Musica & Memoria

Cover anni ’60-’70. Lista commentata. Parte IV

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 Vedi anche   Il fenomeno delle cover / Cover “adulterate” / I complessi beatLe copertine / Le canzoni di protesta / I testi / Le traduzioni / Dove trovare i dischi beat? / Nuovi inserimenti


 

 

 Indice 

Lista I: Adriano Celentano / Alpha Centauri / Angeli / Antoine / Apostoli / Armando Savini / Augusto Righetti / Balordi / Bad Boys / Barabba / Barrittas / Baronetti / Bat Bat / Beans / Beati / Big Ben's / Bisce / Bertas / Betty Curtis / Blackbirds / Bigs / Bisonti / Bit-Nik / Bobby Solo / Bounty Killers / Brian / Bruno Castiglia / Bruno Lauzi / Califfi / Camaleonti / Capricorn College / Carmen Villani


Lista II:  Casuals / Castellani / Caterina Caselli / Catherine Spaak / Cavernicoli / Chiodi / Chilla Black / Claudio Lippi / Claus / Cliff Richard / Code / Colours / Computers / Corvi / Crazy Boys / Cuccioli / La Cricca / Dalida / Danny Lorin / Da Polenta / Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich / David Bowie / David & Jonathan / Delfini / Diabolici / Dik Dik / Dino / Dion Di Mucci / Don Backy / Don Miko / Elio Ciprì / Elisabetta / Elisabetta Ponti / Elsa e i Beats 

Lista III: Equipe 84 / Evy / Fabulous Four / Fantom's / Faraoni / Favolosi / Fausto Leali e i Novelty / Fiammetta / Flora, Fauna e Cemento / Formula Tre / Franco dei New Dada / Françoise Hardy / Fratelli / 1910 Fruitgum Co. / Fuggiaschi / Gatti Rossi / Gene Guglielmi / Gene Pitney / Gens / Ghigo Agosti e i Goghi / Gian Pieretti / Gianni Morandi / Gianni Pettenati / Giganti / Gino Paoli / Gino Santercole /  Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer / Gino Paoli /Giorgio Gaber / Giuliana Valci

Lista IV: Giuliano e i Notturni / Giusy Romeo / Gleemen / Grass Roots / Guidone / Herbert Pagani / Hugu Tugu / Ico Cerutti / Igor Mann e i Gormanni / Innominati / Iva Zanicchi / Jaguars / Jimmy Fontana / Jimmy Ruffin / Johnny Dorelli / Johnny Kendall e gli Heralds / Jonathan & Michelle / Juniors / Katty Line / Kidders / Kings / La Ragazza '77 / Lara Saint Paul / Little Boys / Little Tony / Longobardi / Lucio Dalla / Luigi Tenco / Macchie Rosse / Mal & The Primitives / Mario Guarnera / Marcellos Ferial / Mark e Marta & Splash / Maria Belardinelli / Marino's / Marisa Sannia / Martò / Marzio / Mat 65 / Maurizio dei New Dada / Memphis / Memo Remigi / Meri Marabini / Meteors / Mia Martini / Michel Delpech / Michel Polnareff / Mike Liddel e gli Atomi 

Lista V: Milena Cantù / Milva / Mimì Bertè / Mina / Minstrels / Moody Blues / Motowns / Nada / Nana Moskouri / Nancy Sinatra / Neil Sedaka / New Dada / New Rangers / Nicola di Bari / Niemen / Nomadi / Nuovi Angeli / Ombre di bronzo / Ombretta Colli / Onde blu / Ornella Vanoni / Paola Musiani / Patrick Samson / Patty Pravo / Paul Anka / Pelati / Pennies / Peppino di Capri / Pino Masi / Pooh / Pops / Procol Harum / Profeti / Quattro Satelliti

Lista VI: Quelli / Ragazzi dai capelli verdi / Ragazzi della via Gluck / Ragazzi del sole / Ragazzi di pietra / Ravers / Renato e i Misfits / Renegades  / Ribelli / Ricchi e poveri / Richard Anthony / Ricky Gianco / Ricky Shayne / Riki Maiocchi / Rita Pavone / Roby Castiglione / Roby Matano e i Campioni / Rogers / Rokes / Rokketti / Rolando Gambelli / Rolling Stones / Roll's 33 / Rosy / Royals / Sacha Distel / Sandie Shaw / Satelliti / Soliti ignoti / Sonia e le Sorelle / Sorrows / Stevie Wonder / Stormy Six / Superbi / Supergruppo / Surfs / Sylvie Vartan / Templari / Tipi / Tom Jones / Tony e Nelly / Tony Mark e i Markmen / Trappers Trolls / Uh! / Uragani / Vanguards / Vasso Ovale / Verde Stagione / Wess / Wrteched / Youngbloods


 

Versione italiana

Interprete

Versione originale

Interprete

Note

Il ballo di Simone (1968)

Giuliano e i Notturni

Simon Says (1968)

1910 Fruitgum Co.

Uno dei più noti esempi di "bubblegum music", una moda parallela del '68-'69, n.1 in USA nel gennaio '68, diventata grazie a questa versione un evergreen delle sagre estive italiane.

Oggi sono tanto triste (1967)

Giuliano e i Notturni

Twenty Tears For Every Kiss

Cliff Richard

Un successo anche questo brano molto più romantico, per il gruppo di Giuliano. Si registrano anche un'altra versione dai Tipi ed una successiva dei "Sogni proibiti" (anni '70).

Ragazzina

Giuliano e i Notturni

Mendocino

Sir Douglas Quintet

Anche Giuliano e i Notturni, rimasti nella memoria per "Il ballo di Simone" si sono cimentati con questo notevole brano tex-mex, che ebbe più fortuna nella versione dei Nuovi Angeli. Testo italiano di Piccaredda.

Fumo negli occhi (1969) Giusy Romeo Smoke Gets in Your Eyes (1958) Platters Il terzo singolo per Giusy Romeo conteneva due cover di brani piuttosto noti, e seguiva i tentativi di imporsi al Festival di Sanremo 1968 (con il brano No amore) e al Festivalbar dello stesso anno (L'onda). Giusy Romeo è il primo nome d'arte utilizzato, ad inizio carriera, da Giuni Russo.

I primi minuti (1969)

Giusy Romeo

I Say A Little Prayer

Dionne Warwick / Aretha Franklin (1967)

Un brano di Bacharach (marito della Warwick, come noto) portato ad un successo ancora maggiore dalla versione R&B della Franklin. Retro del singolo precedente.

Lady Madonna

Gleemen

Lady Madonna

Beatles

Altra versione rispetto a quella di Marzio. Testo apparentemente vicino al celebre hit,  ma che in realtà travisa completamente l'originale ispirazione di Paul. Qui "Lady Madonna" diventa una specie di divinità a cui chiedere soldi, non il modello universale delle donna, che a tutte le latitudini riesce a superare le difficoltà quotidiane. I Gleemen erano il gruppo del chitarrista Bambi Fossati, e daranno vita nel '71 al noto gruppo progressive Garybaldi.

Let's live for today (1967)

Grass Roots

Piangi con me (1966)
 

Rokes

In questo caso l'originale era la canzone italiana, che venne tradotta in un primo tempo dagli stessi Rokes per pubblicarla in UK e poi lanciata sul mercato americano dai Grass Roots. Tra l’altro il pezzo in questione era il lato B del successo italiano dei Rokes “Che colpa abbiamo noi”, che a sua volta era la traduzione del lato “B” del successo di Bob Lind “The Elusive Butterfly Of Love”. “Piangi con me” era scritta da Shel Shapiro, il leader dei Rokes, e da Mogol, mentre il testo inglese, diverso, era dello stesso Shapiro.
Let's Live For Today fu uno dei maggiori successi americani di quell'anno. Puoi leggere tutta la storia del grande successo mancato dei Rokes qui.

Bella Linda (1969)

Grass Roots

Balla Linda

Lucio Battisti

I Grass Roots proposero anche una versione del primo successo in proprio di Battisti. La versione americana arrivò al n.25 della classifica USA.

La casa del sole

Guidone

The House Of The Rising Sun

Animals

Una versione de "La casa del sole" non si negava a nessuno, quindi vi si cimentò anche il non dimenticato Guidone, uno dei pionieri (con Ghigo Agosti, Gaber, Celentano) del rock all'italiana.

Lombardia (1965)

Herbert Pagani

Le Plat Pays

Jacques Brel

Più che una cover, una trasposizione del celebre brano dedicato da Brel alla sua terra natale, il Belgio, diventato qui la Lombardia (con la quale non mancano, effettivamente, assonanze).

Dicci come finì (1966) The Honeybeats Peaches 'n' Cream (1965) Ikettes Le Honeybeats era uno dei pochi gruppi beat tutto al femminile, i componenti erano una ragazza italiana, una inglese-scozzese e tre tedesche. Per il loro primo disco, pubblicato dalla Ricordi, un divertente R&B delle Ikettes di Ike Turner.
Fa come vuoi (1966) The Honeybeats If You Gotta Go, Go Now Bob Dylan Retro del disco precedente.
Fai un po' quello che vuoi (1968) The Honeybeats Words (1968) Bee Gees La canzone, pubblicata dalla Ricordi, è stata presentata al Cantagiro del 1968, girone B. Altri singoli con lo stesso testo (di Gino Paoli) sono stati pubblicati dai Crazy Boys, dai Gatti Rossi e da Giulio Daldi.
Di più di più di più (1968) The Honeybeats I Love You More Than Words Can Say Otis Redding Retro del secondo singolo delle Honeybeats. Testo italiano questa volta di Mogol.

Fino a ieri

Hugu Tugu

Somebody To Love

Jefferson Airplane

Il gruppo pugliese degli Hugu Tugu, associato all'ala psichedelica del beat italiano (con i Fantom's, i Chewing gum, Chetro & Co, Le Stelle di Mario Schifano) proposero una versione dell'inno della "summer of love" californiana del 1966. Valida la interpretazione, un po' meno la traduzione che porta un inno hippy "peace & love" ad una scontata dimensione a due.

Mattino di velluto

Hugu Tugu

Some Velvet Morning

Vanilla Fudge / Nancy Sinatra

Sempre degli Hugu Tugu è registrata questa cover dello storico brano dei Vanilla Fudge, a sua volta una cover da un brano pop di Nancy Sinatra.

Il colore dell'amore

Hugu Tugu

The Colour Of Your Love

Barry Ryan

Barry Ryan era un musicista inglese autore di importanti successi nella seconda dei '60 assieme al fratello gemello Paul (produttore dei suoi dischi e al suo fianco come cantante all'inizio della carriera). Il suo più grande successo, assieme a questa ballata pop riproposta dal gruppo di Bari Hugu Tugu, è stata la celebre Eloise.

L'uomo del banjo (1964) Ico Cerutti Washington Square (1964) The Village Stompers Il primo disco di Ico Cerutti con il Clan. Versione italiana di Beretta e Del Prete.

Senza catene (1968)

Igor Mann e i Gormanni

Unchained Melody

Al Hibbler (1955) / Righteous Brothers (1965)

Il gruppo novarese del cantante Igor Mann (nessuna parentela con il famoso giornalista) si è cimentato in una versione italiana un po' piatta di un successo del duo soul bianco dei Righteous Brothers, cover di un brano precedente di Al Hibbler, un cantante di jazz e R&B nero, un brano tornato poi notissimo negli anni '90 come colonna sonora del romantico film Ghost con Demy Moore e Patrick Swayze al loro apice.

Il vagabondo (1967)

Igor Mann e i Gormanni

Big Time Operator

Zoot Money

L'altro successo del gruppo di Igor Mann (presentato con buon riscontro alla trasmissione TV Settevoci) era una buona versione italiana di un brano R&B del gruppo inglese di Zoot Money (Rolls Big Band); Money (vero nome George Bruno) era un pianista e appassionato di R&B che ottenne un buon successo in patria a metà anni '60.
Ovviamente nessuna relazione con la celebre quasi omonima canzone dei Nomadi, di qualche anno dopo. Disco Polydor NH 59803

Le mie ferite (1970) Igor Mann Blessed Is The Rain (1969) Brooklyn Bridge Igor Mann senza i Gormanni per un singolo del 1970 (etichetta Polydor 2060 006, autori italiani Medini-Romeo). L'originale era un hit super romantico del cantante italo-americano Johnny Maestro (John Mastrangelo), gran voce, con i suoi Brooklyn Bridge. Loro più grande successo era stato nello stesso anno Worst That Could Happen (#1 USA), un brano abbastanza anonimo che dimostra quanto sono a volte misteriose le vie per il successo. Meglio questo.

Prendi un fiammifero (1967)

Innominati

Light My Fire

Doors

Temeraria versione italiana del super classico dei Doors di Jim Morrison da parte di un gruppo, che però prende le sue precauzioni già dal nome adottato.

Va tu sei libero  (1964) Isabella Iannetti You Don't Own Me (1964) Lesley Gore La versione della Iannetti, in lizza al Cantagiro 1964, è più nota in Italia della successiva auto-cover della stessa Lesley Gore. Altra versione in italiano anche da Dalida. Per la storia di questa celebre canzone vedere le note alla versione della stessa Gore.
Come ti vorrei (1964) Iva Zanicchi Cry To Me (1962) Solomon Burke / Rolling Stones Un successo di Solomon Burke, il re del soul che era anche il cantante preferito di Rob, il protagonista di High Fidelity di Nick Hornby. Ripresa dagli Stones nel loro album Out of Our Heads (1965, successiva quindi alla cover della Zanicchi). Un brano molto noto anche perché ripreso in uno dei momenti topici del famoso film Dirty Dancing del 1987. Un po' annacquata la cover della Zanicchi rispetto all'originale, buona performance vocale, ma arrangiamento poco incisivo. Singolo RIFI RFN NP 16059, testo italiano (piuttosto diverso dall'originale) di Specchia. Era il terzo singolo della Zanicchi.
La nostra spiaggia (1964) Iva Zanicchi Same Old Place Glen Campbell Sul lato B un'altra cover, con testo italiano di Gian Pieretti. L'autore originale è Campbell e il brano (molto raro) potrebbe essere del cantante country americano Glen Campbell.

Non tornar mai (1965)

Iva Zanicchi

Here Comes The Night

Them

Anche Iva Zanicchi da Ligonchio è stata una ragazza beat, e ha proposto ad inizio carriera addirittura uno dei brani più tirati dei Them di Van Morrison prima maniera. Era il lato B di Caro mio, ottavo singolo per lei. Disco Rifi RFN NP 16118.

Le montagne (1967) Iva Zanicchi River Deep, Mountain High (1966) Tina Turner Dal classico hit di Ike & Tina Turner, uno dei migliori singoli di tutti i tempi per il formidabile impatto (cercare i video su YouTube con Tina e le Ikettes in azione) una buona versione di Iva Zanicchi, ancora ragazza beat o quasi. Altra versione con testo diverso (Ci amiamo troppo) da Patty Pravo, più nota questa della Zanicchi.
Fiume amaro (1970) Iva Zanicchi O Kaimos (1969) Gregoris Bithikotsis Le canzoni che Mikis Theodorakis compose per un famoso album della Zanicchi, uscirono con testo in lingua ellenica prima che in italiano (ma non in Grecia, dove l'autore era stato bandito per ragioni politiche). Bithikotsis, vecchia bandiera della canzone popolare, era pure esule per gli stessi motivi, e la prima versione fu la sua, anche se oggi in Grecia tutti ricordano quella, successiva, di Maria Farantouri.
Testarda io (1974) Iva Zanicchi A distancia (1974) Roberto Carlos Testi di Cristiano Malgioglio.

Barbara Ann

Jaguars

Barbara Ann

Beach Boys

Versione italiana per modo di dire (le parole italiane riconoscibili saranno 7-8) ma non disprezzabile per esecuzione, del capolavoro di Brian Wilson e soci, per il primo singolo del valido e sottovalutato gruppo romano dei Jaguars.

Credimi ti amo

Jaguars

Spirit of America

Beach Boys

Non si sa se è una versione ufficialmente accreditata.

Ritornerò in settembre

Jaguars

Keep An Eye On Summer

Beach Boys

Versione non accreditata (nel disco non era riportato l'autore Brian Wilson, secondo l'uso dell'epoca). Altro lato di Non sei sincera.

Il treno della morte

Jaguars

Russian Spy and I

Hunters

L'originale è il principale successo del gruppo olandese degli Hunters di Jan Ackermann.

Non sei sincera

Jaguars

Pretty Flamingo

Manfred Mann

Versione italiana per uno dei principali successi del gruppo inglese del tastierista sudafricano Manfred Mann e del cantante inglese Paul Jones.

Non ti voglio più

Jaguars

Evil Hearted You

Yardbirds

Versione fedele e musicalmente all'altezza dell'originale da parte del complesso romano, assolo di chitarra elettrica incluso (che però nell'originale non era di Clapton, che aveva abbandonato il complesso nell'occasione di questo brano troppo commerciale, a suo giudizio).

Il tempo passerà

Jaguars

Hey Girl

Small Faces

Una delle ultime cover incise dal complesso romano

Per vivere insieme

Jimmy Fontana

Happy Together

Turtles


Se decidi così (1966)

Jimmy Ruffin

What Becomes of the Broken Hearted

Jimmy Ruffin

Lo smash-hit del 1966 del fratello maggiore di David Ruffin, la voce solista dei Temptations. Ne fece lui stesso una versione per il mercato italiano, sul retro il suo successivo successo americano "I've Passed This Way Before".

Se devo vivere (1962) John Foster I Can't Stop Lovin' You Ray Charles e altri L'originale era uno standard americano proposto da molti interpreti. Uno dei molti dischi pubblicati da Foster - Occhipinti nella sua carriera, questo con la Style (Matrix 3T1 CS 54/55). John Foster era lo pseudonimo usato per la carriera di cantante da Paolo Occhipinti, noto e  apprezzato giornalista, in seguito per 25 anni direttore del diffuso settimanale "Oggi".
Dove vai Jack? (1962) John Foster Hit The Road Jack Ray Charles Sull'altro lato una cover di un altro brano jazz-R&B USA già molto noto e poi reso ancora più celebre negli anni '80 con la magistrale versione dei Manhattan Transfer.
Amore scusami (1964) John Foster My Love, Forgive Me John Vale (1967), Robert Goulet (1967), Mario Lanza e altri Questo è invece un altro caso di cover al contrario, il brano originale è quello italiano: il grande successo presentato al Disco per l'estate del 1964 da John Foster era stato composto da Pallavicini e Mescoli ed è diventato in seguito un classico romantico internazionale.
Se devo vivere (non finirò d'amarti) John Foster I Can't Stop Loving You Don Gibson Un'altra delle molte cover di Foster - Occhipinti.
Se tu vuoi John Foster Take These Chains From My Heart Stonewall Jackson Molti sono i singoli pubblicati da Foster.

Solo più che mai

Johnny Dorelli

Strangers in the Night

Frank Sinatra

Cover non molto fedele (potenza di una S). Puoi leggere qui il commento.

Le rose sono rosse (1962) Johnny Dorelli Roses Are Red My Love Bobby Vinton E’ un classico riproposto anche da tanti altri artisti in chiave pop country e altro (Bobby Bare, Bobby Goldsboro, Jim Reeves, Claudette Thomas, Paul Evans, Billy Vaughan). Autori: Byron, Evans, Panzeri.
Speedy Gonzales (1962) Johnny Dorelli Speedy Gonzales (1962) Pat Boone Cover quasi contemporanea per la canzone - tormentone che celebra le geste dell'insopportabile topo messicano del celebre cartoon Warner Bros.
Con lui, con me (1967) Johnny Dorelli Music To Watch Girls By Andy Williams Una buona versione di un classico brani anni '60, vagamente in stile "Bond", di Andy Williams.
Per chi (1972) Johnny Dorelli Without You Badfinger (1970) / Harry Nilsson (1972) La cover di Dorelli non è la più famosa, arrivò solo al N. 22 mentre quella contemporanea dei Gens arrivò al N. 8. Tuttavia Harry Nilsson, N. 1 in USA, arrivò al n. 3 anche da noi (però ci mise di più, era già il 1973) segno evidente che la stagione d'oro delle cover italiane stava finendo. Comunque anche la versione originale dei Badfinger entrò nelle nostre classifiche nel 1971, sia pure nella parte bassa. Grande ritorno al N. 1 con Mariah Carey, nel 1994.

Hai promesso

Johnny Kendall e gli Heralds

Heart Of Stone

Rolling Stones

Il gruppo proveniva dall'Olanda e questo è stato l'unico singolo prodotto in Italia, comunque piuttosto valido.

Tu cammini

Johnny Kendall e gli Heralds

See See Rider (o C C Rider)

Tradizionale / Animals

Retro del 45 giri precedente.

La risposta

Jonathan & Michelle

Blowin' In The Wind

Bob Dylan

Anche il duo "buonista" Jonathan & Michelle, portabandiera della "Linea verde" ha proposto una temeraria versione italiana di uno dei brani più famosi del XX secolo.

L'uomo che sa

Jonathan & Michelle

Masters Of War

Bob Dylan

Seguita anche da una cover (abbastanza fedele) dell'altro grande classico contenuto nel disco di Dylan del '62 The Freewheling B.D. Canta però il solo Joanathan.

Dove andranno i nostri fiori

Jonathan & Michelle

Where Have All The Flowers Gone

Pete Seeger

.. e da una cover del celebre brano pacifista di Pete Seeger eseguita assieme ai Mat 65

Sei contento (che finisca)

Jonathan & Michelle

I Got You, Babe

Sonny & Cher

Il brano originale era uno dei pezzi beat più tipici del periodo, e grande successo per il duo USA.

Ancora, sempre e solo tu

Jonathan & Michelle

Just You

Sonny & Cher

 

Il cavallino bianco

Jonathan & Michelle

Stewball

Peter, Paul & Mary, Hugues Aufray

L'originale era un brano folk tradizionale di area irlandese e inglese, ripreso dal cantante folk francese (ma attivo negli USA nei '60) Hugues Aufray, e da moltissimi altri cantanti folk. Parlava effettivamente di un simbolico cavallo bianco irlandese da corsa, di nome Stewball o Skewbald. Non c'entra quindi nulla con la celebre operetta omonima. Da notare che il bel tema musicale è stato ripreso integralmente da John Lennon, probabilmente in modo inconsapevole, per la celebre canzone "Happy Xmas (War Is Over)".

Come una pietra che rotola

Juniors

Like A Rolling Stone

Bob Dylan

Ardita versione del brano forse più celebre in assoluto di Bob Dylan da parte del primo gruppo di Gianni Pettenati. La versione italiana era come al solito dell'infaticabile Mogol e, almeno fino al titolo, fedele all'originale.

Chi è Juniors Get Back Beatles Dopo i Rolling Stones anche i Beatles, con un classico dell'ultimo periodo, per i volonterosi Juniors.

Tu vinci sempre

Katty Line

Touch Me

Doors

A quanto si dice, una versione non memorabile di un brano dei mitici Doors, da parte di una giovane cantante della scuderia Clan.

Tanto vuoto

Kidders

Lost Girl

Troggs

Versione italiana un po' scarsa di un brano tipicamente beat del gruppo che, forse ha rappresentato più fedelmente di tutti questo stile, gli inglesi Troggs

Cerca di capire (1964)

(Dino e i) Kings

I Should Have Known Better

Beatles

Una delle prime proposte dei Kings, con ancora il cantante Dino in evidenza,  una versione abbastanza ingenua dai Beatles della prima ora. Era il retro del singolo "Te lo leggo negli occhi", una canzone di Sergio Endrigo interpretata da Dino come solista. Dino era destinato poi a un grande successo in proprio come cantante melodico (tra i principali successi La tua immagine, da Sound of Silence di Simon & Garfunkel).

Torna con me sulla luna (1964) 

(Dino e i) Kings

I Saw Her Standing There

Beatles

Altra cover dei Beatles per i Kings degli inizi, su suggerimento, sembra, di Sergio Bardotti. Compariva nel primo 33 giri di Dino, ancora accompagnato dai Kings.

Lo sai tu 

(Dino e i) Kings

What I'd Say

Ray Charles

Altra cover per l'LP citato sopra.

Fai quello che vuoi (1965)

Kings

Time Is On My Side (1964)

Rolling Stones /
Irma Thomas

I Kings, da non confondere con gli inglesi Kinks dei fratelli Davies o con gli americani Kingsmen, sono poco ricordati oggi, ma erano all'epoca un complesso molto apprezzato, considerati i "puristi del beat" (5° posto nel referendum della rivista Ciao Amici del 1966). Il testo italiano di questa cover dai Rolling Stones era di Pierpaolo Adda dei Kings.

Ma non è giusto (1965)

Kings

She's Not There (1964)

Zombies

Retro del singolo che conteneva il brano precedente, disco d'esordio dei Kings con la Durium nella formazione con Bernuzzi al canto (al posto di Dino), è un brano meno noto, reso in modo convincente dal complesso veronese.
Gli Zombies erano un notevole gruppo beat inglese, meno conosciuto di altri ma probabilmente secondo solo ai Beatles per qualità delle composizioni.

Bambina, non sono io (1966)

Kings

It Ain’t Me Babe
(1964)

Bob Dylan

Il retro del secondo singolo dei Kings era una cover di un brano del Dylan della prima ora, che i Kings furono tra i primi a proporre in Italia, dove era sostanzialmente sconosciuto. Sul lato A il brano "Trovane un altro", a volte citato come cover (dai Turtles) ma in realtà originale.

La risposta (1966)

Kings

Blowin’ In The Wind
(1962)

Bob Dylan

Sul successivo singolo dei Kings è inserita una versione del brano più noto in assoluto di Dylan, una cover abbastanza rispettosa, con Pierpaolo Adda (il batterista) al posto di Bernuzzi alla voce.

1-2-3 (1966)

Kings

1-2-3
(1965)

Len Barry

Sul lato B (o forse, A) una cover di un brano soul-R&B reso in stile beat-shake dai Kings (senza i fiati dell'originale). E' lo stesso brano inciso dai Dik Dik nel loro disco d'esordio, lo stesso anno. A differenza dei Dik Dik, i Kings pronunciano 1-2-3 in italiano, e anche le parole sono leggermente diverse. Nel complesso quella dei Kings è una versione più grintosa.

L'uomo di ieri (1966)

Kings

Yesterday Man (1965)

Chris Andrews

Retro di Tu non puoi.

Sei solo tu (1966)

Kings

Off the Hook!

Rolling Stones

Una cover inserita nell'unico LP dei Kings, distribuito all'epoca soprattutto in forma promozionale, quindi assai raro. Buona esecuzione degli ormai maturi Kings.

Io ho in mente te (1966)

Kings

You Were On My Mind

We Five / Barry McGuire

I Kings furono i primi a proporre in italiano il grande successo USA, che sarebbe poi diventato un cavallo di battaglia dell'Equipe 84 e il brano simbolo del beat italiano, vincitore al Cantagiro 66.

Sei stata tu (1966)

Kings

You Make Me Feel Good

Zombies

Altra cover dagli Zombies, sempre per l'LP dei Kings.

Lasciati portare via (1967)

Kings

I Just Let It Take Me

Bob Lind

Una cover da Bob Lind, quindi ancora folk-rock, per l'ultimo disco dei Kings. Sul retro l'altro noto brano del complesso veronese "Caffè amaro", un ottimo brano originale del gruppo.

Il beat cos'è (1967)

La ragazza 77

The Beat Goes On (1966)

Sonny & Cher

"La ragazza '77" era lo pseudonimo della cantante Ambra Borelli, o meglio il nome d'arte con il quale aveva deciso di lanciarla la Ricordi quando l'ha messa sotto contratto.

La strada è lunga (1967) La ragazza 77 Go Where You Wanna Go Mama's & Papa's Sul retro del primo singolo di Ambra Borelli per la Ricordi un'altra cover da un brano del quartetto vocale USA.

Mi fa morir cantando

Lara Saint Paul

Killing Me Softly

Roberta Flack

Dal brano che ci fa ricordare ancora oggi la cantante soul americana una versione corretta di Lara Saint Paul.

Va tu sei libero (1965) Lesley Gore You Don't Own Me (1964) Lesley Gore Lesley Gore è la cantante americana diventata famosa da adolescente per un paio di successi rivolti proprio al mondo delle ragazzine, la notissima "It's My Party" (#5 in USA nel 1963, quando lei aveva 16 anni) e il sequel "It's Judy's Turn To Cry". Il primo brano lo conoscono tutti in Italia perché accompagna nella colonna sonora il momento culminante di un film passato sulle TV private circa un milione di volte, Piccola peste (Problem Child, 1990, di Dennis Dugan) ed è incentrato su una festa di compleanno rovinata dalla rivale in amore.
Questo brano, grande successo in USA nel '65 (#2 dietro ai Beatles) tanto da meritare anche una auto-cover in italiano, era ben diverso. Si può leggere la storia nei due link alle versioni italiana ed originale.
Sei tu che ora piangerai Lesley Gore It's Judy Turn To Cry Lesley Gore Probabilmente lo stesso anno (ma non nello stesso disco) Lesley Gore aveva inciso anche una versione in italiano (questa volta fedele, ma ci voleva meno sforzo) del sequel del suo primo hit.

Lei ti ama (1964)

Little Boys

She Loves You

Beatles

I Little Boys erano un gruppo romano attivo nei primi anni '60 che ha inciso questo unico singolo con due cover dei Beatles per la etichetta Vis Radio (Vlmqn 056240). Alla voce in questa incisione era il cantante di Pescara Lino Tieri, poi attivo con un gruppo di nome Jaguars nella città abruzzese.
Del primo successo dei Beatles sono state proposte cover in italiano anche i Marino's e Fausto Leali.

Immagina (1964)

Little Boys

I'll Get You

Beatles

Retro del precedente brano. La esecuzione di She Loves You è accettabile (nei limiti di quello che ci si può attendere) mentre quella di questo altro brano del primo periodo dei Beatles è piuttosto scarsa. L'impasto di voci dei quattro e l'equilibrio della esecuzione sono molto distanti. testi più o meno fedeli agli originali.

Non aspetto nessuno (1964)

Little Tony

Je n'attends plus personne (1964)

Françoise Hardy

Come direbbe un inglese "strange combination". Comunque compare in una antologia della canzone italiana del 1963.

Riderà (1966)
Little Tony
Fais la rire (1966)
Hervé Vilard
La canzone che Little Tony ha portato cpn grande successo al Cantagiro del 1966 era una cover da un brano francese dello stesso anno. Oltre un milione di copie vendute per il cantante romano che stava entrando nella sua fase di massima popolarità.
Non è normale (1967) Little Tony It's Not Unusual Tom Jones Incisa per il film musicale "Marinai in coperta" (di Bruno Corbucci) nel quale ovviamente Little Tony era protagonista. Una buona versione che regge il confronto con il celebre originale, una volta tanto anche con testo fedele.

Andiamo a San Francisco

Longobardi

Let's Go To San Francisco

Flower Pot Men

In piena stagione dei "figli dei fiori" (1966-67), dopo il successo mondiale di "San Francisco" di Scott McKenzie, non sono mancati gli epigoni, tra cui questo gruppo inglese, nato dalla costola della Ivy League, che faceva in questo brano grande uso di impasti vocali stile Mamas & Papas. Oltre a questa versione, e a quella dei Dik Dik ("Inno", con testo italiano diverso e meno fedele) nelle riviste musicali dell'epoca era annunciata anche una versione di Dalida, ma non se ne trova traccia sulla discografia della cantante franco-italiana.

Mondo di uomini (1966) Lucio Dalla It's A Man's Man's World James Brown Una versione molto più regolare di quella di Ghigo per una delle poche cover di Lucio Dalla.

La risposta è caduta nel vento

Luigi Tenco

Blowin' In The Wind

Bob Dylan

Anche il cantautore Luigi Tenco, nei suoi primi passi nel mondo della musica, si è cimentato con una cover di Dylan (come farà anche De Andrè con Desolation Row). In questo caso si tratta proprio del brano più famoso del musicista statunitense.

Il vento della notte (1968)

Macchie rosse

Anthem

Deep Purple

Un gruppo tra i meno noti della stagione beat per una versione di un brano dei Deep Purple, dal loro LP "The Book Of Taliesyn"

Bambolina

Mal & The Primitives

Any Day Now

Ben E. King / Chuck Johnson

 

L'incidente
(1967)

Mal & The Primitives

Soul Finger

Bar-Keys

Non una vera e propria cover: l'originale era solo strumentale

L'ombra di nessuno

Mal & The Primitives

Standing In The Shadow Of Love

Four Tops

 

Pensiero d'amore

Mal & The Primitives

I've Got To Get A Message To You

Bee Gees

La versione italiana è stata scritta da Tony Del Monaco, un cantante e autore molto poco citato sul sito.Avvocato, nato a Sulmona (AqQ nel 1936 e morto ad Ancona nel 1993. Iniziò a cantare nel periodo universitario e venne notato in un locale notturno di Roma dal produttore Enrico Polito che è stato (non so se ancora)manager e autore per Massimo Ranieri. Tony Del Monaco ha scritto diverse canzoni come L'ultima occasione, eseguita da Jimmy Fontana, Mina e Tom Jones. Ha portato al successo molte canzoni tra cui La voce del silenzio di Limiti - Isola _Mogol e se la vita è cosi. (note di A. Cerone)

Yeeeeeh!
(1967)

Mal & The Primitives

I'aint Gonna Eat My Heart Out Anymore

Young Rascals

Versione italiana curata da Luigi Tenco

Le navi

Mario Guarnera

(Sitting On) The Dock Of The Bay

Otis Redding / Sam & Dave

Il famosissimo brano inciso dal grande interprete del R&B tre giorni prima della morte in un incidente aereo, ebbe anche una versione italiana.

La casa del sole (1965)

Marcellos Ferial

The House Of The Rising Sun

Animals / tradizionale

Il gruppo "for adults only" dei tre Los Marcellos Ferial, diventato famoso con i brani estivi "Cuando calienta el sol" e "Sei diventata nera" incisero anche questo traditional, allora tornato prepotentemente alla ribalta grazie alla versione degli Animals di Eric Burdon e lo presentarono con grande successo al Cantagiro del 1965. L'arrangiamento è identico all'originale (a parte i coretti), ma il testo è completamente stravolto, dell'originale recupera solo la parola "sole".

Johnny Brown Marcellos Ferial Johnny Brown Tradizionale USA Un brano tradizionale dell'800 sullo schiavismo, inno dei nordisti nella guerra di secessione americana. Il protagonista era un bianco che ha dedicato la sua vita leggendaria alla liberazione degli schiavi neri.

Ieri

Marcellos Ferial

Yesterday

Beatles

Dal repertorio dei Beatles i Marcellos Ferial ripresero anche il super classico composto da Paul McCartney.

Un piccolo aiuto dagli amici

Mark e Marta & Splash

With a Little Help from my Friends

Beatles

 

Quando guardo i tuoi occhi

Maria Berardinelli

Daydream (1966)

Lovin' Spoonful

In originale un successo del gruppo di John Sebastian.

La moisson (1966) Marie Laforêt Andiamo a mietere il grano (1965) Louiselle La "ragazza dagli occhi d'oro", cantante e attrice francese molto nota negli anni '60 ha pubblicato durante la sua carriera alcune cover in italiano, di sue canzoni e anche, come in questo caso, di un successo italiano (Disco per l'estate 1965) della cantante calabro-elbana Louiselle (Maria Luisa Catricalà), ricordata anche per le gradevoli canzoni Il pontile e La scogliera. Un altro caso di cover al contrario.
La vendemmia dell'amore (1963) Marie Laforêt Les vendanges de l'amour (1963) Marie Laforêt Una cover preceduta da questa auto cover di un suo brano che presentava qualche assonanza nella metafora agricola sull'amore.
E se qualcuno si innamorerà di me (La playa) (1965) Marie Laforêt La Playa (1964) /
La plage (1965)
Claude Ciari / Marie Laforêt L'originale era un brano solo strumentale, successo internazionale del chitarrista francese Claude Ciari e "tormentone" dell'estate 1964 in 45 paesi (secondo quanto afferma lo stesso Ciari). La cantante francese l'aveva trasformata in canzone con un testo scritto appositamente, e lanciata  nell'estate dell'anno dopo, consolidando il successo di questa languida melodia, e l'aveva poi incisa anche in italiano e in spagnolo. Altra versione in italiano, con lo stesso testo di daniele Pace, da Marisa Sannia.
A domani amore (1966) Marie Laforêt The Sha La La Song (1965) Marianne Faithfull Del semplice e gradevole brano scritto dalla stessa Faithfull per il suo primo album, la cantante e attrice aveva pubblicato anche in precedenza una versione francese, con buon successo, dal titolo A demain, my darling. testo italiano di Daniele Pace.
Sì (1966) Marie Laforêt Apres toi qui sait Marie Laforêt Sul retro del singolo, pubblicato in Italia dalla etichetta Festival (FX 123) un'altra auto-cover della cantante francese, sempre con testo di Pace.

Lei ti ama

Marino's

She Loves You

Beatles

Altra versione, oltre a quella di Danny Lorin. del primo successo internazionale dei Beatles, quello che lanciò (echeggiando il ritornello) la musica "yè-yè". come la chiamavano in Italia.

Misery

Marino's

Misery

Beatles

 

E se qualcuno si innamorerà di me (1965) Marisa Sannia / Marie Laforet La Playa (1964) /
La plage (1965)
Claude Ciari / Marie Laforet L'originale era un brano solo strumentale, successo internazionale del chitarrista francese Claude Ciari e "tormentone" dell'estate in 45 paesi 8secondo quanto afferma lo stesso Ciari). La cantante francese Marie Laforet l'aveva trasformata in canzone con testo, per l'estate dell'anno dopo, consolidando il successo di questa languida melodia, e l'aveva incisa anche in italiano e in spagnolo. Da notare che la Sannia nelle apparizioni televisive chiamava la canzone semplicemente "La playa", come era comunemente conosciuta.

Hey Joe (1967)

Martò

Hey Joe

Jimi Hendrix

Martò era il nome d'arte di Giancarlo Martelli, front-man e voce solista di un celebre gruppo di Bologna, i Judas, attivi con varie formazioni tra il 1965 e il 1971 nel capoluogo emiliano, ma con nessuna presenza su disco, a parte questa, derivata. Diventati nel tempo un mito come anticipatori del rock più duro nei loro concerti. Il singolo di Martò venne pubblicato da una major, la EMI, per lanciarlo anche come partecipante al Cantagiro di quell'anno, dove però non ebbe successo (Hendrix era ancora un po'  troppo avanti per il pubblico dell'estate 1967, evidentemente). Nello stesso anno Martò era in predicato per sostituire Daolio nei Nomadi, che doveva partire per il servizio militare. Il testo italiano del brano di Hendrix era di Guccini.

Anima crudele (1967) Martò Operation Heartache (1966) Allen Toussaint Sul retro di Hey Joe, un'altra cover, da un brano R&B di un musicista di New Orleans che avrebbe firmato molti successi nella sua lunga carriera.

Lady Madonna

Marzio

Lady Madonna

Beatles

Altra versione dai Gleemen.

Michelle (1966)

Mat 65

Michelle

Beatles

Esiste un'altra versione più nota del classico dei Beatles, del cantante Don Miko. Era il retro di un'altra cover del gruppo, della celeberrima Satisfaction (il diavolo e l'acqua santa in un solo 45 giri). Disco Pop 200013.

La libertà (1966) Mat 65 Last Train to Clarksville Monkees La cover scelta dai Mat 65 (un gruppo di Bergamo) per il primo dei singoli RiFi ottenuti dopo la vittoria al primo torneo Davoli nel 1966, davanti ai Corvi.
Babababa-Ba (1966) Mat 65 With A Girl Like You Troggs Retro del precedente, una versione altarenativa rispetto a quella più nota dei Satelliti, con la Ricordi. (disco RiFi rfn np 16172)
Ma che ne sai (1966) Mat 65 Black is Black Los Bravos Secondo singolo per la ri-Fi, con altre due cover, una dal successo internazionale degli spagnoli Los Bravos ...
Un riparo per noi (1966) Mat 65 With A Girl Like You Troggs ... e l'altra con un testo diverso per il classico brano beat (autentico esempio e modello del genere) degli inglesi Troggs. (Disco RiFi rfn np 16186). Si trattava del testo vagamente di protesta, ispirato forse alle piogge acide, e sicuramente ben diverso dall'originale che non era piaciuto alla commissione d'ascolto della RAI. L'autore del testo italiano, anche se non ne abbiamo conferma, dovrebbe essere Francesco Guccini. La cover dei Nomadi era sul retro di "Noi non ci saremo".

Ballerina (1967)

Maurizio

Pretty Ballerina

Left Banke

Il primo singolo di Maurizio Arcieri, front-man dei New Dada, uno dei complessi di maggiore seguito dell'era beat, scelti come spalla dei Beatles nel loro primo (e ultimo) tour italiano.
L'originale era il secondo successo di un gruppo USA che aveva raggiunto in precedenza la top-10 con il loro singolo "Walk Away Renee". Qualche incertezza nella metrica del testo italiano non consente di raggiungere la immediatezza pop del brano USA.

T'amo da morire (1967) Maurizio Gimme Some Lovin' Spencer Davis Group Il secondo singolo di Maurizio dopo l'abbandono dei New Dada vedeva sul lato A Lady Jane (già inciso anche con i New Dada) e sul lato B una canzone decisamente diversa, il potente R&B scritto da un adolescente Stevie Winwood per il suo primo gruppo. Grintosa e corretta la versione di Maurizio Arcieri.

24 ore spese bene con amore

Maurizio

Spinning Wheel

Blood Sweat & Tears

Maurizio ha scelto, per consolidare la sua carriera solistica, il grande successo del notevole gruppo americano, iniziatore del rock-jazz.

Guardami, toccami, amami, guariscimi (1970)

Maurizio

See Me, Feel Me, Touch Me

Who

L'originale era contenuta nel celebre concept album "Tommy". L'efficace versione italiana nel primo LP di Maurizio Arcieri, del 1970.

Un'ora basterà

Maurizio

Je t'appelle encore

Dalida

Questa volta Maurizio Arcieri si era rivolto ad un brano veramente melodico della cantante franco-italiana, allora all'apice del successo

E schiaffeggiarti!

Maurizio 

Take Me for A Little While 

Vanilla Fudge


Gli amici miei (1966) Memphis You're So Good To Me Beach Boys I Memphis erano uno dei gruppi più apprezzati della Verona Beat. Per il loro primo singolo, come per molti altri complessi italiani, si cominciava dai classici Beach Boys e dalla possibilità di mettere in luce l'affiatamento delle voci.
Sono una roccia (1967) Memphis I Am A Rock Simon & Garfunkel Altra valida cover dal classico brano di Paul Simon per il successivo singolo dei Memphis. Traduzione fedele e rispettosa del bellissimo testo originale.
Che farò (1967) Memphis Bad Time (1964) The Roulettes Per l'altro lato di questo singolo una cover di un brano meno conosciuto e più tradizionale (vagamente in stile doo-bop, pre-beat) dei Roulettes, il gruppo che accompagnava Adam Faith, un cantante molto noto in UK nei primi anni '60, vera e propria pop star, ma non conosciuto o quasi da noi.
Cerchi nell'acqua (1967) Memo Remigi Des ronds dans l'eau (1967) Françoise Hardy Da una bella e romantica canzone interpretata da Françoise Hardy, autentica icona del modo di concepire la musica negli anni '60, una valida versione italiana. La canzone era di Pierre Barouh (parole) e  Raymond Le Sénéchal (musica), però in alcuni siti, come Hitparadeitalia, è indicata come di Francis Lai. Il motivo dell'errore è che il brano è stato incluso nella colonna sonora del film di Lelouch "Vivere per vivere" (Vivre pour vivre) del 1967, la cui colonna sonora, pluripremiata per l'omonimo tema conduttore, era del famoso compositore francese.

Mi manchi

Meri Marabini

I Need You

Beatles

Meri Marabini puntava per distinguersi ad una immagine diversa, nel suo caso l'elemento differenziante era l'acconciatura bicolore (mezza nera e mezza bionda, ma non con le meches, proprio un colore per lato). Altre canzoni "La tua voce", "Ci scommetto", "C’è tanta gente", "I fiori sul viso", "Sono la tua donna".

Dici che mi ami

Meteors

Things We said Today

Beatles

Un gruppo minore italiano, di Bologna, per un certo periodo gruppo spalla di Morandi, che si è cimentato con molti brani dei Fab 4. Il chitarrista era Dodi Battaglia, poi storico componente dei Pooh.

Un ragazzo di strada (1966)

Meteors

I Ain't No Miracle Worker

The Brogues

Anche i Meteors pubblicarono una loro versione del brano americano divenuto celeberrimo nella versione dei Corvi

La tua voce (1965)

Meteors

And I Love Her (1964)

Beatles

Probabilmente la prima versione in italiano del classico brano dei Beatles composto da Paul McCartney. Molte altre cover successive tra cui una del 1970 di Patty Pravo.

Lasciami con lei (1966)

Meteors

I Feel Fine

Beatles

L'anno successivo i Meteors, un gruppo di Bologna che nasceva dai Golden Rock Boys di Andrea Mingardi, ha inciso un intero album di cover dai Beatles, come aveva fatto anche Augusto Righetti.

Lei ti ama

Meteors

She Loves You

Beatles

In questo album erano incluse queste cover elencate.

Quattrini no

Meteors

Money

Beatles

 

Tra notte e giorno

Meteors

A Hard Day's Night

Beatles

 

Nel rosa (1971) Mia Martini Into The White Cat Stevens Una cover molto efficace e non calligrafica, con arrangiamento diverso,contenuta nell'album Oltre la collina, del 1971, il suo disco d'esordio con il nuovo nome d'arte (in precedenza aveva inciso con il suo vero nome Mimì Bertè. L'originale era contenuto in uno dei classici album del cantautore anglo-greco, Tea For Tillerman, dell'anno prima.
Prigioniero (1971) Mia Martini Stop! I don't Wanna Hear It Anymore Melanie Safka Dallo stesso album d'esordio. Testo italiano di Bruno Lauzi. L'originale era un minor-hit (soprattutto in Europa) di Melanie.
Madre (1972) Mia Martini Mother John Lennon Altra cover da un classico di Lennon contenuta nell'album Nel mondo una cosa, del 1972.

Io straniera (1972)

Mia Martini

Border Song

Elton John

Nello stesso secondo album della cantante calabrese anche questa cover da Elton John.
Valsinha (1972) Mia Martini Valsinha Chico Buarque Ancora una cover dell'album Nel mondo una cosa, questa volta dalla MPB.
Il tuo cuore di neve (1972) Mia Martini Sing A Song Gary Wright Gary Wright era il tastierista degli Spooky Tooth, questo brano è tratto dal suo primo album, Extraction del  1971. Sempre per l'album Nel mondo una cosa.

Picnic (1973)

Mia Martini

Your Song

Elton John

La cover della celebre canzone di Elton Johne Bernie Taupin era contenuta nel terzo album di Mia Martin, Il giorno dopo, del 1973. Testo italiano, che ha ben pochi punti di contatto con l'originale, è di Maurizio Piccoli.

Signora (1973) Mia Martini Senora Joan Manuel Serrat Altra cover per il terzo album della cantante italiana. Questa volta da un successo spagnolo. Molto meglio dell'originale.

Ti senti sola stasera

Michele

Are You Lonesome Tonight 

Elvis Presley

Michele era uno dei tre cantanti italiani che si ispiravano nella impostazione delle voce e anche in parte nel look a Elvis Presley (gli altri due erano Bobby Solo e Little Tony). Era arrivato al grande successo (#1 in classifica) già all'inizio della carriera con il fortunato ed efficace brano (tutto "made in Italy") "Se mi vuoi lasciare", presentato al Cantagiro di quell'anno.

Dite a Laura che l’amo

Michele

Tell Laura I Love Her 

Ray Peterson

Un altro brano super-sentimentale per Michele(al secolo Michele Maisano) e altro grande successo.

L'isola di Wight

Michel Delpech

Wight is Wight

Michel Delpech

Anche l'autore originale francese preparò una versione italiana, in parallelo a quella più nota dei Dik Dik

È una bambolina che fa no,no,no

Michel Polnareff

La Poupée Qui Fait Non

Michel Polnareff

Successo internazionale del cantautore francese di origine russa, diplomato al conservatorio ma poi uno dei primi beatnik francesi, proposto in Italia in varie traduzioni (fedeli, in questo caso). Il maggiore riscontro è stato ottenuto dalla cover dei Quelli

La lezione del capellone

Michel Polnareff

Beatnik

Michel Polnareff

I beatnik erano i giovani contestatori degli anni '60, precursori degli hippies; passando dalla Francia all'Italia il protagonista diventa ovviamente un "capellone".

Love Me Please Love Me (1966)

Michel Polnareff

Love Me Please Love Me

Michel Polnareff

Versione italiana da parte dello stesso "beatnik" Polnareff del suo secondo grande successo (un brano decisamente melodico e sentimentale).

L'amore con te

Michel Polnareff

L'amour avec toi

Michel Polnareff

Versione italiana anche per il retro della versione originale

Âme câline

Michel Polnareff

Âme câline

Michel Polnareff

Non manca la versione italiana anche per il successivo singolo del cantautore francese.

La tribù

Michel Polnareff

Le roi des formis

Michel Polnareff

Retro di Ame Celine.

Nelle mani tue

Mike Liddel e gli Atomi

We Can Work It Out

Beatles

Cantante inglese arrivato in Italia, poi unitosi a un gruppo italiano preesistente, gli Atomi.

La tua immagine

Mike Liddel e gli Atomi

The Sound Of Silence

Simon & Garfunkel

Mike Liddell era tra gli assidui ospiti del Piper Club.

 

Note

   

Per segnalazioni o precisazioni scrivere a: Webmaster Musica & Memoria

 

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