|
Cover anni ’60-’70. Lista commentata. Parte III |
|
Indice |
|
|
Lista I: Adriano Celentano / Alpha Centauri / Angeli / Antoine / Apostoli / Armando Savini / Augusto Righetti / Balordi / Bad Boys / Barabba / Barrittas / Baronetti / Bat Bat / Beans / Beati / Big Ben's / Bisce / Bertas / Blackbirds / Bigs / Bisonti / Bit-Nik / Bobby Solo / Bounty Killers / Brian / Bruno Castiglia / Bruno Lauzi / Califfi / Camaleonti / Capricorn College / Carmen Villani |
|
|
Lista II: Casuals / Castellani / Caterina Caselli / Catherine Spaak / Cavernicoli / Chiodi / Chilla Black / Claudia Mori / Christophe / Claus / Cliff Richard / Code / Colours / Computers / Corvi / Crazy Boys / Cuccioli / Dalida / Danny Lorin / Da Polenta / Dave, Dee, Doozy, Beacky, Mick & Tich / David Bowie / David & Jonathan / Delfini / Diabolici / Dik Dik / Dino / Dion Di Mucci / Don Backy / Don Miko / Elio Ciprì / Elisabetta / Elisabetta Ponti / Elsa e i Beats |
|
|
Lista III: Equipe 84 / Evy / Eydie Gormè / Fabulous Four / Facce di bronzo / Fantom's / Faraoni / Favolosi / Fausto Leali (e i Novelty) / Fiammetta / Flora, Fauna e Cemento / Formula Tre / Franco dei New Dada / Françoise Hardy / Fratelli / 1910 Fruitgum Co. / Fuggiaschi / Gatti Rossi / Gene Guglielmi / Gene Pitney / Gens / Ghigo Agosti e i Goghi / Gian Pieretti / Gianni Morandi / Gianni Pettenati / Giganti / Gino Paoli / Gino Santercole / Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer / Gino Paoli /Giorgio Gaber / Giuliana Valci |
|
|
Lista IV: Giuliano e i Notturni / Giusy Romeo / Gleemen / Grass Roots / Guidone / Herbert Pagani / Honeybeats / Hugu Tugu / Ico Cerutti / Igor Mann e i Gormanni / Innominati / Iva Zanicchi / Jaguars / Jimmy Fontana / Jimmy Ruffin / Johnny Dorelli / Johnny Kendall e gli Heralds / Jonathan & Michelle / Juniors / Katty Line / Kidders / Kings / Ragazza '77 / Lara Saint Paul / Little Boys / Little Tony / Longobardi / Luigi Tenco / Macchie Rosse / Mal & The Primitives / Mario Guarnera / Marcellos Ferial / Mark e Marta & Splash / Maria Belardinelli / Marino's / Martò / Marzio / Mat 65 / Maurizio dei New Dada / Memphis / Memo Remigi / Meri Marabini / Meteors / Mia Martini / Michel Delpech / Michel Polnareff / Mike Liddel e gli Atomi |
|
|
Lista V: Marisa Sannia / Memo Remigi / Milena Cantù / Milva / Mimì Bertè / Mina / Minstrels / Moody Blues / Motowns / Nada / Nana Moskouri / Nancy Sinatra / Neil Sedaka / New Dada / New Rangers / Nicola di Bari / Niemen / Nomadi / Nuovi Angeli / Ombre di bronzo / Ombretta Colli / Onde blu / Ornella Vanoni / Paola Musiani / Patrick Samson / Patty Pravo / Paul Anka / Pelati / Pennies / Peppino di Capri / Pino Masi / Pooh / Pops / Procol Harum / Profeti / 4 di Lucca / Quattro Satelliti |
|
|
Lista VI: Quelli / Ragazzi dai capelli verdi / Ragazzi della via Gluck / Ragazzi del sole / Ragazzi di pietra / Ravers / Renato e i Misfits / Renegades / Ribelli / Ricchi e poveri / Richard Anthony / Ricky Gianco / Ricky Shayne / Riki Maiocchi / Rita Pavone / Roby Castiglione / Roby Matano e i Campioni / Rogers / Rokes / Rokketti / Rolando Gambelli / Rolling Stones / Roll's 33 / Royals / Sacha Distel / Sandie Shaw / Satelliti / Soliti ignoti / Sonia e le Sorelle / Sorrows / Stevie Wonder / Stormy Six / Superbi / Supergruppo / Surfs / Sylvie Vartan / Templari / Tipi / Tom Jones / Tony e Nelly / Tony Mark e i Markmen / Trappers / Trolls / Uh! / Uragani / Vanguards / Vasso Ovale / Verde Stagione / Wess / Wrteched / Youngbloods |
|
|
Interprete |
Versione originale |
Interprete |
Note |
|
| Papà e mammà (1964) | Equipe 84 | Papa-Oom-Mow-mow (1962) | Rivingstons (1962), Trashmen
(1963), Beach Boys (1964) |
Il complesso n.1 italiano dell'era beat ha
realizzato moltissime cover, sia per farne singoli, sia per completare LP,
a partire da questo loro primo singolo effettivo per la Vedette. Il brano
nonsense dei Rivingstons ripreso è del 1962, dell'anno dopo la esecuzione di
maggior successo (#1 Billbooard US) nel mix dei Trashmen dal titolo Surfin'
Bird (con un'altra canzone dei Rivingstons), dell'anno successivo la
pubblicazione della cover dei Beach Boys nell'LP Beach Boys Concert. A quest'ultima versione fa probabimente riferimento la cover del gruppo di Modena, anche se è possibile che abbiano sentito anche Surfin' Bird dei Trashmen, che è anche il brano utilizzato nella colonna sonora di Full Metal Jacket di Stanley Kubrick, in uno dei momenti più forti del film. Testo italiano (di Shel Shapiro) del tutto diverso da quello originale. |
| Quel che ti ho dato (1964) | Equipe 84 | Tell Me (1964) | Rolling Stones | Riuscita cover del
primo successo degli Stones firmato dalla coppia Jagger - Richards,
inserito nel primo album del più longevo gruppo rock. Pubblicato su singolo solo in USA. |
| Ora puoi tornare (1965) | Equipe 84 | Go Now (1964) | Moody Blues | 2° singolo effettivo del complesso, sempre con la Vedette. L'originale, ancora in stile doo-wop, era il primo successo dei Moody Blues. |
| Prima di cominciare (1965) | Equipe 84 | I Get Around | Beach Boys | Retro del precedente. In tutte le raccolte di cover è accreditata come tale, ma è in realtà una "quasi cover" del noto brano dei Beach Boys. Dall'originale surf è stato preso soltanto il ritornello in falsetto ("no no no non pensarci"), il resto è in stile beat e originale. |
| La fine del libro (1965) | Equipe 84 | Time Is on My Side (1965/ | Rolling Stones | Secondo singolo inciso dopo il ritorno del bassista Victor Sogliani dal servizio militare. Era stato sostituito da Romano Morandi (Romano VIII). L'originale era un classico degli Stones, da loro scelto per la prima partecipazione al popolarissimo Ed Sullivan Show, al loro lancio in USA. Si trattava di uno dei pochi successi incisi dal gruppo inglese non scritto da Jagger e Richards. |
| Cominciamo a suonar le chitarre (1965) | Equipe 84 | Farmer John | Searchers | Il retro de La fine del libro si propone come una specie di ingenuo manifesto del beat. Anche questa è una cover, solitamente indicata come Farmer John dei Premiers. Il brano effettivamente è quello, ma la versione presa a modello dalla Equipe 84, con un testo comunque del tutto scorrelato dall'originale, era quella degli inglesi Searchers. La versione dei californiani Premiers, molto diversa, è probabile che i quattro ragazzi di Modena non l'avessero proprio mai sentita all'epoca. Se no avrebbero preso come base quella, di gran lunga superiore. Il disco dei Premiers è stato un successo USA dell'estate del '64 (#19), era a sua volta una cover e un adattamento rock di un brano R&B precedente, il brano era caratterizzato da una registrazione che riproduce l'ambiente scatenato di una festa stile Animal House. Farmer John era il padre della ragazza con "gli occhi color champagne" a cui puntava il protagonista della canzone. |
| Sei già di un altro (1965) | Equipe 84 | Don't Worry Baby | Beach Boys | Non c'era proprio nessuna vicenda di corna nell'originale dei Beach Boys di questa cover non troppo riuscita del gruppo di Vandelli. |
| Mi fa bene (1966) | Equipe 84 | And My Baby’s Gone | Moody Blues | Altra traduzione del brano proposta dai Camaleonti con il titolo Tu credi in me. |
| Good Bye My Love (1966) | Equipe 84 | Good Bye My Love | Searchers | Retro del singolo precedente. |
| Sei felice (1966) | Equipe 84 | Tired of Waiting (For You) | Kinks | Ultimo singolo con la Vedette. |
| Io ho in mente te (1966) | Equipe 84 | You Were In My Mind (1966) | We Five / Barry McGuire |
#1 nel 1966 in USA; i We Five furono un gruppo folk-rock tra i più popolari, anticipatore in qualche modo dei Byrds; il brano era composto da Sylvia Fricker del duo folk Ian & Sylvia, venne reso popolare in Europa da una versione di Crispian St.Peters. Proposta con grande successo anche dal cantante folk Barry McGuire, allora all'apice della sua carriera. |
| Resta (1966) | Equipe 84 | Stay (Just a Little Bit Longer) | Hollies | Doveva essere il lato A
del 45, ma venne soppiantato dal lato B, "Io ho in mente te", uno
dei più grandi successi della Equipe. La base di "Resta" era una cover del 1964 degli inglesi Hollies di un brano doo-wop USA del 1960, inciso per la prima volta da Maurice Williams (l'autore) con il suo gruppo The Zodiacs. Noto anche per la cover degli anni '70 di Jackson Browne. |
| Bang Bang (1966) | Equipe 84 | Bang Bang | Cher | Di Bang Bang, il grande successo internazionale di Cher, sono state fatte numerose cover in italiano; da citare almeno quelle di Equipe 84, Corvi, Dalida (in testa alla prima Hit Parade radiofonica del 1966 con questo brano) e Milena Cantù (la "ragazza del Clan" Celentano) |
| Spiegami come mai (1966) | Equipe 84 | Funny How Love Can Be | Ivy League | Incluso nel primo LP della Equipe 84 per la Ricordi (Io ho in mente te). Riguardo al gruppo originale, si vedano le note per la versione di Fausto Leali. |
| Alti nel cielo (1966) | Equipe 84 | I Need Somebody Groovy | Mama's & Papa's | Altra cover inclusa nel suddetto LP. |
| Ieri in lei (1966) | Equipe 84 | Every Day | Moody Blues | Altra cover inclusa nel suddetto LP, non uscita su singolo. |
| Intermission Riff (1968) | Equipe 84 | Intermission Riff | Stan Kenton | L'originale era il brano musicale usato come sigla di TV7. Incluso nel 3° LP della Equipe (Stereoequipe, uno dei primi dischi stereo italiani). |
| Tutto è solo colore (1968) | Equipe 84 | Every Little Bit Hurts | Small Faces | L'originale era un brano del primo gruppo di Rod Stewart. Altro brano contenuto nell'album Stereoequipe. |
| Un anno (1968) | Equipe 84 | No Face, No Name, No Number | Traffic | Retro del singolo Il ristorante di Alice. Traduzione banale e del tutto scorrelata di un capolavoro dei Traffic. Non del tutto riuscita neanche l'esecuzione. |
| Un angelo blu (1968) | Equipe 84 | I Can't Let Maggie Go | Honeybus | Un altro successo pop del secondo periodo della Equipe 84 di Vandelli e soci. Testo italiano di Mogol particolarmente semplice, in pratica due strofe in tutto, poi solo ritornello. Ma non è che l'originale fosse molto più complesso. |
| Nella terra dei sogni (1968) | Equipe 84 | Land Of Make Believe | Easybeats | Retro di Un angelo blu. |
| Tutta mia la città (1969) | Equipe 84 | Blackberry Way (1968) | Move | Altro grande successo del secondo periodo (#1 in Hit Parade a maggio 1969). I Move di Roy Wood erano il gruppo da cui poi sarebbe nata la nota Electric Light Orchestra. |
| Pomeriggio ore 6 (1970) | Equipe 84 | Marley Purt Drive (1969) | Bee Gees | Versione italiana ampiamente infedele, in pratica reinventata. |
| Era Lei (1971) | Equipe 84 (Maurizio Vandelli) | It’s Me That You Need | Elton John | Uscita come singolo a nome del solo Maurizio Vandelli. |
| 29th September (1967) | Equipe 84 | 29 settembre (1967) | Equipe 84 | Il complesso di Modena preparò anche una versione per il mercato anglosassone del loro grande successo italiano, opera di Mogol e Battisti. Traduzione (molto letterale) di T. Scott. Sul retro Auschwitz, sempre tradotta in inglese. Pubblicato in USA nel 1967 su etichetta Imperial con numero di catalogo 66266. |
| Auschwitz | Equipe 84 | Auschwitz | Equipe 84 | Sul retro del singolo pubblicato in USA una versione inglese di Auschwitz. |
| Colpa della Bossa Nova (1963) | Eydie Gormé | Blame it on the Bossa Nova (1963) | Eydie Gormé | Eydie Gormé (Edith Gormezano) era una raffinatissima interprete "lounge" con una voce dalle venature jazzistiche, ma con una forte propensione alle musiche latino-americane (era poliglotta, e anche il suo italiano era veramente eccellente). "Blame it on the Bossanova", a dispetto del titolo, non è affatto un ritmo bossanova, ma una canzone accattivante della celebre coppia Barry Mann & Cynthia Weil, una vera fabbrica di successi, ed è stata uno dei maggiori successi della cantante. |
| Ci riprova la Bossa Nova (1964) | Eydie Gormé | Can't get over the Bossanova (1964) | Eydie Gormé | Nel tentativo di dare un seguito a "Blame it on the Bossanova", Eydie Gormé compose (col marito Steve Lawrence) una bossa nova autentica, immediatamente presentata anche in versione italiana. Ma sia da noi che negli USA non ebbe successo, una canzone più soft, di minore impatto. |
| L'abito non fa il beatnik (1967) | Evy | Keep On Running | Spencer Davis Group | Evy era una delle poche vere cantanti beat. Il testo del brano (ovviamente scorrelato dall'originale) era di Maurizio Vandelli con la stessa Evy. |
| Quello con gli occhiali | Fabulous Four | Get Out Of My Life Woman | Kingsmen | Libera versione italiana di un brano minore dei Kingsmen, il gruppo rimasto famoso per Louie, Louie (tema anche del film Animal House), contenuto nel loro primo album. |
| E’ inutile | Facce di Bronzo | Only Give You Everything | Them | Le Facce di bronzo erano un gruppo della zona di Pisa e Livorno attivo tra il '66 e il '67, soprattutto nei locali della costa turistica dell'alta Toscana. Hanno inciso un solo singolo per la NET (Nuova Enigmistica Tascabile) con il numero di serie 609. Si trattava di 45 giri inclusi come omaggio a questa rivista di enigmistica. Nel singolo comunque non è attribuito come versione di un brano straniero. Sul lato A un brano originale, scritto dal leader del gruppo Glauco Baldassari con altri due autori, pur se con titolo inglese: All Right. |
| We Shall Overcome | Fantom's | We Shall Overcome | Joan Baez | I Fantom's erano un gruppo di Torino. Primo loro successo il grintoso brano beat "Le insegne pubblicitarie" |
| Vieni qui vicino | Fantom's | Kumbaja | Vari | Kumbaja o Kum-Ba-Ja era, a dispetto del titolo, un brano blues americano. |
| Dimmi se tu vuoi | Faraoni | Gimme Some Lovin' | Spencer Davis Group | Una versione italiana per il classico brano R&B bianco scritto e interpretato dal giovanissimo Stevie Winwood per il primo gruppo nel quale ha militato, prima dei Traffic. |
| Come le rondini | Favolosi | Butterfly | Bee Gees | Versione italiana curata da Roberto Vecchioni e Lo Vecchio |
| Il calendario | Favolosi | Friday Kind Of Monday | John Farnham | Retro del 45 giri precedente. |
| Please, Please Me (1963) | Fausto Leali e i Novelty (1963) | Please, Please Me | Beatles | I Novelty erano il gruppo formato da un giovanissimo Fausto Leali nel 1960, furono uno dei primi complessi italiani dell'era beat, la loro versione del classico dei Beatles era conosciuta tipicamente come "Tu vuoi che dica qualche cosa"; forse grazie a questa versione di Please please me è iniziato il successo dei Beatles in Italia. |
| Vai dove vuoi (1966) | Fausto Leali & i Novelty | I Believe To My Soul (1959) | Ray Charles / Animals (1965) | Forse il riferimento di Leali è statoa maggiormente la cover successiva degli Animals. |
| Per un momento ho perso te (1966) | Fausto Leali & i Novelty | (All of A Sudden) My Heart Sings (1959) | Paul Anka | L'originale era un successo di Paul Anka nel periodo del sodalizio con Don Costa, due anni dopo l'hit mondiale Diana. Interpretazione convincente ed intensa di Fausto Leali che stava preparando il boom con "A chi". |
| E' solo un gioco (1966) | Fausto Leali & i Novelty | Like a Baby (1957) | Vikki Nelson & Sounds / Elvis Presley (1960) | L'originale , un blues scritto da Jesse Stone, era stato inciso anche da Elvis Presley nella sua raccolta del '60 "Elvis Is Back" (dopo il servizio militare). |
| Devi pensare a me (1966) | Fausto Leali & i Novelty | Run to my Loving Arms (1965) | Billy Fury | Billy Fury era un cantante inglese di grande successo tra la fine dei '50 e i primi anni '60. Emulo in qualche modo di Presley, era specializzato in canzoni sentimentali ma con venature rock e blues. |
| Senza luce (1967) | Fausto Leali & i Novelty | A Wither Shade Of Pale | Procol Harum | Una delle molte versioni del noto brano dei Procol Harum, molto popolare anche in Italia. Stesso testo della prima versione dei Dik Dik. |
| A chi (1967) | Fausto Leali | Hurt (1961) | Timi Juro | Poco da commentare, tutti conoscono il brano che è rimasto il marchio di fabbrica di Leali e il banco di prova della sua voce da "negro bianco". Canzone più venduta in Italia nel 1967. |
| Lei ti ama | Fausto Leali e i Novelty | She Loves You | Beatles | Dopo il successo di Please Please Me i Novelty proposero l'altro n.1 inglese del primo periodo dei Beatles. |
| Portami con te (1969) | Fausto Leali | Fly Me to the Moon (In Other Words) (1954) | Johnny Mathis / Nat King Cole | Inciso per la prima volta nel '54 dalla cantante Kaye Ballard, è un cosiddetto standard, interpretato innumrevoli volte. Le prime e più note interpretazioni sono quelel di Mathis e Nat King Cole. |
| Potrai fidarti di me | Fausto Leali | You Can Depend On Me | Brenda Lee (1961) | Altra cover del brano di Brenda Lee da Carmen Villani |
| Chiudo gli occhi e conto a sei | Fausto Leali | I Close My Eyes And Count To Ten | Dusty Springfield | Per ragioni di metrica il conteggio nella versione italiana si ferma a sei. |
| Ci sei solo tu | Fausto Leali | I've Been Loving You Too Long | Otis Redding | Il "negro bianco" Fausto Leali era effettivamente uno dei pochi credibili interpreti del super-classico del re del R&B, prematuramente scomparso in un incidente aereo nel '67. |
| Aspetterò | Fausto Leali | Unchained Melody | Al Hibbler (1955) / Righteous Brothers (1965) | Altra versione da Igor Mann e i Gormanni. L'originale dei Righteous Brothers, a sua volta una cover di un brano di 10 anni prima, è ridiventato famosissimo negli anni '90 come colonna sonora del film "Ghost" con Patrick Swayze e Demi Moore. |
| Angeli negri | Fausto Leali | Angelitos Negros | Marino Barreto Jr. | Mitica versione (fedele) della canzone anti-razzista, interpretata veramente con il cuore in mano da Leali. |
| Se qualcuno cercasse di te | Fausto Leali | Funny How Love Can Be | Ivy League | Un'altra cover italiana per l'unico successo internazionale degli Ivy League. La Ivy League era il termine con cui venivano indicate le migliori università americane. |
| Tu che piangi (1968) | Fausto Leali | Cry (1951) | Ruth Casey With Graham Prince Ensemble | Contenuta nell'LP Il negro bianco del 1968. Il brano originale è stato interpretato anche anni dopo da Celentano con testo diverso (E' finita) |
| Little Man | Fiammetta | Little Man | Cher | Una delle tante versioni del successo internazionale vagamente "latin-rock" scritto da Sonny Bono per Cher, proposto da una delle cantanti beat dell'epoca, la romana Fiammetta. Altra versione da Milva. |
| Quando la campana suonerà | Fiammetta | Big Black Smoke | Kinks | Lato B di Little Man, ottima versione di un ottimo brano minore dei Kinks. |
| Superstar | Flora, fauna e cemento | Jesus Christ Superstar | (Lloyd-Webber) | Vedi le note sulla ardita operazione di "traduzione" del brano portante del famosissimo musical. |
| Il ponte (1970) | Flora, fauna e cemento | Bridge Over Troubled Water | Simon & Garfunkel | Almeno il titolo promette una versione non troppo lontana dall'originale. Come infatti è nei versi tutto sommato riusciti, dovuti ad Alessandro Colombini. Alla impegnativa prova alla voce Renato Brioschi, meglio conosciuto come Renato dei Profeti. |
| Avevo una bambola (1969) | Formula Tre | Games People Play (1969) | Joe South | Retro di "Questo folle sentimento", primo disco pubblicato in assoluto dalla Numero Uno, la storica etichetta di Mogol e Battisti. L'originale era un successo USA di un musicista che sino a quel punto aveva scritto per altri (tra le altre canzoni, anche "Hush", il primo grande successo dei Deep Purple) e che iniziava così la sua carriera solistica, che si sarebbe però interrotta un paio di anni dopo per problemi personali. |
| La sbornia | Four Kents | Lily The Pink (1969) | Scaffold | Proposta originariamente dai Gufi. (vedi qui anche informazioni sugli interpreti originali e sul significato della canzone). |
| Se io fossi un altro (1969) | Franco dei New Dada | Ball Of Fire | Tommy James & Shondells | Anche Franco Jadanza, il chitarrista dei New Dada, nonché il bello del gruppo, tentò la carriera solistica come Maurizio Arcieri, utilizzando (non senza contrasti) il nome del gruppo. |
| Confesso che (1969) | Franco dei New Dada | Saved By The Bell | Robin Gibb | Altra proposta di Franco (Jadanza, il chitarrista dei New Dada) nella sua breve carriera solistica. Era il lato B del brano precedente. |
| Una come te (1969) | Franco dei New Dada (Franco Jadanza) | Something | Beatles | Ancora un'altra proposta di Franco Jadanza nella sua breve carriera solistica, una cover dal celebre brano dei Beatles, accolta con discreto successo. |
| Quelli della mia età (1962) | Françoise Hardy | Tout le garçons et le filles (1962) | Françoise Hardy | Auto-cover in italiano della canzone che ha dato fama internazionale alla Hardy. Precedeva il successo della versione italiana, interpretata da Catherine Spaak (vedi). |
| Ci sto (1962) | Françoise Hardy | J'suis d'accord (1962) | Françoise Hardy | Auto-cover. Era pubblicata sul retro del singolo "Quelli della mia età" |
| E' all'amore che penso (1962) | Françoise Hardy | C'est a l'amour auquel je pense (1962) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Per tanto tempo (1963) | Françoise Hardy | Bien longtemps (1963) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Una ragazza come le altre (1963) | Françoise Hardy | Comme tant d'autres (1963) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| L'amore va (1963) | Françoise Hardy | L'amour s'en va (1963) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Il saluto del mattino (1963) | Françoise Hardy | Le premier bonheur du jour (1963) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Vorrei capirti (1963) | Françoise Hardy | Saurai-je (1962) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Il tuo migliore amico (1963) | Françoise Hardy | Ton meilleur ami (1962) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Oh oh cheri (1963) | Françoise Hardy | Oh oh cheri (1962) | Françoise Hardy | La canzone francese era a sua volta una cover da Uh Oh, incisa nel 1958 da Bobby Lee Trammell. |
| L'età dell'amore (1963) | Françoise Hardy | Le temps de l'amour (1962) | Françoise Hardy | L'originale è basato su un pezzo strumentale di J. Dutronc dal titolo "Fort Chabrol", inciso dai "Fantomas". |
| Nel mondo intero (1964) | Françoise Hardy | Dans le monde entier (1964) | Françoise Hardy | Una canzone dedicata alla pace nel mondo, proposta dalla Hardy anche in inglese (All Over The World) e in tedesco, l'anno successivo. |
| Je n'attends plus personne (1964) | Françoise Hardy | Non aspetto nessuno (1964) | Little Tony | Altro caso di cover al contrario per la Hardy. In questo caso l'originale era un brano rockeggiante di Little Tony, presentato al Cantagiro di quello stesso 1964, di cui il cantante romano era anche coautore con Gianni Meccia. Scelta un poco anomala da parte della cantante francese. |
| Devi ritornare (1964) | Françoise Hardy | Je veux qu'il revienne (1964) | Françoise Hardy | A sua volta la canzone francese era una cover da Only You Can Do It, un brano del 1964 delle Vernons Girls, una girl band inglese. |
| Vorrei essere lei (1964) | Françoise Hardy | J'aurais voulu (1963) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Non svegliarmi mai (1965) | Françoise Hardy | Ce n'est pas un reve (1963) | Françoise Hardy | L'originale francese della Hardy era una cover di Don't Come Any Closer, incisa nel 1964 da Samantha Jones, una delle Vernons Girls citate in precedenza. |
| La notte sulla città (1965) | Françoise Hardy | La nuit est sur la ville (1964) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Je changerais d'avis (1966) | Françoise Hardy | Se telefonando (1966) | Mina | Altra cover all'incontrario per il mercato francese, dalla splendida canzone di Morricone e Costanzo per Mina. |
|
La maison ou j'ai grandi (1966) |
Il ragazzo della via Gluck (1966) |
Adriano Celentano |
Il grande successo di Celentano ha avuto anche una cover, interpretata in modo assai convincente ed in un delizioso francese da Françoise Hardy. Il testo è solo apparentemente simile all'originale, anche se quasi tradotto parola per parola. Manca proprio la parte più importante, l'ispirazione ecologica ante litteram. |
|
| Ci sono cose più grandi (1966) | Françoise Hardy | Il est des choses (1966) |
Françoise Hardy | Doppio giro per questa canzone scritta da Edoardo Vianello e Eliana De Sabata, incisa prima in Italia da Tony Renis, poi ripresa per il mercato francese dalla Hardy e infine reincisa dalla Hardy anche in italiano. |
| Gli altri (1967) | Françoise Hardy | Voila (1966) | Françoise Hardy | Di questa bella canzone, inclusa nell'album del 1967 "Ma Jeunesse Fout Le Camp", uscita in singolo l'anno prima, esiste una notevole registrazione della TV francese con una interpretazione di una Françoise Hardy al suo massimo. Il titolo a volte è citato prendendo il ritornello "E già". |
| I sentimenti (1967) | Françoise Hardy | Et meme (1966) | Françoise Hardy | Auto-cover per il mercato italiano. Proposta dalla Hardy nella trasmissione TV Partitissima del 1966 in una ottima interpretazione visibile su YouTube. Testo italiano di Pallavicini. |
| Se e ma (1968) | Françoise Hardy | Avec des si (1968) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Il pretesto (1968) | Françoise Hardy | Comment te dire adieu (1968) | Françoise Hardy | Anche in questo caso la canzone francese era a sua volta una cover di It Hurts To Say Goodbye di Margaret Whiting, incisa anche da Vera Lynn e altri. |
| La bilancia dell'amore (1968) | Françoise Hardy | Tiny Goddess | Nirvana | Il gruppo della versione originale non era ovviamente quello di Kobain, ma una band inglese degli anni '60. La Hardy pare li abbia conosciuti durante una tournee in Brasile e abbia deciso di proporla come cover sia in inglese sia in italiano sia in francese (con titolo "Je ne sais pas ce que je veux"), peraltro sono tutte superiori all'originale. |
| Il male d'amore (1969) | Françoise Hardy | A quoi ca sert (1968) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Stivali di vernice blu (1969) | Françoise Hardy | Des bottes rouges de Russie (1969) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| L'ora blu (1970) | Françoise Hardy | L'heure bleue (1969) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Io conosco la vita (1968) | Françoise Hardy | La fin de l'ete | Françoise Hardy (1967) / Gerard Burgeois (1964) | Cover della Hardy da un brano inciso in precedenza da Gerard Burgeois. |
| Il mare, le stelle, il vento (1969) |
Françoise Hardy | La mer, les etoiles et le vent (1968) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Il granchio (1970) | Françoise Hardy | Le crabe (1970) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| Sole ti amo (1970) | Françoise Hardy | Soleil (1970) | Françoise Hardy | Auto-cover |
| C'è qualcosa che non ricordo | 1910 Fruitgum Co. | Reflections From The Looking Glass (1968) | 1910 Fruitgum Co. | Auto cover in italiano di un brano meno spensierato da parte del gruppo USA rimasto celebre per Simon Says (Il ballo di Simone), di cui questo era il lato B. |
| Nulla di me (1964) | Fuggiaschi | All My Sorrows | Searchers | Versione in italiano curata da Don Backy, arrangiamento di Detto Mariano. I Fuggiaschi sono stati per diverso tempo il gruppo di supporto, a anche di sala, del cantautore toscano, avendo comunque la possibilità di incidere diversi singoli. Questa era il loro primo, con la etichetta Ciao Ragazzi, emanazione del Clan Celentano. |
| Tipperary (1965) | Fuggiaschi | It's A Long Way To Tipperary | Tradizionale | Testo in italiano di Don Backy. Primo disco con la nuova casa discografica (Jolly) dopo la uscita dal Clan. |
| Gira Gira (1966) | Fuggiaschi | Reach Out, I'll Be There | Four Tops | Cover incisa anche dai Fuggiaschi, oscurata però da quella più fortunata di Rita Pavone. |
| Vivi con il mondo | Fuggiaschi | Everyboy Knows | Dave Clark Five | |
| Cerca di capire | Fuggiaschi | I Should Have Known Better | Beatles | La traduzione del brano dei Beatles era stata curata da Don Backy per Dino e i Kings. I Fuggiaschi erano il complesso di accompagnamento del cantautore toscano. E' possibile che ne abbiano registrato una versione per una compilation, non risulta invece su singolo. |
| Se mi pensi un po' | Fuggiaschi | If I Feel | Beatles |
Come sopra. |
| Il marinaio | Fratelli | A Salty Dog | Procol Harum | Una versione diversa rispetto a quella dei Camaleonti, per i Procol Harum, molto apprezzati in Italia nei '60. |
| Ho difeso il mio amore | Gatti rossi | Nights In White Satin | Moody Blues | Altra versione del successo internazionale dei Moody Blues, alternativa a quella celebre dei Nomadi. |
| Fai un po' quello che vuoi (1968) | Gatti rossi | Words (1968) | Bee Gees | Anche in questo caso una cover in comune con altri gruppi (Crazy Boys e Honeybeats) |
| E voi, e voi, e voi | Gene Guglielmi | Et moi, et moi, et moi | Jacques Dutronc | Gene Guglielmi era
uno dei portavoce del beat, autore e cantante di "I capelli
lunghi" e "Preghiera beat", come Roby
Crispiano abbandonò la scena musicale dopo il momento d'oro
del beat per non scendere a compromessi con le case discografiche. Il brano originale, era il primo successo di un cantautore francese particolarmente orientato a temi polemici, il testo parlava dell'attualità, quindi era classificato come canzone "di protesta". Nella impostazione basata su un riff ripetitivo ricordava Les elucubrations di Antoine, del quale forse voleva essere una risposta. E' stato probabilmente il maggiore successo di Gene Guglielmi, programmato intensamente a Per voi giovani da Renzo Arbore. |
| Mini mini mini | Gene Guglielmi | Mini mini mini | Jacques Dutronc | Gene Guglielmi ha proposto in italiano anche l'altro brano di Dutronc in stile ballata di cronaca, incentrato questa volta sulla moda anni '60 delle "mini" (Mini Minor, minigonna, ecc.). Oggetto di una polemica dell'epoca con Sergio Endrigo che criticava la versione italiana, troppo libera. |
| Uomo non sai (1968) | Gene Pitney | Something's Gotten Hold Of My Heart | Gene Pitney | La versione italiana di un tardivo successo di uno dei principali lead-singers USA degli anni '60, molto noto anche in Italia, dove presentò diversi pezzi e partecipò anche a San Remo, proprio in coppia con Caterina Caselli ed interpretando, con la sua tipica voce acuta, e con tremendo accento anglo-americano, il celebre hit Nessuno mi può giudicare. |
| Ritorna (1963) | Gene Pitney | Half Heaven, Half Heartache (1963) | Gene Pitney | A partire dal 1963, Gene Pitney incise le cover in italiano dei suoi successi su singoli a 45 giri, poi raccolti in un LP "I singoli italiani 1962-65", comprendente anche le canzoni originali italiane che Pitney interpretò a Sanremo. |
| Un soldino (1963) | Gene Pitney | If I Didn't Have a Dime | Gene Pitney | La monetina (tradotta all'antica come "un soldino") serviva ovviamente per il juke-box. |
| Non lasciamoci (1963) | Gene Pitney | Only Love Can Break a Heart (1962) | Gene Pitney | Pubblicato sul lato B "a due" di un 45 giri Tris il cui lato A era "Un soldino". |
| Oh, cara (1963) | Gene Pitney | Every Breath I Take (1961) | Gene Pitney | L'altro brano sul lato B di "Ritorna". |
| Chi vede te (1963) | Gene Pitney | Take Me Tonight (1963) | Gene Pitney | La canzone è tratta da una famosa aria della Sinfonia N.6 "Patetica" di Chaikovsky. |
| Sarò forte (1965) | Gene Pitney | I'm Gonna Be Strong (1964) | Gene Pitney | Altra auto-cover da un successo del cantante americano scritto da Barry Mann e Cynthia Weil. Curioso notare come Pitney, autore di canzoni portate al successo da altri (Ricky Nelson, Roy Orbison, The Crystals), interpretasse sempre composizioni altrui, da Bacharach-David a Mann-Weil e a Goffin-King. |
| Resta sempre accanto a me | Gene Pitney | True Love Never Runs Smooth | Gene Pitney | Auto auto-cover per Gene Pitney, a metà degli anni '60 molto attivo sul ricco mercato italiano. |
| La città spietata | Gene Pitney | Town Without Pity | Gene Pitney | Gene Pitney pubblicò molti dei suoi successi internazionali per il mercato italiano. |
| A poche ora da casa | Gene Pitney | Twenty Four Hours from Tulsa | Gene Pitney | L'originale era uno dei brani più noti di Gene Pitney in USA. |
| Per chi | Gens | Without You | Badfinger / Harry Nilsson | Altra versione dalla Caselli. Piuttosto fortunata anche la cover dei messinesi Gens. |
| James Brown dice, io dico | Ghigo Agosti | It's a Man's, Man's, Man's World | James Brown | Ghigo Agosti era un rocker italiano della prima ora (quando gli altri rocker erano Gaber, Celentano, Gianco, Guidone). Celebre per il brano non convenzionale Coccinella (che aveva come argomento un travestito, nel 1960!). In questo disco propone una specie di cover del celebre brano proto-femminista di James Brown su entrambe le facciate del 45 giri, con una curiosa operazione (canta l'originale, poi in parlato sintetizza il testo e propone una argomentazione contraria: la cosa più importante non è la donna e l'amore, ma la musica!). Una versione più "regolare" da Lucio Dalla (Mondo di uomini). |
| La vita è come un giorno | Gian Pieretti e i Satelliti | Catch The Wind | Donovan | L'originale è il primo successo del cantautore scozzese, maestro del nuovo folk. |
| Il mondo nei tuoi occhi (1966) | Gianni Morandi | When You Walk In The Room | Jackie DeShannon | Nel terzo album di Morandi "Gianni Tre", oltre a molte canzoni originali, era inserita anche questa cover, con testo italiano di Mogol e Ricky Gianco, del successo della cantante e autrice americana Jackie DeShannon, un brano molto noto anche in Italia per la fortunata versione dei Rokes, con testo diverso (di Shel Shapiro), C'è una strana espressione nei tuoi occhi. |
| Se perdo anche te (1967) | Gianni Morandi | Solitary Man | Neil Diamond | Retro di "C'era un ragazzo", il celebre brano di protesta di Gianni Morandi. Prudentemente la casa discografica del cantante bolognese, che non era troppo sicura della riconversione del più famoso cantante del pop italiano degli anni '60 in interprete di canzoni di "protesta" (ma non forzatamente, in linea con la sua sensibilità) aveva inserito questa eccellente cover di una canzone romantica, ma moderna, sul lato B. Effettivamente ebbe un buon successo anch'essa. |
| Prendi, prendi (1968) | Gianni Morandi | Bend me, Shape me | The Outsiders (1966) / American Breed (1967) | Per il quinto album di Morandi, che si chiamava, ovviamente "Gianni Cinque", qualche altra cover per completare la scaletta. Tra cui questa grintosa versione di un successo internazionale, inciso e composto per primi dal gruppo inglese The Outsiders, ma poi ricordato maggiormente per la efficace cover del gruppo USA American Breed (#5 a inizio 1968), che ne fecero un brano pop quasi perfetto. Il titolo potrebbe tradursi "fai di me quello che vuoi". Pochi mesi dopo in classifica anche in UK (#3) in una successiva versione degli Amen Corner. La versione italiana di Morandi, oltre che in LP, è stata pubblicata anche come retro di un suo singolo dello stesso anno, una cover di un classico della canzone italiana anteguerra (Tu, che m'hai preso il cuor) secondo una breve ed effimera moda del periodo. |
|
Io per lei (1968) |
Gianni Morandi |
To Give (1967) |
Frankie Valli |
Nello stesso una versione anche di Morandi, ancora più strappalacrime di quella più nota dei Camaleonti, di questo classicone americano. |
| La tua immagine (1968) | Gianni Morandi | The Sound Of Silence (1964) | Simon & Garfunkel | Sempre per Gianni Quattro, anche una
versione di Morandi della magnifica canzone di Paul
Simon, nella stessa discutibilissima versione italiana di C. Rossi resa
celebre in Italia da Dino. Discutibile anche il ridondante arrangiamento con
grande abuso di archi di Berto Pisano con la sua orchestra. A Paul Simon e
Art Garfunkel bastava una chitarra acustica per creare la magia. Molto
impegnato e convinto comunque Morandi nella sua interpretazione. Nello stesso album anche due standard americani: "Fumo negli occhi" (Smoke Gets In Your Eyes, ovviamente) e Polvere di stelle (Stardust). |
| Belinda (1969) | Gianni Morandi | Pretty Belinda (1969) | Chris Andrews | Cantante e compositore inglese, autore di molte canzoni di Sandie Shaw. La versione di Morandi è stata pubblicata, oltre che su singolo, anche sul sesto album del cantante (ovviamente, "Gianni Sei"), uscito l'anno dopo. |
| Scende la pioggia (1969) | Gianni Morandi | Elenore | Turtles | I Turtles erano un gruppo folk-rock USA, attivo dal 1965 al 1970. |
| Che cosa dirò (1970) | Gianni Morandi | Suspicious Minds (1969) | Elvis Presley | Sempre a completamento della scaletta di Gianni Sei alcune cover di classici, tra cui questo celebre brano, scritto da Francis Zambon (Mark James) uno dei cavalli di battaglia di Elvis Presley. |
| Non voglio innamorarmi più (1970) | Gianni Morandi | I'll Never Fall In Love Again (1959) | Johnnie Ray | Sempre per Gianni Sei. |
| Ha gli occhi chiusi la città (1970) | Gianni Morandi | Everybody's Talkin' | Fred Neil | Una cover dalla notissima canzone, tema conduttore del film Midnight Cowboy con Dustin Hoffman e Jon Voight. Versione italiana di Maurizio De Angelis. Questa era per il successivo, ma dello stesso anno "Gianni Sette". |
| Torno sulla terra (1970) | Gianni Morandi | Fly Me To The Earth | Wallace Collection | I Wallace Collection erano il gruppo belga famoso in tutto il mondo per il successo Daydream (proposto in italiano dai Motowns, inglesi). La versione di Morandi era sempre contenuta nel suo LP "Gianni Sette". |
| Una che dice sì (1970) | Gianni Morandi | Here, There and Everywhere | Beatles | Non solo il dimenticato gruppo Le Bisce si è cimentato con questo difficile classico dei Beatles, lo fece anche Morandi qualche anno dopo, sempre per l'album "Gianni Sette". |
| Più voce che silenzio (1970) | Gianni Morandi | El Condor Pasa | Simon & Garfunkel | E per finire anche una cover dal brano di Paul Simon che anticipava di parecchio la world music. |
| Come una pietra che rotola (1966) | Gianni Pettenati e & The Juniors | Like a Rolling Stone | Bob Dylan | Altra cover del super classico di Bob Dylan dai Wretched. Questa era nel primo singolo pubblicato da Gianni Pettenati con i suoi Juniors. |
| Siamo alla fine (1966) | Gianni Pettenati e & The Juniors | After A While (1965) | Brian Poole & The Tremeloes | Sul retro del primo disco di Pettenati, il secondo sarebbe stato Bandiera gialla, un'altra cover dai "rivali" involontari dei Beatles. Era un brano minore, mai entrato in classifica in UK. |
| Bandiera gialla (1966) | Gianni Pettenati | The Pied Piper | Crispien Saint Peters | Il più grande successo di POettenati, la glorificazione della prima trasmissione radio solo per giovani. Vedi la storia della versione "adulterata". |
| Il superuomo (1967) | Gianni Pettenati e & The Juniors | Sunshine Superman | Donovan | Fonit Cetra, SP 1323. Sul retro Puoi farmi piangere (altra cover). Versione italiana molto libera di Herbert Pagani, sottotitolo "Ci vuole un superuomo". Esecuzione di Pettenati e dei suoi Juniors non proprio all'altezza di quella del cantautore scozzese. |
| Puoi farmi piangere (1967) | Gianni Pettenati e & The Juniors | I Put A Spell On You | Screamin' Jay Hawkins, Nina Simone, Creedence Clearwater Revival e vari interpreti | Un po' difficile per Pettenati e i suoi Juniors con un organo Hammond emulare in qualche modo le interpretazioni celebri di Nina Simone o dei CCR di questo classico USA. Testo italiano (di Mogol) molto diverso dall'originale ("ho fatto un incantesimo su di te"). Retro de Il superuomo. |
| Vai vai (1967) | Gianni Pettenati | Marble Breaks and Iron Bends (1966) | Drafi Deutscher | Altra cover per il quarto singolo pubblicato da Pettenati con la Cetra nel 1967. L'originale questa volta era un buon brano beat di un musicista tedesco, successo prima in Germania (Marmor Stein und Eisen bricht) e poi internazionale nella versione inglese. Deludente la cover di Pettenati, testo come al solito stravolto (in italiano lei è la solita ingrata che se ne va, in tedesco era un amore che sfida il tempo: "il marmo si spezza, il ferro si piega ... il nostro amore no") e arrangiamento in stile marcetta nel refrain che tradisce il beat originale. Altra versione per il mercato USA nello stesso '67 da Peter Fenton. |
| Cara Judy ciao (1968) | Gianni Pettenati | Judy in Disguise (with Glasses) (1968) | John Fred And His Playboy Band | L'originale di questa riuscita cover di Gianni Pettenati era un successo (più o meno l'unico) di questo gruppo americano (della Lousiana) che citava scherzosamente (per assonanza) nel titolo il celebre brano dei Beatles Lucy In The Sky (with Diamonds). Numero 1 in USA per due settimane nel 1968. L'originale doveva essere abbastanza programmato anche in Italia da giustificare la citazione sulla copertina della cover della Cetra. |
| Non andare via (1962) | Gino Paoli | Ne me quitte pas | Jacques Brel | Una delle prime versioni italiane del classico del grande chansonnier belga. Testo italiano dello stesso Paoli, accompagnato nell'esecuzione dall'orchestra Boneschi. |
| Devi sapere (1962) | Gino Paoli | Il faut savoir | Charles Aznavour | Sull'altro lato dello stesso singolo Ricordi 10260 una riuscita cover anche da Aznavour, testo in questo caso di Beretta, esecuzione con l'orchestra Morricone. |
| Col tempo | Gino Paoli | Avec le temps | Leo Ferré | Altra proposta in italiano di un classico della canzone francesi. Traduzioni in questo caso, ovviamente, fedeli. |
| Lei sta con te (1964) | Gino Paoli | Your Other Love (1963) | Connie Francis | Anche Gino Paoli ha pubblicato alcune cover e anche di genere pop come questa, un minor-hit di Connie Francis. Arrangiamento simile ma testo italiano un po' più elaborato. |
| Io che sarei (1967) | Gino Paoli | What Would I Be (1966) | Val Doonican | Altra cover per Paoli anni '60. Questa canzone in puro stile pop era di un cantautore irlandese e suo principale successo (#2 in UK nel 1966). Pressochè uguale la versione di Paoli. |
| L'uomo dei sogni | Gino Paoli | Aqualung | Jethro Tull | Altre cover, negli anni '70, per Paoli, sul versante ora più impegnato (e più impegnativo), proprio di uno dei brani simbolo del progressive rock. Autore del testo italiano, a quanto è riportato sullo spartito, è un non meglio precisato "Snoopy". |
| Sono un fallito (1964) | Gino Santercole | Busted (1963) | Ray Charles | Versione italiana di Miki Del Prete e Don Backy. |
| Questo vecchio pazzo mondo | Gino Santercole | Eve Of Destruction | Barry McGuire | Una versione teoricamente in linea con l'originale, a differenza di quella di Pino Masi commentata in cover adulterate. Una successiva versione anche dal boss e cugino Adriano. |
| Morirai senza di lei (1965) | Giganti | Crying In The Rain | Everly Brothers | Primo singolo dei Giganti, fino ad allora attivi nei concerti e nelle sale da ballo, per la RiFi. |
| Fuori dal mondo (1965) | Giganti | Keep Searchin' | Del Shannon | Per la cronologia delle pubblicazioni su vinile vedi la discografia dei Giganti. |
| Una ragazza in due (1965) | Giganti | Down Come The Rain | Mister Murray | Un'altra identità del compositore inglese Mitch Murray, al quale si debbono alcuni successi anni '60 come How Do You Do It? di Gerry & The Pacemakers, che è stata anche candidata per essere il primo singolo dei Beatles. La versione dei Giganti è rimasta nella memoria collettiva come "Mai le dirò" (dal refrain). |
| Lezione di ritmo (1965) | Giganti | You Turn Me On | Ian Whitcomb | Una figura laterale delle British Invasion, Whitcomb formò il suo gruppo i Bluesville, a Dublino, e con questo brano, dal cantato particolare e forzato, arrivò al n.8 in USA nel 1965, per poi azzeccare un successivo hit (N-N-Nervous) e poi ritornare ad uno stile più inglese-tradizionale. |
| Ora siamo qui (1966) | Giganti | Here It Comes Again (1965) | Brian Poole & The Tremeloes / Fortunes | Una versione anche da Rita Pavone, più celebre (Qui ritornerà) |
| Son così | Giganti | Let Me Be | Barry McGuire | Un altro dei classici brani folk-rock ad andamento epico di P.F. Sloan, l'autore di Eve Of Destruction. Ne esiste anche una versione dei Profeti |
| In paese è festa | Giganti | A Taste Of Honey | Beatles e altri | Anche quella dei Beatles era una cover. La versione dei Giganti era il retro del controverso singolo "Io e il Presidente". |
| Il lavoro | Giganti | Even The Bad Times Are Good | Brian Poole & The Tremeloes | Come le altre due successive, questa cover non è uscita come singolo, dovrebbe essere inclusa nel loro secondo LP o essere stata incisa da una successiva formazione. |
| Mia cara ti odio | Giganti | Little Darlin' | Diamonds | Il brano originale era un successo di fine anni '50 di un quartetto vocale canadese di Toronto; si trattava in realtà di una cover addolcita di un precedente successo di un altro gruppo doo-wop. |
| Corri uomo corri | Giganti | Space Oddity | David Bowie | Una versione più fedele all'originale di quella dello stesso Bowie (Ragazzo solo, ragazza sola), nel senso che almeno allude alla esplorazione dello spazio, anche se va poi in tutt'altra direzione. |
| Ti amo e io di più | Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer | Je t’aime, moi non plus | Serge Gainsbourg | Una delle versioni italiani del celebre brano scabroso di Gainsbourg affidata in questo caso ad una celebre coppia del teatro (e nella vita, al tempo). |
| Grazie tante | Giorgio Gaber | Glad all over | Dave Clark Five | Disco originale Emi-Columbia, disco italiano Ricordi. |
| Snoopy contro il Barone Rosso | Giorgio Gaber | Snoopy Versus the Red Baron | Royal Guardsmen | Anche il grande Giorgio Gaber ebbe una fase commerciale che lo vide impegnato, come in questo caso, in cover di successi internazionali. Si trattava di un brano d'occasione di un gruppo americano (nonostante il nome) ovviamente dedicato alla saga a fumetti, allora popolarissima anche in Italia grazie alla rivista Linus, che vedeva il bracchetto Snoopy di Charlie Brown opposto al mitico pilota Barone Rosso (realmente esistito), nella I guerra mondiale. |
| Sorge il sole (1971) | Giovanna | Let The Sunshine In (1969) | Fifth Dimension | Il celebre brano di Vince Edwards dal musical HAIR venne pubblicato da Giovanna nel 1971 su etichetta Ariston e presentato nel 1971 da Giovanna nella trasmissione Canzonissima. |
| Ma voglio solo te (1964) | Giovani Giovani | I Want To Hold Your Hand | Beatles | Erano un gruppo considerato emergente nel panorama musicale dell’epoca, ma che poi per qualche motivo non si è più fatto sentire. Per chi volesse vederli in azione si trova su YouTube un (ex) rarissimo filmato (eccellente sia come video che come audio) di una loro ospitata alla RAI. |
| Amore mi manchi | Giuliana Valci | Honey | Bobby Goldsboro | Un'altra cover del noto successo internazionale sentimental-luttuoso di Goldsboro, dovuta alla bella ex-corista di Rita Pavone (si chiamavano "Collettine", in netto anticipo sui tempi rispetto alle "Letterine") |
| Dolce Delilah (1968) | Grapefruit | Dear Delilah (1966) | Grapefruit | Autocover da parte degli australiani
Grapefruit del loro successo in UK dell'anno prima. Altra cover con testo
diverso (meno fedele) da parte degli anglo-italiani Black Birds. Da non confondere con la più celebre Delilah di Tom Jones. I Grapefruit erano un gruppo australiano imparentato in qualche modo con gli Easybeats (ci suonavano due fratelli), hanno continuato la carriera fino al 1969. |
| La sbornia (1969) | Gufi | Lily The Pink (1969) | Scaffold | La prima versione del brano ironico degli Scaffold, proposto in italiano in seguito anche da Antoine e dai Four Kents, era stata incisa dai Gufi, il gruppo a cavallo tra il cabaret, il jazz e la canzone d'autore di Lino Patruno, Nanni Svampa, Gianni Magni e Roberto Brivio. Testo e adattamento italiano di Patruno e Brivio. L'originale è stato un grande successo in UK nel 1969 (#1) nella interpretazione di un trio a cavallo tra la musica e il cabaret, dove militava anche il fratello di Paul McCartney, Michael. Si trattava però dell'adattamento di un brano tradizionale di fine '800 dedicato a Lydia Pinkham, inventrice di un rimedio per i dolori mestruali basato su erbe e alcool, diventato un grande successo commerciale, probabilmente grazie anche alla presenza di questo secondo ingrediente. Ovviamente nulla rimane di ciò, in quanto a noi sconosciuto e incomprensibile, nell'adattamento italiano. |
|
Conosci altre cover? |
|
Per segnalazioni o precisazioni scrivere a: Webmaster Musica & Memoria |
|
|
© Musica & Memoria 2001-2010 |

Questa opera è pubblicata sotto una
Licenza Creative Commons.