Musica_&_Memoria

Cover anni ’60-’70. Lista commentata. Parte II

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 Vedi anche  Il fenomeno delle cover / Cover “adulterate” / I complessi beatLe copertine / Le canzoni di protesta / I testi / Le traduzioni / Dove trovare i dischi beat? / Nuovi inserimenti


 

 

 Indice

Lista I: Adriano Celentano / Alpha Centauri / Angeli / Antoine / Apostoli / Armando Savini / Augusto Righetti / Balordi / Bad Boys / Barabba / Barrittas / Baronetti / Bat Bat / Beans / Beati / Big Ben's / Bisce / Bertas / Blackbirds / Bigs / Bisonti / Bit-Nik / Bobby Solo / Bounty Killers / Brian / Bruno Castiglia / Bruno Lauzi / Bushmen / Califfi / Camaleonti / Capricorn College / Carmen Villani


Lista II:  Casuals / Castellani / Caterina Caselli / Catherine Spaak / Cavernicoli / Chiodi / Chilla Black / Claudia Mori / Christophe / Chriss & The Stroke / I 5 dell'88 / Claude François / Claudia Mori / Claudio Lippi / Claus / Cliff Richard / Club 76 / Code / Colours / Computers / Condors / Corvi / Crazy Boys / Cuccioli / Dalida / Danny Lorin / Da Polenta / Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich / David Bowie / David & Jonathan / Delfini / Diabolici / Dik Dik / Dino / Dion Di Mucci / Don Backy / Don Miko / Dusty Springfield / Eileen / Elio Ciprì / Elisabetta / Elisabetta Ponti / Elsa e i Beats 

Lista III: Equipe 84 / Evy / Fabulous Four / Facce di bronzo / Fantom's / Faraoni / Favolosi / Fausto Leali e i Novelty / Fiammetta / Flora, Fauna e Cemento / Formula Tre / Franco dei New Dada / Françoise Hardy / Fratelli / Fuggiaschi / Gatti Rossi / Gene Guglielmi / Gene Pitney / Gens / Ghigo Agosti e i Goghi / Gian Pieretti / Gianni Morandi / Gianni Pettenati / Giganti / Gino Paoli / Gino Santercole /  Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer / Gino Paoli /Giorgio Gaber / Giuliana Valci

Lista IV: Giuliano e i Notturni / Giusy Romeo / Gleemen / Grass Roots / Guidone / Herbert Pagani / Hugu Tugu / Ico Cerutti / Igor Mann e i Gormanni / Innominati / Iva Zanicchi / Jaguars / Jimmy Fontana / Jimmy Ruffin / Johnny Dorelli / Johnny Kendall e gli Heralds / Jonathan & Michelle / Juniors / Katty Line / Kidders / Kings / Ragazza '77 / Lara Saint Paul / Little Boys / Little Tony / Longobardi / Luigi Tenco / Macchie Rosse / Mal & The Primitives / Mario Guarnera / Marcellos Ferial / Mark e Marta & Splash / Maria Belardinelli / Marino's / Marisa Sannia / Martò / Marzio / Mat 65 / Maurizio dei New Dada / Memphis / Memo Remigi / Meri Marabini / Meteors / Mia Martini / Michel Delpech / Michel Polnareff / Mike Liddel e gli Atomi 

Lista V: Milena Cantù / Milva / Mimì Bertè / Mina / Minstrels / Moody Blues / Motowns / Nada / Nana Moskouri / Nancy Sinatra / Neil Sedaka / New Dada / New Rangers / Nicola di Bari / Niemen / Nomadi / Nuovi Angeli / Ombre di bronzo / Ombretta Colli / Onde blu / Ornella Vanoni / Paola Musiani / Patrick Samson / Patty Pravo / Paul Anka / Pelati / Pennies / Peppino di Capri / / Persiani / Petula Clark / Piermaurizio / Pilade / Pino Masi / Pooh / Pops / Procol Harum / Profeti / Quattro Satelliti

Lista VI: Quelli / Ragazzi dai capelli verdi / Ragazzi della via Gluck / Ragazzi del sole / Ragazzi di pietra / Ravers / Renato e i Misfits / Renegades  / Ribelli / Ricchi e poveri / Richard Anthony / Ricky Gianco / Ricky Shayne / Riki Maiocchi / Rita Pavone / Roby Castiglione / Roby Matano e i Campioni / Rogers / Rokes / Rokketti / Rolando Gambelli / Rolling Stones / Roll's 33 / Royals / Sacha Distel / Sandie Shaw / Satelliti / Soliti ignoti / Sonia e le Sorelle / Sorrows / Stevie Wonder / Stormy Six / Superbi / Supergruppo / Surfs / Sylvie Vartan / Templari / Tipi / Tom Jones / Tony e Nelly / Tony Mark e i Markmen / Trappers / Trolls / Uh! / Uragani / Vanguards / Vasso Ovale / Verde Stagione / Wess / Wretched / Youngbloods

       

Versione italiana

Interprete

Versione originale

Interprete

Note

Il sole non tramonterà

Casuals

The Sun Ain't Gonna Shine

Walker Brothers

Un successo beat del momento per il gruppo anglo-italiano dei Casuals, prodotto da Gino Paoli.

Massachusetts (1967)

Casuals

Massachusetts

Bee Gees

La traduzione dei Casuals di uno dei primi successi internazionali dei Bee Gees, una specie di risposta a San Francisco di Scott McKenzie.

Siamo quattro (1967) Casuals I Was Kaiser's Bill Batman (1967) Whistling Jack Smith Testo di Gino Paoli anche per la versione italiana di questo successo pop fischiettato del 1967. L'originale era solo fischiettato (vedi nota alla versione parallela dei Bruzi).
Adios amor (1968) Casuals Adios Amour (1968) Casuals / Josè Feliciano Auto-cover di un brano post-beat per il mercato UK degli stessi Casuals. L'originale era un brano di Norman Newell and Tom Springfield inciso anche da molti altri interpreti, tra cui Josè Feliciano. La versione dei Casuals comunque non era male.

Penny Lane (1967)

Castellani

Penny Lane

Beatles

Una traduzione abbastanza fedele, ma una versione decisamente moscia del successo del 1967 dei Beatles.

Sciocca (1964)

Caterina Caselli

She's A Fool 

Lesley Gore

Lesley Gore era una tipica cantante per adolescenti inizio anni '60, suo primo successo "It's My Party" del 1963, prodotto da Quincy Jones (celebre anche anni dopo perché usato nella colonna sonora del film "Piccola peste"). "She's A Fool" è un suo successo dell'anno dopo. Lato B del primo singolo della Caselli con la MCR. Sul lato  "Ti telefono tutte le sere". Vedi anche la discografia di Caterina Caselli.

Sono qui con voi (1965)

Caterina Caselli

Baby Please Don't Go

Them

Uno dei brani classici del complesso beat irlandese nel quale iniziò la carriera Van Morrison, a sua volta una cover da Muddy Waters, grande successo in UK, , era la base del brano di esordio con una casa discografica importante (la CGD) della famosa cantante emiliana, che all'epoca suonava anche il basso, con il suo gruppo, Gli Amici. Il brano venne presentato al Cantagiro del 1965, girone esordienti ma, troppo avanzato per i gusti dell'epoca, non vinse nemmeno una tappa.

La ragazza del Piper (1965) Caterina Caselli Kuk Astronauts Secondo diverse fonti il retro del singolo precedentemente citato, che omaggiava il Piper Club (dove la Caselli era stata una delle prime "reginette") era ancora una cover, di questo brano surf USA. Che effettivamente ci assomiglia molto, anche se si differenzia nel refrain, ma assomiglia anche a molti altri brani surf.

Tutto nero (1966)

Caterina Caselli

Paint It Black

Rolling Stones

Buona versione del classico degli Stones di ispirazione "etnica" (arabeggiante), con testo sostanzialmente fedele all'originale.

Sono bugiarda (1967)

Caterina Caselli

I’m A Believer

Monkees

Grande successo della cantante emiliana, riprendeva il n.1 in USA dei Monkees, allora all'apice della fama, un brano scritto per loro da Neil Diamond.

Puoi farmi piangere (1966)

Caterina Caselli

I Put A Spell On You

Screamin' Jay Hawkins

Un brano del 1956 che è diventato nel tempo un classico proposto da molti altri interpreti. Screamin' Jay Hawkins ne è stato l'autore ed il primo interprete. Contenuto nel primo LP per la CGD: "Casco d'oro" (1966).

Kicks (1966) Caterina Caselli Kicks Paul Revere & The Raiders Altra cover in italiano per l'LP "Casco d'oro". Dal successo omonimo di Paul Revere e dei suoi Raiders. Non male la versione di Caterina. Prudentemente i "calci" dell'originale non sono tradotti.
E' la pioggia che va (1966) Caterina Caselli Remember In The Rain Bob Lind Sempre nello stesso LP la cover da Bob Lind già proposta con grande successo dai Rokes, con lo stesso testo. Eseguita anche nel film musicale Perdono con protagonista la Caselli.
Il Sole non tramonterà (1967) Caterina Caselli The Sun Ain't Gonna Shine Anymore Walker Brothers Cover contenuta nel secondo LP per la CGD, "Diamoci del tu". Dal nome di un programma TV al quale partecipava la Caselli in coppia con Giorgio Gaber, la cui sigla era "Sono bugiarda". Anche negli anni '60 del monopolio RAI il traino televisivo aveva grande importanza.

Cielo giallo (1967)

Caterina Caselli

Mellow Yellow

Donovan

Altra cover (davvero non memorabile) per lo stesso LP.

Una farfalla (1967)

Caterina Caselli

The Elusive Butterfly Of Love

Bob Lind

Il retro del brano originale, grande successo del cantautore americano Bob Lind, era Cheryl's Going Home, versione originale di Che colpa abbiamo noi. Altra cover per l'LP "Diamoci del tu".

L'ombra di nessuno (1967) Caterina Caselli Standing in the Shadows of Love (1966) The Four Tops Altra cover da un classico brano Motown dell'anno prima.

Il volto della vita (1968)

Caterina Caselli

Days Of Pearly Spencer

David Mc William

Grande successo per la rinnovata Caterina in uscita definitiva dal periodo beat con la cover di un bel brano di un cantautore irlandese, che aveva avuto un discreto successo in UK e in Europa quell'anno. Ottima versione e ottima interpretazione, testimoniata da video ripresi al Cantagiro di quell'anno (e facilmente reperibili su YouTube) a smentita delle incertezze come interprete della cantante n.1 del beat italiano. Il testo italiano ignora del tutto l'originale.

L’umanità (1970)

Caterina Caselli

Sympathy

Rare Bird

Ritorno al successo nel '71 per la Caselli (dopo un '69 e un '70 di insuccessi) di nuovo sulla cresta dell'onda nonostante il cambio di decennio (e di gusti del pubblico).

Nel 2023 (1970)

Caterina Caselli

In The Year 2025

Zager Evans

Successo internazionale ripreso anche da altri cantanti, per esempio Dalida. Retro del singolo precedente.

La mia vita, la nostra vita (1970) Caterina Caselli Girl, I've Got News From You  Mardi Gras Un singolo di scarso successo del '70 per la Caselli.

La casa degli angeli (1971)

Caterina Caselli

I am, I Said

Neil Diamond

Versione italiana ancora una volta di fantasia. In particolare, gli unici angeli nella versione originale americana sono quelli nel nome della città californiana, contrapposta a New York.

Per chi (1972)

Caterina Caselli

Without You

Badfinger / Harry Nilsson

Un successo internazionale scritto da Harry Nilsson proposto in italiano anche da Dorelli e dai Gens (con maggiore fortuna per questi ultimi). Pubblicato dalla Caselli nel suo album omonimo del 1972, che conteneva numerose cover del periodo, azzardando anche scelte insolite. Cover elencate nel seguito.

Com'è buia la città (1972) Caterina Caselli Ain't No Sunshine Bill Withers (1971) Una convincente interpretazione del classico del soul (allora però sconosciuto da noi), presentata anche alla trasmissione televisiva Teatro 10 di quell'anno. Pubblicata anche come singolo dell'album.
L'uomo del paradiso (1972) Caterina Caselli Lady in Black (1971) Uriah Heep Anche una incursione nel nascente heavy metal per la Caselli nel suo secondo periodo. L'originale è una bella ballata contenuta nel secondo album della band inglese, Salisbury.
Il silenzio vale più delle parole (1972) Caterina Caselli We Have All The Time in the World Louis Armstrong (1971) meno convincente la interpretazione del brano di addio di Armstrong, tratto dalla colonna sonora del film "007 Al servizio segreto di sua Maestà".
Triste amore (1972) Caterina Caselli Sad Lisa (1970) Cat Stevens Una ottima interpretazione della bella e classica canzone di Cat Stevens.
Lady Eleonora (1972) Caterina Caselli Lady Eleanor (1970) Lindisfarne Anche un assaggio del folk-rock più semplificato degli inglesi Lindisfarne per la scaletta di questo album della Caselli.
Tu sei mio padre (1972) Caterina Caselli Nachts scheint die sonne (1971) Michael Holm Il titolo tedesco sarebbe "Di notte appare il sole", probabile versione libera, ma gradevole, da parte della Caselli. Un brano molto ritmato, quasi disco, un poco fuori registro rispetto agli altri della scaletta (vedi la discografia e gli album della Caselli).

Quelli della mia età (1963)

Catherine Spaak

Tout le garçons et le filles

Françoise Hardy

Cover in italiano del grande successo internazionale della deliziosa e allora giovanissima cantautrice francese, che per la prima volta metteva in primo piano i sentimenti di una adolescente e la sua difficoltà a confrontarsi con gli altri. Versione italiana di Pallavicini, una volta tanto veramente fedele all'originale.
La versione italiana non poteva essere affidata ad una interprete più azzeccata, la giovanissima Catherine Spaak, attrice e interprete proprio delle nuove ragazze degli anni '60, spregiudicate e dolci, e con una voce altrettanto esile e delicata (n.3 nel 1963 a settembre, ma dopo che l'originale aveva raggiunto la prima posizione in estate).

Ho scherzato con il cuore (1963)

Catherine Spaak

J'ai jeté mon coeur

Françoise Hardy

Retro della precedente, la scelta cadde su un altro brano della cantautrice francese.

Mes amis, mes copains (1966)

Catherine Spaak

Mes amis, mes copains (1966)

Annie Phillipe

Annie Phillipe era un'altra giovanissima cantante francese che, sull'onda del successo di Françoise Hardy (o di Rita Pavone in Italia), si rivolgeva in via  preferenziale agli adolescenti.

Non hai pietà

Cavernicoli

Pretty Flamingo

Manfred Mann


Se vuoi restare sola

Cavernicoli

Summer In The City (1966)

Lovin' Spoonful

L'originale del gruppo di John Sebastian è stato uno dei grandi successi della "summer of love" californiana. La versione italiana diventa una storia di ripicche tra lui e lei, chissà che fine hanno fatto l'estate, la città e i rumori del traffico del celebre brano di partenza.

Nel solaio dei tuoi sogni (1966) Chiodi On the Rooftop of Your Mind Mills I Chiodi erano un gruppo di Bergamo con all'attivo una intensa attività discografica e concertistica (vedi la scheda). Si tratta quasi sicuramente di una cover, ma l'interprete del brano originale non è facilmente individuabile, in molti siti è citato un certo Mills, ma dovrebbe trattarsi dell'autore.

Accendi una stella (1967)

Chiodi

I'm a Believer

Monkees

Versione alternativa a quella ben più nota di Caterina Caselli (Sono bugiarda). Testo del paroliere Pace, piuttosto lontano dall'originale, a differenza di quello adottato dalla Caselli. Il singolo dei Chiodi è uscito comunque 3 mesi dopo il disco della cantante modenese.

Mai mi fermerò (1967)

Chiodi

Homeward Bound

Simon & Garfunkel

Pubblicata sul retro (o sul lato A, la intenzione della casa discografica non era chiara) del singolo precedente.

Ti devi lavare il cervello (1967)

Chiodi

Step Out of Your Mind (1967)

American Breed

Anche in questo caso, come per "Nel solaio dei tuoi sogni", l'originale è quasi sconosciuto. Si trattava di un minor-hit del gruppo USA The American Breed, di Chicago, che raggiunse la top-10 USA nel '68 con un altro brano, Bend Me, Shape Me.

Il mondo così non va (1967) Chiodi Times Are Gonna Be Different The Loading Zone Sul lato B del singolo precedente era incisa la cover di un altro brano USA non facilmente individuabile. The Loading Zone erano un gruppo R&B con ascendenze jazz attivo in California nel '67, abbastanza noto da aprire i concerti dei Big Brother, il primo gruppo che accompagnava Janis Joplin, e dei Cream al Fillmore West. Il leader del gruppo Paul Faverso aveva indirizzato progressivamente il sound verso la psichedelia ottenendo un contratto con la RCA nel 1968, e aggiungendo come front-woman la cantante Linda Tillery. Il loro esordio su LP è del 1968 e compare in scaletta questo brano, attribuito come originale, da diverse fonti, per la versione dei Chiodi. E' possibile quindi che sia uscito nel '67 un singolo USA, arrivato non si sa come a fine '67 negli ambienti della Losiérès, la casa discografica dei Chiodi.
Arcobaleno Silvio Rossi e i Chiodi (Somewhere) Over the Rainbow Judy Garland I Chiodi con il front-man Silvio Rossi hanno inciso anche una cover del celeberrimo brano, tema conduttore del film Il mago di Oz.

Per niente al mondo (1969)

Chriss & The Stroke

Golden Slumbers

Beatles

Gruppo, presumibilmente italiano, ma Chriss dalla voce sembra straniero, di 9 elementi con potente sezione fiati (utilizzata anche in alcune incisioni di Battisti, come Dieci ragazze) impegnato in una efficace versione funky di due successi dei Beatles (da Abbey Road e dal White Album).
Torno in Russia (1969) Chriss & The Stroke Back in the USSR Beatles Retro del disco precedente, pubblicato dalla Durium (Ida 7658)
Le marionette (1966) Christophe Les marionettes (1965) Christophe Auto cover per il mercato italiano per il cantante ricordato per il successo internazionale Aline.

You're My World

Cilla Black

Il mio mondo

Umberto Bindi

Un'altro (raro) caso di cover al contrario, l'originale italiano era del grande cantautore genovese Umberto Bindi.

Io ho in mente te I 5 dell'88 You Were On My Mind We Five / Barry McGuire Altra versione rispetto a quella notissima dell'Equipe 84. I 5 dell'88 (o Cinque dell'88) erano un gruppo abruzzese, di Sulmona.
Se torni tu (1968) Claude François Mais quand le matin (1968) Claude François Auto-cover per il mercato italiano. Uno dei due brani per i quali è ricordato in Italia il cantante francese, anche buon intrattenitore e notevole ballerino. L'altro è il seguente ...
Prendi prendi Claude François Blend Me Shape Me (1968) Amen Corner Gli Amen Corner sono gli stessi che portarono al successo la versione inglese de "Il Paradiso". Nel video che si può trovare su YouTube (come il precedente) si può vedere Claude Françoise impegnato in una coreografia molto efficace assieme alle sue Claudettes.
Quello che ti dico (1964) Claudia Mori The Loco-Motion (1962) Little Eva Una volta scalzata Milena Cantù come "ragazza del Clan" anche Claudia Mori ha inciso alcuni singoli da sola, come questa riuscita cover della celebre The Locomotion (#1 USA nel 1962) scritta da Carole King e Gerry Goffin.
Per ognuno c’è qualcuno (1966) Claudio Lippi Everybody Loves Somebody Dean Martin, Frank Sinatra, Elvis Presley, Dinah Washington e altri Il futuro presentatore televisivo e per un breve periodo leader della Pattuglia azzurra impegnato in una cover da Elvis Presley.
Il brano originale era stato scritto nel 1947 da Irving Taylor e Ken Lane.

Soldato universale

Claus

Universal Soldier

Donovan

Versione italiana (fedele) del celebre brano di protesta anti-militarista del cantante folk scozzese.

San Francisco Claus San Francisco Scott McKenzie Versione italiana anche dai Claus, che si affianca a quella più nota di Bobby Solo.

Non dimenticare chi ti ama

Cliff Richard

Don't forget to Catch Me

Cliff Richard

Una proposta per il mercato italiano da parte del celebre cantante pop  UK dei primi ani '60.

Chi lo sa?

Cliff Richard

On The Beach

Cliff Richard

Retro del singolo 45 giri "Non dimenticare chi ti ama".

Me ne andrò domani (1966) Club 76 Heart Full Of Soul Yardbirds Prima incisione per la casa discografica Melody con due cover dagli Yardbirds per i bresciani Club 76 (Franco Pellegrini voce e basso, Pierpaolo Carinci chitarra, Giorgio Moser chitarra ritmica e Giorgio Mirandi batteria). Non distribuito ufficialmente all'epoca.
Ma adesso basta (1966) Club 76 Putty in Your Hands Yardbirds Retro del precedente

Ti prego resta

Code

Under The Boardwalk

Drifters

L'ultimo successo dei Drifters con ancora Ben E. King nella formazione.

Hush (1968)

Colours

Hush (1968)

Deep Purple

La versione italiana del primo successo internazionale dei futuri inventori dell'hard-rock e padri putativi del metal. I Colours erano la seconda incarnazione del gruppo beat sardo dei Pelati, che avevano provato a lanciare un look troppo in anticipo coi tempi (praticamente erano quattro controfigure del commissario Montalbano).

Ragazzo solo, ragazza sola (1970)

Computers

Space Oddity

David Bowie

Vedi le note per la versione del brano proposta dallo stesso David Bowie.

Lei per la vita (1967) Condors Trapped (1966) Los Bravos Primo e unico singolo pubblicato dai Condors, un gruppo della "Verona beat", con la etichetta Tiffany Records di Marino Marini (Tif 521 è il numero di catalogo). La Tiffany pubblicava in Italia anche i singoli del gruppo spagnolo diventato celebre a livello internazionale nel 1966 con Black Is Black e quindi è un caso evidente di sinergia. In particolare Trapped è un singolo successivo a Black Is Black, ma dello stesso anno 1966. Da varie parti in Internet il singolo dei Condors è citato erroneamente come "Lei per la via".
Tu non sai niente (1967) Condors I Want A Name (1966) Los Bravos Sul retro un'altra cover dai Los Bravos. L'originale era proprio il lato B di Black Is Black.

Sono un ragazzo di strada (1966)

Corvi

I Ain't No Miracle Worker

The Brogues

I Brogues (Rozzi) erano un gruppo psichedelico della prima ora. Il brano è uno dei loro più famosi (assieme a Don't Shoot Me Down) ma non era un successo internazionale. Quindi è stata una scelta oculata dei Corvi, che ne fecero una ottima versione (traduzione come sempre molto libera). Gary Duncan e Greg Elmore dei Brogues (front-man e batterista) fonderanno poi il grande gruppo West-coast Quicksilver Messenger Service

Bang Bang (1966)

Corvi

Bang Bang

Cher

La versione dei Corvi arrivava dopo che la versione della Equipe 84 si era già imposta. Per distinguersi era molto più tirata. Vedi anche la discografia dei Corvi.

I colori (1966)

Corvi

Colours

Donovan

Decisamente eclettici i Corvi, dalla psichedelia dura dei Brogues alle delicate atmosfere di Donovan. Si trattava comunque di una cover per riempire il loro primo 33 giri.

Voglio finirla...!  (1966) Corvi To Try For The Sun Donovan Altra cover da Donovan. Testo italiano di Coppola, lo stesso di Bang bang. Contenuta anche questa nell'LP dei Corvi "Sono un ragazzo di strada" già citato in precedenza.

Che strano effetto (1968)

Corvi

This Strange Effect

Dave Berry

L'originale era stato scritto da Ray Davies dei Kinks per il cantante confidenziale per teen-agers Dave Berry, già noto per The Crying Game, molto popolare in UK a metà dei sessanta. Mai pubblicata dai Kinks. Testo italiano di Franco Califano e Nisa (Nicola Salerno).

Bambolina (1968)

Corvi

Any Day Now (1962)

Chuck Johnson  / Ben E. King

L'originale era un brano di Burt Bacharach.

Sospesa ad un filo (1967)

Corvi

I Had Too Much To Dream

Electric Prunes

Altra scelta originale e centrata dei Corvi, caduta questa volta su un gruppo di Los Angeles e sul suo brano di maggiore successo, un ottimo esempio di psichedelia degli inizi.

Datemi un biglietto d'aereo (1968)

Corvi

The Letter

Box Tops

Efficace versione dei Corvi del successo internazione R&B dei Box Tops, la band del geniale ragazzo prodigio del soul Alex Chilton. The Letter fu il loro primo singolo, primo posto in USA per 4 settimane.

Questo è giusto
(1968)

Corvi

Morning Dew
(1967)

Fred Neil,
Tim Rose,
Episode Six

Retro del precedente (e molto più interessante). L'originale era un brano scritto nel 1962 dalla cantautrice canadese Bonnie Dobson, ispirato al celebre film del 1959 "On The Beach" (in Italia L'ultima spiaggia, una frase entrata poi nell'uso comune) sulle conseguenze di una guerra atomica. Brano inciso per primo da Fred Neil e poi portato al successo dal cantante Tim Rose (1966) e dal gruppo Episode Six (1967) e poi interpretato da molti altri gruppi e cantanti. La versione italiana dei Corvi cancella l'ambientazione apocalittica e allusiva e trasforma il tutto in una drammatica vicenda individuale. Curiosità: qualcuno ha scritto su un sito in modo sbagliato ("Episodi") il nome del gruppo UK Episode Six, nel quale hanno iniziato la carriera Roger Glover e Ian Gillan dei futuri Deep Purple, e su decine di siti questo gruppo, esistente solo nel mondo virtuale di Internet, compare come interprete originale.

Ama... (1969)

Corvi

Aime

Cristophe

 

No bugie no (1969)

Corvi

Confession

Cristophe

 

Vola con me Cowsills Fly With Me Cowsills Auto cover da parte del gruppo vocale, sconosciuto in Italia, scelto per presentare in coppia con i Rokes il brano Le opere di Bartolomeo al festival di Sanremo del 1968. Il brano non arrivò in finale (era piuttosto debole e poi parlava di un soggetto poco festivaliero: un operaio) e non ebbe neanche successo di vendita. Vola con me era il lato B del singolo che i Cowsills trassero da questa esperienza,

Quando un uomo ama una donna (1966)

Crazy Boys

When a Man Loves a Woman

Percy Sledge

 

Fai un po' quello che vuoi (1968) Crazy Boys Words (1968) Bee Gees Altra cover dello stesso notissimo brano dei fratelli Gibb da parte del gruppo beat femminile The Honeybeats.

Sì, credile

Crazy Boys

You Know He Did (1965)

Hollies

Un brano in puro stile beat degli Hollies di Graham Nash era la base per questa cover dei Crazy Boys.

Ora siamo grandi (1964) (La) Cricca The Shoop Shoop Song (It's In His Kiss) Betty Everett La Cricca era un gruppo vocale primi anni '60 formato da 4 cantanti, 2 donne (le sorelle Marisa e Laura Fionda) e due uomini, e da un chitarrista e band leader, Enrico Ciacci, fratello di Little Tony. Alla voce solista nei dischi anche Anna Maria Izzo. Pubblicavano su una etichetta di prima grandezza, la ARC. Sull'altro lato il brano Amico va. Ciacci ha formato in seguito il gruppo La Nuova Cricca, con la cantante Mary Di Pietro e il chitarrista Ivan Basilio. Il brano originale è noto anche per essere la colonna sonora (nella interpretazione di Cher) del noto film Sirene (1990) nel quale la cantante era anche interprete principale.

Tu non sai (1967)

Cuccioli

The Kids Are Alright

Who

Traduzione italiana per un classico degli Who del primo periodo, diventato un loro inno come "My Generation". I "kids" erano i fratelli del movimento "mod" del quale i Who erano i cantori. I Cuccioli erano un gruppo di Varese che nel decennio successivo parteciparono al movimento progressive italiano con il nome "Franchi - Giorgetti -Talamo". Versione italiana assai lontana dall'originale.

Milord (1960) Dalida Milord (1959) Edith Piaf Oltre alla versione molto nota proposta da Milva all'inizio della carriera, anche Dalida si è cimentata in una versione in italiano del classico di Edith Piaf, una canzone composta da George Moustaki. Testo italiano di G. Testoni (lo stesso di Milva).
Pezzettini di bikini (1960) Dalida Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini (1960) Brian Hyland Una proposta anche in italiano di una cover che aveva già avuto successo in Francia con il titolo semplificato (rispetto all'originale USA) "Itsi Bitsi Petit Bikini". Siamo nel 1960, e il decennio inizia con uno dei suoi simboli immortali, il costume ridottissimo a due pezzi, ironicamente battezzato con il nome dell'atollo del Pacifico dove pochi anni prima (1958) gli americani avevano fatto il primo test della bomba all'idrogeno (o bomba H) un ordigno in grado di cancellare in pochi minuti una metropoli. Nella carta geografica l'atollo sembrava proprio una striscia ridottissima e da qui l'idea di prendere quel nome così ripetuto dai media per il nuovo oggetto di desiderio del mondo occidentale, all'alba del nuovo decennio. Che così trasformava un simbolo di guerra, di quell'equilibrio del terrore che avrebbe miracolosamente resistito per i tre decenni successivi, in un simbolo di libertà e di trasgressione.
Uno a te, uno a me (1960) Dalida Ta pedia tou Pirea - The Children Of Piraeus (1960) Nana Moskouri Altro successo internazionale ripreso da Dalida per il mercato italiano. L'originale era il tema del film del 1960 di Jules Dassin "Mai di Domenica" ("Never On Sunday") interpretato nel film dall'attrice greca Melina Mercouri, ma inciso per la colonna sonora dalla celebre cantante greca Nanà Moskouri e poi divenuto un classico noto in tutto il mondo. Titolo della versione inglese The Children Of Piraeus e di quella francese Les enfants du Pirèe. Altra cover nello stesso anno da Milva.
Harlem di Spagna (1961) Dalida Spanish Harlem (1960) Ben E. King Per Ben E. King, già voce leader dei Drifters, si trattava del primo successo da solista, che fu subito coverizzato dalla solita Dalida. I suoi dischi successivi furono altrettanti hits internazionali, da "Stand by me" a "Don't play that song", e in Italia furono prontamente coverizzati.
La danza di Zorba (1964) Dalida Zorba's dance (1964) Mikis Theodorakis Grande successo internazionale per la colonna sonora del film "Zorba il greco" (1964) con un esuberante Anthony Quinn, che riporta all'attenzione del mondo non solo il modo di essere greco, dopo i lunghi anni della guerra seguiti anche dalla guerra civile, ma anche la musica popolare greca, grazie al lavoro del compositore Mikis Theodorakis, che diventerà poi famoso in tutto il mondo. Basata su temi popolari dell'isola di Creta (dove era ambientata la pellicola) già rielaborati da altri compositori, la "danza di Zorba" verrà definita con qualche approssimazione "sirtaki" e diventerà un simbolo duraturo della Grecia. Non poteva mancare una versione con parole aggiunte, anche in italiano, da parte della infaticabile Dalida.
La partie de footbal Dalida La partita di pallone (1962) Rita Pavone Cover al contrario di Dalida per il mercato francese, nella quale veniva proposto il successo di Rita Pavone nel suo primo periodo. Uno di quei brani dove la voce drammatica e profonda di Dalida sembra proprio fuori posto, come nella cover in francese di Speedy Gonzales, dello stesso periodo.
Bonsoir, mon amour (1965) Dalida Il silenzio (1965) Nini Rosso Operazione analoga l'anno successivo (sia in Italia sia in Francia) con un altro notissimo brano strumentale, basato sulle tradizionali note che nelle caserme il trombettiere suonava alla fine della giornata e al momento del riposo in camerata. La versione allungata con variazioni di questa malinconica melodia proposta da Nini Rosso, un trombettista attivo nei circuiti jazz e delle musiche da film, ebbe un successo enorme a metà degli anni '60 non solo in Italia, arrivando a vendere, pare, fino a 10 milioni di copie del 45 giri. La versione in italiano (che si chiamava ovviamente Il silenzio) venne proposta da Dalida l'anno successivo.

Bang Bang (1966)

Dalida

Bang Bang (My Baby Shot Me Down) (1966)

Cher

La cantante di origine italiana, popolarissima in Francia, ebbe come noto un grande seguito anche in Italia. Propose anche lei una versione del famoso brano di Cher, prima in francese e poi in italiano. In classifica in Italia a dicembre 1966 (#7) assieme a tutte le altre interpretazioni del brano di Cher. Le più vendute (ai primi posti) quelle di Cher e dell'Equipe 84, tra le prime 10 anche quella di Dalida e dei Corvi.

Piccolo ragazzo (1966) Dalida Little Man Sonny & Cher Non mancava praticamente nessun successo internazionale nella nutrita discografia della cantante italo-egiziana-francese. Questo era un altro successo del 1966, successivo al super hit Bang Bang, un brano in stile spagnoleggiante del duo allora al vertice del beat internazionale. Versione italiana del solito Mogol. Interpretata e pubblicata in italiano anche da Milva e dagli stessi Sonny Bono e signora.
Stivaletti rossi (1967) Dalida  These Boots are Made for Walkin' (1966) Nancy Sinatra Tra le moltissime cover proposte dalla cantante italiana, ma francese d'adozione, anche un tentativo un po' azzardato con il successo planetario della figlia di Frank Sinatra, diventata in un attimo la reginetta del Beat grazie a questo brano di Lee Hazlewood che si può considerare un prototipo quasi perfetto di questo genere. Testo italiano più o meno fedele di Pallavicini. Non risulta che abbia scalfito in modo significativo il successo arriso anche da noi al brano originale.
Mama (1967) Dalida Mama (When My Dollies Have Babies) (1966) Cher Cover di Dalida, anche stavolta prima in francese e poi in italiano, dal singolo di Sonny Bono per Cher che seguiva il successo planetario di Bang Bang. Grande interpretazione di Dalida e successo anche in Italia. Altra cover da Sonia, la leader di "Sonia e le sorelle" al debutto come solista. (Vedi il testo originale e italiano)
L'ultimo valzer (1967) Dalida The Last Waltz Engelbert Humperdinck  

Un po’ d’amore (1968)

Dalida

Nights In White Satin

Moody Blues

Cover anche per Dalida dal famoso brano dei Mood Blues, con testo diverso da quello più noto adottato dai Nomadi.

Quelli eran giorni (1968)

Dalida

Those Were The Days

Mary Hopkin / Limeliters

Vedi le note nella versione di Sandie Shaw.

Lacrime e pioggia (1968) Dalida Rain and Tears Aphrodite's Child Sul retro del singolo con "Quelli eran giorni" un'altra cover di Dalida, tratta dal primo grande successo del gruppo di Demis Roussos e Vangelis.
Oh Lady Mary (1969) Dalida Oh Lady Mary (1968) David-Alexandre Winter  
18 anni (1974) Dalida Il venait d'avoir dix-huit ans (1973) Dalida E' dei primi anni '70 questa bella canzone sulla nostalgia dell'amore e della gioventù ritornata d'attualità per essere stata ripresa da Franco Battiato nel suo album di cover Fleurs 2. Versione italiana di Roberto Arnaldi (noto anche come Robertino, DJ di Radio Montecarlo)
Monia (1968) Dalton Monya Peter Holm Una delle tante versioni di questo brano super-romantico e quasi strumentale, quasi tormentone di fine anni '60, solo dopo metà del brano una voce suadente in parlato enuncia versi del tipo "Nel mio cuore c'è posto solo per un nome, un volto: Monia ...". L'originale era del cantante e playboy svedese Peter Holm (che però canta il breve inciso centrale) per un periodo sposato con la famosa attrice Judy Collins. Versione anche in spagnolo dai Los Comunicativos. I Dalton erano un gruppo di Brescia formatosi nel 1967.
Venus (1969) Dalton Venus (1969) Shocking Blue Altra cover sull'onda di un successo dell'epoca per i Dalton. Purtroppo è molto lontana come ritmo e convinzione dalla versione notissima e familiare a tutti gli adolescenti dell'epoca (impensabile una festa nella quale non passasse almeno una volta) degli olandesi Shocking Blue, con la loro cantante Mariska Veres dalla caratteristica voce profonda, quasi maschile.

Misery

Danny Lorin

Misery

Beatles


Se mi fai pedinare

Danny Lorin

I Saw Her Standing There

Beatles


Ho in mente te (1966)

Da Polenta

You Were On My Mind

We Five / Barry McGuire

Una delle versioni minori del successo americano portato al successo in Italia dall'Equipe 84 (vedi). Era pubblicata su un LP della RCA che riuniva vari complessi, orientato al mondo giovanile e dal titolo (echeggiante la trasmissione radio Bandiera Gialla) "Vietato ai maggiori di pochi anni".

Con le mie lacrime (1966) Da Polenta As Tears Go By (1965) Marianne Faithfull / Rolling Stones Una versione alternativa, ma con lo stesso testo, rispetto a quella proposta in italiano dagli stessi Rolling Stones, per la malinconica canzone che è stata il primo successo per Marianne Faithfull. Anche questa pubblicata sull'LP citato sopra.
Cara (1967) Da Polenta Things I Should Have Known (1965) Fortunes Per la successiva cover del gruppo di Ravenna, pubblicata questa volta su 45 giri dalla etichetta ATI ((Ati1 5152), l'originale è meno noto e consueto. Si tratta del retro di un successo del gruppo vocale di Birmingham The Fortunes, Here It Comes Again, n.4 in UK nel 1965.
Sopra Ogni Cosa Ci Sei Tu (1967) Da Polenta What in the World’s Come Over You Rockin' Berries Retro del disco precedente con un altro brano inglese di metà anni '60. I Rockin' Berries erano un altro gruppo di Birmingham, che ha pubblicato 15 singoli tra il 1963 e il 1968, con la Decca (i primi 2), la Piccadilly e la Pye (gli ultimi 3).

Zabadak

Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich

Zabadak

Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich

Una auto cover per i mercato italiano da parte del gruppo che, oltre a vantare il nome più lungo della storia del beat (e anche poco originale, erano i nomi dei sei musicisti) è stato l'iniziatore delle contaminazioni folk, quasi un progenitore della world music. Echi della musica greca nel loro successo Bend It, di Africa in Zabadak, tex-mex nel loro altro grande successo The Legend of Xanadu.

Ragazzo solo, ragazza sola (1969)

David Bowie

Space Oddity

David Bowie

Una versione "completely unrelated" del suo grande successo, proposta dallo stesso Bowie con la complicità di Mogol.
Altra versione, con lo stesso testo, è stata proposta con un certo successo dai Computers (n.23 Hit-Parade 1970), in un 45 giri della Numero Uno, la etichetta di Mogol e Battisti. E' probabile che la prima ad uscire sia stata quella dei Computers, e che sia seguita quella del cantante inglese, che ha utilizzato lo stesso testo italiano.

Innamorati unitevi

David & Jonathan

Lovers of the World Unite

David & Jonathan

Auto-cover per questo successo inglese, più fedele nel testo di quella proposta con maggiore successo in Italia dai Motowns con il titolo "Prendi la chitarra e vai" (vedi). David & Jonathan erano prodotti da George Martin, il manager dei Beatles, e il loro primo successo fu una versione alternativa di "Michelle".

Voglio essere il tuo uomo (1965)

Delfini

I Wanna Be Your Man

Beatles

I Delfini erano un gruppo molto attivo e popolare negli anni '60. Questo è stato il loro primo 45 giri.

Tu devi ritornare da me (1965)

Delfini

Tell Me

Rolling Stones

Diversa traduzione dello stesso brano proposto dall'Equipe 84 come "Quel che ti ho dato". Lato B del primo 45 giri dei Delfini. Testo italiano di Renzo Levi Minzi dei Delfini.

C'è un posto migliore per noi

Delfini

We've Gotta Get Out Of This Place

Animals


Il mio dolore

Delfini

All My Sorrows

Shadows / Searchers

Retro del 45 giri "C'è un posto migliore per noi"

You Went Away (1966) Delfini Tu te ne vai (1966) Delfini Auto-cover per il mercato americano del loro successo italiano vagamente di protesta (anche vincitore a Bandiera gialla). I Delfini riuscirono infatti a partecipare, come noto, ad un programma televisivo in USA.

Quando tornerai (1969)

Delfini

Don't Forget To Remember

Bee Gees


C'è una strada

Delfini

Homburg

Procol Harum

Altra versione del secondo grande successo internazionale del gruppo inglese, alternativa a quella vincente dei Camaleonti (L'ora dell'amore)

Qualcuno forse piange

Diabolici

The Wind Cries Mary

Jimi Hendrix Experience

Tutto sommato una buona versione, da parte dei Diabolici, dello splendido e impegnativo blues del primo periodo di Hendrix.

C'è una strada

Diabolici

Homburg

Procol Harum


1-2-3 (1966)

Dik Dik

1-2-3 (1965)

Len Barry

Il primo singolo pubblicato dai Dik Dik è stato, coerentemente con tutta la loro produzione successiva, una cover. In questo caso un successo inglese molto "per adolescenti", non particolarmente incisivo né particolarmente noto da noi.

Sognando la California (1966)

Dik Dik

California Dreamin’

Mamas & Papas

E' andata decisamente meglio al secondo tentativo. Il più grande successo dei Dik Dik era la versione italiana (fedele) dell'inno alla terra della pace e dell'amore, come veniva chiamata la California nella "summer of love" del 1966, scritto da John Phillips, fondatore del quartetto vocale misto Mamas & Papas, allora ai vertici del successo in USA e in tutto il mondo.

Il mondo è con noi (1966)

Dik Dik

I Saw Her Again Last Night

Mamas & Papas

Terzo singolo ancora dal repertorio dei Mamas & Papas. Un brano corale e trascinante e ben proposto (e fedelmente tradotto) in italiano, ma certo lontano dall'impatto di un classico senza tempo come si sarebbe poi rivelato essere California Dreamin'.

Se io fossi un falegname (1966)

Dik Dik

If I Were A Carpenter

Tim Hardin / Small Faces

Sul retro di Sognando la California un'altra delle cover per le quali i Dik Dik sono ricordati. Una nota versione anche dai Rokes. L'originale era stato ripreso con arrangiamento più "beat", rispetto all'originale folk di Tim Hardin, dagli Small Faces di Rod Stewart.

Senza luce (1967)

Dik Dik

A Whiter Shade Of Pale

Procol Harum

Al quarto singolo i Dik Dik e la ricordi vanno veramente sul sicuro. A Whiter Shade Of Pale dei Procol Harum era un successo senza confini in quel 1967, e tracciava la via per un nuovo stile musicale, il progressive rock. E' stata proposta in italiano da molti gruppi e cantanti, di solito nella versione chiamata "Senza luce"; oltre ai Dik Dik (che ne hanno ricavato il maggiore successo): Ragazzi Italiani, Rocky Roberts, Wess, Al Bano, Fausto Leali, Ghigo (cantando in inglese, con lo pseudonimo "Probus Harlem").

Inno (1967)

Dik Dik

Let's Go To San Francisco

Flower Pot Men

La più nota delle versioni del successo internazionale del gruppo inglese. Molto simile nelle sonorità e negli impasti vocali all'originale, sono spariti però completamente dal testo sia San Francisco sia i "figli dei fiori".

Windy (1967)

Dik Dik

Windy

Association

Il retro di Inno era un'altra cover.

L'esquimese (1968)

Dik Dik

The Mighty Quinn

Manfred Mann

Si trattava di una canzone di Bob Dylan, proposta in anteprima dal gruppo di Manfred Mann nel 1969 con grande successo internazionale, e che sarebbe stata soltanto in seguito inserita da Dylan in un album (era "Self Portrait" del '70). Manfred Mann, il gruppo del musicista omonimo, poi attivo nel campo della musica world, e del cantante e autore Paul Jones, era ai vertici delle classifiche inglesi dell’epoca.

Eleonora credi (1969)

Dik Dik

The Weight (1968)

The Band

L'originale, composto da Robbie Robertson, era uno dei brani centrali dell'album di debutto "Music From Big Pink".  Versione italiana di Mogol per Ricordi, Lucio Battisti ha curato la produzione e l'arrangiamento. Pubblicata solo su LP.

L’isola di Wight (1970)

Dik Dik

Wight Is Wight (1970)

Michel Delpech

La canzone francese, successo internazionale, celebrava, in contemporanea con l'evento, il festival rock-hippy organizzato nell’isola al largo della Gran Bretagna, ideale continuazione della esperienza dell’anno prima a Woodstock. Dal punto di vista musicale era però un “lentone” del tutto asincrono con quello che si sentiva nel festival (Hendrix e compagni). Niente di comparabile alla canzone simbolo del festival americano, Woodstock appunto, scritta da Joni Mitchell e cantata da Crosby, Stillts, Nash & Young.

Confessione

Dik Dik

Pilgrims' Progress

Procol Harum

Vedi il sito dei PH. Pubblicata su LP.

Ma tu chi sei?

Dik Dik

Bad Side Of The Moon

Elton John

Anche questa cover e le successive sono state pubblicate sugli LP incisi dai Dik dal '69 in poi.

E ho bisogno di te  

Dik Dik

I Need You To Turn To

Elton John

 

Era lei

Dik Dik

It’s Me That You Need

Elton John

 

La tua immagine

Dik Dik

The Sound Of Silence

Simon & Garfunkel

 

Cerca di capire (1965)

Dino

I should Have Know Better

Beatles

Testo italiano di Don Backy per questo brano dei Beatles proposto da Dino come retro di Te lo leggo negli occhi, il suo secondo singolo con la ARC/RCA e primo successo. Da notare che del suo primo singolo Eravamo amici (1964), scritto da Shel Shapiro, è stata tratta una versione francese da Françoise Hardy con il titolo Nous etions amies, nello stesso anno.

Ma c'è un momento del giorno (1965) Dino You've Lost That Lovin' Feeling Righteous Brothers Un brano completamente in stile "righteous brothers" (confidenziale e sentimentale) per Dino ormai avviato decisamente verso i territori del pop. Era il retro di Il ballo della bussola, terzo singolo di Dino Zambelli con la ARC/RCA. 

Il sole è di tutti (1967)

Dino

A Place In The Sun

Stevie Wonder

Anche Dino propose una versione in italiano del primo grande successo internazionale di Stevie Wonder, già presentato anche dallo stesso musicista americano nella nostra lingua.

La tua immagine (1968)

Dino

The Sound Of Silence

Simon & Garfunkel

Traduzione decisamente infedele del classico brano di Simon & Garfunkel che accompagnava i titoli di testa del film "Il laureato". Riprende una versione precedente, con lo stesso testo, di Mike Liddel e gli Atomi (1966). Una successiva versione (1967) anche da Luisa Casali.

By Bye City (1969) Dino Bye Bye City Le Coeur L'originale era di un gruppo francese formato e guidato dal musicista e autore di questa canzone Pierre Groscolas.
Una viola del pensiero (1969) Dino The Windmills of Your Mind Michel Legrand Tratto dalla colonna sonora del film Il caso Thomas Crown, era il retro del singolo precedente.

Hey Paula

Dino e Wilma Goich

Hey Paul, Hey Paula

Paul And Paula

Unico hit di questo duo (i nomi erano in realtà Ray Hildebrand e Jill Jackson, incisero prima il pezzo come Jill & Ray, poi per coerenza con il testo cambiarono il nome in Paul and Paula). Lanciarono la moda del duo misto e la risposta nera della Motown fu la celebre accoppiata Marvin Gaye - Tammi Terrell. Inserito nella colonna sonora di Animal House. Per la versione italiana una inedita coppia in una versione probabilmente posteriore.

Donna la prima donna (1965)

Dion Di Mucci

Donna the Prima Donna

Dion Di Mucci & The Belmonts

Probabilmente a seguito della proposta italiana da parte dei Nomadi di questo brano doo-wop (stile antesignano del surf) molto diverso dalla loro produzione posteriore, anche Di Mucci e i suoi Belmonts incisero una versione in italiano. Il paroliere era l'onnipresente Mogol, e sul disco il leader compariva curiosamente come "Di Muci" e, forse per le origini italiane, non se la cavava male con la nostra lingua.

Ho rimasto (1963)

Don Backy

What Do You Want to Make Those Eyes at Me For (1959)

Emile Ford & The Checkmates

Traduzione libera come in altre cover del Clan. Versione italiana di Mogol e dello stesso Don Backy. Errore grammaticale nel testo ovviamente voluto, conseguenza di una scommessa persa con Celentano. Titolo completo "(Ancora una volta) Ho rimasto solo".

Amico (1963) Don Backy Keep Away From Other Girls  (1962) Helen Shapiro Un brano di Bacharach e Hilliard per questa altra cover curata sempre da Mogol e Don Backy. Sempre nel periodo Clan di Don Backy. Pubblicata anche sul primo LP di Don Backy (vedi dopo).
Io che giro il mondo (1964) Don Backy I Think I'm Gonna Like it Here Elvis Presley Incisa con il suo gruppo, i Fuggiaschi, questa cover da un brano dello stesso anno di Elvis Presley, sul retro del disco Clan ACC 24018 "Mama che caldo". Il brano di Elvis, contenuto nel suo film " " apparteneva al periodo "sudamericano". "Penso che mi piacerà qui", cioè in un esotico Messico (era inserita nel film di Elvis "Fun in Acapulco").
Succederà (1964) Don Backy Something Blue (1962) Elvis Presley Disco Clan ACC 24021, retro di "Cara", un brano di Mariano Detto. Testo italiano della cover da Elvis di Beretta e dello stesso Don Backy.
La fortuna (1965) Don Backy Fame and Fortune (1960) Elvis Presley Pubblicato sull'LP "L'amore di Don Backy" disco Clan ACC S LP 40005, e primo album per il cantautore toscano, nel tirolo richiama il successo di quell'anno di Don Backy (L'amore). Testo italiano della cover di Beretta e dello stesso Don Backy. L'originale era stato il primo successo di Elvis Presley dopo il rientro in attività dopo il servizio militare, che all'epoca non "risparmiava" neanche le pop star internazionali.

Mister Tamburino (1965)

Don Backy

Mr. Tambourin Man

Bob Dylan

In questo caso invece la versione italiana puntava a rendere in italiano il poetico e metaforico testo del capolavoro di Dylan, noto soprattutto per la storica versione dei Byrds. Altra cover per il primo LP di Don Backy.

Una ragazza facile (1965) Don Backy Memphis Tennessee (1959) Chuck Berry (1959) / Tom Jones (1965) Per il retro del suo singolo L'amore (Clan ACC 24030) Don Backy ha preparato una versione, ovviamente diversa nel testo nell'originale (quello italiano è del solito infaticabile Mogol), dal noto blues rock di Chuck Berry degli anni '50. Il brano era però tornato d'attualità nello stesso 1965 grazie ad una nuova versione di Tom Jones, che era nota in Italia essendo anche risultata vincitrice a Bandiera gialla, e quindi è probabile che sia stato questo lo spunto per la scelta di Don Backy. Altra versione da parte dei Big Ben's, nello stesso anno con lo stesso testo scanzonato e trasgressivo.
Come testimoniato da un video degli anni '60 disponibile anche su YouTube nelle esecuzioni successive Don Backy cantava una versione censurata del brano (incredibile ma è così) che diventava "Una ragazza semplice" (proprio non è la stessa cosa").

Michelle

Don Miko

Michelle

Beatles

Testo italiano di Ricky Gianco per il cantautore Don Miko (Michele Bozzetti), impegnato in uno dei pochi brani dei Fab Four che potevano essere resi bene anche in italiano.

Tanto so che poi mi passa (1964) Dusty Springfield Every Day I Have To Cry Some (1964) Steve Alaimo (1963) / Dusty Springfield (1964) Auto-cover di Dusty Springfield per il ricco mercato discografico italiano di un suo successo in UK, che riprendeva un brano precedente, anch'esso fortunato in USA, del cantante e poi produttore americano Steve Alaimo. Disco Philips 326 679 BF. Versione italiana di Mogol.
Stupido, stupido (1964) Dusty Springfield Wishin' and Hopin' (1964) Dionne Warwick / Dusty Springfield Altra auto-cover di Dusty Springfield di un altro suo successo, un bel brano pop di Burt Bacharach. Inciso nel 1963 dalla Warwick (ma come lato B di un singolo) aveva avuto un buon successo nella successiva versione del 1964 della cantante inglese. Era il retro della precedente canzone. Versione italiana di Cassia. Sarà per via della lingua ma è ben superiore la versione inglese.
Questi stivali sono fatti per camminare (1966) Eileen These Boots Are Made For Walkin' (1966) Nancy Sinatra Eileen (Goldsen) era una giovane americana, insegnante di francese, arrivata in Francia nel 1963. Le chiesero di tradurre in francese alcune canzoni folk americane ed inglesi, ma risucì invece a proporsi lei come cantante, con un primo LP tutto di traduzioni (Prends ta guitar - 1965). Nel '66 la sua casa discografica le propose di incidere tradotta in francese e in tedesco il successo mondiale di quell'anno di Nancy Sinatra, e così sono arrivate, con discreto successo in Germania e in Francia, Die stiefel sind zum Wandern e Ces bottes sont fait pour marcher. A ruota è arrivata la versione italiana che, anche in questo caso, tentava in qualche modo, inerpicandosi maldestramente sull'italiano, di riprendere il testo originale. Anche se con una ardita estensione quasi S/M ("... se mi stancherò, io camminerò coi miei stivali su di te ...").

Torna a casa ragazzina beat

Elio Ciprì

She'd Rather Be With Me

Turtles

Un brano ispirato ad una delle preoccupazioni dei benpensanti degli anni '60: la ragazza che scappa di casa per andare con i capelloni. La più famosa "fuggitiva" (o presunta tale) è stata sicuramente Patty Pravo.
Acquario (1968) Elio Gandolfi Aquarius (1968) 5th Dimension Ardimentosa cover in italiano dal celebre brano, momento culminante del musical Hair, per il giovane Elio Gandolfi, lanciato a Sanremo l'anno prima assieme a Shirley Bassey con il mitico brano La vita. Disco Carosello, versione italiana di Minellono.
Capelli (1968) Elio Gandolfi Hair (1968) Interpreti del musical L'operazione temeraria continua con la canzone centrale del musical di James Rado e Jerome Ragni. Versione italiana questa volta di Vito Pallavicini. Altro lato del singolo con Acquario. Da notare che Elio Gandolfi portava i capelli corti, anche sulla copertina di questo disco.

Mi mandi via

Elisabetta

Love Is Here And Now You're Gone 

Supremes

L'originale era un efficace R&B soft di Diana Ross con le sue fedeli Supremes Mary e Flo.

Non cercare la luna

Elisabetta Ponti

N'ecoute pas les idoles

Serge Gainsbourg

Elisabetta Ponti, esordiente per caso, arrivò con questo brano soft beat al II posto, dopo il melodico Mariolino Barberis, al Cantagiro del 1965, sopravanzando cantanti noti come Caterina Caselli, che presentava il suo brano di esordio Sono qui con voi, o Sonia e le sorelle

Sha La La Lee

Elsa e I Beats

Sha La La Lee
(1966)

Small Faces

Versione italiana di uno dei primi successi (n.3 in UK nel febbraio del 1966) degli Small Faces, poi semplicemente Faces, il primo gruppo di Rod Stewart.

 

Note

   

Per segnalazioni o precisazioni scrivere a: Webmaster Musica & Memoria

 

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