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La posta di Musica & Memoria / 2007-2015

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In questa pagina sono raccolte sotto forma di FAQ le risposte ai quesiti di interesse generale inviati alla casella di posta di Musica & Memoria.
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Indice 2015

L'importanza del DAC rispetto al player software* / Un semplice impianto hi-fi con un budget di 700€* / Conversione ottimale da HD a CD* / I mitici archivi Davoli / Il posizionamento dell'impianto in un ampio ambiente* / La qualità audio su YouTube / Differenze_tra_impianti_hi-fi* / Un impianto budget per audio e TV ma con l'audio al primo posto* / Giradischi sì, ma senza fili* / Scegliere una cuffia di qualità* / Siti online per musica in HD accessibili dall'Italia* / Usare un impianto HT per ascoltare in stereo* / Un solo impianto per musica e HT* / Recuperare e ricollegare casse un po' datate* / Dubbi sulle conversioni in digitale*

Indice 2014

Il primo impianto Hi-Fi e un budget limitato* / Un wireless speaker di qualità al posto dell'impianto* / I diritti di esecuzione per la musica da ballo / Dove trovare musica di pubblico dominio / Collegamento diretto di un iPhone all'impianto* / Nuovo impianto e le casse in un'altra stanza* /  Collegamento di casse wi-fi* / Registrare musica classica da Internet* / Consigli per un impianto base* / I diritti d'autore per i V-Disc dei tempi di guerra / Le web radio, la musica e i diritti di diffusione / Aprire una radio locale nel 2014 / Digitalizzare e distribuire via web spartiti storici e rari / Un impianto con al centro un music server Nait* / Passare al vinile, oggi* / Un DAC per l'iPhone* / Dove trovare DVD di rock italianoIl vintage tecnologico: risorsa o moda?*

Indice 2013

Consigli per il primo impianto* / Trasferimento dei CD in digitale come file ISO* / La sicurezza dell'archivio digitale e i tempi del ripping* / Playlist per ascolto in auto / Dilemma: giradischi nuovo o vintage revisionato?* / Diritti di autore scaduti / Un giradischi come idea regalo* / HD: CD versus DVD versus SACD* / Un acquisto frettoloso ma non troppo* / Il mix di YouTube sparisce / Consigli per un nuovo giradischi* / Un impianto per la musica classica* / Amplificatori e componenti vintage* / Uno storage server per l'Oppo BDP-95* / Un PC per la musica liquida* / Catalogare la musica* / La radio suona meglio del CD* / Giradischi o CD?* / Quale impianto per il mio budget?*

Indice 2012

Ristampe di spartiti d'annata e diritti di copia / Visualizzazione delle copertine utilizzando un network player* / La ricerca dei brani in una vasta libreria musicale* / Trasferire i CD su un lettore portatile* / Un nuovo lettore CD* / La ricerca di Natalie Reiten / Un impianto liquido senza PC* / Tecnica di ripresa stereofonica* / DAC Hi-Fi collegati a PC* / Aprire una radio libera nel 2012 / Il subwoofer nel mobiletto* / Un impianto da libreria* / Il catalogo dei DAC* / Musica liquida: serve un notebook con HDMI?* / Consigli per un impianto hi-fi base* / Un diffusore per i T-Amp* / Foobar2000 e le copertine* / MP3 e radio d'epoca* / Un impianto tra il solido e il liquido* / Un impianto per ascoltatori non influenzabili* / Ricerca di un complesso anni '60 / Posizionare un nuovo giradischi* / Ascoltare al meglio in viaggio*

Indice 2011

Ancora spartiti cercansi / Una guida alla musica liquida* / Musica liquida o musica solida?* / Pubblicare musica / Passare alla musica liquida* / Una catena Pioneer degli anni '70 / Meglio un lettore CD o una sorgente per musica liquida?* / Un giradischi per passare al vinile* / Un successo di fine anni '60 / Diffusori a sospensione pneumatica* / Radio Capodistria e Lettere a Luciano / Un programma radio sul rock degli anni '60 / Osaka / Radio private a Como: Radio Smile / Dove trovare basi musicali / Domande sulla musica liquida* / Diritti sulle cover / Abbassare la risoluzione* / CD fisico da musica in rete* / I costi di produzione nel download digitale / Un giradischi analogico*

Indice 2010

Un impianto liquido* / Cosa fare di una catena Hi-Fi* / Un disco rotto / Il Mac Mini come registratore digitale* / Mi serve un server* / Minidiffusori e ministanze* / Upa neguinho di Elis Regina / Testi di Shawn Phillips / Chico Buarque italiano / La storia del piano bar / Una canzone di Pierre Roche e Charles Aznavour / "Una grande emozione" di Caterina Caselli / Il futuro della radio in Italia? / Una canzone francese degli anni '60 / Pomeriggio con Mina / Alla ricerca della copertina perduta / Cuffie MP3* / Dischi in alta definizione* / Memoria di Radio Capodistria / Cover in italiano di Mony Mony / Ancora spartiti cercansi

Indice 2009

Musica in alta definizione dal PC* / Due canzoni di Pierre Roche e Charles Aznavour / Alla ricerca della cuffia ideale* / Recupero di un giradischi Thorens e di altri componenti anni '70* / Ricerca di un brano di Eric Charden / Indie Mon Amour Festival / Un libro originale sui Litfiba / Confronti qualitativi tra CD e LP* / Aprire una radio libera / Dubbi sulle cover dei Ribelli / Radio Nordsee International / Una canzone di Yves Montand: La chansonnette / Cosa si può trovare dentro una canzone / Alla ricerca dei bassi perduti* / La fortuna di Fortuna / Dove trovare i CD de I Bisonti? / Una canzone di Chico Buarque / Chi si ricorda dei Quick? / Quotazioni e periodi per i dischi beat / La registrazione stereofonica*

Indice 2008

Altra interpretazione per "Prospettiva Nevskj" / Famous Blue Raincoat / Diversa opinione su "La cura" / Tutela delle opere d'ingegno / Autocostruzione di casse acustiche* / Spartiti fuori catalogo / Trasferimento in digitale da nastri e cassette* / Il copia e incolla su Internet / Papà e Mammà dell'Equipe 84: di chi era l'originale? / I Jaguars e i Pooh / Conversione in digitale di dischi a 78 giri / Amplificatore stereo Hitachi / Copyright e pubblico dominio / Siti su Battiato / Audio web: si perde il multicanale / Impostazione grafica di M&M / Copia di backup / Gian Pieretti e le sue ispirazioni / Boldi con i Quelli

Indice 2007

Love Story / Disco samba / Amplificatori vintage* / Battiato e la politica / Beatles e covers / Neffa e "Saturno contro" / Le meteque / Aprire una radio libera oggi / Alunni del sole

   
 

Q

Michele L. - 10 dicembre 2015 (L'importanza del DAC rispetto al player software)

 

Grazie per l'ampia risposta (vedi question del 25/9, ndr), e scusa se ti riscrivo, ma alcune cose non mi sono chiare. Ho sempre pensato che il costo dei lettori CD e la loro qualità dipendano dal convertitore digitale-analogico. Nel sistema computer-DAC-altoparlanti allora come mai il player PC fa la differenza? Non lo metto in dubbio, e ringrazio per i 3 che mi hai segnalato, ma sono curioso di capire cosa cambia rispetto a VLC, o qualunque altro, visto che il segnale lascia il PC ancora digitale.

Per gli altoparlanti, mi interessa seriamente solo musica classica (solistica, e orchestrale). Ne ascolto anche altra ovviamente, ma chiedo un consiglio su come orientarmi per avere il meglio per la classica (sicuramente a pavimento ... ma poi? Qualche nome?).
Chiedo infine se i file FLAC sono davvero identici al CD, per regolarmi negli acquisti (tra download e CD).
Cordiali saluti,
Michele

 

A

13 dicembre 2015

 

Provo a darti qualche risposta.
Da cosa dipenda il costo di un lettore CD non è facile da definire al momento, ​in buona parte ​probabilmente dalle​ scelte​ ​di marketing ​del produttore. I componenti di base, unità di lettura e DAC, sono infatti prodotti da poche case specializzate​ e le differenze sono confinate all'alimentazione, ad alcune possibili migliorie con effetti da verificare sulla parte analogica finale e al "contenitore"​.
Riguardo alla importanza del DAC il mio parere è che ci sia, se non altro perché è in corso una ricerca continua e ci sono continui miglioramenti. Ma ci sono altri pareri, ad esempio il direttore della nota rivista online TNT-Audio ha ​comunicato recentemente che proveranno sempre meno DAC vista la difficoltà di individuare le differenze. E il noto recensore di Audio Review Marco Benedetti in una recente prova di un componente molto economico (NuPrime uDSD) confessava ​che le differenze con i componenti hi-end (dal costo 10 volte tanto o più) sono ormai "sfumature". Tradotto: difficili da individuare anche per ascoltatori esperti.
In sintesi essendo anche un componente soggetto ad obsolescenza a causa delle continue innovazioni, anche nei formati (l'ultima è l'MQA) se non per esigenze professionali conviene acquistare un componente di buona reputazione ma senza investirci troppo.

​Il player (software) è invece un componente che al momento fa ancora la differenza. Non deve infatti solo spostare dati binari da qua a là, ma effettuare anche elaborazioni (controllo del volume, conversioni di formato ecc.) che possono essere effettuate in vari modi. Ad esempio i player progettati per l'audio ​lavorano unicamente in memoria per minimizzare ogni effetto negativo di eventuali ritardi nel tempo, a prezzo di un tempo di avvio superiore.
Essendo componenti software e di basso costo (e di solito anche con trial) potrai provare tu stesso se offrono vantaggi rispetto a un componente open source e anche apprezzato come VLC.

Per i diffusori, marche e modelli sono una infinità, in tempi recenti ho potuto ascoltare i modelli di fascia alta di due produttori molto noti, ProAc K6 e B&W serie 800, e sono sembrati anche a me molto convincenti, parere comune peraltro a molti; sono anche molto adatti alla classica per grande orchestra. Se il tuo budget consente di arrivare a queste marche, magari a serie inferiori, credo che potrai essere soddisfatto, anche se ovviamente prove esaustive (almeno due a distanza di tempo) sono obbligatorie.

Infine il FLAC: sì, è una compressione senza perdita, una volta ricodificato torna identico all'originale, come il noto protocollo Zip che usiamo in informatica. Quello che manca rispetto al CD è la confezione e il libretto, che possono avere la loro comodità, specie nella classica. A parità di prezzo se non ci sono problemi di spazio continuerei a comprare i CD. Se invece il download è in HD è un altro discorso.

 

Q

Claudia M. - 21 novembre 2015 (Un semplice impianto hi-fi con un budget di 700€)

 

 1  Mi scuso in anticipo per la banalità della domanda. Vorrei acquistare un impianto hi-fi per casa spendendo al massimo 700 euro, è possibile? Se sì, cosa mi consigliate? Vi ringrazio molto.

 2  Grazie per la gentilezza della tua risposta. Io vorrei ascoltare musica su CD principalmente, talvolta la ascolto anche da chiavetta. Più in là mi piacerebbe anche aggiungere anche la possibilità di ascoltare vinili. La stanza è una stanza di circa 30 mq e vorrei poi acquistare una buona cuffia. Per quanto riguarda il tipo di musica che ascolto, darò una risposta strana: ascolto jazz, classica, psichedelica, cantautori americani... insomma mi piacciono molti generi.
So che rispondermi è complicato perché le esigenze sono tante e i soldi pochi, quindi ti ringrazio molto in anticipo.

 

A

21-28 ottobre 2015

 

 1  Per una risposta serve qualche altro elemento. Un impianto per l'ascolto in hi-fi ha diverse varianti e la prima è la sorgente, ovvero da dove arriva la musica (la sorgente). In questo post del nostro blog sono riassunte le 4+1 scelte principali che sono disponibili ora.
Poi è indispensabile sapere dove vuoi ascoltare la musica, quindi l'ambiente di ascolto e soprattutto il posizionamento previsto oppure obbligato delle casse. Infine quale musica vuoi ascoltare, o quale musica ascolterai prevalentemente (la risposte "tutte" non è vera praticamente mai). Musica è un termine troppo generico oggi.
Mandaci questi elementi in più e possiamo fare insieme alcune ipotesi. Il budget è basso ma non impossibile.

 2  Claudia:
vediamo di darti una riposta, necessariamente con alcune opzioni, il budget effettivamente è al limite, soprattutto perché l'ambiente è abbastanza grande e i generi che vuoi ascoltare in alcuni casi sono abbastanza impegnativi per l'impianto.
Il tuo obiettivo è un impianto tradizionale lettore / ampli / diffusori e suddividerei il budget in 100/300/300.
Da quello che capisco, correggimi se sbaglio, sarebbe il tuo primo impianto veramente hi-fi e quindi escluderei esperimenti con componenti particolari come i piccoli ampli in classe D e il ricorso a più componenti, concentrandomi invece su componenti di marche note e apprezzate e facilmente reperibili. Per lo stesso motivo escluderei l'usato.

Amplificatore
La scelta più facile perché i modelli entry level di due marchi specializzati come NAD e Rotel rientrano più o meno nel tuo budget (magari con qualche sconto) e hanno potenza sufficiente per un ascolto hi-fi (40 W). I modelli sono NAD B316BEE e Rotel RA 10. Sono acquistabili anche su Amazon (ma magari nei negozi li trovi a prezzi un poco inferiori) e sono una scelta sicura e versatile.

Diffusori
Qui le cose si fanno più critiche perché per sonorizzare il tuo ambiente a volume adeguato all'ascolto in alta fedeltà di una composizione classica per orchestra, servono diffusori di classe superiore. Sarebbe necessario almeno tutto il budget. Inevitabilmente dovrai ascoltare ad un volume inferiore (ma sempre sufficiente ad avere qualche problema coi vicini, se abiti in un condominio con tramezzi).
L'altra scelta un po' complicata sono le comode casse da pavimento. Le posizioni nel posto più adatto (leggi la guida sul sito) appoggiandole per terra, le colleghi con un cavo e hai fatto. Ma per rientrare nel tuo budget ti farebbero comodo diffusori da scaffale che però se collocati veramente in uno scaffale perdono molto delle loro prestazioni potenziali. Dovrebbero essere posizionate su un piedistallo e, a parte l'estetica, se ne compri uno specializzato ti costa più delle casse. A meno che tu sia una bricoleur o ne abbia a disposizione uno in casa, è una soluzione che pone inevitabili problemi di posizionamento.

Meno problemi invece sulla marca da segnalare, perché attualmente il primato del rapporto qualità / prezzo e della versatilità lo ha una casa italiana (che non produce in Italia né in Europa, come nessuno in questo livello di prezzo, ma progetta in Italia) e che si chiama Indiana Line. Le due linee migliori sono le Diva e le Nota. Tra le Diva ti puoi avvicinare solo a un modello da scaffale, la Diva 552 (16x28x28 profondita sono le dimensioni) mentre con la serie inferiore la Nota 550 (17,5x88x27) da pavimento ci rientrerebbe. Avrebbe anche una risposta più estesa ai bassi e forse sarebbe la scelta migliore per un primo impianto (poi migliorabile quando affinerai anche l'ascolto con l'esperienza e individuerai i limiti). Per vedere come sono basta che le cerchi su Amazon dove ci sono anche le recensioni che però ti invito a prendere con le molle (non sono di esperti).

Lettore
Infine il lettore dove ti consiglio la scelta più facile approfittando delle stranezze del mercato: compra un lettore blu-ray di una buona marca (Sony ad esempio). Costano meno di 100 Euro e leggono tutto, anche i CD, con prestazioni analoghe a quelle dei lettori specializzati (ormai in estinzione, il CD va a morire) perché i chip interni non sono molto diversi. E in più ci puoi attaccare la chiavetta USB con tutti i file di qualsiasi formato che ci sono dentro. Puoi vedere ad esempio il modello S4500 di Sony e resterei però su marche note e prestigiose come Sony, Yamaha, Pioneer o Panasonic.

Riguardo alla chiavetta però ti voglio segnalare una alternativa. Immagino che contenga file audio compressi scaricati da varie parti e di variabile qualità o ottenuti da CD copiati. Correggimi se sbaglio.  Potresti invece con la modica cifra di 10 Euro al mese (9,99 per la precisione) farti un abbonamento Spotify e avere a disposizione tutta la musica che ti viene voglia di ascoltare. Se hai un tablet o uno smartphone (immagino di sì) ti basterebbe solo un oggetto chiamato Google Chromecast dal modico costo di 39 € per collegare Spotify al tuo nuovo amplificatore e ascoltare con buona qualità e grande comodità la tua musica preferita.

Penso sia tutto ma scrivimi di nuovo se qualcosa non fosse chiaro.

 

Q

Fabio M. - 20/21 novembre 2015 (Conversione ottimale da HD a CD)

 

 1  Salve,chiedo consigli per compiere al meglio un'operazione probabilmente banale, ma che ad oggi non ho mai eseguito. Vorrei creare un CD Audio con file a risoluzione 44.1kHz 24 bit acquistati in rete. Non sarebbe la prima volta che masterizzo un CD, ma in genere l'ho fatto partendo da file in "qualità CD" a 16bit.Il software per la masterizzazione converte il formato audio di partenza e ne adatta la risoluzione per lo standard CD, ma in questo caso deve eliminare dei bit passando da 24 a 16 e questo è un processo delicato. Come posso preservare una certa qualità pur perdendo inevitabilmente informazione? Grazie. Fabio

 2  (Fabio precisa ulteriormente la richiesta qualche giorno dopo) La perdita di qualità e il sacrificio in termini di bit li ho messi in conto, ma temevo per svolgere il lavoro al meglio di essere costretto a semi-professionali interventi come il dithering, che richiede una certa capacità.

 

A

21-22 novembre 2015

 

 1  Non è possibile  preservare la stessa qualità audio. Il formato CD è a 16 bit e la conversione in questo caso prevede un downgrade di qualità nel quale vengono sacrificati i cosiddetti bit meno significativi. È una operazione molto semplice e rapida se eseguita con Foobar2000 e per di più anche gratuita. Sul blog ci sono diversi post in proposito. Percepire la perdita di qualità però non è immediato, la differenza non è facilmente percepibile all'ascolto. Puoi verificare tu stesso se senti una differenza con una prova a confronto in cieco, quando avrai due sorgenti con lo stesso materiale musicale. Devi solo fare attenzione che il livello di volume sia il più possibile simile (usa magari un fonometro) e poi trova un volontario/a per commutate tra A e B scegliendo uno spezzone di musica non troppo corto e di qualche complessità. Il volontario/a segnerà le commutazioni A/B senza fartelo sapere e chiedendoti ogni volta quale era la migliore per te o se non sentivo alcuna differenza. Poi facci sapere.

 2  Si, è una buona idea, aggiungere il dithering può dare un miglioramento, nel caso di Foobar2000 è una semplice opzione. Volendo sono anche disponibili in questo software numerose opzioni DSP (digital signal processing) che si possono  sperimentare.
Puoi "giocarci" sperimentando varie opzioni e controllando l'effetto, ti consiglio per questo scopo di usare una buona cuffia. L'impegno dipende dall'uso che vuoi fare poi dei CD.

 

Q

Aldo F. - 14 novembre 2015 (I mitici archivi Davoli)

 

Non si trovano notizie sulla selezione piemontese della prima edizione del Trofeo Davoli che diede al complesso vercellese I Capostipiti il titolo di "campioni del Piemonte".
Ho ricordi "sbiaditi" di quell'esperienza, ricordo di essere stato molto impressionato dalla performance dei Mat 69 o Mat 64 (non ricordo benissimo) che poi risultarono vincitori finali (mi pare... ma non giuro). Negli archivi Davoli, comunque, dovrebbe essere stato registrato tutto...

 

A

25 ottobre 2015

 

Gli archivi Davoli sono un mito. Per prima cosa non si sa che cosa la Davoli abbia conservato all'epoca, certo non le riprese filmate che è improbabile abbiano fatto (costava parecchio a differenza di oggi e idem per le riprese audio che costavano solo un po' meno). Se ne avessero fatte anche solo per qualche occasione speciale, tipo la finale, sarebbero su YouTube dove ormai c'è tutto. Probabilmente avevano tenuto solo le fatture e i documenti contabili, e i partecipanti gli attestati delle posizioni raggiunte.

Documenti contabili poi probabilmente andati distrutti perché la Davoli strumenti musicali ha chiuso o è fallita in data imprecisata (credo negli anni '90 le ultime attività, la produzione di strumenti e amplificatori anche prima). In seguito si era occupata di distribuzione e a Parma c'è ancora un centro gestito dal figlio del fondatore Athos Davoli. Non c'era all'epoca una grande attenzione a mantenere documentazione di fenomeni di costume destinati a rapida obsolescenza. Esiste però un libro sui tornei fuori catalogo non abbiamo. Comunque in quella edizione in finale vinsero i Mat 65 davanti ai Corvi e ai Trolls, ma non ebbero grande fortuna.

Per saperne di più: Il I Torneo Rapallo-Davoli del 1966

 

Q

Fiorenzio g. - 8-14 ottobre 2015 (Il posizionamento dell'impianto in un ampio ambiente)

 

In riferimento al Vs articolo qua: 
Quale posizionamento consiglierebbe per due diffusori in un locale con pianta tipo quella rappresentata schematicamente nel documento in allegato?
E quali potenze per avere soddisfazioni considerato che si tratta di circa 70 mq complessivi (12,70x5,70 mt circa)? Soffitti alti 4 mt. Qualche ulteriore dettaglio:

  • l'arredamento è presente in abbondanza: mobili, divani, scaffali in legno, pavimento a parquet. Ma si può spostare. Ipotizziamo che non rappresenti un ostacolo al posizionamento dei diffusori dove più utile.

  • genere di musica: vari

  • volume di ascolto: ordinariamente volume moderato compatibile con la convivenza trattandosi di appartamento in condominio. Gradita la possibilità almeno potenziale di "esagerare" sporadicamente anche con musica da discoteca.

  • budget complessivo: non oltre le poche migliaia di euro considerando i prezzi di listino. In pratica mi rivolgo spesso al mercato dell'usato con risparmi anche molto consistenti

  • ci sono due semi-pareti entrambe lunghe 1.30

Volendo sonorizzare tutto l'ambiente (accettando una certa disomogeneità tra lato dx e sx) quali soluzioni si possono considerare più adatte (o meno inadatte) dal punto di vista geometrico per il posizionamento di n. 2 diffusori (+ eventuale/i subwoofer come accennato) considerata la pianta atipica del locale e le dimensioni?

 

A

25 ottobre 2015

 

Come sai, se hai letto l'articolo, il posizionamento è critico solo per la esigenza di ricostruzione spaziale, per una sonorizzazione tipo locale bastano una serie di altoparlanti equi-spaziati con pressione sonora adeguata. Quindi è necessario individuare un triangolo equilatero abbastanza ampio con però nessun ingombro (o molto limitato) tra il punto di ascolto e i diffusori. Nel tuo locale gli altoparlanti potrebbero essere posizionati ad esempio sulla parete corta lato sx (ma il punto di ascolto sarebbe in mezzo alla stanza) oppure sul lato lungo dalla parte delle finestre della metà locale di sinistra (ma i diffusori sarebbero molto distanti e soprattutto non dovrebbero esserci altri mobili o divani in mezzo, quindi da un lato all'altro del grande locale). Soltanto tu, in base all'arredamento effettivo attuale o futuro o spostato puoi trovare il "triangolo" giusto. Nel resto della sala si sentirà comunque la musica anche se per un effetto discoteca ti servirà almeno una seconda coppia di casse sul semi-locale dx.

Venendo alla potenza necessaria, la differenza non la fa l'amplificatore ma la fanno le casse e la loro efficienza. Diffusori a torre comuni come la serie CM della B&W per fare un esempio hanno una sensibilità intorno agli 88 dB e in un locale grande e assorbente come il tuo per una apprezzabile dinamica richiedono ampli dai 70W in su. E dovrebbero essere anche buone, le casse, per non incorrere in problemi di compressione ad alto volume. Ampli a stato solido perché se a valvole avrebbero costi proibitivi e se mini classe D sarebbero troppo poco potenti. Sistemi più efficienti sopra ai 90dB consentirebbero di usare anche ampli meno potenti e soprattutto riuscirebbero ad esprimere una dinamica superiore peri generi che lo richiedono. Poi ci sono le casse ad alta efficienza, dai 93dB in su, spesso a tromba sugli alti o con altoparlanti non tradizionali, e qui i problemi di ampli non ci sono o quasi e soprattutto si ha l'impatto di una dinamica da concerto (ad esempio con la batteria) a scapito però, con sistemi dai prezzi ancora terreni, del micro dettaglio e della micro dinamica.
Infine c'è la soluzione ideale, i sistemi attivi su tutta la banda (Genelec o Linn sono due produttori di riferimento) o solo sulla gamma bassa, delegandola ad un sub attivo come quelli propsti dalla Velodyne che ha una gamma molto ampia, da integrare e allineare però con i diffusori principali (operazione delicata).

Non so se tu hai già i diffusori o se hai idee in merito e non cito marche perché per una installazione come la tua sarà importante avere un partner (alias negozio) affidabile e disponibile e quindi dipende molto da quello che tratta lui e che ti potrà far ascoltare in anticipazione in negozio o addirittura a casa tua se sei molto fortunato. Se invece ti rivolgi all'usato online dovrai affidarti alle recensioni (e fare la tara).

 

Q

Fabio M. - 13 ottobre 2015 (La qualità audio su YouTube)

 

Buongiorno, vorrei un'informazione, se possibile. L'audio dei video caricati su YouTube è in formato Mp4, il relativo bitrate è sempre e comunque 96kbps (o 128kbps) oppure può variare a seconda del video ed essere più alto? E' possibile determinarlo? Grazie. Cordiali saluti.

 

A

15 ottobre 2015

 

Era dichiarato un tempo ma ora non lo è più. In base a test che hanno fatto alcuni blog del settore risulta che non è correlato alla qualità video, e neanche alla qualità audio originale, perché è trattato dopo l'upload e prima della diffusione, assieme ad altri trattamenti e standardizzazioni che fa YouTube. Per un video appena caricato l'audio viene convertito in formato AAC (MP4 audio) a 128Kbps, per video più popolari può essere poi riconvertito sia audio sia video in due formati utilizzati da Google e ottimizzati per lo streaming: WEBM per il video e Opus per l'audio. Opus e' uno standard di compressione lossy e il bitrate in questo caso è variabile tra 156 e 165Kbps. Altre info sullo standard si possono trovare su Wikipedia.
Quindi qualità medio bassa, come peraltro sperimentiamo anche all'ascolto.
Un saluto

 

Q

Michele L. - 22 settembre 2015 (Differenze tra impianti hi-fi)

 

Gentili Musica e Memoria, vi ho scoperti grazie a Google. Vorrei realizzare il sogno di ascoltare la musica in alta fedeltà. Sono interessato solo a quella liquida: niente lettore, quindi: ma DAC, amplificatore integrato, e due altoparlanti. Leggendo le vostre FAQ (molto utili, e soprattutto scritte con la consapevolezza di non rivolgersi ad esperti, a differenza di quanto capita spesso altrove), apprendo che un impianto sui 3.000/4.000 può dare "ottime soddisfazioni". Eppure circa due anni fa ne ho ascoltato uno di questo prezzo e uno da €9.000 e la differenza mi è sembrata enorme. Non parlo di fattori che non interessano (come la possibilità di fare più baccano con un impianto più costoso); semplicemente il suono sembrava molto più "reale" o "bello". Credo invece che non noterei le differenza tra un impianto da €10.000 e uno che costasse il doppio. Sicuramente non le noterei (credo) continuando a salire, fino alle cifre folli cui si può arrivare. A questo punto spererei di ricevere da parte vostra un chiarimento tecnico su cosa produce la notevole differenza tra i due impianti che ho ascoltato (erano tutti componenti di buona marca, e tutti diversi da un impianto all'altro), e, in percentuale, come potrei investire le mie risorse tra componenti (esempio: 20% DAC, 30% amplificatore, 50% diffusori). Cordiali saluti. Michele

 

A

25 settembre 2015

 

Domanda difficile, praticamente senza risposta ​senza considerare altri elementi, come il tipo di suono che si vuole ottenere (strettamente connesso ai generi musicali), l'ambiente in cui installare l'impianto e i vincoli connessi, la tecnica di ascolto e quindi come si sono apprezzate le differenze e, ovviamente, il budget.
​Se posso, io ti consiglierei di non inoltrarti nell'analisi in astratto degli elementi che possono concorrere a differenze più o meno evidenti nella esperienze di ascolto di impianti di vario livello, ma proprietà di altri, e di concentrarti sull'impianto con il quale potrai ascoltare la musica tu. Poi, una volta raggiunto un buon grado di soddisfazione, di mettere in secondo piano l'impianto e dare priorità alla musica.

Venendo al tema, il peso specifico dei vari componenti varia essenzialmente in base a quello che si richiede ai diffusori: se devono riprodurre con un certo realismo anche le frequenze più basse e con buona dinamica musica orchestrale o rock in un ambiente grande, costano inevitabilmente di più. Mentre il DAC è indipendente da questo aspetto e l'amplificatore, almeno per le ​tipiche dimensioni delle case italiane, quasi.

Nel tuo impianto di musica liquida però manca qualcosa ancora: la sorgente. Immagino che pensi ad un PC con disco esterno. Se è così devi pensare anche al player sul PC, che fa la differenza. Fidelia, Audirvana o J River Media sono quelli consigliati. E poi al software da ascoltare, che deve essere al minimo a qualità CD e, ancora meglio HD.
Le successive scelte dipendono dai fattori a cui ho accennato all'inizio, in linea di massima se parti da zero penso che sia consigliabile iniziare da un impianto medio con componenti di buona reputazione e conosciuti e poi, una volta affinata la capacità di ascolto puntare, se ne sentirai la necessità, a miglioramenti.
Spero di aver risposto alle tue domande, nel caso scrivici ancora.

 

Q

Marzia M. - 3/4 luglio 2015 (Un impianto budget per audio e TV ma con l'audio al primo posto)

 

 1  Buonasera, prima di tutto, non sono per nulla esperta, quindi mi scuso in anticipo, ma poi anche per il consiglio che sto per chiederti, mi rendo conto sia quasi "offensivo"... Io vivo da non molto in un piccolo monolocale e per ottimizzare il ben poco spazio, avrei pensato (sempre sia possibile...) acquistare solo un amplificatore ed un lettore cd e collegarli alla tv... Magari con una coppia di piccole casse... Purtroppo non ho davvero una superficie (ed un budget attualmente!) tale da comprare un sistema completo, potresti darmi un consiglio, gentilmente? Ti ringrazio, a presto! Marzia

 2  Grazie mille per la tempestiva risposta! Allora: io non guardo/non amo molto la televisione, e quando è accesa, è comunque sintonizzata sulla radio, proprio come in questo momento! E questo ti fa già capire quanto per me sarebbe importante poter avere almeno un buon ascolto più musicale che televisivo... Per i cd sto usando il portatile, un'emerita schifezza, e quindi mi limito a farlo di rado; ho un lettore cd, dovrei decidermi a scoprire se ho ancora i cavi di collegamento alla tv, di certo sarebbe molto meglio rispetto al pc! So benissimo di cosa parli quando scrivi che "la musica richiede estensione ma precisione ed una immagine ampia", caspita, ma purtroppo non saprei nemmeno come posizionarlo un impianto decente! Il divano è di fronte alla portafinestra e sui lati non potrei appoggiare delle casse; la tv è sulla destra (in angolo) del divano, forse l'unico modo sarebbe (accontentandomi, ovviamente...) di appoggiare una cassa a sinistra vicino alla tv, ed il sub e l'altra cassa sulla destra, in fondo al divano... Vabbè, come hai saggiamente suggerito tu, inizierò senza fretta una ricerca in negozi specializzati nella mia zona, portandomi canzoni particolari per l'ascolto, spiegherò le mie esigenze e vedrò cosa ne esce... La soluzione della soundbar non è niente male, grazie mille! Devo capire io se (poter) investire subito dei soldini per iniziare pian pianino un vero impianto, degno di questo nome!

 

A

4/5 luglio 2015

 

 1  Unire l'impianto audio della TV e dello stereo non è un'idea strana o da principianti, è un obiettivo di molti ed esistono diverse soluzioni che possono conciliare esigenze comunque differenziate. Infatti la musica richiede estensione ma precisione ed una immagine ampia, mentre il TV richiede che l'audio provenga esattamente dal centro nel caso del parlato nei primi piani e una buona resa degli effetti speciali nei film. Nel tuo caso visto che accenni a limitazioni di spazio (ed economiche) non ti propongo però come risposta un impianto home theater progettato anche per la musica (che richiede 5 casse più elettroniche varie).

Una soluzione di compromesso che puoi tentare è una soundbar con subwoofer, migliorerai sicuramente l'audio del TV e, configurando l'ascolto solo in stereo o per la musica, potresti ascoltare discretamente bene anche la musica (non mi hai detto che sorgenti utilizza per la musica, ipotizzo un normale lettore CD o DVD+CD). Questa ad esempio è una soluzione proposta da uno dei principali produttori, con qualche attenzione anche alla parte audio.

Sony Soundbar HT-CT180

Potrai trovare prodotti analoghi di altre marche, come Yamaha ad esempio, e anche di costruzione e costo superiori, ma con funzionalità più estese solitamente sul lato TV (e fruibili con lettori Blu Ray e film multicanale, non se se è una tua esigenza). Il mio consiglio per quanto possibile è ascoltare (non di corsa) quello che ti propongono, usando come sorgente dei brani musicali che conosci, anche semplicemente dal tuo smartphone (quasi tutti hanno questa possibilità). E di non spendere troppo, riservando il budget residuo ad un vero impianto hi-fi dedicato quando ne avrai la possibilità. Ciao e buona ricerca

 2  Mi fa piacere leggere queste cose e avere conferma che ascoltare bene la musica è ancora una priorità per molti. La soundbar ha appunto il vantaggio di non dover posizionare le casse in posti ben precisi. Attraverso un sistema di riflessioni pur essendo posizionata al centro, davanti al punto di ascolto, ricrea almeno in parte l'immagine stereo (e addirittura il multicanale). In più, è accompagnata da un subwoofer wireless, che può essere posizionato liberamente in ambiente sia appunto perché è wireless sia perché i bassi non sono direzionali.

Ma se è la musica la tua priorità ti posso segnalare una soundbar progettata per questo scopo, da un rinomato produttore inglese (uno dei più apprezzati, la Naim). Una soluzione ideale e pensata proprio per svincolare l'ascolto hi-fi (questo è vero hi-fi) dai problemi di collocazione. I soldi i necessari sono un po' di più ma non esagerati. Ecco il link se vuoi approfondire.
All'oggetto hanno dato il curioso nome di Mu-So (sono inglesi). Un saluto

 

Q

Pasquale G. - 1 luglio 2015 (Giradischi sì, ma senza fili)

 

Salve. Potrei chiedervi se esiste un giradischi wireless oppure bluetooth in modo datteri collegare le casse. Lo vorrei usare in un ambiente moderno e l'ingombro delle casse e dei fili lo vorrei evitare. In attesa di una vostra risposta porgo i miei più cordiali saluti.

 

A

4 luglio 2015

 

La risposta è no, se vuoi inserire nell'impianto un giradischi pur economico ma la cui qualità possa dare un senso all'ascolto dei vinili. La risposta è sì, se stai cercando invece un giradischi da supermercato di elettronica prodotto in Cina. Gli ultimi modelli oltre alla porta USB per collegarli a un computer includono anche una uscita bluetooth, collegabile ad uno speaker bluetooth. Il senso di questa operazione sfugge però a molti oltre che a me: il vinile può effettivamente garantire un ascolto superiore al CD e comunque affascinante, ma solo a patto di utilizzare una catena di lettura adeguata e correttamente installata, non necessariamente costosa ma progettata con tutti i crismi. Altrimenti rimangono solo gli svantaggi: scomodità e fragilità dei supporti e un ascolto mediocre se non difettoso.

Se l'obiettivo è ascoltare vecchi dischi che hai, prima di tutto devi tenere molto poco a loro, perché nella maggior parte dei casi questi giradischi da supermercato provvederanno a rovinarli e renderli inascoltabili dopo pochi passaggi, al limite uno. Inoltre dovrebbe essere proprio qualcosa di rarissimo (e allora dovresti proprio cercare di salvaguardarli) altrimenti con molto minore sforzo e spesa puoi fare un abbonamento a Spotify o altri servizi di streaming e certamente troverai e ascolterai la stessa musica usando come sorgente semplicemente il tuo smartphone o il tuo tablet. Se l'obiettivo è invece ascoltare nuovi dischi devo segnalarti che pagheresti molto (un LP nuovo non doppio costa minimo intorno ai 25€) per avere meno di quanto ti può dare il tuo smartphone ascoltando da iTunes o da Spotify.

Comunque non voglio discutere senza conoscerle le tue motivazioni, che magari sono altre che non riesco a intravedere, e ti segnalo un componente sempre cinese ma che appare un po' più consistente di quelli finto vintage che girano a Media World e simili, e che dovrebbe almeno escludere una immediata usura dei vinili (ma non garantire un ascolto più che mediocre). Eviterei in ogni caso di mettere sul suo piatto dei vinili a cui tieni.

ION Air LP

E in alternativa un ottimo giradischi entry level della casa produttrice principale di questi componenti, dotato anche di porta USB con la quale puoi connetterlo ad un PC vicino al giradischi, con un cavo anche molto corto, e poi fare dello stream musicale quello che vuoi (oltre che convertire i vinili in digitale) anche se i risultati migliori li avrai collegandolo ad un amplificatore e a due buone casse.

Project Debut Phono Carbon LP

Infine ti segnalo, per completezza, che se ami complicarti la vita, puoi anche provare a utilizzare un ripetitore wi-fi come questo in vendita su Amazon. Da un lato lo colleghi all'uscita analogica del giradischi, eventualmente con un corto cavo RC-Mini Jack stereo, dall'altro configuri il tuo PC per collegarti in bluetooth e ricevere il flusso audio. Sono quelle configurazioni che o funzionano al primo colpo o puoi anche diventarci pazzo a capire come dovrebbero funzionare. Per poi probabilmente rinunciare visto che per avere la stessa funzione basta un cavo. Che ha comunque prestazioni superiori.

GoGroove TRM Wireless

 

Q

Raffaele L. - 12 maggio 2015 (Scegliere una cuffia di qualità)

 

Vorrei un consiglio per una cuffia da acquistare che abbia le seguenti caratteristiche:- CUFFIA TIPO CHIUSO (ho necessità che chi lavora o studia vicino a me non sia disturbato dalla musica che ascolto)- ASCOLTO CON IMPIANTO classico AMPLI Denon + LETTORE CD Nad (no portatili tipo cellulare o iPod)- MIGLIORE RESA AUDIO POSSIBILE- BUDGET FINO A 300 EURO. Grazie in anticipo per il consiglio

 

A

18 maggio 2015

 

Cuffie che mi sento di consigliare per il suono, poiché le conosco e le uso, sono le Grado, SR-80 o SR-225, classiche dal suono molto equilibrato e preciso e nel tuo budget. Non sono però molto comode (cavo sdoppiato) e soprattutto non sono chiuse. Di modelli alternativi in questo momento ce ne sono veramente tanti e con continue novità, il mercato delle cuffie tira molto. E' difficile quindi dare un consiglio preciso.
Ti posso però consigliare un sistema per individuare tu stesso un modello che risponde alle tue aspettative: in molti centri commerciali di elettroniche (sicuramente in quelli Media World) è possibile provare molti modelli a confronto, anche alcuni di quelli di fascia alta a cui punti tu. Devi solo portarti il tuo smartphone dove avrai caricato alcuni dei tuoi brani musicali preferiti, ma in formato pieno CD (wav o aiff o alac) e non MP3, che poi collegherai alle cuffie che ti sembrano più adatte. Scegliendo tra quelle cosiddette "monitor" (quindi non con bassi enfatizzati) e delle marche più note e apprezzate, come Sennheiser o Akg (anche queste case propongono sempre nuovi modelli). Dopo alcuni ascolti attenti a confronto individuerai sicuramente quelle con il suono che più ti convince, le differenze sono abbastanza avvertibili.
Naturalmente la stessa cosa potresti fare anche in un negozio per provare i recenti modelli di case rinominate come Kef o B&W che hanno iniziato anche loro a produrre cuffie di cui si parla molto bene (Kef M500 o B&W P5 sono nel tuo budget) ma avresti meno possibilità di confronto. Può darsi però che le trovi anche nei negozi di elettronica.
Quindi investi un paio di pomeriggi nella ricerca e sicuramente troverai un modello pienamente soddisfacente.

 

Q

Marco U. - 4 aprile 2015 (Siti online per musica in HD accessibili dall'Italia)

 

Buongiorno. Vado al sodo. Ho individuato alcuni siti online ove sarebbe possibile acquistare musica in formato HD (P.e. HD Tracks), ma per molti titoli, i più interessanti (!!!!) vige una restrizione geografica alla vendita che esclude l'Italia dall'acquisto. Ho provato a registrarmi inventando una provenienza USA, ma niente, quando scelgo un album "ristretto" la restrizione all'acquisto persiste. Come fare?

 

A

5 aprile 2015

 

HDtracks applica da più di un anno le restrizioni che prima lasciava aggirare. Ti consiglio di cercare gli album che ti interessano mediante il portale FindHD Music, così potrai vedere su quali siti sono disponibili. Alcuni siti europei come HighResAudio o Qobuz hanno la maggior parte del catalogo acquistabile anche dall'Italia. È una situazione paradossale impedire ai clienti di comprare ma è così, l'ho trattata diverse volte sul blog collegato a musica & memoria dove puoi trovare gli aggiornamenti alla situazione attuale. Aggiungo ch se ti interessa la classica c'è anche il portale eClassical con molta produzione HD e tutta disponibile in Italia. L'ultimo articolo su questo argomento è questo.

 

Q

Alfredo G. - 31 marzo 2015 (Usare un impianto HT per ascoltare in stereo)

 

Ascolto musica con impianto formato da amplificatore NAD con diffusori Bose e lettore CD, la musica non è assolutamente pulita, chiedo se al posto del lettore CD posso usare una fonte più pulita che mi fa sentire effettivamente le potenzialità dell'impianto. Se puo indicarmi precisamente cosa comprare e come usarlo e dove comprarlo. Grazie Alfredo
P.S. L'impianto è composto da: 1) amplificatore NAD T 743 Surround Sound Receiver, 2) Diffusori BOSE Acoustimass 10 Series IV, 3) Lettore Sony CD/DVD Player DVP-NS36. La sistemazione dei diffusori nella stanza è ottimale e la musica che ascolto sono CD comprati di musica leggera. Avevo comprato l'impianto per l'home theater, ma adesso non uso più il salone ed il televisore l'ho spostato in soggiorno quindi l'impianto serve solo per ascoltare musica, adesso per me è importante configurarlo nel miglior modo possibile per ascoltare musica con CD.

 

A

4 aprile 2015

 

I diffusori Bose che hai sono ottimizzati per la sonorizzazione del cinema e dei video e non per la musica in stereo e questo può essere un primo motivo per la tua insoddisfazione. Poi c'è la configurazione dell'amplificatore, che per un ascolto corretto del lettore CD stereo deve essere impostato su "stereo bypass" o devono essere scelte le modalità di ascolto adatte allo stereo tra le molte disponibili nel tuo sintoampli. Troverai sicuramente questa impostazione sul manuale. Per rinforzare i bassi probabilmente potrai impostare il sintoampli anche in modalità 2+1 aggiungendo quindi anche il sub escludendo i canali posteriori. Altrimenti con le tue Bose e i soli canali frontali avresti una carenza eccessiva di bassi.
In sintesi, se hai già molti CD il tuo impianto attuale non è l'ideale, se ne avessi la possibilità dovresti provare a rivenderlo e comprare un normale impianto stereo, avresti di più spendendo meno. Ma anche con il tuo impianto puoi sentirli discretamente configurandolo opportunamente.

I vari listening mode disponibili sul sintoampli NAD sono illustrati sul manuale, ti consiglio di provare stereo downmix (2+1) e EARS (aggiunge anche il canale centrale), ma provali tutti per individuare quello che ti sembra più adatto in base alla stanza,alle casse, al tipo di musica e ai tuoi gusti.
Per fare delle prove alternative nel caso che qualcosa non funzioni puoi eliminare le casse ascoltando in cuffia (per vedere se così la sorgente CD si sente correttamente) oppure cambiare sorgente, hai a disposizione un tuner FM, seleziona una buona stazione come Rai FD5 e vedi se così si sente bene se hai problemi con il lettore.

 

Q

Rosario D.P. - 16 marzo 2015 (Un solo impianto per musica e HT)

 

Innanzi tutto mi complimento per il sito: spartano ed essenziale, ma comunica subito la grande passione per la musica, e l'impegno e la cura con cui sono veicolate le preziose informazioni che date, da quelle tecniche per gli impianti Hi-Fi a quelle estetiche per l'ascolto guidato e consapevole della musica.
Spero di non disturbare troppo con una richiesta (probabilmente l'ennesima che ricevete) di qualche consiglio per la realizzazione di un buon impianto per l'ascolto della musica.

Sono un musicista dilettante, e grande appassionato di musica classica e lirica: la mia collezione di dischi è composta al 90% da questo genere, spaziando da Bach a Mahler, passando ovviamente per le grandi opere di Mozart, Verdi e Puccini; il restante 10% è occupato da musica leggera italiana e rock straniero, da De André e Fossati per finire ai Pink Floyd: tutta musica che, secondo il mio modestissimo metro di giudizio, merita di essere ascoltata con la maggiore fedeltà e resa possibile.

Sono in procinto di cambiare casa (per davvero, e non come scusa per approcciare un commesso di negozi di Hi-Fi), e il salone dove vorrei mettere l'impianto è una stanza di circa 17 mq.
Il mio obiettivo è di arrivare a disporre di un unico impianto sia per ascoltare la musica di cui sopra, che per diffondere l'audio dei film che andrò a vedere sul tv del salone: so che probabilmente non è una soluzione da puristi, ma sono disposto a dei compromessi in favore di praticità e semplicità di utilizzo - e magari anche di costi.

Vorrei utilizzare un unico impianto sia per ascoltare la musica che per vedere film, nonché per connettere gli eventuali altri aggeggi multimediali di cui dispongo: un buon impianto per ascoltare l'audio di un video di youtube potrà forse apparire sprecato, ma anche su questi canali si trova tantissima musica interessante che, a mio parere merita un ascolto meno sacrificato: e mi piacerebbe poter collegare anche un Nas, ove andrebbero conservate le mie discoteche virtuali di musica varia.

Detto tutto questo, e avendo più o meno capito che il fulcro centrale di un buon impianto audio è l'amplificatore, potreste consigliarmi un buon elemento, dalle buone performance qualitative, che racchiuda le caratteristiche delineate finora, ovvero:
- audio multicanale, per poter collegare (probabilmente in un secondo momento) anche le casse deputate a realizzare un home theater;
- connessione DLNA, per collegare nas ed altri dispositivi;
- ingressi per lettore dvd/blu ray, e televisore;

Mi scuso se con la mia ignoranza ho scritto qualche castroneria: spero di incontrare la vostra cortese attenzione per qualche consiglio, che corregga le eventuali defaillance della mia personale configurazione dei sogni, confusamente esposta sopra, e mi sappia indirizzare verso acquisti gratificanti!
Ancora grazie per l'attenzione che vorrete dedicarmi

 

A

25 marzo 2015

 

Anzitutto grazie per l'apprezzamento del nostro sito.
La domanda che fai è piuttosto ampia perché mette assieme molte esigenze e le possibili soluzioni, sul versante digitale, sono molte perché esistono molte categorie di prodotti che uniscono le varie funzioni elementari in modo diverso.

Proporrei di cominciare invece, anche se sembra quello finale, dal lato più importante per la qualità del suono, cioè dalle casse e dalla tua scelta di unire le esigenze audio e video. Una scelta che non è assolutamente penalizzante per l'audio se si tiene conto, appunto, anche delle esigenze dell'audio. Quelle del video sono solo più evidenti, e sono rappresentate dal canale centrale per dare il risalto richiesto al parlato, e dalla estensione sui bassi e dinamica richiesta dagli effetti dei film più spettacolari. La fedeltà e la qualità delle casse anteriori non sono però un handicap per un impianto video e quindi queste possono tranquillamente coprire entrambe le esigenze. L'unico problema è il costo che ovviamente sale perché i diffusori diventano 6 (con il sub) dei quali almeno 4 critici.

Per fare solo qualche nome, Linn, Sonus Faber, Martin Logan, B&W sono case che producono gamme complete di diffusori che coprono tutte le esigenze di un impianto a 5+1 canali pur avendo come casse frontali due diffusori che da soli potrebbero essere una scelta ottimale per un impianto solo stereo. Per i canali posteriori poi molte case (tra cui quelle citate escluse credo le Sonus Faber) producono modelli "wall" quindi da muro e a basso ingombro.
Naturalmente qui si pone il tema del budget su cui non ti sei espresso e che ovviamente fa parecchia differenza.

Da aggiungere che nella classica esiste molta produzione in SACD (e anche in download) in multi canale che potrà essere apprezzata bene nell'impianto HT, escludendo al limite il sub (spesso queste registrazioni sono 5+0). Un multicanale ben realizzato è senza dubbio più coinvolgente e quindi più "fedele" di uno stereo tradizionale.

Da aggiungere che gli esempi che ho fatto sono di diffusori di medio alto livello e di costo corrispondente, la competizione e la possibilità di produrre in Cina consentono però ormai di raggiungere livelli di qualità impensabili anni fa anche con uno sforzo molto più ridotto, anche se ovviamente non con le stesse prestazioni, con buona pace di quelli che disprezzano e che li considerano "tutti uguali" (nella mediocrità).
Una buona reputazione l'ha conquistata la casa italiana Indiana Line (che produce ovviamente in Cina o in oriente) con diverse serie di modelli a qualità crescenti, anche con componenti per impianti HT. In catalogo ci sono diverse serie complete di 5+1 altoparlanti, che consentono ad esempio di iniziare con gli speaker frontali destro / sinistro a torre, che non richiedono necessariamente il sub nell'uso musicale stereo, e aggiungere in seguito gli altri speaker centrali e posteriori della stessa più un sub.

Per gli amplificatori la situazione è più semplice, nel senso che molte esiste un'ampia scelta di amplificatori HT a 5+1 o anche 7+1 canali prodotti dalle principali case giapponesi (Onkyo, Yamaha, Denon, Pioneer) che includono ormai sempre negli ultimi modelli anche le funzionalità necessarie per la gestione della musica liquida (DLNA e conversione). Sono prodotti in grande serie e hanno prezzi veramente bassi se confrontati con gli amplificatori specializzati per lo stereo, anche senza tenere conto della grande dotazione di funzionale. Il limite di questi ampli sono i moduli di amplificazione "digitali" (a commutazione) in classe D che non godono di buona fama "audiofila" ma che sono una soluzione obbligata non solo per il costo ma anche per mantenere le dimensioni compatibili con l'uso domestico.

E' chiaro che con ampli di questo tipo e casse economiche avresti una soluzione comunque di compromesso. L'alternativa che ti devo segnalare è separare i due usi dell'impianto, musica e video. L'amplificatore per la musica potrà essere più semplice e di livello di qualità superiore e anche più economico, le casse solo due invece di 6, e con la differenza potresti comprare una soundbar più sub anche di qualità per il TV, che magari risulterebbe più naturale per il parlato.

 

Q

Gianfranco N. - 13 marzo 2015 (Recuperare e ricollegare casse un po' datate)

 

Salve, sto muovendo i "primi passi" consapevoli (!) nel mondo dell'HI FI. Possiedo un impianto un po' datato che vorrei far suonare di nuovo. Volevo iniziare dai diffusori che sono due Chario Syntar 3 mk2 a 3 vie da appoggio.
1) poiché il tweeter e il midrange non sono "centrati" sul pannello frontale ... vuol dire che un diffusore va preferibilmente a sinistra e uno a destra? E qual č la posizione giusta (tweeter più esterno possibile oppure tweeter più vicino al centro tra i due diffusori)?
2)per il collegamento dei cavi di potenza ... ho dei cavi monster che portano una pellicola interna che avvolge i filamenti e un filo di plastica in mezzo ai filamenti: basta spellarli e togliere anche questa pellicola e il piccolo filo di plastica interno?
Poi, i diffusori montano un perno cavo con filettatura e un dado ... come metto il filo: lo spello e lo apro a raggiera avvolgendolo nella filettatura? oppure in che altro modo si fa?Grazie mille per la pazienza

 

A

18 marzo 2015

 

Posizionamento: l'unica cosa che importa è la distanza tra i due tweeter, che dovrebbe​ro​ essere ai due vertici di un triangolo equilatero nel quale il terzo vertice sei tu in ascolto, ma non troppo vicini alle due pareti laterali (almeno 1 mt). Quindi puoi scegliere tu se metterle con i tweeter all'esterno (come di solito si fa) o al contrario.

Cavi: non conosco questi cavi ma non devi togliere nessuna pellicola. I cavi di potenza sono del normali cavi elettrici a 2 poli con l'unica particolarità di usare (si spera) rame più puro e di sezione maggiore. Il rame deve correre per tutta la lunghezza protetto dall'isolante in plastica e deve essere spellato solo alle due estremità.​ A volte c'è un filo di plastica interno per motivi costruttivi ma non ha alcuna influenza sull'uso del cavo ​perché è di un materiale non conduttore.

Collegamento cavi: devono essere spellati e collegati ai morsetti. Dalle foto in internet non riesco a vedere bene il sistema di collegamento ​delle Chario ​ma sembra che basta spellare 5-6 cm di cavo, arrotolarlo sulla filettatura e fermarlo col dado. Sistema classico ma molto semplificato per delle casse. A meno che invece vada infilato nel cavo della filettatura e poi il dado lo ferma. In ogni caso l'unica cosa a cui fare attenzione e' che la superficie di contatto tra il rame e il metallo del morsetto sia abbastanza ampi​a​ e ​che ​il cavo ​sia ​ben fermato. Prova dopo a tirarli con dolcezza per verificarlo. Il filo di plastica interna non ha importanza e può essere tagliato nella parte eccedente.

Attenzione però: ​ogni ​cavo ha una polarità (+ o - oppure rosso - nero) che deve essere la stessa sul lato delle casse e dell'ampli. A questo scopo i due cavi accoppiati sono identificati in qualche modo (colore, forma della rivestitura). Non succede niente di grave se si invertono (non si bruciano gli altoparlanti o simili guai) ma peggiora in parte il suono.

Ciao e buon montaggio.

P.S. Hai controllato però prima lo stato dei woofer? Le sospensioni sono integre?

 

Q

Michael O. - 1 gennaio 2015 (Dubbi sulle conversioni in digitale)

 

Buongiorno! Innanzitutto vorrei fare i miei complimenti per il sito veramente interessante, ben organizzato e ricco di informazioni utilissime per un audiofilo di vecchia data come me ... :-)

Non so se questa è la sezione corretta, ma la mia domanda è la seguente. Ho visto che i vari produttori hifi e high-end hanno sul mercato diversi player fisici, spesso con la funzione DAC (ed altre) inclusa. Avendo un dac superpro ed un player multimediale (di quelli che si collegano ai tv via hdmi per riprodurre un po' tutti i media, inclusa la musica), ed avendo questo player della emtec (fa un sacco di cose, ma si pianta spesso) un'uscita toslink (audio digitale), l'ho collegato al DAC a sua volta collegato al mio impianto hifi secondario (ampli Jodila ibrido 1501 + diffusori indiana line arbour 5.10).

Naturalmente mi sto facendo un bell'archivio di FLAC mediante EAC con i miei CD ed il mio dubbio è il seguente. Può il media-player della emtec od altri analoghi - non concepiti come componenti hifi - (che attingono i files da un disco esterno western digital da 1 TB) in qualche modo influire negativamente sulla qualità della riproduzione audio? Questi player hanno costi intorno od inferiori ai 100 Euro e fanno tutto, video HD, foto e audio. Naturalmente la loro uscita audio analogica RCA (il mio ha persino i contatti dorati ...) non è all'altezza di un impianto hifi, ma l'uscita digitale (nel mio caso toslink ottica) - io credo - non dovrebbe influire in nessun modo, in quanto il lavoro di conversione lo fa il DAC esterno.

Avendo notato che il controllo volume presente sul telecomando del emtec purtroppo influisce sul "livello di output" anche dell'uscita audio digitale, sia toslink (che in teoria sulle specifiche è dichiarata pass-trough), sia naturalmente sul audio del hdmi. Il dubbio è che l'audio venga quindi non solo estratto dal file ed inviato pari pari al DAC.Avete qualche esperienza e/o testimonianza in merito e soprattutto in merito ad eventuali peggioramenti qualitativi significativi dell'audio anche sulle uscite digitali di questi player?

La cosa è a mio avviso interessante, perché consente di unire con poca spesa il mondo multimediale video (videoteca HD e archivio foto) ed il mondo hi-fi dedicato all'ascolto della musica stereo di buona qualità. Generalmente poi le interfacce (i menu) di questi player vengono visualizzati sul TV, il che rende più attraente la navigazione in discoteche ampie, come ad esempio la mia, fatta di molte cartelle e sottocartelle. In un unico impianto, guardo foto, ascolto musica o guardo film della mia collezione, senza alzarmi dalla poltrona, in quanto è tutto accessibile via telecomandi (anche l'ampli Jolida ha un telecomando).

In teoria anche l'uscita audio digitale (ottica o coassiale) dei moderni smartTV rientra in questa considerazione. Ed il player file audio del smartTV potrebbe essere usato invece dei costosi player o net-player dei produttori hifi.

 

A

3 gennaio 2015

 

Anzitutto ti ringrazio per l'apprezzamento, effettivamente cerchiamo di rendere facile e accessibile l'ascolto hi-fi senza perdersi in inutili perfezionismi, ascoltare bene tanta musica non è mai stato così facile ed economico.
Venendo alla tua domanda a quanto capisco stai utilizzando l'Emtec come una sorta di comodo switch per gestire più sorgenti e più player. I file audio sono su uno storage esterno (connesso via LAN o USB, non fa la differenza) e il DAC "audiofilo" è esterno, collegato sull'uscita digitale dell'Emtec. L'Emtec però in questa configurazione non trasferisce semplicemente i file, ma esegue alcune elaborazioni che sono a carico del player, la più evidente delle quali è la conversione dal formato di compressione lossless (es. Flac) al formato standard dei campioni (PCM) che è quello che conosce e può trattare il DAC. Più molte altre cose, tra cui il controllo di volume.

Il modo come il player tratta il file audio non è indifferente ai fini dell'ascolto, esistono dei player specificamente progettati per la massima qualità audio, come J River, Fidelia o Audirvana al posto di quelli gratuiti come iTunes o Foobar2000. Io seguendo i consigli del noto specialista e tecnico del suono Oliver Mangiarotte ho sostituito il player standard contenuto in iTunes con Fidelia ed effettivamente una differenza si sente, anche se come sempre per questo tipo di componenti non si tratta di differenze eclatanti e immediatamente avvertibili.
In sintesi con la configurazione molto pratica che hai la qualità che ottieni è quella consentita dal player incluso nell'Emtec. Non so che tipo di configurazione abbia il componente e cosa sia realizzato a software, ma con la tecnologia attuale è improbabile che la qualità sia carente. Quindi non mi preoccuperei troppo se fossi in te, anche se è chiaro che le prestazioni non saranno al top.

Rimane il secondo problema che poni, se effettivamente i file audio arrivano intonsi al DAC, ovvero se sia anche abbassata la risoluzione a 16/44.1 (la Apple in wireless lo fa) o sono effettuate di default altre elaborazioni che provocano un degrado della qualità. E' uno dei temi che si dibattono nella musica liquida. Infatti come operano effettivamente le varie unità di trattamento dell'audio digitale e come sono configurate non è quasi mai documentato, verificarlo all'ascolto non è facile e verificarlo con misure richiede strumentazioni specifiche. Riguardo alla risoluzione, se il DAC ha dei led che indicano la risoluzione a cui sta lavorando il problema si risolve facilmente, almeno per questo aspetto, se non li ha si può chiedere in prestito uno con queste caratteristiche per fare il test.

Per approfondimenti ulteriori bisognerebbe registrare su un PC un file wav (non compresso) che viene trasmesso dalla porta digitale e confrontarlo con un comparatore con il file originale, ma non credo che se ne verrebbe a capo facilmente in assenza di una documentazione sul player. Anche su questo mi affiderei alla fiducia. Essendo tu a quanto ho capito un ascoltatore esperto penso che magari non subito, ma dopo un periodo di ascolti impegnativi, ti accorgeresti se qualcosa proprio non va.

Un solo consiglio cautelativo sul controllo di volume che in digitale, come soluzione più semplice, è realizzato come riduzione del volume massimo, riducendo in questo modo anche la risoluzione. Nel dubbio, visto che hai un volume analogico sull'ampli, conviene lasciarlo al massimo sull'Emtec e regolarlo dall'ampli. Sarà magari più scomodo perché non puoi usare il telecomando, ma comunque sono "raffinatezze orientali" che ti cito solo per completezza.

 

Q

Giacomo C. - 13 novembre 2014 (Il primo impianto hi-fi e un budget limitato)

 

Il mio problema è questo ... sono un ex studente di conservatorio che lavora in una web radio e studia ingegneria.
Quest'anno ho deciso (grazie ad un pagamento che mi hanno retribuito) di comprare un impianto HiFi dove ascoltare musica dal pc sia in file di buona qualità che da youtube o spotify.
Non ho mai avuto nessun tipo d'impianto HiFi nella vita e ascoltando musica di qualsiasi genere a causa della radio in cui lavoro (dal rock alla classica passando per l'elettronica e il jazz) volevo qualcosa di gestibile da un telecomando, composta (grazie alle informazioni online molte raccolte sul suo sito) ad un impianto composto da Pc (già in mio possesso), Dac, Amplificatore, due casse e sub (ma solo più tardi quest'ultimo pezzo). Vorrei sapere, (con un budget di 400 euro sforabile di poco) cosa mi consiglia di acquistare...se la sua esperienza sul campo può individuare errori nella "catena" da me creata e soprattutto se ha dei modelli di dac, amplificatore e casse da consigliarmi...magari qualcosa che insieme suoni bene (avendo capito che le soluzioni "preparate" dalle case produttrici non sono affatto convenienti)....
La stanza in cui andrei ad ascoltare è una camera dal soffitto abbastanza alto e di media grandezza.  Spero di essermi espresso bene e di sfruttare al meglio la disponibilità che mi ha offerto senza farle perdere tempo.

Altre informazioni:
Utilizzo un toshiba pc portatile con sistema operativo windows 8.1 (da marzo windows 10). Ascolto CD trasferiti in digitale (molto poco in realtà), musica in formato compresso MP3 (e altri formati) archiviata sul PC e streaming (spotify e youtube)..gli utlimi due formati sono quelli che uso il 70% del tempo.
L'impianto verrà posizionato su una scrivania nei pressi del pc ma mi piacerebbe avesse un audio capace di avere una buona qualità in tutta la mia stanza. Dimensioni stanza: 5,24 x 4,80 con un altezza di 3,10 cm.
Tipo di musica: lavorando in radio universitarie ci vengono sottoposti centinaia di file audio o CD che noi dobbiamo ascoltare e recensire....rock, formazioni in acustico, jazz, funky, elettronica non esageratamente spinta, ma anche metal o musica classica (sebbene quest'ultima molto di meno rispetto agli altri generi con il rock, l'elettronica e le piccole formazioni a farla da padrone).

 

A

19 novembre 2014

 

Con il tuo budget, seppur ridotto, e con le esigenze non troppo stringenti che hai soluzioni ci sono. Ti premetto che ti citerò componenti audio che in buona parte non ho sentito ma che sono recensiti da una rivista online molto nota e affidabile, non legata a nessun interesse commerciale (TNT-Audio, forse la conosci).

Per un impianto tradizionale ampli + casse puoi risolvere con un amplificatore in classe D e casse made in China (ma quasi tutto è made in China) ma cosiddette "monitor" (non enfatizzate). Hanno recensito positivamente le Scythe Kro Kraft, che possono essere accoppiate al noto amplificatore Scythe Kama Bay SDA-1100. Si trovano in coppia su Amazon.It a poco più di 130 €. C'è da aggiungere solo un DAC, ti consiglio gli HRT Music Streamer II o III (150-180) oppure l'Arcam rPAC se hai bisogno dell'uscita cuffia (ma c'è anche sull'ampli) e poi dei buoni cavi sia per l'ampli sia per le casse (50 € dovrebbero bastare). Le recensioni di casse e ampli puoi leggerle sul sito citato e sono decisamente positive (anche i feedback che puoi leggere su Amazon) e penso che buona parte dei tuoi obiettivi puoi già raggiungerli così.

Se cerchi un volume di suono e un impatto più consistente per ascoltare rock o sinfonica puoi puntare invece a diffusori attivi. Sempre andando su questi piccoli miracoli del rapporto qualità / prezzo made in China e sempre da TNT-Audio si possono prendere in considerazione le M-Audio BX8 D2. Si trovano anche queste su Amazon a circa 200 E. In questo caso fai a meno dell'ampli, le colleghi direttamente al DAC e comandi tutto dal PC, dove ti consiglio caldamente di installare Foobar2000. Con il quale risolvi anche l'esigenza del telecomando. Basta uno smartphone con un player DLNA (sul blog ci sono alcuni articoli che speiagno come si fa).

Unica avvertenza per le casse è che sono "monitor" da piccolo studio, quindi progettate per "portare avanti" i suoni, ma di solito questo tipo di impostazione piace molto. Infine richiedono cavi bilanciati di tipo professionale che comunque si trovano, sarebbero l'ideale con il DAC HRT Music Streamer HD che però costa 469 E da solo.

Riguardo le sorgenti ti consiglio infine di abbandonare gli MP3 che hai e di attivare un abbonamento a Spotify ascoltando quindi sempre in modo compresso, ma in buona qualità (Vorbis 320K) e hai anche il vantaggio di ascoltare tutto quello che vuoi con 10 E al mese. A parte ovviamente demo o simili che ti mandano dalla radio. Per l'installazione a quanto ho capito sarebbero sulla scrivania in entrambi i casi, non sono piccolissime ma dovrebbero andare bene, certo il piano non deve essere di vetro. Se invece le vuoi installare in stanza servirà anche un supporto.

In sintesi penso che puoi cominciare con questi componenti investendo e rischiando molto poco e arrivando già ad un primo impianto hi-fi.

 

Q

Antonio D.A. - 22 ottobre 2014 (Un wireless speaker di qualità al posto dell'impianto)

 

Dopo il mio precedente messaggio, ho sospeso l'acquisto dello Unitique perché ho letto che a settembre sarebbe uscito un nuovo prodotto Naim, forse più adatto alle mie esigenze in quanto soluzione inglobante anche gli speaker, il Mu-so. Solo ora che il Mu-so sta per arrivare al mio rivenditore, mi sono accorto che non ha un'uscita per le cuffie, che - come scritto nel mio precedente messaggio, rappresentano una parte significativa del mio ascolto.
Prima di rinunciare all'acquisto ti chiedo se, secondo te, vi sia una soluzione che mi consenta comunque di utilizzare le cuffie pur acquistando il Mu-so; mi chiedo in particolare se sia possibile avere un unico storage esterno da collegare tramite USB sia al Mu-so che a un amplificatore dedicato esclusivamente alle cuffie (budget complessivo per amplificatore e cuffie sarebbe sugli 800 euro).
Naturalmente ogni altro suggerimento che consenta di attivare allo stesso risultato utilizzando il Mu-so è gradito.
In caso negativo, dovrei "ripiegare" sull'UnitiQute, che però sarebbe una soluzione meno gradita, richiedendo degli appositi speaker.
Ti ringrazio in anticipo e ti saluto molto cordialmente.

 

A

29 ottobre 2014

 

E' una soluzione molto diversa come ​approccio ma si tratta senz'altro di un prodotto molto valido, le recensioni del Mu-so sono molte positive e la Naim è una casa che riscuote molto credito. I limiti dei wireless speaker rispetto alle casse è che non sono pensati per sonorizzare una stanza ma per un ascolto in prossimità. I limiti sono quindi nella immagine spaziale e nell'ascolto ad alto volume, se si vuole invece sonorizzare una stanza. Limiti fisici, come è intuibile. Ma nel caso del Mu-so a leggere le recensioni la potenza è sufficiente per sonorizzare una stanza, con qualche indurimento solo ad alti volumi. Riguardo al secondo aspetto il Mu-So è una soundbar con 6 amplificatori e un sistema di processing interno (DSP) che simula la ricostruzione spaziale utilizzando le riflessioni in ambiente. Non sarà per limiti fisici a livello di un impianto tradizionale di buon livello con le casse in posizione ottimale, ma ritengo che sarà sicuramente migliore nel tuo caso della casse posizionate nella libreria e di livello senz'altro inferiore. Do per scontato che un oggetto così raffinato esteticamente lo sistemerai nella posizione ottimale.

Si tratta di un wireless speaker e già dal nome si capisce che non è prevista una uscita cuffia. Che però si può realizzare facilmente (o quasi). I contenuti musicali devono essere infatti memorizzati su un disco di rete, NAS o semplice che sia. Per comunicare con il Mu-So deve supportare il protocollo DLNA (che la Naim preferisce chiamare UPnP) che può consentire però il collegamento anche di uno smartphone o di un tablet. Quindi basta avere uno smartphone o un tablet di qualità (consiglio un iPad) su cui installi una app per gestione di contenuti DLNA come Media:Connect (vedi post sul blog) o altre simili, colleghi una buona cuffia e hai risolto l'ascolto in cuffia senza altri componenti aggiuntivi, e senza coinvolgere il Mu-so.

 

Q

Pietro B. - 9 ottobre 2014 (I diritti di esecuzione per la musica da ballo)

 

Volevo ringraziare perle preziose informazioni, riguardo alla musica di pubblico dominio avrei trovato brani country e rock che farebbero il mio caso mio.
Io ho insegnato balli per ben anni 15 e sempre cercato di essere in regola con SIAE. Con musica di Pubblico dominio pensavo che si potesse insegnare balli visto che in teoria sarebbe
libera, ma non è cosi la SIAE ritiene che ginnastica o balli scopo didattico si paga il permesso SIAE e non centra i diritti d'autore ed è cosi anche per le serate danzanti.
Ho chiesto a SIAE se invento una canzone mia pago la SIAE? il dirigente risponde: come diritti d'autore non paga perché è sua ma se persone ballano su la sua musica deve per forza pagare il permesso SIAE. Tutto questo mi sembra veramente assurdo. Forse fanno pagare anche se un maestro insegna a ballare senza uso di musica.

 

A

10 ottobre 2014

 

Effettivamente pare che sia proprio così, è specificato non nel testo ma nel regolamento di esecuzione della legge. E' del 1941, ma pare proprio che nulla sia cambiato sotto questo aspetto. Nel sito non avevo trattato questo aspetto delle esecuzioni pubbliche di musica riprodotta (non concerti) dato che il focus era su chi compone ed esegue musica e chi l'acquista. Ma ti ringrazio di aver sollevato anche questo aspetto così potrò completare il quadro.
La mia impressione comunque è che si tratti di una serie di norme che non sempre sono applicate ma spesso rimangono sulla carta. Leggevo che teoricamente bisognerebbe concordare con la Siae il pagamento anche per i centralini con attesa musicale (pure se con musica public domain) e per le feste di matrimonio, ma solo se qualcuno si mette a ballare!

Per saperne di più: La musica e la legge.

 

Q

Pietro B. - 29 settembre 2014 (Dove trovare musica di pubblico dominio)

 

Salve le chiedo se può dirmi titoli di musiche di pubblico dominio Swing o Boogie Woogie o popolari e se è regolare acquistare le musiche on-line. La Ringrazio. Pietro

 

A

1 ottobre 2014

 

Ci sono molti siti che trattano musica di pubblico dominio, ad esempio questo. Musica che quindi può essere usata liberamente per accompagnare video e simili. Per una ricerca specifica bisogna andare sul sito e utilizzare gli strumenti di ricerca previsti (per genere ecc.). Pubblico dominio non vuol dire che sia gratis, i siti di questo tipo di solito offrono alcuni brani free e per altri è necessario pagare. Dopo averli acquistati si possono poi usare liberamente. Chiaro che essendo senza copyright se si trovassero sul web da altre parti si potrebbero usare lo stesso. I siti quindi forniscono solo il vantaggio di cercarli in modo più facile.

Per saperne di più: La musica public domain.

 

Q

Dal blog - 17 settembre 2014 (Collegamento diretto di un iPhone all'impianto)

 

Ciao, ho letto quello che hai scritto ed ho un dubbio... se collego direttamente l'iPhone all'ingresso di un ampli che ha una USB certificata apple (quindi sicuramente funziona con il lettore di file musicali interno all'iPhone) ed utilizzo l'app Spotify sull'iPhone arriva lo streaming direttamente all'amplificatore?
Avevo visto un mini hifi denon Rdc-m39 che ha sul frontale un ingresso USB certificato Apple.. e non riesco a capire se mentre fa lo streaming l'iPhone (o l'iPad) invia il segnale in digitale in uscita dal connettore o lo manda solo dall'uscita cuffie..
grazie per la risposta!

 

A

19 settembre 2014

 

Premetto che non ho esperienza diretta di collegamento di iPhone o iPad all'impianto stereo (utilizzo una configurazione diversa come spiegato in questi articoli, per poter ascoltare musica in HD) e quindi invito altri lettori che leggono questi commenti a intervenire se invece loro l'hanno sperimentata. Io posso solo fare ipotesi ma che non posso sperimentare, partendo da quello che è noto.
L'iPhone e l'iPad hanno un DAC interno e due uscite, una analogica (mini jack cuffia) e una sulla porta integrata con la quale si carica anche la batteria. Quest'ultima nelle versioni fino al 4 (iPhone) e 3 (iPad) era mista digitale e analogico, in particolare l'audio, a quanto riportato da varie fonti, era analogico e proveniva dal DAC. Le docking station quindi lo prelevavano così com'era e lo trasferivano all'amplificatore o alle casse amplificate. Con l'iPhone 5 è arrivato il nuovo connettore Lightning che è tutto digitale e quindi ci sono problemi di incompatibilità con le docking station precedenti. Per ovviare a questo problema la Apple stessa ha reso disponibile un connettore che include anche un DAC per la porta audio (che la docking si aspetta in analogico). Quindi in sintesi devi controllare se questo coordinato che ti interessa è compatibile con la generazione di iPhone che hai tu. Riguardo all'altro dubbio, la "scheda audio" dell'iPhone è ovviamente una sola e quindi tutto l'audio prodotto da qualsiasi applicazione dovrebbe essere gestito allo stesso modo e seguire la stessa strada. Incluso quindi Spotify.

 

Q

Fabrizio V. - 11/15 settembre 2014 (Nuovo impianto e le casse in un'altra stanza)

 

 1  Innanzitutto complimenti per il blog veramente interessante. Ho trovato moltissime notizie, spunti, spiegazioni (anche per neofiti) fatte senza "la puzza sotto il naso" di alcuni espertissimi....
Inizialmente con distaccata curiosità mi sono lasciato man mano coinvolgere approfondendone la lettura e scoprendo aspetti che che conoscevo solo marginalmente: mi riferisco in modo pericolare alla cosiddetta musica liquida (ho da sempre avuto un iMac ma per pigrizia non ho mai usato iTunes!!!).
Risultato: a 60 anni suonati mi è (RI) venuta voglia di ascoltare buona musica in modo almeno passabile ed avendo in casa un coordinato inascoltabile (almeno con i diffusori originali), per soli 60€ ho preso le Scythe Kro Craft rev B (che certo non saranno un prodotto hi-end) con risultati spettacolari rispetto a prima.
Ma, visto che l'appetito vien mangiando, sarei intenzionato con una piccola spesa ad abbandonare il vecchio coordinato: per l'amplificazione (sempre Scythe) il Karma AMP 2000 oppure l'SDAR 3000 (60 - 110 €); per il DAC l' HRT Music Streamer II consigliato nel blog (130€) da collegare al mio iMac 27 pollici del 2012.
Sorge però un problema: il Mac è nella stanza attigua a dove sarebbero collocati DAB+Ampli+Diffusori (non è mia intenzione spendere per il Mac mini…) e mi chiedo se esiste un sistema per il collegamento DAC - iMac che non sia Bluetooth (sconsigliato nel blog).
Grazie per l'eventuale risposta.

 2  Grazie Alberto per la tua risposta e per il tempo dedicato.
Ovviamente la tua risposta è stata più che utile: sebbene da sempre utente "Mac", non avevo pensato ad una semplice soluzione come Air Play.
Effettivamente la scomodità del'ubicazione sorgente/punto d'ascolto è un handicap non indifferente; potrebbe però forse essere risolta (mi documenterò) con qualche applicazione android per gestire la libreria di iTunes dal telefono che uso (cosa fattibile per chi ha un iPhone).
La cablatura la devo scartare sia per la difficoltà che per la distanza (10 metri in linea d'aria)
La soluzione Airport Express che tu proponi mi sembra più che soddisfacente (avrei comunque una qualità CD e non solo MP3 compressi), ovviamente l'impianto non ha pretese "audiophile". Air Play dovrebbe funzionare senza problemi (iMac e punto d'ascolto sono a 10 metri ma "a vista").
Forse l'unica limitazione sarebbe data dal fatto di dover utilizzare il DAC interno all'iMac (probabilmente solo "discreto") e prendere l'uscita analogica per l'amplificatore dalla base Airport Express. A meno che (probabilmente dico una corbelleria...) non si possa prendere il segnale digitale (??) dalla porta USB.2 dell'Airport ed inviarlo all'HRT Sreamer II consigliato nel tuo blog (che dovrebbe anche essere alimentato sempre attraverso l'USB.2 dell'Airport ???): tutto poco probabile!!. Non voglio approfittare della tua disponibilità, mi informerò presso un punto vendita Apple.
Ancora grazie per la tua gentile risposta e di nuovo complimenti per il blog!

 

A

13 settembre 2014

 

 1  Anzitutto grazie anche a te per l'apprezzamento, essere dalla parte della musica e cercare di facilitare la strada per ascoltarla al meglio è proprio lo scopo che mi ero prefisso. Aggiungo che sono molto buone ed intelligenti le scelte che hai fatto, immagino leggendo i consigli di TNT-Audio.
Riguardo al tuo quesito ci ho pensato un po' perché è solo apparentemente semplice. A parte che avere la sorgente in una stanza e ascoltarla in un'altra non è tanto comodo, a meno che non ascolti soltanto album. A questo però evidentemente avevi già pensato.
In pratica le soluzioni sono soltanto due: 1) usare un cavo lungo tra il DAC e l'amplificatore se le stanze sono contigue (magari facendo un piccolo buco nel muro), fino a 5 metri non dovrebbero esserci problemi e si può risolvere così; 2) usare una connessione wi-fi con protocollo AirPlay di Apple e aggiungendo una unità Airport Express.
La prima soluzione puoi verificare tu se è fattibile nel tuo ambiente, ovviamente nel caso dovrai acquistare un cavo di segnale buono.
Nel secondo caso la limitazione che avresti è sulla musica in alta definizione. In AirPlay la risoluzione massima è 16/44.1 che però è la qualità standard del CD e con il tuo impianto, valido ma comunque "minimal" non dovresti avere grandi limitazioni. La configurazione sarebbe molto semplice, il tuo Mac immagino che sia già wireless e quindi ti serve solo un Airport Express che metterai nella stanza dove è installato l'impianto. Dalla uscita analogica (un semplice jack stereo) ti collegherai ad uno degli ingressi dell'ampli e poi regolerai il volume dall'ampli. Naturalmente le due stanze dovranno essere a portata wi-fi, senza muri portanti o ostacoli tra loro.
Unico altro problema è che questa scatoletta della Apple costa quasi come le due casse ... Prezzi Apple (anche se sono sempre Made in China, penso).
Spero la risposta sia utile, ma scrivi di nuovo nel caso.

 2  Una precisazione: la conversione da digitale ad analogico nella configurazione che consigliavo sarebbe fatta ​dall'unità Airport Express che ha un DAC interno integrato, dicono anche di qualità accettabile, anche se ovviamente solo 16/44.1. La porta USB non è utilizzabile allo scopo perché serve solo per il remote printing. Puoi utilizzare però sempre dall'uscita jack integrata una connessione in digitale coassiale S/PDIF collegando un DAC esterno che ha questo tipo di ingresso (per es. il DAC SuperPro 707). Non ho mai provato questa configurazione e non so quanto sia complicato assemblarla in pratica (in teoria dovrebbe funzionare tutto automaticamente) ma in rete e da specifiche è documentata come una funzionalità disponibile.
Potresti prevederla come miglioramento futuro.
Ultima cosa, oltre a iTunes su Mac sono disponibili altri media server che hanno più funzionalità di catalogazione, player di migliore qualità e anche con app per Android per gestirli da remoto, ad esempio il noto e apprezzato J River Media Center. E' a pagamento, ma non costa tantissimo (50 € mi pare).
Ciao e buon upgrade

 

Q

Davide D.S. - 9 settembre 2014 (Collegamento di casse wi-fi)

 

Ho un giradischi Technics con ampli Yamaha AX 397 (il classico ampli come quelli di una volta). Come si fa a mettergli le casse wi fi invece delle solite casse a filo? grazie in anticipo x la risposta

 

A

10 settembre 2014

 

Non è una cosa difficile. Le casse wireless o wi-fi hanno già all'interno un amplificatore, e quello che serve del tuo impianto è solo il giradischi e l'ingresso phono dell'ampli. Dovrai solo collegare l'uscita tape dell'ampli all'ingresso della unita trasmettitrice della coppia di diffusori wi-fi e regolare il volume dai diffusori con il telecomando che di solito è in dotazione. Se come sorgente volessi usare un lettore CD non avresti neanche bisogno del tuo ampli, potresti collegare il lettore direttamente all'unità. Per avere una idea di come funzionerebbe puoi consultare il sito e il manuale delle rinomate casse wi-fi Dynaudio Xeo dove trovi anche diversi schemi.
Se però stai pensando a qualcosa di molto più semplice, tipo casse bluetooth per PC progettate per collegarsi direttamente al PC, queste non vanno bene. Devi avere sempre una unità trasmettitrice oltre alle due casse, magari semplificata e con ingresso tipo jack cuffia stereo. In questo caso dovrai usare un cavo con due pin jack da un lato e il mini jack cuffia dall'altro.
Spero solo che per la comodità di evitare i cavi (confido non per diktat famigliari) non ti priverai di buoni e consistenti diffusori magari d'annata per sostituirli con scatolette di plastica Made in China.

 

Q

Cosimo A. - 8 settembre 2014 (Registrare musica classica da Internet)

 

Esiste un modo per registrare musica classica da internet usando come uscita del proprio pc l'uscita cuffie,senza perdite di qualità,visto che il pc non possiede una uscita oltre quella delle cuffie? Cioè un apparecchio specifico che colleghi il computer ad un registratore di ultima generazione (io ne ho tre o quattro ottimi, come ad esempio il Tascam DR100-MkII ed il Roland CD-2i. Grazie ed a risentirvi al piu' presto

 

A

9 settembre 2014

 

La risposta è si e no. Sì nel senso che si può registrare musica o qualsiasi altro suono dalla uscita cuffia del PC, collegandola all'ingresso analogico ad esempio del tuo Tascam. No, nel senso che la perdita di qualità ci sarà e sarà inevitabile. Dipende dal fatto che la musica originale, che è ovviamente in formato digitale essendo su PC, viene convertita con il driver audio e il mixer standard del PC (Windows immagino) che non garantisce già la massima qualità possibile, e poi viene riconvertito da analogico in digitale sul registratore. La qualità della registrazione dipenderà poi dal controllo del livello, che dovrà evitare sia la saturazione ad alti volumi sia il rumore di fondo sui pianissimi. Ma questo penso che lo sai già se hai tre registratori digitali di qualità.
Sul Tascam invece ho visto che c'è un ingresso digitale SPDIF al quale potresti invece collegare il PC senza perdita di qualità trovando il sistema di dirigere su una uscita digitale la musica classica che ti interessa, e che immagino che ascolti in streaming, altrimenti l'operazione non avrebbe senso. Da valutare attentamente anche la qualità in origine dello streaming.
Per questo scopo esiste anche un altro sistema che sfrutta le radio su digitale terrestre e che abbiamo documentato a suo tempo sul nostro blog, puoi consultare l'articolo e verificare se fa al caso tuo.


Per saperne di più:
La registrazione digitale di qualità di programmi radio da digitale terrestre

 

Q

Andrea F. - 28 agosto 2014 (Consigli per un impianto base)

 

Buon giorno, sono all'acquisto di un nuovo impianto "base": 2 diffusori sala principale + 2 diff. camere separate mi hanno proposto: ampli Rotel RA12 o Denon MPA-720AE, diff. principali B&W 685 o 686 diff. secondari Pro-ject box 5 o box 4. Cosa ne pensate? Con i prezzi di vendita di questi articoli si possono prendere altri articoli meno conosciuti ma di resa migliore? Purtroppo non posso mettere niente a pavimento (salvo un subwuf. eventualmente), casa mansardata tutto legno. Grazie per la risposta. andrea

 

A

29 agosto 2014

 

Sono componenti di gamma media di marche molto note e apprezzate ​e quindi non dovresti avere sorprese. Sono comunque prodotti di grande serie e anche con marche meno note o con soluzioni diverse difficilmente potresti ottenere prezzi più bassi significativamente. L'unico dubbio è sull'ampli Rotel, sicuramente il componente migliore del gruppo come livello di qualità, che include un DAC per ingresso digitale. Ti serve? Devi collegare un network player o un computer per ascoltare musica liquida? Te lo chiedo perché l'ampli in alternativa Denon questo ingresso non ce l'ha. Se non ti serve perché la sorgente è un normale lettore CD, puoi scegliere un modello diverso Rotel, RA11 o RA10, risparmiando qualcosa.
Infine sui diffusori, dovresti pensare bene alla installazione per entrambe le coppie. In particolare al posizionamento all'altezza delle orecchie e allo spazio dietro ai diffusori, soprattutto per le 686 o le Pro-ject che hanno il condotto di accordo reflex sul retro. Una osservazione sulle due coppie di casse: visto che il prezzo non è molto diverso potresti considerare anche di prendere due coppie di B&W, 685 e 686 per una maggiore coerenza timbrica.

 

Q

Giuseppe F. - 23 giugno 2014 (I diritti d'autore per i V-Disc dei tempi di guerra)

 

Salve, sono l'amministratore di una casa di produzione audiovisiva.
Innanzitutto desidero ringraziarLa e farLe i complimenti per il sito web che offre una panoramica interessante del rapporto tra musica e memoria. La contatto perché stiamo ultimando un documentario incentrato sui bombardamenti delle città italiane, in particolare Foggia.
Ho pensato di inserire come colonna sonora qualche brano tratto dai V-disc americani ma non ho la certezza che, le prime registrazioni, siano in pubblico dominio.
Neanche alla ex-Discoteca di Stato sanno dirmi niente. Lei potrebbe darmi qualche informazione a riguardo? Le sarei infinitamente grato.

 

A

24 giugno 2014

 

Anzitutto grazie per i complimenti che ricambio facendovi i migliori auguri per il successo della vostra iniziativa.
Riguardo al quesito, se le ultimissime disposizioni sul diritto d'autore non hanno introdotto novità in qualche comma nascosto e sfuggito anche alla stampa più attenta, non dovrebbero esserci vincoli ostativi, almeno in Italia. Faccio questa premessa perché non ho avuto modo di fare una verifica approfondita anche se, come accennavo, interventi sul diritto d'autore hanno sempre una eco mediatica considerevole.
La legislazione italiana ed europea prevede che i diritti sulla esecuzione scadano dopo 50 anni e quindi rimarrebbero soltanto, eventualmente, i diritti degli autori e bisognerebbe controllare se sono ancora attivi quelli degli autori dei brani prescelti e se sono presenti in Italia. Si possono anche scegliere oculatamente i brani, se c'è qualche traditional non ci sono problemi.
Invece per un eventuale utilizzo in USA i vincoli rimarrebbero perché li il limite è 75 anni.
Un sistema pragmatico ma efficace per verificare la situazione reale (che è complicata a piacere) è inserire il brano prescelto (nel caso siano conosciuti gli autori) su YouTube. Se dichiara 'brano protetto in alcuni paesi' ma consente di inserirlo e' in pratica libero in Italia.

 

Q

Caterina R. - 4 giugno 2014 (Le web radio, la musica e i diritti di diffusione)

 

Salve, vorrei sapere se in radio brodcast / network / web radio, è possibile trasmettere file Mp3, provenienti da download internet, da peer to peer, da estrazioni di YouTube, da CD proprietari convertiti in MP3. Qual è la giurisprudenza in materia ??

 

A

4 giugno 2014

 

Certamente è possibile, ma bisogna pagare però i diritti di copia ai detentori dei diritti, concessionari (come la SIAE) esattori (come la SCF) o agli editori stessi, a meno che la musica trasmessa sia public domain, con diritti scaduti o senza diritti. Questo vale per qualsiasi tipo di diffusione e con qualsiasi mezzo, se la diffusione è pubblica come nel tuo caso, sia che sia a fini di lucro sia che sia gratuita. Questo prevede la legge attuale, che puoi approfondire con i vari casi sul nostro sito a questa pagina e nelle pagine collegate.
Questo vale beninteso per la musica che possiedi legalmente, quella scaricata senza pagarla da siti P2P o da YouTube non dovresti neanche averla.
Questo prevede la legge, che poi sia applicata in modo estensivo anche a web radio musicali non saprei, certamente le possibilità di controllo si sono estese con la ultima modifica di legge e la possibilità di chiusura della web radio in caso di contestazioni è concreta.
Se mi permetti però una osservazione, non so se state pensando ad una web radio musicale o di informazione, nel primo caso ritengo però che con la espansione continua di YouTube e con la diffusione rapida dei servizi streaming come Spotify, lo spazio per una web radio musicale possa  ridursi sempre di più, a meno che sia veramente specializzata.

 

Q

Massimo D. - 2 giugno 2014 (Aprire una radio locale nel 2014)

 

Buongiorno, complimenti per le notizie del sito, vorrei sapere come si può realizzare una radio privata digitale e quanto costa comprare le frequenze.grazie

 

A

4 giugno 2014

 

Il tuo intendimento non mi è del tutto chiaro. Se per "radio privata digitale" intendi una radio via Internet, una web radio, non è necessaria alcuna frequenza. Se invece, come mi pare di capire, l'obiettivo è aprire una radio con tecnica digitale DAB+ il percorso è più complesso e passa per la partecipazione ad una procedura di selezione comparativa per l'assegnazione delle frequenze messe a bando dall'Agcom. La selezione viene fatta in base ai titoli dei concorrenti, e quindi: 1) piano tecnico della infrastruttura di rete 2) potenzialità economica della società concorrente 3) esperienza pregressa nel settore radiofonico. Al momento però l'unico bando emesso e credo anche esaurito riguarda il Trentino Alto Adige e Bolzano dove è iniziata (o meglio ripartita dopo 10 anni) la sperimentazione sul campo del nuovo standard. Probabilmente seguiranno altri bandi, ma al momento non sono annunciati. Trovi informazioni dettagliate in merito sul sito dell'associazione delle radio locali, Aeranti-Corallo, alle sezioni "normativa" e "giurisprudenza". I bandi che ho citato sono quelli del 2013.
Naturalmente l'alternativa è acquistare le frequenze da chi ha ottenuto l'assegnazione, ma si tratta al momento soprattutto di radio nazionali (tipo RTL 102.5, Radio Deejay, Radio 24 ecc.). In ogni caso l'elenco delle radio che hanno assegnate frequenze DAB+ è pubblicato sul sito Digital radio. Inoltre si tratta in realtà di multiplex di più radio e quindi le cose sono ancora più complesse.
In sintesi è un settore tutto per operatori già del settore o per chi ha buone possibilità di investimento. Ma anche molta fiducia nel ritorno dell'investimento, perché il settore radio ha una raccolta pubblicitaria in continuo calo e prospettive negative per il futuro.

 

Q

Archivio spartiti storici - 3 aprile 2014 (Digitalizzare e distribuire via web spartiti storici e rari)

 

Gli spartiti originali inediti dei Maestri di cappella (1500-1800) che in un archivio storico possono essere resi disponibili per pubblicazione e/o esecuzione a quali condizioni? Digitalizzati? Quali sono le modalità di contratto per l'esecuzione musicale o vocale o pubblicazione o incisione o altri usi? Come valorizzare il patrimonio musicale tutelando l'archivio e riservando gli introiti a chi possiede gli spartiti? Grazie.

 

A

5 aprile 2014

 

Domanda complessa. Provo a rispondere su alcuni punti.
La premessa dovrebbe essere la digitalizzazione degli spartiti, operazione ne' semplice ne' rapida per  spartiti antichi e quindi da trattare con cura. E' necessario contattare una società specializzata e in possesso dell'esperienza e della tecnologia adatta.
Una volta digitalizzati avrete la copia fotostatica degli spartiti, non veri e propri spartiti digitalizzati (per i quali viene anche digitalizzata la notazione musicale).
In ogni caso se ancora ben leggibili sono usabili e quindi sarà possibile diffonderli.
Potrebbero essere anche diffusi come materiale public domain perché sicuramente i diritti di autore e di edizione originali, se pure ci fossero, sarebbero scaduti. In questo caso ci sono licenze di tutela apposite, e internazionalmente riconosciute, la più diffusa e utilizzata è la Creative Commons.

Ma l'obiettivo è invece la vendita per, immagino, coprire i costi di conservazione e di digitalizzazione.
In questo caso dovreste appoggiarvi su una piattaforma di e-commerce, ci sono diverse società nel settore informatico che possono fornirne una. Dovete anche decidere i prezzi e le modalità di vendita (brani singoli, raccolte ecc.) confrontandole con i valori di mercato. Un business plan in altre parole.

A questo punto il problema è come tutelare le copie vendute tramite web da ulteriori copie non autorizzate. Questo è il problema numero uno per tutti i siti che vendono spartiti in rete, perché è molto difficile, anzi quasi impossibile impedire la copia. Si possono però adottare sistemi vari per rendere meno facile l'operazione, ad esempio consentendo solo un numero limitato di stampe e impedendo il salvataggio su file.
Considerando la particolarità dei contenuti forse si potrebbe lasciare questo aspetto anche alla responsabilità degli acquirenti, inserendo opportune avvertenze e stampigliature.
In ogni caso deve essere impedita dal punto di vista legale la copia non autorizzata, anche per poter perseguire eventuali abusi, quindi la riedizione deve essere registrata a nome di un editore.

Infine l'utilizzo per esecuzioni. Questo è libero per chiunque abbia acquistato legalmente gli spartiti. Se la esecuzione prevede uno sfruttamento commerciale (concerto, diffusione via radio, incisione) sarebbe previsto il pagamento dei diritti d'autore. In questo caso però i diritti dovrebbero essere scaduti anche per gli eredi per tutti gli spartiti, immagino, e quindi nessun problema o vincolo sotto questo aspetto.

Naturalmente vista l'importanza storica e l'unicità di un archivio storico queste sono soltanto considerazioni generali e spunti sul possibile percorso che si può seguire in questi casi, per proseguire è ovviamente necessario un supporto professionale sia dal punto di vista legale sia degli aspetti commerciali e fiscali.

 

Q

Antonio D.A. - 25 marzo 2014 (Un impianto con al centro un music server Nait)

 

Buonasera, ho già chiesto aiuto inserendo un commento a un post, ricevendo con molta sollecitudine una risposta chiara ed esauriente. Approfitto ancora della sua cortesia, chiarezza e competenza.
Sto per accingermi all’acquisto di un impianto da installare in una stanza adibita a libreria/studio; per ragioni di praticità la mia intenzione è quella acquistare unicamente un Naim Unitiqute 2.
Sempre per ragioni di praticità, intenderei posizionare le casse negli scaffali della libreria di fronte al divano (pur sapendo che questa sistemazione non è il massimo); la distanza fra le casse e il punto di ascolto sarebbe di circa 2 mt.; peraltro, penso che ascolterò molto in cuffia (diciamo il 50% del tempo).
Possiedo delle casse Sony SS-AL5 e sono indeciso se tenerle o cambiarle; l’impianto a cui sono collegate attualmente non è granché e quindi non riesco a valutare bene la loro qualità.
Il mio budget per casse e/o cuffia è di circa 800/1000 euro. Ascolto prevalentemente jazz e soul, e un po’ di pop/rock
Ecco le mie domande: ha senso tenere le Sony, anche considerato come verrebbero posizionate, o è opportuno cambiarle, per sfruttare le qualità del Naim?
In questo secondo caso, come sarebbe opportuno ripartire la spesa fra cuffie e casse?
E infine: quali casse e quale cuffia mi suggerisce? Un amico mi ha consigliato le B&W CM5: cosa pensa di questo abbinamento?
Per agevolare la comprensione della situazione di ascolto, mi permetto di allegare una piantina (molto artigianale) della stanza.
La ringrazio in anticipo per l’attenzione e resto in attesa dei suoi illuminanti consigli.

 

A

26 marzo 2014

 

Anzitutto grazie per gli apprezzamenti riguardo ai nostri tentativi di rendere semplice la fase di messa a punto dell'impianto e lasciare più tempo possibile al vero scopo, che è l'ascolto della musica al meglio.
Venendo alla tua domanda, le Sony che hai non sembrano un prodotto da scartare a priori, il progetto è classico e le uscite reflex frontali le rendono adatte alla sistemazione obbligata che prevedi. Ti consiglierei di provarle con il Naim Unitiqute, ottima scelta, che ha una sezione di amplificazione di qualità, e verificare la resa una volta pilotate efficacemente. Assicurati soltanto di utilizzare un cavo di potenza di buona qualità (senza esagerare, basta che sia costruito per questo scopo, cerca di fare in modo che sia il più corto possibile ma uguale per le due casse) e che il supporto sulla libreria sia ben stabile.
Per la verifica e la messa a punto puoi utilizzare anche dei file audio di test. Ce ne sono di disponibili gratuitamente anche in HD su Qobuz (vedi ultimo post sul download digitale sul blog).

Per contro le B&W CM5, che dovrebbero essere senz'altro superiori, hanno l'uscita bass reflex posteriore e quindi non sarebbero l'ideale per questo posizionamento, dovrebbe essere "tappata" con l'apposita spugna. Penso sia meglio che prendi confidenza con il nuovo impianto, ascoltando anche musica in HD, per individuare i limiti delle casse e poi cercare una soluzione che sia effettivamente migliorativa. Inclusa magari una che preveda un paio di snelli diffusori tower da posizionare a terra, ce ne sono moltissimi di qualità e anche non troppo intrusivi.
Puoi dare quindi priorità alle cuffie, la cui qualità interessa ben il 50% dei tuoi ascolti. E' un settore in forte sviluppo con sempre nuove proposte, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Io sono affezionato alle classiche Grado, le SR-80 o SR-125 sono ottime e non costose. Un po' scomode per via del cordone su entrambi i padiglioni. Molte le alternative che però ti potrei solo citare, non avendole ascoltate. Sull'ultimo numero di Audio Review ce ne sono molte in prova. Poi ci sarebbero le Stax elettrostatiche eccezionali ma andiamo fuori budget.
Penso sia tutto, nel caso non esitare a scrivere di nuovo.

 

Q

Dal blog - 5 febbraio 2014 (Passare al vinile, oggi)

 

Buon giorno. Gradirei sapere quanto segue:
- al giorno d'oggi, per chi non possiede alcun "disco nero", vale la pena l'acquisto di un giradischi di livello medio-alto con relativa testina appropriata?
- i dischi "LP" nuovi dove si possono comprare?
- per un novizio dell'alta fedeltà e meglio orientarsi verso i CD o aspettare che esca qualcosa di più evoluto?
Grazie per le cortesi risposte.

 

A

5 gennaio 2014

 

Rispondo come prima cosa alla domanda numero 2 perché la risposta è oggettiva: sì, vengono pubblicate regolarmente novità discografiche e ristampe da catalogo anche in formato vinile, proprio perché c'è un ritorno di interesse. Si trovano anche nei negozi di dischi più forniti oppure su Amazon e altri siti web. Il numero di uscite è comunque molto inferiore al formato CD o alla liquida in download (iTunes). Inoltre il costo del disco è più alto del CD, circa 20-25 E. Da considerare però che sul mercato dell'usato (eBay) soprattutto sul genere classico c'è una offerta consistente a prezzi non elevati.

Sulla prima domanda la risposta non può che essere soggettiva: se quello che cerchi è un sistema per sentire la musica che ti consenta di scegliere liberamente tutta la musica pubblicata nel mondo, il CD o meglio ancora la musica liquida sono la soluzione migliore. Se invece ti affascina anche lo strumento per sentirla e trovi interessante maneggiare cose belle ma superflue come gli LP (un po' come i libri d'arte) il vinile può essere un hobby affascinante. In ogni caso la offerta di LP è attualmente abbastanza ampia da poter costituire una buona discoteca e quindi avere tutto il materiale per apprezzare il suono particolare del vinile (attenzione però: richiede una messa a punto accurata, anche se non bisogna drammatizzare).

Infine per l'ultima domanda: dipende molto dal genere che ascolti, se è solo o prevalentemente classica volendo puoi anche saltare il CD e passare direttamente alla musica liquida (vedi molti post in merito sul nostro blog) ma per la musica moderna il CD è ancora il supporto di riferimento.

Per saperne di più: FAQ sul ritorno al vinile

 

Q

Alessandro B. - 27 gennaio 2014 (Un DAC per l'iPhone)

 

1) Vi ringrazio anticipatamente se mi risponderete, non sono un esperto di alta fedeltà e vorrei tanto il consiglio di un esperto…ho della cuffie sennheiser che uso con un iPhone 5S e vorrei migliorare la qualità del suono magari utilizzando un convertitore dac … quale mi consigliereste? TEAC UD-H01? Un MICROMEGA my groove? Oppure segnalatemene uno voi…possibilmente sui 200/300 euro….grazie per l’attenzione

2) Ti ringrazio molto per il tempo che hai dedicato alla mia email ... allora vorrei solo aggiungere che uso iTunes per la musica e il fattore mobilità non e' importante per me ... ma il problema principale che ho riscontrato cercando un apparecchio adatto in rete credo sia che iPhone 5s utilizza l'uscita ligthning e questo non lo rende compatibile con l'USB di molti apparecchi. In base a questa considerazione ho individuato NUFORCE icon iDO che sembra funzionare correttamente anche collegato via ligthning e ha un prezzo accettabile (da me) ... cosa ne pensi di questa soluzione?

 

A

31 gennaio 2014

 

1) Se usi l'iPhone come sorgente, stai utilizzando evidentemente l'uscita cuffia dello smartphone e il DAC interno, che è comunque di buona qualità. Se vuoi usare sempre come sorgente l'iPhone per utilizzare un DAC di migliore qualità ti serve una dock station che prelevi l'output in digitale dalla porta USB (l'unica che ha l'iPhone, quella usata anche per l'alimentatore) lo trasferisca sempre in digitale al convertitore, che poi lo convertirà in analogico, oppure una dock statione che include anche il DAC. Per l'ascolto in cuffia dovrai scegliere però un DAC che ha anche la uscita per cuffia, come il Teac che hai individuato. Ancora meglio sarebbe un amplificatore dedicato e specializzato per cuffia.
Una dock station che ha queste funzionalità è ad esempio la Pure i-20 e costa circa 80 €, ma ce ne sono di anche più elaborate (e costose) come quella prodotta da Wadia. (

Prima di imbarcarti in queste complicazioni (che peraltro ti impedirebbero la mobilità) dovresti però a mio parere approfondire la qualità del software musicale che intendi ascoltare. Se ascolti materiale in qualità CD o anche da iTunes originale e alla qualità più elevata (AAC 256Kbps) o Spotify alla massima qualità, puoi effettivamente sentire un miglioramento. Se invece ascolti web radio o mp3 di varia provenienza il materiale è già in origine di minore qualità e temo che non potrai apprezzare particolari miglioramenti, se non quelli derivanti dalla possibile (ma non certa) migliore qualità dell'uscita cuffia analogica del DAC, rispetto a quella miniaturizzata dell'iPhone.
Spero sia tutto chiaro e sia quel che volevi sapere, se no scrivici di nuovo.

2) Sembra un buon prodotto, ben realizzato. Tutti questi DAC usano componenti integrati fatti da poche case specializzate e quindi anche come qualità sonora non dovrebbero esserci sorprese, anche se non conoscendolo e non avendolo provato devo mantenere il condizionale. Buoni ascolti se seguirai questa strada.

 

Q

Mariano F. - 15 gennaio 2014 (Dove trovare DVD di rock italiano)

 

Salve, vorrei una informazione, dove posso acquistare dvd relativi alla musica dei gruppi rock italiani degli anni 60 e primi 70? grazie per la cortese attenzione

 

A

18 gennaio 2014

 

Dipende da cosa intendi per "gruppi rock" negli anni '60 in Italia non ce ne sono stati di propriamente rock, per i '70 su ibs.it si trova qualcosa del Banco e della PFM ma nulla per i New Trolls o altri del primo progressive, almeno per quelli che ho provato a cercare. Quello che manca, penso, è proprio il materiale video originale, non penso che ne abbiano girati molti. Poi ci sono molti siti che vendono (o dichiarano di vendere) DVD rarità, ma per cercare nei loro cataloghi dovresti definire quello che cerchi. Infine c'è come sempre il canale eBay, e quindi l'usato soprattutto. Qui conviene attivare una ricerca automatica, estesa anche ai VHS, perché non sarà tanto frequente l'offerta di materiale di questo tipo.

 

Q

Dal blog - 5 gennaio 2014 (Il vintage tecnologico: risorsa o moda?)

 

Mi interesserebbe molto leggere qualcosa di più approfondito circa il "fenomeno" vintage. Sopratutto la causa scatenante. Cosa spinge una persona sana di mente a frequentare rigattieri e mercatini dell'usato per cercare della ferraglia elettronica da riportare a nuova vita? La solita crisi? Il risparmio? Puo essere che apparecchi di 30-40 anni fa possano ancora regalare emozioni? Io non credo. Senza contare i grossi rischi che si corrono

 

A

5 gennaio 2014

 

Riguardo al cosiddetto vintage mi sento invece di consigliare prudenza, è un territorio per veri conoscitori, come le macchine fotografiche o le automobili o, per restare in tema, gli strumenti musicali d'epoca. Comprare attirati dalla parola magica "vintage" prodotti, elettroniche soprattutto, molto inferiori a prodotti nuovi è molto più facile che trovare il desiderato affare. In fondo è solo una parola più accattivante per definire la vendita di materiale usato. E per gli acquisti valgono le stesse regole da applicare per l'acquisto di oggetti usati di qualsiasi genere: per comprare bene occorre, come anticipato, una buona, anzi ottima, conoscenza del settore e deve essere anche ben chiaro l'utilizzo che poi si dovrà fare di quello che si compra.

Utilizzo che può essere l'uso continuativo, come per un oggetto nuovo, oppure il piacere di possedere ed usare, magari occasionalmente, un oggetto che ha un forte valore simbolico ed estetico. Per fare un esempio in un altro campo, le auto d'epoca: una Jaguar XJ di fine anni '60 da utilizzare in raduni tra appassionati oppure come auto da tutti i giorni. E' evidente che c'è una differenza. In più, in chi ne ha le capacità, c'è anche l'aspetto del "restauro", ma a questo punto diventa un hobby a sé stante. La molla quindi a mio parere è sempre la stessa, un misto di desiderio di fare buoni affari, di raggiungere un livello più elevato di quello che sarebbe possibile col nuovo, di possedere anni dopo quello che da giovani e squattrinati non era possibile. La molla di chi vende però è esattamente l'opposto (è la legge del libero mercato) quindi vendere moltiplicando il valore cercando soprattutto il mitico "amatore" disposto quindi a pagare molto per un oggetto che gli interessa particolarmente. Bisogna quindi stare attenti a non essere noi gli "amatori" o almeno ad esserne consapevoli.
In estrema sintesi giradischi e diffusori usati e anche di parecchi anni possono essere ancora validi e più che validi (ovviamente non tutti i modelli indistintamente) mentre la evoluzione della tecnologia ha reso obsoleti la maggior parte degli amplificatori a stato solido e gli altri componenti elettronici.

Per approfondimenti: Acquistare hi-fi su eBay

 

Q

Edoardo S. - 1 novembre 2013 (Consigli sul primo impianto)

 

Buonasera. Volevo avere da voi un consiglio: vorrei acquistare un impianto hi-fi (il 1°!!) con queste caratteristiche: budget ~1.500 Euro, N° 2 diffusori da pavimento (in alterntiva da libreria), N°1 Sintoamplificatore per collegare anche la TV (non interessa home-theatre, solo uscita per 2 diffusori / eventuale ma non indispensabile subwoofer), N°1 lettore SACD, CD, CD-R/RW (MP3, WMA) e dispositivi USB. Cavi e quanto necessario per installazione. Sicuro della Vs. collaborazione ringrazio anticipatamente. Per qualsiasi informazione sempre a Vostra disposizione. Cordiali saluti

(Dopo richiesta di alcuni elementi in più)
E' vero consigliare un impianto con così poche informazioni non è davvero facile se non quasi impossibile! Allora cercherò di darti qualche informazione in più. Premetto che la musica mi piace un pò tutta però prevalentemente ascolto pop e rock (i miei figli quelle musiche rap grunge funk metal house che sinceramente mi ricordano il rumore del trapano!). Il mio futuro impianto andrà posizionato nel soggiorno di casa mia (un soggiorno tipico di una normalissima famiglia con 2 figli).
In contemporanea all'acquisto dell'impianto hi-fi volevo anche acquistare un televisore e visto la qualità audio abbastanza scadente dei nuovi tv (d'altronde con gli spessori che ci sono in gioco non possono fare i miracoli) volevo sfruttare i diffusori per per avere un sonoro di tutto riguardo
Quindi il mio impianto dovrebbe essere un tutt'uno tra impianto hi-fi e TV.
Il mio soggiorno è circa 35/40 m².
Sicuramente vorrei poter vedere anche DVD e Blu Ray (che potrò fare anche con qualche console di gioco visto che ci sarà pure quella da collegare!). Per quanto riguarda leggere anche SACD hai ragione, lasciamo perdere. Forse (ma non sono un esperto) avrei bisogno di un amplificatore che faccia anche da DAC visto che oramai la musica liquida spopola (poi con 2 figli...)
Ultima informazione che ti chiedo è: io abito in provincia di Cremona e volevo sapere se conosci qualche rivenditore di fiducia a cui rivolgermi (anche a Milano ozone limitrofe) e poi se l'acquisto via Internet è da consigliare o sconsigliare. Sicuro di averti già fatto perdere un po' del tuo tempo ti ringrazio anticipatamente e vorrei dirti che per qualsiasi altra informazione sono sempre a tua disposizione

 

A

13 ottobre 2013

 

Dato che userai ancora i CD il tuo impianto sarebbe semplicissimo, un lettore CD, un amplificatore, due diffusori di tipo tower. Le due esigenze aggiuntive che complicano un po' le cose sono il collegamento di unità di memoria esterne su una porta USB e soprattutto la integrazione con il video.

Vediamo per punti, anche se è necessario dilungarsi un po' perché le cose da considerare sono parecchie.

Vediamo prima la seconda esigenza che richiede di scegliere tra soluzioni contrapposte, e quindi accettare qualche compromesso. La prima soluzione è collegare l'uscita audio del televisore a un ingresso dell'amplificatore. Prerequisito importante è che sul televisore ci sia una uscita audio adatta, quindi non amplificata (l'uscita cuffia non va bene) e con connettori RCA. Questo diventerebbe un vincolo per la scelta del TV, visto che lo devi comprare, ma temo che sia una funzionalità che tende a sparire negli ultimi modelli. L'unica alternativa in questo caso è prendere l'uscita dalla presa Scart (che ancora dovrebbe resistere) sincerandosi prima che nel modello prescelto la presa Scart preveda anche l'uscita. Di solito è così. Per prelevare l'audio occorre poi un adattatore che si dovrebbe trovare nei negozi di elettronica o di Internet.
A questo punto l'uscita audio andrebbe alle casse selezionando opportunamente da menu questa opzione e avresti il potenziamento ricercato. Ma forse ne soffrirebbe la pace familiare, perché fatalmente dimenticherai il TV su questa opzione, tua moglie non saprebbe trovarla o non si ricorderebbe che era in funzione e che bisogna anche accendere l'hi-fi, non sentirebbe niente mentre vuole vedere il suo programma preferito e ti chiamerebbe per avere aiuto proprio mentre sei impegnato in una riunione importante e non puoi parlare (...magari nel caso tuo non è così, è quello che capita ogni tanto a me).
In sintesi qui il compromesso sarebbe sul lato della funzionalità.

L'alternativa è utilizzare invece un sintoamplificatore HT, che è progettato proprio per integrare l'audio e il video. Lo useresti solo in parte, per i due canali frontali, mentre invece i canali disponibili sono di solito almeno 6, ma l'unica cosa da fare sarebbe far transitare gli ingressi video sull'ampli che poi farebbe tutto, dopo averlo configurato. Operazione non semplicissima ma penso non ardua per un impianto a due canali.
Il problema è che l'audio per il cinema o la TV ha esigenze diverse da quello per la musica. Più che la precisione conta l'impatto e la spettacolarità. Di conseguenza questi amplificatori, almeno quelli di prezzo terreno, usano moduli in classe D, potenti, sicuramente adeguati allo scopo ma che non godono di grande fama in campo audio.
Qui il compromesso sarebbe sul versante della qualità.

In più può darsi anche che il nuovo audio potenziato in casa non piaccia. Nei programmi, nei film e nelle fiction l'audio più importante è il parlato, e deve provenire dallo schermo. Per questo negli impianti HT è previsto un canale centrale. L'audio riprodotto dall'impianto sarà migliore per ascoltare musica dal TV ma potrebbe essere rifiutato preferendo l'audio del TV. Che non è neanche così male negli ultimi modelli. Negli ultimi Sony 4K è potenziato con unità specializzate ai lati dello schermo. Nel precedente Bravia (quello che ho io) c'e' una unità di base aggiuntiva, ma anche senza l'audio è accettabile. Sfruttano la grande estensione dell'oggetto, un po' come negli iPad.

A te quindi la scelta. Che può contemplarne anche una terza, tenere il TV così com'è (e l'impianto hi-fi a fianco ma separato) e potenziare l'audio con una soundbar più subwoofer. Ne esistono molti modelli a partire anche da poche centinaia di Euro.

Per la porta USB + DAC invece problemi non ce ne sono, può essere nell'amplificatore, anche HT, oppure nel lettore per dischi ottici. In questo secondo caso è inclusa ormai quasi sempre perché il DAC c'è già, per gli ampli questo vincolo restringe invece un poco la scelta.
Da considerare poi che i dischi ottici, CD, DVD e BD (o Blu Ray Disc) sono nella fase finale della loro parabola tecnologica e di conseguenza è da valutare attentamente l'investimento su un componente specializzato come un lettore solo CD.
Tirando le somme vediamo le scelte che si possono fare per i tre componenti rimanendo all'interno del budget.

Lettore
Un lettore universale Blu-Ray, DVD, CD ecc. più porte USB per memorie esterne che ha tutti i requisiti richiesti e gode in più di un'ottima fama e ottime recensioni sia per la parte audio sia per la parte video è l'Oppo BDP-103. Inoltre, ed è la cosa più importante, è già compatibile con un utilizzo come network player per musica liquida (ma anche per streaming video). In USA costa 500$ ma la versione europea è un po' più costosa, intorno a 700 €. Il rapporto qualità / prezzo rimane eccezionale ma ti porterebbe fuori dal budget previsto. Se non pianifichi un passaggio alla musica liquida o preferisci rimanere nei costi puoi scegliere in alternativa un buon lettore BD, come ad esempio il Pioneer BDP LX55 (poco più di 300). Modelli budget ma ancora validi, come sai, sono disponibili ormai anche sotto i 200 o anche 100 €.
Amplificatore stereo
Le marche che producono amplificatori con una buona reputazione riguardo alla qualità audio nella fascia "under 500" non sono molte, in pratica sono la Rotel, la Nad e la Arcam. Le italiane partono da un livello un po' più su. Nel catalogo Nad c'è un modello che dovrebbe andare bene per il tuo ambiente, piuttosto ampio e che quindi richiede una certa potenza. E' il modello C 326BEE, 50-100w (poco meno di 500 E). I modelli base delle altre marche citate partono da 700 E o giù di lì e sono un po' meno potenti.
Amplificatore HT
Nel caso che la integrazione con il video sia effettivamente una priorità puoi rivolgerti a case come la Marantz o la Denon che hanno una gamma molto vasta di sintoampli HT sotto i 500 E, anzi, stranezze del mercato, pur essendo ricchissimi di funzioni di ogni tipo, hanno un costo più basso degli ampli stereo. Per esempio nella gamma Denon puoi fare riferimento al modello AVR-X1000.

Casse
Qui la scelta è molto vasta, ma la devi fare tu. Va bene il tipo più diffuso al momento, cosiddetto a torre, a 2 vie o due vie e mezzo, che si adatta bene a qualsiasi ambiente, ma marche e modelli sono molti e la resa musicale cambia e può essere più o meno coerente coi tuoi gusti musicali e con le aspettative che hai riguardo alle emozioni che può dare l'impianto. Ad esempio le casse del principale produttore attuale, la B&W, a volte non sono apprezzate da chi ascolta rock perché molto neutre. Quindi ti consiglio di investire qualche pomeriggio in ascolti a confronto presso qualche negozio del settore, con i tuoi dischi preferiti. Per evitare delusioni al momento dell'installazione e del primo ascolto. Sul sito ho pubblicato in proposito una mini guida alla sessione di ascolto che puoi consultare.

Mi limito a farti qualche nome. Le casse col miglior rapporto qualità prezzo sono al momento le Indiana Line, italiane (ma prodotte in Cina come quasi tutta l'elettronica di consumo sotto ai 1000 E venduta nel mondo), il modello giusto dovrebbe essere la Tesi 560 che costa veramente poco, poco più di 500 E la coppia. Analoghi modelli stranieri come la Wharfedale 10.6 o la Tannoy Mercury V4 o le Kipsch RF 42 costano un po' di più, sui 700. Sono tutti modelli molto diffusi e puoi trovare i prezzi su internet. E' possibile che ti propongano anche altri modelli e/o altre marche, ci sono sono nuove uscite continuamente, se le marche sono queste o altre marche conosciute e presenti da tempo (Chario, Monitor Audio, Mission ...) valutale tranquillamente. Puoi verificare su Internet questi aspetti.

Mi chiedevi poi dei negozi specializzati. A Milano (non abito lì) conosco solo il più famoso, Buscemi, ma ce ne sono sicuramente altri validi sia in città sia in provincia e nella tua zona, anche se in numero ridotto rispetto ad anni fa. Non sempre hanno in negozio una gamma ampia di componenti da ascoltare e potrebbero proporti alternative o sconti su componenti diversi restando all'interno del budget. Restando sulle marche e tipologie che ho citato e con modelli nuovi e in garanzia non dovresti però avere sorprese. Inoltre si possono acquistare anche in Internet, pure tramite Amazon.

Aggiungo solo per chiarezza che questi consigli non derivano da ascolti diretti di tutti questi modelli citati e delle varie combinazioni (sarebbe praticamente impossibile) ma dalle recensioni più attendibili e dalla conoscenza diretta di componenti analoghi.
Ti saluto e ti auguro una buona ma non troppo lunga ricerca.

 

Q

Stefano D.S. - 12 ottobre 2013 (Trasferimento dei CD in digitale come file ISO)

 

Mi stavo chiedendo se, in alternativa ad usare la procedura descritta sul tuo blog con Footbar (lo uso anche io come lettore, ma non ne trovo le aggiunte per altre funzioni), non possa essere più semplice copiare un cd come ISO... Differenze di qualità? Grazie Stefano

 

A

13 ottobre 2013

 

Se mi fai questa domanda è con ogni probabilità perché il tuo music server Popcorn Hour (vedi domanda precedente) è in grado di leggere anche i file ISO, come molti di questi oggetti di ultima generazione. I player per PC normalmente non li accettano.
In ogni caso è preferibile estrarre i file audio suddivisi per canzoni o brani, in questo modo si potranno anche gestire singolarmente e non per album per creare playlist e soprattutto si potranno associare metadati come il genere, i titoli, gli interpreti e così via.
Il tempo necessario peraltro è lo stesso e quindi non vedo proprio vantaggi a seguire questa strada, che invece è normalmente adottata per i film su DVD.

Venendo alla conversione su Foobar2000 la funzione di conversione si attiva semplicemente posizionando il mouse su un file o su un gruppo di file e usando il tasto destro. Si attiverà un menu a tendina e bisognerà scegliere Convert. Dopodiché non tutti i codec saranno disponibili ed eventualmente bisognerà installarne altri. Quello più utile e più usato, il famoso FLAC, dovrebbe però essere già incluso di default nelle ultime versioni.

Riguardo al tempo di conversione dipende tutto dal livello di controllo sulla esattezza che vuoi fare. I CD contengono un sistema di correzione degli errori e quindi suonano anche se nel trasferimento alcune sequenze di bit sono alterate.
Per evitare possibili e paventati effetti sulla qualità del suono molti pensano che sia importante ridurre al minimo o azzerare l'intervento della correzione di errore e con vari sistemi si punta una conversione la più possibile simile al master originale.

Per ottenere l'obiettivo pieno si può perdere anche molto tempo, il software di riferimento si chiama EAC. Foobar2000 consente di usare un sistema alternativo più smart chiamato AccurateRip che da' già un buon risultato con 10-15' per album. Togliendo questa opzione il tempo si riduce a pochi minuti. Una alternativa è usare iTunes che ha una correzione di errore più semplificata e consente di convertire un intero album in 2-3'.

 

Q

Stefano D.S. - 12 ottobre 2013 (La sicurezza dell'archivio digitale e i tempi del ripping)

 

Ho cominciato a studiare la musica liquida, primi dubbi... sintetizzati nello schema allegato. Peccato che si debba copiare un CD alla volta.... diventa un lavorone.... magari sarà l'occasione per scegliere quelli che davvero contano per me :-).
NAS (eventuale): Il Netgear è il primo che mi è capitato, solo come esempio... comunque in questi oggetti vanno inseriti HD interni, come quelli che vanno dentro ai PC? Perciò non potrei riutilizzare gli HD esterni...
Mi è già succeso, qualche anno fa, di perdere un sacco di file per HD difettosi. Da quando uso soltanto Western Digital non ho avuto problemi. Però, se volessi, come sto pensando, spostare anche tutta la musica su un HD, comincia ad essere proprio un sacco di roba e perciò sento il bisogno di un buon backup. Ho pensato, girando per web, ad una soluzione basata su un NAS

 

A

13 ottobre 2013

 

Backup: chiaramente un sistema NAS con dischi ridondanti sarebbe l'ideale ma ovviamente a parità di capacità costano di più, circa il doppio. Per i CD rippati però l'utilità è relativa: basta non buttare via il CD (e venderli è improbabile, non c'è più mercato).
Se invece vuoi proprio disfartene la soluzione NAS, che ormai ha comunque un costo ragionevole, diventa altamente consigliabile.

Ripping: è necessario trasferirli uno alla volta, ma se non ci si fanno troppo problemi il tempo necessario non è molto. Usando ad esempio iTunes anche abilitando la correzione errori bastano pochi minuti per CD. Diverso il discorso se si adottano sistemi più raffinati come EAC (Exact Audio Copy) o AccurateRip (incluso anche in Foobar2000). Se il CD ha qualche anomalia in lettura il trasferimento può far perdere molto tempo. Ma dalle prove fatte non è una situazione molto frequente.

 

Q

Antonio R. - 12 settembre 2013 (Playlist per ascolto in auto)

 

Buongiorno, volevo chiedervi un aiuto. ho sempre avuto la passione per la musica e per la sua possibilità di sentire insieme + generi musicali. Ora ho circa 500 cd musicali e altri 200 circa dischi su vinile. ho iniziato a catalogare su Musicmatch (prodotto chiuso) e adesso su Winamp tutta la musica caricata. oltre a catalogarla per artista ho preso l'abitudine di costruire altre playlist divise per anno in cui ho caricato un brano x artista. L'obiettivo è avere a disposizione un juke-box musicale che mi ricorda la musica dell'anno che voglio sentire. Tutto perfetto, ho costruito playlist a partire dal 1950 fino all'anno scorso. Un solo problema che non riesco a risolvere: se provo a portare la playlist dell'anno scelto su chiavetta USB per sentirla in macchina sulla mia MUSA che ha da casa madre la possibilità di sentire le chiavette USB, non riesco a mantenere la playlist ma me la divide per artista. prima con il vecchio prodotto (Musicmatch), questo funzionava adesso con Winanmp non +. Non so dove sbaglio e mi fareste veramente felice se poteste darmi qualche dritta. E ultima cosa, per l'utilizzo che faccio io, c'è qualcosa meglio di Winamp ?? Ancora grazie per la pazienza nell'aver letto questa lunga mail e per l'aiuto che mi potrete dare

 

A

19 settembre 2013

 

La risposta dipende dalle caratteristiche del lettore della tua auto. Evidentemente il suo software supporta l'organizzazione dei brani e il formato dei metadata di Musicmatch jukebox e non quello di Winamp. Il formato di Musicmatch era abbastanza diffuso fino a qualche anno fa, per esempio era supportato dai primi modelli iPod. Ce ne sono altri, il più diffuso e' il formato cue, più altri formati proprietari dei vari media player. Se non trovi nel manuale della tua auto quale organizzazione dei file musicali è supportata puoi solo provare per tentativi. Con altri media player come iTunes ad esempio, o semplicemente organizzando la chiavetta in directory come su un disco del PC. Questo secondo sistema di solito funziona. Ti consiglio ovviamente di provare con pochi file.

 

Q

Francesco G. - 13 agosto 2013 (Dilemma: giradischi nuovo o vintage revisionato?)

 

Buongiorno, prima di tutto, complimenti per il sito e i preziosi consigli.Da qualche anno vorrei comprare un giradischi, ma non sono mai riuscito a decidermi. Ho scoperto in questo sito il Pro-Ject Debut, e mi alletta non poco. Ne consigliate l'acquisto? Una volta acquistato, avendo il pre fono, per farlo suonare basterà soltanto collegarlo a delle casse?Mio padre ha un vecchio sansui SR-212. Ovviamente ha bisogno di un po' di manutenzione. Meglio farlo sistemare o prendere il Pro-Ject?Per quanto riguarda le casse, qualche consiglio? Considerate che vivo in un monolocale di 30 mq. Per posizionare il giradishi? Immagino sia sconsigliato un tavolino stile IKEA (un lack, per intenderci). Meglio una mensola?Con la speranza di ricevere una risposta vi ringrazio e vi porgo i miei saluti, Francesco

 

A

19 agosto 2013

 

Prima di tutto una precisazione: per collegare direttamente le casse al pre-fono ti servirebbero delle casse attive, con amplificatore incorporato. Non so se pensavi a questa soluzione. Sarebbe una buona soluzione perché ci sono diversi nuovi modelli con buone prestazioni. Puoi trovare alcune recensioni interessanti su TNT-Audio. Con casse tradizionali, passive, ti serve invece un amplificatore.
Riguardo alla domanda centrale, se comprare un Debut nuovo o far revisionare il Sansui, la risposta non è semplice e dipende anche da te. Il Sansui SR-212 era un buon giradischi a cinghia con costruzione di precisione e una volta revisionato potrebbe essere una alternativa interessante al nuovo. La difficoltà della revisione e della successiva messa a punto dipende dallo stato del componente e anche dalla individuazione di un laboratorio specializzato affidabile. Anche il costo ovviamente sarà proporzionale all'impegno della revisione ed è possibile che sia dello stesso ordine di grandezza del costo di acquisto del Debut, testina compresa. Il risultato? Probabilmente non sarà molto diverso. La scelta dipende quindi da quanto tempo intendi investire nell'operazione giradischi.
Riguardo alle casse vale intanto la considerazione precedente. Poi dovrei conoscere altri elementi come il genere di musica che ascolti e gli altri componenti dell'impianto. Per semplificare il posizionamento puoi orientarti su modelli tower da pavimento. Se invece userai modelli bookshelf devi ovviamente metterli su supporti stabili. Ma questo sarebbe un approfondimento successivo.

Per saperne di più: Ritorno al vinile

 

Q

Franco F. - 7 agosto 2013 (Diritti di autore scaduti)

 

La stampa del disco può continuare dopo che il contratto fra l'artista e la casa discografica e' terminato?il mio contratto discografico e'scaduto nel 1976 e non e' mai stato rinnovato può' la Universal stampare dischi, cd e distribuire digitalmente senza il mio permesso e di conseguenza non pagarmi le royalties?

 

A

19 agosto 2013

 

Più che un problema di diritto d'autore sembra un quesito contrattuale. Apparentemente per Universal il contratto non è scaduto, forse secondo loro prevedeva il tacito rinnovo. Devi vedere la questione con loro. È importante anche sapere se avevi registrato come autore le canzoni o le esecuzioni all'apposita registro indipendentemente dal contratto.

Per saperne: Diritti d'autore e diritti di copia

 

Q

Matilde M. - 17 aprile 2013 (Un giradischi come idea regalo)

 

ciao! scusate se vi disturbo .. ma ho letto i vs. suggerimenti sul giradischi .. premetto che io non ne so niente, e l'ho trovata molto utile .. però ...devo regalare un giradischi ad una persona molto molto "affamata" di musica e non vorrei regalare una schifezza... ha un impianto stereo normale e poi ha pure le casse x amplificare basso e chitarra ... secondo voi, se potete e avete un attimo da dedicarmi, quali sono i migliori che ci sono ora in circolazione? grazie mille e scusate se vi ho fatto perdere tempo! matilde

 

A

18 aprile 2013

 

Ottima idea come regalo, anche se un po' impegnativa, potrebbe dare il via a qualche riscoperta, magari di vinili non suonati da anni.
Se per "impianto stereo normale" intendi un mini coordinato hi-fi l'unico requisito che deve avere è un ingresso ausiliario (AUX) che accetta connettori RCA stereo o pin-jack (vedi foto). Se invece ha un impianto a componenti separati è sufficiente che sia presente un ingresso libero dello stesso tipo.
Non dici quale budget hai a disposizione, i giradischi possono costare anche molto o moltissimo, ma essendo un primo giradischi penso che puoi orientarti su un buon modello "entry level" moderno che già garantisce prestazioni molto buone. Qui la scelta è quasi obbligata perché il principale produttore del settore, la casa austriaca Pro-Ject, ha in catalogo e aggiorna continuamente i modelli di questo segmento dove ha una specie di monopolio. Per semplificare al massimo la scelta e l'inserimento del giradischi nell'impianto penso che ti conviene rivolgerti ai modelli con testina e preamplificatore phono inclusi (altrimenti dovrebbero essere comprati a parte e senza di loro ... il giradischi non suona). I modelli a catalogo attualmente sono due:

  • Pro-Ject Essential Phono Phono USB (intorno ai 315 €)
  • Pro-Ject Debut Carbon Phono USB (intorno ai 390 €)

Ovviamente il secondo sarebbe preferibile e migliore, il vantaggio è rappresentato da un braccio di maggiori prestazioni in fibra di carbonio. Ma non pensare che ci siano differenze di suono percepibili facilmente.
Tutti e due consentono anche, se fosse necessario, di digitalizzare i vinili e trasferirli su PC con la porta USB inclusa.
Non so se il regalo deve essere una sorpresa. In questo caso ti consiglio caldamente di fare le verifiche che ti dicevo perché non è un componente "normale" che si aggiunge tranquillamente all'impianto. Quindi riassumendo:

  • disponibilità di un ingresso libero di tipo RCA stereo

  • disponibilità di spazio vicino all'impianto (non può essere impilato

  • lo spazio dove mettere il giradischi deve essere in piano e stabile (no tavolini e simili) e non deve essere davanti alle casse o sullo stesso piano dove sono le casse.

Infine do' anche per scontato che la persona non abbia già un giradischi e che quindi non si tratti di una sostituzione. In questo caso i consigli potrebbero anche essere diversi. Ah, un'ultima cosa. Il suono del vinile e la eventuale superiorità rispetto al CD non è detto che si sentano immediatamente o facilmente. Dipende dall'impianto.

 

Q

Mario P. - 17 aprile 2013 (Alta definizione: CD versus DVD versus SACD)

 

Buongiorno, dato che gli attuali CD sono campionati a 16 bit e ad un valore inferiore di 48 hz vorrei sapere, per favore, quale supporto fisico (cd, SACD o DVD ) esprima e possegga la migliore registrazione e alta qualità di riproduzione della musica . posseggo alcuni SACD e un CD serie Gold ( g.c. ricci - fone') che e' stato registrato a CD a 16 bit 44.1 khz . Dato che io posseggo un lettore CD della NAD 565 BEE che mi permette di leggere i CD sia a 0 hz, a 96 hze a 192 hz!!!! Pagato 1000 euri !!! Mi domando tra me e me: a che mi serve tanta tecnologia se poi i CD sono campionati e venduti al pubblico con caratteristiche di campionamento cosi infime ??? Correggetemi se sbaglio !!! In attesa di una vostra più competente risposta vi invio i miei più cordiali saluti da Napoli.

 

A

18 aprile 2013

 

Mario, voglio tranquillizzarti, non è che sotto ai 48KHz e in particolare ai 44.1 KHz di campionamento del CD le caratteristiche siano "infime". La banda audio c'è tutta e con un buon lettore CD possibilmente di ultima generazione si può ascoltare la musica molto bene. Per fortuna, visto che il 99% della musica è in questo formato. Scrivevo soltanto che come tutto a questo mondo anche questo standard è migliorabile, e con la musica adatta e un impianto adeguato si possono udire le differenze in meglio. Il problema rimane solo la scelta delle case discografiche di non rendere disponibile la musica in questi formati in alta definizione, fatta eccezione per una parte (abbondante) della musica classica e per alcuni titoli pop (non recenti), rock, blues, jazz e alternative.
Venendo alle tue domande: i SACD hanno una risoluzione equivalente a 24bit/88.2KHz e sono a tutti gli effetti HD, per ascoltarli però serve un lettore SACD. Se li ascolti sul Nad ascolti in realtà lo strato CD di questi dischi (che sono di solito ibridi) e quindi hai la stessa qualità del CD.
Il Nad come molti lettori di ultima generazione opera un sovracampionamento, per utilizzare i convertitori migliori in HD, converte quindi preventivamente i CD a 96 o 192KHz. Non è che in questo modo si aumenta la risoluzione della musica contenuta nel CD, sarebbe impossibile fisicamente. Si utilizza però un convertitore di maggiore qualità e migliori prestazioni con sensibili vantaggi. Anche io uso da anni un lettore CD di questo tipo (Audio Analogue) di cui sono molto soddisfatto e quindi non posso che condividere la tua scelta.
Venendo invece al supporto, la differenza non la fa il tipo di disco ma il contenuto. Su un DVD possono essere registrati ed ascoltati file audio in formato compresso MP3, e quindi in qualità inferiore al CD, o file audio in qualità CD oppure ancora in HD fino a 24/192. Per questo DVD significa Digital Versatile Disk. Sul SACD è sempre contenuta musica in HD assieme quasi sempre alla stessa musica in formato CD per compatibilità.
In sintesi e tornando alla musica in HD, a meno che tu sia un appassionato quasi solo di musica classica, puoi continuare ad ascoltare e comprare tranquillamente i CD e dare priorità alla musica.

Per saperne di più: FAQ sulla musica liquida / FAQ sull'alta definizione / Il blog con gli ultimi aggiornamenti

 

Q

Carlo P. - 7 aprile 2013 (Un acquisto frettoloso ma non troppo)

 

Buongiorno, innanzi tutto complimenti per la vs. rubrica. Ho assoluto bisogno del vostro aiuto e mi spiego meglio. Ho deciso di sostituire il mio impianto acquistato circa 30 anni or sono e purtroppo dopo l'acquisto non sono soddisfatto. Tutto è dovuto alla mia fretta e alla proposta del venditore di prendere indietro le mie vecchie casse acustiche JBL 4311 monitor. In sintesi sono tornato a casa con un ampli Primare i22 e una coppia di B&W 684. L'acustica non mi soddisfa perché il suono è troppo colorito. In pratica non ho seguito i vs preziosi consigli di ascoltare diversi prodotti. A questo punto vi chiedo di suggerirmi un paio di modelli di casse acustiche che poi ascolterò con calma presso i rivenditori (le mie preferenze sono blues e jazz e prevedo di spendere 2000 euro se riesco a vendere ciò che ho acquistato). in questo modo sono io che chiedo e non il venditore che mi offre. Grazie per la vs collaborazione e cortesia.

 

A

4 aprile 2013

 

Se posso darti un altro consiglio è di non essere troppo frettoloso anche nel giudicare il tuo nuovo impianto. Sia il Primare sia le B&W che hai scelto su proposta del venditore sono ottimi prodotti, tra i migliori per rapporto qualità / prezzo, e quindi ti consiglio di analizzare con attenzione cosa è che non va a tuo parere (e gusto musicale). Anzitutto dovresti definire cosa intendi per "suono troppo colorito". Sono entrambi, soprattutto i diffusori, progettati per la massima neutralità timbrica e casomai secondo alcuni sono troppo "freddi". Le domande che puoi farti e che possono fornire una spiegazione sono elencate nel seguito.

  • Come sono installati i diffusori? sono distanziati dalle pareti laterali e posteriori? Se non posizionate correttamente le B&W potrebbero non avere una risposta corretta sui bassi;
  • Le B&W di solito hanno in dotazione un "tappo" di spugna da inserire nel condotto reflex per ridurre la riposta sui bassi. Se fosse inserito potrebbero avere una risposta molto "secca" sui bassi, meno incisiva e più spostata sulle alte frequenze rispetto a come sei abituato, che tu potresti interpretare come "colorita";
  • Con che sorgente ascolti e hai fatto i test? La stessa che usavi prima? Se hai cambiato sorgente potrebbe essere questa la causa.
  • Che amplificatore usavi prima del Primare? Se è di caratteristiche molto diverse potrebbe essere questa la causa, anche se è meno probabile.
  • Ascoltando un brano di musica jazz ben inciso tra quelli che hai, ti sembra che la batteria e soprattutto i piatti siano troppo in evidenza? Il suono "troppo colorito" potrebbe essere una impressione derivata dal fatto che sul tuo impianto precedente e con le JBL (gli anni hanno effetto sulla risposta) questi dettagli sonori fossero attenuati.

Vale sempre, come noti anche tu, il principio di ascoltare prima con attenzione le scelte che si fanno, anche perché i gusti musicali e la idea di musica che ha ognuno di noi, per fortuna, non è standardizzata.

 

Q

Stefano A.Z. - 4 aprile 2013 (Il mix di YouTube sparisce)

 

Buon giorno, da un po' di tempo ho scoperto il piacere di lavorare con un sottofondo musicale, su Youtube trovavo la musica preferita e normalmente per ogni autore oltre ai singoli brani sono disponibili una sorta di "collezioni" con più video che si ascoltano in sequenza. Da qualche tempo non mi è più possibile ascoltare queste compilation ma solo brani singoli. potete aiutarmi, non sono un grande esperto di informatica, anzi quello che si potrebbe definire uno "zuccone" del computer... Grazie saluti

 

A

4 aprile 2013

 

(4/4/13) Non mi pare che in YouTube sia cambiato qualcosa ultimamente. Quando scegli un brano te ne propone dopo l'ascolto diversi correlati in una sorta di mosaico, e aggiunge poi per gli interpreti più noti e con più video un mix creato da YouTube da ascoltare in sequenza e altri suggerimenti. Ho fatto un test con un classico dei Pooh e come vedi c'è tutto. Era quello che cercavi?

(Stefano A.Z ha poi scritto di nuovo: anzitutto grazie della risposta, ma il problema non trova soluzione, in passato quando selezionavo ad esempio il collegamento di Amalia Rodrigues con 48 video, come nella foto qui sotto,
cominciava a suonare in sequenza i 48 brani musicali. Ora se clicco sullo stesso collegamento ne suona e ne appare solo uno
)

(7/4/13) Questi mix sono generati automaticamente da YouTube in base agli accessi e alle ricerche, a quanto ne so. Può darsi che ogni tanto siano omessi come avviene ad esempio per i site link dei siti. Adesso per esempio ho fatto un controllo proprio su Amalia Rodrigues e come vedi nella immagine che ti invio a parte il mix è disponibile. Se comunque vuoi un mix di brani a partire da una canzone o da un autore ti consiglio di provare Spotify, dove questa funzione oltre a "stazioni" tipo radio specializzate è presente e pare che funzioni bene. Su PC è gratuito, per iPad iPhone e simili bisogna pagare un tanto al mese (vedi qui sul nostro blog per altri dettagli su questo interessante servizio streaming).

 

Q

Gabriele R. - 3 aprile 2013 (Consigli per un nuovo giradischi)

 

C'e' nel vostro sito un ampio e dettagliato articolo sul giradischi ??? Cioè io vorrei sapere quale parte del piatto (braccio, testina, alimentatore esterno, telaio rigido ecc. ecc.) lo rende di qualità. Voglio rottamare il mio Technics SL Q2 che da' un fastidioso rumore di innesco in sottofondo che si amplifica aumentando, logicamente, il volume e passare ad un nuovo piatto (Rega, Pro-Ject). Voi cosa mi consigliate ??? Grazie

 

A

4 aprile 2013

 

No, non abbiamo previsto sinora di fare una disamina tecnica approfondita sulle varie tecnologie usate per il vinile, le sezioni e le pagine dedicate all'alta fedeltà sono più orientate a dare una guida e consigli utili a chi vuole godersi la musica senza troppe preoccupazioni. Musica & Memoria è un sito dedicato soprattutto alla musica, come forse hai potuto verificare. Quindi sul vinile c'è la mini-guida al recupero di questa tecnologia che penso tu abbia già consultato. Sulla tecnologia per ascoltare la musica ho invece aperto da tempo un blog apposito dove puoi leggere, se ti interessa, anche un resoconto sul percorso che ho seguito io di recente per scegliere un nuovo giradischi che sostituisse il mio storico Thorens TD-165 e sulle sorprese che ho incontrato.

Riguardo alle tue domande ti rispondo che secondo me almeno a livelli di costo medi (1000-1500, non so se il tuo budget è più elevato) la differenza maggiore a mio parere la fa il braccio, già a questi livelli tutta la parte meccanica raggiunge un ottimo livello e il resto lo fa una buona installazione (leggi TNT-Audio per consigli su questo aspetto).

Le marche che citi sono quelle che hanno fatto più ricerca e sviluppo in questi anni e che hanno la gamma di prodotti più ampia con modelli molto validi anche a partire da livelli economici. Scegliendo nella loro gamma non puoi sbagliare e otterrai un notevole incremento. Altro elemento molto importante è poi il pre-phono, nel budget bisogna lasciare uno spazio adeguato per questo componente. Allo stesso livello della testina, che rimane il componente più critico della catena salendo di livello.

Un saluto e ... buoni ascolti!

 

Q

Liberio F. - 27 marzo 2013 (Un impianto per la musica classica)

 

ho letto con attenzione quanto sopra documentato.Devo premettere, però, che sono ignorantissimo in materia. Mi accingo alla mia veneranda età ad attrezzarmi di apparecchiature per l'ascolto prevalentemente di musica classica. Possiedo solo un modestissimo e vetusto apparecchio radio con lettore cd. Non so come muovermi nel campo dell'alta fedeltà. Possiedo delle edizioni complete di cd (Mozart, Bach ecc.) Devo partire da zero. Cosa mi consigliate di fare? Grazie e buona Pasqua a tutti.

 

A

31 marzo 2013

 

Anzitutto grazie per gli auguri che ricambio volentieri. 

Un ascolto piacevole e soddisfacente di musica classica richiede un impegno e un impianto un poco più complesso di quanto necessario per generi meno complessi musicalmente, come pop, rock e folk, ma nulla di particolarmente arduo. Al minimo è necessario un impianto a componenti separati, anche entry level, e un ambiente di ascolto di ragionevoli dimensioni nel quale si possano collocare in modo corretto i diffusori.

Poiché parti da zero come scrivi ti conviene rivolgerti a componenti semplici da installare e di marchi noti.

Quindi vengo alle indicazioni che posso darti:

  • consigli per un primo impianto: mi ero già sbilanciato in una serie di indicazioni e sulla strategia da seguire in una precedente e recente risposta sulla posta del sito, che si applica perfettamente anche al tuo caso, per come sinteticamente lo rappresenti, ti rimando quindi a questa pagina;
  • installazione e posizionamento dell'impianto: abbiamo inserito da tempo una FAQ su questo tema a cui ti rinvio per tutti gli approfondimenti necessari

Naturalmente le alternative per la composizione di un impianto sono moltissime, e puoi anche scegliere di impiegare più tempo per approfondirle ed individuare quelle più adatte a te. Se decidi di seguire questo percorso puoi approfondire le novità delle tecnologia ed in particolare l'alta definizione e il multicanale (entrambe particolarmente interessanti per la classica) o la musica liquida (senza CD) sul nostro blog. Per la scelta dell'impianto e la gestione degli ascolti a confronto puoi leggere le pagine del sito linkate, e per una miriade di consigli e alternative sugli impianti, e guide più dettagliate, puoi fare riferimento anche al noto sito indipendente TNT-Audio, uno dei più completi nel settore.
Ma non pensare che tutto ciò sia indispensabile.

 

Q

Gabriele R. - 20 febbraio 2013 (Amplificatori e componenti vintage)

 

Salve, sono Gabriele da Ciriè (To), sarei in teoria interessato all'acquisto di un impianto hi-fi completo a componenti separati con potenza indicativa di circa 2 x 100 watt RMS e relativi diffusori adeguati, vi chiedo cortesemente alcuni consigli: mi hanno proposto un amplificatore integrato Pioneer A 602 di appunto qualche anno fa corredato di diffusori Bose e vorrei appunto sapere se si può avere una scheda tecnica e dei giudizi a riguardo, mi hanno proposto anche un vecchio amplificatore integrato Telefunken mod. Ta 350 B che appunto vi chiederei maggiori informazioni; attendo a breve e senza impegno una vostra risposta e con l'occasione vi porgo cordiali saluti e grazie.

 

A

20 febbraio 2013

 

Ti sconsiglio caldamente di rivolgerti a componenti hi-fi di 20 o 30 anni fa come quelli che ti hanno proposto. In primis i componenti elettronici come gli amplificatori invecchiano e parte della componentistica può subire col tempo un degrado (i potenziometri ad esempio) compromettendo in parte il suono. Ma se anche fossero in condizioni perfette la evoluzione della tecnologia nel campo è stata sensibile e le prestazioni di un amplificatore moderno anche di grande serie, come i modelli ad esempio di NAD, Rotel o Arcam, hanno prestazioni di gran lunga superiori. Le scelte vintage hanno senso solo per amplificatori già all'origine di livello top, di solito a valvole, e solo se accuratamente revisionati.
In particolare escludo che abbia un qualsiasi interesse il modello Telefunken che ti hanno proposto.

Riguardo alle casse Bose anche se non dici il modello il discorso è simile. E' una casa che si è creata una solida reputazione con soluzioni per l'home video che conciliano le esigenze logistiche con un suono decente, ma che non ha più da decenni alcun ruolo nell'hi-fi. Anche in questo campo ci sono molti modelli validi anche molto economici come quelli proposti dalla italiana Indiana Line, oppure da Kef, Tannoy o anche B&W, con prestazioni nettamente superiori. Oltre, anche qui, al problema dell'invecchiamento degli altoparlanti e in particolare delle sospensioni dei woofer e midrange.

In sintesi, se l'usato ha lo scopo di spendere meno, valuta con attenzione quanto costano a confronto componenti entry-level moderni, e rivolgiti eventualmente solo a componenti molto recenti (max 10 anni). Tieni anche conto però che, come in qualsiasi altro campo, per comprare bene l'usato bisogna essere esperti nel settore. Compreresti un'auto usata senza conoscere i modelli e le marche e un minimo di tecnologia motoristica?

Se invece ha lo scopo di avere in casa qualcosa di affascinante e "vintage", bisogna prepararsi a spendere molto.

 

Q

Marco G. - 16 febbraio 2013 (Uno storage server per l'Oppo BDP-95)

 

Per primo vi faccio i complimenti per il blog, da me scoperto solo ora (meglio tardi che mai..)
Sono interessato alla musica liquida ma non voglio un PC nell'impianto, e sono possessore di un lettore Multistandard OPPO BDP 95.
Ho letto diverse cose sul vostro blog ma nessuna ha chiarito i miei dubbi:
Come collegare l'Oppo ad un NAS?
La mia intenzione è avere uno storage per la musica liquida e magari anche video e sfruttare l'Oppo come soluzione economica ed interlocutoria visto che siamo ancora agli inizi per la musica liquida.
Un Nas va collegato direttamente al lettore via ethernet o deve passare attraverso un router al quale poi collegare anche l'OPPO?
I files rippati o scaricati da internet si caricano nel NAS da PC anch'esso collegato via rete o quando serve via USB?
Sembrano domande banali ma dal forum, almeno io non trovo soluzioni.
E' questo un argomento probabilmente da approfondire.
Vi autorizzo a rendere pubblica questa mia email qualora potesse alimentare una utile discussione.
Grazie dell'attenzione
Saluti cordiali a tutti

 

A

18 febbraio 2013

 

Anzitutto grazie per i complimenti, fa piacere sapere che gli sforzi che si fanno per essere chiari ed esaurienti sono apprezzati.
Venendo alle domande, una premessa doverosa è che non ti posso rispondere in base ad una prova pratica, perché ho un altro modello di lettore Oppo con diverse caratteristiche, quindi le risposte sono basate sulla documentazione pubblicata.
Il NAS è un componente di rete e come tale deve essere connesso alla rete, non "punto a punto" ad un altro componente. In pratica deve essere connesso ad una porta del router o mediante una connessione di rete al router, come quella che si può realizzare con gli affidabili componenti powerline (le scatolette che usano la rete elettrica di casa per la trasmissione dati, prodotte ad esempio dalla Atlantis Land). Una volta connesso sarà visto come un disco da un PC connesso alla stessa rete e quindi qui c'è la risposta all'altra domanda: i file rippati o scaricati dalla rete si copiano direttamente sul NAS suddividendoli opportunamente in cartelle, esattamente come si fa sul PC.
Infine, come fa vedere l'Oppo questi contenuti audio su NAS? Non come disco di rete ma utilizzando il protocollo DLNA, operando come "media renderer". Per semplificare, è lo stesso tipo di utilizzo possibile con i moderni smart TV, che adottano lo stesso protocollo (è uno standard internazionale adottato da tutti i produttori, Apple esclusa), ovviamente in questo caso per contenuti video. In concreto con il telecomando dell'Oppo collegato al TV si dovrà accedere al pannello di controllo dei componenti DLNA di rete, individuare tra essi il NAS, attivare la connessione, ricercare i contenuti, selezionarli e infine avviare l'ascolto. Per rendere più agevoli le operazioni si potrà anche configurare uno smartphone o un tablet come media controller e utilizzare un sistema di ricerca e ascolto della musica tipo iTunes.
Una volta configurato il tutto la operatività sarà estremamente agevole. E la configurazione iniziale? Non ti nascondo che mettere assieme questi componenti può anche comportare delle difficoltà, ma le informazioni disponibili in rete sono molte e dettagliate e con un po' di pazienza se ne viene sicuramente a capo.
Infine due avvertenze importanti:
- il NAS quindi deve essere, in base a quanto affermato nella documentazione, conforme al protocollo DLNA, attenzione che non sono tutti così. Lo sono componenti come il Lacie Network Space 2 e simili ma non i dischi di rete per backup
- l'Oppo supporta la maggior parte dei formati audio ma non tutti, conviene standardizzare tutti i ripping e download in FLAC.
Spero che le risposte siano esaurienti, altrimenti scrivici ancora!

 

Q

Saverio C. - 25 gennaio 2013 (Un PC per la musica liquida)

 

Spett. signori, volendo avvicinarmi alla musica liquida ad alta risoluzione ho pensato che il mio PC non è adatto, visto che è un po' datato. Visto che Voi avete grandi conoscenze in materia gradirei avere dei consigli al riguardo. Quali caratteristiche deve avere un PC per scaricare musica ad un DAC esterno???Premetto che sono in possesso di un buon impianto stereo. Sono ben accetti tutti i consigli che possiate darmi. Grazie per avermi dedicato il Vostro tempo

 

A

26 gennaio 2013

 
Non ci dici quanto sia datato il tuo PC ma i requisiti non sono molto stringenti, se si prevede di usare un DAC esterno. Essenziali sono: sistema operativo almeno Windows XP (e regolarmente aggiornato), almeno 2 porte USB disponibili, disco rigido e memoria sufficienti per ottenere prestazioni adeguate con le applicazioni attuali (es. 2GB RAM e 80-100 GB HD) e sistema ragionevolmente "a posto" (non con decine di applicazioni installate, alcune delle quali partono automaticamente e così via).
Insomma un PC pulito, aggiornato e ben funzionante, anche se magari un po' datato. Tutte cose insomma che servono anche per qualsiasi altro uso del PC.
Oltre a ciò, ma sicuramente ne sarai già dotato, una connessione ad Internet ADSL di sufficiente velocità per scaricare il materiale HD. Un album completo può avere dimensioni fino a 1GB, anche se compresso in FLAC.
Per ulteriori informazioni sulla configurazione del DAC e dello storage puoi fare riferimento alle mini-guide presenti sul nostro blog. Se hai dubbi scrivici ancora.
 

Q

Pasquale M. - 15 gennaio 2013 (Catalogare la musica)

 

Ho scoperto da poco il vostro lavoro e devo farvi i migliori complimenti: competenza e passione sono evidenti e contagiosi. Vengo al punto. Sono un appassionato di jazz ed ho una collezione di circa 2500 CD che ho ordinato alfabeticamente per autore. Sto valutando il passaggio alla musica liquida tenendo conto che sono più appassionato del contenuto musicale che della sua riproducibilità tecnica. Il mio problema è trovare un sw che mi consenta di catalogare i CD in maniera più completa di quanto possa fare itunes (lavoro col Mac) anche con una eventuale compilazione manuale di campi di ricerca. Insomma di un disco per ogni brano mi interessa descrivere tutti i musicisti impegnati, i dati tecnici, eventuali note, ecc. Sarebbe poi ideale poter gestire ricerche incrociate (in quali dischi pubblicati negli anni '60 Coltrane suona con Davis?). Mi rendo conto che dovrei avere un sw di catalogazione per biblioteca. Ma spero che ci possa essere qualche prodotto adatto anche a costo di spendere qualcosa. Ovviamente potrebbe essere anche diverso dal sw di acquisizione e riproduzione e dalla sua gestione della libreria. Avete qualche consiglio? Grazie anticipate per la pazienza ed ancora complimenti.

 

A

16 gennaio 2013

 

Grazie anzitutto per gli apprezzamenti, e complimenti per la tua notevole collezione di album di musica jazz. Venendo alla tua domanda, le indicazioni che ti posso dare sono relative soltanto al mondo Windows.
Funzioni di gestione di un'ampia raccolta di musica jazz o classica sono incluse nella versione Gold (a pagamento, 29$) di un noto e valido media player per questo ambiente, MediaMonkey. Anche il noto e apprezzato media player a pagamento J.River Media, valutato numero 1 da Computer Audiophile, contiene strumenti avanzati di tagging che possono essere usati allo scopo, incluso una specie di linguaggio di programmazione che può consentire la massima flessibilità, a quanto affermato in una recensione tempo fa di Audio Review.
Per utilizzare questi software su Mac dovresti però usare un emulatore tipo wineskin o simili, ho letto di alcuni che seguono questa strada ma non saprei dirti di più, non uso emulatori su Mac.
In ambiente Apple sono disponibili add-on (a pagamento) per iTunes che hanno però l'obiettivo principale di migliorare le prestazioni audio, e in alcune versioni di semplificare la gestione delle playlist, non sembrano prevedere funzioni specifiche per la gestione delle librerie. Sono Fidelio e Amarra, consigliati entrambi da Computer Audiophile, piuttosto impegnativo economicamente il secondo. Infine è in sviluppo per Mac una versione del noto media player Amarok per ambiente Linux, che include una gestione di libreria avanzata, ma al momento la versione disponibile è dichiarata ancora in beta e non stabile.

Una soluzione forse applicabile anche a iTunes è quella molto semplice ed efficace utilizzabile su Foobar2000, a cui abbiamo dedicato diverse guide inserite nel nostro blog, il media player probabilmente più flessibile e di miglior qualità disponibile in questo ambiente, che consente attraverso una gestione opportuna del tag "comments" di inserire informazione ulteriori (ad esempio la formazione nel jazz, o la forma della composizione nella classica) ricercabili poi liberamente. E' semplice con questo sistema quindi ricercare tutti gli album in cui hanno suonato assieme Coltrane e Davis, come chiedevi tu.
La stessa cosa si potrebbe fare teoricamente anche con iTunes, dove però la funzione di ricerca sui commenti in base alle prove che ho fatto ora sembra essere meno immediata ed intuitiva. Dovrebbe poter cercare anche tra i commenti ma probabilmente bisogna impostare le funzioni di ricerca in modo opportuno. Se vuoi puoi provare anche tu. Più avanti proverò su Mac.

Sulla soluzione alternativa di una libreria separata non saprei darti indicazioni, che ne sono diverse. Perderesti ovviamente la grande comodità dell'integrazione, ovvero di poter ascoltare immediatamente quello che hai selezionato.
Se trovo qualcos'altro ti faccio sapere
Un saluto e buoni ascolti!

Per approfondimenti si può consultare il nostro blog.

 

Q

Nicola F. - 15 gennaio 2013 (La radio suona meglio del CD?)

 

E' normale che la stessa canzone sentita per radio sia più potente e ricca di bassi rispetto a come viene sentita da un lettore CD di un impianto HI FI attraverso le stesse casse acustiche?

 

A

16 gennaio 2013

 

I sorgenti audio utilizzati per la trasmissione in radio possono essere diversi dal CD, anche per lo stesso brano. Non so a quale emittente ti riferisci in particolare, ma con l'esclusione di pochissime emittenti di musica classica o alternativa, le radio commerciali usano dei sistemi informatici specializzati, come il noto Selector, per la gestione delle scalette e la messa in onda, nei quali i brani musicali sono archiviati in formato compresso (MP3 e simili) e questo può dar luogo a variazioni, anche se non evidenti. Inoltre è frequente l'uso della sovramodulazione e/o il ricorso ad una equalizzazione chiamata "loudness" per suonare "più forte" rispetto alle radio concorrenti e per una migliore ricezione negli ambienti tipicamente rumorosi nelle quali le radio sono ascoltate (in auto, in negozi e supermercati ecc.). La curva di equalizzazione loudness esalta proprio i bassi e gli acuti, e quindi potrebbe essere questo l'effetto apparentemente migliorativo che ascolti. Tieni poi conto che anche un incremento di volume viene classificato istintivamente dal nostro sistema uditivo come un suono migliore, quindi anche una semplice differenza di sensibilità dell'amplificatore rispetto alle due sorgenti può la differenza che hai rilevato.

 

Q

Gianluca B. - 2 gennaio 2013 (Giradischi o CD?)

 

Ah...dimenticavo un'altra cosa che volevo chiederti, anzi due: 1) dato che possiedo ancora pochi vinili (ed avendoli ascoltati finora con un thorens scarsetto secondo i più (TD 104) ed un pre della Beringher) vorrei capire se vale davvero la pena, ovvero se paragonando la qualità d'ascolto del lettore Arcam o Rotel a quella del giradischi Pro-ject (magari con testina un poco migliore di quella in dotazione) il vinile non esca fuori nettamente inferiore, in poche parole: vorrei "salvare" il vinile soltanto se la qualità è paragonabile (con le dovute differenze dei due supporti) a quella del cd. 2) che cuffia mi consiglieresti per jazz e dintorni? (visto che la mia AKG 601 si è appena rotta..)
Grazie ancora e a presto

 

A

2 gennaio 2013

 

Vediamo ...
1) Qui il discorso è proprio cosa ci si aspetta dal vinile, oggi. Per chi ha un'ampia collezione il problema non si pone, poterli ascoltare ancora è la motivazione. Ma per chi ne ha pochi come te la motivazione può essere solo la superiorità del vinile, vera o presunta che sia, rispetto al CD o anche all'alta definizione. Superiorità che, se dipendesse solo dal fatto che il suono è analogico, è comunque compromessa per tutte le nuove uscite dal fatto che la registrazione da anni si fa solo in digitale, tranne casi particolarissimi. Riguardo al supporto a mio parere non ci sono dubbi che l'alta definizione abbia una qualità comparabile e probabilmente superiore al vinile. E inoltre per arrivare a questi alti livelli di qualità occorrono giradischi, testine e pre phono di elevato livello. E infine, le uscite su vinile riguardano solo una parte minima della produzione mondiale. E' una scelta dettata più dal piacere di maneggiare e gestire questa raffinata tecnologia di altri tempi, attualizzata ai nostri, un po' come fotografare con una Hasselblad 6x6 anziché con banali nuove reflex digitali full frame. La scelta più logica è il CD con gli ultimi lettori, ormai con ottime prestazioni, e in prospettiva (ma ormai già oggi per la classica) la musica liquida e l'alta definizione.
Inoltre, se hai già un TD-104 con un pre phono pur economico non ti consiglierei di comprare il Debut. Il TD-104 era comunque un discreto giradischi, se ben calibrato e con una buona testina non dovrebbe avere prestazioni molto inferiori a un Debut. Per un incremento avvertibile dovresti investire di più e, in base a quanto ho scritto prima, devi decidere tu se abbia un senso o meno.
2) Ne parlano tutti come di una cuffia dal rapporto qualità / prezzo molto buono, quindi sulla fiducia ti consiglierei la Grado SR-80. Ovviamente ci sono molte alternative.
Un saluto e buona ricerca

 

Q

Gianluca B. - 2 gennaio 2013 (Quale impianto per il mio budget?)

 

Gianluca ci propone la classica domanda dell'appassionato di musica e hi-fi: "Salve, ho visto con piacere che rispondete a molte domande sul mondo dell'alta fedeltà ed apprezzo molto il vostro sito. Ciò detto, in qualità di amante della buona musica, vorrei acquistare a breve un impianto hi fi tendenzialmente completo e definitivo, senza troppe pretese di "long life upgrading" (tranne che per futura necessità). Con alcune precisazioni: 1) Il mio budget non può andare oltre i 2000 euro 2) prediligo l'ascolto in cuffia ma vorrei anche delle casse 3) amo in particolare il jazz, blues e classica. 4) vorrei includere il giradischi, come elemento secondario però. Tenuto conto di tutte le componenti che la mia descrizione necessita, avreste un sistema da consigliarmi?"

 

A

1 gennaio 2013

 

Certo, cerchiamo sempre di rispondere, soprattutto su aspetti tecnici. Sulla scelta dell'impianto una risposta è più difficile perché, come avrai notato, esistono centinaia di modelli e migliaia di combinazioni possibili, che bisognerebbe conoscere tutte o quasi per dare una risposta veramente esauriente. A questa classica domanda l'esperto (o presunto tale) di solito risponde proponendo modelli di nicchia (quelli che conosce lui, ovviamente) e poi consigliando al richiedente di fare prove a confronto per diminuire la responsabilità della sua risposta.

Voglio invece provare a darti una risposta più pratica e utilizzabile, partendo da alcuni assunti: 1) meglio un risultato certo che il risultato migliore possibile (e assai arduo da individuare data la situazione accennata sopra) 2) meglio fornitori noti e sperimentati 3) meglio prodotti recenti 4) meglio componenti della stessa marca (almeno il produttore li avrà provati assieme).

Aggiungo a questi altri elementi che servono per il consiglio e che non sono presenti nella tua email, ipotesi che deduco leggendo tra le righe e che mi farai sapere se sono corrette o meno: 1) come fonte principale per la musica usi i CD; 2) non sei interessato alla musica liquida 3) non sei interessato all'alta definizione (SACD) 4) la stanza è di dimensioni medie e vi possono inseriti due diffusori a torre con sufficiente spazio ai lati e dietro, distanziati tra loro e senza arredi ingombranti tra di essi e il punto di ascolto, 5) per l'acquisto pensi di rivolgerti ad un negozio.

Fatte queste premesse, e scegliendo tra marche sicure e ben considerate, l'accoppiata CD+amplificatore a questa fascia di prezzo può essere individuata nella produzione Arcam oppure Rotel:

Arcam: CD17 (lettore) + A18 (amplificatore)
Rotel: RCD-12 (lettore) + RCD-12 (amplificatore)

Per i diffusori, nella gamma del principale produttore mondiale (Bowers & Wilkins o B&W) a questa fascia di prezzo c'è il modello 684 (serie 600) che per i generi di musica che citi va sicuramente bene.

Per il giradischi la scelta con le tue specifiche è praticamente obbligata: Pro-Ject Debut III con testina Ortofon già in dotazione.

Il tutto ai prezzi correnti verrebbe a costare (giradischi escluso) poco più del tuo budget (2300 ca.) ma penso che in un negozio, cercando, potresti scendere al di sotto con sconti o modelli demo. Il giradischi su Amazon costa poco più di 200 €. Ma per questo componente la differenza la fa la tua collezione di vinili, se ne hai pochi o nessuno è necessario un approfondimento.

Altre osservazioni: tutti e due gli ampli hanno un ingresso phono per il giradischi. Per un ascolto veramente soddisfacente dovresti poi prevedere un pre-phono esterno. Dei due solo l'Arcam ha una uscita cuffia. Anche in questo caso però, se ascolti spesso con le cuffie sarebbe meglio inserire in un secondo tempo un amplificatore dedicato (ce ne sono di validi anche a poco più di 100 €). Il Rotel in più ha un ingresso USB e un DAC integrato per la musica liquida.

Ultima notazione sui negozi specializzati in hi-fi. Ce ne sono sempre di meno e non trattano direttamente tutti i marchi. Quindi è possibile che ti propongano altre alternative, forse anche più valide di queste. Difficilmente potrai esimerti dall'impiegare un po' di tempo nella ricerca e a farti venire parecchi dubbi.

E una precisazione: non è certo un impianto "definitivo", ammesso che ne esistano; per arrivare a livelli da impianto difficilmente migliorabile i costi sono purtroppo molto più onerosi, e anche il tempo da dedicare al confronto e alla ricerca. Tempo peraltro sottratto all'ascolto della musica. E' un impianto che punta ad un risultato certo, senza complicazioni.

Infine due fonti che puoi consultare per approfondimento o altri consigli, se già non li conosci: il sito TNT-Audio, la più nota e apprezzata rivista online, che fornisce consigli e consulenza più circostanziata (ma ti chiederebbe molte più cose prima di risponderti) e la pagina che abbiamo dedicato da tempo alla composizione dell'impianto e alle prove di ascolto.

Ultimissima considerazione: in ogni caso un impianto come quello ipotizzato non può essere considerato "definitivo", ammesso che sia possibile assemblarne uno definibile così, ma è già ad un buon livello, non può essere considerato un entry level, e può dare soddisfazioni a lungo, soprattutto se ben posizionato. Per fortuna anche nell'alta fedeltà 2K Euro valgono ancora qualcosa ...

Naturalmente non esitare a scrivermi di nuovo e, in particolare, fammi sapere se le ipotesi di base alle quali ho fatto riferimento sono corrette.

 

Q

Sabina F. - 24 novembre 2012 (Ristampe di spartiti d'annata e diritti di copia)

 

Spett.le musicaememoria.com,ho trovato sul vostro sito informazioni molto valide sul diritto d'autore. Secondo le informazioni di seguito riportate è corretto ritenere legale la commercializzazione delle ristampe in proprio di spartiti (di autori in pubblico dominio)pubblicati nel 1920?Grazie per la cortese attenzione. Sabina Ferrari"riproduzione di spartiti libera potrebbe aversi solo se: a) sono riprodotti spartiti pubblicati oltre il tempo di scadenza dei diritti (50 anni in Europa, 75 ....)"

 

A

26 novembre 2012

 

Ti premetto che ovviamente non si parla di parere legale ma di semplice lettura e interpretazione delle leggi e soprattutto delle prassi.
Quindi vorresti riprodurre, per rivenderli, spartiti pubblicati oltre 70 anni fa da editori a quel tempo attivi, se ho capito bene. Di autori peraltro i cui diritti sono ormai scaduti. Teoricamente e a norma di legge sarebbe possibile, ma se sono editori ancora attivi o cataloghi che sono stati poi acquisiti da altri editori, secondo me dovresti controllare prima se sono stati ripubblicati in tempi successivi. Ci sono diversi sistemi utilizzati per "rinfrescare" i diritti sulle edizioni e potresti incappare in qualcuno di questi.
In sintesi ti consiglio di verificare con attenzione prima di procedere.
Un cordiale saluto

 

Q

Renato S. - 31 ottobre 2012 (Visualizzazione delle copertine utilizzando un network player)

 

Vorrei poterti porre qualche ulteriore domanda sempre a proposito di Foobar. Spero di non essere troppo invadente, ma dopo aver letto e riletto un pò tutti gli articoli sull'argomento non ho trovato risposta a quanto ti vorrei esporre brevemente.

1 - Come poter acquisire le cover degli album in concomitanza alla fase di ripping;

2 - Perché con CD acquistati e tenuti estremamente puliti, al termine del ripping in FLAC appare con una certa frequenza il seguente messaggio "tracks converted with minor problems".

3 - Ho acquistato il DENON DNP 720AE che controllo attraverso iPad su cui è installata l'apposita APP DENON. Vorrei poter vedere la cover di ciascun album ma non so come procedere. Con Foobar basta che io metta il file jpg di nome Cover nella cartella del relativo album perchè sia visibile.
Ho chiesto aiuto alla DENON Italia che mi ha fornito la seguente risposta :
"La riproduzione della copertina dell'album è possibile solo se tale informazione è inserita nelle informazioni del brano originale (TAG)"
In conclusione, c'è un modo perché si possa fare con Foobar?

4 - Come poter inserire la numerazione degli album senza che debba fare un tutt'uno con il numero delle tracce di un album, es. N. 2402, questo numero appare in corrispondenza delle tracce così 2402,01 e così via.

Mi scuso se ho ecceduto con le domande.
Un grazie per le risposte che vorrai fornirmi.

 

A

3 novembre 2012

 

Nessun problema, più domande arrivano e più chiarimenti si riescono a dare. Provo a rispondere per punti:

1 - Non esiste a quanto ne so una funzione di questo tipo in Foobar2000 né è presente al momento tra i components
disponibili sul sito di Foobar2000. Bisogna quindi, almeno per ora, ricercare le immagini delle copertine manualmente usando la funzione di ricerca per immagini di Google o, nei casi in cui non siano presenti le copertine, acquisendole con uno scanner.

2 - Essendo "minor problems" non dovrebbero dare alcun problema in riproduzione. Capisco e condivido però la ricerca della perfezione. A quanto si legge nella documentazione potrebbe derivare da incompatibilità marginali o diverse tarature tra il masterizzatore incluso nel PC che usi e il "masterizzatore medio" a cui fa riferimento il sistema Accurate Rip (che utilizza un controllo di tipo statistico). In Foobar2000 si può agire su altri parametri con il pannello "drive setting". In particolare con le prove che ho fatto io si possono migliorare le cose in alcuni casi selezionando la opzione "limit drive speed when reading" e/o agendo sul parametro "drive offset correction". Se individui il tipo di masterizzatore incluso (i modelli in realtà non sono molti) in rete si può trovare il valore corretto di questo offset nel tuo caso. Per affrontare questo problema e tentare di rimuovere i "minor problems" è giocoforza quindi affrontare una serie di prove per tentativi.

3 - Foobar2000 ricerca la immagine da visualizzare sulla directory nella quale è contenuta la musica e in questo modo la funzione è disponibile per tutti i formati, anche quelli che non supportano i tag, come il formato standard wav. E' possibile però anche associare i tag su ogni brano, o su più brani di un album, con la funzione tagging, attivabile con il tasto destro del mouse. Tra le sottofunzioni c'è anche "attach pictures > front cover" che è probabilmente quella che serve alla app Denon per visualizzare la copertina. Naturalmente è necessario che il file audio sia in un formato che supporta i tag, come ad esempio il FLAC, che comunque immagino sia quello che utilizzi. Non c'è che da provare. Facci sapere.

4 - Su questo punto sono necessarie informazioni in piuù che ti ho chiesto a parte.

 

Q

Renato S. - 13 ottobre 2012 (La ricerca dei brani in una vasta libreria musicale)

 

Vorrei convertire la mia collezione di CD in musica liquida, posseggo un HIFI con pre e finale e per concludere una LAN al cui interno c'è un grosso NAS su cui vorrei memorizzare i miei CD convertiti in FLAC utilizzando Foobar2000. Fatta questa premessa, sono giunto alla seguente conclusione che sottopongo alla vostra attenzione. Visto che mi trovo di fronte ad un archivio di 3.000 cartelle (album), la ricerca di ciò che voglio ascoltare non può che avvenire tramite ad esempio Foobar, per poi inviare ciò che ho selezionato ad un DAC (M1 DAC). Se invece propendessi per un network player (DENON DNP -720AE), mi domando come potrebbe avvenire la ricerca, non credo certo con le frecce di un telecomando. Forse i network player sono destinati ad un uso diverso?

 

A

14 ottobre 2012

 

Effettivamente la ricerca sequenziale non è l'ideale per una vasta libreria musicale come la tua; un network player come il Denon che hai individuato può funzionare però anche come DLNA renderer, quindi in pratica può essere comandato da una applicazione in grado di navigare in modo intelligente sulla libreria, con funzioni di ricerca degli album e selezione dei brani. Questo DLNA controller può essere anche Foobar2000 collegato in rete con il Denon, ma molto più pratica è la soluzione che fa ricorso ad uno smartphone iPhone o Android che può diventare in questo modo un telecomando molto sofisticato, collegandosi in wi-fi con il network player.
App che eseguono questa funzione ce ne sono diverse, sul blog abbiamo provato media:connect che è compatibile DLNA, ma una soluzione ancora più semplice dovrebbe essere la app fornita direttamente da Denon. Scrivo "dovrebbe" perché non l'ho provata, ma ci sono recensioni in rete e anche su YouTube e pare funzioni bene.
In sintesi dopo aver configurato il tutto, con il network player che vede la libreria su NAS e lo smartphone che vede il network player potrai gestire la tua libreria scegliendo l'album da ascoltare, selezionando i brani, controllando il volume e avendo a disposizione tutte le altre tipiche funzioni che avresti su un lettore. Sul nostro blog dedicato agli approfondimenti puoi trovare, se già non li hai letti, articoli sui network player e sulle app per usare un iPhone come telecomando.
Un saluto e buon proseguimento nel tuo percorso verso la musica liquida.

 

Q

Ciro C. - 27 settembre 2012 (Trasferire i CD su un lettore portatile)

 

La domanda è questa: Voglio masterizzare i miei CD su computer con un formato che mi consente la minima perdita di informazioni cioè la max definizione attualmente possibile, per poi trasferirli su un lettore portatile COLORFLY C4, nulla a che vedere con iPod o lettori commerciali, stiamo parlando di quasi hifi portatile. Come devo fare? Cordiali saluti.

 

A

27 settembre 2012

 

Il trasferimento dei CD su file, il cosiddetto ripping, è una operazione molto semplice, la puoi trovare descritta passo passo sul nostro blog, a questo link. L'applicazione che è consigliata è Foobar2000, un media player, più molte altre cose, molto versatile che consente anche il controllo della qualità della conversione e che oltre a tutto è pure gratuito e open source.
Esistono anche altri prodotti alternativi, alcuni a pagamento, ma ti consiglio senz'altro questo, anche se all'inizio può sembrare un po' complesso.
In conversione verranno creati con questo processo file in formato FLAC, supportati ovviamente dal Colorfly, che conterranno lo stesso identico contenuto musicale del CD (senza compressione, cioè) e quindi senza alcuna perdita di informazioni.  Per il ripping di un CD con questa modalità occorrono circa 10 minuti con un buon PC.
Aggiungo solo per completezza che il popolare media player iTunes della Apple non è invece utilizzabile a questo scopo perché utilizza i formati AIFF o ALAC che a quanto leggo nelle caratteristiche non sono supportati dal Colorfly. Quindi non hai che da iniziare e creare una tua libreria musicale "liquida" dalla quale attingerai per caricare il lettore portatile. Nel caso qualcosa non sia chiaro e che trovi delle difficoltà non esitare a scriverci di nuovo.

 

Q

Alberto M - 16 settembre 2012 (Un nuovo lettore CD)

 

Un consiglio sulla scelta di un lettore Denon DCD-1510 oppure un Cayin Fase T23. Il prezzo è uguale, costano circa 900 euro. Oppure un Audio Analogue Paganini usato dal costo di 500 euro. Il mio impianto: casse Chario Premium 2000, amplificatore AMC 3050. iIn attesa di risposta ringrazio e la saluto.

 

A

17 settembre 2012

 

Dal tuo sintetico quesito deduco che intendi rimanere sul CD come sorgente e vuoi continuare ad investire in un lettore specializzato. Non posso darti torto perché la famosa musica liquida, in termini di "software", materiale musicale disponibile direttamente per il download e in formato non compresso, continua ad essere una promessa e non una realtà. Ti segnalo solo che, se segui la musica classica, in questo settore musica liquida e alta definizione sono già abbastanza diffuse da essere una alternativa reale.
I due validi prodotti che hai selezionato hanno caratteristiche piuttosto diverse. Il Denon DCD-1510 e' un lettore più versatile, in grado di suonare anche SACD (ancora ne escono nella classica) e con un ingresso USB. Sul quale però bisognerebbe verificare se sono supportati anche file in alta definizione e non solo in formato compresso o SD.
Il Cayin T23 e' un prodotto con target più "audiophile" con uscita a valvole. Non mi e' chiaro perché in alternativa sia proposta anche una uscita analogica a stato solido, preferisco i progettisti che hanno le idee chiare sulla soluzione migliore ...
Ma ha raccolto ottime recensioni.
Per la qualità del suono non posso dirti molto perché dovrei aver ascoltato i due lettori a confronto, mentre il Paganini lo conosco bene perché e' il lettore che uso da anni.
Ti consiglio quindi di effettuare la prova tu, coi lettori CD e' molto semplice, ma confrontando prima il tuo attuale lettore con uno e l'altro dei due candidati, facendo assemblare al negoziante un impianto il più simile possibile al tuo. O addirittura, se e' disponibile, facendo la prova a casa tua sul tuo impianto.
Per il test a confronto più efficace ti consiglio di scegliere CD che conosci bene e di musica acustica e di procurartene due copie (anche masterizzandoli, eventualmente) e poi facendoli partire assieme per fare il confronto sullo stesso passaggio musicale e non a memoria, e' molto più efficace.
Il confronto con il tuo ha lo scopo, evidentemente, di verificare l'effettivo miglioramento che potrai ottenere. Devi dedicare pero' un po' ' di tempo ai test per assimilare i vari ascolti e percepire le differenze, che non saranno subito evidenti.
Non so se potresti fare lo stesso confronto anche sul Paganini. In linea generale i lettori CD "invecchiano" perché nel settore convertitori il progresso e' continuo. Si tratta però di un eccellente prodotto sicuramente ancora valido. Lo terrei in considerazione tenendo conto del prezzo.
Buona fortuna per la scelta migliore e ciao

 

Q

Paolo D.M. - 15 luglio 2012 (La ricerca di Natalie Reiten)

 

Caro Alberto di Musica e Memoria,
mi rivolgo a te (al quale una volta scrissi a proposito di una traduzione dall'inglese, vedi copia qui sotto) perché sei un profondissimo conoscitore del mondo musicale e forse puoi aiutarmi a risolvere un "problema" se vogliamo chiamarlo così. O diciamo piuttosto una curiosità artistica molto impellente.

Ho scoperto solo pochi giorni fa - guardando su YouTube il concerto di Julio Iglesias a Venezia nel 2001 - una cantante che in quel concerto era sul palco come corista ma poi duettò anche con Iglesias cantando “When you tell me that you love me”. Una cantante bella, ma soprattutto bravissima, con una voce eccezionale, molto migliore di Iglesias. Si chiama Natalie Reiten, ed e' tutto quello che so di lei. Non l'avevo mai sentita nominare e non conosco neppure la sua nazionalità.

Qualcuno in YouTube ha scritto che forse e' morta. Ho provato a cercare con Google e altri motori di ricerca e il risultato e' zero: l'unica cosa che trovo di lei in internet e' il filmato del concerto di Iglesias. Per il resto, neanche una parola, come se fosse stata un fantasma. E' morta davvero? Senza lasciare traccia, comunque? Come e' possibile? La cosa mi sta facendo impazzire, anche perche' per carattere sono molto ostinato.

Tu per caso sei in grado di darmi qualche notizia o di dirmi come fare o a chi potrei rivolgermi per informarmi su chi e' Natalie Reiten e sapere che fa, che ha fatto, se e' viva o morta, ecc.? Forse potrebbe sapere qualcosa qualcuno che partecipo' in qualche modo all'organizzazione del concerto di Iglesias a Venezia?
Ti sarei estremamente grato del tuo aiuto. E ti ringrazio comunque anticipatamente.
Sono un visitatore fisso del tuo sito, che e’ meraviglioso, un pozzo delle meraviglie e della nostalgia!

 

A

4 agosto 2012

 

Ho fatto un po' di ricerche ma anche io non ho trovato niente. Tra l'altro leggendo velocemente avevo capito che la performance fosse precedente, invece e' del 2001, quindi effettivamente in era internet e questa giovane donna dovrebbe avere ora intorno ai 40 anni o poco più.
A quanto ho capito in questa canzone era previsto un duetto con una cantante, possibilmente famosa, e la performance è stata infatti registrata in altre occasione con la famosa cantante country superdotata Dolly Parton e poi con la cantante cinese (di Taiwan) Coco Lee.
A Venezia probabilmente non hanno potuto concordare l'esecuzione con una cantante di nome e il duetto è stato affidato ad una delle coriste, appunto la presunta Natalie Reiten.
Che a quanto pare è poi uscita dal mondo della musica professionale, spero non per cause di forza maggiore.
Effettivamente è improbabile che una musicista professionista che peraltro ha lavorato a discreti livelli (Iglesias è uno degli interpreti non di lingua inglese che ha venduto più dischi in assoluto, come noto) non abbia lasciato alcuna traccia in rete.
A questo punto metterei in dubbio l'attribuzione del nome, che sembra avere come unica origine un commento di un certo andreidis, che gestisce un canale YouTube ed è russo.
Magari ha scritto il nome in modo non corretto, cosa non improbabile per chi usa comunemente un altro alfabeto, ho provato alcune varianti ma senza successo. Oppure l'ha inventato. Oppure più semplicemente la brava corista ha poi cambiato nome d'arte e questo è caduto nel dimenticatoio, come Guy Magenta per Patty Pravo.
Le verifiche che ti consiglierei di fare a questo punto sono:
- contattare andreidis e chiedergli dove ha trovato questo nome
- contattare Julio Iglesias o un suo fan club e vedere se qualcuno ha lo staff di quell'evento del 2001.
Con un nome sicuro qualcosa dovrebbe uscire fuori. Tienici informati degli sviluppi.

(Nelle immagini due estratti dal video su YouTube citato, di provenienza Rai. La ricerca della cantante scomparsa è ovviamente estesa a tutti i visitatori del sito)

 

Q

Filippo G.  -  26 aprile 2012 (Un impianto liquido senza PC)

 

Sto esplorando a pezzi e bocconi il vostro sito (complimenti!) e volevo fare una domanda: ho da poco messo su il mio primo impianto stereo (niente di che: AA pre Bellini + 2 finali Donizetti, e casse Van Der Steen, dato che le Magneplanar che sognavo erano troppo alte per la mia mansarda), e stavo facendo un pensierino alla musica liquida.

L'idea che mi ero fatto era questa: in sequenza
- un HD separato (magari di quelli nuovi a stato solido, quando i prezzi saranno diventati umani: zero rumore, poco riscaldamento, maggiore robustezza)
- un TEAC WAP 2200 per pilotare l'HD
- un DAC, magari da aggiungere in un secondo momento: per cominciare a giocare con gli MP3, senza troppe pretese, all'inizio potrebbe anche bastare il rozzo DAC inserito nel TEAC:
- il mio ampli
Che ne pensate? L'idea è di bypassare completamente il PC. Il costo è irrisorio (il TEAC si trova intorno ai 100 €), e in rete se ne parla piuttosto bene.

 

A

1 maggio 2012

 

Anzitutto complimenti per il tuo impianto, sicuramente di alta qualità e pronto per la musica liquida in alta definizione. Per questa evoluzione hai pensato ad una soluzione piuttosto minimalista. Il Teac è un oggetto anche comodo, ma può gestire solo quello che è collegato alla stessa scatoletta sulla porta USB e solo tramite il suo telecomando, a quanto ho capito. Va bene quindi per librerie non troppo estese e per un utilizzo tradizionale (ad esempio musica classica, dove di solito le playlist non si usano, magari è il tuo caso). Materiale in MP3, DAC integrato, mi sembrano sorgenti e software un po' mortificanti per casse Vandersteen e finali Donizetti ... certo se è solo per sperimentare nulla quaestio.
Ti segnalo che, se l'obiettivo è evitare di collegare il PC all'impianto, puoi raggiungere lo stesso risultato con un network audio player come il Marantz NA7004, che contiene anche un eccellente DAC, ad un costo comparabile di quello di un DAC medio più il Teac. E come telecomando puoi usare un iPhone o un Android con molta maggiore comodità di ricerca sulla libreria.
Devi mettere però in conto qualche complessità di installazione e configurazione in più. Altrimenti per il massimo della semplicità ci sono le soluzioni integrate, all-in-1, come quelle della Olive (O3-HD e O4-HD).

Per saperne di più: FAQ sulla musica liquida, Indice articoli sulla musica liquida

 

Q

Francesco C.  -  24 aprile 2012 (Tecnica di ripresa stereofonica)

 

La definizione che Voi date di Stereofonia (intesa come sistema di riproduzione) non mi torna, perché: NON evidenziate la differenza che esiste tra una ripresa microfonica con due microfoni e la ripresa microfonica elaborata al banco mixer. Nella ripresa microfonica con DUE MICROFONI esiste una differenza di fase tra canale destro e sinistro, che dipende unicamente dalla diversa collocazione rispetto all'asse centrale dei due microfoni, mentre nella ripresa con UN SOLO MICROFONO (e conseguente elaborazione stereofonica al banco mixer) si può solo operare una differenza di livello (N.D.R. pan-pot, che appunto funziona solo per differenza di livello e non dio fase) ma nessuna differenza di fase. Ora: dato che la "Stereofonia permette" una percezione della direzione del suono a bassa frequenza SOLO per differenza di fase (cosa che il banco mixer NON fa) perché sembra che per Voi la cosa sia indifferente?

 

A

1 maggio 2012

 

Non era nostra intenzione inserire sulle pagine del sito un trattato completo di elettroacustica, ripresa dei suoni e tecnica stereofonica. Soltanto alcuni concetti base utili (almeno nelle nostre intenzioni) a chi desidera assemblare un buon impianto stereo per ascoltare al meglio la musica preferita.
Sulla tecnica di ripresa facevo quindi riferimento soltanto alla più semplice, per musica acustica e senza uso di più microfoni. Questo anche per coerenza con il resto delle considerazioni sul realismo della riproduzione, che sono tutte focalizzate sulla musica acustica. Per la musica realizzata con strumenti elettronici, in tutto o in parte, le tecniche sono molto diverse (tanto per cominciare, al limite potrebbero anche non essere necessari i microfoni) e si possono anche introdurre tutti gli effetti che si vogliono.
Quindi in sintesi non è che le differenze tra tecniche di registrazione e le loro conseguenze sulla musica registrata non ci interessano, è solo che lo scopo delle pagine dedicate all'ascolto stereofonico e hi-fi è un altro.
Ciao e grazie delle stimolanti osservazioni.

Per approfondimenti: FAQ Stereofonia e Hi-Fi

 

Q

Angelo L.  -  24 aprile 2012 (DAC Hi-Fi collegati a PC)

 

Dispongo di alcuni DAC di buona qualità (Meridian, Micromega e Audio Note) ma progettati per il collegamento ad una meccanica di lettura di CD. Possono essere utilizzati per l'ascolto di musica memorizzata in un PC? Ringrazio delle informazioni che vorrà darmi.

 

A

26 aprile 2012

 

Ipotizzo che il tuo PC non abbia una uscita S/P-DIF (i MAC normalmente ne hanno una) e/o che non abbiano un ingresso di questo tipo i DAC che vuoi collegare. Perché se così fosse, almeno a livello connessione elettrica, non ci sarebbero problemi.
Se la connessione deve essere sulla porta standard USB, i DAC possono essere collegati usando appositi convertitori da USB a S/P-DIF o BNC. I convertitori consigliati maggiormente sono di tipo asincrono, e con vari sistemi gestiscono anche il problema della sincronizzazione del flusso di dati tra la sorgente (il PC) e il convertitore. Occorre poi vedere caso per caso come si può far utilizzare al media player su PC (tipo Foobar2000) il DAC. E' possibile che sia necessario fare qualche ricerca su forum o altre fonti di informazioni.
Di convertitori di questo tipo ce ne sono in commercio diversi modelli, il più noto è probabilmente lo Hi-Face della italiana M2Tech (del noto progettista Manunta) che esiste in diverse versioni (vedere il loro sito), in particolare, sia con uscita S/PDIF sia BNC. Esistono poi modelli di ambizioni più elevate (e prezzo idem) come quello prodotto dalla nota casa specializzata in questo settore, la Wavelength, più diversi altri. Inoltre esistono numerosi convertitori "Made in Hong-Kong" (o in Cina) commercializzati su eBay dal costo più basso, ma che comunque funzionano.
I convertitori migliori possono costare cifre dello stesso ordine di grandezza di un buon DAC recente, che per di più è normalmente anche compatibile con materiale in HD, a differenza dei modelli che citi, e quindi è da vedere, considerando il continuo progresso in questo campo, se l'operazione valga la pena. L'Hi-Face comunque non costa molto e penso che un esperimento si possa fare.

 

Q

Vittorio V.  -  24 marzo 2012 (Il subwoofer nel mobiletto)

 

Leggo in una precedente risposta che per il mio impianto con casse obbligatoriamente da scaffale mi consigliate un subwoofer. Nel mio limitato spazio, non so se sia una una buona idea (vi ricordo che vorrei installare il mio impianto hi-fi nel soggiorno/cucina a vista ampio circa 20/25 mq e con pavimento in parquet), ma in caso lo volessi comprare … il subwoofer va lasciato per terra, oppure … come ho visto fare da alcuni amici, metterlo all'interno di un mobiletto, rendendolo invisibile ai visitatori? La seconda soluzione e' fattibile oppure e' del tutto inutile e dannosa, tale da precludere l'acquisto del subwoofer? Perché se mi dite che si può tenerlo chiuso in un mobiletto, allora un pensierino lo potrei fare!!!

 

A

25 marzo 2012

 

Il subwoofer dentro al mobiletto ... Tra i molti sistemi per cercare di occultare l'impianto hi-fi (impedendogli di essere hi-fi) questo ancora non l'avevo sentito. Il sub ha la caratteristica di essere posizionabile quasi ovunque, dietro a una tenda, nell'angolo nascosto da una poltrona, si può appoggiare a terra, è piccolo e basso (se non è un Velodyne 1812 da 5000 € e più) e comunque ancora lo vogliono nascondere?
E' evidente che qualsiasi subwoofer non è progettato per stare dentro un mobiletto e che, emettendo note basse (= vibrazioni) il mobiletto stesso si metterebbe a vibrare anche lui modificando il suono. Non credo in meglio.
Comunque puoi pensare al sub come un intervento posteriore, anche questo senz'altro dopo una verifica di ascolto in negozio.

 

Q

Bruna P.  -  22 marzo 2012 (Aprire una radio libera nel 2012)

 

Vorrei aprire una radio dedicata a mamme e bambini. Come posso fare? Grazie

 

A

25 marzo 2012

 

Aprire una radio FM locale in Italia è attualmente quasi impossibile. La legge di riordino e di assegnazione per la radiofonia è attesa da anni, anzi da decenni, e ormai si passerà direttamente alla radio digitale su rete mobile tra un anno o due. Nel frattempo l'etere è di proprietà di chi lo ha conquistato ai tempi del Far West (anni '70, esplosione delle radio private) e, se anche esistessero frequenze libere (è improbabile anche nell'angolo più sperduto d'Italia) non ci sarebbe una procedura di assegnazione formale.
L'unico modo per aprire una radio è comprare una frequenza da qualcuno che già la possiede, sperando che sia effettivamente vero che il proprietario sia lui e che invece non spunti più avanti qualcun altro che rivendica i diritti in base a qualche sentenza di 30 anni fa.
Per completare il quadro di arretratezza del nostro paese in questo campo c'è anche la quasi impossibilità di dare un valore attendibile alla frequenza. Il valore infatti lo dà la raccolta pubblicitaria, ma l'ente indipendente che certificava gli ascolti per le radio, che si chiamava Audiradio, ha chiuso per fallimento (provocato da contrasti tra le emittenti radio principali) nel 2010 e quindi gli ultimi dati, attendibili o meno che fossero, risalgono al 2009. Di sicuro sono ben diversi dalla realtà.
Il fatto è che la radio in Italia interessa pochissimo nel sistema dei media e della pubblicità, completamente focalizzato e concentrato nel nostro paese sul mezzo televisivo.
In sintesi, non so in quale città vorresti aprire la radio, e se nel tuo caso il costo di acquisto sarebbe compatibile con il tuo budget. Ma visto l'argomento e il target non credo proprio che potresti coprire 24 ore di trasmissioni, e quindi forse la cosa migliore sarebbe cercare un accordo con uno radio per uno spazio. Sono sempre alla ricerca di contenuti per riempire il palinsesto e, se non devono spendere nulla, probabilmente sarebbero interessati. Certo, dovrai convivere con massicce dosi di pubblicità.
Spero di averti dato informazioni utili.

Per saperne di più: Il mercato della radio in Italia, La situazione delle frequenze, Il declino della radio FM

 

Q

Vittorio V.  -  21 marzo 2012 (Un impianto da libreria)

 

Alcuni problemi di udito non mi hanno impedito di coltivare la passionaccia per l'opera lirica. Vorrei comprare un nuovo impianto hifi, in virtù del fatto che mi sto trasferendo comprando una casa nuova. Quale impianto mi consigliate, dovendo installare l impianto nel mio soggiorno / cucina a vista (25 mq) con pavimento in parquet. Casse obbligatoriamente da scaffale. Mi servirebbe amplificatore, lettore cd e casse. Attendo vostri suggerimenti.

 

A

23 marzo 2012

 

Fai bene a non abbandonare mai la musica. Per i consigli sull'impianto ti rimando ad una precedente risposta ad un quesito analogo nella rubrica della posta. Nella ipotesi ovviamente che tu stia cercando un impianto base. Perché se hai invece ampia libertà di budget le possibilità si ampliano al punto che dare consigli diventa poco attendibile, e comunque servirebbe qualche elemento in più. Per quanto riguarda i diffusori, che dovrebbero essere obbligatoriamente da scaffale, come penso saprai non è la soluzione ideale, e ti impone sensibili limitazioni nella ricostruzione spaziale dell'evento sonoro, a maggior ragione nel caso della musica lirica, che di solito è eseguita con una grande orchestra.

Ulteriore elemento critico è la scarsità di modelli di casse attuali progettate per la collocazione in libreria. Negli anni '70 erano in maggioranza progettate per questa modalità di installazione (anche se funzionavano molto meglio su stand) ma ora non è più così.
L'ideale sarebbe un modello a sospensione pneumatica, appunto come le classiche AR degli anni '60 e '70, ma la grande maggioranza dei produttori ha adottato ormai il sistema bass-reflex per tutta la gamma. Un produttore che ancora propone modelli in sospensione pneumatica è NHT, sicuramente validi e non costosi, non so però se sono ancora distribuiti in Italia.
In alternativa una soluzione potrebbe essere l'utilizzo di due minidiffusori adatti per un uso a scaffale (quindi con condotti bass reflex frontali) come le Acoustic Energy AE1 (per citare un modello noto e ben referenziato come riferimento, ma ce ne sono molti altri) coadiuvato da un buon subwoofer amplificato, che può essere posizionato liberamente nella stanza e per il quale potrai probabilmente trovare il posto.
L'accoppiamento tra i due satelliti e il sub è però tema troppo complesso per trattarlo "in astratto", soprattutto nei limiti di una risposta ad una email. Se questa soluzione va bene per le tue esigenze puoi provare ad approfondirla con uno o due negozi specializzati in alta fedeltà che siano però anche in grado poi di fornirti supporto in fase di installazione e di taratura dell'incrocio tra sub e satelliti.

In entrambi i casi è importante che il diffusore sia posizionato nella libreria in modo che il tweeter sia alla altezza delle orecchie quando gli ascoltatori sono seduti e che i ripiani della libreria siano ben stabili e non trasmettano vibrazioni.

 

Q

Guglielmo M.  -  7 marzo 2012 (Il catalogo dei DAC)

 

La ringrazio per la risposta; mi ha chiarito un po' di cose. Come le ho già detto pensavo di costruire un impianto formato da notebook-dac-(amplificatore)-cuffie (ma non è escluso che in futuro possa anche comprare i diffusori). C'è una cosa che mi manca: leggendo sempre su più siti dedicati all'audio e all' hifi, compreso il suo, non sono riuscito a trovare una "lista" delle marche che producono DAC, di quelle che producono amplificatori ecc. Ho letto varie recensioni di prodotti, però non riesco a collocarli tra loro. Esempio: ho letto dei pareri riguardanti il V-DAC II, che sembra un buon prodotto, ma non saprei classificarlo rispetto al resto del mercato, proprio perché non conosco il resto del mercato. Come faccio allora nel caso volessi conoscere tutti i dispositivi esistenti? O perlomeno i principali e più famosi, diciamo. Questo discorso riguarda ogni singolo dispositivo della catena (escluso notebook e cuffie): DAC, ampli e diffusori. Lei conosce un sito, o magari anche un articolo presente nel suo, che mostri tutti o quasi i modelli e le case produttrici esistenti? Scusi per l'insistenza delle domande, è che sono ancora alle prime armi e voglio conoscere piano piano, ma a fondo, questo meraviglioso universo. Grazie mille per la disponibilità.

 

A

10 marzo 2012

 

La lista dei componenti alta fedeltà distribuiti in Italia si può trovare sugli annuari delle principali riviste del settore (Audio Review o Suono) pubblicati a cadenza annuale (a settembre-ottobre, di solito) oppure in forma sintetica nelle ultime pagine di Audio Review tutti i mesi (con i relativi prezzi). I dettagli dei modelli poi si trovano ormai facilmente su Internet.
Il problema però nel mercato attuale che esiste ed è ormai consistente una distribuzione parallela che utilizza il canale Internet o addirittura eBay invece che il sistema tradizionale dell'importatore ufficiale per ogni paese.

Per gli amplificatori ancora il fenomeno non è consistente, tranne che per i vari emuli del T-Amp in classe D. Per i DAC invece di prodotti nuovi made in China o made in Hong-Kong ne escono continuamente. Il fatto è che mettere assieme un DAC non è compito difficile, partendo da circuiti integrati disponibili da diversi produttori specializzati, e di qualità sempre più elevata.

In pratica l'acquirente potenziale ha ora due scelte: rivolgersi ai distributori e ai canali tradizionali e/o a marchi noti, o allargare l'orizzonte ai molti prodotti made in Internet, puntando al colpo e fidandosi di recensioni trovate su forum o blog.

Nel tuo caso comunque, visto che l'amplificatore per ora non ti serve, ti conviene concentrarti sul DAC e pensare all'ampli in funzione dei diffusori che sceglierai e se li sceglierai (sono interdipendenti).
Per il DAC penso che: 1) non devi impazzirti nel cercare il DAC perfetto confrontandolo con tutti gli altri dello stesso prezzo, quando avrai finito ne saranno usciti diversi altri modelli; 2) fissati un tetto massimo di budget e punta ai modelli più noti (HRT, Arcam, PeachTree per stare tra quelli che producono anche modelli a basso prezzo) in ogni caso avrai un componente di qualità adeguata al tuo impianto iniziale.

Per saperne di più: FAQ sulla musica liquida / Il blog con gli ultimi aggiornamenti

 

Q

Guglielmo M.  -  6 marzo 2012 (Musica liquida: serve un notebook con HDMI?)

 

Buongiorno, vi ho già scritto in precedenza (se non sbaglio 3-4 mesi fa) riguardo un dubbio che avevo a proposito della musica liquida. Ho trovato molto utile la vostra risposta e vi ringrazio ancora una volta per la vostra disponibilità e cortesia nel rispondermi. Ho un altro dubbio adesso e spero che voi possiate aiutarmi. Ho intenzione di assemblare un impianto audio che mi consenta di ascoltare musica liquida. Pensavo di comprarmi un notebook, che mi faccia da storage e da media player (con Foobar o programmi del genere, da poter collegare ad un DAC, al quale, a sua volta, collegherò un paio di cuffie di ottima qualità (così facendo non comprerò i diffusori). Per questo motivo stavo cercando un notebook (mi va più che bene un 13,3") che abbia una line out digitale (S/P-DIF) che mi consenta di collegare il notebook al DAC senza ricorrere a peggioramenti del segnale nel passaggio notebook-DAC. Leggendo in internet mi sono reso conto, data la scarsa possibilità di scelta nel prendere notebook con line out digitale, che potrei optare invece per un portatile con presa HDMI che, stando a quello che ho letto in rete, è anche migliore rispetto a quella audio digitale perché avendo maggiore "larghezza di banda" mi consentirebbe di ascoltare anche brani in HD (96kHz o 192kHz). In realtà la possibilità di ascoltare musica in "HD" non mi interessa in quanto al momento non ho brani con tale fequenza di campionamento, ma in tal caso la scelta del notebook sarebbe più facile visto che ormai sono quasi tutti prodotti con presa HDMI. Riassumendo: sarebbe da preferire l'HDMI alla line out digitale, SEMPRE SECONDO QUELLO CHE HO LETTO IN RETE. Confermate?

E adesso la seconda parte del mio dubbio: nei vari forum ho letto che i "puristi dell'audio" preferiscono avere line out analogiche (con conseguente marea di cavi dietro i dispositivi, piuttosto che quella digitale perché il primo restituisce il segnale iniziale senza compressioni varie o alterazioni: a questo punto non ci ho capito molto. La scelta dell'analogico è riferita ad un eventuale amplificatore, vero? Il segnale presente nel mio notebook è digitale ed è proprio per questo motivo che mi serve un DAC che me lo converta in analogico. Non ho capito allora dove entra in gioco la scelta tra digitale e analogico. Sì, come avrete capito ho un po' di confusione in testa :) Ho guardato tanti articoli nel vostro sito,e devo dire che mi hanno aiutato molto, ma non ho trovato una risposta al mio dubbio. Edit: mentre vi sto scrivendo mi è venuta un'idea: forse nei forum che ho letto si faceva riferimento alla scelta tra DAC+amplificatore o amplificatore con quest'ultimo collegato direttamente alla sorgente che contiene la musica in formato digitale(notebook). Può essere? Spero che voi possiate aiutarmi a capire. Grazie mille per la disponibilità

 

A

7 marzo 2012

 

Anzitutto voglio rassicurarti sul collegamento del DAC, che può essere realizzato su una normalissima porta USB, che tutti i notebook hanno. Tutti gli ultimi DAC sono progettati per questo tipo di interfaccia, e hanno superato anche i precedenti limiti, potendo gestire file audio in HD, con risultati equivalenti a quelli ottenibili sulla interfaccia S/PDIF.
La interfaccia HDMI è progettata per i video, può veicolare anche l'audio, ma non darebbe alcun vantaggio rispetto alla USB, anzi probabilmente solo svantaggi. Ma questo solo in teoria, perché non mi risulta che ci siano DAC audio che adottano questa interfaccia. Quindi dimenticala tranquillamente e scegli un normalissimo DAC con interfaccia USB, ce ne sono ormai numerosi modelli validi da 150 E in su.
Riguardo alla connessione analogica ... non è altro che la uscita del DAC che lo collega all'amplificatore (o alla cuffia o alle casse amplificate). Quindi anche questa alternativa puoi dimenticartela, diciamo che è già inclusa per forza (DAC = Digital to Analog Codec).

Infine il dubbio sull'amplificatore: certo, esistono e sono anche in crescita come numero gli amplificatori che includono un ingresso USB e un DAC interno. Soluzione molto comoda per chi parte da zero, prestazioni anche qui variabili da medie a molto buone. Ci sono i modelli della Cyrus, alcuni modelli NAD, il Peachtree, insomma diverse alternative, che puoi prendere sicuramente in considerazione.

In sintesi per chiarirti con uno schema la musica in digitale segue questo percorso:

Notebook ---- (USB) ----> DAC ---- (analogico) --- > Ampli -----> Casse ----> Tu

Ciao e buon ascolto con il tuo spero ormai prossimo impianto

Per saperne di più: FAQ sulla musica liquida / Il blog con gli ultimi aggiornamenti

 

Q

Enrico D.G.  -  17 febbraio 2012 (Consigli per un impianto hi-fi base)

 

Innanzitutto complimenti per "l'apertura" di occhi e di orecchie che ci hai dato sull'alta fedelta',vorrei chiederti un prezioso consiglio su come assemblare un buon hi-fi per una stanza di 40mq, dove ascoltarci musica rock, reggae etc. Budget max di 1600 €, 1 amplificatore, 2 torri in legno e 1 CD, con possibilità di collegare iPod. ti ringrazio. Saluti. Enrico.

 

A

10 febbraio 2012

 

Anzitutto grazie per l'apprezzamento sulla parte dedicata alla tecnologia per l'ascolto della musica.
Riguardo alla tua richiesta preferisco evitare di fornire indicazioni dettagliate sull'impianto, perché non siano generiche bisognerebbe aver ascoltato effettivamente i componenti consigliati e aver approfondito le esigenze e i vincoli di chi sta cercando di comporre l'impianto. E inoltre diventano velocemente obsolete con il ricambio continuo dei modelli.

Provo comunque a darti qualche indicazione con le sintetiche informazioni che fornisci, partendo dal presupposto che, a quanto capisco, la musica che ascolterai anche in futuro sarà quella distribuita sul tradizionale CD. Per restare sul sicuro con il budget che hai puoi rivolgerti a marche di elettroniche conosciute per il buon rapporto qualità prezzo, scegliendo una coppia lettore CD + Ampli dello stesso fornitore, e diffusori con caratteristiche adatte ai generi piuttosto energetici che preferisci.

I nomi che posso fare, ma solo per aver letto articoli e recensioni (più d'una positiva comunque) sono NAD e Rotel, i modelli entry level o poco superiori (dipende anche dagli sconti che troverai) sono compatibili con il tuo budget.
Per le casse, il componente più caratterizzante, puoi cercare tra i modelli della serie RS della Klipsch, non sono necessariamente di tipo tower, ma puoi posizionarli in modo corretto aggiungendo uno stand.

Per il collegamento di un iPod utilizzerei una semplice docking station da collegare ad uno degli ingressi dell'amplificatore, avendo l'impianto, un sistema completo con uscite audio integrate non serve. Non so dirti nulla però sui modelli perché non ho mai approfondito questo utilizzo del lettore.

Ti segnalo che una alternativa al lettore CD, nel caso tu pianificassi anche di acquistare un lettore Blu-Ray o di cambiarlo, può essere un multiformato con audio di qualità come l'Oppo BDP-83, ad un prezzo non molto superiore a quello di un lettore CD, e con molte funzionalità in più.

Per saperne di più: FAQ su stereofonia e hi-fi

 

Q

Gianni D.G.  -  13 febbraio 2012 (Un diffusore per i T-Amp)

 

Gianni, il visitatore interessato alla riproduzione del canto degli uccelli, ha optato come amplificatore per i primi test per uno degli amplificatori in classe D, sulla scia del T-Amp, di cui si parla bene recentemente, lo Scythe SDA 1100, e chiede a questo punto quali diffusori abbinare: "... Riguardo le casse da abbinare allo Scythe, non dimenticare che oltre alla compatibilità relativa agli 8 wat del piccolo ampli, bisognerebbe capire il tipo di diffusori da scegliere al fine di riprodurre perfettamente il canto mantenendo il più possibile la stessa timbrica di voce e naturalezza sonora in generale. Per esempio, una domanda che mi tormenta da tempo riguarda l'ipotesi di non usare normali tweeter con cupolozzo in seta, etc.., ma montare alle casse dei Super-Tweeter che come ben sappiamo, oltre a rendere molto tagliente e squillante un suono acuto, teoricamente arrivano a riprodurre frequenze che vanno oltre i 20.000hz."

 

A

17 febbraio 2012

 

Non ho capito se stai pensando di montare dei super-tweeter aggiuntivi ai diffusori che intendi comprare. Se fosse questa l'intenzione te lo sconsiglio caldamente, a meno che tu sia un provetto autocostruttore, l'incrocio corretto tra altoparlanti diversi non è una cosa semplice da mettere a punto e il risultato sarebbe sicuramente un peggioramento.
Poi, riguardo alle frequenze altissime, i diffusori moderni hanno tweeter in grado di riprodurre, anche se attenuate, armoniche anche oltre i 20KHz, che l'orecchio umano non riesce a percepire, se isolate, ma che pare da alcuni esperimenti siano percepibili se associate ad un segnale più complesso. Certo, sono pensate per gli umani e quindi non si inoltrano molto nel mondo degli ultrasuoni.
Diffusori dotati all'origine di tweeter con tecnologia in grado di superare i 20KHz ce ne sono anche tra i prodotti non "esoterici", ad esempio i recenti Monitor Audio GX con tweeter a nastro. Il modello GX100 ha una sensibilità di 88 dB potrebbe forse essere un accoppiamento possibile con lo Scythe, anche se ai limiti. Certo, non hanno un costo molto proporzionato all'amplificatore, pur essendo sistemi bookshelf di classe media: 1350 € la coppia. Una alternativa più economica, non allo stesso livello ma considerata valida e ad un prezzo molto inferiore (meno di 350 €), sono le Dynavoice DM6 provate con esito positivo sul numero di febbraio di Audio Review.
In generale l'accoppiata dei diffusori con i T-Amp non è semplice, per un livello di costo proporzionato bisogna rivolgersi a modelli non troppo costosi, e poi c'è il vincolo della efficienza. Come diffusori più proporzionati allo Scythe posso consigliarti le Kef IQ30 (89 dB - 400 €) o le italiane Indiana Line Tesi 242 (220-250 €) o Nota 250 (150-180 €) che raggiungono entrambe i 90 dB (ti ricordo che è una scala non lineare, ma logaritmica).

 

Q

Angelo D.  -  8 febbraio 2012 (Foobar2000 e le copertine)

 

Buongiorno, vorrei alcune spiegazioni in quanto non esperto e pur avendo letto qualcosa non ho capito niente. Ho un hard disk con centinaia di canzoni in flac ed un portatile con sistema Windows Seven. Le copertine dei CD vengono immesse automaticamente da Internet o devo io andarle a trovare e poi inserirle in Foobar2000?

 

A

10 febbraio 2012

 

Nella configurazione standard di Foobar2000 la funzione di ricerca in rete delle copertine, sul tipo di quella di iTunes, non è prevista.
Devi semplicemente cercare con Google immagini le copertine che ti interessano e copiarle nella directory nella quale sono memorizzati i file musicali. Fai attenzione solo a rinominare il nome del file con uno di quelli ammessi (cover.jpg o simili) e che la estensione sia proprio jpg e non jpeg, altrimenti non trova il file e non lo visualizza.
Trovi tutte queste informazioni e altre sulla guida all'uso di Foobar2000 come media player.
Non escludo che ci siano componenti aggiuntivi terze parti che includono anche questa funzionalità, ma personalmente preferisco tenere Foobar2000 leggero come arriva di default.

Per saperne di più: gli articoli sulla musica liquida e gli strumenti per gestirla

 

Q

Lorenzo D.  -  2 febbraio 2012 (MP3 e radio d'epoca)

 

Salve, mi sono imbattuto nella Vs. pagina circa la riscoperta del vinile ricercando su internet qualcosa che potesse soddisfare la seguente domanda: volendo collegare una sorgente audio esterna (tipo un MP3) all'ingresso Phono di una radio d'epoca, devo ricorrere ad una qualche elettronica da frapporre o a qualche accorgimento particolare? Mi basterebbe sapere anche solo il termine tecnico dell'eventuale espediente da usare. Grazie per l'eventuale risposta.

 

A

2 febbraio 2012

 

Mi sfugge il motivo di questa operazione, per una risposta completa bisognerebbe conoscere le caratteristiche dell'ingresso phono che vuoi usare ma provo a risponderti andando per ipotesi. Nei giradischi sono stati usate nel tempo diverse tecnologie, e visto che parli di radio d'annata, probabilmente l'ingresso era compatibile con testine piezoelettriche, in uso dalla fine degli anni ì40 fino agli anni '60 (a meno che sia una radio veramente antica). Questo tipo di fonorivelatori forniscono un segnale elettrico ad alta uscita e non hanno bisogno di un preamplificatore apposito come le testine magnetiche. Presentano però una distorsione elevata e sono state abbandonate a partire dagli anni '60 in parallelo con l'abbassamento dei costi dell'elettronica, seguente alla diffusione dei transistor. Quindi teoricamente l'alta uscita del lettore MP3 potrebbe essere compatibile.
Il problema è però che per i dischi microsolco (il vinile) è prevista una curva di equalizzazione, la curva RIAA, con la quale sono incisi, ed è necessario un circuito di ri-equalizzazione nel sistema di amplificazione (che, nel tuo caso, sarebbe incluso nella tua radio).
Per farla semplice il suono sarebbe falsato, e quindi la risposta è negativa.
Se hai altri dubbi scrivici di nuovo.

Per saperne di più: FAQ sulla riscoperta del vinile

 

Q

Luigi P.  -  23 gennaio 2012 (Un impianto tra il solido e il liquido)

 

Scrivo da audiofilo inesperto in quanto ho appena concluso il vostro articolo sulle dinamiche di un impianto stereo e devo dire che mi e` sembrato molto chiaro...sto iniziando a creare un piccolo impianto, che spero sia il germe di un futuro sempre più appassionante verso la musica e l'alta fedeltà, riservando pero` la parte più importante alla musica.
Diciamo che ho comprato dei diffusori nuovi, nello specifico Klipsch rb51 e pensavo di comprare come ampli un NAD 3020i che avrei trovato a un prezzo di 100 euro, diciamo che il mio budget purtroppo e` molto limitato e me ne sono reso conto girando i vari siti e forum....
Una parte del discorso non mi e` apparsa chiara....se io volessi usare come sorgente il mio PC, devo cmq comprare una sorgente sia essa lettore CD o DAC? Nel senso potrei risparmiarmi il costo di una sorgente fisica e attaccare direttamente il PC all'ampli e con i diffusori avrei creato un impianto tutto mio e funzionante?
Dico non mettere una sorgente nel senso che, un giradischi ce l'ho e lo vorrei mettere in quanto ho ereditato tanti vinili da tutti i componenti della mia famiglia, però, per quanto riguarda i CD ho riversato tutto in AAC, e sinceramente 80 GB di musica mi fanno comodo a disposizione sul PC, pur avendo sempre tutti i CD fisicamente....
Consigli e suggerimenti sarebbero ben lieti...

 

A

24 gennaio 2012

 

Il NAD 3020i a quel prezzo può essere una buona soluzione "ponte". Controlla solo che funzioni effettivamente bene, che entrambi i canali siano funzionanti e suonino allo stesso livello (usa il balance per provarlo) e che il potenziometro del volume non faccia rumori strani (provalo su tutta la corsa). Per il resto anche gli amplificatori invecchiano, sia per quanto riguarda i componenti interni sia per la tecnologia, e quando avrai un budget per un amplificatore di livello superiore, potrai ottenere di più dalle casse che hai scelto, sicuramente valide, ma per intanto potrai avere col NAD un ascolto corretto.

Per quanto riguarda la sorgente, se non hai problemi "logistici" a tenerlo acceso in prossimità dell'impianto, può fare tutto, suonare la musica liquida, i CD, e anche i DVD musicali ad alta risoluzione. Ti consiglio solo di verificare il livello di rumore, quindi della ventola, se non è un Mac o un notebook recente. Quando si lavora sul PC non ci si fa molto caso, ma ascoltando la musica a bassi livelli con alcuni tipi di computer il rumore di fondo può essere avvertibile e fastidioso.

L'unica cosa che devi fare, se segui questa soluzione, è dotarlo di un DAC esterno da collegare ad una porta USB. Quelli buoni ma ancora relativamente economici sono intorno ai 400 € (rDAC Arcam, HRT), si può scendere ancora intorno ai 100 € con gli ancora buoni SuperPro o Musiland (vedi il blog per altre informazioni). Facendo riferimento ovviamente ai modelli attuali.
Tutto quello che devi fare dopo, se già non sei attrezzato in tal senso, è scegliere un media player e organizzare la tua musica. Ti consiglio Foobar2000, il migliore anche se un po' più complesso, altrimenti MediaMonkey o iTunes vanno bene lo stesso.
Con iTunes e un iPhone (o un iPad) puoi anche comandare tutta la libreria musicale sul PC dalla poltrona, in modo quasi immediato.

Altra osservazione riguarda il riversamento dei CD. Li hai trasferiti in AAC che è un formato compresso lossy. Non il peggiore ma sarebbe stato meglio trasferirli in un formato compresso "lossless" ovvero senza perdita, ad esempio Alac se usi iTunes. Non è un grande problema su musica moderna pop e rock elettrificata, ma se ascolti anche musica classica o hai dischi particolarmente ben registrati ti consiglio (senza fretta, non ti aspettare differenze eclatanti) di convertirli di nuovo.

Infine il giradischi, se non ho capito male è scollegato. Se è ancora funzionante, se non è un modello proprio super-economico, visto che hai diversi vinili, potresti provare a rimetterlo in uso. Chiaramente dovrai pulirlo e regolarlo bene (vedi la parte guida di TNT-Audio per consigli in tal senso) e soprattutto investire 40-50 € per una testina nuova e un centinaio per un pre phono economico Pro-Ject o Nad da cercare su eBay (forse lo trovi anche a meno), l'ingresso phono del Nad ormai non è più adeguato. Infine una base stabile, una sistemazione perfettamente in piano e una buona pulita ai dischi e potrai riscoprire anche le inattese qualità del vinile.

 

Q

Gianni D.G.  -  24 gennaio 2012 (Un impianto per ascoltatori non influenzabili)

 

Nella sua lunga email, che riassumiamo, Gianni chiede consigli su un impianto completo, dalla registrazione sul campo sino all'ascolto, per una esigenza veramente particolare, l'addestramento di uccelli canori, cardellini in questo caso che, se fatti nascere in cattività (come è ormai prassi, essendo una specie protetta) hanno bisogno di un "cantore maestro naturale", cioè un cardellino maschio adulto ascoltando il quale apprendono il canto tipico della loro specie. Non essendo facile avere a disposizione questo tipo di maestri e non essendo certi i risultati, da tempo gli appassionati di questa categoria molto particolare di musica tentano di utilizzare un "cantore maestro artificiale", cioè una registrazione che dovrebbe avere lo stesso risultato, quindi suonare convincente al sistema uditivo dei giovani cardellini (o di altri volatili) sicuramente non influenzabili, a differenza di noi umani, dalle marche e modelli inseriti nell'impianto di registrazione - riproduzione.

 

A

18 gennaio 2012

 

Ignoravo che ci fossero appassionati addestratori di uccelli canori, non si finisce mai di scoprire cose nuove.
Addestrare questi uccellini penso sia piuttosto difficile e richieda grande pazienza, ma dal punto di vista della riproduzione del suono la esigenza non è molto complessa da soddisfare con la tecnologia attuale.
Bisogna fare prima un paio di premesse.
1) La differenza di apparato uditivo non c'entra molto. Un sistema di registrazione e riproduzione sonora è progettato per essere il più fedele possibile, cioè per riprodurre una forma d'onda sonora il più possibile vicina all'originale. Sarà poi l'uomo o il cardellino a valutare effettivamente quanto vicina. Noi sappiamo che la capacità di percepire le differenze è diversa tra le persone e possiamo supporre che alcuni animali abbiano un udito ancora più sensibile alle differenze. Se tra questi ci siano anche i cardellini non so e dubito che si possa sapere. Possiamo misurare la estensione della capacità in termini di risposta in frequenza, ma per la percezione delle differenze ... dovremmo chiederlo agli interessati organizzando un blind test.
2) La fedeltà assoluta, in ogni caso non esiste, può essere approssimata con diverse tecniche, ma conosciamo esattamente quelle che consentono, con la tecnologia attuale, i risultati più fedeli. Chiaramente con il progredire della tecnologia potrebbero essere superate anche queste.

Le tecnologie disponibili per la registrazione sono due: digitale e analogica. Si tratta solo di uno degli elementi da mettere in gioco. Gli altri sono la tecnica di ripresa e la tecnica di riproduzione, che sono invarianti.

Vediamo subito la tecnica di registrazione digitale, visto che già ti sei rivolto in questa direzione. Il registratore che hai ha una risoluzione 24 bit/96KHz. Si può arrivare ad una risoluzione ancora maggiore: 24 bit / 192KHz con registratori digitali commerciali e 32 bit / 192KHz con registratori professionali da studio.
Per l'udito umano non risulta che si riescano a sentire differenze tra 96 e 192 KHz, per gli uccelli non so.
Più importante di questo parametro è però sicuramente il set microfonico. Qui possono esserci grandi differenze e prezzi anche molto elevati. Se non l'hai già fatto investi però in un microfono a condensatore stereo di alta qualità e un pre microfonico adeguato. Senza questo primo elemento iniziale tutto il resto del processo è inficiato.

Una volta catturato il suono bisogna riprodurlo. Considerata la estensione del canto degli uccellini, che certo non pone il problema di riprodurre le basse frequenze, si può utilizzare la tecnologia di riproduzione sonora più fedele e con minore tasso di distorsione che si conosca, cioè la tecnologia elettrostatica, utilizzando modelli full range anche di non grandi dimensioni.

Infine l'amplificazione che, considerato il volume del suono, non è ai massimi livelli di criticità. Deve essere però anche questa ai massimi livelli per linearità, per una elettrostatica serve quindi un amplificatore a stato solido di elevata qualità.
E infine l'elemento più importante: il convertitore da digitale ad analogico (o DAC) che collega il PC o il lettore multiformato (per leggere il DVD dove avrai trasferito la registrazione, se scegli questa alternativa) all'amplificatore. Qui il criterio è semplice: il massimo possibile consentito dal budget.

Ma per ultima cosa ci sarà da curare l'ambiente, soprattutto, penso, nella direzione dell'abbattimento di ogni rumore di fondo. Un ambiente assorbente, con poche riflessioni e ben isolato, e i cardellini posizionati al posto d'onore per la riproduzione stereo.

Si potrebbe fare ancora di più con una ripresa multicanale, ma la registrazione avrebbe una complessità da tecnico del suono.
Infine l'analogico che tu citavi. Risultati analoghi si potrebbero avere con la registrazione magnetica. Con velocità elevata del nastro (38cm/sec o più) e nastro da 1/2" le prestazioni sono comparabili a quelle del digitale in alta risoluzione, ma senza il dubbio sugli effetti del campionamento. Ma servono registratori professionali o semi-professionali spesso ormai fuori commercio e parecchia competenza.

In sintesi un set allo stato dell'arte dovrebbe essere composto da:
- due microfoni professionali a condensatore con i relativi supporti
- un pre microfonico professionale
- un registratore digitale possibilmente in grado di registrare sino a 24/192
- un PC silenzioso e potente
- un DAC
- un amplificatore stereo
- due diffusori elettrostatici
- cavi di qualità
- grande pazienza e tanti tentativi

Potrei darti anche qualche nome di componenti ma bisogna premettere che un set di questo tipo costerebbe, anche non arrivando ai massimi livelli di qualità, molte migliaia di Euro. visto l'uso mirato penso che ti converrebbe coinvolgere un negozio di Hi-Fi della tua città incuriosito da questi esperimenti. Saranno poi loro a scegliere i componenti in base alla loro disponibilità e gusti.
Buoni risultati si possono ottenere, secondo me, anche con diffusori dinamici a 2 vie di qualità, molto meno costosi delle elettrostatiche, e con un ampli di caratteristiche medie. Dove non bisogna proprio risparmiare è sul DAC e sui microfoni.

 

Q

Luigi P.  -  17 gennaio 2012 (Ricerca di un complesso anni '60)

 

Buongiorno, mi chiamo Luigi, dopo varie ricerche di musica anni 60-70 mi sono imbattuto nel vostro sito. Ero alla ricerca di una canzone che mi sta molto a cuore e credo che nel vostro sito l'abbia trovato. Si tratta di una canzone, "Un Sorriso" suonata da un gruppo "I Fratelli" di Reggio Calabria trovato alla pagina complessi beat elenco per geografia. La mia richiesta sarebbe quella di trovare il 45 giri di questa canzone. Io ai tempi 1970 avevo 12 anni e il cantante, un omaccione con capelli e barba rossa me l'ha insegnata; ero ai primi passi di chitarra,l ocalità Loano (SV). E'possibile avere qualche indicazione? Se ho sbagliato sito vi prego di scusarmi. Vi saluto cordialmente

 

A

18 gennaio 2012

 

Non hai sbagliato affatto, cerchiamo sempre di dare una risposta ai quesiti inviati. Considerata la geografia dell'Italia e il fatto che sei di Savona penso che I Fratelli cui ti riferisci non sono quelli di Reggio Calabria, ma un gruppo con lo stesso nome di Vercelli, che presto però ha cambiato nome diventando Il segno dello Zodiaco, denominazione con la quale hanno pubblicato la maggior parte dei dischi.
Un sorriso è appunto un singolo pubblicato nel 1972 come Il segno dello Zodiaco, probabilmente li hai incontrati un paio di anni dopo rispetto alla data che ricordi tu.
Comunque puoi verificare tu stesso se il brano è quello che cerchi perché lo si può ascoltare su YouTube. Riguardo alla ricerca e all'acquisto del 45 giri, non dovrebbe essere rarissimo perché pubblicato da una casa discografica non secondaria (la CGD) ma si tratta di una ricerca per collezionisti.

Per saperne di più: l'elenco dei complessi suddivisi per regione.

 

Q

Fabio D.P. -  18 gennaio 2012 (Posizionare un nuovo giradischi)

 

Buongiorno, sarei in procinto di acquistare un giradischi della Pro-ject 2-Xperience Classic. La mia intenzione sarebbe quella di appoggiarlo sopra al lettore CD senza nessun mobiletto dedicato. Eventualmente pensavo metterci fra i due pezzi un ripiano in marmo.

 

A

18 gennaio 2012

 

Non mi pare una buona idea usare il lettore CD come tavolino per il giradischi. Il sistema di lettura del vinile microsolco è in grado di fornire ancora prestazioni musicali molto valide, a patto che siano rispettate tutte le specifiche tecniche necessarie per metterlo nelle migliori condizioni di funzionamento. E la principale è una base stabile, antirisonante e in grado di assorbire e respingere le vibrazioni. Poiché quello che stai per acquistare è un ottimo giradischi ti consiglio di trovare una posizione adeguata, su un ripiano stabile, ragionevolmente lontano dalle casse, senza "deprimerlo" ancor prima di cominciare il suo lavoro.
Il ripiano di marmo vibrerebbe anche lui all'unisono con tutto il resto (è rigido) e non mi pare neanche questa una soluzione.
Trova casomai un'altra posizione per il lettore CD che è meno critico (anche se pure lui ha diritto ad una base stabile, non impilata su altri componenti).
Sul sito TNT-Audio puoi leggere una breve guida su come posizionare un giradischi.

Per saperne di più: FAQ su stereofonia e Hi-Fi

 

Q

Stefano C. -  2 gennaio 2012 (Ascoltare al meglio in viaggio)

 

Salve, ho letto con interesse il vostro sito web ma francamente mi sono scoraggiato!!! Mi spiego. Possiedo collezione abbastanza vasta di vinili, cd e file in vari formato audio.
Purtroppo a causa di lavoro e vaie vicissitudini non ho quasi mai la possibilità di essere a casa per poter disporre di una stanza o spazio per poter anche tentare di installare un impianto hifi "tradizionale". Mi vergogno un poì' a dirlo ma fino a quando ho potuto sono ricorso al mio vecchio impianto anni '80 ma dopo vari traslochi è finito chissà dove! In ogni caso non potrei utilizzarlo. Essendo spesso in viaggio o in ambienti differenti volevo chiedervi se esiste un modo per poter ascoltare musica da CD (mi sembra l'unico mezzo trasportabile - a parte i file elettronici) in modo non dico hi fi ma almeno decente e che dia un po' più di soddisfazione dai diffusissimi lettori MP3?
Vi ringrazio in anticipo e spero in una vostra risposta.

 

A

4 gennaio 2012

 

I lettori portatili per CD forse si riescono ancora a trovare. I file audio sono, ovviamente, non compressi, e quindi teoricamente la qualità dovrebbe essere superiore agli MP3 o AAC compressi. Però si tratta ormai di componenti molto economici realizzati per un mercato residuale e penso che la parte che più influenza la resa sonora, il decoder analogico - digitale, sia di grande serie e bassa qualità.
Sia per questo motivo, sia per comodità, ti consiglio di rivolgerti a un buon lettore portatile di ultima generazione, ad esempio un iPod Touch. L'iPod è in grado di suonare anche musica in formato non compresso (Aiff) o compresso lossless (Alac), ma anche con il formato compresso (AAC) fornisce, secondo molte recensioni, ottimi risultati.
Il secondo elemento fondamentale è la cuffia. A mio parere deve essere di tipo semi aperto, esistono anche auricolari infraurali di alta qualità ma secondo me non riescono mai ad avere una risposta sui bassi comparabile a quelli di una vera cuffia. I modelli sono molti e cambiano spesso e non ha molto senso fornire indicazioni su modelli specifici. La differenza la fa l'utilizzo, se è in casa potresti scegliere rinomati modelli Hi-Fi come quelli della Grado, scegliendo quelli adatti per apparati portatili, per esterno ci sono dei modelli specializzati, pieghevoli, chiusi o semichiusi, ad esempio della Sennheiser.
E' comunque un elemento che farà la differenza e sul quale investire.
Se invece pensi anche ad un uso casalingo senza cuffia ci sono diversi sistemi per trasformare l'iPod nel centro di un compatto Hi-Fi di qualità. Un esempio è il noto Zeppelin della B&W, un'alternativa anche superiore le casse attive, come le Genelec più piccole.
Ho citato l'iPod perché è un oggetto di qualità e diffuso e del quale conosco le caratteristiche, in particolare del DAC interno. Ci possono essere altri componenti analoghi e di qualità, come ad esempio i lettori Hifiman citati su Computer Audiophile, che però non so se sono importati in Italia. Ovviamente una alternativa all'iPod Touch può essere anche un iPhone, che condivide la stessa struttura con in più la parte telefonica e Internet.
Infine, per convertire la musica che hai in formato lossless ci sono diversi sistemi, in gran parte documentati sul nostro blog.
Spero che la risposta sia utile ai tuoi scopi ed esauriente, nel caso non esitare a scriverci di nuovo.

 

Q

Gabriella V. -  28 dicembre 2011 (Ancora spartiti cercansi)

 

Tanti anni fa ho studiato un poco di pianoforte che ho ripreso dopo essere andata in pensione. Mi sono attualmente innamorata della musica dolcissima di Ernesto Cortazar ma non riesco a trovarne gli spartiti (pagando, naturalmente). Mi dareste una mano per favore? Grazie di cuore e ... un sorriso.

 

A

28 dicembre 2011

 

Il nostro sito non è dedicato al commercio elettronico e quindi non possiamo vendere né musica né spartiti.
Volumi di spartiti di Cortazar si possono comunque acquistare on-line tramite il suo sito (www.ernestocortazar.net) andando alla sezione "sheet music". In bocca al lupo per la nuova carriera musicale

Per saperne di più: Gli spartiti in Internet

 

Q

Guglielmo M. -  24 dicembre 2011 (Una guida alla musica liquida)

 

Salve,volevo chiedere delle informazioni: volevo costruirmi un impianto audio, solamente che al posto di un lettore CD volevo avere un dispositivo con un memoria contenente i vari file musicali. Per intenderci un dispositivo contenente una memoria per i file musicali e una "scheda audio" che codifichi il segnale: praticamente volevo ovviare il lettore CD in quanto la maggior parte della musica in mio possesso è in formato .aac o .flac sul mio notebook e non in CD. Anche se mi sto appassionando al mondo della musica, non sono un esperto e quindi non so se è esiste un sistema del genere. Grazie per la disponibilità.

 

A

28 dicembre 2011

 

Stai cercando quello che un po' tutti propongono ora, cioè un impianto per ascoltare la cosiddetta "musica liquida". Di soluzioni ne esistono parecchie e a questo tema abbiamo dedicato una ampia sezione sotto forma di domande & risposte sul nostro sito e parecchi post sul blog collegato al nostro sito.
Ti consiglio quindi di leggere le FAQ e individuare le possibili soluzioni applicabili alle tue esigenze e al tuo ambiente di ascolto accedendo all'indice del nostro blog, i link sono quelli indicati qui di seguito:
- FAQ
- Indice
Se hai dubbi dopo questi approfondimenti non esitare a scriverci di nuovo.

 

Q

Marco P. - 12 novembre 2011 (Musica liquida o musica solida?)

 

Buon giorno, il mio obiettivo è un impianto essenziale che ottimizzi il rapporto qualità / costo. Nella scelta della sorgente sono in dubbio su: -lettore CD tradizionale (ero orientato sul Audio Analogue Paganini) - mondo musica liquida. Due domande:1) Che differenza c'è tra una registrazione scaricabile già a 24/196 e leggere un CD con un lettore 24/196? Forse è meglio puntare su registrazioni migliori! 2) Come collegare il PC o un Hard disk (sul quale potrei scaricare brani già HD) al mio ampli a valvole con le 6550 EH?

 

A

12 novembre 2011

 

Il dubbio tra il lettore CD e il passaggio completo alla musica liquida al momento lo sciolgono le case discografiche, e le major in particolare, che pubblicano ancora pochissimo della nuova produzione per il download digitale, anche a qualità CD. Quindi per il CD fisico bisogna passare per forza, almeno per un po' di tempo ancora, tranne per chi ascolta solo musica classica o ristampe di classici del rock, blues o jazz.
Naturalmente a questo punto si porrebbe anche l'alternativa se passare tutto nella libreria musicale liquida o sentire i CD così come sono. Ci sono vantaggi e svantaggi da entrambi i lati, più facile la ricerca, ma più comodo leggere le note o i testi sul libretto, a parte i problemi possibili di spazio.
In sintesi, è soprattutto una questione di scelta personale, ma penso che realisticamente è preferibile ancora per un po' avere entrambe le sorgenti nell'impianto. In questo senso non posso che parlar bene del Paganini perché è lo stesso lettore che ho scelto io e va benissimo.

Venendo alle domande specifiche:
1) se ti riferisci ai dati tecnici del Paganini fai attenzione che si tratta di un riferimento alla funzione di upsampling che adotta questo lettore. In ogni caso si tratta di un lettore CD puro, che legge solo CD standard, quindi a 16/44.1; la differenza quindi c'è (e si sente, anche se non è clamorosa)
2) per collegare il PC all'impianto la soluzione ormai standard è il DAC USB, una scatoletta di dimensioni anche minime (ma in altri casi più consistenti) che si collega appunto ad una porta USB del PC e dall'altro lato ad uno degli ingressi dell'amplificatore, che sia a valvole o a stato solido non fa differenza; sul PC si userà iTunes o un altro media player, trovi ampie istruzioni per questo uso sul nostro blog dedicato specificatamente alla tecnologia per la musica; un DAC di medio prezzo recente che ha ricevuto ottime recensioni (per esempio su Audio Review) è l'Arcam Solo rDAC, ma ce ne sono molti altri;
3) per collegare l'hard disk esterno (senza PC) invece le cose sono un po' più complicate, perché ovviamente serve anche qualcosa per selezionare la musica che si vuole ascoltare. In pratica esistono due alternative: usare invece di un lettore CD un lettore multiformato con ingresso USB, come gli Oppo o praticamente tutti gli ultimi lettori BD, ma deve poi essere collegato anche alla TV, oppure usare un "network player" ma in questo caso l'hard disk esterno deve essere un vero e proprio storage server di rete, una soluzione un poco più complessa. Trovi spiegazioni anche per questo sul blog.

Per saperne di più: FAQ sulla musica liquida, Indice degli articoli sul blog

 

Q

Laura F. - 12 novembre 2011 (Pubblicare musica)

 

Salve, mi chiamo Laura e faccio la cantante di pianobar da molti anni, ma il mio sogno è poter andare oltre. Ho inciso due inediti italiani, e vorrei che la vostra casa discografica li ascoltasse, con la speranza che mi ritenga all’altezza di un contratto discografico. In attesa di una vostra risposta, vi porgo i miei più distinti saluti.

 

A

12 novembre 2011

 

Magari avessimo una casa discografica (anche se non sono certo tempi d'oro per questo settore). Questo è un sito di storia e cultura musicale. Pubblicare musica nel nuovo mondo della musica digitale però non è più tanto difficile. Ci sono case discografiche solo online come Online Music (italiana) o Magnatune (americana) che pubblicano senza costi, a patto che gli originali siano di qualità adeguata (e almeno a livello album). Ci sono anche etichette "audiophile" come Velut Luna che hanno bisogno di musica originale. Puoi tentare questa strada.
Poi c'è YouTube, dove potresti creare un tuo canale, ma devi curare molto bene anche la parte video. Se inserisci degli inediti però registrali prima al Registro Progressivo Generale dei beni culturali (trovi le istruzioni sul sito) o alla Siae.
In bocca al lupo per il tuo lavoro e per la tua passione.

Per saperne di più: La musica e le legge, YouTube per la musica

 

Q

Raffaello A. - 15 ottobre 2011 (Passare alla musica liquida)

 

1  Premesso che non sono un esperto. Da quando ho pensato di crearmi un archivio dei miei CD, e per comodità ho optato per un hard disk esterno molto capiente, ma non collegabile al PC in fase di riproduzione per logistica, ho cercato informazioni in merito e le ho trovate molto esaurienti solo nel vostro sito (complimenti). Da quanto letto sono andato in uno dei negozi più qualificati di hi-fi della mia città e "l'esperto" non sapendomi rispondere ha provato a connettere un hard disk (senza alcun risultato)a d un lettore CD???; in un'altro negozio (grossa catena di distribuzione) "l'esperto" di turno mi ha assicurato che l'NA7004 non è in grado gestire la mole di dati di un H.D, ma si può fare solo utilizzando un modesto riproduttore qualsiasi di blu-ray.O ra io vorrei acquistare un DAC Onix a cui collegare ...? qualcosa di adeguato al resto del mio impianto. Vista la totale incompetenza che regna nella mia città, ma non sapendo a chi rivolgermi, chiedo a Voi un piccolo elenco di periferiche adatte alle mie esigenze, che siano nella fascia del citato Marantz. L'impianto che ho (finale, pre, phono e cd) è della Lector e a valvole. Grazie per l'eventuale consiglio e aiuto.

 1  Per risponderti in modo esauriente dovrei sapere come hai trasferito i CD sul disco rigido esterno, in quale formato e con quale software, in riproduzione con componenti esterni fa la differenza.
Riguardo al collegamento di HD esterni USB (immagino sia del tipo non alimentato, basta collegarlo alla porta USB) il secondo negoziante non aveva forse tutti i torti, l'USB ha diverse versioni e non è detto che tutti gli HD esterni siano sempre collegabili alle porte USB di lettori o network player, progettate per collegare pen-drive semplici. In ogni caso per navigare nella "discoteca virtuale" in questa modalità di connessione sul NA7004 dovresti usare il telecomando e il piccolo display frontale, e con lettori Blu-Ray o DVD (effettivamente possono essere usati anche a questo scopo) dovresti usare lo schermo TV al quale sono collegati.
Il tutto, naturalmente, se il formato nel quale è archiviata la musica è supportato.
I DAC esterni USB invece sono pensati proprio per essere collegati a un PC o a un notebook, ma ci sono molte altre soluzioni. Mandami queste altre informazioni e potrò essere più preciso.

 2  In effetti non sono stato molto chiaro, anche a causa della mia poca esperienza in materia. Quello che vorrei fare è ancora da iniziare, praticamente. Per ora ho solo caricato (per prova) sul PC alcuni dei cd in formato WAV (e stessa qualità dell'originale) con il programma CyberLink e qui mi sono fermato e ho iniziato a documentarmi.
Partendo dall'inizio. Vorrei crearmi un archivio di una parte dei cd (ne ho veramente molti, qualche migliaio) su hard disk da 2 TB che pensavo di acquistare appena avrò le idee chiare sul cosa fare. Creato l'archivio, vorrei poterlo riprodurre attraverso il mio impianto stereo alla qualità migliore che mi permette e adeguata al resto della catena esistente.
Da quanto ho capito se acquisto il Marantz NA7004 al quale collegare l'hard disk e un DAC, ho letto una bella recensione dell'ONIX DAC25A, dovrei aver raggiunto il mio obiettivo, o no?
Dovendo però ancora fare il tutto, compreso l'acquisto dei 3 elementi, hard disk, lettore e DAC, sono sicuramente molto interessato a suggerimenti o proposte per una configurazione diversa.
L'unico vincolo, per motivi logistici, è che non posso avere né il PC né la TV dove ho l'impianto HI-FI.
Avevo cercato in rete delle alternative al Marantz ma non riesco nemmeno a trovare come sono catalogati o chiamati questi apparecchi; l'NA7004 avrebbe le caratteristiche giuste,senza funzioni per me doppie, ma a parte questo non ho nessuna preferenza, l'ho preso come riferimento dopo averlo visto nella faq "come ascoltare la musica liquida" del Vs sito.
Se ci sono altre soluzioni, magari anche migliori, accetto ben volentieri dei consigli.
Ciao e grazie
Raffaello
P.S. il mio lettore cd l'ho portato a riparare in questi giorni, se dovesse avere un guasto importante dovrò sostituirlo, vista l'età.

 2  Prima di tutto una precisazione, il Marantz NA7004 è un network player da inserire in un impianto hi-fi e include già un suo DAC di ottima qualità, quindi non ti serve un componente come l'Onyx, che è un DAC da collegare a un PC per inserire il PC in un impianto hi-fi.
Riguardo alle tue domande l'ampia offerta attuale consente di rispondere alle tue esigenze in molti modi differenti, mi è difficile consigliartene una escludendo le altre perché le preferenze, più che sulla qualità, sono legate alla comodità d'uso, quindi sono personali.
Da quello che dici escluderei però la rinuncia ad un lettore CD, se hai migliaia di CD per trasferirli su un server per musica liquida ti ci vorrebbero mesi di lavoro (per un lavoro accurato devi mettere in conto 15-20' a CD) e penso che non sia questa la tua intenzione.
Dopodiché le altre scelte dipendono anche dalla tua familiarità con il mondo dei PC, per esempio il Marantz che hai esaminato va collegato ad una unità esterna di memorizzazione di rete, uno storage server, e la installazione del tutto, anche se sempre più semplificata, richiede comunque di saper utilizzare bene un PC e di saper districarsi negli inevitabili imprevisti delle prime installazioni. Oltre che scegliere il tipo di rete (wi-fi o powerline) e aver necessità di un PC o di un iPhone (usato come telecomando) per selezionare la musica.
Una soluzione alternativa, se puoi arrivare a un budget vicino ai 2000 €, e una scelta senza problemi è rappresentata da un sistema all-in-1 come l'Olive O4HD (ci sono altri sistemi analoghi, non molti, ma si tratta del più noto ed è anche distribuito regolarmente in Italia). Questo oggetto ha tutto, lo connetti direttamente al tuo impianto, puoi caricarci dentro tutti i CD che vuoi e selezionare poi nella libreria la musica che vuoi ascoltare usando il suo display (che è sul tipo dello schermo di uno smartphone).
Non ti serve altro e il PC ti servirebbe solo, eventualmente, per scaricare altra musica e trasferirla sull'O4HD. Operativamente quando ti andrà di sentire un CD lo metterai nell'Olive, lo trasferirai nella memoria interna (10-15' che ti dicevo) e poi lo ascolterai.
Se andrai di fretta o riterrai che non vale la pena inserire quel CD nella discoteca liquida, potrai ascoltarlo direttamente usando l'Olive come CD player. Non ti servirà niente altro.
C'è anche un modello più piccolo che costa meno della metà, ma il disco interno è da 500 GB e forse in prospettiva non ti basterebbe (il modello O4 ha 2TB).
Limitazioni? Comunque ci sono: no multicanale, no SACD, solo audio.
Spero di esserti stato utile, se c'è qualcosa di poco chiaro scrivimi di nuovo.

 3  Grazie, sei stato chiaro e utilissimo. Ho cercato in rete dei prodotti alternativi per vedere se potevo spendere qualcosa meno e, cosa non meno importante, un marchio distribuito dove abito, Verona, ma non ho trovato niente che si avvicini alle caratteristiche di quanto mi hai suggerito (almeno io non le ho trovate, non mi sembra ci sia una grande proposta per questo tipo di apparecchi, possibile ci siano così poche persone interessate?) . Comunque, l'Olive O4hd è perfetto,sembra proprio quello che stavo cercando. Un'ultima cosa ...
visto che l'O4HD di listino costa 2.500 €, sarebbe possibile (e accettabile, secondo te) prendere il modello inferiore al quale collegare all'ingresso USB un hard disk esterno? Con 100 € potrei ampliarne la capacità (anche se tutto da valutare, viste le caratteristiche molto diverse,e non solo di GB, dei 2 modelli). Che tu sappia, lo trovo anche nella mia zona (Verona) o vicino e magari a qualcosa meno?

 3  Olive è distribuito da Audiogamma, uno dei principali distributori italiani, e non dubito che sia disponibile anche in negozi specializzati di Verona e dintorni. Puoi chiedere a loro, anche telefonando semplicemente al loro ufficio di Milano (trovi i numeri sul sito).
Il modello O3HD, che costa meno di 1000 € ha un disco interno da 500 GB, è sufficiente per 1500 CD in formato Flac compresso lossless, e quindi dovrebbe essere adeguato per i tuoi scopi anche questo modello, e per un lungo periodo di tempo. Tieni anche conto che per un lettore CD di qualità è necessaria una cifra simile, se non superiore.
In sintesi è un'alternativa senz'altro praticabile. Naturalmente la scelta dipende anche dal bilanciamento con il resto dell'impianto. Ciao e buona ricerca!

Per saperne di più: FAQ sulla musica liquida, Il blog sulla tecnologia di M&M, Indice articoli sulla musica liquida

 

Q

Peter K. - 11 ottobre 2011 (Una catena Pioneer degli anni '70)

 

Buongiorno, il mio stereo Pioneer, funzionante, ha circa 30 anni è composto da 4 unità:giradischi (PL-340), cassette tape deck (CT-340), tuner (TX-540L), amplificatore (SA740). il tutto in un mobile con pareti di legno e vetro. Quanto può valere attualmente? Grazie per l'eventuale risposta.

 

A

12 ottobre 2011

 

E' la classica "catena" anni '70 con mobile contenitore integrato. I componenti erano di grande serie e ormai tecnologicamente superati, e non molto interessanti per gli appassionati di vintage. Inoltre il marchio Pioneer, allora uno dei principali, è uscito da anni dal settore dell'alta fedeltà. In sintesi, è improbabile che valgano molto per qualcuno. Se non ti servono più e se sono funzionanti e in buone condizioni ti consiglio però di provare la vendita su eBay. Fai una verifica prima sui prezzi correnti cercando componenti analoghi (magari su eBay Germania o UK, che hanno più offerte di hi-fi). Vendendoli separatamente potresti ottenere anche quotazioni interessanti.
Il giradischi, che è il pezzo forse più interessante (ha trazione a cinghia) ho visto che su eBay Italia è in vendita attorno ai 60 €.
Ciao e buona fortuna

Per saperne di più: FAQ sull'hi-fi, Il blog sulla tecnologia di M&M

 

Q

Mario B. - 10 ottobre 2011 (Meglio un lettore CD o una sorgente per musica liquida?)

 

 1  Gentili signori, sono un appassionato di musica classica con un parco CD non molto grande (circa 150) di varia “età” (registrazioni dalla fine degli anni ’40 al 2008), il mio impianto e` costituito da: lettore Cyrus “CD 8”. ampli Moon “I3.3”, diffusori B&W “Matrix 804”; la mia domanda e` questa: volendo migliorare significativamente la parte “lettura” e` meglio acquistare (secondo la mia idea) un lettore di 3500 – 4000 euro oppure passare al sistema “musica liquida”? Ho intenzione di effettuare il cambiamento in tempi brevi, per cui vi sarei estremamente grato di una risposta il più possibile sollecita. Vi ringrazio e vi auguro una buona giornata.

 1  Anzitutto complimenti per l'impianto, se ben posizionato nella tua abitazione non penso che avrai problemi a sentire la musica al meglio.
Venendo alla tua domanda, la differenza la fa attualmente la qualità del convertitore analogico digitale (il DAC) che è contenuto sia nel lettore CD sia nelle unità di conversione per la musica liquida. Ed è un settore dove c'è molta competizione e sempre nuovi sviluppi, così può succedere che un DAC o un lettore di qualche anno fa da 3000 E sia superato da uno nuovo da 1000.
L'altro elemento importante è il software. Materiale ad alta definizione è comunque superiore al materiale in qualità CD, sia che sia su supporto fisico (SACD, Pure Audio Blu-Ray) sia che sia in formato digitale (la cosiddetta musica liquida),
La produzione di musica in alta definizione è però sostanzialmente limitata alla classica, non so se è il genere che segui tu.

In sintesi secondo me hai due alternative:
- un lettore multiformato CD-DVD-Blu-Ray al posto del tuo (peraltro ottimo, a quanto leggo, Cyrus) con il quale potrai leggere anche SACD e altro materiale ad alta definizione, oltre che musica liquida scaricata dalla rete, collegandosi alla porta USB; se scegli un modello anche video come l'Oppo BDP-95 può anche sostituire il lettore DVD/BD; se invece preferisci rimanere nel mondo dell'alta fedeltà pura parlano molto bene (vedi alcune recensioni recenti di Audio Review) dei modelli alto di gamma della Denon;
- un passaggio ad un impianto per la musica liquida, collegato al mondo del PC; per le varie alternative ti consiglio di leggere il nostro blog dove sono trattate quelle attualmente esistenti.
Il tutto senza fretta perché secondo me, partendo dal tuo lettore gli incrementi di qualità non saranno probabilmente eclatanti.
Anzi ti consiglio sempre, prima di fare qualsiasi cambio, di chiedere al negozio di provare da loro il tuo lettore a confronto col nuovo che ti propongono (e di cercare le differenze "alla cieca").
Ciao e in bocca al lupo per la ricerca.

 2  Prima di tutto ti ringrazio perché sei stato gentilissimo a rispondermi cosi velocemente (di sicuro non ricevi solo una email al giorno). Partendo dalle tue considerazioni faccio una precisazione: dal momento che, come ti dicevo, sono un amante della classica, la mia unica fonte musicale, per una questione di interpretazione, che in questo genere e` fondamentale, sono e saranno sempre e solo i miei cd, che ho accuratamente selezionato in anni di “audizioni” (di anni ne ho 60 e da 40 ascolto solo Bach e company). Se aggiungiamo che per mio modo di pensare preferisco un apparecchio che faccia una sola cosa estremamente bene ad uno che faccia parecchie cose,ti chiedo: qual’e` nel mio caso, in base alla tua esperienza che e` sicuramente notevole, la strada migliore da prendere? Nel caso che tu optassi per un nuovo lettore di CD puoi farmi qualche esempio preciso (aggiungo che, e tu lo avrai già capito dai componenti del mio impianto, io amo la timbrica tipicamente inglese) scelto tra il meglio che offre il mercato, in modo da avere un miglioramento “tangibile”, anche se, come precisi tu, non eclatante? Ti sono grato per l’attenzione che mi concederai e ti auguro una buona giornata.

 2  Da queste ulteriori informazioni, tenendo anche conto che sul lato "software" la musica liquida è ancora piuttosto indietro (le major non sono ancora entrate in modo convinto) penso che la soluzione giusta per te sia continuare con i supporti fisici, ma evolvendo all'alta definizione.
Nel settore della classica infatti diverse etichette, indipendenti ma con una ottima produzione (come BIS Records o Channel Classics Records, o 2L) pubblicano infatti regolarmente incisioni in SACD, anche in stereo, che consentono di raggiungere una qualità superiore in modo udibile. Chiaro che parliamo sempre di sfumature, ma normalmente si sentono. Incisioni che si possono acquistare facilmente in rete (ma che sono di solito disponibili anche nei negozi specializzati).

Quello che ti serve è un lettore SACD, che è sempre un lettore multiformato. Questo non vuol dire che sia poco specializzato o che sia una specie di componente universale che fa tante cose ma non al meglio. Semplicemente la spiegazione è che una unità laser di lettura per DVD o per CD costa talmente poco, e lo stesso vale per i convertitori, e il vantaggio in termini di praticità è talmente evidente, che tutte le case, una volta che investono in una meccanica ad alta velocità e a caratteristiche stringenti come la parte SACD o BD richiede, aggiungono anche la possibilità di leggere tutti gli altri formati esistenti.
Riguardo a consigliare modelli sono invece restio, non mi piace consigliare componenti che non ho sentito, e per avere un parere oggettivo su un componente servono prove a confronto rigorose che, al momento, sono al di fuori delle mie disponibilità di tempo.

Ti posso dire che recensioni molto positive le hanno ricevute (su Audio Review) il lettore Denon DVD-A1UD (anche BD) e il nuovo lettore McIntosh MCD500. Entrambi hanno anche uscite bilanciate. Costano ovviamente parecchio (sopra ai 5000) e quindi ribadisco il consiglio, se decidessi di procedere a valutarli, di ascoltarli alla cieca a confronto con il tuo lettore che conosci bene, usando possibilmente lo stesso album in formato CD e SACD (bastano due copie di uno stesso SACD ibrido) da far partire assieme per confrontare le stesse frasi musicali.
Io personalmente conosco e apprezzo i modelli Oppo per l'ottimo rapporto qualità / prezzo, ma siamo comunque ad un livello inferiore (almeno sulla carta) e sono indicati quando si vuole gestire anche il video e il multicanale, e non è il tuo caso, a quanto capisco.
Spero di averti dato informazioni utili e di essere stato chiaro, altrimenti scrivimi pure ancora.

Per saperne di più: FAQ sull'hi-fi, FAQ sulla musica liquida, Il blog sulla tecnologia di M&M

 

Q

Pierluigi A. - 5 ottobre 2011 (Un giradischi per passare al vinile)

 

 1  Ciao! volevo fare un paio di domande se non disturba troppo.... innanzitutto grazie per le informazioni sul sito!... è da non molto che mi sono appassionato di vinili: suonano meglio i giradischi vecchi o quelli più tecnologici di adesso?! Tipo: ci sono dei Kenwood che nuovi costano 80 euro, io ho un amplificatore JVC di cui ora (non sono a casa)  non ti so dire il modello, due casse grandi vecchie della JVC e per ora un giradischi Telefunken con una puntina improvvisata che senza abbassare la levetta che posiziona il braccio sul disco già la tocca.... dici che si rovinano i dischi se il peso della puntina è eccessivo?! Secondo te sarebbe un ottimo acquistoun Pro-Ject Essential  al prezzo di 189 euro? Se no avresti dei consigli da darmi?! GRAZIE!!!

 1  Il Pro-ject Essential è il modello entry-level di quella che è attualmente una della principali case produttrici di giradischi, ed è sicuramente un componente dall'ottimo rapporto qualità prezzo. Garantisce prestazioni molto superiori a quelle dei giradischi da centro commerciale o da giradischi non messi a punto come il Telefunken che citi, e sicuramente non danneggia i dischi.
Infatti il vinile è un sistema di distribuzione della musica che garantisce ottime prestazioni, ma a patto che tutto il sistema di lettura sia ben messo a punto, diciamo che è un sistema di precisione e che accetta solo piccole tolleranze.
Il prezzo che citi sembra essere conveniente.
Certamente per prestazioni superiori sarebbe necessario salire di livello, ma questo ha senso solo se tutto il resto dell'impianto ha un livello comparabile.
Auguri per il tuo ingresso nel mondo del vinile. Investi anche una buona fetta del budget nell'acquisto della cosa più importante: i vinili. Ci sono ormai molti negozi che ne vendono di usati a buon prezzo. Stando attenti allo stato, che non siano rovinati (non è difficile controllarlo) si possono trovare cose interessanti ormai in molte città.

 2  Grazie! Volevo chiederti infine.... è meglio prendere un Pro-ject Essential nuovo oppure un Pioneer PL12D usato che funziona ed è messo bene?!?! Un Pro-ject Essential oppure un Thorens usato che costa un pò di più del Pro-ject venduto nuovo?! Io sono un appassionato di punk-hardcore, post punk, trash metal etc... Hai anche altro da consigliarmi di altro genere che su vinile rende particolarmente?! Tipo jazz, classica etc?! Ti ringrazio per la disponibilità !!!!!

 2  Secondo me è preferibile un giradischi nuovo e già messo a punto in fabbrica (ma se possibile fattelo tarare al negozio) piuttosto che giradischi usati che richiedono un serie di operazioni di messa a punto che non sono usuali per un neofita del vinile.
Il PL12 era un buon giradischi, ma anche all'epoca era un entry level, e il progresso è andato avanti, per il Thorens penso che paghi anche il nome. In sintesi: vai tranquillo sul Pro-ject.
Riguardo ai vinili non è che ci sia musica che "rende meglio" e non ti aspettare un suono diverso, se metti un disco dove suona un sassofono sempre un sassofono sentirai, come sul CD, la differenza principale la farà il resto dell'impianto, anche se un buon giradischi e un buon vinile possono rendere più di molti lettori CD. E per la musica scegli quella che preferisci.

Per saperne di più: FAQ sul ritorno al vinile, Suggestioni del vinile

 

Q

Tiziana M. - 3 ottobre 2011 (Un successo di fine anni '60)

 

Mi chiedo se qualcuno può aiutarmi, nel 70 o giù di li in una puntata di Per voi giovani era stato presentato un gruppo USA che si chiamava Rattles, vorrei rintracciare il disco che avevano presentato. Nel caso sai anche se sia reperibile ora, e dove?

 

A

6 ottobre 2011

 

Come "The Rattles" mi risulta un gruppo tedesco di Amburgo che a fine anni '60 ebbe un successo mondiale con la canzone "The Witch". Sicuramente andava anche in radio. Probabilmente è a questo brano che ti riferisci.
Se lo vuoi anche cercare per comprarlo, puoi trovare un CD Greatest Hits dei Rattles su Amazon inglese (amazon.co.uk). Nella scaletta di questo album, nella precedente uscita in vinile, era ovviamente contenuta la loro celebre The Witch.

 

Q

Carlo P. - 27 settembre 2011 (Diffusori a sospensione pneumatica)

 

Per cortesia, si trovano ancora in commercio diffusori in sospensione pneumatica? Grazie e distinti saluti.

 

A

6 ottobre 2011

 

I diffusori in sospensione pneumatica (sealed box o acoustic suspension, in inglese) sono stati prevalenti fino agli anni '80, sull'onda dell'affermazione mondiale dei diffusori allora di riferimento, prodotti dalla Acoustic Research o AR, il principale costruttore dell'epoca con storici modelli come le AR 3a, le AR 10P o le LST.
Negli anni successivi, come penso saprai, la tecnica di progettazione dei diffusori in bass-reflex (che comunque già si producevano) si è evoluta e ha consentito di realizzare diffusori che conciliavano le esigenze di efficienza e di controllo dei bassi.
Ad esempio, quello che è attualmente il più importante costruttore mondiale, la B&W, ha progettato e realizzato il suo modello di punta degli anni '70, la 801, prima con carico in sospensione pneumatica, per passare poi con modelli successivi (matrix) al bass-reflex, mantenendo sempre una riconosciuta qualità.

Per venire alla tua domanda, la grande maggioranza dei diffusori attuali hanno la sezione dei bassi in bass-reflex perché in questo modo si raggiunge il miglior compromesso tra esigenze contrastanti (efficienza ed estensione sui bassi) e quindi il miglior rapporto qualità prezzo. Secondo diversi appassionati il controllo ideale dei bassi si ottiene solo con la sospensione pneumatica e quindi alcuni produttori ancora adottano questo sistema. Ti cito i principali che mi vengono in mente, ma le case che al mondo producono diffusori sono talmente tante che ce ne saranno sicuramente molte altre:

i subwoofer attivi: tutti i sub che, come il leader del settore Velodyne, utilizzano sistemi di controllo dei bassi a contro-reazione (motional feedback) prevedono forzatamente il carico in sospensione pneumatica per il woofer;

i diffusori attivi con controllo dei bassi (DSP): normalmente sono in cassa chiusa per consentire un controllo diretto del woofer da parte dell'elettronica e dai processori digitali di segnale, un esempio sono i modelli della Meridian; esistono però anche modelli con carico in reflex, come i Genelec, o con reflex passivo, come i Mackie;

la casa americana NHT (Now Hear This): produce ancora la serie "classic" in sospensione pneumatica, con diversi modelli di progettazione attuale, anche a 3 vie, NHT è in qualche modo derivata dalla storica AR e ne segue, attualizzandole, le scelte;

i cloni e successori di uno dei diffusori più celebri e apprezzati diffusori nella storia dell'alta fedeltà: le mini-casse Rogers LS3/5A, progettate negli anni '70 dalla BBC per i propri studi mobili di registrazione e prodotte su licenza anche da altri (Harbeth, Spendor): il piccolo woofer Kef era ancora in sospensione pneumatica.

Come vedi i diffusori a sospensione pneumatica bisogna cercarli, è una tecnologia ormai poco utilizzata, ma più per ragioni di mercato che di resa acustica.
In ogni caso si possono assemblare impianti hi-fi di ottime prestazioni anche con sistemi in bass-reflex, con accordo o con passivo.

Per saperne di più: FAQ sull'hi-fi, Il blog sulla tecnologia di M&M

 

Q

Fedele C. - 18 settembre 2011 (Radio Capodistria e Lettere a Luciano)

 

Gentilissima Redazione, ho letto con immenso piacere la storia di Radio Capodistria, sono nato nel 1958 e quindi chi gravita come età intorno a quel periodo ed e' appassionato di radio mi potrà capire meglio. Durante le vacanze estive passate per tanti anni a Misano Mare (1968-1976) ascoltavo i programmi ed il ricordo più " forte" riguarda il programma LETTERE A LUCIANO, in questo momento per ricordare meglio sto ascoltando in sottofondo un brano dell'epoca LOVE THEME della LOVE UNLIMITED ORCHESTRA, ho la pelle d'oca. Grazie e ciao.

 

A

19 settembre 2011

 

Ci fa molto piacere che le memorie e testimonianze che raccogliamo siano tanto apprezzate. Girerò i tuoi ricordi e le tue considerazioni all'amico Sandro Damiani, che ci ha consentito di ripercorrere sul sito la storia di Radio Koper - Radio Capodistria, e in particolare di quel grande conduttore e animatore di trasmissioni, anticipatore di tanti altri stili, che è stato Luciano Minghetti.

Per saperne di più: Radio Capodistria, Radio Montecarlo.

 

Q

Renato M. - 8 settembre 2011 (Un programma radio sul rock degli anni '60)

 

 1  Buongiorno. Leggendo il suo bellissimo sito, non sono riuscito a trovare, fra le trasmissioni radiofoniche che trasmettevano rock, un programma di cui ho vaghi ricordi. Penso che gli anni fossero 68-70, la sigla era Birthday dei Beatles e andava in onda alla Domenica più o meno all'ora di pranzo e durava circa 15 minuti. La conducevano un uomo e una donna. Può aiutarmi? Grazie.

 1  Mi fa pensare ad uno dei programmi di Giancarlo Guardabassi, forse Countdown (che era condotto assieme ad Anna Carini), però mi pare che fosse al pomeriggio.
Alla Domenica c'era invece Dischi caldi, sempre di Guardabassi, che presentava i dischi in classifica dal 9° posto in poi.
Oppure poteva essere una delle trasmissioni di Adriano Mazzoletti, a volte presentate assieme a Federica Taddei, ma sono posteriori.

 2  Countdown! E' quella, di sicuro. Grazie, mi hai fatto davvero un grande favore. Non so a che ora era al pomeriggio, l'ascoltavo in auto quando mi portavano a visitare i parenti, mio padre brontolava ma me la lasciava sentire. Grazie ancora. Renato

Ascolta anche: Radio ricordi audio.

 

Q

Marco P. - 19 agosto 2011 (Osaka)

 

Ciao, speravo di trovare nel vostro archivio (a proposito: Complimenti vivissimi...) il brano Osaka - inizio anni '70 - ma invano. Ricordo che era un 45'' che spopolava nei juke box dell'epoca. Riuscite per caso ad aiutarmi?? Grazie e ancora complimenti. Marco

 

A

 21 agosto 2011

 

Probabilmente ti riferisci al brano Osaka del 1970 del gruppo olandese The Shoes. La canzone si può ascoltare su YouTube.  Le note su YouTube dicono che si trattava di un gruppo di buon successo in Olanda, proveniente da Zoeterwoude, una cittadina vicina alla città di Leiden (Leida in italiano), caratterizzato dalla voce nera del cantante Theo Van Es, che consentiva di raggiungere un buon risultato "soul". Una quindicina di successi all'attivo tra il 1966 e il 1975.

Per qualche informazione in più, dal blog del "vampiro":
http://cverdier.blogspot.com/2008/10/shoes-osaka-1970.html

 

Q

Riccardo P. - 21 luglio 2011 (Radio private a Como: Radio Smile)

 

Mi permetto di segnalare che nell’elenco delle radio private di Como operanti nel 1979 manca Radio Smile.

Fondata da un gruppo di amici nell’estate del 1979 incominciò le prime trasmissioni dalla sede di Como via T. Grossi 38 sui 95,600 MHz con un trasmettitore auto costruito da 15 Watt ed un sistema radiante montato sul traliccio posizionato sul tetto dell’edificio con 2 antenne direttive a 3 elementi. Area di copertura l’intera città.
Orario di trasmissione 13-24 non stop music.
Dopo alcuni mesi il TX fu potenziato a 60 Watt senza per altro avere grossi incrementi di bacino d’utenza.
Più tardi, si decise di spostare il trasmettitore in quota, da prima sul Monte Goi mt 460s/m con un TX da 300Watt e un sistema radiante formato da 4 direttive 3 elementi, poi spostato a Brunate mt 700 s/m.
Ormai siamo nel 1980 e da quella postazione la radio veniva ascoltata in gran parte delle province di Como, Milano e Varese.
Il sogno dei fondatori però si realizzò nel 1981 quando si riuscì ad installare un nuovo impianto trasmittente sul Monte Bisbino mt 1325s/m
Trasmettitore professionale da 2KWatt, sistema radiante professionale per arrivare ad una potenza EIRP di 40 KWatt
A quel punto la radio si poteva ascoltare h. 24 in stereofonia nelle province di Como, Milano (compresa gran parte della città) Varese, Pavia, Novara, Vercelli, Alessandria, Piacenza, Parma, e in alcune zone delle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imperia. Gli ascolti, venivano monitorati durante l’unica trasmissione in diretta che andava in onda al sabato pomeriggio da Michele Ricci.
Nel 1986 la postazione e la frequenza vennero cedute ad una radio di Milano che in seguito venne rilevata da RDS.
Oggi l’impianto esiste ancora viene trasmesso sempre RDS su 95,500 con una potenza EIRP di 800KWatt.

l'elenco si riferisce alle radio attive nel 1976, quindi nel primo anno della liberalizzazione. Negli anni successivi ovviamente le radio sono diventate molte di più.
Ciò non toglie che ogni altra testimonianza è interessante. Se potessi aggiungere qualche altro elemento, magari i principali programmi, i generi musicali trasmessi, qualsiasi altro elemento interessante per chi vuole ricordare l'epoca delle radio libere, potremmo pubblicare una scheda su Radio Smile.

 

A

 28 luglio 2011

 

L'elenco si riferisce alle radio attive nel 1976, quindi nel primo anno della liberalizzazione, e vuole essere quindi una fotografia di quell'anno decisivo. Negli anni successivi ovviamente le radio sono diventate molte di più.
Ciò non toglie che ogni altra testimonianza è interessante. Pubblichiamo intanto qui queste prime informazioni su Radio Smile, contando su altri approfondimenti in futuro.

Per saperne di più: Le radio libere nel 1976, Le integrazioni all'elenco

 

Q

Maddalena F. - 5 luglio 2011 (Dove trovare basi musicali)

 

Dove è possibile reperire la base musicale (anche più versioni) della canzone Que reste-t-il de nos amours? Anche a pagamento?

 

A

 7 luglio 2011

 

Non gestiamo sul sito link o risorse per il reperimento di basi musicali. Ci sono diversi siti che promettono basi musicali gratis ma temo che siano come quelli per gli spartiti (pieni di trappole e poco sicuri). Mondadori shop ha una sezione di basi musicali a pagamento (2 o 3 € a seconda che sia DRM o DRM free) ma la canzone che cerchi non c'è. O meglio c'è, ma è il brano normale con la voce di Trenet.
Un sito analogo francese è www.version-karaoke.fr anche questo è a pagamento e quindi sicuro, e si trova anche la canzone che cerchi, al costo di 1,99 €.

 

Q

Marco S. - 23 giugno 2011 (Domande sulla musica liquida)

 

Grazie perché finalmente qualcuno si è preso l'impegno di spiegare tutto l'argomento della musica liquida con esempi e spiegazioni dettagliate. In rete si trova molto ma per un neofita difficilmente si riesce a mettere in fila tutto l'argomento. Sapete cosa mi ha spinto verso la musica liquida?
Ho un Hi-Fi di medio livello e in futuro farò senz'altro un salto di qualità con i componenti, ma sono sicuro di muovermi all'interno della musica liquida. Ho pensato che la soluzione migliore per me sia un HD multimediale con funzionalità NAS. Almeno credo di avere capito che questa sia la strada da percorrere. 1a Domanda: l'applicativo DNLA - gruppo home di 7 o samba - nfsclient sono diverse soluzioni per la stessa necessità di tenere sul HD i file e comandarli da un PC/tablet con un media player come MediaMonkey?  - 2° Se uso un HD multimediale come Popcorn A 210 oppure Lacie HD Cinema, oppure un Xtremer o diversi altri (francamente non è che sia certo quale sia il migliore, inoltre aggiungerò un DAC) devo utilizzare i file Asio o Wasapi come da voi consigliato? Oppure è inutile in quanto questi HD sono già ottimizzati per l'audio ed il PC utilizzato come telecomando non incide sulla qualità del suono? - 3° In questa configurazione dato che il PC  è un telecomando la connessione al router fatta anche via wi-fi non sarebbe sufficiente dato che non ci sarebbe flusso streaming in wi-fi ma solo condivisione dei file?

 

A

 24 giugno 2011

 

Anzitutto grazie dell'apprezzamento, l'obiettivo è sempre quello di essere sintetici ma anche di dare un quadro complessivo esauriente.
Visto che hai un impianto di buon livello la tua priorità dovrebbe essere sul componente più critico, vale a dire il DAC. Esistono due alternative: i DAC puri, da connettere al PC via USB, e i network player, che supportano il protocollo DLNA (e/o AirPlay) e si connettono anche direttamente a un media server con lo stesso protocollo, potendo usare eventualmente uno smartphone come telecomando (ci sono già diverse applicazioni allo scopo). Ho in programma un prossimo post sul blog sui network player.
La prima cosa da valutare è quindi di tipo pratico: se nell'ascolto della musica si vuole lasciare in azione nella catena il PC oppure no.
La scelta del sistema di archiviazione è invece meno critica sull'ascolto, anche qui è una questione essenzialmente di tipo pratico. Ci sono media server specializzati (anche per il video) come quelli che citi tu, che avranno sicuramente caratteristiche e livelli di qualità diversi, che si possono verificare sulle riviste specializzate (come AF Digitale) ma la conversione da digitale ad analogico, la più critica, può essere demandata ad un DAC esterno specializzato per la musica.
I NAS puri per PC consentono di avere le stesse funzionalità, l'unica differenza sostanziale è che devono essere connessi per forza ad un PC, mentre i media server possono funzionare anche da soli.
vengo alle tue domande specifiche:
1. l'applicativo DLNA - gruppo home di 7 o samba - nfsclient sono diverse soluzioni per la stessa necessità di tenere sul hd i file e comandarli da un pc/tablet con un media player come MediaMonkey?
Se l'obiettivo è usare un iPhone come telecomando non è necessario imbarcarsi con questi oggetti complicati, esiste una app per iPhone specifica per MediaMonkey, che si chiama iMonkey e che consente di fare dallo smartphone tutte le operazioni essenziali per organizzare l'ascolto della musica; non l'ho provata ma esiste da tempo e penso che sia stabile
2. Se uso un HD multimediale come Popcorn a 210 oppure Lacie HD Cinema , oppure un Xtremer o diversi altri (francamente non è che sia certo quale sia il migliore , inoltre aggiungerò un DAC) devo utilizzare i file asio o wasapi come da voi consigliato ?
Come accennavo prima per il migliore ascolto è necessario usare un DAC specializzato, non quelli interni dei media server; i DAC specializzati a volte hanno loro driver, a volte devono essere configurati; in generale si utilizzerà Wasapi
3. Oppure è inutile in quanto questi hd sono gia ottimizzati per l'audio ed il PC utilizzato come telecomando non incide sulla qualità del suono ?
Come scrivevo prima non sono particolarmente specializzati per l'audio. Il "telecomando" nel tuo schema è il media player, che può girare sul notebook o su uno smartphone (iPhone di solito): non è coinvolto nella catena di qualità audio, serve solo per selezionare la musica che si vuole ascoltare e inviarla poi al DAC e da qui all'impianto.
4. In questa configurazione dato che il pc è un telecomando la connessione al router fatta anche via wifi non sarebbe sufficiente dato che non ci sarebbe flusso streaming in wi-fi ma solo condivisione dei file ?
In qualche modo i file musicali devono arrivare al DAC. Il modo come ci arrivano dipende dalla configurazione. Se per esempio è tutto su PC non è coinvolta la rete, Wi-Fi o su cavo che sia, né il router. Se invece l'archivio è esterno al PC (media server o Nas che sia) ci sarà un flusso streaming. Non occorre preoccuparsi però di quello che avviene a questo livello (livello 1 del protocollo Ethernet) non ha influenza sul suono se la connessione di rete è corretta. Se non lo è ci se ne accorge subito (interruzioni dell'audio e simili).

Per saperne di più: FAQ sulla musica liquida

 

Q

Enzo T. - 19 giugno 2011 (Diritti sulle cover)

 

Sto per pubblicare sia in fisici che digitale il mio nuovo CD con una cover di Marvin Gaye (1967) "Your precious love"; devo richiedere licenza?

 

A

 23 giugno 2011

 

Se intendi registrare il brano per pubblicarlo e commercializzarlo o comunque diffonderlo in Italia devi sempre passare per la SIAE. Se gli altri brani sono creati da te, se già non lo hai fatto, dovrai iscriverti come autore, e per questo brano che non è di tua creazione dovrai ottenerne i diritti di pubblicazione, e questo lo fa sempre la SIAE concedendo il famoso "bollino". Tutto ciò per la distribuzione fisica su CD. In ogni caso il diritto d'autore dovrà essere tutelato.
Il problema però non dovrebbe porsi se per la pubblicazione ti affidi ad un editore, cioè tipicamente ad una casa discografica: saranno loro a trattare la gestione dei diritti, dopo aver sottoscritto un contratto con te, e a curare poi la distribuzione e il pagamento dai diritti sulle copie vendute a chi tutela gli altri autori.

Vedi anche: La musica e la legge

 

Q

Livio B. - 16 giugno 2011 (Abbassare la risoluzione)

 

Ho registrato un concerto dal vivo con registratore H4N con massima risoluzione (24 bit, 96 khz) per poi accorgermi che Nero non può masterizzarmi il CD. Esiste un programma che mi abbassi la risoluzione della registrazione a 16 bit 44.1 khz oppure che riesca a farmi un disco con la risoluzione originale?

 

A

 16 giugno 2011

 

Certamente, puoi fare entrambe le cose.
Per riportare la risoluzione a 16/44.1 devi usare un resampler, ad esempio r8brain (freeware); indicazioni su come usarlo le puoi leggere sul nostro blog in un post dedicato ad un semplice software (freeware anche questo) per la creazione di album in alta definizione, chiamato Lplex.

Per creare in alternativa un album in alta definizione (su DVD), cosa senz'altro preferibile per preservare in pieno la qualità della registrazione dal vivo, può essere usato sempre Lplex, soltanto che accetta in input solo file audio in formato Flac. Quindi devi prima convertire i tuoi file (immagino siano in formato Wav) in Flac. Cosa che puoi fare con un altro freeware ancora (che però serve anche a molte altre cose, ma forse lo conosci), cioè Foobar2000. Sempre sul blog trovi una guida anche per Foobar2000.
Se vuoi semplificarti la vita devi invece rivolgerti ad un software a pagamento come DVD Audio Solo (se sei in ambiente Windows), che può creare direttamente dischi in alta definizione (DVD universale o DVD Audio).

Per saperne di più:
FAQ sulla musica liquida

 

Q

Cosimo C. - 29 aprile 2011 (CD fisico da musica in rete)

 

Sulle pagine web ho notato che sono state pubblicati nell'anno 2009 n.4 CD dal titolo "Vedette Records Single Collection Il Beat Italiano anni sessanta" Vol.1, 2, 3,e 4 distribuiti soltanto nei canali digitali ed acquistabili soltanto in MP3, essendo io un "fanatico" del CD fisico, gradirei sapere se ne siete a conoscenza di chi è la casa distributrice, avendo la Vedette cessato l'attività diversi anni addietro, nel caso positivo se mi potete comunicare la loro e-mail e se per caso sapete ove si possono richiedere i suddetti CD, sono molto interessato al loro eventuale acquisto come CD fisico.

 

A

 10 maggio 2011

 

Si tratta di una serie di compilation, alcune pubblicate su LP a fine anni '60 e inizio anni '70, altre successivamente su CD, e ora disponibili su iTunes, come hai verificato anche tu, anzi sono disponibili anche i volumi 5 e 6.
Può darsi che i primi album siano stati ripubblicati su CD, ma non c'è n'é traccia in rete, in ogni caso sono fuori catalogo e possono essere trovati solo sui canali del collezionismo o su eBay, attivando una ricerca periodica (attualmente non c'è nulla).
Come riportato da Wikipedia in una voce che sembra molto ben informata i proprietari della Vedette, ormai non più attiva come casa discografica sin dal 1975, hanno venduto il catalogo negli anni '80 ad un altro editore, la società si chiama Errebiesse, e questa con ogni probabilità ha poi preso accordi con iTunes per distribuire il materiale su cui aveva ancora i diritti.
Quindi il distributore al momento c'è, ma è iTunes.

Per avere il CD fisico però c'è un sistema molto più semplice: compri le compilation che ti interessano da iTunes e poi le masterizzi su CD con l'apposita funzione del portale. Ci metterai pochi minuti per ognuno, e se vorrai anche dotarli di una copertina, con una stampantina a colori e un software come Acoustica Label Maker o simili potrai realizzarle senza grande sforzo. Il tutto legalmente perché la musica l'avrai acquistata.

 

Q

Marco D. - 19 gennaio 2011 (I costi nel download digitale)

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Mi chiamo Marco e sono uno studente di economia che sta svolgendo una tesi sul mercato discografico digitale. Nel vostro sito ho trovato un grafico molto interessante riguardante la composizione del costo di un CD nel mercato tradizionale. Vorrei sapere se fosse possibile reperire uno schema simile riguardante i costi di un cd od un singolo brano digitale (quelli che si acquistano su iTunes per intenderci). Ho trovato diverse informazioni a riguardo ma tutte discordanti tra loro. Avrei quindi bisogno di un indicazione su dove trovare delle informazioni attendibili.

 

A

 19 gennaio 2011

 

Quello schema proveniva da documentazione di fonte EMI di qualche anno fa. Non abbiamo informazioni analoghe per il mercato digitale. Penso però che possano essere effettivamente discordanti tra loro perché in questo caso il costo dipende in buona parte dagli accordi tra gli editori e i portali di download, quindi in questo momento essenzialmente iTunes e Rhapsody o Napster 2.0 (ma questi ultimi 2 solo in USA). E questi accordi dipendono dai reciproci rapporti di forza e sono rinegoziati periodicamente. Ci saranno poi dei costi fissi (tipo l'esercizio del portale o i costi amministrativi) ma penso che sul totale del costo, su milioni di brani venduti, non incidano molto.
Sorry ma non sono in grado di dirti di più. Ciao e in bocca al lupo per i tuoi studi

Per saperne di più: Musica e mercato

 

Q

Carlo I. - 4 gennaio 2011 (Un giradischi analogico)

 

Ho letto con interesse alcune parti dedicate ai giradischi. A me piace il Tecnodec della Michell. è una scelta dettata dall'aspetto estetico: i circa 900/1000€ con braccio, del mercato italiano, cioè il doppio, se ho capito bene di un Rega, sono, secondo voi, giustificati? Resta poi da comprare separato il coperchio. Il mio impianto è costituito da parti comprate un poco per volta: un McIntosh del '62. Delle Klipsch del '70. Un Revox A77.

 

A

 6 gennaio 2011

 
Il Tecnodec è la versione semplificata dei classici giradischi Michell degli anni '70 ed è sicuramente un ottimo prodotto. Per affermare che il differenziale di costo con i modelli Rega di classe economica sia giustificato o meno bisognerebbe ascoltarli a confronto nelle stesse condizioni, cosa niente affatto facile con i giradischi, perché in fondo il giradischi non è che uno degli elementi che servono per ascoltare un LP, e neanche quello che influenza di più l'ascolto, e il risultato è molto condizionato dalla messa a punto e dalla interfaccia tra i vari componenti. A buon senso, e non per esperienza diretta, ritengo che non ci dovrebbero essere differenze apprezzabili all'ascolto, tra l'altro mi sembra che i modelli più diffusi del Tecnodec montino un braccio Rega, ma ritengo anche che l'aspetto estetico abbia una sua importanza quando si investono cifre in fondo non trascurabili, e quindi non sia sbagliato orientare la scelta in base a questa caratteristica. Certo, se per arrivarci sottrai budget ad altri componenti importanti una riflessione s'impone. Ad esempio, non dici nulla del pre phono (che è molto importante) e della testina (ancor di più). Con la differenza per esempio ci entra un buon pre phono esterno, sicuramente superiore a quello del McIntosh (se intendi usare quello).

Per saperne di più: Piccola guida al vinile, I giradischi

 

Q

Lorenzo M. - 14 dicembre 2010 (Un impianto liquido)

 

Buon giorno, grazie per il sito veramente ben articolato e con info ottime, se è possibile un tuo consiglio, vorrei acquistare un accoppiata Harman Kardon 3490 2x120 W e diffusori Indiana Line Tesi 504 per ascolto prevalentemente da sorgente notebook / iPhone, musica rock per lo più, il tutto a 740 euro, tu cosa ne pensi?

 

A

16 dicembre 2010

 
I consigli su un possibile impianto sono una delle cose più difficili in questo settore, anche se tutti li danno volentieri, perché i parametri da considerare sono molti e le possibili soluzioni, alias modelli di componenti e anche, ormai, tipi, sono ancora di più.
Posso dirti per intanto che 740 € nel settore hi-fi sono da considerare purtroppo un budget molto limitato, e che quindi le possibili alternative sarebbero facilmente più onerose. Anche se i componenti che hai selezionato, nella loro fascia di prezzo, godono di una buona reputazione.
Un'altra cosa che devi considerare, se già non lo hai fatto, è il convertitore digitale analogico in uscita dal notebook. Quello incluso non ha caratteristiche hi-fi e dovresti pensare ad un componente ad hoc, oppure ad un ampli con DAC USB integrato. Ce ne sono diversi, ad esempio il Peachtree o il Mission, ma costano più di 1000 €.
Più economica è la soluzione con un piccolo DAC USB, come il Musiland 01 US (ca. 150) o l'HRT (oltre 300). A meno che il tuo notebook abbia una uscita S/PDIF e in questo caso ci sarebbe anche il DAC SuperPro.
In sintesi la prima cosa che devi approfondire, sempre se già non hai pensato a tutto, è la interfaccia tra notebook e impianto. Puoi trovare molti articoli e approfondimenti su questo aspetto sul blog associato a Musica & Memoria, trovi il link nella home page, oppure http://musicaememoria-tecno.blogspot.com
 

Q

Daniele C. - 7 dicembre 2010 (Cosa fare di una catena hi-fi)

 

Io ho un hi-fi originale Sony dei primi anni 80. Vorrei venderlo ma non ho idea di quanto possa valere, anche perchè visto il valore affettivo non lo venderei affatto se doveste dirmi che vale poco e niente. Era di mio padre, e ricordo che già ai tempi l'aveva pagato piu di un milione di lire.

 

A

10 dicembre 2010

 

Penso che ti riferisci ad una "catena hi-fi" tipica del periodo. I componenti stereo hi-fi hanno avuto una forte evoluzione tecnica dagli anni '80 ad oggi e componenti di produzione giapponese come il tuo Sony non hanno normalmente un grande interesse sul mercato dell'usato. A maggior ragione se si tratta componenti di una catena, e quindi prodotti commerciali di grande serie.
Per sincerartene puoi fare una ricerca per qualche settimana su eBay, non solo eBay italiana ma anche eBay tedesca (www.ebay.de) e inglese (www.ebay.co.uk). Osservando modelli analoghi, o anche i tuoi se ne fosse in vendita qualcuno, puoi farti una idea del valore oggi.
Dopodiché dovresti provare a vendere i componenti separati, il giradischi ad esempio potrebbe avere un discreto valore (50-100 €) se ben tenuto e con caratteristiche valide. Meno l'amplificatore e praticamente nulla le casse (se sono Sony). Anche il tuner (se c'è) non dovrebbe essere facilmente commerciabile (ben pochi lo usano ancora in casa, causa mediocrità musicale delle radio ascoltabili in Italia e caos delle frequenze), così come il registratore a cassette (le cassette sono state praticamente abbandonate).

 

Q

Stefano C. - 22 novembre 2010 (Un disco rotto)

 

Ho trovato molto interessante il tuo articolo sul vinile. Ho quindi da farti una domanda. Ho un vinile spaccato a cui tengo molto (ringraziando le poste italiane): riesco a sentirlo, ma naturalmente dove c'è la rottura c'è un rumore fastidioso. Ho la possibilità di "recuperarlo"?

 

A

1 dicembre 2010

 

Dipende da che tipo di rottura stiamo parlando. Se c'è una crepa sul disco o qualcosa del genere ti sconsiglio caldamente di farci passare la puntina del giradischi, potrebbe danneggiarsi. La puntina nel solco fa movimenti meno di millimetrici e quindi la riparazione è praticamente impossibile, se si vuole ancora sentire bene l'LP.
Se è necessario proprio recuperare il contenuto del disco (raro e introvabile) puoi usare una puntina che poi dovrai sostituire o "da battaglia" e trasferire l'audio in digitale (ci sono diversi sistemi, puoi leggere ad esempio una mini-guida sul nostro blog). Poi con un audio editor su PC come Free Audio Editor o simili potrai togliere il rumore prodotto dal passaggio sulla parte rotta (che si suppone sia relativa solo ad una piccola parte del disco).
Se però il disco non è raro o introvabile ti consiglio di cercarlo su eBay e ricomprarlo.

 

Q

Sandro C. - 13 novembre 2010 (Il Mac Mini come registratore digitale)

 

L'idea del Mac Mini è formidabile! Oltretutto mi sembra di capire che è dotato sia di convertitore a/d che d/a visto che ha sia ingresso che uscita analogica. Ragione per cui posso collegarlo direttamente agli in e out tape monitor esattamente come avveniva in passato con registratori a cassette. Il tempo non è un gran problema.....più sto con il mio impianto meglio è.
Per ricapitolare: se acquisto un DAC e lo collego da una parte alle in e out tape monitor del mio ampli Merlino e dall'altra lo collego al Mac Mini (che si può pilotare con un iPhone) otterrei un sistema in tutto e per tutto identico a quello che si aveva quando al tape monitor si collegava un cassette deck e lo si utilizzava sia come sorgente che come registratore?

 

A

17 novembre 2010

 

Volendo sì, potresti anche collegare l'uscita analogica del Mac o addirittura del DAC esterno al tuo amplificatore e fare il monitoraggio della registrazione così. Di solito si usa una cuffia per questo scopo, che è molto più pratica, ma teoricamente nulla lo vieta.
Non è un modo di operare molto pratico nella registrazione digitale, molto più semplice collegare una cuffia all'apposita uscita. Anche perché siamo nella fase di monitoraggio, ovvero di controllo della registrazione. La cuffia deve essere buona ma lo scopo del monitoraggio è solo quello di tarare i livelli, dato per scontato che la sorgente sia stata già messa a punto prima (disco pulito, puntina pulita e correttamente installata ecc.).
Una guida passo passo su come si fa il riversamento in digitale su Mac da LP si può leggere sul mio blog, e quindi non ci ritorno.

Una volta riversato l'LP in digitale ed inserito su un media player, ad esempio iTunes, il Mac (eventualmente con il suo DAC esterno) diventerà semplicemente una nuova sorgente da collegare al Merlino, su uno qualsiasi dei suoi ingressi linea.
Quindi, chiarito (spero) questo punto direi che sì, in un certo senso il Mac Mini potrebbe fare le funzioni che faceva un tempo la classica piastra a cassette.

 

Q

Sandro C. - 13 novembre 2010 (Mi serve un server)

 

Problema: posseggo una catena di riproduzione tradizionale (pre, finali, cd player, piatto, altoparlanti) rigorosamente analogica. Vorrei immagazzinare la mia raccolta di lp in hard disk, averla sempre a disposizione per l'ascolto sul mio impianto, eventualmente poter espandere con un hard disk esterno, eventualmente poter scaricare su key usb per ascoltare in auto, insomma mettere tutto in un apparato digitale unico che si interfacci con il mio impianto analogico. E' possibile?

 

A

14 novembre 2010

 

Certo che ti serve un server ma anche parecchio tempo e pazienza, se vuoi trasferire gli LP o CD che hai (suppongo non pochi) in formato digitale.
Ma a parte questo secondo aspetto che puoi valutare soltanto tu, quello dei music server è un settore in espansione e quindi esistono molte soluzioni, anche con diverse architetture (includono o meno l'hard disk, includono o meno l'ampli).
Sul blog associato al nostro sito ho fatto un riepilogo qualche tempo fa delle principali soluzioni disponibili, che puoi leggere a questo link.
Nel tuo caso le soluzioni più adatte, avendo tu già un amplificatore hi-fi, mi sembra siano l'Olive o semplicemente un Mac Mini usato come music server. Quest'ultimo può anche servire efficacemente per il trasferimento in digitale degli LP, usando ad esempio il sistema che propongo in questo altro post.

 

Q

Carlo P. - 4 novembre 2010 (Minidiffusori e ministanze)

 

 Q1  Appassionato di musica classica, in particolare musica da camera, sto pensando ad un nuovo impianto stereo, i cui diffusori, per i consueti problemi di spazio che affliggono gli audiofili, dovranno essere sistemati sugli scaffali di una libreria, quindi quasi in aderenza con la parete.In questa ipotesi è preferibile che l'accordo reflex sia anteriore oppure può andar bene anche posteriore?

 A1  I tuoi dubbi sono giustificati, l'accordo reflex posteriore richiede di solito (non tutte le casse sono uguali) da mezzo metro ad un metro di spazio dalla parete di fondo. Con l'accordo frontale o anche inferiore le cose sono meno critiche.
Ma sei proprio assolutamente sicuro che non è possibile sistemare le casse in un'altra posizione più adeguata? La ricostruzione spaziale con le casse in libreria ( ma a che altezza? spero almeno che il tweeter possa essere all'altezza delle orecchie da seduti), soprattutto nel senso della profondità, è molto compromessa da questa sistemazione.
Hai provato a considerare dei minidiffusori a 2 vie su stand, tipo le B&W CM1, o casse a sviluppo verticale ma molto snelle, come le Opera Pavarotti (non più in produzione, ma si possono trovare nell'usato) o simili? Oppure una sistemazione ad angolo?

 Q2  Grazie, innanzitutto, per la sollecitudine della tua risposta. Le osservazioni, che mi fai, sono esattissime, ma, purtroppo, il locale di cui dispongo misura circa 3x3 metri più il consueto arredamento, di cui la libreria. È un bel po’ di tempo che giro attorno al problema senza trovare soluzioni soddisfacenti. Anch’io ho pensato ad una coppia di B&W CM1 opp. CM5 oppure ancora ai 685, che hanno il reflex anteriore benché di qualità inferiore, oppure ai Tannoy Revolution Signature DC4 opp. DC6 anche questi con il reflex anteriore (per quanto i Tannoy siano di difficile reperibilità qui in Veneto da dove scrivo).

 A2  Certo la cubatura è poca per una ricostruzione spaziale adeguata. Ma comunque è sempre superiore a quella di un'auto dove però con un buon impianto si può sentire la musica molto bene. Provo a proporti due suggerimenti. Il primo viene da TNT-Audio, ed è riferito proprio ad ambienti piccoli. Dove può essere una scelta preferibile disporre l'impianto ad angolo, cioè mettere i componenti elettronici in un angolo e i diffusori a lato sulle due pareti che partono dall'angolo. E il punto di ascolto ovviamente all'angolo opposto. Non è un posizionamento ortodosso ma l'aria a disposizione dei diffusori in questo modo aumenta, con probabili benefici sulla ricostruzione spaziale. Rimane ovviamente il problema di non generare troppi bassi (e le relative famose onde stazionarie di cui parlano sempre le riviste per ambienti praticamente cubici) e quindi di usare mini-casse.
A questo riguardo il secondo suggerimento: perché non puntare invece su un diffusore monitor, ovvero NFM (near field monitor), magari amplificato? Quelli usati negli studi di registrazione, spesso poggiati direttamente sul tavolo mixer, a poca distanza dalla posizione dei tecnici del suono. Quindi progettati per questi posizionamenti. Io ho sentito i Genelec, diffusori amplificati di produzione finlandese di cui si parla molto bene, e mi sono piaciuti. Chiaramente esistono molte altre marche e modelli nel settore professionale. Sono casse sempre molto analitiche, per uso monitor appunto, diciamo che forniscono un ascolto un po' tipo cuffia, anche se in campo aperto. Ma l'amplificazione integrata consente un gran numero di regolazioni e un maggiore controllo dei bassi e poi di solito sono a sospensione pneumatica, e quindi eliminano il problema del tubo di accordo.

 

Q

Pierandrea R. - 5 settembre 2010 (Upa Neguinho di Elis Regina)

 

Non riesco a trovare una traduzione letterale di questo famosissimo brano, in particolare non so cosa significa "Upa neguinho", il resto mi riesce più accessibile.

 

A

6 settembre 2010

 

Una traduzione che mi pare accettabile si trova sul forum Brasil&Italia, te la riporto per comodità (con qualche aggiustamento necessario). Comprendere tutti i giochi di parole e le citazioni della cultura popolare, come il negretto del titolo che potrebbe essere una allusione a Matita Pereira, il negretto dispettoso della tradizione brasiliana (vedi la traduzione di Aguas de Marco).
Ciao

Upa, Neguinho
(Gianfrancesco Guarnieri e Edu Lobo)

Upa negretto
upa negretto nella strada
upa di là e di quà
“madonna” che cosa bella!
upa, negretto che comincia ad andare
e comincia a camminare, comincia ad andare
e comincia a soffrire
cresci, negretto e abbracciami
cresci e insegnami a cantare
sono venuto da tanta sofferenza
ma ho tanto d’insegnarti
la “capoeira”, posso insegnarti
la “ziquizira, posso toglierti
il coraggio, posso prestarti
ma per la libertà posso soltanto sperare

Vedi anche: Altre traduzioni di musica popolare brasiliana

 

Q

Simonetta S. - 4 settembre 2010 (Testi di Shawn Phillips)

 

Cerco i testi delle canzoni di Shawn Phillips , nonché le partiture musicali, nonché un testo sull'analisi della produzione musicale dell'autore.

 

A

6 settembre 2010

 

Shawn Phillips ha un sito molto completo dove sono presenti anche i testi dei suoi album. C'è anche un blog dei suoi fan, il link è sempre dal sito (www.shawnphillips.com).
Le partiture normalmente sono disponibili solo a pagamento, e bisogna verificare quali sono distribuite ancora e se eventualmente sono disponibili in negozi on-line.
Libri su di lui, almeno verificando su Amazon, non pare ci siano in disponibilità.
Ti consiglio di scrivere direttamente al sito chiedendo queste informazioni, sono sicuro che ti risponderanno.

Per saperne di più: la pagina su Shawn Phillips.

 

Q

Alessandro R. - 14 agosto 2010 (Chico Buarque italiano)

 

 Q1  Salve! Nel Gennaio 2009 vi avevo richiesto delle informazioni su un pezzo di Chico Buarque introvabile, non compreso sulle raccolte 33 giri.
Forse è sul 45 giri: Cara cara / Ciao ciao addio, inciso primavera-estate 1969.
Cortesemente sapete dirmi se è ascoltabile da qualche parte ? Oppure, se lo conoscete, se riporta il testo che dice: "fare il gatto, fare il topo, fare il doppio gioco, far l'amico del nemico se ti servirà etc. etc.

 A1  Ti riferisci probabilmente a un 45 giri pubblicato in Italia nel '69 da Chico Buarque de Hollanda (con testo di Bardotti) quando viveva più o meno in esilio nel nostro paese. A quanto ha scritto Verdier nel suo blog (vedi qui) ne è poi seguita una versione in portoghese. Che dovrebbe essere Cara a cara, anche se ho qualche dubbio, visto che Cara a cara in portoghese significa "faccia a faccia".
Su YouTube una versione di Cara a cara cantata da Chico Buarque non c'è, non c'è neanche su iTunes, ho trovato solo questa cover dalla quale puoi capire se il brano è effettivamente quello che cerchi.
Per togliersi definitivamente il dubbio bisognerebbe trovare il 45 giri originale ma non penso sia facile, puoi provare a mettere una ricerca periodica su eBay.
Fammi sapere se siamo sulla pista giusta.

 Q2  Alberto buone notizie ! Su eBay ho trovato e acquistato il 45 giri del 1969 con il pezzo "Cara cara" di Chico Buarque su testo del grandissimo Sergio Bardotti. Abbastanza in buono stato, con i classici fruscii del tempo, piacevolissimo.

 A2  eBay non finisce mai di sorprenderci. A questo punto sarebbe interessante mettere il brano su YouTube e pubblicare i due testi a confronto.

Vedi anche: Altre traduzioni di musica popolare brasiliana

 

Q

Fabrian F. - 19 luglio 2010 (La storia del piano bar)

 

Per prima cosa complimenti per il vostro sito!!! Gran peccato avervi scoperti solo ora ;-)
Sono una cantante e spesso mi trovo a dover dire le classiche "due parole" sui brani che suoniamo e, da buona cantante, sono sempre in difficoltà (preferisco 1000 volte cantare, ma .. tant'è...)
Bene, vengo al dunque.. sto cercando informazioni sul pianobar: quando e dove è nato, quali le origini, quali le evoluzioni etc.. Mi sembrava una stupidaggine... ebbene non trovo nulla!! Né in rete né sfogliando le enciclopedie della musica delle varie biblioteche..
Voi avete qualche dritta da darmi? Il problema è che lo spettacolo è venerdì 23 cioè fra 4 giorni!!!
Sono disperata... non vorrei dire le solite banalità ...

 

A

20 luglio 2010

 

Secondo me non c'è una vera e propria storia del piano bar perché in qualche modo è sempre esistito. Diciamo che è la musica da intrattenimento per chi è impegnato in altre cose, tipo pranzare, prendere un drink o chiacchierare con gli amici o con la ragazza, o ballare. Nel '700 c'era la "musica da tavola" che accompagnava i pranzi dei nobili, una celebre raccolta di Telemann si chiama proprio Tafelmusik. Anche alcune serenate di Mozart avevano scopo di intrattenimento.
Nei locali inglesi dell'800 un pianista intratteneva gli avventori, è un tipo di intrattenimento, traslato nel nuovo mondo, diventato quasi un luogo comune con i film western, con il classico pianista nel saloon che suona mentre i cowboy litigano e si sparano e la scritta sul piano "non sparate sul pianista".

Nei pub inglesi gli avventori cantavano le canzoni del tempo, come raccontava il film "Voci lontane sempre presenti". Col passare degli anni sono cambiati i generi e gli strumenti ma, fino a che la musica doveva essere per forza o quasi suonata dal vivo nei locali di intrattenimento l'uso è continuato. Includendo anche musica più impegnata, come il jazz, suonato nei celebri locali come il Village Vanguard di NY, con all'opera Sonny Rollins, o John Coltrane, o Bill Evans che proprio in questo contesto ha suonato le sue cose migliori e più ricordate. Senza canto però.

Nel dopoguerra sono anche arrivati i night club (o almeno, sono aumentati molto di numero) dove la piccola orchestra faceva in fondo la stessa cosa del pianobar: qualche brano proprio (se erano già noti) e per il resto cover, spesso su richiesta del pubblico. Dai night club si è passati al Piper Club e ai suoi epigoni dove c'era lo stesso un'orchestra che suonava i successi del momento, però non era una orchestra tradizionale ma un complesso beat (o più di uno per serata, di solito).

Il pianobar è la variante economica. Un uomo (o una donna) soli che fanno tutto lo spettacolo, canto, suono, e intrattenimento con frasi spiritose e garbate prese in giro del pubblico. Con l'avanzare della tecnologia il pianista di piano bar (del quale De Gregori non aveva una grande opinione) poteva aggiungere anche altri strumenti, basi, batteria, basso, grazie alle tastiere che introducevano la nuova figura del pianista-massa (tutte le canzoni si assomigliano, alla fine).
Poi è arrivato il karaoke e quindi il pianista di piano bar poteva, volendo, faticare un po' di meno, coinvolgendo i più entusiasti o privi di pudore tra il pubblico a cantare al posto suo. Una reazione all'oggetto che per un lungo periodo, tra i '60 e i '70, aveva di molto ridotto lo spazio del pianista di piano bar: il juke-box. Faceva tutto da solo, ma il karaoke o l'intrattenimento no. E alla fine il juke box è sparito, anche quando (come ora) sarebbe tecnicamente banale realizzarlo. Tutto bene, ma una nuova minaccia si intravvede e si diffonde: la musica di sottofondo da ristorante. Quelle melasse provenienti da siti Internet (o web radio) con musiche di vario genere, dalla musica per aeroporti (nobilitata anche da un certo Brian Eno) alla musica da longue bar.

 

Q

Daniela C. - 19 giugno 2010 (Una canzone di Pierre Roche e Charles Aznavour)

 

Per favore, vorrei ricevere il testo in lingua francese della canzone "Retour" scritta da Pierre Roche e Charles Aznavour - questa canzone e' inserita nel doppio CD di Charles Aznavour "The Collection " al N. 10 del secondo CD. Vi ringrazio infinitamente, mi avete già aiutata una volta con la canzone "Le cri de ma ville " - Daniela

 

A

26 giugno 2010

 

Ecco il testo e una traduzione veloce di Retour a cura dalla nostra collaboratrice per il francese Carla.

Retour

Des lacs, des plaines
Des montagnes, des bois
Mes souvenirs m'entraînent
Sous le ciel de chez moi
Jeunesse heureuse
Qui par les jours d'hiver
Sur les pentes neigeuses
Va glisser au grand air
Tout cela me hante
Me ramène un instant sous mon toit
Mes rêves chantent
Les refrains que l'on chantait chez moi
Mon coeur espère
Malgré moi je souris
Bonjour ma mère
Je reviens au pays

Je suis parti de ville en ville
Par les sentiers, par les chemins
Vers le hasard de mon destin
Fragile
L'air était plein de souvenirs
Je n'ai gardé que souvenirs

Des lacs, des plaines
Des montagnes, des bois
Mes souvenirs m'entraînent
Sous le ciel de chez moi
Jeunesse heureuse
Qui par les jours d'hiver
Sur les pentes neigeuses
Va glisser au grand air
Tout cela me hante
Me ramène un instant sous mon toit
Mes rêves chantent
Les refrains que l'on chantait chez moi
Mon coeur espère
Malgré moi je souris
Bonjour ma mère
Je reviens au pays

Ritorno

Laghi pianure
boschi montagne
mi trascinano i ricordi
sotto il cielo delle mie parti
gioventu' felice
che nei giorni di inverno
sulle chine innevate
scivola all'aria aperta
Tutto questo mi assilla
mi riporta sotto il mio tetto
i miei sogni cantano
il ritornello che si cantava dalle mie parti
Spera il mio cuore
mio malgrado sorrido
saluti o madre
me ne torno al mio paese

Partito un giorno ho girato di città in città
lungo i sentieri e i percorsi
verso l'ignoto destino
Fragile
l'aria piena di rimpianti
non ho da parte che ricordi

Laghi pianure
boschi montagne
mi trascinano i ricordi
sotto il cielo delle mie parti
gioventù felice
che nei giorni di inverno
sulle chine innevate
scivola all'aria aperta
Tutto questo mi assilla
mi riporta sotto il mio tetto
i miei sogni cantano
il ritornello che si cantava dalle mie parti
Spera il mio cuore
mio malgrado sorrido
saluti o madre
me ne torno al mio paese

 

Q

Stefania M. - 11 giugno 2010 (Una grande emozione)

 

Volevo sapere se potete mandarmi la copertina e i titoli dei pezzi dell'album "Una grande emozione" (1975) di Caterina Caselli che non riesco a trovare da nessuna parte su internet. Mi sa che non esiste una ristampa  su CD. Vi ringrazio in anticipo facendovi i complimenti per il sito, davvero molto piacevole per gli amanti dei sixties.

 

A

20 giugno 2010

 

Le nostre discografie arrivano di solito alla fine degli anni '60 o nei primi '70 ed è questo il motivo per cui l'LP non era inserito nella discografia della Caselli.
Non si tratta effettivamente di un album per il quale è facile trovare informazioni. Uscito ovviamente per le edizioni CBS Sugar CGD col numero di catalogo 69121 nel 1975, conteneva i brani presentati nell'omonimo programma televisivo, oltre che la canzone che da' il tiitolo all'album, tra le altre canzoni dovrebbero essere inclusi gli ultimi singoli "Momenti si, momenti no", "Ricordi e poi", "Desiderare", "Seguila", e "Io delusa". E' stato sostanzialmente l'album con il quale si è chiusa la prima parte della carriera della Caselli, poi passata progressivamente ad occuparsi della casa discografica Sugar con occasionali rientri come interprete. Su CD non pare proprio sia mai stato pubblicato, alcune canzoni sono state ripubblicate su varie antologie. Inserisco anche una immagine della copertina, pur se non di grande qualità.

 

Q

Mélanie B. - 4 giugno 2010 (Il futuro della radio in Italia?)

 

Sono una studentessa francese in comunicazione all'università di Nizza. Sto facendo uno stage in una radio in Italia  (Radio Bergamo) e devo fare un rapporto di stage per diplomarmi. Ho scelto  come soggetto di studio : "Le differenze e le somiglianze tra le radio italiane e francesi" In una parola, vorrei dare il punto di vista degli  italiani su come voi vedete la radio nel futuro. Infatti, oggi in Francia, ci sono tante discussioni tra professionisti e esperti della radio, su come sarà la radio di domani. Discussioni che sono cominciate dopo che l'ascolto della radio in Francia è crollato. Sarei interessata a conoscere il Suo punto di vista. Sperò che Lei possa aiutarmi.

 

A

13 giugno 2010

 

Provo a risponderti in sintesi, anche se l'argomento è ovviamente molto vasto e troppo sintetica la risposta non può essere. Sono alcune considerazioni veloci che devono essere sviluppate ancora, per ora rispondo in questa sede.

Per capire come sarà la radio di domani in Italia è necessario almeno un accenno a come è ora. Gli elementi fondamentali che caratterizzano la radio in Italia sono: a) la regolamentazione b) la tecnologia c) l'offerta di contenuti d) il mercato e gli ascolti e) il posizionamento nel sistema dei media e dell'informazione.

Senza voler fare un trattato si può dire in estrema sintesi che:
a) la regolamentazione del settore e l'assegnazione delle frequenze è rimasto congelato alla situazione di fatto creatasi dopo la esplosione delle radio libere negli anni '70, quindi da ormai 30 anni, la grande importanza che ha in Italia il settore televisivo, sia come fatturato pubblicitario, sia come veicolo principale di informazione, sia per interconnessione con la politica, ha messo sistematicamente in secondo piano la regolamentazione del sistema radiofonico

b) la tecnologia usata in Italia è quasi esclusivamente la FM analogica, la AM è stata abbandonata e quindi non esistono più vere e proprie reti nazionali, satellite, digitale terrestre TV e Internet rilanciano in maggior parte canali radio FM esistenti e hanno rilevanza di ascolti molto marginali, la radio digitale terrestre (DAB) è rimasta allo stadio sperimentale ed è ormai assai improbabile qualsiasi sviluppo concreto; le web radio sembrano un fenomeno del tutto marginale, pur esistendo iniziative, sembra che siano oscurate dal grande successo del canale YouTube per tutta l'offerta di contenuti "home made"; il podcast di contenuti radio ha forse un ruolo maggiore, seppure ancora molto marginale; Visual Radio non è stata invece proposta in alcun modo in Italia

c) l'offerta si è consolidata da anni nella formula network, radio locali (l'FM è forzatamente a copertura locale anche per la orografia del territorio) interconnesse in modo totale (stesso brand) o associate, e notiziari informativi anch'essi gestiti da agenzie nazionali (Agenzia Area, Popolare Network), i contenuti sono anch'essi standardizzati nel settore entertainment, con le radio più grandi e a maggior fatturato che proseguono la formula RMC (Radio Montecarlo) degli anni '70, con DJ e intrattenitori e base essenzialmente musicale (Radio DJ, R105 ecc.) e altre che hanno adottato con successo una formula ancora più semplificata, basata solo sulla musica in heavy rotation come contenitore di pubblicità, con la musica interrotta solo da annunci dei brani, notiziari e, ovviamente, pubblicità; i generi musicali trattati variano in base alle mode, la maggior parte dei network di questo tipo (come RDS, il maggiore) usano la formula "un successo di oggi, un successo del passato" (di solito anni '80, 20 anni prima) con lo scopo di allargare al massimo il target, poi esistono radio più specializzate (Radio Italia solo musica italiana, Radio Nostalgie, radio Mambo) ma sempre orientate al puro intrattenimento e alla raccolta pubblicitaria; accanto a queste radio commerciali trovano posto alcune radio specializzate, come Radio 24 (gruppo Sole 24 Ore, Confindustria) unica solo parlata, di informazione, Lifegate Radio (ambientalismo e musica alternativa), Radio Maria (religiosa, tradizionale cattolica), Radio Radicale (solo politica), Radio Rock (musica rock), radio parlate "solo sport" locali ; l'ex monopolio Rai mantiene una buona posizione, non preminente, con due canali generalisti (entertainment più informazione) di livello di ascolti comparabile alle maggiori radio commerciali e un terzo canale dedicato alla cultura, oltre ad un canale specializzato in musica classica ed uno per le informazioni sul traffico; riguardo a quest'ultimo punto l'assenza di un piano organico di frequenze rende impossibile in Italia l'utilizzo della radio per notizie flash e avvisi sul traffico, questo ruolo è stato ormai sostituito dagli ormai sempre più diffusi navigatori satellitari.

d) gli ascolti sono rilevati da una associazione tra le radio (audiradio) e sono disponibili come estratto su Internet, sono rilevati con questionari e sondaggi ma sono considerati generalmente attendibili; dai dati emerge che la radio continua ad essere, nonostante la poca attenzione dell'opinione pubblica e del settore politico, uno dei media più utilizzati in Italia, mantenendosi in tutti questi ultimi anni ad un livello di ascoltatori poco inferiore ai 40 milioni di persone (su 55 milioni di potenziali ascoltatori); l'ascolto preferenziale è in auto (gli italiani usano molto l'auto e per le caratteristiche del paese e delle città gli spostamenti sono spesso lunghi) e poi come sottofondo in esercizi commerciali, sale d'aspetto e simili; meno frequente l'uso in casa dove è preferita come sottofondo la TV, e abbastanza diffuso anche l'ascolto in mobilità con telefonini e simili; il mercato pubblicitario risente delle frammentazione dei soggetti e quindi della scarsa forza contrattuale e rimane in questi ultimi anni nell'ordine del 4-5% del complessivo, quindi molto sotto il settore TV, ma nello stesso ordine di grandezza di Internet;

e) il posizionamento quindi vede il potenziale della radio sicuramente sottovalutato nel settore dei media, in particolare per la influenza che ha e potrebbe avere nel veicolare le informazioni.

Tutto ciò premesso la domanda di fondo è: qualcuna di queste situazioni bloccate si potrà sbloccare in futuro, portando ad un nuovo scenario nel settore?

Nel prossimo futuro sembra proprio da escludere, dovrebbe prima sbloccarsi la situazione nel settore televisivo, con la auspicabile apertura a nuovi soggetti grazie alla maggiore disponibilità di accesso consentita dalla tecnologia digitale terrestre. Le risorse che si verrebbero a liberare (anche in termini di frequenze) potrebbero consentire il passaggio alla radio digitale terrestre con una riaggregazione del settore verso un numero minore di soggetti più forti. In assenza di questa azione in qualche modo coordinata con il settore televisivo appare improbabile che il settore radiofonico da solo, con questi livelli di gettito pubblicitario e senza una specifica domanda da parte degli utenti (che sembrano soddisfatti della situazione attuale) possa affrontare un salto tecnologico verso la tecnologia digitale con le relative conseguenze sulla offerta.
Nel campo dei contenuti sono possibili evoluzioni influenzate dai corrispondenti stimoli provenienti dalla società (per esempio verso una maggiore attenzione al sociale e all'ambiente) ma per ora la maggior parte degli ascoltatori sembrano del tutto soddisfatti dal modello di puro intrattenimento a base musicale delle radio maggiori, anche se la sensazione di molti è che ci sarebbe spazio per altre radio di qualità dedicate a target specializzati.

 

Q

Alessandro D.M. - 4 giugno 2010 (Una canzone francese degli anni '60)

 

Salve vorrei chiedere il titolo/autore di una canzone anni '60 che fa pressapoco così: "castelli di sabbia ... chi mi dirà dov'è l'amore che non ho più, che cosa sarà di me" ... Grazie

 

A

5 giugno 2010

 

La canzone è Estate senza te di Cristophe, un brano del 1967 scritto dal cantante francese (J'ai entendu la mer era il titolo originale) e tradotto in italiano da Herbert Pagani.
La puoi ascoltare su YouTube
.

Ecco infine il testo italiano di Pagani (fedele all'originale)

ESTATE SENZA TE

Castelli di sabbia
Che sbatto giu.
Su questa spiaggia
Dov'eri tu
L'estate è giunta
ma senza te.
Brucia Il sole
ma non per me.

Chi mi dirà dov'è l'amore che non ho più?
Se non tornerai quaggiù, che cosa sarà di me?

La barca sta
Legata al molo.
Io le darò
la libertà.
Alla deriva,
solo anch'io andrò.
L'amore mio
non ci sarà

Chi mi dirà dov'è l'amore che non ho più?
Se non tornerai quaggiù, che cosa sarà di me?

Castelli in aria
caduti giù
Mi resta solo
la fantasia.
Disegno un viso
Sei sempre tu.
Arriva un'onda,
ti porta via.

Chi mi dirà dov'è l'amore che non ho più?
Se non tornerai quaggiù, che cosa sarà di me?

 

Q

Antonio C. - 31 maggio 2010 (Pomeriggio con Mina)

 

Non riesco a conoscere i titoli delle canzoni di tutte le puntate di Bandiera gialla....SAREBBE BELLISSIMO per i 63enni come me..(SIAMO IN MOLTI)..e questo vs blog ormai le considerazioni sono enormi!altra "mancanza" ...ed io vi invito a "risolvere"...mancanze di notizie sulla splendida trasmissione-maratona di MINA alla domenica pomeriggio "POMERIGGIO CON MINA"...se non erro Mina e'stata praticamente la prima "disc jokey"... proponendo dischi con larghi commenti personali. grazie alle sue proposte e a quelle di Giorgio Calabrese autore, mi sono "avvicinato" ai più svariati generi musicali...grazie Mina...oltre ad Arbore e Boncompagni ...anche tu hai contribuito alla diffusione di "musica nuova" e con il tuo repertorio e con questa bellissima indimenticabile trasmissione.

 

A

5 giugno 2010

 

Le scalette che abbiamo pubblicato derivano da alcune riviste "giovanili" dell'epoca dove occasionalmente le pubblicavano, non so neanche se le abbiano alla Rai. Certo sarebbe interessante spulciarle.
Pomeriggio con Mina la ricordo anch'io come una trasmissione piacevole e ricca di spunti. In onda dal '67 al'73, io ricordo in particolare i finti battibecchi con Manlio Gigante, che era il più assiduo dei partner nel programma, e che tentava sempre di infilare nel programma qualche brano della cantante. Che non era proprio la prima DJ ma sicuramente aveva trovato una misura e una ironia nel presentare che molti ricordano con piacere. Non c'è molto materiale su questo programma ma potrei provare a dedicargli una scheda. Vedremo.

Per saperne di più: Bandiera gialla

 

Q

Franco M. - 3 aprile 2010 (Alla ricerca della copertina perduta)

 

Mi sto scervellando nel cercare di ricordare di che fosse LP che raffigurava in copertina un tostapane con le ali: ero convinto si trattasse di "H To He" dei Van Der Graaf , ma lì c'è, se non erro, una bilancia! Mi aiuti, per favore? ciao, Grazie.

 

A

4 aprile 2010

 

Penso proprio che ti riferisci alla famosa copertina di Thirty Seconds Over Winterland, un album live del 1973 dei Jefferson Airplane (i tostapane volanti erano più di uno, ma non mi risulta ci siano altre copertine simili).

Per saperne di più: La discografia completa dei Jefferson Airplane e i testi / Le copertine degli LP

 

Q

Gianni D. - 4 marzo 2010 (Cuffie MP3)

 

Buon giorno,tempo fa su una rivista, ho visto delle cuffie che promettevano di recuperare i suoni che si perdono con l'MP3, esistono davvero? se si quali sono? Qualcosa del genere la promette anche un lettore Philips, lei lo ha provato? La ringrazio.

 

A

5 marzo 2010

 

Bisognerebbe sapere che rivista era, non ho notizie in merito. Il fatto è che non si può recuperare esattamente quello che è stato tagliato. Il processo di compressione MP3, che è "lossy" (con perdita, appunto) taglia una parte del segnale musicale che non viene facilmente percepito  all'ascolto perché è mascherato da altri suoni nello stesso segnale. Maggiore è il livello di compressione e maggiore è la probabilità che
all'ascolto si percepisca una riduzione della qualità. Tra l'altro il maggiore effetto del taglio è sulla ricostruzione spaziale ed è proprio per
questo che l'MP3 (o gli altri sistemi di compressione più perfezionati arrivati dopo, come l'AAC dell'iPod) sono particolarmente adatti per  l'ascolto in cuffia.
Tutti i decoder digitale analogico, che trasformano nuovamente il segnale compresso in suono ascoltabile dal nostro sistema uditivo,tentano di ricostruire per interpolazione o estrapolazione il segnale tagliato e lo possono fare in maniera più o meno efficace, nel settore video, per lo standard DiVX, ad esempio sono stati a messo a punto nel tempo sempre nuovi decoder in grado di migliorare l'immagine compressa di partenza.
Anche per lo standard MP3 i decoder sono stati ovviamente migliorati negli anni. Ad esempio i decoder per lo standard ATRAC (quello dei Mini Disc) sono stati migliorati più volte con diverse successive versioni dalla Sony. Quindi penso che i costruttori della cuffia che citi non facciano altro che pubbliczzare un decoder (incluso nella cuffia anziché esterno, a quanto capisco) con qualche accorgimento in più.
Si tratta comunque di differenze che si possono vedere o sentire solo se i rapporti di compressione non sono troppo elevati (superiori a128 standard dell'MP3). E nessuno può ricostruire esattamente quello che è stato tagliato. Lo stesso discorso vale per il lettore.
Se l'interesse è la qualità consiglio piuttosto in iTunes di scaricare musica in alta qualità (320) e di fare lo stesso nel caso di download da Internet, dove ormai si trova anche facilmente, grazie all'incremento della velocità delle linee e al costo sempre inferiori delle memorie, molto materiale lossless (non compresso), ad esempio dai siti Magnatune o HDTracks.

Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà

 

Q

Paolo  B. - 28 febbraio 2010 (Dischi in alta definizione)

 

Buongiorno vi scrivo per un gentile consiglio, sono alla ricerca di CD in alta definizione (24bit/88.2KHz & 24bit/176.4KHz), conoscete un
negozio - anche online - dove posso acquistare questi supporti? Grazie mille.

 

A

28 febbraio 2010

 

Se non ho capito male sei alla ricerca di supporti fisici e non di musica in alta definizione da scaricare da siti on-line specializzati. Dischi in alta definizione in formato SACD sono ancora disponibili (pur se è cessata la produzione di nuovi titoli) in alcuni circuiti di distribuzione, come ad esempio i Mondadori Multicenter (presenti a Roma in Via del Corso e a Milano in Via Marghera, ad esempio). In maggioranza si tratta di album di musica classica, la scelta è ovviamente piuttosto limitata.
I negozi on-line che posso segnalarti sono quelli della Linn Records, della Classic Records e il sito HDTracks di Chesky Records (ma tratta anche altre etichette). Quest'ultimo teoricamente è solo per visitatori americani, ma pagando con PayPal si possono concludere gli acquisti senza problemi, ed è il più fornito di titoli di ogni genere musicale.
Per saperne di più puoi consultare il nostro blog, a questo indirizzo sono riepilogate con maggiore dettaglio le possibilità fornite dalla rete  per l'acquisto di musica in altra definizione, e in altri post ci sono indicazioni pratiche su come ascoltarla.

Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà

 

Q

Paolo  F. - 17 gennaio 2010 (Memoria di Radio Capodistria)

 

Gentile Sandro Damiani, ho letto con vivo interesse quanto riportato sul vostro sito relativamente a Radio Capodistria. Ricordo tutto come fosse allora. Musica ma anche molta memoria e per questo Vi sarei oltremodo grato se poteste indicarmi dove trovare un piccolo stralcio sonoro di Musica per Voi e del momento in cui lo speaker italiano diceva, con molto zelo, ed ora passiamo la linea ai nostri colleghi di lingua slovena, seguito dalle famose parole di apertura in sloveno che purtroppo non so scrivere ma che contenevano il famoso termine, che io scrivo come udivo, POROCILA. Mi farebbero ripercorrere a ritroso un momento storico molto caro. Ero giovane e non oso nemmeno immaginare che belli e cari ricordi tutto ciò mi potrebbe comportare. Contento di aver scoperto il vostro sito, Vi ringrazio e Vi saluto di cuore. Ciao Paolo.

 

A

21 gennaio 2010 (da Sandro Damiani)

 

Caro Paolo, cominciamo dal più "difficile". POROCILA significa NOTIZIARIO. All'epoca Radio Capodistria operava su una banda di frequenza (o come si dice) per cui nelle 24 ore di programmazione c'erano i "turni" in italiano e quelli in sloveno. Oggi ognuno c'ha la propria e...vai!

MUSICA PER VOI... Eravamo in parecchi a farla, in qualità di speaker. Io, a intermittenza, tra il 1972 e il 1974; Branko Vatovec, l'attuale famoso oroscopologo, da prima di me e dopo. Branko e' capodistriano di padre sloveno e madre italiana/italofona. In quegli anni, l'estate si faceva MUSICA PER VOI per uno, due mesi di fila... era l'unico speaker cui piacesse farla... con i "trenini di auguri", e via smoinando, ma tutto sommato con simpatia per la gente che ci spediva pacchi di lettere con sfilze di nomi. E talvolta ci mettevano mille lire, duemila, diecimila... Pensa, danaro che finiva regolarmente nelle CASSE dell'emittente, registrato, fatturato, dichiarato. Branko in quegli anni faceva l'attore di prosa. E con buoni complessi: Raf Vallone, Enrico Maria Salerno... credo che avesse lavorato anche con la mitica Paola Borboni: insomma le cosiddette "compagnie primarie" (io invece - che come lui me ne stavo a Capodistria l'estate e nel teatro italiano il resto dell'anno - ero, da compagno convinto, nelle "compagnie cooperative").

Lo "zelo" nell'annunciare i "colleghi sloveni"... più che zelo era cortesia, ricambiata, tra gente che si conosceva, spesso con saldi rapporti di amicizia...

Gli speaker. N*One: La Voce ovvero Giorgio Visintin; Er Romano: De Simone, di cui non ricordo il nome. Era simpatico (vive tuttora, mi pare a Isola). Non ha mai appreso la dizione/fonetica slava e quindi combatteva con i cognomi. In un'occasione, dopo che aveva tentato tre volte - durante il giornale-radio - di pronunciare celermente il cognome di un ministro di nome GIUCANOVICH, ma che si scrive DJOKANOVIC, sbotto' con uno scanditissimo DIO-CANOVICH... Non ti dico l'inca**atura dei capi. Atei, laici e agnostici si', ma ... un po' di rispetto per il Padreterno... E per i ministri della socialista Jugoslavia... Poi c'era Franco Siljan (si pronuncia SIGLIAN): voce basso-baritonale, accento istriano, professore di fisica e matematica alla Media superiore di Pirano, allora. Le donne: la "soprano" Maria Pfeiffer, signora molto birignao, buona come il pane e ottimo pedagogo; la buffa Maria Rosa Lojk Francesconi, "contralto". Occhietti maliziosi, intelligenza acuta, sempre piena di paura. Quando le scappava da ridere...se ne scappava dal microfono, lasciandolo sguarnito... Infine, Bruna Alessio, la Bella Bruna (per un paio di anni eletta Miss Europa TV o qualcosa del genere, cioè la piu' bella speaker televisiva dell'Eurovisione). Intendiamoci: bella, ma anche in gamba. Mi pare che da qualche anno sia a capo dei Programmi musicali e responsabile di tutto ciò che va in onda nel corso della mattinata... Di tanto in tanto si alternavano anche altri. Pagavano bene e allora, per chi non aveva il contratto da speaker, pur essendo uno stipendiato, guadagnava qualcosa in più ... Tra gli altri, il giornalista Sergio Settomini (passato poi a Tele-Capodistria, dov'e' ancora oggi. Se ricordi, aveva una rubrica tipo "Long Play Club" e ci schiaffava Jimmy Hendrix e i metallari dell'epoca.

Comunque, se scrivi a Bruna Alessio, magari facendo il mio nome, può essere che abbiano un qualche opuscolo o delle vecchie registrazioni in CD per i ... nostalgici. Vedi te. Saluti, Sandro Damiani

Per leggere tutta la storia: Gli anni di Radio Capodistria

 

Q

Simone  T. - 20 gennaio 2010 (Cover in italiano di Mony Mony)

 

Salve, in italiano il pezzo di Tommy James Mony Mony esiste? Grazie

 

A

21 gennaio 2010

 

Il brano del 1967 di Tommy James & The Shondelles, poi ripreso con successo da Billy Idol negli anni '80 e numerose altre volte in seguito (anche da Bruce Springsteen nel suo tour del 2009) era ben noto in Italia nella versione originale. Nel completissimo elenco del sito La musica è felicità non sono citate versioni italiane di questa canzone. Cercando in Internet è però reperibile in un elenco, pare attendibile, una versione di un certo Billy Bruno, del 1970.

 

Q

Isabella  L. - 6 gennaio 2010 (Ancora spartiti cercansi)

 

Gentilissimi sono Isabella L., Maestro del Coro Polifonico Jubilate Città di Civitanova Marche (MC), chiedo cortesemente informazioni su come poter reperire ed acquistare spartiti di brani italiani, dagli anni 40 agli anni 70, armonizzati per coro ed accompagnamento strumentale al fine di poterli eseguire con il mio gruppo corale. Qualsiasi informazione e/o indicazione in merito ci sarà sicuramente utile. Ringrazio fin d'ora e porgo cordiali saluti. Coro Polifonico Jubilate - Via Ruffini 2762012 Civitanova Marche (MC)

 

A

9 gennaio 2010

 

Spesso ci vengono chieste informazioni su come reperire spartiti non recenti. Quelli che abbiamo pubblicato (solo le copertine, i fogli musicali sono coperti da copyright) provengono da una collezione privata e, anche per quelli pubblicati, non siamo attrezzati per il commercio elettronico. Purtroppo non tutto è ancora a catalogo, e la ricerca può anche essere difficile. Per gli spartiti ancora a catalogo o comunque reperibili ti posso consigliare il noto sito Fandango Music (http://www.fandangomusicshop.net/catalog/), puoi cercare nel sito o anche provare a contattare i cortesi gestori. Naturalmente conviene anche provare con i negozi di musica più attrezzati, a Roma ad esempio si possono citare Musicarte (http://www.musicarte.com) o Musical Cherubini.
Si può provare a telefonare per verificare la disponibilità, di solito sono attrezzati per la vendita per corrispondenza. Presso Musical Cherubini si può contattare il reparto Edizioni, Tel. 06-43219218, oppure diretttamente il responsabile Web dept sig. Stefano Rizzato.
L'indirizzo è Via Tiburtina, 364, 00159 Roma (Italy). Infine ci sono le notazioni musicali disponibili in diversi siti Internet, più o meno legali (le notazioni). Sono però solitamente riduzioni per chitarra (tablature o tabs).

Aggiornamenti: Vedi la pagina Dove trovare gli spartiti musicali

 

Q

Emilio  R. - 12 dicembre 2009 (Musica in alta definizione dal PC)

 

Intanto complimenti per il lavoro divulgativo e la passione per la musica e la sua qualità d'ascolto che profferisci nei tuoi articoli sul blog. Ho scoperto di recente MUSICA & MEMORIA e da 50tenne da sempre "impegnato"nella musica lo trovo davvero fantastico!! Ma vengo al punto vorrei fare il salto di qualità per l'ascolto tramite NOTEBOOK e mi pongo alcuni dubbi: intanto fino ad oggi ho stipato "musica liquida" (bello questo termine!), ahimè in formato MP3 (qualcosa anche in ITUNES). Adesso vorrei provare a migliorare,se possibile,la mia "stazione d'ascolto" casalinga formata da:

> Nootebook Fujitsu Siemens, con scheda audio Realtek hda alc268:
http://www.realtek.com.tw/products/productsView.aspx?Langid=1&PNid=24&PFid=27&Level=5&Conn=4&ProdID=140 .
> Hard Disk esterno MAXTOR 1 terabite.
> Pre ed Ampli Technics A800s mkII (uscite normali RCA...no S/PDIF)
> casse:Chario 2023 (anni '80) o/e Peavey Impulse (da scaffale)
> Software:Vista - Lettore WINAMP

In considerazione di quanto sopra descritto ti chiedo quale potrebbe e se è il caso d'inserire (?), visto che la REALTEK è già a 24bit/192Khz) un convertitore DAC (tipo SUPERPRO) o altra scheda audio esterna di qualità studio.
Inoltre leggo che il software audio di base di Microsoft nn è granchè e quindi quale potrebbe essere una buona alternativa free?
a domanda è un po' complessa ma sono sicuro che tu puoi rispondermi al meglio.

 

A

13 dicembre 2009

 

Emilio: grazie per l'apprezzamento e anche per la fiducia: come ho scritto nel blog, il PC come sorgente ad alta fedeltà è un settore tutto da scoprire.
Ti invito comunque a leggere, se già non lo hai fatto, e se riesci ancora a trovarlo, l'ampio articolo di Marco Benedetti sull'ultimo numero di Audio Review  di novembre 2009. E' una rassegna molto completa del PC come sorgente, con particolare riferimento a iTunes, anche se non tratta l'audio ad alta definizione, ma solo l'audio in qualità CD.

Venendo alla tua domanda, quello che manca per ascoltare musica in alta definizione è effettivamente un DAC 24/192.
Non mi sento francamente di consigliarti un componente tra quelli disponibili al momento (pochi) perché non ho avuto occasione di provarne. Io sto utilizzando il DAC incluso nel mio lettore multiformato Oppo, il che comporta necessariamente il trasferimento della musica su un DVD.
Il SuperPro, anche da quello che mi hanno risposto i produttori, non è chiaro se supporta anche i 24/192 (o 24/96) sull'ingresso S/PDIF. Neanche il distributore italiano è stato in grado di chiarirmelo. Sicuramente non li supporta sull'ingresso USB. Il DAC HRT di cui parlo nel blog sicuramente è una soluzione valida, ma è ad inizio distribuzione e dubito si trovi a meno di 500 €.

Quindi per ora si spende ancora meno accoppiando due componenti, una interfaccia digitale come l'HiFace di cui parla un visitatore del blog e un convertitore con ingresso S/PDIF come lo Zero DAC di cui molti (non tutti) parlano bene. Comunque è sicuramente superiore a quello incluso nella scheda audio.

E' un mercato in movimento, io ti consiglierei di aspettare un po' e di decidere quando avrai più materiale ad alta definizione sul PC.
Tieni conto anche che:
- per il collegamento al tuo preampli gli ingressi RCA pin-jack vanno benissimo (le uscite dei DAC sono sempre RCA o compatibili)
- iTunes ha una interfaccia molto valida ma non supporta al momento materiale in alta definizione
- per il materiale in alta definizione l'alternativa è MediaMonkey (gratuito); molti consigliano anche Foobar (gratuito anche lui) ma ha una interfaccia veramente "minimal" che io francamente non sono riuscito ad espugnare del tutto; MediaMonkey invece non è male;
- per il materiale in qualità CD, se tu hai un lettore CD con ingresso digitale coassiale (a volte c'è, ma di rado) avresti risolto il tuo problema attuale
- per quanto riguarda il sw, Vista a quanto dice anche Benedetti è del tutto adeguato e non occorre cambiare driver, occorre solo disabilitare il mixer configurando opportunamente le proprietà nella interfaccia Audio:
pannello di controllo > altoparlanti > proprietà > avanzate > formato predefinito: il massimo supportato dalla scheda (nel caso del mio HP è "qualità professionale" 24/48)
- modalità esclusiva: selezionale entrambe le opzioni
- miglioramento segnale: disabilitare assolutamente "miglioramenti audio".

Dopodiché per ascoltare già in modo più che discreto fino alla scelta del DAC occorre una buona cuffia oppure un cavetto jack-RCA da collegare al tuo preampli, avendo cura di tenere l'audio del PC a un livello intermedio (sul 70%).
Spero di averti dato qualche utile consiglio.

Per aggiornamenti continui su questo tema: il blog sulla tecnologia e il mercato della musica

 

Q

Daniela  C. - 8 dicembre 2009 (Due canzoni di Pierre Roche e Charles Aznavour)

 

 1  Per necessità di studio, vorrei reperire, per favore, il testo citato in oggetto: "JE SUIS AMOUREUX" canzone scritta da Charles Aznavour e Pierre Roche - Grazie.

 2  Buona sera, ci conosciamo già - Vorrei ricevere, per cortesia, il testo originale scritto in francese, della canzone di CHARLES AZNAVOUR “LES CRIS DE MA VILLE “ Se può esservi di aiuto, ho saputo che fu scritta insieme a Pierre ROCHE negli anni ' 50
per Edith Piaf - Attualmente è presente in molti album di Charles Aznavour, si trova in MP3, ma non il testo scritto in francese, che mi sta molto a cuore - Grazie, infinite.

 1  Se non cerchi la traduzione è una ricerca facile. La gentile persona che ha inserito la canzone su YouTube ha aggiunto anche le parole. Eccole:

Charles Aznavour & Pierre Roche / Je suis amoureux

J'aurai voulu être fidèle
Vivre comme un homme modèle
Mais mon coeur est inconstant
J'ai beau me dire tournons la page
Et fixons-nous sur une image
Mais au fond de moi j'entends
Simplement:

Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez su toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Pour que chacune de vous mon petit coeur s'enflamme
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Vous faites mon bonheur

De vous Marie
J'aime les yeux ardents
De vous Lucie
La candeur de vingt ans
De vous Sophie
Au corps souple et charmant
Ce je ne sais quoi troublant

Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur

Moi je ne sais pas être sage
La vie pour moi est un passage
Dont l'amour est l'agrément
Lorsque des jolies filles passent
Je fais des frais, je fais des grâces
Et leurs dis en m'inclinant
Galamment:

Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur
Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Pour que chacune de vous mon petit coeur s'enflamme
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Vous faites mon bonheur

De vous Marie
J'aime les yeux ardents
De vous Lucie
La candeur de vingt ans
De vous Sophie
Au corps souple et charmant
Ce je ne sais quoi troublant

Je suis amoureux de vous toutes mesdames
Car vous avez toutes je le proclame
Simplement, gentiment,
Follement, ardemment,
Prendre place en mon coeur
Prendre place en mon coeur

 2  Daniela: ecco qua. Anche questa canzone in Internet c'è. Il testo sembra abbastanza preciso.

Charles Aznavour / Les Cris De Ma Ville

Je sais qu'un jour viendra
Car la vie le commande
Ce jour que j'appréhende
Ou tu nous quitteras
Je sais qu'un jour viendra
Ou triste et solitaire
En soutenant ta mère
Et en traînant mes pas
Je rentrerai chez nous
Dans un chez nous désert
Je rentrerai chez nous
Où tu ne seras pas

Toi tu ne verras rien des choses de mon coeur
Tes yeux seront crevés de joie et de bonheur
Et j'aurai un rictus que tu ne connais pas
Qui semble être un sourire ému mais ne l'est pas
En taisant ma douleur à ton bras fièrement
Je guiderai tes pas quoi que j'en pense ou dise
Dans le recueillement d'une paisible église
Pour aller te donner à l'homme de ton choix
Qui te dévêtira du nom qui est le nôtre
Pour t'en donner un autre que je ne connais pas

Je sais qu'un jour viendra,
Tu atteindras cet âge
Ou l'on force les cages
Ayant trouvé sa voie
Je sais qu'un jour viendra
L'âge t'aura fleurie
Et l'aube de ta vie
Ailleurs se lèvera
Et seul avec ta mère
Le jour comme la nuit
L'été comme l'hiver
Nous aurons un peu froid

Et lui qui ne sais rien du mal qu'on s'est donné
Lui qui n'aura rien fait pour mûrir tes années
Lui qui viendra voler ce dont j'ai le plus peur
Notre part de passé notre part de bonheur
Cet étranger sans nom sans visage oh combien
Je le hais, et pourtant s'il doit te rendre heureuse
Je n'aurai envers lui nulle pensée haineuse
Mais je lui offrirai mon coeur avec ta main
Je ferai tout cela en sachant que tu l'aime
Simplement car je t'aime le jour où il viendra

Per altri testi in francese (in gran parte tradotti): Elenco testi e traduzioni

 

Q

Francesco F. -  18 novembre 2009 (Alla ricerca della cuffia ideale)

 

Parecchi dubbi e necessità di chiarimenti sulla scelta delle cuffie ideali, proposti da Francesco, si sono sviluppati in tre domande e risposte che pubblichiamo nel seguito.

 1  Salve, mi chiamo Francesco e sono un sassofonista e studente di musica. Ho letto un po' del vostro interessantissimo sito,
e vorrei porvi poche semplici domande: dato che vorrei comprarmi delle cuffie ad alta fedeltà, le posso trovare senza fili, o bluetooth?
Vi sono dei buoni compromessi in commercio, tra comoda portabilità e comodità (sono anche appassionato di sport di montagna, le prenderei senza fili per questo) o è meglio puntare direttamente alle classiche cuffie con filo, per non scadere troppo in qualità?? Qualche consiglio...??

 1  Le cuffie senza fili non godono di grande fama tra gli audiofili. Sia che siano a radiofrequenza, analogiche, o digitali bluetooth, viene imputata loro la incostanza della qualità, a causa delle interferenze e delle perdite di sincronizzazione, che si manifesta in aumento della distorsione o addirittura avvertibili rumori. Personalmente non le ho mai provate ma, visto che succede anche con l'auricolare bluetooth del mio telefonino (che pure è un auricolare originale) sono portato a credere che ci sia un fondo di verità.
Il filo invece quello è e garantisce costanza di risultato.

In ogni caso visto i costi non investirei molto tempo nella ricerca di una soluzione di compromesso. Per la casa prenderei un buon modello semiaperto del tipo classico (con l'archetto sopra alla testa) orientandomi sulle marche con miglior rapporto qualità prezzo, Grado o Sennheiser, in primis. Bisogna poi vedere a cosa e come intendi collegarle, per parlare veramente di alta fedeltà.
In esterni le esigenze sono meno stringenti, o meglio, la presenza comunque di rumore di fondo o altri elementi che riducono la possibilità di attenzione (penso a un percorso di montagna ...) rendono comunque arduo un ascolto impegnativo, che mette in crisi le cuffie o evidenza le differenze. Qui secondo me la scelta più comoda è rappresentata dai modelli a padiglione semi aperto e con archetto dietro la nuca, anche se esistono dei modelli infraurali (auricolari) con aggancio al padiglione dell'orecchio molto ambiziosi in termini di qualità.

Io personalmente li evito perché noto che spingendo gli auricolari verso l'orecchio cambia la risposta (aumentano i bassi) e deduco che, almeno per me (dipende anche dalla forma ... delle nostre orecchie) non possono dare mai la risposta ottimale.
Quelle con archetto dietro alla nuca partono dai 10 € (modelli Philips e Sony) e quindi penso non sia un problema trovare un modello decente spendendo magari qualcosa di più. Il lettore nello zainetto o in un taschino e il gioco è fatto senza incerti collegamenti wireless e batterie che si scaricano. Parlare di modelli con questi prodotti Made in China non ha molto senso perché cambiano ogni 3 mesi. In ogni caso avrai anche con i modelli più semplici prestazioni migliori e più costanti di quelle degli auricolari standard dell'iPod o di altri lettori.
Tornando invece all'acquisto principale fammi sapere, se vuoi un approfondimento, a quale impianto o lettore vuoi collegarlo.
Spero di esserti stato d'aiuto.

 2  Ti ringrazio per la risposta, esaustiva e molto interessante. Ti vorrei porre qualche altra curiosità!
Mi puoi spiegare in cosa consiste concretamente la differenza tra le cuffie aperte, semiaperte e quelle chiuse?
Il parametro sta nell'archetto che passa sopra oppure dietro la testa, o piuttosto nel padiglione? Cosa sono i trasduttori??

Io cerco delle cuffie da utilizzare con un piano elettrico con i tasti pesati, e con un mp3 portatile, soprattutto in esterno, in bici e durante l'attività sportiva, dalla resa equilibrata, confortevoli e adatte ad un uso prolungato senza che mi si fonda il cranio o mi si forino i timpani!! In proposito, cosa ne pensi a proposito della pericolosità delle onde sonore ed elettromagnetiche a determinate condizioni? (vicinanza eccessiva degli speaker al timpano- volume eccessivo). E' reale?
In definitiva vorrei spendere entro gli 80 euro, se possibile, se meno meglio!!
Cercando un po', ho trovato questi 2 modelli che mi sono sembrati un buon compromesso tra prezzo e qualità:

Sony MDR-XD200 - 30euro
Audio-Technica ATH-ES7 - 100 euro

Tu cosa mi consigli?
Qualcosa in particolare di Grado o Sennheiser, come dicevi?
Spero non averti annoiato con tutte queste domande!!

 2  Cuffie aperte e chiuse: dipende dalla forma del padiglione. Quelle chiuse sono le classiche cuffie da studio e hanno lo scopo di isolare dai rumori esterni, mediante un padiglione che ricopre completamente l'orecchio e anelli circumaurali di materiale morbido isolante. Cuffie aperte consentono di percepire anche i rumori esterni, attenuati per ovvi motivi di rapporti se ascoltiamo la musica, grazie ad anelli isolanti in materiale spugnoso.
Quelle semi aperte o semi chiuse sono la soluzione intermedia. Per la massima fedeltà si dovrebbero usare le chiuse ma in realtà in molti studi professionali si usano le semi aperte, più confortevoli. Il trasduttore è il componente che trasforma il segnale elettrico in un'onda di pressione sonora. Niente altro che un piccolo altoparlante nelle cuffie dinamiche, le più comuni.

Un modello unico come monitor per il piano elettrico e l'ascolto in esterni? Sono esigenze molto diverse e trovare un compromesso non è semplice. Per il piano servono cuffie di qualità, per l'esterno cuffie molto leggere e ben stabili sulle orecchie. Per l'esterno e per un lettore MP3 ti consiglierei cuffie con l'archetto posteriore o con auricolare dentro l'orecchio ma archetto per agganciarle all'orecchio, specifiche per lettori MP3, ma senza investire troppi euro.

Per l'altro uso investirei una somma maggiore, ma controlla prima le caratteristiche di uscita del tuo piano, per evitare il rischio di un livello troppo basso. Porta il libretto d'istruzioni dal negoziante, sperando che ci capisca qualcosa. Il modello Audiotechnica che citi sembra buono e ha buone recensioni. Il Sony invece sembra veramente un po' troppo economico come fattura e non pare essere progettato per un uso hi-fi ma per ascoltare da PC.

Danni all'apparato uditivo le cuffie non li producono se non superando "la soglia del dolore" che precede "la soglia del permanente danno uditivo". Se non si ascolta a volume tanto alto da farsi male da soli il pericolo non c'è, insomma. Questione si semplice buon senso, ma il senso dell'udito ci avverte comunque prima. Il danno lo provocano le onde sonore, non quelle elettromagnetiche. Chi non si fida è meglio che eviti anche telefoni e telefonini.

 3  Sono Francesco, il sassofonista di Belluno che ti scriveva per le cuffie alta fedeltà. Ti ringrazio per le utili informazioni che mi hai dato! A quanto dici è meglio prendere 2 cuffie differenti per piano e lettore portatile, piuttosto che una soluzione di compromesso. Ma cosa è determinante alla fine nella qualità del suono? L'ampiezza della risposta in frequenza, l'equilibrio fra frequenze alte e basse..?? Continuando a cercare in rete ho trovato qualcos'altro che sembra accettabile,
a prezzi accessibili, sono tutte chiuse però! Eccone alcune:

HPM1000 BEHRINGER, AKG K 55- cuffia AKG K-55,
SHURE SRH240, HPX4000 BEHRINGER, AKIYAMA - HJD9700,
PRODIPE PRO 600 DJ, AKG K518DJ, PRODIPE PRO 800,
HPX2000 BEHRINGER, HPS5000 BEHRINGER, Sennheiser HD 202.

Tu che ne dici?? Spendendo un po' di più le Audio-Technica ATH-ES7 mi sembrano invece le più interessanti!

 3  Non posso darti consigli su vari modelli di cuffie a confronto, sarebbe necessario prima ascoltarle o reperire recensioni attendibili. Il confronto tra modelli di cuffie, almeno ad un certo livello, peraltro non è una cosa semplice, dipende anche dall'"accoppiamento" con l'apparato uditivo e la forma della testa dell'ascoltatore, tanto che a suo tempo le riviste, per misurare le cuffie, usavano una testa artificiale con caratteristiche standard.
In questo campo ci si affida piuttosto al prestigio dei costruttori e alla loro necessità o meno di mantenere un buon nome. A questi livelli di prezzo penso che producano tutti in Cina o in Estremo Oriente, ma a fare la differenza c'è sempre il controllo qualità e il rispetto di tolleranze minime nella produzione.

Ad esempio Sennheiser è un produttore che mantiene una buona fama e per la cuffia da usare con il piano elettrico ti posso consigliare questa marca. Per la cuffia da usare in mobilità come ti dicevo il principale elemento che ti consiglio di guardare è la comodità, la facilità di indossarla e di tenerla ben ferma e aderente all'orecchio. Anche AudioTechnica è una marca ben quotata.
Infine per la questione chiuso / aperto sono stato forse troppo "didattico". La differenza in pratica è nella forma del padiglione. Può circondare completamente l'orecchio e allora il modello viene definito ora "chiuso" (anche se in realtà non isola totalmente dai rumori esterni) oppure appoggiarsi all'orecchio con padiglioni più piccoli e allora viene chiamata "aperta" o "semi-aperta". Possono fornire in entrambi i casi ottime prestazioni. Io personalmente trovo preferibile il secondo tipo, ma è essenzialmente un fatto di preferenze personali e uso comunque cuffie di entrambi i tipi.

Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà

 

Q

Claudio  B. - 21 ottobre 2009 (Recupero di un Thorens e di altri componenti anni '70)

 

Ho un Thorens TD-166 mkII. Purtroppo il più piccolo dei mie tre figli, mi ha svitato e rotto la parte finale del braccio. Ha svitato lo shell e poi ha tentanto di riavvitarlo e ha storto i connettori dello shell. Ti allego una foto del Thorens cosi ti rendi conto di cosa mi manca.

Volevo inoltre chiederti altri due consigli :
1) Ho recuperato da mio fratello il piatto Technics SL-D1 che è un direct drive e ho qualche problema con la regolazione dei giri (rallentano e aumentano); la causa è senz'altro il motore. Secondo te si può fare qualcosa ?
2) Il mio amplificatore (integrato) ONKYO A8130 ha il canale destro della sezione PHONO che non va. Per ovviare ho acquistato un pre-amplificatore phono Resound CVS909 (costo 36€) che ho collegato all' entrata AUX. Vorrei comunque tentare di riparare l'entrata phono. Cosa mi consigli ? Ne vale la pena ?
Ciao e grazie, Claudio.

Per saperne di più: Il ritorno al vinile

 

A

22 ottobre 2009

 

Se sei un bricoleur e ti  piace riparare le cose e recuperare oggetti elettronici apparentemente senza speranza, ti dico che ne vale senz'altro la pena. Non credo che sentirai molta musica, ma il divertimento e la soddisfazione del risultato solitamente ripaga tutto.
Se invece sei un pigro, come me, ti dico che proprio non ne vale la pena. Purtroppo siamo nell'era dell'usa e getta e l'acquisto di componenti anche molto migliori di quelli che vuoi recuperare, nuovi o usati su eBay, ti costerà anche molto meno.

Veniamo alle risposte.
Il tuo Thorens. Ti confermo che basta ricomprare lo shell. Se si sono piegati gli spinotti interni del braccetto puoi raddrizzarli con un po' di attenzione usando una pinzetta. Uno shell di un Thorens TD-160 e seguenti su Internet, con un po' di pazienza, lo troverai senz'altro e non costerà molto. Poi dovrai comprare una testina, ad esempio una Grado Black o simili.

L'amplificatore. Un pre-phono separato è una ottima soluzione, ma non un modello made in China (presumo) da 36 Euro. Ti consiglio i pre-phono della Nad o della Pro-Ject entry level che costano sicuramente meno della riparazione del phono interno (ammesso che si possa fare) e sono di gran lunga migliori di qualsiasi ingresso phono di qualsiasi integrato giapponese standard.

Il Technics DL-1. Non è un SL-1200. Era un discreto giradischi commerciale a trazione diretta. La trazione diretta è una tecnica che consente le prestazioni migliori, se realizzata al meglio, ma soccombe e di molto nelle realizzazioni più economiche. Se funzionasse bene direi di utilizzarlo, anche se credo che si trova di meglio, ora come ora. Ma ripararlo, ammesso che si trovino ancora i pezzi (ne dubito) davvero non ne vale la pena. Con quello che costerebbe ci si compra un giradischi Pro-Ject che, anche entry level, ha sicuramente prestazioni migliori di un DL-1 nuovo.

Sperando di non aver smorzato anzi di aver aumentato i tuoi entusiasmi nel vinile, ti saluto cordialmente.

Per saperne di più: La FAQ su stereofonia e alta fedeltà, Il blog su musica e tecnologia

 

Q

Valdo T. - 27 settembre 2009 (Ricerca di un brano di Eric Charden)

 

Cari amici,
sono uno studente di musica appassionato degli anni 60. Potreste aiutarmi a trovare gli accordi di "Tu sei tu" di Eric Charden?
Grazie per l'aiuto.
Valdo

 

A

2 ottobre 2009

 

La canzone si trova su YouTube al link qui sotto, quindi il testo in italiano è facilmente trascrivibile:
http://www.youtube.com/watch?v=mPsmRL_7QtE
Riguardo agli accordi non sono in grado di aiutarti. Come ricordato altre volte non li trattiamo sul sito perché è materiale sotto copyright degli editori. Ho guardato comunque un po' sui siti francesi (era una auto cover in italiano del cantante sentimentale noto per il suo brano "Il mondo è grigio, il mondo è blu") ma pare che purtroppo non ci sia nulla.

 

Q

Tonia Curcio - 3 agosto 2009 (Indie Mon Amour Festival)

 

L’Indie Mon Amour Festival 09, organizzato dall’associazione Cantiere Sonoro, giunge alla sua seconda edizione e si schiera a favore di una conoscenza più approfondita del circuito indipendente, augurandosi di offrire una valida occasione di aggregazione e condivisione all’insegna del sano divertimento e della buona musica. Dedica un’intensa giornata alla musica indipendente e alle realtà che le gravitano intorno.
Poiché non intende far mancare proprio nulla a chi varca i suoi cancelli, per ventiquattro ore trasformerà un parco pubblico in un piccolo pianeta alternativo, fatto di musica e vita, di passioni alternative e gioventù pulsante, dove chiunque può trovare la sua dimensione ideale. Provate per credere!
Concerti, mostre, mercatini, percorsi laterali ed esplosioni di amore, sono tutti lì ad aspettare per rendervi protagonisti di un’esperienza fuori dagli schemi.
Ospiti del festival: Playmobil from Chernobyl, (li caratterizza un andamento ipnotico dietro sonorità disco-funky-electro. Tanta ironia ed amore per il french touch, groove funky e filosofia rock and roll).
Gonzo 48K, editi da Pippola Music (le loro canzoni scorrono delicate, sanno bilanciarsi alla perfezione con arrangiamenti sospesi tra elettronica, spesso nostalgica degli anni ’80, e indie acustico delicato per raffinate serenate sintetiche).
Beatrice Antolini edita dalla Urtovox (psycho pop, new wave, psichedelia e suggestioni favolistiche. Un mosaico originale di accostamenti che unito all’eccellenza compositiva la rendono protagonista indiscussa del panorama indie).
Ad arricchire la cornice urban-green del parco troverete le mostre di giovani e talentuosi artisti emergenti, scoprirete la forza espressiva della sticker-art e molto altro.

Dove si tiene: Agropoli (Salerno), al Parco pubblico Via Taverne, il 7 agosto 2009.

 

 

A

3 agosto 2009

 

Ti ringrazio della segnalazione, si annuncia come un Festival interessante, con proposte alternative, coerenti con l'universo "indie".

Per saperne di più: Le majors e le indies

 

Q

Roberto Cilia - 20 luglio 2009 (Un libro originale sui Litfiba)

 
Innanzi tutto complimenti davvero per il vostro portale musicale.
Vi scrivo per informarvi dell'uscita di un nuovo libro fortemente ispirato alla Musica dei Litfiba di cui io sono l'autore e del quale potreste parlare sul vostro sito.
Il titolo del libro è “Rue Des Bardes e la prefazione è curata da Antonio Aiazzi, storico tastierista della band fin dagli anni 80'.
A mio avviso il libro è molto particolare: si tratta di un poemetto in rima in cui ogni capitolo ripercorre idealmente i temi e le atmosfere di uno dei dischi dei Litfiba, da Desaparecido ad Infinito.
E' un viaggio, un'avventura in bilico tra realtà e incubo, nel quale però emergono moltissimi dei luoghi comuni e dei temi cari alla band, passando per personaggi, luoghi, città molto familiari ad ogni fan dei Litfiba.
E' questo il mio modo per omaggiare una delle più grandi band italiane, riproponendo quelle atmosfere, quelle morali, quelle immagini ma questa volta su carta e attraverso la poesia.Vi scrivo per chiedervi di segnalare la notizia ed eventualmente ottenere una recensione del libro visto il vostro visitato portale d'informazione musicale: sono sicuro che i tanti fans dei Litfiba che visitano le vostre pagine saranno contenti della notizia.
A questo indirizzo si trova un mini-sito dedicato al libro: www.zerph.it/ruedesbardes.htm
A questo indirizzo c'è uno spot video del libro: http://www.youtube.com/watch?v=huyD01k3OwkQuesti sono invece alcuni dei siti (primo fra tutti IBS.it) nei quali è possibile acquistare il libro al prezzo di 10 euro.
http://www.ibs.it/code/9788895478715/cilia-roberto/rue-des-bardes.html
http://www.google.it
http://www.libreriauniversitaria.it/rue-des-bardes-cilia-roberto/libro/9788895478715
http://www.edizionimontag.com/shop/scheda.asp?id=189
Altre informazioni e materiale come la copertina, la quarta di copertina, ecc, sono presenti nel mini-sito che vi ho segnalato.
 
 

A

2 agosto 2009

 
Grazie della segnalazione, il libro promette di essere interessante e lo segnaliamo con piacere ai visitatori di Musica & Memoria.
 

Q

Marzio C. - 19 luglio 2009 (Confronti qualitativi tra CD e LP)

 

Non sono molto ferrato nella tecnica audio ma le differenze tra un CD e un LP quale è la definizione in campo musicale di un CD rispetto ad un LP, cioè si dice che un brano musicale per essere in alta Fedeltà deve avere almeno una banda di almeno 320kbs, pare che però non tutti i CD siano prodotti così; in parole semplici: CD definizione audio standard 320 Kbps? SACD/DVD Audio 540 Kbps? LP se equiparato quanti Kbps avrebbe? Grazie

Preciso anche che: per campionamento si intende la quantità dei bitrate con cui il normale CD audio è stato prodotto (mi riferisco ad un CD audio originale)
inserendo un CD audio in riproduzione il bitrate è di 1411
ho inserito un CD del 1981 e uno del 2009 entrambi sono a 1411
Se esistesse un metodo per testare un LP quanto sarebbe il suo ipotetico bitrate?

 

A

25 luglio 2009

 

Il bitrate medio che vedi su Windows dipende direttamente dalla frequenza di campionamento. Il campionamento digitale (PCM) è la tecnologia utilizzata. La frequenza è la scelta che viene fatta al momento della digitalizzazione, e dipende dal tipo di suono originale e dalla qualità che si vuole ottenere. Per la voce (telefonia) primo uso del PCM non serviva ovviamente una frequenza di campionamento molto alta. Per la musica in alta fedeltà le esigenze sono più stringenti e quindi ad inizio anni '80, quando è stato definito e proposto sul mercato il CD, è stata adottata la massima possibile con la potenza di calcolo dell'epoca, appunto 44.100 campioni al secondo.

Sono passati quasi 30 anni e la tecnologia consente oggi frequenze molto superiori, e quindi maggiore fedeltà; ad esempio in studio, per le registrazioni originali, si usa da tempo frequenza a 96 o 192KHz e parola a 24 bit anziché a 16 bit come nel CD. Lo stesso incremento di qualità si potrebbe avere anche nel supporto casalingo, ma il mercato si è mostrato del tutto disinteressato agli standard audio ad alta definizione (DVD-Audio e SACD) anche per errori di marketing dei produttori. Lo standard CD è rimasto quindi immutato dagli anni '80 (Red-book) ed è per questo che vedi sempre lo stesso bitrate in due CD di epoche diverse.

Fatta questa premessa passiamo alla risposta. L'LP è analogico e quindi non si applica ad esso alcun concetto tipo campionamento o bitrate. Il segnale viene registrato da analogico ad analogico e quindi non avrebbe alcuna alterazione o, se preferisci, compressione, se il sistema potesse essere perfetto. Ovviamente perfetto non è, e la differenza rispetto all'originale sarà data dalla presenza di un rumore di fondo, che diminuisce la dinamica ottenibile, dalla limitazione nella estensione in frequenza, dalla distorsione del segnale originale.

Quindi non si può testare né utilizzare questo parametro per fare un ipotetico confronto tra i due standard. La differenza risiede in altri elementi, per i quali ti rimando a quello che ho scritto nella FAQ su Stereofonia e Hifi (clicca qui)

Per saperne di più: Gli standard audio, Musica e tecnologia, Blog musica e tecnologia

 

Q

Graziano P. - 5 giugno 2009 (Aprire una radio libera)

 

Mi piacerebbe aprire una radio dove poter trasmettere tutta la musica del 900 che conosco, e non solo. Vi scrivo perche non ho la più pallida idea di come fare, anzitutto come ottenere una frequenza. magari datemi anche qualche consiglio di carattere tecnico ed economico. Io a parte un discreto numero di CD e vinili e un impianto hifi non ho altro pero già pensare che nel raggio di qualche Km da casa mia (Bergamo) chiunque possa ascoltare in auto o a casa dell'ottima musica slegata da qualsiasi schema di profitto discografico già mi entusiasma. Grazie dell'aiuto. Ciao. Graziano

 

A

7 giugno 2009

 

Le regole per aprire una radio sono molto più stringenti oggi rispetto agli anni '70, dopo la legge Mammì e la legge Gasparri, e soprattutto, sono solitamente rispettate. L'assegnazione delle frequenze è peraltro bloccata da tempo e quindi l'unico modo che rimane per aprire una radio è sostanzialmente comprarne una che già esiste o appoggiarsi ad essa.
Nella posta di Musica & Memoria (a questo link) puoi trovare una risposta un po' più articolata. Naturalmente molti meno problemi per aprire una web radio. Non voglio smorzare gli entusiasmi ma...

Per saperne di più: Le radio libere, La sezione del sito sulle radio

 

Q

Vivaldo V. - 22 maggio 2009 (Dubbi sulle cover dei Ribelli)

 

Salve, complimenti per il sito che spesso mi capita di consultare. Volevo segnalarvi un piccolo errore: la canzone So Much In Love (di cui fanno la cover I ribelli) non è dei Rolling Stones bensì dei Tymes, ma ascoltando "Un giorno se ne va" dei Ribelli, mi sono reso conto che non sono la stessa canzone. il mistero si infittisce. inoltre, sempre parlando de I Ribelli, "Hei Voi" non è una cover.

 

A

27 maggio 2009

 

Effettivamente "Un giorno se ne va" non è una cover, era indicata in alcuni elenchi di cover ma non è così. La canzone è censita nel sito della Discoteca di Stato (che ovviamente è attendibile) e gli autori risultano Gianni Sanjust e Carlo Savina. Gli stessi autori sono riportati sulla etichetta del 45 giri. Il link è: http://discografia.dds.it.
Riguardo a "Hei ...voi!" il brano, sempre sul sito della Discoteca di Stato, è accreditato ai soli autori: Gianni Dall'Aglio, Mariano Detto, Don Backy. Ma ascoltando la versione dei Them di questo R&B di Rosco Gordon, per esempio qui su YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=SZHLqo61Imk
si può notare subito che è si tratta praticamente di una fotocopia.
Casomai è la versione di Rosco Gordon che suona abbastanza diversa da quella dei Them (ma il testo è il medesimo). Però è certo che se un modello hanno avuto i Ribelli e i loro autori è il brano dei Them, pubblicato nel loro LP Angry Young Them, dell'anno precedente rispetto alla pubblicazione di Hei ... voi!

Per saperne di più: La discografia dei Ribelli,
Le cover dei Ribelli

 

Q

Marco L. - 5 maggio 2009 (Radio Nordsee International)

 

Sono un affezionato frequentatore del suo sito, che trovo preziosissimo. Mi permetto di inviare un documento abbastanza raro, si tratta di una pagina della rivista Ciao 2001 del 1970, in particolare credo che possa interessare un passo in cui Dario Salvatori parla di una radio pirata olandese, la RNI (Radio Nordsee International), che trasmetteva pop. Non mi sembra di averla trovata nel sito, quindi ho pensato di segnalargliela qualora volesse aggiungerla. La voce è sull'ultima colonna di destra, nella rubrica Lessico Pop & Underground. Se le dovessero servire, questi sono gli estremi per la citazione del passo: Dario Salvatori, Lessico Pop & Underground, "Ciao 2001", n. 36 (10 settembre) 1970, pag. 65.

 

A

10 maggio 2009

 

Grazie della segnalazione, che conferma la importanza anche fuori dai confini nazionali di queste prime radio libere. Riporto qui il testo della voce "RNI. Abbreviazione di Radio Nordsee International. Stazione radiofonica commerciale pirata che si occupa della diffusione della musica pop in Olanda. I programmi vengono diffusi sulle onde medie, corte e ultracorte. la trasmittente è installata su di una vecchia nave svizzera, e staziona al largo delle coste olandesi (fuori dalle acque territoriali, evidentemente; ndr)".

Per saperne di più: Le radio pirata (nella pagina anche il link a Ciao 2001)

 

Q

Giuseppe L. - 4 maggio 2009 (Una canzone di Yves Montand: La chansonnette)

 

Vi sarei infinitamente grato se poteste mandarmi notizie riguardo alla canzone "La chansonnette " cantata da Yves Montand e di cui non riesco a trovare traccia in nessun posto per ciò che concerne autori e traduzione appropriata.

 

A

10 maggio 2009

 

(Risposta a cura di Carla di Musica & Memoria)
Voilà la traduzione. E' un testo composto con molte strane assonanze tipo iti flonflon dududu che magari in gergo alludono a qualcosa e quindi cerco di darne un senso compiuto, quando riesco a trovarlo.

La, la, la, mine de rien        La la la, come niente fosse
La voilà qui revient             eccola di nuovo
La chansonnette                 la canzonetta
Elle avait disparu                era scomparsa
Le pavé de ma rue             sul cammino della mia strata
Etait tout bête                    erano una scemenza
Les refrains de Paris           i ritornelli di Parigi
Avaient pris l'maquis           avevano preso il nobile
Les forains, l'orphéon          gli ambulanti, l'orfeo
La chanson d'Macky             la canzone di Macky (Messer, il protagonista dell'Opera da tre soldi)
Mais on n'oublie jamais        ma non si puo' scordare
Le flonflon qui vous met       il motivetto che vi mette
Le cœur en fête                  il cuore in festa
Quand le vieux musicien       quando l'anziano musicante
Dans le quartier                   del quartiere
Vient revoir les anciens           va a rivedere i vecchi
Faire son métier                     che fanno il loro mestiere
Le public se souvient               il pubblico si ricorda
D'la chansonnette                   della canzonetta
Tiens, tiens                            guarda guarda

Les titis, les marquis               i ragazzi, i nobili
C'est parti, mon kiki                è partito il mio kiki
La chansonnette                     la canzonetta
A Presley fait du tort               fa torto a Presley
Car tous les transistors           perche' tutti i transistor
Soudain s'arrêtent                   si fermano di colpo
Sous le ciel de Paris                sotto il cielo di Parigi
Un accordéon                         una fisarmonica
Joue la chanson d'Macky         che suona Macky
Comme avant l'néon               davanti al   neon
Cueilli par un flonflon              colto in un motivetto
Un têtard en blouson               un ranocchio in giacchetta
D'un franc d'violette                con un franco di violetta
Va fleurir sa Bardot                spuntera' la sua Bardot
Car malgré son aigle              e malgrado la sua aquila
Au milieu du dos                    in mezzo alla schiena (un'aquila sul giubbotto di pelle da motociclista)
Le cœur est bon                     il cuore regge
Et sous ses cheveux gris         e sotto i capelli grigi
La chansonnette                     la canzonetta
Sourit!                                   sorride!

La, la, la, hauts les cœurs        la la la in alto i cuori
Avec moi tous en chœur          e con me tutti in coro
La chansonnette                     la canzonetta
Et passons la monnaie            e diamo la mancia
En garçon qui connait              al ragazzo che la sa
La chansonnette                     la canzonetta
Il a fait sa moisson                  ha fatto la raccolta
De refrains d'Paris                   di stornelli parigini
Les forains, l'orphéon              di ambulanti e di orfei
La chanson d'Macky                la canzone di Macky
Car on n'oublie jamais            non si scordera' mai
Le flonflon qui vous met          quel motivetto che ti mette
Le cœur en fête                     il cuore in festa
Il faut du temps, c'est vrai        ci si mette un bel po'
Pour séparer                          per separare
Le bon grain de l'ivraie            il grano dal loglio
Pour comparer                        e per paragonare
Mais on trouve un beau jour     ma un bel giorno si scopre
Sa chansonnette                     la propria canzonetta
D'amour!                                d'amore!

 

Q

Marino A. - 2 marzo (Cosa si può trovare dentro una canzone di Tom Waits)

 

Per favore mi fate sapere di cosa parla la canzone di Tom Waits Ol55 contenuta nel suo album Closing Time? Mi interessava non tanto la traduzione letterale ma proprio il senso della canzone.

Q1. 06/03/09
Il titolo è Ol' 55 ovvero "old '55", penso proprio si riferisca ad una vecchia macchina del 1955 a cui è affezionato, penso che Lady Luck sia il nomignolo che lui da' alla macchina, ed è descritta la sensazione di armonia che da' correre su queste highway a più corsie americane, dove i camion - trucks - e le macchine vanno ognuno per la sua corsia, - non so se ti è mai capitato di guidare in America - per di più in un momento di pace alla mattina molto presto.

A2. 09/03/09
Grazie per la risposta, ti chiedo un'ultima precisazione, leggendo la traduzione a questo indirizzo: link_removed.htm  ho avuto l'impressione che si trattasse di un argomento molto più serio e cioè di un dialogo tra un uomo che sta morendo e Dio. Il tragitto in autostrada e' una parodia dell'ultimo viaggio e quando dice  "I'm on my way home from your place", dato che Tom Waits e' credente, intende dire "dalla Terra alla casa del Signore" (infatti tra i credenti si usa dire di una persona morta che essa e' tornata alla casa del Signore). Per favore fammi sapere cosa ne pensi. 

Q2. 09/03/09
il bello di molte belle canzoni è che sono evocative, nel senso che evocano sensazioni diverse in diversi ascoltatori in base alle loro esperienze. Di questa canzone (c'è anche una nota versione degli Eagles con qualche variante nel testo) ho letto anche altre interpretazioni, oltre a quella che proponi tu, potrebbe descrivere proprio le macchine che viaggiano lente dietro a un funerale, secondo altri che citano testimonianze dello stesso Tom Waits è tratta invece da una sua piccola avventura notturna in soccorso di un amico rimasto senza benzina, alla guida di una macchina talmente vecchia che anche i camion la superavano.
A me come ti dicevo fa venire proprio in mente quelle grandi strade americane dove macchine e camion seguono ognuna la propria traiettoria, in un tempo che appare sospeso e in questo caso, a quanto pare, anche dopo la perdita di qualcuno o di qualcosa, una ferita che si sta rimarginando. La traduzione che citi mi sembra piuttosto libera. Per esempio "As I pulled away slowly, feelin' so holy," tradotto come "andare in Paradiso" mi pare una forzatura, a me da' più l'idea di "sentirsi in pace con tutto".

Il testo della canzone di Tom Waits Ol'55

My time went so quickly, I went lickety-splickly out to my old '55
Pulled away slowly, feeling so holy, God knows, I was feeling alive.

And now the sun's coming up, I'm riding with Lady Luck, freeway cars and trucks,
Stars beginning to fade, and I lead the parade
Just a-wishing I'd stayed a little longer,
Oh, Lord, that the feeling's getting stronger.

Now six in the morning, gave me no warning; I had to be on my way.
Lights passing and trucks a flashing,
I'm on my way home from your place.

And now the sun's coming up, I'm riding with Lady Luck, freeway cars and trucks.

Vedi anche: Le canzoni tradotte su Musica & Memoria.

 

Q

Maurizio M. - 27 febbraio (Alla ricerca dei bassi perduti)

 

(Quella che segue è una serie di domande e risposte scambiate con un appassionato di alta fedeltà, insoddisfatto del suo impianto, sulla carta apparentemente perfetto, le varie risposte fornite sono in colore verde)

Q1. 27/2/09 ("I bassi flebili")
B&W 803-D in versione black senza griglia frontale"Su Google cercavo un esperto HI-FI e ho trovato voi. Ho cominciato ad ascoltare musica molti anni fa iniziando con un piccolo impianto. Lo scorso Natale ho comprato un lettore Esoteric X.03, un pre e finale Audia 100, casse acustiche 803D B&W, cavi Audioquest. Quesito: ma perché questi benedetti bassi sono flebili? Fenomeno riscontrato negli impianti precedenti e in quello attuale. Io ottengo una brillantezza e chiarezza nei medio-alti, e debbo sforzare le orecchie per sentire i bassi! Io sono arrivato al punto di ascoltare i CD nell'impianto che adopero per l'home cinema in quanto trovo la musica finalmente coinvolgente. Il mio venditore HI-FI sostiene che la colpa è da attribuirsi ai CD mal registrati, io invece non sono d'accordo, pertanto penso di inserire nel mio impianto stereo un subwoofer attivo del tipo chiuso per un basso più secco e pulito. Voi che ne pensate? Io non ascolto Rock, non mi piace la musica che produce casino, preferisco ritmi moderati e Blues. Circa il Sub attendo vs. indicazioni, però non voglio spendere più di 500euro!Nel ringraziarvi anticipatamente ed in attesa di vs. notizie gradite"

A1. 28/02/09
Maurizio: non riesco a credere alle mie orecchie. Con un impianto veramente di alta classe come il tuo hai problemi a sentire dei bassi soddisfacenti? E ancora più incredibile il tuo venditore che ha il coraggio di dare la colpa ai CD! Il subwoofer da 500 € è comunque l'ultima delle ultime cose che devi fare. Su un impianto così sarebbe un sacrilegio...
Facciamo un po' d'ordine prima di tutto: quali CD stai usando come test dell'impianto? Lo dico solo per sicurezza, penso che sia scontato, devono essere dei CD originali, registrazioni recenti, non derivati da MP3, di musica acustica. Per esempio parlando di blues Unplugged di Eric Clapton o ancora meglio un qualsiasi disco di Cassandra Wilson (sono tutti registrati molto bene) o qualsiasi altra incisione jazz o fusion recente.
Non blues degli anni '30 o '40 per intendersi, valore documentario innegabile ma registrazione non Hi-Fi (quindi non possono testare un impianto Hi-Fi). Comunque se il lettore è il modello X-03 (complimenti) è in grado di leggere anche SACD e davvero qui problemi di registrazione non possono esserci.
Seconda verifica banale e probabilmente superflua, ma non si sa mai. Passiamo alla connessione delle casse: hanno quattro spinotti che devono essere ponticellati tra loro; se sono scollegati gli spinotti della parte bassi hai esattamente un effetto di bassi quasi inesistenti. Per spiegarmi meglio - spero di non offenderti perché lo sai già - il cavo di segnale deve arrivare a due qualsiasi dei 4 spinotti dietro alle casse, ma questi devono essere collegati agli altri 2. Controlla comunque le istruzioni delle casse, c'è spiegato tutto.
Altro possibile problema banale è la connessione tra pre e finale. I cavi di alta qualità sono delicati. Prova a sostituire i cavi Audioquest (se non ho inteso male) con un qualsiasi cavo pin jack che trovi per casa (ad esempio quelli che danno assieme ai lettori DVD o CD economici) e vedi se le cose vanno a posto.
Se dopo questi test per esclusione non è cambiato nulla sui bassi rimarrebbe soltanto da verificare, per i malfunzionamenti macroscopici, il finale. Se un finale non funziona però non funziona del tutto, o comunque parte uno dei due canali. Comunque se hai per esempio ancora l'amplificatore del tuo impianto precedente prova a sostituirlo alla coppia Audia e vedi se cambia qualcosa.

Bassi ancora "flebili" dopo queste verifiche? Nessun macroscopico problema di configurazione? A questo punto dovrei farti qualche domanda sulle tue aspettative in termini di "bassi" in musica, sulle tue esperienze di ascolto nella musica dal vivo, sulla disposizione dell'impianto nella stanza. Ma ne parliamo magari dopo queste verifiche preliminari che ti ho suggerito. Spero di esserti stato utile.

Q2. 02/03/09 ("I bassi maledetti")
Innanzi tutto grazie per avermi risposto (non ci speravo); debbo venirne a capo di questa faccenda perché mi sono stancato di acquistare HIFI spendendo un sacco di soldi e non ottenendo quello che io desidero e cioè un bel basso pieno e secco che mi fa tremare la cassa toracica! Ecco, questo benedetto impianto, sulla carta, dovrebbe darmene di soddisfazioni. Infatti mi sono orientato sulla buona qualità per porre fine al mio desiderio. A Natale ho fatto uno sforzo economico non indifferente perché ho voluto tagliare le corna al toro. Un impianto di questa portata, cioè sostanzioso, questa volta mi soddisferà "mi sono detto", invece no! Ma passiamo a Cassandra Wilson (ho 2 CD), il suo bassista usa il "contrabbasso" e lo suona OK, le note per la verità sono abbastanza presenti ma per me non lo sono "abbastanza". No, non compro vecchie incisioni di blues o altra musica perché in effetti non si possono ascoltare, sono registrati da schifo e il mio impianto proprio qui non c'èntra! Infatti tutte queste cattive incisioni le ho messi in pensione da anni. Compro CD che vanno dagli anni 96/97 in poi. Ieri ho controllato i cavi di potenza e i ponticelli (in dotazione alla B&W) e sono regolarmente posizionati. Canale destro e sinistro pompano bene, infatti è sufficiente mettere le dita nei coni dei bassi per capire che le frequenze arrivano. Non mi resta che acquistare i cavi da computer (quelli che mi hai suggerito) e sostituirli agli Audioquest, pre-finale. La posizione dell'impianto è molto soddisfacente. Esso è posizionato nel salone (5 x 8m) e ci sono tappeti, quadri, divani, mobili, tende e parquet, meglio di così! Ti farò sapere. 

A2. 03/03/09
Da quello che scrivi dubito che il problema sia di configurazione o di interfacciamento, fatta salva l'ultima verifica della connessione tra pre e finale (che però di solito è on-off). Penso sia un problema di aspettative e di "estetica del suono".
L'elemento più caratterizzante del tuo impianto sono le casse. Gli altri componenti sono sicuramente molto trasparenti, nel senso che non aggiungono nulla o quasi al suono, e che non vedo proprio come un diverso lettore CD possa esprimere "più bassi" dell'Esoteric. Il finale Audia Flight 100 non ha nessun problema (non ne avrebbe neanche il 50) a sonorizzare la tua sala, pur se molto assorbente, con le 803-D (che sono di media efficienza).
Le B&W sono tipiche casse "monitor" in senso moderno, usate negli studi di registrazione di musica classica, con bassi profondi ma che alcuni giudicano "non emozionanti" nel senso che ti accorgi che ci sono tutti ponendovi attenzione ma che non ti fanno saltare quando entri nella stanza. Io ad esempio ascolto da anni con delle Kef, tecnologia molto diversa ma impostazione sonora simile e, a mio parere corretta, ma secondo il mio gusto alla bisogna sono anche in grado di un forte impatto se mi va di ascoltare del rock pesante.
L'impatto di un sistema ad alta efficienza però non l'avranno mai, qui non parliamo tanto di estensione, quanto di volume d'aria spostato sui medio bassi e quindi di "presenza fisica" dei bassi nella stanza. Sistemi che riproducono quindi bene non tanto la musica dal vivo, prodotta da uno strumento acustico, ma la musica di un concerto rock o di un cinema o di un teatro; perché le casse hanno tecnologia simile, woofer con cono grande e reflex generoso, alta efficienza, medi e acuti a tromba. Minore precisione, qualche s sibilante dalla soprano (o dalla Cassandra) di turno, difficile apprezzare qualche passaggio volante dell'assolo di violino, ricostruzione scenica più approssimativa, ma impatto fuori discussione.
Se già non l'hai fatto prova ad ascoltare in qualche negozio gli ultimi modelli Klipsch o le italiane Zingali o le Tannoy classiche e poi fammi sapere se la mia ipotesi ha qualche fondamento.
Solo un paio di cose ancora:
- tra i dischi della Wilson hai Blue Light Till Down? Prova a mettere Black Crow, dove c'è una specie di tamburo che emette veramente in basso e fammi sapere (io lo uso come disco test)
- hai provato a comprare qualche SACD impegnativo come musica? a parte le polemiche su questo standard per suonare suona bene e qualche differenza sulla resa dei bassi si può anche sentire
Un saluto e fammi sapere gli sviluppi.

Q3. 04/03/09 
L'amplificatore è il Flight 100 in classe A sia il pre che il finale e, aumentando il volume di ascolto, entrambi lavorano sempre sulla stessa classe ma penso che questo tu lo sappia già. Quando il venditore mi ha montato l'impianto lo ha pure messo in fase. Debbo dire che è stato scrupoloso. Circa la configurazione o l'interfacciamento, non ti so dire niente perché non sono pratico. Oggi ho comprato 2 CD. Si tratta di "Maestro" di Taj Mahal; il primo brano si è dimostrato interessante perché il basso è abbastanza presente e ciò rende appetibile la musica (fossero tutti così i CD!) I brani seguenti, in termini di bassi, non dicono molto. Il secondo CD si intitola "Saturation" ed è dei Walk Away. Questo CD l'ho comprato perché ha anch'esso il primo brano interessante con un basso molto gradevole all'udito. Poi ho riascoltato Cassandra in "Traveling miles" il cui contrabbasso nel primo brano è abbastanza presente e veloce. L'altro CD della Cassandra è "Glamoured" quindi non possiedo quello che hai tu di conseguenza non posso fare il test. Tirando le somme, io direi che il mio venditore non è che abbia tutti i torti nell'affermare che l'incisione è altrettanto determinante. Se poi le B&W non danno strutturalmente un certo impatto sulle basse frequenze, o meglio si comportano in un certo modo che a me non piace, il discorso cambia. La storia dell'alta fedeltà in questa città te la posso così sintetizzare: venditori ciarlatani parecchi, soltanto un paio si sono salvati perché ritiravano pezzi dal valore intrinseco, però hanno chiuso da diversi anni. La cosa che però mi colpiva quando andavo ad ascoltare musica da loro era il suono pulito ma carente di bassi, cioè anch'esso pulito, senza impatto sia con impianti piccoli che con i grossi. Perciò per me è storia vecchia. Io vorrei ascoltare il basso con un impatto concreto, così come si comportano medi e alti. La maggior parte dei miei CD sono quasi inascoltabili perché quando determinati strumenti (chitarre, sassofoni, trombe ecc..) alzano i toni c'è da scappare prima ancora di finire al manicomio o sordi! Non essendoci più i venditori di HIFI di una volta, è difficile ascoltare altre casse acustiche come quelle che hai menzionato, di conseguenza non è possibile fare comparazioni. Sono stato dal mio venditore: domenica pomeriggio vuole provare dei cavi eliminando i ponticelli, per vedere se riesce a far diventare più nerboruti i bassi, se non ho capito male doppi cavi. Però mi pare di capire che per te tutto ciò conta relativamente all'infuori di 2 ottimi diffusori o per meglio dire 2 diffusori che piacciono, che riescano ad avvicinarsi alla musica dal vivo ascoltata.

A3. 06/0/09
Non è tanto l'incisione ad essere determinante quanto la musica .... se i bassi d'impatto non ce li metti non ce li trovi neanche, ad esempio una cover di Eva Cassidy per voce e chitarra acustica sicuramente si ascolta meglio su un impianto a gamma intera, con buoni bassi, ma più di tanto non si scende per forza, anche il contrabbasso che tu citi non è che abbia poi questo grande impatto, l'hai mai ascoltato dal vivo, non amplificato? Assieme alla batteria si perde, a meno che il batterista suoni al volume giusto, usando le spazzole come si fa nel trio jazz, per questo dagli anni '60 è stato sostituito progressivamente dal basso elettrico. Le incisioni ormai sono abbastanza standardizzate, è ben raro trovare un disco moderno registrato male in modo così clamoroso.
Non so in quale città vivi ma non è che sia poi fondamentale, i negozianti dopo la contrazione del mercato devono forzatamente concentrarsi su pochi marchi e li scelgono più in base al distributore e ai crediti e ai margini che da' più che alla qualità, d'altra parte ci saranno 100 marche di amplificatori e 500 di casse e quindi ... da anni vanno di moda i mini diffusori, anche perché hanno un elevato fattore WAF - sarebbe il wife acceptance factor, che è determinante - o al massimo le mini tower, che hanno tutta quell'estetica sonora apprezzata dal tipico appassionato di hi-fi di mezza età - complesso di musica da camera, virtuosismi di voce e chitarra acustica e simili, vedi i classici dischi audiophile per appassionati di Sara K o Ana Caram.
Senza puntare ad un modello ben preciso chiedi semplicemente di ascoltare qualche cassa ad alta efficienza - sono sicuro che qualcuna ne avranno - e poi dimmi se sei sulle tracce di quello che cerchi.
Ultima cosa, il venditore ti vuole proporre la biamplificazione, altri soldi per i cavi e forse anche per un altro finale, lascia perdere, se vuoi un consiglio, può anche migliorare qualcosa ma sono sfumature, le tue casse e i tuoi finali devono suonare bene, molto bene, anche così come sono configurati.

Q4. 11/03/09 ("Conosci le WLM?)
WLM Gran Viola SignatureDomenica pomeriggio con il negoziante abbiamo fatto un sacco di prove. I multicavi che ha portato, nonostante l'elevata qualità, hanno dato comunque esito negativo. Abbiamo proceduto per esclusione. In alcuni casi abbiamo notato maggiore raffinatezza del suono ma nulla di più rispetto ai miei cavi. Quindi bassi tel quel. Enzo ha escluso pure tutta l'elettronica. Ad un certo punto, sul pensieroso, il negoziante si è detto: "ma non facciamo che l'ampiezza del salone divora i bassi"?? Quest'ultimo è largo 5m, lungo 8m, alto 3,10m e tutto arredato. Al negozio lui possiede 2 sale d'ascolto: la prima è una 4x5 la seconda una 4x3,50. Ora, nella prima stanza, la resa delle 803D risulta piena ma diversa rispetto all'ampiezza del mio salone, ciò potrebbe giustificare quello che manca!! Allora il negoziante ha proposto le casse acustiche austriache WLM e provarle a casa mia. Siccome lui le ha sentite, mi ha fatto presente che i bassi sono molto più potenti delle 803D B&W e, probabilmente potrebbero risolvere il mio problema. Io non le conosco. Tu le conosci?
In tutta sincerità, io sto perdendo, anzi ho perso molto entusiasmo. La musica deve produrre gioia, scuotimento, euforia! Se non ti procura tutte queste sensazioni che senso ha avere un impianto come quello che ho io?
Se queste WLM dovessero dare pure esito negativo, il negoziante non avrebbe altre alternative come casse grosse. Lui tratta è vero le 802, le 801 e le 800 B&W, però non me le ha proposte sia per il costo elevato ed anche per una considerazione che abbiamo tratto entrambi alla fine delle prove e cioè: le B&W non sembrerebbero casse acustiche adatte al tipo di musica che ascolto!! Abbiamo concluso che mi piace l'ascolto "tipo live". Ecco cosa è emerso!

A4. 11/03/09
Non conosco le WLM ma da quello che vedo
nel loro sito sono proprio un esempio di moderne casse ad alta efficienza, quello che ti consigliavo di provare. La tua sala per quanto grande e ben assorbente non è in grado di mettere in crisi un amplificatore potente e di classe come il tuo e una coppia di diffusori comunque non a bassa efficienza come le 803D. E' proprio una questione del tipo di emozione che si ricerca nella musica e, indipendentemente dalla qualità intrinseca dei prodotti, soprattutto nel campo delle casse si possono ancora apprezzare differenze di impostazione sonora. Quindi anche io ti consiglio di provare queste casse nel tuo ambiente reale, visto che ne hai la possibilità, e di fare un confronto che a questo punto sarà il più significativo possibile.
Ovviamente fate attenzione al posizionamento, penso che indicazioni abbastanza precise siano già allegate con i diffusori, ma da quello che ho visto sono di impostazione tradizionale (immagino che state pensando ai modelli tower) con altoparlanti frontali.
In bocca al lupo per la tua ricerca del suono ideale.

(Per approfondimenti: FAQ Stereofonia e alta fedeltà)

 

Q

Patrizia P. - 24 febbraio (La fortuna di Fortuna)

 

Ho ricordo di una bellissima base musicale, ovvero di un disco di sola musica dal titolo FORTUNA. Non ricordo l'autore potete aiutarmi. Dove posso acquistarlo?

 

A

22 febbraio 2009

 

Fortuna era il titolo dato in Italia a un brano solo strumentale dei Procol Harum, il cui titolo originale era Repent Walpurgis. Era il brano che chiudeva il loro album a loro nome del 1967. Era il retro di un 45 giri pubblicato nel 1968 per il mercato italiano dal gruppo inglese; il lato A era "Il tuo diamante" (da Shine On Brightly). Il titolo italiano è dovuto al paroliere Dossena, ed è l'unico intervento che ha fatto, dato che si trattava di un brano strumentale. E' stato spesso rimproverato di essersi appropriato in questo modo dei diritti d'autore senza fatica. Ma forse è anche grazie a questo titolo così facilmente memorizzabile che il brano è diventato il preferito tra i gruppi italiani con organo Hammond o piano elettrico, i Procol Harum celebri e il progressive, pochi anni dopo, così popolare.
Puoi ascoltare il brano Repent Walpurgis a questo link: www.youtube.com/watch?v=wQC7Kk4WOPU.

Il disco Procol Harum del '67 è stato ristampato più volte su CD e quindi è facilmente reperibile, su Internet (Amazon) sicuramente ma anche nelle discoteche eventualmente ordinandolo. Qui di seguito la copertina per riconoscerlo agevolmente.

 

Q

Gabriella A. - 15 febbraio (Dove trovare i CD de I Bisonti)

 

Cerco un CD con le più belle canzoni dei Bisonti. Grazie

 

A

22 febbraio 2009

 

Negli anni '60 i Bisonti hanno pubblicato tre LP, mai ripubblicati su CD (vedi la discografia). Negli ultimi anni sono state pubblicate su CD alcune antologie contenenti le canzoni dei Bisonti. Del '92 è "La carica dei Bisonti", contiene le canzoni storiche e altre mai pubblicate all'epoca (come la ormai nota versione del La casa del sole, erroneamente attribuita ai Bisonti in occasione del lancio (2008) dell'album Beat Regeneration dei Pooh) in nuovi arrangiamenti, eseguiti per l'occasione. Il CD è fuori catalogo e si può trovare solo usato o nei negozi specializzati o attraverso il canale eBay. Le antologie disponibili sono "Il meglio dei Bisonti" (1997), "I successi dei Bisonti" (2003?) e "La casa del sole" (2008). Non abbiamo le scalette dei vari CD, ma contengono sicuramente i principali successi del gruppo milanese (in tutto avevano pubblicato 23 canzoni su disco negli anni '60), assieme ad altre cover successive di classici brani anni '60 o anni '70.
Le antologie si possono trovare su Amazon versione inglese (www.amazon.co.uk) e tedesca (www.amazon.de) a prezzi standard.
Diversi brani dei Bisonti sono disponibili anche su iTunes e quindi acquistabili e scaricabili immediatamente.

 

Q

Franco A. - 11 febbraio (Una canzone di Chico Buarque)

 

Salve, mi farebbe piacere conoscere il testo di un brano musicale di Chico Buarque de Hollanda, Joao e Maria.

 

A

19 febbraio 2009

 

Ecco il testo.

Agora, eu era o herói
E o meu cavalo só falava inglês
A noiva do cowboy
Era você, além das outras três
Eu enfrentava os batalhões
Os alemães e seus canhões
Guardava o meu bodoque
E ensaiava um rock
Para as matinês

Agora, eu era o rei
Era o Bedel e era também juiz
E pela minha lei
A gente era obrigado a ser feliz
E você era a princesa
Que eu fiz coroar
E era tão linda de se admirar
Que andava nua pelo meu país

Não, não fuja, não
Finja que agora eu era o seu brinquedo
Eu era o seu pião
O seu bicho preferido
Sim, me dê a mão
A gente agora já não tinha medo
No tempo da maldade
Acho que a gente nem tinha nascido

Agora, era fatal
Que o faz-de-conta terminasse assim
Pra lá deste quintal
Era uma noite que não tem mais fim
Pois você sumiu no mundo sem me avisar
E, agora, eu era um louco a perguntar
O que é que a vida vai fazer de mim

A questo link puoi anche sentire la canzone: http://www.youtube.com

 

Q

Giuseppe P. - 7 febbraio (Chi si ricorda dei Quick?)

 

1. Ho ascoltato durante una trasmissione radiofonica condotta da Carlo Massarini (mi sembra "Popoff") un brano dei "Quic" di cui non ricordo il nome, ma ho acquistato il disco con molta difficoltà negli anni '80, che ora è stato smarrito. Mi sapreste dire il nome forse dell'unico album di questo gruppo di genere pop melodico?
2. Vorrei poter ascoltare qualche brano o conoscere i nomi dei brani del disco che sono se non ricordo male 4 o 5.

 

A

12 febbraio 2009

 

1. Quic? Sei sicuro del nome? Non risulta alcun gruppo con questo nome. Forse sono i Quick, un gruppo minore USA degli anni '70.
Questo è un  link con notizie del loro unico disco Mondo Deco del '76 (la data è compatibile, Popoff è stata in onda fino al '76): http://www.allmusic.com/cg/amg.dll?p=amg&sql=10:hxfqxqy5ld0e e questa è la copertina.

2. l'ascolto non è disponibile nè su AllMusic nè su iTunes; l'unica opzione che hai è comprare su Amazon, dove però è disponibile solo un altro disco, Untold Rock Stories (dovrebbe trattarsi di una antologia posteriore).

 

Q

Gabriele G. - 26 gennaio (Quotazioni e periodi per i dischi beat)

 

Mi chiamo Gabriele e sono un giovane collezionista di dischi. Mi piacerebbe conoscere il valore (le quotazioni) dei miei dischi sul mercato, come faccio a saperle? Inoltre, il beat in Italia quando inizia e quando finisce per dar spazio poi al rock progressivo?

 

A

27 gennaio 2009

 

Per le quotazioni si può fare riferimento alle riviste specializzate, per esempio Raro! (www.raro.it). Non ci occupiamo del mercato collezionistico (è un campo molto specializzato) ma per chi è di Roma o può raggiungere la capitale  punti di riferimento per gli appassionati di collezionismo di vinile sono i negozi Pink Moon (vicino a Piazzale della Radio) e Elastic Rock (via dei Quattro Venti).
Per la questione dell periodo, tra il beat e il prog secondo me è passato un po' di tempo, anche se alcuni vedono in "Senza orario senza bandiera" dei New Trolls un ponte ideale tra i due generi. Ma è proprio il beat che è di non facile definizione.
Comunque azzardo '65-'67 per il beat e dal '67 in poi l'arrivo della psichedelia, antesignana del progressive.

 

Q

Ferruccio C. - 19 gennaio (La registrazione stereofonica)

 

Mi pare di sapere che una traccia audio stereofonica è composta combinando in modo matematico delle sottotracce componenti, ma non conosco esattamente come. Potreste gentilmente indirizzarmi a degli articoli tali tecniche?
La mia domanda si riferisce alla tecnica utilizzata proprio per la registrazione, mi sembra di aver letto che i segnali provenienti dai due microfoni, L e R, vengono opportunamente combinati proprio in fase di registrazione: come vengono combinati i due segnali sul supporto di registrazione?

 

A

28 gennaio 2009

 

Si possono fare delle registrazioni stereofoniche usando semplicemente due microfoni e un registratore consumer, senza alcun processore di segnale; quello che il microfono rileva finisce su una traccia del nastro; e il risultato è l'effetto stereofonico.
In studio si usano mixer a più canali per miscelare più microfoni di ripresa sullo stesso canale, catturando ad esempio anche il suono riflesso dalle pareti; questo è il caso, ad esempio, delle riprese di grandi orchestre di musica classica; questa complessa operazione di bilanciamento tra più microfoni (oltre che di loro opportuno orientamento, riflettori e assorbitori di suono nella sala, separazione canali e bilanciamento del segnale tra i due canali ecc.) è appunto il lavoro dell'ingegnere del suono. Che può avvalersi anche di analizzatori del suono per verificare la risposta in frequenza dell'ambiente e provvedere eventualmente a correggerla con equalizzatori. Anche se da diversi anni, almeno per piccoli gruppi, si è consolidata un'altra tendenza, che è appunto l'utilizzo di soli due microfoni accoppiati tra loro, con il minimo possibile di elaborazione (suono diretto o "direct to disc").
Ancora diverso, ma riconducibile allo stesso sistema di produzione, è il caso delle registrazioni in studio, con miscelazione di tracce provenienti da session men registrate in tempi diversi, suoni generati e non prodotti da strumenti ecc.
In ogni caso si parla sempre di miscelazione di segnali sonori e di loro eventuale elaborazione (effetti come riverbero ed eco, tagli di banda, ecc.). Ovviamente ora si fanno tutte queste operazioni nel dominio digitale, cioè tra il microfono e il mixer c'è un decoder A/D.

 

Q

Emidio De A. - 30 dicembre 2008 (Altra interpretazione per "Prospettiva Nevskj" di Battiato)

 
Mi sono imbattuto quasi per caso nel Suo sito, cercando una versione commentata di Prospettiva Nevskj di Franco Battiato, e mi devo complimentare con Lei per le argomentazioni critiche relative a questa splendida canzone del 1980. Solo su un punto ho qualche piccola riserva, benché quanto Lei suggerisca ha senz'altro un fondamento: si tratta dei versi conclusivi della canzone, il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire : è indubbiamente suggestiva la Sua idea di riconoscere in Gurdjieff questo personaggio, ma, forse, Battiato introduce in questi versi finali di Prospettiva Nevskj un problema più generale. La mia idea è questa: il maestro che insegna la difficoltà nello scorgere l'alba dentro l'imbrunire potrebbe configurarsi come una metafora alludente alla crisi di fiducia verso il pensiero marxista-leninista vissuta dai giovani trenta-quarantenni di allora (che avevano fatto il Sessantotto). Ciò che era stato additato come il "Sole dell'avvenire" aveva mostrato – in quegli anni etichettati, più o meno ingiustamente, con il termine di 'riflusso' – più di una crepa (dall'invasione della Cecoslovacchia nel 1968, e prima ancora dell'Ungheria, alla sciagurata decisione brezneviana di invadere l'Afghanistan): quel Sole dell'avvenire, in definitiva, non insegnava più nulla a nessuna (anzi era diventato l'imbrunire), e per questo era difficile sperare in una nuova alba. Sarei contento di conoscere il Suo parere! Non è escluso che le due interpretazioni possano coesistere: proprio perché il "verbo marxista" stava tramontando pressoché definitivamente, poteva rivelarsi salutare studiare forme di pensiero iniziatiche come le teorie di Gurdjieff. In ogni caso, Prospettiva Nevskj è una canzone di straordinario valore, frutto dell'ispirazione geniale di uno dei grandi della nostra musica.
 

A

1 gennaio 2009

 

E' una interpretazione interessante, e certo Battiato non ha mai mancato di seguire percorsi originali e non allineati ai tempi (la canzone è degli anni '80). Battiato non è certo un "sessantottino" ma la sua attenzione a tutto quello che accade intorno è sempre stata massima e quindi può aver avuto interesse anche a questi aspetti.
L'azione narrata nel brano si riferisce però a un periodo nel quale il "marxismo applicato" (il marxismo-leninismo) stava iniziando la sua fase ascendente, quindi non mi pare di scorgere una metafora allineata ai tempi. Né un maestro che possa essere ricondotto ai personaggi che si muovevano per Leningrado in quel tempo.
Comunque, trattandosi di Battiato, ogni interpretazione è lecita, e la ricchezza delle sue canzoni è proprio quella di poter suscitare suggestioni, anche soggettive, negli ascoltatori.

(Per approfondimenti: Il mondo di Franco Battiato, Il commento a Prospettiva Nevkj)

 

Q

Oliviero G. - 16 dicembre 2008 (Famous Blue Raincoat)

 

Per prima cosa complimenti per il sito. Da tempo ho una curiosità che non trova risposta su internet. Si tratta di una vecchia canzone di Leonard Cohen "Famous Blue Raincoat" (Famoso impermeabile blu) tradotta e adattata di recente da Ornella vanoni, e data come unica cover italiana del famoso brano.
Ricordo che agli inizi degli anni 70 era famosa una traduzione del suddetto brano, purtroppo non ricordo l'autore, e anche sul titolo ho qualche dubbio, ma penso fosse proprio (Famoso impermeabile blu).
Quel che ricordo molto bene erano le parole, che sono molto simili alla traduzione letteraria (almeno il concetto è quello).
"Le quattro di notte, Gennaio è vicino, ti scrivo cosi per sapere se vivi. Di fuori fa freddo ma il freddo mi piaca, la neve che scende mi parla di pace. Qualcuno mi ha detto che hai costruito, la tua piccola casa in pietra e granito. ... etc (non voglio annoiarvi oltre).
Non ho trovato traccia di questo brano ne come audio ne come testo.
Vista la bellissima raccolta di cover che avete e l'interesse per la musica ho pensato di contattarvi, per sentire se ne sapete qualcosa o se qualche "patito" che frequenta il sito conosce il brano.

 

A

17 dicembre 2008

 

Ma la canzone c'è nel sito! La puoi leggere tradotta qui; credo anche che sia una discreta traduzione perché a suo tempo un visitatore dal Canada aveva corretto alcune inesattezze.
Grazie per i complimenti e ricorda che qualsiasi suggerimento è sempre il benvenuto.

(Per proseguire: Traduzioni di canzoni selezionate)

 

Q

Giorgio G. - 29 novembre 2008 (Diversa opinione su "La cura" di Battiato)

 

Un inno alla vita come film, colonna sonora compresa l'altro come presenza terapeutica, succedaneo di mamma e papà che tutto fanno,  tutto perdonano, tutto sopportano... penoso inno alla nevrosi narcisistica che impedisce di crescere e di diventare persona autonoma; uno dei tanti cattivi maestri che, cogliendo qui e là, chiamiamole ispirazioni, le trasforma, complice il sistema, in successo = ti do' ciò che vuoi + denaro un inno alla dipendenza a 360 °, altro da, p.es., Tenco, Brel.

 

A

30 novembre 2008

 

Tutti i pareri estetici sono rispettabili, e le cose che piacciono a qualcuno possono non piacere a qualcun altro; secondo me "La cura" è un
capolavoro di semplicità e di intensità, ma sicuramente ha diversi pian di lettura, questo è un altro punto di forza (come lo è di Battiato) e quindi, forse volutamente, ci sono dentro anche alcuni degli aspetti che sottolinei tu, come l'ansia di trovare maestri e profeti da seguire. Un aspetto del
mondo contemporaneo (e non solo) con il quale forse, anzi sicuramente, Battiato gioca, alimentandolo e poi smorzandolo con l'arma dell'ironia.
Non sono invece d'accordo (non lo sono mai) sulle letture dietrologiche (facile strada al successo ecc.), fosse così semplice avrebbero successo tutti. E il successo è il fine ultimo di tutti, anche di quelli che lo guardano con sufficienza e apparentemente lo considerano poco importante.
Tu citi Tenco, ma se vogliamo credere alla spiegazione che lui stesso ha dato al suo suicidio, la sua vicenda è proprio la prova più lampante di quello che ho appena scritto. Brel, Tenco, l'elenco potrebbe continuare, ognuno ha creato un suo percorso nel mondo della musica, a volte originale, a volte (anzi, quasi sempre) nel solco di altri, ma nessuno esclude nessun altro. Se siamo curiosi e non prevenuti possiamo seguire quanti percorsi vogliamo.

(Per approfondimenti: Il mondo di Franco Battiato)

 

Q

Fabio G. - 28 ottobre 2008 (Tutela delle opere d'ingegno)

 

Ho avuto modo di leggere i suoi interessanti articoli minuziosi, particolareggiati e chiari. Volevo chiederle un approfondimento per quanto riguarda la tutela della SIAE dell'opera e la cifra di 4000 CD necessari per ottenerla. La ringrazio anticipatamente e vivi complimenti per la dovizia di notizie esposte. Magari fossero tutti così precisi.......

 

A

3 novembre 2008

 

Grazie dell'apprezzamento, si cerca sempre di fare il meglio, e poi sono sempre fondamentali le osservazioni e le integrazioni dei visitatori del sito che periodicamente ci scrivono. La tutela dei diritti degli iscritti è il primo compito della SIAE e quindi dovrebbe essere scontata, anche se non ho dati sulla efficienza reale di questo ente semi-pubblico. Per quello che sfugge alla SIAE opera però un'altra organizzazione, la SCF (Società Consortile Fonografici), che ha come associati essenzialmente etichette discografiche (non so se tu sei interessato come autore o come editore). Vedi notizie sulla SCF su questa  pagina o sul nostro blog dedicato alla tecnologia e al mercato.
Riguardo al numero minimo di copie per iscriversi alla SIAE come casa discografica quello che citi è un dato del 2003, è possibile che nel frattempo sia cambiato qualcosa, anche perché esistono nel frattempo editori solo on-line, come OnClassical, per iscriversi alla SIAE non è comunque un vincolo, si possono anche registrare inediti. Ti consiglio quindi di rivolgerti direttamente a loro per un aggiornamento.

(Per approfondimenti: le leggi sul diritto d'autore)

 

Q

Francesco P. - 27 novembre 2008 (Autocostruzione di casse acustiche)

 

Ciao, ho letto con molto interesse l'articolo del tuo sito che tratta degli impianti hifi. Volevo farti una domanda,io sto pensando di costruire due diffusori da pavimento con degli altoparlanti RCF, volevo chiederti quale legno mi consiglieresti di usare per fabbricare i mobili e che amplificatore mi consiglieresti, premetto che né io né l'RCF sa darmi indicazioni ne in Watt ne in Db degli altoparlanti in mio possesso,gli unici dati che ho sono questi: 2 Woofer RCF 83111018 4 OHM DIAM. 20, 5 CM2 medi RCF AA-MRO24 8 OHM DIMENSIONI 13x13 CM2 tweeter RCF AA-TW092 8 OHM DIAM. 8 CM. Potresti darmi una mano?

 

A

30 novembre 2008

 

L'autocostruzione dei diffusori acustici è tutto un pianeta a parte, abitato da personaggi dediti al piacere dell'opera unica e artigianale, spesso
impegnati in tornei di autocostruttori; esistono mille modi diversi di ottenere risultati simili, nel campo dell'acustica applicata, e gli autocostruttori li sperimentano tutti, dal monovia alle casse nei più diversi materiali.
Poi ci sono gli autocostruttori che vorrebbero impegnarsi in questa difficile arte per risparmiare. Obiettivo velleitario e anche un po' auto assolutorio. In realtà lo fanno per divertirsi, e il risparmio è la scusa. E' vero che una persona che ha una discreta attrezzatura per trattare il legno e  una discreta pratica, seguendo un progetto semplice (il classico due vie bass-reflex o, ancora meglio, a sospensione pneumatica) può ottenere con uno sforzo ragionevole e bassi costi (bassi perché il suo lavoro è valutato zero) risultati anche buoni.
Ma con molta meno fatica potrà trovare casse già pronte, usate, ma anche nuove, della stessa qualità, o magari anche di qualità superiore, con costi molto simili.
Tutta questa premessa per dire che, se l'autocostruzione è prima un hobby e poi un mezzo, non ti possiamo dare un grande aiuto, e neanche troverai molto sul sito a cui rimandiamo normalmente per approfondimenti, ovvero TNT-Audio. Esistono però riviste e siti dedicati alla autocostruzione, ai quali è consigliabile rivolgersi.
Riguardo agli altoparlanti, l'unica cosa che posso dirti è che il vantaggio principale dell'autocostruzione è proprio quello di partire da woofer, tweeter o componenti larga banda di elevata qualità, che non si trovano facilmente nei diffusori anche di primarie marche. Non so di preciso di quali anni siano i componenti RCF che citi, ma non credo recenti (la RCF è passata di mano anni fa, ora è proprietà della società americana Mackie, sistemi professionali audio). Penso si possano trovare componenti di qualità molto più elevata, e penso anche che per un neofita sia meglio partire da un minidiffusore a due vie. Ma queste sono solo indicazioni di massima, per gli approfondimenti ti consiglio le riviste del settore, come Costruire Hi-Fi.

(Per approfondimenti: FAQ su Stereofonia e Hi-Fi)

 

Q

Paolo M. - 31 ottobre 2008 (Spartiti fuori catalogo)

 

Vorrei sapere se è possibile reperire in formato pdf gli spartiti. In particolare sono in cerca dello spartito di Repent Walpurgis (Fortuna) dei Procol Harum. Grazie

 

A

2 novembre 2008

 

Gli spartiti sono sottoposti a copyright e quindi non è possibile diffonderli via rete, se non da parte delle case editrici. Per spartiti degli anni '60 una possibile risorsa è il catalogo di Fandango Music ( http://www.fandangomusicshop.net/sheet_music/ ), che vende anche via Internet, e che ha anche una sezione di spartiti "storici". Ho però dato una occhiata, e quello che cerchi non c'è.
Un sito internazionale molto fornito è Sheet Music Plus ( http://www.sheetmusicplus.com/ ) ma anche qui vedo che dei Procol Harum c'è solo A Whiter Shade Of Pale. Ho guardato anche un sito specializzato sui PH, Beyond The Pale ( http://www.procolharum.com/note_paper.htm ) dove sono citati e reperibili diversi song books del gruppo di Booker e Reid ma, ancora una volta, Repent Walpurgis non c'è, come non è listata nelle trascrizioni per chitarra (tabs) in Fretplace( http://www.fretplay.com/tabs/p/procol_harum/ ), evidentemente è un brano notissimo in Italia, ma meno nel resto del mondo.
Siamo quindi probabilmente nella tipica situazione, comune anche per molti dischi beat, di musica sotto diritti di copia, ma fuori catalogo e non reperibile in alcun modo, se non con copia non autorizzata ... Un paradosso del sistema attuale di gestione del copyright. Puoi comunque provare a contattare il sito Beyond The Pale, è possibile che possano aiutarti nella ricerca.

Aggiiornamenti: Vedi la pagina Dove trovare gli spartiti musicali

 

Q

Paolo M. - 18 agosto 2008 (Trasferimento in digitale da nastri e cassette)

 

Mio padre nel 1973 all'età di 15 anni mi regalò il mio primo registratore a cassette, mentre in casa ne avevamo già uno a bobine comprato nel 1966. In quel periodo io registravo sul mio, mentre mio fratello maggiore continuava a registrare su quello a bobine. Nel 1989-90 mio fratello riuscì a recuperare un Geloso dal quale io potei riversare su cassetta molte voci e musiche di Per voi giovani a partire dal marzo '70 quando c'era ancora Renzo Arbore e via di seguito Giaccio, Fegiz, Massarini, Cascone, Richard Benson, Rocchi e altri; ho anche qualcosina di Hit parade di Luttazzi.
Sicuramente per mettere in rete queste registrazioni, in parte avvenute con microfono, in parte via cavo (comunque le mie registrazioni riversate da bobina sono necessariamente su microfono), bisognerebbe poterle trasferire su CD, ma io non ho gli strumenti adatti, quindi vorrei sapere come si fa. Aspetto altre notizie.

 

A

20 agosto 2008

 

Convertire in digitale cassette o bobine analogiche non è difficile, occorrono però un po' di tempo e alcuni componenti: 1) una piastra a cassette e/o un registratore a bobine in piena efficienza; 2) un PC dotato di una buona scheda audio; 3) un software di editing per correggere imperfezioni nell'audio e separare l'audio in sezioni.
Se manca uno di questi componenti esistono diverse alternative, ad esempio periferiche specializzate (es. Terratec, Creative) da collegare da un lato alla porta USB del computer e dall'altro al lettore con un cavo standard RCA (cosiddetto pin-jack). Schede audio e periferiche spesso hanno solo un ingresso (line-in) di tipo mini jack per cuffia e quindi occorre anche un cavo di collegamento RCA-mini jack, comunque di facile reperibilità. Le periferiche (di solito sono delle scatolette) sono solitamente dotate anche dell'apposito software di supporto.
Se manca il lettore di cassette esistono anche unità integrate (es. Ion) che includono anche la piastra, che è dotata di una uscita USB e si può quindi collegare direttamente al PC.

Sono tutti componenti realizzati in Cina o in estremo oriente, e quindi di costo contenuto, tra i 100 e i 150 €.
I modelli cambiano continuamente, quindi non vale la pena indicarne alcuni specifici. Conviene rivolgersi direttamente a negozi di informatica ben forniti.

Per il riversamento di bobine le cose sono un poco più complicate, perché un registratore per nastri da 1/4 di pollice è indispensabile, e si tratta di un componente ormai reperibile solo sul mercato dell'usato, e a prezzi non modici per unità correttamente funzionanti. I più diffusi erano i Revox e in particolare il modello B-77, ma esistevano anche modelli giapponesi (es. Technics, Teac, Pioneer) validi, e anche alcuni europei (Philips).

Il lettore di cassette o bobine deve essere in buone condizioni con testine pulite e allineate, per l'evidente motivo che solo in questo modo potranno essere estratte dai nastri tutte le informazioni.
Dopo la conversione su PC saranno presenti una serie di file audio (WAV) che possono poi essere trasferiti facilmente su CD per mezzo di un masterizzatore e dell'apposito software (solitamente Nero).
Nella successiva fase di editing su PC potranno essere corretti alcuni difetti originari dei nastri. Il principale è il rumore di fondo o "soffio" che può essere efficacemente eliminato con algoritmi disponibili in tutti i software. Bisogna evitare che nella operazione sparisca anche parte del parlato e della musica. Molti software consentono di ascoltare anche il segnale tagliato e controllare se contiene solo soffio o anche musica. Nel caso è preferibile sopportare un po' di rumore di fondo residuo e non perdere nulla del messaggio originale.

Esiste anche una alternativa più semplice ed è il ricorso a laboratori specializzati, ormai abbastanza diffusi, almeno nelle grandi città.
La scelta dipende dalla quantità del materiale da convertire e dal tempo che si può o che si vuole dedicare a questa attività.
C'è da dire infine che, a differenza della conversione di dischi in vinile (che sembra suscitare un interesse maggiore, ma non ha una grande utilità) la conversione da nastri e cassette ha molto più senso perché: 1) si tratta spesso di materiale originale o fuori commercio (es. registrazioni dalla radio o di concerti) 2) i nastri e soprattutto le cassette da 1/8 di pollice, sono soggetti a degrado col tempo (smagnetizzazione).

Riguardo ai nastri che hai, ti consiglio di convertire direttamente gli originali su bobina, se li hai ancora; nella copia la qualità diminuisce sempre.

(Per saperne di più: Le cassette e la registrazione casalinga della musica)

 

Q

Alessio M. - 16 luglio 2008 (Il copia e incolla su Internet)

 

Ciao Alberto,
mi è capitato tra le mani un libro su Mantova (Beata musica) e ho notato che hanno inserito tutto l'elenco complessi-città di provenienza e il capitolo delle cover tratti dal tuo sito, senza darne credito. ne sai qualcosa?
Alessio (
Beat Boutique 67)

 

A

6 luglio 2008

 

Non conosco il libro e non posso confrontare il contenuto ma è possibile che abbiano copiato.
Come difendersi?
Su tutte le pagine del sito e sulla home page è precisato l'uso consentito per i contenuti (licenza Creative Commons).
Il rispetto è lasciato alla correttezza dei visitatori.
Se vogliono copiare praticamente non c'è difesa. Esistono dei tool appositi per la protezione dei contenuti, con crittografia, ma sono complessi, costosi, e comunque con appena un piccolo sforzo e un OCR i contenuti possono essere copiati comunque.
Esiste poi l'aspetto della registrazione. Chi ha inserito per primo i contenuti oggetto di copia?
Per fissare questo punto, quindi chi è l'autore dell'opera, esiste una apposita sezione del Ministero dei beni culturali (registro Generale Progressivo), oppure si può ricorrere alla SIAE, oppure si può tentare la registrazione come testata giornalistica, ma non esiste nulla di specifico per Internet.
Registrando preventivamente i contenuti in modo tradizionale e poi pubblicandoli su Internet si potrebbero avere gli elementi per fare causa ai copiatori. Ma il tutto avrebbe dei costi (la SIAE si fa pagare per registrare gli inediti, per non parlare delle spese legali e dei costi di gestione, e anche le registrazione pubblica sul registro del ministero RGP non può essere gratis perché segue una pubblicazione a mezzo stampa) e trova giustificazione solo per la protezione di contenuti distribuiti a pagamento. I contenuti testuali a pagamento sono però scomparsi ormai da anni da Internet, penso anche per la difficoltà di proteggerli. Chi comunque li vende (penso ad esempio ai report di marketing) utilizza Internet come vetrina, e distribuisce i report in forma cartacea e con accorgimenti anti copia.
Ogni tanto cerco in Internet se qualcuno ha sviluppato un sistema di protezione che non funzioni solo sulla base della fiducia, come Creative Commons, ma al momento non pare che ci sia.

(Per saperne di più: I diritti di copia, Bibliografia Beat)

 

Q

Augusto M. - 3 luglio 2008 (Papà e Mammà dell'Equipe 84: di chi era l'originale?)

 

"Papa' e mamma'" dell' Equipe 84 credo non sia una cover dei Beach Boys ma dei TRASHMEN. E' presente anche nella colonna sonora del film Full Metal Jacket.

 

A

6 luglio 2008

 

Come per la maggior parte delle cover, ho fatto riferimento all'archivio di Gully (il sito è "Musica è felicità", solitamente piuttosto preciso) che cita per l'originale Papa-Oom-Mow-Mow sia The Rivingstones (il primo gruppo che ha inciso il brano,anche secondo Wikipedia) sia i Beach Boys (il gruppo più famoso tra quelli che hanno interpretato il brano). Certo ci sono anche i Trashmen che hanno proposto il brano come Surfin' Bird, con qualche variazione nell'arrangiamento. Ascoltando le tre versioni (ci sono tutte su YouTube) quella dell'Equipe 84 sembra più vicina a quella dei Beach Boys. Ritengo più probabile che abbiano sentito quella.
Confermo che il brano è utilizzato nella versione dei Trashmen, nel film Full Metal Jacket di Kubrick, a commentare con effetto a contrasto un drammatico scenario di guerra.
Ciao e grazie per l'attenta lettura.

(Per saperne di più: Il fenomeno delle cover, L'Equipe 84, Le cover della Equipe, La musica e YouTube)

 

Q

Angelo S. - 19 maggio 2008 (i Jaguars e i Pooh)

 

Salve, mi chiamo Angelo e scrivo da Milano. Sono molto incuriosito da questo gruppo beat, i Jaguars, si vocifera che qualche 45 giri di questo storico gruppo ci sia la complicità dei primi Pooh. E’ vera questa cosa e, se si, chi e’ il musicista in questione?
Ho fatto anche la mia ricerca su Google e alla quarta voce ''Jaguars'', racconta un po' la loro storia, nelle ultime righe dicono esplicitamente che i Jaguars (the Jaguars) attivi dai primi anni '60 fino alla fine dei '70, oggi sono nientemeno che ''i Pooh'' ... adesso ho veramente tanti dubbi....

 

A

21 maggio 2008

 

Sono due complessi ben distinti, ma comprendo il tuo dubbio, ci sono stati parecchi complessi che hanno adottato il nome Jaguars.
Il primo nucleo dei Pooh, formatosi a Bologna nel '64 con cinque componenti dei quali nessuno fa parte della attuale formazione, secondo quanto riporta il libro di Pescetelli (solitamente molto preciso) aveva adottato il nome Jaguars, per poi passare a quello definitivo in occasione del primo disco, proprio perché esisteva già un altro complesso sotto contratto con una casa discografica (la CDB) e che aveva già inciso con questo nome, vale a dire i Jaguars di Roma di Settimi, Bianchi e gli altri.
Non ho messo questo particolare nella mini scheda che è dedicata ai Pooh nella sezione sui complessi beat del sito per amore di sintesi, ma puoi trovare lì le diverse formazioni che si sono avvicendate negli anni fino a quella storica. Spero che tu non abbia più dubbi ora, almeno di Pooh e Jaguars si sa praticamente tutto.

(Per saperne di più: i complessi beat (e le formazioni), la discografia dei Jaguars, la discografia dei Pooh negli anni '60, la intervista a Silvio Settimi (Jaguars), l'elenco dei complessi degli anni '60)

 

Q

Paolo F. - 3 maggio 2008 (Conversione in digitale di dischi a 78 giri)

 

Ho uno studio/laboratorio audio dove produco musica e svolgo attività tecnica-creativa per allestimenti/regia sonora. Mi capita di riversare da vinile (...) dischi 45,33 e 78 giri.... mi interesserebbe sapere se - costretto a utilizzare un giradischi a 33 o 45 giri (e con puntina / testina per microsolco), anche per acquisire i 78° - esiste un software in grado di fornire informazioni circa la giusta velocità della registrazione effettuata dal disco attraverso la scheda audio (professionale) e restituire l'intonazione originale necessaria...

 

A

3 maggio 2008

 

Se non ho capito male vuoi usare un giradischi non a 78 giri per leggere i 78 giri.
La cosa più semplice a mio avviso sarebbe usare un giradischi a 78 giri, da collegare poi come al solito a un convertitore A/D. Giradischi di questo tipo in commercio ne esistono ancora, ad esempio il Rega P78 con relativa testina monofonica Rega (vedi link), che non dovrebbe neanche costare una cifra astronomica (https://www.google.com)

In alternativa si possono trovare nel mercato dell'usato o su eBay giradischi dotati anche di velocità 78 giri (Thorens TD-126, alcuni modelli Lenco, ecc.) su cui installare anche, ovviamente, la testina monofonica a punta conica specializzata.
Riguardo alla "giusta velocità di registrazione" per quanto ne so io (non sono un esperto di 78 giri, solitamente è un campo praticato dagli appassionati irriducibili di musica lirica) non esiste; nel senso che nelle registrazioni dell'epoca poteva essere modificata per vari motivi, anche per fare entrare più musica su un solo disco (c'era un limite di meno di 5' a facciata). La correzione non dovrebbe essere però un problema con qualsiasi software di editing musicale, basta operare sulla funzione di "time stretch", ovviamente a orecchio, perché raramente questo dato era riportato sul disco.

Comunque, una ottima fonte di informazioni sul riversamento dei 78 giri è il sito dell'appassionato danese Jorgen Vad http://www.vadlyd.dk/English/English.html

Se la tua esigenza è invece solo per un uso occasionale, senza la pretesa di avere la maggiore fedeltà all'originale, e quindi pensi di agire solo per via software, il prodotto più quotato e che dovrebbe avere anche queste funzionalità con parecchie possibilità di personalizzazione, a quanto si dice, è Adobe Audition. Un software specifico e specializzato con il comando 45 -> 78 non credo che ci sia, altrimenti sarebbe menzionato nei siti di appassionati che ti ho citato. Sarebbe comunque opportuno montare una testina conica mono per 78 giri sul giradischi normale, usando uno shell supplementare, per ottenere un risultato migliore.

Una curiosità: il materiale musicale contenuto nei 78 giri che devi digitalizzare è così raro da giustificare il lavoro? Mi spiego meglio, si tratta in generale di materiale ormai public domain e si trova già digitalizzato su CD e in rete da diverse parti. Diverso è il caso di registrazioni private, memorie sonore o simili.

 

Q

Franco F. - 24 aprile 2008 (Amplificatore stereo Hitachi)

 

Vorrei conoscere le caratteristiche e qualità o demeriti dell'amplificatore HITACHI HA-11, ma in rete non trovo nulla. Potreste aiutarmi voi?

 

A

3 maggio 2008

 

Si tratta di un amplificatore stereo, di gamma e potenza media, messo in produzione dalla nota casa giapponese presumibilmente a fine anni '80. Per questi apparecchi di impostazione commerciale e di una corporation nota e presente in molti altri settori, ma non particolarmente prestigiosa nell'alta fedeltà, è improbabile che esistano in rete archivi con le specifiche dettagliate, in particolare per i prodotti medio-bassi del catalogo. catalogo che per altro vedeva un avvicendarsi molto frequente di modelli, secondo l'uso dei costruttori giapponesi. Al massimo si trovano (non credo gratuitamente) le copie dei libretti d'istruzione.

La dotazione è quella tipica dei prodotti analoghi: controlli di tono, un numero congruo di ingressi tra cui presumibilmente anche l'ingresso phono, 2 coppie di casse, uscita cuffia.

Se cerchi informazioni perché qualcuno offre in vendita questo componente, vale quanto si può dire per qualsiasi altro amplificatore medio di gamma del periodo. Come componente da inserire in un impianto principale con pretese di Hi-Fi, non vale la pena. Anche se il prezzo può essere basso l'evoluzione della tecnologia e l'usura del tempo non consentono di raggiungere risultati adeguati. Amplificatori nuovi di fascia economica di case come Rotel o Nad consentono di raggiungere prestazioni molto superiori, e realmente Hi-Fi, con uno sforzo economico sostenibile, inferiore a quello di un telefonino accessoriato.

Per un impianto secondario di una seconda casa, per musica da sottofondo, o come temporaneo tappabuchi, se il prezzo è basso e funziona effettivamente (da escludere qualsiasi tentativo di riparazione) l'acquisto può anche essere preso in considerazione, ma esistono altre alternative.
Spero di esserti stato d'aiuto.

(Per approfondimenti: FAQ Stereofonia e alta fedeltà)

 

Q

Carmen B. - 29  marzo 2008 / 1 aprile 2008 - Parte prima (Copyright e pubblico dominio)

 

Approfitto di questo spazio per esporre alcuni quesiti. Io ed una socia stiamo creando un sito internet commerciale che si occuperà della vendita di file di spartiti di pubblico dominio. Ovviamente non si tratta di materiale fotocopiato o scansionato, ma tutto riscritto da noi. Le mie domande: "come possiamo tutelare questi nostri prodotti? E' importante indicare la fonte dalla quale il prodotto è stato tratto?". All'interno del sito vorremmo poi offrire la possibilità di poter scaricare dei file MP3 gratuiti dell'opera. Leggendo il suo articolo ho capito che la questione potrebbe non essere di facile soluzione, in quanto in America la legislazione al riguardo è notevolmente restrittiva rispetto a quella europea (95 anni contro i 50). La mia domanda è quindi la seguente: se la casa discografica è europea, secondo la legge americana comunque dovrei vietare di far scaricare l'MP3? Può essere sufficiente inserire nelle condizioni del sito una clausola che vieti agli americani di scaricare il materiale? Ho visto che in Italia esiste un sito che ha già pubblicato diverse esecuzioni (Liberliber), come si è tutelato con gli americani?

 

A

30 marzo 2008

 

Mi pare di intuire che pensate a trascrizioni su pentagramma di musica del novecento, e non italiana (da qui i problemi sui tempi difformi di validità del copyright). La legge che vale è quella del paese dove si opera (quindi quella del provider) o eventualmente quella del dominio, se è nazionale. Su un sito web si possono filtrare i servizi in base alla provenienza. Per esempio se tenti di registrarti a Napster 2 o Rhapsody l'operazione è rifiutata perché viene individuata la provenienza non USA della connessione. Voi dovreste fare la stessa cosa (all'incontrario) e non sarebbe necessario alcun annuncio o disclaimer. A questo punto, se la musica da cui partite è di pubblico dominio, la trascrizione non è gravata da alcun diritto ma diventa un'opera vostra, dovreste anzi tutelarla voi rispetto a copie, registrandola alla SIAE o al MIBAC (Ministero Beni Culturali, se può ricadere sotto opera letteraria a stampa, vedi il sito per i dettagli). Naturalmente una ulteriore differenza la fa se è la prima trascrizione o se ne esistono già altre in commercio. Questo per tentare di rispondere ai temi principali, e se ho centrato il problema. In caso contrario, e in ogni caso se vuoi, non esitare a scrivermi di nuovo.

 

Q

Carmen B. - 29  marzo 2008 / 1 aprile 2008 - Parte seconda

 

Ti ringrazio per le informazioni, anche se, non avendo posto i quesiti in maniera chiara, ti ho portato un po' fuori strada!! Per questo ti chiedo scusa ... cercherò quindi di esser più chiara...
Nella precedente email ti ho posto due quesiti, uno sulla musica a stampa, l'altro sugli MP3. Parto dal primo caso: gli spartiti musicali.
La nostra nuova attività commerciale intende occuparsi, come una casa editrice, di trascrivere tutte le partiture esistenti, esclusivamente di "pubblico dominio" (quindi non più coperte dal copyright ) e venderle non supporto cartaceo, ma scaricabili direttamente on-line. Ovviamente per poter scrivere questo materiale noi ci serviamo di altre partiture (ad esempio per copiare i brani di Bach, ci stiamo servendo dell'edizione della Peters). La mia domanda nasce proprio da questo. Avendo noi utilizzato questo materiale, dobbiamo nella nostra pubblicazione indicarne la fonte, oppure essendo composizioni ormai di pubblico dominio digitalizzate da noi, possiamo liberamente apporre il nostro marchio con il copyright? In parte a questa mia domanda hai risposto (anche il mio avvocato su questo si è finalmente svegliato.... almeno così pare!!!), ma credo che il caso sia un po' diverso sulla questione "tutela dell'opera", visto che noi non utilizzeremo materiale cartaceo, ma file scaricabili. Come possiamo tutelare quindi la nostra opera? Come avviene il deposito visto che sono file, dobbiamo stamparla ed inviarla? a chi?

Il secondo caso che ti ho sottoposto, invece, sono le "esecuzioni" (CD, Mp3, ecc.) di pubblico dominio. Come ti dicevo, ho letto la normativa che regolamenta la materia, riscontrando diversità enormi tra l'Europa e l'America. Mentre in Europa le esecuzioni diventano di pubblico dominio dopo 50 anni, in America, le case discografiche sono riuscite ad ottenere un copyright di 95 anni!! Tale difformità non comporterebbe alcun problema, visto che siamo in Italia, se non per il fatto che parliamo di internet, ovvero di un'attività commerciale che propone i suoi prodotti allestendo una "vetrina mondiale". Facciamo un caso specifico. Posseggo una registrazione del 1950 di una
sinfonia di Mozart, diretta da Karajan. Immediatamente risponderei che è pubblicabile in Europa (perché sono passati ormai più di 50 anni), ma non in America. Invece, ritengo che il quesito debba essere posto in maniera più complessa, ovvero: chi ha prodotto questa registrazione? Se la casa discografica è americana, allora penso che l'opera sia ancora protetta in tutto il mondo da copyright, mentre se è europea tale diritto è decaduto. In ogni caso, qualora questa mia intuizione fosse giusta, è importante inserire una clausola specifica solo per gli americani in cui viene vietato il download del file MP3?

 

A

1 aprile 2008

 

Parto dalla cosa più semplice, cioè la delimitazione degli utenti in base  alla nazione e alle sue leggi.
Con l'aiuto del vostro provider potrete senza grosse difficoltà limitare  l'acquisto di parte dei materiali solo ad utenti provenienti, ad esempio, da paesi europei. Ancora più facile se chiederete (come si fa quasi sempre) una registrazione preventiva. Quindi non una clausola (che potrebbe essere impugnata) ma proprio un impedimento "fisico". Se i detentori dei diritti sono americani non saranno sicuramente contenti lo stesso della diffusione e potranno eventualmente tentare azioni. Più che le case in questo caso
potrebbero essere gli stessi interpreti. Non possono però imporre il rispetto delle leggi americane fuori dal loro paese. Ma devi considerare che i provider normalmente non vogliono grane e, se gli arriva una segnalazione, bloccano subito il sito senza neanche approfondire (a meno che sia veramente grosso e quindi per loro un grande cliente).

Questo per i file MP3 dove l'attenzione è massima. Riguardo a " ci stiamo servendo dell'edizione della Peters" ti confesso di
non conoscere abbastanza il mondo della classica (dal lato delle edizioni)  per darti una risposta. Non so che tipo di diritti curi l'editore che citi.  In linea di massima anche la trascrizione è un'opera d'ingegno tutelata e quindi se copiate la loro, ancora non di pubblico dominio, anche se opera derivata, potrebbero rivalersi.
Infine sulla registrazione, in estrema sintesi, alla SIAE si possono  "brevettare" (depositare) le opere a musica (per evitare che altri se ne possano appropriare) anche senza che siano pubblicate, e poi si può incaricare la SIAE di fare da esattore dei diritti dopo la loro pubblicazione Il MIBAC (ministero dei beni culturali) fa la stessa cosa per le opere a stampa, solo però per la registrazione. La esazione dei diritti può essere poi demandata a un editore (cessione dei diritti) o alla stessa SIAE.

(Per approfondimenti vedi: I diritti di copia)

 

Q

Raymond S. - 11  marzo 2008 (Siti su Battiato)

 

Salve, chiedo un aiuto. Faccio il tifo per Franco da molti anni, sono giornalista a Nizza e sto cercando una raccolta completa dei suoi testi da anni. per caso, esiste qualche libro? Poi so che Franco viene in Francia ad ottobre a Parigi sapete qual è l'indirizzo e-mail del suo management???
Grazie in anticipo per l'aiuto e la risposta
Un salutone da Nizza

 

A

15 marzo 2008

 

Raymond:
penso che ti riferisci a Franco Battiato. Se intendi i testi delle sue canzoni ed opere, sono tutti presenti sul suo sito ufficiale. Per altri suoi scritti e in particolare per le interviste è più complesso reperirle, come sempre. Una raccolta veramente completa dei suoi scritti, bibliografia, tesi di laurea e altri testi è presente sul Solitary Beach di Kar, un sito non ufficiale dedicato all'artista, completissimo. Per i contatti con il suo staff ti consiglio di scrivere al webmaster del suo sito ufficiale: Angelo Privitera.

(Per approfondimenti: Il mondo di Franco Battiato)

 

Q

Luca S. - 10  febbraio 2008 (Audio web: si perde il multicanale)

 

Salve, scrivo a voi per cercare risposta ad una mia domanda che non mi pare di aver trovato fra le FAQ, la domanda è:
perché l'audio proveniente dal web lo sento solo in stereo?

Io ho un sistema 4.1 e se ascolto un mp3 su hdd lo sento da tutti e 4 i satelliti (penso sia per la funzione clone) ma se ascolto audio da internet (es. YouTube) l'audio proviene solo dai due satelliti anteriori.
....
se ascolto un dvd o un mp3 da hdd o un divx sento da tutti e 4 i satelliti perché, credo, il mio sistema 4.1 Creative ha, come molti altri, la funzione clone.

Ora:
io sono stato da un amico che ha un Logitech 5.1 collegato alla scheda madre (Codec ALC880 Realtek) che supporta audio 7.1 e anche lui sente solo da due satelliti per l'audio in streaming e, in aggiunta, ho contattato un amico che possiede un sistema gigaworks creative 7.1 con funzione upmix, e anche lui mi ha confermato che lo streaming lo sente solo da 2 canali (audio integrato scheda madre codec ALC880)

Tutti quanti noi sentiamo audio mp3 dvd divx su tutti i satelliti. è lo streaming che ha questo cavillo alla base per cui pare impossibile far uscire audio da tutti i satelliti...

potrebbe essere come dici e cioè che l'audio in streaming usi un particolare algoritmo che non è gestibile dai nostri sistemi.

cmq vi invito a provare la cosa, ovvero se avete un sistema con + di 2 satelliti provate a guardarvi un video da youtube e ditemi cosa notate per la questione da me riportata.
se riscontraste lo stesso problema direi che capirne il vero motivo può essere una cosa interessante
perché uno come me che di "teoria di funzionamento della musica in ambito pc" non ne capisce niente si domanda: se un mp3 che ho sull'hdd lo sento su tutti i satelliti perché non deve essere lo stesso per l'audio in streaming?

 

A

17 febbraio 2008

 

I formati utilizzati per lo streaming dalle webradio o dai siti che diffondono filmati sono vari, l'unico vincolo è che siano compatibili con i più diffusi player, normalmente già installati nei PC, come RealPlayer o Quicktime oppure, ovviamente, Media Player di Microsoft. Nel caso di YouTube il formato video con il quale sono archiviati (indipendente dal formato origine, che viene normalizzato) è il FLV (Adobe Flash Video) a bassa risoluzione. L'audio, sempre per incrementare al massimo i tempi di visualizzazione, nella grande maggioranza dei casi è MP3 mono a bassa qualità (22,1KHz, la metà dello standard). Altri dettagli sui formati, cha appaiono precisi e attendibili, si possono trovare nella voce di Wikipedia su YouTube.

Cosa succede quando questo flusso audio viene inviato ad un sistema multicanale? O quando viene inviato un flusso stereo su due canali? Indipendente dal sistema, che sia una scheda da PC, come nel vostro caso, o un raffinato amplificatore integrato o multicanale Home-Theater, sicuramente non potrà costituire una sorgente multicanale, semplicemente
perché mancano 3 o 4 canali. Quasi tutti i sistemi sono però in grado di simulare i canali mancanti (il centrale e i due posteriori) estraendo le informazioni dai canali esistenti con varie tecniche. Ad esempio per il canale centrale, normalmente dedicato a rafforzare la voce, quindi i dialoghi dei film, può utilizzare una filtratura che mette in evidenza la gamma media delle frequenza audio (in cui cade la voce umana).

La simulazione può essere attivabile manualmente, oppure automaticamente, e le caratteristiche di questa  funzione, e della funzione inversa (multicanale simulato su due altoparlanti, con tecniche come la Dolby Virtual Spekers) variano da modello e modello e risulta quindi assai arduo andare in ulteriori dettagli.

Si può dire però che sicuramente la operazione è possibile, con sistemi più o meno raffinati, sino al sistema più semplice (e meno fedele) della pura ripetizione del suono, in serie.

Nel caso delle schede che avete provato voi, sembra che l'audio stereo MP3 sia automaticamente trasformato in multicanale simulato, mentre l'audio mono di Youtube sia invece inviato soltanto ai due canali frontali. Non so se sia possibile forzare l'utilizzo degli altri canali, bisognerebbe consultare i manuali di istruzione di tutte le schede citate e dei rispettivo corredi software, sicuramente sarebbe possibile convertendo il flusso Youtube in MP3 simulato stereo con Movavi o altri programmi simili.

A mio parere non avrebbe però molto senso, essendo all'origine comunque un audio a bassa qualità, non incrementabile e non utilizzabile per ricreare il realismo dell'evento originale.

Da aggiungere soltanto che su un PC o notebook dotato del suo audio standard (altoparlantini o cuffia) il problema non si pone, e questa è peraltro la fruizione prevista dai creatori di Youtube.

Spero di averti dato le informazioni che cercavi.

(Per approfondimenti: L'audio multicanale / Stereofonia e Hi-Fi)

 

Q

Amedeo S. - 10  gennaio 2008 (Impostazione grafica di M&M)

 

(...)
Guarda, l'unica cosa che cambierei del sito sarebbe l'impostazione grafica, a mio avviso leggermente confusa. A livello di contenuti non ho davvero nulla da dire: raramente si trovano siti così interessanti!

 

A

12 gennaio 2008

 

Amedeo:
devi sapere che da molti anni, praticamente da quando ho inserito le statistiche, ho verificato che l'80% e più dei visitatori arriva direttamente alle pagine del sito da Google, senza passare per le pagine di menu e neanche per la home page. Diversi anni fa ho quindi strutturato la grafica del sito per renderla il più possibile omogenea con quella di Google (fondo bianco e titoli evidenziati con colori primari, carattere verdana), ed evitare così bruschi salti a livello di immagine, che invitano al ritorno agli indici di Google. Inoltre, ogni pagina è strutturata come un mini-sito, dal quale può iniziare la esplorazione delle altre pagine contigue. E funziona, a giudicare dai dati di traffico.
Per motivi di tempo e per altre priorità l'operazione non è stata completata su tutte le pagine, e sono state anche sperimentate occasionalmente altre soluzioni grafiche orientate a riempire meglio lo schermo con le informazione.
Si tratta comunque di oltre 800 pagine e quindi una certa mancanza di uniformità, anche per motivi temporali, è inevitabile, anche se si cercherà col tempo di rendere la grafica più compatta ed uniforme.

 (Per approfondimenti: Internet e )

 

Q

Adolfo M. - 11  gennaio 2008 (Copia di backup)

 

Salve, mi chiamo Adolfo Martucci, e faccio parte dello staff di un forum di musica.
Ieri un utente del forum ha aperto una discussione in cui chiedeva consigli su software che aggirassero sistemi anticopia per dvd. Noi abbiamo chiuso la discussione, il che ha fatto si che l’utente mi mandasse un messaggio privato in cui mi linkava alcune pagine web: http://www.interlex.it/copyright/amonti85.htm 
https://www.google.com   
http://www.siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes

Io inoltre ho provato a leggere la vostra pagina sui sistemi anti copia e la legge.

Siccome mi è chiaro che, farsi una copia privata, se si possiede l’originale non è reato, mi chiedevo: è legale aggirare sistemi anticopia con programmi come anydvd o similari?

 

A

11 gennaio 2008

 

La copia di sicurezza, il backup di un CD o di un DVD regolarmente acquistato, del quale si può provare l'acquisto, è sempre legale. Quindi, se il fabbricante inserisce un sistema anticopia, aggirarlo con qualche sistema non è illegale.
Lo diventa se quella che si sta facendo è la copia per un amico, la copia di un DVD noleggiato e così via.
In sintesi non è lo strumento che è illegale, ma l'uso che se ne fa.
Aggiungo anche che la ricerca dello strumento ideale per sproteggere le copie è un falso problema. Infatti sia i CD sia i DVD sono sempre replicabili, anche se 1x e con teorico abbassamento della qualità, passando dall'analogico e usando un registratore con conversione analogico / digitale.
I sistemi anti-copia hanno solo lo scopo di aumentare la difficoltà e le scomodità e di diminuire così il numero di copiatori. Anche perché solo in minima parte, lo sappiamo bene, questi ultimi sono preoccupati di realizzare una copia di backup. (Vedi anche: la duplicazione della musica)

 

Q

Felice R. - 5  gennaio 2008 (Il vento dell'Est di Gian Pieretti e le sue ispirazioni)

 

Ottimo sito, sono anch'io un cultore di musica. Per quanto riguarda Gian Pieretti, di cui sono sempre stato un ammiratore, mi sembra che manchi anche un riferimento al VENTO DELL'EST che discende da GIRL FROM NORTH COUNTRY imparentata essa stessa con SCARBOROUGH FAIR (se si scrive così) di tradizione irlandese. Chi meglio copia vince. Ciao
....
(riguardo a Girl From The North Country) all'epoca mi avevano fatto impressione i versi:
  e fa' che i suoi capelli siano sempre più lunghi
  perché solo così è più bella che mai
Confrontati con:
  Please see for me if her hair hangs long
  That's the way I remember her best.

(Per approfondimenti: Il testo della canzone)

 

A

6 gennaio 2008

 

Le notizie che abbiamo pubblicato sul sito sono solo relative al caso della cover "non ufficiale" Pietre, e non possono essere esaustive del personaggio Gian Pieretti. All'epoca le somiglianze tra canzoni non erano infrequenti, favorite dalla forte produzione e dai tempi ridotti per arrivare al disco (forte domanda), dalla distanza del mercato interno italiano da quelli USA e UK, da un atteggiamento meno fiscale e attento da parte delle case discografiche, da una minore conoscenza del pubblico italiano della produzione straniera. E poi c'era il "plagio involontario", un tema musicale che sembra venire da una ispirazione originale e invece nasce dal clima musicale generale. Diciamo che Gian Pieretti era particolarmente incline al fenomeno, a parte Pietre e Il vento dell'Est (che però secondo me è solo una somiglianza come ce ne sono molte altre, certo c'è il verso sui "lunghi capelli", come fai notare tu) c'è anche Celeste derivata da Donovan (Atlantis). Lo ammette comunque lui stesso nell'intervista che abbiamo pubblicato sul sito.
Coautore è però anche il grande e simpatico Ricky Gianco, musicista sicuramente non a corto di ispirazione, che dice la sua in questa bella intervista del 2005 raccolta dal sito Brigata Lolli.

(Leggi l'intervista: http://www.bielle.org/Interviste/RickyGianco2_int.htm )

 

Q

Giunio Bruto C. - 4  gennaio 2008 (Boldi con i Quelli)

 

Mi pare di aver letto da qualche parte che Boldi suonò anche se per pochissimo con i Quelli. Esiste qualche prova o è solo una diceria per abbinare Boldi e Teocoli già negli anni 60? Saluti e complimenti

 

A

5 gennaio 2008

 

Non risulta proprio che Massimo Boldi (che nel '68 militava in un gruppo beat, La pattuglia azzurra, guidato da Claudio Lippi, suonando la batteria) abbia suonato anche con i Quelli, non è citato in alcun libro o testimonianza di mia conoscenza. Ho chiesto anche ad altri specialisti ma al massimo potranno essersi incontrati e aver suonato assieme occasionalmente, ma nessuna partecipazione al gruppo, dove la batteria era presidiata stabilmente da Franz Di Cioccio.

(Per approfondimenti: I complessi beat)

 

Q

Paolo C. - 20  dicembre 2007 (Love Story)

 

Vorrei sapere i titoli delle canzoni del film Love Story.

 

A

21 dicembre 2007

 

Paolo:
Sul sito IMDB trovi la colonna sonora di questo film (come della maggioranza degli oltre 100 mila censiti).
Per comodità te la riporto nel seguito.

"Concerto No. 3 in D Major"
Written by Johann Sebastian Bach
"Sonata In F Major"
Written by Wolfgang Amadeus Mozart
"Joy To The World"
Written by Georg Friedrich Händel and Isaac Watts
"A Fair Rose Is Blooming"
Written by Michael Praetorius
"Love Story"
Written by Francis Lai
Performed by Francis Lai & His Orchestra
"Snow Frolic"
Written by Francis Lai
Performed by Francis Lai & His Orchestra
"I Love You, Phil"
Written by Francis Lai
"The Christmas Tree"
(traditional)
"Search for Jenny"
Written by Francis Lai
"Bozo Barret"
Written by Francis Lai
"Long Walk Home"
Written by Francis Lai
"Skating in Central Park"
Written by John Lewis

(Vedi anche: Musica e Cinema)

 

Q

Max Magnus - 19  dicembre 2007 (Disco samba)

 

Ciao,
ma voi ve la ricordate una canzone brasiliana che fa "brigitte bardot bardot peugeot peugeot"? Se sì' sapreste dirmi l'autore ed il titolo?
Grazie
Max
P.S. Conosco già una cover di Michelino e vari remix per discodecorticati

 

A

20 dicembre 2007

 

Max:
sembrava una domanda semplice semplice, invece ...
Il brano che forse ti ricordi dovrebbe essere un pezzo disco music degli  anni '70 chiamato Disco Samba, autori un duo belga chiamato Two Man Sound, che è un medley interminabile di vari brani brasiliani remixati, notissimi, noti, meno noti, e sconosciuti. Il pezzetto che tutti ricordano è quello su Brigitte Bardot e risulta composto da un certo Miguel Gustaud, sul quale però le notizie anche su Internet scarseggiano, bisognerebbe forse cercare su qualche portale brasiliano, ma neanche su Musibrasil se ne parla. Naturalmente non dice Peugeot Peugeot (va bè che è una macchina francese) come pensano tutti in Italia ma "beijo beijo" (bacio bacio).

Ti mando in allegato il testo del medley.

Two Man Sound - DISCO SAMBA (Medley)

Intro (Lou Deprijck / Sylvain Vanholmen)

Taj Mahal
(Jorge Ben)
Dê, dê, dêdêredê, dê, dê, dêdêredê dê, dê
Dê, dê, dêdêredê, dê, dê, dêdêredê dê, dê

Upa Neguinho
(Edu Lobo)
Upa neguinho na estrada
Upa pra lá e pra cá
Virge que coisa mais linda!
Upa neguinho começando a andar
começando a andar, começando a andar

Zazueira
(Jorge Ben)
Zazueira, Zazueira
Zazueira, Zazueira

A, E, I, O, U, Ypselum
(Lou Deprijck)
A, E, I, O, U, Ypselum
A, E, I, O, U, Ypselum
A, E, I, O, U, Ypselum

Fio Maravilha
(Jorge Ben)
Fio Maravilha, nós gozamos de você
Dê, dê, dêdêredê, dê
Fio Maravilha faz mais um pra gente ver
dê, dêdêredê dê, dê

Brigitte Bardot
(Miguel Gustaud)

Brigitte Bardot, Bardot
Brigitte beijo beijo
Na tela do cinema todo mundo se afocou

Ay ay Caramba
(Jorgen Ben)
Ay ay Caramba
Ay ay Caramba,
Ay ay Caramba
Ay ay Caramba

País Tropical
(Jorge Ben)
Moro, num país tropical, abençoado por Deus
Que é bonito por natureza mas que beleza

So fla fla
(Lou Deprijck)
So fla so fla, ma e e
So fla so fla, ae e e
So fla so fla, ma e e
So fla so fla, ae e e

Brasil
(Ary Barroso)
Brasil
Laralalará la ra lai (Eu sou brasileiro)
Laralalará la ra lá
Laralalará la ra lá
Brasil, Brasil

Você abusou
(Antonio Carlos Jocafi)
Você abusou,
Tiro partido de mim, abusou
Tiro partido de mim, abusou
Tiro partido de mim, abusou

Nega
(Wando)
Na, na, na
Ne...ega, Ne..ega, Ne...ega
Tiro barubarubae

Tristeza
(Haroldo Lobo /Nitinho)
Lara lai ra, larara lai la ra lâ
larara lai la ra lâ
Quero depois eu cantar

Charlie Brown
(Benito di Paula)
Eh! meu amigo Charlie (se você quizer)
Eh! meu amigo Charlie Brown
Charlie Brown, Charlie Brown

Pegano Ganze
(Arr. Lou Deprijck / Sylvain Vanholmen)
Olê lê, Olâ lâ
Pegano Ganze
Pegano Ganza
Olê le, Olá la
Pegano Ganze
Pegano Ganza

Mariana
(Mariano de Souza / Olho Verde / Paulo Brassão)
Mariana, Mariana
Que saudade tá
É na linda baiana

Mas que Nada
(Jorge Ben)
Oh...oooh ariá raió
Obá obá obá
Oh...oooh ariá raió
Obá obá obá

Desacato
(Antonio Carlos Jocafi)
Por isso agora deixe estar
Deixe estar que eu vou entregar você
Por isso agora deixe estar
Deixe estar que eu vou entregar você

Copacabana
(Vanholmen / Penny Els)
Olê Olâ
O Flamengo ta botando pra quebrar
Olê Olâ
O Flamengo ta botando pra quebrar

Ritmocada
(Lou Deprijck)
Bahia
Na nara nara...
Você vai
Zum zum zum zum zum
Olêrere lere lai ...

Charlie Brown
(Benito di Paula)
Eh! meu amigo Charlie
Eh! meu amigo Charlie Brown
Charlie Brown, é...

(Vedi anche: Musica brasiliana)

 

Q

Stefano T. - 7  dicembre 2007 (Amplificatori vintage)

 

Mi complimento con voi per la competenza multipla; siete infatti  l'unica risorsa che io conosca capace di parlare, attraverso un solo mezzo, delle mie tre principali passioni: musica, hi-fi, e radio. Ascoltatore da sempre, acquirente di componenti via via migliori più o meno da quando ho lasciato i giocattoli, dj e speaker radiofonico dall'86 al 2004, continuo a cercare informazioni competenti in merito.
E visto che voi ne date la possibilità, vi pongo i seguenti quesiti.

Ho trovato in un mercatino dell'usato un raro modello di  amplificatore Nad: il Model 200 Stereo Amplifier. Il quale, a dispetto del nome, rappresenta l'estinta razza degli integrati quadrifonici. Propostomi per soli (dico io) 150 euro, l'ho subito acquistato. All'ascolto non ha certo deluso le mie aspettative, tanto che ho ceduto a mio figlio il 5.1 Kenwood con relative casse Bose. Peraltro non sono un pentito dell'home-theater, visto che il precedente impianto mi era stato regalato; così ho tirato fuori dal garage una coppia di casse Indiana line e, alzando con moderazione il volume, ho cominciato a godermi l'ultimo acquisto. Le Indiana line però, acquistate quando avevo un ampli pseudo-HiFi Pioneer, sopportano solo 70 Watt; il Nad invece ne può vantare fino a 130 su quattro canali.

Vorrei dunque che mi suggeriste qualche soluzione d'acquisto, tenendo presente due fattori essenziali, prezzo e dimensione. Questo per problemi ambientali (la stanza d'ascolto è di poco volume) e coniugali (l'arredamento non si tocca!); e visto che vorrei sacrificare il meno possibile la gamma bassa, i monitor da studio, possono essere una buona soluzione? Nel caso, quali marche e modelli sono da preferire? Oppure l'alternativa può essere data dal mercato dell'usato? Semmai potreste indicarmi qualche negozio in Toscana o a Roma? Una curiosità: cos'era e a cosa serviva il circuito, integrato nell'ampli, Dolby System FM noise reduction (quello che, gli speaker anni '70 chiamavano stereofonia dolbizzata)? Pensate che abbia ancora senso ascoltare in quadrifonia e, se si, come sfruttarla al meglio?

Vorrei inoltre qualche indicazione sulle cuffie; ho letto l'ottimo articolo in merito ma avrei bisogno di qualche chiarimento. In radio ho conosciuto ed apprezzato le Akg, che considero di gran lunga superiori alle più diffuse Sennheiser. Non ho invece esperienza d'ascolto delle altre marche da voi citate, ne tantomeno delle elettrostatiche. Anche in questo caso il consiglio dovrebbe tener conto del rapporto qualità-prezzo e non solo; passando da Sennheiser ad Akg ho anche apprezzato il fattore amperaggio, nel caso specifico da 32 a 600 Ohm. Se ritenete la mia valutazione corretta, perché incide così tanto? Nel caso, la qualità migliora ulteriormente con amperaggi ancora più alti? Anche le buone cuffie si possono trovare
d'occasione?
...
Sperando di non avervi rubato troppo tempo con questa lunga mail, vi ringrazio e vi saluto
Di nuovo grazie e buon lavoro!

 

A

9 dicembre 2007

 

Stefano:
provo a darti qualche risposta alle tue molte domande, ma ti invito nel frattempo a consultare, se già non lo conosci, il sito del noto esperto di Hi-Fi Lucio Cadeddu, www.tnt-audio.com , dove sono presenti guide complete su ogni aspetto dello scibile stereofonico, assieme a una rubrica della posta con decine di domande e risposte alla settimana.

Quadrifonia e Dynaquad
L'amplificatore NAD 200 che hai trovato (che per l'epoca era ottimo), da quanto si legge nella documentazione e in Internet, realizza la quadrifonia con un sistema di simulazione, il Dynaquad, che ricava il segnale da inviare alle casse posteriori mediante un circuito elettronico. Utilizza quindi in input un normale segnale stereofonico, da giradischi analogico o CD o qualsiasi altro.
I veri sistemi quadrifonici avevano invece la possibilità di gestire segnali di ingresso a quattro canali, ed erano strutturati all'interno con quattro sistemi di amplificazione separati verso le uscite (le casse). Le sorgenti a quattro canali quadrifoniche erano soltanto dischi in vinile speciali  nei quali venivano incisi (con un virtuosismo tecnologico) in ciascun solco 4 segnali differenti, provenienti da 4 microfoni separati (tipicamente due anteriori e due posteriori ai suonatori). Speciali testine quadrifoniche estraevano poi i segnali e li inviavano ai 4 ingressi del pre quadrifonico. Un sistema molto simile all'attuale multi-canale, che è però su 5 o 7 canali distinti.

Si trattava di un sistema complesso e costoso (tutto era raddoppiato, rispetto alla stereofonia), ai limiti delle possibilità tecnologiche degli anni '70 (solo analogiche) e che dava anche risultati opinabili (come peraltro l'attuale multicanale, sia noi sia TNT-Audio siamo perplessi sulla spinta verso il multicanale e sosteniamo la campagna we support real stereo). Non ha avuto un grande successo commerciale, ed è durato poco, con pochi titoli pubblicati. Tra cui Quadrophenia degli Who, che forse è quello che si ricorda maggiormente di quel periodo tecnologico.
Quindi nessun problema che il tuo ampli vintage non sia un quadrifonico reale, trovare i dischi per farlo suonare in quadrifonia sarebbe tutt'altro che facile e sicuramente non economico.
Così com'è puoi provare la quadrifonia simulata aggiungendo due casse posteriori. Non aspettandoti però risultati eclatanti, più a livello di curiosità, ma l'ascolto di brani live rock che richiedono grande amnbienza potrebbe essere divertente.

Dolby FM
Negli anni '70, soprattutto fuori dall'Italia, l'ascolto dalle sorgenti FM stereo ad alta fedeltà era molto diffuso. Era una sorgente di qualità, che poteva competere con il disco in vinile (oltre ad essere gratuita) ed era discretamente diffusa, soprattutto per la classica. Se non ricordo male alcune stazioni USA, per migliorare la qualità e ridurre il rumore di fondo avevano adottato una variante del sistema di riduzione del rumore Dolby B (NR=Noise Reduction), quello che aveva consentito l'estensione dell'hi-fi alle musicassette. Serviva quindi un decodificatore Dolby FM in ricezione, che poteva essere incluso nel sintonizzatore, oppure anche nell'amplificatore a valle. Gli amplificatori degli anni '70 facevano a gara a chi aveva più funzioni di serie, e questo è un altro motivo per la presenza di questo circuito. Non mi sembra, in ogni caso, che nessuna stazione radio italiana abbia mai adottato il Dolby FM, meno che mai la RAI. L'uso pratico del circuito oggi è quindi nullo.

Casse e potenza
La potenza indicata nelle casse è una misura che veniva usata un tempo (ora è in disuso) per indicare la massima potenza accettata in ingresso prima che la cassa distorca il suono, e magari si danneggi. Non ci si arriva mai, a meno che la donna delle pulizie abbia spolverato l'amplificatore lasciando la manopola del volume al massimo, e poi si accende distrattamente l'impianto. Non ci si arriva mai perché molto prima sentiamo una distorsione e un frastuono insopportabile, e quindi non alziamo oltre il volume.
Usare un amplificatore molto potente con casse che non accettano una grande potenza non è quindi un problema, semplicemente l'amplificatore userà solo parte della sua potenza, e quindi lavorerà meglio.
Le casse "poco potenti" possono poi esserlo per due motivi: sono molto efficienti (quindi richiedono pochi watt in ingresso) oppure hanno altoparlanti non di prima qualità, non "robusti". Nel caso delle Indiana Line, a quanto ricordo, i motivi dovrebbero essere un po' tutti e due. Puoi comunque provare ad usarle, ma prima controlla lo stato delle sospensioni degli altoparlanti (l'anello esterno di gomma spugnosa) che potrebbe essersi deteriorato nel tempo. Se così è dovrebbero essere riconate, e probabilmente non ne vale la pena. Poi ci sarebbe il posizionamento, e occorrerebbe conoscere numero di vie e dimensioni, ma prima consiglio la verifica che dicevo sopra.

Consigli sulle casse
Qui ti rimando proprio al sito dell'amico Cadeddu. Modelli, marche, parametri e variabili sono infiniti. Prima di inviare un quesito ti consiglio di leggere la rubrica della posta anche indietro nel tempo, è ricca di suggerimenti.

Ampli vintage
Non l'hai chiesto esplicitamente, ma un'altra domanda potrebbe essere "gli amplificatori vintage suonano veramente meglio"? Rispetto a quelli degli impianti mini-stereo o mini Home-Theater (Bose inclusi), a patto che siano correttamente funzionanti, sicuramente sì. Rispetto ad amplificatori moderni e progettati oggi, anche economici, penso proprio di no, esclusi modelli veramente di primo piano,  a valvole e simili. Quello che hai trovato tu è un po' ai confini. Ho visto sull'ultimo numero di Audio review che alcuni importatori (Audio Natali con Rotel) fanno offerte promozionali, anche di impianti completi, che sembrano molto convenienti.

Cuffie
Se utilizzi spesso le cuffie dovresti provare una elettrostatica. La differenza è udibile anche a un profano, ed è veramente una pietra di paragone anche per sapere come si dovrebbe ascoltare la musica. Certo è un componente impegnativo, non solo come costo. Tra le dinamiche tutti parlano delle Grado come migliore scelta per l'ottimo rapporto qualità prezzo. Io uso da anni una Stax elettrostatica e onestamente non sono in grado di confermare. Per quanto riguarda le altre note marche (Sennheiser, Akg, Koss, Beyer) penso che la differenza la faccia essenzialmente il modello. Per l'interfacciamento corretto conviene verificare con il venditore. Anche le cuffie si possono acquistare usate, naturalmente. In questo caso meglio le dinamiche, le elettrostatiche, se non electret, hanno un circuito ad elevata tensione e quindi sono componenti un po' delicati. Naturalmente l'acquirente vorrebbe cambiare, presumo, i cuscinetti a contatto con le orecchie ed eventualmente anche quello sopra la testa, se presente, per ovvi motivi igienici, quindi conviene limitarsi ai modelli diffusi per i quali questi pezzi di ricambio si trovano. Bisogna anche vedere se alla fine la convenienza rimane.

(Vedi anche: Stereofonia e Hi-Fi)

 

Q

Vincenzo M. - 23 novembre 2007 (Battiato e la politica)

 

Ho letto attentamente ciò che è stato scritto su Bandiera Bianca, e ho una curiosità. Battiato in quale parte politica può essere collocato, a destra o a sinistra o a nessuna delle due?
Grazie, ciao

 

A

25 novembre 2007

 

Vincenzo:
sulla sua collocazione politica ha fatto ironia (probabilmente) lo stesso Franco Battiato con la canzone "Il ballo del potere" del 1998 (dal disco Gommalacca) che iniziava:
Ti muovi sulla destra poi sulla sinistra
resti immobile sul centro
provi a fare un giro su te stesso, un giro su te stesso.
Ovviamente non parlava di politica, ma molti hanno interpretato la canzone come una dichiarazione di equidistanza.

Il fatto è che Battiato, a differenza di altri cantautori "impegnati" della sua generazione (De Gregori, Venditti, Finardi, Bennato) non ha praticamente mai trattato temi politici o di attualità con una lettura "da sinistra", e per questo è stato interpretato come non ostile alla destra (lo stesso era avvenuto anni prima per Battisti). Se aggiungi la sua sovrana noncuranza delle beghe temporanee che lo ha portato ad accettare occasionalmente inviti anche in concerti organizzati da movimenti di destra (tipo giovani di AN) si spiega la "leggenda" di un Battiato cantautore della destra.

Dal punto di vista personale mi risulta un suo impegno per la sua città (Catania) a fianco del sindaco dell'Ulivo (dal '92 al '99) Enzo Bianco, soprattutto sul versante della riqualificazione culturale del capoluogo etneo. Questo non significa che sia anche dalla parte dell'Ulivo o del centro sinistra a livello nazionale ma, assieme ad altre frequentazioni (ad esempio una intensa collaborazione e frequentazione con Roversi e Siusy Bladi "turisti per caso", notoriamente di sinistra) mi fa dedurre che non sia ostile neanche alla sinistra.

Secondo me le sue posizioni politiche di fondo, sul modello di sviluppo e sul rapporto tra l'uomo e la società, sono chiarissime ed espresse e ripetute in numerosissime canzoni e dichiarazioni. Sono tutte orientate a un superamento del modello liberista e globalizzante, con sintesi a volte efficacissime ("e per un istante, ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità"). Queste posizioni non farebbero venire alcun dubbio sulla sua collocazione in qualsiasi altro paese europeo. Non necessariamente a sinistra, intendo la sinistra europea tradizionale socialista, socialdemocratica o laburista, ma sicuramente non con la destra, che in tutta Europa è liberista ed è favorevole, con diverse gradazioni, al modello di sviluppo dominante basato sulla crescita ininterrotta e sulla centralità degli USA.

Solo in Italia abbiamo una cosiddetta "destra sociale" interessata al dibattito sul ritorno al passato e ostile al modello americano come nuova regola del mondo. E interessata fortemente anche all'esoterismo (che però Battiato tratta con grande distacco e ironia, se si ascoltano con appena un po' di attenzione le sue canzoni). E da qui proviene l'ambiguità.

(Per approfondimenti: Il mondo di Franco Battiato)

 

Q

Paul V. - 13 novembre 2007 (Beatles e covers)

 

Nel vostro elenco manca questo brano "I Just Don't Understand" di autori americani e cantato dai BEATLES 40 anni fa, ricordo di averlo ascoltato all'epoca. Faccio fatica a rintracciarlo sul web e su altri elenchi. Grazie. Saluti

 

A

15 novembre 2007

   

Nel DB di Allmusic risulta esistere una canzone fine '50 inizio '60 incisa da Eddie Angel, un chitarrista contemporaneo dei Beatles, in un suo disco tributo ai Fab 4 del 2005. Dalle note del disco appare essere una delle cover che i Beatles o i Quarrymen facevano nei primi anni.
Nell'elenco sul sito sono incluse solo le canzoni incise ufficialmente dai 4. E' possibile che esista una registrazione o una demo incisa poi su qualche disco non ufficiale (bootleg). Il disco di Angel è recente ed è reperibile in Amazon (ma non su iTunes). Se sei curioso di confrontare la canzone che ricordi su iTunes è disponibile in altre versioni, cantata dall'attrice Ann Margret, da Willie Nelson e da Freddy and the Dreamers.

   

Q

Paolo O. - 10 novembre 2007 (Neffa e "Saturno contro")

 

Vorrei avere il testo di "Passione" cantata da Neffa nel film "Saturno contro" di Ozpetek. Grazie.

 

A

15 novembre 2007

 

Paolo:
ecco il testo della canzone che cerchi.

Neffa - Passione

Dammi passione
anche se il mondo non ci vuole bene,
anche se siamo stretti da catene
e carne da crocifissione

Presto noi sogneremo
distesi al sole di mille primavere
senza il ricordo di questa prigione,
di un tempo lontano ormai.

Abbracciami e non lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va

C'erano le parole
c'erano stelle che ho smesso di contare
perso nei giorni senza una ragione,
nei viaggi senza ritornare.

Ora tu non spiegare
tanto lo sento
dove vuoi il dolore
quando la notte griderà il mio nome
nessuno ricorderà

Abbracciami e non lasciarmi qui
lontano da te
abbracciami e fammi illudere
che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce
giuriamo per sempre però
siamo in un soffio di vento che già se ne va..
Siamo in un soffio di vento che già se ne va

(Vedi anche: Testi canzoni italiane)

 

Q

Valdo T. (Treviso) - 4 novembre 2007

 

Egregio amico sto cercando, da tempo, una cara canzone della
gioventù. Credo sia Gian Pieretti il cantante o l'autore. Il testo
dice: Haai detto un giorno a me...maaaaai me ne andrò da te! Ora mi vuoi
lasciar... e mi dici che...mi rendi la cose che ho donato a teeeee! Mia
cara! Rendimi tutto quel che ti ho dato o Rendimi tutto quel che ti ho
dato o. Rendimi tutto quel che ti ho dato o. Ho dato! Ho dato! Ho dato!
Sooo che tu non potrai, maaipiù ridare a me tutto l'amore che un dì,
donai a te ee e tutto il tempo, dedicato a teee! Mia cara rendimi
tutto quel che ti ho dato o! ecc.

 

A

19 ottobre 2007

 

Valdo:
dovrebbe essere "Quel che ti ho dato" della Equipe 84.
A questo link trovi testo e chords.

 

Q

Gennaro M. - 4 novembre 2007 (Le meteque)

 

Cerco il testo de "Le meteque" di George Moustaki. Il
brano venne lanciato in Italia (lirica di Bruno Lauzi) con il nome de  "Lo straniero"
grazie per il vostro aiuto

 

A

4 novembre 2007

 

Gennaro:
magari hai già trovato le parole di questo brano, è abbastanza presente in rete.
Puoi vedere ad esempio:
http://www.paroles.net/chansons/18364.htm

In Italia era stato proposto proprio dallo stesso Moustaki al festival della canzone di Venezia del 1970.

 

Q

Peppe (Catania) - 31 ottobre 2007 (Aprire una radio libera oggi)

 

Ciao mi kiamo peppe ho 18 anni e vorrei iniziare a fare radio (è un
mio sogno)...per iniziare io volevo fare tipo una radio libera come una
volta, solo k a quanto ho capito nno si può più!!:(...cmq per mettere su una
piccola stazione radio,c on raggio di pochi km k attrezzatura mi
servirebbe??cosa dovrei fare??? per favore almeno tu rispondimi....nn mi
aiuta nessuno....magari postami qlk link e io vado a dare un
occhiata!!! conto in una tua risposta!!!g razie dell'attenzione!!!

 

A

7 novembre 2007

 

Peppe:
il problema principale è la assegnazione delle frequenze. Attualmente è bloccata in attesa del riordino delle frequenze, che continua a slittare.
Nella pratica le radio comprano e vendono le frequenze già esistenti, e nuove radio possono nascere solo acquistando frequenze da radio che hanno cessato o hanno intenzione di cessare le attività. Ci possono anche essere frequenze libere (nella tua zona è possibile) ma:
- riguardo alle frequenze libere non è detto che se nessuno trasmette siano veramente libere;
- se anche una frequenza è veramente libera per acquisirne legalmente l'utilizzo occorre avere una concessione per le radiodiffusioni (legge 223/90)
- le concessioni sono assegnate dal Ministero delle comunicazioni tramite bando
- i bandi dovrebbero essere annuali, ma sono bloccati dal piano generale di riordino delle frequenze
- anche per l'assegnazione vigono regole più o meno complicate, ma mi pare che il primo passo sia già abbastanza complesso.

Quindi devi cercare nel tuo territorio quali sono le radio che hanno cessato le attività e che sono ancora titolari di frequenze (prova magari con le radio parrocchiali). Questo è il primo passo fondamentale. Agli altri (contenuti, diritti SIAE, attrezzature) potrai eventualmente pensare dopo.
In ogni caso per una radio occorrono necessariamente: soldi (almeno un po') e una squadra nutrita di volontari.

Non voglio smorzare gli entusiasmi, cerca soprattutto di conoscere e studiare bene la situazione delle radio nel tuo territorio.

(Vedi anche: la sezione sulle radio libere)

 

Q

Sonia I.  - 5 ottobre 2007 (Alunni del sole)

 

Chi cantava la canzone "Concerto" (credo sia questo il titolo) Fa all'incirca così: "concerto il..... senza te che suona e mi riporta a te...." Grazie.
Non lo sa nessuno!!!!!!

 

A

9 ottobre 2007

 

Sonia:
mi pare che sia proprio Concerto degli Alunni del sole.
Dovrebbe anche trovarsi con facilità. Ecco il testo, se vuoi controllare.

Concerto - Alunni del sole

Da dove sei venuta, io non so
la voce del tuo cuore
sarà magicamente discesa da lassù
dal mondo dell'amore
ricordo di una notte
che non finiva mai.

Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me.

Giorni sul lungomare insieme a te
bruciavi più del sole
e gli occhi tuoi nel vento come i miei
in cerca dell'amore
ombre di una pineta
e un prato per sognare.

Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me.

L'estate senza fine poi finì
e si gelò il mio cuore
la terra che girava intorno a noi
si allontanò dal sole
ricordo di una notte
che non finiva mai.

Concerto, di un mare senza te
che suona e ti riporta a me
.

(Vedi anche: Testi canzoni italiane)

 

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