Musica & Memoria / Rokes - E' la pioggia che va

Rokes - E' la pioggia che va

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Sotto una montagna di paure e di ambizioni
c'è nascosto qualche cosa che non muore.
Se cercate in ogni sguardo dietro un muro di cartone
troverete tanta luce e tanto amore.

Il mondo ormai sta cambiando
e cambierà di più,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno.

Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente,
le speranze dei ragazzi sono fumo.
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente
proprio adesso che la meta è qui vicino.

Ma noi che stiamo correndo
avanzeremo di più,
ma non vedete che il cielo
ogni giorno diventa più blu:
è la pioggia che va
e ritorna il sereno,
è la pioggia che va
(e ritorna il sereno)

Non importa se qualcuno sul cammino della vita
sarà preda dei fantasmi del passato,
il denaro ed il potere sono trappole mortali
che per tanto e tanto tempo han funzionato.

Noi non vogliamo cadere,
non possiamo cadere più in giù,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va.

 

Note

 

E' la pioggia che va è il singolo preparato dai Rokes e dai loro produttori per tentare di ripetere il grande successo di Che colpa abbiamo noi. Forse per andare in qualche modo sul sicuro venne scelta ancora una canzone del cantautore americano Bob Lind, del quale era stata presa Cheryl's Going Home come base per il brano "di protesta" del 1966 (inventando di sana pianta un nuovo testo).

Anche in questo caso al brano originale (Remember The Rain, una bella canzone d'amore) venne sovrapposto un testo "di protesta", ispirato agli ideali della Linea verde, che Mogol sosteneva attivamente, in quel periodo.

L'esito del brano fu più che buono, superando anche il precedente Che colpa abbiamo noi (che era arrivato al 3° posto) e raggiungendo la prima posizione in Hit-Parade nel 1966 e il 13° posto sull'anno ("Che colpa" arrivò al 12°) ma continuando a vendere anche l'anno successivo.

Il brano originale di Bob Lind era uscito come singolo in UK (dove era entrato solo nella top-50, nel 1966) ed era contenuto anche nell'album Photographs Of Feeling del 1966. L'arrangiamento dell'originale era in stile folk, con chitarra acustica tamburello e archi nel refrain, non molto incisivo. L'arrangiamento curato dai Rokes era molto più efficace e up-to-date, con un incisivo lavoro di basso e chitarra elettrica da parte di Posner e Charlton, ed è stato all'origine del successo, nonostante il testo che (almeno a distanza di anni) appare un po' lamentoso e rinunciatario.

Sui Rokes vedi anche: Scheda / Discografia completa / Bisogna saper perdere (testo e video) / Let's live For Today / Non far finta di no / C'è una strana espressione nei tuoi occhi / Ascolta nel vento

 

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© Note Musica & Memoria Novembre 2006 / Testo originale di Mogol riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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