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 Stereofonia e alta fedeltà. Archivio

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Dal 2003 è presente su Musica & Memoria una sintetica FAQ sull'alta fedeltà. Riteniamo che sia stata utile, essendo stata letta sinora da migliaia di visitatori senza particolari contestazioni (se non qualche diatriba "ideologica" sul disco in vinile). La tecnologia, soprattutto quella digitale, evolve con il tempo e alcune parti della FAQ hanno richiesto nel tempo aggiornamenti. In questa pagina abbiamo raccolto, a solo scopo di documentazione e di memoria storica, quelle risposte che sono diventate progressivamente obsolete.

 

La tecnologia per la musica: Stereofonia e alta fedeltà, Audio multicanale, Gli standard audio e video, I supporti per la musica, La musica su Internet, Il digitale terrestre o DTT, L'audio in alta definizione

 

Archivio: Il CD è superato? (2003) / Conviene comprare un lettore CD? (2003) / Audio multicanale e DVD (11/2003)

 

Il CD è superato? Cos'è il SACD? (2003)
Secondo i produttori principali il CD dovrebbe essere superato, dal momento che hanno messo in commercio, da anni, due nuovi standard ad "alta definizione", tecnicamente superiori, chiamati SACD (Super Audio CD, proposto da Sony e Philips) e DVD-Audio (proposto da Matsushita e altri). Non sembrano però molto convinti né loro né le case discografiche, perché tuttora ben poche delle nuove uscite è su questi nuovi standard. La situazione è quindi come quella dei primi anni del CD, ed è difficile immaginare quale sarà il futuro. Vari elementi fanno pensare che l'affermazione di uno di questi nuovi standard (evidentemente in competizione tra loro, quindi uno dei due destinato a soccombere) non sarà facile, e che potrebbe finire come con altri standard, in seguito abbandonati (come la Elcaset) o utilizzati solo in ambito professionale (DAT). In ogni caso non è una opzione per chi componga un impianto ora.
Per approfondimenti: I nuovi standard nell'audio e nel video e La distribuzione della musica (i supporti fisici)

 
Quindi in sintesi conviene ancora comprare un lettore CD? (2003)
 
Al momento sì. Qualcuno potrebbe considerarlo un investimento a perdere, essendo commercializzato (dal 2000 ormai) un nuovo supporto, anzi due. In realtà, fino a quando non sarà emerso un vincitore tra DVD-Audio e SACD e non saranno pubblicati tutti o quasi i nuovi titoli nel nuovo standard, il CD continuerà ad essere il supporto predominante. Quando anche questo dovesse avvenire ci sarà tutto il tempo, a mercato stabilizzato, per passare ad un lettore nel nuovo standard. Senza alcuna fretta perché i CD sinora acquistati saranno comunque leggibili nel nuovo lettore, e perché i nuovi supporti, anche nel caso che i CD sparissero velocemente dal mercato, i nuovi supporti saranno in ogni caso leggibili anche sull'enorme parco di lettori esistente (incluso quindi l'ipotetico lettore comprato ora). Questa è una funzionalità nativa del SACD "ibrido" ed è stata introdotta nel 2005 anche per il DVD-Audio con la sua variante Dual-Disc. Per contro comprare ora, per esempio, un lettore SACD di fascia alta è una operazione a doppio rischio, sia per la possibilità che lo standard sia abbandonato, sia perché il modello acquistato potrebbe essere tecnologicamente superato a mercato SACD stabilizzato. Una opzione che rimane quindi valida in pratica solo per chi vuole passare subito al multicanale. Esiste infine una terza alternativa: l'acquisto di un lettore DVD ultima generazione, in grado di leggere anche i SACD (e i CD). Può essere una soluzione di compromesso, ma come tutte le soluzioni di compromesso non è ottimale. In particolare la sezione per la lettura CD non sarà mai comparabile come qualità a quella di un buon lettore specializzato, anche se in alcuni modelli può essere discreta. In sintesi è consigliabile solo dove il problema principale è lo spazio, se no conviene mantenere separato il lettore CD.
 
 

A chi interessa il multicanale audio? (11/2003)

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In sintesi: a chi interessare il multicanale solo audio? Gli appassionati di musica acustica (classica, jazz, folk) sono anche i più refrattari al consumismo fine a se stesso, e i più affezionati alle loro fornite discoteche (piene di registrazioni che non saranno mai un reale multicanale, ma, al massimo, un multicanale reinventato con interventi in post-produzione). Quindi interessa poco o nulla, a chi cerca il realismo e la vera alta fedeltà, abbastanza o molto a chi cerca emozioni, sorprese, fiction più che musica. Ma quest'ultima e' una utenza che cerca poco la musica. E naturalmente interessa a chi e' sempre in cerca della ultima tecnologia disponibile.

E quindi noi, come interessati alla musica "naturale" e al risultato piuttosto che allo strumento per raggiungerlo, supportiamo il vero stereo, che peraltro ancora deve sviluppare tutto il suo potenziale.

D'altra parte un appassionato di alta fedeltà con una buona disponibilità economica non avrebbe dubbi, al prezzo di un multicanale di fascia alta comprerebbe un ottimo impianto stereo (azzardiamo un esempio: 2 diffusori elettrostatici Audiostatic, pre e finale Audio Research, giradischi Linn Sondek o Rega digitale e/o analogico), non avrebbe nulla più da chiedere e si limiterebbe a godersi, con questo fantastico impianto ben messo a punto, la sua fornita discoteca.

Avrà successo comunque?

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Resta un'ultima domanda: avrà successo il multicanale, diventerà il nuovo standard? Costringerà volenti o nolenti i fruitori di musica ad abbandonare lo stereo (come e' avvenuto con il CD a spese dell'LP)? La posizione dei produttori di hardware e di software è abbastanza incoerente e incostante.

Tanto per iniziare bisogna vedere quale supporto rimpiazzerà il CD, e se questo effettivamente avverrà. E' noto che la spinta alla sostituzione ha anche, se non essenzialmente, motivazioni economiche, essendo scaduto il brevetto Sony-Philips sul CD queste due multinazionali non percepiscono più royalties sui CD e quindi hanno tutto l'interesse a lanciare un nuovo standard, e questo standard è il SACD (Super Audio CD). Interesse economico che però, almeno per questo punto non è condiviso dalle case discografiche, che hanno il problema primario di difendere fatturato e margini in costante calo. Analogo discorso vale per tutti gli altri produttori, che spingono per lo standard alternativo DVD-Audio, che ha anch'esso la variante multicanale.

Al di là di articoli redazionali sulla sezione "futuro" delle riviste di massa, tipo la recente uscita (marzo 2004) su Repubblica-Musica (che hanno il solo effetto di attribuire un alone di "vecchio" al CD) non si vede al momento, e neanche all'orizzonte, un vero attacco all'enorme parco installato dei CD e dei lettori CD. Al massimo sembra esservi la tendenza a creare un mercato di nicchia per ascoltatori super esigenti, che come conseguenza collaterale attribuisce una immagine "alta" ai produttori attivi in questo mercato, un mercati basato sul SACD multicanale (vedi le campagne Philips 2003) e su selezionate registrazioni appositamente realizzate da etichette specializzate (qualcosa di analogo ai dischi per audiofili, etichette Chesky, Telarc o Fone' dei tempi d'oro dell'high-end o hi-fi esoterica). 

A complicare ancora di più le cose si è assistito anche, ad iniziare dalla seconda metà del 2004, ad una riscossa del DVD-Audio, grazie al nuovo supporto ibrido DVD-Audio + CD, cui è stato dato il nome commerciale di DualDisc, e che è stato lanciato in Italia ad aprile 2005.

In sintesi al momento il multicanale viene venduto come una variante dell'HT, a un pubblico di nicchia (super-esigenti - super-tecnologi), sfrutta gli impianti HT di fascia alta per offrire una funzionalità in più oltre all'imperante visione del film. Esiste una certa spinta da alcuni addetti ai lavori, riviste di alta fedeltà e case discografiche specializzate, che organizzano periodicamente dimostrazioni di registrazioni ed ascolti in multicanale di alta qualità, normalmente considerate valide dagli ascoltatori, ma che sono ancora ben lontane da costituire un mercato.

Per questo mercato le major producono essenzialmente in SACD, ma ultimamente anche in DualDisc, solitamente multicanale ricreato a posteriori, riedizioni di successi degli anni '60-'70 (rock soprattutto: catalogo Rolling Stones, catalogo Bob Dylan, Dark Side Of The Moon), individuando quindi come target il facoltoso "aging rock-fan" cinquantenne.

Uno scenario alternativo: il DVD anche per la musica

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Un mezzo sempre più popolare per la conoscenza e l'ascolto della musica è il "video", inteso come video promozionale associato al singolo da lanciare, un mezzo utilizzato sin dagli anni '60 (i video dei Beatles per Hello Goodbye o Get Back, ad esempio) e poi diventato una forma d'arte a sè stante negli anni '80, con i celebri video di scuola inglese (Duran Duran, Culture Club, Wham!, Joe Jackson, Bronski Beat) e poi americani (Thriller di Michael Jackson diretto addirittura da John Landis, i video di Madonna, ecc.) rilanciati in Italia dalla trasmissione Mr. Fantasy di Claudio Massarini, e poi da un canale specializzato, Videomusic, emulo dell'analogo canale internazionale MTV, poi affermatosi in tutti i paesi.

Il normale DVD consente di vendere i video, unione di musica più immagine, così come i concerti, a costi del tutto simili a quelli del CD. Niente di più facile quindi che il successore del CD possa essere proprio il DVD: più contenuti, favorevole aspettativa, bisogno indotto da MTV, strumenti di riproduzione già diffusi (incomparabilmente più diffusi del SACD, e meno complessi come installazione).

In effetti le vendite dei DVD musicali (per ora soprattutto riprese di concerti) sono in crescita, mentre il CD è sempre in calo (-7% in Italia nel 2003) e si sta facendo strada la ipotesi che il mercato ancora una volta abbia scelto, spiazzando le strategie a tavolino dei discografici (teoricamente propensi al SACD) e scegliendo nel vasto bouquet delle nuove tecnologie un sotto-genere su cui questi non puntavano proprio.

Per la effettiva alta fedeltà della riproduzione dei concerti in DVD vale quanto detto qui.

Sarà proprio così? Forse, ma solo in parte. Parliamo però di un prodotto diverso, che coinvolge la vista e quindi non può essere fruito in parallelo ad altre attività (in macchina, mentre si disegna o si eseguono attività manuali, ecc.), che si presta molto meno alla fruizione ripetuta (è frequente ascoltare un disco o un brano più volte, raro rivedere più volte un film o un video, la funzione della vista è molto più connessa alla memorizzazione, che infatti è visiva, e quindi la ripetizione visiva tende ad annoiare - sensazione di "già visto" - mentre la musica è complessa e mai completamente decodificata - se non per professionisti e conoscitori della notazione musicale - e quindi si presta a ripetuti ascolti, alla ricerca di sempre nuovi particolari).

In sintesi un mercato promettente, una boccata di ossigeno per l'industria, ma il problema del successore del CD non sarà risolto in questo modo.

 

© Musica & Memoria / Archivio Musica e Tecnologia - 2003

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