Italian Beat: i complessi

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Altre schede in:  Padova Beat, Verona Beat, Gli Avvoltoi e Messina Beat, Testimonianze dal mondo beat

Indice

 

Aldo e i Falisci / Ancients / Angeli / Anonima Sound / Apostoli / Astrali / Avvoltoi / Balordi / Barabba / Bat Bat / Big Ben's / Bisce / Bisonti / Blacks /  Blande Figure  / Chewing Gum / Chewing Gums / Chetro & Co. / Chiodi / Cuccioli / Daini / Dioscuri / Drops / Epoca 70 / Evy / Fantom's / Favolosi / Ferry, Franco, Renè, Danny & Gaby / Folks - Fholks / Frenetici / Fuggiaschi / G-Men / Generali / Gene Guglielmi / Gens / Gerol's / Igor Mann e i Gormanni / Kameleoni / Mat 65 / Meteors / Mimitoki / Mods / Myosotis / Najadi / Natale Befanino / Nomadi PS / The Others & Pataxo / Pattuglia Azzurra / Perchè / Pelati / Pierfilippo e Les Copains / Pipers / Pops / Planets / Prototipi / Ragazzi del Sole / Ragazzi della Via Gluck / Riki Maiocchi / Roby Crispiano / Rokketti / Rollini / Rogers / Roll's 33 / Rubi Strubi / Scooters / Simeone (Il predicatore) / Slenders / Le stelle di Mario Schifano / Stereo / Ulisse e le Ombre / Uragani / Vasso Ovale / Le Volpi Blu   
Anni '70: 
Alisei
/ Pennies  

 

Le schede

 

Aldo e i Falisci

Un gruppo attivo nell'alto Lazio, formatosi in particolare a Civita Castellana (l'antica Falerii, principale città nel territorio dei Falisci, antica popolazione affine ai Latini) attorno al cantante Aldo Angeletti. Arrivarono alla incisione discografica con un brano dedicato a Martin Luther King, sulla scia degli altri brani "buonisti" del periodo (Abraham, Martin e John di Dion & The Belmonts, John Fitzgerald Kennedy dei Renegades), dal titolo "Le rondini bianche". Sul retro del disco, pubblicato dalla etichetta romana CDB, un brano inciso anche dai Jaguars (che erano sotto contratto con la stessa casa discografica), ma non pubblicato all'epoca.
Discografia: Le rondini bianche / Preludio alla fine - CDB db 1129 - 1968
[Aldo Angeletti (voce), Goffredo Chiodi (chitarra), Marco Manoni (basso), Franco Spitoni (batteria)]

Ancients

Il gruppo fondato Federico D'Andrea con Manuel De Sica e Bruno Biriaco, al quale si è aggiunto in seguito Stefano Marcucci. Nel loro periodo di attività riescono anche ad approdare in TV, partecipando ad una puntata di Studio Uno di Lelio Luttazzi. D'Andrea e Marcucci formeranno in seguito il gruppo Myosotis, mentre Biriaco diventerà il batterista del più noto gruppo jazz-rock italiano, i Perigeo, e Manuel De Sica un compositore).
Discografia: Ci ripenserai / Non penso più a lei (Edibi 1966), Quando verso sera / Questa squallida città (Parlophone 1966).
[Manuel De Sica (chitarra solista e voce), Federico D'Andrea (chitarra ritmica e voce), Bruno Biriaco (batteria), Stefano Marcucci (basso e voce)] (Notizie ricevute da Stefano Marcucci)

Angeli

Da non confondere con i Nuovi Angeli di Milano, erano un gruppo formatosi a Chieti dalla fusione di un complesso già attivo con lo stesso nome nella città abruzzese, e di un altro gruppo chiamato I Savage. Leader del gruppo era il cantante e chitarrista Alfonso Di Berardino, proveniente dai Savage e cresciuto in USA, poi per un breve periodo con il Clan Celentano e in seguito protagonista di una carriera solistica in casa RCA. Come Angeli hanno partecipato al 2° torneo Davoli nel 1967 (23 novembre, al teatro Cantero di Chiavari) arrivando in finale e proponendo alcune cover e brani del proprio repertorio (Baccano, Spider e Sha la la la lee). Nel 1968 hanno la opportunità di incidere con la etichetta Pake una cover di "I'm a Boy" degli Who, che diventa "Dove vuoi". Sul retro un brano originale scritto da Di Berardino (Butta la corda). Con la successiva uscita di  Di Berardino verso il Clan si chiude l'attività del gruppo negli anni '60.
[Alfonso Di Berardino (chitarra e voce), Ettore Desiderio (chitarra), Fabrizio De Angelis (chitarra), Tonino Taddeo (basso), Ernesto De Angelis (batteria)]

Anonima Sound

Il primo complesso di Ivan Graziani, fondato a Urbino dal futuro cantautore assieme a Velio Gualazzi (batteria) e Walter Monacchi (basso), Graziani era ovviamente alla chitarra e voce. Dal primo singolo (del 1967) il primo successo (175.000 copie) "Parla tu", firmato da Roberto Vecchioni (con Lo Vecchio e Monaldi), lanciato a Bandiera Gialla da Boncompagni ed Arbore. Attivi dal 1964 al 1970, nel 1969 l'inserimento del tastierista Roberto Carlotto, nel 1970 il gruppo si scioglie in concomitanza con la partenza per il servizio militare di Graziani (e la eclissi della maggior parte dei complessi).
Discografia: Fuori piove / Parla tu (CBS 3048 - 1967), L'amore mio, l'amore tuo / I tetti (CBS 3418 - 1968), Josephine / Mille ragioni (CBS 4214 - 1969), Ombre vive / Girotondo impossibile (Numero Uno 50006 - 1969) (A sinistra i tre "Anonima sound", Ivan Graziani è al centro)

Apostoli

Gruppo romano, sono stati tra i primi a suonare al Piper Club. Formatosi nel 1965, a settembre dello stesso anno sono stati ingaggiati dallo storico locale (che non era una discoteca, la musica per ballare era suonata dal vivo) dove si sono esibiti numerose volte. Ad inizio dell'anno successivo tentano l'avventura discografica con la RCA ma il singolo registrato è rimasto inedito per motivi ignoti. Nel 1966 suonano comunque nuovamente al Piper di Roma e anche a quello di Viareggio (nel frattempo aperto da Bornigia). Accompagnano Edoardo Vianello e Wilma Goich in alcune serate e compaiono anche in un film "musicarello" dell'epoca (Quando dico che ti amo, 1967). Pubblicano complessivamente due dischi per due etichette minori.
Discografia: Robinson / Chi mai lo sa? (Sunstar sp 216 - 1965), Il lupo e l'agnello / Sento già andar l'estate (RCA 1966, inedito), E' meglio che mi muova / Le cose che tu cercherai (Roman rm 001 - 1968).
"Chi mai lo sa?" è una cover di Where Have All The Flowers Gone di Pete Seeger, con testo di Daniele Pace. La successiva "Sento già andar l'estate" è una cover dello stesso brano del capostipite del folk americano, con testo diverso scritto da Ettore Paparazzo degli Apostoli.
[Angelo Piperno (voce), Francesco Berichelli (chitarra), Angelo Alessandra (tastiere), Ettore Paparazzo (basso), Roberto Conrado (batteria)]

Astrali

Esponenti del ristretto gruppo della psichedelia italiana (con i Fantom's, Le Stelle di Mario Schifano, i Chewing Gum, Chetro & Co.)  Gli Astrali di Torino non pubblicarono alcun disco nel loro periodo di attività, tra il '67 e il '68. Le registrazioni fatte all'epoca sono però state recuperate nel 1995 dalla etichetta Destination X e pubblicate su un CD dal titolo "Viaggio allucinogeno" (pare fosse il titolo che gli stessi Astrali volevano dare all'LP in preparazione).
Cover di noti brani degli Yardbirds (Mr. You Are a Better Man Than I, diventata in italiano "Noi non siamo come voi") e dei Byrds (Eight Miles High, "Vado su in alto"), e notevole soprattutto la suite strumentale "Un Altro Viaggio Allucinogeno", ispirata allo stile Pink Floyd di Interstellar Overdrive. La scaletta dell'LP comprendeva i seguenti brani: 1) Non Siamo Come Voi 2) Viaggio Allucinogeno 3) Improvvisazione 4) Credi (Rari degli Standells) 5) Vado Su In Alto 6) Una Notte Al Bar 7) La Libertà 8) Intro / Un Altro Viaggio Allucinogeno.
A parte le vicende discografiche gli Astrali hanno suonato intensamente dal vivo, soprattutto a Torino, proponendo i loro brani in concerti sicuramente più "impegnativi" rispetto a quelli degli altri complessi dell'epoca.
[Dante Menotti (voce e chitarra), Angelo Presti (organo), Terry Fanelli (basso), Vito Salice (batteria)]

Avvoltoi

In realtà non è un gruppo beat, ma un gruppo di epigoni del beat che si è formato negli anni '80 a Bologna, per riproporre la "poetica" beat (Il nostro è solo un mondo beat, è uno dei loro pezzi). Hanno proposto anche cover di brani del periodo beat, come A Well Respected Man dei Kinks (Un uomo rispettabile, nella stessa versione del 1967 dei Pops). Si ignora se hanno ripreso un nome già usato da altri gruppi dell'epoca, sicuramente sono spesso elencati assieme agli altri complessi.

Balordi

Gruppo milanese attivo nei locali per giovani del capoluogo lombardo (Paip's, Tricheco, Copacabana) già nel 1965, spesso come gruppo di supporto ad altri più noti, entrano in contatto con il produttore Luciano Giacotto, che collabora con la Durium, e che cura il loro lancio discografico. La scelta cade su una cover, come sempre, ma in questo caso si tratta di uno dei brani più originali delle prima ondata psichedelica USA, "They're Coming To Take Me Away" di Napoleon XIV, alias Jerry Samuels (vedi la sezione covers per altre notizie) che diventa, in una fedele (e arricchita) trasposizione italiana "Vengono a portarci via, ah, ah" corredata anche da adeguato contorno di copertina, abiti ed esecuzioni stravaganti. Il riscontro di vendite non è eclatante, ma consente di farli conoscere e di partecipare come gruppo spalla al tour italiano degli Animals, al Cantagiro, con il brano di protesta "Domani devo fare una cosa" e al Festival della canzone napoletana. Questo ultimo approdo non sembra oggi così interessante per un complesso beat, anzi abbastanza incongruo, ma all'epoca si trattava di un evento quasi al livello del Festival di Sanremo (vedi il noto film con Manfredi "Operazione San Gennaro"), che voleva darsi una immagine di modernità aprendo ai complessi beat e a cantanti non napoletani (vi parteciparono i Jaguars, i Giganti, l'Equipe 84 e Giorgio Gaber, tra gli altri).
I Balordi, in coppia con un campione locale, Nino Taranto, riuscirono addirittura a vincere l'edizione del 1967 con il micidiale brano "O' matusa". Il singolo successivo poteva costituire teoricamente la consacrazione definitiva, perché si trattava nientemeno che delle prima edizione discografica di un classico della musica leggera italiana, "Non è Francesca" di Lucio Battisti. Allora non ancora pienamente attivo come interprete ma essenzialmente come autore, Battisti aveva infatti ceduto il brano alla Durium. L'immagine dei Balordi non era però quella di irriducibili innamorati resi ciechi dall'amore ma, appunto, di trasgressivi "balordi", e il riscontro di vendite, nonostante la copertina alla moda "flower power", fu quasi inesistente. L'insuccesso portò al tramonto del progetto del loro primo LP (che doveva chiamarsi "Mondo Balordo") e al cambio di casa discografica, con l'approdo alla Carosello. In questa fase un loro successivo singolo "Diamoci la mano" venne scelto come sigla di una trasmissione televisiva e il gruppo ebbe la opportunità di partecipare alla commedia musicale "Il salto mortale" con Sandro Massimini.
Il solito servizio militare e il tramonto del periodo dei complessi portano alla conclusione, a fine '68, anche la interessante esperienza dei Balordi.
Discografia: Vengono a portarci via, ah! Ah! / Don Chisciotte (1966 Durium Ld A 7494), Domani devo fare una cosa! / Buona fortuna (1967 Durium Ld A 7516), '0 matusa / A cammesella (1967 Durium LJ A 7525), Non è Francesca / Guardando te (1967 Durium Ld A 7538), Diamoci la mano / Fateli tacere (1968 Carosello CI 20204)
[Gianni Muratori (voce, basso el.), Andrea Muratori (chitarra, fratello di Gianni), Bruno Pellegrini (chitarra), Beppe Panzironi (batteria); dal secondo singolo Pino Matteucci subentra a Pellegrini, nel periodo Carosello Marco Ferradini, il fuuro e mai dimenticato interprete e co-autore di Teorema, sostituisce Gianni "Gion" Muratori, nel frattempo partito per il servizio militare]
La copertina del loro primo disco era disegnata dallo stesso Gianni Muratori, attivo anche come fumettista con lo pseudomimo di "Gion", e fornisce anche i ritratti - caricatura dei quattro "balordi" nella prima formazione (cliccare per ingrandire).

Barabba

Un gruppo bolognese, ma guidato da un sassofonista di origine catanese, Mike Alfieri. L'uso del sax, inconsueto per gli anni del loro esordio (1966) è proprio l'elemento caratterizzante del sound del gruppo. Nelle biografie del complesso si dice che il nome sarebbe derivato da una espressione dialettale del Nord Italia (barabba = discolo), ma chiunque comprende che è invece un riferimento (abbastanza ardito per l'epoca) al celebre personaggio poco raccomandabile del Vangelo ("chi volete libero, Gesù o Barabba?"). Primo disco con una etichetta importante, la CBS, con due cover dai Kinks (I Need You, totalmente stravolta nel testo) e dai Rolling Stones (Down Home Girl). E' riportato a loro nome anche un altro singolo di data imprecisata (probabilmente lo stesso anno) pubblicato da una etichetta minore, River. Si sciolgono all'inizio degli anni '70 dopo aver sperimentato una breve collaborazione con Gino Paoli. Oltre al fondatore Mike Alfieri si conosce solo il nome di un altro dei cinque componenti del complesso, Robert Gillot, il tastierista inglese attivo a Bologna, che sarà poi nello stesso anno 1966 uno dei fondatori dei Pooh, ma che lascerà il famoso gruppo prima della fine dell'anno.
Nella copertina del loro unico disco con una etichetta primaria i cinque mangiano un gelato ai tavolini di un bar (non si capisce bene il nesso) ma quello di spalle, forse Alfieri, indossa una maglietta personalizzata con una croce che riporta incrociato il nome "barabba", evidente l'intento vagamente provocatorio e dissacrante.
Discografia: Barabba / Caino (River rl 0516), Sono stufo di te / Non hai capito (CBS 2414 - 1966)

Bat Bat

I Bat Bat erano uno dei gruppi di testa del beat pesarese (con Nomadi PS, Anonima Sound, Tubi Lungimiranti, Misteriani) che si opponeva all'allora dominante Verona beat (celebrato dai Gatti di Vicolo Miracoli nella omonima canzone) da dove venivano i Kings, i Condors, le Scosse, i Caravan, i Becchini...) , un po' come il Manchester Sound (Herman's Hermits, Wayne Fontana & the Mindbenders, Hollies) si contrapponeva al Liverpool Sound o Mersey Beat nella mitica Gran Bretagna del British Sound.
Il lancio dei Bat Bat avvenne in uno dei trofei Davoli, dove arrivarono in finale, e in particolare al secondo posto dopo i Corvi, e si affacciarono così anch'essi al successo.
[Attilio Piazza (batteria), Roberto Donati (chitarra solista), Massimo Giovannelli (organo, chitarra), Alessandro Mariotti (basso)][dischi: Belldisc]

Big Ben's

Beat sinfonico e ispirazione a modelli stranieri per questo gruppo. Famoso il loro brano "Un long plajing di baci" (scritto proprio così). Si cimentarono anche con una delle tante versioni del classico dei Beatles "Please Please Me" (Tu non sai niente dell'amor).

Bisce

Il nome, secondo le riviste dell'epoca, deriverebbe da un incidente stradale nel quale incapparono i cinque componenti del gruppo, che uscirono dalla macchina rovesciata strisciando come bisce (!). Una versione peraltro confermata da Franco Ruggiero de Le Bisce. Disco d'esordio nel 1967 (etichetta North) con "La danza della morte" / "Una che dice sì". Quest'ultima era una versione (evidentemente adulterata) di "Here There And Everywhere" dei Beatles.
[Roberto Bernucca (organo e voce solista), Franco Ruggiero (chitarra e voce), Franco "Franchino" Mariani (chitarra e voce), Luigi Di Santo (basso), Albertino (batteria)]

Bisonti

Nati come Bruno Castiglia e i Bisonti, poi semplicemente I Bisonti, dopo la solita gavetta in locali della loro zona (Milano) hanno avuto l'opportunità di iniziare nel 1965 una sostanziosa attività discografica (11 singoli e 2 LP tra il '65 e il '70), tutta con la casa discografica City (una piccola casa indipendente di Milano, tuttora attiva), per la quale già lavoravano come turnisti alcuni componenti del gruppo. Agli inizi si muovevano più sul versante melodico, con qualche puntata sul rock 'n roll tradizionale (Lucille), per poi passare anche al beat, con il loro brano più significativo: Crudele (1967). Quasi tutti originali, comunque, i brani proposti dal complesso, unica cover la già citata Lucille. Ritorno negli anni '90 con un CD di successi dell'epoca beat (La carica dei Bisonti). Relativamente noti negli anni '60, anche se non erano nel gruppo di testa dei complessi beat, sono stati protagonisti di una inaspettata fama a più di 40 anni di distanza, grazie alla cover de La casa del sole pubblicata dai Pooh nel loro disco del 2008 Beat Regeneration, dove erano citati come interpreti della cover originale proprio i Bisonti. In realtà la cover era del '96, ma l'attribuzione è rimbalzata incessantemente in rete e i Bisonti sono diventati retrospettivamente gli "storici interpreti" della Casa del Sole in italiano.
[Bruno Castiglia (voce), Fulvio Carotti (chitarra), Paolo Cocchi (basso el.), Gianni Calabria (batteria), Paolo Pasolini (tastiere), in seguito Giorgio Speranza sostituisce Fulvio Carotti]
Vedi anche: La discografia dei Bisonti.

Blacks

Blacks - Tu sei come me / RimaniGruppo di Milano molto apprezzato all'epoca. Durante una serata in un night club di Milano (lo Shaker, vicino a Largo Augusto) nel 1966, all'apice del fenomeno beat, furono notati da Piero Trombetta (autore di canzoni come Kriminal Tango e talent scout) che propose al gruppo un provino per la EMI. Provino realizzato il giorno dopo (nella basilica sconsacrata di Santa Sofia, in Corso Italia, che era allora la sala di registrazione della EMI), sotto la direzione del Maestro Tony de Vita, che diede subito parere positivo alla casa discografica. Il contratto prevedeva la incisione del loro primo singolo, con i brani "Tu sei come me" (da Hot Pastrami dei Dartells, la cover dei Blacks venne presentata anche a Bandiera gialla nella puntata del 18 giugno 1966) e "Rimani" (EMI PATHE' AQ 1334).
Furono in seguito reclutati dal noto impresario Leo Watcher e parteciparono a un lungo tour in Sardegna come gruppo rock in un cast di altri famosi musicisti dell'epoca: Pino Donaggio e i Giovani Giovani, Vittorio Inzaina, Wilma Goich, Arturo Testa, Gilda. Intensa anche l'attività in locali e concerti, sia in Italia sia all'estero (Svizzera, Germania), si ricordano concerti a Cortina d'Ampezzo, Palalido di Milano, la loro partecipazione al "Raduno dei Gruppi Musicali del momento", condotto da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.
[Flavio "Stecco" Maggioni (chitarra solista), Edo "Pelato" Muti (chitarra ritmica), Eros "Gitano" Catania (basso), Leo Catania (batteria), Eros e Leo Catania formeranno in seguito i Rubi Strubi]

Le Blande figure

Le Blande figure sono un complesso che si è formato a Modena (per la precisione a Fanano) nel 1965, dallo scioglimento di un altro gruppo, i Garden. Protagonisti di un'intensa attività in locali e in occasione di concerti, hanno partecipato anche ad un film con Aldo Fabrizi, hanno avuto collaborazioni con Maurizio Vandelli e i Giovani Leoni, che diventarono poi l’Equipe 84, e hanno avuto anche l'opportunità di pubblicare tre singoli con la casa discografica Cgo (Il mondo non lo sa / Nemmeno una lacrima, 1967, Plaisir d’amour / Un nuovo giorno, 1968 e Sei come il mare / Quando chiuderai la porta, 1969), per continuare l'attività  fino al 1978, anno in cui per diverse ragioni, il complesso si sciolse.
Le Blande figure realizzarono anche un LP, sempre per la Cgo, che però non è stato pubblicato e commercializzato per motivi non noti.
[Gildo Orsini, Gianni Orsini, Franco Zona, Silvano Corradini, Vanni Baisi, Alfonso Seghedoni]

Chetro & Co.

Un gruppo a parte, impegnato e ambizioso nel panorama del beat italiano. Formato da Ettore De Carolis (Chetro), che poi sarà l'animatore del Nuovo Canzoniere del Lazio negli anni '70, periodo della riscoperta, anche da parte del grande pubblico (vedi il successo della Nuova Compagnia di canto popolare), delle radici folk della musica italiana, con Franco Coletta alla chitarra e Gianni Ripani al basso, hanno esordito nel 1967 con un ambizioso singolo di stile psichedelico, pubblicato dalla Parade. Sul lato A una lunga composizione di De Carolis "Danze della sera", su testo del grande poeta Pier Paolo Pasolini, sul lato B "Le pietre numerate", ispirata e basata nella musica al classico barano "Milestones" del jazzista Miles Davis. A completare il tutto una copertina "monstre", un pieghevole su più pagine con i testi completi, un collage di immagini anche dirompenti per l'epoca (nudi e co.).
LA COPERTINA ORIGINALE

Chewing Gum

Si tratta di un gruppo toscano tra i più quotati tra quelli che hanno dato vita alla breve stagione della psichedelia italiana, soprattutto grazie al brano "Senti questa chitarra" del 1967, decisamente in anticipo sui tempi. Di Firenze, all'inizio si chiamavano Black Angels, cambiarono nome in "Chewing Gum" dopo l'uscita (alla volta dei Tremendi) del bassista americano Richard Ursillo (poi, negli anni '70, con il noto gruppo progressive Campo di Marte). Grazie al produttore Moreno Polidori ebbero l'opportunità di pubblicare un singolo con la RCA, che conteneva appunto "Senti questa chitarra" e sul retro "Tu sei al buio". Entrambi i brani erano notevoli per impatto e ritmo, e mettevano soprattutto in luce gli assoli di chitarra con distorsore e wha-wha del giovanissimo Flavio Cucchi (in seguito protagonista di una brillante carriera nella musica colta).

Chewing Gums

Da non confondersi con il gruppo precedente, si trattava di un complesso veneziano maggiormente votato all'intrattenimento. Composto nel 1964 da cinque amici e liceali del Lido di Venezia, si esibivano prevalentemente presso dancing e locali da ballo, e il loro repertorio era costituito dalle più note canzoni dei Beatles, Rolling Stones, Kinks, Small Faces, Yardbirds e dalle cover dell'Equipe 84, dei Rokes ed altri gruppi italiani, fino ai classici pezzi strumentali degli Shadows. Inoltre brani degli Animals, dei Lovin' Spoonful, degli Ola & the Janglers, cantati adottando personali ed esclusive traduzioni in italiano. In Italia hanno suonato in molti locali, soprattutto della riviera adriatica veneta. All'estero in Svizzera nelle note località turistiche di Zermatt e Grundenwald.

Proponevano anche canzoni originali, mai però pubblicate su disco, i cui titoli erano: "Agguazzo", "Butano", "Nefelè cocchigia" (trad. dal greco : Casa tra le nuvole), "Chewing Gum", "Ricordandoti". 
[Formazione: Marino Sartori (chitarra ritmica e canto), Elio Toaldo (chitarra basso), Ezio Torresan (chitarra solista e canto), Michele De Marchi (tastiere e canto), Mario Miliaccio (Batteria)]
(Informazioni ricevute da Ezio Torresan)

Chiodi

I Chiodi di Bergamo negli anni '60I Nuovi Chiodi - Canta e ballaI Chiodi erano un complesso beat di Bergamo, attivo fin dai primi anni '60, che ha trovato la sua principale affermazione nel biennio del beat 1965-'67, incidendo diversi singoli, tra i quali spicca una cover di I'm A Believer, il successo internazionale dei Monkees, alternativa (e precedente) a quella di Caterina Caselli (Sono bugiarda). L'attività del gruppo inizia nel 1961, è focalizzata nell'area di Bergamo e vede come componenti Silvio Rossi, Gigi Rossi, Denti, Capelli, Carminati. Dopo i primi anni di apprezzata presenza nei locali e di progressiva creazione di un sound riconoscibile, caratterizzato da una grande compattezza di suono e da un'attenzione particolare al territorio (dialetto). Con le prime avvisaglia dell'ondata beat si creano anche per i Chiodi le condizioni per l'esordio nel settore discografico, con la Novelty del produttore Cesare La Loggia.
Il primo disco è del '65, presenta un brano in dialetto bergamasco (Ai au a et i ae?) e "100 lire, mamma!" sulla seconda facciata.
Entrati nel circuito nazionale i Chiodi pubblicano altri dischi, caratterizzati da un ricorso ridotto alle cover, a differenza di quanto avveniva all'epoca, ed estendono il loro raggio d'azione a tutta l'Italia, con occasionali puntate all'estero (Francia, Svizzera e Spagna, dove li ribattezzarono Los Clavos).
Chiodi - Accendi una stella / Mai mi fermeròIl colpo da classifica voleva essere la cover dei Monkees citata in precedenza, con la nuova casa discografica di La Loggia, Losiérès (1967); la loro Accendi una stella è però oscurata però ben presto da Sono bugiarda, la versione molto efficace (e più coerente con il testo originale, rispetto alla versione di Pace cantata dai Chiodi) proposta da Caterina Caselli, allora all'apice del successo tra i giovani. L'altro lato del singolo, pensato in origine come lato A, era ancora una cover, da Homeward Bound di Simon & Garfunkel, in italiano "Mai mi fermerò".
La fine del periodo beat non ha coinciso per i Chiodi con la fine delle attività, a differenza di quanto avvenuto per molti altri complessi. Il front-man Silvio Rossi aveva tentato l'avventura solista già dal 1967, per poi continuare con altri due dischi, il secondo dei quali con la Vedette, con lo stesso gruppo, ribattezzato per l'occasione Nuovi Chiodi, e a fine decennio si era trasferito negli USA (dove vive e opera tuttora nel settore musicale). Gli altri hanno proseguito egualmente la attività professionale, rappresentata soprattutto da concerti, fino al 1974, concedendosi poi una reunion 25 anni dopo. I Chiodi sono quindi tuttora in attività, e informazioni sulle iniziative del gruppo si possono leggere nel loro sito www.ichiodi.com )
Discografia - I Chiodi: Ai au a et a ae? / 100 Lire Mamma! (Novelty 801 – 1965), Goldfinger / L’uomo che non sapeva amare (Novelty 802 – 1965), Quando la mamma la fa i calsett / Tu, tu solo tu (Novelty 803 – 1966), Nel solaio dei tuoi sogni / Quando in cielo (Novelty 808 – 1966), Mai mi fermerò / Accendi una stella (Losiérès 3002 -1967), L’amore ha cambiato anche te / Soltanto allora siamo noi (Losiérès 3004 -1967), Il mondo così non va / Ti devi lavare il cervello (Losiérès 3006 -1967) // Nuovi Chiodi: Canta e balla / Il tuo viso (Vedette 33178 – 1969) // Silvio Rossi: Arcobaleno / Se rimango qui (Losiérès 3007 -1967) // Annamaria Mazzola & I Chiodi: Torno a pregare / Come ti amo (Novelty 804 – 1966) // Loro Cinque: Ruzzola l'onda / Dolce mistero (1967?).
[Formazione: Silvio Rossi (voce), Andrea "Rino" Denti (chitarra), Dario Capelli (basso), Gigi Rossi (tastiere), Franco Carminati (batteria)]
Per saperne di più: intervista a Dario Capelli dei Chiodi, Il sito dei Chiodi

Cuccioli

Un complesso beat di Varese che formerà la base del gruppo progressive anni '70 Franchi-Giorgetti-Talamo ("Il vento ha cantato per ore tra i rami dei versi d'amore" - 1972 - Arrangiamenti di Nicola Piovani). Negli anni '60 avevano pubblicato, unico titolo della loro discografia, il singolo "La strada che cerco / Tu non sai", il retro era una cover di "The Kids are All Right" dei Who, la canzone dedicata al movimento giovanile dei "mods" tra i quali i primi Who erano uno dei gruppi preferiti.
[Formazione: Danilo Franchi al basso, Bruno Casagrande alla batteria, Roberto Carlotto alias "Hunka Munka" alle tastiere (che in seguito raggiungerà i Dik-Dik), Vittorio Giorgetti alla chitarra, Marco Gusmini alla chitarra solista; all'organo ha suonato anche, per un periodo, un giovanissimo Flavio Premoli, il futuro tastierista della PFM; Oliviero Talamo, chitarra, si è aggiunto in seguito al gruppo]
(Informazioni fornite da Giancarlo Viviani de I Daini, altro gruppo di Varese, e integrate da Alessio Marino di Beat Boutique 67)

Daini

«Anche Varese negli anni '60 ha vissuto una vera e propria esplosione di gruppi beat. Tutti i giovani e non che bazzicavano la città e i dintorni non potevano non conoscere il tempio della musica beat varesina: il favoloso e indimenticato Il balcone di Viconago. I gruppi che venivano ingaggiati dai proprietari potevano considerarsi "arrivati". Il contratto aveva la durata di un mese e il gruppo suonava al sabato sera, la domenica pomeriggio e la domenica sera.
Forse ha contribuito anche l'idea di andare a suonare al "Balcone" alla nascita di tanti gruppi beat: "I cinque amici", "I Gemelli", "I Cuccioli", "i Rebel Boys", "la Ciurma" "L'Anonima Song", "I Megatons", i Daini.
Quest' ultimo era formato da elementi giovanissimi. L'età media era 18 anni. Tutti studenti. In poco tempo hanno guadagnato col loro sound il successo. Dove suonavano i Daini i locali facevano il pienone. E per questo erano richiestissimi e sono arrivati molto presto "Al Balcone".
Il loro ingaggio era stato firmato per un mese, ma alla scadenza i gestori volevano rinnovarlo, cosa che che non si è potuta fare perché da tempo erano stati ingaggiati dal "Metropolitan" di Borgomanero, altro tempio sacro del beat.
I Daini sono stati i rappresentanti per eccellenza del R&Blues nel Varesotto. Ma non disdegnavano altri stili musicali. Ricercavano il bello e il sensazionale. Con i loro watt stupivano e scatenavano il pubblico. Spaziavano da Wilson Pickett a Otis Redding, dagli Spencer Davis Group ai Procol Harum. Da Julie Driscoll e Brian Auger a pezzi strumentali improvvisati al momento.
»
[Formazione: Mauro Cavalca alla tastiere, Sandro Rocchi al basso, Gino Verduci alla chitarra solista, Giancarlo Viviani alla chitarra ritmica, Gianni Seddio voce e Sandrino Ravasi alla batteria]
(Informazioni e testimonianza inviata da Alessandro Volpi)
Per saperne di più: Intervista / Testimonianza di Gino Verduci

Dioscuri

Un gruppo siciliano formatosi a Mazara del Vallo nel 1966, ha avuto una intensa attività dal vivo in tutta Italia, esibendosi anche al Piper di Roma e come gruppo ospite dei Pooh. Ha inciso per la Fly Record di Roma diversi singoli, tra cui "Francesca" (presentato in TV a "Domenica insieme", nella prima edizione del programma di Pino Caruso, nel 1971), Un cuore nelle mani, La mia poesia, La nostra Estate.
I componenti del gruppo erano Stefano Crimaudo (tromba), Giacomo De Simone (trombone), Vittorio De Simone (sax), Vito Messina (batteria), Vito Valenti (Chitarra), Nicola D'Aleo (organo Hammond), Nicola Noce (Voce solista) e Vito Calia (basso e voce). Peculiarità dei Dioscuri era una strumentazione di elevato livello, molto avanzata per l'epoca, soprattutto per il volume di suono, all'origine anche della citata collaborazione con i Pooh. I Dioscuri suonavano con
batteria Rogers, piatti Paiste, organo Hammond L122 e Leslie 760, chitarra Gibson SG standard, amplificatore per chitarra Vox, basso Jazz Bass Fender, ampli per basso Davoli Lead 200W, ottoni Selmer, microfoni Shure, amplificazione Vocale Montarbo (mixer a 16 canali) con un totale di 2000 Watt RMS e viaggiavano con due pullmini Volkswagen, uno per i componenti del complesso ed un altro per gli strumenti e per i tecnici.

Drops

Un gruppo di Bologna ricordato per la vittoria nel 1° Concorso per complessi musicali Città di Bologna nel 1970, davanti a una giuria composta da Lucio Dalla, I Pooh, I Tombstones e altri davanti a decine di gruppi. I Drops erano nati nel 1966 per iniziativa di Cinzio Lombardi e, dopo una parentesi dovuta al servizio militare del fondatore, si erano ricomposti nel 1969 con la formazione che parteciperà al concorso: Cinzio Lombardi (batteria e canto), Carlo Trogu (chitarra e canto), Giuseppe Clò (chitarra), Fabio Clò (basso e canto), Gilberto Alpi (organo). Nelle due serate della finalissima al Teatro Lux di Bologna, i fratelli Clò vengono sostituiti da Alessandro Moruzzi (basso e canto) e Sandro Baroni (canto). Alla fine del 1970, quando il gruppo si scioglie dopo alcuni anni di carriera e concerti, perché il cantante Baroni subisce una lunga e dolorosa operazione chirurgica e il bassista e cantante Moruzzi parte per il servizio militare, Cinzio Lombardi entra a far parte dei Tarli, dove conosce il chitarrista Giuseppe Capriati col quale passa successivamente alla professione con alcuni famosi gruppi musicali dell'epoca. Nel 1972 i Drops si sono ricomposti con la formazione: Cinzio Lombardi (batteria, tastiere e canto), Alessandro Moruzzi (basso e Canto), Giuseppe Capriati (chitarra) e il compianto maestro Beppe Bigi (tastiere), suonando in giro per l'Italia e sciogliendosi definitivamente nel 1975. Il gruppo ha inciso anche un singolo, mai uscito sul mercato, con una originale cover di And I Love Her dei Beatles.
(Informazioni ricevute direttamente da Cinzio Lombardi)

Epoca 70

Il primo nome di un gruppo attivo nell'area milanese, e in particolare al locale Santa Tecla, poi ingaggiato da Adriano Celentano per la sua etichetta Clan con il nome "I ragazzi della via Gluck" (Il contadino, Sei la mia donna).

Evy

Evy (Evelyn Lenton Verrecchia) è stata una delle poche vere cantanti beat italiane; cresciuta in Francia, aveva già iniziato la sua carriera nel paese transalpino, dove aveva proposto alcune canzoni tradizionali, arrivata in Italia per motivi extra-musicali, ha proposto prima brani tradizionali (una versione in italiano di "Giochi proibiti"), poi ha abbracciato decisamente il beat con brani di protesta, come "L'abito non fa il beatnik" e "Domani il mondo sarà nelle nostre mani". Ha continuato negli anni successivi a frequentare il mondo della musica, sia in Francia sia in Inghilterra.

Fantom's

I Fantom's sono un complesso formatosi  a Torino nel 1963. si ispirano inizialmente ai Beatles e Rolling Stones, ma ben presto si rivolgono a nuove sonorità, orientate alla psichedelia, ancora poco frequentata all'epoca.
Nel 1966 realizzano il primo 45 giri "Le Insegne Pubblicitarie" (nello stesso disco anche "Nadia" e "Il Treno")
. L'anno successivo esce un secondo 45 giri esteso con  "We Shall Overcome", contenente una versione incisiva di "Come by Here" (Kumbaja), in italiano "Vieni Qui Vicino".
I loro dischi, per la cronaca, sono tra le rarità più ricercate dai collezionisti.
[Luigi Nagliero (chitarra solista), Walter Nagliero (chitarra ritmica), Spartaco Nagliero (basso), Gino Nagliero (batteria), Gino Amatone (organo)]

Favolosi

Il gruppo formato da Ivan Facchini, Paolo Tomalini, Mario Rizzoglio, Mario Verde, provenienti dal conservatorio e con buona pratica musicale. Ricordati per la cover dei Bee Gees (Butterfly), diventata in italiano "Come le rondini" a cura dei soliti Lo Vecchio e Roberto Vecchioni. Il retro era "Il calendario", cover di "Friday Kind Of Monday" di John Farnham.

Ferry, Franco, Renè, Danny & Gaby

Il complesso fondato da una parte dei New Dada dopo i contrasti che portarono allo scioglimento del gruppo originario ad inizio 1967. Nella nuova formazione confluivano Ferry Sansoni (tastiere), Franco Jadanza e Renè Vignocchi (chitarre), assieme a Gaby Lizmi (batterista del Patrick Samson Group) e Danny Besquet (bassista dei Profeti). All'inizio si esibivano come New Dada, poi, a seguito delle inevitabili diatribe giudiziarie sul nome, assunsero il nuovo appellativo chilometrico, semplice somma dei nomi dei componenti, seguendo un po' la moda lanciata in UK dal gruppo beat-folk Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich. Il riscontro iniziale fu ottimo, e il gruppo ebbe l'opportunità di essere invitato come supporter nel primo tour dei Rolling Stones in Italia, nel 1967. In questo confermavano una tradizione, in quanto gli originari New Dada erano stati il gruppo spalla nel primo (e ultimo) tour dei Beatles in Italia, nel 1965. Pubblicarono due singoli (Un treno che parte, Se te lo raccontassi) prima dello scioglimento nello stesso anno 1967.
(Informazioni ricevute da Ferry Sansoni)
Per saperne di più: La storia dei New Dada, L' intervista a Ferry Sansoni)

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Da sinistra Danny, Ferry, Gaby, 
Franco e Renè

Folks /
Fholks

Il gruppo romano che accompagnava nei concerti il cantante beat Roby Crispiano e che poi, con il nome cambiato in Fholks, è stato protagonista sulla scena pre-progressive e psichedelica romana. Ai tempi di Crispiano era formato da Enzo Volpini all'organo Hammond, Claudio "er crosta" Baldassarri alla chitarra, Franco Pavone al basso. Condividevano la sala prove con i Perchè.
Si erano formati a Roma nel 1965 per iniziativa di Baldassarri, assieme a Pavone, all'inizio il nome era "I Condors". Volpini si è aggiunto nella seconda formazione, quella che ha iniziato la collaborazione con il cantautore romano. Alla fine di questa esperienza nuovo cambio di formazione e di nome, diventano i Fholks, con due nuovi componenti provenienti da un altro gruppo romano, I Naufraghi: Henryk ‘Nene’ Topel, cantante, e il batterista Ruggero Stefani (che era stato in precedenza anche con Le Pupille). E' in questa fase che fanno le cose più significative nei '60, suonano con regolarità al Piper dove hanno anche l'opportunità (unica) di aprire il famoso "concerto perduto" dei Pink Floyd nel 1968. Suonano anche al locale rivale del Piper, il Titan, dove hanno l'occasione di conoscere Jimi Hendrix allora in tour a Roma, che suona anche con loro (pare) e li invita sicuramente come gruppo spalla nella seconda delle due mitiche serate che fece al Teatro Brancaccio di Roma, lasciando piuttosto sconvolto i ragazzi romani accorsi, non certo preparati a vedere qualcuno dare fuoco letteralmente alla chitarra sul palco (pare anche da testimonianze indirette che abbiamo raccolto che l'abbia fatto anche qui, e non solo a Monterey) oltre che non molto abituati ad ascoltare il suo blues estremo. Tornando ai Fholks continuano l'attività assieme al gruppo Piper, partecipando al primo "Cantapaiper" organizzato da Eddie Ponti con diverse tappe in Italia (isole incluse) sulla scia del Cantagiro.
Unica incisione su disco nel 1970, con una formazione ancora diversa, di nuovo con Volpini e con Baldassarre sostituito da Pericle Sponzilli. Con questa formazione inizia la fase di avvicinamento al progressive, con le partecipazioni ai festival che avevano raccolto i gruppi di quella tendenza a Caracalla a Roma nel 1970 e nel 1971 e a Viareggio nello stesso anno. Fase di avvicinamento che arriva a compimento con la trasformazione in "Reale Accademia di Musica" (un nome molto più allineato a quello degli altri gruppi di questo genere), con Roberto Senzasono (un batterista già attivo in altri gruppi beat) al posto di Stefani.
(Informazioni gentilmente fornite dal noto pubblicista esperto di anni '60 Claudio Pescetelli, che ha avuto l'occasione di intervistare Claudio Baldassari; informazioni più complete sulla relativa voce in Wikipedia)

Frenetici

Nel 1959, a Voghera (PV) nasceva il gruppo I Frenetici, nel quale ha iniziato a suonare professionalmente anche un musicista diventato poi famoso nella musica pop, Drupi (Giampiero Anelli). I Frenetici hanno partecipato, come ospiti, alla finale del Festival Bar 1966 a Salice Terme, al Torneo Davoli del 1967, hanno inciso tre 45 giri per la Tiffany Records (la stessa casa discografica dei Los Bravos), il primo (Non t'amo più) ha raggiunto il 48° posto nelle classifiche di vendita del 1966. Da ricordare la partecipazione al galà Eurovisivo del 1966 a Berna, all'Oscar della canzone 1968, dove arrivarono terzi, e la partecipazione alla trasmissione televisiva "Chissà chi lo sa" nel 1968, oltre, naturalmente, a un numero molto elevato di concerti in tutta  Italia, in luoghi anche significativi (Reggia di Caserta, Fiera di Milano, e altri).
Discografia: Non t'amo più / L'amico Gianni (Tiffany 510 - 1966), E loro dicono / Il matusa (Tiffany 523 - 1967), Qualche santo pregherà per noi / Fatalità (cover del successo di quell'anno dei Bertas) (Tiffany 537 - 1967), NB: un altro singolo a nome "John Benifell e i Frenetici" non è dello stesso gruppo)
(Informazioni ricevute da Gian Paolo Romanelli)
[Gian Paolo Romanelli (chitarra), Antonio Maitilasso (chitarra e voce), a cui è subentrato nel 1967 Drupi (Giampiero Anelli) proveniente da Le Calamite, Bruno Risi (tastiere), Enrico Moi (basso), Maurizio Legè era il chitarrista nella prima formazione, chiamata anche "Paolo e i Frenetici"]

Fuggiaschi

L'altro complesso del Clan Celentano, che affiancava i Ribelli (e prima dei Ragazzi della via Gluck). Erano il gruppo che accompagnava Don Backy, quando il cantautore toscano era ancora il "luogotenente" di Adriano Celentano, ma produssero anche alcuni singoli a proprio nome. Il loro primo 45 giri si chiamava "Droga"/"Nulla per me" (1964) ed era molto avanzato nella sonorità, al Festival delle Rose dell'anno dopo presentarono "Vale più di noi" (con un loro arrangiamento pare non gradito da Celentano, perché non supervisionato dal fido collaboratore Detto Mariano), che uscì però con diverso nome sul disco compilation del festival. Nel 1966 I Fuggiaschi lasciarono il Clan, come già aveva fatto Ricky Gianco, e poco prima dei Ribelli e dello stesso Don Backy. Divergenze artistiche (la posizione di Celentano nei riguardi del movimento beat), insofferenza per il cesarismo del leader e per la scarsa promozione erano all'origine della decisione, che i ragazzi del gruppo raccontarono in una intervista alla giornalista Fiorella Marino di "Big". Altro singolo del periodo Clan fu "Tipperary (parole di Don Backy) / Proprio lei", altri uscirono a nome "Don Backy e i Fuggiaschi" ("Una ragazza facile" con un testo che anticipava la imminente rivoluzione dei costumi). Con la successiva casa discografica Jolly incisero "Gira Gira / Saludos Amigos" (la prima era una cover di "Reach Out, I'll Be There" dei Four Tops, già portata al successo da molti altri tra cui Rita Pavone),  e poi "Niente di niente / Cos'è l'amore", ultimo disco nel 1967 prima dello scioglimento. Sono citate in Internet anche altre cover (Beatles, Trini Lopez, Shadows) uscite forse in compilation. Da aggiungere che, a differenza della maggior parte dei gruppi beat, buona parte del repertorio del gruppo era composto da membri del complesso, e in particolare dai fratelli Paterlini, come "Proprio lei", "Alleluia", "Mah  .. se", "Niente di niente" e "Cos'è l'amore".
I Fuggiaschi venivano da Mantova (all'inizio si chiamavano "I Delfini", il nuovo nome pare fosse un omaggio alla canzone di Don Backy "Il fuggiasco") ed erano Aldo e Mario Pavesi, (basso e chitarra solista), Claudio Paterlini (tastiere) e Rinaldo Schilingi (batteria). Dopo la morte in un tragico incidente stradale del bassista Aldo Pavesi (nel 1965) si aggiunsero al gruppo Carlo Alberto "Charlie" Paterlini (fratello di Claudio, alla ritmica) e Maurizio Bellini (basso).

The G-Men

A Roma ha operato negli anni '60 un altro gruppo chiamato The G-Men (due complessi con lo stesso militaresco nome risultano a Genova e a Rimini, quello di Rimini ha pubblicato tre singoli con la Boston, tra cui "Il canto dei ragazzi"). Il gruppo ha iniziato con cover degli Shadows, poi dei Kinks e dei Sorrows. Al gruppo inglese di Don Fardon hanno anche fatto da spalla nel 1967 al Dioniso Club di Viale Tirreno a Roma. Hanno suonato anche al  Piper Club di Roma nel 1966 e hanno fatto da spalla a molti cantanti famosi dell'epoca, tra cui Antoine, Bruno Martino, Fred Bongusto, Gepi & Gepi, Massimo Ranieri, e altri ancora.
[
Alessandro Castroni (chitarra ritmica e voce), Lorenzo Costantini (chitarra solista e voce), Maurizio Rasori (basso e voce) Gianni Caia (batteria) («Gianni Caia iniziò a suonare con noi giovanissimo a 15 anni, nel corso del 1968 passò con i "Free Love", avviando una promettente carriera, stroncata tragicamente nel 1971 in un incidente stradale di ritorno da una tournèe con Mia Martini»), Mimmo Palma (batteria fino al 1965), Luciano Di Marco (voce per alcuni periodi), Enrico Rasori (tastiere per alcuni periodi)]
(Informazioni ricevute da Lorenzo Costantini, in seguito, negli anni '70, con le Macchie Nere, cover band degli Uriah Heep e attualmente con gli Oak, tribute band romana dei Jethro Tull)

Generali

Un gruppo di Milano caratterizzato dall'uso delle tastiere (sulla linea Moody Blues). Per un certo periodo furono il complesso che accompagnava Riki Maiocchi, con il quale hanno partecipato anche al cast del film "L'immensità", del quale era protagonista, ovviamente, Don Backy.
Dischi: "La vita è una battaglia", "Pensaci un po'" (1966).
Formazione: Tommaso "Thomas" Cafagna alle tastiere, Nino Cafagna alla chitarra, Angelo Cafagna alla batteria (tutti fratelli), Santino Martoscia al basso e voce, oltre al tecnico Danilo Zoletti. 
(Informazioni e immagini ricevute da Santino Martoscia).
Vedi anche: Intervista a Santino Martoscia sugli anni del beat.


La copertina del disco dei Generali

I Generali e Riki Maiocchi 
al Piper Club di Milano

 

Gene Guglielmi

Un cantante beat della prima ora, ricordato anche perché autore di un vero e proprio manifesto del beat italiano "I capelli lunghi", con una sorta di 10 comandamenti del beat "...perché porto i capelli lunghi, perché indosso i calzoni stretti, perché metto gli stivaletti..", altro suo grande successo "E voi, e voi, e voi", versione italiana di "Et moi, et moi, et moi" del cantautore beat francese Jacques Dutronc (evidentemente tradotta con qualche libertà). Brano mitico (perché introvabile su disco) "Preghiera beat". Interruppe di sua volontà una brillante carriera per non sottostare ai compromessi richiesti dalle case discografiche, dopo la fine del momento d'oro del beat.

Gens

Un  gruppo di Messina il cui grande e ancora ricordato successo è stato "In fondo al viale", presentato al Cantagiro del 1969 (e ispirato al viale San Martino della città siciliana). Notevole anche il retro del 45 giri "Laura (dei giorni andati)". Hanno continuato a suonare e produrre dischi anche negli anni '70, spostandosi nel tempo verso il genere melodico (in particolare in occasione della loro partecipazione al Festival di San Remo con il brano "Lo schiaffo" del 1971) e abbracciando anche lo stile progressive, con il loro LP "Gens" del 1974. Nel 1972 hanno vinto il Cantagiro con il brano "Per chi" (cover di Without you di Harry Nilsson).
Altri singoli "La stagione di un fiore", "Cara amica mia", "Anche un fiore lo sa", "La nostra realtà".
Formazione: William Ricciardi, detto "il Baronetto" alla voce, Pippo Landro alle tastiere, Pino Salpietro alla batteria, Ettore Cardullo al basso e Gilberto Bruno alla chitarra , prematuramente scomparso e sostituito da Mauro Culotta. Per saperne di più: www.igens.net 

Gerol's

I Gerol's erano un gruppo formatosi a Pero (comune alle porte di Milano) nel 1967. Protagonisti di una intensa attività dal vivo, erano caratterizzato da una formazione a sette elementi, con sax, flauto e organo che si aggiungevano al classico quartetto con basso, batteria e due chitarre, il che consentiva di ottenere un impatto inconsueto per i gruppi dell'epoca. Il repertorio era ormai più rock che beat, con brani dei Led Zeppelin, di Jimi Hendrix, dei Rolling Stones, Bee Gees, oltre che i successi italiani del periodo.
Le principali affermazioni i Gerols le hanno ottenute, oltre che nei concerti, nella partecipazione ai tornei Davoli del 1968 e del 1969, e al raduno musicale del 1969 al Palazzetto dello Sport di Milano, assieme a molti altri importanti gruppi del periodo, come Camaleonti, Rokes, Riky Maiocchi, Motowns, Sorrows, ecc.
Il nome derivava dalle iniziali dei nomi dei primi quattro componenti del gruppo, con l'aggiunta di una "s" finale, per renderlo più accattivante e per dare conto dell'inserimento di Facchini, la voce solista delle formazione stabile.
Formazione: Giuseppe "Joe" Di Dio (chitarra), Michele Facchini (voce), Libero Piccirillo (batteria), Ortenzio Sonzogni (basso), Romeo Menin (chitarra solista), Eros Andreghetti (organo) proveniente dai Cosmos, Elio Nobili (sax, flauto e voce solista per i brani in inglese), nel '69 Tony De Santis e Franco Baccaglini si avvicendano al basso e al sax.
Per saperne di più: Il sito di Joe Di Dio  / I Gerol's raccontati da Joe Di Dio

Igor Mann e i Gormanni

Un nome tra i più bizzarri (tra i molti nomi bizzarri) per questo gruppo di Novara di R&B virato poi in beat melodico, ma di qualità, che ebbe un certo successo anche a seguito di una fortunata apparizione al programma Settevoci, la prima trasmissione TV di successo di Pippo Baudo. Ovviamente nessuna parentela ma casuale (quasi) coincidenza di nome con il grande giornalista Igor Man. Da segnalare la presenza nel gruppo di uno dei più significativi batteristi dell'era beat (accanto a Dall'Aglio dei Ribelli), che rispondeva al nome di Mario Costa (prematuramente scomparso nel 1989) autodidatta e musicista autonomo sin da 16 anni. Altri dischi del complesso, su etichetta Polydor: "Giulia", "Il vagabondo", "Paradiso perduto", "Senza catene", cover della famosa "Unchained Melody" dei Righteous Brothers.

Kameleoni

Un complesso beat che ha fatto storia in Yugoslavia erano i Kameleoni di Capodistria (Koper), un gruppo che cantava anche in italiano e in inglese, hanno tenuto concerti anche al Piper di Milano e a Londra. In italiano hanno pubblicato nel 1967 il singolo "La felicità" (sul retro una cover di See See Rider), in inglese, nel '68, un singolo con cover di "Dedicated To The One I Love" e "Story Of My Brown Friend" (un originale).

(Informazioni fornite da Fiorenzo Kahn, fotografia promozionale del gruppo fornita da Fiorenzo Labinac, altre informazioni sul gruppo yugoslavo su: http://home.wanadoo.nl/v.rancic/kameleoni.htm)

Mat 65

Un gruppo di Bergamo ricordato soprattutto per essere uscito vincitore dal primo concorso Davoli, il Torneo Rapallo-Davoli del 1966, dove superarono nella finalissima tra i dodici complessi "superstiti" dopo mesi di selezioni i Corvi (che arrivarono al secondo posto) e i Trolls (poi New Trolls), oltre ad altri gruppi allora considerati molto promettenti come i Da Polenta e i Funamboli. Il brano proposto nella finale era "For Miss Caulker" degli Animals. La vittoria nel concorso consentì ai cinque ragazzi di Bergamo di sottoscrivere un contratto discografico con una casa discografica di primo livello, la RiFi, con la quale pubblicarono tra il 1966 e il 1967 quattro singoli 45 giri ed un LP 33 giri. Si trattava però in quasi tutti i casi di cover, spesso già proposte tra altri, ed in un caso anche di cover alternative da due brani presentati con successo al Festival di Sanremo del 1967 (Pietre e Bisogna saper perdere). Non c'è da stupirsi che il promettente futuro che sembrava schiudersi per i Mat 65 sia rimasto solo una ipotesi. Sono ricordati comunque come molto efficaci dal vivo e capaci di aggiornarsi alle nuove tendenze, con la svolta verso il R&B dell'ultimo periodo, con l'inserimento in formazione di due fiati.
Discografia: Satisfaction / Michelle (Pop 200013 - 1966), La libertà / Babababa-Ba (RiFi rfn np 16172 - 1966), Ma che ne sai / Un riparo per noi (RiFi rfn np 16172 (da verificare, ndr) - 1966), Pietre / Bisogna saper perdere (RiFi rfn np 16186 - 1966), Io suono / La bestia nera (RiFi rfn np 16209 - 1967), Arrivano i Mat 65 (RiFi rfn lp 14507 - 1966, LP).
[Franco Orlandini (voce e chitarra), Mario Arancio (basso elettrico), Titta Arancio (organo), Lele D'Amore (chitarra), (Federico) Friedel Elzi (batteria); in seguito Antonio Sirtori sostituisce Elzi e Gianni Locatelli al trombone e Mario Pasotti alla tromba costituiscono una sezione fiati]

Meteors

Il gruppo spalla di Gianni Morandi per un tratto degli anni '60. Militava nel complesso bolognese Dodi Battaglia, anche lui del capoluogo emiliano, poi chitarrista storico dei Pooh. Si sono cimentati nella traduzione di molti brani classici dei Beatles. Il nome scelto non era certo beneaugurante di una lunga carriera.

Mimitoki

Il complesso beat nel quale militavano i fratelli Fabio Boldi, alla voce e chitarra di accompagnamento, e Massimo Boldi, il futuro famoso attore comico, alla batteria, assieme ad Alfredo Giovene alla chitarra solista e Claudio Corvino (Tato) al basso. Attivo nel 1965-66, e noto anche come "Charlie e i Mimitoki" (Charlie era Fabio Boldi), hanno inciso quattro 45 giri per la Dischi Helene. Dopo questa esperienza Fabio e Massimo Boldi hanno raggiunto Claudio Lippi nel progetto Pattuglia Azzurra.
(Notizie ricevute da Claudio Corvino)

Mods

Uno dei molti complessi che presero il nome dal movimento giovanile inglese impropriamente citato dal singolo di successo di Ricky Shayne Uno dei Mods, sono stati anche per un periodo il gruppo spalla di Roby Crispiano. I Mods incisero anche un singolo, "Fuori dal mondo / Faccia Gialla" nel 1965. Un altro gruppo con lo stesso nome è stato il complesso nel quale mosse i primi passi Riky Maiocchi prima dei Camaleonti.

Myosotis

Il duo "Myosotis" era composto da Federico D'Andrea (fondatore degli Ancients con Manuel De Sica e Bruno Biriaco, poi nel gruppo Lybra), purtroppo scomparso in un incidente stradale alcuni anni fa, e da Stefano Marcucci, e prodotto da Alberto Durante, Lombardi e Montellanico. I Mysostis hanno inciso per l'etichetta CAT records i 45 giri "Tu non hai più parole/ Nel giardino di Molly" (ottobre 1969) e "Dietro la finestra / Un cuore da dividere" (aprile 1970), proposto da Arbore in "Speciale per voi" su RAI Uno.
Maggiori informazioni, etichette e copertine dei dischi citati sono presenti nella sezione "discografia" del sito www.stefanomarcucci.it
(Notizie ricevute da Stefano Marcucci)

Najadi

Un gruppo di Firenze, uno dei rari complessi beat tutto al femminile, e per di più non con un repertorio soft, in quanto in gran parte basato su brani dei Cream.

Natale Befanino

Il soprannome di Natale Massara, uno dei primi membri dei Ribelli.

Nomadi PS

Un gruppo di Pesaro da non confondere con i famosi Nomadi di Daolio e Carletti. Gruppo prima R&R e poi beat classico attivo dal 1961-62, cambiarono il nome in PS-Nomadi o Nomadi PS o Nomadi P.S. (PS come la sigla automobilistica di Pesaro) dopo un incontro con i Nomadi, che ovviamente avevano registrato il nome e chiesero di normalizzare la situazione. Incisero un 45 giri e mezzo (La mia città / Vieni a Pesaro e La mia città / La ragazza di John). Erano i portabandiera del Pesaro sound (grintoso e R&B) assieme ai Bat Bat e ai Tubi Lungimiranti.
[Vittorio Marchini, fratelli Giovannelli, Romano Riminucci, poi fratelli Guastella al posto dei Giovannelli, che erano passati ai Bat Bat]

The Others & Pataxo

Un gruppo R&B romano (che utilizzava un settetto con fiati) del quale è rimasta una rarissima traccia discografica, il singolo "Tempo" / "Domani, sempre", del 1968. Erano anche uno dei complessi che si esibivano al Piper Club. Ricordato anche perché è stato il primo gruppo del batterista Stefano D'Orazio, poi membro della formazione più stabile dei Pooh.

La Pattuglia Azzurra

La pattuglia azzurraUn gruppo milanese ricordato, più che per il valore musicale o il seguito avuto, perché è stato il primo gruppo di due personaggi poi diventati molto popolari nella televisione e nel cinema, vale a dire Claudio Lippi e Massimo Boldi. Lippi era infatti all'epoca, metà anni '60, un cantante già discretamente affermato, che si accompagnava in precedenza con un altro gruppo (I Dragoni), e nel 1968 ebbe l'idea di formare un complesso beat "italiano vero", in polemica con la calata dei gruppi stranieri che venivano in Italia a "trovare l'America". Con parole anticipatrici degli attuali timori sugli extra-comunitari, diceva, in una intervista a Giovani (2/5/1968) «Invadono il mercato. E magari solo perché hanno la pelle di un altro colore o si servono di un nome che, in un modo o nell'altro richiama immagini esotiche, sfondano qui da noi e non se ne vanno più. In Italia trovano la loro America, trovano tanta fortuna, tanti soldi e tanto tutto» «Non voglio fare nomi», aggiungeva il fratello Franco Lippi, produttore, «ma è ora di finirla con questi stranieri.»
Quindi, appunto nel maggio 1968, mentre qualcun altro era impegnato in altre cose, Lippi ingaggiò i fratelli Boldi: Fabio (chitarra e voce) e Massimo Boldi (batteria), già attivi in precedenza con il complesso Mimitoki (o Charlie e i Mimitoki), assieme a Giulio Cavalli (organo) e Carlo Cecconi (basso), già attivi sulla scena milanese, fondò assieme al fratello la casa discografica Disco Azzurro e lanciò il gruppo con il nome Pattuglia Azzurra, il titolo del loro primo (e probabilmente ultimo) singolo era Bandiera Azzurra, che riecheggiava ovviamente Bandiera Gialla, si trattava quindi di un brano in largo anticipo sui tempi, coerente con i successivi fasti di Lippi e Boldi a Canale 5 ed anche adatto come eventuale inno di Forza Italia, ma non si sa se sia stato preso in considerazione per questo scopo.
Una ultima curiosità, Massimo Boldi ha citato indirettamente queste sue lontane esperienze nel film del 2002 Vacanze sul Nilo, nel quale cita un sé stesso adolescente e batterista, frenato nella sua vocazione di musicista beat dal padre maresciallo dei carabinieri, e poi costretto ad entrare nell'Arma. E qual era il complesso del quale immaginava di fare parte, ovviamente non ancora famoso? I Pooh.
Nella foto (cliccare per ingrandire) sono ritratti, secondo la didascalia originale della rivista Giovani, da destra, Claudio Lippi (voce), Giulio Cavalli (organo), Fabio Boldi (chitarra e voce), Massimo Boldi (batteria), Carlo Cecconi (basso). Il presunto Claudio Lippi sembra però essere più somigliante a Teo Teocoli, che forse era anche lui parte dell'iniziativa.

Pelati

Nel mare magnum dei complessi bisognava avere una idea per distinguersi. I Pelati, come dice il nome, hanno pensato, proprio in tempi di capelli lunghi, di presentarsi rapati a zero. Il loro singolo di lancio è stato  "Pepe e Miele". Non ha funzionato molto bene e si sono ripresentati (capelloni) con il nome di Colours (Con un sorriso, Detroit City).

Perché

I Perché erano un gruppo attivo dal 1967 agli anni '70 a Roma, la prima formazione era composta da: Paolo Palma alla batteria, Gaetano Corradini al basso e voce, Mauro Ferracci alle chitarre. Dividevano una sala prove di Roma (a viale Marconi) con Roby Crispiano (Roby Castiglione) ed il suo gruppo, i Folks.  La formazione venne in seguito cambiata, Riccardo Gregori prese il posto di Paolo Palma alla batteria e Giancarlo Giacomini quello di Gaetano Corradini al basso e voce. proponevano in concertoin prevalenza cover di Small Faces, Rolling Stones, Joe Tex, Who con i conseguenti intuibili problemi nei locali da ballo orientati al genere soft. In seguito, con la nascita dei locali per i giovani (Piper, Titan, Vun Vun, Pit 77) sono entrati nel giro dei gruppi romani che proponevano la nuova musica. Arrivarono alla soglia dell pubblicazione discografica con la Fonit Cetra con il demo (la "lacca" come si definiva allora) del brano originale "Nuvole nere". Ai Perchè è legato anche l'inizio della carriera musicale del più noto bluesman italiano, Roberto Ciotti. Racconta Mauro Ferracci: "La nostra sala prova era un luogo d'incontro della beat generation romana di allora e proprio li un giorno capitò un ragazzino magro e molto timido con una chitarrina che aveva ricevuto in dono (marca Ariston, come quella delle lavatrici). Mi disse che amava molto la musica e siccome mi stimava voleva un giudizio se continuare o lasciar perdere perché la musica che suonava non la capiva nessuno (era la "musica del diavolo", il blues). Gli prestai la mia chitarra di allora (una Gibson SG Special e lui, molto intimorito, tirò fuori da quella chitarra dei suoni che ancora oggi, se ci ripenso, mi vengono i brividi, quel ragazzino era colui che avrebbe portato in Italia, insieme a Treves e Toffoletti, il BLUES!"
[Nel libro autobiografico di Roberto Ciotti (Unplugged, Castelvecchi Editore), sono rievocati questi passi iniziali del bluesman italiano]

(Informazioni e testimonianze inviate da Mauro Ferracci dei Perché)

Pierfilippo e Les Copains

Il primo gruppo di Roby Facchinetti, poi tastierista e anima dei Pooh.

Pipers

Il gruppo fu lanciato dall'avvocato Alberico Crocetta, il proprietario del Piper Club, come complesso fisso del locale e come back-up band per Patty Pravo; era anche un modo per utilizzare il fortunato nome del Piper, un vero e proprio brand negli anni '60. Originari di Milano pubblicano il primo disco sull'onda della presenza nel celebre locale, usufruendo anche della collaborazione di Gianni Boncompagni per i testi. Hanno l'occasione di contribuire alla colonna sonora del film "L'estate" di Paolo Spinola (1966, con Enrico Maria Salerno e Mita Medici (proveniente anche lei direttamente dal Piper) e di partecipare nel ruolo di "complesso beat" a "Una ragazza tutta d'oro" di Mariano Laurenti (1967, con Iva Zanicchi e Enrico Simonetti). Sempre nel giro Piper partecipano alla storica opera beat Then an Alley di Tito Schipa Jr. come gruppo di accompagnamento. Pubblicano sicuramente tre singoli con la Arc, mezzo disco (in condivisione con un altro cantante) con la Kansas, e anche un LP dal titolo See_Saw (nome di un ballo lanciato nel 1967) per la ARC-RCA, della cui esistenza reale (era citato con forti dubbi nelle fonti disponibili) abbiamo avuto conferma grazie al prezioso contributo di un visitatore del sito e del quale abbiamo recuperato così copertine e scaletta (vedi qui).
Discografia: Amore lo sai / Pagherò (ARC 1966), La bamba / Cherry Cherry (ARC 1967), Un sogno dopo l'altro / Anni '30 (Kansas 1967), Anni '30 / Cenere (Kansas, il brano "Cenere" è di un altro cantante, Leonardo Zeta). LP "See-Saw"(ARC Special SA-11 - 1967): Lato 1: Bumper To Bumper, Obluvion, Hurting Inside, Barefootin / Lato 2: Pagherò, Amore lo sai, Something Wrong, Free Beat. La maggior parte dei brani erano composti da Visentin, Pagherò era il brano in stile "see-saw", senza testo (diceva solo "pagherò -see-saw"). Accreditato a Gianni Boncompagni, era eseguito nel film citato in precedenza.
[Augusto "Ago" Ancillotti (chitarra), Alberto Visentin (tastiere), Virgilio "Billy" Anastasi (basso e voce), Achille "Kiaki" Manzotti (batteria)]

The Pops

Un gruppo formato da cinque studenti di Milano, protagonista di una intensa attività in locali e festival sia dell'area lombarda sia a livello nazionale, e titolare di tre singoli a 45 giri per le etichette GTA e Cinevox. Partecipano al "Primo raduno di Musica Beat" al Palazzetto dello Sport di Milano (15 giugno 1966), al "Minifestival '66", ovviamente lo stesso anno, al Festival delle Rose del 1967 (con il loro terzo singolo "Il successo"), in coppia con Jonathan & Michelle. Su disco hanno pubblicato tre brani interessanti e ascrivibili alla canzone di protesta: la cover in italiano della celebre e dissacrante Well Respected Man dei Kinks, con il titolo italiano Un uomo rispettabile, una cover della potente canzone pacifista Uomini uomini di Roby Crispiano e il brano originale "Il successo", sui meccanismi dell'industria discografica.
Discografia: Un uomo rispettabile / Lalla Chicchi (GTA 1966), La ruota / Uomini uomini (GTA 1966), Il successo / Se la tua mano (Cinevox 1967)
[Aldo Besozzi, Massimo Brambilla, Giuliano Votta, Nino Sfregola, Marco Battistella]

The Planets

Un gruppo attivo a Roma nella seconda metà degli anni '60, i cui componenti erano però di origine pugliese. Hanno lasciato un significativo risultato discografico con l'LP omonimo, del 1967, contenente molte canzoni originali e alcune cover, in parte inedite e in parte già note in altre versioni. Formatosi a Taranto nel 1965, il complesso partecipò al "Festival degli sconosciuti" di Ariccia organizzato da Teddy Reno, si trasferì a Roma dove concluse un contratto con la RCA, partecipò al "Cantasarda" a ad altre manifestazioni, tenne concerti al Titan Club di Roma, al Piper di Firenze, e partecipò alla trasmissione RAI "Questi nostri figli". Parteciparono anche ad alcuni film dell'epoca, come "Rita la zanzara" (di Lina Wetmuller, con Rita Pavone), "Colpo segreto ai danni di Sua Maestà Britannica" ed altri.

I brani dell'LP "The Planets" edito con la RCA erano 1) Ci piace star cosí (Bumble bee dei Searchers); 2) Sono una roccia (I Am a Rock di Simon & Garfunkel); 3) Puoi farmi piangere (I Put a Spell on You); 4) Beatniks; 5) Sono stanco; 6) Ma perché 7) No, non temere; 8) Requiem per un ricordo; 9) Perché te ne vai (Just Like Me di Paul Revere); 10) Più di un Re; 11) La pagherai; 12) Non c'é amor. I brani 5,6,7 e 12 erano scritti dagli stessi Planets (Chimenti e Cirelli). Il testo italiano di "Puoi farmi piangere" era di Gianni Boncompagni. Chimenti dopo il periodo Planets è diventato un musicista professionista ed uno specialista della chitarra acustica e ha realizzato, tra le altre cose, l'arpeggio di chitarra che caratterizzava la celebre canzone di Gianni Morandi "Un mondo d'amore", sigla della versione TV di Per voi giovani.
[Silvano Chimenti (chitarra solista), Nello Lentinello (chitarra ritmica), Tonino Cirelli (basso), Alberto Maggi (batteria), Marco Cippitelli (voce)]
Vedi anche: Sito di Silvano Chimenti

Prototipi

Il primo gruppo di Red Canzian, poi voce storica dei Pooh dopo la uscita di Riccardo Fogli.

Ragazzi del Sole

Un gruppo di Torino piuttosto noto e seguito all'epoca e soprattutto con all'attivo una intensa produzione discografica, iniziata addirittura con l'esordio direttamente su LP "I Ragazzi del sole" (Jolly 5068 - 1966). Formazione a cinque con tastiere, sono rimasti associati al genere "hard beat" per il loro singolo Atto di forza n.10 (dedicato alle bande di motociclisti Hell's Angels, dove parla di sfide ai limiti della morte). Un altro notevole singolo del gruppo è stato "Il gatto di notte", "... la terra si allontana" del 1967, il primo brano un R&B con molto blues, il secondo un efficace pezzo con echi del nuovo genere psichedelico, ottimamente eseguito. L'album del 1966 conteneva soltanto cover, molto ben eseguite, di brani inglesi celebri e meno celebri, da Satisfaction a Keep On Runnin' degli Spencer Davis Group, a Gloria dei Them di Van Morrison. Nei singoli successivi, complici anche cambi di formazione e contrasti interni, sono scivolati verso il genere pop, chiudendo la carriera agli inizi degli anni '70. La fama di "maledetti" (sempre relativa all'epoca) e la buona tecnica musicale li ha resi popolari negli anni successivi, e quindi oggetto di recupero di interesse, e il loro unico LP è diventato il più ambito tesoro per tutti i collezionisti di dischi del genere beat.
Discografia dei Ragazzi del sole
[Danilo Pennone (chitarra); Arcangelo Aluffi (batteria); Carlo Marcoz (basso); Pier Carlo Bettini (organo); Franco Castellani (voce)  in seguito sostituito da Paolo Melfi; Castellani continuerà la carriera con il nome d'arte di
Pierfranco Colonna]

Ragazzi della Via Gluck

Rock! Il padre del beat (copertina)Nati come Epoca 70, vengono notati nel 1967 al locale Santa Tecla di Milano da Adriano Celentano che li ingaggia per la sua etichetta Clan e come suo gruppo di accompagnamento nei concerti. Celentano impose il nome e la particolare immagine del gruppo, che connotava come anti-beat e puro rock (il rock, inteso come rock'n roll, era considerato all'epoca un genere ormai superato). Erano comunque un gruppo di buona professionalità, caratterizzato dall'impatto dei fiati. Accompagnarono Celentano nel Cantagiro del 1967, vestiti da contadini, e nello stesso anno incisero il brano “Il contadino”, cover "adulterata" di “Hold On, I’m Coming” di Sam & Dave, incisa anche da Celentano, e il brano polemico contro il beat, contemporaneo a Tre passi avanti dal titolo "Rock! Padre del beat" ("come mai si torna al rock, mentre va di moda il beat? E' proprio matto il ragazzo della Via Gluck ..."). Nei dischi successivi scivolarono pian piano verso il genere melodico all’italiana. Il leader del gruppo Mimmo Seccia era stato, prima degli Epoca '70, voce e chitarra dei Trappers, altro gruppo milanese dove iniziarono anche Mario Lavezzi e Tonino Cripezzi.
Discografia: Il contadino / Rock! Padre del beat (Clan 1967), La voce / Ragazze in fiore (Clan 1968), Vola vola vola / Sei la mia donna (Clan 1969), L’amore è blu… ma ci sei tu / I tuoi occhi camminano in me (Clan 1969), L’amore è blu… ma ci sei tu / Sei la mia donna (Clan 1970). Incisero anche un LP negli anni '70 dal titolo Gluck Trak.
La prima formazione comprendeva Mimmo Seccia (voce e chitarra), Giorgio Manzoli (sax tenore, fratello di Gerry dei Camaleonti), Augusto Lo Basso (sax tenore), Donato ‘Billy’ Dardes (basso), Uccio Armana (tastiere) e alla batteria Gianfranco Longo (omonimo del batterista dei New Dada, ma non era lui). Nel '67 Mimmo Seccia dovette momentaneamente lasciare il gruppo e Sauro Profeti divenne la voce solista e il bassista del gruppo, mentre Pinuccio Pirazzoli subentrò alla chitarra solista. L'anno dopo Seccia, dopo una breve parentesi come solista con il nome d'arte di Sancho, rientrò nel gruppo, questa volta come bassista e prima voce, e questa rimase la formazione sino allo scioglimento del complesso.
Vedi anche: Intervista a Mimmo Seccia

Riki
Maiocchi

Il cantante e front-man dei Camaleonti, uno dei gruppi di testa della prima era beat, nel 1966 ha abbandonato il complesso per una carriera solistica, iniziata con una combattuta versione italiana (guai con la censura RAI) del celebre brano tradizionale "The House of The Rising Sun", con la etichetta CBS e proseguita poi, dal 1966, sotto l'ala di Mogol-Battisti. Successo iniziale con il brano Uno in più (di Mogol-Battisti, ovviamente), canzone-manifesto della Linea verde, poi tentativo di bis al famoso festival di San Remo del 1967, quello dei complessi (e di Tenco), con un brano altrettanto valido, C'è chi spera, presentato oltre a tutto in coppia con la mitica Marianne Faithfull, la cantante alla corte dei Rolling Stones. Purtroppo il brano venne eliminato al primo turno (non era un brano "sanremese") e il successo potenziale ne risentì. 
Il terzo brano, altrettanto valido, era "Prendi fra le mani la testa", ma ancora una volta, poco seguito commerciale, e la decisione della casa discografica di puntare "sul sicuro" con la ripresa in chiave moderna di un brano degli anni '30, "Ma l'amore no" (cantato in origine dall'attrice Alida Valli), secondo la moda effimera del periodo. Flop anche in questo caso e carriera in fase calante, solo un altro 45 giri con la CBS e poi il passaggio alla Carosello per l'ultimo singolo degli anni '60 "Tu vedi mai cerchi bianchi e neri?" (cover di Feelin' Allright dei Traffic). Due dischi e due tentativi di ritorno negli anni '70 e poi abbandono completo della scena musicale.
Maiocchi è scomparso prematuramente nel febbraio del 2004. Per saperne di più: www.rikimaiocchi.it

Roby Crispiano

Roby Crispiano (Roberto Castiglione) è stato uno dei pochi autentici autori beat italiani. Il suo principale successo fu Uomini uomini, primo a Bandiera Gialla e poi in classifica. Il cantautore romano ebbe altri buoni successi come Brennero '66, presentata al Festival delle Rose in coppia con la prima formazione dei Pooh (e con annessi guai da parte della censura RAI), ma presto abbandonò la carriera musicale per non scendere ai compromessi richiesti dall'ambiente e dai discografici dopo la fine dell'epoca d'oro del beat, ed evitando anche le trasmissioni revival tipo "Una rotonda sul mare" che hanno riportato in televisione negli anni '80 e '90 molti esponenti dell'era beat.
Altre canzoni pubblicate su disco: "Il messaggio", "Quando ritorno al mio paese", "Se potessi essere il vento", "Non riesco più a sognarti" (una cover da Timi Yuro, pubblicata ancora con il nome di Castiglione), "Solo io e te", "Occhi verdi". Era accompagnato nei concerti dal gruppo I Folks.

Rogers

Un gruppo piemontese (del canavese) che, come molti altri alternava una produzione melodica e commerciale a proposte più vicine al beat e poi al R&B. La attività professionistica è iniziata nel 1966, sono stati sempre molto attivi in concerti e locali da ballo.
Brani da ricordare "Guarda" (melodico, grande e duraturo successo), "Ma con chi" (firmata dagli autori tipici del Clan: Celentano, Beretta, Del Prete), "Se con me vuoi tornare", e anche la celebre "Guardo l'ora", versione apocrifa di "Reach Out I'll Be There" dei Four Tops (già nota in Italia come "Gira gira", nella versione di Rita Pavone), accreditata in questo caso a Serengay - Menegazzi senza alcun accenno agli autori americani Dozier e Holland.
Discografia: 1966: "Quanto ho pianto" / "Se tu mi lascerai" (disco Kansas, una etichetta di proprietà di Duilo Del Prete, allora collegato al Clan Celentano), "Ma con chi" / "Guardo l'ora" / "Se con me vuoi tornare" (45 giri con tre brani, sempre etichetta Kansas), "Little Man" / "Non chiederò aiuto" (vincitrice a Bandiera Gialla); 1967: "Chiedimi tutto" / "Ho tanta paura" (et. Bentler, con il lato A partecipano al Cantagiro 1967 nel girone cantanti come "Frankye e i Rogers", 1968: "Guarda" / "Cos'è l'amore" (et. Bentler, il loro più grande successo), "Chewy Chewy" / "Vorrei davvero" (et. Bentler, il lato A è una cover del successo bubble-gum music degli Ohio Express), "Tam Tam" / "Vorrei davvero" (il lato A era una cover di "Come Together" dei Beatles); 1970: "Cristina" / "In questa città" (nuovamente su etichetta Kansas).
[Prima formazione (1966): Piergiorgio Bussacchetti (chitarra e canto), Romy Regruto (basso), Carlo Reposi (batteria), Gerardo Monteforte (chitarra e canto), Bruno Bosio (tastiere); nella seconda metà dell'anno entra il cantante Frankye Florio, tra il 1967 e il '68 tutti i componenti della prima formazione abbandonano progressivamente, e rimane il solo Frankye Florio del gruppo del '66)]
(Le informazioni sui Rogers sono state fornite da Gianpiero Madonna e sono contenute nel suo libro "I Beatles e i Genesis in Canavese".)

Rokketti

Gruppo originario di Civitavecchia, iniziano la carriera nel 1965 tenendo concerti e serate anche all'estero (Germania e Svezia) per poi approdare al Piper Club nello stesso anno. Il periodo Piper consente loro di farsi notare dal discografico romano Carmine De Benedictis, proprietario della etichetta CDB (per la quale incidevano e hanno inciso molti altri complessi beat) e di pubblicare il loro primo singolo "Zorba's Dance". Sempre nel 1965 riescono a passare ad una etichetta maggiore, la CBS, con la quale tentano la strada del successo con la solita cover. In questo caso si trattava de La Poupée Qui Fait Non di Michel Polnareff, la loro versione (Una bambolina che fa no, no, no) non è però quella preferita dal pubblico, che decreta invece il successo della cover dei Quelli. Con il ritorno alla CDB arriva anche l'incisione (due anni dopo) del loro brano più notevole e maggiormente ricordato, Black Time, un energico R&B presentato al Cantagiro di quell'anno e utilizzato anche nella colonna sonora di un film giallo spagnolo del 1966 di Jaime Balcazar, uscito in Italia con il titolo "L'uomo dal pugno d'oro". Un paio di altri dischi e arriva anche per loro, nel 1968, lo scioglimento e la prosecuzione, almeno per il fondatore del gruppo Santino Rocchetti, della carriera nel settore musicale. Il nome del gruppo deriva ovviamente dal cognome del suddetto Santino Rocchetti e dal fatto che altri due fratelli vi suonavano.
Discografia: Il settebello / Zorba's Dance (CDB 1072 - 1965), Una bambolina che fa no, no, no / Ha ha (CBS 2427 - 1965), Goodbye My Love / Chi vince in me (CDB 1073 - 1965), Black Time / L'amaro in bocca (CDB 1101 - 1967), Ti rivedrò tra gli angeli / Non ti fermare mai (CDB 1116 - 1967), Black Time / Mr. Gold (CDB e-003 - 1967, il retro Mr. Gold faceva parte della colonna del film citato in precedenza), Due ali nel cuore / Sei tu (CDB 1142 - 1968), Una serata al Piper (LP ARC sa 9 - 1966) (I Rokketti eseguivano due cover in inglese [Wooly Bully di Sam The Shame e Candy Man] in questo LP antologico)
[Santino Rocchetti (chitarra e voce), Mario Rocchetti (chitarra), Mario Paparozzi (basso), Gianni Bonavera (sax e tromba), Giorgio Grandi (batteria); nel '66 entrano Gianni Rocchetti al posto di Bonavera e Tassilo Burckard al posto di Grandi]

Rollini

Ideale contraltare ai Rokketti erano i Rollini di Roma (ci riferiamo ovviamente al gioco di parole nel nome). Prima in proprio e poi come gruppo di supporto di Elisabetta Ponti (esordiente per caso al Cantagiro del 1965, la Ponti, che in seguito diventerà una giornalista professionista, era arrivata in finale al 2° posto con il brano soft beat Non cercare la luna, una cover da Serge Gainsbourg, davanti a Caterina Caselli e altri nomi noti), hanno condotto una intensa attività dal vivo nei locali della capitale e del Lazio nel 1965-'66. In semifinale al 1° Torneo Nazionale Rapallo - Davoli (1966), hanno eseguito nella competizione canora sia cover sia loro brani, dei quali è rimasta traccia registrata e che sono stati pubblicati su CD dalla Giallo Records negli anni '90. Le cover erano dei Kinks (il forte brano rock You Really Got Me) e dei Beatles (Help). Di loro produzione, o presumibilmente inedite, erano: Questa vita e Rendimi tutto. Nel 1967 vengono scelti per interpretare un complesso beat (loro stessi) nel film Il tigre di Dino Risi, con Giorgio Gassman e Ann Margret, dove compaiono anche mentre suonano, probabilmente, al Piper Club. Le canzoni che compaiono nel film sono Se batte forte e La parte del leone (che sembra essere una versione con testo diverso di Questa vita). Partecipano anche al 2° Torneo Nazionale Rapallo - Davoli nel 1967 ma senza riscontri particolari e la loro vicenda musicale si conclude senza arrivare alla pubblicazione su disco dei loro brani.
[Claudio Piccioni (voce), Enzo Bianchi (chitarra solista), Enrico Mancini (chitarra accompagnamento), Piero Ricci (basso), Bruno Casu (batteria)]
Nella foto in alto i Rollini sono, d
a sinistra verso destra: Enrico Mancini, Enzo Bianchi, Claudio Piccione, Bruno Casu, Piero Ricci. Al centro (con parrucca platinata) Elisabetta Ponti. Costumi di scena disegnati e realizzati dalla madre di Enzo Bianchi.
(informazioni ricevute da Elisabetta Ponti)

Roll's 33

Gruppo formatosi a Torino nel 1965 per iniziativa di sei ragazzi (includeva una sezione fiati) con buona preparazione musicale (alcuni avevano studiato al conservatorio) e conoscenza del mondo jazz. Iniziano, come molti altri, con le serate, che li vedono impegnati nello stesso anno all'Elio Cabala di Roma e al Gallery di Milano. L'anno successivo l'esordio discografico con la CBS, con una versione italiana di un grande successo R&B USA: "Land of 1000 Dances" di Wilson Pickett, diventato in italiano (non si sa perché) "Principessa". Il 45 giri raccoglie un buon successo e il gruppo può proporre un secondo singolo. E' un'altra cover, ma la scelta è particolarmente azzeccata (e raffinata) e consegna i Roll's 33 alla storia del beat italiano, anche perché la loro versione "33/1a verità" è più che valida. L'originale è infatti "We Ain’t Got Nothing Yet" dei Blues Magoos. Un brano che anticipava la psichedelia ma che era anche un esempio di beat energico, principale successo di questo interessante e prolifico gruppo californiano. Dopo questo exploit (con discreto successo di vendite e passaggi radio) i Roll's 33 hanno partecipato a iniziative dell'epoca, come la Crociera beat organizzata dalla rivista Giovani, con Patty Pravo, Caterina Caselli, i Califfi e altri, e il film musicale Playboy di Enzo Battaglia. Nei singoli successivi si sono però spostati su un genere più commerciale, fino allo scioglimento nel 1969.
Discografia: Principessa / Il mondo che verrà (CBS 2424 - 1966), 33/1a verità / Solo gli angeli ci capiranno (CBS 2734 - 1967), Allora, decidi ora / Ma cosa vuoi (CBS 3010 - 1967), Scrivimi il tuo nome / Una come te (Reprise 02983 - 1967 - Con Lola Falana), L'amica di Marlene / Fatemi sfogare (CBS 3364 - 1968), L'amica di Marlene / Tempo di villeggiatura (CBS 3571 - 1968), Un vagabondo come me / Re dei Re (CBS 3910 - 1969), / I Roll's 33 (LP CBS 52455 - 1967)
[Luciano Tosco (chitarra), Alfredo Luzardi (fiati), Roberto Benelli (fiati) Graziano Mannino (tastiere), Pino Vinci (basso e voce), Giacomo Minucci Debolini (batteria)]

Rubi Strubi

Da sinistra: Eros, Leo, Trutz, JanishUn gruppo di Milano nato per iniziativa di Eros e Leo Catania, sezione ritmica dei Blacks, alla fine degli anni '60. Sotto contratto da subito con una casa di prima importanza, la Decca, la formazione era completata dal chitarrista tedesco Trutz “Viking” Groth, già attivo in Europa con i Black Stars, una band di rock' 'n roll, e attivo a Milano con lo stesso gruppo e da solo, e dal tastierista polacco Janish (il cognome si è perso nel gorgo del tempo). Il curioso nome Rubi Strubi, uno di quelli che si portano ad esempio della creatività del periodo beat, fu scelto dalla casa discografica Decca, con l'intento di avere le stesse iniziali dei Rolling Stones, anche loro della Decca in quel periodo. A quanto pare fu proprio Dino Sarti, che lavorava allora presso le edizioni Chappel, a trovare un nome che aveva le stesse iniziali. L'espressione è in realtà tratta dal dialetto milanese e indica un contenitore dove si mettono gli oggetti che non servono più e che non ci si decide a buttare via ...
La Decca ha ovviamente dato al gruppo l'opportunità di incidere, proprio al volgere del decennio, il singolo E allora vai / Mani stanche (Decca c 17012 - 1970), le due canzoni dovrebbero essere entrambe originali.
Trutz Groth ha poi raggiunto Kim Brown dei Renegades (che aveva partecipato a sua volta alla registrazione del singolo dei Rubi Strubi, suonando l'armonica a bocca) nel suo successivo gruppo genuinamente rock Kim & The Cadillacs, ed è ancora attivo nel circuito blues italiano ed europeo. Nel suo sito www.trutz.it, curiosamente, non c'è però traccia della sua esperienza con i Rubi Strubi.

Scooters

Ovviamente il loro brano di lancio si chiamava "La motoretta", presentato al Disco per l'estate del 1966. Poi hanno fatto qualcosa di più impegnativo, in particolare al Disco per l'estate del '67 hanno presentato un brano vagamente alla Beach Boys ("Mi seguirai"). Parteciparono anche all'edizione successiva, con il brano Se fossi re. Originari di Ovada (Alessandria) hanno iniziato a suonare nel 1964 e, dopo la usuale gavetta in concerti e sale da ballo, hanno avuto la opportunità di incidere un discreto numero di singoli (sei in tutto) i primi quattro con la casa discografica Jolly, tra i quali il migliore è considerato il secondo (La minigonna, Le pigne in testa). Gli Scooters nascevano da un precedente gruppo attivo dalla fine degli anni '50, chiamato I 4 Assi, che facevano un genere più in sintonia con il periodo e hanno suonato in locali in tutta Italia, dal Selvatico di Genova al Rupe Tarpea di Roma.
Discografia: La motoretta / Credimi amore mio (Jolly 20357 - 1966), Le pigne in testa / Una minigonna (Jolly 20400 - 1966), Mi seguirai / Ieri, oggi e domani (Jolly 20412 - 1967), La figlia del re del pomodoro / Se fossi re (Jolly 20434 - 1967), Zum bai bai / Nasce una vita (Victory 018 - 1968), Divorzista / Romanzo (Victory 021 - 1968)
[Franco Sorrenti (chitarra solista), Mirko Mazza (chitarra ritmica), Alfredo Ferrari "Fred" (tastiere), Mario Bocca (basso), Dino Crocco (batteria), nei 4 Assi al basso era Pasqualino Carlone e Bocca suonava il trombone]
Dalla copertina si capisce che la "motoretta" ovvero lo scooter era una Lambretta della Innocenti, la concorrente (unica, allora) della Vespa della Piaggio, che era probabilmente anche sponsor dell'operazione, a giudicare dai caratteri che ricordano il marchio della industria lombarda.

Simeone  (Il predicatore)

Sempre della serie dei personaggi che cercavano di distinguersi, Simeone (Loris Franchini) si presentava con un abito di stile seicentesco alla Don Abbondio e ovviamente, utilizzava uno stile vagamente predicatorio nelle canzoni (Dicono, A questo mondo)

Slenders

Un gruppo di Piombino del primo periodo beat, ricordato tra l'altro per essere stato il primo gruppo di Riccardo Fogli, prima dell'ingresso nei Pooh. Repertorio piuttosto grintoso (Animals, Stones), attivi soprattutto nel circuito dei concerti, che li hanno visti lavorare per gli impresari Saggini e Leo Watcher.
[Nedo Anselmi (chitarra), Piero Ballini (chitarra), Vincenzo Doni (tastiere), Marino Alberti (batteria), Riccardo Fogli (basso, voce)]

Le stelle di Mario Schifano

Un gruppo che meriterebbe un trattamento in una sezione a parte, dedicata alla psichedelia italiana nei tardi anni '60, assieme a Chetro & Co., Chewing Gum, Fantom's, Astrali e pochi altri (prima o poi lo faremo). Formatisi su impulso del chitarrista Urbano Orlandi con il supporto fondamentale del pittore, scultore e artista multimediale ante-litteram Mario Schifano, la loro peculiare esperienza è stata spesso associata a quella dei Velvet Underground e del loro legame con l'artista americano Andy Wharol. A differenza di quest'ultimo però Schifano esplicita nel nome stesso del complesso la sua "protezione". 
Nel loro breve periodo di attività hanno pubblicato nel 1967 (con la etichetta BDS) un LP diventato con il tempo mitico, dal titolo "Dedicato a...", e che conteneva una suite di 18' su un lato ("Le ultime parole di Brandimarte, dall'Orlando Furioso, ospite Peter Hartman e fine (da ascoltarsi con TV accesa, senza volume") e 5 canzoni sull'altra facciata, e l'anno dopo un singolo "E il mondo va / Su una strada" (CBS 3442). Il disco LP è stato stampato all'epoca in sole 500 copie ed è diventato nel tempo probabilmente uno dei dischi da collezione più ricercati e costosi al mondo, a livello di alcune edizioni rare dei Beatles.
Memorabili anche i loro concerti con immagini e luci psichedeliche (le prime volte che si vedevano) al Piper Club di Roma (lo spettacolo si chiamava "Grande Angolo Sogni & Stelle").
[Formazione: Nello Marini (tastiere), Urbano Orlandi (chitarra), Giandomenico Crescentini (basso), Sergio Cerra (batteria), Peter Hartman (voce nell'LP, era un artista americano, compositore, poeta e altro ancora, che all'epoca aveva scelto di vivere a Roma, era anche in contatto con la Factory di Andy Wharol), Ettore Robosch (piano), Anton Mario Semolini (flauto), Francesca Camerana (immagini)]

Stereo

Altro gruppo anni '60 abbastanza stabile da raggiungere il traguardo dell'LP. Titolo: Centochitarre; brani: Il volo del calabrone, Thunderball, Centochitarre, Marcia alla turca, La battaglia di Alamo, Narraxy, Robot in parata, Gemini, Andalusia, Rocce rosse, Un pugno di dollari, Danza delle spade. Il disco, pubblicato dalla Davoli, aveva anche lo scopo di pubblicizzare le potenzialità della riproduzione stereo. Dei componenti del gruppo si conoscono solo i soprannomi, pubblicati sul libro di Pescetelli (vedi le fonti).

Ulisse e le Ombre

Ulisse e le Ombre sono un gruppo formatosi a Catanzaro nel 1969 dalle ceneri di altri tre noti gruppi della città calabrese, Gli Antichi, Le Ombre e i Drops. Un gruppo molto preparato tecnicamente che si rifaceva per certi versi ad alcune band pop-jazz dell’epoca, come i Chicago o i Blood Sweet & Tears, vista anche la loro particolare formazione: Ulisse (alias Pino Ranieri, canto), Franco Folino (basso), Salvatore Celeste (chitarra), Manlio Canino (tastiere), Antonello Nicita (batteria), Ettore Capicotto (tromba), Franco Citriniti (sax tenore), Beppe Citriniti (sax Baritono). Molto conosciuti nel Sud ed in particolare in campo regionale, grazie anche al brano “Se non avessi lei” (ben interpretato dalla voce graffiante di Ulisse) presentato al Disco per l’estate del 1970, a cui seguono negli anni successivi “Rosea”, “La delusione” (brano di impostazione progressive), "Dedicato a ...", “Solo” e “Odissea”, solo per citare alcune delle incisioni del gruppo, tutte edite dalla Fans, etichetta della Phonotype Records di Napoli. Ebbero l'opportunità di partecipare a diverse trasmissioni televisive come Milledischi, Alta infedeltà, al X° Premio Regia Televisiva di Daniele Piombi, alla Rassegna di Primavera (a Poggio Bustone, con Lucio Battisti) e furono molto attivi in concerti e serate, soprattutto in area regionale, anche assieme ad altri gruppi nazionali, come i Nomadi.
(Informazioni ricevute da Franco Folino)

Uragani

Da sinistra e dall'alto: Erminio Baso, Silvano Berteggia, Luciano Carradori, Fabio Vio, Franco Carradori, Mario ZanettiUn gruppo di Mestre, attivo dal 1963 al 1967. Nel 1965 approdano al Piper Club di Roma dove ottengono un buon riscontro e parecchie serate, e hanno l'opportunità di incidere con la Carisch quattro  45 giri contenenti eccellenti  cover di brani stranieri (Who, Animals, Cuby & The Blizzards). Ottima compattezza di suono soprattutto nei brani beat, e buona padronanza della tecnica, ne hanno fatto un gruppo che ha lasciato un buon ricordo tra gli appassionati del beat.
Nati come The Sharks e vincitori del concorso "La Pennetta d'Oro" organizzato dal quotidiano di Mestre "Il Gazzettino" e dal suo giovane giornalista e appassionato di musica Pierluigi Rizziato, cambiarono il nome in Uragani e iniziarono una intensa attività nei locali del Veneto. Presentarono in occasione "del concorso Be-Bop-A-Lula" di Gene Vincent, "La casa del sole" e "Spegni questa luce" (un brano di Shel Shapiro dal primo LP dei Rokes del 1965).

Nello stesso anno vennero invitati a suonare anche al Piper Club di Roma, che aveva necessità continua di gruppi in grado di sonorizzare efficacemente e con il necessario impatto il grande locale. Il riscontro fu più che buono e gli Uragani rimasero per diverse serate, avendo anche la possibilità di prendere accordi con le case discografiche per pubblicare un singolo. Con la Carisch uscì quindi l'anno dopo il primo 45 giri, con due efficaci cover dai Who (I Can't Explain) e dagli Animals (It's My Life).
Da sinistra e dall'alto: Erminio Baso, Silvano Berteggia, Luciano Carradori, Fabio Vio, Franco Carradori, Mario ZanettiDopo l'uscita del primo disco parteciparono, sempre nel 1966, su iniziativa di Gianni Boncompagni, al primo "Raduno Beat" a Milano, assieme ai principali gruppi italiani del periodo.
Seguirono altri tre singoli, sempre con la Carisch (che era allora la casa discografica che pubblicava i singoli dei Beatles in Italia, concessionaria della Parlophone inglese) e sempre con un buon riscontro, incluse alcune partecipazioni alla trasmissione radiofonica Bandiera Gialla e conseguenti passaggi radio.
Nel 1968, per i soliti motivi (matrimoni, servizio militare, esaurimento della "spinta propulsiva" del beat) e sono rimasti in attività o hanno ripreso a suonare, nella fase di revival beat, i soli Franco Carradori e Mario Zanetti.
Discografia (Tutti i 45 giri pubblicati con la Carisch, in massima parte cover): Con quella voce / Questa è la mia vita (vca 26180 - 1966), Vuoi arrivare su / Giusto o no (vca 26182 - 1966), Mary Anna / Lei (vca 26186 - 1967), Al primo che dirà / La città è vicina (vca 26190 - 1967)
[Formazione: Erminio Baso (tastiere), Franco Carradori (batteria e voce),  Luciano Carradori (voce, fratello di Franco), Mario Zanetti (basso), Silvano Bertaggia (chitarrista molto apprezzato), Fabio Vio (chitarra accompagnamento),  negli anni successivi Gianni Da Re e Dario Rigato (chitarra) sostituirono Bertaggia e Vio, e poi Enzo Ponchiroli, nella fase revival, ha sostituito Erminio Baso]
(Informazioni integrative e immagini ricevute da Mario Zanetti, l'immagine in alto a destra riproduce un articolo dedicato agli Uragani dalla rivista Anni '60)

Per saperne di più: www.uragani.com.

Vasso Ovale

Un cantante beat protagonista involontario di una delle storie più curiose del periodo beat. Scomparso nel nulla, come molti altri, e però creduto morto in un incidente stradale da tutti gli appassionati della stagione beat, era in realtà vivo e vegeto a Torino. Si trattava della solita leggenda metropolitana sulla morte dei cantanti.
Ha pubblicato all'epoca diversi singoli, tra cui "Treni, navi e aerei" (cover di Train, Boats and Planes dei Box Tops), Esisti tu, Pietà, Come te, Piangi se vuoi.

Le Volpi Blu

Il gruppo nasce nei primi anni '60 in Liguria, in particolare a Savona, per iniziativa del leader (che non uscirà mai dalla formazione), il tastierista, compositore e arrangiatore Franco Delfino. A lui si aggiunsero Manuel Guastavino (canto e chitarra), Mimmo Lentini (canto e basso), Gianni Grandi (batteria e cori). L'incontro con la casa discografica Fono Cine consentì la pubblicazione del primo 45 giri, contenente il brano "Ti ricordi, padre mio". Passaggi alla RAI ("Chissà chi lo sa" di Febo Conti) e a Radio Montecarlo propiziarono un buon successo del singolo, e la prosecuzione dell'esperienza discografica con le successiva uscite di "Bimba mia", "Biancastella", "Ma mammà". Accanto alle uscite discografiche una intensa attività dal vivo, soprattutto in Piemonte e Liguria, consentiva di allargare il seguito del complesso.

Nei primi anni '70, con l'arrivo di due nuovi componenti, Riccardo Dagna al basso e Enrico Cazzante alla voce e alla ritmica, Le Volpi Blu si dedicarono in modo ancora più deciso al genere pop, partecipando a San Remo con il brano "Senza impegno", e presentando altri dischi come "Tu piccola bimba mia" e "Un amore per noia".
(Informazioni fornite da Daniela Viscusi e Franco Delfino)

  

Anni '70

 

Alisei

Gli "Alisei" hanno iniziato l'attività a Padova nel 1971 e nello stesso anno hanno inciso il primo 45 giri "Senza di lei". Sempre nel 1971 hanno vinto il concorso Rai regionale "Complessissimo 1971. Nel 1973 ospiti a Canzonissima assieme all'attore Franco Franchi, con lo stesso attore protagonisti del film "Il sergente Rompiglione", e nel 1974 ospiti nella trasmissione condotta da Claudio Lippi (Tanto piacere). Del 1977 il primo grande successo con il disco "L'amore non ha età" che vende 380.000 copie. Nel 1979 esce l'LP "Piccola amante mia" che riceve il "disco d'argento" per le 500.000 copie vendute. Nel '80/'81 altro 45 giri. (Giu' / Ne vale la pena), nel 1995 esce a richiesta una compilation di brani "Noi siciliani". Formazione ultima: Joe Di Ganci (batteria), Franco La Rosa: (basso), Michele Sidoti (sax), Tony Miosi, (chitarre) ,Carmelo Lucà (tastiere e leader del gruppo)
(Notizie ricevute da Joe Di Ganci)

Pennies

I Pennies facevano parte della scuderia di Vincenzo Micocci (It Italia), la stessa di altri nomi che saranno importanti per la musica italiana (De Gregori, Venditti, Cocciante, Mannoia, Minghi) hanno inciso agli inizi degli anni '70 un 45 giri ("Un minuto di libertà", cover di "The Boxer" di Simon & Garfunkel - ZK 50083) ed un 33 ("Five Pennies Opera") con brani degli stessi Pennies tranne "Photograph", composto per loro da Amedeo Minghi.
Partecipazioni al torneo pop di Viareggio e a trasmissioni radiofoniche (Supersonic), nonché alla realizzazione di lavori di altri musicisti come Piero Ciampi, Marisa Sannia, Ron.
(Notizie e immagini ricevute da Alessandro Ferretti dei Pennies, vedere anche il sito www.pennies.8m.com)

 

 Fonti  le schede derivano in gran parte da segnalazioni ricevute direttamente da componenti dei complessi o da persone loro vicine all'epoca, dai numeri storici della rivista "Anni '60" di Claudio Scarpa e dai libri "Una generazione piena di complessi" di Claudio Pescetelli e "Beati voi" di Alessio Marino (reperibile presso Beat Boutique 67).
Per qualsiasi segnalazione o precisazione è possibile inviarci una e-mail a questo indirizzo.

 
 © Alberto Truffi -  Musica & Memoria 2002 - 2008

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