Mina - Fumo blu (Ta ra ta ta ta ta) |
Con me tu puoi
Fumare la tua pipa quando vuoi
Perché mi piaci molto di più
E sei così romantico
Fumo blu, fumo blu
Una nuvola e dentro tu
E poi, e poi
se un uomo sa di fumo
Ma sì, ma sì,
è veramente un uomo
E ti amerò finché vorrai
proprio perché sei così
Ta ra ta ta ta ta -
ta ra ra ta ta
Un uomo (è un uomo)
Quando sa (di fumo)
ra ta ta
Un uomo (è un uomo)
Quando sa (di fumo)
E un bacio vale dieci dato da te
Lo so non sei
un divo né un artista né l’eroe del West
Ma quando fumi c’è in te un che
di irresistibile
Fumo blu, fumo blu
Una nuvola e dentro tu
E poi e poi
se un uomo sa di fumo
Ma sì ma sì
è veramente un uomo
E io t’amerò finché vorrai
proprio perché sei così
Ta ra ta ta ta ta -
ta ra ra ta ta
Un uomo (è un uomo)
Quando sa (di fumo)
ra ta ta
Un uomo (è un uomo)
Quando sa (di fumo)
E un bacio vale dieci dato da te
Note |
La
canzone censurata per eccellenza non è Je
t'aime ... moi non plus o "Servi della gleba" di Elio, ma questa canzone di
Mina del 1967, che è a un livello di "politically incorrectness" ben superiore:
è favorevole al fumo! Va bene la prudente premessa sul fumo della pipa (che,
dicono, fa meno male, ma ora è vietato lo stesso) ma si capisce subito che
l'amato fumatore dal bacio proibito non disdegna neanche le sigarette.
Sta di fatto che la canzone non compare nelle antologie di Mina, non è inclusa tra i brani della cantante disponibili su iTunes, si trovano informazioni con difficoltà. Casualità o censura?
Negli anni '60 invece il fumo era molto più libero: si fumava nei ristoranti e nei locali, si fumava nei programmi televisivi, la pubblicità delle sigarette compariva tranquillamente sulle riviste patinate. Anche questa canzone veniva usata tranquillamente nella pubblicità, era un "carosello" per la pasta Barilla del 1967, non pubblicizzava quindi le sigarette, almeno non direttamente, ma andava in onda dopo il telegiornale, al punto di massimo ascolta sul primo canale RAI. Per i curiosi, il video con Mina al suo meglio, si trova facilmente su YouTube.
Si
fumava persino al cinema. Guardando verso la schermo intorno alla fine del primo
tempo le immagini sembravano perse nella nebbia. Ma era una nuvola di fumo di
sigarette, per fortuna nell'intervallo in molti cinema si apriva il tetto e
così, se non pioveva, cambiava l'aria e si riusciva a vedere il film sino alla
fine.
La stretta è arrivata intorno ai '70, almeno la pubblicità diretta era vietata. Le multinazionali del tabacco ricorrevano allora alla pubblicità indiretta: linee di abiti con lo stesso marchio (Marlboro Leisure Wear, Kim), sponsorizzazione di auto e moto da corsa, pacchetti di sigarette ben in vista nelle scene dei film. Su quest'ultima abitudine radicata del cinema italiano dell'epoca ricordiamo anche una mitica tirata di Nanni Moretti nel film Ecce Bombo. (A lato, per avere un'idea, una mitica pubblicità Marlboro degli anni '60, speriamo di non avere guai a riprodurla...).
La
canzone era una cover basata su un brano
scritto da Ernie Maresca per Bernadette Carrol (una "dolly singer" dei primi
anni '60) dal titolo
Try Your Luck (si suppone quindi che
l'originale non parlasse di fumo e sigarette). Uscita come singolo nel 1966 (sul
retro Breve amore) è stata anche inclusa nell'LP del 1967 La banda e
nella Raccolta di successi n.4 nello stesso anno. Il testo italiano era di
Alberto Testa.
La canzone, oltre che
essere un inno semi clandestino degli anti-proibizionisti, è riemersa dall'oblio
grazie a un simpatico film di Daniele Luchetti
del 2003, Dillo con parole mie, dove
concludeva in modo ironico una garbata commedia degli equivoci generazionale,
molto calata nella realtà.
Co-autrice ed interprete del film è Stefania Montorsi, nella vita è la moglie
del regista, notevole per naturalezza la interpretazione della esordiente
Martina Merlino, "lui" è un convincente Giampaolo Morelli.
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Musica & Memoria Ottobre 2007 / © Note Alberto Truffi / Testo originale di A. Testa riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita |