Musica & Memoria / Adriano Celentano - Tre passi avanti

Adriano Celentano - Tre passi avanti

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(parlato )
Caro Beat
mi piaci tanto,
sei forte perché hai portato
oltre alla musica
dei bellissimi colori
che danno una nota di allegria
in questo mondo pieno di nebbia.
Però se i ragazzi
che non si lavano,
quelli che scappano di casa,
e altri che si drogano
e dimenticano Dio
fanno parte del tuo mondo.
O cambi nome.
O presto finirai.


Tre passi avanti
e crolla il mondo Beat,
una meteora che fila e se ne va
ragazza svegliati.
Ehi, cosa fai,
mi lasci per andare con uno
che ti mette nei guai.

Guarda che coppia
dicono già
visti di spalle
chi è la donna non si sa.
E già io mi immagino
come finirà
voi fate la comica in città.

E se ridono gli altri io no,
sono triste
per te piangerò
piangerò, piangerò,
oh, oh, oh.

Tre passi avanti
e sola resterai
in una nuvola di fumo
come il Beat
e sono certo che
rimpiangerai
i miei capelli corti
e questo amore nato con te.

E resta pulita
come tu sei.
Quando arrossivi
nel guardare gli occhi miei
io parlo ancora ma,
zitta te ne vai
ma dentro di me
tu resterai.

E se ridono gli altri io no,
sono triste, per te piangerò,
sono triste, per te piangerò,
piangerò, piangerò.
Ah, ah.
 

 

Note

 

Un brano originale del 1967 di Adriano Celentano (il testo è scritto con Luciano Beretta) in polemica diretta con l'allora dilagante (ma declinante) fenomeno beat. Celentano presentò anche con grande coraggio il brano al Cantagiro di quell'anno, accompagnato dal suo gruppo del momento, i Ragazzi della Via Gluck (un video dell'epoca documenta la sua peraltro pregevole performance).
La parte musicale infatti, è tutt'altro che tradizionale e molto più avanti rispetto a brani cosiddetti beat del periodo.
La polemica politica di taglio "benpensante" e ben poco profetica rispetto ai successivi sviluppi della società è evidente, anche se non manca un particolare realistico e auto-ironico (le donne preferiscono i capelloni beat), ma si intreccia anche una polemica musicale. Celentano infatti, tra gli iniziatori del rock in Italia, sosteneva un ritorno un po' nostalgico al rock delle origini, proposto anche nel brano dei suddetti Ragazzi della Via Gluck che si intitolava appunto "Rock! Padre del Beat".
Non poteva sapere che almeno in questo sarebbe stato profetico, il beat sarebbe finito di lì a molto poco e il rock sarebbe tornato per restare per sempre con noi, anche se in forme sempre nuove e piuttosto lontane dal rock 'n roll degli anni '50.

Vedi anche: Celentano il reazionario

 

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Musica & Memoria 2008 / Testo originale Celentano - Beretta / Riproduzione per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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