Italian Beat: i complessi e i cantanti beat

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Altre schede in:  Padova Beat, Verona Beat, Gli Avvoltoi e Messina Beat, Testimonianze dal Mondo beat

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Indice

 

Puristi del beat
(o quasi)

Ancients / Angeli / Anonima Sound / Avvoltoi '80 / Balordi / Barabba / Bat Bat / Big Ben's / Billy e i Cani fedeli / Bisce / Bit-Nik / Blacks / Blande Figure  / Chiodi / Cuccioli / Favolosi / Fuggiaschi / GeneraliKameleoni / Mat 65 / Mimitoki / Mini-Coopers / Mods / Najadi / Nomadi PS / Pelati / Pipers / Pops / Planets / Ragazzi del Sole / Rokketti / Rollini / Roll's 33 / Rubi Strubi / Stereo / Uragani 

Tra beat e pop

Aldo e i Falisci / Apostoli / Bertas / Big Ben's / Bisonti / Frenetici / Gens / Giuliano e i Notturni / Igor Mann e i Gormanni / Lunghe Storie / Novelty / Nuovi Angeli / Pattuglia Azzurra / Scooters / Rogers / Le Volpi Blu 

Psichedelia, R&B e primi '70

Astrali / Fantom's / Chewing Gum / Chetro & Co / Dioscuri / Ferry, Franco, Renè, Danny & Gaby / Folks-Fholks / Le stelle di Mario Schifano - Ghigo e i Goghi / Myosotis / Le Pecore nere / The Others & Pataxo / Ragazzi della Via Gluck / Ulisse e le Ombre - Alisei / Capsicum Red - Prototipi / Panna Fredda / Pennies

Cantanti

Evy / Gene Guglielmi / Meri Marabini / Natale Befanino / Riki Maiocchi / Roby Crispiano / Simeone (Il predicatore) / Vasso Ovale

 

Le schede

 

Aldo e i Falisci

Un gruppo attivo nell'alto Lazio formatosi, in particolare, a Civita Castellana (l'antica Falerii, principale città nel territorio dei Falisci, antica popolazione affine ai Latini) attorno al cantante Aldo Angeletti. Arrivarono alla incisione discografica con un brano dedicato a Martin Luther King, sulla scia degli altri brani "buonisti" del periodo (Abraham, Martin e John di Dion & The Belmonts, John Fitzgerald Kennedy dei Renegades), dal titolo "Le rondini bianche". Sul retro del disco, pubblicato dalla etichetta romana CDB, un brano inciso anche dai Jaguars (che erano sotto contratto con la stessa casa discografica), ma non pubblicato all'epoca.
Discografia: Le rondini bianche / Preludio alla fine - CDB db 1129 - 1968
[Aldo Angeletti (voce), Goffredo Chiodi (chitarra), Marco Manoni (basso), Franco Spitoni (batteria)]

Ancients

Il gruppo fondato Federico D'Andrea con Manuel De Sica e Bruno Biriaco, al quale si è aggiunto in seguito Stefano Marcucci. Nel loro periodo di attività riescono anche ad approdare in TV, partecipando ad una puntata di Studio Uno di Lelio Luttazzi. D'Andrea e Marcucci formeranno in seguito il gruppo Myosotis, mentre Biriaco diventerà il batterista del più noto gruppo jazz-rock italiano, i Perigeo, e Manuel De Sica un compositore).
Discografia: Ci ripenserai / Non penso più a lei (Edibi 1966), Quando verso sera / Questa squallida città (Parlophone 1966).
[Manuel De Sica (chitarra solista e voce), Federico D'Andrea (chitarra ritmica e voce), Bruno Biriaco (batteria), Stefano Marcucci (basso e voce)] (Notizie ricevute da Stefano Marcucci)

Angeli

Da non confondere con i Nuovi Angeli di Milano, erano un gruppo formatosi a Chieti dalla fusione di un complesso già attivo con lo stesso nome nella città abruzzese, e di un altro gruppo chiamato I Savage. Leader del gruppo era il cantante e chitarrista Alfonso Di Berardino, proveniente dai Savage e cresciuto in USA, poi per un breve periodo con il Clan Celentano e in seguito protagonista di una carriera solistica in casa RCA. Come Angeli hanno partecipato al 2° torneo Davoli nel 1967 (23 novembre, al teatro Cantero di Chiavari) arrivando in finale e proponendo alcune cover e brani del proprio repertorio (Baccano, Spider e Sha la la la lee). Nel 1968 hanno la opportunità di incidere con la etichetta Pake una cover di "I'm a Boy" degli Who, che diventa "Dove vuoi". Sul retro un brano originale scritto da Di Berardino (Butta la corda). Con la successiva uscita di  Di Berardino verso il Clan si chiude l'attività del gruppo negli anni '60.
[Alfonso Di Berardino (chitarra e voce), Ettore Desiderio (chitarra), Fabrizio De Angelis (chitarra), Tonino Taddeo (basso), Ernesto De Angelis (batteria)]

Anonima Sound

Il primo complesso di Ivan Graziani, fondato a Urbino dal futuro cantautore assieme a Velio Gualazzi (batteria) e Walter Monacchi (basso), Graziani era ovviamente alla chitarra e voce. Dal primo singolo (del 1967) il primo successo (175.000 copie) "Parla tu", firmato da Roberto Vecchioni (con Lo Vecchio e Monaldi), lanciato a Bandiera Gialla da Boncompagni ed Arbore. Attivi dal 1964 al 1970, nel 1969 l'inserimento del tastierista Roberto Carlotto, nel 1970 il gruppo si scioglie in concomitanza con la partenza per il servizio militare di Graziani (e la eclissi della maggior parte dei complessi).
Discografia: Fuori piove / Parla tu (CBS 3048 - 1967), L'amore mio, l'amore tuo / I tetti (CBS 3418 - 1968), Josephine / Mille ragioni (CBS 4214 - 1969), Ombre vive / Girotondo impossibile (Numero Uno 50006 - 1969) (A sinistra i tre "Anonima sound", Ivan Graziani è al centro)

Apostoli

Gruppo romano, sono stati tra i primi a suonare al Piper Club. Formatosi nel 1965, a settembre dello stesso anno sono stati ingaggiati dallo storico locale (che non era una discoteca, la musica per ballare era suonata dal vivo) dove si sono esibiti numerose volte. Ad inizio dell'anno successivo tentano l'avventura discografica con la RCA ma il singolo registrato è rimasto inedito per motivi ignoti. Nel 1966 suonano comunque nuovamente al Piper di Roma e anche a quello di Viareggio (nel frattempo aperto da Bornigia). Accompagnano Edoardo Vianello e Wilma Goich in alcune serate e compaiono anche in un film "musicarello" dell'epoca (Quando dico che ti amo, 1967). Pubblicano complessivamente due dischi per due etichette minori.
Discografia: Robinson / Chi mai lo sa? (Sunstar sp 216 - 1965), Il lupo e l'agnello / Sento già andar l'estate (RCA 1966, inedito), E' meglio che mi muova / Le cose che tu cercherai (Roman rm 001 - 1968).
"Chi mai lo sa?" è una cover di Where Have All The Flowers Gone di Pete Seeger, con testo di Daniele Pace. La successiva "Sento già andar l'estate" è una cover dello stesso brano del capostipite del folk americano, con testo diverso scritto da Ettore Paparazzo degli Apostoli.
[Angelo Piperno (voce), Francesco Berichelli (chitarra), Angelo Alessandra (tastiere), Ettore Paparazzo (basso), Roberto Conrado (batteria)]

Astrali

Esponenti del ristretto gruppo della psichedelia italiana (con i Fantom's, Le Stelle di Mario Schifano, i Chewing Gum, Chetro & Co.)  Gli Astrali di Torino non pubblicarono alcun disco nel loro periodo di attività, tra il '67 e il '68. Le registrazioni fatte all'epoca sono però state recuperate nel 1995 dalla etichetta Destination X e pubblicate su un CD dal titolo "Viaggio allucinogeno" (pare fosse il titolo che gli stessi Astrali volevano dare all'LP in preparazione).
Cover di noti brani degli Yardbirds (Mr. You Are a Better Man Than I, diventata in italiano "Noi non siamo come voi") e dei Byrds (Eight Miles High, "Vado su in alto"), e notevole soprattutto la suite strumentale "Un Altro Viaggio Allucinogeno", ispirata allo stile Pink Floyd di Interstellar Overdrive. La scaletta dell'LP comprendeva i seguenti brani: 1) Non Siamo Come Voi 2) Viaggio Allucinogeno 3) Improvvisazione 4) Credi (Rari degli Standells) 5) Vado Su In Alto 6) Una Notte Al Bar 7) La Libertà 8) Intro / Un Altro Viaggio Allucinogeno.
A parte le vicende discografiche gli Astrali hanno suonato intensamente dal vivo, soprattutto a Torino, proponendo i loro brani in concerti sicuramente più "impegnativi" rispetto a quelli degli altri complessi dell'epoca.
[Dante Menotti (voce e chitarra), Angelo Presti (organo), Terry Fanelli (basso), Vito Salice (batteria)]

Avvoltoi '80

In realtà non è un gruppo beat, ma un gruppo di epigoni del beat che si è formato negli anni '80 a Bologna, per riproporre la "poetica" beat (Il nostro è solo un mondo beat, è uno dei loro pezzi). Hanno proposto anche cover di brani del periodo beat, come A Well Respected Man dei Kinks (Un uomo rispettabile, nella stessa versione del 1967 dei Pops). Sono spesso elencati, erroneamente, assieme agli altri complessi. Tra il '67 e il '71 ha invece effettivamente operato un gruppo di Messina chiamato Gli Avvoltoi, del quale siamo in grado di raccontare la storia grazie alla testimonianza del suo band leader Armando D'Antonino.

Balordi

Gruppo milanese attivo nei locali per giovani del capoluogo lombardo (Paip's, Tricheco, Copacabana) già nel 1965, spesso come gruppo di supporto ad altri più noti, entrano in contatto con il produttore Luciano Giacotto, che collabora con la Durium, e che cura il loro lancio discografico. La scelta cade su una cover, come sempre, ma in questo caso si tratta di uno dei brani più originali delle prima ondata psichedelica USA, "They're Coming To Take Me Away" di Napoleon XIV, alias Jerry Samuels (vedi la sezione covers per altre notizie) che diventa, in una fedele (e arricchita) trasposizione italiana "Vengono a portarci via, ah, ah" corredata anche da adeguato contorno di copertina, abiti ed esecuzioni stravaganti. Il riscontro di vendite non è eclatante, ma consente di farli conoscere e di partecipare come gruppo spalla al tour italiano degli Animals, al Cantagiro, con il brano di protesta "Domani devo fare una cosa" e al Festival della canzone napoletana. Questo ultimo approdo non sembra oggi così interessante per un complesso beat, anzi abbastanza incongruo, ma all'epoca si trattava di un evento quasi al livello del Festival di Sanremo (vedi il noto film con Manfredi "Operazione San Gennaro"), che voleva darsi una immagine di modernità aprendo ai complessi beat e a cantanti non napoletani (vi parteciparono i Jaguars, i Giganti, l'Equipe 84 e Giorgio Gaber, tra gli altri).
I Balordi, in coppia con un campione locale, Nino Taranto, riuscirono addirittura a vincere l'edizione del 1967 con il micidiale brano "O' matusa". Il singolo successivo poteva costituire teoricamente la consacrazione definitiva, perché si trattava nientemeno che della prima edizione discografica di un classico della musica leggera italiana, "Non è Francesca" di Lucio Battisti. Allora non ancora pienamente attivo come interprete ma essenzialmente come autore, Battisti aveva infatti ceduto il brano alla Durium. L'immagine dei Balordi non era però quella di irriducibili innamorati resi ciechi dall'amore ma, appunto, di trasgressivi "balordi", e il riscontro di vendite, nonostante la copertina alla moda "flower power", fu quasi inesistente. L'insuccesso portò al tramonto del progetto del loro primo LP (che doveva chiamarsi "Mondo Balordo") e al cambio di casa discografica, con l'approdo alla Carosello. In questa fase un loro successivo singolo "Diamoci la mano" venne scelto come sigla di una trasmissione televisiva e il gruppo ebbe la opportunità di partecipare alla commedia musicale "Il salto mortale" con Sandro Massimini.
Il solito servizio militare e il tramonto del periodo dei complessi portano alla conclusione, a fine '68, anche la interessante esperienza dei Balordi.
Discografia: Vengono a portarci via, ah! Ah! / Don Chisciotte (1966 Durium Ld A 7494), Domani devo fare una cosa! / Buona fortuna (1967 Durium Ld A 7516), '0 matusa / A cammesella (1967 Durium LJ A 7525), Non è Francesca / Guardando te (1967 Durium Ld A 7538), Diamoci la mano / Fateli tacere (1968 Carosello CI 20204)
[Gianni Muratori (voce, basso el.), Andrea Muratori (chitarra, fratello di Gianni), Bruno Pellegrini (chitarra), Beppe Panzironi (batteria); dal secondo singolo Pino Matteucci subentra a Pellegrini, nel periodo Carosello Marco Ferradini, il fuuro e mai dimenticato interprete e co-autore di Teorema, sostituisce Gianni "Gion" Muratori, nel frattempo partito per il servizio militare]
La copertina del loro primo disco era disegnata dallo stesso Gianni Muratori, attivo anche come fumettista con lo pseudomimo di "Gion", e fornisce anche i ritratti - caricatura dei quattro "balordi" nella prima formazione (cliccare per ingrandire).

Barabba

Un gruppo bolognese, ma guidato da un sassofonista di origine catanese, Mike Alfieri. L'uso del sax, inconsueto per gli anni del loro esordio (1966) è proprio l'elemento caratterizzante del sound del gruppo. Nelle biografie del complesso si dice che il nome sarebbe derivato da una espressione dialettale del Nord Italia (barabba = discolo), ma chiunque comprende che è invece un riferimento (abbastanza ardito per l'epoca) al celebre personaggio poco raccomandabile del Vangelo ("chi volete libero, Gesù o Barabba?"). Primo disco con una etichetta importante, la CBS, con due cover dai Kinks (I Need You, totalmente stravolta nel testo) e dai Rolling Stones (Down Home Girl). E' riportato a loro nome anche un altro singolo di data imprecisata (probabilmente lo stesso anno) pubblicato da una etichetta minore, River. Si sciolgono all'inizio degli anni '70 dopo aver sperimentato una breve collaborazione con Gino Paoli. Oltre al fondatore Mike Alfieri si conosce solo il nome di un altro dei cinque componenti del complesso, Robert Gillot, il tastierista inglese attivo a Bologna, che sarà poi nello stesso anno 1966 uno dei fondatori dei Pooh, ma che lascerà il famoso gruppo prima della fine dell'anno.
Nella copertina del loro unico disco con una etichetta primaria i cinque mangiano un gelato ai tavolini di un bar (non si capisce bene il nesso) ma quello di spalle, forse Alfieri, indossa una maglietta personalizzata con una croce che riporta incrociato il nome "barabba", evidente l'intento vagamente provocatorio e dissacrante.
Discografia: Barabba / Caino (River rl 0516), Sono stufo di te / Non hai capito (CBS 2414 - 1966)

Bat Bat

I Bat Bat erano uno dei gruppi di testa del beat pesarese (con Nomadi PS, Anonima Sound, Tubi Lungimiranti, Misteriani, Laramie, 4 Dollari) che poteva essere contrapposto all'allora dominante Verona beat (celebrato dai Gatti di Vicolo Miracoli nella omonima canzone) da dove venivano i Kings, i Condors, le Scosse, i Caravan, i Becchini...) , un po' come il Manchester Sound (Herman's Hermits, Wayne Fontana & the Mindbenders, Hollies) si contrapponeva al Liverpool Sound o Mersey Beat nella mitica Gran Bretagna del British Sound.
Il lancio dei Bat Bat avvenne in uno dei trofei Davoli, il 2°, dove arrivarono in finale, e in particolare al secondo posto dopo i Corvi, e si affacciarono così anch'essi al successo, aggiudicandosi così un contratto con la Belldisc Italiana e riuscendo a pubblicare due singoli tra il '69 e il '70.

Attivi principalmente nella riviera Romagnola, quindi in locali quali il “Club de L’Altro Mondo” di Rimini (sull palco con i New Trolls, I Baci, Minnie Minoprio, Anonima Sound ecc.) “Pineta” e “Il Gabbiano” di Milano Marittima (dove si alternarono con “L’Anonima Sound" per un mese) il “Bat Caverna” di Riccione, il “Play Time” di Cattolica, e qualche concerto, prima a Milano al “Top Town” come gruppo di Diego Peano (anche lui di Pesaro) poi al “Garage” di Sant'Angelo di Ischia, alternandosi con i Gepy & Gepy e con Chico Buarque de Hollanda, e in tanti altri locali.
Nel repertorio dei Bat-Bat, oltre ai brani pubblicati in proprio, molti brani dei Beatles, R&B (James Brown, Aretha Franklin) Country & Western e folk (Seekers, Peter Paul & Mary) con strumenti acustici, e poi brani dei Giganti (anche i Bat-Bat si basavano molto sull’impasto delle quattro voci).

I Bat Bat si erano formati a Pesaro nel ’66 su iniziativa di Roberto Donati, con formazione: Simone Piazza (Tiger) alla batteria, Paolo Donzelli (Paul) al basso, Umberto Focaccetti (Berto) chitarra ritmica & tastiere e Roberto (Roby) Donati alla voce e chitarra solista. Il nome Bat Bat traeva origine dal dialetto Pesarese dove “bata” significa battere, picchiare, insomma "beat", e rimarcava quindi l'intento programmatico del gruppo. In seguito Umberto verrà sostituito da “Macio” Massimo Giovanelli (con il quale il gruppo partecipa al “Trofeo Davoli”) e il bassista Paolo Donzelli da Alessandro Mariotti.

Nel settembre del ’70 in un locale di Bellaria i Bat Bat la decisione – di comune accordo - che l’avventura iniziata nel ’66 era davvero finita. Nel locali erano sempre più richiesti i DJ e sempre meno gruppi per musica live.

Discografia: Il sole splenderà (L.Salis - O. Bell - S. Rose) / Sto parlando con te (L.Salis - A.Salis - Zauli) (Belldisc bd 8025, 1969), Quasi vent'anni con te (L.Salis, F.Zauli) / Coraggio (L.Salis, F.Zauli) (Liberty lib 9066, 1970)
La scheda è stata rivista grazie alle informazioni e integrazioni ricevute da Roberto Donati. Per saperne di più e' possibile anche visitare il sito del musicista, che ha proseguito la sua carriera nella musica, anche come apprezzato compositore di colonne sonore, dopo la esperienza con i Bat-Bat.

Bertas

Fondato a Sassari dai tre fratelli Costa con alcuni amici, il gruppo ha avuto subito successo con il primo singolo Fatalità, decisamente post-beat, in radio e in classifica nel 1967. Erano stati notati ad un concorso (Sardegna canta) l'anno prima da un talent scout della RCA che ha messo sotto contratto il complesso per la etichetta parallela ARC per il mercato giovane. Dopo il successo di Fatalità (che presentava sul retro una efficace cover da Tip Of My Tongue dei Grass Roots) tra il 67 e il '68 altri tre singoli di ottima fattura e di discreto riscontro e un LP dal titolo ovviamente "Fatalità".
[Carlo (basso e voce), Antonio (chitarra) e Edmondo Costa (organo), Mariolino Gadau (chitarra?), Brunetto Sini (tastiere?) e Antonio Usai (batteria); nel 1968 Giuseppe Fiori alla batteria al posto di Usai; nel 1969 Edmondo Costa e Brunetto Sini lasciano ed entra Gianni Canu alle tastiere]
Discografia: Fatalità / Mi hai perdonato lo so (ARC an 4127 - 1967), Dondolo / Se mi dai l'appuntamento (ARC an 4157, 1968), Vieni via con noi / Angelo bianco (ARC an 4192 - 1969), Sorge la città / Tempo se vorrai (RCA pm 3524), Fatalità (ARC 11005 - LP - 1968) (Fatalità / Come vuoi che io / Valerie / Vuoi / Le due strade / Ma non c'eri tu / Arrivi sempre ultima / Ma tu / Mi hai perdonato lo so / La banda / Dandy / La donna del sole)

Big Ben's

Primo gruppo del popolare chitarrista e cantante Alberto Radius, basati a Napoli, erano una derivazione in stile beat de "I Campanino" (dal nome della nota famiglia di musicisti della città partenopea, alla quale appartenevano alcuni componenti del gruppo). Adottarono il nuovo nome di ispirazione londinese presentandosi ai concerti indossando una bombetta come i brokers della City. Contratto con una casa discografica di prima grandezza, la Ariston, e cinque singoli pubblicati nel bienno 1965-66, in genere riconducibili allo stile beat delle origini (mersey beat) con numerose covers. Impropriamente noti anche per il loro brano "Un long plajing di baci" (scritto proprio così), ironia della sorte, non hanno però fatto in tempo a pubblicare alcun LP. Tra i componenti del gruppo anche Franco Mattone, poi compositore e protagonista della musica leggera italiana.
[Franco Campanino (voce, basso), Claudio Mattone (pianoforte), Alberto Radius (chitarre), Ugo Fiorenzano (batteria)]
Discografia: Una ragazza facile (Memphis Tennessee) / Tu non sai niente dell'amore (Ariston ar 0108, 1965), Come vuoi tu / Tu non sai niente dell'amore (Ariston ar 0109, 1965), Allontanati da me / Memphis Tennessee (Ariston ar 0110, 1965), Come vuoi tu / C'è chi per amore (The Last Time) (Ariston ar 0120, 1966), Pensare a te / Un long plajing di baci (Ariston ar 0139, 1966).

Billy e i Cani fedeli

Ricordati soprattutto per il nome, probabilmente uno dei più divertenti e ironici tra quelli adottati dai complessi beat, erano un gruppo di Firenze formato da componenti di vari complessi della città per incidere un brano, "Lei ama me" (forse una cover, autori Gleen (?) - Franchi) su uno dei dischi allegati alla rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET, sigla usata anche per l'etichetta) che inseriva questo gadget in ogni numero in quel periodo (vedi qui l'elenco delle cover NET). Il gruppo era formato da Massimo Franchi degli Storms (chitarra e voce), Giuliano Giunti degli Spettri (basso), Ubaldo Palanti sempre degli Spettri (batteria e voce). Il numero di catalogo del singolo è NET 606 - 1966.

Bisce

Il nome, secondo le riviste dell'epoca, deriverebbe da un incidente stradale nel quale incapparono i cinque componenti del gruppo, formatosi a Milano a metà degli anni '60, che uscirono dalla macchina rovesciata strisciando come bisce (!). Una versione peraltro confermataci dallo stesso Franco Ruggiero de Le Bisce. Disco d'esordio nel 1967 (etichetta North) con "La danza della morte" / "Una che dice sì". Quest'ultima era una versione (evidentemente molto libera) di "Here There And Everywhere" dei Beatles.
[Roberto Bernucca (organo e voce solista), Franco Ruggiero (chitarra e voce), Franco "Franchino" Mariani (chitarra e voce), Luigi Di Santo (basso), Albertino (batteria)]

Bisonti

Nati come Bruno Castiglia e i Bisonti, poi semplicemente I Bisonti, dopo la solita gavetta in locali della loro zona (Milano) hanno avuto l'opportunità di iniziare nel 1965 una sostanziosa attività discografica (11 singoli e 2 LP tra il '65 e il '70), tutta con la casa discografica City (una piccola casa indipendente di Milano, tuttora attiva), per la quale già lavoravano come turnisti alcuni componenti del gruppo. Agli inizi si muovevano più sul versante melodico, con qualche puntata sul rock 'n roll tradizionale (Lucille), per poi passare anche al beat, con il loro brano più significativo: Crudele (1967). Quasi tutti originali, comunque, i brani proposti dal complesso, unica cover la già citata Lucille. Ritorno negli anni '90 con un CD di successi dell'epoca beat (La carica dei Bisonti). Relativamente noti negli anni '60, anche se non erano nel gruppo di testa dei complessi beat, sono stati protagonisti di una inaspettata fama a più di 40 anni di distanza, grazie alla cover de La casa del sole pubblicata dai Pooh nel loro disco del 2008 Beat Regeneration, dove erano citati come interpreti della cover originale proprio i Bisonti. In realtà la cover era del '96, ma l'attribuzione è rimbalzata incessantemente in rete e i Bisonti sono diventati retrospettivamente gli "storici interpreti" della Casa del Sole in italiano.
[Bruno Castiglia (voce), Fulvio Carotti (chitarra), Paolo Cocchi (basso el.), Gianni Calabria (batteria), Paolo Pasolini (tastiere), in seguito Giorgio Speranza sostituisce Fulvio Carotti]
Vedi anche: La discografia dei Bisonti.

Bit-Nik

Il nome del complesso genovese è una voluta storpiatura di beatnik, il nomignolo affibbiato con disprezzo da un giornalista ai giovani alternativi americani dei primi anni '60. Un nome che però i primi poeti e scrittori che si riconoscevano in quel nuovo clima generazionale (Ginsberg, Kerouac e soci), e i giovani che si riconoscevano in loro, accettarono e accolsero come proprio. Un nome che e' anche nella radice del beat e del gruppo che farà esplodere il beat, i Beatles, ovviamente. I cinque ragazzi italiani volevano evidentemente ricollegarsi a quel clima e a quel movimento, senza usare banalmente lo stesso termine. In tutto pubblicarono 5 dischi, 45 giri, nella loro breve stagione, quasi tutti originali, a cominciare dal loro primo successo Preghiera per un amico beat, in buona parte improntati ad un germinale impegno e caratterizzati dal suono dell'organo elettrico Vox, tra gli altri brani di "protesta" si ricordano Realtà n.1 e Manifesto beat. Un ultimo tentativo di risalire sul carro del successo con la ennesima cover di Nights In White Satin dei Moody Blues, alias "Ho difeso il mio amore", poi il progressivo abbandono.
Per saperne di più: sito ufficiale www.bit-nik.it
[Mauro Boccardo (tastiere), Giulio Pistarino (batteria), Nanni Perazzo (basso), Ezio Gaggioli (chitarra), poi Mauro Dassio (sax) e Gianni Mondini (basso)]

Blacks

Blacks - Tu sei come me / RimaniGruppo di Milano molto apprezzato all'epoca. Durante una serata in un night club di Milano (lo Shaker, vicino a Largo Augusto) nel 1966, all'apice del fenomeno beat, furono notati da Piero Trombetta (autore di canzoni come Kriminal Tango e talent scout) che propose al gruppo un provino per la EMI. Provino realizzato il giorno dopo (nella basilica sconsacrata di Santa Sofia, in Corso Italia, che era allora la sala di registrazione della EMI), sotto la direzione del Maestro Tony de Vita, che diede subito parere positivo alla casa discografica. Il contratto prevedeva la incisione del loro primo singolo, con i brani "Tu sei come me" (da Hot Pastrami dei Dartells, la cover dei Blacks venne presentata anche a Bandiera gialla nella puntata del 18 giugno 1966) e "Rimani" (EMI PATHE' AQ 1334).
Furono in seguito reclutati dal noto impresario Leo Watcher e parteciparono a un lungo tour in Sardegna come gruppo rock in un cast di altri famosi musicisti dell'epoca: Pino Donaggio e i Giovani Giovani, Vittorio Inzaina, Wilma Goich, Arturo Testa, Gilda. Intensa anche l'attività in locali e concerti, sia in Italia sia all'estero (Svizzera, Germania), si ricordano concerti a Cortina d'Ampezzo, Palalido di Milano, la loro partecipazione al "Raduno dei Gruppi Musicali del momento", condotto da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.
[Flavio "Stecco" Maggioni (chitarra solista), Edo "Pelato" Muti (chitarra ritmica), Eros "Gitano" Catania (basso), Leo Catania (batteria), Eros e Leo Catania formeranno in seguito i Rubi Strubi]

Le Blande figure

Le Blande figure sono un complesso che si è formato a Modena (per la precisione a Fanano) nel 1965, dallo scioglimento di un altro gruppo, i Garden. Protagonisti di un'intensa attività in locali e in occasione di concerti, hanno partecipato anche ad un film con Aldo Fabrizi, hanno avuto collaborazioni con Maurizio Vandelli e i Giovani Leoni, che diventarono poi l’Equipe 84, e hanno avuto anche l'opportunità di pubblicare tre singoli con la casa discografica Cgo (Il mondo non lo sa / Nemmeno una lacrima, 1967, Plaisir d’amour / Un nuovo giorno, 1968 e Sei come il mare / Quando chiuderai la porta, 1969), per continuare l'attività  fino al 1978, anno in cui per diverse ragioni, il complesso si sciolse.
Le Blande figure realizzarono anche un LP, sempre per la Cgo, che però non è stato pubblicato e commercializzato per motivi non noti.
[Gildo Orsini, Gianni Orsini, Franco Zona, Silvano Corradini, Vanni Baisi, Alfonso Seghedoni]

Chetro & Co.

Un gruppo a parte, impegnato e ambizioso nel panorama del beat italiano. Formato da Ettore De Carolis (Chetro), che poi sarà l'animatore del Nuovo Canzoniere del Lazio negli anni '70, periodo della riscoperta, anche da parte del grande pubblico (vedi il successo della Nuova Compagnia di canto popolare), delle radici folk della musica italiana, con Franco Coletta alla chitarra e Gianni Ripani al basso, hanno esordito nel 1967 con un ambizioso singolo di stile psichedelico, pubblicato dalla Parade. Sul lato A una lunga composizione di De Carolis "Danze della sera", su testo del grande poeta Pier Paolo Pasolini, sul lato B "Le pietre numerate", ispirata e basata nella musica al classico barano "Milestones" del jazzista Miles Davis. A completare il tutto una copertina "monstre", un pieghevole su più pagine con i testi completi, un collage di immagini anche dirompenti per l'epoca (nudi e co.).
Vedi anche: La copertina originale

Chewing Gum

Si tratta di un gruppo toscano tra i più quotati tra quelli che hanno dato vita alla breve stagione della psichedelia italiana, soprattutto grazie al brano "Senti questa chitarra" del 1967, decisamente in anticipo sui tempi. Di Firenze, all'inizio si chiamavano Black Angels, cambiarono nome in "Chewing Gum" dopo l'uscita (alla volta dei Tremendi) del bassista americano Richard Ursillo (poi, negli anni '70, con il noto gruppo progressive Campo di Marte). Grazie al produttore Moreno Polidori ebbero l'opportunità di pubblicare un singolo con la RCA, che conteneva appunto "Senti questa chitarra" e sul retro "Tu sei al buio". Entrambi i brani erano notevoli per impatto e ritmo, e mettevano soprattutto in luce gli assoli di chitarra con distorsore e wha-wha del giovanissimo Flavio Cucchi (in seguito protagonista di una brillante carriera nella musica colta).

Chiodi

I Chiodi di Bergamo negli anni '60I Nuovi Chiodi - Canta e ballaI Chiodi erano un complesso beat di Bergamo, attivo fin dai primi anni '60, che ha trovato la sua principale affermazione nel biennio del beat 1965-'67, incidendo diversi singoli, tra i quali spicca una cover di I'm A Believer, il successo internazionale dei Monkees, alternativa (e precedente) a quella di Caterina Caselli (Sono bugiarda). L'attività del gruppo inizia nel 1961, è focalizzata nell'area di Bergamo e vede come componenti Silvio Rossi, Gigi Rossi, Denti, Capelli, Carminati. Dopo i primi anni di apprezzata presenza nei locali e di progressiva creazione di un sound riconoscibile, caratterizzato da una grande compattezza di suono e da un'attenzione particolare al territorio (dialetto). Con le prime avvisaglia dell'ondata beat si creano anche per i Chiodi le condizioni per l'esordio nel settore discografico, con la Novelty del produttore Cesare La Loggia.
Il primo disco è del '65, presenta un brano in dialetto bergamasco (Ai au a et i ae?) e "100 lire, mamma!" sulla seconda facciata.
Entrati nel circuito nazionale i Chiodi pubblicano altri dischi, caratterizzati da un ricorso ridotto alle cover, a differenza di quanto avveniva all'epoca, ed estendono il loro raggio d'azione a tutta l'Italia, con occasionali puntate all'estero (Francia, Svizzera e Spagna, dove li ribattezzarono Los Clavos).
Chiodi - Accendi una stella / Mai mi fermeròIl colpo da classifica voleva essere la cover dei Monkees citata in precedenza, con la nuova casa discografica di La Loggia, Losiérès (1967); la loro Accendi una stella è però oscurata però ben presto da Sono bugiarda, la versione molto efficace (e più coerente con il testo originale, rispetto alla versione di Pace cantata dai Chiodi) proposta da Caterina Caselli, allora all'apice del successo tra i giovani. L'altro lato del singolo, pensato in origine come lato A, era ancora una cover, da Homeward Bound di Simon & Garfunkel, in italiano "Mai mi fermerò".
La fine del periodo beat non ha coinciso per i Chiodi con la fine delle attività, a differenza di quanto avvenuto per molti altri complessi. Il front-man Silvio Rossi aveva tentato l'avventura solista già dal 1967, per poi continuare con altri due dischi, il secondo dei quali con la Vedette, con lo stesso gruppo, ribattezzato per l'occasione Nuovi Chiodi, e a fine decennio si era trasferito negli USA (dove vive e opera tuttora nel settore musicale). Gli altri hanno proseguito egualmente la attività professionale, rappresentata soprattutto da concerti, fino al 1974, concedendosi poi una reunion 25 anni dopo. I Chiodi sono quindi tuttora in attività, e informazioni sulle iniziative del gruppo si possono leggere nel loro sito www.ichiodi.com )
Discografia - I Chiodi: Ai au a et a ae? / 100 Lire Mamma! (Novelty 801 – 1965), Goldfinger / L’uomo che non sapeva amare (Novelty 802 – 1965), Quando la mamma la fa i calsett / Tu, tu solo tu (Novelty 803 – 1966), Nel solaio dei tuoi sogni / Quando in cielo (Novelty 808 – 1966), Mai mi fermerò / Accendi una stella (Losiérès 3002 -1967), L’amore ha cambiato anche te / Soltanto allora siamo noi (Losiérès 3004 -1967), Il mondo così non va / Ti devi lavare il cervello (Losiérès 3006 -1967) // Nuovi Chiodi: Canta e balla / Il tuo viso (Vedette 33178 – 1969) // Silvio Rossi: Arcobaleno / Se rimango qui (Losiérès 3007 -1967) // Annamaria Mazzola & I Chiodi: Torno a pregare / Come ti amo (Novelty 804 – 1966) // Loro Cinque: Ruzzola l'onda / Dolce mistero (1967?).
[Formazione: Silvio Rossi (voce), Andrea "Rino" Denti (chitarra), Dario Capelli (basso), Gigi Rossi (tastiere), Franco Carminati (batteria)]
Per saperne di più: intervista a Dario Capelli dei Chiodi, Il sito dei Chiodi

Cuccioli

Un complesso beat di Varese che formerà la base del gruppo progressive anni '70 Franchi-Giorgetti-Talamo ("Il vento ha cantato per ore tra i rami dei versi d'amore" - 1972 - Arrangiamenti di Nicola Piovani). Negli anni '60 avevano pubblicato, unico titolo della loro discografia, il singolo "La strada che cerco / Tu non sai", il retro era una cover di "The Kids are All Right" dei Who, la canzone dedicata al movimento giovanile dei "mods" tra i quali i primi Who erano uno dei gruppi preferiti.
[Formazione: Danilo Franchi al basso, Bruno Casagrande alla batteria, Roberto Carlotto alias "Hunka Munka" alle tastiere (che in seguito raggiungerà i Dik-Dik), Vittorio Giorgetti alla chitarra, Marco Gusmini alla chitarra solista; all'organo ha suonato anche, per un periodo, un giovanissimo Flavio Premoli, il futuro tastierista della PFM; Oliviero Talamo, chitarra, si è aggiunto in seguito al gruppo]
(Informazioni fornite da Giancarlo Viviani de I Daini, altro gruppo di Varese, e integrate da Alessio Marino di Beat Boutique 67)

Dioscuri

Un gruppo siciliano formatosi a Mazara del Vallo nel 1966, ha avuto una intensa attività dal vivo in tutta Italia, esibendosi anche al Piper di Roma e come gruppo ospite dei Pooh. Ha inciso per la Fly Record di Roma diversi singoli, tra cui "Francesca" (presentato in TV a "Domenica insieme", nella prima edizione del programma di Pino Caruso, nel 1971), Un cuore nelle mani, La mia poesia, La nostra Estate.
I componenti del gruppo erano Stefano Crimaudo (tromba), Giacomo De Simone (trombone), Vittorio De Simone (sax), Vito Messina (batteria), Vito Valenti (Chitarra), Nicola D'Aleo (organo Hammond), Nicola Noce (Voce solista) e Vito Calia (basso e voce). Peculiarità dei Dioscuri era una strumentazione di elevato livello, molto avanzata per l'epoca, soprattutto per il volume di suono, all'origine anche della citata collaborazione con i Pooh. I Dioscuri suonavano con batteria Rogers, piatti Paiste, organo Hammond L122 e Leslie 760, chitarra Gibson SG standard, amplificatore per chitarra Vox, basso Jazz Bass Fender, ampli per basso Davoli Lead 200W, ottoni Selmer, microfoni Shure, amplificazione Vocale Montarbo (mixer a 16 canali) con un totale di 2000 Watt RMS e viaggiavano con due pullmini Volkswagen, uno per i componenti del complesso ed un altro per gli strumenti e per i tecnici.

Evy

Evy (Evelyn Lenton Verrecchia) è stata una delle poche vere cantanti beat italiane; cresciuta in Francia, aveva già iniziato la sua carriera nel paese transalpino, dove aveva proposto alcune canzoni tradizionali, arrivata in Italia per motivi extra-musicali, ha proposto prima brani tradizionali (una versione in italiano di "Giochi proibiti"), poi ha abbracciato decisamente il beat con brani di protesta, come "L'abito non fa il beatnik" e "Domani il mondo sarà nelle nostre mani".
Evy ha continuato negli anni successivi a frequentare il mondo della musica, sia in Francia sia in Inghilterra, sia come interprete che come autrice e produttrice.

Fantom's

I Fantom's sono un complesso formatosi  a Torino nel 1963. Si ispirano inizialmente ai Beatles e Rolling Stones, ma ben presto si rivolgono a nuove sonorità, orientate alla psichedelia, ancora poco frequentata all'epoca.
Nel 1966 realizzano il primo 45 giri "Le Insegne Pubblicitarie" (nello stesso disco anche "Nadia" e "Il Treno"). L'anno successivo esce un secondo 45 giri esteso con "We Shall Overcome", contenente una versione incisiva di "Come by Here" (Kumbaja), in italiano "Vieni qui vicino".
I loro dischi, per la cronaca, sono tra le rarità più ricercate dai collezionisti.
[Luigi Nagliero (chitarra solista), Walter Nagliero (chitarra ritmica), Spartaco Nagliero (basso), Gino Nagliero (batteria), Gino Amatone (organo)]

Favolosi

Il gruppo formato da Ivan Facchini, Paolo Tomalini, Mario Rizzoglio, Mario Verde, provenienti dal conservatorio e con buona pratica musicale. Ricordati per la cover dei Bee Gees (Butterfly), diventata in italiano "Come le rondini" a cura dei soliti Lo Vecchio e Roberto Vecchioni. Il retro era "Il calendario", cover di "Friday Kind Of Monday" di John Farnham.

Ferry, Franco, Renè, Danny & Gaby

Il gruppo fondato da una parte dei New Dada dopo i contrasti che portarono allo scioglimento del gruppo originario ad inizio 1967. Nella nuova formazione confluivano Ferry Sansoni (tastiere), Franco Jadanza e Renè Vignocchi (chitarre), assieme a Gaby Lizmi (batterista del Patrick Samson Group) e Danny Besquet (bassista dei Profeti). All'inizio si esibivano come New Dada, poi, a seguito delle inevitabili diatribe giudiziarie sul nome, assunsero il nuovo appellativo chilometrico, semplice somma dei nomi dei componenti, seguendo un po' la moda lanciata in UK dal gruppo beat-folk Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich. Il riscontro iniziale fu ottimo, e il gruppo ebbe l'opportunità di essere invitato come supporter nel primo tour dei Rolling Stones in Italia, nel 1967. In questo confermavano una tradizione, in quanto gli originari New Dada erano stati il gruppo spalla nel primo (e ultimo) tour dei Beatles in Italia, nel 1965. Pubblicarono due singoli (Un treno che parte, Se te lo raccontassi) prima dello scioglimento nello stesso anno 1967. Nell'immagine di copertina, da sinistra Danny, Ferry, Gaby, Franco e Renè.
Per saperne di più: La storia dei New Dada, L' intervista a Ferry Sansoni)

Folks /
Fholks

Il gruppo romano che accompagnava nei concerti il cantante beat Roby Crispiano e che poi, con il nome cambiato in Fholks, è stato protagonista sulla scena pre-progressive e psichedelica romana. Ai tempi di Crispiano era formato da Enzo Volpini all'organo Hammond, Claudio "er crosta" Baldassarri alla chitarra, Franco Pavone al basso. Condividevano la sala prove con i Perchè.
Si erano formati a Roma nel 1965 per iniziativa di Baldassarri, assieme a Pavone, all'inizio il nome era "I Condors". Volpini si è aggiunto nella seconda formazione, quella che ha iniziato la collaborazione con il cantautore romano. Alla fine di questa esperienza nuovo cambio di formazione e di nome, diventano i Fholks, con due nuovi componenti provenienti da un altro gruppo romano, I Naufraghi: Henryk ‘Nene’ Topel, cantante, e il batterista Ruggero Stefani (che era stato in precedenza anche con Le Pupille). E' in questa fase che fanno le cose più significative nei '60, suonano con regolarità al Piper dove hanno anche l'opportunità (unica) di aprire il famoso "concerto perduto" dei Pink Floyd nel 1968. Suonano anche al locale rivale del Piper, il Titan, dove hanno l'occasione di conoscere Jimi Hendrix allora in tour a Roma, che suona anche con loro (pare) e li invita sicuramente come gruppo spalla nella seconda delle due mitiche serate che fece al Teatro Brancaccio di Roma, lasciando piuttosto sconvolto i ragazzi romani accorsi, non certo preparati a vedere qualcuno dare fuoco letteralmente alla chitarra sul palco (pare anche da testimonianze indirette che abbiamo raccolto che l'abbia fatto anche qui, e non solo a Monterey) oltre che non molto abituati ad ascoltare il suo blues estremo. Tornando ai Fholks continuano l'attività assieme al gruppo Piper, partecipando al primo "Cantapaiper" organizzato da Eddie Ponti con diverse tappe in Italia (isole incluse) sulla scia del Cantagiro.
Unica incisione su disco nel 1970 (Mi scorri nelle vene / Cerchi, disco Ricordi), con una formazione ancora diversa, di nuovo con Volpini e con Baldassarre sostituito da Pericle Sponzilli. Con questa formazione inizia la fase di avvicinamento al progressive, con le partecipazioni ai festival che avevano raccolto i gruppi di quella tendenza a Caracalla a Roma nel 1970 e nel 1971 e a Viareggio nello stesso anno. Fase di avvicinamento che arriva a compimento con la trasformazione in "Reale Accademia di Musica" (un nome molto più allineato a quello degli altri gruppi di questo genere), con Roberto Senzasono (un batterista già attivo in altri gruppi beat) al posto di Stefani.
(Informazioni gentilmente fornite dal noto pubblicista esperto di anni '60 Claudio Pescetelli, che ha avuto l'occasione di intervistare Claudio Baldassari; informazioni più complete sulla relativa voce in Wikipedia)

Frenetici

Nel 1959, a Voghera (PV) nasceva il gruppo I Frenetici, nel quale ha iniziato a suonare professionalmente anche un musicista diventato poi famoso nella musica pop, Drupi (Giampiero Anelli). I Frenetici hanno partecipato, come ospiti, alla finale del Festival Bar 1966 a Salice Terme, al Torneo Davoli del 1967, hanno inciso tre 45 giri per la Tiffany Records (la stessa casa discografica dei Los Bravos), il primo (Non t'amo più) ha raggiunto il 48° posto nelle classifiche di vendita del 1966. Da ricordare la partecipazione al galà Eurovisivo del 1966 a Berna, all'Oscar della canzone 1968, dove arrivarono terzi, e la partecipazione alla trasmissione televisiva "Chissà chi lo sa" nel 1968, oltre, naturalmente, a un numero molto elevato di concerti in tutta  Italia, in luoghi anche significativi (Reggia di Caserta, Fiera di Milano, e altri).
Discografia: Non t'amo più / L'amico Gianni (Tiffany 510 - 1966), E loro dicono / Il matusa (Tiffany 523 - 1967), Qualche santo pregherà per noi / Fatalità (cover del successo di quell'anno dei Bertas) (Tiffany 537 - 1967), NB: un altro singolo a nome "John Benifell e i Frenetici" non è dello stesso gruppo)
(Informazioni ricevute da Gian Paolo Romanelli)
[Gian Paolo Romanelli (chitarra), Antonio Maitilasso (chitarra e voce), a cui è subentrato nel 1967 Drupi (Giampiero Anelli) proveniente da Le Calamite, Bruno Risi (tastiere), Enrico Moi (basso), Maurizio Legè era il chitarrista nella prima formazione, chiamata anche "Paolo e i Frenetici"]

Fuggiaschi

L'altro complesso del Clan Celentano, che affiancava i Ribelli (e prima dei Ragazzi della via Gluck). Erano il gruppo che accompagnava Don Backy, quando il cantautore toscano era ancora il "luogotenente" di Adriano Celentano, ma produssero anche alcuni singoli a proprio nome. Il loro primo 45 giri si chiamava "Droga"/"Nulla per me" (1964) ed era molto avanzato nella sonorità, al Festival delle Rose dell'anno dopo presentarono "Vale più di noi" (con un loro arrangiamento pare non gradito da Celentano, perché non supervisionato dal fido collaboratore Detto Mariano), che uscì però con diverso nome sul disco compilation del festival. Nel 1966 I Fuggiaschi lasciarono il Clan, come già aveva fatto Ricky Gianco, e poco prima dei Ribelli e dello stesso Don Backy. Divergenze artistiche (la posizione di Celentano nei riguardi del movimento beat), insofferenza per il cesarismo del leader e per la scarsa promozione erano all'origine della decisione, che i ragazzi del gruppo raccontarono in una intervista alla giornalista Fiorella Marino di "Big". Altro singolo del periodo Clan fu "Tipperary (parole di Don Backy) / Proprio lei", altri uscirono a nome "Don Backy e i Fuggiaschi" ("Una ragazza facile" con un testo che anticipava la imminente rivoluzione dei costumi). Con la successiva casa discografica Jolly incisero "Gira Gira / Saludos Amigos" (la prima era una cover di "Reach Out, I'll Be There" dei Four Tops, già portata al successo da molti altri tra cui Rita Pavone),  e poi "Niente di niente / Cos'è l'amore", ultimo disco nel 1967 prima dello scioglimento. Sono citate in Internet anche altre cover (Beatles, Trini Lopez, Shadows) uscite forse in compilation. Da aggiungere che, a differenza della maggior parte dei gruppi beat, buona parte del repertorio del gruppo era composto da membri del complesso, e in particolare dai fratelli Paterlini, come "Proprio lei", "Alleluia", "Mah  .. se", "Niente di niente" e "Cos'è l'amore".
I Fuggiaschi venivano da Mantova (all'inizio si chiamavano "I Delfini", il nuovo nome pare fosse un omaggio alla canzone di Don Backy "Il fuggiasco") ed erano Aldo e Mario Pavesi, (basso e chitarra solista), Claudio Paterlini (tastiere) e Rinaldo Schilingi (batteria). Dopo la morte in un tragico incidente stradale del bassista Aldo Pavesi (nel 1965) si aggiunsero al gruppo Carlo Alberto "Charlie" Paterlini (fratello di Claudio, alla ritmica) e Maurizio Bellini (basso).

Generali

Un gruppo di Milano caratterizzato dall'uso delle tastiere (sulla linea Moody Blues). Per un certo periodo furono il complesso che accompagnava Riki Maiocchi, con il quale hanno partecipato anche al cast del film "L'immensità", del quale era protagonista, ovviamente, Don Backy.
Dischi: "La vita è una battaglia", "Pensaci un po'" (1966).
Formazione: Tommaso "Thomas" Cafagna alle tastiere, Nino Cafagna alla chitarra, Angelo Cafagna alla batteria (tutti fratelli), Santino Martoscia al basso e voce, oltre al tecnico Danilo Zoletti. 
(Informazioni e immagini ricevute da Santino Martoscia).
Vedi anche: Intervista a Santino Martoscia sugli anni del beat.
Nell'immagine a sinistra I Generali e Riki Maiocchi al Piper Club di Milano. A destra la copertina del singolo pubblicato dai Generali.

Gene Guglielmi

Un cantante beat della prima ora, ricordato anche perché autore di un vero e proprio manifesto del beat italiano "I capelli lunghi", con una sorta di 10 comandamenti del beat "...perché porto i capelli lunghi, perché indosso i calzoni stretti, perché metto gli stivaletti..", altro suo grande successo "E voi, e voi, e voi", versione italiana di "Et moi, et moi, et moi" del cantautore beat francese Jacques Dutronc (evidentemente tradotta con qualche libertà). Brano mitico (perché introvabile su disco) "Preghiera beat". Interruppe di sua volontà una brillante carriera per non sottostare ai compromessi richiesti dalle case discografiche, dopo la fine del momento d'oro del beat.

Gens

Un  gruppo di Messina il cui grande e ancora ricordato successo è stato "In fondo al viale", presentato al Cantagiro del 1969 (e ispirato al viale San Martino della città siciliana). Notevole anche il retro del 45 giri "Laura (dei giorni andati)". Hanno continuato a suonare e produrre dischi anche negli anni '70, spostandosi nel tempo verso il genere melodico (in particolare in occasione della loro partecipazione al Festival di San Remo con il brano "Lo schiaffo" del 1971) e abbracciando anche lo stile progressive, con il loro LP "Gens" del 1974. Nel 1972 hanno vinto il Cantagiro con il brano "Per chi" (cover di Without you di Harry Nilsson).
Altri singoli "La stagione di un fiore", "Cara amica mia", "Anche un fiore lo sa", "La nostra realtà".
Formazione: William Ricciardi, detto "il Baronetto" alla voce, Pippo Landro alle tastiere, Pino Salpietro alla batteria, Ettore Cardullo al basso e Gilberto Bruno alla chitarra , prematuramente scomparso e sostituito da Mauro Culotta. Per saperne di più: www.igens.net 

Ghigo e i Goghi

Anche il creativo cantante e musicista Ghigo Agosti, tra gli iniziatori in Italia del genere rock, ha detto la sua nell'epoca d'oro del beat, formando nel 1964 il complesso Ghigo e i Goghi, assieme a Claudio Corazza. Ghigo Agosti negli anni '50 aveva composto e registrato brani R&B e rock (Stazione del rock, Coccinella), e faceva parte del ristretto gruppo dei primi rocker italiani (con Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Adriano Celentano, Guidone, Clem Sacco, tutti operanti a Milano). Un gruppo di innovatori che il giornalismo dell'epoca chiamava genericamente "urlatori" associandoli impropriamente ad altri cantanti che si limitavano a cantare in modo diverso canzoni comunque tradizionali (come Tony Dallara o Betty Curtis), e che alternavano comunque diversi stili.
Con il suo nuovo complesso Ghigo Agosti nel 1964 incise Ciao, una versione di Shout, il potente brano R&B degli Isley Brothers del 1959, con un arrangiamento ancora più trascinante dell'originale e un testo che echeggiava le vicende biografico - musicali del leader. Il brano originale americano è molto noto, essendo tornato celebre negli anni '70 con il film Animal House, del quale è uno dei temi conduttori.
Il gruppo musicale aveva una struttura più che da band jazz o R&B che da complesso beat, con una sezione di fiati in primo piano, al posto delle chitarre. Un gruppo quindi adatto in particolare modo per gli eventi dal vivo, ad esempio al Piper di Milano, nella tournée di Antoine e nelle stagioni estive al Tukul di Chiavari, al Covo di Santa Margherita, nei quali aveva particolare spazio per esprimersi la verve, l'irruenza e lo spirito dissacrante del cantante Ghigo Agosti. Altre canzoni incise dal gruppo: "Non avrei mai creduto", "Conosco Jenny".
Dopo questa breve esperienza ai confini del beat l'infaticabile Ghigo (al secolo Riccardo Arrigo Agosti) ha continuato a sperimentare nuovi generi musicali, con una particolare predilezione per l'amato rhythm & blues, nel frattempo ritornato di moda alla grande, sempre con lo stesso spirito irriverente, e divertendosi ad usare diversi pseudonimi, come Mister Anima, Probus Harlem, Rico Agosti, Black Sunday Flowers

Vedi anche: Intervista a Ghigo Agosti / Album fotografico / Coccinella / Stazione del Rock / No! Al demonio

Nei Goghi si sono alternati nel corso del tempo diversi musicisti, ne citiamo alcuni: alle chitarre Claudio Corazza (poi con i Campioni di Roby Matano in sostituzione di Lucio Battisti e infine fondatore nel decennio successivo di una delle prime cover band, dedicata agli amati Shadows) e Gilberto Ziglioli (poi session man con i New Dada e in seguito con Maurizio Arcieri nel suo primo gruppo dopo l'uscita dai New Dada), alla batteria si sono alternati Gianfranco Da Pieve, Enrico Maria Papes (in parallelo alla sua celebre esperienza con i Giganti, Papes era un amico personale di Ghigo), Toto Cotugno (agli inizi della sua carriera, ancora come session man e suonatore di batteria) e l'inglese Bob Bennett, ai fiati noti personaggi del jazz milanese, tutti ancora attivi anche per molti anni a venire, come Luciano La Neve (trombone), Lelio Lorenzetti (tromba), Paolo Tomelleri (sax, strumento al quale si è alternato e aggiunto anche l'americano Francis Plasheye), alle tastiere Leandro Gaetano, al basso l'inglese Paul White e Icio Cappetti, che continuerà a seguire Ghigo anche nella successiva esperienza R&B che prenderà nome Probus Harlem. Oltre ai musicisti citati ai concerti dei Goghi ha partecipato anche in numerose occasioni Ricky Gianco, nel periodo seguente la brusca rottura con Celentano e la uscita dal Clan.
La formazione iniziale del 1964 era composta da Ghigo Agosti (voce e tastiere), Claudio Corazza, (chitarra solista), Gilberto Ziglioli (chitarra ritmica e solista), Icio Cappetti (basso), Gianfranco Da Pieve (batteria).

Giuliano e i Notturni

Il cantante Giuliano Cederne aveva raggiunto una buona notorietà nella seconda metà degli anni '60 partecipando e vincendo per cinque puntate consecutive il popolare programma TV "Settevoci", la prima trasmissione di successo di Pippo Baudo. Unendosi al gruppo di Vicenza I Notturni ha raccolto un grande successo con la versione italiana di Simon Says, successo internazionale dei 1910 Fruitgum Co., la celebre Il ballo di Simone (che poi è rimasta per sempre con noi, nel settore "balli di gruppo") proseguendo poi per alcuni anni sul lato più leggero del pop.
Discografia: Il ballo di Simone / Oggi sono tanto triste (RiFi rfn 16257 - 1968), La giostra della felicità / Tu che conosci lei (RiFi rfn 16323 - 1968), L'amore difficile / Ragazzina ragazzina (RiFi rfn 16351 - 1969), E sono solo / Prima di dormir bambina (RiFi/Strip stp 92002/3 - 1969) - LP - Giuliano e i Notturni (RiFi rfl st 14032 - 1969)

Igor Mann e i Gormanni

Un nome tra i più simpatici (tra i molti nomi bizzarri) per questo gruppo di Novara di R&B virato poi in beat melodico, ma di qualità, che ebbe un certo successo anche a seguito di una fortunata apparizione al programma Settevoci, la prima trasmissione TV di successo di Pippo Baudo. Ovviamente nessuna parentela ma casuale (quasi) coincidenza di nome con il grande giornalista Igor Man. Da segnalare la presenza nel gruppo di uno dei più significativi batteristi dell'era beat (accanto a Dall'Aglio dei Ribelli), che rispondeva al nome di Mario Costa (prematuramente scomparso nel 1989) autodidatta e musicista autonomo sin da 16 anni. Altri dischi del complesso, su etichetta Polydor, quindi su una primaria casa discografica: "Giulia", "Il vagabondo", "Paradiso perduto", "Senza catene", cover della famosa "Unchained Melody" dei Righteous Brothers.
Discografia: Il vagabondo / E se noi (Polydor nh 59803 - 1967), Giulia / Dove sei stata (Polydor nh 59806 - 1967), Paradiso perduto / Senza catene (Polydor nh 59812 - 1967), Ma va la' / Lettera per te (Polydor nh 59812 - 1968), Boom Bang Bang (Polydor nh 59822 - 1968 - sul retro altro gruppo, a nome Igor Mann), Le mie ferite / sarei disposto a lavorare (Polydor 2060 006 - 1970 - a nome Igor Mann)

Kameleoni

Un complesso beat che ha fatto storia in Yugoslavia erano i Kameleoni di Capodistria (Koper), un gruppo che cantava anche in italiano e in inglese, hanno tenuto concerti anche al Piper di Milano e a Londra. In italiano hanno pubblicato nel 1967 il singolo "La felicità" (sul retro una cover di See See Rider), in inglese, nel '68, un singolo con cover di "Dedicated To The One I Love" e "Story Of My Brown Friend" (un originale) e "Looking For Me". I principali componenti dei Kameleoni erano Danilo Kocjančič, chitarra ritmica, Marijan Maliković, chitarra, Tulio Furlanič, batteria. (Informazioni fornite da Fiorenzo Kahn, fotografia promozionale del gruppo fornita da Fiorenzo Labinac).

Lunghe Storie

Un altro dei molti gruppi sorti a Bergamo nei primi anni '60, nel 1964 per la precisione, le Lunghe Storie erano formate all'inizio da Antonio Noris (chitarra), Alessandro Lollio (sax), Beppe Briccoli (basso, in seguito è subentrato angelo Albini) e Mario Baggi (batteria), cui si aggiunge in tempi successivi il tastierista Elio Cariola. Dopo diversi cambi di formazione il solo Lollio rimane della formazione originaria, mentre alle chitarre subentrano Gilbert manet e Richard Del Set, al basso Alessandro "Billy" Zanelli, alla batteria Massimo Zanetti, alle tastiere Franco Orlandini e la sezione di fiati si allarga con Nadir Marchetti Lera e Giuliano Lovato, per arrivare così ad una formazione ad otto elementi. Dopo cinque anni di intensa attività concertistica, le Lunghe Storie si sciolgono a fine decennio, nel 1969. Lo stile del gruppo rimane sempre un mix tra beat e pop, con i fiati in evidenza. Due i singoli all'attivo, uno come gruppo di supporto al cantante Ulisse, e l'altro del gruppo, con la etichetta First di Alfredo Rossi, il fratello di carlo Alberto Rossi.
Discografia: Guardo le luci spegnersi / Oggi non va (Ariston ar 0255 - 1968 - con il cantante Ulisse), Un bel momento / Quando un uomo se ne va (First fr 5005 - 1969)

Mat 65

Un gruppo di Bergamo ricordato soprattutto per essere uscito vincitore del primo concorso Davoli, il Torneo Rapallo-Davoli del 1966, dove superarono nella finalissima tra i dodici complessi "superstiti", dopo mesi di selezioni, i Corvi (che arrivarono al secondo posto) e i Trolls (poi New Trolls), oltre ad altri gruppi allora considerati molto promettenti come i Da Polenta e i Funamboli. Il brano proposto nella finale era "For Miss Caulker" degli Animals. La vittoria nel concorso consentì ai cinque ragazzi di Bergamo di sottoscrivere un contratto discografico con una casa discografica di primo livello, la RiFi, con la quale pubblicarono tra il 1966 e il 1967 quattro singoli 45 giri ed un LP 33 giri. Si trattava però in quasi tutti i casi di cover, spesso già proposte tra altri, ed in un caso anche di cover alternative da due brani presentati con successo al Festival di Sanremo del 1967 (Pietre e Bisogna saper perdere). Non c'è da stupirsi che il promettente futuro che sembrava schiudersi per i Mat 65 sia rimasto solo una ipotesi. Sono ricordati comunque come molto efficaci dal vivo e capaci di aggiornarsi alle nuove tendenze, con la svolta verso il R&B dell'ultimo periodo, con l'inserimento in formazione di due fiati.
Discografia: Satisfaction / Michelle (Pop 200013 - 1966), La libertà / Babababa-Ba (RiFi rfn np 16172 - 1966), Ma che ne sai / Un riparo per noi (RiFi rfn np 16172 - 1966), Pietre / Bisogna saper perdere (RiFi rfn np 16186 - 1966), Io suono / La bestia nera (RiFi rfn np 16209 - 1967), Arrivano i Mat 65 (RiFi rfn lp 14507 - 1966, LP).
[Franco Orlandini (voce e chitarra), Mario Arancio (basso elettrico), Titta Arancio (organo), Lele D'Amore (chitarra), (Federico) Friedel Elzi (batteria); in seguito Antonio Sirtori sostituisce Elzi e Gianni Locatelli al trombone e Mario Pasotti alla tromba costituiscono una sezione fiati]

Meri Marabini

Meri Marabini ha iniziato la sua carriera di cantante tra beat e pop a 18 anni a Bologna come front-woman di un gruppo beat. Notata dai talent scout della casa discografica Carosello, ha iniziato una carriera professionale prima con passaggi televisivi tra gli "sconosciuti" dove ha presentato una cover di I Know A Place di Petula Clark (Un bel posto) e poi con un gruppo di singoli di variabile successo tra il 1966 e il 1967. Il primo presentava sul lato A una versione soft di I Need You dei Beatles. Interessanti e ben centrate anche le altre scelte di cover tra cui spicca una grintosa versione di un classico garage beat dei Pretty Things (Come See Me). Il dettaglio delle cover si può leggere sulla 4 parte della nostra sezione dedicata alle cover in italiano. Per attirare l'attenzione sulla cantante (la competizione era tanta) dopo i primi singoli, trasmessi per radio ma con vendite non esaltanti, per il terzo singolo la casa discografica (o lei stessa) hanno pensato ad un cambio di immagine: l'elemento per differenziarsi dalla nutrita concorrenza sarebbe stata l'acconciatura bicolore (mezza nera e mezza bianca, ma non con le meches, proprio un colore per lato). Un espediente di discreto successo perché a distanza di anni è ancora ricordata come la "cantante bicolore", e che ha attirato un po' di attenzione sul valido brano originale "C'è tanta gente", in origine lato B di "Una voce". Ulteriore tentativo vagamente flower-power col successivo singolo, con cover dal soul britannico sul lato A e dal soul canadese sul lato B. Troppa competizione o poca promozione, ma con questa ultima incisione si è conclusa la carriera della cantante emiliana.
Discografia: Mi manchi / E' proprio inutile (Carosello CI 20162 - 1966), Sono io la tua donna / Ci scommetto (Carosello CL 20179 - 1967), Una voce / C'è tanta gente (Carosello CI 20185), Ti amo, mi ami / I fiori sul viso (Carosello CI 20192 - 1967).

The Meteors

Il gruppo spalla di Gianni Morandi per un tratto degli anni '60. Il nome scelto non era certo beneaugurante di una lunga carriera. Si sono cimentati nella traduzione di molti brani classici dei Beatles in un LP dedicato al gruppo inglese dal titolo Beatlesmania. La formazione del gruppo di Bologna era composta da Ivo Faccioli (sax), Gilberto Faggioli (chitarra), Marco "Jimmy" Villotti (chitarra) poi noto collaboratore di molti musicisti, Ciro Scognamiglio (basso) e Vittorio Volpe (batteria), in altre formazioni anche Enzo Cifiello (voce) noto anche come Ray Silver. Nel gruppo emiliano ha transitato anche Dodi Battaglia, anche lui bolognese, poi chitarrista storico dei Pooh. Ha suonato il basso nel gruppo Ivan & i Meteors, gruppo apripista nel concerto bolognese di Jimi Hendrix (1968). Discografia: Abrakadabra / Nunca (Alfa NP332 - 1961), Angustia / Lucilla (Alfa NP333 - 1961), Marcia turca / Avanti indrè (Alfa NP334 - 1962), Eulalia Torricelli Twist / Movimento Twist (Alfa NP351 - 1962), Dove sei / Il tuo sorriso (Alfa NP361 - 1962), Amico / Non finirò d'amarti (Alfa NP 417 - 1963), Vita difficile / Hey, Paola! (Alfa NP419 - 1963), Insieme a voi / Se mi trovassi con te (ARC N 4051 - 1965), Vi sembra giusto (di Gianco e Pieretti, una canzone "di protesta") / Incontri al sol (Polydor nh 421204 - 1966). LP: I Meteors (RCA pml 103821 - 1964), Beatlesmania (ARC sa 1 - 1965).

Mimitoki

Il complesso beat nel quale militavano i fratelli Fabio Boldi, alla voce e chitarra di accompagnamento, e Massimo Boldi, il futuro famoso attore comico, alla batteria, assieme ad Alfredo Giovene alla chitarra solista e Claudio Corvino (Tato) al basso. Attivo nel 1965-66, e noto anche come "Charlie e i Mimitoki" (Charlie era Fabio Boldi), hanno inciso quattro 45 giri per la Dischi Helene. Dopo questa esperienza Fabio e Massimo Boldi hanno raggiunto Claudio Lippi nel progetto Pattuglia Azzurra.
(Notizie ricevute da Claudio Corvino)

Mini-Coopers

Uno dei rari gruppi beat al femminile, dotato anche di una certa grinta, con all'attivo un paio di incisioni discografiche e anche un nome tuttora attuale (imprevedibilmente). Originarie di Correggio (Reggio Emilia) dove hanno iniziato a suonare non professionalmente, sono state scoperte nel 1966 da Marcello Minerbi dei Los Marcellos Ferial. Con la produzione del maestro Aldo Pagani (già nel gruppo di Renato Carosone e direttore artistico della Ricordi ad inizio anni '60) hanno inciso due dischi nel 1968 con gradevoli ballate beat. Nello stesso 1968 sono a Londra in tournée per quattro mesi con il supporto dell'impresario del fisarmonicista Peppino Principe. Dopo questa esperienza però il gruppo si scoglie e si perdono le tracce delle componenti.
Discografia: Ma ti abbiamo vista piangere (Tipico ma 9707 - 1968, sul retro un altro gruppo, gli Andrea's Racket, altro nome usato dai Giois, con il brano Monja), Mi abituerò (Tipico ma 9708 - 1968, sul retro la cantante Barbarella con il brano Sentimento). Entrambe le canzoni incise dalle Mini-Coopers sono state scritte da A. Spaggiari, un autore abbastanza attivo all'epoca (Nuovi Angeli ed altri). NB: le immagini sulle copertine dei due singoli non sono delle Mini-Coopers.

Mods

Uno dei molti complessi che presero il nome dal movimento giovanile inglese impropriamente citato dal singolo di successo di Ricky Shayne Uno dei Mods, sono stati anche per un periodo il gruppo spalla di Roby Crispiano. I Mods incisero anche un singolo, "Fuori dal mondo / Faccia Gialla" nel 1965. Un altro gruppo con lo stesso nome è stato il complesso nel quale mosse i primi passi Riky Maiocchi prima dei Camaleonti.

Myosotis

Il duo "Myosotis" era composto da Federico D'Andrea (fondatore degli Ancients con Manuel De Sica e Bruno Biriaco, poi nel gruppo Lybra), purtroppo scomparso in un incidente stradale alcuni anni fa, e da Stefano Marcucci, e prodotto da Alberto Durante, Lombardi e Montellanico. I Mysostis hanno inciso per l'etichetta CAT records i 45 giri "Tu non hai più parole/ Nel giardino di Molly" (ottobre 1969) e "Dietro la finestra / Un cuore da dividere" (aprile 1970), proposto da Arbore in "Speciale per voi" su RAI Uno (come evidenziato anche nella copertina del disco)
(Notizie ricevute da Stefano Marcucci:
www.stefanomarcucci.it)

Najadi

Un gruppo di Firenze, uno dei rari complessi beat tutto al femminile, e per di più non con un repertorio soft, in quanto in gran parte basato su brani dei Cream. Hanno pubblicato un solo singolo nel 1968, con la Parade (la stessa etichetta che aveva pubblicato il coraggioso singolo di Chetro & Co.), contenente I nostri dischi e Fiori d'arancio, due brani, in questo caso, più pop che beat (o rock) decisamente non di rottura. L'anno successivo parteciperanno al Cantapiper con  New Trolls, Four Kents, Clifters e altri.

Natale Befanino

Il soprannome di Natale Massara, sassofonista,uno dei componenti fondatori dei Ribelli poi arrangiatore e direttore d'orchestra. Con questo nome (un'altra idea di Celentano, probabilmente) e sempre accompagnato dai Ribelli, ha pubblicato il singolo Danny Boy / Alle 9 al bar e il singolo in condominio con Milena Cantù, contenente Danny Boy / Eh già!

Nomadi PS

Un gruppo di Pesaro, da non confondere con i famosi Nomadi di Daolio e Carletti. Gruppo prima R&R e poi beat classico attivo dal 1961-62, cambiarono il nome in PS-Nomadi o Nomadi PS o Nomadi P.S. (PS come la sigla automobilistica di Pesaro) dopo un incontro con i Nomadi, che ovviamente avevano registrato il nome e chiesero di normalizzare la situazione. Incisero un 45 giri e mezzo (La mia città / Vieni a Pesaro e La mia città / La ragazza di John). Erano i portabandiera del Pesaro sound (grintoso e R&B) assieme ai Bat Bat e ai Tubi Lungimiranti.
[Vittorio Marchini, fratelli Giovannelli, Romano Riminucci, poi fratelli Guastella al posto dei Giovannelli, che erano passati ai Bat Bat]

Novelty

Il gruppo che ha accompagnato Fausto Leali nella sua lunga e fortunata carriera, si era formato nel 1960 con, tra gli altri, Piero Braggi alla chitarra, Gianfranco Ruffaldi alle tastiere, Silvio pesce al basso e Delio Ombrella alla batteria, su iniziativa del maestro Piero Cacciabue. Nel 1961 pubblicano un primo singolo EP con tre brani (Cha Cha Cha, Moby Dick, Tanta gioia). Nel 1962 i quattro Novelty citati si uniscono al giovane cantante Fausto Leali e danno inizio alla prte più rilevante della loro carriera, con la pubblicazione di due singoli in stile pop dell'epoca, nel 1962 e nel 1963, con la etichetta Music, e poi il salto nel 1963 con la Jolly e la fortunata versione italiana di Please Please Me dei Beatles, più nota da noi, in quell'anno, dell'originale. Molti altri singoli di medio successo con la Jolly, tra i quali molte cover, e una intensa attività dal vivo in locali ed eventi, fino al grande colpo nel 1967, dopo il passaggio alla RiFi, con l'eclatante successo di A chi, che fa conoscere a tutti le potenti doti vocali e interpretative di Leali. La collaborazione con il cantante continua fino al 1968 e alla fortunata partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano Deborah in coppia con Wilson Pickett, classificatosi al 4° posto. Nel marzo dello stesso anno il divorzio artistico ed il passaggio del gruppo con Peppino Di Capri, con un diverso e ottimistico nome (New Rockers) e una intensa attività per tutto lo stesso anno. Con la fine del 1968 si chiude questa esperienza e anche la storia dei Novelty.
Discografia: Un bacio e poi / Giochiamo all'amore (Music 2351 - 1962), Portami tante rose / Non insistere (Music 2364 - 1962), Please Please Me / 5 giorni (Jolly j 20209 - 1963), Follie d'estate / Non voglio più piangere (Jolly j 20216 - 1963), La campagna in città / Ho perduto (Jolly j 20232 - 1964), Lei ti ama / danza senza nome (Jolly j 20237 - 1964), Allora non era amore / Baby Jane (Jolly j 20267 - 1964), Raccontalo a un altro / Un bacio in più (Jolly j 20298 - 1965), Sha La La / Sorriderai (Jolly j 20329 -1965), E' solo un gioco / Per un momento ho perso te (RiFi rfn 16151 - 1966), Mamma perdonami / E non lo scorderò (RiFi rfn 16156 - 1966), A chi / Se qualcuno cercasse di te (RiFi rfn 16171 - 1967), Senza luce / Oscurità (RiFi rfn 16205 - 1967), Deborah / Non importa (RiFi rfn 16242 - 1968) - LP - Fausto Leali (Jolly lpj 5038 - 1964), Fausto Leali e i suoi Novelty (Rifi rfn lp 14802 - 1966) - Juke Box - Sha La La (altro lato The Town Sparrows) (Pop 30004 - 1966), Cuore matto (altro lato The Classics) (Pop 250010 - 1967)

Nuovi Angeli

Uno dei gruppi beat/pop più fortunati, soprattutto a livello discografico, inizia a pubblicare con l'arrivo nel gruppo di, Pasquale Canzi, che già aveva raggiunto un buon successo assieme a Pasquale Andriola con il duo Paki & Paki (Ragazzi come noi, il loro maggiore successo) a metà degli anni '60. Sotto contratto con la Durium dal 1966 e per tutta la durata della prima parte della loro carriera, proseguita sino al 1971, hanno pubblicato con l'etichetta milanese 13 singoli, in gran parte cover (dai Kinks, Troggs, Beatles e Sir Douglas Quintet tra gli altri) e un LP. Negli anni '70 sono passati alla Polydor raccogliendo ancora diversi successi, ancor più sul versante del pop più semplice e ballabile. Oltre a Pasquale Canzi alla voce e tastiere i Nuovi Angeli negli anni '60 erano Alberto Pasetti (chitarra), Renato Sabbioni (basso) e Riky Rebaioli (batteria) che aveva sostituito il primo batterista Franco Verde.
Discografia: Una caverna / L'orizzonte è azzurro anche per te (Durium qca 1377 - 1966), Guardami negli occhi / Ascoltami amico (Durium lda 7510 - 1967), Happy Together / Lonely Street (Durium lda 7511 - 1967), Per vivere insieme / Lonely Street (Durium lda 7517 - 1967), Piccola / l'importante è (Durium lda 7530 - 1967), Questo è un addio / Il momento più bello (Durium lda 7552 - 1968), Piccolo cuore / Hello come stai? (Durium lda 7597 - 1968), Ragazzina ragazzina / Non c'è bisogno di piangere (Durium lda 7622 - 1969), Il dubbio / Giorno per giorno (Durium lda 7662 - 1969), Color ciccolata / Dirò di no (Durium lda 7673 - 1970), L'uomo di Neanderthal / Quando Giulia tornerà (Durium lda 7680 - 1970), Il battello Mary / Giorno per giorno (Durium lda 7746 - 1971) - LP - I Nuovi Angeli (Durium lda 7746 - 1971)

The Others & Pataxo

Un gruppo R&B romano (era un sestetto con una sezione di fiati) del quale è rimasta una rarissima traccia discografica, il valido singolo in stile funky "Tempo" / "Domani, sempre", del 1968, su etichetta Dinfo. A parte questa isolata attività discografica l'attività concertistica ha visto la partecipazione al secondo "Cantapaiper" e una presenza significativa in locali della Costa Azzurra. Tra i componenti Stefano D'Orazio, poi membro della formazione più stabile dei Pooh, Enzo Zucconi (probabilmente al sax) e il fratello Mario Zucconi (basso), più un trombettista di cui non si conosce il nome. Dovrebbero aver fatto parte del gruppo anche Silvano Chimenti (chitarra) e Marco Cippitelli provenienti dai The Planets, pur se non si trova traccia dell'esperienza nel sito del noto chitarrista di origine pugliese. In una successiva formazione ha suonato il sax nei The Others anche il futuro giornalista ed esperto della scena musicale Michele Bovi.

La Pattuglia Azzurra

La pattuglia azzurraUn gruppo milanese ricordato, più che per il valore musicale o il seguito avuto, perché è stato il primo gruppo di due personaggi poi diventati molto popolari nella televisione e nel cinema, vale a dire Claudio Lippi e Massimo Boldi. Lippi era infatti all'epoca, metà anni '60, un cantante già discretamente affermato, che si accompagnava in precedenza con un altro gruppo (I Dragoni), e nel 1968 ebbe l'idea di formare un complesso beat "italiano vero", in polemica con la calata dei gruppi stranieri che venivano in Italia a "trovare l'America". Con parole anticipatrici degli attuali timori sugli extra-comunitari, diceva, in una intervista a Giovani (2/5/1968) «Invadono il mercato. E magari solo perché hanno la pelle di un altro colore o si servono di un nome che, in un modo o nell'altro richiama immagini esotiche, sfondano qui da noi e non se ne vanno più. In Italia trovano la loro America, trovano tanta fortuna, tanti soldi e tanto tutto» «Non voglio fare nomi», aggiungeva il fratello Franco Lippi, produttore, «ma è ora di finirla con questi stranieri.»
Quindi, appunto nel maggio 1968, mentre qualcun altro era impegnato in altre cose, Lippi ingaggiò i fratelli Boldi: Fabio (chitarra e voce) e Massimo Boldi (batteria), già attivi in precedenza con il complesso Mimitoki (o Charlie e i Mimitoki), assieme a Giulio Cavalli (organo) e Carlo Cecconi (basso), già attivi sulla scena milanese, fondò assieme al fratello la casa discografica Disco Azzurro e lanciò il gruppo con il nome Pattuglia Azzurra, il titolo del loro primo (e probabilmente ultimo) singolo era Bandiera Azzurra, che riecheggiava ovviamente Bandiera Gialla, si trattava quindi di un brano in largo anticipo sui tempi, coerente con i successivi fasti di Lippi e Boldi a Canale 5 ed anche adatto come eventuale inno di Forza Italia, ma non si sa se sia stato preso in considerazione per questo scopo.
Una ultima curiosità, Massimo Boldi ha citato indirettamente queste sue lontane esperienze nel film del 2002 Vacanze sul Nilo, nel quale cita un sé stesso adolescente e batterista, frenato nella sua vocazione di musicista beat dal padre maresciallo dei carabinieri, e poi costretto ad entrare nell'Arma. E qual era il complesso del quale immaginava di fare parte, ovviamente non ancora famoso? I Pooh.
Nella foto (cliccare per ingrandire) sono ritratti, secondo la didascalia originale della rivista Giovani, da destra, Claudio Lippi (voce), Giulio Cavalli (organo), Fabio Boldi (chitarra e voce), Massimo Boldi (batteria), Carlo Cecconi (basso). Il presunto Claudio Lippi sembra però essere più somigliante a Teo Teocoli, che forse era anche lui parte dell'iniziativa.

Pecore Nere

Un gruppo a cavallo tra il beat e il R&B che si è formato nel 1965 a Roma per iniziativa di Enrico "Kiko" Fusco, con Stefano Mercanti, Mauro Chiari ed Enzo Tarantino, a cui si sono aggiunti come sezione fiati nel 1967 Michele Bovi, Alberico Pironti e Claudio Leonardi. Nel 1967 dopo alcune apprezzate performance al Piper Club arrivano alla pubblicazione con la RCA del loro primo singolo, Ricordo un ragazzo, dedicato a Luigi Tenco, presentato anche al Cantagiro dello stesso anno, seguito l'anno successivo da un secondo singolo,  Luna gialla, sempre con la RCA, di grande successo in Grecia, dove avevano raccolto un buon  seguito dopo il loro primo tour nel paese ellenico.
Il gruppo si scioglie nel 1970, l'anno dopo la pubblicazione dell'ultimo singolo, Michele Bovi prima di diventare un noto giornalista della RAI è entrato nella band di accompagnamento di Maria Luigia, la ragazza del Clan Celentano (già Brenda Bis), mentre Kiko Fusco sarà tra i fondatori e gli autori di uno storico gruppo degli anni '70, la Schola Cantorum.
Discografia: Ricordo un ragazzo / La conta (RCA pm 3401 - 1967), Luna gialla / Se non hai niente da perdere (RCA pm 3441 - 1968), In bianco e nero / Io non vorrei (Diamant d 1924 - 1969), Il nostro punto di vista (RCA s 17 - 1967)
[Kiko Fusco (tastiere e voce), Stefano Mercanti (chitarra), Mauro Chiari (basso) a cui subentra nel 1969 Maurizio “Bubu” Aloisi, Enzo Tarantino (batteria), Michele Bovi (sax), Alberico Pironti (tromba), Claudio Leonardi (fagotto)]

Per saperne di più: La storia completa con immagini delle Pecore Nere

Pelati

Nel mare magnum dei complessi bisognava avere una idea per distinguersi. I Pelati, come dice il nome, hanno pensato, proprio in tempi di capelli lunghi, di presentarsi rapati a zero. E nelle copertine sembrano quindi molto moderni, in stile "anni 2000". Il loro singolo di lancio è stato  "Pepe e Miele". Non ha funzionato molto bene e si sono ripresentati (capelloni) con il nome di Colours (Con un sorriso, Detroit City). Il gruppo si era formato ad Olbia nel 1962 e ha cambiato nome quattro volte: prima Devils, poi Pelati, poi Colours e infine Colors. I componenti erano Marino De Rosas (chitarra), Franco Terzitta (chitarra), Tony De Rosas (tastiere), Giorgio Asara (basso) e Paolo careddu (batteria). In seguito Franco Scorza ha preso il posto di Terzitta e Marco Menna di Asara.
Discografia: Pepe e miele / Brunedda (S Giovane [Southern Music] - 1966), Come i ragazzi di Via Paal / Oh, Giorgio (S Giovane acs 88003 - 1966), Con un sorriso / Detroit City (Rifi rfn 16226 - 1967 - Come Colours), Hush / Anniversario dell'amore (Rifi rfn 16270 - 1968 - Come Colours), Malaika / Lato B non noto (Eleven Records - 1969? - Come Colors).

Pipers

Il gruppo fu lanciato dall'avvocato Alberico Crocetta, il proprietario del Piper Club, come complesso fisso del locale e come back-up band per Patty Pravo; era anche un modo per utilizzare il fortunato nome del Piper, un vero e proprio brand negli anni '60. Originari di Milano pubblicano il primo disco sull'onda della presenza nel celebre locale, usufruendo anche della collaborazione di Gianni Boncompagni per i testi. Hanno l'occasione di contribuire alla colonna sonora del film "L'estate" di Paolo Spinola (1966, con Enrico Maria Salerno e Mita Medici (proveniente anche lei direttamente dal Piper) e di partecipare nel ruolo di "complesso beat" a "Una ragazza tutta d'oro" di Mariano Laurenti (1967, con Iva Zanicchi e Enrico Simonetti). Sempre nel giro Piper partecipano alla storica opera beat Then an Alley di Tito Schipa Jr. come gruppo di accompagnamento. Pubblicano sicuramente tre singoli con la Arc, mezzo disco (in condivisione con un altro cantante) con la Kansas, e anche un LP dal titolo See_Saw (nome di un ballo lanciato nel 1967) per la ARC-RCA, della cui esistenza reale (era citato con forti dubbi nelle fonti disponibili) abbiamo avuto conferma grazie al prezioso contributo di un visitatore del sito e del quale abbiamo recuperato così copertine e scaletta (vedi qui).
Discografia: Amore lo sai / Pagherò (ARC 1966), La bamba / Cherry Cherry (ARC 1967), Un sogno dopo l'altro / Anni '30 (Kansas 1967), Anni '30 / Cenere (Kansas, il brano "Cenere" è di un altro cantante, Leonardo Zeta). LP "See-Saw"(ARC Special SA-11 - 1967): Lato 1: Bumper To Bumper, Obluvion, Hurting Inside, Barefootin / Lato 2: Pagherò, Amore lo sai, Something Wrong, Free Beat. La maggior parte dei brani erano composti da Visentin, Pagherò era il brano in stile "see-saw", senza testo (diceva solo "pagherò -see-saw"). Accreditato a Gianni Boncompagni, era eseguito nel film citato in precedenza.
[Augusto "Ago" Ancillotti (chitarra), Alberto Visentin (tastiere), Virgilio "Billy" Anastasi (basso e voce), Achille "Kiaki" Manzotti (batteria)]

The Pops

Un gruppo formato da cinque studenti di Milano, protagonista di una intensa attività in locali e festival sia dell'area lombarda sia a livello nazionale, e titolare di tre singoli a 45 giri per le etichette GTA e Cinevox. Partecipano al "Primo raduno di Musica Beat" al Palazzetto dello Sport di Milano (15 giugno 1966), al "Minifestival '66", ovviamente lo stesso anno, al Festival delle Rose del 1967 (con il loro terzo singolo "Il successo"), in coppia con Jonathan & Michelle. Su disco hanno pubblicato tre brani interessanti e ascrivibili alla canzone di protesta: la cover in italiano della celebre e dissacrante Well Respected Man dei Kinks, con il titolo italiano Un uomo rispettabile, una cover della potente canzone pacifista Uomini uomini di Roby Crispiano e il brano originale "Il successo", sui meccanismi dell'industria discografica.
Discografia: Un uomo rispettabile / Lalla Chicchi (GTA 1966), La ruota / Uomini uomini (GTA 1966), Il successo / Se la tua mano (Cinevox 1967)
[Aldo Besozzi, Massimo Brambilla, Giuliano Votta, Nino Sfregola, Marco Battistella]

The Planets

Un gruppo attivo a Roma nella seconda metà degli anni '60, i cui componenti erano però di origine pugliese. Hanno lasciato un significativo risultato discografico con l'LP omonimo, del 1967, contenente molte canzoni originali e alcune cover, in parte inedite e in parte già note in altre versioni. Formatosi a Taranto nel 1965, il complesso partecipò al "Festival degli sconosciuti" di Ariccia organizzato da Teddy Reno, si trasferì a Roma dove concluse un contratto con la RCA, partecipò al "Cantasarda" a ad altre manifestazioni, tenne concerti al Titan Club di Roma, al Piper di Firenze, e partecipò alla trasmissione RAI "Questi nostri figli". Parteciparono anche ad alcuni film dell'epoca, come "Rita la zanzara" (di Lina Wetmuller, con Rita Pavone), "Colpo segreto ai danni di Sua Maestà Britannica" ed altri.
I brani dell'LP "The Planets" edito con la RCA erano 1) Ci piace star cosí (Bumble bee dei Searchers); 2) Sono una roccia (I Am a Rock di Simon & Garfunkel); 3) Puoi farmi piangere (I Put a Spell on You); 4) Beatniks; 5) Sono stanco; 6) Ma perché 7) No, non temere; 8) Requiem per un ricordo; 9) Perché te ne vai (Just Like Me di Paul Revere); 10) Più di un Re; 11) La pagherai; 12) Non c'é amor. I brani 5,6,7 e 12 erano scritti dagli stessi Planets (Chimenti e Cirelli). Il testo italiano di "Puoi farmi piangere" era di Gianni Boncompagni. Chimenti dopo il periodo Planets è diventato un musicista professionista ed uno specialista della chitarra acustica e ha realizzato, tra le altre cose, l'arpeggio di chitarra che caratterizzava la celebre canzone di Gianni Morandi "Un mondo d'amore", sigla della versione TV di Per voi giovani.
[Silvano Chimenti (chitarra solista), Nello Lentinello (chitarra ritmica), Tonino Cirelli (basso), Alberto Maggi (batteria), Marco Cippitelli (voce)]
Vedi anche: Sito di Silvano Chimenti

Prototipi
(e Capsicum Red)

Il primo gruppo di Red Canzian, poi voce storica dei Pooh dopo la uscita di Riccardo Fogli. Il gruppo si era formato in provincia di Treviso, terra di origine di Bruno "Red" Canzian e aveva iniziato, come molti complessi dell'epoca, una intensa attività rappresentata da concerti dal vivo nei locali del Veneto. A fine del decennio l'approdo di Red Canzian con il suo primo gruppo ad una casa discografica (la Bla Bla di Pino Massara) e ad un progetto musicale più impegnativo, con il cambio di nome in Capsicum Red e la pubblicazione del primo singolo (in inglese Ocean (1970), a cui seguirà un secondo disco con un brano, Tarzan, scritto da Franco Battiato e inciso l'anno dopo con musicisti di una formazione inglese. Nel 1973 il risultato più ricordato per i Capsicum Red, l'album decisamente prog sinfonico "Appunti per un'idea fissa", anche in questo caso con collaborazione di Battiato, che sarà anche il biglietto di presentazione per l'approdo ai Pooh. La formazione originale dei Prototipi era composta, oltre che da Canzian, da Mauro Bolzan (tastiere), Walter Gasparini, Adolfo Baratto e Paolo Podda. Solo Bolzan ha seguito Canzian anche nell'avventura con i Capsicum Red (non in tutte le incisioni), mentre Paolo Steffan (basso) e Roberto Balocco (batteria), provenienti dai Panna Fredda, hanno sostituito gli altri due componenti del primo gruppo.

Ragazzi del Sole

La copertina dell'LP dei Ragazzi del SoleUn gruppo di Torino piuttosto noto e seguito all'epoca e soprattutto con all'attivo una intensa produzione discografica, iniziata addirittura con l'esordio direttamente su LP "I Ragazzi del sole" (Jolly 5068 - 1966). Formazione a cinque con tastiere, sono rimasti associati al genere "hard beat" per il loro singolo Atto di forza n.10 (dedicato alle bande di motociclisti Hell's Angels, dove parla di sfide ai limiti della morte). Un altro notevole singolo del gruppo è stato "Il gatto di notte", "... la terra si allontana" del 1967, il primo brano un R&B con molto blues, il secondo un efficace pezzo con echi del nuovo genere psichedelico, ottimamente eseguito. L'album del 1966 conteneva soltanto cover, molto ben eseguite, di brani inglesi celebri e meno celebri, da Satisfaction a Keep On Runnin' degli Spencer Davis Group, a Gloria dei Them di Van Morrison. Nei singoli successivi, complici anche cambi di formazione e contrasti interni, sono scivolati verso il genere pop, chiudendo la carriera agli inizi degli anni '70. La fama di "maledetti" (sempre relativa all'epoca) e la buona tecnica musicale li ha resi popolari negli anni successivi, e quindi oggetto di recupero di interesse, e il loro unico LP è diventato il più ambito tesoro per tutti i collezionisti di dischi del genere beat.
Discografia dei Ragazzi del sole
[Danilo Pennone (chitarra); Arcangelo Aluffi (batteria); Carlo Marcoz (basso); Pier Carlo Bettini (organo); Franco Castellani (voce)  in seguito sostituito da Paolo Melfi; Castellani continuerà la carriera con il nome d'arte di
Pierfranco Colonna]

Ragazzi della Via Gluck

Rock! Il padre del beat (copertina)Nati come Epoca 70, vengono notati nel 1967 al locale Santa Tecla di Milano da Adriano Celentano che li ingaggia per la sua etichetta Clan e come suo gruppo di accompagnamento nei concerti. Celentano impose il nome e la particolare immagine del gruppo, che connotava come anti-beat e puro rock (il rock, inteso come rock'n roll, era considerato all'epoca un genere ormai superato). Erano comunque un gruppo di buona professionalità, caratterizzato dall'impatto dei fiati. Accompagnarono Celentano nel Cantagiro del 1967, vestiti da contadini, e nello stesso anno incisero il brano “Il contadino”, cover "adulterata" di “Hold On, I’m Coming” di Sam & Dave, incisa anche da Celentano, e il brano polemico contro il beat, contemporaneo a Tre passi avanti dal titolo "Rock! Padre del beat" ("come mai si torna al rock, mentre va di moda il beat? E' proprio matto il ragazzo della Via Gluck ..."). Nei dischi successivi scivolarono pian piano verso il genere melodico all’italiana. Il leader del gruppo Mimmo Seccia era stato, prima degli Epoca '70, voce e chitarra dei Trappers, altro gruppo milanese dove iniziarono anche Mario Lavezzi e Tonino Cripezzi.
Discografia: Il contadino / Rock! Padre del beat (Clan 1967), La voce / Ragazze in fiore (Clan 1968), Vola vola vola / Sei la mia donna (Clan 1969), L’amore è blu… ma ci sei tu / I tuoi occhi camminano in me (Clan 1969), L’amore è blu… ma ci sei tu / Sei la mia donna (Clan 1970). Incisero anche un LP negli anni '70 dal titolo Gluck Trak.
La prima formazione comprendeva Mimmo Seccia (voce e chitarra), Giorgio Manzoli (sax tenore, fratello di Gerry dei Camaleonti), Augusto Lo Basso (sax tenore), Donato ‘Billy’ Dardes (basso), Uccio Armana (tastiere) e alla batteria Gianfranco Longo (omonimo del batterista dei New Dada, ma non era lui). Nel '67 Mimmo Seccia dovette momentaneamente lasciare il gruppo e Sauro Profeti divenne la voce solista e il bassista del gruppo, mentre Pinuccio Pirazzoli subentrò alla chitarra solista. L'anno dopo Seccia, dopo una breve parentesi come solista con il nome d'arte di Sancho, rientrò nel gruppo, questa volta come bassista e prima voce, e questa rimase la formazione sino allo scioglimento del complesso.
Vedi anche: Intervista a Mimmo Seccia

Riki
Maiocchi

Il cantante e front-man dei Camaleonti, uno dei gruppi di testa della prima era beat, nel 1966 ha abbandonato il complesso per una carriera solistica, iniziata con una combattuta versione italiana (guai con la censura RAI) del celebre brano tradizionale "The House of The Rising Sun", con la etichetta CBS e proseguita poi, dal 1966, sotto l'ala di Mogol-Battisti. Successo iniziale con il brano Uno in più (di Mogol-Battisti, ovviamente), canzone-manifesto della Linea verde, poi tentativo di bis al famoso festival di San Remo del 1967, quello dei complessi (e di Tenco), con un brano altrettanto valido, C'è chi spera, presentato oltre a tutto in coppia con la mitica Marianne Faithfull, la cantante alla corte dei Rolling Stones. Purtroppo il brano venne eliminato al primo turno (non era un brano "sanremese") e il successo potenziale ne risentì. 
Il terzo brano, altrettanto valido, era "Prendi fra le mani la testa", ma ancora una volta, poco seguito commerciale, e la decisione della casa discografica di puntare "sul sicuro" con la ripresa in chiave moderna di un brano degli anni '30, "Ma l'amore no" (cantato in origine dall'attrice Alida Valli), secondo la moda effimera del periodo. Flop anche in questo caso e carriera in fase calante, solo un altro 45 giri con la CBS e poi il passaggio alla Carosello per l'ultimo singolo degli anni '60 "Tu vedi mai cerchi bianchi e neri?" (cover di Feelin' Allright dei Traffic). Due dischi e due tentativi di ritorno negli anni '70 e poi abbandono completo della scena musicale.
Maiocchi è scomparso prematuramente nel febbraio del 2004. Per saperne di più: www.rikimaiocchi.it

Roby Crispiano

Roby Crispiano (Roberto Castiglione) è stato uno dei pochi autentici autori beat italiani. Il suo principale successo fu Uomini uomini, primo a Bandiera Gialla e poi in classifica. Il cantautore romano ebbe altri buoni successi come Brennero '66, presentata al Festival delle Rose in coppia con la prima formazione dei Pooh (e con annessi guai da parte della censura RAI), ma presto abbandonò la carriera musicale per non scendere ai compromessi richiesti dall'ambiente e dai discografici dopo la fine dell'epoca d'oro del beat, ed evitando anche le trasmissioni revival tipo "Una rotonda sul mare" che hanno riportato in televisione negli anni '80 e '90 molti esponenti dell'era beat.
Altre canzoni pubblicate su disco: "Il messaggio", "Quando ritorno al mio paese", "Se potessi essere il vento", "Non riesco più a sognarti" (una cover da Timi Yuro, pubblicata ancora con il nome di Castiglione), "Solo io e te", "Occhi verdi". Era accompagnato nei concerti dal gruppo I Folks.

Rogers

Un gruppo piemontese (del canavese) che, come molti altri alternava una produzione melodica e commerciale a proposte più vicine al beat e poi al R&B. La attività professionistica è iniziata nel 1966, sono stati sempre molto attivi in concerti e locali da ballo.
Brani da ricordare "Guarda" (melodico, grande e duraturo successo), "Ma con chi" (firmata dagli autori tipici del Clan: Celentano, Beretta, Del Prete), "Se con me vuoi tornare", e anche la celebre "Guardo l'ora", versione apocrifa di "Reach Out I'll Be There" dei Four Tops (già nota in Italia come "Gira gira", nella versione di Rita Pavone), accreditata in questo caso a Serengay - Menegazzi senza alcun accenno agli autori americani Dozier e Holland.
Discografia: 1966: "Quanto ho pianto" / "Se tu mi lascerai" (disco Kansas, una etichetta di proprietà di Duilo Del Prete, allora collegato al Clan Celentano), "Ma con chi" / "Guardo l'ora" / "Se con me vuoi tornare" (45 giri con tre brani, sempre etichetta Kansas), "Little Man" / "Non chiederò aiuto" (vincitrice a Bandiera Gialla); 1967: "Chiedimi tutto" / "Ho tanta paura" (et. Bentler, con il lato A partecipano al Cantagiro 1967 nel girone cantanti come "Frankye e i Rogers", 1968: "Guarda" / "Cos'è l'amore" (et. Bentler, il loro più grande successo), "Chewy Chewy" / "Vorrei davvero" (et. Bentler, il lato A è una cover del successo bubble-gum music degli Ohio Express), "Tam Tam" / "Vorrei davvero" (il lato A era una cover di "Come Together" dei Beatles); 1970: "Cristina" / "In questa città" (nuovamente su etichetta Kansas).
[Prima formazione (1966): Piergiorgio Bussacchetti (chitarra e canto), Romy Regruto (basso), Carlo Reposi (batteria), Gerardo Monteforte (chitarra e canto), Bruno Bosio (tastiere); nella seconda metà dell'anno entra il cantante Frankye Florio, tra il 1967 e il '68 tutti i componenti della prima formazione abbandonano progressivamente, e rimane il solo Frankye Florio del gruppo del '66)]
(Le informazioni sui Rogers sono state fornite da Gianpiero Madonna e sono contenute nel suo libro "I Beatles e i Genesis in Canavese".)

Rokketti

Gruppo originario di Civitavecchia, iniziano la carriera nel 1965 tenendo concerti e serate anche all'estero (Germania e Svezia) per poi approdare al Piper Club nello stesso anno. Il periodo Piper consente loro di farsi notare dal discografico romano Carmine De Benedictis, proprietario della etichetta CDB (per la quale incidevano e hanno inciso molti altri complessi beat) e di pubblicare il loro primo singolo "Zorba's Dance". Sempre nel 1965 riescono a passare ad una etichetta maggiore, la CBS, con la quale tentano la strada del successo con la solita cover. In questo caso si trattava de La Poupée Qui Fait Non di Michel Polnareff, la loro versione (Una bambolina che fa no, no, no) non è però quella preferita dal pubblico, che decreta invece il successo della cover dei Quelli. Con il ritorno alla CDB arriva anche l'incisione (due anni dopo) del loro brano più notevole e maggiormente ricordato, Black Time, un energico R&B presentato al Cantagiro di quell'anno e utilizzato anche nella colonna sonora di un film giallo spagnolo del 1966 di Jaime Balcazar, uscito in Italia con il titolo "L'uomo dal pugno d'oro". Un paio di altri dischi e arriva anche per loro, nel 1968, lo scioglimento e la prosecuzione, almeno per il fondatore del gruppo Santino Rocchetti, della carriera nel settore musicale. Il nome del gruppo deriva ovviamente dal cognome del suddetto Santino Rocchetti e del fratello Mario, chitarrista e co-fondatore.
Discografia: Il settebello / Zorba's Dance (CDB 1072 - 1965), Una bambolina che fa no, no, no / Ha ha (CBS 2427 - 1965), Goodbye My Love / Chi vince in me (CDB 1073 - 1965), Black Time / L'amaro in bocca (CDB 1101 - 1967), Ti rivedrò tra gli angeli / Non ti fermare mai (CDB 1116 - 1967), Black Time / Mr. Gold (CDB e-003 - 1967, il retro Mr. Gold faceva parte della colonna del film citato in precedenza), Due ali nel cuore / Sei tu (CDB 1142 - 1968), Una serata al Piper (LP ARC sa 9 - 1966) (I Rokketti eseguivano due cover in inglese [Wooly Bully di Sam The Shame e Candy Man] in questo LP antologico). Per saperne di più puoi leggere qui.
[Santino Rocchetti (chitarra e voce), Mario Rocchetti (chitarra), Mario Paparozzi (basso), Gianni Bonavera (sax e tromba), Giorgio Grandi (batteria); nel '66 entrano Gianni Rocchetti al posto di Bonavera e Tassilo Burckard al posto di Grandi]

Rollini

Ideale contraltare ai Rokketti erano i Rollini di Roma (ci riferiamo ovviamente al gioco di parole nel nome). Prima in proprio e poi come gruppo di supporto di Elisabetta Ponti (esordiente per caso al Cantagiro del 1965, la Ponti, che in seguito diventerà una giornalista professionista, era arrivata in finale al 2° posto con il brano soft beat Non cercare la luna, una cover da Serge Gainsbourg, davanti a Caterina Caselli e altri nomi noti), hanno condotto una intensa attività dal vivo nei locali della capitale e del Lazio nel 1965-'66. In semifinale al 1° Torneo Nazionale Rapallo - Davoli (1966), hanno eseguito nella competizione canora sia cover sia loro brani, dei quali è rimasta traccia registrata e che sono stati pubblicati su CD dalla Giallo Records negli anni '90. Le cover erano dei Kinks (il forte brano rock You Really Got Me) e dei Beatles (Help). Di loro produzione, o presumibilmente inedite, erano: Questa vita e Rendimi tutto. Nel 1967 vengono scelti per interpretare un complesso beat (loro stessi) nel film Il tigre di Dino Risi, con Giorgio Gassman e Ann Margret, dove compaiono anche mentre suonano, probabilmente, al Piper Club. Le canzoni che compaiono nel film sono Se batte forte e La parte del leone (che sembra essere una versione con testo diverso di Questa vita). Partecipano anche al 2° Torneo Nazionale Rapallo - Davoli nel 1967 ma senza riscontri particolari e la loro vicenda musicale si conclude senza arrivare alla pubblicazione su disco dei loro brani.
[Claudio Piccioni (voce), Enzo Bianchi (chitarra solista), Enrico Mancini (chitarra accompagnamento), Piero Ricci (basso), Bruno Casu (batteria)]
Nella foto in alto i Rollini sono, d
a sinistra verso destra: Enrico Mancini, Enzo Bianchi, Claudio Piccione, Bruno Casu, Piero Ricci. Al centro (con parrucca platinata) Elisabetta Ponti. Costumi di scena disegnati e realizzati dalla madre di Enzo Bianchi.
(informazioni ricevute da Elisabetta Ponti)

Roll's 33

Gruppo formatosi a Torino nel 1965 per iniziativa di sei ragazzi (includeva una sezione fiati) con buona preparazione musicale (alcuni avevano studiato al conservatorio) e conoscenza del mondo jazz. Iniziano, come molti altri, con le serate, che li vedono impegnati nello stesso anno all'Elio Cabala di Roma e al Gallery di Milano. L'anno successivo l'esordio discografico con la CBS, con una versione italiana di un grande successo R&B USA: "Land of 1000 Dances" di Wilson Pickett, diventato in italiano (non si sa perché) "Principessa". Il 45 giri raccoglie un buon successo e il gruppo può proporre un secondo singolo. E' un'altra cover, ma la scelta è particolarmente azzeccata (e raffinata) e consegna i Roll's 33 alla storia del beat italiano, anche perché la loro versione "33/1a verità" è più che valida. L'originale è infatti "We Ain’t Got Nothing Yet" dei Blues Magoos. Un brano che anticipava la psichedelia ma che era anche un esempio di beat energico, principale successo di questo interessante e prolifico gruppo californiano. Dopo questo exploit (con discreto successo di vendite e passaggi radio) i Roll's 33 hanno partecipato a iniziative dell'epoca, come la Crociera beat organizzata dalla rivista Giovani, con Patty Pravo, Caterina Caselli, i Califfi e altri, e il film musicale Playboy di Enzo Battaglia. Nei singoli successivi si sono però spostati su un genere più commerciale, fino allo scioglimento nel 1969.
Discografia: Principessa / Il mondo che verrà (CBS 2424 - 1966), 33/1a verità / Solo gli angeli ci capiranno (CBS 2734 - 1967), Allora, decidi ora / Ma cosa vuoi (CBS 3010 - 1967), Scrivimi il tuo nome / Una come te (Reprise 02983 - 1967 - Con Lola Falana), L'amica di Marlene / Fatemi sfogare (CBS 3364 - 1968), L'amica di Marlene / Tempo di villeggiatura (CBS 3571 - 1968), Un vagabondo come me / Re dei Re (CBS 3910 - 1969), / I Roll's 33 (LP CBS 52455 - 1967)
[Luciano Tosco (chitarra), Alfredo Luzardi (fiati), Roberto Benelli (fiati) Graziano Mannino (tastiere), Pino Vinci (basso e voce), Giacomo Minucci Debolini (batteria)]

Rubi Strubi

Da sinistra: Eros, Leo, Trutz, JanishUn gruppo di Milano nato per iniziativa di Eros e Leo Catania, sezione ritmica dei Blacks, alla fine degli anni '60. Sotto contratto da subito con una casa di prima importanza, la Decca, la formazione era completata dal chitarrista tedesco Trutz “Viking” Groth, già attivo in Europa con i Black Stars, una band di rock' 'n roll, e poi a Milano con lo stesso gruppo e da solo, e dal tastierista polacco Janish (il cognome si è perso nel gorgo del tempo). Il curioso nome Rubi Strubi, uno di quelli che si portano ad esempio della creatività del periodo beat, fu scelto dalla casa discografica Decca, con l'intento di avere le stesse iniziali dei Rolling Stones, anche loro della Decca in quel periodo. A quanto pare fu proprio Dino Sarti, che lavorava allora presso le edizioni Chappel, a trovare un nome che aveva le stesse iniziali. L'espressione è in realtà tratta dal dialetto milanese e indica un contenitore dove si mettono gli oggetti che non servono più e che non ci si decide a buttare via ...
La Decca ha quindi dato al gruppo l'opportunità di incidere, proprio al volgere del decennio, il singolo E allora vai / Mani stanche (Decca c 17012 - 1970), le due canzoni dovrebbero essere entrambe originali.
Trutz Groth ha poi raggiunto Kim Brown dei Renegades (che aveva partecipato a sua volta alla registrazione del singolo dei Rubi Strubi, suonando l'armonica a bocca) nel suo successivo gruppo genuinamente rock Kim & The Cadillacs, ed è ancora attivo nel circuito blues italiano ed europeo. Nel suo sito www.trutz.it, curiosamente, non c'è però traccia della sua esperienza con i Rubi Strubi.

Scooters

Ovviamente il loro brano di lancio si chiamava "La motoretta", presentato al Disco per l'estate del 1966. Poi hanno fatto qualcosa di più impegnativo, in particolare al Disco per l'estate del '67 hanno presentato un brano vagamente alla Beach Boys ("Mi seguirai"). Parteciparono anche all'edizione successiva, con il brano Se fossi re. Originari di Ovada (Alessandria) hanno iniziato a suonare nel 1964 e, dopo la usuale gavetta in concerti e sale da ballo, hanno avuto la opportunità di incidere un discreto numero di singoli (sei in tutto) i primi quattro con la casa discografica Jolly, tra i quali il migliore è considerato il secondo (La minigonna, Le pigne in testa). Gli Scooters nascevano da un precedente gruppo attivo dalla fine degli anni '50, chiamato I 4 Assi, che facevano un genere più in sintonia con il periodo e hanno suonato in locali in tutta Italia, dal Selvatico di Genova al Rupe Tarpea di Roma.
Discografia: La motoretta / Credimi amore mio (Jolly 20357 - 1966), Le pigne in testa / Una minigonna (Jolly 20400 - 1966), Mi seguirai / Ieri, oggi e domani (Jolly 20412 - 1967), La figlia del re del pomodoro / Se fossi re (Jolly 20434 - 1967), Zum bai bai / Nasce una vita (Victory 018 - 1968), Divorzista / Romanzo (Victory 021 - 1968)
[Franco Sorrenti (chitarra solista), Mirko Mazza (chitarra ritmica), Alfredo Ferrari "Fred" (tastiere), Mario Bocca (basso), Dino Crocco (batteria), nei 4 Assi al basso era Pasqualino Carlone e Bocca suonava il trombone]
Dalla copertina si capisce che la "motoretta" ovvero lo scooter era una Lambretta della Innocenti, la concorrente (unica, allora) della Vespa della Piaggio, che era probabilmente anche sponsor dell'operazione, a giudicare dai caratteri che ricordano il marchio della industria lombarda.

Simeone  (Il predicatore)

Sempre della serie dei personaggi che cercavano di distinguersi, Simeone (Loris Franchini) si presentava con un abito di stile seicentesco alla Don Abbondio e ovviamente, utilizzava uno stile vagamente predicatorio nelle canzoni (Il singolo Dicono, A questo mondo - Kansas dm 1028 - 1967), non però in senso moralista, ma in senso opposto (e con l'aspirazione di essere ironico e beffardo).

Le stelle di Mario Schifano

Un gruppo che meriterebbe un trattamento in una sezione a parte, dedicata alla psichedelia italiana nei tardi anni '60, assieme a Chetro & Co., Chewing Gum, Fantom's, Astrali e pochi altri (prima o poi lo faremo). Formatisi su impulso del chitarrista Urbano Orlandi con il supporto fondamentale del pittore, scultore e artista multimediale ante-litteram Mario Schifano, la loro peculiare esperienza è stata spesso associata a quella dei Velvet Underground e del loro legame con l'artista americano Andy Wharol. A differenza di quest'ultimo però Schifano esplicita nel nome stesso del complesso la sua "protezione". 
Nel loro breve periodo di attività hanno pubblicato nel 1967 (con la etichetta BDS) un LP diventato con il tempo mitico, dal titolo "Dedicato a...", e che conteneva una suite di 18' su un lato ("Le ultime parole di Brandimarte, dall'Orlando Furioso, ospite Peter Hartman e fine (da ascoltarsi con TV accesa, senza volume") e 5 canzoni sull'altra facciata, e l'anno dopo un singolo "E il mondo va / Su una strada" (CBS 3442). Il disco LP è stato stampato all'epoca in sole 500 copie ed è diventato nel tempo probabilmente uno dei dischi da collezione più ricercati e costosi al mondo, a livello di alcune edizioni rare dei Beatles.
Memorabili anche i loro concerti con immagini e luci psichedeliche (le prime volte che si vedevano) al Piper Club di Roma (lo spettacolo si chiamava "Grande Angolo Sogni & Stelle").
[Formazione: Nello Marini (tastiere), Urbano Orlandi (chitarra), Giandomenico Crescentini (basso), Sergio Cerra (batteria), Peter Hartman (voce nell'LP, era un artista americano, compositore, poeta e altro ancora, che all'epoca aveva scelto di vivere a Roma, era anche in contatto con la Factory di Andy Wharol), Ettore Robosch (piano), Anton Mario Semolini (flauto), Francesca Camerana (immagini)]

Stereo

Altro gruppo anni '60 abbastanza stabile da raggiungere il traguardo dell'LP. Titolo: Centochitarre; brani: Il volo del calabrone, Thunderball, Centochitarre, Marcia alla turca, La battaglia di Alamo, Narraxy, Robot in parata, Gemini, Andalusia, Rocce rosse, Un pugno di dollari, Danza delle spade. Il disco, pubblicato dalla Davoli, aveva anche lo scopo di pubblicizzare le potenzialità della riproduzione stereo. Dei componenti del gruppo si conoscono solo i soprannomi, pubblicati sul libro di Pescetelli (vedi le fonti).

Ulisse e le Ombre

Ulisse e le Ombre sono un gruppo formatosi a Catanzaro nel 1969 dalle ceneri di altri tre noti gruppi della città calabrese, Gli Antichi, Le Ombre e i Drops. Un gruppo molto preparato tecnicamente che si rifaceva per certi versi ad alcune band pop-jazz dell’epoca, come i Chicago o i Blood Sweet & Tears, vista anche la loro particolare formazione: Ulisse (alias Pino Ranieri, canto), Franco Folino (basso), Salvatore Celeste (chitarra), Manlio Canino (tastiere), Antonello Nicita (batteria), Ettore Capicotto (tromba), Franco Citriniti (sax tenore), Beppe Citriniti (sax Baritono). Molto conosciuti nel Sud ed in particolare in campo regionale, grazie anche al brano “Se non avessi lei” (ben interpretato dalla voce graffiante di Ulisse) presentato al Disco per l’estate del 1970, a cui seguono negli anni successivi “Rosea”, “La delusione” (brano di impostazione progressive), "Dedicato a ...", “Solo” e “Odissea”, solo per citare alcune delle incisioni del gruppo, tutte edite dalla Fans, etichetta della Phonotype Records di Napoli. Ebbero l'opportunità di partecipare a diverse trasmissioni televisive come Milledischi, Alta infedeltà, al X° Premio Regia Televisiva di Daniele Piombi, alla Rassegna di Primavera (a Poggio Bustone, con Lucio Battisti) e furono molto attivi in concerti e serate, soprattutto in area regionale, anche assieme ad altri gruppi nazionali, come i Nomadi.
(Informazioni ricevute da Franco Folino)

Uragani

Da sinistra e dall'alto: Erminio Baso, Silvano Berteggia, Luciano Carradori, Fabio Vio, Franco Carradori, Mario ZanettiUn gruppo di Mestre, attivo dal 1963 al 1967. Nel 1965 approdano al Piper Club di Roma dove ottengono un buon riscontro e parecchie serate, e hanno l'opportunità di incidere con la Carisch quattro  45 giri contenenti eccellenti  cover di brani stranieri (Who, Animals, Cuby & The Blizzards). Ottima compattezza di suono soprattutto nei brani beat, e buona padronanza della tecnica, ne hanno fatto un gruppo che ha lasciato un buon ricordo tra gli appassionati del beat.
Nati come The Sharks e vincitori del concorso "La Pennetta d'Oro" organizzato dal quotidiano di Mestre "Il Gazzettino" e dal suo giovane giornalista e appassionato di musica Pierluigi Rizziato, cambiarono il nome in Uragani e iniziarono una intensa attività nei locali del Veneto. Presentarono in occasione "del concorso Be-Bop-A-Lula" di Gene Vincent, "La casa del sole" e "Spegni questa luce" (un brano di Shel Shapiro dal primo LP dei Rokes del 1965).

Nello stesso anno vennero invitati a suonare anche al Piper Club di Roma, che aveva necessità continua di gruppi in grado di sonorizzare efficacemente e con il necessario impatto il grande locale. Il riscontro fu più che buono e gli Uragani rimasero per diverse serate, avendo anche la possibilità di prendere accordi con le case discografiche per pubblicare un singolo. Con la Carisch uscì quindi l'anno dopo il primo 45 giri, con due efficaci cover dai Who (I Can't Explain) e dagli Animals (It's My Life).
Da sinistra e dall'alto: Erminio Baso, Silvano Berteggia, Luciano Carradori, Fabio Vio, Franco Carradori, Mario ZanettiDopo l'uscita del primo disco parteciparono, sempre nel 1966, su iniziativa di Gianni Boncompagni, al primo "Raduno Beat" a Milano, assieme ai principali gruppi italiani del periodo.
Seguirono altri tre singoli, sempre con la Carisch (che era allora la casa discografica che pubblicava i singoli dei Beatles in Italia, concessionaria della Parlophone inglese) e sempre con un buon riscontro, incluse alcune partecipazioni alla trasmissione radiofonica Bandiera Gialla e conseguenti passaggi radio.
Nel 1968, per i soliti motivi (matrimoni, servizio militare, esaurimento della "spinta propulsiva" del beat) e sono rimasti in attività o hanno ripreso a suonare, nella fase di revival beat, i soli Franco Carradori e Mario Zanetti.
Discografia (Tutti i 45 giri pubblicati con la Carisch, in massima parte cover): Con quella voce / Questa è la mia vita (vca 26180 - 1966), Vuoi arrivare su / Giusto o no (vca 26182 - 1966), Mary Anna / Lei (vca 26186 - 1967), Al primo che dirà / La città è vicina (vca 26190 - 1967)
[Formazione: Erminio Baso (tastiere), Franco Carradori (batteria e voce),  Luciano Carradori (voce, fratello di Franco), Mario Zanetti (basso), Silvano Bertaggia (chitarrista molto apprezzato), Fabio Vio (chitarra accompagnamento),  negli anni successivi Gianni Da Re e Dario Rigato (chitarra) sostituirono Bertaggia e Vio, e poi Enzo Ponchiroli, nella fase revival, ha sostituito Erminio Baso]
(Informazioni integrative e immagini ricevute da Mario Zanetti, l'immagine in alto a destra riproduce un articolo dedicato agli Uragani dalla rivista Anni '60)

Per saperne di più: www.uragani.com.

Vasso Ovale

Un cantante beat protagonista involontario di una delle storie più curiose del periodo beat. Scomparso nel nulla, come molti altri, e però creduto morto in un incidente stradale da tutti gli appassionati della stagione beat, era in realtà vivo e vegeto a Torino. Si trattava della solita leggenda metropolitana sulla morte dei cantanti.
Ha pubblicato all'epoca diversi singoli, tra cui "Treni, navi e aerei" (cover di Train, Boats and Planes dei Box Tops), Esisti tu, Pietà, Come te, Piangi se vuoi.

Le Volpi Blu

Il gruppo nasce nei primi anni '60 in Liguria, in particolare a Savona, per iniziativa del leader (che non uscirà mai dalla formazione), il tastierista, compositore e arrangiatore Franco Delfino. A lui si aggiunsero Manuel Guastavino (canto e chitarra), Mimmo Lentini (canto e basso), Gianni Grandi (batteria e cori). L'incontro con la casa discografica Fono Cine consentì la pubblicazione del primo 45 giri, contenente il brano "Ti ricordi, padre mio". Passaggi alla RAI ("Chissà chi lo sa" di Febo Conti) e a Radio Montecarlo propiziarono un buon successo del singolo, e la prosecuzione dell'esperienza discografica con le successiva uscite di "Bimba mia", "Biancastella", "Ma mammà". Accanto alle uscite discografiche una intensa attività dal vivo, soprattutto in Piemonte e Liguria, consentiva di allargare il seguito del complesso.

Nei primi anni '70, con l'arrivo di due nuovi componenti, Riccardo Dagna al basso e Enrico Cazzante alla voce e alla ritmica, Le Volpi Blu si dedicarono in modo ancora più deciso al genere pop, partecipando a San Remo con il brano "Senza impegno", e presentando altri dischi come "Tu piccola bimba mia" e "Un amore per noia".
(Informazioni fornite da Daniela Viscusi e Franco Delfino)

  

Anni '70

 

Alisei

Gli "Alisei" hanno iniziato l'attività a Padova nel 1971 e nello stesso anno hanno inciso il primo 45 giri "Senza di lei". Sempre nel 1971 hanno vinto il concorso Rai regionale "Complessissimo 1971. Nel 1973 ospiti a Canzonissima assieme all'attore Franco Franchi, con lo stesso attore protagonisti del film "Il sergente Rompiglione", e nel 1974 ospiti nella trasmissione condotta da Claudio Lippi (Tanto piacere). Del 1977 il primo grande successo con il disco "L'amore non ha età" che vende 380.000 copie. Nel 1979 esce l'LP "Piccola amante mia" che riceve il "disco d'argento" per le 500.000 copie vendute. Nel '80/'81 altro 45 giri. (Giu' / Ne vale la pena), nel 1995 esce a richiesta una compilation di brani "Noi siciliani". Formazione ultima: Joe Di Ganci (batteria), Franco La Rosa: (basso), Michele Sidoti (sax), Tony Miosi, (chitarre) ,Carmelo Lucà (tastiere e leader del gruppo)
(Notizie ricevute da Joe Di Ganci)

Panna fredda

Inizi alla fine degli anni '60 ma risultati più significativi nei primi '70 per il gruppo di Roma che era partito come "Figli del sole" per poi chiamarse anche I Vun Vun, dal nome dell'omonimo locale romano dove erano diventati a fine anni '60 una presenza fissa. Primo singolo nel 1970 con la Vedette (vvn 33177) ed il nuovo nome del gruppo, Panna fredda. Sul lato A un brano scritto da Roby Castiglione, alias Roby Crispiano, dal titolo Strisce Rosse, sul lato B, ma ben presente nella programmazione radio di quell'anno, un brano scritto da Silvio Settimi, ex chitarrista dei Jaguars. Un ulteriore singolo per la Vedette (Una luce accesa troverai / Vedo Lei - vvn 33184 - 1970) e soprattutto un album ormai progressive, dal titolo Uno (La paura, Un Re senza reame, Un uomo, Scacco al Re Lot, Il vento la Luna e pulcini blu (Sole rosso), Waiting) pubblicato sempre con la Vedette (VPA 8134) in quello stesso 1970, quindi uno degli album apripista del nuovo genere che avrebbe dominato, soprattutto in Italia, il nuovo decennio. I componenti del gruppo erano Angelo Giardinelli (voce e chitarra), Giorgio Brandi (tastiere), Carlo Bruno (basso), Filippo Carnevale (batteria).

Pennies

I Pennies facevano parte della scuderia di Vincenzo Micocci (It Italia), la stessa di altri nomi che saranno importanti per la musica italiana (De Gregori, Venditti, Cocciante, Mannoia, Minghi) hanno inciso agli inizi degli anni '70 un 45 giri ("Un minuto di libertà", cover di "The Boxer" di Simon & Garfunkel - ZK 50083) ed un 33 ("Five Pennies Opera") con brani degli stessi Pennies tranne "Photograph", composto per loro da Amedeo Minghi.
Partecipazioni al torneo pop di Viareggio e a trasmissioni radiofoniche (Supersonic), nonché alla realizzazione di lavori di altri musicisti come Piero Ciampi, Marisa Sannia, Ron.
(Notizie e immagini ricevute da Alessandro Ferretti dei Pennies, vedere anche il sito www.pennies.8m.com)

 

Le fonti

 

Le schede derivano in molti casi da segnalazioni ricevute direttamente da componenti dei complessi o da persone loro vicine all'epoca, in altri casi dai numeri storici della rivista "Anni '60" di Claudio Scarpa e dai libri "Una generazione piena di complessi" di Claudio Pescetelli, oppure dalle le successive edizioni di "Beati voi!" di Alessio Marino (pubblicazioni reperibili presso la Beat Boutique 67).
Per qualsiasi segnalazione o precisazione sulle schede pubblicate è possibile inviarci una e-mail a questo indirizzo.

 

Note

 

I complessi beat si possono suddividere a grandi linee in tre categorie: (a) quelli che hanno suonato solo in locali, concerti ed eventi; (b) quelli che sono arrivati al livello successivo: la produzione discografica, con almeno un singolo 45 giri all'attivo effettivamente distribuito, anche se eventualmente in modo limitato (escludendo quindi demo o "lacche"); (c) quelli che i dischi li hanno anche venduti, in misura più o meno ampia.
In questa sezione è disponibile una selezione di complessi che ricadono nella categoria (b). Le informazioni presenti derivano in buona parte da contatti e segnalazioni ricevute da visitatori del sito. Nessun intento enciclopedico in questa sezione. Quando il sito Musica & Memoria ha iniziato l'attività, nel 2001, le notizie in Internet sui complessi erano poche e frammentarie. Negli anni successivi sono aumentate progressivamente, anche grazie a Wikipedia. Sia questa pagina, sia nella pagina Mondo Beat dedicata specificatamente alle testimonianze più estese dei protagonisti, sono indirizzate con priorità alla pubblicazioni di informazioni su complessi non già documentati in rete o comunque originali.

E' consultabile inoltre l'elenco dei gruppi e interpreti con dischi all'attivo, e l'elenco completo di tutti i gruppi noti, presentato sia per geografia, ovvero per provincia e regione di appartenenza, sia in ordine alfabetico.

 

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