The House of the Rising Sun

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Versione originale al maschile  (Pete Seeger, Animals) / Versione originale al femminile (Joan Baez) / Non dite a mia madre (prima cover in italiano, Riki Maiocchi) / La casa del sole (cover in italiano più nota > Riki Maiocchi, Los Marcellos Ferial e altri) / La storia della canzoneLa fine di Storyville / Elenco delle cover di The House of the Rising Sun

 

The House Of The Rising Sun

(versione al maschile)

 

 

There is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it's been the ruin of many a poor boy
And God I know I'm one

C’è una casa a New Orleans
La chiamano “Il sole nascente” (3)
Ed è stata la rovina per tanti poveri ragazzi
E, Dio, io so di essere uno di loro

My mother was a tailor
Sewed my new blue jeans
My father was gamblin' man
Down in New Orleans

Mia madre era una sarta
Ha cucito i miei nuovi blue jeans
Mio padre era un giocatore d’azzardo
Laggiù a New Orleans

Now the only thing a gambler needs
Is a suitcase and a trunk
And the only time he'll be satisfied
Is when he's all a-drunk

Ora, l'unica cosa della quale ha bisogno un giocatore
È una valigia e un baule
E il solo momento nel quale sarà soddisfatto
Sarà quando sarà del tutto sbronzo.

Oh mother, tell your children
Not to do what I have done
Spend your lives in sin and misery
In the House of the Rising Sun

Oh, madre, dì ai tuoi figli
Di non fare quello che ho fatto io
Passare la vita nel peccato e nella infelicità
Nella Casa del Sole nascente

Well I've got one foot on the platform
The other foot on the train
I'm going back to New Orleans
To wear that ball and chain

Bene, ho un piede sulla piattaforma
E l’altro piede sul treno
Me ne sto andando da New Orleans
Per mettermi ai piedi una palla (di ferro) e una catena (4)

Well there is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it's been the ruin of many a poor boy
And God I know I'm one

Bene, c’è una casa a New Orleans
La chiamano “Il sole nascente”
Ed è stata la rovina per molti poveri ragazzi
E, Dio, io so di essere uno (di loro)

   

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The House Of The Rising Sun

(versione al femminile)

 

 

There is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it has been the ruin of many a poor girl
And me, oh God, for one

C’è una casa a New Orleans
La chiamano “Il sole nascente”
Ed è stata la rovina per molte povere ragazze
Ed io, Dio mio, sono una di loro

If I had listened to what my mother said
I'd been at home today
But I was young and foolish, oh God
Let the rambler lead me astray

Se avessi ascoltato quello che mia madre diceva
Sarei a casa mia ora
Ma io ero giovane e folle, o Dio
E ho permesso che un vagabondo mi portasse fuori strada

Go and tell my baby sister
Don't do what I have done
But to shun that house in New Orleans
They call the Rising Sun

Vai e dì alla mia sorella bambina
Di non fare quello che ho fatto io
Ma di evitare quella casa a new Orleans
Che chiamano “Il sole nascente”

I'm going back to New Orleans
My race is almost run
I'm going back to spend my life
Beneath that Rising Sun

Sto tornando a New Orleans
La mia corsa è quasi finita
Sto tornando per passare la mia vita
Sotto “Il sole nascente” (5)

 

 

Note

   

(1)

In questa versione, la più nota, la storia è raccontata al maschile, come nelle versioni di Eric Burdon and The Animals (che riportarono al successo mondiale questo brano tradizionale nel 1964 con un nuovo aggiornamento rock) e ancor prima di Pete Seeger, cha la riscoprì come altri brani del patrimonio tradizionale americano e ancora, di Bob Dylan, che la inserì nel suo primo album omonimo del 1962; il grande successo internazionale arrivò anche in Italia con la versione degli Animals, e di questo brano vennero fatte cover da vari cantanti, tra cui Riki Maiocchi.

(2)

Storia raccontata al femminile, come nella versione di Joan Baez. Si tratta probabilmente della prima versione del brano.

(3)

La “Casa del sole nascente” è una casa di tolleranza di New Orleans, all’epoca di questa canzone (fine ‘800) il quartiere a luci rosse di New Orleans era il più esteso del mondo, una specie di città nella città (veniva chiamata "Storyville", dal nome del consigliere municipale Alderman Story, che ne aveva propugnato la costituzione, e quelle case chiuse in quella particolare città furono anche la culla di un nuovo stile musicale che avrebbe avuto una lunga storia: il jazz), fino a che venne rasa al suolo in occasione di una ondata moralizzatrice (vedere il libro “Memorie di una maitresse americana” di Neil Kimball, Adelphi).

(4)

La palla di ferro e la catena con le quali venivano assicurati contro i pericoli di fuga i galeotti negli Stati Uniti fino ai primi decenni del ‘900.

(5)

Strada obbligata per la protagonista è ritornare nel "giro". Le donne che entravano nel giro delle case chiuse venivano registrate come prostitute dal sistema giudiziario e non potevano sostanzialmente più uscirne. Probabile una metafora ironica tra il nome della casa e il destino delle sue abitanti.

 

Storyville e New Orleans

 

Una immagine di Storyville nel 1910

Una  prostituta di Storyville.
La foto è in esterni (cosa un po'
incongrua per la frequentatrice di una
"casa chiusa") probabilmente per i problemi
di luce dei primi materiali sensibili per  fotografia

 

The House of the Rising Sun

 

Secondo alcune fonti una casa di tolleranza con questo nome è esistita veramente tra il 1862 e il 1874, ed era di proprietà di una maitresse che si chiamava Madam Marianne Le Soleil Levant (da cui il nome della casa, una traduzione del cognome o del soprannome francese della conduttrice). Secondo altre fonti il riferimento della canzone originale era in realtà alla prigione femminile del capoluogo della Louisiana, e la canzone era in origine al femminile. In ogni caso "Rising Sun" era una metafora usata in America, e ancor prima in Inghilterra, sin dall'800, per indicare una casa di tolleranza. Ma "Rising Sun" era un nome utilizzato anticamente anche per locande e hotel in Inghilterra con motivazioni più banali (orientamento ad Est, come quella illustrata sotto) e il nome, in definitiva, potrebbe essere del tutto casuale.

La via delle case di tolleranza (mansions of Storyville madames) a Storyville, nei primi anni del '900

L'antica locanda Rising Sun Hotel a Lynton
nell'Exmoor,  orientata ad Est (©  foto A.M. Truffi)

   

La fine di Storyville

 

La fine di Storyville, il quartiere del peccato, della schiavitù (per le prostitute) della licenza e della libertà totale è stata magistralmente raccontata con il più franco realismo nel libro autobiografico Memorie di una maitresse americana, scritto, sembra con il supporto di uno scrittore o di un letterato rimasto anonimo, da una non meglio identificata Neil Kimball, probabilmente uno pseudonimo di una persona che realmente ha vissuto quelle esperienze negli Stati Uniti in crescita caotica e inarrestabile dopo la drammatica guerra civile (la "guerra di secessione"). Pubblichiamo un estratto di questo racconto, convinti che sarà sicuramente uno stimolo per cercare questo libro, pubblicato da Adelphi diversi anni fa e probabilmente tuttora in catalogo.

 

Il primo segno che la pacchia stava per finire lo si ebbe nell'agosto 1917, ma noi non pensammo si trattasse di una cosa seria. Washington cominciò a regolamentare la prostituzione entro cinque miglia dai campi militari e i centri navali. Alle regolamentazioni seguirono altre regolamentazioni. Storyville aveva i giorni contati. I ragazzi, fu deciso, potevano morire per la loro patria ma non andare a letto per essa.
Nell'ottobre 1917 il Consiglio Comunale votò l'abolizione di Storyville. Ecco come suona l'ordinanza. Ne ho ancora una copia:
« Considerando il riconoscimento legale della prostituzione come un male necessario, in una città portuale delle dimensioni di New Orleans, questo Consiglio Comunale aveva ritenuto che la situazione potesse essere controllata più facilmente, e in maniera più soddisfacente, confinandola entro un'area determinata. La nostra esperienza ci ha insegnato che le ra¬gioni di questo sono inderogabili, ma il Dipartimento della Marina del Governo federale ha deciso altrimenti ».
Il documento concludeva che alla mezzanotte del 12 novembre 1917, sarebbe stato illegale gestire un bordello nella città di New Orleans. Io pensai che i bordelli avrebbero potuto ottenere protezione e rimanere aperti. Ma non fu così.
 ... (leggi tutto)

 

La storia della canzone

 

La canzone è un traditional, anche se molti hanno tentato di accampare diritti sul testo o sull'arrangiamento. Nel disco di Dylan è accreditata a White (Josh White, un noto bluesman) e Holmes. Effettivamente Josh White ne fece una efficace versione che è stata la base anche per il recupero degli Animals (fonte: Allmusic). Riportiamo nel seguito la cronologia più attendibile.

 

1800 anni '20

La canzone nasce da notizie e fatti della città di New Orleans, con numerosi contributi e varianti, come tutte le canzoni popolari. Il tema musicale è basato su un tema tradizionale inglese (probabilmente "Matty Groves", una ballata del 1600, secondo Alan Lomax), con successive influenze e influssi blues, assorbiti dalla musica del tempo. Varia anche il titolo della canzone; nelle varie testimonianze sono citati "Rising Sun Blues", "House in New Orleans", "In New Orleans", "Bad Girl Lament" e altri.

1928

Viene citata la prima registrazione su disco 78 giri, risalente al 1928, da parte del bluesman Alger "Texas" Alexander, con titolo Rising Sun Blues, e piuttosto diversa dalla versione oggi conosciuta. Del 1933 è invece la registrazione di un "blues lament" dal titolo "The House of The Rising Sun", probabilmente ascrivibile a Clarence Tom Hashley, un altro bluesman che operava nel periodo. Di questi dischi esiste il riferimento nella Libreria del Congresso USA, ma non erano note copie superstiti. Si può dedurre che ne siano circolate poche copie e solo in un'area limitata. Potenza di YouTube nel tempo poi è riemersa almeno la versione di Texas Alexander, che si può ora ascoltare facilmente.

1937

Il famoso musicologo Alan Lomax, nel suo noto e meritorio lavoro di ricerca sulla musica popolare americana, raccoglie sul campo con un registratore a filo (Presto) testimonianze e registrazioni. Viene in contatto anche con questa canzone, che gli viene cantata da un musicista di strada del Kentucky, Bert Martin (che si accompagnava alla chitarra) e poi da Daw Henson, che la cantava per sola voce. La versione che lo colpì in modo particolare fu quella cantata dalla giovane figlia di un minatore del Kentucky, Georgia Turner, una ragazza bionda di circa 16 anni, che aveva raccolto e registrata per prima, il 15 settembre di quell'anno. Secondo la ragazza la canzone faceva parte del repertorio che si cantava comunemente nella sua casa. E' possibile che avesse sentito le versioni su disco? Improbabile, proveniva da un ambiente decisamente rurale, la canzone veniva probabilmente da New Orleans, dove qualcuno degli uomini della famiglia o della contea era andato a lavorare.

1938

Il cantante Roy Acuff incide una nuova versione della canzone, basata sul precedente disco di Clarence Ashley. Il disco è relativamente più diffuso rispetto ai precedenti.

1941

Alan Lomax pubblica le sue ricerche nel libro "Our Singing Country". Vi è contenuta anche la trascrizione della canzone cantata dalla giovane Georgia Turner, mentre le registrazioni sono disponibili nel circuito degli appassionati. In base a questa pubblicazione in alcuni riferimenti Georgia Turner e Bert Martin sono indicati come autori del testo, ma la canzone è da considerare a tutti gli effetti un traditional.

1941

Gli Almanac Singers, ovvero Woody Guthrie, Pete Seeger, Hal Hays e Millard Lampell, pubblicano la canzone nel loro album Sod-Buster Ballads (canzoni rurali, ora si trova su iTunes sulla compilation Which Side Are You On?), al canto è Woody Guthrie. E' un disco seminale per la scoperta del genere folk al di fuori dei suoi confini tradizionali. Pete Seeger e Hal Hays saranno poi nel dopoguerra assieme nei Weavers, e daranno il via al primo successo commerciale del genere, cui farà seguito la riscoperta agli inizi degli anni '60, protagonisti Bob Dylan (che proseguiva la tradizione e lo stile di Guthrie), Joan Baez, Peter, Paul & Mary e molti altri. In questa versione e in altre successive di Woody Guthrie la canzone è proposta in puro stile country rurale, con accompagnamento di banjo e altri strumenti acustici. probabilmente molto simile alle versioni raccolte da Lomax o circolate in precedenza. I versi sono sostanzialmente uguali. La melodia è simile, ma non uguale, alla versione conosciuta ora.

1947

Il bluesman nero Josh White (anche lui, come Pete Seeger e Woody Guthrie, nel mirino nel periodo del maccartismo) incide in 78 giri una sua versione di The House Of The Rising Sun con un arrangiamento per sola chitarra acustica, marcate venature blues e un ritmo più scandito. E' una versione che, seppur più lenta, all'ascolto ha una melodia molto più vicina alla canzone conosciuta oggi e presenta già in buona parte le accordature poi riprese dagli Animals. In sintesi è la versione base della canzone ora nota.

1962

Bob Dylan incide The House Of The Rising Sun nel suo disco di esordio omonimo. Una versione folk tradizionale con solo accompagnamento di chitarra acustica, un omaggio al suo maestro Woody Guthrie, ma che riprende però nella melodia la versione in chiave blues di Josh White, e nell'arrangiamento e accordatura per chitarra acustica quella elaborata un paio di anni prima dal cantautore e musicista folk Dave Van Ronk, accreditato  anche nelle note di copertina, e che può quindi essere inserito anche lui nella sequenza dei musicisti che hanno collettivamente ricreato e traghettato nella nostra epoca il traditional. Rispetto alle versioni di White e Van Ronk quella di Dylan è leggermente più accelerata, meno drammatica forse, ma più incisiva e "giusta" per proporre il brano agli ascoltatori del suo (e nostro) tempo.

1964

Il gruppo inglese The Animals, un combo R&B di Newcastle, dove militavano alla voce Eric Burdon, alla chitarra solista Hilton Valentine e all'organo Alan Price (leader prima dell'arrivo di Burdon) decidono di fare una cover del brano, che avevano ascoltato probabilmente nelle versioni di Dylan e forse anche di Josh White, oltre che di Lonnie Donegan, il musicista inglese "re dello skiffle", che ne aveva pubblicato una versione con chitarra elettrica e batteria nel 1958. La loro versione parte da quella di Dylan dalla quale prendono il riff di chitarra e l'andamento blues, aggiungendo un arrangiamento che mette in evidenza la chitarra elettrica di Valentine (l'introduzione) e poi l'organo Hammond di Alan Price, su tutto la voce intensa e potente di Eric Burdon. Il successo è immediato e la canzone è la prima di un complesso inglese, dopo i Beatles, a raggiungere il numero 1 in USA. Per la cronaca gli altri due "Animals" erano il bassista Chas Chandler e il batterista John Steel.

1964  oggi

Il brano non lascerà più le trasmissioni radio o i concerti o le colonne sonore di celebri film come "La meglio gioventù" o qualunque altro mezzo per ascoltare musica, diventando un classico senza tempo, ripreso in tutti gli stili possibili in decine di covers

(Fonti: Washington Post (Online edition) - Ed Anthony - 2000 / American History Site / Sito Eric Burdon / sito Allmusic.Com)

 

Non dite a mia madre (Riki Maiocchi)

 

All'alba no, non ci sarò
a raccontarvi di me
si lo so che io 
partirò da qui
per poi mai più ritornar

Non dite a mia madre
che son qui
perché lei crede in me
e se saprà la verità
dal dolor ne morirà

Nascerà il sol per tutti voi
ma per me solo notte sarà
fuggirà all'alba poi si lo so
tutti avranno solo pietà

Perdono per me mio Dio
ti chiedo perdono per me
ma fa che mia madre 
non sappia mai
che sono finito così,
oh così

 

La casa del sole (Riki Maiocchi, Los Marcellos Ferial e altri)

   

Lo so perché tu sei qui
e guardi verso di me
perché io sono il sole per te
il sole è tutto per te.

Ma come faccio a dirti
qual è la verità
ma come faccio a dirti che ormai
non c'è più niente per noi.

Ti ho detto tante cose
e tu credevi a me
le cose che volevo per te
che darti no, non potrò.

Il sole che tu aspettavi
no, non arriverà mai
e l'ultima speranza ormai
si spegne insieme a noi
e l'ultima speranza ormai
si spegne insieme a noi
si spegne insieme a noi 

(autori della versione italiana: Mogol e Pallavicini)

 
   

Note (cover in italiano)

 

Si contano numerose altre versioni italiane (Luigi Chiocca, Armando Savini, Guidone, Cousins, Fausto Billi e Janeth Smith, più tardi Al Bano in duetto con Joe Cocker) con questo secondo testo, con alcune variazioni non di rilievo. Il maggiore successo lo ebbe all'epoca la versione dei Los Marcellos Ferial, presentata al Cantagiro del 1965.

La prima versione italiana di Maiocchi (Non dite a mia madre) non venne accettata dalla commissione di ascolto della RAI, probabilmente perché accennava ad una condanna a morte. La seconda versione divenne un successo e fu trasmessa estesamente nelle diverse interpretazioni. Entrambe travisavano completamente il testo originale, del quale nella seconda rimaneva (astutamente) soltanto l'epico e poetico titolo e la parola "sole" (vedi la sezione Cover adulterate). La seconda e più nota versione è state preparata da Vito Pallavicini e Mogol, come probabilmente anche la prima poi abbandonata.

Una cantante specializzata nel circuito folk (della quale non siamo riusciti a recuperare il nome), ne presento però a fine anni '60 una versione fedele, quasi letterale ("mio padre era un giocatore d'azzardo") che venne trasmessa alla trasmissione radiofonica Per voi giovani, in un clima, evidentemente, rapidamente mutato.

 

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© Traduzione Alberto Maurizio Truffi Dicembre 2001 - Musica & Memoria / Trascrizione dei testi italiani di Alberto Truffi riprodotta per soli scopi di ricerca e critica musicale / Copia per scopi commerciali non consentita / Revisioni: Settembre 2008 (versioni italiane), Settembre 2011 (precisazioni sulla storia della canzone e sul ruolo della versione di Josh White, grazie a YouTube)

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