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La posta di Musica & Memoria |
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In questa pagina sono
raccolte sotto forma di
FAQ le risposte
ai quesiti di interesse generale
inviati alla casella di posta
di Musica & Memoria. |
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Per approfondimenti: Traduzioni, Testi, Anni '60, Brasile, Beat, Radio, Cinema, Tecnologia, Mercato, Cultura, Blog di M&M |
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Q |
Fabrian F. - 19 luglio 2010 (La storia del piano bar) |
Per prima cosa complimenti per il vostro sito!!!
Gran peccato avervi scoperti solo ora ;-)
Sono una cantante e spesso mi trovo a dover dire le classiche "due parole" sui
brani che suoniamo e, da buona cantante, sono sempre in difficoltà (preferisco
1000 volte cantare, ma .. tant'è...)
Bene, vengo al dunque.. sto cercando informazioni sul pianobar: quando e dove è
nato, quali le origini, quali le evoluzioni etc.. Mi sembrava una
stupidaggine... ebbene non trovo nulla!! Né in rete né sfogliando le
enciclopedie della musica delle varie biblioteche..
Voi avete qualche dritta da darmi? Il problema è che lo spettacolo è venerdì 23
cioè fra 4 giorni!!!
Sono disperata... non vorrei dire le solite banalità ...
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A |
20 luglio 2010 |
Secondo me non c'è una vera e propria storia del
piano bar perché in qualche modo è sempre esistito. Diciamo che è la musica da
intrattenimento per chi è impegnato in altre cose, tipo pranzare, prendere un
drink o chiacchierare con gli amici o con la ragazza, o ballare. Nel '700 c'era
la "musica da tavola" che accompagnava i pranzi dei nobili, una celebre raccolta
di Telemann si chiama proprio Tafelmusik. Anche alcune serenate di Mozart
avevano scopo di intrattenimento.
Nei locali inglesi dell'800 un pianista intratteneva gli avventori, è un tipo di
intrattenimento, traslato nel nuovo mondo, diventato quasi un luogo comune con i
film western, con il classico pianista nel saloon che suona mentre i cowboy
litigano e di sparano e la scritta sul piano "non sparate sul pianista".
Nei pub inglesi gli avventori cantavano le canzoni del tempo, come raccontava il
film "Voci lontane sempre presenti". Col
passare degli anni sono cambiati i generi e gli strumenti ma, fino a che la
musica doveva essere per forza o quasi suonata dal vivo nei locali di
intrattenimento l'uso è continuato. Includendo anche musica più impegnata, come
il jazz, suonato nei celebri locali come il Village Vanguard di NY, con
all'opera Sonny Rollins, o John
Coltrane, o Bill Evans che
proprio in questo contesto ha suonato le sue cose migliori e più ricordate.
Senza canto però.
Nel dopoguerra sono anche arrivati i night club (o almeno, sono aumentati molto
di numero) dove la piccola orchestra faceva in fondo la stessa cosa del
pianobar: qualche brano proprio (se erano già noti) e per il resto cover, spesso
su richiesta del pubblico. Dai night club si è passati al
Piper Club e ai suoi epigoni dove c'era
lo stesso un'orchestra che suonava i successi del momento, però non era una
orchestra tradizionale ma un complesso beat (o più di uno per serata, di
solito).
Il pianobar è la variante economica. Un uomo (o una donna) soli che fanno tutto
lo spettacolo, canto, suono, e intrattenimento con frasi spiritose e garbate
prese in giro del pubblico. Con l'avanzare della tecnologia il pianista di piano
bar (del quale De Gregori non aveva una grande opinione) poteva aggiungere anche
altri strumenti, basi, batteria, basso, grazie alle tastiere che introducevano
la nuova figura del pianista-massa (tutte le canzoni si assomigliano, alla
fine). Poi è arrivato il karaoke e quindi il pianista di piano bar poteva
volendo faticare un po' di meno, coinvolgendo i più entusiasti o privi di pudore
tra il pubblico a cantare al posto suo. Una reazione all'oggetto che per un
lungo periodo, tra i '60 e i '70, aveva di molto ridotto lo spazio del pianista
di piano bar: il juke-box. Faceva tutto da solo, ma il karaoke o
l'intrattenimento no. E alla fine il juke box è sparito, anche quando (come ora)
sarebbe tecnicamente banale realizzarlo. Tutto bene, ma una nuova minaccia si
intravvede e si diffonde: la musica di sottofondo da ristorante. Quelle melasse
provenienti da siti Internet (o web radio) con musiche di vario genere, dalla
musica per aeroporti (nobilitata anche da un certo Brian Eno) alla musica da
longue bar.
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Q |
Daniela C. - 19 giugno 2010 (Una canzone di Pierre Roche e Charles Aznavour) |
Per favore, vorrei ricevere il testo in lingua francese della canzone "Retour" scritta da Pierre Roche e Charles Aznavour - questa canzone e' inserita nel doppio CD di Charles Aznavour "The Collection " al N. 10 del secondo CD. Vi ringrazio infinitamente, mi avete già aiutata una volta con la canzone " Le cri de ma ville " - Daniela
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A |
26 giugno 2010 |
Ecco il testo e una traduzione veloce di Retour a cura dalla nostra collaboratrice per il francese Carla.
Retour
Des lacs, des plaines
Des montagnes, des bois
Mes souvenirs m'entraînent
Sous le ciel de chez moi
Jeunesse heureuse
Qui par les jours d'hiver
Sur les pentes neigeuses
Va glisser au grand air
Tout cela me hante
Me ramène un instant sous mon toit
Mes rêves chantent
Les refrains que l'on chantait chez moi
Mon coeur espère
Malgré moi je souris
Bonjour ma mère
Je reviens au pays
Je suis parti de ville en ville
Par les sentiers, par les chemins
Vers le hasard de mon destin
Fragile
L'air était plein de souvenirs
Je n'ai gardé que souvenirs
Des lacs, des plaines
Des montagnes, des bois
Mes souvenirs m'entraînent
Sous le ciel de chez moi
Jeunesse heureuse
Qui par les jours d'hiver
Sur les pentes neigeuses
Va glisser au grand air
Tout cela me hante
Me ramène un instant sous mon toit
Mes rêves chantent
Les refrains que l'on chantait chez moi
Mon coeur espère
Malgré moi je souris
Bonjour ma mère
Je reviens au pays
Ritorno
Laghi pianure
boschi montagne
mi trascinano i ricordi
sotto il cielo delle mie parti
gioventu' felice
che nei giorni di inverno
sulle chine innevate
scivola all'aria aperta
Tutto questo mi assilla
mi riporta sotto il mio tetto
i miei sogni cantano
il ritornello che si cantava dalle mie parti
Spera il mio cuore
mio malgrado sorrido
saluti o madre
me ne torno al mio paese
Partito un giorno ho girato di città in città
lungo i sentieri e i percorsi
verso l'ignoto destino
Fragile
l'aria piena di rimpianti
non ho da parte che ricordi
Laghi pianure
boschi montagne
mi trascinano i ricordi
sotto il cielo delle mie parti
gioventù felice
che nei giorni di inverno
sulle chine innevate
scivola all'aria aperta
Tutto questo mi assilla
mi riporta sotto il mio tetto
i miei sogni cantano
il ritornello che si cantava dalle mie parti
Spera il mio cuore
mio malgrado sorrido
saluti o madre
me ne torno al mio paese
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Q |
Stefania M. - 11 giugno 2010 (Una grande emozione) |
Volevo sapere se potete mandarmi la copertina e i titoli dei pezzi dell'album "Una grande emozione" (1975) di Caterina Caselli che non riesco a trovare da nessuna parte su internet. Mi sa che non esiste una ristampa su CD. Vi ringrazio in anticipo facendovi i complimenti per il sito, davvero molto piacevole per gli amanti dei sixties..
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A |
20 giugno 2010 |
Le
nostre discografie arrivano di solito alla fine degli anni '60 o nei primi '70
ed è questo il motivo per cui l'LP non era inserito nella
discografia della Caselli.
Non si tratta effettivamente di un album per il quale è facile trovare
informazioni. Uscito ovviamente per le edizioni CBS Sugar CGD col numero di
catalogo 69121 nel 1975, conteneva i brani presentati nell'omonimo programma
televisivo, oltre che la canzone che da' il tiitolo all'album, tra le altre
canzoni dovrebbero essere inclusi gli ultimi singoli "Momenti si, momenti no",
"Ricordi e poi", "Desiderare", "Seguila", e "Io delusa". E' stato
sostanzialmente l'album con il quale si è chiusa la prima parte della carriera
della Caselli, poi passata progressivamente ad occuparsi della casa discografica
Sugar con occasionali rientri come interprete. Su CD non pare proprio sia mai
stato pubblicato, alcune canzoni sono state ripubblicate su varie antologie.
Inserisco anche una immagine della copertina, pur se non di grande qualità.
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Q |
Mélanie B. - 4 giugno 2010 (Il futuro della radio in Italia?) |
Sono una studentessa francese in comunicazione all'università di Nizza. Sto facendo uno stage in una radio in Italia (Radio Bergamo) e devo fare un rapporto di stage per diplomarmi. Ho scelto come soggetto di studio : "Le differenze e le somiglianze tra le radio italiane e francesi" In una parola, vorrei dare il punto di vista degli italiani su come voi vedete la radio nel futuro. Infatti, oggi in Francia, ci sono tante discussioni tra professionisti e esperti della radio, su come sarà la radio di domani.Discussioni che sono cominciate dopo che l'ascolto della radio in Francia è crollato. Sarei interessata a conoscere il Suo punto di vista. Sperò che Lei possa aiutarmi.
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A |
13 giugno 2010 |
Provo a risponderti in sintesi, anche se l'argomento è ovviamente molto vasto e troppo sintetica la risposta non può essere. Sono alcune considerazioni veloci che devono essere sviluppate ancora, per ora rispondo in questa sede.
Per capire come sarà la radio di domani in Italia è necessario almeno un accenno a come è ora. Gli elementi fondamentali che caratterizzano la radio in Italia sono: a) la regolamentazione b) la tecnologia c) l'offerta di contenuti d) il mercato e gli ascolti e) il posizionamento nel sistema dei media e dell'informazione.
Senza voler fare un trattato si può dire in estrema
sintesi che:
a) la regolamentazione del settore e l'assegnazione delle frequenze è rimasto
congelato alla situazione di fatto creatasi dopo la esplosione delle radio
libere negli anni '70, quindi da ormai 30 anni, la grande importanza che ha in
Italia il settore televisivo, sia come fatturato pubblicitario, sia come veicolo
principale di informazione, sia per interconnessione con la politica, ha messo
sistematicamente in secondo piano la regolamentazione del sistema radiofonico
b) la tecnologia usata in Italia è quasi esclusivamente la FM analogica, la AM è
stata abbandonata e quindi non esistono più vere e proprie reti nazionali,
satellite, digitale terrestre TV e Internet rilanciano in maggior parte canali
radio FM esistenti e hanno rilevanza di ascolti molto marginali, la radio
digitale terrestre (DAB) è rimasta allo stadio sperimentale ed è ormai assai
improbabile qualsiasi sviluppo concreto; le web radio sembrano un fenomeno del
tutto marginale, pur esistendo iniziative, sembra che siano oscurate dal grande
successo del canale YouTube per tutta l'offerta di contenuti "home made"; il
podcast di contenuti radio ha forse un ruolo maggiore, seppure ancora molto
marginale; Visual Radio non è stata invece proposta in alcun modo in Italia
c) l'offerta si è consolidata da anni nella formula network, radio locali (l'FM
è forzatamente a copertura locale anche per la orografia del territorio)
interconnesse in modo totale (stesso brand) o associate, e notiziari informativi
anch'essi gestiti da agenzie nazionali (Agenzia Area, Popolare Network), i
contenuti sono anch'essi standardizzati nel settore entertainment, con le radio
più grandi e a maggior fatturato che proseguono la formula RMC (Radio
Montecarlo) degli anni '70, con DJ e intrattenitori e base essenzialmente
musicale (Radio DJ, R105 ecc.) e altre che hanno adottato con successo una
formula ancora più semplificata, basata solo sulla musica in heavy rotation come
contenitore di pubblicità, con la musica interrotta solo da annunci dei brani,
notiziari e, ovviamente, pubblicità; i generi musicali trattati variano in base
alle mode, la maggior parte dei network di questo tipo (come RDS, il maggiore)
usano la formula "un successo di oggi, un successo del passato" (di solito anni
'80, 20 anni prima) con lo scopo di allargare al massimo il target, poi esistono
radio più specializzate (Radio Italia solo musica italiana, Radio Nostalgie,
radio Mambo) ma sempre orientate al puro intrattenimento e alla raccolta
pubblicitaria; accanto a queste radio commerciali trovano posto alcune radio
specializzate, come Radio 24 (gruppo Sole 24 Ore, Confindustria) unica solo
parlata, di informazione, Lifegate Radio (ambientalismo e musica alternativa),
Radio Maria (religiosa, tradizionale cattolica), Radio Radicale (solo politica),
Radio Rock (musica rock), radio parlate "solo sport" locali ; l'ex monopolio Rai
mantiene una buona posizione, non preminente, con due canali generalisti
(entertainment più informazione) di livello di ascolti comparabile alle maggiori
radio commerciali e un terzo canale dedicato alla cultura, oltre ad un canale
specializzato in musica classica ed uno per le informazioni sul traffico;
riguardo a quest'ultimo punto l'assenza di un piano organico di frequenze rende
impossibile in Italia l'utilizzo della radio per notizie flash e avvisi sul
traffico, questo ruolo è stato ormai sostituito dagli ormai sempre più diffusi
navigatori satellitari
d) gli ascolti sono rilevati da una associazione tra le radio (audiradio)
e sono disponibili come estratto su Internet, sono rilevati con questionari e
sondaggi ma sono considerati generalmente attendibili; dai dati emerge che la
radio continua ad essere, nonostante la poca attenzione dell'opinione pubblica e
del settore politico, uno dei media più utilizzati in Italia, mantenendosi in
tutti questi ultimi anni ad un livello di ascoltatori poco inferiore ai 40
milioni di persone (su 55 milioni di potenziali ascoltatori); l'ascolto
preferenziale è in auto (gli italiani usano molto l'auto e per le
caratteristiche del paese e delle città gli spostamenti sono spesso lunghi) e
poi come sottofondo in esercizi commerciali, sale d'aspetto e simili; meno
frequente l'uso in casa dove è preferita come sottofondo la TV, e abbastanza
diffuso anche l'ascolto in mobilità con telefonini e simili; il mercato
pubblicitario risente delle frammentazione dei soggetti e quindi della scarsa
forza contrattuale e rimane in questi ultimi anni nell'ordine del 4-5% del
complessivo, quindi molto sotto il settore TV, ma nello stesso ordine di
grandezza di Internet;
e) il posizionamento quindi vede il potenziale della radio sicuramente
sottovalutato nel settore dei media, in particolare per la influenza che ha e
potrebbe avere nel veicolare le informazioni.
Tutto ciò premesso la domanda di fondo è: qualcuna
di queste situazioni bloccate si potrà sbloccare in futuro, portando ad un nuovo
scenario nel settore?
Nel prossimo futuro sembra proprio da escludere, dovrebbe prima sbloccarsi la
situazione nel settore televisivo, con la auspicabile apertura a nuovi soggetti
grazie alla maggiore disponibilità di accesso consentita dalla tecnologia
digitale terrestre. Le risorse che si verrebbero a liberare (anche in termini di
frequenze) potrebbero consentire il passaggio alla radio digitale terrestre con
una riaggregazione del settore verso un numero minore di soggetti più forti. In
assenza di questa azione in qualche modo coordinata con il settore televisivo
appare improbabile che il settore radiofonico da solo, con questi livelli di
gettito pubblicitario e senza una specifica domanda da parte degli utenti (che
sembrano soddisfatti della situazione attuale) possa affrontare un salto
tecnologico verso la tecnologia digitale con le relative conseguenze sulla
offerta.
Nel campo dei contenuti sono possibili evoluzioni influenzate dai corrispondenti
stimoli provenienti dalla società (per esempio verso una maggiore attenzione al
sociale e all'ambiente) ma per ora la maggior parte degli ascoltatori sembrano
del tutto soddisfatti dal modello di puro intrattenimento a base musicale delle
radio maggiori, anche se la sensazione di molti è che ci sarebbe spazio per
altre radio di qualità dedicate a target specializzati.
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Q |
Alessandro D.M. - 4 giugno 2010 (Una canzone francese degli anni '60) |
Salve vorrei chiedere il titolo/autore di una canzone anni '60 che fa pressapoco così: "castelli di sabbia ... chi mi dirà dov'è l'amore che non ho più, che cosa sarà di me" ... Grazie
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A |
5 giugno 2010 |
La canzone è Estate senza te di Cristophe, un brano
del 1967 scritto dal cantante francese (J'ai entendu la mer era il titolo
originale) e tradotto in italiano da Herbert Pagani.
La puoi ascoltare su YouTube, ad esempio qui:
http://www.youtube.com/watch?v=E7vK_zycq1c
Ecco infine il testo italiano di Pagani (fedele all'originale)
ESTATE SENZA TE
Castelli di sabbia
Che sbatto giu.
Su questa Spiagga
Dov'eri tu
L'estate è giunta
ma senza te.
Brucia Il sole
ma non per me.
Chi mi dira dov'è l'amore che non ho più?
Se non tornerai quaggiù, che cosa sarà di me?
La barca sta
Legata al molo.
Io le darò
la libertà.
Alla deriva,
solo anch'io andro.
L'amore mio
non ci sarà
Chi mi dirà dov'è l'amore che non ho più?
Se non tornerai quaggiù, che cosa sarà di me?
Castelli in aria
caduti giù
Mi resta solo
la fantasia.
Disegno un viso
Sei sempre tu.
Arriva un'onda,
ti porta via.
Chi mi dirà dov'è l'amore che non ho più?
Se non tornerai quaggiù, che cosa sarà di me?
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Q |
Antonio C. - 31 maggio 2010 (Pomeriggio con Mina) |
Non riesco a conoscere i titoli delle canzoni di tutte le puntate di Bandiera gialla....SAREBBE BELLISSIMO per i 63enni come me..(SIAMO IN MOLTI)..e questo vs blog ormai le considerazioni sono enormi!altra "mancanza" ...ed io vi invito a "risolvere"...mancanze di notizie sulla splendida trasmissione-maratona di MINA alla domenica pomeriggio "POMERIGGIO CON MINA"...se non erro Mina e'stata praticamente la prima "disc jokey"... proponendo dischi con larghi commenti personali. grazie alle sue proposte e a quelle di Giorgio Calabrese autore, mi sono "avvicinato" ai più svariati generi musicali...grazie Mina...oltre ad Arbore e Boncompagni ...anche tu hai contribuito alla diffusione di "musica nuova" e con il tuo repertorio e con questa bellissima indimenticabile trasmissione.
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A |
5 giugno 2010 |
Le scalette che abbiamo pubblicato derivano da
alcune rìviste "giovanili" dell'epoca dove occasionalmente le pubblicavano, non
so neanche se le abbiano alla Rai. Certo sarebbe interessante spulciarle.
Pomeriggio con Mina la ricordo anch'io come una trasmissione piacevole e ricca
di spunti. In onda dal '67 al'73, io ricordo in particolare i finti battibecchi
con Manlio Gigante, che era il più assiduo dei partner nel programma, e che
tentava sempre di infilare nel programma qualche brano della cantante. Che non
era proprio la prima DJ ma sicuramente aveva trovato una misura e una ironia nel
presentare che molti ricordano con piacere. Non c'è molto materiale su questo
programma ma potrei provare a dedicargli una scheda. Vedremo.
Per saperne di più: Bandiera gialla
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Q |
Franco M. - 3 aprile 2010 (Alla ricerca della copertina perduta) |
Mi sto scervellando nel cercare di ricordare di che fosse LP che raffigurava in copertina un tostapane con le ali: ero convinto si trattasse di "H To He" dei Van Der Graaf , ma lì c'è, se non erro, una bilancia! Mi aiuti, per favore? ciao, Grazie.
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A |
4 aprile 2010 |
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Per saperne di più: La discografia completa dei Jefferson Airplane e i testi / Le copertine degli LP |
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Q |
Gianni D. - 4 marzo 2010 (Cuffie MP3) |
Buon giorno,tempo fa su una rivista, ho visto delle cuffie che promettevano di recuperare i suoni che si perdono con l'MP3, esistono davvero? se si quali sono? Qualcosa del genere la promette anche un lettore Philips, lei lo ha provato? La ringrazio.
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A |
5 marzo 2010 |
Bisognerebbe sapere che rivista era, non ho notizie
in merito. Il fatto è che non si può recuperare esattamente quello che è stato
tagliato. Il processo di compressione MP3, che è "lossy" (con perdita, appunto)
taglia una parte del segnale musicale che non viene facilmente percepito
all'ascolto perché è mascherato da altri suoni nello stesso segnale. Maggiore è
il livello di compressione e maggiore è la probabilità che
all'ascolto si percepisca una riduzione della qualità. Tra l'altro il maggiore
effetto del taglio è sulla ricostruzione spaziale ed è proprio per
questo che l'MP3 (o gli altri sistemi di compressione più perfezionati arrivati
dopo, come l'AAC dell'iPod) sono particolarmente adatti per l'ascolto in
cuffia.
Tutti i decoder digitale analogico, che trasformano nuovamente il segnale
compresso in suono ascoltabile dal nostro sistema uditivo,tentano di ricostruire
per interpolazione o estrapolazione il segnale tagliato e lo possono fare in
maniera più o meno efficace, nel settore video, per lo standard DiVX, ad esempio
sono stati a messo a punto nel tempo sempre nuovi decoder in grado di migliorare
l'immagine compressa di partenza.
Anche per lo standard MP3 i decoder sono stati ovviamente migliorati negli anni.
Ad esempio i decoder per lo standard ATRAC (quello dei Mini Disc) sono stati
migliorati più volte con diverse successive versioni dalla Sony. Quindi penso
che i costruttori della cuffia che citi non facciano altro che pubbliczzare un
decoder (incluso nella cuffia anziché esterno, a quanto capisco) con qualche
accorgimento in più.
Si tratta comunque di differenze che si possono vedere o sentire solo se i
rapporti di compressione non sono troppo elevati (superiori a128 standard
dell'MP3). E nessuno può ricostruire esattamente quello che è stato tagliato. Lo
stesso discorso vale per il lettore.
Se l'interesse è la qualità consiglio piuttosto in iTunes di scaricare musica in
alta qualità (320) e di fare lo stesso nel caso di download da Internet, dove
ormai si trova anche facilmente, grazie all'incremento della velocità delle
linee e al costo sempre inferiori delle memorie, molto materiale lossless (non
compresso), ad esempio dai siti Magnatune o HDTracks.
Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà
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Q |
Paolo B. - 28 febbraio 2010 (Dischi in alta definizione) |
Buongiorno vi scrivo per un gentile consiglio, sono
alla ricerca di CD in alta definizione (24bit/88.2KHz & 24bit/176.4KHz),
conoscete un
negozio - anche online - dove posso acquistare questi supporti? Grazie mille.
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A |
28 febbraio 2010 |
Se non ho capito male sei alla ricerca di supporti
fisici e non di musica in alta definizione da scaricare da siti on-line
specializzati. Dischi in alta definizione in formato SACD sono ancora
disponibili (pur se è cessata la produzione di nuovi titoli) in alcuni circuiti
di distribuzione, come ad esempio i Mondadori Multicenter (presenti a Roma in
Via del Corso e a Milano in Via Marghera, ad esempio). In maggioranza si tratta
di album di musica classica, la scelta è ovviamente piuttosto limitata.
I negozi on-line che posso segnalarti sono quelli della Linn Records, della
Classic Records e il sito HDTracks di Chesky Records (ma tratta anche altre
etichette). Quest'ultimo teoricamente è solo per visitatori americani, ma
pagando con PayPal si possono concludere gli acquisti senza problemi, ed è
il più fornito di titoli di ogni genere musicale.
Per saperne di più puoi consultare il nostro blog, a
questo indirizzo sono riepilogate con maggiore dettaglio le possibilità
fornite dalla rete per l'acquisto di musica in altra definizione, e in
altri post ci sono indicazioni pratiche su come ascoltarla.
Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà
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Q |
Paolo F. - 17 gennaio 2010 (Memoria di Radio Capodistria) |
Gentile Sandro Damiani, ho letto con vivo interesse quanto riportato sul vostro sito relativamente a Radio Capodistria. Ricordo tutto come fosse allora. Musica ma anche molta memoria e per questo Vi sarei oltremodo grato se poteste indicarmi dove trovare un piccolo stralcio sonoro di Musica per Voi e del momento in cui lo speaker italiano diceva, con molto zelo, ed ora passiamo la linea ai nostri colleghi di lingua slovena, seguito dalle famose parole di apertura in sloveno che purtroppo non so scrivere ma che contenevano il famoso termine, che io scrivo come udivo, POROCILA. Mi farebbero ripercorrere a ritroso un momento storico molto caro. Ero giovane e non oso nemmeno immaginare che belli e cari ricordi tutto ciò mi potrebbe comportare. Contento di aver scoperto il vostro sito, Vi ringrazio e Vi saluto di cuore. Ciao Paolo.
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A |
21 gennaio 2010 (da Sandro Damiani) |
Caro Paolo, cominciamo dal più "difficile". POROCILA significa NOTIZIARIO. All'epoca Radio Capodistria operava su una banda di frequenza (o come si dice) per cui nelle 24 ore di programmazione c'erano i "turni" in italiano e quelli in sloveno. Oggi ognuno c'ha la propria e...vai!
MUSICA PER VOI... Eravamo in parecchi a farla, in qualità di speaker. Io, a intermittenza, tra il 1972 e il 1974; Branko Vatovec, l'attuale famoso oroscopologo, da prima di me e dopo. Branko e' capodistriano di padre sloveno e madre italiana/italofona. In quegli anni, l'estate si faceva MUSICA PER VOI per uno, due mesi di fila... era l'unico speaker cui piacesse farla... con i "trenini di auguri", e via smoinando, ma tutto sommato con simpatia per la gente che ci spediva pacchi di lettere con sfilze di nomi. E talvolta ci mettevano mille lire, duemila, diecimila... Pensa, danaro che finiva regolarmente nelle CASSE dell'emittente, registrato, fatturato, dichiarato. Branko in quegli anni faceva l'attore di prosa. E con buoni complessi: Raf Vallone, Enrico Maria Salerno... credo che avesse lavorato anche con la mitica Paola Borboni: insomma le cosiddette "compagnie primarie" (io invece - che come lui me ne stavo a Capodistria l'estate e nel teatro italiano il resto dell'anno - ero, da compagno convinto, nelle "compagnie cooperative").
Lo "zelo" nell'annunciare i "colleghi sloveni"... più che zelo era cortesia, ricambiata, tra gente che si conosceva, spesso con saldi rapporti di amicizia...
Gli speaker. N*One: La Voce ovvero Giorgio Visintin; Er Romano: De Simone, di cui non ricordo il nome. Era simpatico (vive tuttora, mi pare a Isola). Non ha mai appreso la dizione/fonetica slava e quindi combatteva con i cognomi. In un'occasione, dopo che aveva tentato tre volte - durante il giornale-radio - di pronunciare celermente il cognome di un ministro di nome GIUCANOVICH, ma che si scrive DJOKANOVIC, sbotto' con uno scanditissimo DIO-CANOVICH... Non ti dico l'inca**atura dei capi. Atei, laici e agnostici si', ma ... un po' di rispetto per il Padreterno... E per i ministri della socialista Jugoslavia... Poi c'era Franco Siljan (si pronuncia SIGLIAN): voce basso-baritonale, accento istriano, professore di fisica e matematica alla Media superiore di Pirano, allora. Le donne: la "soprano" Maria Pfeiffer, signora molto birignao, buona come il pane e ottimo pedagogo; la buffa Maria Rosa Lojk Francesconi, "contralto". Occhietti maliziosi, intelligenza acuta, sempre piena di paura. Quando le scappava da ridere...se ne scappava dal microfono, lasciandolo sguarnito... Infine, Bruna Alessio, la Bella Bruna (per un paio di anni eletta Miss Europa TV o qualcosa del genere, cioè la piu' bella speaker televisiva dell'Eurovisione). Intendiamoci: bella, ma anche in gamba. Mi pare che da qualche anno sia a capo dei Programmi musicali e responsabile di tutto ciò che va in onda nel corso della mattinata... Di tanto in tanto si alternavano anche altri. Pagavano bene e allora, per chi non aveva il contratto da speaker, pur essendo uno stipendiato, guadagnava qualcosa in più ... Tra gli altri, il giornalista Sergio Settomini (passato poi a Tele-Capodistria, dov'e' ancora oggi. Se ricordi, aveva una rubrica tipo "Long Play Club" e ci schiaffava Jimmy Hendrix e i metallari dell'epoca.
Comunque, se scrivi a Bruna Alessio, magari facendo il mio nome, può essere che abbiano un qualche opuscolo o delle vecchie registrazioni in CD per i ... nostalgici. Vedi te. Saluti, Sandro Damiani
Per leggere tutta la storia: Gli anni di Radio Capodistria
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Q |
Simone T. - 20 gennaio 2010 (Cover in italiano di Mony Mony) |
Salve, in italiano il pezzo di Tommy James Mony Mony esiste? Grazie
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A |
21 gennaio 2010 |
Il brano del 1967 di Tommy James & The Shondelles, poi ripreso con successo da Billy Idol negli anni '80 e numerose altre volte in seguito (anche da Bruce Springsteen nel suo tour del 2009) era ben noto in Italia nella versione originale. Nel completissimo elenco del sito La musica è felicità non sono citate versioni italiane di questa canzone. Cercando in Internet è però reperibile in un elenco, pare attendibile, una versione di un certo Billy Bruno, del 1970.
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Q |
Isabella L. - 6 gennaio 2010 (Ancora spartiti cercansi) |
Gentilissimi sono Isabella L., Maestro del Coro Polifonico Jubilate Città di Civitanova Marche (MC), chiedo cortesemente informazioni su come poter reperire ed acquistare spartiti di brani italiani, dagli anni 40 agli anni 70, armonizzati per coro ed accompagnamento strumentale al fine di poterli eseguire con il mio gruppo corale. Qualsiasi informazione e/o indicazione in merito ci sarà sicuramente utile. Ringrazio fin d'ora e porgo cordiali saluti. Coro Polifonico Jubilate - Via Ruffini 2762012 Civitanova Marche (MC)
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A |
9 gennaio 2010 |
Spesso ci vengono chieste informazioni su come
reperire spartiti non recenti. Quelli che abbiamo pubblicato (solo le copertine,
i fogli musicali sono coperti da copyright) provengono da una collezione privata
e, anche per quelli pubblicati, non siamo attrezzati per il commercio
elettronico. Purtroppo non tutto è ancora a catalogo, e la ricerca può anche
essere difficile. Per gli spartiti ancora a catalogo o comunque reperibili ti
posso consigliare il noto sito Fandango Music (http://www.fandangomusicshop.net/catalog/),
puoi cercare nel sito o anche provare a contattare i cortesi gestori.
Naturalmente conviene anche provare con i negozi di musica più attrezzati, a
Roma ad esempio si possono citare Musicarte (http://www.musicarte.com/edizioni.html)
o Musical Cherubini.
Si può provare a telefonare per verificare la disponibilità, di solito sono
attrezzati per la vendita per corrispondenza. Presso Musical Cherubini si può
contattare il reparto Edizioni, Tel. 06-43219218, oppure diretttamente il
responsabile Web dept sig. Stefano Rizzato.
L'indirizzo è Via Tiburtina, 364, 00159 Roma (Italy). Infine ci sono le
notazioni musicali disponibili in diversi siti Internet, più o meno legali (le
notazioni). Sono però solitamente riduzioni per chitarra (tablature o tabs).
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Q |
Emilio R. - 12 dicembre 2009 (Musica in alta definizione dal PC) |
Intanto complimenti per il lavoro divulgativo e la passione per la musica e la sua qualità d'ascolto che profferisci nei tuoi articoli sul blog. Ho scoperto di recente MUSICA & MEMORIA e da 50tenne da sempre "impegnato"nella musica lo trovo davvero fantastico!! Ma vengo al punto vorrei fare il salto di qualità per l'ascolto tramite NOTEBOOK e mi pongo alcuni dubbi: intanto fino ad oggi ho stipato "musica liquida" (bello questo termine!), ahimè in formato MP3 (qualcosa anche in ITUNES). Adesso vorrei provare a migliorare,se possibile,la mia "stazione d'ascolto" casalinga formata da:
> Nootebook Fujitsu Siemens, con scheda audio
Realtek hda alc268:
http://www.realtek.com.tw/products/productsView.aspx?Langid=1&PNid=24&PFid=27&Level=5&Conn=4&ProdID=140
.
> Hard Disk esterno MAXTOR 1 terabite.
> Pre ed Ampli Technics A800s mkII (uscite normali RCA...no S/PDIF)
> casse:Chario 2023 (anni '80) o/e Peavey Impulse (da scaffale)
> Software:Vista - Lettore WINAMP
In considerazione di quanto sopra descritto ti
chiedo quale potrebbe e se è il caso d'inserire (?), visto che la REALTEK è già
a 24bit/192Khz) un convertitore DAC (tipo SUPERPRO) o altra scheda audio esterna
di qualità studio.
Inoltre leggo che il software audio di base di Microsoft nn è granchè e quindi
quale potrebbe essere una buona alternativa free?
a domanda è un po' complessa ma sono sicuro che tu puoi rispondermi al meglio.
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A |
13 dicembre 2009 |
Emilio: grazie per l'apprezzamento e anche per la
fiducia: come ho scritto nel blog, il PC come sorgente ad alta fedeltà è un
settore tutto da scoprire.
Ti invito comunque a leggere, se già non lo hai fatto, e se riesci ancora a
trovarlo, l'ampio articolo di Marco Benedetti sull'ultimo numero di Audio Review
di novembre 2009. E' una rassegna molto completa del PC come sorgente, con
particolare riferimento a iTunes, anche se non tratta l'audio ad alta
definizione, ma solo l'audio in qualità CD.
Venendo alla tua domanda, quello che manca per ascoltare musica in alta
definizione è effettivamente un DAC 24/192.
Non mi sento francamente di consigliarti un componente tra quelli disponibili al
momento (pochi) perché non ho avuto occasione di provarne. Io sto utilizzando il
DAC incluso nel mio lettore multiformato Oppo, il che comporta necessariamente
il trasferimento della musica su un DVD.
Il SuperPro, anche da quello che mi hanno risposto i produttori, non è chiaro se
supporta anche i 24/192 (o 24/96) sull'ingresso S/PDIF. Neanche il distributore
italiano è stato in grado di chiarirmelo. Sicuramente non li supporta
sull'ingresso USB. Il DAC HRT di cui parlo nel blog sicuramente è una soluzione
valida, ma è ad inizio distribuzione e dubito si trovi a meno di 500 €.
Quindi per ora si spende ancora meno accoppiando due componenti, una interfaccia
digitale come l'HiFace di cui parla un visitatore del blog e un convertitore con
ingresso S/PDIF come lo Zero DAC di cui molti (non tutti) parlano bene. Comunque
è sicuramente superiore a quello incluso nella scheda audio.
E' un mercato in movimento, io ti consiglierei di aspettare un po' e di decidere
quando avrai più materiale ad alta definizione sul PC.
Tieni conto anche che:
- per il collegamento al tuo preampli gli ingressi RCA pin-jack vanno benissimo
(le uscite dei DAC sono sempre RCA o compatibili)
- iTunes ha una interfaccia molto valida ma non supporta al momento materiale in
alta definizione
- per il materiale in alta definizione l'alternativa è MediaMonkey (gratuito);
molti consigliano anche Foobar (gratuito anche lui) ma ha una interfaccia
veramente "minimal" che io francamente non sono riuscito ad espugnare del tutto;
MediaMonkey invece non è male;
- per il materiale in qualità CD, se tu hai un lettore CD con ingresso digitale
coassiale (a volte c'è, ma di rado) avresti risolto il tuo problema attuale
- per quanto riguarda il sw, Vista a quanto dice anche Benedetti è del tutto
adeguato e non occorre cambiare driver, occorre solo disabilitare il mixer
configurando opportunamente le proprietà nella interfaccia Audio:
pannello di controllo > altoparlanti > proprietà > avanzate > formato
predefinito: il massimo supportato dalla scheda (nel caso del mio HP è
"qualità professionale" 24/48)
- modalità esclusiva: selezionale entrambe le opzioni
- miglioramento segnale: disabilitare assolutamente "miglioramenti audio".
Dopodiché per ascoltare già in modo più che discreto
fino alla scelta del DAC occorre una buona cuffia oppure un cavetto jack-RCA da
collegare al tuo preampli, avendo cura di tenere l'audio del PC a un livello
intermedio (sul 70%).
Spero di averti dato qualche utile consiglio.
Per aggiornamenti continui su questo tema: il blog sulla tecnologia e il mercato della musica
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Q |
Daniela C. - 8 dicembre 2009 (Due canzoni di Pierre Roche e Charles Aznavour) |
1 Per necessità
di studio, vorrei reperire, per favore, il testo citato in oggetto: "JE SUIS
AMOUREUX" canzone scritta da Charles Aznavour e Pierre Roche - Grazie.
2 Buona sera,
ci conosciamo già - Vorrei ricevere, per cortesia, il testo originale scritto in
francese, della canzone di CHARLES AZNAVOUR “LES CRIS DE MA VILLE “ Se può
esservi di aiuto, ho saputo che fu scritta insieme a Pierre ROCHE negli anni '
50
per Edith Piaf - Attualmente è presente in molti album di Charles Aznavour, si
trova in MP3, ma non il testo scritto in francese, che mi sta molto a cuore -
Grazie, infinite.
1 Se non cerchi la traduzione è una ricerca facile. La gentile persona che ha inserito la canzone su YouTube ha aggiunto anche le parole. Eccole:
Charles Aznavour & Pierre Roche / Je suis amoureux
J'aurai voulu être fidèle
Vivre comme un homme modèle
Mais mon coeur est inconstant
J'ai beau me dire tournons la page
Et fixons-nous sur une image
Mais au fond de moi j'entends
Simplement:
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez su toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Pour que chacune de vous mon petit coeur s'enflamme
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Vous faites mon bonheur
De vous Marie
J'aime les yeux ardents
De vous Lucie
La candeur de vingt ans
De vous Sophie
Au corps souple et charmant
Ce je ne sais quoi troublant
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur
Moi je ne sais pas être sage
La vie pour moi est un passage
Dont l'amour est l'agrément
Lorsque des jolies filles passent
Je fais des frais, je fais des grâces
Et leurs dis en m'inclinant
Galamment:
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Pour que chacune de vous mon petit coeur s'enflamme
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Vous faites mon bonheur
De vous Marie
J'aime les yeux ardents
De vous Lucie
La candeur de vingt ans
De vous Sophie
Au corps souple et charmant
Ce je ne sais quoi troublant
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur
Prendre place en mon coeur
2 Daniela: ecco qua. Anche questa canzone in Internet c'è. Il testo sembra abbastanza preciso.
Charles Aznavour / Les Cris De Ma Ville
Je sais qu'un jour viendra
Car la vie le commande
Ce jour que j'appréhende
Ou tu nous quitteras
Je sais qu'un jour viendra
Ou triste et solitaire
En soutenant ta mère
Et en traînant mes pas
Je rentrerai chez nous
Dans un chez nous désert
Je rentrerai chez nous
Où tu ne seras pas
Toi tu ne verras rien des choses de mon coeur
Tes yeux seront crevés de joie et de bonheur
Et j'aurai un rictus que tu ne connais pas
Qui semble être un sourire ému mais ne l'est pas
En taisant ma douleur à ton bras fièrement
Je guiderai tes pas quoi que j'en pense ou dise
Dans le recueillement d'une paisible église
Pour aller te donner à l'homme de ton choix
Qui te dévêtira du nom qui est le nôtre
Pour t'en donner un autre que je ne connais pas
Je sais qu'un jour viendra,
Tu atteindras cet âge
Ou l'on force les cages
Ayant trouvé sa voie
Je sais qu'un jour viendra
L'âge t'aura fleurie
Et l'aube de ta vie
Ailleurs se lèvera
Et seul avec ta mère
Le jour comme la nuit
L'été comme l'hiver
Nous aurons un peu froid
Et lui qui ne sais rien du mal qu'on s'est donné
Lui qui n'aura rien fait pour mûrir tes années
Lui qui viendra voler ce dont j'ai le plus peur
Notre part de passé notre part de bonheur
Cet étranger sans nom sans visage oh combien
Je le hais, et pourtant s'il doit te rendre heureuse
Je n'aurai envers lui nulle pensée haineuse
Mais je lui offrirai mon coeur avec ta main
Je ferai tout cela en sachant que tu l'aime
Simplement car je t'aime le jour où il viendra
Per altri testi in francese (in gran parte tradotti): Elenco testi e traduzioni
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Q |
Francesco F. - 18 novembre 2009 (Alla ricerca della cuffia ideale) |
Parecchi dubbi e necessità di chiarimenti sulla scelta delle cuffie ideali, proposti da Francesco, si sono sviluppati in tre domande e risposte che pubblichiamo nel seguito.
1 Salve,
mi chiamo Francesco e sono un sassofonista e studente di musica. Ho letto un po'
del vostro interessantissimo sito,
e vorrei porvi poche semplici domande: dato che vorrei comprarmi delle cuffie ad
alta fedeltà, le posso trovare senza fili, o bluetooth?
Vi sono dei buoni compromessi in commercio, tra comoda portabilità e comodità
(sono anche appassionato di sport di montagna, le prenderei senza fili per
questo) o è meglio puntare direttamente alle classiche cuffie con filo, per non
scadere troppo in qualità?? Qualche consiglio...??
1 Le
cuffie senza fili non godono di grande fama tra gli audiofili. Sia che siano a
radiofrequenza, analogiche, o digitali bluetooth, viene imputata loro la
incostanza della qualità, a causa delle interferenze e delle perdite di
sincronizzazione, che si manifesta in aumento della distorsione o addirittura
avvertibili rumori. Personalmente non le ho mai provate ma, visto che succede
anche con l'auricolare bluetooth del mio telefonino (che pure è un auricolare
originale) sono portato a credere che ci sia un fondo di verità.
Il filo invece quello è e garantisce costanza di risultato.
In ogni caso visto i costi non investirei molto tempo nella ricerca di una
soluzione di compromesso. Per la casa prenderei un buon modello semiaperto del
tipo classico (con l'archetto sopra alla testa) orientandomi sulle marche con
miglior rapporto qualità prezzo, Grado o Sennheiser, in primis. Bisogna poi
vedere a cosa e come intendi collegarle, per parlare veramente di alta fedeltà.
In esterni le esigenze sono meno stringenti, o meglio, la presenza comunque di
rumore di fondo o altri elementi che riducono la possibilità di attenzione
(penso a un percorso di montagna ...) rendono comunque arduo un ascolto
impegnativo, che mette in crisi le cuffie o evidenza le differenze. Qui secondo
me la scelta più comoda è rappresentata dai modelli a padiglione semi aperto e
con archetto dietro la nuca, anche se esistono dei modelli infraurali
(auricolari) con aggancio al padiglione dell'orecchio molto ambiziosi in termini
di qualità.
Io personalmente li evito perché noto che spingendo gli auricolari verso
l'orecchio cambia la risposta (aumentano i bassi) e deduco che, almeno per me
(dipende anche dalla forma ... delle nostre orecchie) non possono dare mai la
risposta ottimale.
Quelle con archetto dietro alla nuca partono dai 10 € (modelli Philips e Sony) e
quindi penso non sia un problema trovare un modello decente spendendo magari
qualcosa di più. Il lettore nello zainetto o in un taschino e il gioco è fatto
senza incerti collegamenti wireless e batterie che si scaricano. Parlare di
modelli con questi prodotti Made in China non ha molto senso perché cambiano
ogni 3 mesi. In ogni caso avrai anche con i modelli più semplici prestazioni
migliori e più costanti di quelle degli auricolari standard dell'iPod o di altri
lettori.
Tornando invece all'acquisto principale fammi sapere, se vuoi un
approfondimento, a quale impianto o lettore vuoi collegarlo.
Spero di esserti stato d'aiuto.
2 Ti
ringrazio per la risposta, esaustiva e molto interessante. Ti vorrei porre
qualche altra curiosità!
Mi puoi spiegare in cosa consiste concretamente la differenza tra le cuffie
aperte, semiaperte e quelle chiuse?
Il parametro sta nell'archetto che passa sopra oppure dietro la testa, o
piuttosto nel padiglione? Cosa sono i trasduttori??
Io cerco delle cuffie da utilizzare con un piano
elettrico con i tasti pesati, e con un mp3 portatile, soprattutto in esterno, in
bici e durante l'attività sportiva, dalla resa equilibrata, confortevoli e
adatte ad un uso prolungato senza che mi si fonda il cranio o mi si forino i
timpani!! In proposito, cosa ne pensi a proposito della pericolosità delle onde
sonore ed elettromagnetiche a determinate condizioni? (vicinanza eccessiva degli
speaker al timpano- volume eccessivo). E' reale?
In definitiva vorrei spendere entro gli 80 euro, se possibile, se meno meglio!!
Cercando un po', ho trovato questi 2 modelli che mi sono sembrati un buon
compromesso tra prezzo e qualità:
Sony MDR-XD200 - 30euro
Audio-Technica ATH-ES7 - 100 euro
Tu cosa mi consigli?
Qualcosa in particolare di Grado o Sennheiser, come dicevi?
Spero non averti annoiato con tutte queste domande!!
2 Cuffie
aperte e chiuse: dipende dalla forma del padiglione. Quelle chiuse sono le
classiche cuffie da studio e hanno lo scopo di isolare dai rumori esterni,
mediante un padiglione che ricopre completamente l'orecchio e anelli
circumaurali di materiale morbido isolante. Cuffie aperte consentono di
percepire anche i rumori esterni, attenuati per ovvi motivi di rapporti se
ascoltiamo la musica, grazie ad anelli isolanti in materiale spugnoso.
Quelle semi aperte o semi chiuse sono la soluzione intermedia. Per la massima
fedeltà si dovrebbero usare le chiuse ma in realtà in molti studi professionali
si usano le semi aperte, più confortevoli. Il trasduttore è il componente che
trasforma il segnale elettrico in un'onda di pressione sonora. Niente altro che
un piccolo altoparlante nelle cuffie dinamiche, le più comuni.
Un modello unico come monitor per il piano elettrico e l'ascolto in esterni?
Sono esigenze molto diverse e trovare un compromesso non è semplice. Per il
piano servono cuffie di qualità, per l'esterno cuffie molto leggere e ben
stabili sulle orecchie. Per l'esterno e per un lettore MP3 ti consiglierei
cuffie con l'archetto posteriore o con auricolare dentro l'orecchio ma archetto
per agganciarle all'orecchio, specifiche per lettori MP3, ma senza investire
troppi euro.
Per l'altro uso investirei una somma maggiore, ma controlla prima le caratteristiche di uscita del tuo piano, per evitare il rischio di un livello troppo basso. Porta il libretto d'istruzioni dal negoziante, sperando che ci capisca qualcosa. Il modello Audiotechnica che citi sembra buono e ha buone recensioni. Il Sony invece sembra veramente un po' troppo economico come fattura e non pare essere progettato per un uso hi-fi ma per ascoltare da PC.
Danni all'apparato uditivo le cuffie non li producono se non superando "la soglia del dolore" che precede "la soglia del permanente danno uditivo". Se non si ascolta a volume tanto alto da farsi male da soli il pericolo non c'è, insomma. Questione si semplice buon senso, ma il senso dell'udito ci avverte comunque prima. Il danno lo provocano le onde sonore, non quelle elettromagnetiche. Chi non si fida è meglio che eviti anche telefoni e telefonini.
3 Sono
Francesco, il sassofonista di Belluno che ti scriveva per le cuffie alta
fedeltà. Ti ringrazio per le utili informazioni che mi hai dato! A quanto dici è
meglio prendere 2 cuffie differenti per piano e lettore portatile, piuttosto che
una soluzione di compromesso. Ma cosa è determinante alla fine nella qualità del
suono? L'ampiezza della risposta in frequenza, l'equilibrio fra frequenze alte e
basse..?? Continuando a cercare in rete ho trovato qualcos'altro che sembra
accettabile,
a prezzi accessibili, sono tutte chiuse però! Eccone alcune:
HPM1000 BEHRINGER, AKG K 55- cuffia AKG K-55,
SHURE SRH240, HPX4000 BEHRINGER, AKIYAMA - HJD9700,
PRODIPE PRO 600 DJ, AKG K518DJ, PRODIPE PRO 800,
HPX2000 BEHRINGER, HPS5000 BEHRINGER, Sennheiser HD 202.
Tu che ne dici?? Spendendo un po' di più le Audio-Technica ATH-ES7 mi sembrano invece le più interessanti!
3 Non
posso darti consigli su vari modelli di cuffie a confronto, sarebbe necessario
prima ascoltarle o reperire recensioni attendibili. Il confronto tra modelli di
cuffie, almeno ad un certo livello, peraltro non è una cosa semplice, dipende
anche dall'"accoppiamento" con l'apparato uditivo e la forma della testa
dell'ascoltatore, tanto che a suo tempo le riviste, per misurare le cuffie,
usavano una testa artificiale con caratteristiche standard.
In questo campo ci si affida piuttosto al prestigio dei costruttori e alla loro
necessità o meno di mantenere un buon nome. A questi livelli di prezzo penso che
producano tutti in Cina o in Estremo Oriente, ma a fare la differenza c'è sempre
il controllo qualità e il rispetto di tolleranze minime nella produzione.
Ad esempio Sennheiser è un produttore che mantiene una buona fama e per la
cuffia da usare con il piano elettrico ti posso consigliare questa marca. Per la
cuffia da usare in mobilità come ti dicevo il principale elemento che ti
consiglio di guardare è la comodità, la facilità di indossarla e di tenerla ben
ferma e aderente all'orecchio. Anche AudioTechnica è una marca ben quotata.
Infine per la questione chiuso / aperto sono stato forse troppo "didattico". La
differenza in pratica è nella forma del padiglione. Può circondare completamente
l'orecchio e allora il modello viene definito ora "chiuso" (anche se in realtà
non isola totalmente dai rumori esterni) oppure appoggiarsi all'orecchio con padiglioni più
piccoli e allora viene chiamata "aperta" o "semi-aperta". Possono fornire in
entrambi i casi ottime prestazioni. Io personalmente trovo preferibile il
secondo tipo, ma è essenzialmente un fatto di preferenze personali e uso
comunque cuffie di entrambi i tipi.
Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà
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Q |
Claudio B. - 21 ottobre 2009 (Recupero di un Thorens e di altri componenti anni '70) |
Ho un Thorens TD-166 mkII. Purtroppo il più piccolo
dei mie tre figli, mi ha svitato e rotto la parte finale del braccio. Ha svitato
lo shell e poi ha tentanto di riavvitarlo e ha storto i connettori dello shell.
Ti allego una foto del Thorens cosi ti rendi conto di cosa mi manca.
Volevo inoltre chiederti altri due consigli :
1) Ho recuperato da mio fratello il piatto Technics SL-D1 che è un direct drive
e ho qualche problema con la regolazione dei giri (rallentano e aumentano); la
causa è senz'altro il motore. Secondo te si può fare qualcosa ?
2) Il mio amplificatore (integrato) ONKYO A8130 ha il canale destro della
sezione PHONO che non va. Per ovviare ho acquistato un pre-amplificatore phono
Resound CVS909 (costo 36€) che ho collegato all' entrata AUX. Vorrei comunque
tentare di riparare l'entrata phono. Cosa mi consigli ? Ne vale la pena ?
Ciao e grazie, Claudio.
Per saperne di più: Il ritorno al vinile
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A |
22 ottobre 2009 |
Se sei un bricoleur e ti piace riparare le
cose e recuperare oggetti elettronici apparentemente senza speranza, ti dico che
ne vale senz'altro la pena. Non credo che sentirai molta musica, ma il
divertimento e la soddisfazione del risultato solitamente ripaga tutto.
Se invece sei un pigro, come me, ti dico che proprio non ne vale la pena.
Purtroppo siamo nell'era dell'usa e getta e l'acquisto di componenti anche molto
migliori di quelli che vuoi recuperare, nuovi o usati su eBay, ti costerà anche
molto meno.
Veniamo alle risposte.
Il tuo Thorens. Ti confermo che basta ricomprare lo shell. Se si sono piegati
gli spinotti interni del braccetto puoi raddrizzarli con un po' di attenzione
usando una pinzetta. Uno shell di un Thorens TD-160 e seguenti su Internet, con
un po' di pazienza, lo troverai senz'altro e non costerà molto. Poi dovrai
comprare una testina, ad esempio una Grado Black o simili.
L'amplificatore. Un pre-phono separato è una ottima
soluzione, ma non un modello made in China (presumo) da 36 Euro. Ti consiglio i
pre-phono della Nad o della Pro-Ject entry level che costano sicuramente meno
della riparazione del phono interno (ammesso che si possa fare) e sono di gran
lunga migliori di qualsiasi ingresso phono di qualsiasi integrato giapponese
standard.
Il Technics DL-1. Non è un SL-1200. Era un discreto
giradischi commerciale a trazione diretta. La trazione diretta è una tecnica che
consente le prestazioni migliori, se realizzata al meglio, ma soccombe e di molto
nelle realizzazioni più economiche. Se funzionasse bene direi di utilizzarlo,
anche se credo che si trova di meglio, ora come ora. Ma ripararlo, ammesso che
si trovino ancora i pezzi (ne dubito) davvero non ne vale la pena. Con quello
che costerebbe ci si compra un giradischi Pro-Ject che, anche entry level, ha
sicuramente prestazioni migliori di un DL-1 nuovo.
Sperando di non aver smorzato anzi di aver aumentato i tuoi entusiasmi nel vinile, ti saluto cordialmente.
Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà, Il blog su musica e tecnologia
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Q |
Valdo T. - 27 settembre 2009 (Ricerca di un brano di Eric Charden) |
Cari amici,
sono uno studente di musica appassionato degli anni 60. Potreste aiutarmi a
trovare gli accordi di "Tu sei tu" di Eric Charden?
Grazie per l'aiuto.
Valdo
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A |
2 ottobre 2009 |
La canzone si trova su YouTube al link qui sotto,
quindi il testo in italiano è facilmente trascrivibile:
http://www.youtube.com/watch?v=mPsmRL_7QtE
Riguardo agli accordi non sono in grado di aiutarti. Come ricordato altre volte
non li trattiamo sul sito perché è materiale sotto copyright degli editori. Ho
guardato comunque un po' sui siti francesi (era una auto cover in italiano del
cantante sentimentale noto per il suo brano "Il mondo è grigio, il mondo è blu")
ma pare che purtroppo non ci sia nulla.
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Q |
Tonia Curcio - 3 agosto 2009 (Indie Mon Amour Festival) |
L’Indie Mon Amour Festival 09, organizzato
dall’associazione Cantiere Sonoro, giunge alla sua seconda edizione e si schiera
a favore di una conoscenza più approfondita del circuito indipendente,
augurandosi di offrire una valida occasione di aggregazione e condivisione
all’insegna del sano divertimento e della buona musica. Dedica un’intensa
giornata alla musica indipendente e alle realtà che le gravitano intorno.
Poiché non intende far mancare proprio nulla a chi varca i suoi cancelli, per
ventiquattro ore trasformerà un parco pubblico in un piccolo pianeta
alternativo, fatto di musica e vita, di passioni alternative e gioventù
pulsante, dove chiunque può trovare la sua dimensione ideale. Provate per
credere!
Concerti, mostre, mercatini, percorsi laterali ed esplosioni di amore, sono
tutti lì ad aspettare per rendervi protagonisti di un’esperienza fuori dagli
schemi.
Ospiti del festival: Playmobil from Chernobyl, (li caratterizza un andamento
ipnotico dietro sonorità disco-funky-electro. Tanta ironia ed amore per il
french touch, groove funky e filosofia rock and roll).
Gonzo 48K, editi da Pippola Music (le loro canzoni scorrono delicate, sanno
bilanciarsi alla perfezione con arrangiamenti sospesi tra elettronica, spesso
nostalgica degli anni ’80, e indie acustico delicato per raffinate serenate
sintetiche).
Beatrice Antolini edita dalla Urtovox (psycho pop, new wave, psichedelia e
suggestioni favolistiche. Un mosaico originale di accostamenti che unito
all’eccellenza compositiva la rendono protagonista indiscussa del panorama
indie).
Ad arricchire la cornice urban-green del parco troverete le mostre di giovani e
talentuosi artisti emergenti, scoprirete la forza espressiva della sticker-art e
molto altro.
Dove si tiene: Agropoli (Salerno), al Parco pubblico Via Taverne, il 7 agosto 2009.
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A |
3 agosto 2009 |
Ti ringrazio della segnalazione, si annuncia come un Festival interessante, con proposte alternative, coerenti con l'universo "indie".
Per saperne di più: Le majors e le indies
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Q |
Roberto Cilia - 20 luglio 2009 (Un libro originale sui Litfiba) |
Innanzi tutto complimenti
davvero per il vostro portale musicale.
Vi scrivo per informarvi dell'uscita di un nuovo libro fortemente ispirato alla
Musica dei Litfiba
di cui io sono l'autore e del quale potreste
parlare sul vostro sito.
Il titolo del libro è “Rue Des Bardes”
e la prefazione è curata da Antonio Aiazzi,
storico tastierista della band fin dagli anni 80'.
A mio avviso il libro è molto particolare: si tratta di un
poemetto in rima in cui ogni capitolo
ripercorre idealmente i temi e le atmosfere di uno dei dischi dei Litfiba, da
Desaparecido ad Infinito.
E' un viaggio, un'avventura in bilico tra realtà e incubo, nel quale però
emergono moltissimi dei luoghi comuni e dei temi cari alla band, passando per
personaggi, luoghi, città molto familiari ad ogni fan dei Litfiba.
E' questo il mio modo per omaggiare una delle più grandi band italiane,
riproponendo quelle atmosfere, quelle morali, quelle immagini ma questa volta su
carta e attraverso la poesia.Vi scrivo per chiedervi di segnalare la notizia ed
eventualmente ottenere una recensione del libro visto il vostro visitato portale
d'informazione musicale: sono sicuro che i tanti fans dei Litfiba che visitano
le vostre pagine saranno contenti della notizia.
A questo indirizzo si trova un mini-sito dedicato al libro:
www.zerph.it/ruedesbardes.htm
A questo indirizzo c'è uno spot video del libro:
http://www.youtube.com/watch?v=huyD01k3OwkQuesti sono invece alcuni dei siti
(primo fra tutti IBS.it) nei quali è possibile acquistare il libro al prezzo di
10 euro.
http://www.ibs.it/code/9788895478715/cilia-roberto/rue-des-bardes.html
http://www.webster.it/libri-rue_des_bardes_cilia_roberto-9788895478715.htm
http://www.libreriauniversitaria.it/rue-des-bardes-cilia-roberto/libro/9788895478715
http://www.edizionimontag.com/shop/scheda.asp?id=189
Altre informazioni e materiale come la copertina, la quarta di copertina, ecc,
sono presenti nel mini-sito che vi ho segnalato.
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A |
2 agosto 2009 |
Grazie della segnalazione, il
libro promette di essere interessante e lo segnaliamo con piacere ai visitatori
di Musica & Memoria.
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Q |
Marzio C. - 19 luglio 2009 (Confronti qualitativi tra CD e LP) |
Non sono molto ferrato nella tecnica audio ma le
differenze tra un CD e un LP quale è la definizione in campo musicale di un CD
rispetto ad un LP, cioè si dice che un brano musicale per essere in alta Fedeltà
deve avere almeno una banda di almeno 320kbs, pare che però non tutti i CD siano
prodotti così; in parole semplici: CD definizione audio standard 320 Kbps? SACD/DVD
Audio 540 Kbps? LP se equiparato quanti Kbps avrebbe? Grazie
Preciso anche che: per campionamento si intende la quantità dei bitrate con cui
il normale CD audio è stato prodotto (mi riferisco ad un CD audio originale)
inserendo un CD audio in riproduzione il bitrate è di 1411
ho inserito un CD del 1981 e uno del 2009 entrambi sono a 1411
Se esistesse un metodo per testare un LP quanto sarebbe il suo ipotetico bitrate?
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A |
25 luglio 2009 |
Il bitrate medio che vedi su Windows dipende
direttamente dalla frequenza di campionamento. Il campionamento digitale (PCM) è
la tecnologia utilizzata. La frequenza è la scelta che viene fatta al momento
della digitalizzazione, e dipende dal tipo di suono originale e dalla qualità
che si vuole ottenere. Per la voce (telefonia) primo uso del PCM non serviva
ovviamente una frequenza di campionamento molto alta. Per la musica in alta
fedeltà le esigenze sono più stringenti e quindi ad inizio anni '80, quando è
stato definito e proposto sul mercato il CD, è stata adottata la massima
possibile con la potenza di calcolo dell'epoca, appunto 44.100 campioni al
secondo.
Sono passati quasi 30 anni e la tecnologia consente oggi frequenze molto
superiori, e quindi maggiore fedeltà; ad esempio in studio, per le registrazioni
originali, si usa da tempo frequenza a 96 o 192KHz e parola a 24 bit anziché a
16 bit come nel CD. Lo stesso incremento di qualità si potrebbe avere anche nel
supporto casalingo, ma il mercato si è mostrato del tutto disinteressato agli
standard audio ad alta definizione (DVD-Audio e SACD) anche per errori di
marketing dei produttori. Lo standard CD è rimasto quindi immutato dagli anni
'80 (Red-book) ed è per questo che vedi sempre lo stesso bitrate in due CD di
epoche diverse.
Fatta questa premessa passiamo alla risposta. L'LP è
analogico e quindi non si applica ad esso alcun concetto tipo campionamento o
bitrate. Il segnale viene registrato da analogico ad analogico e quindi non
avrebbe alcuna alterazione o, se preferisci, compressione, se il sistema potesse
essere perfetto. Ovviamente perfetto non è, e la differenza rispetto
all'originale sarà data dalla presenza di un rumore di fondo, che diminuisce la
dinamica ottenibile, dalla limitazione nella estensione in frequenza, dalla
distorsione del segnale originale.
Quindi non si può testare né utilizzare questo parametro per fare un ipotetico confronto tra i due standard. La differenza risiede in altri elementi, per i quali ti rimando a quello che ho scritto nella FAQ su Stereofonia e Hifi (clicca qui)
Per saperne di più: Gli standard audio, Musica e tecnologia, Blog musica e tecnologia
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Q |
Graziano P. - 5 giugno 2009 (Aprire una radio libera) |
Mi piacerebbe aprire una radio dove poter trasmettere tutta la musica del 900 che conosco, e non solo. Vi scrivo perche non ho la più pallida idea di come fare, anzitutto come ottenere una frequenza. magari datemi anche qualche consiglio di carattere tecnico ed economico. Io a parte un discreto numero di CD e vinili e un impianto hifi non ho altro pero già pensare che nel raggio di qualche Km da casa mia (Bergamo) chiunque possa ascoltare in auto o a casa dell'ottima musica slegata da qualsiasi schema di profitto discografico già mi entusiasma. Grazie dell'aiuto. Ciao. Graziano
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A |
7 giugno 2009 |
Le regole per aprire una radio sono molto più
stringenti oggi rispetto agli anni '70, dopo la legge Mammì e la legge Gasparri,
e soprattutto, sono solitamente rispettate. L'assegnazione delle frequenze è
peraltro bloccata da tempo e quindi l'unico modo che rimane per aprire una radio
è sostanzialmente comprarne una che già esiste o appoggiarsi ad essa.
Nella posta di Musica & Memoria (a
questo link) puoi trovare una risposta un po' più articolata. Naturalmente
molti meno problemi per aprire una web radio. Non voglio smorzare gli entusiasmi
ma...
Per saperne di più: Le radio libere, La sezione del sito sulle radio
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Q |
Vivaldo V. - 22 maggio 2009 (Dubbi sulle cover dei Ribelli) |
Salve, complimenti per il sito che spesso mi capita di consultare. Volevo segnalarvi un piccolo errore: la canzone So Much In Love (di cui fanno la cover I ribelli) non è dei Rolling Stones bensì dei Tymes, ma ascoltando "Un giorno se ne va" dei Ribelli, mi sono reso conto che non sono la stessa canzone. il mistero si infittisce. inoltre, sempre parlando de I Ribelli, "Hei Voi" non è una cover.
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A |
27 maggio 2009 |
Effettivamente "Un giorno se ne va" non è una cover,
era indicata in alcuni elenchi di cover ma non è così. La canzone è censita nel
sito della Discoteca di Stato (che ovviamente è attendibile) e gli autori
risultano Gianni Sanjust e Carlo Savina. Gli stessi autori sono riportati sulla
etichetta del 45 giri. Il link è:
http://discografia.dds.it.
Riguardo a "Hei ...voi!" il brano, sempre sul sito della Discoteca di Stato, è
accreditato ai soli autori: Gianni Dall'Aglio, Mariano Detto, Don Backy. Ma
ascoltando la versione dei Them di questo R&B di Rosco Gordon, per esempio qui
su YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=SZHLqo61Imk
si può notare subito che è si tratta praticamente di una fotocopia.
Casomai è la versione di Rosco Gordon che suona abbastanza diversa da quella dei
Them (ma il testo è il medesimo). Però è certo che se un
modello hanno avuto i Ribelli e i loro autori è il brano dei Them, pubblicato
nel loro LP Angry Young Them, dell'anno precedente rispetto alla pubblicazione
di Hei ... voi!
Per saperne di più: La discografia dei Ribelli,
Le cover dei Ribelli
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Q |
Marco L. - 5 maggio 2009 (Radio Nordsee International) |
Sono un affezionato frequentatore del suo sito, che trovo preziosissimo. Mi permetto di inviare un documento abbastanza raro, si tratta di una pagina della rivista Ciao 2001 del 1970, in particolare credo che possa interessare un passo in cui Dario Salvatori parla di una radio pirata olandese, la RNI (Radio Nordsee International), che trasmetteva pop. Non mi sembra di averla trovata nel sito, quindi ho pensato di segnalargliela qualora volesse aggiungerla. La voce è sull'ultima colonna di destra, nella rubrica Lessico Pop & Underground. Se le dovessero servire, questi sono gli estremi per la citazione del passo: Dario Salvatori, Lessico Pop & Underground, "Ciao 2001", n. 36 (10 settembre) 1970, pag. 65.
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A |
10 maggio 2009 |
Grazie della segnalazione, che conferma la
importanza anche fuori dai confini nazionali di queste prime radio libere.
Riporto qui il testo della voce "RNI. Abbreviazione di Radio Nordsee
International. Stazione radiofonica commerciale pirata che si occupa della
diffusione della musica pop in Olanda. I programmi vengono diffusi sulle onde
medie, corte e ultracorte. la trasmittente è installata su di una vecchia nave
svizzera, e staziona al largo delle coste olandesi (fuori dalle acque
territoriali, evidentemente; ndr)".
Per saperne di più: Le radio pirata (nella
pagina anche il link a Ciao 2001)
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Q |
Giuseppe L. - 4 maggio 2009 (Una canzone di Yves Montand: La chansonnette) |
Vi sarei infinitamente grato se poteste mandarmi notizie riguardo alla canzone " La chansonnette " cantata da Yves Montand e di cui non riesco a trovare traccia in nessun posto per ciò che concerne autori e traduzione appropriata.
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A |
10 maggio 2009 |
(Risposta a cura di Carla di Musica & Memoria)
Voilà la traduzione. E' un testo composto con molte strane assonanze tipo
iti flonflon dududu che magari in gergo alludono a qualcosa e quindi cerco di
darne un senso compiuto, quando riesco a trovarlo.
La, la, la, mine de rien
La la la, come niente fosse
La voilà qui revient eccola di nuovo
La chansonnette la canzonetta
Elle avait disparu era scomparsa
Le pavé de ma rue sul cammino della mia strata
Etait tout bête erano una scemenza
Les refrains de Paris i ritornelli di Parigi
Avaient pris l'maquis avevano preso il nobile
Les forains, l'orphéon gli ambulanti, l'orfeo
La chanson d'Macky la canzone di Macky (Messer,
il protagonista dell'Opera da tre soldi)
Mais on n'oublie jamais ma non si puo' scordare
Le flonflon qui vous met il motivetto che vi mette
Le cœur en fête il cuore in festa
Quand le vieux musicien quando l'anziano musicante
Dans le quartier del quartiere
Vient revoir les anciens va a rivedere i vecchi
Faire son métier che fanno il loro mestiere
Le public se souvient il pubblico si ricorda
D'la chansonnette della canzonetta
Tiens, tiens guarda guarda
Les titis, les marquis i ragazzi, i nobili
C'est parti, mon kiki è partito il mio kiki
La chansonnette la canzonetta
A Presley fait du tort fa torto a Presley
Car tous les transistors perche' tutti i transistor
Soudain s'arrêtent si fermano di colpo
Sous le ciel de Paris sotto il cielo di Parigi
Un accordéon una fisarmonica
Joue la chanson d'Macky che suona Macky
Comme avant l'néon davanti al neon
Cueilli par un flonflon colto in un motivetto
Un têtard en blouson un ranocchio in giacchetta
D'un franc d'violette con un franco di violetta
Va fleurir sa Bardot spuntera' la sua Bardot
Car malgré son aigle e malgrado la sua aquila
Au milieu du dos in mezzo alla schiena (un'aquila sul
giubbotto di pelle da motociclista)
Le cœur est bon il cuore regge
Et sous ses cheveux gris e sotto i capelli grigi
La chansonnette la canzonetta
Sourit!
sorride!
La, la, la, hauts les cœurs la la la in alto i cuori
Avec moi tous en chœur e con me tutti in coro
La chansonnette la canzonetta
Et passons la monnaie e diamo la mancia
En garçon qui connait al ragazzo che la sa
La chansonnette la canzonetta
Il a fait sa moisson ha fatto la raccolta
De refrains d'Paris di stornelli parigini
Les forains, l'orphéon di ambulanti e di orfei
La chanson d'Macky la canzone di Macky
Car on n'oublie jamais non si scordera' mai
Le flonflon qui vous met quel motivetto che ti mette
Le cœur en fête il cuore in festa
Il faut du temps, c'est vrai ci si mette un bel po'
Pour séparer per separare
Le bon grain de l'ivraie il grano dal loglio
Pour comparer e per paragonare
Mais on trouve un beau jour ma un bel giorno si scopre
Sa chansonnette la propria canzonetta
D'amour! d'amore!
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Q |
Marino A. - 2 marzo (Cosa si può trovare dentro una canzone di Tom Waits) |
Per favore mi fate sapere di cosa parla la canzone di Tom Waits Ol55 contenuta nel suo album Closing Time? Mi interessava non tanto la traduzione letterale ma proprio il senso della canzone.
Q1. 06/03/09
Il titolo è Ol' 55 ovvero "old '55", penso
proprio si riferisca ad una vecchia macchina del 1955 a cui è affezionato,
penso che Lady Luck sia il nomignolo che lui da' alla macchina, ed è descritta
la sensazione di armonia che da' correre su queste highway a più corsie
americane, dove i camion - trucks - e le macchine vanno ognuno per la sua
corsia, - non so se ti è mai capitato di guidare in America - per di più in un
momento di pace alla mattina molto presto.
A2. 09/03/09
Grazie per la risposta, ti chiedo un'ultima precisazione, leggendo la
traduzione a questo indirizzo: http://www.virginradioitaly.it/forum/posts/list/2265.page
ho avuto l'impressione che si trattasse di un argomento molto più serio e cioè
di un dialogo tra un uomo che sta morendo e Dio. Il tragitto in autostrada e'
una parodia dell'ultimo viaggio e quando dice "I'm on my way home
from your place", dato che Tom Waits e' credente, intende dire "dalla
Terra alla casa del Signore" (infatti tra i credenti si usa dire di una
persona morta che essa e' tornata alla casa del Signore). Per favore fammi
sapere cosa ne pensi.
Q2. 09/03/09
il bello di molte belle canzoni è che sono evocative, nel senso che
evocano sensazioni diverse in diversi ascoltatori in base alle loro esperienze.
Di questa canzone (c'è anche una nota versione degli Eagles con qualche
variante nel testo) ho letto anche altre interpretazioni, oltre a quella che
proponi tu, potrebbe descrivere proprio le macchine che viaggiano lente dietro a
un funerale, secondo altri che citano testimonianze dello stesso Tom Waits è
tratta invece da una sua piccola avventura notturna in soccorso di un amico
rimasto senza benzina, alla guida di una macchina talmente vecchia che anche i
camion la superavano.
A me come ti dicevo fa venire proprio in mente quelle grandi strade americane
dove macchine e camion seguono ognuna la propria traiettoria,
in un tempo che appare sospeso e in questo caso, a quanto pare, anche dopo la
perdita di qualcuno o di qualcosa, una ferita che si sta rimarginando. La
traduzione che citi mi sembra piuttosto libera. Per esempio "As I pulled
away slowly, feelin' so holy," tradotto come "andare in Paradiso"
mi pare una forzatura, a me da' più l'idea di "sentirsi in pace con
tutto".
Il testo della canzone di Tom
Waits Ol'55
My time went so quickly, I went lickety-splickly out to my old '55
Pulled away slowly, feeling so holy, God knows, I was feeling alive.
And now the sun's coming up, I'm riding with Lady
Luck, freeway cars and trucks,
Stars beginning to fade, and I lead the parade
Just a-wishing I'd stayed a little longer,
Oh, Lord, that the feeling's getting stronger.
Now six in the morning, gave me no warning; I had
to be on my way.
Lights passing and trucks a flashing,
I'm on my way home from your place.
And now the sun's coming up, I'm riding with Lady Luck, freeway cars and trucks.
Vedi anche: Le canzoni tradotte su Musica & Memoria.
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Q |
Maurizio M. - 27 febbraio (Alla ricerca dei bassi perduti) |
(Quella che segue è una serie di domande e risposte scambiate con un appassionato di alta fedeltà, insoddisfatto del suo impianto, sulla carta apparentemente perfetto, le varie risposte fornite sono in colore verde)
Q1. 27/2/09 ("I bassi
flebili")
"Su
Google cercavo un esperto HI-FI e ho trovato voi. Ho cominciato ad ascoltare
musica molti anni fa iniziando con un piccolo impianto. Lo scorso Natale ho
comprato un lettore Esoteric X.03, un pre e finale Audia 100, casse acustiche
803D B&W, cavi Audioquest. Quesito: ma perché questi benedetti bassi sono
flebili? Fenomeno riscontrato negli impianti precedenti e in quello attuale. Io
ottengo una brillantezza e chiarezza nei medio-alti, e debbo sforzare le orecchie
per sentire i bassi! Io sono arrivato al punto di ascoltare i CD nell'impianto
che adopero per l'home cinema in quanto trovo la musica finalmente coinvolgente.
Il mio venditore HI-FI sostiene che la colpa è da attribuirsi ai CD mal
registrati, io invece non sono d'accordo, pertanto penso di inserire nel mio
impianto stereo un subwoofer attivo del tipo chiuso per un basso più secco e
pulito. Voi che ne pensate? Io non ascolto Rock, non mi piace la musica che
produce casino, preferisco ritmi moderati e Blues. Circa il Sub attendo vs.
indicazioni, però non voglio spendere più di 500euro!Nel ringraziarvi
anticipatamente ed in attesa di vs. notizie gradite"
A1. 28/02/09
Maurizio: non riesco a credere alle mie orecchie. Con un
impianto veramente di alta classe come il tuo hai problemi a sentire dei bassi
soddisfacenti? E ancora più incredibile il tuo venditore che ha il coraggio di
dare la colpa ai CD! Il subwoofer da 500 € è comunque l'ultima delle ultime
cose che devi fare. Su un impianto così sarebbe un sacrilegio...
Facciamo un po' d'ordine prima di tutto: quali CD stai usando come test
dell'impianto? Lo dico solo per sicurezza, penso che sia scontato, devono essere
dei CD originali, registrazioni recenti, non derivati da MP3, di musica
acustica. Per esempio parlando di blues Unplugged di Eric Clapton o ancora
meglio un qualsiasi disco di Cassandra Wilson (sono tutti registrati molto bene)
o qualsiasi altra incisione jazz o fusion recente.
Non blues degli anni '30 o '40 per intendersi, valore documentario innegabile ma
registrazione non Hi-Fi (quindi non possono testare un impianto Hi-Fi). Comunque
se il lettore è il modello X-03 (complimenti) è in grado di leggere anche SACD
e davvero qui problemi di registrazione non possono esserci.
Seconda verifica banale e probabilmente superflua, ma non si sa mai. Passiamo
alla connessione delle casse: hanno quattro spinotti che devono
essere ponticellati tra loro; se sono scollegati gli spinotti della parte bassi
hai esattamente un effetto di bassi quasi inesistenti. Per
spiegarmi meglio - spero di non offenderti perché lo sai già - il cavo di
segnale deve arrivare a due qualsiasi dei 4 spinotti dietro alle
casse, ma questi devono essere collegati agli altri 2. Controlla comunque le
istruzioni delle casse, c'è spiegato tutto.
Altro possibile problema banale è la connessione tra pre e finale. I cavi di
alta qualità sono delicati. Prova a sostituire i cavi Audioquest
(se non ho inteso male) con un qualsiasi cavo pin jack che trovi per casa (ad
esempio quelli che danno assieme ai lettori DVD o CD economici)
e vedi se le cose vanno a posto.
Se dopo questi test per esclusione non è cambiato nulla sui bassi rimarrebbe
soltanto da verificare, per i malfunzionamenti macroscopici,
il finale. Se un finale non funziona però non funziona del tutto, o comunque
parte uno dei due canali. Comunque se hai per esempio ancora
l'amplificatore del tuo impianto precedente prova a sostituirlo alla coppia
Audia e vedi se cambia qualcosa.
Bassi ancora "flebili" dopo queste verifiche? Nessun macroscopico problema di configurazione? A questo punto dovrei farti qualche domanda sulle tue aspettative in termini di "bassi" in musica, sulle tue esperienze di ascolto nella musica dal vivo, sulla disposizione dell'impianto nella stanza. Ma ne parliamo magari dopo queste verifiche preliminari che ti ho suggerito. Spero di esserti stato utile.
Q2. 02/03/09 ("I bassi
maledetti")
Innanzi tutto grazie per avermi risposto (non ci speravo); debbo venirne a capo
di questa faccenda perché mi sono stancato di acquistare HIFI spendendo un
sacco di soldi e non ottenendo quello che io desidero e cioè un bel basso pieno
e secco che mi fa tremare la cassa toracica! Ecco, questo benedetto impianto ,
sulla carta, dovrebbe darmene di soddisfazioni. Infatti mi sono orientato sulla
buona qualità per porre fine al mio desiderio. A Natale ho fatto uno sforzo
economico non indifferente perché ho voluto tagliare le corna al toro. Un
impianto di questa portata, cioè sostanzioso, questa volta mi soddisferà
"mi sono detto",,,invece no! Ma passiamo a Cassandra Wilson (ho 2 CD),
il suo bassista usa il "contrabbasso" e lo suona OK, le note per la
verità sono abbastanza presenti ma per me non lo sono "abbastanza".
No, non compro vecchie incisioni di blues o altra musica perché in effetti non
si possono ascoltare, sono registrati da schifo e il mio impianto proprio qui
non c'èntra! Infatti tutte queste cattive incisioni li ho messi in pensione da
anni. Compro CD che vanno dagli anni 96/97 in poi. Ieri ho controllato i cavi di
potenza e i ponticelli (in dotazione alla B&W) e sono regolarmente
posizionati. Canale destro e sinistro pompano bene, infatti è sufficiente
mettere le dita nei coni dei bassi per capire che le frequenze arrivano. Non mi
resta che acquistare i cavi da computer (quelli che mi hai suggerito) e
sostituirli agli Audioquest, pre-finale. La posizione dell'impianto è molto
soddisfacente. Esso è posizionato nel salone (5 x 8m) e ci sono tappeti,
quadri, divani, mobili, tende e parquet, meglio di così! Ti farò sapere.
A2. 03/03/09
Da quello che scrivi dubito che il problema sia di
configurazione o di interfacciamento, fatta salva l'ultima verifica della
connessione tra pre e finale (che però di solito è on-off). Penso sia un
problema di aspettative e di "estetica del suono".
L'elemento più caratterizzante del tuo impianto sono le casse. Gli altri
componenti sono sicuramente molto trasparenti, nel senso che non aggiungono
nulla o quasi al suono, e che non vedo proprio come un diverso lettore CD possa
esprimere "più bassi" dell'Esoteric. Il finale l'Audia Flight 100 non
ha nessun problema (non ne avrebbe neanche il 50) a a sonorizzare la tua sala,
pur se molto assorbente, con le 803-D (che sono di media efficienza).
Le B&W sono tipiche casse "monitor" in senso moderno, usate negli
studi di registrazione di musica classica, con bassi profondi ma che alcuni
giudicano "non emozionanti" nel senso che ti accorgi che ci sono tutti
ponendovi attenzione ma che non ti fanno saltare quando entri nella stanza. Io
ad esempio ascolto da anni con delle Kef, tecnologia molto diversa ma
impostazione sonora simile e, a mio parere corretta, ma secondo il mio gusto
alla bisogna sono anche in grado di un forte impatto se mi va di ascoltare del
rock pesante.
L'impatto di un sistema ad alta efficienza però non l'avranno mai, qui non
parliamo tanto di estensione, quanto di volume d'aria spostato sui medio bassi e
quindi di "presenza fisica" dei bassi nella stanza. Sistemi che riproducono
quindi bene non tanto la musica dal vivo, prodotta da uno strumento acustico, ma
la musica di un concerto rock o di un cinema o di un teatro; perché le casse
hanno tecnologia simile, woofer con cono grande e reflex generoso, alta
efficienza, medi e acuti a tromba. Minore precisione, qualche s sibilante dalla
soprano (o dalla Cassandra) di turno, difficile apprezzare qualche passaggio
volante dell'assolo di violino, ricostruzione scenica più approssimativa, ma
impatto fuori discussione.
Se già non l'hai fatto prova ad ascoltare in qualche negozio gli ultimi modelli
Klipsch o le italiane Zingali o le Tannoy classiche e poi fammi sapere se la mia
ipotesi ha qualche fondamento.
Solo un paio di cose ancora:
- tra i dischi della Wilson hai Blue Light Till Down? Prova a mettere Black Crow,
dove c'è una specie di tamburo che emette veramente in basso e fammi sapere (io
lo uso come disco test)
- hai provato a comprare qualche SACD impegnativo come musica? a parte le
polemiche su questo standard per suonare suona bene e qualche differenza sulla
resa dei bassi si può anche sentire
Un saluto e fammi sapere gli sviluppi.
Q3. 04/03/09
L'amplificatore è il Flight 100 in classe A sia il pre che il finale e,
aumentando il volume di ascolto, entrambi lavorano sempre sulla stessa classe ma
penso che questo tu lo sappia già. Quando il venditore mi ha montato l'impianto
lo ha pure messo in fase. Debbo dire che è stato scrupoloso. Circa la
configurazione o l'interfacciamento, non ti so dire niente perché non sono
pratico. Oggi ho comprato 2 CD. Si tratta di "Maestro" di Taj Mahal;
il primo brano si è dimostrato interessante perché il basso è abbastanza
presente e ciò rende appetibile la musica (fossero tutti così i CD!) I brani
seguenti, in termini di bassi, non dicono molto. Il secondo CD si intitola
"Saturation" ed è dei Walk Away. Questo CD l'ho comprato perché ha
anch'esso il primo brano interessante con un basso molto gradevole all'udito.
Poi ho riascoltato Cassandra in "Traveling miles" il cui contrabbasso
nel primo brano è abbastanza presente e veloce. L'altro CD della Cassandra è
"Glamoured" quindi non possiedo quello che hai tu di conseguenza non
posso fare il test. Tirando le somme, io direi che il mio venditore non è che
abbia tutti i torti nell'affermare che l'incisione è altrettanto determinante.
Se poi le B&W non danno strutturalmente un certo impatto sulle basse
frequenze, o meglio si comportano in un certo modo che a me non piace, il
discorso cambia. La storia dell'alta fedeltà in questa città te la posso così
sintetizzare: venditori ciarlatani parecchi, soltanto un paio si sono salvati perché
ritiravano pezzi dal valore intrinseco, però hanno chiuso da diversi anni. La
cosa che però mi colpiva quando andavo ad ascoltare musica da loro era il suono
pulito ma carente di bassi, cioè anch'esso pulito, senza impatto sia con
impianti piccoli che con i grossi. Perciò per me è storia vecchia. Io vorrei
ascoltare il basso con un impatto concreto, così come si comportano medi e
alti. La maggior parte dei miei CD sono quasi inascoltabili perché quando
determinati strumenti (chitarre, sassofoni, trombe ecc..) alzano i toni c'è da
scappare prima ancora di finire al manicomio o sordi! Non essendoci più i
venditori di HIFI di una volta, è difficile ascoltare altre casse acustiche
come quelle che hai menzionato, di conseguenza non è possibile fare
comparazioni. Sono stato dal mio venditore: domenica pomeriggio vuole provare
dei cavi eliminando i ponticelli, per vedere se riesce a far diventare più
nerboruti i bassi, se non ho capito male doppi cavi. Però mi pare di capire che
per te tutto ciò conta relativamente all'infuori di 2 ottimi diffusori o per
meglio dire 2 diffusori che piacciono, che riescano ad avvicinarsi alla musica
dal vivo ascoltata.
A3. 06/0/09
Non è tanto l'incisione ad essere determinante quanto la
musica .... se i bassi d'impatto non ce li metti non ce li trovi neanche, ad
esempio una cover di Eva Cassidy per voce e chitarra acustica sicuramente si
ascolta meglio su un impianto a gamma intera, con buoni bassi, ma più di tanto
non si scende per forza, anche il contrabbasso che tu citi non è che abbia poi
questo grande impatto, l'hai mai ascoltato dal vivo, non amplificato? Assieme
alla batteria si perde, a meno che il batterista suoni al volume giusto, usando
le spazzole come si fa nel trio jazz, per questo dagli anni '60 è stato
sostituito progressivamente dal basso elettrico. Le incisioni ormai sono
abbastanza standardizzate, è ben raro trovare un disco moderno registrato male
in modo così clamoroso.
Non so in quale città vivi ma non è che sia poi fondamentale, i negozianti
dopo la contrazione del mercato devono forzatamente concentrarsi su pochi marchi
e li scelgono più in base al distributore e ai crediti e ai margini che da'
più che alla qualità, d'altra parte ci saranno 100 marche di amplificatori e
500 di casse e quindi ... da anni vanno di moda i mini diffusori, anche perché
hanno un elevato fattore WAF - sarebbe il wife acceptance factor, che è
determinante - o al massimo le mini tower, che hanno tutta quell'estetica sonora
apprezzata dal tipico appassionato di hi-fi di mezza età - complesso di musica
da camera, virtuosismi di voce e chitarra acustica e simili, vedi i classici
dischi audiophile per appassionati di Sara K o Ana Caram.
Senza puntare ad un modello ben preciso chiedi semplicemente di ascoltare
qualche cassa ad alta efficienza - sono sicuro che qualcuna ne avranno - e poi
dimmi se sei sulle tracce di quello che cerchi.
Ultima cosa, il venditore ti vuole proporre la biamplificazione, altri soldi per
i cavi e forse anche per un altro finale, lascia perdere, se vuoi un consiglio,
può anche migliorare qualcosa ma sono sfumature, le tue casse e i tuoi finali
devono suonare bene, molto bene, anche così come sono configurati.
Q4. 11/03/09 ("Conosci
le WLM?)
Domenica
pomeriggio con il negoziante abbiamo fatto un sacco di prove. I multicavi che ha
portato, nonostante l'elevata qualità, hanno dato comunque esito negativo.
Abbiamo proceduto per esclusione. In alcuni casi abbiamo notato maggiore
raffinatezza del suono ma nulla di più rispetto ai miei cavi. Quindi bassi tel
quel. Enzo ha escluso pure tutta l'elettronica. Ad un certo punto, sul
pensieroso, il negoziante si è detto: "ma non facciamo che l'ampiezza del
salone divora i bassi"?? Quest'ultimo è largo 5m, lungo 8m, alto 3,10m e
tutto arredato. Al negozio lui possiede 2 sale d'ascolto: la prima è una 4x5 la
seconda una 4x3,50. Ora, nella prima stanza, la resa delle 803D risulta piena ma
diversa rispetto all'ampiezza del mio salone, ciò potrebbe giustificare quello
che manca!! Allora il negoziante ha proposto le casse acustiche austriache WLM e
provarle a casa mia. Siccome lui le ha sentite, mi ha fatto presente che i bassi
sono molto più potenti delle 803D B&W e, probabilmente potrebbero risolvere
il mio problema. Io non le conosco. Tu le conosci?
In tutta sincerità, io sto perdendo, anzi ho perso molto entusiasmo. La musica
deve produrre gioia, scuotimento, euforia! Se non ti procura tutte queste
sensazioni che senso ha avere un impianto come quello che ho io?
Se queste WLM dovessero dare pure esito negativo, il negoziante non avrebbe
altre alternative come casse grosse. Lui tratta è vero le 802, le 801 e le 800
B&W, però non me le ha proposte sia per il costo elevato ed anche per una
considerazione che abbiamo tratto entrambi alla fine delle prove e cioè: le
B&W non sembrerebbero casse acustiche adatte al tipo di musica che ascolto!!
Abbiamo concluso che mi piace l'ascolto "tipo live". Ecco cosa è
emerso!
A4. 11/03/09
Non conosco le WLM ma da quello che vedo nel
loro sito sono proprio un esempio di moderne casse ad alta efficienza,
quello che ti consigliavo di provare. La tua sala per quanto grande e ben
assorbente non è in grado di mettere in crisi un amplificatore potente e di
classe come il tuo e una coppia di diffusori comunque non a bassa efficienza
come le 803D. E' proprio una questione del tipo di emozione che si ricerca nella
musica e, indipendentemente dalla qualità intrinseca dei prodotti, soprattutto
nel campo delle casse si possono ancora apprezzare differenze di impostazione
sonora. Quindi anche io ti consiglio di provare queste casse nel tuo ambiente
reale, visto che ne hai la possibilità, e di fare un confronto che a questo
punto sarà il più significativo possibile.
Ovviamente fate attenzione al posizionamento, penso che indicazioni abbastanza
precise siano già allegate con i diffusori, ma da quello che ho visto sono di
impostazione tradizionale (immagino che state pensando ai modelli tower) con
altoparlanti frontali.
In bocca al lupo per la tua ricerca del suono ideale.
(Per approfondimenti: FAQ Stereofonia e alta fedeltà)
|
Q |
Patrizia P. - 24 febbraio (La fortuna di Fortuna) |
Ho ricordo di una bellissima base musicale, ovvero di un disco di sola musica dal titolo FORTUNA. Non ricordo l'autore potete aiutarmi. Dove posso acquistarlo?
|
A |
22 febbraio 2009 |
/ Fortuna era il titolo dato in Italia a un brano solo
strumentale dei Procol Harum, il cui titolo originale era Repent Walpurgis. Era
il brano che chiudeva il loro album omonimo del 1967. Era il retro di
un 45 giri pubblicato nel 1968 per il mercato italiano dal gruppo inglese; il lato A era "Il tuo
diamante" (da Shine On Brightly). Il titolo italiano è dovuto al paroliere
Dossena, ed è l'unico intervento che ha fatto, dato che si trattava di un brano
strumentale. E' stato spesso rimproverato di essersi appropriato in questo modo
dei diritti d'autore senza fatica. Ma forse è anche grazie a questo titolo
così facilmente memorizzabile che il brano è diventato il preferito tra i
gruppi italiani con organo Hammond o piano elettrico, i Procol Harum celebri e
il progressive, pochi anni dopo, così popolare.
Puoi ascoltare il brano Repent Walpurgis a
questo link: www.youtube.com/watch?v=wQC7Kk4WOPU.
Il disco Procol Harum del '67 è stato ristampato più volte su CD e quindi è
facilmente reperibile, su Internet (Amazon) sicuramente ma anche nelle
discoteche eventualmente ordinandolo. Qui di seguito la copertina per
riconoscerlo agevolmente.
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Q |
Gabriella A. - 15 febbraio (Dove trovare i CD de I Bisonti) |
Cerco un CD con le più belle canzoni dei Bisonti. Grazie
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A |
22 febbraio 2009 |
Negli anni '60 i
Bisonti hanno pubblicato tre LP, mai ripubblicati su CD (vedi la
discografia). Negli ultimi anni sono state
pubblicate su CD alcune antologie contenenti le canzoni dei Bisonti. Del '92 è
"La carica dei Bisonti", contiene le canzoni storiche e altre mai pubblicate
all'epoca (come la ormai nota versione del La casa del sole, erroneamente
attribuita ai Bisonti in occasione del lancio (2008) dell'album Beat
Regeneration dei Pooh) in nuovi arrangiamenti, eseguiti per l'occasione. Il CD è
fuori catalogo e si può trovare solo usato o nei negozi specializzati o
attraverso il canale eBay. Le antologie disponibili sono "Il meglio dei Bisonti"
(1997), "I successi dei Bisonti" (2003?) e "La casa del sole" (2008). Non
abbiamo le scalette dei vari CD, ma contengono sicuramente i principali successi
del gruppo milanese (in tutto avevano pubblicato 23 canzoni su disco negli anni
'60), assieme ad altre cover successive di classici brani anni '60 o anni '70.
Le antologie si possono trovare su Amazon versione inglese (www.amazon.co.uk)
e tedesca (www.amazon.de) a prezzi standard.
Diversi brani dei Bisonti sono disponibili anche su iTunes e quindi acquistabili
e scaricabili immediatamente.
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Q |
Franco A. - 11 febbraio (Una canzone di Chico Buarque) |
Salve, mi farebbe piacere conoscere il testo di un brano musicale di Chico Buarque de Hollanda, Joao e Maria.
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A |
19 febbraio 2009 |
Ecco il testo.
Agora, eu era o herói
E o meu cavalo só falava inglês
A noiva do cowboy
Era você, além das outras três
Eu enfrentava os batalhões
Os alemães e seus canhões
Guardava o meu bodoque
E ensaiava um rock
Para as matinês
Agora, eu era o rei
Era o Bedel e era também juiz
E pela minha lei
A gente era obrigado a ser feliz
E você era a princesa
Que eu fiz coroar
E era tão linda de se admirar
Que andava nua pelo meu país
Não, não fuja, não
Finja que agora eu era o seu brinquedo
Eu era o seu pião
O seu bicho preferido
Sim, me dê a mão
A gente agora já não tinha medo
No tempo da maldade
Acho que a gente nem tinha nascido
Agora, era fatal
Que o faz-de-conta terminasse assim
Pra lá deste quintal
Era uma noite que não tem mais fim
Pois você sumiu no mundo sem me avisar
E, agora, eu era um louco a perguntar
O que é que a vida vai fazer de mim
A questo link puoi anche sentire la canzone: http://www.youtube.com/watch?v=qGCL-CK_yDc
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Q |
Giuseppe P. - 7 febbraio (Chi si ricorda dei Quick?) |
1. Ho ascoltato durante una trasmissione radiofonica
condotta da Carlo Massarini (mi sembra "Popoff") un brano dei "Quic" di cui non
ricordo il nome, ma ho acquistato il disco con molta difficoltà negli anni '80,
che ora è stato smarrito. Mi sapreste dire il nome forse dell'unico album di
questo gruppo di genere pop melodico?
2. Vorrei poter ascoltare qualche brano o conoscere i nomi dei brani del disco
che sono se non ricordo male 4 o 5.
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A |
12 febbraio 2009 |
1.
Quic? Sei sicuro del nome? Non risulta alcun gruppo con questo nome. Forse sono
i Quick, un gruppo minore USA degli anni '70.
Questo è un link con notizie del loro unico disco Mondo Deco del '76 (la data è
compatibile, Popoff è stata in onda fino al '76):
http://www.allmusic.com/cg/amg.dll?p=amg&sql=10:hxfqxqy5ld0e e questa è la
copertina.
2. l'ascolto non è disponibile nè su AllMusic nè su iTunes; l'unica opzione che
hai è comprare su Amazon, dove però è disponibile solo un altro disco, Untold
Rock Stories (dovrebbe trattarsi di una antologia posteriore).
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Q |
Gabriele G. - 26 gennaio (Quotazioni e periodi per i dischi beat) |
Mi chiamo Gabriele e sono un giovane collezionista di dischi. Mi piacerebbe conoscere il valore (le quotazioni) dei miei dischi sul mercato, come faccio a saperle? Inoltre, il beat in Italia quando inizia e quando finisce per dar spazio poi al rock progressivo?
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A |
27 gennaio 2009 |
Per le quotazioni si può fare riferimento alle
riviste specializzate, per esempio Raro! (www.raro.it).
Non ci occupiamo del mercato collezionistico (è un campo molto specializzato) ma
per chi è di Roma o può raggiungere la capitale punti di riferimento per
gli appassionati di collezionismo di vinile sono i negozi Pink Moon (vicino a
Piazzale della Radio) e Elastic Rock (via dei Quattro Venti).
Per la questione dell periodo, tra il beat e il prog secondo me è passato un po'
di tempo, anche se alcuni vedono in "Senza orario senza bandiera" dei New Trolls
un ponte ideale tra i due generi. Ma è proprio il beat che è di non facile
definizione.
Comunque azzardo '65-'67 per il beat e dal '67 in poi l'arrivo della psichedelia,
antesignana del progressive.
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Q |
Ferruccio C. - 19 gennaio (La registrazione stereofonica) |
Mi pare di sapere che una traccia audio stereofonica
è composta combinando in modo matematico delle sottotracce componenti, ma non
conosco esattamente come. Potreste gentilmente indirizzarmi a degli articoli
tali tecniche?
La mia domanda si riferisce alla tecnica utilizzata proprio per la
registrazione. mi sembra di aver letto che i segnali provenienti dai due
microfoni, L e R, vengono opportunamente combinati proprio in fase di
registrazione: come vengono combinati i due segnali sul supporto di
registrazione?
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A |
28 gennaio 2009 |
Si possono fare delle registrazioni stereofoniche
usando semplicemente due microfoni e un registratore consumer, senza alcun
processore di segnale; quello che il microfono rileva finisce su una traccia del
nastro; e il risultato è l'effetto stereofonico.
In studio si usano mixer a più canali per miscelare più microfoni di ripresa
sullo stesso canale, catturando ad esempio anche il suono riflesso dalle pareti;
questo è il caso, ad esempio, delle riprese di grandi orchestre di musica
classica; questa complessa operazione di bilanciamento tra più microfoni (oltre
che di loro opportuno orientamento, riflettori e assorbitori di suono nella
sala, separazione canali e bilanciamento del segnale tra i due canali ecc.) è
appunto il lavoro dell'ingegnere del suono. Che può avvalersi anche di
analizzatori del suono per verificare la risposta in frequenza dell'ambiente e
provvedere eventualmente a correggerla con equalizzatori. Anche se da diversi
anni, almeno per piccoli gruppi, si è consolidata un'altra tendenza, che è
appunto l'utilizzo di soli due microfoni accoppiati tra loro, con il minimo
possibile di elaborazione (suono diretto o "direct to disc").
Ancora diverso, ma riconducibile allo stesso sistema di produzione, è il caso
delle registrazioni in studio, con miscelazione di tracce provenienti da session
men registrate in tempi diversi, suoni generati e non prodotti da strumenti ecc.
In ogni caso si parla sempre di miscelazione di segnali sonori e di loro
eventuale elaborazione (effetti come riverbero ed eco, tagli di banda, ecc.).
Ovviamente ora si fanno tutte queste operazioni nel dominio digitale, cioè tra
il microfono e il mixer c'è un decoder A/D.
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Q |
Emidio De A. - 30 dicembre 2008 (Altra interpretazione per "Prospettiva Nevskj" di Battiato) |
Mi sono imbattuto quasi per caso nel Suo sito, cercando una versione commentata di Prospettiva Nevskj di Franco Battiato, e mi devo complimentare con Lei per le argomentazioni critiche relative a questa splendida canzone del 1980. Solo su un punto ho qualche piccola riserva, benché quanto Lei suggerisca ha senz'altro un fondamento: si tratta dei versi conclusivi della canzone, il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire : è indubbiamente suggestiva la Sua idea di riconoscere in Gurdjieff questo personaggio, ma, forse, Battiato introduce in questi versi finali di Prospettiva Nevskj un problema più generale. La mia idea è questa: il maestro che insegna la difficoltà nello scorgere l'alba dentro l'imbrunire potrebbe configurarsi come una metafora alludente alla crisi di fiducia verso il pensiero marxista-leninista vissuta dai giovani trenta-quarantenni di allora (che avevano fatto il Sessantotto). Ciò che era stato additato come il "Sole dell'avvenire" aveva mostrato – in quegli anni etichettati, più o meno ingiustamente, con il termine di 'riflusso' – più di una crepa (dall'invasione della Cecoslovacchia nel 1968, e prima ancora dell'Ungheria, alla sciagurata decisione brezneviana di invadere l'Afghanistan): quel Sole dell'avvenire, in definitiva, non insegnava più nulla a nessuna (anzi era diventato l'imbrunire), e per questo era difficile sperare in una nuova alba. Sarei contento di conoscere il Suo parere! Non è escluso che le due interpretazioni possano coesistere: proprio perché il "verbo marxista" stava tramontando pressoché deinitivamente, poteva rivelarsi salutare studiare forme di pensiero iniziatiche come le teorie di Gurdjieff. In ogni caso, Prospettiva Nevskj è una canzone di straordinario valore, frutto dell'ispirazione geniale di uno dei grandi della nostra musica.
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A |
1 gennaio 2009 |
E' una interpretazione interessante, e certo
Battiato non ha mai mancato di seguire percorsi originali e non allineati ai
tempi (la canzone è degli anni '80). Battiato non è certo un "sessantottino" ma
la sua attenzione a tutto quello che accade intorno è sempre stata massima e
quindi può aver avuto interesse anche a questi aspetti.
L'azione narrata nel brano si riferisce però a un periodo nel quale il "marxismo
applicato" (il marxismo-leninismo) stava iniziando la sua fase ascendente,
quindi non mi pare di scorgere una metafora allineata ai tempi. Nè un maestro
che possa essere ricondotto ai personaggi che si muovevano per Leningrado in
quel tempo.
Comunque, trattandosi di Battiato, ogni interpretazione è lecita, e la ricchezza
delle sue canzoni è proprio quella di poter suscitare suggestioni, anche
soggettive, negli ascoltatori.
(Per approfondimenti: Il mondo di Franco Battiato, Il commento a Prospettiva Nevkj)
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Q |
Oliviero G. - 16 dicembre 2008 (Famous Blue Raincoat) |
Per prima cosa complimenti per il sito. Da tempo ho
una curiosità che non trova risposta su internet. Si tratta di una vecchia
canzone di Leonard Cohen "Famous Blue Raincoat" (Famoso impermeabile blu)
tradotta e adattata di recente da Ornella vanoni, e data come unica cover
italiana del famoso brano.
Ricordo che agli inizi degli anni 70 era famosa una traduzione del suddetto
brano, purtroppo non ricordo l'autore, e anche sul titolo ho qualche dubbio, ma
penso fosse proprio (Famoso impermeabile blu).
Quel che ricordo molto bene erano le parole, che sono molto simili alla
traduzione letteraria (almeno il concetto è quello).
"Le quattro di notte, Gennaio è vicino, ti scrivo cosi per sapere se vivi. Di
fuori fa freddo ma il freddo mi piaca, la neve che scende mi parla di pace.
Qualcuno mi ha detto che hai costruito, la tua piccola casa in pietra e granito.
... etc (non voglio annoiarvi oltre).
Non ho trovato traccia di questo brano ne come audio ne come testo.
Vista la bellissima raccolta di cover che avete e l'interesse per la musica ho
pensato di contattarvi, per sentire se ne sapete qualcosa o se qualche "patito"
che frequenta il sito conosce il brano.
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A |
17 dicembre 2008 |
Ma la canzone c'è nel sito! La puoi leggere tradotta
qui;
credo anche che sia una discreta traduzione perché a suo tempo un visitatore dal
Canada aveva corretto alcune inesattezze.
Grazie per i complimenti e ricorda che qualsiasi suggerimento è sempre il
benvenuto.
(Per proseguire: Traduzioni di canzoni selezionate)
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Q |
Giorgio G. - 29 novembre 2008 (Diversa opinione su "La cura" di Battiato) |
Un inno alla vita come film,colonna sonora compresa l'altro come presenza terapeutica, succedaneo di mamma e papà che tutto fanno, tutto perdonano, tutto sopportano... penoso inno alla nevrosi narcisistica che impedisce di crescere e di diventare persona autonoma uno dei tanti cattivi maestri che, cogliendo qui e là, chiamiamole ispirazioni, le trasforma, complice il sistema, in successo = ti do' ciò che vuoi + denaro un inno alla dipendenza a 360 °, altro da, p.es., Tenco, Brel.
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A |
30 novembre 2008 |
Tutti i pareri estetici sono rispettabili, e le cose
che piacciono a qualcuno possono non piacere a qualcun altro; secondo me "La
cura" è un
capolavoro di semplicità e di intensità, ma sicuramente ha diversi pian di
lettura, questo è un altro punto di forza (come lo è di Battiato) e quindi,
forse volutamente, ci sono dentro anche alcuni degli aspetti che sottolinei tu,
come l'ansia di trovare maestri e profeti da seguire. Un aspetto del
mondo contemporaneo (e non solo) con il quale forse, anzi sicuramente, Battiato
gioca, alimentandolo e poi smorzandolo con l'arma dell'ironia.
Non sono invece d'accordo (non lo sono mai) sulle letture dietrologiche (facile
strada al successo ecc.), fosse così semplice avrebbero successo
tutti. E il successo è il fine ultimo di tutti, anche di quelli che lo guardano
con sufficienza e apparentemente lo considerano poco importante.
Tu citi Tenco, ma se vogliamo credere alla spiegazione che lui stesso ha dato al
suo suicidio, la sua vicenda è proprio la prova più lampante di quelloche ho
appena scritto. Brel, Tenco, l'elenco potrebbe continuare, ognuno ha creato un
suo percorso nel mondo della musica, a volte originale, a volte (anzi, quasi
sempre) nel solco di altri, ma nessuno esclude nessun altro. Se siamo curiosi e
non prevenuti possiamo seguire quanti percorsi vogliamo.
(Per approfondimenti: Il mondo di Franco Battiato)
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Q |
Fabio G. - 28 ottobre 2008 (Tutela delle opere d'ingegno) |
Ho avuto modo di leggere i suoi interessanti articoli minuziosi, particolareggiati e chiari. Volevo chiederle un approfondimento per quanto riguarda la tutela della SIAE dell'opera e la cifra di 4000 CD necessari per ottenerla. La ringrazio anticipatamente e vivi complimenti per la dovizia di notizie esposte. Magari fossero tutti così precisi.......
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A |
3 novembre 2008 |
Grazie dell'apprezzamento, si cerca
sempre di fare il meglio, e poi sono sempre fondamentali le osservazioni e le
integrazioni dei visitatori del sito che periodicamente ci scrivono. La tutela
dei diritti degli iscritti è il primo compito della SIAE e quindi dovrebbe
essere scontata, anche se non ho dati sulla efficienza reale di questo ente
semi-pubblico. Per quello che sfugge alla SIAE opera però un'altra
organizzazione, la SCF (Società Consortile Fonografici), che ha come associati
essenzialmente etichette discografiche (non so se tu sei interessato come
autore o come editore). Vedi notizie sulla SCF su questa
pagina o sul nostro
blog dedicato alla
tecnologia e al mercato.
Riguardo al numero minimo di copie per iscriversi alla SIAE come casa
discografica quello che citi è un dato del 2003, è possibile che nel frattempo
sia cambiato qualcosa, anche perché esistono nel frattempo editori solo
on-line, come OnClassical, per iscriversi alla SIAE non è comunque un vincolo,
si possono anche registrare inediti. Ti consiglio quindi di rivolgerti
direttamente a loro per un aggiornamento.
(Per approfondimenti:
le leggi sul diritto d'autore)
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Q |
Francesco P. - 27 novembre 2008 (Autocostruzione di casse acustiche) |
Ciao, ho letto con molto interesse l'articolo del tuo sito che tratta degli impianti hifi. Volevo farti una domanda,io sto pensando di costruire due diffusori da pavimento con degli altoparlanti RCF, volevo chiederti quale legno mi consiglieresti di usare per fabbricare i mobili e che amplificatore mi consiglieresti, premetto che né io né l'RCF sa darmi indicazioni ne in Watt ne in Db degli altoparlanti in mio possesso,gli unici dati che ho sono questi: 2 Woofer RCF 83111018 4 OHM DIAM. 20, 5 CM2 medi RCF AA-MRO24 8 OHM DIMENSIONI 13x13 CM2 tweeter RCF AA-TW092 8 OHM DIAM. 8 CM. Potresti darmi una mano?
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A |
30 novembre 2008 |
L'autocostruzione dei diffusori acustici è tutto un
pianeta a parte, abitato da personaggi dediti al piacere dell'opera unica e
artigianale, spesso
impegnati in tornei di autocostruttori; esistono mille modi diversi di ottenere
risultati simili, nel campo dell'acustica applicata, e gli autocostruttori li
sperimentano tutti, dal monovia alle casse nei più diversi materiali.
Poi ci sono gli autocostruttori che vorrebbero impegnarsi in questa difficile
arte per risparmiare. Obiettivo velleitario e anche un po' auto assolutorio. In
realtà lo fanno per divertirsi, e il risparmio è la scusa. E' vero che una
persona che ha una discreta attrezzatura per trattare il legno e una
discreta pratica, seguendo un progetto semplice (il classico due vie bass-reflex
o, ancora meglio, a sospensione pneumatica) può ottenere con uno sforzo
ragionevole e bassi costi (bassi perché il suo lavoro è valutato zero) risultati
anche buoni.
Ma con molta meno fatica potrà trovare casse già pronte, usate, ma anche nuove,
della stessa qualità, o magari anche di qualità superiore, con costi molto
simili.
Tutta questa premessa per dire che, se l'autocostruzione è prima un hobby e poi
un mezzo, non ti possiamo dare un grande aiuto, e neanche troverai molto sul
sito a cui rimandiamo normalmente per approfondimenti, ovvero
TNT-Audio. Esistono però riviste e siti
dedicati alla autocostruzione, ai quali è consigliabile rivolgersi.
Riguardo agli altoparlanti, l'unica cosa che posso dirti è che il vantaggio
principale dell'autocostruzione è proprio quello di partire da woofer, tweeter o
componenti larga banda di elevata qualità, che non si trovano facilmente nei
diffusori anche di primarie marche. Non so di preciso di quali anni siano i
componenti RCF che citi, ma non credo recenti (la RCF è passata di mano anni fa,
ora è proprietà della società americana Mackie, sistemi professionali audio).
Penso si possano trovare componenti di qualità molto più elevata, e penso anche
che per un neofita sia meglio partire da un minidiffusore a due vie. Ma queste
sono solo indicazioni di massima, per gli approfondimenti ti consiglio le
riviste del settore, come Costruire Hi-Fi.
(Per approfondimenti: FAQ su Stereofonia e Hi-Fi)
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Q |
Paolo M. - 31 ottobre 2008 (Spartiti fuori catalogo) |
Vorrei sapere se è possibile reperire in formato pdf gli spartiti. In particolare sono in cerca dello spartito di Repent Walpurgis (Fortuna) dei Procol Harum. Grazie
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A |
2 novembre 2008 |
Gli spartiti sono sottoposti a copyright e quindi
non è possibile diffonderli via rete, se non da parte delle case editrici. Per
spartiti degli anni '60 una possibile risorsa è il catalogo di Fandango Music (
http://www.fandangomusicshop.net/sheet_music/ ), che vende anche via
Internet, e che ha anche una sezione di spartiti "storici". Ho però dato una
occhiata, e quello che cerchi non c'è.
Un sito internazionale molto fornito è Sheet Music Plus (
http://www.sheetmusicplus.com/ ) ma
anche qui vedo che dei Procol Harum c'è solo A Whiter Shade Of Pale. Ho guardato
anche un sito specializzato sui PH, Beyond The Pale (
http://www.procolharum.com/note_paper.htm ) dove sono citati e reperibili
diversi song books del gruppo di Booker e Reid ma, ancora una volta, Repent
Walpurgis non c'è, come non è listata nelle trascrizioni per chitarra (tabs) in
Fretplace(
http://www.fretplay.com/tabs/p/procol_harum/ ), evidentemente è un brano
notissimo in Italia, ma meno nel resto del mondo.
Siamo quindi probabilmente nella tipica situazione, comune anche per molti
dischi beat, di musica sotto diritti di copia, ma fuori catalogo e non
reperibile in alcun modo, se non con copia non autorizzata ... Un paradosso del
sistema attuale di gestione del copyright. Puoi comunque provare a contattare il
sito Beyond The Pale, è possibile che possano aiutarti nella ricerca.
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Q |
Paolo M. - 18 agosto 2008 (Trasferimento in digitale da nastri e cassette) |
Mio padre nel 1973 all'età di 15 anni mi regalò il
mio primo registratore a cassette, mentre in casa ne avevamo già uno a bobine
comprato nel 1966. In quel periodo io registravo sul mio, mentre mio fratello
maggiore continuava a registrare su quello a bobine. Nel 1989-90 mio fratello
riuscì a recuperare un Geloso dal quale io potei riversare su cassetta molte
voci e musiche di Per voi giovani a partire dal marzo '70 quando c'era ancora
Renzo Arbore e via di seguito Giaccio, Fegiz, Massarini, Cascone, Richard Benson,
Rocchi e altri; ho anche qualcosina di Hit parade di Luttazzi.
Sicuramente per mettere in rete queste registrazioni, in parte avvenute con
microfono, in parte via cavo (comunque le mie registrazioni riversate da bobina
sono necessariamente su microfono), bisognerebbe poterle trasferire su CD, ma io
non ho gli strumenti adatti, quindi vorrei sapere come si fa. Aspetto altre
notizie.
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A |
20 agosto 2008 |
Convertire in digitale cassette o bobine analogiche
non è difficile, occorrono però un po' di tempo e alcuni componenti: 1) una
piastra a cassette e/o un registratore a bobine in piena efficienza; 2) un PC
dotato di una buona scheda audio; 3) un software di editing per correggere
imperfezioni nell'audio e separare l'audio in sezioni.
Se manca uno di questi componenti esistono diverse alternative, ad esempio
periferiche specializzate (es. Terratec, Creative) da collegare da un lato alla
porta USB del computer e dall'altro al lettore con un cavo standard RCA
(cosiddetto pin-jack). Schede audio e periferiche spesso hanno solo un ingresso
(line-in) di tipo mini jack per cuffia e quindi occorre anche un cavo di
collegamento RCA-mini jack, comunque di facile reperibilità. Le periferiche (di
solito sono delle scatolette) sono solitamente dotate anche dell'apposito
software di supporto.
Se manca il lettore di cassette esistono anche unità integrate (es. Ion) che
includono anche la piastra, che è dotata di una uscita USB e si può quindi
collegare direttamente al PC.
Sono tutti componenti realizzati in Cina o in estremo oriente, e quindi di costo
contenuto, tra i 100 e i 150 €.
I modelli cambiano continuamente, quindi non vale la pena indicarne alcuni
specifici. Conviene rivolgersi direttamente a negozi di informatica ben forniti.
Per il riversamento di bobine le cose sono un poco più complicate, perché un
registratore per nastri da 1/4 di pollice è indispensabile, e si tratta di un
componente ormai reperibile solo sul mercato dell'usato, e a prezzi non modici
per unità correttamente funzionanti. I più diffusi erano i Revox e in
particolare il modello B-77, ma esistevano anche modelli giapponesi (es.
Technics, Teac, Pioneer) validi, e anche alcuni europei (Philips).
Il lettore di cassette o bobine deve essere in buone condizioni con testine
pulite e allineate, per l'evidente motivo che solo in questo modo potranno
essere estratte dai nastri tutte le informazioni.
Dopo la conversione su PC saranno presenti una serie di file audio (WAV) che
possono poi essere trasferiti facilmente su CD per mezzo di un masterizzatore e
dell'apposito software (solitamente Nero).
Nella successiva fase di editing su PC potranno essere corretti alcuni difetti
originari dei nastri. Il principale è il rumore di fondo o "soffio" che può
essere efficacemente eliminato con algoritmi disponibili in tutti i software.
Bisogna evitare che nella operazione sparisca anche parte del parlato e della
musica. Molti software consentono di ascoltare anche il segnale tagliato e
controllare se contiene solo soffio o anche musica. Nel caso è preferibile
sopportare un po' di rumore di fondo residuo e non perdere nulla del messaggio
originale.
Esiste anche una alternativa più semplice ed è il
ricorso a laboratori specializzati, ormai abbastanza diffusi, almeno nelle
grandi città.
La scelta dipende dalla quantità del materiale da convertire e dal tempo che si
può o che si vuole dedicare a questa attività.
C'è da dire infine che, a differenza della conversione di dischi in vinile (che
sembra suscitare un interesse maggiore, ma non ha una grande utilità) la
conversione da nastri e cassette ha molto più senso perché: 1) si tratta spesso
di materiale originale o fuori commercio (es. registrazioni dalla radio o di
concerti) 2) i nastri e soprattutto le cassette da 1/8 di pollice, sono soggetti
a degrado col tempo (smagnetizzazione).
Riguardo ai nastri che hai, ti consiglio di convertire direttamente gli
originali su bobina, se li hai ancora; nella copia la qualità diminuisce sempre.
(Per saperne di più: Le cassette e la registrazione casalinga della musica)
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Q |
Alessio M. - 16 luglio 2008 (Il copia e incolla su Internet) |
Ciao Alberto,
mi è capitato tra le mani un libro su Mantova (Beata musica) e ho notato che
hanno inserito tutto l'elenco complessi-città di provenienza e il capitolo delle
cover tratti dal tuo sito, senza darne credito. ne sai qualcosa?
Alessio (Beat Boutique 67)
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A |
6 luglio 2008 |
Non conosco il libro e non posso confrontare il
contenuto ma è possibile che abbiano copiato.
Come difendersi?
Su tutte le pagine del sito e sulla home page è precisato l'uso consentito per i
contenuti (licenza Creative Commons).
Il rispetto è lasciato alla correttezza dei visitatori.
Se vogliono copiare praticamente non c'è difesa. Esistono dei tool appositi per
la protezione dei contenuti, con crittografia, ma sono complessi, costosi, e
comunque con appena un piccolo sforzo e un OCR i contenuti possono essere
copiati comunque.
Esiste poi l'aspetto della registrazione. Chi ha inserito per primo i contenuti
oggetto di copia?
Per fissare questo punto, quindi chi è l'autore dell'opera, esiste una apposita
sezione del Ministero dei beni culturali (registro Generale Progressivo), oppure
si può ricorrere alla SIAE, oppure si può tentare la registrazione come testata
giornalistica, ma non esiste nulla di specifico per Internet.
Registrando preventivamente i contenuti in modo tradizionale e poi pubblicandoli
su Internet si potrebbero avere gli elementi per fare causa ai copiatori. Ma il
tutto avrebbe dei costi (la SIAE si fa pagare per registrare gli inediti, per
non parlare delle spese legali e dei costi di gestione, e anche le registrazione
pubblica sul registro del ministero RGP non può essere gratis perché segue una
pubblicazione a mezzo stampa) e trova giustificazione solo per la protezione di
contenuti distribuiti a pagamento. I contenuti testuali a pagamento sono però
scomparsi ormai da anni da Internet, penso anche per la difficoltà di
proteggerli. Chi comunque li vende (penso ad esempio ai report di marketing)
utilizza Internet come vetrina, e distribuisce i report in forma cartacea e con
accorgimenti anti copia.
Ogni tanto cerco in Internet se qualcuno ha sviluppato un sistema di protezione
che non funzioni solo sulla base della fiducia, come Creative Commons, ma al
momento non pare che ci sia.
(Per saperne di più: I diritti di copia, Bibliografia Beat)
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Q |
Augusto M. - 3 luglio 2008 (Papà e Mammà dell'Equipe 84: di chi era l'originale?) |
"Papa' e mamma'" dell' Equipe 84 credo non sia una
cover dei Beach Boys ma dei TRASHMEN. E' presente anche nella colonna sonora del
film
Full Metal Jacket.
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A |
6 luglio 2008 |
Come per la maggior parte delle cover, ho fatto
riferimento all'archivio di Gully (il sito è "Musica è felicità", solitamente
piuttosto preciso) che cita per l'originale Papa-Oom-Mow-Mow sia
The Rivingstones (il primo gruppo che ha inciso
il brano,anche secondo Wikipedia) sia i Beach Boy
(il gruppo più famoso tra quelli che hanno interpretato il brano).
Certo ci sono anche i Trashmen che hanno
proposto il brano come Surfin' Bird, con qualche variazione nell'arrangiamento.
Ascoltando le tre versioni (ci sono tutte su YouTube) quella dell'Equipe 84
sembra più vicina a quella dei Beach Boys. Ritengo più probabile che abbiano
sentito quella.
Confermo che il brano è utilizzato, nel film Full Metal Jacket di Kubrick, a
commentare con effetto a contrasto un drammatico scenario di guerra.
Ciao e grazie per l'attenta lettura.
(Per saperne di più: Il fenomeno delle cover, L'Equipe 84, Le cover della Equipe, La musica e YouTube)
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Q |
Angelo S. - 19 maggio 2008 (i Jaguars e i Pooh) |
Salve, mi chiamo Angelo e scrivo da Milano. Sono
molto incuriosito da questo gruppo beat, i
Jaguars, si vocifera che qualche 45 giri di questo storico gruppo ci sia la
complicità dei primi Pooh. E’ vera questa cosa e, se si, chi e’ il musicista in
questione?
Ho fatto anche la mia ricerca su Google e alla quarta voce ''Jaguars'', racconta
un po' la loro storia, nelle ultime righe dicono esplicitamente che i Jaguars
(the Jaguars) attivi dai primi anni '60 fino alla fine dei '70, oggi sono
nientemeno che ''i Pooh'' ... adesso ho veramente tanti dubbi....
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A |
21 maggio 2008 |
Sono due complessi ben distinti, ma comprendo il tuo
dubbio, ci sono stati parecchi complessi che hanno adottato il nome Jaguars.
Il primo nucleo dei Pooh, formatosi a Bologna nel '64 con cinque componenti dei
quali nessuno fa parte della attuale formazione, secondo quanto riporta il libro
di Pescetelli (solitamente molto preciso) aveva adottato il nome Jaguars, per
poi passare a quello definitivo in occasione del primo disco, proprio perché
esisteva già un altro complesso sotto contratto con una casa discografica (la
CDB) e che aveva già inciso con questo nome, vale a dire i Jaguars di Roma di
Settimi, Bianchi e gli altri.
Non ho messo questo particolare nella mini scheda che è dedicata ai Pooh nella
sezione sui complessi beat del sito per amore di sintesi, ma puoi trovare lì le
diverse formazioni che si sono avvicendate negli anni fino a quella storica.
Spero che tu non abbia più dubbi ora, almeno di Pooh e Jaguars si sa
praticamente tutto.
(Per saperne di più: i complessi beat (e le formazioni), la discografia dei Jaguars, la discografia dei Pooh negli anni '60, la intervista a Silvio Settimi (Jaguars), l'elenco dei complessi degli anni '60)
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Q |
Paolo F. - 3 maggio 2008 (Conversione in digitale di dischi a 78 giri) |
Ho uno studio/laboratorio audio dove produco musica e svolgo attività tecnica-creativa per allestimenti/regia sonora. Mi capita di riversare da vinile (...) dischi 45,33 e 78 giri.... mi interesserebbe sapere se - costretto a utilizzare un giradischi a 33 o 45 giri (e con puntina / testina per microsolco), anche per acquisire i 78° - esiste un software in grado di fornire informazioni circa la giusta velocità della registrazione effettuata dal disco attraverso la scheda audio (professionale) e restituire l'intonazione originale necessaria...
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A |
3 maggio 2008 |
Se non ho capito male vuoi usare un giradischi non a
78 giri per leggere i 78 giri.
La cosa più semplice a mio avviso sarebbe usare un giradischi a 78 giri, da
collegare poi come al solito a un convertitore A/D. Giradischi di questo tipo in
commercio ne esistono ancora, ad esempio il Rega P78 con relativa testina
monofonica Rega (vedi link), che non dovrebbe neanche costare una cifra
astronomica (http://www.rega.co.uk/html/planar78.htm)
In alternativa si possono trovare nel mercato dell'usato o su
eBay giradischi dotati anche di velocità 78 giri
(Thorens TD-126, alcuni modelli Lenco, ecc.) su cui installare anche,
ovviamente, la testina monofonica a punta conica specializzata.
Riguardo alla "giusta velocità di registrazione" per quanto ne so io (non sono
un esperto di 78 giri, solitamente è un campo praticato dagli appassionati
irriducibili di musica lirica) non esiste; nel senso che nelle registrazioni
dell'epoca poteva essere modificata per vari motivi, anche per fare entrare più
musica su un solo disco (c'era un limite di meno di 5' a facciata). La
correzione non dovrebbe essere però un problema con qualsiasi software di
editing musicale, basta operare sulla funzione di "time stretch", ovviamente a
orecchio, perché raramente questo dato era riportato sul disco.
Comunque, una ottima fonte di informazioni sul riversamento dei 78 giri è il
sito dell'appassionato danese Jorgen Vad
http://www.vadlyd.dk/English/English.html
Se la tua esigenza è invece solo per un uso
occasionale, senza la pretesa di avere la maggiore fedeltà all'originale, e
quindi pensi di agire solo per via software, il prodotto più quotato e che
dovrebbe avere anche queste funzionalità con parecchie possibilità di
personalizzazione, a quanto si dice, è Adobe Audition. Un software specifico e
specializzato con il comando 45 -> 78 non credo che ci sia, altrimenti sarebbe
menzionato nei siti di appassionati che ti ho citato. Sarebbe comunque opportuno
montare una testina conica mono per 78 giri sul giradischi normale, usando uno
shell supplementare, per ottenere un risultato migliore.
Una curiosità: il materiale musicale contenuto nei 78 giri che devi
digitalizzare è così raro da giustificare il lavoro? Mi spiego meglio, si tratta
in generale di materiale ormai public domain e si trova già digitalizzato su CD
e in rete da diverse parti. Diverso è il caso di registrazioni private, memorie
sonore o simili.
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Q |
Franco F. - 24 aprile 2008 (Amplificatore stereo Hitachi) |
Vorrei conoscere le caratteristiche e qualità o demeriti dell'amplificatore HITACHI HA-11, ma in rete non trovo nulla. Potreste aiutarmi voi?
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A |
3 maggio 2008 |
Si tratta di un amplificatore stereo, di gamma e
potenza media, messo in produzione dalla nota casa giapponese presumibilmente a
fine anni '80. Per questi apparecchi di impostazione commerciale e di una
corporation nota e presente in molti altri settori, ma non particolarmente
prestigiosa nell'alta fedeltà, è improbabile che esistano in rete archivi con le
specifiche dettagliate, in particolare per i prodotti medio-bassi del catalogo.
catalogo che per altro vedeva un avvicendarsi molto frequente di modelli,
secondo l'uso dei costruttori giapponesi. Al massimo si trovano (non credo
gratuitamente) le copie dei libretti d'istruzione.
La dotazione è quella tipica dei prodotti analoghi: controlli di tono, un numero
congruo di ingressi tra cui presumibilmente anche l'ingresso phono, 2 coppie di
casse, uscita cuffia.
Se cerchi informazioni perché qualcuno offre in vendita questo componente, vale
quanto si può dire per qualsiasi altro amplificatore medio di gamma del periodo.
Come componente da inserire in un impianto principale con pretese di Hi-Fi, non
vale la pena. Anche se il prezzo può essere basso l'evoluzione della tecnologia
e l'usura del tempo non consentono di raggiungere risultati adeguati.
Amplificatori nuovi di fascia economica di case come Rotel o Nad consentono di
raggiungere prestazioni molto superiori, e realmente Hi-Fi, con uno sforzo
economico sostenibile, inferiore a quello di un telefonino accessoriato.
Per un impianto secondario di una seconda casa, per musica da sottofondo, o come
temporaneo tappabuchi, se il prezzo è basso e funziona effettivamente (da
escludere qualsiasi tentativo di riparazione) l'acquisto può anche essere preso
in considerazione, ma esistono altre alternative.
Spero di esserti stato d'aiuto.
(Per approfondimenti: FAQ Stereofonia e alta fedeltà)
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Q |
Carmen B. - 29 marzo 2008 / 1 aprile 2008 - Parte prima (Copyright e pubblico dominio) |
Approfitto di questo spazio per esporre alcuni quesiti. Io ed una socia stiamo creando un sito internet commerciale che si occuperà della vendita di file di spartiti di pubblico dominio. Ovviamente non si tratta di materiale fotocopiato o scansionato, ma tutto riscritto da noi. Le mie domande: "come possiamo tutelare questi nostri prodotti? E' importante indicare la fonte dalla quale il prodotto è stato tratto?". All'interno del sito vorremmo poi offrire la possibilità di poter scaricare dei file MP3 gratuiti dell'opera. Leggendo il suo articolo ho capito che la questione potrebbe non essere di facile soluzione, in quanto in America la legislazione al riguardo è notevolmente restrittiva rispetto a quella europea (95 anni contro i 50). La mia domanda è quindi la seguente: se la casa discografica è europea, secondo la legge americana comunque dovrei vietare di far scaricare l'MP3? Può essere sufficiente inserire nelle condizioni del sito una clausola che vieti agli americani di scaricare il materiale? Ho visto che in Italia esiste un sito che ha già pubblicato diverse esecuzioni (Liberliber), come si è tutelato con gli americani?
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A |
30 marzo 2008 |
Mi pare di intuire che pensate a trascrizioni su pentagramma di musica del novecento, e non italiana (da qui i problemi sui tempi difformi di validità del copyright). La legge che vale è quella del paese dove si opera (quindi quella del provider) o eventualmente quella del dominio, se è nazionale. Su un sito web si possono filtrare i servizi in base alla provenienza. Per esempio se tenti di registrarti a Napster 2 o Rhapsody l'operazione è rifiutata perché viene individuata la provenienza non USA della connessione. Voi dovreste fare la stessa cosa (all'incontrario) e non sarebbe necessario alcun annuncio o disclaimer. A questo punto, se la musica da cui partite è di pubblico dominio, la trascrizione non è gravata da alcun diritto ma diventa un'opera vostra, dovreste anzi tutelarla voi rispetto a copie, registrandola alla SIAE o al MIBAC (Ministero Beni Culturali, se può ricadere sotto opera letteraria a stampa, vedi il sito per i dettagli). Naturalmente una ulteriore differenza la fa se è la prima trascrizione o se ne esistono già altre in commercio. Questo per tentare di rispondere ai temi principali, e se ho centrato il problema. In caso contrario, e in ogni caso se vuoi, non esitare a scrivermi di nuovo.
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Q |
Carmen B. - 29 marzo 2008 / 1 aprile 2008 - Parte seconda |
Ti ringrazio per le informazioni, anche se, non
avendo posto i quesiti in maniera chiara, ti ho portato un po' fuori strada!!
Per questo ti chiedo scusa ... cercherò quindi di esser più chiara...
Nella precedente email ti ho posto due quesiti, uno sulla musica a stampa,
l'altro sugli MP3. Parto dal primo caso: gli spartiti musicali.
La nostra nuova attività commerciale intende occuparsi, come una casa editrice,
di trascrivere tutte le partiture esistenti, esclusivamente di "pubblico
dominio" (quindi non più coperte dal copyright ) e venderle non supporto
cartaceo, ma scaricabili direttamente on-line. Ovviamente per poter scrivere
questo materiale noi ci serviamo di altre partiture (ad esempio per copiare i
brani di Bach, ci stiamo servendo dell'edizione della Peters). La mia domanda
nasce proprio da questo. Avendo noi utilizzato questo materiale, dobbiamo nella
nostra pubblicazione indicarne la fonte, oppure essendo composizioni ormai di
pubblico dominio digitalizzate da noi, possiamo liberamente apporre il nostro
marchio con il copyright? In parte a questa mia domanda hai risposto (anche il
mio avvocato su questo si è finalmente svegliato.... almeno così pare!!!), ma
credo che il caso sia un po' diverso sulla questione "tutela dell'opera", visto
che noi non utilizzeremo materiale cartaceo, ma file scaricabili. Come possiamo
tutelare quindi la nostra opera? Come avviene il deposito visto che sono file,
dobbiamo stamparla ed inviarla? a chi?
Il secondo caso che ti ho sottoposto, invece, sono
le "esecuzioni" (CD, Mp3, ecc.) di pubblico dominio. Come ti dicevo, ho letto la
normativa che regolamenta la materia, riscontrando diversità enormi tra l'Europa
e l'America. Mentre in Europa le esecuzioni diventano di pubblico dominio dopo
50 anni, in America, le case discografiche sono riuscite ad ottenere un
copyright di 95 anni!! Tale difformità non comporterebbe alcun problema, visto
che siamo in Italia, se non per il fatto che parliamo di internet, ovvero di
un'attività commerciale che propone i suoi prodotti allestendo una "vetrina
mondiale". Facciamo un caso specifico. Posseggo una registrazione del 1950 di
una
sinfonia di Mozart, diretta da Karajan. Immediatamente risponderei che è
pubblicabile in Europa (perché sono passati ormai più di 50 anni), ma non in
America. Invece, ritengo che il quesito debba essere posto in maniera più
complessa, ovvero: chi ha prodotto questa registrazione? Se la casa discografica
è americana, allora penso che l'opera sia ancora protetta in tutto il mondo da
copyright, mentre se è europea tale diritto è decaduto. In ogni caso, qualora
questa mia intuizione fosse giusta, è importante inserire una clausola specifica
solo per gli americani in cui viene vietato il download del file MP3?
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A |
1 aprile 2008 |
Parto dalla cosa più semplice, cioè la delimitazione
degli utenti in base alla nazione e alle sue leggi.
Con l'aiuto del vostro provider potrete senza grosse difficoltà limitare
l'acquisto di parte dei materiali solo ad utenti provenienti, ad esempio, da
paesi europei. Ancora più facile se chiederete (come si fa quasi sempre) una
registrazione preventiva. Quindi non una clausola (che potrebbe essere
impugnata) ma proprio un impedimento "fisico". Se i detentori dei diritti sono
americani non saranno sicuramente contenti lo stesso della diffusione e potranno
eventualmente tentare azioni. Più che le case in questo caso
potrebbero essere gli stessi interpreti. Non possono però imporre il rispetto
delle leggi americane fuori dal loro paese. Ma devi considerare che i provider
normalmente non vogliono grane e, se gli arriva una segnalazione, bloccano
subito il sito senza neanche approfondire (a meno che sia veramente grosso e
quindi per loro un grande cliente).
Questo per i file MP3 dove l'attenzione è massima. Riguardo a " ci stiamo
servendo dell'edizione della Peters" ti confesso di
non conoscere abbastanza il mondo della classica (dal lato delle edizioni)
per darti una risposta. Non so che tipo di diritti curi l'editore che citi.
In linea di massima anche la trascrizione è un'opera d'ingegno tutelata e quindi
se copiate la loro, ancora non di pubblico dominio, anche se opera derivata,
potrebbero rivalersi.
Infine sulla registrazione, in estrema sintesi, alla SIAE si possono
"brevettare" (depositare) le opere a musica (per evitare che altri se ne possano
appropriare) anche senza che siano pubblicate, e poi si può incaricare la SIAE
di fare da esattore dei diritti dopo la loro pubblicazione Il MIBAC (ministero
dei beni culturali) fa la stessa cosa per le opere a stampa, solo però per la
registrazione. La esazione dei diritti può essere poi demandata a un editore
(cessione dei diritti) o alla stessa SIAE.
(Per approfondimenti vedi: I diritti di copia)
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Q |
Raymond S. - 11 marzo 2008 (Siti su Battiato) |
Salve, chiedo un aiuto. Faccio il tifo per Franco da
molti anni, sono giornalista a Nizza e sto cercando una raccolta completa dei
suoi testi da anni. per caso, esiste qualche libro? Poi so che Franco viene in
Francia ad ottobre a Parigi sapete qual è l'indirizzo e-mail del suo
management???
Grazie in anticipo per l'aiuto e la risposta
Un salutone da Nizza
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A |
15 marzo 2008 |
Raymond:
penso che ti riferisci a Franco Battiato. Se intendi i testi delle sue canzoni
ed opere, sono tutti presenti sul suo sito
ufficiale. Per altri suoi scritti e in particolare per le interviste è più
complesso reperirle, come sempre. Una raccolta veramente completa dei suoi
scritti, bibliografia, tesi di laurea e altri testi è presente sul
Solitary Beach di Kar,
un sito non ufficiale dedicato all'artista, completissimo. Per i contatti con il
suo staff ti consiglio di scrivere al webmaster del suo sito ufficiale:
Angelo Privitera.
(Per approfondimenti:
Il mondo di Franco Battiato)
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Q |
Luca S. - 10 febbraio 2008 (Audio web: si perde il multicanale) |
Salve, scrivo a voi per cercare risposta ad una mia
domanda che non mi pare di aver trovato fra le FAQ, la domanda è:
perché l'audio proveniente dal web lo sento solo in stereo?
Io ho un sistema 4.1 e se ascolto un mp3 su hdd lo sento da tutti e 4 i
satelliti (penso sia per la funzione clone) ma se ascolto audio da internet (es.
YouTube) l'audio proviene solo dai due
satelliti anteriori.
....
se ascolto un dvd o un mp3 da hdd o un divx sento da tutti e 4 i satelliti
perché, credo, il mio sistema 4.1 Creative ha, come molti altri, la funzione
clone.
Ora:
io sono stato da un amico che ha un Logitech 5.1 collegato alla scheda madre (Codec
ALC880 Realtek) che supporta audio 7.1 e anche lui sente solo da due satelliti
per l'audio in streaming e, in aggiunta, ho contattato un amico che possiede un
sistema gigaworks creative 7.1 con funzione upmix, e anche lui mi ha confermato
che lo streaming lo sente solo da 2 canali (audio integrato scheda madre codec
ALC880)
Tutti quanti noi sentiamo audio mp3 dvd divx su tutti i satelliti. è lo
streaming che ha questo cavillo alla base per cui pare impossibile far uscire
audio da tutti i satelliti...
potrebbe essere come dici e cioè che l'audio in streaming usi un particolare
algoritmo che non è gestibile dai nostri sistemi.
cmq vi invito a provare la cosa, ovvero se avete un sistema con + di 2 satelliti
provate a guardarvi un video da youtube e ditemi cosa notate per la questione da
me riportata.
se riscontraste lo stesso problema direi che capirne il vero motivo può essere
una cosa interessante
perché uno come me che di "teoria di funzionamento della musica in ambito pc"
non ne capisce niente si domanda: se un mp3 che ho sull'hdd lo sento su tutti i
satelliti perché non deve essere lo stesso per l'audio in streaming?
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A |
17 febbraio 2008 |
I formati utilizzati per lo streaming dalle webradio
o dai siti che diffondono filmati sono vari, l'unico vincolo è che siano
compatibili con i più diffusi player, normalmente già installati nei PC, come
RealPlayer o Quicktime oppure, ovviamente, Media Player di Microsoft. Nel caso
di YouTube il formato video con il quale sono archiviati (indipendente dal
formato origine, che viene normalizzato) è il FLV (Adobe Flash Video) a bassa
risoluzione. L'audio, sempre per incrementare al massimo i tempi di
visualizzazione, nella grande maggioranza dei casi è MP3 mono a bassa qualità
(22,1KHz, la metà dello standard). Altri dettagli sui formati, cha appaiono
precisi e attendibili, si possono trovare nella voce di Wikipedia su
YouTube.
Cosa succede quando questo flusso audio viene inviato ad un sistema multicanale?
O quando viene inviato un flusso stereo su due canali? Indipendente dal sistema,
che sia una scheda da PC, come nel vostro caso, o un raffinato amplificatore
integrato o multicanale Home-Theater, sicuramente non potrà costituire una
sorgente multicanale, semplicemente
perché mancano 3 o 4 canali. Quasi tutti i sistemi sono però in grado di
simulare i canali mancanti (il centrale e i due posteriori) estraendo le
informazioni dai canali esistenti con varie tecniche. Ad esempio per il canale
centrale, normalmente dedicato a rafforzare la voce, quindi i dialoghi dei film,
può utilizzare una filtratura che mette in evidenza la gamma media delle
frequenza audio (in cui cade la voce umana).
La simulazione può essere attivabile manualmente, oppure automaticamente, e le
caratteristiche di questa funzione, e della funzione inversa (multicanale
simulato su due altoparlanti, con tecniche come la Dolby Virtual Spekers)
variano da modello e modello e risulta quindi assai arduo andare in ulteriori
dettagli.
Si può dire però che sicuramente la operazione è possibile, con sistemi più o
meno raffinati, sino al sistema più semplice (e meno fedele) della pura
ripetizione del suono, in serie.
Nel caso delle schede che avete provato voi, sembra che l'audio stereo MP3 sia
automaticamente trasformato in multicanale simulato, mentre l'audio mono di
Youtube sia invece inviato soltanto ai due canali frontali. Non so se sia
possibile forzare l'utilizzo degli altri canali, bisognerebbe consultare i
manuali di istruzione di tutte le schede citate e dei rispettivo corredi
software, sicuramente sarebbe possibile convertendo il flusso Youtube in MP3
simulato stereo con Movavi o altri programmi simili.
A mio parere non avrebbe però molto senso, essendo all'origine comunque un audio
a bassa qualità, non incrementabile e non utilizzabile per ricreare il realismo
dell'evento originale.
Da aggiungere soltanto che su un PC o notebook dotato del suo audio standard
(altoparlantini o cuffia) il problema non si pone, e questa è peraltro la
fruizione prevista dai creatori di Youtube.
Spero di averti dato le informazioni che cercavi.
(Per approfondimenti: L'audio multicanale / Stereofonia e Hi-Fi)
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Q |
Amedeo S. - 10 gennaio 2008 (Impostazione grafica di M&M) |
(...)
Guarda, l'unica cosa che cambierei del sito sarebbe l'impostazione grafica, a
mio avviso leggermente confusa. A livello di contenuti non ho davvero nulla da
dire: raramente si trovano siti così interessanti!
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A |
12 gennaio 2008 |
Amedeo:
devi sapere che da molti anni, praticamente da quando ho inserito le
statistiche, ho verificato che l'80% e più dei visitatori arriva direttamente
alle pagine del sito da Google, senza passare per le pagine di menu e neanche
per la home page. Diversi anni fa ho quindi strutturato la grafica del sito per
renderla il più possibile omogenea con quella di Google (fondo bianco e titoli
evidenziati con colori primari, carattere verdana), ed evitare così bruschi
salti a livello di immagine, che invitano al ritorno agli indici di Google.
Inoltre, ogni pagina è strutturata come un mini-sito, dal quale può iniziare la
esplorazione delle altre pagine contigue. E funziona, a giudicare dai dati di
traffico.
Per motivi di tempo e per altre priorità l'operazione non è stata completata su
tutte le pagine, e sono state anche sperimentate occasionalmente altre
soluzioni grafiche orientate a riempire meglio lo
schermo con le informazione.
Si tratta comunque di oltre 800 pagine e quindi una certa mancanza di
uniformità, anche per motivi temporali, è inevitabile, anche se si cercherà col
tempo di rendere la grafica più compatta ed uniforme.
(Per approfondimenti: Internet e Google)
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Q |
Adolfo M. - 11 gennaio 2008 (Copia di backup) |
Salve, mi chiamo Adolfo Martucci, e faccio parte
dello staff di un forum di musica.
Ieri un utente del forum ha aperto una discussione in cui chiedeva consigli su
software che aggirassero sistemi anticopia per dvd. Noi abbiamo chiuso la
discussione, il che ha fatto si che l’utente mi mandasse un messaggio privato in
cui mi linkava alcune pagine web:
http://www.interlex.it/copyright/amonti85.htm
http://www.dirittodautore.it/page.asp?mode=Page&idpagina=210
http://www.siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes
Io inoltre ho provato a leggere la vostra pagina sui sistemi anti copia e la legge.
Siccome mi è chiaro che, farsi una copia privata, se si possiede l’originale non è reato, mi chiedevo: è legale aggirare sistemi anticopia con programmi come anydvd o similari?
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A |
11 gennaio 2008 |
La copia di sicurezza, il
backup di un CD o di un DVD regolarmente acquistato, del quale si può
provare l'acquisto, è sempre legale. Quindi, se il fabbricante inserisce un
sistema anticopia, aggirarlo con qualche sistema non è illegale.
Lo diventa se quella che si sta facendo è la copia per un amico, la copia di un
DVD noleggiato e così via.
In sintesi non è lo strumento che è illegale, ma l'uso che se ne fa.
Aggiungo anche che la ricerca dello strumento ideale per sproteggere le copie è
un falso problema. Infatti sia i CD sia i DVD sono sempre replicabili, anche se
1x e con teorico abbassamento della qualità, passando dall'analogico e usando un
registratore con conversione analogico / digitale.
I sistemi anti-copia hanno solo lo scopo di aumentare la difficoltà e le
scomodità e di diminuire così il numero di copiatori. Anche perché solo in
minima parte, lo sappiamo bene, questi ultimi sono preoccupati di realizzare una
copia di backup. (Vedi anche: la
duplicazione della musica)
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Q |
Felice R. - 5 gennaio 2008 (Il vento dell'Est di Gian Pieretti e le sue ispirazioni) |
Ottimo sito, sono anch'io un cultore di musica. Per
quanto riguarda Gian Pieretti, di cui sono sempre stato un ammiratore, mi sembra
che manchi anche un riferimento al
VENTO DELL'EST che discende da GIRL FROM
NORTH COUNTRY imparentata essa stessa con
SCARBOROUGH FAIR (se si scrive
così) di tradizione irlandese. Chi meglio copia vince. Ciao
....
(riguardo a Girl From The North Country) all'epoca mi avevano fatto
impressione i versi:
e fa' che i suoi capelli siano sempre più lunghi
perché solo così è più bella che mai
Confrontati con:
Please see for me if her hair hangs long
That's the way I remember her best.
(Per approfondimenti: Il testo della canzone)
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A |
6 gennaio 2008 |
Le notizie che abbiamo pubblicato sul sito sono solo
relative al caso della cover "non ufficiale" Pietre, e
non possono essere esaustive del personaggio Gian Pieretti. All'epoca le
somiglianze tra canzoni non erano infrequenti, favorite dalla forte produzione e
dai tempi ridotti per arrivare al disco (forte domanda), dalla distanza del
mercato interno italiano da quelli USA e UK, da un atteggiamento meno fiscale e
attento da parte delle case discografiche, da una minore conoscenza del pubblico
italiano della produzione straniera. E poi c'era il "plagio involontario", un
tema musicale che sembra venire da una ispirazione originale e invece nasce dal
clima musicale generale. Diciamo che Gian Pieretti era particolarmente incline
al fenomeno, a parte Pietre e
Il vento dell'Est (che però secondo me è solo una
somiglianza come ce ne sono molte altre, certo c'è il verso sui "lunghi
capelli", come fai notare tu) c'è anche Celeste derivata da Donovan (Atlantis).
Lo ammette comunque lui stesso nell'intervista
che abbiamo pubblicato sul sito.
Coautore è però anche il grande e simpatico Ricky
Gianco, musicista sicuramente non a corto di ispirazione, che dice la
sua in questa bella intervista del 2005 raccolta dal sito Brigata Lolli.
(Leggi l'intervista: http://www.bielle.org/Interviste/RickyGianco2_int.htm )
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Q |
Giunio Bruto C. - 4 gennaio 2008 (Boldi con i Quelli) |
Mi pare di aver letto da qualche parte che Boldi suonò anche se per pochissimo con i Quelli. Esiste qualche prova o è solo una diceria per abbinare Boldi e Teocoli già negli anni 60? Saluti e complimenti
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A |
5 gennaio 2008 |
Non risulta proprio che Massimo Boldi (che nel '68 militava in un gruppo beat, La pattuglia azzurra, guidato da Claudio Lippi, suonando la batteria) abbia suonato anche con i Quelli, non è citato in alcun libro o testimonianza di mia conoscenza. Ho chiesto anche ad altri specialisti ma al massimo potranno essersi incontrati e aver suonato assieme occasionalmente, ma nessuna partecipazione al gruppo, dove la batteria era presidiata stabilmente da Franz Di Cioccio.
(Per approfondimenti: I complessi beat)
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Q |
Paolo C. - 20 dicembre 2007 (Love Story) |
Vorrei sapere i titoli delle canzoni del film Love Story.
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A |
21 dicembre 2007 |
Paolo:
Sul sito IMDB trovi la colonna sonora di
questo film (come della maggioranza
degli oltre 100 mila censiti).
Per comodità te la riporto nel seguito.
"Concerto No. 3 in D Major"
Written by Johann Sebastian Bach
"Sonata In F Major"
Written by Wolfgang Amadeus Mozart
"Joy To The World"
Written by Georg Friedrich Händel and Isaac Watts
"A Fair Rose Is Blooming"
Written by Michael Praetorius
"Love Story"
Written by Francis Lai
Performed by Francis Lai & His Orchestra
"Snow Frolic"
Written by Francis Lai
Performed by Francis Lai & His Orchestra
"I Love You, Phil"
Written by Francis Lai
"The Christmas Tree"
(traditional)
"Search for Jenny"
Written by Francis Lai
"Bozo Barret"
Written by Francis Lai
"Long Walk Home"
Written by Francis Lai
"Skating in Central Park"
Written by John Lewis
(Vedi anche: Musica e Cinema)
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Q |
Max Magnus - 19 dicembre 2007 (Disco samba) |
Ciao,
ma voi ve la ricordate una canzone brasiliana che fa "brigitte bardot bardot
peugeot peugeot"? Se sì' sapreste dirmi l'autore ed il titolo?
Grazie
Max
P.S. Conosco gia una cover di Michelino e vari remix per discodecorticati
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A |
20 dicembre 2007 |
Max:
sembrava
una domanda semplice semplice, invece ...
Il brano che forse ti ricordi dovrebbe essere un pezzo disco music degli
anni '70 chiamato Disco Samba, autori un duo
belga chiamato Two Man Sound, che è un
medley interminabile di vari brani brasiliani remixati, notissimi, noti, meno
noti, e sconosciuti. Il pezzetto che tutti ricordano è quello su Brigitte Bardot
e risulta composto da un certo Miguel Gustaud, sul quale però le notizie anche
su Internet scarseggiano, bisognerebbe forse cercare su qualche portale
brasiliano, ma neanche su Musibrasil se me parla. Naturalmente non dice
Peugeot Peugeot (va bè che è una macchina francese) ma "beijo beijo" (bacio
bacio).
Ti mando in allegato il testo del medley.
Two Man Sound - DISCO SAMBA (Medley)
Intro (Lou Deprijck / Sylvain Vanholmen)
Taj Mahal
(Jorge Ben)
Dê, dê, dêdêredê, dê, dê, dêdêredê dê, dê
Dê, dê, dêdêredê, dê, dê, dêdêredê dê, dê
Upa Neguinho
(Edu Lobo)
Upa neguinho na estrada
Upa pra lá e pra cá
Virge que coisa mais linda!
Upa neguinho começando a andar
começando a andar, começando a andar
Zazueira
(Jorge Ben)
Zazueira, Zazueira
Zazueira, Zazueira
A, E, I, O, U, Ypselum
(Lou Deprijck)
A, E, I, O, U, Ypselum
A, E, I, O, U, Ypselum
A, E, I, O, U, Ypselum
Fio Maravilha
(Jorge Ben)
Fio Maravilha, nós gozamos de você
Dê, dê, dêdêredê, dê
Fio Maravilha faz mais um pra gente ver
dê, dêdêredê dê, dê
Brigitte Bardot
(Miguel Gustaud)
Brigitte Bardot, Bardot
Brigitte beijo beijo
Na tela do cinema todo mundo se afocou
Ay ay Caramba
(Jorgen Ben)
Ay ay Caramba
Ay ay Caramba,
Ay ay Caramba
Ay ay Caramba
País Tropical
(Jorge Ben)
Moro, num país tropical, abençoado por Deus
Que é bonito por natureza mas que beleza
So fla fla
(Lou Deprijck)
So fla so fla, ma e e
So fla so fla, ae e e
So fla so fla, ma e e
So fla so fla, ae e e
Brasil
(Ary Barroso)
Brasil
Laralalará la ra lai (Eu sou brasileiro)
Laralalará la ra lá
Laralalará la ra lá
Brasil, Brasil
Você abusou
(Antonio Carlos Jocafi)
Você abusou,
Tiro partido de mim, abusou
Tiro partido de mim, abusou
Tiro partido de mim, abusou
Nega
(Wando)
Na, na, na
Ne...ega, Ne..ega, Ne...ega
Tiro barubarubae
Tristeza
(Haroldo Lobo /Nitinho)
Lara lai ra, larara lai la ra lâ
larara lai la ra lâ
Quero depois eu cantar
Charlie Brown
(Benito di Paula)
Eh! meu amigo Charlie (se você quizer)
Eh! meu amigo Charlie Brown
Charlie Brown, Charlie Brown
Pegano Ganze
(Arr. Lou Deprijck / Sylvain Vanholmen)
Olê lê, Olâ lâ
Pegano Ganze
Pegano Ganza
Olê le, Olá la
Pegano Ganze
Pegano Ganza
Mariana
(Mariano de Souza / Olho Verde / Paulo Brassão)
Mariana, Mariana
Que saudade tá
É na linda baiana
Mas que Nada
(Jorge Ben)
Oh...oooh ariá raió
Obá obá obá
Oh...oooh ariá raió
Obá obá obá
Desacato
(Antonio Carlos Jocafi)
Por isso agora deixe estar
Deixe estar que eu vou entregar você
Por isso agora deixe estar
Deixe estar que eu vou entregar você
Copacabana
(Vanholmen / Penny Els)
Olê Olâ
O Flamengo ta botando pra quebrar
Olê Olâ
O Flamengo ta botando pra quebrar
Ritmocada
(Lou Deprijck)
Bahia
Na nara nara...
Você vai
Zum zum zum zum zum
Olêrere lere lai ...
Charlie Brown
(Benito di Paula)
Eh! meu amigo Charlie
Eh! meu amigo Charlie Brown
Charlie Brown, é...
(Vedi anche:
Musica brasiliana)
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Q |
Stefano T. - 7 dicembre 2007 (Amplificatori vintage) |
Mi complimento con voi per la
competenza multipla; siete infatti l'unica risorsa che io conosca capace
di parlare, attraverso un solo mezzo, delle mie tre principali passioni: musica,
hi-fi, e radio. Ascoltatore da sempre, acquirente di componenti via via migliori
più o meno da quando ho lasciato i giocattoli, dj e speaker radiofonico dall'86
al 2004, continuo a cercare informazioni competenti in merito.
E visto che voi ne date la possibilità, vi pongo i seguenti quesiti.
Ho trovato in un mercatino dell'usato un raro modello di amplificatore Nad:
il Model 200 Stereo Amplifier. Il quale, a dispetto del nome, rappresenta
l'estinta razza degli integrati quadrifonici. Propostomi per soli (dico io) 150
euro, l'ho subito acquistato. All'ascolto non ha certo deluso le mie
aspettative, tanto che ho ceduto a mio figlio il 5.1 Kenwood con relative casse
Bose. Peraltro non sono un pentito dell'home-theater, visto che il precedente
impianto mi era stato regalato; così ho tirato fuori dal garage una coppia di
casse Indiana line e, alzando con moderazione il volume, ho cominciato a godermi
l'ultimo acquisto. Le Indiana line però, acquistate quando avevo un ampli
pseudo-HiFi Pioneer, sopportano solo 70 Watt; il Nad invece ne può vantare fino
a 130 su quattro canali.
Vorrei dunque che mi suggeriste qualche soluzione d'acquisto, tenendo presente
due fattori essenziali, prezzo e dimensione. Questo per problemi ambientali (la
stanza d'ascolto è di poco volume) e coniugali (l'arredamento non si tocca!); e
visto che vorrei sacrificare il meno possibile la gamma bassa, i monitor da
studio, possono essere una buona soluzione? Nel caso, quali marche e modelli
sono da preferire? Oppure l'alternativa può essere data dal mercato dell'usato?
Semmai potreste indicarmi qualche negozio in Toscana o a Roma? Una curiosità:
cos'era e a cosa serviva il circuito, integrato nell'ampli, Dolby System FM
noise reduction (quello che, gli speaker anni '70 chiamavano stereofonia
dolbizzata)? Pensate che abbia ancora senso ascoltare in quadrifonia e, se si,
come sfruttarla al meglio?
Vorrei inoltre qualche indicazione sulle cuffie; ho letto l'ottimo articolo in
merito ma avrei bisogno di qualche chiarimento. In radio ho conosciuto ed
apprezzato le Akg, che considero di gran lunga superiori alle più diffuse
Sennheiser. Non ho invece esperienza d'ascolto delle altre marche da voi citate,
ne tantomeno delle elettrostatiche. Anche in questo caso il consiglio dovrebbe
tener conto del rapporto qualità-prezzo e non solo; passando da Sennheiser ad
Akg ho anche apprezzato il fattore amperaggio, nel caso specifico da 32 a 600
Ohm. Se ritenete la mia valutazione corretta, perché incide così tanto? Nel
caso, la qualità migliora ulteriormente con amperaggi ancora più alti? Anche le
buone cuffie si possono trovare
d'occasione?
...
Sperando di non avervi rubato troppo tempo con questa lunga mail, vi ringrazio e
vi saluto
Di nuovo grazie e buon lavoro!
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A |
9 dicembre 2007 |
Stefano:
provo a darti qualche risposta alle tue molte domande, ma ti invito nel
frattempo a consultare, se già non lo conosci, il sito del noto esperto di Hi-Fi
Lucio Cadeddu, www.tnt-audio.com , dove
sono presenti guide complete su ogni aspetto dello scibile stereofonico, assieme
a una rubrica della posta con decine di domande e risposte alla settimana.
Quadrifonia e Dynaquad
L'amplificatore NAD 200 che hai trovato (che per l'epoca era ottimo), da
quanto si legge nella documentazione e in Internet, realizza la quadrifonia con
un sistema di simulazione, il Dynaquad, che ricava il segnale da inviare alle
casse posteriori mediante un circuito elettronico. Utilizza quindi in input un
normale segnale stereofonico, da giradischi analogico o CD o qualsiasi altro.
I veri sistemi quadrifonici avevano invece la possibilità di gestire segnali di
ingresso a quattro canali, ed erano strutturati all'interno con quattro sistemi
di amplificazione separati verso le uscite (le casse). Le sorgenti a quattro
canali quadrifoniche erano soltanto dischi in vinile speciali nei quali
venivano incisi (con un virtuosismo tecnologico) in ciascun solco 4 segnali
differenti, provenienti da 4 microfoni separati (tipicamente due anteriori e due
posteriori ai suonatori). Speciali testine quadrifoniche estraevano poi i
segnali e li inviavano ai 4 ingressi del pre quadrifonico. Un sistema molto
simile all'attuale multi-canale, che è però su 5 o 7 canali distinti.
Si trattava di un sistema complesso e costoso (tutto era raddoppiato, rispetto
alla stereofonia), ai limiti delle possibilità tecnologiche degli anni '70 (solo
analogiche) e che dava anche risultati opinabili (come peraltro l'attuale
multicanale, sia noi sia TNT-Audio siamo perplessi sulla spinta verso il
multicanale e sosteniamo la campagna we
support real stereo). Non ha avuto un grande successo commerciale, ed è
durato poco, con pochi titoli pubblicati. Tra cui Quadrophenia degli Who, che
forse è quello che si ricorda maggiormente di quel periodo tecnologico.
Quindi nessun problema che il tuo ampli vintage non sia un quadrifonico reale,
trovare i dischi per farlo suonare in quadrifonia sarebbe tutt'altro che facile
e sicuramente non economico.
Così com'è puoi provare la quadrifonia simulata aggiungendo due casse
posteriori. Non aspettandoti però risultati eclatanti, più a livello di
curiosità, ma l'ascolto di brani live rock che richiedono grande amnbienza
potrebbe essere divertente.
Dolby FM
Negli anni '70, soprattutto fuori dall'Italia, l'ascolto dalle sorgenti
FM stereo ad alta fedeltà era molto diffuso. Era una sorgente di qualità, che
poteva competere con il disco in vinile (oltre ad essere gratuita) ed era
discretamente diffusa, soprattutto per la classica. Se non ricordo male alcune
stazioni USA, per migliorare la qualità e ridurre il rumore di fondo avevano
adottato una variante del sistema di riduzione del rumore Dolby B (NR=Noise
Reduction), quello che aveva consentito l'estensione dell'hi-fi alle
musicassette. Serviva quindi un decodificatore Dolby FM in ricezione, che poteva
essere incluso nel sintonizzatore, oppure anche nell'amplificatore a valle.Gli
amplificatori degli anni '70 facevano a gara a chi aveva più funzioni di serie,
e questo è un altro motivo per la presenza di questo circuito. Non mi sembra, in
ogni caso, che nessuna stazione radio italiana abbia mai adottato il Dolby FM,
meno che mai la RAI. L'uso pratico del circuito oggi è quindi nullo.
Casse e potenza
La potenza indicata nelle casse è una misura che veniva usata un tempo (ora è in
disuso) per indicare la massima potenza accettata in ingresso prima che la cassa
distorca il suono, e magari si danneggi. Non ci si arriva mai, a meno che la
donna delle pulizie abbia spolverato l'amplificatore lasciando la manopola del
volume al massimo, e poi si accende distrattamente l'impianto. Non ci si arriva
mai perché molto prima sentiamo una distorsione e un frastuono insopportabile, e
quindi non alziamo oltre il volume.
Usare un amplificatore molto potente con casse che non accettano una grande
potenza non è quindi un problema, semplicemente l'amplificatore userà solo parte
della sua potenza, e quindi lavorerà meglio.
Le casse "poco potenti" possono poi esserlo per due motivi: sono molto
efficienti (quindi richiedono pochi watt in ingresso) oppure hanno altoparlanti
non di prima qualità, non "robusti". Nel caso delle Indiana Line, a quanto
ricordo, i motivi dovrebbero essere un po' tutti e due. Puoi comunque provare ad
usarle, ma prima controlla lo stato delle sospensioni degli altoparlanti
(l'anello esterno di gomma spugnosa) che potrebbe essersi deteriorato nel tempo.
Se così è dovrebbero essere riconate, e probabilmente non ne vale la pena. Poi
ci sarebbe il posizionamento, e occorrerebbe conoscere numero di vie e
dimensioni, ma prima consiglio la verifica che dicevo sopra.
Consigli sulle casse
Qui ti rimando proprio al sito dell'amico Cadeddu. Modelli, marche,
parametri e variabili sono infiniti. Prima di inviare un quesito ti
consiglio di leggere la rubrica della posta anche indietro nel tempo, è
ricca di suggerimenti.
Ampli vintage
Non l'hai chiesto esplicitamente, ma un'altra domanda potrebbe essere
"gli amplificatori vintage suonano veramente meglio"? Rispetto a quelli degli
impianti mini-stereo o mini Home-Theater (Bose inclusi), a patto che siano
correttamente funzionanti, sicuramente sì. Rispetto ad amplificatori moderni e
progettati oggi, anche economici, penso proprio di no, esclusi modelli veramente
di primo piano, a valvole e simili. Quello che hai trovato tu è un po' ai
confini. Ho visto sull'ultimo numero di Audio review che alcuni importatori
(Audio Natali con Rotel) fanno offerte promozionali, anche di impianti completi,
che sembrano molto convenienti.
Cuffie
Se utilizzi spesso le cuffie dovresti provare una elettrostatica. La
differenza è udibile anche a un profano, ed è veramente una pietra di paragone
anche per sapere come si dovrebbe ascoltare la musica. Certo è un componente
impegnativo, non solo come costo. Tra le dinamiche tutti parlano delle Grado
come migliore scelta per l'ottimo rapporto qualità prezzo. Io uso da anni una
Stax elettrostatica e onestamente non sono in grado di confermare. Per quanto
riguarda le altre note marche (Sennheiser, Akg, Koss, Beyer) penso che la
differenza la faccia essenzialmente il modello. Per l'interfacciamento corretto
conviene verificare con il venditore. Anche le cuffie si possono acquistare
usate, naturalmente. In questo caso meglio le dinamiche, le elettrostatiche, se
non electret, hanno un circuito ad elevata tensione e quindi sono componenti un
po' delicati. Naturalmente l'acquirente vorrebbe cambiare, presumo, i cuscinetti
a contatto con le orecchie ed eventualmente anche quello sopra la testa, se
presente, per ovvi motivi igienici, quindi conviene limitarsi ai modelli diffusi
per i quali questi pezzi di ricambio si trovano. Bisogna anche vedere se alla
fine la convenienza rimane.
(Vedi anche: Stereofonia e Hi-Fi)
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Q |
Vincenzo M. - 23 novembre 2007 (Battiato e la politica) |
Ho letto attentamente
ciò che è stato scritto su
Bandiera Bianca, e ho una curiosità. Battiato in quale parte politica può
essere collocato, a destra o a sinistra o a nessuna delle due?
Grazie, ciao
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A |
25 novembre 2007 |
Vincenzo:
sulla sua collocazione politica ha fatto ironia (probabilmente) lo stesso
Franco Battiato con la canzone "Il ballo
del potere" del 1998 (dal disco Gommalacca) che iniziava:
Ti muovi sulla destra poi sulla sinistra
resti immobile sul centro
provi a fare un giro su te stesso, un giro su te stesso.
Ovviamente non parlava di politica, ma molti hanno interpretato la canzone
come una dichiarazione di equidistanza.
Il fatto è che Battiato, a differenza di altri cantautori "impegnati" della sua generazione (De Gregori, Venditti, Finardi, Bennato) non ha praticamente mai trattato temi politici o di attualità con una lettura "da sinistra", e per questo è stato interpretato come non ostile alla destra (lo stesso era avvenuto anni prima per Battisti). Se aggiungi la sua sovrana noncuranza delle beghe temporanee che lo ha portato ad accettare occasionalmente inviti anche in concerti organizzati da movimenti di destra (tipo giovani di AN) si spiega la "leggenda" di un Battiato cantautore della destra.
Dal punto di vista personale mi risulta un suo impegno per la sua città (Catania) a fianco del sindaco dell'Ulivo (dal '92 al '99) Enzo Bianco, soprattutto sul versante della riqualificazione culturale del capoluogo etneo. Questo non significa che sia anche dalla parte dell'Ulivo o del centro sinistra a livello nazionale ma, assieme ad altre frequentazioni (ad esempio una intensa collaborazione e frequentazione con Roversi e Siusy Bladi "turisti per caso", notoriamente di sinistra) mi fa dedurre che non sia ostile neanche alla sinistra.
Secondo me le sue posizioni politiche di fondo, sul modello di sviluppo e sul rapporto tra l'uomo e la società, sono chiarissime ed espresse e ripetute in numerosissime canzoni e dichiarazioni. Sono tutte orientate a un superamento del modello liberista e globalizzante, con sintesi a volte efficacissime ("e per un istante, ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità"). Queste posizioni non farebbero venire alcun dubbio sulla sua collocazione in qualsiasi altro paese europeo. Non necessariamente a sinistra, intendo la sinistra europea tradizionale socialista, socialdemocratica o laburista, ma sicuramente non con la destra, che in tutta Europa è liberista ed è favorevole, con diverse gradazioni, al modello di sviluppo dominante basato sulla crescita ininterrotta e sulla centralità degli USA.
Solo in Italia abbiamo
una cosiddetta "destra sociale" interessata al dibattito sul ritorno al passato
e ostile al modello americano come nuova regola del mondo. E interessata
fortemente anche all'esoterismo (che però Battiato tratta con grande distacco e
ironia, se si ascoltano con appena un po' di attenzione le sue canzoni). E da
qui proviene l'ambiguità.
(Per approfondimenti: Il mondo di Franco
Battiato)
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Q |
Paul V. - 13 novembre 2007 (Beatles e covers) |
Nel vostro
elenco manca questo brano "I Just Don't
Understand" di autori americani e cantato dai BEATLES 40 anni fa ,
ricordo di averlo ascoltato all'epoca. Faccio fatica a rintracciarlo sul web e
su altri elenchi. Grazie. Saluti
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A |
15 novembre 2007 |
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Nel DB di Allmusic
risulta esistere una canzone fine '50 inizio '60 incisa da Eddie Angel, un
chitarrista contemporaneo dei Beatles, in un suo disco |
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Q |
Paolo O. - 10 novembre 2007 (Neffa e "Saturno contro") |
Vorrei avere il testo di "Passione" cantata da Neffa nel film "Saturno contro" di Ozpetek. Grazie.
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A |
15 novembre 2007 |
Paolo:
ecco il testo della canzone che cerchi.
Neffa - Passione
Dammi passione
anche se il mondo non ci vuole bene,
anche se siamo stretti da catene
e carne da crocifissione
Presto noi sogneremo
distesi al sole di mille primavere
senza il ricordo di questa prigione,
di un tempo lontano ormai.
Abbracciami e non
lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va
C'erano le parole
c'erano stelle che ho smesso di contare
perso nei giorni senza una ragione,
nei viaggi senza ritornare.
Ora tu non spiegare
tanto lo sento
dove vuoi il dolore
quando la notte griderà il mio nome
nessuno ricorderà
Abbracciami e non
lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va..
Siamo in un soffio di vento che già se ne va
(Vedi anche:
Testi canzoni italiane)
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Q |
Valdo T. (Treviso) - 4 novembre 2007 |
Egregio amico sto cercando, da tempo, una cara
canzone della
gioventù. Credo sia Gian Pieretti il cantante o l'autore. Il testo
dice: Haai detto un giorno a me...maaaaai me ne andrò da te! Ora mi vuoi
lasciar... e mi dici che...mi rendi la cose che ho donato a teeeee! Mia
cara! Rendimi tutto quel che ti ho dato o Rendimi tutto quel che ti ho
dato o. Rendimi tutto quel che ti ho dato o. Ho dato! Ho dato! Ho dato!
Sooo che tu non potrai, maaipiù ridare a me tutto l'amore che un dì,
donai a te ee e tutto il tempo, dedicato a teee! Mia cara rendimi
tutto quel che ti ho dato o! ecc.
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A |
19 ottobre 2007 |
Valdo:
dovrebbe essere "Quel che ti ho dato" della Equipe 84.
A questo link trovi testo e chords:
http://www.impossibiledadimenticare.com/accordi/spartiti/italiani_e/Equipe_84/Quel_che_ti_ho_dato.pro.htm
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Q |
Gennaro M. - 4 novembre 2007 (Le meteque) |
Cerco il testo de "Le meteque" di George Moustaki. Il
brano venne lanciato in Italia (lirica di Bruno Lauzi) con il nome de "Lo
straniero"
grazie per il vostro aiuto
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A |
4 novembre 2007 |
Gennaro:
magari hai già trovato le parole di questo brano, è abbastanza presente in rete.
Puoi vedere ad esempio:
http://www.paroles.net/chansons/18364.htm
In Italia era stato proposto proprio dallo stesso Moustaki al festival della
canzone di Venezia del 1970.
|
Q |
Peppe (Catania) - 31 ottobre 2007 (Aprire una radio libera oggi) |
Ciao mi kiamo peppe ho
18 anni e vorrei iniziare a fare radio (è un
mio sogno)...per iniziare io volevo fare tipo una radio libera come una
volta, solo k a quanto ho capito nno si può più!!:(...cmq per mettere su una
piccola stazione radio,c on raggio di pochi km k attrezzatura mi
servirebbe??cosa dovrei fare??? per favore almeno tu rispondimi....nn mi
aiuta nessuno....magari postami qlk link e io vado a dare un
occhiata!!! conto in una tua risposta!!!g razie dell'attenzione!!!
|
A |
7 novembre 2007 |
Peppe:
il problema principale è la assegnazione delle frequenze. Attualmente è bloccata
in attesa del riordino delle
frequenze, che continua a slittare.
Nella pratica le radio comprano e vendono le frequenze già esistenti, e nuove
radio possono nascere solo acquistando frequenze da radio che hanno cessato o
hanno intenzione di cessare le attività. Ci possono anche essere frequenze
libere (nella tua zona è possibile) ma:
- riguardo alle frequenze libere non è detto che se nessuno trasmette siano
veramente libere;
- se anche una frequenza è veramente libera per acquisirne legalmente l'utilizzo
occorre avere una concessione per le radiodiffusioni (legge 223/90)
- le concessioni sono assegnate dal Ministero delle comunicazioni tramite bando
- i bandi dovrebbero essere annuali, ma sono bloccati dal piano generale di
riordino delle frequenze
- anche per l'assegnazione vigono regole più o meno complicate, ma mi pare che
il primo passo sia già abbastanza complesso.
Quindi devi cercare
nel tuo territorio quali sono le radio che hanno cessato le attività e che sono
ancora titolari di frequenze (prova magari con le radio parrocchiali). Questo è
il primo passo fondamentale. Agli altri (contenuti, diritti SIAE, attrezzature)
potrai eventualmente pensare dopo.
In ogni caso per una radio occorrono necessariamente: soldi (almeno un po') e
una squadra nutrita di volontari.
Non voglio smorzare gli entusiasmi, cerca soprattutto di conoscere e studiare bene la situazione delle radio nel tuo territorio.
(Vedi anche: la sezione sulle radio libere)
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Q |
Sonia I. - 5 ottobre 2007 (Alunni del sole) |
Chi cantava la canzone
"Concerto" (credo sia questo il titolo) Fa all'incirca così: "concerto il..... senza
te che suona e mi riporta a te...." Grazie.
Non lo sa nessuno!!!!!!
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A |
9 ottobre 2007 |
Sonia:
mi pare che sia proprio Concerto degli Alunni del sole.
Dovrebbe anche trovarsi con facilità. Ecco il testo, se vuoi controllare.
Concerto - Alunni del sole
Da dove sei venuta, io non so
la voce del tuo cuore
sarà magicamente discesa da lassù
dal mondo dell'amore
ricordo di una notte
che non finiva mai.
Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me.
Giorni sul lungomare insieme a te
bruciavi più del sole
e gli occhi tuoi nel vento come i miei
in cerca dell'amore
ombre di una pineta
e un prato per sognare.
Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me.
L'estate senza fine poi finì
e si gelò il mio cuore
la terra che girava intorno a noi
si allontanò dal sole
ricordo di una notte
che non finiva mai.
Concerto, di un
mare senza te
che suona e ti riporta a me.
(Vedi anche: Testi canzoni italiane)
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© Musica & Memoria 2007 - 2010 |