Tracy Chapman - Talkin' Bout a Revolution (1988)

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Don't you know?
They're talkin' 'bout a revolution
It sounds like a whisper

Non lo sai?
Stanno parlando di una rivoluzione (1)
Sembra (quasi) un sussurro

Don't you know?
They're talkin' 'bout a revolution
It sounds like a whisper

Non lo sai?
Stanno parlando di una rivoluzione
Sembra (quasi) un sussurro

While they're standing in the welfare lines
Crying at the doorsteps of those armies of salvation
Wasting time in the unemployment lines
Sitting around waiting for a promotion

Mentre stanno in piedi nelle code del welfare (2)
Implorando agl'ingressi degli eserciti della salvezza (3)
Perdendo tempo nelle code dei centri per l'impiego (4)
Stando (lì) seduti in attesa della loro occasione (5)

Don't you know?
They're talkin' 'bout a revolution
It sounds like a whisper

Non lo sai?
Stanno parlando di una rivoluzione
Sembra (quasi) un sussurro

Poor people gonna rise up
And get their share
Poor people gonna rise up
And take what's theirs

I poveri si alzeranno in piedi (6)
per prendere la loro parte
I poveri si alzeranno in piedi
per prendere quello che è loro

Don't you know you better run, run, run, run, run, run, run, run
Run, run, run
Oh, I said you better run, run, run, run, run, run, run, run, run
Run, run, run

Non lo sai che è (giunto il momento) di correre,
correre, correre, correre?
Correre, correre, correre
Sì, ho detto che è (giunto il momento) correre,
correre, correre, correre
Correre, correre, correre

'Cause finally the tables are starting to turn
Talkin' 'bout a revolution
Yes, finally the tables are starting to turn
Talkin' 'bout a revolution, oh no
Talkin' 'bout a revolution, oh

Perché finalmente le carte in tavola iniziano a girare
Parliamo di una rivoluzione
Sì, finalmente le carte in tavola iniziano a girare
Stanno parlando di una rivoluzione, oh no
Stanno parlando di una rivoluzione, oh (sì)

While they're standing in the welfare lines
Crying at the doorsteps of those armies of salvation
Wasting time in the unemployment lines
Sitting around waiting for a promotion

Mentre stanno in piedi nelle code del welfare
Piangendo agli ingressi di quegli eserciti della salvezza
Perdendo tempo nelle code dei centri per l'impiego
Stando seduti in attesa di una promozione

Don't you know?
They're talkin' 'bout a revolution
It sounds like a whisper

Non lo sai?
Stanno parlando di una rivoluzione
Sembra (quasi) un sussurro

And finally the tables are starting to turn
Talkin' 'bout a revolution
Yes, finally the tables are starting to turn
Talkin' 'bout a revolution, oh no

Perché finalmente le carte in tavola iniziano a girare
Parlando di una rivoluzione
Sì, finalmente le carte in tavola iniziano a girare
Stanno parlando di una rivoluzione, oh no

Talkin' 'bout a revolution, oh no
Talkin' 'bout a revolution, oh no

Parlando di una rivoluzione
Parlando di una rivoluzione

   

Note

Al grande concerto nello stadio di Wembley organizzato per i 70 anni di Nelson Mandela, allora ancora in prigione nel Sud Africa del "apartheid", a un certo punto è salita sul palco una ragazza di 24 anni con solo la sua chitarra, quasi sconosciuta a chi in mondo visione assisteva a un evento musicale che sarebbe rimasto storico. Eppure con pochi accordi delle sue canzoni, puro folk in mezzo a tanto rock e pop, Tracy Chapman ha conquistato il mondo. Erano canzoni "di protesta" come questa (la canzone di Wembley), come Fast Car o Across The Lines, ma c'era anche nel suo primo album una canzone d'amore, una delle più belle di sempre, che è rimasta nella memoria collettiva, Baby Can I Hold You.

I poveri, gli oppressi, gli esclusi dalla ricchezza degli anni '80 del "edonismo reaganiano", che Tracy ascoltava negli anni dell'università, parlavano sottovoce di una rivoluzione che sarebbe dovuta arrivare prima o poi, e hanno ispirato all'artista americana ventenne, nel 1985, questa canzone, una delle prime che ha scritto e composto, uno dei singoli del suo primo album del 1988, assieme a Fast Car e Baby, Can I Hold You. Questa sensibilità negli anni '80 almeno nelle canzoni non era svanita e Tracy è diventata sicuramente una delle voci più note e ricordate del decennio.
(Nella immagine in alto e sotto Tracy Chapman a Wembley nel 1988, a fianco la copertina del 45 giri edizione francese).

Note alla traduzione
(1) Parlano di "una" rivoluzione, non "della" rivoluzione. Non è la stessa cosa: "la" rivoluzione è un cambiamento generale e totale, un cambio totale del potere, "una" rivoluzione è un cambiamento delle specifiche esigenze di una persona o di una categoria di persone o di una classe. Una voluta ambiguità, pensiamo.
(2) Il sistema del welfare presente in tutte le democrazie occidentale dal dopoguerra in poi, fornisce assistenza e previdenza a tutti, ma bisogna mettersi in coda e attendere il proprio turno con pazienza.
(3) L'esercito della salvezza (Salvation Army) è un'associazione benefica di ispirazione religiosa attiva a suo tempo in tutto il mondo (presente anche a Roma, nel quartiere di San Lorenzo). Ospitava e dava pasti a poveri e indigenti come le onlus doi oggi, come la Caritas. Non risolve il problema, attenua gli effetti, questo sostiene indirettamente Tracy.
(3) Usiamo il termine attuale adottato in Italia per gli uffici pubblici che si occupano della disoccupazione.
(4) La "promozione" tra i non dimenticati dalla crescita economica degli anni '80. In attesa della grande occasione che cambierà finalmente la loro vita.
(5) Potremmo tradurre con una espressione più comune in italiano "alzeranno la testa" ma, vista la strofa precedente che parla degli oppressi che attendono seduti adottiamo la traduzione letterale.

   

Musica & Memoria Dicembre 2021 / Testo originale di Tracy Chapman riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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