant du même Etat (2/a) (2/b).

 

21. 1. Les membres de la Commission sont élus par le Comité des Ministres à la majorité absolue des voix, sur une liste de noms dressée par le Bureau de l'Assemblée Consultative; chaque groupe de représentants des Hautes Parties Contractantes à l'Assemblée Consultative présente trois candidats dont deux au moins seront de sa nationalité.

 

2. Dans la mesure où elle est applicable, la même procédure est suivie pour compléter la Commission au cas où d'autres Etats deviendraient ultérieurement Parties à la présente Convention, et pour pourvoir aux sièges devenus vacants (2/a) (2/c).

 

22. 1. Les membres de la Commission sont élus pour une durée de six ans. Ils sont rééligibles. Toutefois, en ce qui concerne les membres désignés à la première élection, les fonctions de sept membres prendront fin au bout de trois ans.

 

2. Les membres dont les fonctions prendront fin au terme de la période initiale de trois ans, sont désignés par tirage au sort effectué par le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe immédiatement après qu'il aura été procédé à la première élection.

 

3. Le membre de la Commission élu en remplacement d'un membre dont le mandat n'est pas expiré achève le terme du mandat de son prédécesseur.

 

4. Les membres de la Commission restent en fonctions jusqu'à leur remplacement. Après ce remplacement, ils continuent de connaître des affaires dont ils sont déjà saisis (2/a) (2/d).

 

23. Les membres de la Commission siègent à la Commission à titre individuel (2/e).

 

24. Toute Partie Contractante peut saisir la Commission, par l'intermédiaire du Secrétaire Général du Conseil de l'Europe, de tout manquement aux dispositions de la présente Convention qu'elle croira pouvoir être imputé à une autre Partie Contractante (2/a).

 

25. 1. La Commission peut être saisie d'une requête adressée au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe par toute personne physique, toute organisation non gouvernementale ou tout groupe de particuliers, qui se prétend victime d'une violation par l'une des Hautes Parties Contractantes des droits reconnus dans la présente Convention, dans le cas où la Haute Partie Contractante mise en cause a déclaré reconnaître la compétence de la Commission dans cette matière. Les Hautes Parties Contractantes ayant souscrit une telle déclaration s'engagent à n'entraver par aucune mesure l'exercice efficace de ce droit.

 

2. Ces déclarations peuvent être faites pour une durée déterminée.

 

3. Elles sont remises au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe, qui en transmet copies aux Hautes Parties Contractantes et en assure la publication.

 

4. La Commission n'exercera la compétence qui lui est attribuée par le présent article que lorsque six Hautes Parties Contractantes au moins se trouveront liées par la déclaration prévue aux paragraphe précédents (3).

 

26. 1. La Commission ne peut etre saisie qu'après l'épuisement des voies de recours internes, tel qu'il est entendu selon les principes de droit international généralement reconnus et dans le délai de six mois, à partir de la date de la décision interne définitive (3).

 

27. 1. La Commission ne retient aucune requête introduite par application de l'article 25, lorsque:

 

a) elle est anonyme;

 

b) elle est essentiellement la même qu'une requête précédemment examinée par la Commission ou déjà soumise à une autre instance internationale d'enquête ou de règlement et si elle ne contient pas de faits nouveaux.

 

2. La Commission déclare irrecevable tout requête introduite par application de l'article 25, lorsqu'elle estime la requête incompatible avec les dispositions de la présente Convention, manifestement mal fondée ou abusive.

 

3. La Commission rejette toute requête qu'elle considère comme irrecevable par application de l'article 26 (3).

 

28. Dans le cas où la Commission retient la requête:

 

a) afin d'établir les faits, elle procède à un examen contradictoire de la requête avec les représentants des parties et, s'il y a lieu, à une enquête pour la conduite efficace de laquelle les Etats intéressés fourniront toutes facilités nécessaires, après échange de vues avec la Commission;

 

b) elle se met à la disposition des intéressés en vue de parvenir à un règlement amiable de l'affaire qui s'inspire du respect des Droits de l'homme, tels que les reconnait la présente Convention (3) (3/a).

 

29. 1. La Commission remplit les fonctions prévues à l'article 28 au moyen d'une sous-commission composée de sept membres de la Commission (3/b).

 

2. Chaque intéressé peut désigner un membre de son choix pour faire partie de la sous-commission.

 

3. Les autres membres sont désignés par tirage au sort, conformément aux dispositions prévues par le règlement intérieur de la Commission (3).

 

30. Si elle parvient à obtenir un règlement amiable, conformément à l'article 28, la sous-commission dresse un rapport qui est transmis aux Etats intéressés, au Comité des Ministres et au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe, aux fins de publication. Ce rapport se limite à un bref exposé des faits et de la solution adoptée (3) (3/c).

 

31. 1. Si une solution n'a pu intervenir, la Commission rédige un rapport dans lequel elle constate les faits et formule un avis sur le point de savoir si les faits constatés révèlent, de la part de l'Etat intéressé, une violation des obligations qui lui incombent aux termes de la Convention. Les opinions de tous les membres de la Commission sur ce point peuvent être exprimées dans ce rapport (3/d).

 

2. Le rapport est transmis au Comité des Ministres; il est également communiqué aux Etats intéressés, qui n'ont pas la faculté de le publier (3/e).

 

3. En transmettant le rapport au Comité des Ministres, la Commission peut formuler les propositions qu'elle juge appropriées (3).

 

32. 1. Si, dans un délai de trois mois à dater de la transmission au Comité des Ministres du rapport de la Commission, l'affaire n'est pas déférée à la Cour par application de l'article 48 de la présente Convention, le Comité des Ministres prend, par un vote à la majorité des deux tiers des représentants ayant le droit de siéger au Comité, une décision sur la question de savoir s'il y a eu ou non une violation de la Convention (3/f).

 

2. Dans l'affirmative, le Comité des Ministres fixe un délai dans lequel la Haute Partie Contractante intéressée doit prendre les mesures qu'entraine la décision du Comité des Ministres.

 

3. Si la Haute Partie Contractante intéressée n'a pas adopté des mesures satisfaisantes dans le délai imparti, le Comité des Ministres donne à sa décision initiale, par la majorité prévu

 

 

 

 

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 24 settembre 1955, numero 221.

(1/a) Vedi, anche, la L. 28 agosto 1997, n. 296.

(2) Approvata e proclamata, da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in data 10 dicembre 1948. Il testo ufficiale di tale Dichiarazione fu compilato nelle cinque lingue ufficiali dell'O.N.U., cioè francese, inglese, russa, spagnola e cinese.

Il testo che qui si riporta in lingua italiana è quello risultante dalla traduzione fatta fare dal segretario generale dell'O.N.U. in ottemperanza delle istruzioni a lui date dall'Assemblea che aveva disposto la diffusione della «Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo» nel maggior numero possibile di lingue.

Tale Dichiarazione non essendo stata approvata sotto forma di trattato internazionale, non costituisce strumento giuridico in senso stretto, ma, in considerazione dell'argomento trattato, contiene principi generali di diritto che per il loro carattere morale, sono riconosciuti e perciò vincolanti per tutte le nazioni civili. Si ritiene pertanto opportuno riportare tale Dichiarazione anche in considerazione del fatto che essa è posta a base della stipulazione di vari accordi internazionali, come risulta dalle premesse ad essi poste.

«DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà della giustizia e della pace nel mondo;

considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;

considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;

considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;

considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni:

L'ASSEMBLEA GENERALE

proclama

La presente dichiarazione universale dei diritti dell'uomo come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società avendo costantemente presente questa Dichiarazione si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Art. 1. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Art. 2. 1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di ordine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita e di altra condizione.

2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Art. 3. Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Art. 4. Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Art. 5. Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Art. 6. Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Art. 7. Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Art. 8. Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti della costituzione o dalla legge.

Art. 9. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Art. 10. Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Art. 11. 1). Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

2). Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Art. 12. Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Art. 13 1). Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.

2). Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Art. 14. 1). Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

2). Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Art. 15. 1). Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.

2). Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Art. 16. 1). Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.

2). Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

3). La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Art. 17. 1). Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.

2). Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Art. 18. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Art. 19. Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Art. 20. 1). Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.

2). Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Art. 21. 1). Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.

2). Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.

3). La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Art. 22. Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Art. 23. 1). Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

2). Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.

3). Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

4). Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Art. 24. Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Art. 25. 1). Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

2). La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Art. 26. 1). Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

2). L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

3). I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Art. 27. 1). Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, a godere delle arti e a partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

2). Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Art. 28. Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Art. 29. 1). Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

2). Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.

3). Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Art. 30. Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati».

(2/a) Vedi, anche, la L. 28 agosto 1997, n. 296.

(2/b) Vedi, anche, l'art. 1 del protocollo approvato con L. 27 ottobre 1988, n. 496.

(2/c) Vedi, anche, l'art. 2 del protocollo approvato con L. 27 ottobre 1988, n. 496.

(2/d) Si veda anche la L. 19 maggio 1967, n. 448.

(2/e) Vedi, anche, l'art. 3 del protocollo approvato con L. 27 ottobre 1988, n. 496.

(3) Vedi, anche, la L. 28 agosto 1997, n. 296.

(3/a) Vedi, anche, l'art. 4 del protocollo approvato con L. 27 ottobre 1988, n. 496.

(3/b) Vedi, anche, l'art. 5 del protocollo approvato con L. 27 ottobre 1988, n. 496.

(3/c) Vedi, anche, l'art. 6 del protocollo approvato con L. 27 ottobre 1988, n. 496.

(3/d) Vedi, anche, l'art. 7 del protocollo approvato con L. 27 ottobre 1988, n. 496.

(3/e) Vedi, anche, la L. 14 luglio 1993, n. 257, e in particolare l'art. 2 del protocollo n. 9 annesso, che ha sostituito il comma 2 del presente art. 31.

© Alberto Truffi Musica & Memoria Febbraio 2005 / Revisione Gennaio 2006 (sentenza 202/1976)

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