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The Pops - Un uomo rispettabile (1967) |
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Alle sette di mattina prende il tram
per la città |
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E sua madre che è orgogliosa di
siffatta posizion |
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E Giustina la morosa dice in fabbrica
che se |
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L'altro giorno il direttore dopo
ufficio l'ha incontrato |
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Note |
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Volonterosa trasposizione in italiano
di una delle più celebri canzoni dei Kinks,
il gruppo dei fratelli Davies che tanto ha significato per l'innovazione nel
mondo del beat e del rock in generale, con il gusto per la parodia, per la
dissacrazione e per la critica sociale, la introduzione tra i primi degli album a
tema (concept) e dei suoni duri e semplici che li hanno fatto considerare anche
precursori dell'hard rock e del punk. |
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La trasposizione italiana si poneva gli stessi obiettivi, con alcune curiose modifiche di ambientazione. Nell'originale l'"uomo rispettabile" era un tipico business man inglese, figlio di papà (o meglio, di mamma), che gioca in borsa e va (probabilmente) a lavorare nella City. Usa il treno, d'accordo, ma questo è comune per i white collars di Londra. Qui il protagonista è declassato a fattorino, con la fidanzata operaia, e la madre massaia che fa crocicchio con le vicine di casa (a meno che sia la portiera) al posto della madre manager che cura gli affari di famiglia con avvocati e consiglieri. |
Anche se negli anni '60 il "fattorino di fiducia" era quasi un impiegato (ora non esiste più questa figura, se esiste è un commesso, ai gradini più bassi nella gerarchia di un ufficio) quella del brano italiano rimane una ironia indirizzata, anziché alla miseria morale della upper-class, a chi si sente arrivato senza esserlo, e il povero Bertolotti Andrea sembra più che altro un illuso, che si accontenta di un grappino col direttore (a stomaco vuoto!) per sentirsi importante.
Per la cronaca Vizzolo Predabissi è un comune della cintura milanese, a metà strada tra il capoluogo lombardo e Lodi, e quindi la citazione è un ulteriore dettaglio realistico che caratterizza il personaggio come "non cittadino".
In sintesi un tentativo di canzone di protesta che sicuramente ha avuto un suo ruolo di canzone diversa nel panorama italiano della musica di metà anni '60, e che passava per radio come brano "contro", ma che era in realtà molto più indietro di quello che girava nel mondo anglosassone. Più precisa e dissacrante era a confronto la classica "Io vado in banca" dei Gufi di Nanni Svampa, provenienti dal mondo del teatro e del cabaret.
Del brano dei Kinks nella versione dei Pops è stata proposta una versione identica anche anni dopo (negli anni '80) dal gruppo bolognese degli Avvoltoi, che hanno recuperato, quasi vent'anni dopo, il mondo musicale beat e i suoi stilemi.
The Pops erano un complesso beat di Milano con all'attivo la partecipazione a molti concerti e festival sia nell'area lombarda sia nazionale (Festival delle Rose del 1967). Hanno avuto l'opportunità di pubblicare tre singoli a 45 giri con la GTA e la Cinevox tra il 1966 e il 1967 (vedi la scheda in breve).
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© Alberto Truffi 2003 - Musica & Memoria / Revisioni: Ottobre 2005 (completamento del testo grazie al contributo di Nicole Sassi) / Testo originale di Massara, basato sull'originale di R.Davies, trascritto da Alberto Truffi, riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Luglio 2007: Notizie sui The Pops / Copia per usi commerciali non consentita |