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La posta di Musica & Memoria |
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In questa pagina sono
raccolte sotto forma di
FAQ le risposte di interesse generale
ai quesiti inviati alla casella di posta
di Musica & Memoria. |
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Per approfondimenti: Traduzioni, Testi, Anni '60, Brasile, Beat, Radio, Cinema, Tecnologia, Mercato, Cultura |
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Q |
Paolo M. - 18 agosto 2008 (Trasferimento in digitale da nastri e cassette) |
Mio padre nel 1973 all'età di 15 anni mi regalò il
mio primo registratore a cassette, mentre in casa ne avevamo già uno a bobine
comprato nel 1966. In quel periodo io registravo sul mio, mentre mio fratello
maggiore continuava a registrare su quello a bobine. Nel 1989-90 mio fratello
riuscì a recuperare un Geloso dal quale io potei riversare su cassetta molte
voci e musiche di Per voi giovani a partire dal marzo '70 quando c'era ancora
Renzo Arbore e via di seguito Giaccio, Fegiz, Massarini, Cascone, Richard Benson,
Rocchi e altri; ho anche qualcosina di Hit parade di Luttazzi.
Sicuramente per mettere in rete queste registrazioni, in parte avvenute con
microfono, in parte via cavo (comunque le mie registrazioni riversate da bobina
sono necessariamente su microfono), bisognerebbe poterle trasferire su CD, ma io
non ho gli strumenti adatti, quindi vorrei sapere come si fa. Aspetto altre
notizie.
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A |
20 agosto 2008 |
Convertire in digitale cassette o bobine analogiche
non è difficile, occorrono però un po' di tempo e alcuni componenti: 1) una
piastra a cassette e/o un registratore a bobine in piena efficienza; 2) un PC
dotato di una buona scheda audio; 3) un software di editing per correggere
imperfezioni nell'audio e separare l'audio in sezioni.
Se manca uno di questi componenti esistono diverse alternative, ad esempio
periferiche specializzate (es. Terratec, Creative) da collegare da un lato alla
porta USB del computer e dall'altro al lettore con un cavo standard RCA
(cosiddetto pin-jack). Schede audio e periferiche spesso hanno solo un ingresso
(line-in) di tipo mini jack per cuffia e quindi occorre anche un cavo di
collegamento RCA-mini jack, comunque di facile reperibilità. Le periferiche (di
solito sono delle scatolette) sono solitamente dotate anche dell'apposito
software di supporto.
Se manca il lettore di cassette esistono anche unità integrate (es. Ion) che
includono anche la piastra, che è dotata di una uscita USB e si può quindi
collegare direttamente al PC.
Sono tutti componenti realizzati in Cina o in estremo oriente, e quindi di costo
contenuto, tra i 100 e i 150 €.
I modelli cambiano continuamente, quindi non vale la pena indicarne alcuni
specifici. Conviene rivolgersi direttamente a negozi di informatica ben forniti.
Per il riversamento di bobine le cose sono un poco più complicate, perchè un
registratore per nastri da 1/4 di pollice è indispensabile, e si tratta di un
componente ormai reperibile solo sul mercato dell'usato, e a prezzi non modici
per unità correttamente funzionanti. I più diffusi erano i Revox e in
particolare il modello B-77, ma esistevano anche modelli giapponesi (es.
Technics, Teac, Pioneer) validi, e anche alcuni europei (Philips).
Il lettore di cassette o bobine deve essere in buone condizioni con testine
pulite e allineate, per l'evidente motivo che solo in questo modo potranno
essere estratte dai nastri tutte le informazioni.
Dopo la conversione su PC saranno presenti una serie di file audio (WAV) che
possono poi essere trasferiti facilmente su CD per mezzo di un masterizzatore e
dell'apposito software (solitamente Nero).
Nella successiva fase di editing su PC potranno essere corretti alcuni difetti
originari dei nastri. Il principale è il rumore di fondo o "soffio" che può
essere efficacemente eliminato con algoritmi disponibili in tutti i software.
Bisogna evitare che nella operazione sparisca anche parte del parlato e della
musica. Molti software consentono di ascoltare anche il segnale tagliato e
controllare se contiene solo soffio o anche musica. Nel caso è preferibile
sopportare un po' di rumore di fondo residuo e non perdere nulla del messaggio
originale.
Esiste anche una alternativa più semplice ed è il
ricorso a laboratori specializzati, ormai abbastanza diffusi, almeno nelle
grandi città.
La scelta dipende dalla quantità del materiale da convertire e dal tempo che si
può o che si vuole dedicare a questa attività.
C'è da dire infine che, a differenza della conversione di dischi in vinile (che
sembra suscitare un interesse maggiore, ma non ha una grande utilità) la
conversione da nastri e cassette ha molto più senso perché: 1) si tratta spesso
di materiale originale o fuori commercio (es. registrazioni dalla radio o di
concerti) 2) i nastri e soprattutto le cassette da 1/8 di pollice, sono soggetti
a degrado col tempo (smagnetizzazione).
Riguardo ai nastri che hai, ti consiglio di convertire direttamente gli
originali su bobina, se li hai ancora; nella copia la qualità diminuisce sempre.
(Per saperne di più: Le cassette e la registrazione casalinga della musica)
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Q |
Alessio M. - 16 luglio 2008 (Il copia e incolla su Internet) |
Ciao Alberto,
mi è capitato tra le mani un libro su Mantova (Beata musica) e ho notato che
hanno inserito tutto l'elenco complessi-città di provenienza e il capitolo delle
cover tratti dal tuo sito, senza darne credito. ne sai qualcosa?
Alessio (Beat Boutique 67)
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A |
6 luglio 2008 |
Non conosco il libro e non posso confrontare il
contenuto ma è possibile che abbiano copiato.
Come difendersi?
Su tutte le pagine del sito e sulla home page è precisato l'uso consentito per i
contenuti (licenza Creative Commons).
Il rispetto è lasciato alla correttezza dei visitatori.
Se vogliono copiare praticamente non c'è difesa. Esistono dei tool appositi per
la protezione dei contenuti, con crittografia, ma sono complessi, costosi, e
comunque con appena un piccolo sforzo e un OCR i contenuti possono essere
copiati comunque.
Esiste poi l'aspetto della registrazione. Chi ha inserito per primo i contenuti
oggetto di copia?
Per fissare questo punto, quindi chi è l'autore dell'opera, esiste una apposita
sezione del Ministero dei beni culturali (registro Generale Progressivo), oppure
si può ricorrere alla SIAE, oppure si può tentare la registrazione come testata
giornalistica, ma non esiste nulla di specifico per Internet.
Registrando preventivamente i contenuti in modo tradizionale e poi pubblicandoli
su Internet si potrebbero avere gli elementi per fare causa ai copiatori. Ma il
tutto avrebbe dei costi (la SIAE si fa pagare per registrare gli inediti, per
non parlare delle spese legali e dei costi di gestione, e anche le registrazione
pubblica sul registro del ministero RGP non può essere gratis perché segue una
pubblicazione a mezzo stampa) e trova giustificazione solo per la protezione di
contenuti distribuiti a pagamento. I contenuti testuali a pagamento sono però
scomparsi ormai da anni da Internet, penso anche per la difficoltà di
proteggerli. Chi comunque li vende (penso ad esempio ai report di marketing)
utilizza Internet come vetrina, e distribuisce i report in forma cartacea e con
accorgimenti anti copia.
Ogni tanto cerco in Internet se qualcuno ha sviluppato un sistema di protezione
che non funzioni solo sulla base della fiducia, come Creative Commons, ma al
momento non pare che ci sia.
(Per saperne di più: I diritti di copia, Bibliografia Beat)
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Q |
Augusto M. - 3 luglio 2008 (Papà e Mammà dell'Equipe 84: di chi era l'originale?) |
"Papa' e mamma'" dell' Equipe 84 credo non sia una
cover dei Beach Boys ma dei TRASHMEN. E' presente anche nella colonna sonora del
film
Full Metal Jacket.
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A |
6 luglio 2008 |
Come per la maggior parte delle cover, ho fatto
riferimento all'archivio di Gully (il sito è "Musica è felicità", solitamente
piuttosto preciso) che cita per l'originale Papa-Oom-Mow-Mow sia
The Rivingstones (il primo gruppo che ha inciso
il brano,anche secondo Wikipedia) sia i Beach Boy
(il gruppo più famoso tra quelli che hanno interpretato il brano).
Certo ci sono anche i Trashmen che hanno
proposto il brano come Surfin' Bird, con qualche variazione nell'arrangiamento.
Ascoltando le tre versioni (ci sono tutte su YouTube) quella dell'Equipe 84
sembra più vicina a quella dei Beach Boys. Ritengo più probabile che abbiano
sentito quella.
Confermo che il brano è utilizzato, nel film Full Metal Jacket di Kubrick, a
commentare con effetto a contrasto un drammatico scenario di guerra.
Ciao e grazie per l'attenta lettura.
(Per saperne di più: Il fenomeno delle cover, L'Equipe 84, Le cover della Equipe, La musica e YouTube)
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Q |
Angelo S. - 19 maggio 2008 (i Jaguars e i Pooh) |
Salve, mi chiamo Angelo e scrivo da Milano. Sono
molto incuriosito da questo gruppo beat, i
Jaguars, si vocifera che qualche 45 giri di questo storico gruppo ci sia la
complicità dei primi Pooh. E’ vera questa cosa e, se si, chi e’ il musicista in
questione?
Ho fatto anche la mia ricerca su Google e alla quarta voce ''Jaguars'', racconta
un po' la loro storia, nelle ultime righe dicono esplicitamente che i Jaguars
(the Jaguars) attivi dai primi anni '60 fino alla fine dei '70, oggi sono
nientemeno che ''i Pooh'' ... adesso ho veramente tanti dubbi....
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A |
21 maggio 2008 |
Sono due complessi ben distinti, ma comprendo il tuo
dubbio, ci sono stati parecchi complessi che hanno adottato il nome Jaguars.
Il primo nucleo dei Pooh, formatosi a Bologna nel '64 con cinque componenti dei
quali nessuno fa parte della attuale formazione, secondo quanto riporta il libro
di Pescetelli (solitamente molto preciso) aveva adottato il nome Jaguars, per
poi passare a quello definitivo in occasione del primo disco, proprio perché
esisteva già un altro complesso sotto contratto con una casa discografica (la
CDB) e che aveva già inciso con questo nome, vale a dire i Jaguars di Roma di
Settimi, Bianchi e gli altri.
Non ho messo questo particolare nella mini scheda che è dedicata ai Pooh nella
sezione sui complessi beat del sito per amore di sintesi, ma puoi trovare lì le
diverse formazioni che si sono avvicendate negli anni fino a quella storica.
Spero che tu non abbia più dubbi ora, almeno di Pooh e Jaguars si sa
praticamente tutto.
(Per saperne di più: i complessi beat (e le formazioni), la discografia dei Jaguars, la discografia dei Pooh negli anni '60, la intervista a Silvio Settimi (Jaguars), l'elenco dei complessi degli anni '60)
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Q |
Paolo F. - 3 maggio 2008 (Conversione in digitale di dischi a 78 giri) |
Ho uno studio/laboratorio audio dove produco musica e svolgo attività tecnica-creativa per allestimenti/regia sonora. Mi capita di riversare da vinile (...) dischi 45,33 e 78 giri.... mi interesserebbe sapere se - costretto a utilizzare un giradischi a 33 o 45 giri (e con puntina / testina per microsolco), anche per acquisire i 78° - esiste un software in grado di fornire informazioni circa la giusta velocità della registrazione effettuata dal disco attraverso la scheda audio (professionale) e restituire l'intonazione originale necessaria...
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A |
3 maggio 2008 |
Se non ho capito male vuoi usare un giradischi non a
78 giri per leggere i 78 giri.
La cosa più semplice a mio avviso sarebbe usare un giradischi a 78 giri, da
collegare poi come al solito a un convertitore A/D. Giradischi di questo tipo in
commercio ne esistono ancora, ad esempio il Rega P78 con relativa testina
monofonica Rega (vedi link), che non dovrebbe neanche costare una cifra
astronomica (http://www.rega.co.uk/html/planar78.htm)
In alternativa si possono trovare nel mercato dell'usato o su
eBay giradischi dotati anche di velocità 78 giri
(Thorens TD-126, alcuni modelli Lenco, ecc.) su cui installare anche,
ovviamente, la testina monofonica a punta conica specializzata.
Riguardo alla "giusta velocità di registrazione" per quanto ne so io (non sono
un esperto di 78 giri, solitamente è un campo praticato dagli appassionati
irriducibili di musica lirica) non esiste; nel senso che nelle registrazioni
dell'epoca poteva essere modificata per vari motivi, anche per fare entrare più
musica su un solo disco (c'era un limite di meno di 5' a facciata). La
correzione non dovrebbe essere però un problema con qualsiasi software di
editing musicale, basta operare sulla funzione di "time stretch", ovviamente a
orecchio, perchè raramente questo dato era riportato sul disco.
Comunque, una ottima fonte di informazioni sul riversamento dei 78 giri è il
sito dell'appassionato danese Jorgen Vad
http://www.vadlyd.dk/English/English.html
Se la tua esigenza è invece solo per un uso
occasionale, senza la pretesa di avere la maggiore fedeltà all'originale, e
quindi pensi di agire solo per via software, il prodotto più quotato e che
dovrebbe avere anche queste funzionalità con parecchie possibilità di
personalizzazione, a quanto si dice, è Adobe Audition. Un software specifico e
specializzato con il comando 45 -> 78 non credo che ci sia, altrimenti sarebbe
menzionato nei siti di appassionati che ti ho citato. Sarebbe comunque opportuno
montare una testina conica mono per 78 giri sul giradischi normale, usando uno
shell supplementare, per ottenere un risultato migliore.
Una curiosità: il materiale musicale contenuto nei 78 giri che devi
digitalizzare è così raro da giustificare il lavoro? Mi spiego meglio, si tratta
in generale di materiale ormai public domain e si trova già digitalizzato su CD
e in rete da diverse parti. Diverso è il caso di registrazioni private, memorie
sonore o simili.
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Q |
Franco F. - 24 aprile 2008 (Amplificatore stereo Hitachi) |
Vorrei conoscere le caratteristiche e qualità o demeriti dell'amplificatore HITACHI HA-11, ma in rete non trovo nulla. Potreste aiutarmi voi?
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A |
3 maggio 2008 |
Si tratta di un amplificatore stereo, di gamma e
potenza media, messo in produzione dalla nota casa giapponese presumibilmente a
fine anni '80. Per questi apparecchi di impostazione commerciale e di una
corporation nota e presente in molti altri settori, ma non particolarmente
prestigiosa nell'alta fedeltà, è improbabile che esistano in rete archivi con le
specifiche dettagliate, in particolare per i prodotti medio-bassi del catalogo.
catalogo che per altro vedeva un avvicendarsi molto frequente di modelli,
secondo l'uso dei costruttori giapponesi. Al massimo si trovano (non credo
gratuitamente) le copie dei libretti d'istruzione.
La dotazione è quella tipica dei prodotti analoghi: controlli di tono, un numero
congruo di ingressi tra cui presumibilmente anche l'ingresso phono, 2 coppie di
casse, uscita cuffia.
Se cerchi informazioni perché qualcuno offre in vendita questo componente, vale
quanto si può dire per qualsiasi altro amplificatore medio di gamma del periodo.
Come componente da inserire in un impianto principale con pretese di Hi-Fi, non
vale la pena. Anche se il prezzo può essere basso l'evoluzione della tecnologia
e l'usura del tempo non consentono di raggiungere risultati adeguati.
Amplificatori nuovi di fascia economica di case come Rotel o Nad consentono di
raggiungere prestazioni molto superiori, e realmente Hi-Fi, con uno sforzo
economico sostenibile, inferiore a quello di un telefonino accessoriato.
Per un impianto secondario di una seconda casa, per musica da sottofondo, o come
temporaneo tappabuchi, se il prezzo è basso e funziona effettivamente (da
escludere qualsiasi tentativo di riparazione) l'acquisto può anche essere preso
in considerazione, ma esistono altre alternative.
Spero di esserti stato d'aiuto.
(Per approfondimenti:
FAQ Stereofonia e alta fedeltà)
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Q |
Carmen B. - 29 marzo 2008 / 1 aprile 2008 - Parte prima (Copyright e pubblico dominio) |
Approfitto di questo spazio per esporre alcuni quesiti. Io ed una socia stiamo creando un sito internet commerciale che si occuperà della vendita di file di spartiti di pubblico dominio. Ovviamente non si tratta di materiale fotocopiato o scansionato, ma tutto riscritto da noi. Le mie domande: "come possiamo tutelare questi nostri prodotti? E' importante indicare la fonte dalla quale il prodotto è stato tratto?". All'interno del sito vorremmo poi offrire la possibilità di poter scaricare dei file MP3 gratuiti dell'opera. Leggendo il suo articolo ho capito che la questione potrebbe non essere di facile soluzione, in quanto in America la legislazione al riguardo è notevolmente restrittiva rispetto a quella europea (95 anni contro i 50). La mia domanda è quindi la seguente: se la casa discografica è europea, secondo la legge americana comunque dovrei vietare di far scaricare l'MP3? Può essere sufficiente inserire nelle condizioni del sito una clausola che vieti agli americani di scaricare il materiale? Ho visto che in Italia esiste un sito che ha già pubblicato diverse esecuzioni (Liberliber), come si è tutelato con gli americani?
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A |
30 marzo 2008 |
Mi pare di intuire che pensate a trascrizioni su pentagramma di musica del novecento, e non italiana (da qui i problemi sui tempi difformi di validità del copyright). La legge che vale è quella del paese dove si opera (quindi quella del provider) o eventualmente quella del dominio, se è nazionale. Su un sito web si possono filtrare i servizi in base alla provenienza. Per esempio se tenti di registrarti a Napster 2 o Rhapsody l'operazione è rifiutata perché viene individuata la provenienza non USA della connessione. Voi dovreste fare la stessa cosa (all'incontrario) e non sarebbe necessario alcun annuncio o disclaimer. A questo punto, se la musica da cui partite è di pubblico dominio, la trascrizione non è gravata da alcun diritto ma diventa un'opera vostra, dovreste anzi tutelarla voi rispetto a copie, registrandola alla SIAE o al MIBAC (Ministero Beni Culturali, se può ricadere sotto opera letteraria a stampa, vedi il sito per i dettagli). Naturalmente una ulteriore differenza la fa se è la prima trascrizione o se ne esistono già altre in commercio. Questo per tentare di rispondere ai temi principali, e se ho centrato il problema. In caso contrario, e in ogni caso se vuoi, non esitare a scrivermi di nuovo.
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Q |
Carmen B. - 29 marzo 2008 / 1 aprile 2008 - Parte seconda |
Ti ringrazio per le informazioni, anche se, non
avendo posto i quesiti in maniera chiara, ti ho portato un po' fuori strada!!
Per questo ti chiedo scusa ... cercherò quindi di esser più chiara...
Nella precedente email ti ho posto due quesiti, uno sulla musica a stampa,
l'altro sugli MP3. Parto dal primo caso: gli spartiti musicali.
La nostra nuova attività commerciale intende occuparsi, come una casa editrice,
di trascrivere tutte le partiture esistenti, esclusivamente di "pubblico
dominio" (quindi non più coperte dal copyright ) e venderle non supporto
cartaceo, ma scaricabili direttamente on-line. Ovviamente per poter scrivere
questo materiale noi ci serviamo di altre partiture (ad esempio per copiare i
brani di Bach, ci stiamo servendo dell'edizione della Peters). La mia domanda
nasce proprio da questo. Avendo noi utilizzato questo materiale, dobbiamo nella
nostra pubblicazione indicarne la fonte, oppure essendo composizioni ormai di
pubblico dominio digitalizzate da noi, possiamo liberamente apporre il nostro
marchio con il copyright? In parte a questa mia domanda hai risposto (anche il
mio avvocato su questo si è finalmente svegliato.... almeno così pare!!!), ma
credo che il caso sia un po' diverso sulla questione "tutela dell'opera", visto
che noi non utilizzeremo materiale cartaceo, ma file scaricabili. Come possiamo
tutelare quindi la nostra opera? Come avviene il deposito visto che sono file,
dobbiamo stamparla ed inviarla? a chi?
Il secondo caso che ti ho sottoposto, invece, sono
le "esecuzioni" (CD, Mp3, ecc.) di pubblico dominio. Come ti dicevo, ho letto la
normativa che regolamenta la materia, riscontrando diversità enormi tra l'Europa
e l'America. Mentre in Europa le esecuzioni diventano di pubblico dominio dopo
50 anni, in America, le case discografiche sono riuscite ad ottenere un
copyright di 95 anni!! Tale difformità non comporterebbe alcun problema, visto
che siamo in Italia, se non per il fatto che parliamo di internet, ovvero di
un'attività commerciale che propone i suoi prodotti allestendo una "vetrina
mondiale". Facciamo un caso specifico. Posseggo una registrazione del 1950 di
una
sinfonia di Mozart, diretta da Karajan. Immediatamente risponderei che è
pubblicabile in Europa (perché sono passati ormai più di 50 anni), ma non in
America. Invece, ritengo che il quesito debba essere posto in maniera più
complessa, ovvero: chi ha prodotto questa registrazione? Se la casa discografica
è americana, allora penso che l'opera sia ancora protetta in tutto il mondo da
copyright, mentre se è europea tale diritto è decaduto. In ogni caso, qualora
questa mia intuizione fosse giusta, è importante inserire una clausola specifica
solo per gli americani in cui viene vietato il download del file MP3?
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A |
1 aprile 2008 |
Parto dalla cosa più semplice, cioè la delimitazione
degli utenti in base alla nazione e alle sue leggi.
Con l'aiuto del vostro provider potrete senza grosse difficoltà limitare
l'acquisto di parte dei materiali solo ad utenti provenienti, ad esempio, da
paesi europei. Ancora più facile se chiederete (come si fa quasi sempre) una
registrazione preventiva. Quindi non una clausola (che potrebbe essere
impugnata) ma proprio un impedimento "fisico". Se i detentori dei diritti sono
americani non saranno sicuramente contenti lo stesso della diffusione e potranno
eventualmente tentare azioni. Più che le case in questo caso
potrebbero essere gli stessi interpreti. Non possono però imporre il rispetto
delle leggi americane fuori dal loro paese. Ma devi considerare che i provider
normalmente non vogliono grane e, se gli arriva una segnalazione, bloccano
subito il sito senza neanche approfondire (a meno che sia veramente grosso e
quindi per loro un grande cliente).
Questo per i file MP3 dove l'attenzione è massima. Riguardo a " ci stiamo
servendo dell'edizione della Peters" ti confesso di
non conoscere abbastanza il mondo della classica (dal lato delle edizioni)
per darti una risposta. Non so che tipo di diritti curi l'editore che citi.
In linea di massima anche la trascrizione è un'opera d'ingegno tutelata e quindi
se copiate la loro, ancora non di pubblico dominio, anche se opera derivata,
potrebbero rivalersi.
Infine sulla registrazione, in estrema sintesi, alla SIAE si possono
"brevettare" (depositare) le opere a musica (per evitare che altri se ne possano
appropriare) anche senza che siano pubblicate, e poi si può incaricare la SIAE
di fare da esattore dei diritti dopo la loro pubblicazione Il MIBAC (ministero
dei beni culturali) fa la stessa cosa per le opere a stampa, solo però per la
registrazione. La esazione dei diritti può essere poi demandata a un editore
(cessione dei diritti) o alla stessa SIAE.
(Per approfondimenti vedi: I diritti di copia)
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Q |
Raymond S. - 11 marzo 2008 (Siti su Battiato) |
Salve, chiedo un aiuto. Faccio il tifo per Franco da
molti anni, sono giornalista a Nizza e sto cercando una raccolta completa dei
suoi testi da anni. per caso, esiste qualche libro? Poi so che Franco viene in
Francia ad ottobre a Parigi sapete qual è l'indirizzo e-mail del suo
management???
Grazie in anticipo per l'aiuto e la risposta
Un salutone da Nizza
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A |
15 marzo 2008 |
Raymond:
penso che ti riferisci a Franco Battiato. Se intendi i testi delle sue canzoni
ed opere, sono tutti presenti sul suo sito
ufficiale. Per altri suoi scritti e in particolare per le interviste è più
complesso reperirle, come sempre. Una raccolta veramente completa dei suoi
scritti, bibliografia, tesi di laurea e altri testi è presente sul
Solitary Beach di Kar,
un sito non ufficiale dedicato all'artista, completissimo. Per i contatti con il
suo staff ti consiglio di scrivere al webmaster del suo sito ufficiale:
Angelo Privitera.
(Per approfondimenti:
Il mondo di Franco Battiato)
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Q |
Luca S. - 10 febbraio 2008 (Audio web: si perde il multicanale) |
Salve, scrivo a voi per cercare risposta ad una mia
domanda che non mi pare di aver trovato fra le FAQ, la domanda è:
perchè l'audio proveniente dal web lo sento solo in stereo?
Io ho un sistema 4.1 e se ascolto un mp3 su hdd lo sento da tutti e 4 i
satelliti (penso sia per la funzione clone) ma se ascolto audio da internet (es.
YouTube) l'audio proviene solo dai due
satelliti anteriori.
....
se ascolto un dvd o un mp3 da hdd o un divx sento da tutti e 4 i satelliti
perchè, credo, il mio sistema 4.1 Creative ha, come molti altri, la funzione
clone.
Ora:
io sono stato da un amico che ha un Logitech 5.1 collegato alla scheda madre (Codec
ALC880 Realtek) che supporta audio 7.1 e anche lui sente solo da due satelliti
per l'audio in streaming e, in aggiunta, ho contattato un amico che possiede un
sistema gigaworks creative 7.1 con funzione upmix, e anche lui mi ha confermato
che lo streaming lo sente solo da 2 canali (audio integrato scheda madre codec
ALC880)
Tutti quanti noi sentiamo audio mp3 dvd divx su tutti i satelliti. è lo
streaming che ha questo cavillo alla base per cui pare impossibile far uscire
audio da tutti i satelliti...
potrebbe essere come dici e cioè che l'audio in streaming usi un particolare
algoritmo che non è gestibile dai nostri sistemi.
cmq vi invito a provare la cosa, ovvero se avete un sistema con + di 2 satelliti
provate a guardarvi un video da youtube e ditemi cosa notate per la questione da
me riportata.
se riscontraste lo stesso problema direi che capirne il vero motivo può essere
una cosa interessante
perchè uno come me che di "teoria di funzionamento della musica in ambito pc"
non ne capisce niente si domanda: se un mp3 che ho sull'hdd lo sento su tutti i
satelliti perchè non deve essere lo stesso per l'audio in streaming?
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A |
17 febbraio 2008 |
I formati utilizzati per lo streaming dalle webradio
o dai siti che diffondono filmati sono vari, l'unico vincolo è che siano
compatibili con i più diffusi player, normalmente già installati nei PC, come
RealPlayer o Quicktime oppure, ovviamente, Media Player di Microsoft. Nel caso
di YouTube il formato video con il quale sono archiviati (indipendente dal
formato origine, che viene normalizzato) è il FLV (Adobe Flash Video) a bassa
risoluzione. L'audio, sempre per incrementare al massimo i tempi di
visualizzazione, nella grande maggioranza dei casi è MP3 mono a bassa qualità
(22,1KHz, la metà dello standard). Altri dettagli sui formati, cha appaiono
precisi e attendibili, si possono trovare nella voce di Wikipedia su
YouTube.
Cosa succede quando questo flusso audio viene inviato ad un sistema multicanale?
O quando viene inviato un flusso stereo su due canali? Indipendente dal sistema,
che sia una scheda da PC, come nel vostro caso, o un raffinato amplificatore
integrato o multicanale Home-Theater, sicuramente non potrà costituire una
sorgente multicanale, semplicemente
perché mancano 3 o 4 canali. Quasi tutti i sistemi sono però in grado di
simulare i canali mancanti (il centrale e i due posteriori) estraendo le
informazioni dai canali esistenti con varie tecniche. Ad esempio per il canale
centrale, normalmente dedicato a rafforzare la voce, quindi i dialoghi dei film,
può utilizzare una filtratura che mette in evidenza la gamma media delle
frequenza audio (in cui cade la voce umana).
La simulazione può essere attivabile manualmente, oppure automaticamente, e le
caratteristiche di questa funzione, e della funzione inversa (multicanale
simulato su due altoparlanti, con tecniche come la Dolby Virtual Spekers)
variano da modello e modello e risulta quindi assai arduo andare in ulteriori
dettagli.
Si può dire però che sicuramente la operazione è possibile, con sistemi più o
meno raffinati, sino al sistema più semplice (e meno fedele) della pura
ripetizione del suono, in serie.
Nel caso delle schede che avete provato voi, sembra che l'audio stereo MP3 sia
automaticamente trasformato in multicanale simulato, mentre l'audio mono di
Youtube sia invece inviato soltanto ai due canali frontali. Non so se sia
possibile forzare l'utilizzo degli altri canali, bisognerebbe consultare i
manuali di istruzione di tutte le schede citate e dei rispettivo corredi
software, sicuramente sarebbe possibile convertendo il flusso Youtube in MP3
simulato stereo con Movavi o altri programmi simili.
A mio parere non avrebbe però molto senso, essendo all'origine comunque un audio
a bassa qualità, non incrementabile e non utilizzabile per ricreare il realismo
dell'evento originale.
Da aggiungere soltanto che su un PC o notebook dotato del suo audio standard
(altoparlantini o cuffia) il problema non si pone, e questa è peraltro la
fruizione prevista dai creatori di Youtube.
Spero di averti dato le informazioni che cercavi.
(Per approfondimenti: L'audio multicanale / Stereofonia e Hi-Fi)
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Q |
Amedeo S. - 10 gennaio 2008 (Impostazione grafica di M&M) |
(...)
Guarda, l'unica cosa che cambierei del sito sarebbe l'impostazione grafica, a
mio avviso leggermente confusa. A livello di contenuti non ho davvero nulla da
dire: raramente si trovano siti così interessanti!
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A |
12 gennaio 2008 |
Amedeo:
devi sapere che da molti anni, praticamente da quando ho inserito le
statistiche, ho verificato che l'80% e più dei visitatori arriva direttamente
alle pagine del sito da Google, senza passare per le pagine di menu e neanche
per la home page. Diversi anni fa ho quindi strutturato la grafica del sito per
renderla il più possibile omogenea con quella di Google (fondo bianco e titoli
evidenziati con colori primari, carattere verdana), ed evitare così bruschi
salti a livello di immagine, che invitano al ritorno agli indici di Google.
Inoltre, ogni pagina è strutturata come un mini-sito, dal quale può iniziare la
esplorazione delle altre pagine contigue. E funziona, a giudicare dai dati di
traffico.
Per motivi di tempo e per altre priorità l'operazione non è stata completata su
tutte le pagine, e sono state anche sperimentate occasionalmente altre
soluzioni grafiche orientate a riempire meglio lo
schermo con le informazione.
Si tratta comunque di oltre 800 pagine e quindi una certa mancanza di
uniformità, anche per motivi temporali, è inevitabile, anche se si cercherà col
tempo di rendere la grafica più compatta ed uniforme.
(Per approfondimenti: Internet e Google)
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Q |
Adolfo M. - 11 gennaio 2008 (Copia di backup) |
Salve, mi chiamo Adolfo Martucci, e faccio parte
dello staff di un forum di musica.
Ieri un utente del forum ha aperto una discussione in cui chiedeva consigli su
software che aggirassero sistemi anticopia per dvd. Noi abbiamo chiuso la
discussione, il che ha fatto si che l’utente mi mandasse un messaggio privato in
cui mi linkava alcune pagine web:
http://www.interlex.it/copyright/amonti85.htm
http://www.dirittodautore.it/page.asp?mode=Page&idpagina=210
http://www.siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes
Io inoltre ho provato a leggere la vostra pagina sui sistemi anti copia e la legge.
Siccome mi è chiaro che, farsi una copia privata, se si possiede l’originale non è reato, mi chiedevo: è legale aggirare sistemi anticopia con programmi come anydvd o similari?
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A |
11 gennaio 2008 |
La copia di sicurezza, il
backup di un CD o di un DVD regolarmente acquistato, del quale si può
provare l'acquisto, è sempre legale. Quindi, se il fabbricante inserisce un
sistema anticopia, aggirarlo con qualche sistema non è illegale.
Lo diventa se quella che si sta facendo è la copia per un amico, la copia di un
DVD noleggiato e così via.
In sintesi non è lo strumento che è illegale, ma l'uso che se ne fa.
Aggiungo anche che la ricerca dello strumento ideale per sproteggere le copie è
un falso problema. Infatti sia i CD sia i DVD sono sempre replicabili, anche se
1x e con teorico abbassamento della qualità, passando dall'analogico e usando un
registratore con conversione analogico / digitale.
I sistemi anti-copia hanno solo lo scopo di aumentare la difficoltà e le
scomodità e di diminuire così il numero di copiatori. Anche perchè solo in
minima parte, lo sappiamo bene, questi ultimi sono preoccupati di realizzare una
copia di backup. (Vedi anche: la
duplicazione della musica)
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Q |
Felice R. - 5 gennaio 2008 (Il vento dell'Est di Gian Pieretti e le sue ispirazioni) |
Ottimo sito, sono anch'io un cultore di musica. Per
quanto riguarda Gian Pieretti, di cui sono sempre stato un ammiratore, mi sembra
che manchi anche un riferimento al
VENTO DELL'EST che discende da GIRL FROM
NORTH COUNTRY imparentata essa stessa con
SCARBOROUGH FAIR (se si scrive
così) di tradizione irlandese. Chi meglio copia vince. Ciao
....
(riguardo a Girl From The North Country) all'epoca mi avevano fatto
impressione i versi:
e fa' che i suoi capelli siano sempre più lunghi
perché solo così è più bella che mai
Confrontati con:
Please see for me if her hair hangs long
That's the way I remember her best.
(Per approfondimenti: Il testo della canzone)
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A |
6 gennaio 2008 |
Le notizie che abbiamo pubblicato sul sito sono solo
relative al caso della cover "non ufficiale" Pietre, e
non possono essere esaustive del personaggio Gian Pieretti. All'epoca le
somiglianze tra canzoni non erano infrequenti, favorite dalla forte produzione e
dai tempi ridotti per arrivare al disco (forte domanda), dalla distanza del
mercato interno italiano da quelli USA e UK, da un atteggiamento meno fiscale e
attento da parte delle case discografiche, da una minore conoscenza del pubblico
italiano della produzione straniera. E poi c'era il "plagio involontario", un
tema musicale che sembra venire da una ispirazione originale e invece nasce dal
clima musicale generale. Diciamo che Gian Pieretti era particolarmente incline
al fenomeno, a parte Pietre e
Il vento dell'Est (che però secondo me è solo una
somiglianza come ce ne sono molte altre, certo c'è il verso sui "lunghi
capelli", come fai notare tu) c'è anche Celeste derivata da Donovan (Atlantis).
Lo ammette comunque lui stesso nell'intervista
che abbiamo pubblicato sul sito.
Coautore è però anche il grande e simpatico Ricky
Gianco, musicista sicuramente non a corto di ispirazione, che dice la
sua in questa bella intervista del 2005 raccolta dal sito Brigata Lolli.
(Leggi l'intervista: http://www.bielle.org/Interviste/RickyGianco2_int.htm )
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Q |
Giunio Bruto C. - 4 gennaio 2008 (Boldi con i Quelli) |
Mi pare di aver letto da qualche parte che Boldi suonò anche se per pochissimo con i Quelli. Esiste qualche prova o è solo una diceria per abbinare Boldi e Teocoli già negli anni 60? Saluti e complimenti
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A |
5 gennaio 2008 |
Non risulta proprio che Massimo Boldi (che nel '68 militava in un gruppo beat, La pattuglia azzurra, guidato da Claudio Lippi, suonando la batteria) abbia suonato anche con i Quelli, non è citato in alcun libro o testimonianza di mia conoscenza. Ho chiesto anche ad altri specialisti ma al massimo potranno essersi incontrati e aver suonato assieme occasionalmente, ma nessuna partecipazione al gruppo, dove la batteria era presidiata stabilmente da Franz Di Cioccio.
(Per approfondimenti: I complessi beat)
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Q |
Paolo C. - 20 dicembre 2007 (Love Story) |
Vorrei sapere i titoli delle canzoni del film Love Story.
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A |
21 dicembre 2007 |
Paolo:
Sul sito IMDB trovi la colonna sonora di
questo film (come della maggioranza
degli oltre 100 mila censiti).
Per comodità te la riporto nel seguito.
"Concerto No. 3 in D Major"
Written by Johann Sebastian Bach
"Sonata In F Major"
Written by Wolfgang Amadeus Mozart
"Joy To The World"
Written by Georg Friedrich Händel and Isaac Watts
"A Fair Rose Is Blooming"
Written by Michael Praetorius
"Love Story"
Written by Francis Lai
Performed by Francis Lai & His Orchestra
"Snow Frolic"
Written by Francis Lai
Performed by Francis Lai & His Orchestra
"I Love You, Phil"
Written by Francis Lai
"The Christmas Tree"
(traditional)
"Search for Jenny"
Written by Francis Lai
"Bozo Barret"
Written by Francis Lai
"Long Walk Home"
Written by Francis Lai
"Skating in Central Park"
Written by John Lewis
(Vedi anche: Musica e Cinema)
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Q |
Max Magnus - 19 dicembre 2007 (Disco samba) |
Ciao,
ma voi ve la ricordate una canzone brasiliana che fa "brigitte bardot bardot
peugeot peugeot"? Se sì' sapreste dirmi l'autore ed il titolo?
Grazie
Max
P.S. Conosco gia una cover di Michelino e vari remix per discodecorticati
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A |
20 dicembre 2007 |
Max:
sembrava
una domanda semplice semplice, invece ...
Il brano che forse ti ricordi dovrebbe essere un pezzo disco music degli
anni '70 chiamato Disco Samba, autori un duo
belga chiamato Two Man Sound, che è un
medley interminabile di vari brani brasiliani remixati, notissimi, noti, meno
noti, e sconosciuti. Il pezzetto che tutti ricordano è quello su Brigitte Bardot
e risulta composto da un certo Miguel Gustaud, sul quale però le notizie anche
su Internet scarseggiano, bisognerebbe forse cercare su qualche portale
brasiliano, ma neanche su Musibrasil se me parla. Naturalmente non dice
Peugeot Peugeot (va bè che è una macchina francese) ma "beijo beijo" (bacio
bacio).
Ti mando in allegato il testo del medley.
Two Man Sound - DISCO SAMBA (Medley)
Intro (Lou Deprijck / Sylvain Vanholmen)
Taj Mahal
(Jorge Ben)
Dê, dê, dêdêredê, dê, dê, dêdêredê dê, dê
Dê, dê, dêdêredê, dê, dê, dêdêredê dê, dê
Upa Neguinho
(Edu Lobo)
Upa neguinho na estrada
Upa pra lá e pra cá
Virge que coisa mais linda!
Upa neguinho começando a andar
começando a andar, começando a andar
Zazueira
(Jorge Ben)
Zazueira, Zazueira
Zazueira, Zazueira
A, E, I, O, U, Ypselum
(Lou Deprijck)
A, E, I, O, U, Ypselum
A, E, I, O, U, Ypselum
A, E, I, O, U, Ypselum
Fio Maravilha
(Jorge Ben)
Fio Maravilha, nós gozamos de você
Dê, dê, dêdêredê, dê
Fio Maravilha faz mais um pra gente ver
dê, dêdêredê dê, dê
Brigitte Bardot
(Miguel Gustaud)
Brigitte Bardot, Bardot
Brigitte beijo beijo
Na tela do cinema todo mundo se afocou
Ay ay Caramba
(Jorgen Ben)
Ay ay Caramba
Ay ay Caramba,
Ay ay Caramba
Ay ay Caramba
País Tropical
(Jorge Ben)
Moro, num país tropical, abençoado por Deus
Que é bonito por natureza mas que beleza
So fla fla
(Lou Deprijck)
So fla so fla, ma e e
So fla so fla, ae e e
So fla so fla, ma e e
So fla so fla, ae e e
Brasil
(Ary Barroso)
Brasil
Laralalará la ra lai (Eu sou brasileiro)
Laralalará la ra lá
Laralalará la ra lá
Brasil, Brasil
Você abusou
(Antonio Carlos Jocafi)
Você abusou,
Tiro partido de mim, abusou
Tiro partido de mim, abusou
Tiro partido de mim, abusou
Nega
(Wando)
Na, na, na
Ne...ega, Ne..ega, Ne...ega
Tiro barubarubae
Tristeza
(Haroldo Lobo /Nitinho)
Lara lai ra, larara lai la ra lâ
larara lai la ra lâ
Quero depois eu cantar
Charlie Brown
(Benito di Paula)
Eh! meu amigo Charlie (se você quizer)
Eh! meu amigo Charlie Brown
Charlie Brown, Charlie Brown
Pegano Ganze
(Arr. Lou Deprijck / Sylvain Vanholmen)
Olê lê, Olâ lâ
Pegano Ganze
Pegano Ganza
Olê le, Olá la
Pegano Ganze
Pegano Ganza
Mariana
(Mariano de Souza / Olho Verde / Paulo Brassão)
Mariana, Mariana
Que saudade tá
É na linda baiana
Mas que Nada
(Jorge Ben)
Oh...oooh ariá raió
Obá obá obá
Oh...oooh ariá raió
Obá obá obá
Desacato
(Antonio Carlos Jocafi)
Por isso agora deixe estar
Deixe estar que eu vou entregar você
Por isso agora deixe estar
Deixe estar que eu vou entregar você
Copacabana
(Vanholmen / Penny Els)
Olê Olâ
O Flamengo ta botando pra quebrar
Olê Olâ
O Flamengo ta botando pra quebrar
Ritmocada
(Lou Deprijck)
Bahia
Na nara nara...
Você vai
Zum zum zum zum zum
Olêrere lere lai ...
Charlie Brown
(Benito di Paula)
Eh! meu amigo Charlie
Eh! meu amigo Charlie Brown
Charlie Brown, é...
(Vedi anche: Musica brasiliana)
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Q |
Stefano T. - 7 dicembre 2007 (Amplificatori vintage) |
Mi complimento con voi per la
competenza multipla; siete infatti l'unica risorsa che io conosca capace
di parlare, attraverso un solo mezzo, delle mie tre principali passioni: musica,
hi-fi, e radio. Ascoltatore da sempre, acquirente di componenti via via migliori
più o meno da quando ho lasciato i giocattoli, dj e speaker radiofonico dall'86
al 2004, continuo a cercare informazioni competenti in merito.
E visto che voi ne date la possibilità, vi pongo i seguenti quesiti.
Ho trovato in un mercatino dell'usato un raro modello di amplificatore Nad:
il Model 200 Stereo Amplifier. Il quale, a dispetto del nome, rappresenta
l'estinta razza degli integrati quadrifonici. Propostomi per soli (dico io) 150
euro, l'ho subito acquistato. All'ascolto non ha certo deluso le mie
aspettative, tanto che ho ceduto a mio figlio il 5.1 Kenwood con relative casse
Bose. Peraltro non sono un pentito dell'home-theater, visto che il precedente
impianto mi era stato regalato; così ho tirato fuori dal garage una coppia di
casse Indiana line e, alzando con moderazione il volume, ho cominciato a godermi
l'ultimo acquisto. Le Indiana line però, acquistate quando avevo un ampli
pseudo-HiFi Pioneer, sopportano solo 70 Watt; il Nad invece ne può vantare fino
a 130 su quattro canali.
Vorrei dunque che mi suggeriste qualche soluzione d'acquisto, tenendo presente
due fattori essenziali, prezzo e dimensione. Questo per problemi ambientali (la
stanza d'ascolto è di poco volume) e coniugali (l'arredamento non si tocca!); e
visto che vorrei sacrificare il meno possibile la gamma bassa, i monitor da
studio, possono essere una buona soluzione? Nel caso, quali marche e modelli
sono da preferire? Oppure l'alternativa può essere data dal mercato dell'usato?
Semmai potreste indicarmi qualche negozio in Toscana o a Roma? Una curiosità:
cos'era e a cosa serviva il circuito, integrato nell'ampli, Dolby System FM
noise reduction (quello che, gli speaker anni '70 chiamavano stereofonia
dolbizzata)? Pensate che abbia ancora senso ascoltare in quadrifonia e, se si,
come sfruttarla al meglio?
Vorrei inoltre qualche indicazione sulle cuffie; ho letto l'ottimo articolo in
merito ma avrei bisogno di qualche chiarimento. In radio ho conosciuto ed
apprezzato le Akg, che considero di gran lunga superiori alle più diffuse
Sennheiser. Non ho invece esperienza d'ascolto delle altre marche da voi citate,
ne tantomeno delle elettrostatiche. Anche in questo caso il consiglio dovrebbe
tener conto del rapporto qualità-prezzo e non solo; passando da Sennheiser ad
Akg ho anche apprezzato il fattore amperaggio, nel caso specifico da 32 a 600
Ohm. Se ritenete la mia valutazione corretta, perchè incide così tanto? Nel
caso, la qualità migliora ulteriormente con amperaggi ancora più alti? Anche le
buone cuffie si possono trovare
d'occasione?
...
Sperando di non avervi rubato troppo tempo con questa lunga mail, vi ringrazio e
vi saluto
Di nuovo grazie e buon lavoro!
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A |
9 dicembre 2007 |
Stefano:
provo a darti qualche risposta alle tue molte domande, ma ti invito nel
frattempo a consultare, se già non lo conosci, il sito del noto esperto di Hi-Fi
Lucio Cadeddu, www.tnt-audio.com , dove
sono presenti guide complete su ogni aspetto dello scibile stereofonico, assieme
a una rubrica della posta con decine di domande e risposte alla settimana.
Quadrifonia e Dynaquad
L'amplificatore NAD 200 che hai trovato (che per l'epoca era ottimo), da
quanto si legge nella documentazione e in Internet, realizza la quadrifonia con
un sistema di simulazione, il Dynaquad, che ricava il segnale da inviare alle
casse posteriori mediante un circuito elettronico. Utilizza quindi in input un
normale segnale stereofonico, da giradischi analogico o CD o qualsiasi altro.
I veri sistemi quadrifonici avevano invece la possibilità di gestire segnali di
ingresso a quattro canali, ed erano strutturati all'interno con quattro sistemi
di amplificazione separati verso le uscite (le casse). Le sorgenti a quattro
canali quadrifoniche erano soltanto dischi in vinile speciali nei quali
venivano incisi (con un virtuosismo tecnologico) in ciascun solco 4 segnali
differenti, provenienti da 4 microfoni separati (tipicamente due anteriori e due
posteriori ai suonatori). Speciali testine quadrifoniche estraevano poi i
segnali e li inviavano ai 4 ingressi del pre quadrifonico. Un sistema molto
simile all'attuale multi-canale, che è però su 5 o 7 canali distinti.
Si trattava di un sistema complesso e costoso (tutto era raddoppiato, rispetto
alla stereofonia), ai limiti delle possibilità tecnologiche degli anni '70 (solo
analogiche) e che dava anche risultati opinabili (come peraltro l'attuale
multicanale, sia noi sia TNT-Audio siamo perplessi sulla spinta verso il
multicanale e sosteniamo la campagna we
support real stereo). Non ha avuto un grande successo commerciale, ed è
durato poco, con pochi titoli pubblicati. Tra cui Quadrophenia degli Who, che
forse è quello che si ricorda maggiormente di quel periodo tecnologico.
Quindi nessun problema che il tuo ampli vintage non sia un quadrifonico reale,
trovare i dischi per farlo suonare in quadrifonia sarebbe tutt'altro che facile
e sicuramente non economico.
Così com'è puoi provare la quadrifonia simulata aggiungendo due casse
posteriori. Non aspettandoti però risultati eclatanti, più a livello di
curiosità, ma l'ascolto di brani live rock che richiedono grande amnbienza
potrebbe essere divertente.
Dolby FM
Negli anni '70, soprattutto fuori dall'Italia, l'ascolto dalle sorgenti
FM stereo ad alta fedeltà era molto diffuso. Era una sorgente di qualità, che
poteva competere con il disco in vinile (oltre ad essere gratuita) ed era
discretamente diffusa, soprattutto per la classica. Se non ricordo male alcune
stazioni USA, per migliorare la qualità e ridurre il rumore di fondo avevano
adottato una variante del sistema di riduzione del rumore Dolby B (NR=Noise
Reduction), quello che aveva consentito l'estensione dell'hi-fi alle
musicassette. Serviva quindi un decodificatore Dolby FM in ricezione, che poteva
essere incluso nel sintonizzatore, oppure anche nell'amplificatore a valle.Gli
amplificatori degli anni '70 facevano a gara a chi aveva più funzioni di serie,
e questo è un altro motivo per la presenza di questo circuito. Non mi sembra, in
ogni caso, che nessuna stazione radio italiana abbia mai adottato il Dolby FM,
meno che mai la RAI. L'uso pratico del circuito oggi è quindi nullo.
Casse e potenza
La potenza indicata nelle casse è una misura che veniva usata un tempo (ora è in
disuso) per indicare la massima potenza accettata in ingresso prima che la cassa
distorca il suono, e magari si danneggi. Non ci si arriva mai, a meno che la
donna delle pulizie abbia spolverato l'amplificatore lasciando la manopola del
volume al massimo, e poi si accende distrattamente l'impianto. Non ci si arriva
mai perché molto prima sentiamo una distorsione e un frastuono insopportabile, e
quindi non alziamo oltre il volume.
Usare un amplificatore molto potente con casse che non accettano una grande
potenza non è quindi un problema, semplicemente l'amplificatore userà solo parte
della sua potenza, e quindi lavorerà meglio.
Le casse "poco potenti" possono poi esserlo per due motivi: sono molto
efficienti (quindi richiedono pochi watt in ingresso) oppure hanno altoparlanti
non di prima qualità, non "robusti". Nel caso delle Indiana Line, a quanto
ricordo, i motivi dovrebbero essere un po' tutti e due. Puoi comunque provare ad
usarle, ma prima controlla lo stato delle sospensioni degli altoparlanti
(l'anello esterno di gomma spugnosa) che potrebbe essersi deteriorato nel tempo.
Se così è dovrebbero essere riconate, e probabilmente non ne vale la pena. Poi
ci sarebbe il posizionamento, e occorrerebbe conoscere numero di vie e
dimensioni, ma prima consiglio la verifica che dicevo sopra.
Consigli sulle casse
Qui ti rimando proprio al sito dell'amico Cadeddu. Modelli, marche,
parametri e variabili sono infiniti. Prima di inviare un quesito ti
consiglio di leggere la rubrica della posta anche indietro nel tempo, è
ricca di suggerimenti.
Ampli vintage
Non l'hai chiesto esplicitamente, ma un'altra domanda potrebbe essere
"gli amplificatori vintage suonano veramente meglio"? Rispetto a quelli degli
impianti mini-stereo o mini Home-Theater (Bose inclusi), a patto che siano
correttamente funzionanti, sicuramente sì. Rispetto ad amplificatori moderni e
progettati oggi, anche economici, penso proprio di no, esclusi modelli veramente
di primo piano, a valvole e simili. Quello che hai trovato tu è un po' ai
confini. Ho visto sull'ultimo numero di Audio review che alcuni importatori
(Audio Natali con Rotel) fanno offerte promozionali, anche di impianti completi,
che sembrano molto convenienti.
Cuffie
Se utilizzi spesso le cuffie dovresti provare una elettrostatica. La
differenza è udibile anche a un profano, ed è veramente una pietra di paragone
anche per sapere come si dovrebbe ascoltare la musica. Certo è un componente
impegnativo, non solo come costo. Tra le dinamiche tutti parlano delle Grado
come migliore scelta per l'ottimo rapporto qualità prezzo. Io uso da anni una
Stax elettrostatica e onestamente non sono in grado di confermare. Per quanto
riguarda le altre note marche (Sennheiser, Akg, Koss, Beyer) penso che la
differenza la faccia essenzialmente il modello. Per l'interfacciamento corretto
conviene verificare con il venditore. Anche le cuffie si possono acquistare
usate, naturalmente. In questo caso meglio le dinamiche, le elettrostatiche, se
non electret, hanno un circuito ad elevata tensione e quindi sono componenti un
po' delicati. Naturalmente l'acquirente vorrebbe cambiare, presumo, i cuscinetti
a contatto con le orecchie ed eventualmente anche quello sopra la testa, se
presente, per ovvi motivi igienici, quindi conviene limitarsi ai modelli diffusi
per i quali questi pezzi di ricambio si trovano. Bisogna anche vedere se alla
fine la convenienza rimane.
(Vedi anche: Stereofonia e Hi-Fi)
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Q |
Vincenzo M. - 23 novembre 2007 (Battiato e la politica) |
Ho letto attentamente
ciò che è stato scritto su
Bandiera Bianca, e ho una curiosità. Battiato in quale parte politica può
essere collocato, a destra o a sinistra o a nessuna delle due?
Grazie, ciao
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A |
25 novembre 2007 |
Vincenzo:
sulla sua collocazione politica ha fatto ironia (probabilmente) lo stesso
Franco Battiato con la canzone "Il ballo
del potere" del 1998 (dal disco Gommalacca) che iniziava:
Ti muovi sulla destra poi sulla sinistra
resti immobile sul centro
provi a fare un giro su te stesso, un giro su te stesso.
Ovviamente non parlava di politica, ma molti hanno interpretato la canzone
come una dichiarazione di equidistanza.
Il fatto è che Battiato, a differenza di altri cantautori "impegnati" della sua generazione (De Gregori, Venditti, Finardi, Bennato) non ha praticamente mai trattato temi politici o di attualità con una lettura "da sinistra", e per questo è stato interpretato come non ostile alla destra (lo stesso era avvenuto anni prima per Battisti). Se aggiungi la sua sovrana noncuranza delle beghe temporanee che lo ha portato ad accettare occasionalmente inviti anche in concerti organizzati da movimenti di destra (tipo giovani di AN) si spiega la "leggenda" di un Battiato cantautore della destra.
Dal punto di vista personale mi risulta un suo impegno per la sua città (Catania) a fianco del sindaco dell'Ulivo (dal '92 al '99) Enzo Bianco, soprattutto sul versante della riqualificazione culturale del capoluogo etneo. Questo non significa che sia anche dalla parte dell'Ulivo o del centro sinistra a livello nazionale ma, assieme ad altre frequentazioni (ad esempio una intensa collaborazione e frequentazione con Roversi e Siusy Bladi "turisti per caso", notoriamente di sinistra) mi fa dedurre che non sia ostile neanche alla sinistra.
Secondo me le sue posizioni politiche di fondo, sul modello di sviluppo e sul rapporto tra l'uomo e la società, sono chiarissime ed espresse e ripetute in numerosissime canzoni e dichiarazioni. Sono tutte orientate a un superamento del modello liberista e globalizzante, con sintesi a volte efficacissime ("e per un istante, ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità"). Queste posizioni non farebbero venire alcun dubbio sulla sua collocazione in qualsiasi altro paese europeo. Non necessariamente a sinistra, intendo la sinistra europea tradizionale socialista, socialdemocratica o laburista, ma sicuramente non con la destra, che in tutta Europa è liberista ed è favorevole, con diverse gradazioni, al modello di sviluppo dominante basato sulla crescita ininterrotta e sulla centralità degli USA.
Solo in Italia abbiamo
una cosiddetta "destra sociale" interessata al dibattito sul ritorno al passato
e ostile al modello americano come nuova regola del mondo. E interessata
fortemente anche all'esoterismo (che però Battiato tratta con grande distacco e
ironia, se si ascoltano con appena un po' di attenzione le sue canzoni). E da
qui proviene l'ambiguità.
(Per approfondimenti: Il mondo di Franco
Battiato)
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Q |
Paul V. - 13 novembre 2007 (Beatles e covers) |
Nel vostro
elenco manca questo brano "I Just Don't
Understand" di autori americani e cantato dai BEATLES 40 anni fa ,
ricordo di averlo ascoltato all'epoca. Faccio fatica a rintracciarlo sul web e
su altri elenchi. Grazie. Saluti
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A |
15 novembre 2007 |
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Nel DB di Allmusic
risulta esistere una canzone fine '50 inizio '60 incisa da Eddie Angel, un
chitarrista contemporaneo dei Beatles, in un suo disco |
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Q |
Paolo O. - 10 novembre 2007 (Neffa e "Saturno contro") |
Vorrei avere il testo di "Passione" cantata da Neffa nel film "Saturno contro" di Ozpetek. Grazie.
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A |
15 novembre 2007 |
Paolo:
ecco il testo della canzone che cerchi.
Neffa - Passione
Dammi passione
anche se il mondo non ci vuole bene,
anche se siamo stretti da catene
e carne da crocifissione
Presto noi sogneremo
distesi al sole di mille primavere
senza il ricordo di questa prigione,
di un tempo lontano ormai.
Abbracciami e non
lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va
C'erano le parole
c'erano stelle che ho smesso di contare
perso nei giorni senza una ragione,
nei viaggi senza ritornare.
Ora tu non spiegare
tanto lo sento
dove vuoi il dolore
quando la notte griderà il mio nome
nessuno ricorderà
Abbracciami e non
lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va..
Siamo in un soffio di vento che già se ne va
(Vedi anche:
Testi canzoni italiane)
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Q |
Valdo T. (Treviso) - 4 novembre 2007 |
Egregio amico sto cercando, da tempo, una cara
canzone della
gioventù. Credo sia Gian Pieretti il cantante o l'autore. Il testo
dice: Haai detto un giorno a me...maaaaai me ne andrò da te! Ora mi vuoi
lasciar... e mi dici che...mi rendi la cose che ho donato a teeeee! Mia
cara! Rendimi tutto quel che ti ho dato o Rendimi tutto quel che ti ho
dato o. Rendimi tutto quel che ti ho dato o. Ho dato! Ho dato! Ho dato!
Sooo che tu non potrai, maaipiù ridare a me tutto l'amore che un dì,
donai a te ee e tutto il tempo, dedicato a teee! Mia cara rendimi
tutto quel che ti ho dato o! ecc.
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A |
19 ottobre 2007 |
Valdo:
dovrebbe essere "Quel che ti ho dato" della Equipe 84.
A questo link trovi testo e chords:
http://www.impossibiledadimenticare.com/accordi/spartiti/italiani_e/Equipe_84/Quel_che_ti_ho_dato.pro.htm
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Q |
Gennaro M. - 4 novembre 2007 (Le meteque) |
Cerco il testo de "Le meteque" di George Moustaki. Il
brano venne lanciato in Italia (lirica di Bruno Lauzi) con il nome de "Lo
straniero"
grazie per il vostro aiuto
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A |
4 novembre 2007 |
Gennaro:
magari hai già trovato le parole di questo brano, è abbastanza presente in rete.
Puoi vedere ad esempio:
http://www.paroles.net/chansons