| The House of the Rising Sun |
Versione originale al maschile (Pete Seeger, Animals) / Versione originale al femminile (Joan Baez) / Non dite a mia madre (prima cover in italiano, Riki Maiocchi) / La casa del sole (cover in italiano più nota > Riki Maiocchi, Los Marcellos Ferial e altri) / La storia della canzone / La fine di Storyville / Elenco delle cover di The House of the Rising Sun
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The House Of The Rising Sun |
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There
is a house in New Orleans |
C’è
una casa a New Orleans |
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My
mother was a tailor |
Mia
madre era una sarta |
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Now
the only thing a gambler needs |
Ora,
l'unica cosa della quale ha bisogno un giocatore |
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Oh
mother, tell your children |
Oh,
madre, dì ai tuoi figli |
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Well
I've got one foot on the platform |
Bene,
ho un piede sulla piattaforma |
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Well
there is a house in New Orleans |
Bene,
c’è una casa a New Orleans |
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The House Of The Rising Sun |
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There
is a house in New Orleans |
C’è
una casa a New Orleans |
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If
I had listened to what my mother said |
Se
avessi ascoltato quello che mia madre diceva |
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Go
and tell my baby sister |
Vai
e dì alla mia sorella bambina |
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I'm
going back to New Orleans |
Sto
tornando a New Orleans |
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Note |
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(1) |
In questa versione, la più nota, la storia è raccontata al maschile, come nelle versioni di Eric Burdon and The Animals (che riportarono al successo mondiale questo brano tradizionale nel 1964 con un nuovo aggiornamento rock) e ancor prima di Pete Seeger, cha la riscoprì come altri brani del patrimonio tradizionale americano e ancora, di Bob Dylan, che la inserì nel suo primo album omonimo del 1962; il grande successo internazionale arrivò anche in Italia con la versione degli Animals, e di questo brano vennero fatte cover da vari cantanti, tra cui Riki Maiocchi. |
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(2) |
Storia raccontata al femminile, come nella versione di Joan Baez. Si tratta probabilmente della prima versione del brano. |
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(3) |
La “Casa del sole nascente” è una casa di tolleranza di New Orleans, all’epoca di questa canzone (fine ‘800) il quartiere a luci rosse di New Orleans era il più esteso del mondo, una specie di città nella città (veniva chiamata "Storyville", dal nome del consigliere municipale Alderman Story, che ne aveva propugnato la costituzione, e quelle case chiuse in quella particolare città furono anche la culla di un nuovo stile musicale che avrebbe avuto una lunga storia: il jazz), fino a che venne rasa al suolo in occasione di una ondata moralizzatrice (vedere il libro “Memorie di una maitresse americana” di Neil Kimball, Adelphi). |
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(4) |
La palla di ferro e la catena con le quali venivano assicurati contro i pericoli di fuga i galeotti negli Stati Uniti fino ai primi decenni del ‘900. |
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(5) |
Strada obbligata per la protagonista è ritornare nel "giro". Le donne che entravano nel giro delle case chiuse venivano registrate come prostitute dal sistema giudiziario e non sostanzialmente più uscirne. Probabile una metafora ironica tra il nome della casa e il destino delle sue abitanti. |
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Storyville e New Orleans |
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Una immagine di Storyville nel 1910 |
Una prostituta di Storyville.
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The House of the Rising Sun |
Secondo alcune fonti una casa di tolleranza con questo nome è esistita veramente tra il 1862 e il 1874, ed era di proprietà di una maitresse che si chiamava Madam Marianne Le Soleil Levant (da cui il nome della casa, una traduzione del cognome o del soprannome francese della conduttrice). Secondo altre fonti il riferimento della canzone originale era in realtà alla prigione femminile del capoluogo della Louisiana, e la canzone era in origine al femminile. In ogni caso "Rising Sun" era una metafora usata in America, e ancor prima in Inghilterra, sin dall'800, per indicare una casa di tolleranza. Ma "Rising Sun" era un nome utilizzato anticamente anche per locande e hotel in Inghilterra con motivazioni più banali (orientamento ad Est, come quella illustrata sotto) e il nome, in definitiva, potrebbe essere del tutto casuale.
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La via delle case di tolleranza (mansions of Storyville madames) a Storyville, nei primi anni del '900 |
L'antica locanda Rising Sun Hotel a
Lynton |
La fine di Storyville, il quartiere del peccato, della schiavitù (per le prostitute) della licenza e della libertà totale è stata magistralmente raccontata con il più franco realismo nel libro autobiografico Memorie di una maitresse americana, scritto, sembra con il supporto di uno scrittore o di un letterato rimasto anonimo, da una non meglio identificata Neil Kimball, probabilmente uno pseudonimo di una persona che realmente ha vissuto quelle esperienze negli Stati Uniti in crescita caotica e inarrestabile dopo la drammatica guerra civile (la "guerra di secessione"). Pubblichiamo un estratto di questo racconto, convinti che sarà sicuramente uno stimolo per cercare questo libro, pubblicato da Adelphi diversi anni fa e probabilmente tuttora in catalogo.
Il primo segno che la pacchia stava
per finire lo si ebbe nell'agosto 1917, ma noi non pensammo si trattasse di
una cosa seria. Washington cominciò a regolamentare la prostituzione entro
cinque miglia dai campi militari e i centri navali. Alle regolamentazioni
seguirono altre regolamentazioni. Storyville aveva i giorni contati. I
ragazzi, fu deciso, potevano morire per la loro patria ma non andare a letto
per essa.
Nell'ottobre 1917 il Consiglio Comunale votò l'abolizione di Storyville. Ecco
come suona l'ordinanza. Ne ho ancora una copia:
« Considerando il riconoscimento legale della prostituzione come un male
necessario, in una città portuale delle dimensioni di New Orleans, questo
Consiglio Comunale aveva ritenuto che la situazione potesse essere controllata
più facilmente, e in maniera più soddisfacente, confinandola entro un'area
determinata. La nostra esperienza ci ha insegnato che le ra¬gioni di questo
sono inderogabili, ma il Dipartimento della Marina del Governo federale ha
deciso altrimenti ».
Il documento concludeva che alla mezzanotte del 12 novembre 1917, sarebbe
stato illegale gestire un bordello nella città di New Orleans. Io pensai che i
bordelli avrebbero potuto ottenere protezione e rimanere aperti. Ma non fu
così. ... (leggi
tutto)
La canzone è un traditional, anche se molti hanno tentato di accampare diritti sul testo o sull'arrangiamento. Nel disco di Dylan è accreditata a White (Josh White, un noto bluesman) e Holmes. Effettivamente Josh White ne fece una efficace versione che è stata la base anche per il recupero degli Animals (fonte: Allmusic). Riportiamo nel seguito la cronologia più attendibile.
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1800 - anni '20 |
La canzone nasce da notizie e fatti della città di New Orleans, con numerosi contributi e varianti, come tutte le canzoni popolari. Il tema musicale è basato su un tema tradizionale inglese (probabilmente "Matty Groves", una ballata del 1600, secondo Alan Lomax), con successive influenze e influssi blues, assorbiti dalla musica del tempo. Varia anche il titolo della canzone; nelle varie testimonianze sono citati "Rising Sun Blues", "House in New Orleans", "In New Orleans", "Bad Girl Lament" e altri. |
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1928 |
Viene citata la prima registrazione su disco 78 giri da parte del bluesman Alger "Texas" Alexander e data al 1928 quella di un "blues lament" dal titolo "The House of The Rising Sun". Di questo disco, come di un altro citato, esiste il riferimento nella Libreria del Congresso USA, ma non pare ne esistano copie superstiti. Si può dedurre che ne siano circolate poche copie e solo in un'area limitata. Non è quindi neanche noto il testo utilizzato e l'arrangiamento. La seconda versione è probabilmente ascrivibile a Clarence Tom Hashley, un altro bluesman che operava nel periodo, e risale al 1933. |
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1937 |
Il famoso musicologo Alan Lomax, nel suo noto e meritorio lavoro di ricerca sulla musica popolare americana, raccoglie sul campo con un registratore a filo (Presto) testimonianze e registrazioni. Viene in contatto anche con questa canzone, che gli viene cantata da un musicista di strada del Kentucky, Bert Martin (che si accompagnava alla chitarra) e poi da Daw Henson, che la cantava per sola voce. La versione che lo colpì in modo particolare fu quella cantata dalla giovane figlia di un minatore del Kentucky, Georgia Turner, una ragazza bionda di circa 16 anni, che aveva raccolto e registrata per prima, il 15 settembre di quell'anno. Secondo la ragazza la canzone faceva parte del repertorioi che si cantava comunemente nella sua casa. E' possibile che avesse sentito le versioni su disco? Improbabile, proveniva da un ambiente decisamente rurale, la canzone veniva probabilmente da New Orleans, dove qualcuno degli uomini della famiglia o della contea era andato a lavorare. |
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1938 |
Il cantante Roy Acuff incide una nuova versione della canzone, basata sul precedente disco di Clarence Ashley. Il disco è relativamente più diffuso rispetto ai precedenti. |
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1941 |
Alan Lomax pubblica le sue ricerche nel libro "Our Singing Country". Vi è contenuta anche la trascrizione della canzone cantata dalla giovane Georgia Turner, mentre le registrazioni sono disponibili nel circuito degli appassionati. In base a questa pubblicazione in alcuni riferimenti Georgia Turner e Bert Martin sono indicati come autori del testo, ma la canzone è da considerare a tutti gli effetti un traditional. |
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1941 |
Gli Almanac Singers, ovvero Woody Guthrie, Pete Seeger, Hal Hays e Millard Lampell, pubblicano la canzone nel loro album Sod-Buster Ballads (canzoni rurali), al canto è Woody Guthrie. E' un disco seminale per la scoperta del genere folk al di fuori dei suoi confini tradizionali. Pete Seeger e Hal Hays saranno poi nel dopoguerra assieme nei Weavers, e daranno il via al primo successo commerciale del genere, cui farà seguito la riscoperta agli inizi degli anni '60, protagonisti Bob Dylan (che proseguiva la tradizione e lo stile di Guthrie), Joan Baez, Peter, Paul & Mary e molti altri. |
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1956 |
Il bluesman nero Josh White incide una sua versione di The House Of The Rising Sun con forti venature blues. Probabilmente la canzone era stata da lui interpretata e forse incisa già dalla fine dei '40. |
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1962 |
Bob Dylan incide The House Of The Rising Sun nel suo disco di esordio omonimo, una versione folk tradizionale, un omaggio al suo maestro Woody Guthrie. |
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1964 |
Il gruppo inglese The Animals, un combo R&B di Newcastle, dove militavano alla voce Eric Burdon, alla chitarra solista Hilton Valentine e all'organo Alan Price (leader prima dell'arrivo di Burdon) decidono di fare una cover del brano, che avevano ascoltato probabilmente nelle versioni di Dylan e di Josh White. E' da quest'ultima che prendono il riff di chitarra e l'andamento blues, aggiungendo un arrangiamento che mette in evidenza la chitarra di Valentine (l'introduzione) e poi l'organo Hammond di Alan Price, su tutto la voce intensa e potente di Eric Burdon. Il successo è immediato e la canzone è la prima di un complesso inglese, dopo i Beatles, a raggiungere il numero 1 in USA. Per la cronaca gli altri due "Animals" erano il bassista Chas Chandler e il batterista John Steel. |
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1964 - oggi |
Il brano non lascerà più le trasmissioni radio o i concerti o qualunque altro mezzo per ascoltare musica, diventando un classico senza tempo, ripreso in tutti gli stili possibili in decine di cover. |
(Fonti: Washington Post (Online edition) - Ed Anthony - 2000 / American History Site / Sito Eric Burdon / sito Allmusic.Com)
(Un elenco di decine di cover di questo famoso brano)
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Non dite a mia madre (Riki Maiocchi) |
All'alba
no, non ci sarò
a raccontarvi di me
si lo so che io
partirò da qui
per poi mai più ritornar
Non
dite a mia madre
che son qui
perché lei crede in me
e se saprà la verità
dal dolor ne morirà
Nascerà
il sol per tutti voi
ma per me solo notte sarà
fuggirà all'alba poi si lo so
tutti avranno solo pietà
Perdono
per me mio Dio
ti chiedo perdono per me
ma fa che mia madre
non sappia mai
che sono finito così,
oh così
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La casa del sole (Riki Maiocchi, Los Marcellos Ferial e altri) |
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Lo so perché tu sei qui Ma come faccio a dirti Il sole che tu aspettavi |
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Note (cover in italiano) |
Si contano numerose altre versioni italiane (I Bisonti, Guidone, Cousins, Luigi Chiocca, Fausto Billi e Janeth Smith, più tardi Al Bano in duetto con Joe Cocker) con questo secondo testo, con alcune variazioni non di rilievo. Il maggiore successo lo ebbe all'epoca la versione dei Los Marcellos Ferial, presentata al Cantagiro del 1965.
La prima versione italiana di Maiocchi (Non dite a mia madre) non venne accettata dalla commissione di ascolto della RAI, probabilmente perché accennava ad una condanna a morte. La seconda versione divenne un successo e fu trasmessa estesamente nelle diverse interpretazioni. Entrambe travisavano completamente il testo originale, del quale nella seconda rimaneva (astutamente) soltanto l'epico e poetico titolo e la parola "sole" (vedi la sezione Cover adulterate).
Una
cantante specializzata nel circuito folk (della quale non siamo riusciti a
recuperare il nome), ne presento però a fine anni '60 una versione fedele, quasi
letterale ("mio padre era un giocatore d'azzardo") che venne trasmessa alla
trasmissione radiofonica Per voi giovani, in un clima evidentemente
e rapidamente
mutato.
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© Traduzione Alberto Truffi Dicembre 2001 - Musica & Memoria / Trascrizione dei testi italiani di Alberto Truffi riprodotta per soli scopi di ricerca e critica musicale / Copia per scopi commerciali non consentita |