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Musica & Memoria - Cover anni ’60-’70. Lista commentata. Parte I |
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Indice (1339 covers) |
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Lista I: Adriano Celentano / Alpha Centauri / Alusa Fallax / Anna Identici / Angeli / Antoine / Apostoli / Armando Savini / Astrali / Augusto Righetti / Balordi / Bad Boys / Barabba / Barrittas / Baronetti / Barry Ryan / Bat Bat / Beans / Beati / Becchini / Big Ben's / Bisce / Bertas / Betty Curtis / Bigs / Bisonti / Bit-Nik / Blackbirds / Bobby Solo / Bounty Killers / Brian / Brunetta / Bruno Castiglia e i Bisonti / Bruno Filippini / Bruno Lauzi / Bruno Martino / Bushmen / Califfi / Camaleonti / Capricorn College / Carmen Villani |
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Lista II: Casuals / Castellani / Caterina Caselli / Catherine Spaak / Cavernicoli / Chiodi / Chilla Black / Claudia Mori / Christophe / Chriss & The Stroke / I 5 dell'88 / Claude François / Claudia Mori / Claudio Lippi / Claus / Cliff Richard / Club 76 / Code / Colours / Computers / Condors / Corvi / Crazy Boys / Cuccioli / Dalida / Danny Lorin / Da Polenta / Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich / David Bowie / David & Jonathan / Delfini / Diabolici / Dik Dik / Dino / Dion Di Mucci / Don Backy / Don Miko / Dusty Springfield / Elio Ciprì / Elio Gandolfi / Elisabetta / Elisabetta Ponti / Elsa e i Beats |
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Lista III: Equipe 84 / Evy / Fabulous Four / Facce di bronzo / Fantom's / Faraoni / Favolosi / Fausto Leali e i Novelty / Fiammetta / Flora, Fauna e Cemento / Formula Tre / Franco dei New Dada / Françoise Hardy / 1910 Fruitgum Co / Fuggiaschi / Gatti Rossi / Gene Guglielmi / Gene Pitney / Ghigo Agosti e i Goghi / Gian Pieretti / Gianni Morandi / Gianni Pettenati / Gino Santercole / Giganti / Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer / Gino Paoli / Giorgio Gaber / Giuliana Valci |
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Lista IV: Giuliano e i Notturni / Giusy Romeo / Gleemen / Grass Roots / Guidone / Honeybeats / Hugu Tugu / Herbert Pagani / Ico Cerutti / Igor Mann e i Gormanni / Innominati / Iva Zanicchi / Jaguars / Jimmy Fontana / Jimmy Ruffin / Johnny Kendall e gli Heralds / Jonathan & Michelle / Juniors / Katty Line / Kidders / Kings / La Ragazza '77 / Lara Saint Paul / Lesley Gore / Little Boys / Little Tony / Longobardi / Lucio Dalla / Luigi Tenco / Macchie Rosse / Mal & The Primitives / Mario Guarnera / Marcellos Ferial / Mark e Marta & Splash / Maria Belardinelli / Marie Laforêt / Marino's / Marisa Sannia / Martò / Marzio / Mat 65 / Maurizio dei New Dada / Memphis / Memo Remigi / Meri Marabini / Meteors / Mia Martini / Michele / Michel Delpech / Michel Polnareff / Mike Liddel e gli Atomi |
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Lista V: Milena Cantù / Milva / Mimì Bertè / Mina / Minstrels / Monelli / Moody Blues / Motowns / Nada / Nana Moskouri / Nancy Sinatra / Neil Sedaka / New Dada / New Rangers / Nicola di Bari / Niemen / Nomadi / Nuovi Angeli / Ombre di bronzo / Ombretta Colli / Onde blu / Ornella Vanoni / Paki & Paki / Paola Musiani / Paolo Bracci / Patrick Samson / Patty Pravo / Paul Anka / Pelati / Pennies / Persiani / Peppino di Capri / Persiani / Petula Clark / Piermaurizio / Pilade / Pino Masi / (The) Planets / Pooh / Pops / Procol Harum / Profeti / 4 di Lucca / Quattro Satelliti |
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Lista VI: Quelli / Ragazzi dai capelli verdi / Ragazzi della via Gluck / Ragazzi del sole / Ragazzi di pietra / Ravers / Remo Germani / Renato e i Misfits / Renegades / Ribelli / Riccardo Del Turco / Ricchi e poveri / Richard Anthony / Ricky Gianco / Ricky Shayne / Riki Maiocchi / Rita Pavone / Roby Castiglione / Roby Matano e i Campioni / Rogers / Rokes / Rokketti / Rolando Gambelli / Rolling Stones / Roll's 33 / Royals / Sacha Distel / Sandie Shaw / Satelliti / Sergio Leonardi / Soliti ignoti / Sonia e le Sorelle / Sorrows / Stevie Wonder / Stormy Six / Superbi / Supergruppo / Supremes / Surfs / Sylvie Vartan / Templari / Teoremi / Tipi / Tom Jones / Tony Dallara / Tony Del Monaco / Tony e Nelly / Tony Mark e i Markmen / Trappers / Trolls / Uh! / Uragani / Vanguards / Vasso Ovale / Verde Stagione / Wess / Wretched / Youngbloods |
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Interprete |
Versione originale |
Interprete |
Note |
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| Personalità (1960) | Adriano Celentano | Personality (1959) | Lloyd Price | Il brano di Price, il musicista R&B che aveva già portato al n.1 USA il brano Stagger Lee, e che aveva esordito con Lawdy Miss Cloudly (#1 R&B nel 1952) ha avuto nel 1960 ben tre cover in italiano, le altre due sono di Mina e Caterina Valente. |
| Non esser timida (1961) | Adriano Celentano | Little Lonely One (1961) | The Jarmels | Incisa su vinile 45 giri mono, etichetta Jolly, catalogo J 20150, agosto 1961. Un esempio di una esecuzione italiana che supera quella originale (un doo-wop di un gruppo vocale all-black) in termini di successo. |
| Peppermint Twist (1962) | Adriano Celentano | Peppermint Twist (1961) | Joe Dee & The Starliters | Una interpretazione non troppo riuscita di Celentano, il twist più commerciale non si adattava molto al primo rocker italiano (se non in senso temporale, di fama). Notevole invece la audace copertina del 45 giri. |
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Stai lontana da me (1962) |
Adriano Celentano |
Tower Of Strength (1961) |
Gene McDaniels / Frankie Vaughan |
Un twist-R&B bianco USA dei primi anni '60 (di Bacharach e Hilliard) è la base per questo classico, con cui Celentano vinse la prima edizione del Cantagiro nel 1962. Versione italiana di Mogol (piuttosto lontana dall'originale). |
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Pregherò (1962) |
Adriano Celentano |
Ben E. King |
Si può leggere nella sezione dedicata alle cover particolari la storia completa della versione italiana "adulterata" di questo classico dell'ex cantante dei Drifters. |
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| Hello Mary Lou (1963) | Adriano Celentano | Hello Mary Lou (1960) | Johnny Duncan, Ricky Nelson | 45 giri Jolly J 20228. L'originale era un brano country composto da Gene Pitney con testo di Cayet Mangiaracina, per Johnny Duncan che ha pubblicato il brano nel 1960. Di maggiore successo la successiva versione di Ricky Nelson del 1961, tra le prime 10 nel Billboard Music Chart USA. Testo italiano di Carlo Testoni. |
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Il problema più importante (1964) |
Adriano Celentano |
Freddie and the Dreamers / James Ray |
Anche questo grande
successo di Celentano era una cover. Freddie (Garrity) & The
Dreamers erano un gruppo di Manchester, che seguiva ancora lo stile
di Cliff Richards e degli Shadows piuttosto che la nuova "British
invasion" (Beatles e soci). Il brano scelto da Celentano era il
loro primo grande successo in UK. Versione italiana di Beretta e Del
Prete (totalmente diversa dall'originale). Originale pubblicato negli
anni '60 anche da Timi Yuro e da Buddy Britten & The Regents. |
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| Ringo (1964) | Adriano Celentano | Ringo (1964) | Lorne Green | Per il lato B del 45 giri "La festa", Celentano scelse la cover di un brano più recitato che cantato, dato che Lorne Green non era un cantante ma un attore (il principale personaggio dei telefilm "Bonanza"). Quella delle spoken-word ballads era una moda del tempo, che vide coinvolti altri famosi attori, come Lee Marvin in "Wandering Star". |
| Non mi dir (1965) | Adriano Celentano | Symphony (1946) | Marlene Dietrich | Una scelta decisamente lontana dal rock delle origini. Per fortuna sarebbe stata solo una pausa passeggera. |
| Sono un fallito (1965) | Adriano Celentano | Busted (1963) | Ray Charles | Incisa su vinile “Tris+1”. Celentano, come riportato nelle note per questa registrazione, l’ha incisa con Don Backy e Gino Santercole, accompagnati da I Ribelli. cover di “Busted”, successo del 1963 di |
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Il contadino (1966) |
Adriano Celentano |
Sam & Dave |
Versione italiana totalmente (e volutamente) scorrelata dal celebre classico R&B originale (e dalle sue allusioni sessuali), dovuta a Beretta e Del Prete. Proposta anche dai Ragazzi della via Gluck, un altro complesso del Clan. |
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| Il mio amico James Bond (1966) | Adriano Celentano | Thunderball (1965) | Tom Jones |
Insolito omaggio al mito di James Bond negli anni del trionfo
di 007: "Io ho un amico che non sa non sa la paura cos'è /ma sa che da solo
vincerà /perché lui è James Bond ..." Altra versione anche da Tony Dallara (Operazione tuono). |
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Miseria nera (1968) |
Adriano Celentano |
Sixteen Tons (1957) |
Merle Travis / Platters |
Non è una cover, come invece era indicato in precedenza, ma una canzone originale ispirata al celebre blues / work song (canto di lavoro) reso celebre dai Platters, affidato come voce solista al baritono del celebre quintetto vocale, David Lynch. Celentano interpreterà una cover effettiva di questa canzone anni dopo (nel 1984) con un testo completamente diverso, metaforico, dal titolo "L'ascensore". "Miseria nera" era pubblicata sull'album "Adriano Rock" del 1968 ed era scritta da Beretta, Del Prete e Gino santercole. La versione dei Platters era a sua volta una cover di un brano country del 1946, di Merle Travis. |
| Viola (1970) | Adriano Celentano | I Make Believe (1956) | Clyde McPhatter & The Drifters | Una canzone di successo, un brano bucolico di Celentano per il nuovo decennio dopo i modernisti anni '60, firmato ufficialmente da Luciano Beretta, Nando De Luca, Miki Del Prete, etichetta Clan, catalogo BF 69051, orchestra diretta da Roberto Negri. E' però una fotocopia, musica e arrangiamento, di un vecchio brano dei Drifters del 1956. A differenza del precedente con "Pregherò" nessuna conseguenza in questo caso. |
| Fumo negli occhi (1984) | Adriano Celentano | Smoke Gets in Your Eyes (1958) | Platters | Celentano ha
proposto nel corso degli anni altre cover dai Platters. Questa (non proprio
imprescindibile, a nostro modesto avviso) è di un album del 1984 (la
inseriamo quindi solo per completezza) dal titolo "I miei americani". E'
stata pubblicata anche su 45 giri per juke-box. L'originale, di Jerome Kern
e Otto Harbach, era un brano del musical Roberta del 1933, interpretato poi
da molti altri ma portato al successo mondiale da parte dei Platters nel
1958. Non si tratta però della prima cover in italiano, con lo stesso titolo era stata proposta da Giuni Russo, con il nome di Giusy Romeo, nel 1969. |
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Vivrò per lei (1984) |
Adriano Celentano | My prayer (1956) | Platters | Altra cover dai Platters contenuta nell'album "I miei americani 2", del 1984, che contiene anche "L'ascensore" (Sixteen Tons con testo diverso). Era stata proposta in precedenza (1969) da Giusy Romeo (Giuni Russo). |
| ... e più ti amo (1964) | Alain Barrière | Plus je t'entends (1963) | Alain Barrière |
Auto-cover del cantautore francese con testo italiano di Gino
Paoli, pubblicata in Italia dalla RCA Victor, con numero di catalogo N 1398. |
| Era troppo carina (1964) | Alain Barrière | Elle etait si jolie (1963) | Alain Barrière |
Sullo stesso singolo, sempre con testo di Gino Paoli, l'auto-cover della canzone che il cantante e autore bretone aveva presentato all'Eurofestival l'anno prima. |
| Vivrò (1965) | Alain Barrière | Ma vie (1964) | Alain Barrière | Altra auto-cover con testo di Sergio Bardotti e Gino Paoli del primo grande successo del cantantautore francese (RCA Victor N1408). |
| Maria la bionda (1965) | Alain Barrière | La Marie joconde | Alain Barrière | Sul lato B un'altra auto-cover di un brano precedente. |
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Dai treno dai (1969) |
Alpha Centauri |
1910 Fruitgum Co. |
Il primo ed unico disco degli Alpha Centauri è stato prodotto nel 1970 dalla etichetta Numero Uno di Mogol e Battisti, ed era basato su un brano del gruppo iniziatore della "bubble gum music" (più noti per "Simon Says", ovvero "Il ballo di Simone"). Sul retro un'altra cover. |
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Alpha Centauri |
Throw Down A Line |
Cliff Richard |
Retro del singolo precedente. |
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| Tutto Passa (1969) | Alusa Fallax | All My Sorrows | Kingston Trio (1959) / Searchers (1963) |
Il pezzo inciso su etichetta West Side fu venduto in
copertina con busta a manici (una originalità!). Gli Alusa Fallax,
originari di Milano, erano nati dagli Adelfi. Il gruppo fu attivo per
parecchio tempo e pubblicò anche un LP nel 1974, di genere progressive
per la Fonit. Purtroppo furono sempre sottostimati: proponevano un
rock progressivo basato soprattutto sulle tastiere con molte
evidenze classicheggianti tipo il miglior Banco del Mutuo Soccorso.
Il gruppo realizzerà anche un pezzo commerciale nel 1977 col nome
Blizzard. Questa volta erano impegnati invece in un brano molto soft dei Searchers, cover a sua volta dal Kingston Trio (vedi la pagina con il testo per altre informazioni su questo brano e sugli Alusa Fallax). |
| Mi si spezza il cuor (1966) | Le Anime | Take A Heart (1965) | Sorrows | Testo di Carlo Rossi, è La cover di “Take A Heart” scritta da Miki Dallon, e cantata per la prima volta dal gruppo inglese “The Boys Blue”nei primi del 1965, registrata come singolo 45 giri alla HMV (His Master’s Voice), cat: POP 1427 e immediatamente dopo, a luglio dello stesso anno, dal gruppo inglese che portò il brano al successo e che ebbe fortuna negli anni '60 in Italia, “The Sorrows”, registrata come singolo 45 giri, etichetta, Piccadilly (UK), cat: 7N.35260, del 1965. Loro è anche la versione italiana: “Mi Si Spezza Il Cuor” e del 1966, così come questa versione alternativa de “Le Anime” , (tichetta RT Club, cat: RT 1528). |
| La costruzione (1970) | Anna Identici | Construçao | Chico Buarque De Hollanda | Risale al 1970 la cover del celebre e bellissimo brano di Chico Buarque da parte di una Anna Identici tesa a passare ad un repertorio più impegnato. Testo italiano, abbastanza fedele, di Sergio Bardotti. La canzone è stata pubblicata su un album della Identici degli anni '70 dal titolo “Canzone amore mio (Il lavoro)”, da tempo fuori catalogo. |
| Il funerale del lavoratore (1970) | Anna Identici | Funeral de um lavrador | Chico Buarque De Hollanda / Barbara & Dick | Altra cover da Chico Buarque. Incisa anche da Maria Carta e dal duo spagnolo Barbara & Dick (1967) che l'avevano anche proposta in spagnolo in precedenza, con un arrangiamento "folk-internazionale" più ritmato e accattivante dell'originale brasiliano. La versione della Identici, pubblicata sull'album "Il meglio", del 1971, fa riferimento a questa di Barbara & Dick piuttosto che all'originale di Chico Buarque. |
| Quando m'innamoro (1968) | Anna identici | A Man Without Love (1968) | Engelbert Humperdinck | Questo invece è un altro caso di cover al contrario. L'originale è la canzone italiana, di Livraghi, Pace e Panzeri, presentata con grande successo da Anna Identici al festival di Sanremo del 1968, in coppia col gruppo vocale The Sandpipers. La versione del cantante pop inglese (vero nome Arnold George Dorsey, Humperdinck era un compositore austriaco dell '800) pare sia arrivata tra le prime 20 a livello mondiale nel 1968 (#19). |
| Dove vuoi (1968) | Angeli | I'm a Boy (1966) | Who |
Una cover convincente proposta da
un gruppo attivo in
Abruzzo, formatosi attorno al cantante e chitarrista Alfonso Di Berardino. La versione de Gli Angeli è musicalmente buona, ma il testo originale è completamente travisato. Cosa piuttosto ovvia, dato che parlava di un ragazzo che ama travestirsi da donna (contiene il famoso verso "I'm a boy, but my ma won't admit it"). Il testo italiano è invece vagamente di protesta, secondo la moda del periodo, anche se poi scivola velocemente verso una questione a due. Il brano dei Who ebbe comunque un grande successo in UK nel 1966 (#2). |
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Antoine |
Antoine |
Vedi la storia della versione "adulterata" di questo brano del cantautore franco-italiano. |
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Antoine |
Antoine |
La proposta in lingua italiana del primo successo internazionale di Antoine, accompagnato dal suo gruppo di allora, Les Problemes. Versione italiana di Herbert Pagani, adattamento alla realtà italiana che cerca di mantenere lo spirito irridente dell'originale. |
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| Un'altra strada | Antoine | Une autre autoroute | Antoine |
Altra auto-cover di un Antoine Muraccioli ancora nel
suo primo periodo di cantautore beat, alternativo, si direbbe oggi,
musica incalzante e testi interessanti ed originali, prima della
svolta commerciale con l'arrivo in Italia e il suo nuovo personaggio
di simpatico intrattenitore per famiglie. In questo primo singolo (piuttosto raro) per il mercato italiano era il retro de L'alienazione, in Francia era associato ad un'altra canzone del suo primo LP, La loi de 1920. Il testo italiano (adattamento sempre curato da Herbert Pagani) questa volta è del tutto fedele. |
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La sbornia (1969) |
Antoine |
Lily the Pink (1969) |
Scaffold |
Una tipica canzone da pub "trinca, trinca, buttalo giù con una spinta" ripresa da Antoine nel suo periodo "ludico". Proposta in origine dai Gufi che avevano anche curato la versione italiana (vedi qui le informazioni sugli interpreti originali e sul significato della canzone). |
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Solo un momento fa (1965) |
Antonio e Corrado |
The Way You Look Tonight |
Jerome Kern |
L'originale è uno
"standard" di Jerome Kern, interpretato nel corso del tempo da molti
artisti, tra i quali Frank Sinatra e, recentemente, Michael Bublè. |
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Robinson (1965) |
You Know He Did (1965) |
Hollies |
Il retro del successo degli Hollies "Yes I Will" venne preso come base dal complesso romano "Gli Apostoli" per il loro esordio su etichetta Sunstar. Altra versione dai Crazy Boys (Sì, credile), con parole diverse. Questa versione sicuramente con le parole originali non c'entrava per niente. Nel brano beat degli Hollies si parlava di un ragazzo che cerca di convincere una ragazza a cambiare idea. Qui il soggetto è proprio Robinson Crusoe (!). Come gli sarà venuto in mente alla Sunset Records è un mistero. |
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Chi mai lo sa? (1965) |
Apostoli |
Lato B del disco citato sopra. In origine era uno dei più classici brani folk, portato al successo internazionale da Joan Baez, oltre che dall'autore. Versione italiana totalmente travisata, diventa una vicenda che riguarda due innamorati, sono spariti i fiori e anche la denuncia della guerra. Piuttosto moscio anche l'arrangiamento. Gli Apostoli hanno inciso anche una diversa versione del brano, con testo di Paparazzo (il bassista del gruppo) differente da questo, opera invece del paroliere Pace. Il titolo era "Sento già andar l'estate" e quindi è probabile che anche questa versione non fosse molto fedele. Questa seconda versione non venne comunque pubblicata per motivi non noti. |
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| E' meglio che mi muova (1966) | Apostoli | She's About A Mover (1965) | Sir Douglas Quintet | Un brano decisamente più deciso probabilmente registrato dagli Apostoli di Roma nel '66. Merito anche del trascinante originale del gruppo tex-mex-beat di Doug Sahm, anche noto per Mendocino (Ragazzina). |
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Do Wah Diddy Diddy (1964) |
Armando Savini |
Do Wah Diddy Diddy (1964) |
Manfred Mann |
Il titolo di questo brano minore del band leader sudafricano attivo in UK negli anni '60 (noto soprattutto per il successo internazionale ottenuto con "Mighty Quinn") era evidentemente intraducibile. |
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Vado su in alto (1968) |
Eight Miles High (1966) |
Byrds |
Esponenti del ristretto
gruppo della psichedelia italiana (con i Fantom's, Le Stelle di
Mario Schifano, i Chewing Gum, Chetro & Co.) Gli Astrali
di Torino non pubblicarono alcun disco nel loro periodo di
attività tra il '67 e il '68. Le registrazioni fatte
all'epoca sono però state recuperate nel 1995 dalla etichetta Destination X e pubblicate su CD. |
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Astrali |
Yardbirds / Manfred Mann |
Un'altra convincente proposta, più sul versante rock, da parte degli Astrali. Anche l'originale degli Yardbirds era una canzone "di protesta" e parlava addirittura di capelli lunghi. La traduzione italiana quindi, anche se non con le stesse parole (cerca di parlare anche della "società") si occupa più o meno degli stessi temi. L'autore del brano Mike Hugg (col fratello Brian) era uno dei musicisti del Manfred Mann Group che è stato il primo a proporla, ma con un diverso arrangiamento. |
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| Credi | Astrali | Rari (1965) | Standells | Altro brano contenuto nell'LP perduto degli Astrali "Viaggio allucinogeno". L'originale era il lato B di "Dirty Water" il maggiore successo degli Standells, un gruppo garage beat-rock di Los Angeles. Nella traduzione italiana di fantasia diventa una specie di canzone di protesta, mentre nell'originale, un brano molto valido, una storia a due incentrata su una ragazza da non perdere. |
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Quello che manca (1966) |
Augusto Righetti |
Beatles |
Augusto
Righetti era negli anni '60 un chitarrista virtuoso che ha iniziato
sin da giovanissimo una carriera professionale sia nella musica
leggera sia nella classica. Attivo soprattutto a Milano, con il suo
gruppo Le Ombre era ospite fisso a metà degli anni '60 del locale
Charly Max, dove ha avuto modo di incontrare i Beatles nel loro tour
italiano (era il 1965) partecipando anche al loro concerto nella
città lombarda. Dopo questa esperienza incide nel 1966, con la
complicità di Mogol, Calabrese e Beretta un intero LP per la
Carosello con cover dei Beatles, dal titolo "Righetti al Charly Max
canta i Beatles in italiano" (disponibile per i curiosi anche su
Onsale Music). |
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Non sei dritta (1966) |
Augusto Righetti |
Day Tripper |
Beatles |
Una delle trasposizioni più significative, per la disinvolta facilità con la quale il testo complesso e allusivo dell'originale dei Beatles (secondo molte interpretazioni "il viaggio di un giorno solo" alludeva all'uso di droghe) diventa la fuga del protagonista davanti a una ragazza alla quale dice "non sei dritta come credi tu" (dritta nel senso di furba, ovviamente). |
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Augusto Righetti |
Beatles |
Nel seguito sono elencate le altre canzoni dei Beatles "prese di mira" con simpatica noncuranza da Righetti e dai suoi parolieri nel suo noto album. Il chitarrista ha continuato la sua carriera nel mondo della musica ed è pienamente attivo ancora oggi con un nuovo gruppo, i Bravo. |
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Pioggia |
Augusto Righetti |
Rain |
Beatles |
Diverse di queste cover sono poi state riprese da altri gruppi, ad esempio questa (con risultati inferiori) dai Bushmen. Traduzione in questo caso quasi fedele (raro caso). Cambia solo nel finale dove sono aggiunte un paio di strofe vagamente "sociali" ("nel mondo nulla cambia"). |
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Augusto Righetti |
Beatles |
Queste versioni italiane interpretate quasi sempre per la prima volta da Righetti sono state poi riprese da diversi altri gruppi e cantanti negli anni '60. Un elenco completo, elaborato dal noto Ursus (Salvatore D'Urso, pioniere della pubblicistica sul beat e musicista) si può consultare qui. |
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Augusto Righetti |
Beatles |
Più o meno un testo
simile all'originale dei Beatles in questa versione di Mogol e soci
del celebre brano dei Beatles. La vicenda è simile, un
richiamo all'ordine alla ragazza (o ex-ragazza). Solo che il tutto
in italiano si riduce a due strofe. |
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Fammi fare un giro |
Augusto Righetti |
Drive My Car |
Beatles |
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Non mi vedrai |
Augusto Righetti |
You Won't See Me |
Beatles |
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Rimani soltanto tu |
Augusto Righetti |
In My Life |
Beatles |
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Augusto Righetti |
Beatles |
Questa volta il testo
italiano è simile all'originale dei Beatles (di George Harrison, in
questo caso). Anche se "se avessi bisogno di qualcuno" non è la
stessa cosa di "se restassi solo", e non ci sono frasi colloquiali
come "in altre circostanze" o "sono troppo preso, tutto qui". |
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La parola |
Augusto Righetti |
The Word |
Beatles |
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Che cos'hai |
Augusto Righetti |
What Goes On |
Beatles |
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Se abbassi gli occhi |
Augusto Righetti |
I'm Looking Through You |
Beatles |
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Il paese che non c'è |
Augusto Righetti |
Nowhere Man |
Beatles |
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Michelle |
Augusto Righetti |
Michelle |
Beatles |
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Basta un ciao |
Augusto Righetti |
It's Gonna Be Alright |
Gerry & The Pacemakers |
Anche una cover dal gruppo rivale dei primi Beatles per l'infaticabile Augusto Righetti |
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Balordi |
Napoleon XIV |
I Balordi non potevano che scegliere il provocatorio brano appena arrivato ad un inatteso successo in USA (#3 nell'estate del '66), unicamente parlato con accompagnamento di rumori vari, e dedicato ovviamente al tema della pazzia. L'autore ed esecutore originale si chiamava in realtà Jerry Samuels ed era un tecnico del suono. Non riuscì, nonostante successivi tentativi, a replicare questo successo così legato all'effetto sorpresa. La versione dei Balordi non sfigura affatto rispetto all'originale, ma non ebbe altrettanto successo in Italia. |
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Gol! |
Kicks |
Paul Revere & The Raiders |
Il gruppo originale, piuttosto noto nei primi anni '60, era stato formato da Paul Revere e Mark Lindslay che venivano da un loro precedente gruppo, i Downbeats. Loro principale successo "Just Like Me". Sfruttando la omonimia del leader con il patriota simbolo della indipendenza americana, si presentavano vestiti come cavalieri di fine '700. Il testo italiano non c'entra per nulla con l'originale americano. |
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Sono stufo di te (1966) |
Barabba |
I Need You |
Kinks |
A parte l'impatto sonoro inferiore rispetto all'originale dei grandi Kinks, che era uno dei brani che precorrevano l'hard rock, questo è un caso di testo italiano che più che stravolgerlo, è proprio l'opposto dell'originale. Ovviamente infatti il celebre brano beat dei fratelli Davies dichiara in vari modi "ho bisogno di te, più di quanto gli uccelli hanno bisogno del cielo" mentre in italiano diventa "sono stufo di te, non provo più niente per te, va via, non ne voglio più sapere" e così via. Potenza della metrica. Ma bisogna riconoscere che, magari per caso, lo spirito del beat è presente più nel testo italiano che in quello originale. |
| Non hai capito (1966) | Barabba | Down Home Girl (1965) | Rolling Stones |
Sul retro del primo singolo dei bolognesi
Barabba un'altra
cover, stavolta dai Rolling Stones, che riprendevano un blues classico
del Sud degli USA. Più compatta e più valida del lato
A. Anche in questa canzone i Barabba insistono sul tema del ragazzo spietato che molla la sua tipa senza tante storie. L'originale descriveva invece una "down home girl", una ragazza "ruspante" che cerca di sembrare più sofisticata di quella che è, ma a lui piace ancora di più così. |
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Mi appartieni ancora (1965) |
Barrittas |
Go Now (1964) |
Moody Blues |
Gruppo beat sardo degli
anni'60, front-man Benito "Barritta"
Urgu, assieme ai fratelli Salis, poi in proprio come Salis & Salis. Ricordati
per i tentativi di commistione sardo-beat e anche perché si
avventurarono nella Messa beat (!) con l'LP Messa
Folk. Qui impegnati in una cover dai Moody Blues del primo
periodo inserita nel primo LP omonimo del gruppo sardo,
pubblicato con la Ariel nel 1965.. Altra cover dello stesso brano
dall'Equipe 84 (Ora puoi tornare). |
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Lascia in pace il mio cuore (1965) |
Barrittas |
Since You Broke My Heart |
Searchers / Everly Brothers |
Altra cover contenuta nel primo LP omonimo dei Barrittas, pubblicato nel 1965, e ripubblicato su CD da OnSale Music. |
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Rhonda, aiuto (1965) |
Barrittas |
Beach Boys |
I Beach Boys erano veramente fonte di ispirazione per molti complessi degli anni '60. Fedele nella esecuzione, un po' meno nel testo, la versione dei Barrittas. |
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| Se io ti regalo un fiore (1967) | Barrittas | Gimme Little Sign (1967) | Brenton Wood | Ottima esecuzione dei Barritas di un brano molto leggero di Brenton Wood. Il cantante nero americano è rimasto famoso per questa canzone e per "Oogum Boogum Song", altro brano molto lieve. Buon successo in Italia, il brano entrò in classifica tra i primi 10. |
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Non ho dormito mai (1966) |
Barrittas |
Clovers (1959) / Searchers (1963) |
Altra cover dei Barrittas
da un successo dei Searchers del '63. Pubblicata come primo brano
nel loro LP del 1966 Whisky, birra e Johnny Cola. L'originale era un
brano R&B di un gruppo nero USA, i Clovers, pubblicato nel 1959 (da
cui il riferimento al 1956 nel testo) ripreso qualche anno dopo, nel
1963, dal gruppo inglese dei Searchers e arrivato al successo
mondiale (#3 in USA). A questa versione fa chiaramente riferimento
l'arrangiamento usato dai Barrittas. |
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| Filo di seta (1967) | Barrittas | Hilo de seda | Pekenikes | Sul retro di Se io ti regalo un fiore un'altra cover basata su un brano solo strumentale di un gruppo spagnolo, un motivo divenuto famoso anche in Italia e nel resto d'Europa nella seconda metà degli anni '60. Il testo (due strofe, in realtà) quindi era aggiunto par la versione italiana, e riprendeva però il titolo dell'originale. |
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Al ristorante (1970) |
Barrittas |
Sea Of Joy (1969) |
Blind Faith |
Il gruppo di Benito "Barritta" Urgu e dei fratelli Salis in una impegnativa versione di un brano del supergruppo che vedeva assieme Stevie Winwood e Eric Clapton (con Rick Grech e Ginger Baker). Si ignora perché dal simbolico "mare della gioia" siamo passati a un prosaico ristorante dove il protagonista aspetta l'amata (che non si vede). Non male comunque la esecuzione sia musicale sia vocale (ma non pare che la voce sia di Benito Urgu, forse è di Tonio Salis). |
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Ritorno da te (1970) |
Barrittas |
Sunshine Of Your Love |
Cream |
Anche il classico dei Cream tra le proposte ai confini del rock del gruppo sardo. Lato B del singolo con Al ristorante. |
| Eloise (1968) | Barry Ryan | Eloise (1968) | Barry Ryan | Auto-cover del grande successo internazionale nello stile sinfonico-pomposo che, tra gli altri, ha avuto un breve spazio alla fine degli anni '60. Tremenda la pronuncia di Barry Ryan, sembra che imita un inglese imitato da un italiano. Inspiegabile che qualcuno all'epoca abbia potuto acquistare questo disco in italiano.Testo di Giuseppe Cassia, MGM Records, MG 70.036. Autore della canzone, grande successo in UK, era fratello gemello Paul. Come è scritto in copertina (Originale MGM - K 14010). |
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E' lei |
Baronetti |
She's My Girl |
Turtles |
L'originale era il terzo grande hit da classifica dei Turtles, dopo Happy Together e prima di Elenore. I Turtles, caratterizzati dagli impasti vocali dei due front-men Howard Kaylan e Mark Volman, sono stati un gruppo pop di grande seguito in USA nella seconda metà dei '60. I due hanno poi raggiunto Frank Zappa nella prima formazione delle sue Mothers Of Inventions. |
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L'incidente |
Baronetti |
Soul Finger |
Bar-Keys |
Altra versione rispetto a quella dei Primitives. |
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Il sole splenderà (1969) |
Bat Bat |
You're So Good To Me |
Chris Farlowe |
I Bat Bat erano uno dei gruppi di testa del beat pesarese (con Nomadi PS, Anonima Sound - il primo gruppo di Ivan Graziani - e Tubi Lungimiranti) che si opponeva all'allora dominante ala veneta "Verona beat" (celebrato dai Gatti di Vicolo Miracoli nell'omonima canzone degli anni '80), un po' come il Manchester Sound si contrapponeva al Liverpool Sound. L'originale era un brano minore di Chris Farlowe, lato B di My Way Of Giving, che a sua volta era stato un singolo di non grande successo del cantante inglese di R&B divenuto famoso con Out Of Time. |
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Beans |
Procol Harum |
Il testo italiano travisa come al solito pesantemente quello originale. C'è una lei e un "viso tuo" assente nell'originale (che parla del mito del viaggio e dell'avventura) e un marinaio invece di un capitano. Però c'è il mare e il sale. Altre versioni dai Beati (I giorni sono lunghi) e dai Camaleonti (Un angelo in più). Con lo stesso testo incisa anche da I Fratelli di Vercelli (CGD 9739 - 1969). |
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I giorni sono lunghi |
Beati |
Procol Harum |
Pare che il nome del gruppo fosse un gioco di parole (beat-i). Versione italiana diversa da quella dei Beans e dei Camaleonti. |
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| L’ora di piangere | Becchini | Remember (Walkin' in The Sand) (1964) | Shangri-La | Versione italiana di Remember (Walkin in The Sand) pezzo scritto da George “Shadow” Morton ed eseguito nel 1964 dalle Shangri-La. La canzone si è piazzata al posto 395 secondo la classifica di tutti i tempi stilata da Rolling Stone’s 500 Greatest Songs of All Time. Nel 1980 gli Aerosmith l’hanno riproposta in chiave rock con il supporto non accreditato di Mary Weiss delle Shangri-La. |
| La mia voce | Becchini | When You Walk In The Room | Searchers (1964) / Jackie DeShannon (1963) | Altra cover alternativa a quelle più note dei New Dada (con lo stesso testo) e dei Rokes (C'è una strana espressione nei tuoi occhi). Originale più noto nella versione dei Searchers, ma più apprezzabile nella versione dell'autrice, la sottovalutata Jackie DeShannon. Interessante anche la cover di molti anni dopo di Agnetha degli Abba. |
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Mi hai perdonato lo so (1967) |
Grass Roots |
Un brano di P.F.Sloan per i Grass Roots di cui era anche produttore. In questo caso era anche lui stesso al canto. Buona la interpretazione dei Bertas, anche se più "pop" dell'originale, e testo italiano per una volta fedele, almeno nell'impianto generale (la confessione del tradimento nell'originale era "sulla punta della lingua"). |
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Come vuoi che io (1968) |
Bertas |
How Can I Be Sure |
Young Rascals |
Una delle cover del gruppo sardo dei Bertas, giunto alla notorietà nel 1967 con il grande successo (n.1 in hit-parade) del loro piacevole brano Fatalità, ripreso poi anche da Ornella Vanoni. Negli anni '70 si dedicheranno alla musica di tradizione sarda. Questa canzone è stata pubblicata sul primo LP dei Bertas "Fatalità" nel 1968. |
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Dandy (1968) |
Bertas |
Dandy (1966) |
The Kinks |
Una versione corretta, ma con un piccolo spostamento dal quadretto ironico e satirico dell'originale alla dimensione personale. Anche questa dall'LP dei Bertas. |
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Dondolo (1968) |
Bertas |
Sound Asleep (1967) |
Turtles |
L'originale era un successo mancato per i Turtles, in cerca di un cambio di rotta dopo i primi successi commerciali. Lato A del secondo singolo dei Bertas, anche questa su dischi ARC-RCA. Il testo italiano prende in parte l'idea di quello originale, che raccontava le sensazioni di un faticoso e pigro risveglio, per parlare di una situazione più generale e diventa così anche più interessante. |
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La banda (1968) |
Bertas |
A banda (1966) |
Chico Buarque de Hollanda |
Una delle versioni del grande successo internazionale del cantautore brasiliano, una canzone nota in Italia soprattutto per la versione di Mina. Pubblicata anche questa sul primo LP dei Bertas "Fatalità" nel 1968. |
| Vuoi (1968) | Bertas | Warm (1957) | Johnny Mathis | Testo italiano di Sergio Bardotti, musica di: Sid Jacobson e Jimmy Krondes, Columbia Records 1957, inserito nel lato A dell’album studio avente lo stesso titolo e in seguito Fontana Records UK nel 1958. Questa cover e le due seguenti erano incluse nel LP dei Bertas del 1968 dal titolo, ovviamente, Fatalità (LP 33 giri mono, inciso alla ARC - etichetta della RCA italiana catalogo: ALPS 11005 - 1968) |
| La Donna Del Sole (1968) | Bertas | Sunshine Girl (1967) | The Parade | Testo di Danpa, pseudonimo di Dante Panzuti, cover della canzone “Sunshine Girl” del 1967, del gruppo californiano The Parade. |
| Non c’eri tu (1968) | Bertas | Somos Novios | Varie interpretazioni | Testo di Emilio Larusso, musica di Armando Manzanero, compositore mexicano e autore della canzone “Somos Novios”, registrata su 45 giri, lato A, in Spagna, alla RCA Victor – 3-10348. Pubblicato nel 1968. |
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Gentarrubia |
Bertas |
I Got you Babe |
Sonny & Cher |
Anche se compare in molti elenchi di cover, non è a rigore una cover anni '60, e neanche una cover in italiano, ma in lingua sarda. Incisa su disco dai Bertas in occasione di una reunion nel 1993, ha un arrangiamento moderno e una parentela veramente difficile da individuare con il classico successo di Sonny & Cher utilizzato come base. Il titolo significa "gente rossa", il nome che viene dato in sardo ai fenicotteri che sostano nello stagno di Cagliari, quindi anche il testo ha pochi punti di contatto con l'originale. |
| Con tutto il cuore (1958) | Betty Curtis | With All My Heart (1957) | Jodie Sands (1957) / Petula Clark (1957) | Un salto nel pop degli anni '50 per ricordare anche questo cavallo di battaglia di Betty Curtis, sua prima incisione, che era anche in questo caso una cover, proposta anche da altre note interpreti dell'epoca, come Dalida e Petula Clark. L'originale era un brano con musica di Peter De Angelis, che echeggiava melodie popolari italiane, con testo in inglese scritto da Bob Marcucci, produttore della Chancellor Records, nella quale De Angelis era il direttore musicale. Era stato inciso da Jodie Sands, anche lei italo-americana, nel 1957 per questa etichetta per il mercato USA (arrivò al n. 15), con refrain cantato dal coro in italiano e ripetuto in inglese dalla cantante. Pubblicata anche da Petula Clark nel 1957 per la etichetta Nixa, e cantata tutta in inglese, era questa la versione probabilmente più nota in Italia. Nello stesso anno incisa anche da Dalida in francese con titolo "Gondolier" con parole di Jean Broussolle. L'arrangiamento con grande uso di mandolini dell'originale ribadisce la citazione di una canzone popolare italiana. |
| La pioggia cadrà (1958) | Betty Curtis | Le jour où la pluie viendra (1958) | Gilbert Bécaud | Il 1958 è citato nella storia della musica come "la primavera degli urlatori", intesa come stagione di rottura con la tradizione melodica italiana. Al breve trionfo (circa un triennio) delle canzoni "terzinate", di cui Betty Curtis fu, con Tony Dallara, l'interprete ideale, si accostò in Francia anche il cantautore Gilbert Bécaud con questo suo primo successo internazionale, prontamente reso in italiano dalla nostra "urlatrice". |
| Chariot (1963) | Betty Curtis | Chariot (1962) | Petula Clark | Se l'autocover di Petula Clark andò dritta al N.3 delle nostre classifiche, la versione di Betty Curtis nello stesso anno raggiunse addirittura il N.1 e fu uno dei dischi più venduti del 1963. Curiosamente, al N.2 andò la versione strumentale del brano (da Frank Pourcel) e perfino la versione americana di Little Peggy March arrivò al N.6 |
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Una ragazza facile (1965) |
Chuck Berry |
Ovviamente il testo
italiano non ha nulla a che vedere con l'originale (che era basato
su un tentativo di ricerca telefonica di una ragazza, che poi si
rivela essere la figlia, nella città
del titolo). Interessante e finalmente al passo coi tempi però la preferenza espressa dai Big Ben's
per una "ragazza facile", che quindi "non parli di
cose serie, che non voglia essere la dolce mia metà". I Big
Ben's erano il primo gruppo del famoso chitarrista e cantante
Alberto Radius. |
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Tu non sai niente dell'amore (1965) |
Big Ben's |
Please Please Me |
Beatles |
Piuttosto che essere una versione italiana, il brano dei Big Ben's assomiglia nella struttura al celebre successo dei Beatles. Retro di "Una ragazza facile". |
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C'è chi per amore (1966) |
Big Ben's |
The Last Time (1965) |
Rolling Stones |
Tentativo di proporre in italiano un rock-blues degli Stones del primo periodo da parte dei volonterosi e temerari Big Ben's. Inevitabile la differenza di impatto sonoro rispetto all'originale. Retro di "Come vuoi tu", un altro singolo dei Big Ben's con la Ariston. |
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James Brown / Moody Blues |
I Bigs erano uno dei molti gruppi inglesi calati in Italia, in precedenza si chiamavano The Exotics. Il brano scelto per la cover era uno dei più sfruttati all'epoca, si trattava di un brano R&B all'origine di James Brown, ripreso dai Moody Blues nel loro LP pre-psichedelico e pre-sinfonico "The Magnificent Moodies" del 1966. Come in altre occasioni dalla Inghilterra la popolarità del brano arrivò in Italia via radio. Una versione con un buon tiro che non sfigura troppo al confronto con quella del re del soul. |
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Una che dice sì (1967) |
Here, There And Everywhere (1966) |
Beatles |
Retro del disco di esordio de Le Bisce (La danza della morte). La traduzione non prova neanche a rendere in italiano il significato del capolavoro di Paul McCartney (contenuto in Revolver del 1966) ma almeno non parla, come sembrerebbe invece dal titolo, di un'altra "ragazza facile", dopo quella dei Big Ben's. |
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| Lucille | Bisonti | Lucille | Little Richard | Un rock 'n roll tradizionale in versione italiana, in un EP del 1966, seconda uscita per il gruppo di Bruno Castiglia (vedi la nutrita discografia). |
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La
casa del sole |
Bisonti |
Animals |
Altra cover del successo internazionale tratto dalla celebre
canzone dell'800 riscoperta negli anni '40 da Pete
Seeger. Solito testo totalmente stravolto.
La versione dei Bisonti, presente in elenchi di cover del celebre brano,
non è però del periodo beat, ma successiva (anni '90) e pubblicata
su un CD revival (La carica dei Bisonti, 1996). Lo dimostra
soprattutto la introduzione di chitarra elettrica, molto moderna.
Sicuramente non è stata pubblicata su singolo all'epoca. |
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Don't Throw Your Love Away |
Searchers |
Brano di "protesta" dei Bit-Nik, basato su una canzone di tutt'altro genere dei Searchers. I Bit-Nik erano noti per altre canzoni di protesta: Preghiera per un amico beat e Realtà n.1 |
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Hello Goodbye (1968) |
Bit-Nik |
Beatles |
Uno degli ultimi singoli dei Bit-Nik si agganciava al successo "leggero" dei Beatles nle loro periodo floreale. Testo per una volta totalmente fedele all'originale. |
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Bit-Nik |
Moody Blues |
Sul retro del singolo con Hello Goodbye un'altra delle molte versioni italiane di questo successo dei Moody Blues del 1967, contenuto nell'album Days Of Future Passed. |
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Dolce Delilah (1968) |
Black Birds |
Dear Delilah (1967) |
Grapefruit |
L'originale era
l'unico relativo successo della band Grapefruit di George Alexander (Alexander
Young) gestita per un certo periodo dal manager dei Beatles Brian Epstein.
Da non confondere con la più celebre Delilah di Tom Jones. Gruppo
australiano imparentato in qualche modo con gli Easybeats (ci suonavano due
fratelli) hanno
continuato la carriera fino al 1969. |
| Tu sei come me (1965) | Blacks | Hot Pastrami (1963) | Dartells |
I Blacks erano un gruppo di Milano molto esperto, che
ha avuto la opportunità di pubblicare questo singolo per la EMI (vedi
la scheda). L'originale era un successo del 1963, un brano quasi solo strumentale, unico hit di questo gruppo californiano guidato da Doug Phillips. Il pastrami era un nuovo ballo. Il brano però era ripreso da un precedente motivo, Smashed Potatoes di Nat Kendricks. La interpretazione dei Blacks è migliore di quella originale, più lenta e in stile beat, molto più incisiva. Testo praticamente inesistente come nell'originale (tu sei come me / yeh / quel che dici fai / wooo yeh / sempre bene stai / yeh / tu sei come me / yeh / sempre bene stai / wooo yeh - fine). |
| Blu è blu (1964) | Bobby Solo | Blue On Blue (1962) | Bobby Vinton | Solo due cover straniere nel primo album di Bobby Solo del 1964. L'originale era un brano di Bacharach, parole italiane di Mogol. |
| Per far piangere un uomo (1966) | Bobby Solo | To Make a Big Man Cry | Tom Jones | Presentata al Cantagiro del 1966 con successo inferiore ai molti ottenuto da Bobby in quel periodo. |
| La vita è rosa (1966) | Bobby Solo | La vie en rose | Edith Piaf. | Una serie di cover da canzoni celebri incise nel 1966 per il terzo album del cantante. |
| Tonight (1966) | Bobby Solo | Tonight | Parish – Carmichael | Dal musical West Side Story (musica di Bernstein - testi di Devilli) |
| Moon River (1966) | Bobby Solo | Moon River | Johnny Mercer / Henry Mancini | Testo italiano di Mogol - Fidenco. Originale di Henry Mancini. |
| Fascination (1966) | Bobby Solo | Fascination | Molti interpreti | Testo italiano di Larici. Testo originale di Maurice De Feraudy su musica di Dante Marchetti. |
| Le foglie morte (1966) | Bobby Solo | Les feuilles mortes | Yves Montand e molti altri | Testo italiano di Cavaliere. Testo originale di Jacques Prevert su musica di Kosma. |
| La casa del Signore (1965) | Bobby Solo | Crying In The Chapel (1960) | Elvis Presley | La canzone era stata scritta da Artie Glenn per il figlio Darrell nel 1953. Fu presentata in giro nelle esibizioni delle varie high school da Artie’s Band & the Rhythm Riders, finché fu ascoltata da June Valli che la portò al successo alla fine del 1953. Fu poi incisa da un gruppo R&B, gli Orioles, che la fecero diventare una hit. Nel 1960 anche il grande Elvis Presley la incise nell’album ”His Hand in Mine”. Nel 1973 è inclusa nella colonna sonora del film American Graffiti nella interpretazione di Sonny Till and the Orioles. In italiano nel '65 Bobby Solo la incide con testi di Migliacci. |
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San Francisco (1967) |
Bobby Solo |
San Francisco (1967) |
Scott McKenzie |
Grande successo internazionale ed inno mondiale ed edulcorato della "summer of love" del 1967. Il sottotitolo americano era "Be Sure To Wear Some Flowers In Your Hair" (assicurati di avere dei fiori tra i capelli) in puro stile hippy. Il brano era di John Phillips, il fondatore dei Mamas & Papas ed organizzatore del primo e storico Monterey Pop festival. La versione italiana di Bobby Solo, su testo di Mogol, era inclusa nel suo sesto albume del 1967, che si chiamava proprio "San Francisco, Non c'è più niente da fare e altri successi di Bobby Solo". Pubblicato anche come singolo (Ricordi Srl 10-467) con sul retro Peek-a-boo. |
| Peek-a-bo (1967) | Bobby Solo | Peek-a-bo | The New Vaudeville Band | Altro brano incluso nel sesto LP del musicista romano. Testo italiano di Danpa (Dante Panzeri). |
| Te ne vai (1967) | Bobby Solo | Can't Help Falling In Love | Elvis Presley | Ancora nello stesso album la cover di un classico di Presley. Testo italiano di Sanjust. |
| Lontanissimo (1967) | Bobby Solo | Somewhere | West Side Story | Sempre nello stesso album un brano tradotto dal celebre musical di Leonard Bernstein. |
| Rosa rosa (1967) | Bobby Solo | Rosie | The New Vaudeville Band | A completare le cover scelte da Satti per il suo album del 1967 un altro brano del gruppo inglese che aveva raggiunto fama internazionale con il brano anni '20 Winchester Cathedral |
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Amore mi manchi |
Bobby Solo |
Honey |
Bobby Goldsboro |
Un brano strappacuore sull'amata scomparsa, citato nel libro High Fidelity. |
| Mrs. Robinson (1969) | Bobby Solo | Mrs. Robinson | Simon & Garfunkel | Nel 1969 Bobby Solo pubblica il suo nono album, dal titolo "Bobby Folk" con in copertina il cantante romano in camicia a fiori e chitarra in spalla. In gran parte si tratta di covers, come questa, con testo italiano di Francesco Guccini. |
| La fiera del perdono (1969) | Bobby Solo | Scarborough Fair | Simon & Garfunkel | Sempre da Bobby Folk, già incisa l'anno prima dai Califfi con lo stesso testo scritto da Franco Boldrini, uno dei componenti del gruppo toscano. |
| Addio Angelina (1969) | Bobby Solo | Farewell Angelina | Bob Dylan / Joan Baez | Sempre su Bobby Folk. Testo italiano di Luigi Albertelli. |
| Nulla di me (1969) | Bobby Solo | All My Sorrows (1961) | The Shadows | Pubblicata 5 anni prima dai Fuggiaschi con lo stesso testo di Don Backy. |
| E' inutile sedersi e domandarsi (1969) | Bobby Solo | Don't Think Twice It's Allright | Bob Dylan | Mogol e Vito Pallavicini per la cover di quest'altro classico di Dylan, sempre da Bobby Folk. |
| Portami con te (1969) | Bobby Solo | Fly Me to the Moon | Bart Howard | Ancora dalla scaletta di Bobby Folk, che conteneva anche due versioni alternative (non si possono considerare vere e proprie cover) di due successi molto recenti di Johnny Halliday e Georges Moustaki, rispettivamente Quanto t'amo e Lo straniero, versioni italiane di loro brani originali in francese). |
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Bounty Killers |
The Brogues |
Un'altra versione del brano noto soprattutto per essere stato il primo successo dei Corvi, e poi rimasto come uno dei simboli del beat italiano. La versione dei Bounty Killers, un gruppo della provincia di Venezia (S.Donà di Piave) al quale si era aggiunto Mario Dotta proveniente dai Blue Boys, con testo leggermente diverso, è stata anzi pubblicata e distribuita dalla etichetta Robinson anche prima di quella dei Corvi, nella primavera del 1966. (Vedi qui il testo e altre notizie). |
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Brian |
Beatles |
Una delle molte proposte in italiano di questo successo dei Beatles primo periodo. |
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| Wendy Wendy (1959) | Brunetta | Wendy Wendy (1958) | Four Coins | Brunetta (Mara Brunetta Pacini) aveva iniziato la carriera giovanissima e aveva già pubblicato i primi singoli a fine anni '50, quindicenne, assieme al gruppo dei primi rocker italiani (che allora venivano accomunati agli "urlatori"). In questo suo secondo singolo per la Ricordi la cover di un brano minore dei Four Coins in stile doo-wop, scritto però da un giovane Burt Bacharach. Pubblicato anche in EP dalla Ricordi con il titolo "The Explosive Brunetta". Il suo primo singolo, sempre del 1959, era Baby Rock, il brano che aveva poi interpretato l'anno dopo nel film "Urlatori alla sbarra", dove erano presenti, tra gli altri, Adriano Celentano e Mina (e, addirittura, Chet Baker). |
| Tutti frutti (1959) | Brunetta | Tutti frutti | Little Richard | In questo suo terzo singolo oltre alla cover del notissimo rock 'n roll di Little Richard, una sua versione di Precipito, un notevole rock originale, uno delle prime canzoni di Ricky Gianco, non molto più grande di lei (aveva 17 anni). |
| Quelli della mia età (1963) | Mara Pacini (Brunetta) | Tous les garçons et les filles (1963) | Françoise Hardy | Nonostante il lancio della Ricordi e la presenza nel film "Urlatori alla sbarra" per Brunetta non è arrivato il successo sperato come "urlatrice". Tra anni dopo, con una diversa etichetta (la Primary) ritorna con il suo nome completo e con una cover del brano della Hardy, un successo europeo in quell'anno. Una versione di scarso riscontro, schiacciata dalle versioni della Spaak e dall'auto-cover della stessa Hardy. |
| Non amarmi così (1963) | Mara Pacini (Brunetta) | Go Away Little Girl (1963) | Steve Lawrence | Sul retro del singolo precedente, la cover di un successo USA dello stesso anno. Steve Lawrence era allora un popolarissimo interprete "lounge", da solo o in coppia con la moglie Eydie Gormé. "Go Away Little Girl" fu il suo maggior successo, l'unico N.1 della sua carriera. |
| E' all'amore che penso (1963) | Mara Pacini (Brunetta) | C'est à l'amour auquel je pense (1963) | Françoise Hardy | Per il terzo singolo del 1963 di Mara Brunetta Pacini, ancora una cover della allora giovanissima cantante e autrice francese, che risultò però chiuso dalla versione italiana della stessa Françoise Hardy, che invece ebbe ancora un buon successo ed entrò in classifica. |
| Dove vai? (1967) | Brunetta | Summer Wine (1966) | Nancy Sinatra | Lasciata la Primary e approdata alla Ri-Fi, Brunetta ha ripreso il suo primo nome d'arte e ha pubblicato nel 1966 il buon brano Baluba Shake, per poi continuare con i suoi Balubas, poi rinominati The Sounds, con altri 3 singoli nel biennio 1967-'68. Sul retro del successivo singolo "Solo per poco tempo" una buona interpretazione da parte di Brunetta di questa eccellente canzone, esempio notevole di beat melodico, proposta da Nancy Sinatra nel suo periodo di affiancamento con il "tutor" Lee Hazelwood. Purtroppo la versione italiana, che vorrebbe probabilmente essere una specie di canzone per l'estate, non rende neanche lontanamente giustizia al testo poetico ed intenso dell'originale. |
| Un piccolo aiuto dagli amici (1968) | Bruno Filippini | With A Little Help From My Friends (1967) | Beatles | Dopo la versione dei Soliti Ignoti per la Ricordi anche una cover da Bruno Filippini, cantante discretamente noto in quanto vincitore a Castrocaro nel '63 e poi presente a Sanremo. Era il retro del suo singolo La felicità. Testo italiano di Mogol. Pubblicato da RCA Italiana con numero di catalogo PM 3450. |
| Garibaldi Blues | Bruno Lauzi | Fever | Little Willie John (1956) / Peggy Lee (1958) / Elvis Presley (1960) e molti altri | Una garbata presa in giro ("Garibaldi aveva un socio, si chiamava Nino Bixio, venne giù da Busto Arsizio, e nei Mille si arruolò...") della retorica risorgimentale che annoiava gli studenti di un tempo (ora il problema è risolto, a scuola praticamente il Risorgimento si salta). L'originale è un classico rhythm & blues inciso per primo da Little Willie John e proposto da molti, e anche recentemente da quella splendida interprete di cover che è stata Eva Cassidy. |
| Settembre sì | Bruno Martino | September Morning | Neil Diamond | L'originale è stato un cavallo di battaglia anche per Frank Sinatra. |
| La ragazza di Ipanema (1965) | Bruno Martino | Garota de Ipanema | Antonio Carlos Jobim | Una valida versione, anche se non può rivaleggiare con l'originale, la più famosa canzone di Jobim e De Moraes e anche una delle canzoni più belle di tutti i tempi. |
| Smile | Bruno Martino | Smile | Charlie Chaplin | Una diversa versione del classico di Chaplin rispetto alla più nota "Se mai". Il testo italiano era di Ardo. Negli anni '60 la canzone era stata riportata all'attenzione da una interpretazione di Timi Yuro. |
| Plein Soleil (1966) | Bruno Martino | Plein Soleil | Gilbert Becaud | Anche per la nota canzone di Becaud il crooner italiano ha preparato una versione nella nostra lingua. Traduzione italiana di A. Testa. |
| Ero l'attendente del Kaiser (1967) | Bruzi | I Was Kaiser Bill's Batman (1967) | Whistling Jack Smith | Non era una vera e propria cover, così come le altre proposte, sullo stesso brano dai Casuals (con il titolo Siamo quattro). L'originale infatti era solo fischiettato, e le parole del testo italiano sono quindi aggiunte. Il nome dell'interprete, che pare fosse solo un attore per le trasmissioni TV in playback, significa "Jack Smith fischiettante". Gli autori del brano erano Roger Cook e Roger Greenaway e, secondo Wikipedia, l'esecutore della parte fischiettata esi chiama John O'Neill. |
| Massachusetts (1967) | Bruzi | Massachusetts (1967) | Bee Gees | Versione italiana alternativa a quella dei Casuals (con i quali a quanto pare sono usciti in tandem) da parte di un gruppo calabrese, per la etichetta Ariston (AR 0234). Versione decisamente di quella poco convinta del gruppo inglese sceso in Italia. Il testo travisa del tutto l'originale dei fratelli Gibb. |
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Bushmen |
Somebody Help Me |
Spencer Davis Group |
Anche la canzone - manifesto della linea verde era una cover. L'originale era stata composta da Jackie Edwards già autore della celebre "Keep On Running", un altro successo del gruppo blues-soul nel quale aveva debuttato Stevie Winwood. Testo ovviamente del tutto cambiato nella versione italiana. |
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| Pioggia | Bushmen | Rain | Beatles | Stesso testo della cover di Righetti (vedi sopra), ma esecuzione decisamente inferiore, anche se i Bushmen venivano dall'Inghilterra. |
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Califfi |
You Really Got Me |
Kinks |
I Califfi erano uno dei gruppi storici del beat italiano. Qui impegnati con qualche affanno nello storico brano dei Kinks, prototipo di tutto l'hard-rock a venire. |
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Califfi |
To Love Somebody |
Bee Gees |
La cover del successo internazionale dei Bee Gees (un brano super-sentimentale post-beat) è stata anche il maggiore successo italiano per i Califfi. |
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Chiuso con tutti |
Califfi |
Close Another Door |
Bee Gees |
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Torna a me |
Califfi |
Look Away |
Spencer Davis Group |
Retro di "Chiuso con tutti", il disco immediatamente successivo (un mese dopo) al grande successo dei Califfi "Così ti amo". |
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La fiera del perdono |
Califfi |
Simon & Garfunkel |
Cover dai Califfi della celebre ballata del duo americano, inserito nell'allora nascente recupero del folk inglese. |
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Califfi |
Nice |
Contenuto
nel primo LP dei Califfi, uscito nel 1969. Testimonianza
anticipatrice dell'interesse dei Califfi (ed in particolare del
leader Franco Boldrini) per il nascente progressive, che si
concretizzerà negli anni '70, con l'album "Fiore di
metallo" (1973). Il testo, come nel brano dei Nice, è
costituito solo da poche frasi. Che sono comunque diverse da quelle
dell'originale, contenuto nel primo LP del gruppo inglese, che già nel 1967
preparava l'avvento del progressive rock nel decennio successivo.
Per sapere chi era Emerlist Davjack basta andare alla pagina con il
testo. |
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Forse cambierà |
Califfi |
When The Swallows Fly |
Bee Gees |
Anche questa cover era nell'LP del 1969. |
| Io tu e il tuo cane Boo (1971) | Califfi | Me and You and a Dog Named Boo (1971) | Lobo | Una cover un poco spenta dai Califfi. È il debutto del cantante americano Roland Kent Lavoie, nome d'arte Lobo. Riproposta anche dal countryman Stonewall Jackson. Il singolo è stato per parecchie settimane al n.1 delle classifiche americane e inglesi. È un “easy listening” inserito al n.5 della speciale classifica di Billboard Hot 100. |
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Sha...La La La La (1965) |
Camaleonti |
La La La La La (1964) |
Blendells |
Una delle prime proposte discografiche dei Camaleonti (vedi la copertina). L'originale era un brano di un gruppo di origine messicana di Los Angeles, grande successo USA nel 1964, che riprendeva un motivo musicale creato da Clarence Paul, il primo produttore di Stevie Wonder, per le prime esecuzioni dell'allora giovanissimo genio del soul. |
| Ti dai troppe arie (1965) | Camaleonti | Really Mistified (1964) | The Merseybeats | Pubblicata sul lato A del loro primo 45 giri alla Kansas (DMK 008). Autori: Tony Crane, J.Gustafson, adattamento italiano di Miki Del Prete, Luigi Menegazzi, Domenico Seren Gay, cover di “Really Mystified” del gruppo inglese The Merseybeats, incisa sul lato B del loro terzo singolo in UK ,etichetta: Fontana, cat: TF 459 del Aprile 1964 e USA, Fontana, cat: S-1905 pubblicata nel giugno 1964. |
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Tu credi in me (1965) |
Camaleonti |
And My Baby’s Gone |
Moody Blues |
Uno dei primi brani del gruppo inglese che poi darà il via, assieme ai Procol Harum, al fenomeno del progressive rock, introducendo l’uso di nuovi strumenti (il mellotron per i Moody Blues, l’organo per i Procol Harum); qui era ancora tutto beat, con solo un breve muggito di organo. Retro di Sha La La La La. |
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Non sperarlo più (1965) |
Camaleonti |
If You Gotta Go, Go Now |
Manfred Mann |
Contenuta nell'LP (dal titolo si suppone ironico) The Best Record In The World del 1965, con molte altre delle cover qui elencate (vedi la Discografia dei Camaleonti per tutti i titoli). |
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Uno solo di noi (1965) |
Camaleonti |
A Must To Avoid |
Herman’s Hermits |
Contenuta nell'LP The Best Record In The World del 1965. |
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I capelloni (1966) |
Camaleonti |
Dave Clark Five (1965) / Bobby Day (1958) |
Uno degli inni alla principale
forma di protesta della generazione beat in Italia: portare i capelli
lunghi. Ovviamente il brano originale dei Dave
Clark Five (base anche per un'altra versione adulterata, questa
volta francese: "In fila indiana" di Sacha Distel) non parlava
affatto di capelli lunghi, ma di un fortunato incontro in un party noioso.
(Testo originale).
Nella versione italiana diventa "i capelloni son qui ... per fare
chiasso la notte e il dì...". |
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Io lavoro (1966) |
Camaleonti |
We've Gotta Get Out Of This Place (1965) |
Animals |
Retro di "I capelloni", assieme a "Come mai" (disco tris). Buona interpretazione dei Camaleonti e in particolare del cantante e front-man Riky Maiocchi per questo classico e forte brano hard-beat degli Animals. Il titolo originale diceva "Voglio andarmene da questo posto" e non è sorprendente che sia diventato particolarmente popolare tra i soldati americani in Vietnam che l'hanno eletta ad una delle loro canzoni simbolo. Buon successo in USA e UK nel '65 e '66 e soprattutto, è un brano che non è stato mai dimenticato. |
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Come mai?! (1966) |
Camaleonti |
Get Off Of My Cloud (1965) |
Rolling Stones |
Una versione modesta, che cerca di ritrovare in qualche modo l'energia dell'originale, lottando contro la idiosincrasia tra la lingua italiana e il blues-rock. |
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Se ritornerai (1966) |
Camaleonti |
Beatles |
Temeraria operazione di Maiocchi e compagni su uno dei brani più complessi dei Beatles. Pubblicata solo in edizione juke-box e sul loro primo LP. |
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| Vi sbagliate (1966) | Camaleonti | Ain't It True (1965) | Andy Williams | L'originale era un brano del noto cantante pop americano Andy Williams. Registrato sempre per il primo LP del gruppo milanese. Unica canzone nell'LP cantata da Livio Macchia e non da Maiocchi. |
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La libertà (1966) |
Camaleonti |
Last Train To Clarksville |
Monkees |
I Monkees erano un gruppo beat americano fortemente spinto dalla RCA come risposta americana ai Beatles. Loro grande successo anche in Italia: I'm A Believer (Sono bugiarda della Caselli). Questo brano era un rock blues piuttosto valido, poi diventato un piccolo classico. |
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Non c’è più nessuno (1966) |
Camaleonti |
A Groovy Kind Of Love |
Wayne Fontana and the Mindbenders |
L'originale, di un gruppo pop UK dei primi anni '60, è noto per un particolare curioso (e successivo): la forte assonanza con un successo di Ivan Graziani degli anni '70 (Agnese dolce Agnese). Retro di La libertà, all'epoca era passato inosservato. |
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Lo stesso giorno, la stessa ora (1966) |
Camaleonti |
There’s No Livin’ Without Your Lovin’ (1965) |
Manfred Mann, Peter & Gordon |
Cover pubblicata su LP “The Best Record In The World”, etichetta : Kansas cat: DMK 007. Gli autori del brano sono Jerry Harris e Paul Kaufman, il testo italiano di Luigi Menegazzi e Domenico Seren Gay. L'originale era stato pubblicato l'anno prima da Manfred Mann, su disco 45 giri EP a quattro tracce, His Master’s Voice cat: 7EG 8922 (settembre 1965). E' citata anche una successiva versione per il mercato americano di Peter & Gordon, duo inglese prodotto dai Beatles, il loro stile era una fotocopia del quartetto di Liverpool. |
| Non so che dire (1966) | Camaleonti | Tant De Beaux Reves | Les Chabroll’s | Sul lato B del singolo Se ritornerai (Kansas DM 1015) una versione di un successo di quell'anno di un gruppo belga piuttosto attivo in quegli anni in Europa. Autori della versione italiana L. Menegazzi, Domenico Seren Gay. Autore del brano originale Marc Thomas. Pubblicata anche sul loro primo LP del 1965. |
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Il mare non racconta mai (1967) |
Camaleonti |
I Go To Pieces (1964) |
Peter & Gordon |
Retro del singolo Alla nostra età, pubblicato anche come lato A in versione juke-box. Brano originale di Del Shannon per il duo inglese Peter e Gordon. Totalmente non correlata all'originale (dove del mare non c'era la minima traccia) la versione italiana di Beretta e Del Prete. |
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La mia voce (1967) |
Camaleonti |
Jackie DeShannon |
Un'altra cover del brano portato al successo n Italia dai Rokes (C'è una strana espressione nei tuoi occhi). Il testo è lo stesso usato anche dai New Dada. Contenuta nell'LP Portami tante rose del 1967. |
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Credo (1967) |
Camaleonti |
He Can Win |
Moody Blues |
Singolo del 1967. Pubblicata anche sull'LP Portami tante rose dello stesso anno. |
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Ci vuole poco (1967) |
Camaleonti |
Come On Home |
Dave Clark Five |
Retro di Credo. |
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Senza di te che farò (1967) |
Camaleonti |
It’s A Man’s, Man’s World (1966) |
James Brown |
Siamo ormai nel 1967 e anche i
Camaleonti, pionieri del beat in Italia, devono virare verso il nuovo
genere, il R&B, almeno provvisoriamente, perché di lì a molto poco il loro
approdo sarà il pop più pieno e convinto. |
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Non vivo da re (1967) |
Camaleonti |
When I Come |
Spencer Davis Group |
Contenuta nell'LP Portami tante rose del 1967. |
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L'ora dell'amore (1967) |
Camaleonti |
Homburg (1967) |
Procol Harum |
Successo annunciato anche in Italia come in precedenza in UK (#6) per la cover italiana dell'atteso seguito del successo planetario A Whiter Shade Of Pale, il brano anticipatore del genere progressive, fatto conoscere in Italia in questo caso dai Dik Dik (Senza luce). Nessun tentativo da parte dei parolieri italiani di rendere il testo originale, hanno salvato soltanto l'orologio della piazza. Per la cronaca Homburg è quel tipo di cappello da uomo che noi chiamiamo comunemente Borsalino. |
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Io per lei (1968) |
Camaleonti |
To Give (1967) |
Frankie Valli |
Un brano del secondo periodo dei Camaleonti, gestione Lavezzi-Cripezzi, ormai passati decisamente al genere pop melodico. Frankie Valli era un cantante italo americano (vero nome Francis Stephen Castelluccio) dalla potente voce di falsetto che aveva iniziato la carriera come front-man del gruppo The Four Seasons e poi aveva iniziato una carriera in proprio. versione italiana non fedele all'originale. |
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Un uomo qualunque (1971) |
Camaleonti |
Melancholy Man (1970) |
Moody Blues |
Una cover del 1971, testo italiano di Bruno Lauzi. L'originale era un brano da Question Of Balance, la'bum progressive rock del Moody Blues del 1970, n.1 in UK e 3° in USA in quell'anno. |
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Donna |
Capricorn College |
Woman |
Una cover evidentemente anni '70. |
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| Potrai fidarti di me (1962) | Carmen Villani | You Can Depend On Me | Brenda Lee (1961) | Una delle cover del primo periodo di Carmen Villani, all'inizio interprete, se non di area beat, sicuramente orientata al pubblico giovane. Ha proposto negli anni '60 anche una canzone di "protesta" originale: Mille chitarre. |
| Brucia (1962) | Carmen Villani | Come And Get It (1960) | Ray Peterson | Ray Peterson è soprattutto noto per il suo brano melodrammatico "Tell Laura I love her" (conosciuto in Italia, oltre che in quella di Michele, anche nella versione di Ricky Valance), ma questo brano, pubblicato in origine solo come riempitivo in un LP, è così poco conosciuto che molti lo confondono con quello dei Beatles dallo stesso titolo (ma posteriore di 8 anni). C'è da chiedersi come abbia fatto Carmen Villani (o meglio, il suo produttore) a scovarlo. Ottima interpretazione comunque della allora diciottenne Carmen Villani (ma aveva pubblicato il primo singolo nel 1959, a 16 anni), che chiude addirittura il brano in lingua originale con ottima pronuncia inglese. |
| Io sono così (1963) | Carmen Villani | The Love Of a Boy (1962) | Timy Yuro | Con questa canzone di Bacharach, Carmen Villani partecipò al Cantagiro 1963. La versione originale di Timi Yuro ebbe notevole successo negli USA, ma da noi fu conosciuta solo attraverso le cover di Carmen Villani e di Anna Marchetti. |
| Non verrà da te la felicità (1963) | Carmen Villani
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Make it Easy on Yourself (1962) | Jerry Butler | La versione italiana di una canzone scritta da Burt Bacharch. Ottima performance vocale di una giovanissima Carmen Villani (diciannovenne) per un brano piuttosto difficile. Con tanto di effetto finale con la voce che si allontana. |
| Come fai (1965) | Carmen Villani | Getting Mighty Crowded (1965) | Betty Everett | Betty Everett, ottima interprete R&B, è conosciuta soprattutto per "The Shoop-Shoop Song" del 1964. Questo brano, coverizzato dalla Villani, è invece uno dei suoi successi minori, ma abbastanza noto per essere stato in seguito ripreso da Elvis Costello, nel 1980. Sulla copertina, la cantante italiana è indicata soltanto come "Carmen". |
| Baby love (1965) | Carmen Villani | Baby Love (1964) | Supremes | La versione in italiano di uno dei primi successi del gruppo di Diana Ross. |
| Anche se mi vuoi(1966) | Carmen Villani | Tossin' And Turnin' (1965) | Ivy League | Secondo successo internazionale, anche se meno eclatante, per gli americani Ivy League dopo il notevole soft beat Funny How Love Can Be nota da noi per la cover della Equipe 84. Ottima versione da parte di Carmen Villani, anche più fluida e coerente dell'originale. |
| Questa sinfonia (1968) | Carmen Villani
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Symphonie (1967) | F. R. David | Originale francese pubblicato dalla Polydor per questa cover piuttosto riuscita, presentata dalla Villani in diverse trasmissioni televisive di quell'anno, come "Quelli della Domenica". Nell'originale del cantautore francese F.R. David (vero nome Elli Robert Fitoussi) e anche nella cover, nel ritornello viene suonato con orchestra d'archi il celebre riff di Satisfaction dei Rolling Stones. F.R. David ha pubblicato anche alcuni singoli in italiano tra cui una sua auto-cover (Luisa Luisa). |
| Dand dang e dang (1969) | Carmen Villani
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Bang shang a lang (1968) | The Archies | Pura bubble-gum per gli Archies. Che non erano neanche un gruppo vero, ma una band virtuale composta dai protagonisti di un cartoon americano degli anni '60, The Archie Show. Ovviamente a cantare e suonare erano vari session men (e women). Questo brano era arrivato al #22 in USA nel 1968. Altri singoli avevano raggiunto anche il numero 10. |
| Borsalino (1970) | Carmen Villani
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Theme from Borsalino | Claude Bolling | Dal film Borsalino, risposta europea con Delon e Belmondo al successo mondiale di Gangsters' Story, un brano non memorabile in puro stile anni '30, inserito sul lato B del singolo della Cetra "L'amore è come un bimbo". |
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Per segnalazioni o precisazioni scrivere a: Webmaster Musica & Memoria |
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