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Versione
italiana |
Interprete |
Versione
originale |
Interprete |
Note |
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Personalità (1960) |
Adriano Celentano |
Personality (1959) |
Lloyd Price |
Il brano di Price, il musicista R&B che aveva già
portato al n.1 USA il brano Stagger Lee, e che aveva esordito con
Lawdy Miss Cloudly (#1 R&B nel 1952) ha avuto nel 1960 ben tre cover
in italiano, le altre due sono di Mina e Caterina Valente. |
|
Stai lontana da me (1962) |
Adriano Celentano |
Tower Of Strength (1961) |
Gene McDaniels / Frankie
Vaughan |
Un twist-R&B bianco
USA dei primi anni '60 (di Bacharach e Hilliard) è la base per
questo classico, con cui Celentano vinse la prima edizione del
Cantagiro nel 1962. Versione italiana di Mogol (piuttosto lontana
dall'originale). |
|
Pregherò
(1962) |
Adriano Celentano |
Stand By Me |
Ben E. King |
Si può leggere nella
sezione dedicata alle cover particolari la storia
completa
della versione italiana "adulterata" di questo classico
dell'ex cantante dei Drifters. |
|
Il problema più
importante (1964) |
Adriano Celentano |
If You Gotta Make a Fool of Somebody
(1963) |
Freddie and the Dreamers / James Ray |
Anche questo grande
successo di Celentano era una cover. Freddie (Garrity) & The
Dreamers erano un gruppo di Manchester, che seguiva ancora lo stile
di Cliff Richards e degli Shadows piuttosto che la nuova "British
invasion" (Beatles e soci). Il brano scelto da Celentano era il
loro primo grande successo in UK. Versione italiana di Beretta e Del
Prete (totalmente diversa dall'originale). Originale pubblicato negli
anni '60 anche da Timi Yuro e da Buddy Britten & The Regents.
Anche quella di Freddie era però una cover, il brano di origine era
del cantante nero di R&B James Ray, ed era stato pubblicato nel
1961. |
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Ringo (1964) |
Adriano Celentano |
Ringo (1964) |
Lorne Green |
Per il lato B del 45 giri "La festa", Celentano scelse
la cover di un brano più recitato che cantato, dato che Lorne Green
non era un cantante ma un attore (il principale personaggio dei
telefilm "Bonanza"). Quella delle spoken-word ballads era una moda
del tempo, che vide coinvolti altri famosi attori, come Lee Marvin
in "Wandering Star". |
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Non mi dir (1965) |
Adriano Celentano |
Symphony (1946) |
Marlene Dietrich |
Una scelta decisamente lontana dal rock delle origini.
Per fortuna sarebbe stata solo una pausa passeggera. |
|
Il contadino (1966) |
Adriano
Celentano |
Hold On, I'm
Coming |
Sam &
Dave |
Versione italiana
totalmente (e volutamente) scorrelata dal celebre classico R&B
originale (e dalle sue allusioni sessuali), dovuta a Beretta e Del
Prete. Proposta anche dai Ragazzi della via Gluck, un altro
complesso del Clan. |
|
Il mio amico James Bond (1966) |
Adriano
Celentano |
Thunderball (1965) |
Tom Jones |
Insolito omaggio al mito di James Bond negli anni del trionfo
di 007: "Io ho un amico che non sa non sa la paura cos'è /ma sa che da solo
vincerà /perché lui è James Bond ..."
Altra versione anche da Tony Dallara (Operazione tuono). |
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Miseria nera
(1968) |
Adriano Celentano |
Sixteen Tons
(1957) |
Merle Travis / Platters |
Una versione in parte fedele,
almeno nell'ispirazione, al celebre blues / work song (canto di lavoro) reso
celebre dai Platters, affidato come voce solista al baritono del celebre quintetto
vocale, David Lynch. Celentano riprenderà questa canzone anni dopo
(nel 1984) con un
testo completamente diverso, metaforico, dal titolo "L'ascensore".
"Miseria nera" era pubblicata sull'album "Adriano Rock" del 1968. La versione
dei Platters era a sua volta una cover di un brano country del 1946, di
Merle Travis. |
|
Fumo negli occhi (1984) |
Adriano Celentano |
Smoke Gets in Your Eyes (1958) |
Platters |
Celentano ha
proposto nel corso degli anni altre cover dai Platters. Questa (non proprio
imprescindibile, a nostro modesto avviso) è di un album del 1984 (la
inseriamo quindi solo per completezza) dal titolo "I miei americani". E'
stata pubblicata anche su 45 giri per juke-box. L'originale, di Jerome Kern
e Otto Harbach, era un brano del musical Roberta del 1933, interpretato poi
da molti altri ma portato al successo mondiale da parte dei Platters nel
1958.
Non si tratta però della prima cover in italiano, con lo stesso titolo era
stata proposta da Giuni Russo, con il nome di Giusy Romeo, nel 1969. |
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|
Adriano Celentano |
My prayer
(1956) |
Platters |
Altra cover
dai Platters contenuta nell'album "I miei americani 2", del 1984,
che contiene anche "L'ascensore" (Sixteen Tons con testo diverso).
Era stata proposta in precedenza (1969) da Giusy Romeo (Giuni Russo). |
|
Dai treno dai (1969) |
Alpha Centauri |
The Train |
1910 Fruitgum Co. |
Il primo ed unico
disco degli Alpha Centauri è stato prodotto nel 1970 dalla etichetta
Numero Uno di Mogol e Battisti, ed era basato su un brano del gruppo
iniziatore della "bubble gum music" (più noti per "Simon
Says", ovvero "Il ballo di Simone"). Sul retro un'altra
cover. |
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Immagine bianca |
Alpha Centauri |
Throw Down A Line |
Cliff Richard |
Retro del singolo
precedente. |
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Tutto Passa (1969) |
Alusa Fallax |
All My Sorrows |
Kingston Trio (1959) /
Searchers (1963) |
Il pezzo inciso su etichetta West Side fu venduto in
copertina con busta a manici (una originalità!). Gli Alusa Fallax,
originari di Milano, erano nati dagli Adelfi. Il gruppo fu attivo per
parecchio tempo e pubblicò anche un LP nel 1974, di genere progressive
per la Fonit. Purtroppo furono sempre sottostimati: proponevano un
rock progressivo basato soprattutto sulle tastiere con molte
evidenze classicheggianti tipo il miglior Banco del Mutuo Soccorso.
Il gruppo realizzerà anche un pezzo commerciale nel 1977 col nome
Blizzard.
Questa volta erano impegnati invece in un brano molto soft dei
Searchers, cover a sua volta dal Kingston Trio (vedi la pagina con
il testo per altre informazioni su questo brano e sugli Alusa Fallax). |
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La costruzione (1970) |
Anna Identici |
Construçao |
Chico Buarque De Hollanda |
Risale al 1970 la cover del celebre e bellissimo brano
di Chico Buarque da parte di una Anna Identici tesa a passare ad un
repertorio più impegnato. Testo italiano, abbastanza fedele, di
Sergio Bardotti. La canzone è stata pubblicata su un album della
Identici degli anni '70 dal titolo “Canzone amore mio (Il lavoro)”,
da tempo fuori catalogo. |
|
Il funerale del lavoratore (1970) |
Anna Identici |
Funeral de um lavrador |
Chico Buarque De Hollanda / Barbara & Dick |
Altra cover da Chico Buarque. Incisa anche da Maria
Carta e dal duo spagnolo Barbara & Dick (1967) che l'avevano anche
proposta in spagnolo in precedenza, con un arrangiamento "folk-internazionale"
più ritmato e accattivante dell'originale brasiliano. La versione
della Identici, pubblicata sull'album "Il meglio", del 1971, fa riferimento a questa di Barbara & Dick piuttosto
che all'originale di Chico Buarque. |
|
Quando m'innamoro (1968) |
Anna identici |
A Man Without Love (1968) |
Engelbert Humperdinck |
Questo invece è un altro caso di cover al contrario.
L'originale è la canzone italiana, di Livraghi, Pace e Panzeri,
presentata con grande successo da Anna Identici al festival di
Sanremo del 1968, in coppia col gruppo vocale The Sandpipers. La
versione del cantante pop inglese (vero nome Arnold George Dorsey,
Humperdinck era un compositore austriaco dell '800) pare sia
arrivata tra le prime 20 a livello mondiale nel 1968 (#19). |
|
Dove vuoi (1968) |
Angeli |
I'm a Boy (1966) |
Who |
Una cover convincente proposta da
un gruppo attivo in
Abruzzo, formatosi attorno al cantante e chitarrista Alfonso Di Berardino.
La versione de Gli Angeli è musicalmente buona, ma il testo originale
è completamente travisato. Cosa piuttosto ovvia, dato che parlava di
un ragazzo che ama travestirsi da donna (contiene il famoso verso "I'm
a boy, but my ma won't admit it"). Il testo italiano è invece
vagamente di protesta, secondo la moda del periodo, anche se poi
scivola velocemente verso una questione a due. Il brano dei Who ebbe
comunque un grande successo in UK nel 1966 (#2). |
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La felicità |
Antoine |
Porquoi
ces canons |
Antoine |
Vedi la storia
della versione "adulterata" di questo brano del cantautore
franco-italiano. |
|
Le
divagazioni di Antoine |
Antoine |
Les
elucubrations d’Antoine |
Antoine |
La proposta in lingua
italiana del primo successo internazionale di Antoine, accompagnato
dal suo gruppo di allora, Les Problemes. Versione italiana di Herbert
Pagani, adattamento alla realtà italiana che cerca di
mantenere lo spirito irridente dell'originale. |
|
Un'altra strada |
Antoine |
Une autre autoroute |
Antoine |
Altra auto-cover di un Antoine Muraccioli ancora nel
suo primo periodo di cantautore beat, alternativo, si direbbe oggi,
musica incalzante e testi interessanti ed originali, prima della
svolta commerciale con l'arrivo in Italia e il suo nuovo personaggio
di simpatico intrattenitore per famiglie.
In questo primo singolo (piuttosto raro) per il mercato italiano era
il retro de L'alienazione, in
Francia era associato ad un'altra canzone del suo primo LP, La loi
de 1920. Il testo italiano (adattamento sempre curato da Herbert
Pagani) questa volta è del tutto fedele. |
|
La sbornia (1969) |
Antoine |
Lily the Pink (1969) |
Scaffold |
Una tipica canzone da pub
"trinca, trinca, buttalo giù con una spinta" ripresa da
Antoine nel suo periodo "ludico". Proposta in origine dai
Gufi che avevano anche curato la versione italiana (vedi
qui le informazioni sugli interpreti originali e sul significato
della canzone). |
|
Solo un momento fa
(1965) |
Antonio e Corrado |
The Way You Look Tonight |
Jerome Kern |
L'originale è uno
"standard" di Jerome Kern, interpretato nel corso del tempo da molti
artisti, tra i quali Frank Sinatra e, recentemente, Michael Bublè.
Antonio (Latessa) e Corrado (Bonicatti) erano già attivi con la RCA come
autori e avevano anche pubblicato in proprio due singoli (Un mare blu e
PsicoTwist) come "I Metafisici". Questo brano successivo molto tradizionale
era statao pubblicato sempre dalla RCA con la sub-etichetta ARC. |
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Robinson (1965) |
Apostoli |
You Know He
Did (1965) |
Hollies |
Il retro del successo
degli Hollies "Yes I Will" venne preso come base dal
complesso romano "Gli Apostoli" per il loro esordio su
etichetta Sunstar. Altra versione dai Crazy Boys (Sì, credile), con parole
diverse. Questa versione sicuramente con le parole originali non
c'entrava per niente. Nel brano beat degli Hollies si parlava di un
ragazzo che cerca di convincere una ragazza a cambiare idea. Qui il
soggetto è proprio Robinson Crusoe (!). Come gli sarà venuto in
mente alla Sunset Records è un mistero. |
|
Chi mai lo sa? (1965) |
Apostoli |
Where Have All the Flowers
Gone? |
Pete
Seeger |
Lato B del disco citato
sopra. In origine era uno dei più classici brani folk, portato al
successo internazionale da Joan Baez, oltre che dall'autore.
Versione italiana totalmente travisata, diventa una vicenda che
riguarda due innamorati, sono spariti i fiori e anche la denuncia
della guerra. Piuttosto moscio anche l'arrangiamento. Gli Apostoli hanno inciso anche una diversa versione
del brano, con testo di Paparazzo (il bassista del gruppo) differente da
questo, opera invece del paroliere Pace. Il titolo era "Sento già andar
l'estate" e quindi è probabile che anche questa versione non fosse
molto fedele. Questa seconda versione non venne comunque pubblicata per motivi non
noti. |
|
E' meglio che mi muova (1966) |
Apostoli |
She's About A Mover (1965) |
Sir Douglas Quintet |
Un brano decisamente più deciso probabilmente
registrato dagli Apostoli di Roma nel '66. Merito anche del
trascinante originale del gruppo tex-mex-beat di Doug Sahm, anche
noto per Mendocino (Ragazzina). |
|
Do Wah Diddy
Diddy (1964) |
Armando Savini |
Do Wah Diddy
Diddy (1964) |
Manfred Mann |
Il titolo di
questo brano minore del band leader sudafricano attivo in UK negli
anni '60 (noto soprattutto per il successo internazionale ottenuto
con "Mighty Quinn")
era evidentemente intraducibile. |
|
Vado su in
alto (1968) |
Astrali |
Eight Miles High
(1966) |
Byrds |
Esponenti del ristretto
gruppo della psichedelia italiana (con i Fantom's, Le Stelle di
Mario Schifano, i Chewing Gum, Chetro & Co.) Gli Astrali
di Torino non pubblicarono alcun disco nel loro periodo di
attività tra il '67 e il '68. Le registrazioni fatte
all'epoca sono però state recuperate nel 1995 dalla etichetta Destination X e pubblicate su CD.
Oltre che per le cover dei noti brani degli Yardbirds e dei Byrds,
sono ricordati per la suite strumentale "Un Altro Viaggio
Allucinogeno", ispirata allo stile Pink Floyd di Interstellar
Overdrive. |
|
Non siamo come
voi |
Astrali |
Mr. You Are a Better Man Than
I |
Yardbirds / Manfred Mann |
Un'altra convincente proposta, più
sul versante rock, da parte degli Astrali. Anche l'originale degli
Yardbirds era una canzone "di protesta" e parlava addirittura di
capelli lunghi. La traduzione italiana quindi, anche se non con le
stesse parole (cerca di parlare anche della "società") si occupa più
o meno degli stessi temi. L'autore del brano Mike Hugg (col fratello
Brian) era uno dei musicisti del Manfred Mann Group che è stato il
primo a proporla, ma con un diverso arrangiamento. |
|
Credi |
Astrali |
Rari (1965) |
Standells |
Altro brano contenuto nell'LP perduto degli Astrali
"Viaggio allucinogeno". L'originale era il lato B di "Dirty Water" il
maggiore successo degli Standells, un gruppo garage beat-rock di Los
Angeles. Nella traduzione italiana di fantasia diventa una specie di
canzone di protesta, mentre nell'originale, un brano molto valido,
una storia a due incentrata su una ragazza da non perdere. |
|
Quello che
manca (1966) |
Augusto
Righetti |
Paperback
Writer |
Beatles |
Augusto
Righetti era negli anni '60 un chitarrista virtuoso che ha iniziato
sin da giovanissimo una carriera professionale sia nella musica
leggera sia nella classica. Attivo soprattutto a Milano, con il suo
gruppo Le Ombre era ospite fisso a metà degli anni '60 del locale
Charly Max, dove ha avuto modo di incontrare i Beatles nel loro tour
italiano (era il 1965) partecipando anche al loro concerto nella
città lombarda. Dopo questa esperienza incide nel 1966, con la
complicità di Mogol, Calabrese e Beretta un intero LP per la
Carosello con cover dei Beatles, dal titolo "Righetti al Charly Max
canta i Beatles in italiano" (disponibile per i curiosi anche su
Onsale Music).
Nessun tentativo da parte dei tre noti parolieri di far conoscere i
testi del gruppo più famoso del rock, procedevano nella maggioranza
dei casi solo per assonanza metrica. Evidentemente non avevano alcun
timore reverenziale per quelle canzoni poi diventate classici. |
|
Non sei
dritta (1966) |
Augusto
Righetti |
Day Tripper |
Beatles |
Una delle trasposizioni
più significative, per la disinvolta facilità con la
quale il testo complesso e allusivo dell'originale dei Beatles
(secondo molte interpretazioni "il viaggio di un giorno
solo" alludeva all'uso di droghe) diventa la fuga del
protagonista davanti a una ragazza alla quale dice "non sei
dritta come credi tu" (dritta nel senso di furba, ovviamente). |
|
Nelle mani tue |
Augusto Righetti |
We Can Work It Out |
Beatles |
Nel seguito sono elencate
le altre canzoni dei Beatles "prese di mira" con simpatica
noncuranza da Righetti e dai suoi parolieri nel suo noto album. Il chitarrista ha
continuato la sua carriera nel mondo della musica ed è pienamente
attivo ancora oggi con un nuovo gruppo, i Bravo. |
|
Pioggia |
Augusto Righetti |
Rain |
Beatles |
Diverse di queste cover
sono poi state riprese da altri gruppi, ad esempio questa (con
risultati inferiori) dai Bushmen. Traduzione in questo caso quasi
fedele (raro caso). Cambia solo nel finale dove sono aggiunte un
paio di strofe vagamente "sociali" ("nel mondo nulla cambia"). |
|
La tua voce |
Augusto Righetti |
And I Love Her |
Beatles |
Queste versioni italiane
interpretate quasi sempre per la prima volta da Righetti sono state
poi riprese da diversi altri gruppi e cantanti negli anni '60. Un
elenco completo, elaborato dal noto Ursus (Salvatore D'Urso,
pioniere della pubblicistica sul beat e musicista) si può consultare
qui. |
|
Cara mia |
Augusto Righetti |
Run For Your Life |
Beatles |
Più o meno un testo
simile all'originale dei Beatles in questa versione di Mogol e soci
del celebre brano dei Beatles. La vicenda è simile, un
richiamo all'ordine alla ragazza (o ex-ragazza). Solo che il tutto
in italiano si riduce a due strofe.
Esecuzione corretta ma ben lontana dal ritmo e dal perfetto
equilibrio del quartetto di Liverpool (e niente sax). |
|
Fammi fare un giro |
Augusto Righetti |
Drive My Car |
Beatles |
|
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Non mi vedrai |
Augusto Righetti |
You Won't See Me |
Beatles |
|
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Rimani soltanto tu |
Augusto Righetti |
In My Life |
Beatles |
|
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Se restassi solo |
Augusto Righetti |
If I Need Someone |
Beatles |
Questa volta il testo
italiano è simile all'originale dei Beatles (di George Harrison, in
questo caso). Anche se "se avessi bisogno di qualcuno" non è la
stessa cosa di "se restassi solo", e non ci sono frasi colloquiali
come "in altre circostanze" o "sono troppo preso, tutto qui".
Esecuzione lontana dal ritmo e dal perfetto equilibrio del quartetto
di Liverpool.
La canzone è stata anche incisa dagli Hollies praticamente in
parallelo ai Beatles (ovviamente c'era un accordo) ed era ispirata
allo stile chitarristico dei Byrds. |
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La parola |
Augusto Righetti |
The Word |
Beatles |
|
|
Che cos'hai |
Augusto Righetti |
What Goes On |
Beatles |
|
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Se abbassi gli occhi |
Augusto Righetti |
I'm Looking Through You |
Beatles |
|
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Il paese che non c'è |
Augusto Righetti |
Nowhere Man |
Beatles |
|
|
Michelle |
Augusto Righetti |
Michelle |
Beatles |
|
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Basta un ciao |
Augusto Righetti |
It's Gonna Be Alright |
Gerry & The
Pacemakers |
Anche una cover dal
gruppo rivale dei primi Beatles per l'infaticabile Augusto Righetti |
|
Vengono a
portarci via ah! aah! |
Balordi |
They're Coming to Take Me
Away, Ha-Haaa! (1966) |
Napoleon XIV |
I
Balordi non potevano che
scegliere il provocatorio brano appena arrivato ad un inatteso
successo in USA (#3 nell'estate del '66), unicamente parlato con
accompagnamento di rumori vari, e dedicato ovviamente al tema della
pazzia. L'autore ed esecutore originale si chiamava in realtà Jerry Samuels ed era un tecnico del suono. Non riuscì, nonostante
successivi tentativi, a replicare questo successo così legato
all'effetto sorpresa. La versione dei Balordi non sfigura affatto
rispetto all'originale, ma non ebbe altrettanto successo in Italia. |
|
Gol! |
Bad
Boys |
Kicks |
Paul Revere
& The Raiders |
Il gruppo originale,
piuttosto noto nei primi anni '60, era stato formato da Paul Revere
e Mark Lindslay che venivano da un loro precedente gruppo, i
Downbeats. Loro principale successo "Just Like Me".
Sfruttando la omonimia del leader con il patriota simbolo della
indipendenza americana, si presentavano vestiti come cavalieri di
fine '700. Il testo italiano non c'entra per nulla con l'originale
americano. |
|
Sono stufo di
te (1966) |
Barabba |
I Need You |
Kinks |
A parte l'impatto sonoro
inferiore rispetto all'originale dei grandi Kinks, che era uno dei
brani che precorrevano l'hard rock, questo
è un caso di testo italiano che più che stravolgerlo, è proprio
l'opposto dell'originale. Ovviamente infatti il celebre brano beat
dei fratelli Davies dichiara in vari modi "ho bisogno di te,
più di quanto gli uccelli hanno bisogno del cielo" mentre in
italiano diventa "sono stufo di te, non provo più niente per
te, va via, non ne voglio più sapere" e così via. Potenza
della metrica. Ma bisogna riconoscere che, magari per caso, lo
spirito del beat è presente più nel testo italiano che in quello
originale. |
|
Non hai capito (1966) |
Barabba |
Down Home Girl
(1965) |
Rolling Stones |
Sul retro del primo singolo dei bolognesi
Barabba un'altra
cover, stavolta dai Rolling Stones, che riprendevano un blues classico
del Sud degli USA. Più compatta e più valida del lato
A.
Anche in questa canzone i Barabba insistono sul tema del ragazzo
spietato che molla la sua tipa senza tante storie. L'originale
descriveva invece una "down home girl", una ragazza "ruspante" che
cerca di sembrare più sofisticata di quella che è, ma a lui piace
ancora di più così. |
|
Mi appartieni
ancora (1965) |
Barrittas |
Go Now (1964) |
Moody Blues |
Gruppo beat sardo degli
anni'60, front-man Benito "Barritta"
Urgu, assieme ai fratelli Salis, poi in proprio come Salis & Salis. Ricordati
per i tentativi di commistione sardo-beat e anche perché si
avventurarono nella Messa beat (!) con l'LP Messa
Folk. Qui impegnati in una cover dai Moody Blues del primo
periodo inserita nel primo LP omonimo del gruppo sardo,
pubblicato con la Ariel nel 1965.. Altra cover dello stesso brano
dall'Equipe 84 (Ora puoi tornare).
P.S. "Barritta" in sardo significa "cappello".
Era il soprannome del leader Benito Urgu. Da notare che su diversi
dischi e in generale in Internet il nome è riportato erroneamente
come Barritas con una sola "t". |
|
Lascia in pace il mio cuore (1965) |
Barrittas |
Since You Broke My Heart |
Searchers /
Everly Brothers |
Altra cover contenuta nel
primo LP omonimo dei Barrittas, pubblicato nel 1965, e ripubblicato
su CD da OnSale Music. |
|
Rhonda, aiuto
(1965) |
Barrittas |
Help Me Rhonda |
Beach Boys |
I Beach Boys erano
veramente fonte di ispirazione per molti complessi degli anni '60.
Fedele nella esecuzione, un po' meno nel
testo, la versione dei Barrittas. |
|
Se io ti regalo un fiore (1967) |
Barrittas |
Gimme Little Sign (1967) |
Brenton Wood |
Ottima esecuzione dei Barritas di un brano molto
leggero di Brenton Wood. Il cantante nero americano è rimasto famoso
per questa canzone e per "Oogum Boogum Song", altro brano molto
lieve. Buon successo in Italia, il brano entrò in classifica tra i
primi 10. |
|
Non ho dormito mai
(1966) |
Barrittas |
Love Potion n. 9 |
Clovers (1959) / Searchers
(1963) |
Altra cover dei Barrittas
da un successo dei Searchers del '63. Pubblicata come primo brano
nel loro LP del 1966 Whisky, birra e Johnny Cola. L'originale era un
brano R&B di un gruppo nero USA, i Clovers, pubblicato nel 1959 (da
cui il riferimento al 1956 nel testo) ripreso qualche anno dopo, nel
1963, dal gruppo inglese dei Searchers e arrivato al successo
mondiale (#3 in USA). A questa versione fa chiaramente riferimento
l'arrangiamento usato dai Barrittas.
Il testo italiano, pur valido nel suo genere, prescinde totalmente
dall'originale, e ignora la simpatica storia della pozione d'amore
un po' troppo efficace. Altra versione in italiano, precedente e con
lo stesso testo, pubblicata nel 1965 dal cantante vacanziero Paolo
Bracci. |
|
Filo di seta (1967) |
Barrittas |
Hilo de seda |
Pekenikes |
Sul retro di Se io ti regalo un fiore un'altra cover
basata su un brano solo strumentale di un gruppo spagnolo, un motivo
divenuto famoso anche in Italia e nel resto d'Europa nella seconda
metà degli anni '60. Il testo (due strofe, in realtà) quindi era
aggiunto par la versione italiana, e riprendeva però il titolo
dell'originale. |
|
Al ristorante
(1970) |
Barrittas |
Sea Of Joy
(1969) |
Blind Faith |
Il gruppo di Benito "Barritta"
Urgu e dei fratelli Salis in
una impegnativa versione di un brano del supergruppo che vedeva
assieme Stevie Winwood e Eric Clapton (con Rick Grech e Ginger Baker).
Si ignora perché dal simbolico "mare della gioia" siamo
passati a un prosaico ristorante dove il protagonista aspetta
l'amata (che non si vede). Non male comunque la esecuzione sia
musicale sia vocale (ma non pare che la voce sia di Benito Urgu,
forse è di Tonio Salis). |
|
Ritorno da te (1970) |
Barrittas |
Sunshine Of
Your Love |
Cream |
Anche il
classico dei Cream tra le proposte ai confini del rock del gruppo
sardo. Lato B del singolo con Al ristorante. |
|
E' lei |
Baronetti |
She's My Girl |
Turtles |
L'originale era il terzo
grande hit da classifica dei Turtles, dopo Happy Together e prima di
Elenore. I Turtles, caratterizzati dagli impasti vocali dei due
front-men Howard Kaylan e Mark Volman, sono stati un gruppo pop di
grande seguito in USA nella seconda metà dei '60. I due hanno poi
raggiunto Frank Zappa nella prima formazione delle sue Mothers Of
Inventions. |
|
L'incidente |
Baronetti |
Soul Finger |
Bar-Keys |
Altra versione rispetto a
quella dei Primitives. |
|
Il sole
splenderà (1969) |
Bat Bat |
You're So
Good To Me |
Chris Farlowe |
I Bat Bat erano uno dei
gruppi di testa del beat pesarese (con Nomadi PS, Anonima Sound - il
primo gruppo di Ivan Graziani - e Tubi Lungimiranti) che si opponeva
all'allora dominante ala veneta "Verona beat" (celebrato
dai Gatti di Vicolo Miracoli nell'omonima canzone degli anni '80),
un po' come il Manchester Sound si contrapponeva al Liverpool Sound.
L'originale era un brano minore di Chris Farlowe, lato B di My Way
Of Giving, che a sua volta era stato un singolo di non grande
successo del cantante inglese di R&B divenuto famoso con Out Of Time. |
|
Un marinaio |
Beans |
A
Salty Dog |
Procol Harum |
Il testo italiano travisa
come al solito pesantemente quello originale. C'è una lei e un "viso
tuo" assente nell'originale (che parla del mito del viaggio e
dell'avventura) e un marinaio invece di un capitano. Però c'è il
mare e il sale. Altre versioni dai Beati (I giorni sono lunghi) e
dai Camaleonti (Un angelo in più). Con lo stesso testo incisa anche
da I Fratelli di Vercelli (CGD 9739 - 1969). |
|
I giorni sono
lunghi |
Beati |
A
Salty Dog |
Procol Harum |
Pare che il nome del
gruppo fosse un gioco di parole (beat-i). Versione italiana diversa
da quella dei Beans e dei Camaleonti. |
|
L’ora di piangere |
Becchini |
Remember (Walkin' in The Sand) (1964) |
Shangri-La |
Versione italiana di Remember (Walkin in The Sand)
pezzo scritto da George “Shadow” Morton ed eseguito nel 1964 dalle
Shangri-La. La canzone si è piazzata al posto 395 secondo la
classifica di tutti i tempi stilata da Rolling Stone’s 500 Greatest
Songs of All Time. Nel 1980 gli Aerosmith l’hanno riproposta in
chiave rock con il supporto non accreditato di Mary Weiss delle
Shangri-La. |
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La mia voce |
Becchini |
When You Walk In The Room |
Searchers (1964) / Jackie DeShannon (1963) |
Altra cover alternativa a quelle più note dei
New Dada (con lo stesso testo) e dei
Rokes (C'è
una strana espressione nei tuoi occhi). Originale più noto nella
versione dei Searchers, ma più apprezzabile nella versione
dell'autrice, la sottovalutata Jackie DeShannon. Interessante anche
la cover di molti anni dopo di Agnetha degli Abba. |
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Mi hai
perdonato lo so (1967) |
Bertas |
Tip of my
Tongue |
Grass Roots |
Un brano di P.F.Sloan
per i Grass Roots di cui era anche produttore. In questo caso era
anche lui stesso al canto. Buona la interpretazione dei Bertas,
anche se più "pop" dell'originale, e testo italiano per una volta
fedele, almeno nell'impianto generale (la confessione del tradimento
nell'originale era "sulla punta della lingua"). |
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Come vuoi che
io (1968) |
Bertas |
How Can I Be
Sure |
Young Rascals |
Una delle cover del gruppo
sardo dei Bertas, giunto alla
notorietà nel 1967 con il grande successo (n.1 in hit-parade) del
loro piacevole brano Fatalità,
ripreso poi anche da Ornella Vanoni. Negli anni '70 si dedicheranno
alla musica di tradizione sarda. Questa canzone è stata pubblicata
sul primo LP dei Bertas "Fatalità" nel 1968. |
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Dandy (1968) |
Bertas |
Dandy (1966) |
The Kinks |
Una versione corretta, ma
con un piccolo spostamento dal quadretto ironico e satirico
dell'originale alla dimensione personale. Anche questa dall'LP dei
Bertas. |
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Dondolo (1968) |
Bertas |
Sound Asleep
(1967) |
Turtles |
L'originale era un
successo mancato per i Turtles, in cerca di un cambio di rotta dopo
i primi successi commerciali. Lato A del secondo singolo dei Bertas,
anche questa su dischi ARC-RCA. Il testo italiano prende in parte
l'idea di quello originale, che raccontava le sensazioni di un
faticoso e pigro risveglio, per parlare di una situazione più
generale e diventa così anche più interessante. |
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La banda (1968) |
Bertas |
A banda (1966) |
Chico Buarque
de Hollanda |
Una delle versioni del
grande successo internazionale del cantautore brasiliano, una
canzone nota in
Italia soprattutto per la versione di Mina. Pubblicata anche questa
sul primo LP dei Bertas "Fatalità" nel 1968. |
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Gentarrubia |
Bertas |
I Got you Babe |
Sonny &
Cher |
Anche se
compare in molti elenchi di cover, non è a rigore una cover anni
'60, e neanche una cover in italiano, ma in lingua sarda. Incisa su
disco dai Bertas in occasione di una reunion nel 1993, ha un
arrangiamento moderno e una parentela veramente difficile da
individuare con il classico successo di Sonny & Cher utilizzato
come base. Il titolo significa "gente rossa", il nome che
viene dato in sardo ai fenicotteri che sostano nello stagno di
Cagliari, quindi anche il testo ha pochi punti di contatto con
l'originale. |
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Con tutto il cuore (1958) |
Betty Curtis |
With All My Heart (1957) |
Jodie Sands (1957) / Petula Clark (1957) |
Un salto nel pop degli anni '50 per ricordare anche questo cavallo di battaglia di Betty Curtis,
sua prima incisione, che
era anche in questo caso una cover, proposta anche da altre note
interpreti dell'epoca, come Dalida e Petula Clark. L'originale era
un brano con musica di Peter De Angelis, che echeggiava melodie
popolari italiane, con testo in inglese scritto da Bob Marcucci, produttore della Chancellor Records,
nella quale De Angelis era il direttore musicale.
Era
stato inciso da Jodie Sands, anche lei italo-americana, nel 1957 per
questa etichetta per il mercato USA (arrivò al n. 15), con refrain
cantato dal coro in italiano e ripetuto in inglese dalla cantante. Pubblicata
anche da Petula Clark nel 1957 per la etichetta
Nixa, e cantata tutta in inglese, era questa la versione
probabilmente più nota in Italia. Nello stesso anno incisa anche da Dalida in francese con titolo "Gondolier"
con parole di Jean Broussolle. L'arrangiamento con grande uso di
mandolini dell'originale ribadisce la citazione di una canzone popolare italiana. |
|
La pioggia cadrà (1958) |
Betty Curtis |
Le jour où la pluie viendra (1958) |
Gilbert Bécaud |
Il 1958 è citato nella storia della musica come "la
primavera degli urlatori", intesa come stagione di rottura con la
tradizione melodica italiana. Al breve trionfo (circa un triennio)
delle canzoni "terzinate", di cui Betty Curtis fu, con Tony Dallara,
l'interprete ideale, si accostò in Francia anche il cantautore
Gilbert Bécaud con questo suo primo successo internazionale,
prontamente reso in italiano dalla nostra "urlatrice". |
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Chariot (1963) |
Betty Curtis |
Chariot (1962) |
Petula Clark |
Se l'autocover di Petula Clark andò dritta al N.3
delle nostre classifiche, la versione di Betty Curtis nello stesso
anno raggiunse addirittura il N.1 e fu uno dei dischi più venduti
del 1963. Curiosamente, al N.2 andò la versione strumentale del
brano (da Frank Pourcel) e perfino la versione americana di Little
Peggy March arrivò al N.6 |
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Una ragazza
facile (1965) |
Big Ben's |
Memphis
Tennessee |
Chuck Berry |
Ovviamente il testo
italiano non ha nulla a che vedere con l'originale (che era basato
su un tentativo di ricerca telefonica di una ragazza, che poi si
rivela essere la figlia, nella città
del titolo). Interessante e finalmente al passo coi tempi però la preferenza espressa dai Big Ben's
per una "ragazza facile", che quindi "non parli di
cose serie, che non voglia essere la dolce mia metà". I Big
Ben's erano il primo gruppo del famoso chitarrista e cantante
Alberto Radius.
Altra versione incisa anche da Don Backy con i suoi Fuggiaschi nello
stesso anno, come lato B del singolo "L'amore". |
|
Tu non sai
niente dell'amore (1965) |
Big Ben's |
Please Please
Me |
Beatles |
Piuttosto che essere una
versione italiana, il brano dei Big Ben's assomiglia nella struttura
al celebre successo dei Beatles. Retro di "Una ragazza
facile". |
|
C'è chi per
amore (1966) |
Big Ben's |
The Last Time
(1965) |
Rolling Stones |
Tentativo di
proporre in italiano un rock-blues degli Stones del primo
periodo da parte dei volonterosi e temerari Big Ben's.
Inevitabile la differenza di impatto sonoro rispetto
all'originale. Retro di "Come vuoi tu", un altro singolo dei Big
Ben's con la Ariston. |
|
Nella gabbia |
Bigs |
I'll Go Crazy |
James Brown /
Moody Blues |
I Bigs erano uno dei molti
gruppi inglesi calati in Italia, in precedenza si chiamavano The
Exotics. Il brano scelto per la cover era uno dei più sfruttati
all'epoca, si trattava di un brano R&B all'origine di James
Brown, ripreso dai Moody Blues nel loro LP pre-psichedelico e
pre-sinfonico "The Magnificent Moodies" del 1966. Come in
altre occasioni dalla Inghilterra la popolarità del brano arrivò
in Italia via radio. Una
versione con un buon tiro che non sfigura troppo al confronto con
quella del re del soul. |
|
Una che dice
sì (1967) |
Bisce |
Here, There
And Everywhere (1966) |
Beatles |
Retro del disco di esordio
de Le Bisce (La danza della morte). La traduzione non prova neanche
a rendere in italiano il significato del capolavoro di Paul
McCartney (contenuto in Revolver del 1966) ma almeno non parla, come
sembrerebbe invece dal titolo, di un'altra "ragazza facile", dopo
quella dei Big Ben's. |
|
Lucille |
Bisonti |
Lucille |
Little Richard |
Un rock 'n roll tradizionale in versione italiana, in
un EP del 1966, seconda uscita per il gruppo di Bruno Castiglia
(vedi la nutrita discografia). |
|
La
casa del sole
(NB: anni '90) |
Bisonti |
The
House Of The Rising Sun |
Animals |
Altra cover del successo internazionale tratto dalla celebre
canzone dell'800 riscoperta negli anni '40 da Pete
Seeger. Solito testo totalmente stravolto.
La versione dei Bisonti, presente in elenchi di cover del celebre brano,
non è però del periodo beat, ma successiva (anni '90) e pubblicata
su un CD revival (La carica dei Bisonti, 1996). Lo dimostra
soprattutto la introduzione di chitarra elettrica, molto moderna.
Sicuramente non è stata pubblicata su singolo all'epoca.
Nonostante ciò la cover è stata oggetto di un curioso caso, legato
all'album dei Pooh Beat Regeneration del 2008, contenente cover del
periodo, tra cui questa (tornata all'attenzione negli anni 2000 anche
per essere stata la colonna sonora del film La meglio gioventù). Nei
comunicati stampa si leggeva infatti che era ripresa la "storica"
cover dei Bisonti. Mentre le uniche cover che possono essere
considerate storiche (cioè molto conosciute) sono quella dei Marcellos
Ferial e quella di Riky Maiocchi, oltre alla prima, quella di Luigi Chiocca.
Altra cover posteriore è quelle del brano degli Stones Con le mie
lacrime (As Tears Go By). |
|
Manifesto
beat |
Bit-Nik |
Don't
Throw Your Love Away |
Searchers |
Brano di
"protesta" dei Bit-Nik,
basato su una canzone di tutt'altro genere dei Searchers. I Bit-Nik
erano noti per altre canzoni di protesta: Preghiera
per un amico beat e Realtà
n.1 |
|
Hello Goodbye
(1968) |
Bit-Nik |
Hello Goodbye |
Beatles |
Uno degli ultimi singoli
dei Bit-Nik si agganciava al successo "leggero" dei
Beatles nle loro periodo floreale. Testo per una volta totalmente
fedele all'originale. |
|
Ho difeso il
mio amore |
Bit-Nik |
Nights
In White Satin |
Moody Blues |
Sul retro del singolo con
Hello Goodbye un'altra delle molte versioni
italiane di questo successo dei Moody Blues del 1967, contenuto
nell'album Days Of Future Passed. |
|
Dolce Delilah (1968) |
Black Birds |
Dear Delilah (1967) |
Grapefruit |
L'originale era
l'unico relativo successo della band Grapefruit di George Alexander (Alexander
Young) gestita per un certo periodo dal manager dei Beatles Brian Epstein.
Da non confondere con la più celebre Delilah di Tom Jones. Gruppo
australiano imparentato in qualche modo con gli Easybeats (ci suonavano due
fratelli) hanno
continuato la carriera fino al 1969.
Anche i Grapefruit hanno pubblicato il singolo con lo stesso titolo (per la
RCA) ma con testo diverso, più
vicino al loro originale.
Notizie sui Black Birds nelle note al testo. |
|
Tu sei come me |
Blacks |
Hot Pastrami |
Dartells |
I Blacks erano un gruppo di Milano molto esperto, che
ha avuto la opportunità di pubblicare questo singolo per la EMI (vedi
la scheda).
L'originale era un successo del 1963, un brano strumentale, unico hit
di questo gruppo californiano guidato da Doug Phillips. Il pastrami
era un nuovo ballo. Il brano però era ripreso da un precedente motivo,
Smashed Potatoes di Nat Kendricks. |
|
Blu è blu (1964) |
Bobby Solo |
Blue On Blue (1962) |
Bobby Vinton |
Solo due cover straniere nel primo album di Bobby Solo
del 1964. L'originale era un brano di Bacharach, parole italiane di
Mogol. |
|
Per far piangere un uomo (1966) |
Bobby Solo |
To Make a Big Man Cry |
Tom Jones |
Presentata al Cantagiro del 1966 con successo inferiore
ai molti ottenuto da Bobby in quel periodo. |
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La vita è rosa (1966) |
Bobby Solo |
La vie en rose |
Edith Piaf. |
Una serie di cover da canzoni celebri incise nel 1966
per il terzo album del cantante. |
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Tonight (1966) |
Bobby Solo |
Tonight |
Parish – Carmichael |
Dal musical West Side Story (musica di Bernstein -
testi di Devilli) |
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Moon River (1966) |
Bobby Solo |
Moon River |
Johnny Mercer / Henry Mancini |
Testo italiano di Mogol - Fidenco. Originale di Henry
Mancini. |
|
Fascination (1966) |
Bobby Solo |
Fascination |
Molti interpreti |
Testo italiano di Larici. Testo originale di Maurice De
Feraudy su musica di Dante Marchetti. |
|
Le foglie morte (1966) |
Bobby Solo |
Les feuilles mortes |
Yves Montand e molti altri |
Testo italiano di Cavaliere. Testo originale di Jacques
Prevert su musica di Kosma. |
|
La casa del Signore (1965) |
Bobby Solo |
Crying In The Chapel (1960) |
Elvis Presley |
La canzone era stata scritta da Artie Glenn per il
figlio Darrell nel 1953. Fu presentata in giro nelle esibizioni
delle varie high school da Artie’s Band & the Rhythm Riders, finché fu
ascoltata da June Valli che la portò al successo alla fine del 1953.
Fu poi incisa da un gruppo R&B, gli Orioles, che la fecero diventare
una hit. Nel 1960 anche il grande Elvis Presley la incise nell’album
”His Hand in Mine”. Nel 1973 è inclusa nella colonna sonora del film
American Graffiti nella interpretazione di Sonny Till and the
Orioles. In italiano nel '65 Bobby Solo la incide con testi di
Migliacci. |
|
San Francisco (1967) |
Bobby Solo |
San Francisco (1967) |
Scott
McKenzie |
Grande successo
internazionale ed inno mondiale ed edulcorato della "summer of
love" del 1967. Il sottotitolo americano era "Be Sure To
Wear Some Flowers In Your Hair" (assicurati di avere dei fiori
tra i capelli) in puro stile hippy. Il brano era di John Phillips,
il fondatore dei Mamas & Papas ed organizzatore del primo e
storico Monterey Pop festival. La versione italiana di Bobby Solo,
su testo di Mogol, era inclusa nel suo sesto albume del 1967, che si
chiamava proprio "San Francisco, Non c'è più niente da fare e altri
successi di Bobby Solo". Pubblicato anche come singolo (Ricordi Srl
10-467) con sul retro Peek-a-boo. |
|
Peek-a-bo (1967) |
Bobby Solo |
Peek-a-bo |
The New Vaudeville Band |
Altro brano incluso nel sesto LP del musicista romano.
Testo italiano di Danpa (Dante Panzeri). |
|
Te ne vai (1967) |
Bobby Solo |
Can't Help Falling In Love |
Elvis Presley |
Ancora nello stesso album la cover di un classico di
Presley. Testo italiano di Sanjust. |
|
Lontanissimo (1967) |
Bobby Solo |
Somewhere |
West Side Story |
Sempre nello stesso album un brano tradotto dal celebre
musical di Leonard Bernstein. |
|
Rosa rosa (1967) |
Bobby Solo |
Rosie |
The New Vaudeville Band |
A completare le cover scelte da Satti per il suo album
del 1967 un altro brano del gruppo inglese che aveva raggiunto fama
internazionale con il brano anni '20 Winchester Cathedral |
|
Amore mi
manchi |
Bobby Solo |
Honey |
Bobby
Goldsboro |
Un brano strappacuore
sull'amata scomparsa, citato nel libro High
Fidelity. |
|
Un ragazzo di
strada |
Bounty Killers |
I
Ain't No Miracle Worker |
The Brogues |
Un'altra versione del
brano noto soprattutto per essere stato il primo successo dei Corvi, e
poi rimasto come uno dei simboli del beat italiano. La versione dei
Bounty Killers, un gruppo della provincia di Venezia (S.Donà di Piave)
al quale si era aggiunto Mario Dotta proveniente dai Blue Boys, con
testo leggermente diverso, è stata anzi pubblicata e distribuita dalla
etichetta Robinson anche prima di quella dei Corvi, nella primavera
del 1966. (Vedi
qui il testo e altre notizie). |
|
La tua voce |
Brian |
And I Love Her |
Beatles |
Una delle molte proposte
in italiano di questo successo dei Beatles primo periodo. |
|
Wendy Wendy (1959) |
Brunetta |
Wendy Wendy (1958) |
Four Coins |
Brunetta (Mara Brunetta Pacini) aveva iniziato la
carriera giovanissima e aveva già pubblicato i primi singoli a fine
anni '50, quindicenne, assieme al gruppo dei primi rocker italiani
(che allora venivano accomunati agli "urlatori"). In questo suo
secondo singolo per la Ricordi la cover di un brano minore dei Four
Coins in stile doo-wop, scritto però da un giovane Burt Bacharach.
Pubblicato anche in EP dalla Ricordi con il titolo "The Explosive
Brunetta". Il suo primo singolo, sempre del 1959, era Baby Rock, il
brano che aveva poi interpretato l'anno dopo nel film "Urlatori alla
sbarra", dove erano presenti, tra gli altri, Adriano Celentano e
Mina (e, addirittura, Chet Baker). |
|
Tutti frutti (1959) |
Brunetta |
Tutti frutti |
Little Richard |
In questo suo terzo singolo oltre alla cover del
notissimo rock 'n roll di Little Richard, una sua versione di
Precipito, un notevole rock originale, uno delle prime canzoni di
Ricky Gianco, non molto più grande di lei (aveva 17 anni). |
|
Quelli della mia età (1963) |
Mara Pacini (Brunetta) |
Tous les garçons et les filles (1963) |
Françoise Hardy |
Nonostante il lancio della Ricordi e la presenza nel
film "Urlatori alla sbarra" per Brunetta non è arrivato il successo
sperato come "urlatrice". Tra anni dopo, con una diversa etichetta
(la Primary) ritorna con il suo nome completo e con una cover del
brano della Hardy, un successo europeo in quell'anno. Una versione
di scarso riscontro, schiacciata dalle versioni della Spaak e
dall'auto-cover della stessa Hardy. |
|
Non amarmi così (1963) |
Mara Pacini (Brunetta) |
Go Away Little Girl (1963) |
Steve Lawrence |
Sul retro del singolo precedente, la cover di un
successo USA dello stesso anno.
Steve Lawrence era allora un popolarissimo interprete "lounge", da
solo o in coppia con la moglie Eydie Gormé. "Go Away Little Girl" fu
il suo maggior successo, l'unico N.1 della sua carriera. |
|
E' all'amore che penso (1963) |
Mara Pacini (Brunetta) |
C'est à l'amour auquel je pense (1963) |
Françoise Hardy |
Per
il terzo singolo del 1963 di Mara Brunetta Pacini, ancora una cover
della allora giovanissima cantante e autrice francese, che risultò
però chiuso dalla versione italiana della stessa Françoise Hardy,
che invece ebbe ancora un buon successo ed entrò in classifica. |
|
Dove vai? (1967) |
Brunetta |
Summer Wine (1966) |
Nancy Sinatra |
Lasciata la Primary e approdata alla Ri-Fi,
Brunetta ha ripreso il suo primo nome d'arte e ha pubblicato nel 1966 il buon brano Baluba Shake, per poi
continuare con i suoi Balubas, poi rinominati The Sounds, con altri 3
singoli nel biennio 1967-'68. Sul retro del successivo singolo "Solo
per poco tempo" una buona interpretazione da parte di
Brunetta di questa eccellente canzone, esempio notevole di beat
melodico, proposta da Nancy Sinatra nel suo periodo di affiancamento
con il "tutor" Lee Hazelwood. Purtroppo la versione italiana, che
vorrebbe probabilmente essere una specie di canzone per l'estate,
non rende neanche lontanamente giustizia al testo poetico ed intenso
dell'originale. |
| Un piccolo aiuto dagli amici (1968) |
Bruno Filippini |
With A Little Help From My
Friends (1967) |
Beatles |
Dopo la
versione dei Soliti Ignoti per la Ricordi anche una cover da Bruno
Filippini, cantante discretamente noto in quanto vincitore a Castrocaro nel '63 e
poi presente a Sanremo. Era il retro del suo singolo La felicità. Testo
italiano di Mogol. Pubblicato da RCA Italiana con numero di catalogo PM
3450. |
| Garibaldi Blues |
Bruno Lauzi |
Fever |
Little Willie John (1956) /
Peggy Lee (1958) / Elvis Presley (1960) e molti altri |
Una garbata
presa in giro ("Garibaldi aveva un socio, si chiamava Nino Bixio, venne giù
da Busto Arsizio, e nei Mille si arruolò...") della retorica risorgimentale
che annoiava gli studenti di un tempo (ora il problema è risolto, a scuola
praticamente il Risorgimento si salta). L'originale è un classico rhythm & blues
inciso per primo da Little Willie John e proposto da molti, e anche recentemente da quella splendida interprete di
cover che è stata Eva Cassidy. |
|
Settembre sì |
Bruno Martino |
September Morning |
Neil Diamond |
L'originale è stato un cavallo di battaglia anche per
Frank Sinatra. |
|
La ragazza di Ipanema (1965) |
Bruno Martino |
Garota de Ipanema |
Antonio Carlos Jobim |
Una valida versione, anche se non può rivaleggiare con
l'originale, la più famosa canzone di Jobim e De Moraes e anche una
delle canzoni più belle di tutti i tempi. |
|
Smile |
Bruno Martino |
Smile |
Charlie Chaplin |
Una diversa versione del classico di Chaplin rispetto
alla più nota "Se mai". Il testo italiano era di Ardo. Negli anni
'60 la canzone era stata riportata all'attenzione da una
interpretazione di Timi Yuro. |
|
Plein Soleil (1966) |
Bruno Martino |
Plein Soleil |
Gilbert Becaud |
Anche per la nota canzone di Becaud il crooner italiano
ha preparato una versione nella nostra lingua. Traduzione italiana
di A. Testa. |
|
Ero l'attendente del Kaiser (1967) |
Bruzi |
I Was Kaiser Bill's Batman (1967) |
Whistling Jack Smith |
Non era una vera e propria cover, così come le altre
proposte, sullo stesso brano dai Casuals (con il titolo Siamo
quattro). L'originale infatti era solo fischiettato, e le parole del
testo italiano sono quindi aggiunte. Il nome dell'interprete, che
pare fosse solo un attore per le trasmissioni TV in playback,
significa "Jack Smith fischiettante". Gli autori del brano erano
Roger Cook e Roger Greenaway e, secondo Wikipedia, l'esecutore della
parte fischiettata esi chiama John O'Neill. |
|
Massachusets (1967) |
Bruzi |
Massachusets (1967) |
Bee Gees |
Versione italiana alternativa a quelal dei Casuals (con
i quali a quanto pare andavano) in tandem) da parte di un gruppo
calabresi attivo soprattutto nel filone che possiamo chiamare "bubblegum
pop" (musica facile e ballabiile). |
|
La
linea verde |
Bushmen |
Somebody Help
Me |
Spencer Davis
Group |
Anche la canzone -
manifesto della linea verde
era una cover. L'originale era stata composta da Jackie Edwards già
autore della celebre "Keep On Running", un altro successo
del gruppo blues-soul nel quale aveva debuttato Stevie Winwood.
Testo ovviamente del tutto cambiato nella versione italiana. |
|
Pioggia |
Bushmen |
Rain |
Beatles |
Stesso testo della cover di Righetti (vedi sopra), ma
esecuzione decisamente inferiore, anche se i Bushmen venivano
dall'Inghilterra. |
|
Ti giuro è
così |
Califfi |
You Really Got
Me |
Kinks |
I Califfi
erano uno dei gruppi storici del beat italiano. Qui impegnati con
qualche affanno nello storico brano dei Kinks, prototipo di tutto
l'hard-rock a venire. |
|
Così ti amo |
Califfi |
To Love
Somebody |
Bee Gees |
La cover del successo
internazionale dei Bee Gees (un brano super-sentimentale post-beat)
è stata anche il maggiore successo italiano per i Califfi. |
|
Chiuso con
tutti |
Califfi |
Close Another
Door |
Bee Gees |
|
|
Torna a me |
Califfi |
Look Away |
Spencer Davis Group |
Retro di "Chiuso con
tutti", il disco immediatamente successivo (un mese dopo) al
grande successo dei Califfi "Così ti amo". |
|
La fiera del
perdono |
Califfi |
Scarborough
Fair |
Simon &
Garfunkel |
Cover dai Califfi della
celebre ballata del duo americano, inserito nell'allora nascente
recupero del folk inglese. |
|
I
pensieri di Davjack |
Califfi |
The Thoughts
Of Emerlist Davjack |
Nice |
Contenuto
nel primo LP dei Califfi, uscito nel 1969. Testimonianza
anticipatrice dell'interesse dei Califfi (ed in particolare del
leader Franco Boldrini) per il nascente progressive, che si
concretizzerà negli anni '70, con l'album "Fiore di
metallo" (1973). |
|
Forse
cambierà |
Califfi |
When The
Swallows Fly |
Bee Gees |
Anche questa cover era
nell'LP del 1969. |
|
Io tu e il tuo cane Boo (1971) |
Califfi |
Me and You and a Dog Named Boo (1971) |
Lobo |
Una cover un poco spenta dai Califfi. È il debutto del
cantante americano Roland Kent Lavoie, nome d'arte Lobo. Riproposta anche
dal countryman Stonewall Jackson. Il singolo è stato per parecchie settimane
al n.1 delle classifiche americane e inglesi. È un “easy listening” inserito
al n.5 della speciale classifica di Billboard Hot 100. |
|
Sha–La–La–La–La
(1965) |
Camaleonti |
La La La La La (1964) |
Blendells |
Una delle prime proposte
discografiche dei Camaleonti (vedi la copertina).
L'originale era un brano di un gruppo di origine messicana di Los Angeles,
grande successo USA nel 1964, che riprendeva un motivo musicale creato da
Clarence Paul, il primo produttore di Stevie Wonder, per le prime esecuzioni
dell'allora giovanissimo genio del soul. |
|
Tu credi in me (1965) |
Camaleonti |
And My Baby’s
Gone |
Moody Blues |
Uno dei primi
brani del gruppo inglese che poi darà il via, assieme ai Procol
Harum, al fenomeno del progressive rock, introducendo l’uso
di nuovi strumenti (il mellotron per i Moody Blues, l’organo per i
Procol Harum); qui era ancora tutto beat, con solo un breve muggito di
organo. Retro di Sha La La La La. |
|
Non sperarlo più
(1965) |
Camaleonti |
If You Gotta Go, Go
Now |
Manfred Mann |
Contenuta nell'LP
(dal titolo si suppone ironico) The Best Record In The World del 1965, con
molte altre delle cover qui elencate (vedi la
Discografia dei Camaleonti per
tutti i titoli). |
|
Uno solo di noi
(1965) |
Camaleonti |
A Must To Avoid |
Herman’s Hermits |
Contenuta nell'LP
The Best Record In The World del 1965. |
|
I capelloni (1966) |
Camaleonti |
Over And Over |
Dave Clark Five
(1965) / Bobby Day (1958) |
Uno degli inni alla principale
forma di protesta della generazione beat in Italia: portare i capelli
lunghi. Ovviamente il brano originale dei Dave
Clark Five (base anche per un'altra versione adulterata, questa
volta francese: "In fila indiana" di Sacha Distel) non parlava
affatto di capelli lunghi, ma di un fortunato incontro in un party noioso.
(Testo originale).
Nella versione italiana diventa "i capelloni son qui ... per fare
chiasso la notte e il dì...".
I Dave Clark Five avevano a loro volta ripreso un hit degli anni '50 del
cantante doo wop Bobby Day,
riportandolo alla popolarità. |
|
Io lavoro (1966) |
Camaleonti |
We've Gotta Get
Out Of This Place (1965) |
Animals |
Retro di "I
capelloni", assieme a "Come mai" (disco tris). Buona
interpretazione dei Camaleonti e in particolare del cantante e front-man
Riky Maiocchi per questo classico e forte brano hard-beat degli Animals. Il
titolo originale diceva "Voglio andarmene da questo posto" e non è
sorprendente che sia diventato particolarmente popolare tra i soldati
americani in Vietnam che l'hanno eletta ad una delle loro canzoni simbolo.
Buon successo in USA e UK nel '65 e '66 e soprattutto, è un brano che non è
stato mai dimenticato. |
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Come mai?! (1966) |
Camaleonti |
Get Off Of My Cloud (1965) |
Rolling Stones |
Una versione modesta, che cerca
di ritrovare in qualche modo l'energia dell'originale, lottando contro la
idiosincrasia tra la lingua italiana e il blues-rock. |
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Se ritornerai (1966) |
Camaleonti |
Norwegian
Wood |
Beatles |
Temeraria operazione di Maiocchi
e compagni su uno dei brani più complessi dei Beatles. Pubblicata
solo in edizione juke-box e sul loro primo LP. |
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Vi sbagliate (1966) |
Camaleonti |
Ain't It True (1965) |
Andy Williams |
L'originale era un brano del noto cantante pop americano Andy
Williams. Registrato sempre per il primo LP del gruppo milanese. Unica
canzone nell'LP cantata da Livio Macchia e non da Maiocchi. |
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La libertà (1966) |
Camaleonti |
Last Train To
Clarksville |
Monkees |
I Monkees erano un gruppo beat
americano fortemente spinto dalla RCA come risposta americana ai Beatles.
Loro grande successo anche in Italia: I'm A Believer (Sono bugiarda della
Caselli). Questo brano era un rock blues piuttosto valido, poi diventato
un piccolo classico. |
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Non c’è più
nessuno (1966) |
Camaleonti |
A Groovy Kind Of
Love |
Wayne Fontana and
the Mindbenders |
L'originale, di un gruppo pop UK
dei primi anni '60, è noto per un particolare curioso (e successivo): la
forte assonanza con un successo di Ivan Graziani degli anni '70 (Agnese
dolce Agnese). Retro di La libertà, all'epoca era passato inosservato. |
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Lo stesso giorno, la
stessa ora (1967) |
Camaleonti |
There’s No Livin’
Without Your Lovin’ |
Peter & Gordon |
Duo inglese
prodotto dai Beatles, il loro stile era una fotocopia del quartetto di
Liverpool. |
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Il mare non racconta
mai (1967) |
Camaleonti |
I Go To Pieces
(1964) |
Peter & Gordon |
Retro del singolo
Alla nostra età, pubblicato anche come lato A in versione juke-box. Brano
originale di Del Shannon per il duo inglese Peter e Gordon. Totalmente non
correlata all'originale (dove del mare non c'era la minima traccia) la
versione italiana di Beretta e Del Prete. |
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La mia voce (1967) |
Camaleonti |
When You Walk In The
Room |
Jackie DeShannon |
Un'altra cover del brano portato
al successo n Italia dai Rokes (C'è una strana espressione nei tuoi
occhi). Il testo è lo stesso
usato anche dai New Dada.
Contenuta nell'LP Portami tante rose del 1967. |
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Credo (1967) |
Camaleonti |
He
Can Win |
Moody Blues |
Singolo del 1967.
Pubblicata anche sull'LP Portami tante rose dello stesso anno. |
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Ci vuole poco (1967) |
Camaleonti |
Come On Home |
Dave Clark Five |
Retro di Credo. |
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Senza di te che
farò (1967) |
Camaleonti |
It’s A Man’s,
Man’s World (1966) |
James Brown |
Siamo ormai nel 1967 e anche i
Camaleonti, pionieri del beat in Italia, devono virare verso il nuovo
genere, il R&B, almeno provvisoriamente, perché di lì a molto poco il loro
approdo sarà il pop più pieno e convinto.
Il brano originale è un super classico di uno dei grandi campioni del R&B.
Mario Lavezzi si impegna molto per cercare di rendere l'impatto della
versione originale del grande James Brown, ma non è aiutato dalla traduzione
italiana, che travisa totalmente l'originale e non sfrutta affatto l'idea
che ne è alla base e che rende ancor più interessante questa canzone. Una versione decisamente più
regolare di quella di Ghigo Agosti, che però non ignorava così
l'originale. |
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Non vivo da re
(1967) |
Camaleonti |
When
I Come |
Spencer Davis Group |
Contenuta nell'LP
Portami tante rose del 1967. |
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L'ora dell'amore
(1967) |
Camaleonti |
Homburg
(1967) |
Procol
Harum |
Successo annunciato anche in Italia
come in precedenza in UK (#6) per la cover italiana dell'atteso seguito del successo planetario
A Whiter Shade Of Pale, il brano anticipatore del genere progressive,
fatto conoscere in Italia in questo caso dai Dik Dik (Senza
luce). Nessun tentativo da parte dei parolieri italiani di rendere il
testo originale, hanno salvato soltanto l'orologio della piazza. Per la
cronaca Homburg è quel tipo di cappello da uomo che noi chiamiamo
comunemente Borsalino. |
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Io per lei (1968) |
Camaleonti |
To Give (1967) |
Frankie Valli |
Un brano del secondo periodo dei
Camaleonti, gestione
Lavezzi-Cripezzi, ormai passati decisamente al genere pop melodico.
Frankie Valli era un cantante italo americano (vero nome Francis Stephen
Castelluccio) dalla potente voce di falsetto che aveva iniziato la carriera
come front-man del gruppo The Four Seasons e poi aveva iniziato una carriera
in proprio. versione italiana non fedele all'originale. |
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Un uomo
qualunque (1971) |
Camaleonti |
Melancholy Man (1970) |
Moody Blues |
Una cover del
1971, testo italiano di Bruno Lauzi. L'originale era un brano da
Question Of Balance, la'bum progressive rock del Moody Blues del
1970, n.1 in UK e 3° in USA in quell'anno. |
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Donna |
Capricorn
College |
Woman |
John Lennon |
Una cover evidentemente
anni '70. |
| Potrai fidarti di
me (1962) |
Carmen Villani |
You Can Depend On
Me |
Brenda Lee (1961) |
Una delle
cover del primo periodo di Carmen Villani, all'inizio interprete, se non di
area beat, sicuramente orientata al pubblico giovane. Ha proposto negli anni
'60 anche una canzone di "protesta"
originale: Mille chitarre. |
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Brucia (1962) |
Carmen Villani |
Come And Get It (1960) |
Ray Peterson |
Ray Peterson è soprattutto noto per il suo brano
melodrammatico "Tell Laura I love her" (conosciuto in Italia, oltre che in
quella di Michele, anche nella versione di Ricky Valance), ma questo brano,
pubblicato in origine solo come riempitivo in un LP, è così poco conosciuto
che molti lo confondono con quello dei Beatles dallo stesso titolo (ma
posteriore di 8 anni). C'è da chiedersi come abbia fatto Carmen Villani (o
meglio, il suo produttore) a scovarlo. Ottima interpretazione comunque della
allora diciottenne Carmen Villani (ma aveva pubblicato il primo singolo nel
1959, a 16 anni), che chiude addirittura il brano in lingua originale con
ottima pronuncia inglese. |
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Io sono così (1963) |
Carmen Villani |
The Love Of a Boy (1962) |
Timy Yuro |
Con questa canzone di Bacharach, Carmen Villani partecipò al
Cantagiro 1963. La versione originale di Timi Yuro ebbe notevole successo
negli USA, ma da noi fu conosciuta solo attraverso le cover di Carmen
Villani e di Anna Marchetti. |
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Come fai (1965) |
Carmen Villani |
Getting Mighty Crowded (1965) |
Betty Everett |
Betty Everett, ottima interprete R&B, è conosciuta
soprattutto per "The Shoop-Shoop Song" del 1964. Questo brano, coverizzato
dalla Villani, è invece uno dei suoi successi minori, ma abbastanza noto per
essere stato in seguito ripreso da Elvis Costello, nel 1980.
Sulla copertina, la cantante italiana è indicata soltanto come "Carmen". |
| Baby love (1965) |
Carmen Villani |
Baby Love (1964) |
Supremes |
Una versione
in italiano di uno dei primi successi del gruppo di Diana Ross. |