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Cover anni ’60-’70. Lista commentata. Parte I

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 Vedi anche   Il fenomeno delle cover / Cover “adulterate” / I complessi beatLe copertine / Le canzoni di protesta / I testi / Le traduzioni / Dove trovare i dischi beat? / Nuovi inserimenti

 

 

 Indice (786 covers)

Lista I: Adriano Celentano / Alpha Centauri / Anna Identici / Angeli / Antoine / Apostoli / Armando Savini / Astrali / Augusto Righetti / Balordi / Bad Boys / Barabba / Barrittas / Baronetti / Bat Bat / Beans / Beati / Big Ben's / Bisce / Bertas / Bigs / Bisonti / Bit-Nik / Blackbirds / Bobby Solo / Bounty Killers / Brian / Brunetta / Bruno Castiglia e i Bisonti / Bruno Lauzi / Bruno Martino / Bushmen / Califfi / Camaleonti / Capricorn College / Carmen Villani

Lista II:  Casuals / Castellani / Caterina Caselli / Catherine Spaak / Cavernicoli / Chiodi / Chilla Black / Claus / Cliff Richard / Code / Colours / Computers / Corvi / Crazy Boys / Cuccioli / Dalida / Danny Lorin / Da Polenta / Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich / David Bowie / David & Jonathan / Delfini / Diabolici / Dik Dik / Dino / Dion Di Mucci / Don Backy / Don Miko / / Dusty Springfield / Elio Ciprì / Elisabetta / Elisabetta Ponti / Elsa e i Beats 

Lista III: Equipe 84 / Evy / Fabulous Four / Facce di bronzo / Fantom's / Faraoni / Favolosi / Fausto Leali e i Novelty / Fiammetta / Flora, Fauna e Cemento / Formula Tre / Franco dei New Dada / Françoise Hardy / Fuggiaschi / Gatti Rossi / Gene Guglielmi / Gene Pitney / Ghigo Agosti e i Goghi / Gian Pieretti / Gianni Morandi / Gianni Pettenati / Gino Santercole / Giganti / Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer / Gino Paoli / Giorgio Gaber / Giuliana Valci

Lista IV: Giuliano e i Notturni / Giusy Romeo / Gleemen / Grass Roots / Guidone / Hugu Tugu / Herbert Pagani / Ico Cerutti / Igor Mann e i Gormanni / Innominati / Iva zanicchi / Jaguars / Jimmy Fontana / Jimmy Ruffin / Johnny Kendall e gli Heralds / Jonathan & Michelle / Juniors / Katty Line / Kidders / Kings / Ragazza '77 / Lara Saint Paul / Lesley Gore / Little Boys / Little Boys / Little Tony / Longobardi / Luigi Tenco / Macchie Rosse / Mal & The Primitives / Mario Guarnera / Marcellos Ferial / Mark e Marta & Splash / Maria Belardinelli / Marino's / Marisa Sannia / Martò / Marzio / Mat 65 / Maurizio dei New Dada / Memphis / Memo Remigi / Meri Marabini / Meteors / Mia Martini / Michel Delpech / Michel Polnareff / Mike Liddel e gli Atomi 

Lista V: Milena Cantù / Milva / Mina / Minstrels / Moody Blues / Motowns / Nada / Nana Moskouri / Nancy Sinatra / Neil Sedaka / New Dada / New Rangers / New Trolls / Nicola di Bari / Niemen / Nomadi / Nuovi Angeli / Ombre di bronzo / Ombretta Colli / Onde blu / Ornella Vanoni / Paola Musiani / Patrick Samson / Patty Pravo / Paul Anka / Pelati / Pennies / Persiani / Peppino di Capri / Persiani / Petula Clark / Piermaurizio / Pino Masi / (The) Planets  / Pooh / Pops / Procol Harum / Profeti / Quattro Satelliti

Lista VI: Quelli / Ragazzi dai capelli verdi / Ragazzi della via Gluck / Ragazzi del sole / Ragazzi di pietra / Ravers / Renato e i Misfits / Renegades  / Ribelli / Ricchi e poveri / Richard Anthony / Ricky Gianco / Ricky Shayne / Riki Maiocchi / Rita Pavone / Roby Castiglione / Roby Matano e i Campioni / Rogers / Rokes / Rokketti / Rolando Gambelli / Rolling Stones / Roll's 33 / Royals / Sacha Distel / Sandie Shaw / Satelliti / Soliti ignoti / Sonia e le Sorelle / Sorrows / Stevie Wonder / Stormy Six / Superbi / Supergruppo / Surfs / Sylvie Vartan / Templari / Tipi / Tom Jones / Tony e Nelly / Tony Mark e i Markmen / Trappers / Uh! / Uragani / Vanguards / Vasso Ovale / Verde Stagione / Wess / Wretched

 

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Versione italiana

Interprete

Versione originale

Interprete

Note

Pregherò

Adriano Celentano

Stand By Me

Ben E. King

Si può leggere nella sezione dedicata la storia completa della versione "adulterata"

Stai lontana da me (1962)

Adriano Celentano

Tower Of Strength

Gene McDaniels / Frankie Vaughan

Un twist-R&B bianco USA dei primi anni '60 (di Bacharach e Hilliard) è la base per questo classico, con cui Celentano vinse la prima edizione del Cantagiro nel 1962. Versione italiana di Mogol (piuttosto lontana dall'originale).

Il problema più importante (1964)

Adriano Celentano

If You Gotta Make a Fool of Somebody (1963)

Freddie and the Dreamers / James Ray

Anche questo grande successo di Celentano era una cover. Freddie (Garrity) & The Dreamers erano un gruppo di Manchester, che seguiva ancora lo stile di Cliff Richards e degli Shadows piuttosto che la nuova "British invasion" (Beatles e soci). Il brano scelto da Celentano era il loro primo grande successo in UK. Versione italiana di Beretta e Del Prete (totalmente diversa dall'originale). Originale pubblicato negli anni '60 anche da Timi Yuro e da Buddy Britten & The Regents.
Anche quella di Freddie era però una cover, il brano di origine era del cantante nero di R&B James Ray, ed era stato pubblicato nel 1961.

Il contadino (1966)

Adriano Celentano

Hold On, I'm Coming

Sam & Dave

Versione italiana totalmente (e volutamente) scorrelata dal celebre classico R&B originale (e dalle sue allusioni sessuali), dovuta a Beretta e Del Prete. Proposta anche dai Ragazzi della via Gluck, un altro complesso del Clan.

Il mio amico James Bond (1966) Adriano Celentano Thunderball (1965) Tom Jones Insolito omaggio al mito di James Bond negli anni del trionfo di 007: "Io ho un amico che non sa non sa la paura cos'è /ma sa che da solo vincerà /perché lui è James Bond ..."

Miseria nera (1968)

Adriano Celentano

Sixteen Tons (1957)

Merle Travis / Platters

Una versione in parte fedele, almeno nell'ispirazione, al celebre blues / work song (canto di lavoro) reso celebre dai Platters, affidato come voce solista al baritono del celebre quintetto vocale, David Lynch.  Celentano riprenderà questa canzone anni dopo (nel 1984) con un testo completamente diverso, metaforico, dal titolo "L'ascensore". "Miseria nera" era pubblicata sull'album "Adriano Rock" del 1968. La versione dei Platters era a sua volta una cover di un brano country del 1946, di Merle Travis.

Fumo negli occhi (1984) Adriano Celentano Smoke Gets in Your Eyes (1958) Platters Celentano ha proposto nel corso degli anni altre cover dai Platters. Questa (non proprio imprescindibile, a nostro modesto avviso) è di un album del 1984 (la inseriamo quindi solo per completezza) dal titolo "I miei americani". E' stata pubblicata anche su 45 giri per juke-box. L'originale, di Jerome Kern e Otto Harbach, era un brano del musical Roberta del 1933, interpretato poi da molti altri ma portato al successo mondiale da parte dei Platters nel 1958.
Non si tratta però della prima cover in italiano, con lo stesso titolo era stata proposta da Giuni Russo, con il nome di Giusy Romeo, nel 1969.
Adriano Celentano My prayer (1956) Platters Altra cover dai Platters contenuta nell'album "I miei americani 2", del 1984, che contiene anche "L'ascensore" (Sixteen Tons con testo diverso). Era stata proposta in precedenza (1969) da Giusy Romeo (Giuni Russo).

Dai treno dai (1969)

Alpha Centauri

The Train

1910 Fruitgum Co.

Il primo ed unico disco degli Alpha Centauri è stato prodotto nel 1970 dalla etichetta Numero Uno di Mogol e Battisti, ed era basato su un brano del gruppo iniziatore della "bubble gum music" (più noti per "Simon Says", ovvero "Il ballo di Simone"). Sul retro un'altra cover.

Immagine bianca

Alpha Centauri

Throw Down Line 

Cliff Richard & Hank Marvin

Retro del singolo precedente.

La costruzione (1970) Anna Identici Construçao Chico Buarque De Hollanda Risale al 1970 la cover del celebre e bellissimo brano di Chico Buarque da parte di una Anna Identici tesa a passare ad un repertorio più impegnato. Testo italiano, abbastanza fedele, di Sergio Bardotti. La canzone è stata pubblicata su un album della Identici degli anni '70 dal titolo “Canzone amore mio (Il lavoro)”, da tempo fuori catalogo.
Il funerale del lavoratore (1970) Anna Identici Funeral de um lavrador Chico Buarque De Hollanda / Barbara & Dick Altra cover da Chico Buarque. Incisa anche da Maria Carta e dal duo spagnolo Barbara & Dick (1967) che l'avevano anche proposta in spagnolo in precedenza, con un arrangiamento "folk-internazionale" più ritmato e accattivante dell'originale brasiliano. La versione della Identici, pubblicata sull'album "Il meglio", del 1971, fa riferimento a questa di Barbara & Dick piuttosto che all'originale di Chico Buarque.
Quando m'innamoro (1968) Anna identici A Man Without Love (1968) Engelbert Humperdinck Questo invece è un altro caso di cover al contrario. L'originale è la canzone italiana, di Livraghi, Pace e Panzeri, presentata con grande successo da Anna Identici al festival di Sanremo del 1968, in coppia col gruppo vocale The Sandpipers. La versione del cantante pop inglese (vero nome Arnold George Dorsey, Humperdinck era un compositore austriaco dell '800) pare sia arrivata tra le prime 20 a livello mondiale nel 1968 (#19).
Dove vuoi (1968) Angeli I'm a Boy (1966) Who Una cover convincente proposta da un gruppo attivo in Abruzzo, formatosi attorno al cantante e chitarrista Alfonso Di Berardino.
La versione de Gli Angeli è musicalmente buona, ma il testo originale è completamente travisato. Cosa piuttosto ovvia, dato che parlava di un ragazzo che ama travestirsi da donna (contiene il famoso verso "I'm a boy, but my ma won't admit it"). Il testo italiano è invece vagamente di protesta, secondo la moda del periodo, anche se poi scivola velocemente verso una questione a due. Il brano dei Who ebbe comunque un grande successo in UK nel 1966 (#2).

La felicità

Antoine

Porquoi ces canons

Antoine

Vedi la storia della versione "adulterata" di questo brano del cantautore franco-italiano.

Le divagazioni di Antoine

Antoine

Les elucubrations d’Antoine

Antoine

La proposta in lingua italiana del primo successo internazionale di Antoine, accompagnato dal suo gruppo di allora, Les Problemes. Versione italiana di Herbert Pagani, adattamento alla realtà italiana che cerca di mantenere lo spirito irridente dell'originale.

Un'altra strada Antoine Une autre autoroute Antoine Altra auto-cover di un Antoine Muraccioli ancora nel suo primo periodo di cantautore beat, alternativo, si direbbe oggi, musica incalzante e testi interessanti ed originali, prima della svolta commerciale con l'arrivo in Italia e il suo nuovo personaggio di simpatico intrattenitore per famiglie.
In questo primo singolo (piuttosto raro) per il mercato italiano era il retro de L'alienazione, in Francia era associato ad un'altra canzone del suo primo LP, La loi de 1920. Il testo italiano (adattamento sempre curato da Herbert Pagani) questa volta è del tutto fedele.

La sbornia (1969)

Antoine

Lily the Pink (1969)

Scaffold

Una tipica canzone da pub "trinca, trinca, buttalo giù con una spinta" ripresa da Antoine nel suo periodo "ludico". Proposta in origine dai Gufi che avevano anche curato la versione italiana (vedi qui le informazioni sugli interpreti originali e sul significato della canzone).

Solo un momento fa (1965)

Antonio e Corrado

The Way You Look Tonight

Jerome Kern

L'originale è uno "standard" di Jerome Kern, interpretato nel corso del tempo da molti artisti, tra i quali Frank Sinatra e, recentemente, Michael Bublè.
Antonio (Latessa) e Corrado (Bonicatti) erano già attivi con la RCA come autori e avevano anche pubblicato in proprio due singoli (Un mare blu e PsicoTwist) come "I Metafisici". Questo brano successivo molto tradizionale era statao pubblicato sempre dalla RCA con la sub-etichetta ARC.

Robinson

Apostoli

You Know He Did

Hollies

Il retro del successo degli Hollies "Yes I Will" venne preso come base dal complesso romano "Gli Apostoli" per il loro esordio su etichetta Sunstar. Altra versione dai Crazy Boys, con parole diverse.

Chi mai lo sa?

Apostoli

Where Have All the Flowers Gone?

Pete Seeger

Lato B del disco citato sopra. In origine era uno dei più classici brani folk, portato al successo internazionale da Joan Baez, oltre che dall'autore. Versione italiana totalmente travisata, diventa una vicenda che riguarda due innamorati, sono spariti i fiori e anche la denuncia della guerra. Piuttosto moscio anche l'arrangiamento. Gli Apostoli hanno inciso anche una diversa versione del brano, con testo di Paparazzo (il bassista del gruppo) diverso da questo, opera del paroliere Pace. Il titolo era "Sento già andar l'estate" e quindi è probabile che anche questa versione non fosse molto fedele. Questa seconda versione non venne comunque pubblicata per motivi non noti.

Do Wah Diddy Diddy (1964)

Armando Savini

Do Wah Diddy Diddy (1964)

Manfred Mann

Il titolo di questo brano minore del band leader sudafricano attivo in UK negli anni '60 (noto soprattutto per il successo internazionale ottenuto con  "Mighty Quinn") era evidentemente intraducibile.

Vado su in alto (1968)

Astrali

Eight Miles High (1966)

Byrds

Esponenti del ristretto gruppo della psichedelia italiana (con i Fantom's, Le Stelle di Mario Schifano, i Chewing Gum, Chetro & Co.)  Gli Astrali di Torino non pubblicarono alcun disco nel loro periodo di attività  tra il '67 e il '68. Le registrazioni fatte all'epoca sono però state recuperate nel 1995 dalla etichetta Destination X e pubblicate su CD.
Oltre che per le cover dei noti brani degli Yardbirds e dei Byrds, sono ricordati per la suite strumentale "Un Altro Viaggio Allucinogeno", ispirata allo stile Pink Floyd di Interstellar Overdrive.

Non siamo come voi

Astrali

Mr. You Are a Better Man Than I 

Yardbirds / Manfred Mann

Un'altra convincente proposta, più sul versante rock, da parte degli Astrali. Anche l'originale degli Yardbirds era una canzone "di protesta" e parlava addirittura di capelli lunghi. La traduzione italiana quindi, anche se non con le stesse parole (cerca di parlare anche della "società") si occupa più o meno degli stessi temi. L'autore del brano Mike Hugg (col fratello Brian) era uno dei musicisti del Manfred Mann Group che è stato il primo a proporla, ma con un diverso arrangiamento.

Credi Astrali Rari Standells Altro brano contenuto nell'LP perduto degli Astrali "Viaggio allucinogeno". L'originale era il lato B di "Dirty Water" il maggiore successo degli Standells, un gruppo garage beat-rock di Los Angeles.

Quello che manca (1966)

Augusto Righetti

Paperback Writer

Beatles

Augusto Righetti era negli anni '60 un chitarrista virtuoso che ha iniziato sin da giovanissimo una carriera professionale sia nella musica leggera sia nella classica. Attivo soprattutto a Milano, con il suo gruppo Le Ombre era ospite fisso a metà degli anni '60 del locale Charly Max, dove ha avuto modo di incontrare i Beatles nel loro tour italiano (era il 1965) partecipando anche al loro concerto nella città lombarda. Dopo questa esperienza incide nel 1966, con la complicità di Mogol, Calabrese e Beretta un intero LP per la Carosello con cover dei Beatles, dal titolo "Righetti al Charly Max canta i Beatles in italiano" (disponibile per i curiosi anche su Onsale Music).
Nessun tentativo da parte dei tre noti parolieri di far conoscere i testi del gruppo più famoso del rock, procedevano nella maggioranza dei casi solo per assonanza metrica. Evidentemente non avevano alcun timore reverenziale per quelle canzoni poi diventate classici.

Non sei dritta (1966)

Augusto Righetti

Day Tripper

Beatles

Una delle trasposizioni più significative, per la disinvolta facilità con la quale il testo complesso e allusivo dell'originale dei Beatles (secondo molte interpretazioni "il viaggio di un giorno solo" alludeva all'uso di droghe) diventa la fuga del protagonista davanti a una ragazza alla quale dice "non sei dritta come credi tu" (dritta nel senso di furba, ovviamente).

Nelle tue mani

Augusto Righetti

We Can Work It Out

Beatles

Nel seguito sono elencate le altre canzoni dei Beatles "prese di mira" con simpatica noncuranza da Righetti nel suo noto album. Il chitarrista ha continuato la sua carriera nel mondo della musica ed è pienamente attivo ancora oggi con un nuovo gruppo, i Bravo.

Pioggia

Augusto Righetti

Rain

Beatles

Diverse di queste cover sono poi state riprese da altri gruppi, ad esempio questa (con risultati inferiori) dai Bushmen. Traduzione in questo caso quasi fedele (raro caso). Cambia solo nel finale dove sono aggiunte un paio di strofe vagamente "sociali" ("nel mondo nulla cambia").

La tua voce

Augusto Righetti

And I Love Her

Beatles

Queste versioni italiane interpretate quasi sempre per la prima volta da Righetti sono state poi riprese da diversi altri gruppi e cantanti negli anni '60. Un elenco completo, elaborato dal noto Ursus (Salvatore D'Urso, pioniere della pubblicistica sul beat e musicista) si può consultare qui.

Cara mia

Augusto Righetti

Run For Your Life

Beatles

 

Fammi fare un giro

Augusto Righetti

Drive My Car

Beatles

 

Non mi vedrai

Augusto Righetti

You Won't See Me

Beatles

 

Rimani soltanto tu

Augusto Righetti

In My Life

Beatles

 

Se restassi solo

Augusto Righetti

If I Need Someone

Beatles

 

La parola

Augusto Righetti

The Word

Beatles

 

Che cos'hai

Augusto Righetti

What Goes On

Beatles

 

Se abbassi gli occhi

Augusto Righetti

I'm Looking Through You

Beatles

 

Il paese che non c'è

Augusto Righetti

Nowhere Man

Beatles

 

Michelle

Augusto Righetti

Michelle

Beatles

 

Basta un ciao

Augusto Righetti

It's Gonna Be Alright

Gerry & The Pacemakers

Anche una cover dal gruppo rivale dei primi Beatles per l'infaticabile Augusto Righetti

Vengono a portarci via ah! aah!

Balordi

They're Coming to Take Me Away, Ha-Haaa! (1966)

Napoleon XIV

I Balordi non potevano che scegliere il provocatorio brano appena arrivato ad un inatteso successo in USA (#3 nell'estate del '66), unicamente parlato con accompagnamento di rumori vari, e dedicato ovviamente al tema della pazzia. L'autore ed esecutore originale si chiamava in realtà Jerry Samuels ed era un tecnico del suono. Non riuscì, nonostante successivi tentativi, a replicare questo successo così legato all'effetto sorpresa. La versione dei Balordi non sfigura affatto rispetto all'originale, ma non ebbe altrettanto successo in Italia.

Gol!

Bad Boys

Kicks

Paul Revere & The Raiders

Il gruppo originale, piuttosto noto nei primi anni '60, era stato formato da Paul Revere e Mark Lindslay che venivano da un loro precedente gruppo, i Downbeats. Loro principale successo "Just Like Me". Sfruttando la omonimia del leader con il patriota simbolo della indipendenza americana, si presentavano vestiti come cavalieri di fine '700. Il testo italiano non c'entra per nulla con l'originale americano.

Sono stufo di te (1966)

Barabba

I Need You

Kinks

A parte l'impatto sonoro inferiore rispetto all'originale dei grandi Kinks, che era uno dei brani che precorrevano l'hard rock, questo è un caso di testo italiano che più che stravolgerlo, è proprio l'opposto dell'originale. Ovviamente infatti il celebre brano beat dei fratelli Davies dichiara in vari modi "ho bisogno di te, più di quanto gli uccelli hanno bisogno del cielo" mentre in italiano diventa "sono stufo di te, non provo più niente per te, va via, non ne voglio più sapere" e così via. Potenza della metrica. Ma bisogna riconoscere che, magari per caso, lo spirito del beat è presente più nel testo italiano che in quello originale.

Non hai capito (1966) Barabba Down Home Girl (1965) Rolling Stones Sul retro del primo singolo dei bolognesi Barabba un'altra cover, stavolta dai Rolling Stones, che riprendevano un blues classico del Sud degli USA. Più compatta e più valida del lato A.
Anche in questa canzone i Barabba insistono sul tema del ragazzo spietato che molla la sua tipa senza tante storie. L'originale descriveva invece una "down home girl", una ragazza "ruspante" che cerca di sembrare più sofisticata di quella che è, ma a lui piace ancora di più così.

Mi appartieni ancora

Barrittas

Go Now (1964)

Moody Blues

Gruppo beat sardo degli anni'60, front-man Benito Urgu, assieme ai fratelli Salis. Ricordati per i tentativi di commistione sardo-beat e anche perché si avventurarono nella Messa beat (!) con l'LP Messa Folk. Qui impegnati in una cover dai Moody Blues del primo periodo. Altra cover dello stesso brano dall'Equipe 84 (Ora puoi tornare).

Rhonda, aiuto

Barrittas

Help Me Rhonda

Beach Boys

I Beach Boys erano veramente fonte di ispirazione per molti complessi degli anni '60. Fedele la versione dei Barrittas.

Ritorno da te

Barrittas

Sunshine Of Your Love

Cream

Anche il classico dei Cream tra le proposte ai confini del rock del gruppo sardo.

Se io ti regalo un fiore (1967) Barrittas Gimme Little Sign (1967) Brenton Wood Ottima esecuzione dei Barritas di un brano molto leggero di Brenton Wood. Il cantante nero americano è rimasot famoso per questa canzone e per "Oogum Boogum Song", altro brano molto lieve.

Al ristorante (1969)

Barrittas

Sea Of Joy (1969)

Blind Faith

Il gruppo di Benito "Barritta" Urgu e dei fratelli Salis (poi in proprio come Salis & Salis) in una impegnativa versione di un brano del supergruppo che vedeva assieme Stevie Winwood e Eric Clapton (con Rick Grech e Ginger Baker). Si ignora perché dal simbolico "mare della gioia" siamo passati a un prosaico ristorante dove il protagonista aspetta l'amata (che non si vede). Non male comunque la esecuzione sia musicale sia vocale (ma non pare che la voce sia di Benito Urgu, forse è di Tonio Salis).
P.S. "Barritta" in sardo significa "cappello". Era il soprannome del leader Benito Urgu. Da notare che su diversi dischi e in generale in Internet il nome è riportato erroneamente come Barritas con una sola "t".

Non ho dormito mai

Barrittas

Love Potion n. 9

Searchers

Altra cover dei Barrittas

Lascia in pace il mio cuore

Barrittas

Since You Broke My Heart

Searchers / Everly Brothers

 

E' lei

Baronetti

She's My Girl

Turtles

L'originale era il terzo grande hit da classifica dei Turtles, dopo Happy Together e prima di Elenore. I Turtles, caratterizzati dagli impasti vocali dei due front-men Howard Kaylan e Mark Volman, sono stati un gruppo pop di grande seguito in USA nella seconda metà dei '60. I due hanno poi raggiunto Frank Zappa nella prima formazione delle sue Mothers Of Inventions.

L'incidente

Baronetti

Soul Finger

Bar-Keys

Altra versione rispetto a quella dei Primitives.

Il sole splenderà (1969)

Bat Bat

You're So Good To Me

Chris Farlowe

I Bat Bat erano uno dei gruppi di testa del beat pesarese (con Nomadi PS, Anonima Sound - il primo gruppo di Ivan Graziani - e Tubi Lungimiranti) che si opponeva all'allora dominante ala veneta "Verona beat" (celebrato dai Gatti di Vicolo Miracoli nell'omonima canzone degli anni '80), un po' come il Manchester Sound si contrapponeva al Liverpool Sound. L'originale era un brano minore di Chris Farlowe, lato B di My Way Of Giving, che a sua volta era stato un singolo di non grande successo del cantante inglese di R&B divenuto famoso con Out Of Time.

Un marinaio

Beans

A Salty Dog

Procol Harum

Il testo italiano travisa come al solito pesantemente quello originale. C'è una lei e un "viso tuo" assente nell'originale (che parla del mito del viaggio e dell'avventura) e un marinaio invece di un capitano. Però c'è il mare e il sale. Altre versioni dai Beati (I giorni sono lunghi) e dai Camaleonti (Un angelo in più).

I giorni sono lunghi

Beati

A Salty Dog

Procol Harum

Pare che il nome del gruppo fosse un gioco di parole (beat-i). Versione italiana diversa da quella dei Beans e dei Camaleonti.

Mi hai perdonato lo so (1967)

Bertas

Tip of my Tongue

Grass Roots

Un brano di P.F.Sloan per i Grass Roots di cui era anche produttore. In questo caso era anche lui stesso al canto. Buona la interpretazione dei Bertas, anche se più "pop" dell'originale, e testo italiano per una volta fedele, almeno nell'impianto generale (la confessione del tradimento nell'originale era "sulla punta della lingua").

Come vuoi che io (1968)

Bertas

How Can I Be Sure

Young Rascals

Una delle cover del gruppo sardo dei Bertas, giunto alla notorietà nel 1967 con il grande successo (n.1 in hit-parade) del loro piacevole brano Fatalità, ripreso poi anche da Ornella Vanoni. Negli anni '70 si dedicheranno alla musica di tradizione sarda. Questa canzone è stata pubblicata sul primo LP dei Bertas "Fatalità" nel 1968.

Dandy (1968)

Bertas

Dandy (1966)

The Kinks

Una versione corretta, ma con un piccolo spostamento dal quadretto ironico e satirico dell'originale alla dimensione personale. Anche questa dall'LP dei Bertas.

Dondolo (1968)

Bertas

Sound Asleep (1967)

Turtles

L'originale era un successo mancato per i Turtles, in cerca di un cambio di rotta dopo i primi successi commerciali. Lato A del secondo singolo dei Bertas, anche questa su dischi ARC-RCA.

La banda (1968)

Bertas

A banda (1966)

Chico Buarque de Hollanda

Una delle versioni del grande successo internazionale del cantautore brasiliano, una canzone nota in Italia soprattutto per la versione di Mina. Pubblicata anche questa sul primo LP dei Bertas "Fatalità" nel 1968.

Gentarrubia

Bertas

I Got you Babe

Sonny & Cher

Anche se compare in molti elenchi di cover, non è a rigore una cover anni '60, e neanche una cover in italiano, ma in lingua sarda. Incisa su disco dai Bertas in occasione di una reunion nel 1993, ha un arrangiamento moderno e una parentela veramente difficile da individuare con il classico successo di Sonny & Cher utilizzato come base. Il titolo significa "gente rossa", il nome che viene dato in sardo ai fenicotteri che sostano nello stagno di Cagliari, quindi anche il testo ha pochi punti di contatto con l'originale.

Con tutto il cuore (1958) Betty Curtis Gondolier (1957) / With All My Heart (1957) Dalida (1957) / Petula Clark (1957) / Jodie Sands (1957) Un salto nel pop a cavallo dei due decenni '50 e '60 per ricordare anche questo cavallo di battaglia di Betty Curtis, che era anche in questo caso una cover. Dalla storia però un po' complessa che proviamo a ricostruire. Il riferimento più noto è With All My Heart, pubblicata da Petula Clark nel 1957 per la etichetta Nixa, e cantata tutta in inglese. Nello stesso anno la stessa canzone era però stata incisa da Dalida in francese con titolo "Gondolier" e accreditata a due autori francesi (o franco italiani), Peter De Angelis (musica) e Jean Broussolle (parole). Con testo in inglese scritto da Bob Marcucci, produttore della Chancellor Records, era stata incisa da Jodie Sands per questa etichetta per il mercato USA (arrivò al n. 15), con refrain cantato dal coro in italiano e tradotto in inglese dalla cantante (nella versione di Dalida il coro era invece in francese e la voce solista in italiano). Sempre nello stesso anno, forse anche prima come data, la versione della Clark, tutta in inglese, e maggior successo tra le tre (n.4 in UK). In molte fonti è citato il 1959 per la versione della Sands ma dovrebbe essere inesatto. La melodia originale (che infatti è arrangiata sempre con grande uso di mandolini) riprendeva una canzone popolare italiana.

Una ragazza facile (1965)

Big Ben's

Memphis Tennessee

Chuck Berry

Ovviamente il testo italiano non ha nulla a che vedere con l'originale (che era basato su un tentativo di ricerca telefonica di una ragazza, che poi si rivela essere la figlia, nella città del titolo). Interessante e finalmente al passo coi tempi però la preferenza espressa dai Big Ben's per una "ragazza facile", che quindi "non parli di cose serie, che non voglia essere la dolce mia metà". I Big Ben's erano il primo gruppo del famoso chitarrista e cantante Alberto Radius.
Altra versione incisa anche da Don Backy con i suoi Fuggiaschi nello stesso anno, come lato B del singolo "L'amore".

Tu non sai niente dell'amore (1965)

Big Ben's

Please Please Me

Beatles

Piuttosto che essere una versione italiana, il brano dei Big Ben's assomiglia nella struttura al celebre successo dei Beatles.  Retro di "Una ragazza facile".

C'è chi per amore (1966)

Big Ben's

The Last Time (1965)

Rolling Stones

Tentativo di proporre  in italiano un rock-blues degli Stones del primo periodo da parte dei volonterosi e temerari Big Ben's. Inevitabile  la differenza di impatto sonoro rispetto all'originale. Retro di "Come vuoi tu", un altro singolo dei Big Ben's con la Ariston.

Nella gabbia

Bigs

I'll Go Crazy

James Brown / Moody Blues

I Bigs erano uno dei molti gruppi inglesi calati in Italia, in precedenza si chiamavano The Exotics. Il brano scelto per la cover era uno dei più sfruttati all'epoca, si trattava di un brano R&B all'origine di James Brown, ripreso dai Moody Blues nel loro LP pre-psichedelico e pre-sinfonico "The Magnificent Moodies" del 1966. Come in altre occasioni dalla Inghilterra la popolarità del brano arrivò in Italia via radio.

Una che dice sì (1967)

Bisce

Here, There And Everywhere (1966)

Beatles

Retro del disco di esordio de Le Bisce (La danza della morte). La traduzione non prova neanche a rendere in italiano il significato del capolavoro di paul McCartney (contenuto in Revolver del 1966) ma almeno non parla, come sembrerebbe invece dal titolo, di un'altra "ragazza facile", dopo quella dei Big Ben's.

Con le mie lacrime

Bruno Castiglia e i Bisonti

As Tears Go By

Rolling Stones

Anche questo gruppo beat italiano (poi semplicemente "I Bisonti") si è cimentato con la cover in italiano del celebre brano scritto da Jagger e Richards per Marianne Faithfull, sulla scia dell'auto-cover degli stessi Stones.

Lucille Bisonti Lucille Little Richard Un rock 'n roll tradizionale in versione italiana, in un EP del 1966, seconda uscita per il gruppo di Bruno Castiglia (vedi la nutrita discografia).

La casa del sole
(NB: anni '90)

Bisonti

The House Of The Rising Sun

Animals

Altra cover del successo internazionale tratto dalla celebre canzone dell'800 riscoperta negli anni '40 da Pete Seeger. Solito testo totalmente stravolto. La versione dei Bisonti, presente in elenchi di cover del celebre brano, non è però del periodo beat, ma successiva (anni '90) e pubblicata su un CD revival (La carica dei Bisonti, 1996). Lo dimostra soprattutto la introduzione di chitarra elettrica, molto moderna. Sicuramente non è stata pubblicata su singolo all'epoca.
Nonostante ciò la cover è stata oggetto di un curioso caso, legato all'album dei Pooh Beat Regeneration del 2008, contenente cover del periodo, tra cui questa (tornata all'attenzione negli anni 2000 anche per essere stata la colonna sonora del film La meglio gioventù). Nei comunicati stampa si leggeva infatti che era ripresa la "storica" cover dei Bisonti. Mentre le uniche cover che possono essere considerate storiche (cioè molto conosciute) sono quella dei Marcellos Ferial e quella di Riky Maiocchi, oltre alla prima, quella di Luigi Chiocca.

Manifesto beat

Bit-Nik

Don't Throw Your Love Away

Searchers

Brano di "protesta" dei Bit-Nik, basato su una canzone di tutt'altro genere dei Searchers. I Bit-Nik erano noti per altre canzoni di protesta: Preghiera per un amico beat e Realtà n.1 

Ho difeso il mio amore

Bit-Nik

Nights In White Satin

Moody Blues

Una delle molte versioni italiane di questo successo dei Moody Blues del 1967, contenuto nell'album Days Of Future Passed. 

Hello, Goodbye (1968)

Bit-Nik

Hello, Goodbye

Beatles

Uno degli ultimi singoli dei Bit-Nik si agganciava al successo "leggero" dei Beatles nel periodo floreale.

Dolce Delilah (1968)

Black Birds

Dear Delilah (1967)

Grapefruit

L'originale era l'unico relativo successo della band Grapefruit di George Alexander (Alexander Young) gestita per un certo periodo dal manager dei Beatles Brian Epstein. Da non confondere con la più celebre Delilah di Tom Jones. Gruppo australiano imparentato in qualche modo con gli Easybeats (ci suonavano due fratelli) hanno continuato la carriera fino al 1969.
Anche i Grapefruit hanno pubblicato il singolo con lo stesso titolo (per la RCA) ma con testo diverso, più vicino al loro originale.
Notizie sui Black Birds nelle note al testo.

Tu sei come me Blacks Hot Pastrami Dartells I Blacks erano un gruppo di Milano molto esperto, che ha avuto a opportunità di pubblicare questo singolo per la EMI (vedi la scheda).
L'originale era un successo del 1963, un brano strumentale, unico hit di questo gruppo californiano guidato da Doug Phillips. Il pastrami era un nuovo ballo. Il brano però era ripreso da un precedente motivo, Smashed Potatoes di Nat Kendricks.

San Francisco

Bobby Solo

San Francisco

Scott McKenzie

Grande successo internazionale ed inno mondiale ed edulcorato della "summer of love" del 1967. Il sottotitolo americano era "Be Sure To Wear Some Flowers In Your Hair" (assicurati di avere dei fiori tra i capelli) in puro stile hippy. Il brano era di John Phillips, il fondatore dei Mamas & Papas ed organizzatore del primo e storico Monterey Pop festival.

Amore mi manchi

Bobby Solo

Honey

Bobby Goldsboro

Un brano strappacuore sull'amata scomparsa, citato nel libro High Fidelity.

Un ragazzo di strada

Bounty Killers

I Ain't No Miracle Worker

The Brogues

Un'altra versione del brano noto soprattutto per essere stato il primo successo dei Corvi, e poi rimasto come uno dei simboli del beat italiano. La versione dei Bounty Killers, un gruppo della provincia di Venezia (S.Donà di Piave) al quale si era aggiunto Mario Dotta proveniente dai Blue Boys, con testo leggermente diverso, è stata anzi pubblicata e distribuita dalla etichetta Robinson anche prima di quella dei Corvi, nella primavera del 1966. (Vedi qui il testo e altre notizie).

La tua voce

Brian

And I Love Her

Beatles

Una delle molte proposte in italiano di questo successo dei Beatles primo periodo.

Dove vai? (1967) Brunetta Summer Wine (1966) Nancy Sinatra Retro del singolo "Solo per poco tempo". Brunetta aveva iniziato la carriera nel 1960 con il suo vero nome Mara Pacini, proponendo alcuni singoli tra cui due cover da Françoise Hardy. Come Brunetta ha debuttato nel 1966 con il buon brano Baluba Shake, per poi pubblicare con i suoi Balubas, poi rinominati The Sounds, altri 3 singoli nel biennio 1967-'68. Buona interpretazione da parte di Brunetta di questa eccellente canzone, esempio notevole di beat melodico, proposta da Nancy Sinatra nel suo periodo di affiancamento con il "tutor" Lee Hazelwood. Purtroppo la versione italiana, che vorrebbe probabilmente essere una specie di canzone per l'estate, non rende neanche lontanamente giustizia al testo poetico ed intenso dell'originale.
Garibaldi Blues Bruno Lauzi Fever Molti interpreti, tra cui i Platters Una garbata presa in giro ("Garibaldi aveva un socio, si chiamava Nino Bixio, venne giù da Busto Arsizio, e nei Mille si arruolò...") della retorica risorgimentale che annoiava gli studenti di un tempo (ora il problema è risolto, a scuola praticamente il Risorgimento si salta). L'originale è un classico blues proposto da molti, e anche recentemente da quella splendida interprete di cover che è stata Eva Cassidy.
Settembre sì Bruno Martino September Morning Neil Diamond L'originale è stato un cavallo di battaglia anche per Frank Sinatra.
La ragazza di Ipanema (1965) Bruno Martino Garota de Ipanema Antonio Carlos Jobim Una valida versione, anche se non può rivaleggiare con l'originale, la più famosa canzone di Jobim e De Moraes e anche una delle canzoni più belle di tutti i tempi.
Smile Bruno Martino Smile Charlie Chaplin Una diversa versione del classico di Chaplin rispetto alla più nota "Se mai". Il testo italiano era di Ardo. Negli anni '60 la canzone era stata riportata all'attenzione da una interpretazione di Timi Yuro.
Plein Soleil (1966) Bruno Martino Plein Soleil Gilbert Becaud Anche per la nota canzone di Becaud il crooner italiano ha preparato una versione nella nostra lingua. Traduzione italiana di A. Testa.

La linea verde

Bushmen

Somebody Help Me

Spencer Davis Group

Anche la canzone - manifesto della linea verde era una cover. L'originale era stata composta da Jackie Edwards già autore della celebre "Keep On Running", un altro successo del gruppo blues-soul nel quale aveva debuttato Stevie Winwood. Testo ovviamente del tutto cambiato nella versione italiana.

Pioggia Bushmen Rain Beatles Stesso testo della cover di Righetti (vedi sopra), ma esecuzione decisamente inferiore, anche se i Bushmen venivano dall'Inghilterra.

Ti giuro è così

Califfi

You Really Got Me

Kinks

I Califfi erano uno dei gruppi storici del beat italiano. Qui impegnati con qualche affanno nello storico brano dei Kinks, prototipo di tutto l'hard-rock a venire.

Così ti amo

Califfi

To Love Somebody

Bee Gees

La cover del successo internazionale dei Bee Gees (un brano super-sentimentale post-beat) è stata anche il maggiore successo italiano per i Califfi.

Chiuso con tutti

Califfi

Close Another Door

Bee Gees

 

Torna a me

Califfi

Look Away

Spencer Davis Group

Retro di "Chiuso con tutti", il disco immediatamente successivo (un mese dopo) al grande successo dei Califfi "Così ti amo".

La fiera del perdono

Califfi

Scarborough Fair

Simon & Garfunkel

Cover dai Califfi della celebre ballata del duo americano, inserito nell'allora nascente recupero del folk inglese.

I pensieri di Davjack

Califfi

The Thoughts Of Emerlist Davjack

Nice

Contenuto nel primo LP dei Califfi, uscito nel 1969. testimonianza anticipatrice dell'interesse dei Califfi (ed in particolare del leader Franco Boldrini) per il nascente progressive, che si concretizzerà negli anni '70, con l'album "Fiore di metallo" (1973).

Forse cambierà

Califfi

When The Swallows Fly

Bee Gees

Anche questa cover era nell'LP del 1969.

Sha–La–La–La–La (1965)

Camaleonti

Sha–La–La–La-La

Manfred Mann / Shirelles

Una delle prime proposte discografiche dei Camaleonti (vedi la copertina).

Tu credi in me (1965)

Camaleonti

And My Baby’s Gone

Moody Blues

Uno dei primi brani del gruppo inglese che poi darà il via, assieme ai Procol Harum, al fenomeno del progressive rock, introducendo l’uso di nuovi strumenti (il mellotron per i Moody Blues, l’organo per i Procol Harum); qui era ancora tutto beat, con solo un breve muggito di organo. Retro di Sha La La La La.

Non sperarlo più (1965)

Camaleonti

If You Gotta Go, Go Now

Manfred Mann

Contenuta nell'LP (dal titolo si suppone ironico) The Best Record In The World del 1965, con molte altre delle cover qui elencate (vedi la Discografia dei Camaleonti per tutti i titoli).

Uno solo di noi (1965)

Camaleonti

A Must To Avoid

Herman’s Hermits

Contenuta nell'LP The Best Record In The World del 1965.

I capelloni (1966)

Camaleonti

Over And Over

Dave Clark Five (1965) / Bobby Day (1958)

Uno degli inni alla principale forma di protesta della generazione beat in Italia: portare i capelli lunghi. Ovviamente il brano originale dei Dave Clark Five (base anche per un'altra versione adulterata, questa volta francese: "In fila indiana" di Sacha Distel) non parlava affatto di capelli lunghi, ma di un fortunato incontro in un party noioso. (Testo originale). Nella versione italiana diventa "i capelloni son qui ... per fare chiasso la notte e il dì...".
I Dave Clark Five avevano a loro volta ripreso un hit degli anni '50 del cantante doo wop Bobby Day, riportandolo alla popolarità.

Io lavoro (1966)

Camaleonti

We've Gotta Get Out Of This Place (1965)

Animals

Retro di "I capelloni", assieme a "Come mai" (disco tris). Buona interpretazione dei Camaleonti e in particolare del cantante e front-man Riky Maiocchi per questo classico e forte brano hard-beat degli Animals. Il titolo originale diceva "Voglio andarmene da questo posto" e non è sorprendente che sia diventato particolarmente popolare tra i soldati americani in Vietnam che l'hanno eletta ad una delle loro canzoni simbolo. Buon successo in USA e UK nel '65 e '66 e soprattutto, è un brano che non è stato mai dimenticato.

Come mai?! (1966)

Camaleonti

Get Off Of My Cloud (1965)

Rolling Stones

Una versione modesta, che cerca di ritrovare in qualche modo l'energia dell'originale, lottando contro la idiosincrasia tra la lingua italiana e il blues-rock.

Se ritornerai (1966)

Camaleonti

Norwegian Wood

Beatles

Temeraria operazione di Maiocchi e compagni  su uno dei brani più complessi dei Beatles. Pubblicata solo in edizione juke-box e sul loro primo LP.

Vi sbagliate (1966) Camaleonti Ain't It True (1965) Andy Williams L'originale era un brano del noto cantante pop americano Andy Williams. Registrato sempre per il primo LP del gruppo milanese. Unica canzone nell'LP cantata da Livio Macchia e non da Maiocchi.

La libertà (1966)

Camaleonti

Last Train To Clarksville

Monkees

I Monkees erano un gruppo beat americano fortemente spinto dalla RCA come risposta americana ai Beatles. Loro grande successo anche in Italia: I'm A Believer (Sono bugiarda della Caselli). Questo brano era un rock blues piuttosto valido, poi diventato un piccolo classico.

Non c’è più nessuno (1966)

Camaleonti

A Groovy Kind Of Love

Wayne Fontana and the Mindbenders

L'originale, di un gruppo pop UK dei primi anni '60, è noto per un particolare curioso (e successivo): la forte assonanza con un successo di Ivan Graziani degli anni '70 (Agnese dolce Agnese). Retro di La libertà, all'epoca era passato inosservato.

Lo stesso giorno, la stessa ora (1967)

Camaleonti

There’s No Livin’ Without Your Lovin’

Peter & Gordon

Duo inglese prodotto dai Beatles, il loro stile era una fotocopia del quartetto di Liverpool.

Il mare non racconta mai (1967)

Camaleonti

I Go To Pieces (1964)

Peter & Gordon

Retro del singolo Alla nostra età, pubblicato anche come lato A in versione juke-box. Brano originale di Del Shannon per il duo inglese Peter e Gordon. Totalmente non correlata all'originale (dove del mare non c'era la minima traccia) la versione italiana di Beretta e Del Prete.

La mia voce (1967)

Camaleonti

When You Walk In The Room

Jackie DeShannon

Un'altra cover del brano portato al successo n Italia dai Rokes (C'è una strana espressione nei tuoi occhi). Il testo è lo stesso usato anche dai New Dada.  Contenuta nell'LP Portami tante rose del 1967.

Credo (1967)

Camaleonti

He Can Win

Moody Blues

Singolo del 1967. Pubblicata anche sull'LP Portami tante rose dello stesso anno.

Ci vuole poco (1967)

Camaleonti

Come On Home

Dave Clark Five

Retro di Credo.

Senza di te che farò (1967)

Camaleonti

It’s A Man’s, Man’s World (1966)

James Brown

Siamo ormai nel 1967 e anche i Camaleonti, pionieri del beat in Italia, devono virare verso il nuovo genere, il R&B, almeno provvisoriamente, perché di lì a molto poco il loro approdo sarà il pop più pieno e convinto.
Il brano originale è un super classico di uno dei grandi campioni del R&B. Mario Lavezzi si impegna molto per cercare di rendere l'impatto della versione originale del grande James Brown, ma non è aiutato dalla traduzione italiana, che travisa totalmente l'originale e non sfrutta affatto l'idea che ne è alla base e che rende ancor più interessante questa canzone. Una versione decisamente più regolare di quella di Ghigo Agosti, che però non ignorava così l'originale.

Non vivo da re (1967)

Camaleonti

When I Come

Spencer Davis Group

Contenuta nell'LP Portami tante rose del 1967.

L'ora dell'amore (1967)

Camaleonti

Homburg (1967)

Procol Harum

Successo annunciato anche in Italia come in precedenza in UK (#6) per la cover italiana dell'atteso seguito del successo planetario A Whiter Shade Of Pale, il brano anticipatore del genere progressive, fatto conoscere in Italia in questo caso dai Dik Dik (Senza luce). Nessun tentativo da parte dei parolieri italiani di rendere il testo originale, hanno salvato soltanto l'orologio della piazza. Per la cronaca Homburg è quel tipo di cappello da uomo che noi chiamiamo comunemente Borsalino.

Io per lei (1968)

Camaleonti

To Give (1967)

Frankie Valli

Un brano del secondo periodo dei Camaleonti, gestione Lavezzi-Cripezzi, ormai passati decisamente al genere pop melodico. Frankie Valli era un cantante italo americano (vero nome Francis Stephen Castelluccio) dalla potente voce di falsetto che aveva iniziato la carriera come front-man del gruppo The Four Seasons e poi aveva iniziato una carriera in proprio. versione italiana non fedele all'originale.

Un uomo qualunque (1971)

Camaleonti

Melancholy Man

Moody Blues

Una cover del 1971, testo italiano di Bruno Lauzi.

Un angelo in più (2001)

Camaleonti

A Salty Dog

Procol Harum

Una versione ancora meno fedele di quella dei Beans. La registrazione però è molto successiva ed è inclusa in un CD del 2001 dei Camaleonti.

Donna

Capricorn College

Woman

John Lennon

Una cover evidentemente anni '70.

Potrai fidarti di me (1962) Carmen Villani You Can Depend On Me Brenda Lee (1961) Una delle cover del primo periodo di Carmen Villani, all'inizio interprete, se non di area beat, sicuramente orientata al pubblico giovane. Ha proposto negli anni '60 anche una canzone di "protesta" originale: Mille chitarre.
 

Note

Per un esaustivo indice analitico delle cover anni '60 e '70 si può consultare il sito di Gully (Guglielmo Bigatti):
La musica è felicità

Per segnalazioni o precisazioni scrivere a: Webmaster Musica & Memoria

  

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