Musica & Memoria / Bob Dylan - Just Like A Woman (Traduzione)

Bob Dylan - Just Like A Woman (1966)

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Nobody feels any pain
Tonight as I stand inside the rain
Everybody knows that baby’s got new clothes
But lately I see her ribbons and her bows
Have fallen from her curls
 

Nessuno può provare un dolore
come quello che ho provato stanotte sotto la pioggia
Tutti sanno che quella ragazza indossa (sempre)vestiti nuovi
Ma ultimamente ho visto che nastri e cerchietti
Sono caduti dai suoi capelli

She takes just like a woman, yeah she does
She makes love just like a woman, yeah she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl

Lei ti prende proprio come una donna, proprio così
Lei fa l'amore proprio come una donna
E lei sta male proprio come una donna
Ma lei si spezza in due proprio come una ragazzina.

Queen Mary, she’s my friend
Yes, I believe I’ll go see her again
Nobody has to guess that baby can’t be blessed
'Til she sees finally that she’s like all the rest
With her fog, her amphetamine and her pearls
 

La Regina Maria, è mia amica (1)
Sì, credo che la vedrò ancora
Nessuno potrebbe pensare che questa bambina non può essere ammirata (2)
Fino a che lei non si accorgerà finalmente che è come tutti gli altri
Con la sua (nuvola) di profumo, le sue amfetamine e le sue perle (3)

She takes just like a woman, yes
She makes love just like a woman, yeah, she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl

Lei ti prende proprio come una donna, proprio così
Lei fa l'amore proprio come una donna
E lei sta male proprio come una donna
Ma lei vai in pezzi proprio come una ragazzina.

Yeah, it was raining from the first
And I was dying there of thirst
So I came in here
And your long-time curse hurts
But what’s worse
Is this pain in here
I can’t stay in here
Ain’t it clear that
I just can’t fit

Eh sì', cadeva la pioggia sin dal primo (giorno)
Ed io ero lì che morivo dalla sete
Così sono arrivato qui
Ed il tuo incantesimo senza fine fa male
Ma ciò che è peggio
E' questo dolore qui dentro
Non posso sopportarlo
Non è chiaro (cosa fare)
(Ma) non riesco a sopportarlo

Yes, I believe it’s time for us to quit
But when we meet again, introduced as friends
Please don’t let on that you knew me when
I was hungry and it was your world

Sì, credo che sia ora per noi di chiudere
Ma quando ci incontreremo di nuovo, presentati come amici
Per favore, non far capire di avermi conosciuto
quando ero affamato e questo era il tuo mondo

Ah, you fake just like a woman, yes, you do
You make love just like a woman, yes, you do
Then you ache just like a woman
But ya' break just like a little girl

Ah, tu fingi proprio come una donna, sì, fallo
Tu fai l'amore proprio come una donna, sì, è così
Poi stai male proprio come una donna
Ma tu vai in pezzi proprio come una ragazzina, sì.

   

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Note

 

Una delle canzoni cardine di uno degli album più noti e più apprezzati di Bob Dylan, Blonde On Blonde del 1966, è stata anche proposta su singolo, non solo nei paesi anglosassoni ma anche in Italia, dove è stato probabilmente il primo singolo distribuito su scala nazionale per i cantautore americano, sul lato B I Want You e all'interno persino la traduzione, su un foglio a parte.

Come quasi tutte le canzoni d'amore (felice o infelice) del mondo è ispirata ad una esperienza dell'autore, non si sapeva chi fosse la fonte dell'ispirazione, ma a distanza di anni, una probabile risposta esiste. Leggendo anche solo il titolo, una canzone su questo tema può apparire strana oggi: sta parlando di una minorenne, per caso? A parte il fatto che all'epoca la sensibilità su questo aspetto era di gran lunga inferiore, non era comunque così, la "ragazzina", anche se di aspetto acerbo, era maggiorenne anche per le leggi dell'epoca (aveva 22 anni). Ovviamente ci sono anche altre teorie, inclusa quella che il soggetto fosse Joan Baez, che aveva certo avuto una relazione con Dylan (sulla quale anche lei ha detto qualcosa, con Diamonds and Rust) ma che non pare proprio rispondere alla descrizione.

Il soggetto più accreditato è invece la incantevole Edie Sedgwick, giovanissima "apprendista" nella Factory di Andy Warhol, modella, attrice, semplice icona dell'anno in cui esplodevano gli anni '60, la rivoluzione dei costumi, il 1965. Nota solo agli addetti ai lavori allora, non certo una icona mondiale come Jean Shrimpton o Twiggy, ma poi riscoperta decenni dopo e ora oggetto quasi di culto, anche, purtroppo, per la sua prematura scomparsa. Quindi è inutile aggiungere altro, esistono decine di blog e di testimonianze e di biografie su di lei, e la breve scelta di sue foto testimonia il fascino senza tempo di questa giovane ninfa contemporanea.

Che però, come testimonia la canzone di Bob Dylan,e la precedente (1965) e ancora più famosa Like A Rolling Stone (sempre ispirata a lei) per un misto di emulazione e di narcisismo, si è persa molto, troppo presto, raccogliendo molto poco.
Aggiungiamo per la precisione, che non è confermato che ci sia stata effettivamente una relazione o chi dei due l'abbia troncata, e quindi la canzone non è una cronaca, è una vicenda ispirata ad una persona che ha esercitato, senza volerlo, una grande fascinazione su Dylan.

  1. E' certo che l'allusione fosse alla marijuana, nomignolo spesso usato all'epoca (anche da noi).
  2. "Blessed" significa "benedetta" ma il senso è di una ragazzina che tutti adorano, messa su un piedestallo, conscia di essere circondata da questa adorazione;
  3. Forse le perle non alludono ai gioielli, che pure poteva essere, perché Edie veniva da una famiglia ricchissima (ma piena di sventure) ma a qualche droga sintetica dell'epoca.

Nelle altre foto scelte tra le 1000 circa che ritraggono Edie e che si trovano sul web, una testimonianza della sua presenza nella società del suo tempo, con Andy Warhol e altri della Factory e della New York alternativa e poi con il poeta Allen Ginsberg, il celebre autore tra le altre cose di "Urlo" il poema manifesto del movimento beatnick che ha ispirato Francesco Guccini per la sua celebre canzone Dio è morto. Per le altre traduzioni vedi la pagina di Bob Dylan.

 

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